Eccoci qui a parlare di Indicazioni nazionali quindi del atto normativo del documento ufficiale con cui lo stato regola i principi generali sull'apprendimento l'abbiamo detto quando abbiamo parlato di principio di sussidiarietà quando abbiamo parlato di autonomia scolastica lo stato non lascia libere le istituzioni scolastiche al 100% ci sono degli indirizzi Generali che per l'apprendimento si riassumono nelle cosiddette Indicazioni nazionali ora le andremo a vedere piano piano consapevoli che esistono le Indicazioni nazionali per il primo ciclo e scuola dell'infanzia quindi Esiste un documento unico che racchiude tutte le linee generali per scuola dell'infanzia scuola primaria scuola secondaria
di primo grado e poi per quanto riguarda il secondo grado quindi il secondo ciclo di istruzione ci sono D Indicazioni nazionali specifiche Per ogni tipologia di scuola Quindi pian piano andremo a vederle con calma Allora innanzitutto l'idea delle Indicazioni nazionali era un'idea già presente a partire del dal 2004 sono state scritte in maniera diciamo così sperimentale delle Indicazioni nazionali prima nel 2004 poi nel 2006 poi nell'anno scolastico 2011-2012 il Ministero avviò una rilevazione nazionale per raccogliere pareri e suggerimenti no finalizzati alla formulazione di un testo definitivo testo definitivo che appunto è stato elaborato da questo
comitato scientifico nazionale di esperti no di insegnamento Quali sono le caratteristiche di queste Indicazioni nazionali che vengono formulate nella loro versione nel 2012 è un quadro di riferimento comune e vincolante prescrive dei traguardi di sviluppo di competenza e degli obiettivi l'abbiamo già detto i traguardi di sviluppo sono prescrittivi gli obiettivi invece no non è un un documento con cui si obbligano i docenti ad adottare determinate metodologie Ma è un documento con cui lo vedremo vengono analizzate le tipologie di scuole le finalità della scuola di riferimento e quindi vengono dati anche dei suggerimenti no di strategie
e metodologie da poter attuare in ottica di continuità parliamo di Indicazioni nazionali Prima di tutto del primo ciclo quindi infanzia primaria secondaria di primo grado che agiscono su degli studenti che hanno dai 3 ai 14 anni in un'ottica di continuità come è articolato il documento Queste sono le varie le varie sezioni cultura scuola persona è un' introduzione poi ci sono le Finalità generali il profilo dello studente adesso andiamo a vedere con calma il tutto quindi iniziamo con la genesi di queste Indicazioni nazionali del primo ciclo ed èm il 2012 quando vengono pubblicate di preciso con
il decreto del 16 novembre 2012 il decreto numero 254 a firma dell'allora ministro Profumo Ok si chiamano per esteso regolamento recante Indicazioni nazionali per Il curricolo della scuola dell'infanzia del primo ciclo di istruzione anche se la scuola dell'infanzia non fa parte della scuola dell'obbligo è assolutamente inclusa e contemplata in questo in questo documento Ok c'erano state Come già detto prima dei tentativi sperimentali di indicazione nazionali nel 2004 e nel 2007 dall'anno scolastico 2012-13 invece entra in vigore questo nuovo testo OK le prime parti le prime tre parti quindi cultura scuola e persona le Finalità generali
e l'organizzazione del curriculo sono comuni a tutti gli ordini di scuola e poi ci sono c'è la parte specificatamente dedicata all'infanzia la parte specificamente dedicata alla primaria e alla scuola del primo ciclo quindi alla secondaria di primo grado nella slide probabilmente ho commesso un refuso Ho dimenticato la scuola primaria Allora innanzitutto nella sezione diciamo così comune nella prima parte che si intitola cultura scuola e persona viene identificata Innanzitutto la centralità della persona in quanto studente Ok dalla dalla quale discende l'esigenza di personalizzare l'apprendimento adeguare l'apprendimento alle propensioni personali ai Talenti al modo di essere allo
stile di apprendimento allo Stile cognitivo quindi la focalizzazione sul concetto di persona è legata al concetto di differenziazione didattica e adattamento dell'apprendimento questa centralità della persona è il punto focale della scuola che quindi deve mettere L'alunno al centro deve collaborare per poter sviluppare diciamo così le ehm le le inclinazioni naturali dello studente e poterle valorizzare quindi la scuola deve essere un luogo accogliente Per questo si parla di scuola e persona la scuola deve essere un luogo accogliente in cui tutti si possano sentire accolti possano costruire il loro apprendimento possono anche superare dei momenti complicati di
difficoltà di conflitto di relazione di maturazione cioè considerate queste Indicazioni nazionali sono per bambini di 3 anni ma anche di per ragazzini di 12 13 14 quindi capite che il lasso di tempo che si copre a livello educ a livello di maturazione della persona è un lasso di tempo davvero davvero enorme Quindi quando si parla di cultura scuola e persona si intende proprio questo quindi la persona al centro la persona inserita nella scuola che agisce come comunità e la scuola inserita nella dimensione culturale quindi una scuola che deve insegnare le regole del vivere del convivere
e che ha Oggi forse più rispetto al passato eh il ruolo di in qualche modo essere coerente con tutto il resto perché ci sono diverse no diverse agenzie educative che influenzano il comportamento no Quindi la scuola ha questo ruolo sociale di costruire Alleanza educativa con i genitori con le famiglie di essere flessibile di aprirsi al territorio circostante Dim appoggiarsi no anche al modo di concepire che è proprio delle nuove delle nuove generazioni per cui la prima parte che è cultura scuola e persona è proprio un'introduzione generale un'analisi della società del ruolo della scuola dello studente
immersi nella cultura contemporanea ovviamente contemporanea al 2012 la prima parte delle Indicazioni nazionali è estremamente discorsiva quindi vi invito anche a a perché non è assolutamente una una scuola Scusate una parte una parte pesante poi abbiamo la seconda parte che è la la parte relativa alle Finalità generali no Le Finalità generali sono legate a tutto ciò che sono le norme dello Stato quindi lo Stato detta alla scuola alle istituzioni scolastiche nel rispetto dell'Autonomia ehm gli obiettivi generali del processo formativo quindi nelle finalità eh Generali troviamo questo gli obiettivi specifici di apprendimento relativi alle discipline Quali
sono le discipline di insegnamento e l'orario obbligatorio delle discipline discipline dalla scuola primaria in poi nella scuola dell'infanzia non si parla di discipline Ma si parla invece di campi di esperienza e poi la valutazione i principi di valutazione del servizio scolastico Ok chiaramente il il riferimento di queste Indicazioni nazionali del 2012 È la raccomandazione del Parlamento europeo e le competenze chiave di cittadinanza del 2006 quindi poi sapete che sono state aggiornate nel 2018 Ok quindi sono quelle le competenze e in in virtù di quelle competenze viene delineato il profilo dello studente al termine del primo
ciclo di istruzione proprio all'interno delle Finalità generali questo perché le Indicazioni nazionali del 2012 si riferiscono a tutti i docenti che hanno in carico allievi dai 3 ai 14 anni però anche per un insegnante della scuola dell'infanzia Quindi anche per un insegnante che ha davanti un bambino di 3 anni è importante tenere presente il profilo dello studente al termine del primo ciclo cioè deve agire sempre anche se ha davanti un bambino di 3 4 5 anni in prospettiva di ciò che deve diventare il ragazzino di 13-14 questo profilo dello studente al termine del primo ciclo
di istruzione tiene ovviamente inevitabilmente direi io presenti quelle che sono le competenze che ha di cittadinanza della raccomandazione del 2006 Ok quindi in questo profilo dello studente troviamo una parte discorsiva una parte in cui viene affermato che lo studente al termine del primo ciclo deve aver sviluppato degli apprendimenti che lo portino no a che lo abbiano anche portato a delle esperienze educative vissute nella comunità scolastica vissute per sviluppare un senso di autonomia responsabilità il profilo dello studente deve riferirsi a parametri come consapevolezza autonomia saper un minimo organizzare anche la propria vita la propria vita quotidiana
Ok Quindi il profilo dello studente riguarda eh inizialmente questo dopodiché si passa anche a trattare l'argomento della consapevolezza in rapporto al saper e saper fare quindi alla competenza anche dal punto di vista cognitivo metacognitivo Ok quindi una vera e propria competenza che non si limita al padroneggiare i contenuti della disciplina ma include anche una rappresentazione del della propria struttura cognitiva delle proprie caratteristiche delle caratteristiche della propria intelligenza della propria della propria mente a questo tipo di competenza poi vengono connessi anche per il profilo dello studente tutti gli aspetti affettivi emozionali perché ovviamente sono da considerare
tutta la parte per quanto riguarda l'impegno la motivazione la spinta ad agire l'autoefficacia sono tutti atteggiamenti che devono emergere in un in uno studente al termine del primo ciclo e quindi fanno parte del profilo essenziale dello studente al termine del primo ciclo la terza parte delle Indicazioni nazionali riguarda l'organizzazione del curricolo questa parte delle Indicazioni nazionali è dedicata a definire gli elementi cruciali che la comunità scolastica deve tener presente Ok abbiamo già parlato di curriculo di Che cos'è D della programmazione didattica Ma le indicazioni nazionali sono delle indicazioni ovviamente Generali che rispettano l'autonomia delle delle
istituzioni scolastiche Ci mancherebbe Sono un testo di fatto aperto che spinge alla riflessione Ma che hanno anche un carattere prescrittivo Per cui le Indicazioni nazionali ci dicono ad esempio che la progettazione curricolare si deve realizzare attraverso delle scelte specifiche di contenuto di metodo di valutazione queste scelte devono essere compiute nell'ambito di una competenza da parte del docente ok E devono essere compiute in maniera coerente con i traguardi previsti dalle Indicazioni nazionali per cui le Indicazioni nazionali dicono ai docenti Ok scegliete voi scegliete voi le metodologie le strategie ma fatelo in maniera coerente con le linee
di indirizzo statali per cui ciascuna scuola definisce Il curricolo lo rende pubblico attraverso il Piano Triennale dell'offerta formativa e a partire da questo curriculo poi ogni docente nel rispetto della sua libertà di insegnamento nel rispetto di ciò che il docente stesso predilige di ciò che il docente stesso ritiene opportuno adeguerà l'azione didattica specifica ai bisogni degli alunni e della classe delle classi in cui in cui opera Ok quindi Queste sono le prescrizioni delle Indicazioni nazionali rispetto al curricolo una cosa importante che le Indicazioni nazionali mettono in evidenza è la continuità e unitarietà del curriculo Non
per niente abbiamo un documento unico che ci parla di tre ordini scolastici infanzia primaria secondaria di primo grado per cui ribadiscono queste Indicazioni nazionali l'importanza di costruire un curricolo unitario Abbiamo un unico profilo dello studente e quindi dobbiamo tutti agire in prospettiva anche se siamo insegnanti di tre ord ordini diversi però per questo c'è stata anche l'istituzione degli istituti comprensivi attenzione che si chiamano Istituti Comprensivi dal 2013 in poi le Indicazioni nazionali sono del 2012 capite che poi il il senso c'è Ok i circoli di datici vengono aboliti e dal 2013 si chiamano Istituti Comprensivi
per cui ehm anche l'istituzione del dei comprensivi ha permesso No un unico curricolo un Ario e continuativo che si chiama curricolo verticale che possa raccordare tutto il primo ciclo di istruzione anche inclusa la scuola dell'infanzia che non è scuola dell'obbligo poi di cosa si compongono Le Indicazioni nazionali dei traguardi per lo sviluppo delle competenze che sono quelli al termine della scuola primaria individuati in relazione alle discipline poi ci sono anche i traguardi per lo sviluppo delle competenze Al termine della scuola second aria di primo grado sempre legati alle discipline e questi traguardi per lo sviluppo
di competenza sono prescrittivi e servono per garantire in qualche modo L'unità nazionale del sistema di istruzione no Sempre nell'ambito del rispetto dell'Autonomia scolastica e della Libertà di insegnamento dei docenti poi le scuole attraverso la progettazione del curricolo diciamo fanno in modo di rispettare questi traguardi per lo sviluppo delle competenze con una libertà di SC scelta ok Per quanto riguarda appunto i traguardi di sviluppo delle competenze Possiamo anche dire che rispetto ai tentativi precedenti di sperimentazione delle Indicazioni nazionali questi traguardi sono molto più formativi e sono molto più accurati molto più precisi Ok oltre ai traguardi
per lo sviluppo della competenza ci sono anche gli obiettivi di apprendimento individuati con obiettivi al termine della classe terza obiettivi al termine della classe quinta rispettivamente della scuola primaria e poi ci sono gli obiettivi Al termine della eh terza della scuola secondaria di primo grado ok Quindi abbiamo sia i traguardi sia gli obiettivi gli obiettivi di apprendimento Sono diciamo le conoscenze e le abilità specifiche e quindi sono funzionali al raggiungimento dei traguardi ma mentre i traguardi sono prescritti gli obiettivi non lo sono gli obiettivi danno un'idea generale e possono poi essere adattati tranquillamente poi c'è
la sezione dedicata alla valutazione valutazione degli alunni dell'Istituto e dell'intero sistema scolastico statale Ma questo l'abbiamo già trattato parlando del sistema nazionale di di valutazione ok E poi c'è izione dedicata alla certificazione delle competenze per cui sulla base dei traguardi di sviluppo della competenza fissati a livello nazionale ehm l'istituzione scolastica nel rispetto diciamo della sua autonomia deve progettare dei percorsi che portino alla al potenziamento di queste competenze Fermo restando che poi le competenze devono essere certificate a fine percorso ok Quindi c'è un un un modulo di abbiamo già parlato per cui la certificazione delle competenze
deve essere poi rilasciata Ok abbiamo detto che la differenza diciamo fondamentale tra i vari ordini scolastici una delle differenze meglio è la presenza o assenza delle discipline ci sono discipline alla primaria ci sono discipline in tutte le scuole secondarie Mentre alla scuola dell'infanzia si parla di Campi d'esperienza che sono cinque in realtà e sono il sé e l'altro il corpo e il movimento sono immagini suoni e colori la conoscenza del mondo [Musica] e e i discorsi e le parole Quindi se adesso insomma li vediamo poco alla volta il se e l'altro è diciamo inerente a
concetti quindi per riassumere Cosa sono i campi esperienza sono gli ambiti attraverso cui i bambini della scuola dell'infanzia dai 3 ai 5 anni apprendono ok Tutto ciò che riguarda la rappresentazione della realtà che il bambino dai 3 ai 5 anni si costruisce attraverso l'esperienza diretta fatta di partecipazione ad attività giochi manipolazione eccetera eccetera Ok Quindi nei campi d'esperienza ha un forte Valenza da subito il fare più più concreto quindi in questo viene richiesto dalle Indicazioni nazionali ai docenti di proprio Creare un ambiente d'apprendimento idoneo alla scuola dell'infanzia i campi d'esperienza l'abbiamo detto sono il se
l'altro il corpo e il movimento i discorsi e le parole immagini suoni e colori e la conoscenza del mondo quindi il l'altro riguarda un inizio diciamo di percezione dell'identità person Ale dei propri primi passi verso l'autonomia verso l'autostima il corpo e il movimento riguarda il modo in cui iniziano i bambini a percepire la figura umana a ad acquisire gli schemi motori di di riferimento camminare correre strisciare arrampicarsi saltare eccetera tutta la motricità fine quindi il tagliare pratiche che portano a questo poi le immagini suoni e colori quindi manipolare i colori mischiarli tra loro esprimersi anche
a livello Insomma artistico no riproducendo segni suoni disegni eccetera i discorsi e le parole riguardano la dimensione comunicativa orale ovviamente perché non si scrive non si prende penna in mano non si fanno avviamenti alla scrittura non si fa pres scolarizzazione tutte quelle cose lì e poi conoscenza del mondo che riguarda la capacità di l'inizio diciamo della capacità di misurare di riconoscere i simboli i segni convenzionali eccetera Ok Quindi questi sono i campi di esperienza della scuola dell'infanzia che non hanno precedenti e neanche successivi perché dopo la scuola dell'infanzia ci si addentra nelle discipline Ok per
cui tutto ciò che è introdotto delle Indicazioni nazionali si può definire un cambio di scenario radicale un cambio di scenario che ovviamente viene espresso attraverso delle parole nuove da programma si passa a curricolo da materie si passa a discipline da conoscenze si passa a competenze da didattica trasmissiva a didattica laboratoriale da insegnare la disciplina a insegnare con la disciplina con la disciplina arrivi a insegnare una competenza Questa è una grande innovazione delle Indicazioni nazionali in cui il sapere Non è enciclopedico ma è essenziale e genera competenze Ok il cosiddetto curriculo a spirale chi vi ricorda
ve lo dico io bruner ok vedete che poi c'è sempre una ricorsività della pedagogia nei principi dell'attualità la continuità e la verticalità del curricolo Ne abbiamo già parlato quindi dai 3 ai 14 anni per tutto il primo ciclo di istruzione c'è una continuità di intenti la suddivisione in discipline e aree disciplinari ogni disciplina ha dei nuclei concettuali fondanti e degli obiettivi di apprendimento che sono indicativi e dei traguardi di sviluppo di competenza che invece sono prescrittivi le competenze trasversali riguardano insomma le competenze chiave di di cittadinanza quello che vi dicevo prima Cioè gli impulsi sulla
strutturazione dell'ambiente di apprendimento che vengono dati agli insegnanti per far capire anche che è necessario modificare l'ambiente d'apprendimento per attuare delle metodologie innovative di questo abbiamo già parlato nel video apposito Dopodiché attenzione attenzion isima perché facciamo un salto in avanti facciamo un salto in avanti al 2 2018 quando cosa era successo nel 2018 ve lo dico io nel 2018 il lo scenario delle competenze chiave cambia perché c'è una nuova raccomandazione sulle competenze chiave che abbiamo visto in una prima versione escono nel 2006 poi vengono aggiornate nel 2018 di risposta a questo aggiornamento diciamo così delle
competenze chiave l'Italia porta i nuovi scenari quindi una reinterpretazione delle Indicazioni nazionali del 2012 non vengono variati i traguardi di sviluppo delle competenze e gli obiettivi di apprendimento non viene variata insomma la natura del documento Così come l'abbiamo analizzata finora Ma viene messo in evidenza vengono messi in evidenza tutti i cambiamenti di base a livello sociale quindi sul piano cognitivo Che cosa è cambiato nella società del 2018 rispetto a quella del 2012 sono passati pochi anni ma in realtà le differenze evidenziate sono tantissime la sfiducia verso la scuola la questione etico-sociale che cambia la società
è molto meno solidale molto più rancorosa la povertà educativa è in aumento c'è in generale meno coscienza civile ok Quindi con le indicazioni scusate con i nuovi scenari del 2018 vengono semplicemente reinterpretate le discipline e vengono diciamo analizzate sotto una nuova luce perché la società è diventata sempre più complessa che cosa viene analizzato in un'ottica diversa beh le lingue le discipline linguistiche perché sono lo strumento chiave per la comunicazione Ok che può permettere nel 2018 molto di più che nel 2012 di contrastare strumenti di Scusate possono essere strumenti per contrastare fenomeni di marginalità fenomeni di
esclusione sociale Ok le lingue sono lo strumento di base per la costruzione della conoscenza non Non a caso insomma la raccomandazione Europea del 2018 introduce la competenza multilinguistica quindi più non più nella lingua straniera una ma competenza multilinguistica in più lingue un'altra disciplina la cui concezione viene modificata nel 2018 è la storia Ok che è uno strumento importantissimo per comprendere i problemi dell'attualità analizzare il passato sviluppare pensiero critico connessa anche alla geografia quindi coscienza di Dove ci si trova della ricchezza del proprio territorio anche la matematica viene rianalizzare soprattutto alla luce dell'importanza del pensiero computazionale
delle tecnologie dell'ingegneria eccetera e anche le discipline artistiche vengono rivalutate in questi nuovi scenari del 2018 e anche l'educazione fisica che diventa in qualche modo uno strumento di consapevolezza e di rispetto no del proprio corpo uno strumento attraverso cui raggiungere il benessere il benessere personale cosa che non è assolutamente da poco ok Quindi questa è diciamo l'essenza dei nuovi scenari del 2018 così come vengono modificati alla luce dei cambiamenti della società Ora vedremo invece Quali sono gli strumenti per le scuole secondarie perché del secondo ciclo Diciamo quindi la secondaria di secondo grado che hanno una
differenziazione di Indicazioni nazionali a seconda dell'indirizzo di studi specifico passiamo adesso a parlare alle delle Indicazioni nazionali per i licei che vedono il loro riferimento normativo nella legge numero 133 del 2008 viene riportato in questa legge un piano di interventi per razionalizzare l'uso delle risorse umane e dei materiali disponibili per quanto ru riguarda Eh i licei nello specifico licei che poi sono stati diciamo riorganizzati riordinati con il DPR numero 89 del 2010 come abbiamo già visto e che sono ehm diciamo così regolamentate da un punto di vista del profilo educativo culturale e e professionale da
un regolamento del 17 ottobre 2000 Scusate del 7 ottobre 2010 nello specifico con il decreto interministeriale numero 211 del 7 ottobre 2010 viene delineato il cosiddetto pecup quindi il profilo educativo culturale e professionale dello studente in uscita da un percorso liceale Ok i percorsi liceali sono differenti come abbiamo visto e forniscono agli studenti conoscenze abilità e competenze che per permettono agli studenti stessi di proseguire poi il percorso di studi universitario oppure di inserirsi nella vita sociale nel mondo del lavoro come come da da loro libera da loro libera scelta al termine del percorso liceale lo
studente di liceo deve aver raggiunto alcuni risultati di apprendimento che vengono chiamati rda risultati di apprendimento abbreviati diciamo si si possono distinguere conoscenze e abilità competenze e Acquisizione di strumenti Ok quindi ci sono ehm risultati di apprendimento comuni che vengono raggiunti in qualsiasi percorso liceale e risultati di apprendimento specifici relativi alle singole tipologie di di liceo quindi è come se il pecup fosse suddiviso in un'area comune che appunto riguarda tutti i licei e poi nelle varie aree specifiche i risultati di apprendimento comuni riguardano la metodologia di studio la logica la linguistica la parte storico umanistica
e la parte matematica scientifica e tecnologica e poi ci sono i risultati di apprendimento specifici di ogni percorso di ogni percorso liceale ok in generale il primo biennio è quello in cui vengono sviluppati i risulta vengono perseguiti per Se non altro i risultati di apprendimento comuni anche per diciamo così lavorare in un'ottica di continuità anche nel secondo grado di istruzione Perché volendo diciamo così i primi due anni possono essere frequentati in maniera indistinta in tutte le in tutte le scuole i ragazzi se vogliono poi fino al terzo anno non si addentrano nella specificità del percorso
e quindi se si accorgono di aver sbagliato scuola possono tra virgolette cambiare quindi le Indicazioni nazionali per i licei sono strutturate in base alle discipline per ciascun percorso liceale ci sono delle discipline specifiche previste nel quadro orario per ciascuna disciplina sono elaborate delle linee generali che descrivono le competenze attese alla fine del percorso di studi Quindi alla fine della classe quinta del liceo il primo biennio coincide con la fine del dell'Istruzione obbligatoria poi c'è il secondo biennio e poi c'è il quinto anno in ciascuno di questi tre periodi ci sono degli obiettivi di apprendimento che
insomma sono suddivisi per primo biennio secondo biennio e e quinto anno anche qui gli obiettivi da ento sono delle indicazioni non sono prescrittive ok Gli obiettivi specifici d'apprendimento del primo biennio per ciascuna disciplina sono diciamo così coerenti con l'ordine scolastico precedente quindi con la secondaria di di primo grado e poi quelli dell'ultimo anno invece del del quinto anno sono più orientate anche al fatto che lo sapete al quinto anno del del liceo bisogna poi rilasciare la certificazione delle competenze quindi il quinto anno è l'ultima occasione Diciamo in cui si possono tentare di di raggiungere ok
Le Indicazioni nazionali per i licei non presentano dei contenuti enciclopedici ma anche qui come per il primo grado ci sono dei nuclei fondanti delle idee chiave per ciascuna disciplina che gli studenti devono diciamo così interiorizzare e poi intorno a queste linee guida intorno a questi nuclei tematici le istituzioni scolastiche sfruttando l'autonomia e gli insegnanti singoli sfruttando anche qui la libertà di insegnamento possono costruire il curriculo il percorso di apprendimento come meglio credono per adattarlo al gruppo classe di di riferimento nelle Indicazioni nazionali per i licei non c'è nessun riferimento a specifiche metodologie didattiche quindi la
scelta è lasciata al singolo insegnante perché l'idea di fondo è quella di dare un traguardo da raggiungere ma lasciare al lavoro del singolo docente la la scelta del del percorso specifico Ok l'altra cosa è che tutte le discipline anche nell'ambito del liceo vengono analizzate Sì singolarmente ma c'è sempre l'intento di far cogliere le discipline come un Unicum quindi come un sapere diciamo unitario Ok Oltre alle Indicazioni nazionali per i licei ci sono le linee guida per gli istituti tecnici anche qui trattate all'articolo 64 della legge numero 133 del 2008 e gli istituti tecnici sono stati
riordinati dal dpr 872 2010 e poi dal dpr numero 88 e del 2010 quindi riordino degli istituti professionali prima e degli istituti tecnici poi quindi vengono suddivisi gli istituti tecnici in due settori il settore economico e il settore tecnologico come gli istituti professionali anche qui anche per i professionali ci sono molteplici indirizzi organizzati Diciamo in più articolazioni e anche per gli istituti tecnici c'è il cosiddetto pecup quindi le linee guida e il profilo educativo culturale e professionale dello studente anche qui dedicato a quelli che sono gli istituti tecnici e gli istituti professionali per cui di
che cosa si tratta in questo in questo pecup si parla di il pecup degli istituti tecnici è diviso in due parti quando Si delinea il profilo educativo culturale professionale del doc Scusate dello studente in una prima parte ci sono tutti gli insegnamenti Generali Quindi tutti gli insegnamenti comuni a tutti gli indirizzi degli istituti tecnici e invece la seconda parte del profilo culturale e professionale dello studente riguarda le competenze specifiche del relative al tipo di per corso intrapreso quindi gli insegnamenti che determinano diciamo così la varietà degli indirizzi Ok tutti questi tutte queste indicazioni che compongono
il profilo educativo culturale e professionale dello studente sono riferibili alle competenze che lo studente deve maturare al termine del suo percorso di studi Ok quindi ci sono anche qui dei risultati d' apprendimento comuni a tutti i percorsi e poi risultati d'apprendimento specifici del settore di ciascun di ciascun indirizzo Dopodiché nel 2010 con la Direttiva ministeriale 57 del 2010 sono state emanate in base ai percorsi degli istituti tecnici e in base alle discipline delle linee guida per ciascun tipo di percorso prendendo in considerazione le discipline previste nel quadro orario sia quelle generali che quelle specifiche dell'indirizzo
E in queste linee guida vengono delineati i risultati di apprendimento in termini di competenze e le conoscenze e le abilità Ok dopodiché viene anche identificato un quadro di diciamo risultati di apprendimento in termini di competenze conoscenze e abilità che si ricollega in modo coerente con il quadro europeo delle qualifiche che si può abbreviare con l'acronimo e qf all'interno del quale si collocano i percorsi di istruzione professionale e gli Istituti gli istituti tecnici Ok lo stile di apprendimento che viene evidenziato in queste linee guida in queste ehm in questo diciamo documento che poi è in gran
parte prescrittivo per gli istituti tecnici e professionali è quella di menti che si mettono all'opera attraverso una didattica laboratoriale attraverso un apprendimento cinestetico un apprendimento visivo un esercizio di professionalità quindi di conoscenze abilità competenze altamente tecniche e specialistiche per le quali è fondamentale l'utilizzo di una Didattica laboratoriale perché il laboratorio è il luogo Perfetto sia luogo fisico che luogo diciamo concettuale in cui la metodologia e la didattica il il fare attivo e il fare concettuale in qualche modo in qualche modo si si incontrano quindi il concetto dell' istituti tecnici e degli istituti professionali è quello
di imparare lavorando anche nella scuola secondaria di secondo grado non si perde di vista il concetto dell'inclusione quindi l'individualizzazione dell'apprendimento la personalizzazione dell'apprendimento anche nell'ottica ehm di tutto ciò che abbiamo visto finora quindi dell'imparare facendo della didattica laboratoriale La didattica laboratoriale sicuramente è uno dei punti chiave delle linee guida degli istituti tecnici e degli istituti professionali perché come vi ho detto prima il laboratorio non è soltanto un luogo fisico ma è proprio una metodologia didattica Questo l'abbiamo già visto per cui tutte le discipline possono essere oggetto di Didattica laboratoriale anche una disciplina letteraria si può
traslare in maniera laboratoriale anche banalmente facendo finta di essere la redazione di un giornale e organizzando il numero di un giornale Ok La didattica laboratoriale poi è basata completamente sullo studente quindi il famoso puerocentrismo che non è uno studente quindi passivo che si limita a seguire le lezioni frontali poi attraverso il laboratorio il sapere non è più astratto ma è necessariamente un sapere contestualizzato che diventa quindi utile e quindi diventa motivante per lo studente eh coinvolgendo maggiormente lo studente dal punto di vista anche emotivo relazionale poi la didattica laboratoriale prevede un uso consapevole e costante
delle nuove tecnologie ehm e quindi si favorisce anche l'uso consapevole di queste nuove tecnologie per cui anche nelle linee guida per quanto riguarda la secondaria di secondo grado gli istituti tecnici e professionali Diciamo che la didattica laboratoriale è veramente centrale poi didattica laboratoriale lo lo state percependo dalle mie parole in questi secondi ha dei rimandi costanti a degli approcci pedagogici che abbiamo già visto il Learning by doing di diwi per cui il puerocentrismo Ma la didattica laboratoriale in realtà l'abbiamo citata alla scuola dell'infanzia con i campi d'esperienza alla scuola primaria per cui è un concetto
Pedagogico che va traslato a tutte le età ed è proprio questo il concetto base delle Indicazioni nazionali far diciamo percepire l'unitarietà del sapere ok cosa è successo poi all'istruzione professionale con la legge 107 del 2015 è stata diciamo così rivista no quindi percorsi di istruzione professionale organizzati in 11 indirizzi ciascuno di essi articolato in un primo biennio e un successivo triennio e in ciascuno di questi due periodi sono previsti insegnamenti generali e insegnamenti di indirizzo ehm gli insegnamenti si possono diciamo così raggruppare in assi culturali questa cosa è prevista dal decreto ministeriale numero 139 del
del 2007 ok Dopo la legge buona scuola quindi dopo la 1075 è stato pubblicato il decreto uno dei decreti attuativi che è il decreto 61 del 2017 che all'allegato a riporta il pecup dello studente a conclusione del percorso di istruzione professionale quindi questo pecup viene in qualche modo rivisto okm vengono rivisti alcuni elementi come ad esempio il profilo d'uscita dello studente e le abilità minime le conoscenze essenziali minime da avere in in uscita qui è importante da sapere semplicemente che con la buona scuola uno dei decreti attuativi ha previsto di rivedere il il pecup degli
istituti tecnici professionali ok Torniamo adesso a parlare un attimo di di tecnologie perché parliamo di digicomp e di digicomp Edu Che cosa sono il digicomp e il digicom Edu questo è praticamente l'ultimo rimando che faremo sulle sulle tecnologie per cui è importante soffermarsi allora Che cos'è il il digicomp il digicom è il modello europeo delle competenze digitali degli studenti appunto è un modello europeo perché l'Unione Europea è impegnata da diversi anni anche da un decennio nel delineare un framework quindi un uno sfondo diciamo integratore di riferimento per diffondere promuovere la consapevolezza per quanto riguarda le
competenze digitali quindi attraverso il digicomp attraverso questo profilo di competenze ci si pone l'obiettivo di avere un quadro di riferimento concordato tra tutte le nazioni per poter alfabetizzare dal punto di vista digitale la popolazione poter creare contenuti digitali diffondere la sicurezza nell'uso delle tecnologie la consapevolezza nell'uso delle tecnologie ovviamente tutto ciò va trasmesso agli studenti solo solo se ci sono delle competenze digitali anche da Punto dal punto di vista di chi si occupa dell'educazione Quindi l'Unione Europea non si è occupata solo del digicomp quindi del profilo di competenze digitali del cittadino europeo ma anche del
profilo di competenze digitali dell'educatore quindi dei docenti ok anche ai docenti viene rivolta l'attenzione Per quanto riguarda il framework di riferimento per le conoscenze digitali quindi la Commissione Europea ha definito sei aree eh in cui sono articolate le competenze digitali che un docente deve avere ma anche più In generale qualsiasi formatore Ok che operi nel settore dell'Istruzione ma anche istruzione degli adulti anche formazione a qualsiasi livello Ehm deve avere queste sei aree di competenza articolate in 22 competenze Quindi è abbastanza abbastanza specifico e lo scopo generale dell'elaborazione di questo framework è guidare i docenti ad
acquisire le competenze digitali necessarie per ehm andare a completare No la il raggiungimento delle competenze chiave poi europee e anche per svolgere il lavoro educativo in maniera efficace perché come può un docente condurre uno studente alla consapevolezza del digitale se il docente stesso per primo non è consapevole se non conosce la potenzialità degli strumenti Quindi tutto questo viene inquadrato nell'ottica del digicomp e digicomp Edu ora arriveremo siamo arrivati al grande macro argomento che è la legislazione relativa all'inclusione che però iniziamo a trattare dal prossimo video n