[Musica] Ogni possesso è una tragedia. Sembra il titolo di un film, ma è ancora una tappa per vedere la seconda prova di Giuseppe, che è quella del distacco abbiamo visto. Per poter raggiungere l'obiettivo non dobbiamo viaggiare appesantiti, pesanti.
Nelle valigie della nostra vita, del percorso della nostra vita, devono esserci le cose necessarie per la vita. Invece il nemico ci fa caricare di tante cose chiamate appunto possessioni, possedere, avere attaccamenti che appesantiscono queste valigie e noi veniamo schiacciati da queste cose e facciamo quindi una grande difficoltà ad arrivare al traguardo e tante volte rischiamo di non arrivarci come il popolo nell'Egitto che non ci arrivò, proprio perché c'erano delle cose che non andavano. Dio ha una volontà di realizzarci.
Dio lo vuole, ma per poterlo fare deve esserci quello che chiamiamo il giusto distacco. Quindi ogni possesso diventa una tragedia perché non ci fa arrivare al a destinazione. E lo leggiamo proprio detto da Gesù.
Siamo in Luca capitolo 14 versetti dal 16 al 24. Non li leggerò tutto, ne ho saltato alcuni, solo la parte importante che ci serve per vedere questa seconda prova. Gesù rispose: "Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti.
All'ora della cena mandò il suo servo a dire agli invitati: "Venite, è pronto". Ma tutti all'unanimità cominciarono a scusarsi. Il primo disse: "Ho comprato un campo e devo andare a venderlo?
Ti prego, considerami giustificato. " Un altro disse: "Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli. Ti prego, considerami giustificato.
" Un altro disse: "Ho preso moglie e perciò non posso venire". [Musica] Perciò vi dico, nessuno di quegli uomini che erano stati invitati assaggerà la mia cena. Che tragedia essere esclusi dalla cena di Dio, dalla grazia di Dio, dalla comunione di Dio, dalla salvezza.
Ma perché questi uomini sono stati esclusi? Perché erano cattivi. No, Gesù li aveva invitati.
Quell'uomo dice che Dio li aveva invitati a questo banchetto a prendere parte del banchetto della grazia, delle benedizioni, a prendere parte. Ma quando dice mandò i servi a dire "Venite, ormai tanto è tutto pronto, non è che dovete fare qualcosa, ma neanche dovete portare qualcosa. " Non possiamo aggiungere niente a Dio, possiamo solo accogliere la presenza di Dio e dire amen alla chiamata.
Ma qui dice che ci sono tre persone che hanno tre attaccamenti, tre cose alle quali ci tengono di più che non all'invito di Dio. Il problema non è questa cosa che hanno loro, perché è un dono di Dio. Ogni cosa abbiamo visto è un dono di Dio, ma il problema è che hanno messo prima dell'invito di Dio questa cosa.
Rileggiamoli ancora. Uno dice, "Ho comprato un campo e devo andare a venderlo". Quindi gli attaccamenti economici e dice m guarda giustificami perché tanto non devo fare queste cose il secondo disse: "Ho comprato cinque paia di buia e vado a provarli".
E qui è il lavoro, la realizzazione professionale, la realizzazione della propria vita. E poi il terzo, ho preso moglie, perciò non posso venire. E sai i miei affetti, c'ho queste persone, devo pur pensare a questo, quell'altro e posso mica venire sempre a pregare, posso mica posso mica posso mica.
Ecco che queste tre caratteristiche, questi tre campi della nostra vita possono fregarci. Se noi abbiamo gli attaccamenti sbagliati, veniamo diciamo di no alla chiamata di Dio. Nell'ultimo messaggio di Mejugoria, vi ricordate?
La Madonna ha detto che ci sono tre venti, quello dell'inquietudine e poi ha detto un altro vento, quello dell'egoismo. E qui è un egoismo, cioè pensare solo a se stessi. Dio ci chiama a condividere con lui, ad aprire gli occhi a a a quello che c'è anche attorno a noi, ad amare, ad amarci, ad amare, a far diventare la nostra vita un servizio all'amore, cioè dove qualunque cosa la facciamo con Dio, dove abbiamo uno sguardo verso l'eternità, ma questi hanno detto di no perché avevano uno sguardo verso se stessi.
Questo è l'attaccamento sbagliato. Non è sbagliato lavorare, non è sbagliato avere dei doni, avere avere un conto in banca, non è sbagliato avere qualcosa, una casa, una macchina, non è sbagliato avere degli affetti. Qui parla della moglie, parla di altri, quindi e e non è per niente sbagliato, ma quando viviamo ogni cosa in modo egocentrico ci autoescludiamo dalla grazia di Dio.
Allora, forse dobbiamo pensare una cosa. Io sto vivendo tutto con amore. Ho fatto diventare ogni cosa un dono d'amore.
la mia economia, il tempo, nel lavoro lo vivo come arrivismo o lo vivo come il fatto che Dio mi ha messo lì per per far bene le cose? Io non vivo per lavorare, ma lavoro per contribuire a a questo mondo che va avanti e cerco di renderlo migliore. Se è così, allora abbiamo detto amen alla chiamata, all'invito.
Altrimenti, se siamo egocentrici ed egoisti, pensiamo solo a noi stessi, ci chiudiamo alla grazia di Dio, chiudiamo il rubinetto della grazia e non entriamo a questo banchetto. Ecco perché è importantissima questa questo secondo gradino, questa seconda prova, questa purificazione importantissima perché se non viviamo nel modo giusto la nostra relazione con le cose, con le persone, con il lavoro, con la carriera e così via, rischiamo di autoescluderci. Invece Dio ci vuole una cifra di bene e dice vi ha invitati e dice tutto è pronto, non è che dovete portarmi qualcosa.
Cosa volete portarmi a Davide dirà ma cosa volete offrirmi? Sono io che ho creato ogni cosa? Sono io che ho creato ogni cosa?
Voi potete solo aderire. Aderite a questa chiamata alla gioia, alla grazia, all'amore, alla luce, alla santità. Ci chiede di aderire a questa via di grazia.
e non prendere altre vie distorte del possedere, dell'avere, del tenere stretto che ci terrebbero distanti da questa grazia. [Musica] Padre eterno e santo, possiamo solo benedirti ancora in questo nuovo giorno. Possiamo solo ringraziarti perché ancora oggi ci inviti, ci inviti alla tua mensa, ci inviti a questo banchetto, ci inviti a stare in comunione con te, ci inviti a sperimentare il tuo amore, la misericordia, la grazia, anche la potenza tua, perché siamo tuoi figli preziosi ai tuoi occhi.
ci inviti a tutto questo, ma per poterlo godere non dobbiamo trovare delle scuse. Tutte le volte che troviamo una scusa a causa di un attaccamento, a causa di di non tempo, a causa di scuse, ecco che allora non riusciamo a entrare nella grazia di Dio e non riusciamo a farti entrare dentro di noi. Siamo troppo presi dalle troppe preoccupazioni, come hai detto tu, Gesù a Marta.
Sei troppo preoccupata. di una cosa c'è bisogno. Maria si è scelta la parte giusta, quella dell'ascolto e poi del mettere in pratica, quindi e non le verrà tolto nulla perché chi ascolta e dice amen alla chiamata, ecco che gode ogni cosa e non può più perdere quel posto perché la chiamata è di Dio.
Ci si può solo autoescludere dalla grazia di Dio, ma nessuno ti può portare via la grazia di Dio. Se tu, caro fratello, cara sorella, diciam e allora lo vogliamo dire amen. Amen.
Amen. Signore, vogliamo mettere ancora nelle tue mani tutto quello che abbiamo, quello che siamo, le nostre relazioni, le fatiche giornaliere, ma ogni cosa perché nulla prenda il tuo posto nel nostro cuore. Anche le paure, anche le malattie, anche le difficoltà.
Mettiamo tutto nelle tue mani. Non vogliamo che nulla prenda autorità in noi. Lasciamo a te l'autorità.
Come Tommaso diciamo: "Mio Signore, mio Dio, tu sei il mio tutto senza di te ci sarebbe il vuoto, il niente. Come questi uomini di questa parabola, anche noi rischiamo di essere esclusi, ma noi invece sappiamo che verremo inclusi con la tua presenza. La tua presenza è in noi.
Sì, vivremo la grazia ogni giorno. Tu provvederai a noi ancora ogni giorno perché siamo tuoi, ti apparteniamo, gregge che tu, Signore, conduci, perché tu sei il buon pastore. Ed allora, Signore, noi ti ringraziamo in questo momento per tutto quello che ci doni ogni giorno.
Vogliamo riconoscere che ogni cosa è dono, è grazia e bellezza che viene da te. è una cosa da vivere, è una cosa da condividere perché tu possa ancora moltiplicare ogni tipo di grazia e moltiplicare la gioia nel nostro cuore. Amen.
Alleluia. Allora, tutto noi stessi e tutto quello che abbiamo, tutte le nostre relazioni sono nelle mani di Dio e quindi rispondiamo amen alla chiamata della vocazione santa alla quale siamo stati chiamati di collaborare per la costruzione del regno dei cieli, per la venuta della gloria di Dio. E se è così non ci mancherà nulla e non saremo mai esclusi dalla grazia, anzi vivremo sempre di più la grazia di Dio.
Dio vi benedica grandemente.