Tema di riscaldamento. Quindi sicuramente invece gli argomenti che andrete a trattare e la l'intervento della della dottoressa saranno utili a riscaldarci il cuore e se lo riscalderanno moltissimo. Grazie intanto per questa bellissima opportunità che diventa una sempre un incremento alla nostra formazione e quindi diventa un'opportunità per approfondire dei temi che io personalmente guardo con una Sorta di timore perché insomma già soltanto a sentirne parlare mi impressiono perché non è stata mai una mia propensione quella per le materie scientifiche. Grazie a relatori, grazie a quanti questa mattina hanno contribuito a realizzare questa mattinata e c'è i
nostri docenti, a voi che ora assisterete a questa magnifica eh io direi quasi una leio magistral si può dire. Sì, ma sì, ma meritatamente, Peraltro, da letto magistrale. Quindi vi auguro non non mi trattengo oltre con le mie chiacchiere, ma lascio spazio a chi dirà cose decisamente più interessanti delle mie e buona mattinata. Grazie a voi. >> Si sente? Sì. Ok. Allora, siamo al terzo appuntamento con gli autori del premio Asimov. Quest'anno ospitiamo Anna Parisi che è autrice di Quanti quanti la fisica quantistica per tutti. L'anno scorso abbiamo ospitato Sandra Lucente che ci Ha parlato
di matematica e della potenza delle domande e 2 anni fa abbiamo ospitato Giovanni Comone con altre terre che ci ha parlato di pianeti extrasolari e di astronomia. Allora, innanzitutto grazie agli studenti del Liceo Scientifico Galilei, alle professoresse che li hanno accompagnati e alla preside che hanno accolto il nostro invito. Mi fa molto piacere, lo dicevamo prima con una collega, questa contaminazione di Scuole. E poi però mi dovete perdonare se ora dico due parole per i miei studenti del liceo classico, eh, con una piccola premessa, per voi la fisica è pane quotidiano e qua invece è
un po' diverso, quindi il fatto che oggi ci sia una conferenza di fisica moderna al liceo classico è per noi un evento importante. E allora la fisica nasce nell'antica Grecia con i con già prima dei presocratici, quando quando alcuni filosofi cominciano a Cercare una spiegazione razionale ai fenomeni naturali rinunciando all'interpretazione mitologica e quindi diciamo che c'è un collegamento stretto con quello che voi studiate più o meno quotidianamente. è una disciplina, la fisica è una disciplina che mantiene il collegamento con il mondo classico anche nel metodo argomentativo, nel metodo dimostrativo, nel pensiero scientifico che risalgono agli
antichi e che noi Ancora utilizziamo. Quindi penso che costituiscono uno strumento che aiuta il liceo classico a conservare e preservare, questo è uno dei suoi compiti, la tradizione classica e il collegamento con il mondo moderno. Ora, fatta questa premessa, c'è un'altra riflessione però che vi volevo fare che riguarda sempre il il tipo di studio che voi svolgete quotidianamente, perché voi Studiate tanto le lingue e il linguaggio è lo strumento con cui noi ehm trasmettiamo all'esterno il nostro pensiero. Quindi io penso che conoscere tante parole significa avere tante idee e tanti pensieri e le sfumature precise
della lingua greca vi aiutano a coltivare un pensiero critico e libero. E un pensiero libero è quello che serve per studiare la meccanica quantistica perché è antiintitiva. Questa è la Definizione più frequente di meccanica quantistica. Nel 2025 l'ONU ha proclamato lo ha proclamato anno internazionale delle scienze e delle tecnologie quantistiche. Anche per questo noi siamo qui e perché proprio nel 2025 1925 Heisenberg scrive il primo articolo che getta le basi della meccanica quantistica. Quindi eh c'è un un richiamo dell'ONU, un'attenzione a alla divulgazione delle scienze, delle Tecnologie quantistiche e in generale delle discipline STERM. Quindi
è argomenti di cui parliamo più o meno quotidianamente. C'è questa attenzione allo studio delle scienze, della tecnologia, dell'ingegneria e della matematica. Ora la meccanica quantistica si occupa della materia e dell'energia a livello atomico, cioè quando le cose sono molto piccole e quando le cose diventano molto piccole succedono delle cose strane. Qualcuno lo ha visto già ora che abbiamo osservato questo piccolo esperimento che ho approntato in laboratorio e è diciamo che la la meccanica quantistica rappresenta una rivoluzione culturale all'interno del mondo scientifico e tecnologica quotidianamente, quindi bisogna parlarne nelle scuole. Secondo me bisogna parlare nelle scuole,
negli ambienti tecnici, dicono che è difficile farlo per via del formalismo matematico estremamente avanzato. E qui Viene fuori Anna che invece Anna Parisi è una fisica, ha fatto la sua tesi al CERN, ha lavorato nella ricerca per un po' di anni, da diversi anni si occupa di divulgazione scientifica e di comunicazione della scienza e ha scritto il suo ha scritto diversi libri di scienza qui con noi è per parlare di quanti quanti. E che cosa dire Anna? che a noi è piaciuto il tuo libro, lo abbiamo capito, ci ha entusiasmati, Lo troviamo anche molto chiaro
e io volevo leggere una cosa che vabbè, le cose che mi sono piaciute sono tante, però questa in modo particolare perché perché è un po' eh quello che io faccio alle volte con i miei studenti. Dunque, tu parli in questo libro di meccanica quantistica con familiarità e sottolineando le differenze. Quindi scrivi: "Ogni volta che si ha a che fare con qualcosa di ignoto, si cerca di indagarlo con qualche cosa di noto, Descrivendolo con un linguaggio che ci suoni familiare." Possiamo partire quindi dalle somiglianze per aiutare la nostra visualizzazione e sfruttare qualche immagine che conosciamo bene,
ma poi dobbiamo sforzarci di guardare oltre per comprendere le sue proprietà del tutto estrane al mondo classico e totalmente quantistiche. Ecco qua. Raccontaci il mondo dei guanti. Beh, inizio. Sì. Prima cosa volevo Non si sente >> è rosso. >> Ma devo parlare più? >> No, usa, scusami. >> No, no, aspetta, si era spento, mi sa. Ecco, adesso eh funziona così. Così. Allora, eh come prima volta volevo ringraziare voi e le vostre professoresse, i vostri professori di Avervi invitato qua, che per me è un grandissimo piacere. E la seconda cosa volevo riprendere un attimo quello che
diceva il nome tuo va bene. quello che diceva la professoressa Adelia, perché sulla Grecia, perché in realtà io penso che è anche un po' più di quello che lei ha detto, cioè la scienza di oggi è la scienza greca, cioè la scienza si è sviluppata in Occidente Partendo da dalla filosofia greca. in Oriente si è sviluppata partendo eh dai filosofi indiani, invece, sostanzialmente anche in Oriente si sono create delle scuole scientifiche molto importanti sia in India che in Cina, però poi alla fine quella che ha prevalso, che oggi è in tutto il mondo, è la
scienza greca, perché i greci hanno introdotto la dimostrazione per cui le cose non sono più vere o False, se ci crediamo, se non ci crediamo, se ci piacciono o non ci piacciono, ma sono vere e false solo se sono dimostrate. Ed è per questo in realtà che la parola verità, vero e falso, esiste solo in matematica, perché solo in matematica si può veramente dimostrare, fare una dimostrazione che inizia e finisce e dice questa cosa che io volevo dimostrare è risultata vera per tutti questi motivi oppure risultata falsa perché per esempio in questo caso Non funziona
nella fisica, nelle altre scienze la parola vero o falso non esiste perché non c'è verità. Nella scienza c'è conoscenza per cui noi piano piano andiamo avanti, scopriamo di più, facciamo degli errori e miglioriamo sempre la nostra conoscenza e spesso abbiamo dovuto cambiare le nostre idee, no? come nel caso in cui, per esempio, è successo nella meccanica quantistica, ma non è stata assolutamente la prima volta nella fisica che siamo stati costretti a Cambiare idea, cioè già da Aristotele a Galileo abbiamo dovuto cambiare idea e vi assicuro che Aristotele non era un pessimo scienziato, come spesso viene
detto. Aristotele per il suo tempo era quello che aveva la conoscenza scientifica migliore. Poi è chiaro, anche la conoscenza scientifica così buona di Aristotele ha avuto bisogno di essere superata. Per cui, dato che voi siete tutti ragazzi molto giovani, dovete pensare che quello che vi sto Dicendo adesso sarete voi a doverlo superare perché ci sono ancora un sacco di di cose aperte, di cose da scoprire, di cose che ancora non funzionano, che non abbiamo capito, no? Per cui studiare, diciamo, la scienza antica serve solo per costruire la scienza nuova e sarete voi a doverla costruire
perché noi ormai piano piano ce ne stiamo andando in prezione, eh, e ci divertiremo a fare altro. Benissimo, adesso vogliamo iniziare con la Meccanica quantistica. Allora, la meccanica quantistica perché è nata? Allora, scusate, prima volevo dire un attimo che questo libro qua è stato scritto da me insieme a Valentina Schettini. Noi abbiamo due cognomi, diciamo, molto importanti, no? Perché il nostro premio Nobel della fisica si chiama Giorgio Parisi. Uno dei più grandi divulgatori di fisica si chiama, non so cosa, >> Vincenzo Schettini, ma io non sono Parente di Giorgio Parisi e Valentina non è parente
di Vincenzo Schettini, per cui abbiamo questi cognomi casualmente, però >> però l'hai portato allora in copertina, dato che non c'è scritto nel libro si vedono il microfono. Vai a per le pile. >> Heisenberg e Heisenberg e Schringer che sono due dei fond fondatori. Secondo me si sente male, vero? >> Questo si sente male. Sì, scusate una Cosa anche così mi meno. Ehm, aspetta, vediamo se Ok. Eh, allora cerchiamo di capire che cosa è successo, per cui a un certo punto gli scienziati hanno dovuto cominciare a a capire e cose nuove. Quello che succedeva era che
loro hanno cominciato a studiare la radiazione, per esempio, del sole. Cioè, a noi ci arriva la luce del sole. Anche voi forse già da bambini avete visto nei libri che se voi fate passare la luce del sole attraverso Un prisma, questa si scompone in tutti i colori dell'arcobaleno, no? E comincia proprio, cioè si vede quello che chiamiamo lo spettro elettromagnetico, cioè la luce prende tanti colori diversi. Ora la luce visibile che è, vedete? è solo questo pezzetto piccolo piccolo di tutte le radiazioni elettromagnetiche che esistono nell'universo, che noi osserviamo nell'universo. Dato che alla fine del
1800, più o meno, Maxwell aveva scritto le equazioni dell'elettromagnetismo con le quali lui riusciva a spiegare quelle che erano le onde elettromagnetiche e aveva capito, stavano capendo che la luce era formata da onde elettromagnetiche. Le onde elettromagnetiche, se vedete, le ho disegnate, diciamo, qua sotto. Queste sono due onde. L'onda blu è un'onda elettrica e vedete che c'hanno proprio la forma di onde, diciamo. L'onda rossa È un'onda magnetica, viaggiano perpendicolari, una si abbassa e si alza e l'altra eh sempre perpendicolare alla prima e viaggiano in questa direzione qua. No, sono perpendicolari anche alla direzione in cui
viaggiano. Per cui quando voi vedete, diciamo, un fascio di luce che vi arriva, anche la luce del di quel proiettore che arriva addosso a me, in realtà sono tutte onde elettromagnetiche che si muovono nello spazio. Se voi poi Le fate passare attraverso un prisma, vedete che queste onde elettromagnetiche prendono diversi colori, esattamente come l'arcobaleno che effettivamente viene diffratto nel cielo e prende e prende diversi colori. Ora si erano anche resi conto che la lunghezza dell'onda cambiava a seconda che del colore della luce, per cui praticamente i colori è un modo del nostro cervello di leggere
la lunghezza d'onda della luce. Cioè noi invece Arrivano addosso un sacco di onde elettromagnetiche, molte non le vediamo perché noi vediamo solo questa parte, no? l'infrarosso, i raggi X, gli ultravioletti non li vediamo, anche se ci arrivano addosso. La parte che noi vediamo, in realtà il nostro cervello ce la fa vedere a colori, no? Perché perché legge in qualche modo la lunghezza d'onda che ci che ci arriva. Ed è un modo allegro di leggere le lunghezze d'onda. Un mondo colorato alla fine è un Mondo più allegro. Allora, hanno cominciato a studiare queste cose e piano
piano che gli strumenti sono diventati più raffinati si sono resi conto che all'interno della luce che loro studiavano vedevano delle linee nere, sempre delle stesse linee nere. Piano piano che facevano le misure più precise vedevano delle linee nere sempre uguali. E per esempio questo è idrogeno. Se facevano passare la luce attraverso L'idrogeno vedevano sempre queste righe nere. Se poi lasciavano l'idrogeno là e misuravano la luce emessa dall'idrogeno, vedevano che l'idrogeno emetteva esattamente le righe che prima aveva assorbito, cioè prima la luce che passava attraverso l'idrogeno, questa questa luce qua celestina, diciamo, veniva assorbita dall'idrogeno e
non si vedeva dopo. Poi, lasciato l'idrogeno là, riemetteva la luce che prima aveva assorbito. Queste cose le faceva sempre uguali, cioè qualsiasi quantità di idrogeno, qualsiasi temperatura di idrogeno messa in là mettevano le stesse righe, d'accordo? Se prendevano un altro materiale, per esempio l'elio, il neon, il sodio, il mercurio, emestevano righe diverse. D'accordo? Ecco, per esempio, queste righe del Mercurio sono state misurate da James Frank che è stato era una delle dimostrazioni dell'esistenza della meccanica quantistica, perché la Meccanica quantistica, se fosse stata vera, avrebbe dovuto prevedere righe per qualsiasi elemento, per qualsiasi molecola in realtà,
no? Però queste erano molto difficili da misurare e e per cui a un certo punto quando James Frank è riuscito a misurare questa cosa è stata una delle prove del funzionamento della meccanica quantistica e ci ha preso il premio Nobel per esempio. Ecco. E voi se vedete per esempio, cioè se voi date fuoco a Degli elementi tipo il rame e il sodio, effettivamente la fiamma ha il colore che corrisponde sostanzialmente alle righe messe. D'accordo? Vedete il sodio che fa una fiamma gialla? Le righe del sodio sono sostanzialmente due gialle e una verdolino chiaro, quasi gialle
e la fiamma infatti c'ha c'ha questo colore. Ecco, adesso gli scienziati si sono trovati proprio di fronte a questa domanda. La materia si comporta in questo modo, cioè se noi facciamo Passare della luce attraverso la materia, ogni elemento assorbe delle righe e poi quando lo lasciamo là riemette la la luce delle stesse righe. Come sarà fatta questa materia? Cioè, com'è possibile? Cosa c'è dentro la materia perché si possano vedere cose simili? Questa era la domanda della meccanica quantistica, d'accordo? E piano piano hanno cercato di capirci qualcosa. Eh, non è che ci sono riusciti subito. Il
primo Ah, ecco, io però c'ho questo davanti che mi aiuta per così non mi storto troppo la testa. Il il primo che ha proposto, diciamo così, una spiegazione possibile di queste righe è stato Nils Bor che è uno scienziato svedese eh che ha vinto il Premio Nobe della fisica nel 22 e che diciamo allora una cosa che loro sapevano è che all'interno degli atomi Esistevano gli elettroni perché era stato fatto un esperimento molto importante, l'esperimento di Rford che aveva visto che gli atomi erano formati da una parte centrale eh dove c'era tutta la massa di
carica positiva e delle particelle molto piccole, molto leggere che giravano in qualche modo intorno a questo nucleo ed erano di carica negativa. Allora, Nelsor ipotizza, ok, pensiamo che il l'atomo sia simile a un sistema solare dove al Centro c'è il nucleo al posto del sole e questi elettroni si comportano un po' come pianeti intorno intorno al nucleo. Ora, se questi elettroni possono stare solo su orbite precise e queste orbite hanno un'energia precisa, quando un elettrone passa da un'orbita all'altra emette o assorbe quel quell'energia precisa che è l'energia di quel colore della luce, diciamo, di quella
eh lunghezza d'onda, anche se ancora una cosa con scusa. Nel libro, chiaramente è Tutto spiegato molto più rigorosamente. Qua devo correre, per cui salto un sacco di concetti, però poi dopo chi ha voglia se li può andare a rileggere con calma o chi l'ha letto già già sa quello che sto dicendo. Comunque e a quel punto noi c'abbiamo che se un elettrone salta, per esempio, da questo quest'orbita qua a questa qua e metterà questa luce qua, d'accordo? Però vedete questa eh spiegazione è una spiegazione ad hoc, cioè noi non Sappiamo com'è fatto un atomo, non
riusciamo a vederlo dentro, dobbiamo spiegare queste righe, non sappiamo veramente dove andare a spiegarle. Ecco, io propongo questa spiegazione, però questa spiegazione bisogna in qualche modo vedere se è vera o no, anche perché ci sono cose molto importanti per cui noi sappiamo che probabilmente questa spiegazione non è vera. Per esempio, il fatto che un elettrone gira qua intorno, eh un elettrone è carico negativamente, Una carica che gira emette energia continuamente, non emette, cioè per il solo fatto di girare una carica emette energia. E dove sta questa energia? Dove la vediamo che noi vediamo invece solo
una riga colorata? Punto primo. Punto secondo, se mette energia perde velocità. Se perde velocità, come fa a non finire sul nucleo che è positivo, per cui lo attrae? No, però per cui si sapeva che questa spiegazione era sbagliata, però comincia a Dipingere, diciamo, un quadro di riferimento. Vediamo se funziona o se non funziona. Andiamo avanti. Ecco, è chiaro che parliamo appunto di quantizzazione perché fino adesso la parola quanto non è mai uscita. La quizzazione in energia all'interno eh di un atomo può essere proprio vista come una scala invece che un piano inclinato, no? Cioè l'elettrone
può stare soltanto in dei livelli di energia Precisi, mentre invece per esempio anche nel sistema solare il pianeta può stare a qualsiasi distanza dal Sole. Per cui questa è una situazione continua, questa è una situazione discreta o se volete quantizzata, cioè non sono permesse tutte le energie o tutte le configurazioni, ma solo delle energie e delle configurazioni precise, quantizzate, si chiama così. Mentre la quantizzazione della materia vuol dire che la materia è fatta, diciamo così, di Particelle, di palline e non è una maionese unita, ma c'abbiamo gli elettroni, c'abbiamo i protoni, c'abbiamo i nuclei, no?
E sono tutte particelle separate divise solo dal vuoto, come aveva detto Democrito antico greco, e come Aristotele aveva negato perché negava l'esistenza del vuoto, no? perché negava l'esistenza degli atomi e se avete gli atomi il il vuoto è obbligatorio perché tra una particella e l'altra ci può essere solo vuota. Andiamo. Ecco, ma non solo la materia è quantizzata, cioè la materia questa che noi tocchiamo, ma addirittura secondo Einstein è quantizzata anche la luce, cioè la luce non è più solo un'onda elettromagnetica, ma è composta da particelle elementari, i fotoni, anche la luce. Questa idea di
Einstein è un'idea del 1905. Nel 1905 la meccanica quantistica non esisteva. La prima equazione della Meccanica quantistica è stata scritta nel 1925, dato che sono 100 anni, un mese fa, ormai sono 101 anni. Ehm e quando Einstein per spiegare l'effetto fotoelettrico dice deve esistere il fotone, deve esistere anche la particella di luce viene preso in giro. Quando Plank lo chiamerà a fare il professore a Berlino, dice "Vabbè, prendiamolo, anche se ha detto un sacco di stupidaggini di questo Effetto fotoelettrico." Era veramente preso in giro. Ma adesso quando si comincia a capire che l'atomo c'ha degli
stati di energia quantizzati, ecco che il fotone diventa proprio la particella adatta. Ecco che l'elettrone quando salta da uno stato all'altro che cosa fa? Ete un fotone. E quel fotone è un fotone che ha una lunghezza d'onda precisa, per cui un colore preciso. E questa lunghezza d'onda corrisponde, come dice Einstein, Alla sua energia. L'energia di un fotone è proporzionale, a parte questa costante H che si chiama costante di plac a questa che voi chiamate mi, ma i fisici chiamano nu. mi dispiace tanto, cioè la lettera ni e i fisici l'hanno fatta diventare una lettera r
e ed è la la frequenza dell'elettrone, cioè l'inverso della lunghezza d'onda. Una lunghezza d'onda è quanto è larga l'onda e la frequenza invece è quanti picchi ci sono. È chiaro che più l'onda È stretta e più fti ci sono, per cui la frequenza alta vuol dire energia alta, per cui per esempio un'onda blu ha un'energia molto più alta di un'onda rossa, perché la frequenza del blu è molto più alta della frequenza del rosso. E così spieghiamo molto bene con questo trucco perché perché per esempio questa qui, questa energia qui che è piccina è una differenza
di cioè è un'energia piccola, Sarà un rosso perché l'onda è rossa e e cominciano a osservare delle serie anche nell'ultravioletto e nell'infrarosso. Per cui questa spiegazione di Bor sembra una buona spiegazione, anche se non si capisce come sia possibile questa cosa. E infatti usando la teoria di Bor, l'atomo di Bor, si riesce a spiegare solo le righe dell'atomo di idrogeno. Quando si va ad atomi più grandi non non viene più niente, non tornano più gli Altri sperimentali. Ed ecco che arriva Shringer. Schinger dice: "Ragazzi, queste orbite sono delle orbite stazionarie, cioè gli elettroni possono stare
soltanto su un'orbita perché l'elettrone, diciamo, è descritto da un'onda stazionaria." Allora, un'onda stazionaria, se voi vedete qua, è un'onda che si richiude perfettamente, no? per cui non può essere eh diversa mai da così perché cammina, cammina Cammina, poi ricomincia sempre uguale. Mentre un'onda che non si ricollega molto bene non è un'onda stazionaria perché qua se voi lo continuate non continua nella traccia di prima. Allora Schinger dice se queste orbite sono descritte da ondre stazionarie, anzi addirittura gli elettroni sono descritti da onde stazionarie, staranno sempre nello stesso posto. Perché gli elettroni? Perché se un fotone che
sicuramente è un'onda, cioè se la luce Che è sicuramente un'onda può essere equiparata in certi casi a particelle, sarà anche vero che una particella come l'elettrone potrà essere un'onda in certi casi, ovvero per esempio dentro agli atomi. E quello che lui trova sono che le famose orbite simili ai pianeti eccetera, non sono affatto orbite simili ai pianeti, ma sono degli orbitali, cioè delle figure tridimensionali di questa stranissima forma e L'elettrone può essere in qualche modo descritto da una sovrapposizione di tutte queste onde sotto radice quadrata. Quindi vi ho messo la l'immagine invece che la matematica
di queste onde perché diciamo l'immagine la vedete, la matematica è veramente brutta, sono eh delle formule bruttissime, però l'immagine si vede e sono moltiplicate per degli strani numeri qua davanti, a parte una fase eccetera. Ecco, Schringer è felice perché perché Schringer dice "No, ragazzi, gli elettroni sono onde, sono onde stazionarie, stanno all'interno dell'atomo stazionale, finalmente si torna alla fisica classica. Le onde le conosciamo, le sappiamo sommare, sappiamo tutto, basta, si torna alla fisica classica e finalmente sono tutti felici di questa cosa, però e effettivamente con le onde di Schringer si spiega benissimo tutta la tavola
periodica degli elementi. Questa È stata la prima vittoria della meccanica quantistica. Voi che fate lo scientifico avete detto che la meccanica quantistica in realtà la state facendo in chimica, proprio perché in chimica si spiega perfettamente tutte le proprietà della tavola con le proprietà degli orbitali. Allora, eh è stato tutto Vicente un altro discorso che però l'ho messo più avanti. Vabbè, allora facciamo un'altra cosa Importante, per cui diciamo che le cose funzionano così, che ormai c'abbiamo delle gli elettroni possono essere fatti come onde stazionarie all'interno dell'atomo descritti in qualche modo dalla dalle dall'equazione di Schedinger. Adesso
entr in ballle un'altra cosa molto importante invece tirata fuori da Heisenberg che è il principio di indeterminazione. Pensiamo una cosa. Com'è che noi Vediamo, per esempio, questo bicchiere? Se fosse completamente buio, noi lo potremmo vedere questo bicchiere? No, se è completamente buio, noi non vediamo niente. Perché come funziona la vista? Che un raggio di luce colpisce questo bicchiere, si riflette sul bicchiere, entra dentro di me, entra dentro il mio occhio e il mio occhio in qualche modo capisce che c'è un bicchiere, eccetera. Se io voglio vedere un elettrone dentro a un atomo o comunque un
elettrone Libero, che cosa devo fare? Per vedere un elettrone io devo colpirlo con un fascio di luce e colpendo la luce rimbalza sull'elettrone. Un fotone rimbalza sull'elettrone, entra nel mio occhio e io lo vedo, invece che nel mio occhio entrerà in un microscopio fantastico, eccetera eccetera, ma il modo per vederlo è quello. Benissimo. Adesso però se la teoria di Einstein sul fotone è vera, noi che cosa dobbiamo fare? Prendiamo Questo elettrone. Per vederlo dobbiamo mandargli sopra un fotone con una lunghezza d'onda molto piccola. Perché? Perché l'elettrone è molto piccolo. Se la lunghezza d'onda è molto
grande, l'onda passa e manco lo vede l'elettrone. Esattamente come se voi in mare c'avete un palo piantato eh sulla sabbia e passa un'onda, l'onda passa e nemmeno lo vede il palo. Mentre se quella stessa onda va contro uno scoglio grande rimbalza e torna indietro. Perché Le lunghezze d'onda per misurare devono essere più o meno della stessa lunghezza d'onda, cioè della stessa grandezza. Per cui se voi mandate un'onda molto piccola su un elettrone per vederlo, cosa succede? Quest'onda, oltre a essere molto piccola, è molto energetica perché a piccola lunghezza d'onda vuol dire onda con grande energia.
quando colpisce l'elettrone gli dà una bella spinta, per cui io non posso più vedere esattamente una volta che ho visto dov'è La posizione, quale sarà la sua velocità, perché lui nel frattempo ha acquisito una velocità che prima non aveva. Oppure se io allargo l'onda per cercare di farlo muovere di meno, beh, io posso solo dire che la sua posizione sarà tra le mie dita perché prende l'onda, ma non so in che punto la prende, d'accordo? E questo è esattamente il principio di determinazione in cui Heisenberg dice: "Ok, ma allora io più misuro con Precisione la
sua posizione, più non saprà niente della sua velocità. Al contrario, se io voglio disturbarlo di meno e per cui conoscere meglio la velocità, devo avere un'onda più grande e saprò meno bene la sua posizione. Questo principio di indeterminazione è un principio estremamente importante perché ci dice che la nostra conoscenza di un di questi effetti, diciamo, sulla sulla materia microscopica non è più precisa a Nostro piacimento. Noi non possiamo più conoscere le cose come vorremmo conoscerle. Noi possiamo conoscerle con una imprecisione dovuta alla natura, non dovuta alla nostra capacità di misurare o non misurare. E vediamo
una cosa che vuol dire questo. Teoricamente vuol dire che se io mi fermo a un semaforo a Roma, a un semaforo di Roma, diciamo, non so dove sto perché se io mi fermo la velocità è zero. In precisione sulla Misurazione della velocità nessuna, l'ho misurata e allora in precisione sulla mia posizione infinita. Se io mi fermo se for stare a Milano, a Cotenza, da qualsiasi altra parte, no? Questo sta dicendo la meccanica quantistica. Andiamo a vedere, intanto andiamo a vedere che cosa vuol dire questo dentro un atomo. Se un elettrone sta dentro un atomo, essendo
un atomo grande, più o meno un Armstrong 10^ -10 m, cosa succede? è che L'imprecisione con cui misuro la velocità dell'elettrone è di circa 500 km/. Capire che se io dico che un atomo, un elettrone sta dentro un atomo, che velocità va? Ah, la sua l'imprecisione sulla velocità è di 500 km/s. Non vuol dire che va a 500 km/s ma che io non posso sapere la velocità con una precisione maggiore. Però se io invece sto al semaforo, diciamo, essendo la mia massa grande, quello che succede è che L'imprecisione sulla mia velocità è di circa 10^
men-34 km/s. per cui l'imprecisione sulla mia velocità è talmente piccola che nessuno dei nostri strumenti la può misurare. Per cui non è che la meccanica quantistica vale soltanto nel mondo macroscop microscopico, vale anche in quello macroscopico, ma gli effetti sono troppo piccoli e noi non li possiamo migliorare. Mi sa che è finito perché un sta uscendo. Ecco, adesso cerchiamo di vedere quelle che sono le cose inaspettate della meccanica quantistica e c'è il che è esattamente l'esempio della diffrazione che vi ha fatto vedere la professoressa prima da alcuni di voi, no? Le onde, se sono onde
quando si incontrano fanno delle figure di diffrazione e questo voi lo vedete benissimo anche se prendete una bacinella, per esempio, d'acqua, ci mettete due dita e cominciate a fare così, cioè create delle onde. Quando le Onde si incontrano si formano delle figure di rifrazione, no? Cioè le onde si incontrano e si sommano e per cui sommandosi formano dei punti in cui eh l'onda è più grande, dei punti in cui l'onda non c'è. Vedete che qui si annullano, cioè qui si sommano e in altri punti si annullano le onde, no? E questo lo vedete facilmente, lo
vedete bene là dentro. Allora, per vedere se veramente gli elettroni erano o non erano, mi dispiace domand. >> Aspetta un attimo, Anna, fai uscire i ragazzi. Evidentemente >> c'hanno un compito >> periodo di >> Ok. Allora, eh i fisici dicono "Vabbè, sta storia che gli elettroni sono onde?" Andiamola a vedere, cioè mandiamo degli elettroni in una doppia fenditura, si chiama così, andiamo a vedere che cosa succede qua. E quello che è successo è Che mandando un fascio di elettroni attraverso una doppia fenditura, hanno visto effettivamente queste figure di rifrazione, per cui era vero in qualche
modo che gli elettroni si potevano comportare anche loro come onde, però eh avete eh detto, "Va bene, abbiamo mandato un fascio di elettroni, adesso facciamo un'altra cosa, mandiamo un elettrone alla volta sulla doppia fenditura." Quello è una particella, un Elettrone o passa a destra o passa a sinistra. Per cui io alla fine dovrei vedere o una eh palletta, cioè dovrei vedere due pallette sullo schermo, una a destra e una a sinistra, in funzione delle mie due fenditure. E infatti quello che succede è che quando noi facciamo passare un elettrone sullo schermo c'è un puntino. Facciamo
passare un po' più di elettroni e sullo schermo ci sono tanti puntini. Cioè una vol ogni volta che passa un elettrone passa in un Punto preciso e fa un puntino. D'accordo? La cosa incredibile è che dopo tante tante tante volte che lo lanciate, quelli che appaiono sono esattamente le figure di diffrazione che apparivano quando lanciavate il fascio tutto insieme, cioè è come se ogni elettrone sapesse dove sono andati a finire gli altri. e sapesse dove deve finire sullo schermo, in maniera che tutti insieme alla fine formino figure di frazione. E questa era una cosa in
Cui nessuno credeva. Quando hanno fatto il primo esperimento qui a Bologna di doppia fenditura a singolo elettrone, erano sicuri che non avrebbero mai visto le figure di interferenza e invece le figure di interferenza si sono viste. E succedono cose ancora più strane. La cosa ancora più strana è che le figure di interferenza scompaiono non appena voi andate a chiudere una delle due fenditure, ma ancora più strano è che quando mettete un rivelatore dopo le Fenditure, cioè andate dopo a dire dov'è passato l'elettrone, le figure di interferenza scompaiono. Cioè, se voi sapete o prima perché l'avete
chiusa o dopo perché l'avete misurata, in che fenditura è passato l'elettrone, le figure di interferenza scompaiono. E questa era una cosa veramente inaspettata. Ma vogliamo vedere quello che dicevamo, che com'è possibile che un elettrone, un Fotone siano sia particelle sia onde. Ecco, questa figura che io ho trovato su Vigivlia eh mi è sembrata veramente molto eh chiarificante per capire che per esempio questo è un cilindro, no? Però se noi lo illuminiamo eh da destra vediamo un uno schermo con un rettangolo. Se lo illuminiamo da sulla base vediamo sull'altro schermo un cerchio. Allora, che cos'è questo?
È un cerchio o un rettangolo? Eh, niente, se lo guardiamo in un certo modo, vediamo Un cerchio, se lo guardiamo in un altro rettangolo, ma lui è un cilindro. Ecco, questo è un quanto. I quanti sono così, sono realtà che non sono né particelle né onde, ma se noi facciamo alcune misure le vediamo come particelle, se facciamo altre misure le vediamo come onde. La stessa, diciamo così, particella, lo stesso quanto. A noi ci viene da chiamati particella perché usiamo il linguaggio che conosciamo, però in realtà era stato proposto anche Un altro nome per i guanti
che poi non ha mai funzionato proprio perché non sono né onde né particelle, ma a seconda delle misure che noi facciamo vediamo il loro comportamento da onda o il loro comportamento da particelle. Ecco, questa è un'altra cosa abbastanza importante che però io forse a questo punto salterei perché è un po' la probabilità, però vi voglio dire una cosa, quei coefficienti che stavano eh sulle onde in realtà sono esattamente la Probabilità che un evento possa accadere o non accadere. Adesso passiamo da un evento che voi conoscete molto bene, il lancio di una moneta. Noi lanciamo la
moneta. Che cos'è la moneta mentre vola? La moneta è testa o croce? >> Che cos'è? >> Entrambe. Cioè mentre vola la moneta, lo stato della moneta. Queste bracchette si chiamano così, vuol dire lo stato della moneta, lo stato dell'elettrone, lo stato del gatto. Eh, questa Eh la moneta c'ha eh un mezzo di probabilità di di uscire testa più 1/2 di uscire croce. Questo vi è chiaro? No, cioè è facile capirlo. E quand'è che sappiamo quando esce testa o quando esce croce? quando si ferma, ovvero quando noi la misuriamo, quando interagiamo con la moneta, la blocchiamo,
la guardiamo. Fino a quel momento la moneta è insieme tutte e due le cose, d'accordo? Schedinger cosa dice? Dice, guardate Ragazzi che sta cosa è ridicola, non può esistere. Tanto che se io leggo eh la vita del gatto ha un evento atomico come un un decadimento nucleare che c'ha metà di probabilità di avvenire, metà no, finché io il gatto non lo vedo è mezzo vivo e ma non mezzo vivo e mezzo morto nel senso valizzato. È sia vivo che morto allo stesso tempo con la stessa probabilità, esattamente come la moneta. Quando la moneta vola, mentre
è in volo, non è né testa né croce, o meglio, è un Mezzo testa più un mezzo croce. Il gatto è la stessa identica cosa. Allora, Shellinger dice, è chiaro che questa teoria non funziona, non può funzionare, d'accordo? Perché addirittura voi non potete sapere se un gatto vivo è morto, anzi è contemporaneamente sia vivo che morto, però la situazione peggiora. invece che migliorare con l'andare del tempo e avviene nella meccanica quantistica un effetto che è ancora più misterioso. Ad Esempio, prendiamo due monete e mettiamole, cioè in generale diciamo che se voi avete due monete c'avrete
e le lanciate separatamente c'avete quattro casi, no? O testa testa, croce croce testa croce croce testa. Cioè se le lanciate potete avere questi quattro risultati. Se queste monete voi le legate sopra uno scotch in questo modo, è chiaro che se le lanciate o cascano così o cascano così, ma cadranno o tutti e due teste o tutte e due croce. Va Bene? La stessa cosa succede per i fotoni o gli elettroni. Ci sono dei decadimenti, per esempio, in cui due fotoni vengono emessi da un da un atomo, tutti e due con la stessa polarizzazione per forza,
perché è un tipo di decadimento così. o due elettroni, per esempio, vengono emessi, uno con spinup e uno con spin down, per forza. Cioè è un evento fisico in cui si creano due particelle che invece di avere quattro possibilità ce ne hanno solo due. O per Esempio sono così spinup e spin down o così casualmente, cioè come prima o testa testa o croce croce, ma casualmente, va bene? Però quando voi c'avete due monete testa testa o croce croce, ce l'avete perché c'è questo nastro adesivo che le lega, perché se voi togliete il nastro adesivo e
lanciate due monete vi vengono a caso una testa e una croce. D'accordo? Quando voi lanciate, diciamo così, misurate due elettroni che sono nati con Una stessa probab una stessa configurazione, per esempio tutti e due con polarizzazione verticale, uno a Roma e uno a Milano, le ritrovate sempre tutte e due con polarizzazione verticale. Allora, Einstein e Schringer dicono: "Ok, allora nella meccanica quantistica noi dobbiamo cercare questo nastro adesivo che è quella che loro chiamano variabile nascosta. Dobbiamo cercare di trovare il modo in cui questi elettroni o questi Fotoni si coordinano, per cui danno sempre lo stesso
risultato. Ecco, Alena Speck diversi anni dopo qui non ho messo la data così non me lo ricordo, >> ha fatto un esperimento. >> 81. >> L'hai scritta? L'hai scritta? Sì, sì. Ah, ecco, grazie perché sono negatissima. ha fatto un esperimento nel 1981 in cui ha dimostrato Che la variabile nascosta, cioè lo scotch, non esiste. Ha dimostrato sperimentalmente che lo scotch non esiste. Per cui noi oggi se creiamo due fotoni entement, due elettroni entangement e li andiamo a misurare in due posti diversi, otteniamo sempre la stessa coordinata risposta che è esattamente come se lanciassimo due monete,
una a Roma e una a Potenza, e ottenimo sempre, ma anche due monete vicine, ottenessimo Sempre lo stesso risultato. Se viene testa qua, viene testa qua. Se viene croce qua, viene croce qua. Allora, voi dite, "Non ci credo, sono cose che non funzionano." Allora, su questa caratteristica oggi funzionano il teletrasporto, la crittografia quantistica e cominciano a sanzionare i computer quanti. In realtà i computer quant funzionano, però danno troppi errori e per cui ancora non sono disponibili. La le nuove tecnologie Del futuro, quelle con cui voi avete a che fare tutti i giorni, si basano esattamente
su questo principio che si chiama entment, che è una caratteristica delle particelle quantistiche, eh, e che vi permetterà veramente delle tecnologie oggi del tutto del tutto inaspettate. Mentre la meccanica quantistica vi permette di usare il cellulare, cioè tutta l'elettronica si basa sul fatto che noi conosciamo e sappiamo capire come funziona la materia Microscopica, perché sennò l'elettronica non non avremmo potuto costruirla. Ecco, mi siete fatti un'idea generale, mi dispiace, ho anche saltato delle cose, però mi rendo conto che è lungo, però io spero e credo che voi abbiate delle domande, specialmente voi che avete letto il
libro, se c'è qualcosa che che vi sfugge o anche che vi interessa del libro, chi vuole cominciare. Arrivo. Ah, ecco. Marianna, >> sicuro. >> Sì, sì. >> Eh, io ho una domanda, non tanto per quanto riguarda il contenuto, ma per la copertina. Cioè, lei prima ha presentato i due personaggi che sono in copertina, ma mi chiedevo come mai abbiate scelto proprio loro due e non magari un Einstein che comunque veniva nominato nel libro Poli o chiunque altro. Allora, perché nella meccanica quantistica ci sono state, diciamo, due Eh nascite matematiche, diciamo così, cioè due formulazioni matematiche.
la prima che si chiama la formulazione matriciale che è stata fatta da Heisenberg e la seconda che si chiama la formulazione ondulatoria che è stata fatta da Scheling. Queste due formulazioni matematiche sembravano completamente diverse tra di loro, poi è stato dimostrato anche abbastanza facilmente dallo stesso shing Che in realtà sono del tutto equivalenti, però diciamo che proprio da un punto di vista di calcolo i due iniziatori sono stati da una parte Heisenberg e dall'altra parte Schinger. Schinger alla fine non ha mai creduto alla meccanica quantistica, cioè nessuno dei grandi vecchi ha mai creduto alla meccanica
quantistica. Non ci ha mai creduto Einstein, non ci ha mai creduto Schöinger, non ci ha mai creduto Frank e Born, che è quello che invece Max Born, Che più o meno c'ha la stessa età e che è quello che ha capito l'interpretazione probabilistica della meccanica quantistica, diceva "Beh, solo io e Bor dei vecchi crediamo che questa teoria abbia una validità". Gli altri erano tutti giovani. E Heisenberg quando ha fatto le sue il suo primo articolo c'aveisenberg del >> 33 anni. >> C'aveva 33 anni. Sì, perché nel 1902 L'ha fatta >> sì 33 anni e e
tutti gli altri tutti i giovani perché spesso si dice che per creare una teoria nuova non si convincono i vecchi a cambiare idea, ma muoiono e per cui la teoriamo avanti. Sì, nel campo della fisica si dice spesso che è difficile cambiare cambiare teoria, però quando i vecchi muoiono la teoria va avanti, per cui ragazzi c'avete ancora più responsabilità voi a mandarla ancora più avanti. Per esempio, noi sappiamo che probabilmente sarà, cioè è incompleta la teoria quantistica perché non va d'accordo con la relatività. Ci sono dei punti ancora in cui non va d'accordo con la
relatività e anche la relatività è un'ottima teoria e probabilmente se ne dovrà trovare una più grande che comprenderà tutte e due e che darà ragione della loro interazione. Ehm io ho una domanda relativamente, diciamo, a personaggio di cui si parla Nel libro. Si parla ad un certo punto del professor Abner Shimoni che è stato una grandissima persona perché ha conseguito un dottorato in filosofia, un dottorato in fisica e poi ha insegnato proprio fisica della filosofia della meccanica quantistica all' MIT che comunque il Massachus Institute of Technology che è diciamo una grandissima autorità insomma. Quindi io
volevo chiedere eh dato che comunque la meccanica quantistica comporta un Cambiamento nella modalità proprio di pensiero, quanto filosofia e meccanica quantistica possono essere interconnesse? >> Allora, eh filosofia e e scienza sono interconnesse in generale molto sempre. In particolare la meccanica quantistica oggi ancora di più perché questo effetto che si chiama entment è un effetto che comunque è difficile per noi. Cioè, allora lo sappiamo usare quando noi facevamo le domande mi ricordo ci Rispondeva zitto e calcolo, no? Cioè inutile che ti chiedi come funzionano le cose, non l'abbiamo capito, però in tanti calcoli funzionano, che è
già qualcosa, perché poi in realtà quando uno comincia a far funzionare le cose in laboratorio capisce meglio piano piano come le cose funzionano, però sicuramente ci sono ancora tanti problemi di filosofia ancora non eh non sviluppati e i filosofi in particolare non accettano la Non esistenza della delle variabili nascoste. Loro dicono la meccanica quantistica così come la conosciamo oggi, gli manca qualcosa, cioè è una teoria incompleta perché l'entagment alla fine non lo spiega, cioè lo vede, lo usa, ma non lo spiega. il che poi è sempre meno vero perché appunto poi la la teoria va
avanti, per cui oggi si parla di casualità non locale, insomma, piano piano anche i fisici vanno avanti, i Matematici aiutano nei calcoli, no? Eh, le teorie evolvono. Comunque sicuramente ci abbiamo, cioè anche dire che la realtà è probabilistica, perché alla fine qualsiasi evento reale per noi oggi è probabilistico, no? Mentre la fisica ieri era ok, io lancio questa pallina con questa velocità da qua e so esattamente dove andrà a finire, manco lo vado a misurare e se la rilancio succede esattamente la stessa cosa. Oggi prendo un elettrone, lo faccio passare Per una doppia appenditura e
non so dove finisce e non lo posso sapere dove finisce. So che con una certa probabilità passa a destra, con una certa probabilità passa a sinistra, ma non so dove passa. Per cui se faccio un'altra misura ottengo risultato diverso. Sono cose incomprensibili per la fisica di ieri che invece era proprio la fisica eh capace di prevedire il futuro, no? Nel senso, io so che oggi sto pianeta Sta qua, ah domani so che lo trovo là. Allora, la fisica è ancora capace di prevedire il futuro in cose macroscopiche, perché se ogni evento microscopico è probabilistico, ogni
evento macroscopico è sicuro. Perché ogni elettrone non so che cosa fa, ma il cellulare funziona, no? Perché? Perché in realtà le particelle minuscole, elettroni, atomi, eccetera, sono talmente tante che io statisticamente so qual è la distribuzione, cioè se io Lancio una moneta non so il risultato, ne lancio due non so risultato, ma se io lancio infinite monete so che il 50% viene testa e il 50% viene croce. Allora, l'elettronica lavora su questo, lavora sul fatto che conosce la distribuzione di probabilità, conosce che c'ho il 50% così, 50% per cui le cose funzionano anche se ogni
evento è probabilistico. Ecco, capire che ogni evento microscopico è probabilistico è un salto Forte per il nostro concetto, anche perché noi siamo evoluti in un certo modo. Se vedevamo un leone non dovevamo chiederci se era buono o cattivo, dovevamo scappare e basta. Per cui per noi sono tutti quello che vediamo è tutto deterministico perché ci aiuta a capire meglio la realtà, no? che però non è non è deterministe. >> Allora, eh la mia domanda è perché, diciamo, alla fine del capitolo terzo, diciamo, riguarda la sovrapposizione Degli stati di un fotone. Eh vabbè, ho preso un
pezzo di testo. Il fotone quindi percorre due cammini diversi allo stesso tempo. Non esiste altra spiegazione per descrivere i risultati sperimentali che abbiamo appena osservato. Il cosiddetto fenomeno della sovrapposizione dei cammini, d'altra parte è perfettamente descritto dall'equazione della meccanica quantistica. Il comportamento della natura può sorprenderci, è vero, ma la Meccanica quantistica lo descrive molto bene e poi si rifà al gatto di Stringer e al che ha contempo. Volevo chiedere, quindi sarebbe corretto dire che la meccanica quantistica ha completato ha diciamo completato totalmente la descrizione della realtà ai nostri occhi? Oppure dovremmo pensare che ci sia
altro al di là della variabile nascosta che lei citata? Allora, oggi come oggi le variabili nascoste non ci sono, cioè per quanto è La fisica oggi, la fisica oggi nega l'esistenza delle variabili nascoste, per cui la fisica oggi sostiene che la meccanica quantistica così com'è è una teoria completa ed è una teoria che ha a tutt'oggi non ha mai avuto dei risultati sperimentali non concordi, diciamo, per cui è una teoria del tutto affidata. La stessa identica cosa succede con la relatività, però con la relatività generale. È una teoria del tutto Affidabile che non ha mai
avuto problemi con nessun esperimento. C'è il problema che però, diciamo, per spiegarlo facilmente, la relatività presuppone uno spaziotempo uniforme, la meccanica quantistica presuppone una natura eh spezzettata, diciamo, no, discreta, non continua. Mentre la reatività è continua, la meccanica quantistica è discreta. Queste due cose non si conciliano, cioè noi non abbiamo la Quantizzazione della gravità, per cui non abbiamo la quantizzazione della relatività, per noi rimane uno spaziotempo continuo e non abbiamo una una teoria che possa rendere continua la discretizzazione della carica quantistica. Per cui è chiaro che a un certo punto dovremmo trovare una delle due
cose. Oggi c'è addirittura una teoria che dice che la gravità è, diciamo, un effetto collettivo, un Effetto emergente collettivo che per cui addirittura, diciamo, non esiste la la cioè la relatività ci serve a spiegare delle cose, ma non esiste. Dovremmo spiegare tutto solo con la meccanica quantistica. Credo oggi la teoria una delle nuove teorie perché poi ogni anno escono teorie nuove, cioè ogni anno però insomma è un problema molto difficile e non c'è ancora una Soluzione. Per quello che dico che serve il vostro lavoro. Questa questa è una cosa affascinantissima. I migliori cervelli ci stanno
provando, ma lo stesso Einstein ci provava perché si rendeva conto che eh se saltava la reatività non era bello per lui, no? però non c'è mai riuscitazione. >> Ci potrebbe essere un'equazione magari che possa spiegare il tutto sia >> la la famosa la famosa teoria del tutto. Ci potrebbe essere la teoria del tutto. Beh, allora la teoria del tutto è è da è da talente che la stiamo cercando. è uno dei motivi per cui io dico che comunque vince la scienza greca, cioè questo è il principio unificatore per cui una teoria che metta insieme tutto
la stiamo cercando da milione di anni. Come >> le ha detto che prevale il modello quantistico della fisca e quant però chissà >> in questo momento sta prevalendo il Modello quantistico, però non è detto. Ma >> alla in generale agli scienziati piace di più la relatività. perché crea meno problemi filosofici, no? Per cui loro sperano che invece però Sì. sperano che per esempio la gravità lungo di rovelli, no? Cioè sperano di riuscire a quantizzare la relatività in maniera che comunque la relatività rimarca però fino adesso non ci sono riusciti, cioè non sono riusciti, non Hanno
prove sperimentali sulle teoria. Come mai avete scelto di raccontare la fisica attraverso storie licenziali di >> L'ultima parola non si è capita bene. >> La domanda sullo stile che importante. Allora, questa cosa dei dialoghi per me è fondamentale perché i dialoghi, le risposte degli scienziati sono tutte prese dai loro testi originali, non me le sono inventate io. Io e Valentina facciamo le domande. Le risposte vengono da quello che hanno scritto loro e loro Poi specialmente questi scienziati qua hanno tutti scritto tanto, ma potete per esempio andare sul sito del dei premi Nobel perché ognuno di
loro ha fatto il discorso ancora tutti i premi Nobel fanno il discorso eh alla premiazione ufficiale ed è un discorso abbastanza divulgativo perché comunque il re di Svezia non è che sa più di tanto di fischi eccetera, no? Eh e lì per esempio molte delle risposte io le ho prese proprio dai loro dai loro discorsi al Premio Nobel in cui spiegano quella che è la loro teoria, per cui alcune di queste risposte, per esempio, sono sbagliate. Cioè l'atomo di Bora è sbagliato, no? Cioè, oggi nessuno crede che esista l'atomo di Bor, ma qua ci credeva,
per cui Borgo racconta come come l'ha l'ha capito e l'ha inventato. Poi dopo si è evoluta, adesso cerchiamo di sfide che sono ben lontane dall'atomo di B. Grazie. >> Allora, io ho capito dalla sua presentazione che alla fine i numeri sono un bisogno dell'uomo, ma per lei i numeri servono a descrivere il mondo oppure sono un modo per semplificarlo? Aspetta, prima che rispondi Anna, posso aggiungere la mia domanda che si potrebbe un po' collegare? No, vabbè. Ah, non si sente. >> Allora, perché anche la mia la mia domanda riguarda la matematica. Allora, io le volevo
chiedere, dunque, nel libro Ci sono quattro, cinque formule, le ho contate, le insomma sono una che descrive la lambda degli elettroni, il principio di indeterminazione, l'equazione di Schredinger e il formalismo dei cat che abbiamo un po' visto. Allora, io volevo chiedere perché proprio queste, cioè diciamo volevi che il pubblico conoscesse proprio queste formule oppure ti servivano per dire quello che dovevi esprimere? Insomma, perché proprio questa matematica? >> Allora, i numeri servono i numeri o no? Allora, intanto la fisica è una scienza che usa la matematica, no? Cioè noi non tutte le scienze usano la matematica,
ad esempio che so l'etologia, no? La descrizione del comportamento degli animali o anche la biologia della descrizione del funzionamento di una cellula eccetera. No, percato. Così. Ah, Mentre la fisica e diciamo da Galileo in poi, però non sono d'accordo, quantomeno da Archimedeo in poi, ma forse non sono d'accordo nemmeno su quello, forse anche da prima, ma sicuramente da Archimede. La fisica è una scienza che usa la matematica, che c'ha un grandissimo vantaggio perché i teoremi di matematica si dimostrano, mentre il resto della scienza non si dimostra nemmeno la fisica, però quantomeno se se se risponde
a Un'equazione di matematica, noi quell'equazione di matematica la possiamo dimostrare e poi possiamo andare a vedere se i dati sperimentali coincidono o non coincidono coi nostri risultati o risultati dell'equazione, no? Però intanto l'equazione è nostro e già siamo basati e questo ha reso la fisica una scienza potentissima proprio perché si può basare sulla matematica. È pur meno che però ehm molti fenomeni, cioè poi il fenomeno è Esattamente identico all'equazione, no? C'è sempre un rumore di fondo, c'è sempre un'imprecisione della strumentazione, c'è sempre, no? Per cui poi alla fine noi dobbiamo costruire una matematica sempre più
capace di gestire cose complicate. Per esempio, oggi tutta la matematica della complessità, il premio Nobel di Giorgia Parisi, no? Abbiamo siamo stati costretti a costruire una matematica completamente nuova, molto complicata, eccetera, Perché in realtà la la natura, la realtà è complicata, no? Per cui siamo però una volta che l'equazione è dimostrata, noi sappiamo che l'equazione è dimostrata, per cui i numeri servono, cioè nella fisica fare vedere qualche equazione serve e serve perché secondo me aiuta un pochino piano piano la comprensione. È come far vedere una foto di una città invece che la descrizione di una
città, no? Cioè la città a Roma c'ha il Colosseo c'ha. Ok, però se io vi mando Come ha fatto il Colosseo? Eh, c'ha quattro piani le cas io mi la foto del Colosseo, voi vedete la foto e l'avete capita. Ecco, per me un'equazione è così, cioè dopo un po' che ci abituiamo a vederla, io vedo un'equazione e la metà delle cose l'ho capita, vedo se è direttamente proporzionale, inversamente proporzionale, se va come il quadrato, se va come il cubo, se c'è un esponenziale, se c'è un logaritmo, no? Cioè è chiaro che oggi voi ancora no,
Anche se nel vostro vincolo sì, perché vedrete quando comincerete a fare un po' di geometria analitica che dopo un po' un equazione di una retta la riconoscete al loro. Dite non so quale cavolo di retta è, ma intanto vedo che è una retta, no? Cioè piano piano vedere le equazioni aiuta a a vedere le cose, a capirle, cioè ci servono meno parole. La matematica c'ha un linguaggio che ha bisogno di meno parole. Poi alcune equazioni le ho scritte perché sono Storiche, infatti c'è anche l'equazione di dira, no? Ah, mi è sfuggita >> ti è sfuggita
l'equazione di cioè perché non non vedere oggi una volta l'equazione di dira che vuol dire non aver visto un mappa mondo, no? Cioè poi non la capiamo, va bene, ma intanto l'abbiamo intanto lo riconosciamo, no? Piano piano. Questa è un po' la la mia teoria che qualcosa si può vedere. Poi chiaramente uno la spiega, la raccolta, ma intanto Non comunque se i numeri sono un'inversione del nostro cervello o fanno parte o sono qualcosa che noi stiamo scoprendo, ancora non si sono messi d'accordo. Tra Platone e Aristotele ancora non si sono messi d'accordo per i matematici
sono quasi tutti platonici, sostengono che il numero esiste nell'iperuraneio e noi lo stiamo soltanto scoprendo. E i fisici, alcuni sono più platifici, teorici, vengono ad essere platonici perché sono Più vicini ai matematici, quindi sperimentali forse >> Allora, io volevo chiedere più che altro quanto è stato difficile scrivere il libro su concetti comunque complicati che non, diciamo, non sappiamo nella vita di tutti i giorni, quindi aprirli a tutti quanti. Quanto è stato difficile? È stato molto difficile. Ci abbiamo messo tanto tempo, ci siamo confrontati a lungo, abbiamo riscritto un sacco di cose, abbiamo tolto dei pezzi
che ogni Tanto mi dispiace aver tolto, ma ce l'ha fatti togliere l'editore. Abbiamo lavorato a strettissimo contatto con un editor laureato in filosofia, in lettere e filosofia, che non sapeva nulla di fisica e finché lui non era convinto di ogni singola parola ci continuavamo a discutere, per cui è stato lungo e difficile, molto divertente anche per me, però diciamo sennò non lo facevo. Nessun'altra domanda. >> Faccio io una domanda da letterato e anche da, diciamo, organizzatore da tempo sul premio Asimov. Una recensione. Ecco, che cosa ti aspetti da una recensione che parli del tuo libro?
>> Ma io da una recensione che appel il mio libro mi affetto due cose, cioè due tipi di recensioni diversa. Uno che il libro non gli è piaciuto lo massacra e dice perché non gli è piaciuto. Questa è è una recensione legittimissima che può Essere anche molto bella, cioè non è che viene premiata la recensione che dice che il libro è bello, viene prata la recensione che è bella lei, no? Per cui questo libro mi ha fatto schifo perché non ho capito niente e il linguaggio non mi piaceva. C'erano troppie adesso non lo spero che
non la facciate, però diciamo da una recensione vi aspetto questo. Oppure se il libro vi è piaciuto di dire a qualcuno, convincere qualcuno a Leggerlo. Questa è una recensione, no? Cioè, non è tanto riassumere il contenuto del libro, anche perché il contenuto di questo libro non sarà difficile, non sarà facile riassumerlo, però dire perché magari vi è piaciuto e specialmente perché eh consigliate a qualcuno la lettura, cioè fare incuriosire qualcuno, per esempio, fare un sacco di domande senza dargli risposta, no? Questo è un modo di fare incuriosire, Cioè sapete che l'elettrone non ve la scriv
però ecco la recensione per me è questo, cioè qualcosa che incuriosisce oppure dice "No, guardate, non lo comprate, è meglio che lasciate". >> Abbiamo finito? >> Tu te fai? >> Eh, no, io ce ne ho diverse, ma volevo dare la precedenza. Ehm, Maria Elena. >> Eccola. Leggete il libro. ha mi ha colpito molto L'autenticità del suo metodo di scrittura, anche perché ho trovato molto coinvolgente e appassionante, quindi vabbè in in sostanza in particolare servita nel paragone tra i fotoni tangles e le due monete e le volevo chiedere come le è venuto in mente di di
ricorrere a questo paragone e com'è stato per lei riuscire, diciamo, a coinciliare gli aspetti più scientifici quindi propri del appunto del mondo Quantistico microscopico a aspetti più familiari alla vita di tutti i giorni proprio proprio del mondo macroscopico che ci circonda. Allora, come mi è venuto in mente l'esempio, in realtà mi è venuto in mente leggendo un libro di Carlo Rovelli e una frase che lui ha scritto, mi ha illuminato, ho detto ecco che cosa dobbiamo fare, mettere lo scotch sulle monete e allora la lettura dei libri è una cosa fondamentale, cioè io c'ho un
Cervello, ma se leggo un libro c'ho due cervelli, se leggo tre libri c'ho quattro cervelli e così via crescendo, perché mi immag però eh cioè qu la la ricchezza che ci dà leggere o guardare film o sentire musica, quello che ti pare, ma eh la produzione di un altro cervello è enorme, no? perché ognuno di noi c'ha delle capacità, ma eh sono limitate. Mentre attingere alla ricchezza degli altri ci fa crescere l'idee, ci fa Crescere la comprensione, tutto quanto. Per cui voglio invitarvi a leggere tanti libri, andare a tanti concerti, teatri, quello che vi pare,
vedere le creazioni degli altri. Ecco, le creazioni degli altri aiutano la nostra creatività. E poi che avevi detto sull'altra cosa? Eh, pensato >> Ah, ecco un'altra cosa, eh, il motivo anche per cui io scrivo anche per bambini più piccoli, è che io mi ricordo le cose che non capivo e anche quando Ero piccola, cioè, mi sono rimaste tutte in testa le cose che non capivo e mi ricordo anche quando poi le ho capite, cioè quando poi a un certo punto ho detto ecco, ma questo era quello, no? E allora questa questa cosa la ripropongo agli
altri, ripropongo quello che è stato il mio percorso di comprensione delle cose. Dico almeno forse uno o due che avranno un percorso simile al mio ci possono essere, capito? È così. E poi scrivo quello che mi piacerebbe leggere, Cioè eh perché tutti dicono "Ah, devi capire il pubblico eccetera". Ma il pubblico molti divulgatori, per esempio, semplificano molto eccetera, ma io dico, a me non mi interesserebbe niente leggere una cosa che alla fine non capisco niente. Eh, a me interessa capire, ed è per questo, per esempio, che scrivo per ragazzi, perché gli adulti gli interessa di
meno capire. A me, a tutt'oggi mi interessa mi Interessa provare a capire le cose. Allora, se abbiamo concluso, eh dunque io che cosa mi auguro? due cose che ehm innanzitutto alcuni studenti leggano il libro, in modo particolare alcuni studenti della prima C sono pochissimi. Alzate la mano. No, nome e cognome lo vorrei fare, ma penso che mi odierebbero. Sì, eccoli lì. Ma siete pochi. Poi mi auguro anche che si ravvedano un po' gli studenti della Terza C i quali c'è in cantiere un'attività ancora più importante che nessuno si è comprato ancora il libro, però vabbè,
molto bello che queste cose poi ce le ris Ah, una se le compra chi se l'è compr Ah, Letizia, vieni la prima che deve essere autografata. Allora, meno male che che mi contraddicono. Meno male che mi contraddicon. Va bene. Poi niente. Nicola, ci dici tu qualche cosa? >> No, io devo devo andare là perché Allora e come sapete con la professoressa De Rosa sono anni che facciamo questo progetto di stritura nazionale fisica nucleare che chiama Asimo e lo scopo è quello di far leggere di far leggere il libro. Eh, adesso non mi voglio fare, voglio
dire tre, quattro cose. Eh, c'è stato qualche anno fa una disfida tra due italianisti sul perché sulla poesia, ma che in realtà va bene anche per la saggistica, per i libri, per i romanzi. Perché leggere? Allora, uno spiegava una cosa, un altro era Bottiroli, disse una frase, scrisse una frase, un giornale che a me ha molto colpito. Leggere è un esercizio di immaginazione. Cioè, quando noi leggiamo la famosa il famoso rapporto che diceva Anna con la creatività, noi in qualche maniera immaginiamo a partire da quello che leggiamo e questo è quello che ci contraddistingue dalle,
diciamo, dalle dagli altri animali. viventi che Chiaramente non hanno la nostra capacità, o meglio, magari non ce l'hanno proprio così esteso. Quindi leggere è importante perché serve a costruire la propria capacità di affrontare i problemi, non è solo conoscere in parte e questa è la prima cosa. La seconda cosa, a me non piace molto la divulgazione, io sono costretto a farla. A me piace più qualcosa che si chiama disseminazione, cioè io vorrei che qualcuno di voi eh facesse il mio Mestiere. Adesso io sono un fisico, no? I fisici sono tutti quanti così egocentrici, noi siamo
gli unici dentro e e vabbè, purtroppo è così. Non è colpa mia, nessuno è perfetto. Com'è che io ho scelto di fare fisica secolo scorso? Due aspetti fondamentali. Il primo è stato vedere un una serie di erano cinque puntate di un romanzo di Freddoi per televisione. Stiamo parlando dell'inizio del 72. Io mi sono iscritto A novembre del 72 all'università che era a come andromedeta. Io quando ho visto questa cosa sono rimasto folgorato. Per me la scienza, la ricerca di spazi diversi eccetera era una cosa fondamentale dove dare sfogo alla mia ricerca di spiegazioni, ma anche
probabilmente di, diciamo, di di di misurare la mia bravura. Io spero che molti di voi abbiano capito il significato leggendo questo e gli altri quattro libri tra i Cinque proporsi di quest'anno, abbiano capito il significato e l'importanza della scienza. Questo è un altro problema di cui magari parleremo un'altra volta perché la scienza non si trova su TikTok, la scienza è una cosa seria e eh diciamo questa è stata una delle cose fondamentali. La seconda cosa è stata una professoressa di chimica che io ero terzo anno credo che faceva chimica, la quale ha fatto era un
appassionata, era una che leggeva Continuamente la notte, studiava eccetera. Si chiamava Elisabetta Borsani, è l'unica persona che io ricordo di quell'epoca del liceo che c quando ci ha fatto le l'equazioni di Schredinger io sono rimasto folmorato, veramente folmorato. Mi sono letto un libro sulle particelle elementari, volevo fare il particellaro, ci sono arrivato alla fine, però diciamo ecco è importante che voi apprendiate queste cose anche per le vostre scelte. Ultima Cosa che voglio dire, meccanica quantistica. Allora, la teoria della relatività si diceva sempre che era difficile crederle perché poi la matematica, almeno per la relativ stretta
non è complicata, però non gli si crede. La meccanica quantistica è una cosa completamente diversa, non la si capisce. Credo che pochi l'abbiano capita. Eh, Anna è stata molto brava prima, ma purtroppo il fatto di avere poco tempo non ha spiegato una cosa Fondamentale che è quel famoso discorso dell'emergenza. No, cioè del fatto che un comportamento quando è fatto da tante tante cose emerge, quello che noi vediamo nella fisica, diciamo, non discreta. Ed è Eccolo qua. Vedete questo oggetto? Questo oggetto non funzionerebbe se non ci fosse dito la meccanica quantistica. noi siamo sicuri che che
è una cosa buona con qualche problemino perché funziona. Noi queste cose le costruiamo dal 47 il primo diodo in poi. Com'è fatto questo oggetto? Voi cosa state vedendo qua? Un'immagine avete mai sentito? Avete visto quel meraviglioso quadro di Serisola, vabbè, una certa cosa bla bla bla, l'isola della Gran Shot a Parigi e una tecnica si chiamavaismo. Puntinismo, >> puntinatura. Poi se state a 5 m vedete un'immagine, se andate vicino cosa Vedete? Tanti puntini colorati. Ognuna di queste cose che voi vedete qua dietro c'ha tre LED o tre cristalli liquidi a secondo del caso. Ognuno è
rappresenta 256 gradazioni di colori RGB, no? Red, blue and green. Si chiama Pixel. Voi da lontano vedete una figura. Se andate qua vicino, vedete tre oggettivi, ognuno dei quali discretamente c'ha un solo valore possibile o come l'atomo di Poco, però a distanza voi vedete un'immagine. Questa è la differenza tra il mondo quantizzato con cui è fatto questo schermo e l'immagine emergente che vedete voi. Non è una cosa difficile da capire. È chiaro che dal punto di vista della delle equazioni le cose diventano complicate, però questo qualcuno spera che si scriverà a fisica, me lo auguro
perché insomma senò abbiamo lavorato per Nulla, però voglio dire si possono trovare tante cose per capire che il mondo che ci circonda è fatto in un certo modo, malgrado noi lo vediamo in un altro. Poi e finisco qui, se qualcuno di voi ha visto un film che si chiama The Matrix capirà che io neanche credo che quello che sto vedendo in questo momento sia la realtà, ma quello è un altro film. >> Grazie. Ci fermiamo qua. E allora io volevo fare Una proposta, intanto che chi vuole si fa fare l'autografo da professoressa. Chi non vuole
tornare immediatamente in classe vieni a vedere questa cosa che abbiamo preparato nel con il bancoottico e altrimenti chi è stanco può tornare in classe. Va bene? Grazie.