Siamo pronti? Sì. Salutate Raffaella. Ciao Raffaella. Raffaella. Ciao. Eleonora non ti saluta. Non lo so perché sta antipatica. Ah no, ho detto ciao Raffa. Ah, ok. Bene, allora oggi ci mancano due parti del trattamento. Abbiamo fatto il cuore, ci manca l'inizio e ci manca la fine, come si inizia e come si conclude. Ok? Quindi questo è quello che vediamo oggi. Il permesso all'inizio veniva fatto nei primi corsi di detox in maniera molto sintetica. In realtà è un mondo veramente ampio, veramente pieno di praterie, soprattutto la parte del permesso spirituale. Ehm, vediamo dove riusciamo ad arrivare
oggi. sicuramente avremo una panoramica e e di strumenti per gestire i quattro livelli del permesso che sono fisico, mentale, emotivo e spirituale. Poi vediamo dove riusciamo ad andare. E l'altra parte riguarda la conclusione, Per cui dopo che il detrito è stato rilasciato, che cosa si fa? Oppure che cosa si fa se il detrito non viene rilasciato? Può accadere che uno chieda il detritto è stato rilasciato? Eh, la risposta a volte no, perché ci sono dei blocchi, degli sbarramenti. Quindi oggi parliamo di ostacoli, di blocchi, di sbarramenti e di sabotaggi, tutti trasformabili con la procedura che
vedrete oggi. Ok? Mh. Prima di cominciare ci sono domande sul pregresso che ci smarchiamo magari. Francesca ha fatto delle domande interessanti a cui penso di aver risposto. Sì, sì. Non so se avete incontrato altri dubbi e mi volevate chiedere i detriti di Daniele? C'era qualcosa che non Sì, appunto la domanda poi avevamo discusso anche assieme, insomma, e nella prima storia, diciamo, che è emersa, nel primo detrito, ad esempio, non c'è stata risonanza con il con il paziente, insomma, con Cioè, nel senso che cliente cliente cliente abriamo un servizio e lui paga. È vero. Sì. è
la mia deformazione professionale psicologica. Te lo cioè ce lo diciamo prima per evitare anche problemi quando parleremo. Sì, me lo scrivo anche qua pubblicamente. Noi non facciamo cura. Certo. Sì, direi attenzione a parlare di guarigione. È una medicina energetica, è una terapia energetica e non è alternativa, ma è complementare, cioè dobbiamo stare un po' attenti, sennò ci incagliamo e se qualcuno ci vuole dare fastidio poi agli agganci. Certo. Gli amici psicologi per primi, eh, amici, insomma. Vabbè. Eh, peri quando parlate di terapia magari metteteci subito energetica accanto. Terapista energetico. Mh mh. Facilitatore di detox energetico
emozionale. Poi le vedremo. Questi sono più temi che riguardano, cioè quando uno dice "Ok, lo voglio fare nella vita E allora mi facciamo". è un altro tipo di percorso mh mh decreare questa attività nelle nostre vite. E questo è quello che Francesca mi chiedeva ai livelli, no? c'è il livello di base, come fare un trattamento. Poi c'è un secondo livello che riguarda la coscienza, la coscienza del corpo. Quindi si esplora la coscienza di ogni singola parte del corpo che ci consente di capire che cosa il detrito ha fatto nella vita di quella persona. Poi c'è
la parte master che è la parte proprio professionale per cui dici "Ok, io voglio cominciare a fare trattamenti e chiedere denaro in cambio e aiutare le persone facendo questa cosa." Allora, si apro si aprono tre cassetti che sono etica, efficacia, eccellenza. Però io avrei una domanda. Prego. Allora, quando eravamo a Trieste al corso e tu facevi trattamenti alle persone sul lettino, Sì. Io ho visto che le tue mani non facevano solo il bio feedback, ma con un dito, adesso non mi ricordo bene, facevi un qualcosa come se tu andassi con un amo a pescare una
roba, cioè non so, a me ha dato quell'impressione lì, ecco, poi non so se facevi proprio quello. Fammi vedere come facevo, perché io non lo so come facevo. Fammi vedere. Ah, ma no, non mi ricordo. C'è il movimento, devo dire la verità. Ok. Era come quando avevi sul sulla pancia le mani e smettevi di di testare così alle volte un dito te agganciava un qualcosa, ma non so, forse una era una mia impressione, ma l'ho visto più volte. Ok, forse era un tic. Ma faceva così, Francesca? Così tipo, scusa. No, no, no, no. era proprio
con un dito, non mi ricordo quale, che andava come a scavare, a prendere. Adesso non non Ok. E questa cosa mi aveva colpito. Ecco. Ok. Eh, nella fattispecie non so questa, non te la so spiegare, non ti so dire. Ah, ok. Io ti posso dire che a volte, cioè io cercavo di fare solo il detox, però a volte c'erano persone che erano un po' in difficoltà e quindi eh facevo entrare altri sistemi, tipo il body talk, per esempio. Per cui uno step successivo è quando Daniele o Emilia, per esempio, mi diranno "Ma io so fare
anche il reiky, il counseling, la riflessologia e c'è un modo per far sì che tutte queste cose funzionino e non solo in armonia, ma di più, cioè in accordo con la saggezza innata del corpo della persona che riceve il Trattamento. Vuol dire questo, che il corpo di ognuno di noi è diverso da tutti gli altri ed è diverso di da momento a momento. Quindi io in un certo momento il mio corpo può voler fare prima il reikiy poi il detox o prima un po' di reiky, poi una cosa di detox e poi ancora reiky. Lo
sa solo il corpo. La potenza di quello che facciamo è che noi facciamo esattamente quello che ci dice di fare il corpo. Per questo poi funziona. Quindi più di noi mettiamo dentro questo flusso e più staccogliamo qualcosa, più ego ci finisce dentro. Ed è il problema di anche bravi terapisti che a volte però non funzionano in certe situazioni o fanno danno, perché magari gli entra una persona nello studio e questo dice "Ah, per me quello c'ha il meridiano del fegato bloccato, vado là e no, prima ascolta, ho capito che hai tanta esperienza eccetera eccetera, ma
c'è questo strumento pazzesco che può chiedere al corpo esattamente quello di cui ha bisogno e quindi c'è questo è un altro tema, però ora tra oggi e la prossima volta è un un bel momento perché voi concludete il pacchetto di informazioni che vi serve per fare una sessione completa. Eh, come vi dicevo, il eh permesso una volta veniva fatto in maniera più rapida e infatti seguivo il protocollo permesso, emozione, pam. Poi col tempo, perché poi è un sistema vivente il detox, vedevo che il permesso diventava un argomento Sempre più importante, sempre più complesso, sempre più
articolato e quindi ho deciso di farlo solo dopo che c'è una certa eh familiarità da parte vostra, da parte delle persone col sistema. Ok? No, scusami, quello che ti volevo dire prima che è che è che durante il trattamento si è venuto fuori, cioè ci siamo chiesti, no, quando non c'è risonanza, appunto, con la storia, nel senso che il primo detrito Daniele ad esempio non lo riconosceva nella propria storia, proprio diceva, cioè io questa cosa proprio a parte non il ricordo, ma proprio non non fa parte di me. Mh. Non fa parte di me. Ok.
Sì, come se fosse una cosa magari, non dico quasi opposta rispetto a quello che aveva vissuto, però non c'era non c'era parlare giusto per capire, per entrare un po' nel nel merito e vi posso dare delle informazioni in più. Si può condividere? Era un luogo Sì, certo, senza nessun problema. Eh, era sostanzialmente era nel protagonista, erano protagonisti il luogo di cosa? detrito di cosa? Indecisione. Indecisione. Eh, localizzato nei genitali, ok? E aveva a che fare con protagonisti. Eh, il protagonista era un mio ex, una mia ex partner e il luogo era saltato fuori che era
Parigi. Ok. Però non c'era rispondenza. Eh, almeno io. Siete mai stati a Parigi? No, no, siamo stati a Parigi nel periodo migliore che c'è stato tra me e la mia partner, la mia ex partner. Eravamo fidanzati, spensierati, eccetera eccetera. Quindi in questo in questo senso non ho trovato rispondenza in un qualcosa che non è stato positivo, ma ne è Non è che non me lo ricordo proprio. Siamo stati bene, semplicemente bene. Detritto è in sicurezza. Sì. Indecisione. Indecisione. Ok. Questa è molto bella come situazione perché eh sta va molto in profondità perché va proprio nell'inconscio.
Quindi più c'è effetto sorpresa e aggiungo più le persone non non comprendono lì per lì, più se abbiamo fatto le cose per bene il trattamento va in profondità perché Dani è vero che tu a livello Conscio non avevi indecisioni, eri tutto, però l'inconscio e lavora in maniera un po' diversa da quello che noi quando vogliamo tenere tutto sotto controllo, per esempio, non c'è molto la dimensione temporale probabilmente a livello inconscio si stava già preparando alle future indecisioni, quindi può essere che sia nato proprio lì e tu non ti sei accorto di alcune cose e proprio
lì si è formato il l'embrione del detrito di indecisione che poi in fut successivamente si è manifestato. Quindi non serve che per forza ci dicano "Bravo, hai ragione, come hai pescato bene". Anzi, quando mi dicono "Yeah!" Sì, però non sono proprio contentissimo, infatti vado avanti, magari esce fuori qualcos'altro e non serve dire tutto, serve dare un qualche riferimento, ma il lavoro non è un lavoro psicologico, per cui ti dico tutto quanto, vai a casa con la lezioncina. Ok? La chiave potrebbe essere una domanda che magari mi sarei mi sarei potuto porre della serie. Speriamo che
vada sempre così. Cioè l'insicurezza è sto bene adesso, mi auguro, speriamo che vada bene sempre così. E certo, così. E certo, perché nel momento in cui io voglio fissare il presente per sempre, già sto mettendo invece un altro tipo di energia, cioè mi aggrappo e se mi aggrappo non sono più nella certezza, nella sicurezza del fluire con la vita qualunque cosa accad Sì. Sì. E ovviamente queste sono cose che facciamo noi, è importantissimo questo lavoro che stiamo facendo perché col cliente non potrete fare tutti sti ragionamenti, perché più ragionate e più e più ci mettete
roba vostra e più il trattamento perde efficace profondità. Per questo è importante confrontarsi ogni tanto con chi lo sta facendo, con chi lo ha insegnato, con chi, perché è proprio questa la ricchezza. Ok? Questa non è una domanda che si trova né in teoria né in pratica quando le faccio io. È una difficoltà o comunque un tema con cui vi siete confrontati voi che è profondissimo e allora non dobbiamo eh aspettare conferme dalla persona che trattiamo. Ok. Poi ci saranno sempre gli aha moments. Ahah. Ma non dobbiamo cercarli, non ce li dobbiamo aspettare. Via tutte
le aspettative. Poi a me mi succede spesso in pubblico. Ti ricordi, Dani, quando abbiamo fatto quella presentazione a Roma? Mh mh. Sì. Eh, e mi esce un detrito, glielo glielo comincio ad anticipare. Mi sembra esce un detrito, pensa, me lo ricordo ancora. inibizione c'erano una ventina di persone attorno che non conoscevo, psichiatri, insegnanti di yoga, curiosi, un mischione di persone che non conoscevo. Salta, esce una persona, tiro fuori un detrito, il primo, e mi esce inibizione attorno ai boh, 257, non mi ricordo. E gli dico ti ricordi per caso se in a quell'età hai provato
una cosa che potrebbe far pensare all'inibizione? Assolutamente no. È stato l'esordio della conferenza pubblica. Ricordo, ricordo. Capita spesso. Mi capita spesso. Ok, respiro. E lì è un po' come la storia, no? funzionare. Ok, va bene. Mh, a quel punto io comunque ho detto a a mio team, no, perché c'ho i miei mie il mio team di supporto, aiutatemi a fare le domande giuste. E le ho chiesto che cosa ti piaceva fare in quel periodo. Assolutamente non sapevo proprio cosa fare. e mi aveva appena detto assolutamente no. Per cui il mio consiglio è di fare qualche
domanda. Ma testatelo prima. C'è bisogno che faccia delle domande? Sì, va bene così? No. Va bene così? No, ok, va bene, andiamo avanti. Perché sai, comunque si lavora spesso nell'inconscio. Può essere che ci fossero dei semi di e vai avanti, andate avanti dritto. Se invece dite devo fare domande, devo andare, devo approfondire, vi dice sì, sì, sì, allora restate lì con fiducia. M m quando non vi libera Pippo dice: "Ok, puoi andare". Ok. Ok, benissimo. Grazie. domande bellissime. Ok. Non so dove infil qua, forse. Ma voi vedete la slide o vedete anche le vostre faccine
accanto alla slide? Tutte e due. Tutte e due. Tutte e due. Piccole sulla destra. Quindi così diciamo che è un buon compromesso. Ok, ci concentriamo sul permesso. Come vedete questa è la foto di un portone con un lucchetto. Questo lucchetto a volte se rimane chiuso impedisce di fare il trattamento. Quindi la prima domanda da fare è abbiamo il permesso di disintossicare? La facciamo sempre, anche se questa persona ha disdetto otto appuntamenti, ha fatto 200 km per venire a fare il trattamento nel nostro studio, perché perché noi lavoriamo con quello che succede sotto il pelo dell'acqua
dell'iceberg, quindi può essere che ci siano delle resistenze inconsce e quindi il corpo dice finché che non risolvi questo problema, puoi fare qualunque trattamento, ma non serve a niente, quindi non ti do il permesso. Per cui potrebbe essere una signora che eh è cresciuta in una famiglia molto fredda, molto poco affettiva. E l'unico momento in cui si ricordavano di lei era quando aveva la febbre da bambino. E da allora ha associato l'idea di avere dei sintomi con l'idea di essere importante per qualcuno. Questa persona potrebbe avere delle forti resistenze a guarire, oppure ha a casa
un familiare che sta molto male e quindi si sente in colpa stare bene. Altro tipo di resistenza. Sto semplificando, ovviamente, eh. Oppure è una signora che ha due figlie che studiano medicina, molto leftin, molto cervello sinistro, razionali, iperscientifiche, che la giudicano come quella un po' strega, un po' bizzarra e quindi si sente giudicata oppure non si fida pienamente di questo terapista vestito di rosa perché gli sembra un po' strano. 2000 resistenze. Ok. Con il permesso noi abbiamo la possibilità di individuare le resistenze inconsce e nella maggior parte dei casi scioglierle e passare poi successivamente al
trattamento. Il permesso può riguardare quattro sfere della nostra vita. il corpo, la mente, le emozioni e la parte spirituale. Quindi il c'è il portone, c'è il lucchetto, Serve una chiave per aprire il lucchetto e la chiave è sempre una frase. Quindi noi dobbiamo trovare la frase giusta. La frase è una frequenza che si ottiene dalla somma di singole frequenze, cioè dalla somma di singole parole. Quindi queste frequenze sommate danno una frequenza finale che è la frase solo quella. Dice ma è un sinonimo? È un sinonimo, ma a quella persona suona diverso. È come la chiave.
di chiave ce n'è una, no? Se voi fate un una piccola modifica, la chiave non entra più nella toppa del del lucchetto. Quindi dobbiamo trovare la frase perché la frase è la chiave che apre il lucchetto e che quindi apre il permesso. E quando il permesso è fisico riguarda il corpo. La frase potrà essere io do il permesso al mio corpo di guarire, alleggerirsi, ammorbidirsi. trasformarsi, provare piacere. Da qua in poi ci si può sbizzarrire. Quando siete nelle onde alfa durante il trattamento, vi arrivano tutte le opzioni, avete tutto il ventaglio a disposizione. Poi c'è
l'aspetto mentale e la frase potrebbe essere: "Io do il permesso alla mia mente di guarire, qualcuno si spaventa." Chiedetelo, ma dice "Ma io non sono un malato mentale". Ok? fermarsi, rallentare, riposare, alleggerirsi, vagare. Ok. Mettersi in standby, silenziare, fare silenzio. Quindi, ok, il terzo livello di permesso è emotivo. Io mi do il permesso di riguarda le emozioni, quindi accettare le mie emozioni, accoglierle, esprimerle, abbracciare le mie emozioni, trasformare le mie emozioni, vedere le mie emozioni, guarire le mie emozioni. Ok? però riguarda le emozioni. Ora le emozioni, ormai lo sapete, sono tante, ok? Quindi io vi
do il permesso di accettare le mie emozioni. Se vi esce una frase, quando vi esce una frase del genere, io vi suggerisco di chiedere se ci sono dettagli. Quindi io mi do il permesso di accettare le mie emozioni. Dettagli. Sì. Secondo voi come faccio a cercare l'emozione giusta? Testo. Uno per uno. Uno per uno cosa? l'emozione, cioè io mi do il permesso alla rabbia di di accettare la mia rabbia di uno per una per una, no? Rifaccio la richiesta prima per colore, poi per colonna. Ah, ecco. Ok. Sì, sì. La stessa tabella delle emozioni che
usate Ah, ok, ok, ok. Per definire il detritto la potete usare prima per comprendere il permesso. Ok? Questo significa che dopo ci tornate per trovare l'emozione del detrito. Ok? Perfetto. E infine c'è il permesso spirituale. Il permesso spirituale può avere a che fare con la consapevolezza, quindi mi do il permesso di essere più consapevole. può essere, io mi do il permesso di essere più consapevole di me stesso, eh dei miei valori, mi mi do il permesso di eh riconnettermi con il cuore, riconnettermi con i piani spirituali, con i piani divini. L'aspetto spirituale è molto ampio.
Ok? Non vi focalizzate su queste frasi perché ve le spiego dopo se c'è un attimo di tempo. Queste sono tracce sul permesso spirituale. Però se io non vi se io non vi dicessi nulla, cosa può essere il permesso spirituale? Può essere una persona che ha ha interrotto il suo percorso di crescita, quindi mi do il permesso di ricominciare a crescere. Può essere una persona che ha perso connessione con cosa? coi piani divini, con l'anima, col suo scopo di vita. Può essere una persona che si è sconnessa dal proprio cuore. Questi sono i temi spirituali, no?
Poi li vediamo nel dettaglio perché se ve li dico adesso vi mando in confusione. Ok? Ora vediamo. Vi ho fatto una panoramica. Ok, vediamo la procedura come ci si muove. Allora, abbiamo detto che la domanda di partenza è diamo il permesso di disintossicare. Perfetto. Perché questa domanda dove la dove la trovate? Sul protocollo. Nel protocollo. Perfetto. Abbiamo il permesso di disintossicare e la risposta, se c'è un problema di permesso, sarà no. No. Ok. Ora per favore fatevi un tatuaggio qua che così poi ve lo ricordate. Quando vi dice perché ci cascherete, quando vi dice no,
la domanda da fare è dettagli. E la tentazione di cominciare a chiedere subito è fisico, è mentale, emotivo, è spirituale? No, si chiede dettagli. Questa è l'unica difficoltà di procedura del permesso. Perché se devi chiedere sempre dettagli? Perché se è dettagli, no. Se non ci sono dettagli la sessione non si può fare. Ah, eh, già è questa la discriminante. Se ci dice dettagli, no, la sessione non si può fare. Avete visto durante i corsi che qualche volta rimandiamo a a sedere la persona? Sì. E in quel caso? In quel caso è perché non è il
momento. Può essere che debba tornare in un'altra data, Può essere che debba fare detox con un'altra persona e voi le testate tutte quelle che conoscete. Può essere che abbia bisogno di altro. Reiki, shatu, riflessologia, andare dal cardiologo, andare dall'endocrinologo, dovete chiedere tutto. Ok? E poi vi fate pagare. Io proprio non mi riesco. Quella persona è venuta a perdere tempo e a far perdere tempo a te. E la e il messaggio che si porta a casa è che è questo che sta che è completamente fuori strada. Te li dà, non te li dà, son problemi suoi,
ma tu hai preso l'ora per lei e le hai dato l'informazione in piena integrità. Mi viene sconvolto. No, no, no, no, soprattutto se ha fatto 200 km per venire. Ma come? Io eh poi magari si incazza con voi per 3 anni e dopo 3 anni vi chiama e vi dice "Oh, ma sai che avevi ragione". Mh. Fa parte del nostro ruolo essere in una condizione di neutralità, di equanimità, di integrità. Ok? La buona notizia è che succede raramente. A me sarà successo una o due volte. A parte durante i corsi che Ok, quindi la maggior
parte delle volte sarà dettagli. Sì. E a quel punto comincio a chiedere fisico. Se mi dice di sì mi fermo, se mi dice di no, vado avanti. Emotivo, se mi dice di sì mi fermo, se mi dice di no, vado avanti mentale e via discorrendo. Ok? Quando ho compreso in quale area del eh permesso mi trovo, comincio a cercare la frase. Ok. Sì. No, forse. Sì. No, forse. Sì, sì, sì. Ora, e questo è il secondo piccolo scoglio del permesso, per trovare la frase serve un doppio check. Prima la testo dentro di me, quando Pippo
mi dice "Ok", la faccio ripetere alla persona a voce alta e la ritesto. Ok? Quindi è un doppio livello quando dirà sì e magari dettagli no, se voglio fare proprio le cose precise precise, ho trovato la frase, ho in mano la chiave per aprire il permesso. Però voi sapete che una chiave può avere una 2 tre mandate, anche di più. Le mandate della chiave sono il numero di volte in cui io ripeto la stessa frase, in cui il cliente ripete la stessa frase. Ok. Quindi trovo la frase e poi chiederò quante volte. Se c'è un
errore in questa slide, non chiedo quante volte perché Pippo non risponde a domande aperte. Chiedo quante volte vuol dire una, 2 3. La maggior parte delle volte sono tre volte. Quando è un permessone di solito arriva a cinque. Ok? Quando c'è proprio ostinazione la persona ha bisogno di dirlo 5 sette volte, ma la stragrande maggioranza sono tre. E quando abbiamo la frase e il numero di volte in cui va ripetuta, possiamo fare la tecnica del permesso. Tecnica del permesso. Picchietto il cuore o faccio picchiettare il cuore. Inspirandoci dentro la persona ripete il respira picchiettandosi il
cuore o se è sul lettino le picchietto il cuore mentre respira. Questo apre le porte. Poi le faccio ripetere la frase una volta e faccio fare un respiro profondo. Profondo significa Ah, ricordatevi che respiro ha due fasi. Se non c'è la fase della espirazione del rilascio, non viene rilasciato, non può essere rilasciato. Il permesso rimane tutto dentro così. Quindi picchietto. Respira nel cuore, ripeti la frase, fai un bel respiro, in e out di nuovo picchietto. Ripeti la frase. Fai un bel respiro in e out di nuovo picchietto. Ripeti la frase, fai un bel respiro, in.
Ah! out. Ok, nice. Perfetto. Ora facciamo per finta. Francesca del re. Abbiamo il permesso? No. Cosa devo chiedere? Ehm, che palli? La prossima ti caccio fuori. Sai che scherzo, Emilia? Stava qualcuno stava per dire fisico, siate sinceri. Vabbè, non importa, meglio così. Quindi abbiamo il permesso, no? E se ci sono in ricezione, chiedo aiuto ai tuoi amici. Cosa devo chiederli? Tagli. Tagli. Dettagli. Sì. M Ma io posso parlare o non posso parlare? No, no, adesso no, perché sennò gli li inibisci tutti. Ascolta, poi dopo poi dopo facciamo. Ok, grazie. Poi ti faccio fare esercizio dopo.
Oh, cara. Quindi taglio qui e inizio a chiedere fisico, ragazzi, no. Mentale, no. Emotivo, sì. Mh. Quindi, quindi vado sulle emozioni. Prima no, prima c'ho trovarvi la frase generale, quindi ve lo dico. Io comincio a testare dentro di me. Io mi do il permesso di accogliere, no, trasformare, no, vedere, no, superare, no. Integrare, no, onorare. Ok, questa è una frase, ve lo dico, cioè ero in onde alfa, cioè respirato nel cuore, mi sono centrato e arrivano altre Informazioni perché non mi sarebbe mai venuto in mente questa parola parlando normalmente, ma solo in un momento di
centratura. Ok? Poi vi insegnerò anche delle tecniche di centratura. lampo. Ok, quindi onorare. Io mi do il permesso di onorare le mie emozioni. A questo punto, secondo voi cosa faccio? Questo se la frase tra me e me se la frase corretta. Brava. E mi ha detto di sì, per questo mi sono fermato. La faccio ripetere? No, sì, normalmente è così, ma siamo con le emozioni che abbiamo visto che sono tante. Ah, è vero, è vero. Quindi andiamo nelle colonne. Quindi emozione rossa. No, no, no, no, no. Dettagli. Potrebbe essere anche essere no. Se dettagli no,
io mi do il permesso di onorare tutte le emozioni, le mie emozioni. Ah, ok. Quindi mi do permess capito quanto è importante quella parolina che ci apre. strade. Sì, quindi sennò andiamo non andiamo sulle colonne e andiamo avanti. Se sì, andiamo sulle colonne però. Ok. Quindi io mi do il permesso di onorare le mie emozioni. Dettagli. No, Francesca, è bello ampio il discorso. Hai più una. Ok. Le tue emozioni ti rendono quello che sei, ti hanno permesso di arrivare qua fino adesso e sono tutti spunti per una trasformazione tua. Quindi io testo dentro di me,
mi dice mi dice di sì. Cosa devo fare? Lo fai ripetere al cliente. Francesca, ripeti questa frase. Io mi do il permesso di onorare le mie emozioni. Io mi do il permesso di onorare le mie emozioni. È questa la frase. Sì. Ok, ce l'abbiamo. Perfetto. Cosa faccio adesso? Ho la chiave. Ok. Quante volte deve ripetere? No, deve ripetere una volta. Una volta. Brava. Perché Pippo dici quante volte Pippo ti dice uh? Non è cap quanti gusti di pizza. Quanti gusti di pizza e mo che c'entra? Ok, quindi una volta, no, due volte, No. Tre volte
no. Meno male che ho detto che era sempre tre. Vai. Tre volte, no. Cinque volte. Perché questa ragazza questo tema onorare significa né giudicare, né sentirsi in colpa, né eh è un termine molto potente onorare. Ok, quindi la guido io, poi voi guiderete qualcun altro. Cara Francesca, togliti gli occhiali perché con gli occhiali si controlla di più. Comincia a picchiettare il cuore e respiraci dentro. Sta aprendo le porte. Brava. Ripeti la frase. Io mi do il permesso di onorare le mie emozioni. Io mi do il permesso di onorare le mie emozioni. Grande e lascia andare
a Io mi do il permesso di onorare le mie emozioni. Grande. Ah, lascia andare. Io mi do il permesso di onorare le mie emozioni. Grande. Ah. Ah, picchiettate che vi ci riguarda tutti. Io mi do il permesso di onorare le mie emozioni. Ecco. Ah, l'ultimo. Io mi do il permesso di onorare le mie emozioni. E lascia andare. Top. Cosa chiedo a questo punto? Chiedo il permesso. È stato rilasciato? Sì. E vado avanti. Se vi doveste dire di no, eh, chiedete quante volte ancora. Però lei l'ha fatto bene, ha respirato bene, a volte le persone sabotano
un po'. Io mi do Io mi do il permesso di onorare le mie emozioni. Io mi do il permesso di onorare le mie emozioni. Io mi do il Questo non è un permesso, è il compitino fatto male. In quel caso, in quel caso eh si tra virgolette si si consiglia come respirare al cliente. Sì, sì, ti fermi. Importante che tu faccia un bel respiro pieno, in out lo rifacciamo. Ma nel farlo ripetere sempre le cinque volte oppure chiedo di nuovo testando? No, chiedi quante altre volte. Ok. Cioè chiedi il numero che ti esce è quante
altre volte parti da uno, però veramente vedrete che è quasi sempre tre. Ok. Posso farti una domanda generale? Cioè eh di fronte a un cliente scettico ti sei mai trovato? Cioè nel senso una persona non ti conosce, cioè nel senso non conosce Massimo la sua storia, quello che fa, eccetera. È ovvio che si è arrivata a noi eh una conoscenza frugale sicuramente della nostra persona, però ce l'ha però non ce l'ha magari del detox. Sì, in quel caso si fa un preambolo, si si o si lascia fluire, No? Il preambolo ci sta. Beh, io addirittura
quando una persona viene gli faccio compilare un modulo di cinque pagine di informazioni. Ok? E quello devo d per forza il permesso dopo dopo aver compilato cinque pagine. Già quella ne parleremo già quella compilazione è è un momento potente di riconnessione e già da come compilano capite il senso del percorso. Ok. Ok. Ehm, poi bisogna essere flessibili, centrati, affidarsi, chiedere aiuto. Per esempio, oggi ho fatto una cosa che non avevo mai fatto e ho fatto un trattamento a mamma e figlia prima di venire qua. Mh. Sono venute mamma e figlia, undicenne la figlia e io
lì ho non ho, cioè l'unica cosa che potevo fare era chiedere, per cui abbiamo iniziato un po' a parlare e ovviamente con una ragazza di 11 anni andare molto delicato, molto leggero. G ha chiesto che cosa le sarebbe piaciuto migliorare nella sua vita, ha fatto qualche piccolo accenno e poi quando si è sdraiata sono venute fuori un sacco di cose interessanti e quindi gli ho detto, "Guarda, ehm sto cercando di ricordare eh ah Sì. Una volta che era sdraiata mi mi è Venuto vbè subito il tema della morbidezza, gli ho spiegato cosa accade quando noi
attraversiamo le situazioni contratte o quando siamo morbidi. Quando siamo contratti la vita non è bella e noi siamo sempre come se fossimo imbalsamati. Quando siamo morbidi, la vita è più bella, possiamo dire anche una stupidata, ci possiamo scherzare sopra, possiamo cambiare. Gli ho detto, "Guarda qua, il tema è come renderti più morbida nella tua vita." E e a quel punto io la cosa che spiego sempre è quella è quella del biofeedback, cioè di che noi facciamo delle domande al corpo che dà delle informazioni e e ci dice lui cosa vuole che venga fatto. Questa cosa
ehm crea subito un un rapporto con le persone perché le tranquillizza in qualche modo e le incuriosisce. E poi parlo de dei detriti, cioè di che cosa può fare un detrito nella vita di una persona, cioè ti tiene sempre in quella situazione lì, in quell'emozione, in quell'energia lì e quindi noi andiamo a togliere vecchie cose per stare meglio. Questa è la base. Grazie. Prego. Poi se ti arriva il maestro di Reiki, vai giù profondo. Se ti arriva l'idraulico, No, cioè magari un idraulico evoluto, può semplificarlo, però se ti arriva il maschio muscolare gliela devi dire
in un altro modo. Ok? magari c'ha c'ha problemi ai muscoli, ma in palestra è tutto indurito, gli dici, "Sai, questa roba qua il corpo reagisce in maniera diversa anche in base alle emozioni che ci stanno dentro. Quindi andiamo a togliere vecchie storie in modo che ti puoi distendere, capisci? Bisogna un po' capire sempre con chi, ma ti viene dopo un po'. Il consiglio che vi posso dare è di parlare prevalentemente di loro e poco di noi, ok? Quindi dei loro problemi piuttosto che del come noi li andiamo a sciogliere. Due proprio due indicazioni perché sennò
poi la la parte un mentalone che non serve. In effetti tu nei corsi fai poco accenno alla tecnica, ma dai molto più Sì, è vero, cioè più spazio a loro. Sì, sì. Anche Anche quando te lo chiedono al bar, no? Cosa succede? Classica scena di chi sta iniziando o comunque fa il nostro lavoro. Ma tu cosa fai? E allora la l'errore comune è cominciare a dire "No, io faccio questa roba qua che l'ho imparato". Cioè dire "Ok, io sono eh un se poi facevo body talk non lo non conosceva nessuno un sistema creato da un
chiropratico australiano che serve a due [ __ ] no?" Ok. Nel momento in cui ho cominciato a dire io aiuto le persone a gestire lo stress accumulato nel corpo. Stress. Ah, che figata. A quel punto io gli chiedo a ok, ma perché sei stressato? 100% ti dicono di sì. E e che problemi ti crea lo stress? dice, "Ah, magari dormo male" ti dice ok. Ah, sì, ecco, io faccio dei trattamenti, ho avuto delle persone che dormivano male e che poi dormivano meglio perché gli ho tolto delle memorie dal corpo di eh che li rendevano Ok,
però ti sto parlando della tua insonnia, non di quello che faccio io. E allora gli interessa, sennò non gliene frega niente di quello che fai te, A meno che non sia uno che fa un mestiere simile, che è curioso per motivi professionali, intellettuali, ma non è una conversazione molto interessante nella maggior parte dei casi. Ok, ora abbiamo il permesso, abbiamo fatto abbiamo tolto il detrito. Cosa succede? Dopo la tecnica del rilascio chiediamo il detrito è stato rilasciato? Vedete la freccetta del cursore? Sì. Il detrito è stato rilasciato. Sì. Quindi, come dire, abbiamo tolto un sasso
dallo zaino, ce n'è un altro, quindi altro detrito. Se mi dice sì, ritorno nella tabella delle emozioni perché sto cercando il secondo detrito. Se mi dice altro detrito no chiederò se è fine sessione, Quindi ve lo ridico veloce che è più facile. È stato rilasciato. Sì. Ce n'è un altro. No. Fine sessione. Sì. È stato rilasciato. Sì. Ce n'è un altro. Sì. Ritorno nella tabella delle emozioni. M Tutto chiaro? Sì. Perfetto. È stato rilasciato. Sì. Ce n'è un altro? No. Fine della sessione. Sì. C'è un seguito. Sì. Settimane. Sì. 1 2 3 Tre settimane. Dettagli.
No, si prende la settimana la terza e si dice, "Guarda, il corpo dice che hai bisogno di tre settimane prima di fare un altro trattamento e si sceglie uno dei giorni perché tanto non cambia." Ma se ti dice dettagli, sì, lunedì, martedì, mercoledì, sì. Dettagli sì, mattina. Pomeriggio, sì. Cioè, finché dettagli sì, si va avanti. Allora, deve essere deve succedere qualcosa di particolare, ma a volte ti dà proprio l'ora e lo scopri magari dopo qualche giorno perché ti ha dato quella quell'ora lì. però in genere si va per numero di settimane oppure c'è un seguito,
no? A posto così. E questo nel caso in cui il detrito sia stato rilasciato. Il detrito è stato rilasciato? No. Ok. Cosa significa? Che è lì lì, ma non va ancora. Qua ci sono quattro possibilità di base. Queste sono proprio quelle di base. Devo ripetere la pratica, tac tac, rilasciare, picchiettare, o perché respirava male o perché ero distratto io mentre la facev, insomma, va ripetuta. Ok. Poi c'è invece l'opzione più comune che è il download. Download significa che il trattamento è importante, il detrito è importante e il corpo ha bisogno di qualche istante per scaricare
tutte le informazioni. È come quando c'è un messaggio di posta elettronica, io clicco sull'allegato e ci mette un po' per scaricarlo. Di solito il download sono dei minuti, può essere 1 2 3 minuti. Questa è la maggior parte dei casi e di solito è da sdraiati. Quando ci sono download più lunghi, no, non vi incasino. Di solito è così, è inutile. Ok, quindi ripeto il trattamento download oppure può succedere ecco un Che riciccia fuori il permesso. Ma uno nuovo di nuovo? Sì, un altro magari non è uscito all'inizio, magari sì. Il corpo poco prima di
fare il rilascio dice "No, no, no, aspetta, aspetta, qua bisogna dare un permesso perché sennò è inutile". E allora si torna a fare il permesso, si fa la pratica del permesso e in genere il detrito va in automatico senza doverlo ripicchiettare. Però si chiede prima sempre se il detrito è stato rilasciato. Ok, va benissimo, va bravissimo. Ok, ok. Quindi permesso. Sì, fai la pratica del permesso. Dopo che hai rilasciato il permesso, dice è stato rilasciato il permesso. Sì, è stato rilasciato il detrito in genere. Sì. Ok. Un altro caso è che c'è un sistema di
credenze che blocca il rilascio, ma questo è un altro film. Questa tabella ve la manderò. Se non ve la mando mi dite Somaro, mi mandi la tabella? Scusa, ci puoi ripetere un attimino? Se esce il permesso, devi fare la pratica del permesso e alla fine del permesso si chiede sempre è stato rilasciato il permesso? Quando ti dice sì, chiederai se anche il detrito è stato rilasciato, Perché l'hai già picchiettato quel detrito, capito? Ok, faccio la pratica, ma chiedo solo conferma se è stato rilasciato il detrito. Eh, se ti dice sì è andato. E quindi cosa
chiederai? altro detrito. Bravissimo. Ok, ora facciamo un po' di scuola guida, cioè abbiamo fatto la teoria e adesso mettiamo in pratica, facciamo delle esercitazioni sulla procedura. Chi vuole fare Partiamo da Emilia, dai, che l'ho zittita brutalmente prima. Tu mi fai le domande, io faccio il biofeedback. Ti dico sì o no. Ok. Eh, ascoltate. Eh, chi la fai la sessione? No, non è una sessione. Lei mi fa una fa una sessione a un ipotetico cliente e io gli dico sì o no e quindi lei si muove nella protocollo in base alle risposte che riceve. Iniziamo. Emilia,
qual è la prima domanda? Abbiamo il permesso di disintoscare? No, no. Eh, no. Dettagli. Brava. Dettagli. No, e la sessione non può fare. Come non si può fare Emilia? Perché? Perché devi tornare un'altra volta, devi fare un'altra modalità o un'altra persona. Eh, quale delle tre? Dobbiamo testare, eh? Tu devi testare, io ti dico sì o no. Ah, ok. Eh, devi tornare un'altra volta. No. Ha bisogno di altro? Sì, un'altra disciplina olistica. Brava. Avete visto che furbacchiona? Invece di chiederle una alla volta, ha preso un bel pacchettone. No, una visita da uno specialista medico, no? Mh.
E qua bisogna andare di fantasia. ti connetti, tiri fuori la strega che è in te, perché a volte è eh camminare a Piedi scalzi sull'erba, a volte è guardare una foto, a volte scrivere una frase e bruciarla. Da da lì uno si connette perché son tante tanti gesti che possono avere un valore terapeutico. Ok. Fare in quel momento. Sì, sì. Ti metti lì finché non esce la Può essere un olio essenziale, può essere una pietra. Scusa, intendevo dire se è una passeggiata scrivere una frase bruciare e quindi poi fai questa questo atto psicomagico, no? Poi
può essere che facendolo subito cambia il permesso. No, no, no, no. la sessione non si può fare e comunque è un po' una provocazione perché in genere è o una terapia olistica o uno specialista medico. Queste cose che invece stavamo esplorando ve le tenete buone per i compiti. A fine sessione potete chiedere ci sono dei compiti quando chiedete la prossima sessione vi dà la data ci sono dei compiti. A quel punto ci può stare davvero qualunque cosa. Un pediluvio con gli oli essenziali. se conoscete gli oli essenziali, un trattamento di reiky, eh, Una passeggiata, appunto,
nel bosco, uno scambio con un albero, cioè lì veramente accendere una candela sopra una frase, cioè tutto quello che conoscete o che le vostre guide vi sussurrano, può essere un compito che serve a quella persona per integrare il trattamento fatto e magari fare da ponte col successivo. e si comincia a dare anche qualche elemento per un percorso solo se ci sono i compiti, eh, non dobbiamo fare i fenomeni e leggere un libro a volte, eh, ok, ok, ritorniamo indietro, Emilia, eh, abbiamo per solo una domanda qua, se non possiamo fare adesso possiamo chiedere eh informazioni
per il prossimo trattamento, per la prossima seduta. Sì, altra data. Sì, se te le dà Sì, altra data. Mh. Ok. Invece eh abbiamo il permesso, no? Dettagli. Sì. Eh, fisico, no. Emotivo, no. Mentale, no. Spirituale, sì. Continua Daniele. Mh. Mh. Ok. Se sullo spirituale penso a quello che potrebbe essere, per esempio, se ha perso la connessione con se stessa. Sì, io mi do il permesso. Cosa fai? Riconnettermi con me stesso o con me stessa. Ok. Sì, bene, abbiamo il permesso. Si inizia la sessione. Ma per niente proprio. Eh, certo. Altrimenti perché stiamo a fa scuola
guida? Respira. Esatto. Appunto. Quindi hai solo una frase. Abbiamo detto che basta un basta un check per la frase o ne servono due? No, ne servono due. Ok, è vero. Giusto. Quindi eh abbiamo trovato la frase. Sì. Poi bisogna eh testare, no, bisogna testare se la frase è quella corretta e quella giusta. Sì. Ok. Una volta Dimmi. E è già il sì. Ho già il sì. Occorre eh far respirare la il cliente per tre volte. Aspetta, aspetta. Dai. dicendo al cliente, "Devi prima fargli ripetere la frase". Eh. Ah, ok. No, avevo Ok, quindi eh si
ripete la si ripete la frase per tre volte alternando la ripetizione. No, aspetta, fermo, mi sto confondendo. Ok, infatti respira. Eh, quando tu hai testato la frase la fai ripetere alla persona, ma non per fare il permesso, ma perché ti serve un altro un altro test, un altro check. Ok? Testi due volte, una volta quando la dici dentro di te e una volta quando la dice la persona. Ok? Doppio check. 2 secondi. Ok, quindi ripetimi la frase, eh. Io mi do il permesso di riconnettermi con me stesso. Ok. Sì, cioè nel senso la dice tre
volte, dopodiché fai fare tre respiri, ti dice di sì e ti fermi. Ok. A quel punto fai la pratica, ok? E per fare la pratica lo fai la fai prima respirare un po' picchiettando e poi fai quello, poi continui perché è quello che stavi dicendo tu. prima della pratica. Ok, respiro. Ok, quindi una volta che ha respirato. Perfetto, Mi so perso. Allora, tu hai testato la frase dentro di te, poi l'hai fatta ripetere a quella alla persona davanti a te. Ha respirato dopo ha respirato di nuovo. Sì, aspetta Eleonora, so cosa vuoi dire. Aspettano a
respirare. Hai iniziato a respirare tu poi cosa fai? Abbiamo il perm No, è inutile che ti rispondo. Ok, te lo dico io. Allora, c'è qualcuno che aiuta Daniele. Sì. Dopo che hai testato la frase, cioè dopo che hai fatto ripetere al cliente, hai testato con la seconda controprova ed è uscito Sì. inizi a chiedere eh quante volte, no? Inizia a chiedere una volta, gliela faccio ripetere due volte, tre volte testamo la chiave, ma dobbiamo capire quante volte va girata, no? Ok. Eh, perché io mi ero Ok, va bene, va bene. Son cavolate, eh, perché dopo
che ci passi lo capisci e come freno, frizione, acceleratore, cioè una volta che hai capito, Ok. Una volta che una volta che abbiamo testato il numero delle volte in cui per cui deve dire deve ripetere la frase. Sì, abbiamo ci sono dei tagli, no? Cioè, ok. E poi possiamo iniziare, abbiamo il Possiamo iniziare a che a scegliere il permesso. No, a sciogliere il permesso. A sciogliere il permesso. Hai la frase, il numero di Hai la chiave, il numero di mandate, ma la devi girare la chiave. Ok. Per girare la chiave deve ripetere la frase mentre
gli picchietti il cuore. Ok. intervallando la frase con dei respiri profondi e io ero passato. Ok, perfetto. Io ero passato già i tre respiri, cioè prima che Eleonora mi correggesse ero passato già ai tre respiri. Ma perché tre? Perché non lo so una miero fissato nella mia mente che i respiri fossero No, perché t'ha condizionato lui che ha detto che vaha chiesto quante volte? Tre. rimo. No, allora io vi dico questa cosa. Potete dire una volta, due volte, tre volte, 4, c siccome è quasi sempre tre, io chiedo subito tre volte. Ok. Ok. Ok. Quindi
Daniele che è sensibile ai campi, Questa informazione l'ha presa dal campo. Grazie dell'abbraccio. No, ma non è per funziona proprio così. Ok, ok, ok. Perfetto. Quindi eh Stefania abbiamo fatto la tecnica, la la persona ha detto la frase per tre volte perché erano tre volte intervallata da dei respiri pieni. A questo punto cosa chiedi? Permesso è stato rilasciato. Brava. Sì, sì. Ok, adesso proseguo con il trattamento. Vai. Allora, vado. Vai, vai. Eh, e quindi è l'emozione parto con la tabella. Ok, quindi la riga rossa. Riga gialla. Sì, sì, sì. Ah, ok. Nella prima colonna. Nella
seconda colonna. Sì. Ok, quindi ehm No, autostima fallimento. Sì, no, no. Ok, senza speranza, scusa non sento poco. Ok. Senza? No. No. Controllo? No. Giudicato, no. Ok, adesso c'è qualcosa che non torna. No, non è che nel senso che eh o può essere il cuore eh Ok, può essere il cuore ingessato oppure può essere un'emozione ereditata tutte e due. Ah, ok. Quindi o provo a chiedo ecc eh si tratta di cuore ingessato, no? Quindi è un'emozione ereditata. Sì. E e quindi devo chiedere una per una, giusto? E no autostima ereditata? No. È fallimento ereditato? Sì.
Ok. E è localizzato in una parte del corpo? No. Ok. Quindi so che andrò sul diaframma e in questo caso no, scusami domanda che mi sorta prima. Se io chiedo, ho fatto l' Non so se è un errore di aver chiesto, mi è stato detto ad esempio sempre prima durante il trattamento, eh localizzato in una parte del corpo, no? Ho forse fatto l'errore di chiedere ci sono ulteriori dettagli sul locus. È un errore E mi è stato detto di sì e non capivo perché. Brava. Vedi, vedi che Pippo la salunga? Corpo fisico, corpo eterico. Ah,
eh, vedi? Corpo mentale, corpo emozionale. Ho pensato. Eh, eh. Corpo causale. Mh mh. No, signor che non ve l'ho detto, forse ancora. Ah, ok, ok. Adesso Ani, ti chiedo un regalo. Te la segni questa dei corpi che la vediamo nell'ultima. Ok, nell'ultima lezione, la prossima. Ok, quindi localizzato nel corpo, no? Hai detto e posso chiedere, ci sono ulteriori dettagli sul locus? Sì. Bene. Guarda, arrivi il corpo, dicio, in tutto il corpo. Sì, ti chiedere subito. Corpo fisico. Corpo fisico. No, no. Corpo. Quali sono gli altri? Scusami che non mi ricordo. Ecco eterico. No, no. E
corpous cos'è? Causale, no? Eo. Emozionale. Zionalzionale. No. Corpo causale. Mentale. Mentale. No. Causale. Sì. Causale, sì. corpo causale. Molto spesso i detriti ereditati sono nel corpo causale perché il corpo causale è quella dimensione del corpo dove ci sono i condizionamenti più profondi, educazione, albero genealogico, questa robetta qua. Ok. Ok. E comunque si picchietta nel diaframma. Ok, va bene. Mh mh. Ora continua Francesca. Abbiamo eh trovato il permesso, un'emozione di fallimento ereditato nel corpo causale. Come continuiamo? Allora, chiediamo se ci sono dettagli sulla fonte. Eh, ce l'hai già l'informazione? Ti ha detto che hai ereditato. Ok,
sì, giusto. E quindi dettagli sulla storia e no come si tratta un detrito ereditato sul diaframma. No, devi trovare cosa quando c'è un detrito ereditato. Ehm, bisogna risalire la persona. Ok. Quindi, ehm, il detrito ereditato è la tua madre, no? L'atto padre. Sì. E quante generazioni sopra il padre? Una. Ah, ok. Ti stavo già dicendo u bu. Eh, una No, non sopra, parti dal padre. Può essere anche ereditato dal padre. Ah, giusto. Il padre te lo può lo puoi prendere sia ereditato, quindi in linea genetica. e si ha proiettato, quindi lui ha portato fuori quell'emozione
che ti è entrata dentro. Capito? Avete capito la differenza? Ve l'avevo detta, no? Tuo papà ti può trasmettere un detrito di nervosismo attraverso la trasmissione genetica. Lui è uno nervoso, si accoppia con tua mamma, esci tu e ti prendi il nervosismo suo. Oppure quando hai un anno tuo papà inizia a essere molto nervoso e lui te lo proietta il nervosismo e qui è una fonte diversa. Ok? Quindi, Francesca, ehm da tuo padre Sì, conta le generazioni. Ecco, una generazione, no. Due generazioni, no. Tre generazioni. Sì. E questo è quello più fastidioso. Te lo devi andare
a cercare. Ehm. E quindi la tua madre, no? Ti ha già detto che è il padre e quindi è il trisnonno. Eh, ma devi capire quale. Quindi sei sul padre e devi dire padre padre, no? Madre padre, sì. E sei alla seconda, madre, padre. Ok. La madre del padre. Poi dirai madre, madre, padre. No, padre, madre, padre. Sì, sta roba qua mi fa andare fuori di testa. No. Padre, padre. Madre, padre, pad il papà della mamma del papà, il nonno materno del papà. Massimo ci aiuta qua a avere quel grafico dove sono tutti quei Certo.
Aiuta, ma te lo puoi scrivere tu Quando fai il trattamento o comunque se tu ti ricordi padre, madre, padre e da su torni giù, che in questo caso è lo stesso, padre, madre, padre, il papà della mamma del papà che è il nonno materno, però magari inizialmente avere proprio quella tabella. Sì, ma certo. Sì, certo. Vi fate proprio lo schemino, ma potete mettervi, ripeto, quando se poi chi fa uno spazio col lettino può mettere protocollo locus, questa cosa dell'albero genealogico, poi c'è la tabella della coscienza, cioè sono strumenti di lavoro. Chi fa maguntura non c'ha
i meridiani davanti. Mh. Ok, va bene. Francesca, quindi no, non fare così. Ok. È il nonno materno del papà. Nonno materno. Padre, madre, padre. Va bene. Ehm, adesso bisogna trovare i dettagli che hanno originato questo detrito, Quindi eh sarà una malattia. Dettagli sulla storia, ti conviene dire. Ok, quindi ci sono dettagli sulla storia perché questa è un'emozione già che parla, parla di fallimento. Dettagli sulla storia. Sì, il tempo, no, un evento. Aspetta, prima di andare nei vari aspetti della storia. ragiona come se fossi dal parrucchiere. Ha fallito. In cosa mi vien da chiedere? Perché quelle
sono tracce che ti servono a fare le domande. Ma se le domande sono già pronte lì, dove ha fallito? Nel matrimonio con un figlio, nella azienda, nel suo lavoro, capito? Tu puoi fare queste domande, quindi fammele. Quindi il fallimento riguarda la famiglia, no? Riguarda il lavoro, no? Riguarda se stesso. Sì. Brava. Ehm, mi è venuta una cosa, se vuoi te la dico rapida, cioè così. fallimento nell'incarnazione. Nell'incarnazione che è arrivato in fondo ha detto cazzo quindi nel dubbio, lo so che stiamo facendo pratica per scherzo e per finta, ma nel dubbio sapete che faccio io?
Ah, me lo levo sto detrito. Hai visto mai ci fosse cosa devo fare, Francesca? Adesso facciamo 10 passaggi. Brava, brava, brava. Ok. Respirandoci dentro. Brava, brava, brava. per pulire il passato. Poi la prossima volta ci dirai del tuo bisnonno, eh. Tre passaggi, scusa, dirlo tu. E tre passaggi davanti dal labbro inferiore al pube, sempre respirando dentro. Per pulire il presente, il futuro. Il futuro. E poi picchettiamo il cuore per per memorizzare il cambiamento. Che bello. Pantuccio. Dicono che la grazia, l'espressione della grazia sia una roba così. Davvero? Sto scherzando. Ok, quindi Eleonora, come si conclude
tutto ciò? E adesso domando se il detrito è stato rilasciato. È stato rilasciato, ma se fosse no, devo ripetere prima la tecnica di rilascio. No, vedo dettagli. ripetere la tecnica di rilascio. No, eh down dettagli download senza dettagli. Download. Sì, download. Sì. Ehm download un minuto. No. Download 2 minuti. Sì. oppure se non è download, eh permesso. Sì, quindi qua ripeto la pratica in quel caso ripeti la pratica del permesso. Ok, Dani, eh è stato rilasciato. Sì. Cosa chiediamo? C'è un seguito. È stato rilasciato quel chi è stato rilasciato quel dirito. C'è un altro detrito?
Bravo. No. Ok. C'è un seguito a questa prima devi chiudere incontro. Prima la devi prima la devi chiudere. Ok. La sessione è chiusa. Fine della sessione. Fine. La sessione. Sì. Ok. Fine la sessione. No, facciamo che sì. No, no. Ok. No, no, va bene, va bene. Facciamo che sì. Facciamo che sì perché è un pezzetto in più. Facciamo che sì. Fine la sessione. Sì. Sì. C'è un seguito a questa sessione. Dettagli sulla prossima. Dettagli sulla prossima. E tra una settimana. Dettagli sulla prossima. Sì. Dettagli sulla prossima. Sì. Ok. Tra una settimana ci possiamo rivedere. Tra
due settimane ci rivediamo. Sì. Sì, perfetto. Ci sono dei compiti tutta la settimana detto. Eh, sì, è vero. Grazie. Ok. In quale giorno specifico? Lunedì. Ragiona in termini di detox. Dettagli è la parola. Hai la settimana. Dettagli. Dettagli. Dettagli. No, non ci sono dettagli. Ok. A posto. Ok. Ci sono dei compiti? Sì. Ok. E da lì cominci a chiedere. Ok. Ok. Questo è questa. Ve la dovete rivedere sta lezione. Eh mh mh. Sì. Ok. Non vi preoccupate perché sono solo questioni di procedura, ma una volta che la imparate, quindi la prossima volta mega ripasso e
tanta scuola guida. Mh mh. E permesso spirituale. Ti puoi segnare anche permesso spirituale, Dani? Certo. Quindi i corpi e i permessi di spirituali. Esatto. E abbiamo concluso. Ora Stefania con Eleonora, Daniele con Francesca, Emilia andrà a recuperare Raffaella per farvi uno scambio di una sessione completa. Io non ho non sto nel gruppo vostro, quindi non posso avere Entro dentro al gruppo e scrivo questa cosa che tu farai il trattamento con Raffaella. Eh, un attimo. Io chiedo veni ai miei colleghi oltre i corpi che ho un lapsus oltre i corpi che dovevo ricordare Massimo? E permesso
spirituale. Permesso spirituale. Grazie. Prego. Ora vi metto le slide della procedura dopo rilascio della chat e vi metto anche il riassunto del permesso. Ok, scappo che ho una colla alle 8:00. Grazie. Vi organizzate prossimo incontro. Prossimo incontro. Brava. Prossimo incontro. Giusto. Da due settimane. Vi va bene a tutti due settimane. Dettagli. Fa due settimane vi posso proporre 1 2 Io non posso il 19. Ok. Il 18 martedì 18 ore 18 che suona bene. Come la vedete? Io non ci sono il martedì. Non ci sei? No, no, ogni martedì ho un impegno fisso per tutto l'anno.
Giovedì 16:30. Eh, sì, sì, lo accendiamo. Io sono un po' stretto giovedì, 16:30. Vabbè, mi Sì, accendiamo, dai. E la Raffaella. Raffaella. E be speriamo che riesca. No, aspetta, io il giovedì finisco alle 5:30. Allora, allora allora no, infatti non mi suonava. Alle 18:30 tu non puoi, Massi. Di giovedì 20 ho un trattamento. Ok, senò facciamo tre settimane. Venerdì come siamo messi tutti? Io in viaggi 21. Io in viaggio. Tu sei in viaggio il 19 qualcuno non poteva, giusto Stefania? Eh sì, ho l'interclasse a scuola la sera. Aspetta, aspetta, però fino la sera. La sera
no, il mercoledì la sera non si può. Aspetta, però fino alle 6:115 io sono occupata. mercoledì adesso e adesso che vedo sarò cotta, ma vabbè, pazienza. 6:30 mercoledì alle 6:30 mh mh sarebbe mercoledì 19 Non non si può, cioè non non ci sto io, cioè nel senso e poi devo andare via alle 18, quindi non si può fa', cioè devo andare via alle 19, io alle 19 devo stare da un'altra parte. Famo così. Ok. Perché mercoledì primo pomeriggio chi è che non poteva? Stepania. Eh, io scuola. Sì, È troppo in là andare alla settimana successiva.
No, no, si può fare. Come siamo messi? Io i colloqui giovedì. Mercoledì. Mercoledì. Mercoledì. Sì. Merdì. Come hai detto, Francesca? Lunedì. Mercoledì. Lunedì. Lunedì. Posso? Non puoi. Martedì sono Ho un No, io non posso un viaggio, un trattamento la sera. Meredì. Mercoledì. Sì. Considera che c'è anche la meditazione la sera, giovedì se noi No, scusa, ma se noi facciamo mercoledì alle 18:30 alle 20 terminiamo e poi la meditazione c'è alle 21:00. Ok, va bene a tutti. Mercoledì sì 26 alle 18:30. Cudete nel gruppo. Grazie. Sì, sì. Ok. 20 giorni, Così avete più tempo per fare
scambi. Ah eh qualunque domanda vi venga mettetela nella chat perché aiutate tutti, ok? Allora, eh adesso inserisco, aggiungo Emilia. Ele, per favore, potresti ripostare i documenti che ho messo adesso, così li vede anche Emilia. Sto mettendo il prossimo incontro io. Posso, Massi? Ti prego di farlo perché io vi devo salutare perché Vai. Fatto. Fatto. Alle 8:00. Grazie. Grazie. Ciao. Ciao. Grazie. Grazie. Ciao Cra Ciao Ciao.