l'ermetismo è una tendenza letterale italiana che ha come centro la firenze degli anni trenta ma si riscontra poi in tanti luoghi e in tanti autori diversi il tratto distintivo degli autori che definiamo ermetici è una certa inclinazione all'oscurità alla chiusura il medico infatti in italiano significa ha chiuso ma anche enigmatico incomprensibile e sia a livello di tematiche sia a livello linguistico e formale le poesie dell'ermetismo sono infatti hardware a volte oscure difficile comprensione ricorrono spesso per esempio analogia che è una figura retorica molto complessa e a volte quasi incomprensibile nei collegamenti che crea tra concetti
molto distanti tra loro c'è da fare una riflessione innanzitutto storica per capire perché alcuni autori scrive essere in questo modo siamo negli anni del fascismo e chi fa cultura è soggetto alla censura da parte del regime alcuni letterati artisti scelgono di fare propaganda per il regime attraverso la loro arte tanti altri invece si ritirano in un atteggiamento di chiusura e distacco distaccandosi dalla politica e rimanendo altro rispetto alla società immergendosi completamente nella propria interiorità questo era l'unico modo per evitare di partecipare alla retorica fascista ed esprimere quindi in qualche modo un dissenso non volendo compromettersi
con quell esperienza politica per capire meglio tutto questo c'è utile un saggio di carlo bo o letteratura come vita qui si individuano i tratti distintivi di questa tendenza che è ampiamente diffusa nella poesia dell'epoca ed era una tendenza appunto perché l'ermetismo non si organizzò mai come un vero e proprio movimento letterario dotato che ne so di un suo manifesto di quel futurismo è invece una tendenza una tendenza alla chiusura alla complessità che si nota in quegli anni in tanti autori e nel saggio di carlo bosi dice che la letteratura rifiuta la storia si colloca fuori
dal tempo quasi in una condizione metafisica dialogo soltanto con l'infinito con la spiritualità con la propria coscienza in realtà più profonda oscura la definizione quindi al medesimo comunque non viene data da carlo bo ma dal critico francesco flora che pubblicare nel 36 il libro la poesia ermetica che furono però i poeti ermetici in modo diverso lo furono in tanti e innanzitutto chiariamo una cosa erroneamente viene spesso definito un poeta termalismo ombretti ungaretti ci pensò sicuramente poeti ermetici con le sue opere soprattutto con la raccolta sentimento del tempo tuttavia non lo possiamo bollare come ermetico la
ricerca poetica di ungaretti e tutta personale e sfugge a facili definizioni stessa cosa per montale e anche lui spesso che ha avvicinato all'ermetismo ma ricordiamo che fu lui stesso a prendere le distanze da questo termine quindi rispettiamo quello che l'autore ci ha più volte detto nel ermetismo possiamo invece inserire mario luzi alfonso gatto o salvatore quasimodo che questi almeno sono quelli più conosciuti parliamo di salvatore quasimodo forse è quello che maggiormente si è imposto al grande pubblico e che ancora oggi leggiamo molto ricordiamo che parliamo di un premio nobel per la letteratura e lo vincerà
nel 1959 quasimodo e siciliano di modica nasce nel 1901 e si trasferisce dal giovane prima a roma e poi a firenze e dove pubblica le sue prime poesie sulla rivista solaria una rivista molto famosa la sua prima raccolta di poesie e acque e terre del 1930 e del 32 lobo e sommerso si trasferirà poi a milano dove insegna letteratura italiana e nel 42 viene pubblicata la raccolta ed è subito sera che prende il nome da quella che forse la poesia più famosa di quasimodo ecco soprattutto questa prima fase della poesia di quasimodo legate all'ermetismo le
raccolte successive ce ne saranno tante vireranno maggiormente verso una poesia più impegnata politicamente più civile anche perché la situazione era cambiata la guerra mondiale e poi difficile dopoguerra successivo imporranno il bisogno di una maggiore partecipazione da parte degli intellettuali la poesia di quasimodo di cui stiamo parlando invece è una poesia in cui si ricerca un distacco dalla realtà dove abbiamo detto la volontà di non lasciarsi coinvolgere diciamo che la poesia non deve dialogare con la società e con la storia ma deve collocarsi in un altro mondo in una la dimensione che è fatta di astrazione
di purezza manca la concretezza e le poesie di quasimodo mancano gli oggetti quando al contrario per esempio montale negli stessi anni stava portando avanti proprio una poesia degli oggetti delle cose tutto inserito invece qui in una dimensione irreale che deve riprodurre la dimensione esistenziale interiore ed è subito sera e la poesia più famosa di quasimodo e ci fa capire bene cosa intendiamo per ermetismo perché non parla della realtà di oggetti di situazioni reali è invece tutta incentrata su una situazione esistenziale interiore che coinvolge però all'intera umanità non solo il poeta parla della vita dell'arrivo dolorosamente
rapido della morte ecco della fase successiva della poesia di quasimodo bisogna però almeno citare una poesia alle fronde dei salici questa così anche è molto conosciuta fa parte della raccolta giorno dopo giorno del 47 47 significa che è finita la guerra ed è necessario ricostruire il paese insieme si sta scrivendo nel frattempo la costituzione ed ecco allora che quasimodo sembra uscire dal distacco dal silenzio che aveva caratterizzato la sua poesia fino a quel momento ora è necessario spiegare il perché di quel silenzio che non era disimpegno civile ma ci dicevi stesso una scelta consapevole di
dissenso di fronte alla barbarie della dittatura e poi della guerra mondiale l'esperienza dell'ermetismo si può considerare esaurita agli inizi degli anni cinquanta era servita a tanti poeti a esprimersi in versi liberamente in un periodo in cui di libertà ce n'era ben poca