sono io che ringrazio molto la fondazione san carlo per questo invito e ringrazio anche il dottor sforzi per questa introduzione che mi esenta dal dover giustificare perché in un ciclo di incontri come questo dedicato al sacro alle religioni c'è un tema particolare forse un po laterale come quello di cui tratterò oggi allora ho pensato di suddividere questa nostra discussione che tenterò di tenere nel come il primo intervento in tre quarti d'ora più o meno ecco in in tre parti le prime due sono di carattere più teorico e quindi vi chiederò uno sforzo di ingresso in
alcune tematiche e dell'antropologia e della sociologia a contemporanee la terza parte forse sarà più divertente perché entreremo nel vivo di alcuni oggetti e ambienti domestici specifici vedendo anche qualche immagine e ragionando su come gli oggetti ordinari della nostra vita quotidiana possono essere investiti da significati che in qualche modo fino a che punto ne potremmo discutere possiamo chiamare sacri che hanno a che fare cioè con la religione in un certo senso del termine [Musica] il tema comune a queste tre parti è un'idea di religione come il lessico delle relazioni sociali ero stato qui in questa sala
qualche anno fa a parlare di un tema completamente diverso era il ciclo di incontri forse qualcuno di voi era presente che si chiamava contro di idee degli altri ed era sul rapporto tra guerra violenza e religione e avevo molto insistito in quell incontro su la necessità di adottare un concetto di religione che non consiste solo nella credenza secondo una visione che era tipica invece delle scienze sociali a cavallo fra ottocento e novecento la religione come il prodotto di una rappresentazione del mondo e quindi di forma di credenza ma di adottare invece una visione che possiamo
chiamare durc aim jana cioè che si rifà a quel grande teorico delle scienze umane e sociali che è stato e miglior kaim della religione come fondamento delle relazioni sociali un tema che a noi oggi risulta difficile perché pensiamo e agiamo all'interno di una realtà sociale fortemente secolarizzata nella quale di solito adottiamo per esprimere le nostre relazioni morali e sociali con le altre persone adottiamo dei linguaggi non direttamente religiosi ma quello che caratterizza per esempio l'analisi antropologica delle religioni nelle società tradizionali è il riconoscere nel lessico religioso la costruzione del legame sociale questo è lo stesso
tema che io cercherò oggi di mostrarvi in relazione appunto a tutt'altro ecco non i grandi conflitti globali del mondo contemporaneo ma il piccolo microambiente degli oggetti delle nostre case nella prima parte cercherò di sintetizzare un concetto quello di religione invisibile che è stato messo appunto da un sociologo thomas locman alla fine degli anni sessanta quindi ormai molto tempo fa look man sosteneva che nel in quel periodo storico che in qualche modo è ancora il nostro cioè in uno stadio avanzato del processo di secolarizzazione o di disincanto del mondo secondo la terminologia di max weber le
istituzioni primarie lo stato in primo luogo non sostengono più direttamente una visione religiosa del mondo e dunque la visione religiosa o meglio ancora temi frammenti del religioso e un cosmo sacro questo è un termine interessante che usa locman per individuare la nostra classificazione del mondo in termini di categorie che non sono arbitrarie ma che hanno una qualche sacralità questi allora questi temi e questo cosmo sacro non sono più precisamente definiti da una dottrina non sono più obbligatori non si impongono più le interpretazioni non eludibili delle nostre esperienze di vita individuali e delle nostre regioni relazioni
sociali piuttosto la situazione in cui ci troviamo e quella di un consumatore autonomo che sceglie da un assortimento a sua disposizione alcuni temi religiosi e se ne serve per costruirsi un sistema privato libero ma precario frammentato di significati ultimi se la religione a che fare con i significati ultimi questi nella tarda secolarizzazione non sono più definiti da una dottrina che ci unisce che obbligatoria per tutti noi ma dipendono da sistemi di riferimento che ci scegliamo all'interno di un repertorio ampio di disponibilità quindi c'è una religione individuale che non è più la replica di un modello
ufficiale uguale per tutti l'altro grande elemento è che questa scelta individualizzata avviene non più nella sfera pubblica ma in quella privata cioè pone al centro l'individuo il contesto più ristretto delle sue relazioni la famiglia in modo particolare scrive look man come vedete i temi religiose hanno origine nelle esperienze della sfera privata essi si fondano principalmente su emozioni e sentimenti e sono abbastanza instabili perché ne sia difficile l'articolazione non si trasformano cioè in dottrina o in dogmi sono tornato indietro le fonti di questi temi per look man sono i prodotti del consumo di massa e la
base strutturale di questa religione implicita o invisibile è la famiglia che scrive ancora questo autore rimane il principale catalizzatore degli universi privati di significanza e i contenuti di questi temi hanno a che fare con le relazioni familiari quali sono questi contenuti cioè di cosa è fatta la religione privata è implicita della contemporaneità look man che ragiona soprattutto sulla realtà statunitense di fine anni sessanta si individua alcuni temi fra i quali il principale è l'autonomia dell'individuo cioè la ricerca di un sé individuale e della sua realizzazione il senso di questo tema alla realizzazione del sé è
stato storicamente sostenuto dal romanticismo inizialmente poi dalla borghesia ottocentesca e diffuso prima nelle fasce più alte della popolazione diventato di massa poi nel corso del novecento e questo culto del sé e della realizzazione il come si dice nel linguaggio comune trovare veramente se stessi realizzare le proprie aspirazioni più profonde nella vita no questi sono i temi ultimi di significato che molti di noi sono stati abituati ad elaborare e questi temi ci vengono trasmessi costantemente non da una dottrina veicolata dalle maggiori autorità religiose ma dalla cultura di massa di tutti i giorni dalla musica pop dalle
canzonette dai film holliwoodiani da tutta una produzione che crea però questa costruzione antropologica del se ancora la sessualità la sessualità viene liberata nella società contemporanea dal controllo sociale esterno e da norme dettate dalle istituzioni religiose sapete tutti che nei paesi europei incluso i più cattolici come l'italia la gran parte delle persone che si dichiarano cattoliche dichiara però di non seguire o di non condividere le imposizioni in fatto di morale sessuale proposte dalla chiesa e quindi non c'è più questo controllo ma proprio per questo la sessualità diventa capace scrive locman di assumere una funzione cruciale nella
ricerca da parte dell'individuo autonomo di auto espressione e autorealizzazione e viene ora giocare un ruolo senza uguali come fonte di significazione ultima per l'individuo che si è ripiegato nella sfera privata e ancora fra le cose che locman cita c'è l'ethos della mobilità sociale obiettivo massimo di realizzazione nella realtà nord americana anche lui osservava negli anni sessanta e il familismo la famiglia come un microcosmo di significanza ultima per tutta la durata di una biografia tema che potrebbe essere accostato all'analisi di un altro autore probabilmente è poco noto al di fuori dello specialismo che è daniel miller
di cui vi ho riportato la copertina di uno dei libri tradotti in italiano che si chiama teoria dello shopping e che cerca di mostrare come il fare la spesa non è quell'attività edonistica leggera che tutti pensiamo ma qualcosa che ci connette alla devozione e la devozione qui a intesa in senso religioso ma non è la devozione verso la trascendenza divina e quella verso la trascendenza delle relazioni umane e sociali più importanti e che popolano la nostra vita queste tematiche si possono esprimere attraverso un lessico dei simboli religiosi tradizionali oppure è più spesso attraverso un linguaggio
un simbolismo profano che non ha un'apparente contenuto religioso per esempio look man fra questi chip simbolicità le rubriche giornalistiche la letteratura di ispirazione che è quella psicologi stica tipica degli stati uniti alle canzoni di successo popolare e così via quindi la cultura di massa ancora una volta e noi potremmo aggiungere non abbiamo tempo e non mi metto a discutere anche i limiti di questa prospettiva del sociologo che tu che soprattutto diciamo così l'idea di una religione fai da te che caratterizzerebbe il periodo post moderno è un'idea che è stata anche banalizzata spesso dalla sociologia ma
questo impianto per me è interessante perché apre prospettive di ricerca empirica su come il sacro si dissemina tra gli oggetti e le pratiche profane del quotidiano che finora non è stata molto approfondita sul piano etnografico allora quello che mi chiedo è se si può approfondire questa analisi ricomprendendo in questa la cultura materiale la struttura della casa gli oggetti contenuti al suo interno ma anche non ve ne parlerò oggi ma sarebbe un tema molto interessante le pratiche in senso lato rituali e cerimoniali legate alla famiglia dalle feste di compleanno alle feste natalizie i grandi ritrovi eccetera
e anche le attività che rientrano nell'ambito del tempo libero che noi siamo abituati a considerare come leggere poco importanti pensate allo sport e al turismo e che invece in questa prospettiva diventano estremamente significative sua attività nelle quali passa la costruzione dei valori e delle identità che per noi sono più importanti più sacre si potrebbe dire passiamo alla seconda parte e cerchiamo di analizzare questo stesso problema cioè se negli oggetti ordinari si può nascondere una sacralità a partire dagli studi sulla cultura materiale allora io ve ne parlo a partire da un'esperienza di ricerca che con l'università
di pisa abbiamo condotto ormai siamo ancora conducendo ormai da molti anni [Musica] basata sulla tecnica dei video tour cioè un abitazioni di famiglie di città toscane il video turco e cosa è un gruppetto che si fa ospitare avendo preso ovviamente prima ampiamente contatto con la famiglia si trova ospitare da una famiglia che fa visitare la propria casa racconta la storia della casa di come la famiglia annata e la storia dei singoli oggetti di come sono stati acquisiti dell'importanza che hanno per le persone che ci vivono abbiamo documentato parecchie decine di casi e perché una ricerca
del genere io vengo da una disciplina che è l'antropologia culturale che in italia ha soprattutto studiato la cultura materiale di tipo popolare e artigianale ci sono in italia tanti musei delle culture contadine per esempio che espongono oggetti che sono stati prodotti all'interno di un contesto popolare tradizionale da artigiani che hanno imparato il mestiere da una attraverso una trasmissione orale di bocca in bocca da generazioni precedenti quindi con una cultura non formalizzata che si incorpora in quegli oggetti e che è interessante documentare nel momento in cui di fronte alla modernità questi oggetti scompaiono ma in questi
musei non ci trovate mai l'oggetto ordinario che noi compriamo al supermercato ci trovate i recipienti di rame tradizionali ma non ci trovate quelli di plastica contemporanei eppure le nostre vite quotidiane oggi sono popolate da questi oggetti ordinari insignificanti si potrebbe dire da un punto di vista della cultura che è incorporata in essi perché sono prodotti in serie dall'industria noi non abbiamo la più pallida idea di come siano prodotti però quelli utilizziamo le bacinelle di plastica non le vecchie mezzi fine di rame del mondo contadino e allora l'idea è che è interessante studiare anche questi oggetti
qui perché sono questi oggetti che costruiscono la nostra vita attuale sono in autentici sono seriali ma può essere interessante lo stesso studiarli e capire quali significati assumono per noi per fare questo passo ci vuole uno sfondo teorico un po diverso da quello tradizionale anche dell'antropologia o dello studio delle tradizioni popolari e cioè l'idea che si possa appunto studiare primo non solo gli oggetti tradizionali e artigianali ma anche quelli prodotti industrialmente e venduti attraverso la distribuzione del mercato di massa e che però questo si possa fare e tono graficamente la grande tradizione sociologica di analisi della
cultura di massa qualcuno di voi conoscerà la scuola di francoforte per esempio che ha analizzato i prodotti intangibili della cultura di massa come nella musica popolare le soap opera se così via le considera li analizzava andando a vedere come erano prodotti facendo non a un'analisi semiotica vedendo qual è la loro struttura e trovando che erano così insignificanti ripetitivi culturalmente anonimi che il loro effetto non poteva essere che quello di alienare le masse che se ne occupavano adorno theodor adorno uno dei massimi esponenti di questo indirizzo studiava per esempio la musica jazz quella di gera ballabili
americana degli anni quaranta e trovava che in essa fosco ponendola alla grande tradizione della musica classica europea trovava che il caso non potesse che significare l'oppressione del sistema industriale ed i mercati del mercato di massa rispetto agli individui e che rappresentasse in definitiva il segno di un totalitarismo soft non violento come quello nazista da cui adorno era scattato per andare negli stati uniti ma lo stesso un totalitarismo che priva della libertà alle persone ora il nostro problema è che questi oggetti però si possono anche studiare dal punto di vista del consumo com'è che la gente
di consuma come è che quelle canzonette americane che adorno disprezzava tanto erano viste dalle persone che le usavano le consumavano che si divertivano a ballarci sopra e così via leggendo torno questo non lo sappiamo allora fare tomografia della cultura di massa vuol dire questo vuol dire andare a vedere come la gente ci si rapporta che significati si tro ci trova e questo noi non possiamo fare anche per la cultura materiale anche per questi famosi oggetti di plastica che sostituiscono i bei vecchi oggetti della cultura contadina e tradizionale ci sono quindi cito alcuni autori ma vorrei
veramente sono passati in rassegna rapidamente che hanno sostenuto questo tipo di approccio l'antropologa mary douglas per esempio ha sostenuto che gli oggetti di consumo sono fondamentali per rendere visibili e stabili le categorie della cultura sono la rena nella quale si combatte per la cultura nella quale la cultura prende una forma e un altro antropologo in di origine indiana che si chiama ri una patù rai ha pubblicato negli anni 80 un libro che si chiama la vita sociale delle cose le cose possono avere una vita sociale appathurai sostenendo questo ha parlato della necessità di adottare una
sorta di feticismo metodologico cioè considerare gli oggetti come se fossero dotati di una personalità e di una forma di hagens non perché crediamo che ci sia uno spirito dentro che li muove anzi al contrario possiamo reinterpretare le vecchie descrizioni antropologiche delle culture cosiddette primitive o tradizionali sul feticismo sull'esistenza di uno spirito degli oggetti come una metafora della relazione fra persone e cose con il fatto che l'oggetto abbia uno spirito al suo interno può significare che agisce nel creare un rapporto con le persone e fra le persone un altro autore che si chiama copit off ha
usato l'espressione biografia culturale degli oggetti gli oggetti hanno una biografia su questo devo soffermarmi per per qualche secondo in più copit off è uno studioso della schiavitù e la schiavitù che cos'è è la riduzione di un essere umano a cosa ma studiando la schiavitù si rende conto che non esistono nelle società schiaviste semplicemente le persone libere e gli schiavi ma ci sono una serie di gradi successivi gli schiavi per esempio attraversano una loro carriera nelle quali non passano nettamente dalla libertà alla schiavitù e magari di nuovo la libertà ma attraverso una serie di gradi intermedi
quindi non sono mai totalmente cose e non sono mai totalmente persone nel senso pieno del tempo e allora si chiede però capito ma questo non potrebbe valere anche per gli oggetti gli oggetti sono il contrario della persona o nella loro vita sociale possono giocare dei ruoli attivi come si dice nel gergo delle scienze sociali possono avere una loro agency cioè agire nella società come se fossero delle persone e gli oggetti dice capito hanno anche questi una loro carriera è una loro biografia tutti gli oggetti di cui sono piene le nostre case sono probabilmente nati come
merci li abbiamo comprati un giorno all'altro in un negozio e in quel negozio sono arrivati dalla catena di montaggio di una fabbrica ok che funziona secondo modalità che noi conosciamo non siamo padroni della cultura tecnica che produce quegli oggetti bene ma quando l'oggetto attraversa passa attraverso il bip del lettore ottico della cassiera del supermercato entra nel nostro carrello e ce lo portiamo a casa uguale a tanti altri oggetti fatti nello stesso modo e non è più lo stesso quell'oggetto comincia una carriera si personalizza si singolarità ecco questo termine che usa proprio copit off cioè diventa
qualcosa di unico che acquista dei significati nell'ambiente e negli usi ai quali noi lo sottoponiamo nella nostra vita quotidiana allora a studiare quell'oggetto per studiare quell'oggetto non mi basta più dire che è una merce e che quindi il suo significato è stato infuso nell'oggetto dalla catena di montaggio o dal sistema capitalistico volto al profitto che l'ha prodotto perché è entrato in casa mia è assunto dei significati e una vita specifica in relazione a me a quell'ambiente alle altre persone con cui entra in rapporto del resto quando noi diciamo che nella nostra vita quotidiana nel nostro
sistema sociale economico tutto è merce dobbiamo stare un po attenti in tutte le società ci sono delle cose alle quali viene impedito di diventare merce qualche volta per esempio si tratta di cose caratterizzate da un basso status fra gang del camerun che il gruppo etnico studiato da capito dice che c'è la manioca che è un cibo di non particolare valore che viene dato scambiato ma non può essere mai venduto e potremmo pensare fra noi sarebbe inappropriato quasi è risibile chiedere a qualcuno di essere pagati per fare di accendere una sigaretta o per dire l'ora cioè
sono piccole cose o servizi che non rientrano nella vendibilità non diventano mai merce ma spesso ci sono oggetti invece dallo status alto dall'alto valore che non possono diventare merci oggetti unici classi di oggetti il cui uso è riservato ad alcune classi sociali oggetti che circolano in fair e separate di scambio qui vi ho messo fra parentesi caso classico e quello dei gioielli culla delle isole trobriand che cosa sono sono un sistema studiato da uno dei fondatori dell'antropologia culturale moderna bronislav malinowsky che negli anni della prima guerra mondiale era andato si trovavano in oceania era andato
in questo arcipelago al largo della nuova guinea a studiare le popolazioni indigene e si trova di fronte al fatto che per queste popolazioni l'attività sociale più importante più prestigiosa quella di scambiarsi dei gioielli fatti di corallo e conchiglie dei braccialetti e delle collane intraprendono lunghi viaggi fra le isole dell'arcipelago per scambiarsi queste cose ma queste cose non sono vendute non hanno un valore di mercato nel senso nostro si possono solo donare tra persone che stanno il rapporto fra loro e il dono è l'atto che crea un legame tra le persone questi trobriand e xi si
scambiano anche altre cose hanno una orticoltura producono tuberi eccetera e fanno farina di erbe si scambiano queste cose ma non c'è permeabilità fra queste sfere di scambio cioè gli scambi di generi alimentari e quelli degli oggetti kula non si incrociano mai non si può avere un oggetto kula anche scambiandolo per una quantità grandissima di altri oggetti quindi noi diremmo non può entrare sul mercato non può essere messo sul mercato non c'è un denaro che l equivalente astratto della scambiabilità che può farci ottenere un oggetto kula quindi sono oggetti preziosi che non diventano mai merci questi
oggetti è stato proposto da qualcuno si possono chiamare sacri per certi versi perché sono collocati in una sfera di valore morale per i trobriand e si sono sacri in senso pieno del termine perché sono circondati da miti secondo i quali questi oggetti sarebbero stati per la prima volta donati dagli antenati fondatori dei diversi gruppi sociali e di diversi clan antenati che sono anche oggetto di un culto specifico quindi c'è una sfera di valore che è morale insieme a economico che è superiore a quella dei beni più comuni della sussistenza delle pratiche quotidiane a questa gerarchia
morale corrispondono modalità di trattamento rituale questi oggetti vanno trattati in un certo modo solo in alcuni momenti solo alcune persone spesso ci sono dei custodi di questi beni che sono gli unici o le uniche perché spesso sono le donne che li possono trattare e si legano questi anche miti o racconti sulla loro origine quindi siamo nel pieno del cosmo sacro di cui parla look ma come abbiamo visto prima nelle società moderne e in relazione al processo di secolarizzazione questa caratteristica di non per permeabilità delle diverse sfere di valore e un'altra autrice che successivamente studierà le
isole trobriand dirà che ci sono questi oggetti che circolano solo come dono e ce ne sono anche altri che invece sono inalienabili che non possono essere non solo venduti ma neppure donati perché rappresentano l'identità più profonda di un gruppo sociale nella modernità questo tipo di oggetti tendenzialmente non ci sono più perché si sviluppa un mercato all'interno del quale più o meno tutti i beni possono circolare resta però per alcuni beni una particolare densità perché voglio insistere su questo concetto una densità che significa non circolare facilmente come tutti gli altri oggetti fare attrito rispetto al mercato
o alla circolazione e lo stesso copit of arriva questa stessa conclusione i beni che nella modernità si sottraggono allo scambio non sono riconosciuti da tutti hanno queste caratteristiche all'interno di sistemi di riferimento locali particolaristici familiari in molti casi e come il cui lui scrive quindi la giustificazione della densità di alcuni oggetti deve essere importata dal di fuori del sistema di scambio cioè da ambiti autonomi e spesso ristretti di sistemi di valori estetici morali religiosi professionali eccetera eccetera detto così è molto astratto spero poi alla fine con degli esempi concreti di farvi capire meglio che cosa
intendo allora per arrivare alla conclusione di questa parte più teorica abbiamo qui una saldatura con la prospettiva aperta dal look man questi processi di densificazione o singola rizzazione degli oggetti sembrano coincidere con quelli che il sociologo descriveva nella costituzione del sacro implicito nella quotidianità individuale familiare e domestica cioè ci sono rappresentazioni e pratiche che vivono solo all'interno di un dominio specifico come quello della famiglia e che nonostante questo entrano in rapporto con i valori ultimi ma come vi dicevo mentre look man ha in mente solo la produzione discorsiva sulle narrazioni della cultura popolare la prospettiva
di cultura materiale ci invita a guardare agli aspetti incorporati di questo processo cioè al modo in cui i temi del sacro privato organizzano e strutturano gli ambienti della vita quotidiana guidano la classificazione l'ordinamento l'esposizione degli oggetti e anche altre sfere della vita individuale come la cura e la presentazione del corpo qui non siamo di fronte a delle ideologie familiari delle costruzioni sistematiche e private o minoritarie che prendono il posto della religione ufficiale ci sono piuttosto questo cosmo sacro agisce implicitamente dal basso nella strutturazione della niente materiale quotidiano quello nel quale per l'appunto si rendono visibili
e stabili le categorie della cultura e dal momento che la mia disciplina l'antropologia culturale ha proprio questo come obiettivo cioè di capire come si strutturano le categorie della cultura io credo che è lì in queste cose apparentemente banali futili di tutti i giorni che dobbiamo andare a cercare ea scrutare con queste domande in testa possiamo affrontare una serie di aspetti della cultura domestica chiedendoci per esempio qui passerò proprio in velocissima rassegna alcuni punti intanto se e in che misura esistono negli ambienti domestici contemporanei esistono ancora oggetti esplicitamente religiose vi dirò subito che nella nostra ricerca
che si è concentrata prevalentemente di vi dicevo esclusivamente in città toscane e prevalentemente in famiglie di ceto medio con altro capitale culturale abbiamo trovato pochissimi di questi oggetti e oggetti religiosi appesi alle pareti della casa esposti e così via non ce ne sono la stessa cosa più classica alla madonna tenuta dietro il letto nella camera da letto è molto rara e là dove l'abbiamo trovata le persone hanno sentito il bisogno di giustificarla per il suo valore artistico un in una casa abbiamo trovato un quadro di una donna con un bambino non particolarmente di tono religioso
diciamo così è il l'inquilino ci ha detto ben interpretate voi come vi pare questo quadro no può essere una madonna e può non esserlo [Musica] c'è uno studio su questo clara gallini un importante antropologa recentemente scomparsa per esempio ho scritto due libri sulla presenza delle croci nelle case negli ambienti pubblici che secondo lei a partire dalla fine degli anni 90 e tendenzialmente scomparsa sostituita semmai da altre immagini sacre per esempio le immagini di padre pio che hanno largamente sostituito la croce e che si trovano però questo è un tema interessante su cui riflettere soprattutto in
famiglie di più basso livello culturale quindi in queste classi medie noi abbiamo cominciato con l'analisi di case di insegnanti per esempio eccoli gli oggetti sacri erano veramente molto rari e questo non ha nulla a che fare con la religiosità o meno delle persone una categoria di oggetti molto interessante quella delle reliquie domestiche e familiari cioè ci sono pratiche di conservazione di parti del corpo di persone in vita o defunte l'esempio più classico e quello dei denti di latte dei bambini o delle ciocche di capelli tagliate per la prima volta ai bambini ma anche le ciocche
di capelli per esempio sono conservati anche di persone scomparse eccetera eccetera oppure al di là delle parti del corpo ci sono oggetti che hanno un rapporto strano un esempio un rapporto particolare con persone che sono scomparse e che in qualche modo quindi le rappresentano una categoria è quella degli oggetti d'affezione sono oggetti che per le loro vicende storiche rivestono una particolare importanza per le persone o per i gruppi familiari nel loro complesso anche qui ci può essere il legame con persone lontane o scomparse ma non necessariamente questi quasi tutte le persone intervistate esprimono un loro
particolare attaccamento ad alcuni oggetti per motivi biografici sostanzialmente non è questo evidentemente mette questi oggetti in un regime di valore particolare non potrebbero essere venduti o donati o buttati via normalmente una cosa sistematicamente presente nelle case analizzate ma questo ve ne parlerò meglio dopo sono gli archivi di memoria cioè le case sono utilizzate spesso come musei per ricordare deposito di oggetti che rimandano al passato secondo una visione della memoria nella quale si potrebbe dire oggi non buttiamo via più nulla conserviamo tutto quello che può documentare la nostra biografia le nostre relazioni eccetera e ancora le
collezioni e raccolte oggetti preziosi e tecnologici gli oggetti preziosi sapete per esempio che in italia è largamente diffuso l'uso di trasmettere i gioielli di famiglia da madre a figlio o da madre a nuora di oggetti i gioielli di famiglia non sono cose possono vendere nulla vieta di andare sul mercato e venderli ma questo verrebbe visto come un grave problema come qualcosa che rompe la continuità di una tradizione familiare eccetera ecco qui passò oltre perché abbiamo poco tempo e vengo all'ultima parte di cui vi dicevo che nella quale vi mostrerò alcuni in modo necessariamente frammentario insomma
dei casi più interessanti che ci siamo trovati di fronte in questa ricerca in particolare la ricerca ha tentato di studiare tre dimensioni degli oggetti il primo e gli oggetti come indicatori delle relazioni personali in particolare di due tipi di relazioni che col linguaggio tecnico dell'antropologia si possono chiamare di lignaggio e di alleanza cosa vuol dire il lignaggio è la discendenza il rapporto con i progenitori oppure con i figli e con nipoti una relazione verticale l'alleanza è il tipo di relazione che si instaura col matrimonio e anche più in generale con le reti di amicizia quelli
di pd di pari età allora le case possono segnalare la prevalenza dell'uno o dell'altro elemento la presenza in una casa di immobili ereditati dai nonni per esempio significativa della centralità del lignaggio mentre per esempio l'esposizione sistematica dei doni di nozze ricevuti o dei doni ricevuti dagli amici segnalerà prevalentemente le relazioni di alleanza un secondo tema molto interessante del quale non potrò che che accennarvi è l'uso degli oggetti come materia prima per le politiche e delle strategie di distinzione culturale questo termine distinzione culturale viene dal grande sociologo pierre bordi e e a che fare con la
sua convinzione che il consumo nelle società contemporanee non è semplicemente un rispecchiamento dei gusti che ciascuno di noi sa è che dipendono dalla sua istruzione della sua provenienza sociale e così via ma è un modo attivo per plasmare una nostra condizione sociale quindi il gusto quella cosa che noi pensiamo essere più personale più spontanea ognuno di noi dice mi piacciono queste cose no o un gusto nato in qualche modo per un certo tipo di musica per certi film per certi oggetti le analisi di burdiat mostrano che in realtà questo gusto non è proprio così personale
spontaneo ma che fare con la nostra condizione sociale col modo in cui noi costruiamo la nostra appartenenza in una società sempre più segmentata e frammentata e mobile il terzo tema però ed è quello su cui mi soffermerò è quello degli oggetti come elementi di memoria culturale nelle famiglie di oggi la memoria culturale è un tema molto importante nella lasciatemi fare qui un brevissimo inciso negli studi sulla memoria autori importanti come janas man per esempio hanno suddiviso questi due concetti memoria genealogica e memoria culturale la memoria genealogica è quella che è incorporata nella nostra vita di
tutti i giorni e la vita familiare e quotidiana è l'ambito in cui di solito ci ritroviamo ad avere a che fare con questa memoria la memoria della genealogia di chi viene prima di noi del mondo familiare e sociale nel quale siamo inseriti e non c'è bisogno di manifestarla di solito questa memoria è incorporata nel quotidiano la memoria culturale invece è quella che viene fatta propria dalle istituzioni dallo stato è quella che porta a erigere le piramidi nell'egitto o incidere su pietra le tavole della legge così via è fatta di cose che hanno un impatto pubblico
che devono restare e che simboleggiano lo stato o le altre istituzioni quindi secondo questa visione la memoria culturale sta dalla parte dello stato e della sfera pubblica la memoria genealogica sta nella famiglia nella quotidianità bene nel mondo contemporaneo con un processo che sarebbe qui troppo lungo ripercorrere siamo arrivati ad essere una presenza molto forte di memoria culturale proprio dentro la famiglia in parte questo dipende dall indebolimento della famiglia famiglia oggi è un'istituzione quelli che si può rompere in ogni momento attraverso una separazione il divorzio e questo però significa che c'è tanto più bisogno di segnalare
la continuità delle delle forme familiari attraverso delle pratiche cerimoniali i compleanni o le cene natalizie di cui dicevamo prima per esempio è anche però attraverso la cultura materiale dunque il conservare oggetti che hanno a che fare con la storia della famiglia con la discendenza con gli antenati che ci si immaginano poi trasmessi ai figli ai nipoti è un elemento importante per costruire la nostra idea di una famiglia ed è questo che porta all atto tra questo termine densificazione degli oggetti domestici e alla costruzione di archivi memoriali e familiari molte delle case che abbiamo visitato devo
dire con mio stupore sono delle vere e proprie case museo ci sono delle poetiche estensive quella che vi mostro adesso è una casa di due insegnanti in pensione che però poi hanno molto viaggiato durante la loro vita e l'hanno costruita come una casa museo piena di scaffali aperti di questo tipo dove anche i tavolini anno il vetro sopra diventano delle teche per esporre di tutto dalle collezioni di conchiglie ai souvenir dei viaggi che loro hanno fatto e la casa quindi quanti voi direte casa museo e per farla vedere a qualcuno non necessariamente non è fatta
per mostrarla qualcun altro è fatta per se stesso in primo luogo ed è rappresentativa del senso che loro danno alla propria vita quest altra immagine si riferisce ad una anziana signora professoressa in pensione anche lei che colleziona vedete anche lei ha delle teche dei tavolini dietro scopre che sono pieni di oggetti antichi che vengono dalla sua famiglia in parte in parte le sono stati donati da amiche e che lei conserva proprio come la conservatrice di un museo una casa la sua piena anche di immagini ogni angolo delle pareti è invaso da immagini e non avendo
figli lei non immagina questi beni come qualcosa che passa poi in un eredità familiare ma si occupa di renderli pubblici e ha donato al comune della città in cui vive alcune di queste collezioni di fotografie promuove delle mostre e quindi è come se volesse rendere il suo patrimonio il suo archivio di memoria privato come un bene pubblico questo anche viene da questa signora che insiste nel parlare con noi sul fatto che queste cose vanno fatte vedere dice mia madre le teneva nascoste in le ho messe tutte fuori perché secondo me queste vanno mostrate vanno fatte
vedere questo caso qui è laura l'immagine non vi dice nulla ma è quello di un'altra casa museo piena zeppa all'inverosimile di oggetti e per esempio questa rappresenta un caso di cultura che segnala le relazioni di discendenza questa signora è sta e arrivata in toscana da piccola portata dal padre ma vivevano prima in lombardia e lei è molto orgogliosa di questa storia familiare vivevano in una villa che ci fa vedere il catalogo è citata nel catalogo dei luoghi manzoniani ed era talmente attaccata a questa sua origine che decide non potendo portare gli oggetti nella nuova casa
che ha nel centro storico di una di lucca in questo caso che cosa fa prende il cancello in ferro battuto della villa lo fa a fondere e ci fa la testata del suo letto cioè l'oggetto harry significato per portarlo dentro la nuova condizione di vita perché mantenga in qualche modo il suo valore di memoria un tema interessante e dovendo scegliere mi soffermo su questo nello studio della memoria nelle case riguarda le immagini e le fotografie ci siamo accorti che malgrado la digitalizzazione delle fotografie malgrado facebook e instagram e così via nelle case le foto materiali
non le foto mostrate sul supporto materiale hanno ancora una importanza fondamentale e ci siamo siamo divertiti a cercare di individuare diverse tipologie nel mostrare le foto una è quella che in molti dei nostri interlocutori hanno chiamato ironicamente gli altarini temperini sono delle superfici dei mobili delle mensole del della casa nella quale sono esposte molto spesso in cornici di un qualche pregio immagini che hanno a che fare con la storia della famiglia con gli antenati con i bambini qualche volta con i riti di passaggio il matrimonio in modo particolare ma anche altri e l'altarino ha una
sua caratteristica molto specifica ecco c'è un ordine in cui è temuto una caratteristica particolare delle fan sono foto messe lì ammassate eccetera quasi sempre immobili su cui le foto sono tenute sono mobili di un qualche pregio mobili antichi o restaurati e così via ed è un modello che abbiamo trovato per l'appunto nelle case di classe medio alta con alto capitale culturale no questa differenza come dire di classe se così si può dire nell'uso dei modelli fotografici è apparsa molto netta siete qui altri esempi o anche come in questo caso qui delle foto molto molto piccole
che non sono invasive ma che tengono molto invece a una loro qualità e disposizione l'album album è una modalità che conosciamo tutti l'album nella forma classica di fotografie a puntate o in questa forma recente di album stampato che si sta diffondendo sempre di più è l'album è una cosa molto interessante è una sorta di macchina della memoria è una delle modalità in cui anche nelle classi popolari la fotografia fin dal suo inizio è stata più utilizzata è molto interessante vedere come si usa la album l'album viene estratto ogni tanto periodicamente in ambito familiare il nucleo
familiare oppure con visitatori parenti e così via se riguardano insieme le foto raccontando si accompagna alla visione dell'album uno storytelling oppure si insegna ai bambini come ricordare no ci sono degli studi molto interessanti su questo che mostrano che anche i bambini sanno ricordare spontaneamente li metti di fronte all'album e gli insegni che cosa bisogna dire guardando quella foto il che significa come bisogna ricordare come bisogna produrre un ricordo culturalmente plasmato gli album sono focalizzati sui riti di passaggio la nascita la comunione o la cresima dei bambini il battesimo ovviamente le nozze ecco sono le cose
fondamentali e accanto questi i riti di passaggio secolarizzati la laurea per esempio quasi sempre compare e delle cose che ci sembrerebbe romeno serie ma che invece come dicevo prima sono molto serie le esperienze di bambini i bambini a scuola i bambini che giocano a calcio che fanno il loro sport il bambino al mare avete visto ma è un album fotografico in cui non c'è una fotografia delle vacanze al mare del bambino che fai castelli di sabbia o quello c'è sempre e dobbiamo rifletterci su questo quindi non è qualcosa di leggero che ha a che fare
non è qualcosa di fondamentale nell'esperienza delle famiglie e potremmo dire oggi la città gardaland no che è una specie di elemento diventato universale per tra l'altro sui bambini bisognerebbe ragionare molto a lungo i bambini si potrebbero considerare oggi l'equivalente dei lari domestici per usare sempre metafore religiose perché in moltissime famiglie i bambini sono l'elemento da cui si irradia il senso della vita familiare i genitori fanno tutto per i bambini e sono i bambini che danno significato alla strutturazione degli spazi dei tempi pensate quanto sono invadenti nella casa i giochi dei bambini non è così via
sempre di più ecco qui ci sono in atto dei modelli culturali molto diversi rispetto a quelli degli anni 50 o 60 per esempio nei quali invece bambini giocavano un ruolo nella famiglia decisamente diverso sono case in cui le foto mancano questa è quella che mi facevo vedere all'inizio la casa museo che non ha però fotografie dei membri della famiglia questa è la casa di un artista di una insegnante educazione artistica che fa scultura che ha una casa molto bella tutta molto curata con le sue sculture e che è il contrario della proliferazione di oggetti è
una casa tutta volta una pole ha una poetica minimalista lei non vuole oggetti e ci dice questo è un pezzo della sua intervista che non vuole le fotografie in casa perché far vedere la fotografia che passa dalla casa è un momento di messa a nudo della propria intimità che a lei non piace noi quindi dice magari se ho voglia di sfoglio le foto e magari mi faccio anche il piantino ma mi disturba averle appese ma cosa lei nella sua casa a un certo punto viene fuori che in una casa totalmente priva di oggetti esposti a
sul comodino insieme alla sua scultura questo orologio questo all'orologio del padre è scomparso da qualche anno e che dai tiene lì caricandolo ogni sera come evidentemente un segno della presenza affettiva del padre no insieme al rituale del caricarlo tutte le sere lo rende tanto più significativo quindi questo è chiaramente un esempio di oggetto reliquia o per lo meno di un oggetto d'affezione molto forte un altra caso in cui non c'è neppure una foto in casa e quello di l'abbiamo chiamata chiara sono nomi fittizi ovviamente che dice no non ci sono foto le tengono nascoste perché
c'è stata una separazione molto dolorosa dal marito quindi non li rivedo volentieri le tengo nascoste e in casa sua piuttosto ci sono queste cose qui questo a voi sembrerà l'esatto contrario di un oggetto d'affezione sono le sorpresine degli ovetti kinder collezionate insieme una figlia grande che lei sa ed è un modo per dare un tono scherzoso in qualche modo insieme agli oggetti a forma di mucca che lei tiene nella sua cucina e come che cambiano completamente il tono della casa non di cui lei del carattere kitsch di questi oggetti è perfettamente consapevole seri far regalare
apposta dagli amici ci sono inoltre vado velocemente verso la conclusione quelle che un autrice francese veronique dassier ha chiamato le scatole dei segreti cioè dei luoghi della casa in cui si conservano fotografie o altri oggetti e documenti ma non li mostriamo non sono messe in mostra non li facciamo vedere stanno di solito nascosti nei sotto i cassetti sotto la biancheria cosa di questo tipo qui dove gli altri non li possono vedere spesso nelle scatole da scarpe non l'esatto contrario del supporto di prestigio della cornice eccetera e però sono a loro modo molto significativi anche per
noi vi dicevo estetiche borghesi chiamiamole così ed estetiche popolari le differenze sono molto nette questo è un esempio di casa popolare le foto sono esposte così è un modello molto diverso rispetto all'altarino sono infilate nei nella cornice di un quadro per esempio no e questa casa ecco marisa questa signora dice anche lei che mi piacciono le fotografie c'è il calendario con le foto dei nipotini a delle due gigantografie dei figli ritratti nel loro diciottesimo compleanno per esempio è cosa di questo tipo qui che una casa di più alto livello culturale considererebbe kitsch e probabilmente ma
c'è anche da parte sua una forte attenzione per questo tipo di cose questo ci rimanda al problema di bordi e e della strategia del gusto che non abbiamo credo qui il tempo di discutere ecco sempre questa signora che ci mostra la fotografia sulla pizzicata come etichetta di una bottiglia di vino che l'hanno regalato nell'occasione di una cena e cosa di questo tipo quindi modelli molto diversi salto sui frigoriferi che sono oggi un oggetto importantissimo di raccolta di immagini e di souvenir o due parole per le bacheche dei giovani in molte delle case che abbiamo visitato
ci sono stanze dedicate ai figli giovani adolescenti o molto più spesso anche grandi nei loro 20 anni diciamo così in queste stanze è sistematiche alla presenza delle bacheche ma che è che hanno questa caratteristica di appiccicarci le foto sopra in modo mobile di poterle cambiare quando uno vuole per noi è stato molto interessante analizzarle soprattutto perché è emerso il fatto che i giovani di oggi danno una rappresentazione di se stessi tutt'altro che trasgressiva come avveniva per generazioni precedenti macché invece accetta e insiste sulla rappresentazione che di loro viene data nella famiglia per esempio in tutte
queste bacheche c'è la foto della persona in questione da piccola appena nata ma nell'incubatrice magari no e quelle al mare in vacanza cioè queste foto che sono quelle che rimandano all'immagine genitoriale del figlio come eterno bambino diciamo così i ragazzi ne fanno proprie e spesso arredano le loro camere le loro stanze diciamo così con oggetti dell'infanzia per raccolta di fumetti e dell'infanzia i vecchi giocattoli le trousse di trucchi per le ragazze cosa di questo tipo qui sono molto presenti anche nelle stanze di giovani adulti diciamo con ecco vedete cioè le cose classiche il manifesto di
gardaland e cose di questo tipo [Musica] arrivo a concludere dicendo che le immagini fotografiche ma anche altre forme degli oggetti nella casa articolano aspetti personali affettivi del ricordo con categorie culturali cruciali che rimandano per noi al tema del sacro implicito come ho cercato di affrontarlo l'inizio appunto la continuità discontinuità dell'ingaggio le reti di alleanze la percezione del passato del futuro i rapporti tra generi e generazioni e quindi siamo di fronte a processi di densificazione che investono di oggetti domestici di significati riguardanti l'identità personale e familiare le relazioni la distinzione sociale e gli oggetti sono usati
come dispositivi di memoria culturale che costruiscono l'unità e la continuità nel tempo del gruppo familiare chiudo davvero con questa immagine che per me è significativa del rapporto complesso che c'è fra l'inautenticità alla mancanza di valore degli oggetti e i significati di cui possono essere investiti allora questi sono due piccoli oggettini in plastica che i nostri interlocutori chiamano scheletrino e paperelle il interlocutori sono una coppia di giovani che vive insieme sono in realtà studenti cambiano come spesso succede agli studenti fuori sede e cambiano casa ogni anno ogni sei mesi molto spesso in tutte le case in
cui loro vanno mettono sul citofono questi due oggettini è il re di lo chiediamo ma cosa sono questi ci raccontano questa storia dice li abbiamo trovati nel gelato c'erano il gadget di un gelato un gelato che loro hanno preso una sera in cui avevano avuto con altri amici un incidente stradale molto serio saremmo potuti morire in quell'incidente dicono allora da quel giorno lì è però vedete che poi l'argomento non è sviluppato e dicono ah vabbè poi è carino perché uno scheletrino e ride cioè c'è solo l'ironia come commento possibile ma cosa c'è dietro a questo
c'è una specie di mito di fondazione connesso a una storia di vita e di morte è una funzione anche di continuità che questa coppia nel tempo delle diverse case che abita e poi stanno sul citofono sono guardiani della soglia no diciamo così quindi sì sì spiriti protettori lari della casa proprio per il modo in cui per l'occasione drammatica in cui sono stati acquisiti ma sono due oggetti che non valgono nulla in se no di quelli che si potrebbero buttare tranquillamente via quindi come dire c'è un sacro qui sì in un certo senso cioè un sacro
che loro non sanno o non vogliono articolare fino in fondo ma che struttura i loro spazi in un moto che sarebbe difficile descrivere senza utilizzare il concetto di religioso implicito vi ringrazio [Applauso]