buongiorno grazie mille buongiorno il titolo le neuroscienze cognitive quale racconto dell'individualismo contemporaneo le neuroscienze cognitive associano la neurobiologia alle scienze o psicologie cognitive comportamentali biologia psicologia sono indissociabili sale discipline hanno come obiettivo la conoscenza più completa dell'uomo dell'uomo pensante senziente e agente a partire da una sua stessa parte ossia il cervello si presentano come la nuova disciplina la nuova scienza del comportamento umano applicabile non soltanto alla neuropatologia e alla psicopatologia ma anche ad ambiti diversi come i comportamenti sociali ad esempio la fiducia le emozioni le politiche educative il diritto e anche l'economia sembrano quasi essere
diventate una competenza indispensabile per quanto riguarda molte materie soggetti esse suscitano un entusiasmo simile a quello di cui è stato oggetto la psicanalisi non molto tempo fa hanno la pretesa di essere nel ventunesimo secolo per la patologia e la cultura quello che la psicanalisi aveva rappresentato appunto nel ventesimo secolo parallelamente a questo spostamento di interesse quindi dalla psicanalisi verso le neuroscienze abbiamo assistito a delle trasformazioni profonde del nostro modo di agire e di vivere in società che sono ormai pervase da idee norme e valori che gravitano attorno alla autonomia individuale il poeta inglese john aveva
scritto un omaggio alla memoria di freud in occasione proprio della sua morte nel 1939 in questo stesso sottolineava che la psicanalisi era più di un sapere rappresentava un clima intero dell'opinione a fu climate scopini si può dire lo stesso delle scienze neurocognitive oggi e riassume rai proprio il cambiamento di clima nella maniera seguente se la psicoanalisi pone l'essere umano di fronte a suoi limiti le neuroscienze cognitive lo invitano a superarli sono quindi un linguaggio della mozione la rivendicazione delle neuroscienze di spiegare trattare una moltitudine di problemi della vita quotidiana solleva molti interrogativi trasformano davvero le
rappresentazioni e la comprensione che abbiamo dell'essere umano le persone sono disposte a riconoscersi e identificarsi in giochi linguistici cerebrali o cognitivi del tipo beh questo è il mio cervello non sono io e tutto questo cosa fa nelle loro vite impiegheremo i concetti neuroscientifici e cognitivi così come avevamo preso l'abitudine di farlo con i concetti freudiani beh per rispondere a queste domande credo che bisogna sollevare una questione più generale una domanda più generale da che cosa dipende l'autorità della loro expertise e della loro competenza in che modo le neuroscienze hanno acquisito un tale valore in una
grande varietà di ambiti e nell'opinione pubblica per spiegarne il successo i neuro scienziati parlano di ricerche dei risultati di progressi la posizione strategica del cervello nella definizione dell'individuo che permetterebbe alla conoscenza prodotta da queste discipline di arrivare a comprendere i comportamenti collettivi e il funzionamento delle istituzioni della nostra società l'obiettivo il bersaglio filosofico è il presunto dualismo cartesiano della mente e del corpo al quale invece oppongono un monismo materialista ossia un'unità che visibile un'unità dell'essere di cui il cervello è la sede la loro ambizione proprio quella di costruire una biologia della mente cioè una spiegazione
dei pensieri e dei comportamenti in termini di meccanismi cerebrali dal lato delle scienze sociali e della filosofia le correnti critiche che si richiamano solitamente alla prospettiva di un cell fuoco hanno come bersaglio il riduzionismo che sarebbe proprio l'espressione di un biopotere esso stesso considerato al servizio del neoliberismo tale correnti filosofiche annunciano la nascita di una bio socialità e pensano che la neurobiologia sia capace oggi riconfigurare alcune delle maniere con cui problemi individuali e collettivi sono resi comprensibili più la chiusura e quindi che la questione più pertinente da lavorare sia proprio di superare questo fossato diciamo
tra il sociale e il neuronale il limite di questa discussione è che si oppone ad una mitologia biologica una contro mitologia sociologica o filosofica penso però che possiamo diciamo ampliare il nostro campo di osservazione quindi invece parlare del nostro anche riduzionismo contro il loro riduzionismo l'uomo sociale contro l'uomo neuronale l'opposizione tra biologico e sociale io credo invece che si debba cercare di comprendere quello che sta succedendo con queste discipline nelle nostre società a tal proposito vi propongo proprio un modo di procedere che punti a mettere in luce le connessioni trascurate tra le idee scientifiche e
le idee sociali il filo conduttore del mio intervento consiste non nel chiedersi come superare l'opposizione tra biologico e sociali ma piuttosto come descrivere la correlazione stretta stretta tra concetti scientifici specialistici ad esempio di tipo psico biologico e le rappresentazioni collettive generali dell'essere umano nella società per comprendere in che cosa consiste l'autorità delle neuroscienze cognitive vi propongo di partire dall'idea di emil york a uno dei fondatori della sociologia che nel 1912 scriveva quanto segue i concetti anche quando sono costruiti secondo tutte le regole della scienza sono ben lungi dal derivare la loro autorità soltanto dal loro
valore oggettivo non basta che siano veri per essere creduti questo proprio il punto chiave della citazione se non sono in armonia con le altre credenze le altre opinioni in una parola con l'insieme delle rappresentazioni collettive allora saranno respinti le mail che saranno chiuse nei loro confronti e si comporteranno pertanto come se non esistessero confine della citazione l'idea quelli che ne deriva è che i risultati delle neuroscienze non bastano a spiegare proprio il successo delle neuroscienze le loro proposte devono corrispondere a delle attese collettive e quindi a degli ideali sociali la mia ipotesi è che il
loro successo si basi sul dato acquisito di un'autorità morale e sociale ma questo non vuol dire che i risultati non contano ma piuttosto questo significa che mettono concretamente in opera degli ideali sociali potenti e ordinari che sono cristallizzati o trasfigurati dopo de nubbio i linguaggi scientifici psicologici e biologici in effetti i modi di vedere le cose nelle neuroscienze cognitive sono vincolate ovviamente da concerti e dai metodi delle scienze soprattutto sperimentali ma sono anche impregnate di valori morali di concetti sociali ordinari e di idee comuni in breve ciò che la sociologia chiama rappresentazioni collettive ed è
questo proprio l'interesse delle neuroscienze per una sociologia dell'individualismo contemporanea la necessità di un tale approccio si fa tanto più sentire quanto queste scienze biologiche psicologiche trattano direttamente questioni umane il comportamento ad esempio la psicologia la mente ma anche le patologie il benessere il malessere quindi questo significa che il loro successo ci dice qualcosa di noi stessi in quanto collettività umana ma che cosa e come beh questo non ci viene detto la risposta a tali interrogativi esige quindi di considerarle come uno spazio in cui sono coinvolti alcuni ideali della modernità ma quali allora vorrei precisare appunto
il mio pensiero due caratteristiche delle pubblicazioni scientifiche permettono di avanzare un'ipotesi globale che riguarda gli ideali che sono implicate nelle scienze del comportamento e del cervello la prima caratteristica è che ci ci si interroga su poco sul senso dell'esistenza in compenso si passa il proprio tempo a risolvere dei problemi che riguardano gli aspetti pratici dell'esistenza sociale e personale l'individuo ma qualsiasi individuo sia depresso schizofrenico iperattivo o in piena salute e mentali viene presentato sistematicamente in articoli scientifici o comunque articoli destinati al grande pubblico viene presentato dicevo come un soggetto pratico impegnato a risolvere dei problemi
pratici che deve fare delle scelte e prendere delle decisioni calibrando i mezzi rispetto ai fini il linguaggio delle neuroscienze cognitive è proprio il linguaggio dell'azione il secondo aspetto è relativo all'aggettivo scientifico e all'idea di natura in questo caso vogliamo fare un po più di filosofia studiare scientificamente il comportamento umano vuol dire considerare che esso fa parte del mondo naturale ma la questione della natura umana non si limita al problema del rapporto tra natura o biologia e la cultura e quindi il sociale un altro naturalismo è sorto nel xvii secolo in seguito alla rivoluzione newtoniana con
la filosofia empirista che si è sviluppata nel xviii secolo nel regno unito questa filosofia è esemplificata da david questa filosofia trae dalla meccanica di minuto l'importanza della regolarità tra i fenomeni osservati e quindi la loro prevedibilità e attendibilità che estendono alle passioni umane e alla vita nella società quindi la socialità macrì filosofo per questi filosofi e naturale ciò che non dipende dalla volontà umana e che si ripete con regolarità la filosofia interista come punto viene impersonata da david hume che domina il paesaggio filosofico britannico nel xviii secolo estende il newton dualismo detto anche il naturalismo
della regolarità all'osservazione delle passioni umane che occorre regolare con meccanismi di conversione si tratta di meccanismi che permettono di ottenere un ruolo un uomo regolare affidabile e nel quale si può avere fiducia un uomo appunto il quale si ha fiducia per hume e la ragione è impotente contro le passioni e solo una passione può controbilanciare o convertire un altra passione le neuroscienze cognitive rivendicano il naturalismo della base biologica sono effettivamente una biologia della mente ma traggono al contempo la loro autorità per mettere in opera un naturalismo della regolarità per capire quali capirci qualcosa bisogna sottolineare
con forza che esistono dei naturali smi a partire da questa duplice caratteristica l'ipotesi che vi propongo che l'autorità morale acquisita dalle neuroscienze cognitive oggi sulla trasfigurazione di ideali tradizionali di irregolarità e di forme di regolazione del comportamento che sono nati nel 18esimo secolo e che in seguito sono poi riconoscibile nella storia delle psicologie scientifiche quindi quello che chiamiamo comportamentismo intorno al 1900 le neuroscienze cognitive della fine del ventesimo secolo e sono declinati dagli ideali recenti di cambiamento personale in un concerto neurobiologico che conosce un estensione di piego di impiego considerevole ossia la plasticità cerebrale e
penso che tutti ne abbiamo sentito parlare ovviamente si tratta del concetto forse più famoso diciamo più conosciuto a livello di neuroscienze successivamente vorrei esaminare le trasformazioni del le psicologie scientifiche della neurofisiologia e delle rappresentazioni collettive innanzitutto ripartiamo dal 18esimo secolo e poi andremo a seguire l'eredità delle irregolarità nella storia delle psicologie scientifiche nel corso della quale emerge il naturalismo che possiamo definire sociale seguiremo in seguito rapidamente il filo della neurobiologia che ci condurrà al concetto di plasticità cerebrale cercherò di essere più sintetico a riguardo quindi vorrei partire da una sorta di storia sociale delle categorie
neuro scientifiche quindi il dal bivio rismo dell'inizio del ventesimo secolo alle scienze comportamentali del xxi secolo la psicologia scientifica che essenzialmente di origine americana si iscrive nella tradizione di osservazione sperimentali aperta dalla filosofia empi rino tacchi si tratta di un fatto ben conosciuto dagli storici della psicologia ma si tratta in questo caso nel quadro di questa conferenza di affrontare i concetti scientifici sotto l'angolo della famiglia di ideali individualisti di cui sono un'espressione concettuale naturalismo sostenuto dalle neuroscienze si riferisce alla base materiale biologica esse traggono lo ripeto la loro autorità molare dalla capacità di dare forma
ai piani ordinari di regolarità prevedibilità fiducia e attendibilità considerare l'empirismo non come una filosofia ma come espressione di una sensibilità collettiva una possibilità proprio della collettività permette proprio di far emergere un aspetto che viene poco considerato rispetto agli ideali di autoriflessione che caratterizzerebbero l'individualismo e moderno si tratta di un modo di vivere per il quale la socializzazione attraverso meccanismi o automatismi è un'idea valore fondamentale e che risponde a problemi che sono sorti in maniera privilegiata soprattutto nella società britannica per comprendere il naturalismo che io chiamo sociale dobbiamo rivolgerci dobbiamo considerare hume per socializzare le passioni
o in linguaggio moderno per regolare l'azione degli individui e gildo appunto youm niente esercita un più grande evento per crescere per diminuire le nostre passioni per convertire il piacere in sofferenza e la sofferenza in piacere rispetto a quanto facciano l'assuefazione e la ripetizione l'assuefazione a due effetti originarie sulla mente conferisce con la disinvoltura nelle effettuazione di un'azione o nella concezione di un oggetto una tendenza o una predisposizione a compiere delle attività e questo fine della citazione le passioni negative come la sofferenza l'invidia vengono convertiti da questa assuefazione procurata dalla ripetizione la ripetizione crea una disposizione
una predisposizione all'azione e la rende più facile attraverso l'associazione la ripetizione i nostri pensieri e le nostre azioni finiscono per fare un tutt'uno con noi gli ideali di hume consistono nel pensare che sia nella natura dell'uomo svilupparsi prendendo delle abitudine tramite esercizi abitudini che arrivano fino agli automatismi di pensiero e di conduca attraverso la meccanica dell'esercizio e dell'abitudine vengono così a prendere forma gli ideali come dicevamo di regolarità attendibilità e fiducia in questo intreccio appare una figura fondamentale l'individualismo democratico quella appunto dell'individuo ordinario o individuo che è un uomo d'azione creatore di valori e aumenta
il proprio valore attraverso il lavoro e lo scambio tali ideali permettono un auto accrescimento regolato si tratta dunque dell'ideale sociale scoperta oltremanica attraverso l'abitudine attraverso l'esercizio viene alla luce una tematica che si sarebbe dimostrata centrale nella storia della psicologia scientifica parliamo quindi del ventesimo secolo ossia quella dell'esercizio e della ripetizione che permettono di avere di prendere delle abitudini le neuroscienze dimostreranno quindi l'esercizio e la ripetizione dimostreranno di avere un ancoraggio cerebrale le psicologie scientifiche si sono iscritte in questa tradizione filosofica parliamo della filosofia impieri sta a partire dall'inizio del ventesimo secolo e hanno sviluppato delle
tecniche psicoterapeutiche che si collocano a livello di un soggetto pratico un suo certo appunto pratico e tecniche che si riferiscono alla coppia esercizio disinvoltura che occupa un posto centrale ripetizione disinvoltura abitudine esercizio per facilitare l'azione convertendo le passioni negative ossia dei sintomi il linguaggio moderno quindi trasformando queste passioni negative in passioni positive questi sono proprio gli ingredienti che compongono queste psicologie queste scienze hanno disegnato la nostra figura dell'uomo affidabile ed è proprio qui che si trova diciamo la molla del loro successo le loro pratiche cercano di rende l'individuo a suo agio piuttosto che a cercare
il senso delle relazioni a renderle comprensibile come nel caso delle terapie psicodinamiche o psicoanalitiche la storia della parola comportamento accompagna un dibattito che si sviluppa per diversi decenni e verte sul genere di individualismo proprio dell'america quando questa diventa una società industriale e urbana una società di produzione di consumo di massa quando entrai nell'era dell'organizzazione e della mano visibile degli esperti in questo momento nuove rappresentazioni collettive dell'uomo nelle società accompagnano questo cambiamento del regime d'azione nel corso di questo periodo il dibattito sull'individuo si formula attraverso una domanda ricorrente fino agli anni 50 e la domanda è
la seguente l'uomo è diretto dall'interno o dall'esterno quindi l'uomo è in svezia oppure usate reset quindi dall'esterno la psicologia scientifica è una delle risposte a questa domanda il comportamentismo possedeva uno strumento semplice il sistema stimolo risposta ciò significa che ha stimoli diversi provenienti dall'ambiente corrispondano delle risposte comportamentali che si costruiscono non tramite la riflessività ma tramite uno schema tentativi errori il comportamentismo è nato e si è sviluppato intorno al 1900 nel contesto di un america che entro la fine degli anni del 1860 e la prima guerra mondiale diventa e passa da una società rurale a
una società industriale e urbana gli ideali di questa società rurali in cui il carattere personale la capacità di contare su di sé quella che chiamiamo self lawyers il merito lo spirito d'impresa sono proprio la base comune e questi elementi si rimescolano nella nuova situazione di una società di massa durante questo periodo gli stati uniti conoscono la prima grande ondata industriale la nascita del terrorismo del lavoro a catena che modificano profondamente le coordinate del lavoro e gli esordi del consumo di massa con la comparsa del marketing della pubblicità e anche di un organizzazione e un'immigrazione accelerate
in questo contesto il coordinamento reciproco tra sconosciuti diventa un interesse pratico per regolare le condotte nella grande città come nella grande fabbrica terrorizzata in cui occorre seguire i ritmi obbedire senza prendere la minima iniziativa e non sviluppare un intelligenza personale macchine a velocità ritmi masse anonime produzione di massa consumo di massa la nuova modernità è un caos di stimoli la modernità è caos ecco gli ingredienti riciclati dal comportamentismo quelli di una nuova società di particelle elementari la trazione è suscitata dal comportamentismo dipendeva dal fatto che fu al di là di tutto un ambientalismo radicale che
investiva l'uomo della capacità di fabbricare e formare il proprio mondo quindi libero dall'autorità della tradizione e dall'impasto del passato lo strumento rappresentato dal sistema stimolo risposta aveva un grande vantaggio sia quello di fornire mezzi semplici non soltanto per adattare l'uomo ad un ambiente instabile quindi il caos degli stimoli dirigendolo verso l'esterno cosa che poi altra se l'industria che poteva sperare di controllare e rendere prevedibile il comportamento dei salariati dei dipendenti e dei consumatori ma anche per riformare un ambiente nocivo e sfavorevole cosa che attrasse ovviamente i sostenitori delle riforme sociali se la transizione verso la
grande società vi dell'ascesa della parola comportamento il secondo dopoguerra assistette a quella di personalità e il comportamento ne uscì stravolto questa è la seconda fase la questione di sapere se l'uomo sia guidato sia diretto dall interno dall'esterno ebbe la sua più ampia rilevanza nell'opinione pubblica con la pubblicazione nel 1950 nel libro del sociologo david waisman la folla solitaria quest'opera è organizzata intorno a questa domanda questa questione e l'opera viene pubblicata nel momento in cui la società americana è ampiamente entrata nel ritmo della produzione e del consumo di massa il periodo di transizione della grande società
e termini è terminato a partire da questo periodo la conformità passa essenzialmente dall'approvazione degli altri dall'approvazione altrui quindi cosa da rex e quindi questa casa del vecchio ness quindi fatto di essere dirette da altri non mette tra parentesi la personalità ne fa il segno di una volontà di restare nella comunità quindi caratterizzata dal bisogno di approvazione accanto alla constatazione dell'evoluzione dei costumi apparve un secondo elemento di cambiamento che andava progressivamente a rendere delicato l'impiego l'uso incontrollato della parola controllo i totalitarismi nazista e fascista furono certo sconfitti ma si presentò un nuovo avversario il comunismo contro
il quale ha inizio nel 1946 la guerra fredda in questa nuova congiuntura la scienza non è soltanto un problema e piste biologico ed empirico di verità o di errore ma è anche una lotta una battaglia culturale e politica tra la democrazia e il totalitarismo l'ideale scientifico è l'ideale democratico in questo caso si alimentavano lui con l'altro nella volontà di plasmare delle personalità aperte e non dei comportamenti condizionati personalità aperte quindi invece di comportamenti condizionati in effetti ho coronato ria solida della natura umana per affrontare la teoria della malleabilità infinita dell'uomo che viene difesa dal totalitarismo
tra il prima e dopo la guerra il sistema di attese nei confronti dell'individualità non è affatto lo stesso è cambiato nel contesto oscillanti degli anni 1940 e 50 che milan e quaranta e cinquanta le scienze comportamentali spostano le loro problematiche verso un mentalismo radicale di cui ho già parlato che il sistema stimolo risposta nel quale appunto l'individuo struttura il proprio ambiente grazie a dei modelli interni ai quali associato un concetto completamente nuovo parliamo degli anni cinquanta appunto si tratta del programma informatico quindi un nuovo concetto proprio perché trasforma l'idea di computer da uno strumento di
calcolo a uno strumento di risoluzione dei problemi quindi si tratta di qualcosa di diverso il tema del controllo riconfigurato attraverso il problema della scelta e della decisione da una parte e dall'altra dell'intelligenza e della razionalità limitata dell'individuo individuo che ovviamente è chiamato a fare delle scelte tra gli stimoli e le risposte le nuove scienze della natura umana introducono quindi una doppia mediazione l'intelligenza attraverso l'aggettivo cognitivo quindi parliamo di rivoluzioni e cognitiva proprio negli anni 50 e la seconda mediazione è la libertà quindi attraverso i sostantivi di decisioni e di shell in questo caso abbiamo due
personaggi che proprio danno corpo a questi ideali ossia allo scienziato e l'uomo economico sono entrambi dei modelli della natura intelligente dell'uomo in quanto sono da una parte dei soggetti pratici che cercano di risolvere problemi quindi si tratta di individui razionali nel senso che si danno dei fini e dei mezzi per raggiungerli ma anche soggetti democratici razionali nel senso proprio di liberi il terzo tempo parliamo quindi della storia del comportamento ovviamente vede l'ingresso del dio nella psicologia scientifica nello stesso momento nel quale si delinea un nuovo individualismo [Musica] vorrei fare riferimento al discorso presidenziale pronunciato da
uno dei padri della rivoluzione cognitiva george miller discorso pronunciato nel 1969 di fronte al congresso annuale dell'american psychological association il titolo del discorso era la psicologia come mezzo di promozione del benessere umano questo discorso esemplificava proprio la per via pervasione della psicologia scientifica da parte dei nuovi ideali non soltanto miller biasima la feticizzazione della tecnica come soluzione ai problemi sociali ma inoltre miller denuncia l'ossessione della previsione e del controllo nella psicologia scientifica miller propone alla professione una riflessione su ciò che dovrebbero essere le relazioni tra la psicologia e la società è riuscito appunto quanto disse
miller invece di ripetere continuamente che il potenziamento conduce al controllo preferirei sottolineare il potenziamento conduce alla soddisfazione e alla competenza fine citazione la psicologia scientifica spostando i suoi interessi verso la soddisfazione e la competenza degli individui partecipa al cambiamento di sensibilità all'inflessione democratica che rappresenta il nuovo individualismo della rivoluzione del personale che si sviluppa proprio tra gli anni 60 e 70 l'ideale democratico della psicologia consiste nel permettere all uomo ordinario di diventare proprio l'esperto di se stesso e vorrei ancora citare il discorso di mille le persone dovranno diventare il proprio psicologo devono organizzare le proprie
applicazione dei principi che abbiamo stabilito fine della citazione quindi di che cosa si tratta si tratta di fornire degli strumenti all'individuo emancipato dai vecchi di fenomeni non si migliorerà la società proponendo dei programmi di riforma che assomigliano ad un protocollo sperimentale ma piuttosto permettendo agli individui di impadronirsi della psicologia e di praticarla da sé secondo miller e secondo altri le relazioni competitive dell'individualismo grezzo le regolazioni che poggiano su dei sistemi di sanzioni e ricompense devono essere sostituite da metodi che fanno appello alle relazioni di cooperazione comprensione reciproca e al potenziamento delle capacità individuali perché soltanto
rendendo le persone competenti possiamo motivarli per terminare questa storia delle categorie vorrei vorrei dire che dal principio della facilitazione di yuma la motivazione competenza un insieme di pratiche organizzate sulla base dell'esercizio per modificare le abitudini hanno visto la luce sotto la denominazione di terapie comportamentali e cognitive che hanno conosciuto tutta una serie di estensioni e di varianti fino ad oggi ora vorrei invece precisare il nuovo contesto morale in cui si è sviluppata appunto questa terza fase questo stile di ragionamento è in accordo con un nuovo contesto morale sociale e politico un cambiamento nella sensibilità collettive
che si vanno delineando a partire dall'inizio degli anni sessanta il nuovo individualismo impregnato di dei valori che sono messi insieme dal concetto di autonomia un concetto appunto che diventa normativo esso si caratterizza per due tratti fondamentali innanzitutto una nuova dinamica ugualitaria contrasse nata dal grande stravolgimento dell'uguaglianza tra i sessi in altre parole il fatto che le donne siano riconosciute come individui uguali agli uomini in secondo luogo per l'istituzione dei valori di scelta e di proprieta di sé che ha dato origine ad una dinamica di diversità diversità normativa e moltiplicazioni degli stili di vita che era
sconosciuta fino a mezzo secolo fa nell'america del nord e in europa a partire dall'inizio degli anni sessanta in europa e negli stati uniti le persone cominciano a mostrare nuovi modi di vita che erano l'appannaggio della vita d'artista la vita boheme contrassegnando proprio un allentamento dei codici della borghesia e delle classi medie questi gruppi promuovono ideali di creatività originalità sperimentazioni esplorano nuove forme firenze di azione nuove forme di vita personale la figura del creativo è diventata quindi centrale e fondamentale negli ideali contemporaneo dando luogo a forme di vita diverse ea mercati queste nuove rappresentazioni collettive dell'essere
umano nella società pongono l'accento sulla capacità di agire dell'individuo e sui comportamenti creativi e innovativi la scelta la creatività l'iniziativa individuale si entra in ciò che possiamo chiamare un individualismo di capacità entrate a far parte dei nostri costumi tali rappresentazioni collettive aprono il primo venuto appunto l'accesso all'individualità ma sotto quale forma si presentano appunto queste rappresentazioni io credo che uno degli ideali più potenti di questa società dell'autonomia generalizzata sia proprio l'individuo capace indipendentemente dalle sue disabilità le sue devianze patologie quindi l'individuo capace di realizzarsi trasformando le proprie disabilità in punti di forza quindi l'individuo che
trasforma le proprie disabilità in punti di forza grazie ad una creazione che aumenta il suo valore in quanto persona io chiamo tutto ciò l'ideale del potenziale nascosto esso costituisce un nuovo ideale di azione che associa le tradizionali virtù del coraggio a quelle più nuove della creatività e dell'innovazione che consistono proprio nel socializzare un male incontrollabile nel farne una forma di vita ossia un valore di civiltà tali ideali è la forma sociale specifica con la quale delle popolazioni diagnosticate malate quindi disabili o devianti e trattate fino ad allora all'interno di istituti che il sociologo americano grossman
chiamò appunto istituzioni totali nel suo nel suo libro asilo quindi queste popolazioni sono diventate in realtà degli individui capaci non soltanto di conoscere di raggiungere dei risultati malgrado il male che li affligge ma più ancora proprio grazie al male che le affligge in questo contesto le neuroscienze cognitive si sviluppano ossia associano gli ideali tradizionali di regolarità a quelli nuovi del potenziale nascosto di notificazione una figura di identificazione è ovviamente necessaria per rappresentare questo ideale questa figura è autistico di alto livello l'autismo l'autismo ha conosciuto una traiettoria spettacolare è uscito dal buio della disabilità mentale della
reclusione a studiare per essere elevato ad un modo di vivere la cui denominazione si riferisce chiaramente alle scienze cognitive e alle neuroscienze cioè si parla di stile cognitivo differente e di neuro diversità tale figura ci permette di elaborare a partire proprio dalle nostre capacità e competenze non più normale e patologico ma nel linguaggio dei paladini dell'autismo la neuro diversità che significa che esistono delle competenze tipiche e delle competenze atipiche che possiamo collocare su un asse disabilità punti di forza per il movimento della neuro diversità e anche per molti autistici l'autismo non è una patologia ma
una forma di vita ossia un ideale di civiltà della diversità tali qualifiche definiscono l'intelligenza autistica come l'intelligenza speciale causata da cervelli ii la cui organizzazione è singolare l'autismo diventa allo stesso tempo il riferimento principale di una riorganizzazione dei rapporti tra il normale e il patologico che vede la malattia trasfigurarsi in una forma di vita diversa vorrei fare un esempio vorrei parlare quindi di greta samb sapete la giovane militante ecologista svedese colpita da una forma di autismo la sindrome di asperger che ha dichiarato appunto che l'autismo non è una malattia ma un dono dotato contemporaneamente di
disabilità importanti ed i punti di forte importanti come pure di un cervello speciale l'autismo crea un collegamento con la neurofisiologia su di esso si intreccia l'ideale del potenziale nascosto e come vedremo il cervello di oggi che è proprio il cervello della plasticità cerebrale vorrei ora passare all'ultimissima parte dopo aver parlato di psicologia scientifica vorrei concentrarmi sulla neurofisiologia e in questo caso il titolo ed al cervello reattivo al cervello agente il cervello che si costruisce che si configura a partire degli anni cinquanta comincia ad essere concepito come un sistema dinamico auto organizzato che si mette in
movimento da sé indipendemente indipendentemente dagli stimoli che vengono dall'esterno dell'individuo questo cervello permetterà di spiegare sia come l'essere umano agisce e si sa come apprende e come si trasforma questa condizione di indipendenza nei confronti del mondo esterno è al centro degli obiettivi delle neuroscienze cognitive perché se si può dimostrare che il cervello si muove da sé un essere che agisce nel mondo e non soltanto un essere che si accontenta di reagire agli stimoli del mondo allora si saranno davvero fatto dei passi in avanti nella conoscenza dell'uomo a partire dal suo cervello la chiusura la questione
chiave è la seguente come rendere conto della volontà in quanto ciò che dà avvio che lancia l'azione da physiology ciò implica che l'azione affrontata come un movimento volontario e quindi il fondamento neurobiologico e ne nella forza motrice la posta in gioco si riconduce al problema seguente ossia l'azione è necessariamente una risposta motrice ad uno stimolo sensoriale esterno quindi che rimanda ad un cervello che reagisce oppure esiste un sistema di attivazione interna che sia proprio il corrispettivo della volontà e quindi che fa emergere un cervello dall'azione la ricerca dimostrerà che la seconda opzione è proprio quella
valida bisognerebbe descrivere tutto questo nei dettagli ovviamente ma vorrei soltanto mostrare il modo in cui il cervello integra l'esperienza temporale dell'individuo in altre parole l'apprendimento e la memoria la chiave biologica risiede nel concetto di plasticità che spiega proprio come il cervello si modifica da sé in funzione dell'esperienza il suo meccanismo biologico e la trasmissione sinaptica tra due neuroni si tratta quindi di un problema di connessione il potenziamento delle connessioni tra cellule tra i neuroni quindi si produce a livello delle sinapsi che legano i neuroni le sinapsi quindi crescono le attività coincidente delle due cellule quindi
porta dei cambiamenti strutturali ossia delle tracce permanenti nel cervello delle tracce che sono visibili appunto se si usa imaging cerebrale biologi psicologi hanno individuato in questi dl basi neuronali dell'apprendimento e della memoria quella trasmissione la plasticità sinaptica sono non soltanto dimostrate le capacità del cervello di trasformarsi ossia di trasformare la sua organizzazione in funzione dei bisogni dell'individuo ma anche il carattere modulare e distribuito delle funzioni del cervello il concetto di plasticità e oggetto oggi di un impiego generalizzato e fantasmagorico su di esso si trova investito un valore sociale fondamentale di oggi appunto ossia la potenzialità
infinita dell'individuo di essere l'agente del proprio cambiamento la plasticità cerebrale nel senso puramente biologico è molto più ristretta la plasticità indica il fatto che la natura non ha previsto rigidamente le specializzazioni funzionali nel sistema nervoso centrale e che sia nella lunga durata dell'evoluzione che nella breve durata della vita di un individuo la storia stessa modella il cervello in modo tale che ci serva per tutto quello che desideriamo fare la lezione che ci consegna che ci consegnano le neuroscienze cognitive e la seguente ossia che il cervello dispone sempre di risorse affinché l'individuo possa trovare una soluzione
creativa ai suoi problemi e non bisogna disperare della natura sulla quale in fondo si può sempre contare per poter ripartire è ovviamente sempre l'ottimismo dell'azione essa mostra queste linee coscienza in realtà mostrano un cervello che possiede una tale agilità di funzionamento soprattutto grazie alla plasticità cerebrale che l'individuo deve sempre essere capace di superare la riduzione normativa causata dal male che l'affligge e questo grazie ad una creazione che corrisponde ai suoi bisogni si tratta anche di un appello alla tolleranza per la diversità rispetto invece alla ristrettezza della polarità tra normale e patologico il concetto biologico di
plasticità cerebrale si fonda sulla rappresentazione collettiva dell'autonomia dà forma alla capacità dell'individuo di cambiare da sé attivando in tal modo uno degli ideali più ordinari e valorizzati che consiste nell'affermare che esistono sempre con l'età collocate nel fondo di ciascuno delle risorse per trovare una soluzione una via d'uscita ecco da dove le neuroscienze traggono la propria autorità morale alimentare delle credenze collettive alle quali tutti noi attribuiamo il valore più grande con le risorse dimostrative ineguagliate della scienza sono una scienza dell'azione che nutre ovviamente con i valori di rigore della scienza che nutre le nostre aspirazioni allo
sviluppo più ampio possibile delle capacità umane in una società pervasa da gli ideali della capacità ora vorrei giungere alle conclusioni attraverso il cervello noi scopriamo un sistema di idee valori che sprona l'individuo a scoprire le proprie forze dissimulate dietro al sintomo la malattia o la disabilità le neuroscienze le scienze comportamentali nutrono un ottimismo dell'azione dimostrando che l'essere umano può sempre superare i propri limiti e nessuno e condannato da un determinismo qualunque biologico o sociale il riferimento materialistico alla base biologica all'assemblaggio neuronale e all'intera personale fa parte dei nostri ideali di dominio di sé e di
relazioni sociali stabili non perché ne sapremo ormai abbastanza sui meccanismi neurobiologici ma piuttosto perché alimenta il nostro ideale comune e ordinario nella trasformazione personale cristallizzando i nostri concetti di irregolarità di prevedibilità costanza e fiducia più valorizzati in un linguaggio scientifico richiamandosi ad un naturalismo dal fondamento biologico il cui meccanismi che sono causa delle patologie mentali dei comportamenti sociali restano ad oggi allo stato di ipotesi scientifiche più o meno plausibili ossia speculazioni filosofiche le neuroscienze cognitive danno forma molto più sicuramente ad un altro naturalismo che al cuore di ideali comuni essenziali della modernità individualista essenziale dicevo
perché sono le condizioni affinché gli uomini e le donne agiscano come individui socievoli parliamo di regolarità esercizio abitudine fiducia cooperazione capacità di mettersi al posto degli altri e che possono svilupparsi allo stesso tempo delle forme di auto accrescimento regolate quindi le neuroscienze cognitive sono diventate uno dei grandi racconti dell'individualismo contemporaneo associando gli ideali di regolarità con quelli delle possibilità che all individuo di cambiare quindi le nostre capacità di cambiare sono infinite e se si collocano così al centro di attese morali e sociali che si diffondono compiuta copiosamente nelle nostre società nel corso dell'ultimo terzo del
ventesimo secolo alle quali rispondono con un insieme di pratiche organizzate sull'esercizio attraverso la legittimità di cui beneficiano queste scienze esibiscono delle prove che confermano le loro affermazioni e garantiscono a questi ideali le promesse di uno sviluppo illimitato delle capacità umane vi ringrazio [Applauso]