Capitolo 1 Quel ramo del lago di Como che volge a questa trasformazione e segni il punto in cui il lago cessa e l'Adda ricomincia per ripigliare poi nome di lago dove le Rive allontanandosi di nuovo lascian l'acqua distendersi e rallentarsi in nuovi Golfi e in nuovi seni La Costiera formata dal deposito di tre grossi torrenti scende appoggiata a Due Monti contigui l'uno detto di San Martino L'altro con voce Lombarda il Resegone dai molti suoi cocozzoli in fila che in vero lo fanno somigliare ad una sega talché non è chi al primo vederlo poché sia di
fronte come per esempio di sulle mura di Milano che guardano settentrione non lo discer tosto ad un tal contrassegno in quella lunga e vasta giogaia dagli altri Monti di nome più oscuro e di forma più comune per un buon pezzo la Costa sale con un pendio lento e continuo poi si rompe in poggi e in Valloncelli inerte e inis Spianate secondo l'ossatura dei Due Monti e il lavoro dell'acque il Lembo estremo tagliato dalle Foci dei torrenti è quasi tutto ghiaia e ciottolona campi e Vigne sparse di terre di ville di casali in qualche parte Boschi
che si prolungano su per la montagna Lecco la principale di quelle terre è che da nome al territorio giace poco discosto dal ponte alla riva del Lago Anzi viene in parte a trovarsi nel lago stesso quando questo Ingrossa un gran Borgo al giorno d'oggi e che si incammina a diventar città ai tempi in cui accaddero i fatti che prendiamo a raccontare quel Borgo già considerabile era anche un castello e aveva perciò l'onore d' alloggiare un comandante e il vantaggio di possedere una stabile guarnigione di soldati spagnoli che insegnavan la modestia alle fanciulle e alle donne
del paese accarezzavan di tempo in tempo le spalle a qualche marito a qualche padre e sul Finir dell'estate non mancava mai di spandersi nelle vigne per di radar l've e alleggerire a contadini le fatiche della vendemmia dall'una all'altra di quelle terre dallle alture alla riva da un Poggio all'altro correvano e corrono Tuttavia strade e stradette più o Men ripide o Piane ogni tanto affondate sepolte tra due muri donde Alzando lo sguardo non i scoprite che un pezzo di cielo e qualche vetta di Monte ogni tanto elevate su terrapieni aperti e da Qui la vista Spazia
per prospetti più o meno estesi ma ricchi sempre e sempre qualcosa nuovi secondo che i diversi punti piglian più o meno della vasta scena circostante e secondo che questa o quella parte campeggia o si scorcia spunta o sparisce a vicenda dove un pezzo o dove un altro dove una lunga distesa di quel Vasto e variato specchio dell'acqua di qua un lago chiuso all'estremità o piuttosto smarrito in un gruppo in una and di Rivieni di montagne e di mano in mano più allargato tra altri Monti che si spiegano ad uno ad uno allo sguardo e che
l'acqua riflette capovolti co paesetti posti Sulle rive di là braccio di Fiume poi lago poi fiume ancora che va a perdersi in lucido serpeggiamento pur tramonti che l'accompagnano degradando via via e perdendosi quasi anch'essi nell'orizzonte il luogo stesso da dove contemplare quei vari spettacoli vi fa spettacolo da ogni Parte il monte di cui passeggiate le falde vi svolge al di sopra dintorno le sue cime e le balze distinte rilevate mutabili quasi ad ogni passo aprendosi e contornos in gioghi ciò che ver era sembrato prima Un sol Giogo e comparendo in vetta ciò che poco innanzi
Vi si rappresentava sulla costa e la meno il domestico di quelle falde tempera gradevolmente il selvaggio e orna vi e più il magnifico dell'altre vedute per una di queste stradicciole tornava bel Bello dalla passeggiata verso casa sulla sera del giorno novembre dell'anno 1628 Don abondio curato d' una delle terre accennate di sopra il nome di questa né il casato del personaggio non si trova nel manoscritto né a questo luogo né altrove diceva tranquillamente il suo uffizio E talvolta tra un salmo e l'altro chiudeva il breviario tenendovi dentro per segno l'indice della mano destra e messa
poi questa nell'altra dietro la schiena proseguiva il suo Cammino guardando a terra e buttando con un piede verso il muro i ciottoli che facevano inciampo nel sentiero poi alzava il viso e girati oziosamente gli occhi all'intorno li fissava alla parte d'un monte dove la luce del sole già scomparso scappando per i fessi del monte opposto si dipingeva qua e là a suoi Massi sporgenti come all larghe e in uguali Pezze di porpora aperto poi di nuovo il breviario e recitato un altro squarcio giunse ad Una voltata della stradetta dove era solito d'alzar sempre gli occhi
dal libro e di guardarsi dinanzi e così fece anche quel giorno dopo la voltata la strada correva diritta forse un 60 passi e poi si divideva in due viottole a Foggia d'un Yon quella destra saliva verso il monte e menava alla cura l'altra scendeva nella valle fino ad un torrente e da questa parte il muro non arrivava che all'an del passeggero i muri interni delle due viottole invece Di riunirsi ad angolo terminavano in un tabernacolo sul quale eran dipinte certe figure lunghe serpeggianti che finivano in punta e che nell'intenzione dell'artista e agli occhi degli abitanti
del vicinato volevan dir fiamme e alternate con le fiamme certe altre figure da non potersi descrivere che volevan dire anime del Purgatorio anime e fiamme a color di mattone sono un fondo bigogno con qualche scalcinato qua e là il curato voltata la stradetta e Drizzando come era solito lo sguardo al tabernacolo vide una cosa che non s'aspettava e che non avrebbe voluto vedere due uomini stavano l'uno di rimpetto all'altro al confluente per dir così delle due viottole un di costoro a cavalcioni sul muricciolo basso con una gamba spenz solata al di fuori e l'altro piede
posato sul terreno della strada il compagno in piedi appoggiato al muro con le braccia incrociate sul petto l'abito il portamento e quello che dal luogo AV Raggiunto il curato si poteva distinguere dell'aspetto non cavan dubbio intorno alla Lor condizione avevano entrambi intorno al capo una reticella verde che cadeva sull'omero sinistro terminate in una gran Nappa E dalla quale usciva sulla fronte Un enorme ciuffo Due lunghi mustacchi arricciati in punta una cintura lucida di cuoio e a quella attaccate due pistole un piccol corno ripieno di polvere cascante sul petto come una Collana un manico di coltellaccio
che spuntava fuori di un taschino degli ampi e gonfi calzoni uno spadone con una gran guardia traforata a lamine d'ottone congegnate come incifra forbite e Lucenti a prima vista Si davano a conoscere per individui della specie dei bravi questa specie ora del tutto perduta era Allora florid missima in Lombardia è già molto antica chi non ne avesse idea Ecco alcuni squarci autentici che potranno darne un bastante Dei suoi caratteri principali degli sforzi fatti per R spegnerla e della sua dura e rigogliosa vitalità fin dall'8 Aprile dell'anno 1583 l'illustrissimo ed eccellentissimo signor Don Carlo d'aragon Principe
di Castel Vetrano Duca di Terranuova Marchese D'Avola Conte di burgeto Grande Ammiraglio e gran Contestabile di Sicilia governatore di Milano e Capitan generale di sua maestà Cattolica in Italia pienamente informato dell'intolleranza definisce tutti coloro essere compresi in questo bando e doversi ritenere bravi e vagabondi i quali essendo Forestieri o del paese non hanno esercizio alcuno o avendolo non lo fanno ma senza salario oppur con esso s' appoggiano a qualche Cavaliere o gentiluomo ufficiale o mercante per fargli spalle e favore OV veramente come si può presumere tendere insidie ad altri a tutti costoro ordina che nel
Termine di giorni sei abbiano a sgomberare il paese intima la galera a renitenti e dà a tutti gli ufficiali della Giustizia le più stranamente ampie e indefinite facoltà per l'esecuzione dell'ordine ma nell'anno seguente il 12 aprile scorgendo il detto signore che questa città è tuttavia piena di detti bravi tornati a vivere come prima vivevano non punto mutato il costume loro né scemato il numero dà fuori un'altra grida ancor più vigorosa e Notabile nella quale tra l'altre ordinazioni prescrive che qualsi voglia persona così di questa città come forestiera che per due testimoni consterà esser tenuto e
comunemente riputato per bravo ed aver tal nome ancorché non si verifichi aver fatto delitto alcuno per questa sola riputazione di Bravo senza Altri indizi possa dai detti giudici e da Ognuno di loro esser posto alla corda e al tormento per processo informativo et Ancorché non confessi delitto alcuno Tuttavia sia mandato alla Galea per detto triennio per la sola opinione e nome di bravo come di sopra tutto e il di più che si tralascia perché sua eccellenza è risoluta di voler essere obbedita da ognuno aludir parole d' un tanto signore così gagliarde e sicore e Accompagnate
da tali ordini viene una gran voglia di credere che al solo rimbombo di esse tutti i bravi siano scomparsi per sempre Ma la testimonianza di un signore non meno autorevole né meno dotato di nomi Ci obbliga a credere Tutto il contrario è questi l'illustrissimo ed eccellentissimo signor Juan Fernandez Velasco Contestabile di Castiglia cameriero maggiore di sua maestà Duca della città di frias Conte di Aro e Castelnovo signore della casa di Velasco e di quella degli setti infanti di Lara governatore dello Stato di Milano eccetera il 5 giugno dell'anno 1593 pienamente informato anche lui di quanto
danno e rovine siano i bravi e vagabondi e del pessimo effetto che tal sorta di gente fa contra il ben pubblico e in delusione della Giustizia intima loro di nuovo che nel termine di giorni se abbiano a sbrattare il paese ripetendo ad un dipresso le prescrizioni e le minacce medesime del suo predecessore il 23 maggio poi dell'anno 1598 informato con non poco dispiacere dell'animo suo che ogni di più in questa Città è stato va crescendo il numero di questi tali bravi e vagabondi né di loro giorno e notte altro si sente che ferite appost atamente
date omicidi e ruberie ed ogni altra qualità di delitti ai quali si rendono più facili confidati essi bravi d' essere Aiutati dai capi e fautori loro prescrive di nuovo gli stessi rimedi accrescendo la dose come siusa nelle malattie ostinate ognuno Dunque conchiude poi onnin M si guardi di contravvenire in parte alcuna alla Grida presente perché in luogo di provare la clemenza di sua eccellenza proverà il rigore e lira sua essendo risoluta e determinata che questa sia l'ultima e perentoria ammonizione non fu Però di questo parere l'illustrissimo ed eccellentissimo Signore il signor Don Pietro Enriques de
asevedo Conte di Fuentes capitano e governatore dello Stato di Milano non fu di questo parere e per buone ragioni pienamente informato della miseria In Che vive Questa città è stato per cagion del gran numero di bravi che in esso Abbonda è risoluto di totalmente estirpare seme tanto pernizzo da fuori il 5 dicembre 1600 una nuova grida piena anch'essa di severissime combinazioni con fermo proponimento che con ogni rigore e senza speranza di remissione siano onnin m eseguite convien credere però che non ci si mettesse con tutta quella buon voglia che sapeva impiegare nell' ordire cabale e
nel suscitar Nemici al suo gran nemico Enrico IV Giacché per questa parte la storia attesta come riuscisse ad armare contro quel re il duca di Savoia a cui fece perder più d' una città come riuscisse a far congiurare il duca di Biron a cui fece perder la testa ma per ciò che riguarda quel seme tanto pernizzo de bravi Certo è che esso continuava a germogliare il 22 settembre dell'anno 1612 in quel giorno l'illustrissimo ed eccellentissimo Signore il signor Don Giovanni di Mendoza Marchese della hino hosa gentiluomo eccetera governatore eccetera pensò seriamente ad estirparlo a questo
effetto spedì a Pandolfo e Marco Tullio malatesti Stampatori regi camerali La solita grida corretta ed accresciuta perché la stampass ad esterminio de bravi ma questi vissero ancora per ricevere il 24 dicembre dell'anno 1618 gli stessi e più forti colpi dall'illustratore eccetera però non Essendo morti neppur di quelli l'illustrissimo ed eccellentissimo Signore il signor Gonzalo Fernandez di Cordova sotto il cui governo accadde la passeggiata di Don abondio si era trovato costretto a ricorre regere e ripubblicare la solita contro i bravi il giorno 5 ottobre del 1627 cioè un anno un mese e due giorni prima di
quel memorabile avvenimento né fu questa l'ultima pubblicazione ma noi delle posteriori non crediamo dover Far menzione Come di cosa che esce dal periodo della nostra storia ne accenneremo soltanto una del 13 febbraio dell'anno 1632 nella quale l'illustrissimo ed eccellentissimo signore El Duca de Feria per la seconda volta governatore ci Avvisa che le maggiori scelag procedono da quelli che chiamano bravi questo basta ad assicurarci che nel tempo di cui noi trattiamo c'era de bravi Tuttavia che i due descritti di sopra stessero Ivi ad aspettar qualcheduno era cosa troppo evidente Ma quel che più dispiacque a Don
abondio fu il dover accorgersi per certi atti che l'aspetta era lui perché al suo apparire coloro S eran guardati in viso alzando la testa con un mento dal quale si scorgeva che tutti e due Ad un tratto avevan detto è lui quello che stava a cavalcioni si era alzato tirando la sua gamba sulla strada l'altro s'era staccato dal muro e tutti E due gli si avviavano incontro egli tenendosi sempre il breviario aperto dinanzi come se leggesse spingeva lo sguardo in su per is spiar le mosse di coloro e vedendosi venir proprio incontro fu assalito ad
un tratto da mille pensieri domandò subito in fretta a se stesso se tra i bravi lui ci fosse qualche uscita di strada a destra o a sinistra e gli sovvenne subito di no fece un rapido esame se avesse Peccato Contro qualche potente contro qualche vendicativo Ma anche in quel turbamento il testimonio consolante della coscienza lo rassicurava alquanto i bravi però s' avvicinavano guardandolo fisso mise l'indice il medio della mano sinistra nel collare come per R accomodarono volgeva intanto la faccia all'indietro torcendo in insieme la bocca e guardando con la coda dell'occhio fin dove poteva se
qualcheduno arrivasse ma non vide Nessuno diede un'occhiata al di sopra del muricciolo nei campi nessuno un'altra più modesta sulla strada di nanzi nessuno forche i bravi che fare tornare indietro non era a tempo darla gambe era lo stesso che dire ins Seguitemi o peggio non potendo schivare il pericolo vi corse incontro Perché i momenti di quell'incertezza erano Allora così i per lui che non desiderava altro che d' abbrevi arli affrettò il passo recitò un versetto a voce più alta Compose la faccia tutta quella quiete e ilarità che poté fece ogni sforzo per preparare un sorriso
quando si trovò A fronte dei due galantuomini disse mentalmente ci siamo e si fermò su due piedi signor curato disse un di quei due piantando gli occhi in faccia cosa comanda rispose subito Don abondio alzando poi dal libro che gli restò spalancato nelle mani come sur un leggio lei ha intenzione proseguì l'altro con l'atto minaccioso E iracondo Di chi coglie un suo inferiore sull'intrattenimento Tramaglino e Lucia Mondella cioè rispose con voce tremolante Don abondio cioè lor signori son uomini di mondo e sanno benissimo come vanno queste faccende il povero curato non c'entra fanno i loro
pasticci tra loro e poi e poi vengono da noi come se anderebbe ad un banco a risc e noi Noi siamo i servitori del comune or bene gli disse il bravo all'orecchio ma in Tono solenne di comando questo matrimonio non sa da fare né domani né mai Ma signori miei replicò Don abondio con la voce mansueta e gentile di chi vuol persuadere un impaziente Ma signori miei si degnano di mettersi nei miei panni Se la cosa di dipendesse da me vedo bene che a me non ne vien nulla in tasca orsù interruppe il bravo Se
la cosa avesse a decidersi a charle lei ci metterebbe in sacco noi non ne sappiamo né vogliam saperne di più uomo avvertito Lei ci intende ma lor signori son troppo Giusti troppo ragionevoli ma interruppe questa volta l'altro compagnone che non aveva parlato fino Allora ma il matrimonio non si farà Oh e qui una buona bestemmia o chi lo farà non se ne pentirà perché non ne avrà tempo e un'altra bestemmia zitto zitto riprese il primo oratore il signor Curato è un uomo che sa il vivere del mondo e noi siam galantuomini Che non vogliam fargli
del Male purché abbia giudizio signor curato l'illustrissimo signor Don Rodrigo nostro padrone la riverisce caramente Questo nome fu nella mente di Don abondio come nel forte d'un temporale notturno un lampo che illum momentaneamente in confuso gli oggetti e accresce il terrore fece come per istinto un grande inchino e disse Se mi sapessero suggerire Ah suggerire a lei che sa di latino interruppe ancora il bravo con un riso Tra lo sguaiato e il feroce a lei tocca E soprattutto non si lasci uscir parola su questo avviso che le abbiam dato per suo bene altrimenti sarebbe lo
stesso che fare quel matrimonio via che vuol che si dica in suo nome all'illustrissimo signor Don Rodrigo Il mio rispetto Si spieghi meglio disposto disposto sempre all'ubbidienza e proferendo queste parole non sapeva nemmen Lui se faceva una promessa o un Complimento i bravi le presero o mostraron di prenderle nel significato più serio benissimo e buona notte Messere disse lessi in atto di partir col compagno don bondio che pochi momenti prima avrebbe dato un occhio per iscansarli Allora avrebbe voluto prolungare la conversazione e le trattative signori cominciò chiudendo il libro con le due mani ma quelli
senza più dargli udienza presero la strada d'' Era lui venuto e s' allontanarono cantando una canzonaccia che non voglio trascrivere il povero Don abondio rimase un momento a bocca aperta come incantato poi prese quella delle due stradette che conduceva a casa sua mettendo innanzi a stento una gamba da dopo l'altra che parevano agran chiate come stesse di dentro si intenderà meglio quando avrem detto qualche cosa del suo naturale e dei tempi in cui gli era toccato di vivere Don abondio il lettore se n'è già Avveduto non era nato con un Cuor di Leone ma fin
dai primi suoi anni aveva dovuto comprendere che la peggior condizione a quei tempi era quella di un animale senza artiglie e senza zanne e che pure non si sentisse inclinazione ad essere divorato la forza legale non proteggeva in alcun un conto l'uomo tranquillo inoffensivo e che non avesse altri mezzi di far paura altrui non già che mancassero leggi e pene contro le violenze private Le leggi Anzi diluviava Enumerati e particolareggiati con minuta prolissità le pene pazzamente esorbitanti e se non basta aumentabili quasi per ogni caso ad arbitrio del legislatore stesso e di 100 esecutori le
procedure studiate soltanto a liberare il giudice da ogni cosa che potesse essere di impedimento a proferire una condanna gli squarci che abbiamo riportati delle gride contro i bravi ne sono un piccolo ma Fedel saggio con tutto ciò anzi in gran parte a Cagion di ciò quelle gride ripubblicate e rinforzate di governo in governo non servivano ad altro che ad attestare ampollosamente l'impotenza dei loro autori o se producevano qualche effetto immediato era principalmente da aggiunger molte vessazioni a quelle che i Pacifici e i deboli già soffrivano da perturbatori e da crescer le violenze e l'astuzia di
questi l'impunità era organizzata e aveva radici che le gride non toccavano o non potevano smuovere Tali eran gli asili tali i privilegi d' alcune classi in parte riconosciuti dalla forza legale in parte tollerati con astioso silenzio o impugnati con Vane proteste ma sostenuti in fatto e difesi da quelle classi con attività di interesse e con gelosia di puntiglio ora quest' impunità minacciata e insultata ma non distrutta Dalle gride doveva naturalmente ad ogni minaccia e ad ogni insulto adoperar nuovi sforzi e nuove invenzioni per conservarsi così Accadeva in effetto e all'apparire delle gride dirette a comprimere
i violenti questi cercavano nella loro forza reale i nuovi mezzi più opportuni per continuare a far ciò che le gride venivano a proibire potevan benesse inceppare ad ogni passo e molestare l'uomo bonario che fosse senza forza propria e senza protezione perché col fine d'aver sotto la mano ogni uomo per prevenire per punire ogni delitto assoggettano ogni mossa del privato al Volere arbitrario d' esecutori d'ogni genere ma chi prima di commettere il delitto aveva prese le sue misure per ricoverarsi a tempi in un convento in un palazzo dove i Birri non avrebbero mai osato metter piede
chi senz altre precauzioni portava una livrea che impegnasse a difenderlo la vanità e l'interesse di una famiglia potente di tutto Un ceto era libero nelle sue operazioni e poteva Riders di tutto quel fracasso delle gride Di quegli stessi che eran deputati a farle eseguire alcuni appartenevano per nascita alla parte privilegiata alcuni ne dipendevano per clientela gli uni e gli altri per educazione per interesse per consuetudine per imitazione ne avevano abbracciate le massime e si sarebbero ben guardati dall'offerta attaccato sulle cantonate gli uomini poi incaricati dell'esecuzione immediata quando fossero stati intraprendenti come eroi Ubbidienti come monaci
e pronti a sacrificarsi come Martiri non avrebber però potuto venirne alla fine inferiori come eran di numero a quelli che si trattava di sottomettere e con una gran probabilità d'essere abbandonati da chi in astratto e per così dire In teoria imponeva loro di operare Ma oltre di ciò costoro eran generalmente dei più abbietti e ribaldi soggetti del loro tempo l'incarico loro era tenuto a vile da quelli che potevano Averne terrore e il loro titolo un improperio era quindi ben naturale che costoro invece da rischiare anzi di gettar la vita in un'impresa disperata vendessero la loro
inazione o anche la loro connivenza e potenti e si riserv assero ad esercitare la loro esecrata autorità e la forza che pure avevano in quelle occasioni dove non c'era pericolo nell'oppressione ogni momento ad essere offeso Cerca naturalmente alleati e compagni quindi era in quei tempi Portata al massimo punto la tendenza degli individui a tenersi collegati in classi a formarne delle nuove e a procurare ognuno la maggior potenza di quella a cui apparteneva il clero vegliava a sostenere e ad estendere le sue immunità la nobiltà i suoi privilegi il militare le sue esenzioni i mercanti gli
artigiani erano arrola in maestranze e in confraternite i giurisperiti Formavano una lega i medici stessi una Corporazione ognuna di queste piccole oligarchie aveva una sua forza speciale e propria In ognuna l'individuo trovava il vantaggio di impiegare per sé a proporzione della sua autorità e della sua destrezza le forze riunite di molti i più Onesti si valevano di questo vantaggio a difesa soltanto gli astuti e i facinorosi ne approfittavano per condurre a termine ribalderie alle quali i loro mezzi personali non sarebbero bastati e per assicurarsene l'impunità Le forze però di queste varie leghe eran molto disuguali
e nelle campagne principalmente il nobile Dovizioso e violento con intorno uno stuolo di bravi e una popolazione di contadini avvezzi per tradizione familiare e interessati o forzati a riguardarsi quasi come sudditi e soldati del padrone esercitava un potere a cui difficilmente nessun'altra frazione di lega avrebbe II potuto resistere il nostro Abbondio non Nobile non ricco ancor meno s'era Dunque Accorto prima quasi di toccar gli anni della discrezione d'essere in quella società come un vaso di terra cotta costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro aveva quindi assai di buon grado ubbidito ai parenti
che lo vollero prete per dir la verità non aveva gran fatto pensato agli obblighi e ai Nobili fini del ministero al quale si dedicava procacciarsi di che vivere con qualche agio e mettersi in una classe riverita e forte gli eran sembrate due Ragioni più che sufficienti per una tale scelta ma una classe qualunque Non protegge un individuo non lo assicura che fino ad un certo segno nessuna lo dispensa dal farsi un suo sistema particolare Don bondio assorbito continuamente nei pensieri della propria Quiete non si curava di quei vantaggi per ottenere i quali facesse bisogno d'
adoperarsi molto o d' arrischiarsi un poco il suo sistema consisteva principalmente nello scansar tutti i Contrasti e nel cedere in quelli che non poteva scansare neutralità disarmata in tutte le guerre che scoppiavano intorno a lui dalle contese allora frequentissime tra il clero e le Podestà laiche tra il militare e il Civile tra Nobili e nobili fino alle questioni tra due contadini nate da una parola e decise coi pugni o con le coltellate se si trovava assolutamente costretto a prender parte tra due contendenti stava col più forte sempre Però alla retroguardia e procurando di far vedere
all'altro che egli non gli era volontariamente amico pareva che gli dicesse ma perché non avete saputo essere voi il più forte che io mi sarei messo dalla vostra parte stando alla larga da prepotenti dissimulando le loro soverchie passeggere e capricciose corrispondendo con sommissione a quelle che venissero da un'intenzione più seria e più meditata costringendo a forza di inchini E di rispetto gioviale anche i più burberi e sdegnosi a fargli un sorriso quando gli incontrava per la strada il povero uomo era riuscito a passare i 60 anni senza gran burrasche non è però che non avesse
anche lui il suo po' di fiele in corpo e quel continuo esercitarla pazienza quel dar così spesso ragione agli altri Quei tanti bocconi amari inghiottiti in silenzio gliel'avevano esacerbato a segno che se non avesse di tanto in Tanto potuto dargli un po' di sfogo la sua salute Certamente ne avrebbe sofferto Ma siccome veran poi finalmente al mondo e vicino a lui persone che gli conosceva ben bene per incapaci di far male così poteva con quelle sfogare qualche volta il malumore lungamente represso e cavarsi anche lui la voglia ad essere un po' fantastico e di gridare
a torto era poi un rigido censore degli uomini che non si regolavano come lui quando però la censura potesse Esercitarsi senza alcuno anche lontano pericolo Il battuto era almeno un imprudente l'ammazzatoio a chi messosi a sostenere le sue ragioni contro un potente rimaneva col capo rotto Don bondio sapeva trovar sempre qualche torto cosa non difficile perché la ragione e il torto non si dividono mai con un taglio così netto che ogni parte abbia soltanto dell'uno o dell'altro soprattutto poi declamava contro quei suoi confratelli Che a loro rischio prendevano le parti d' un debole oppresso contro
un soverchiatore potente questo chiamava un comprarsi gli impicci a contanti un voler raddrizzar le gambe ai cani diceva anche severamente che era un mischiarsi nelle cose profane a danno della dignità del sacro Ministero e contro questi predicava sempre però a quatt occhi o in un piccolissimo Crocchio con tanto più di veemenza quanto più essi eran Conosciuti per Alieni dal risentirsi In cosa che li toccasse personalmente aveva poi una sua sentenza prediletta con la quale sigillava sempre i discorsi su queste materie che ad un galantuomo il qual badi a sé e stia nei suoi panni non
accad mai brutti incontri pensino ora ai miei 25 lettori che impressione dovesse fare sull'animo del poveretto quello che S è raccontato lo spavento di quei visacci e di quelle parolacce La minaccia di un signore noto Per non minacciare invano un sistema di quieto vivere che era costato t80 anni di studio e di pazienza sconcertato in un punto e in un passo dal quale non si poteva veder come uscirne tutti questi pensieri ronzavano tumultuariamente nel capobasso di Don abondio se Renzo si potesse mandare in pace con un bel no via ma vorrà delle ragioni e Cosa
ho da rispondergli per amor del cielo e anche Costui è una testa un agnello se nessun lo tocca Ma se uno vuol Contraddirli ih e poi e poi perduto Dietro a quella Lucia innamorato come Ah ragazzacci che per non saper che fare si innamorano vogliono maritarsi e non pensano ad altro non si fanno carico dei travagli In che mettono un povero galantuomo No Povero me Vedete se quelle due figuracce dovevan proprio piantarsi sulla mia strada e prenderla con me ma che centro io son io che voglio maritari perché non sono andati piuttosto a parlare Vedete
un poco gran destino è il Mio che le cose A proposito mi vengan sempre in mente un momento Dopo l'occasione se avessi pensato di suggerire loro che andassero a portar la loro imbasciata ma a questo punto si accorse che il pentirsi di non essere stato consigliere e cooperatore dell'iniquità era cosa troppo iniqua e rivolse tutta la stizza dei suoi pensieri contro quell'altro che veniva così a togliergli la sua pace non conosceva don Rodrigo che di vista e di Fama né aveva mai avuto a che F con lui altro che di toccare il petto col mento
e la terra con la punta del suo cappello quelle poche volte che l'aveva incontrato per la strada gli era occorso di difendere in più di un'occasione la riputazione di quel signore contro coloro che ha bassa voce sospirando e alzando gli occhi al cielo Ma le dicevano qualche suo fatto aveva detto 100 volte che era un rispettabile cavaliere ma in quel momento gli diede In cuor suo tutti quei titoli che non aveva mai udito applicarli da altri senza interrompere in fretta con unib giunto tra il tumulto di questi pensieri alla porta di casa sua che era
in fondo del paesello mise in fretta nella toppa la chiave che già teneva in mano aprì entrò richiuse diligentemente e ansioso di trovarsi in una compagnia fidata chiamò subito Perpetua Perpetua avviandosi pure verso il salotto dove Questa doveva essere Certamente ad Apparecchiare la tavola per la cena era perpetua come ognun se ne avvede la serva di Don abondio serva affezionata e fedele che sapeva ubbidire e comandare secondo l'occasione tollerare a tempo il brontolio e le Fantastic laggini del padrone e fargli a tempo tollerar le proprie che divenivano di giorno in giorno più frequenti da che
aveva passata l' tass sinodale dei 40 rimanendo celibe per aver rifiutati tutti i partiti che le si erano offerti Come diceva lei o per non aver mai trovato un cane che la volesse come dicevan le sue amiche vengo rispose mendo sul tavolino al luogo solito Il fiaschetto del vino prediletto di Don abondio e si mosse lentamente ma non aveva ANC toccata la soglia del salotto che gentr passo così legato con uno sardo così adombrato con uno così stolto che non c sareb nemmeno bisnati gli occhi esperti di Perpetua per scoprire a prima vista che gli
era Accaduto qual cosa di straordinario davo Misericordia cos pone niente niente rispose Don abondio lasciandosi andar tutto ansante sul suo seggiolone come niente La vuol dare ad intendere a me così brutto com'è qualche gran caso è avvenuto ma per amor del cielo quando dico niente o è niente o è cosa che non posso dire che non può dire Neppure a me chi si prenderà cura della sua salute chi le darà un parere noi me tacete e non apparecchiate altro Datemi Un bicchiere del mio vino e lei mi vorrà sostenere che non ha niente disse Perpetua
riempiendo il bicchiere e tenendolo poi in mano come se non volesse darlo che in Premio della confidenza che si faceva tanto aspettare date qui date qui disse Don abondio prendendole il bicchiere con la mano non ben ferma e votolo poi in fretta come se fosse una medicina vuol Dunque che io sia costretta di domandare qua e là cosa sia Accaduto al mio padrone disse Perpetua ritta dinanzi a lui con le mani AR rovesciate sui fianchi e le gomita appuntate davanti guardandolo fisso quasi volesse succhiargli dagli occhi il segreto per amor del cielo non fate pettegolezzi
non fate schiamazzi ne va ne va la vita la vita la vita lei sa bene che ogni volta che m'ha detto qualche cosa sinceramente in confidenza Io non ho mai brava come quando Perpetua s'avvide d'aver toccato Un tasto falso onde cambiando subito il tono signor padrone disse con voce commossa e da commuovere Io le sono sempre stata affezionata e se ora voglio sapere è per premura perché vorrei poterla soccorrere e darle un buon parere sollevarle l'animo Il Fatto sta che don bondio aveva forse tanta voglia di scaricarsi del suo doloroso segreto quanta ne avesse Perpetua
di conoscerlo onde dopo aver respinti sempre più debolmente i Nuovi e più incalzanti assalti di lei dopo averle fatto più d' una volta giurare che non fierebellezza.it me le raccontò Il miserabile caso quando si venne al nome terribile del mandante bisognò che Perpetua profer un nuovo e più solenne giuramento e don abondio pronunziato quel nome si rovesciò sulla spalliera della seggiola con un gran sospiro Alzando le mani in atto insieme di comando e di supplica e dicendo per amor Del cielo delle sue esclamò Perpetua Oh Che birbone Oh che soverchiatore Oh che uomo senza Timor
di Dio volete tacere o volete rovinarmi del tutto Ah siam qui soli che nessun ci sente Ma come farà povero signor padrone Oh vedete disse Don abondio con voce stizzosa vedete che bei pareri mi sa dar costei viene a domandarmi come farò come farò quasi fosse lei nell'impeto e toccasse a me di Levarmelo l'avrei bene il mio povero parere da darle Ma poi ma poi sentiamo il mio parere sarebbe che siccome tutti dicono che il nostro arcivescovo è un sant'uomo è un uomo di polso e che non ha paura di nessuno e quando può far
stare a dovere un di questi prepotenti per sostenere un curato C gongola io direi e dico che lei gli scrivesse una bella lettera per informarlo Come qualmente volete tacere volete tacere Ma son pareri questi da dare a un povero Uomo quando mi fosse toccata una schioppettata nella schiena Dio liberi l'arcivescovo me la leverbox mordere tutte le volte che abbaiano e io ho sempre veduto che a chi sa Mostrare i denti e farsi stimare gli si porta rispetto e appunto perché lei non vuol mai dir la sua ragione e siamo ridotti a segno che tutti vengono
con licenza a volete tacere Io taccio subito ma è però Certo che quando il mondo si accorge che uno sempre in ogni incontro È pronto a calarle volete tacere è tempo ora di DIR codeste baggianate Basta ci penserà questa notte Ma intanto non comincia a farsi male da sé e a rovinarsi la salute mangi un boccone Ci penserò io rispose brontolando Don abondio sicuro io Ci penserò io ci ho da pensare e s'alzò continuando non voglio prender niente niente ho altra voglia lo so anch'io che tocca pensarci A me Mah lo doveva cader per l'appunto
a me mandi Almen giù Quest'altro gocciolo disse Perpetua mendo lei sa che questo le rimette sempre all stomaco Eh ci vuole altro ci vuole altro ci vuole altro Così dicendo prese il Lum e brontolando sempre una piccola bagattella ha un galantuomo par mio e domani come andrà e altre simili lamentazioni s'avviò per salire in camera giunto sulla soglia si voltò indietro verso Perpetua mise il dito sulla bocca disse con tono lento e solenne per amor del cielo e Disparve capitolo 2 si racconta che il principe di Conde dormì profondamente la notte avanti la giornata di
rocis ma in primo luogo era molto affaticato secondariamente aveva già date tutte le disposizioni necessarie e stabilito ciò che dovesse fare la mattina Don abondio invece non sapeva altro ancora se non che l'indomani sarebbe giorno di battaglia quindi una gran parte della notte fu spesa in consulte angosciose Non far Caso dell'intimazione ribalda né delle minacce e fare il matrimonio era un partito che non volle ne mettere in deliberazione confidare a Renzo l'occorrente e cercar con lui qualche mezzo Dio liberi non si lasci scappar parola altrimenti m aveva detto un di quei bravi e al sentirsi
rimbombare quel M nella mente Don abondio nonché pensare a trasgredire una tal legge si pentiva anche dell'aver charl con Perpetua fuggire dove e poi quanti impicci e Quanti conti da rendere a ogni partito che rifiutava il povero uomo si rivoltava nel letto quello che per ogni verso gli parve il meglio o il men male fu di guadagnar tempo menando Renzo per le lunghe si rammento A proposito che mancavano pochi giorni al tempo proibito per le nozze e se posso tenere a bada per questi pochi giorni quel ragazzone ho poi due mesi di respiro E in
due mesi può nascer di gran cose rovinò pretesti da mettere in campo E benché gli paresser un po' leggeri porse andava rassicurando col pensiero che la sua autorità gli avrebbe fatti parer di giusto peso e che la sua Antica esperienza gli darebbe un gran vantaggio su un giovinetto ignorante vedremo diceva tra sé egli pensa all'amorosa ma io penso alla pelle il più interessato son io lasciando stare che sono il più accorto Figliol caro Se tu ti senti il bruciore addosso Non so che dire ma io non voglio andarne Di mezzo fermato così un poco l'animo
ad una deliberazione poté finalmente chiudere occhio ma che sonno che sogni bravi Don Rodrigo Renzo viottole rupi fughe inseguimenti Grida schioppettate il primo svegliarsi dopo una sciagura e in un impiccio è un momento molto amaro la mente appena risentita ricorre alle idee abituali della vita tranquilla antecedente Ma il pensiero del nuovo stato di cose le si Affaccia subito sgarbatamente e il dispiacere ne è più vivo in quel paragone istantaneo assaporato dolorosamente questo momento Don abondio ricapitolo subito i suoi disegni della la notte si confermò in essi gli ordinò meglio s'alzò e stette aspettando Renzo con
timore e ad un tempo con impazienza Lorenzo o come dicevan tutti Renzo non si fece molto aspettare Appena gli parve ora di poter senza indiscrezione presentarsi al curato V Andò con la lieta Furi ad un uomo di 20 anni che deve in quel giorno sposare quella che ama era fin dall'adolescenza rimasto privo de parenti ed esercitava la professione di filatore di seta itaria per così dir nella sua famiglia professione negli anni indietro assai lucrosa Allora già in decadenza ma non però a segno che un abile operaio non potesse cavarne di che vivere onestamente il lavoro
andava di giorno in giorno scemando ma l'emigrazione Continua dei lavoranti attirati negli stati vicini da promesse da privilegi e da grosse paghe faceva sì che non ne mancasse Ancora quelli che rimanevano in paese oltre di questo possedeva Renzo un poderetto che faceva lavorava egli stesso quando il Filatoio stava fermo di modo che per la sua condizione poteva dirsi agiato e quantunque quell'annata fosse ancor più scarsa delle antecedenti e già si cominciasse a provare una vera carestia pure il nostro giovine che da Quando aveva messi gli occhi addosso a Lucia era divenuto massaio si trovava provvisto
bastantemente e non aveva a contrastar con la fame comparve davanti a Don abondio in gran gala con penne di vario colore al cappello col suo pugnale del manico bello nel taschino dei calzoni con una Cert aria di festa e nello stesso tempo di braveria comune allora anche agli uomini più quieti l'accoglimento incerto e misterioso di Don abondio fece un contrapposto Singolare ai modi gioviali e Risoluti del giovinotto che abbia qualche pensiero per la testa argomentò Renzo tra sé poi disse son venuto signor curato per sapere a che ora le comoda che ci troviamo in chiesa
di che giorno volete parlare come Di che giorno non si ricorda che s'è fissato per oggi oggi replicò Don bondio come se ne sentisse parlare per la prima volta oggi oggi Abbiate pazienza ma oggi non Posso oggi non può cosa è nato Prima di tutto non mi sento bene Vedete Mi dispiace ma quello che ha da fare è cosa di così poco tempo e di così poca fatica e poi e poi e poi e poi che cosa e poi c'è degli imbrogli degli imbrogli che imbrogli ci può essere Bisognerebbe trovarsi nei nostri piedi per conoscere
quanti impicci nascono in queste materie quanti conti sa da rendere io son troppo dolce di cuore non penso che a levar di mezzo gli ostacoli a facilitar tutto a Far le cose secondo il piacere altrui e trascuro il mio dovere e poi mi tocca de rimproveri o peggio ma col nome del cielo non mi tenga così sulla corda e mi dica chiaro e netto cosa c'è sapete voi Quante Quante formalità ci vogliono per fare un matrimonio in regola Bisogna ben che io ne sappia qualcosa disse Renzo cominciando ad alterarsi Poiché me ne ha già rotta
abbast mete la testa in questi giorni addietro ma ora non sè sbrigato ogni Cosa non s'è fatto tutto ciò che sapeva a fare tutto tutto pare a voi perché Abbiate pazienza la bestia son io che trascorre il mio dovere per non far penare la gente ma ora basta so quel che dico noi poveri Curati siamo tra l'anc sudine e il martello voi paziente vi compatisco povero giovane e i superiori basta Non si può dir tutto e noi siam quelli che andiam di mezzo Ma mi spieghi una volta cos'è quest'altra formalità che sa da fare come
dice e subito sarà Fatta sapete voi quanti siano gli impedimenti di rimenti che vuol che io sappia di impedimenti error condizio votum cogn crimen cultus disparitas Vis ordo ligamen onest sisis affinis cominciava Don bondio contando sulla punta delle dita si piglia gioco di me interruppe il giovine che vuol che iio faccia del suo latinorum dunque se non sapete le cose Abbiate pazienza e rimettetevi a chi le sa ors via Caro Renzo non andate in collera Che son pronto a fare tutto quello che dipende da me Io io vorrei vedervi contento Vi voglio bene io eh
quando penso che stavate così bene cosa Vi mancava Viè saltato il grillo di maritarvi che discorsi son questi signor mio proruppe Renzo con un volto tra l'attento e l'irato dico per dire Abbiate pazienza dico per dire vorrei vedervi contento insomma E insomma figlio al Caro io non ci ho colpa la legge non l'ho fatta io e prima di conchiudere un matrimonio Noi siam proprio obbligati a far molte e molte ricerche per assicurarci che non ci siano impedimenti ma via mi dica una volta che impedimento è sopravvenuto Abbiate pazienza non son cose da potersi decifrare Così
su due piedi non ci sarà niente così spero Ma nonostante queste ricerche noi le dobbiamo fare il testo è chiaro e Lampante ante quam matrimonium denunc le ho detto che non voglio latino Ma bisogna pur che vi spieghi ma non le ha già fatte queste ricerche non le ho fatte tutte come avrei dovuto vi dico perché non le ha fatte a tempo perché dirmi che tutto era finito Perché aspettare Ecco mi rimproverate la mia troppa bontà ho facilitato ogni cosa per servirvi più presto ma ma ora mi son venute basta so io e che vorrebbe
che io facessi che aveste pazienza per qualche Giorno figliuol caro qualche giorno non è poi l'eternità Abbiate pazienza per quanto siamo a buon porto pensò fra sé Don abondio e con un fare più manieroso che mai via disse in 15 giorni cercherò procurerò 15 giorni questa sì che è nuova s'è fatto tutto ciò che ha voluto lei s'è fissato il giorno il giorno arriva e ora lei mi viene a dire che aspetti 15 giorni 15 riprese Poi con voce più alta e stizzosa stendendo il Braccio e battendo il pugno nell'aria e Chissà qual diavoleria avrebbe
attaccata a quel numero se donna bondio non l'avesse interrotto porgendogli l'altra mano con un'amorevole zza Timida e premurosa via via Non val alterate per amor del cielo vedrò cercherò Se in una settimana e Lucia che devo dire che è stato il mio sbaglio e i discorsi del mondo dite pure a tutti che ho sbagliato io per troppa Furia per troppo buon cuore gettate tutta la colpa addosso a Me posso parlar meglio via per una settimana e poi non ci sarà più altri impedimenti quando vi dico Ebbene avrò pazienza per una settimana ma ritenga bene che
è passata questa non m pagherò più di chiacchiere intanto la riverisco e così detto se ne andò faccendo a Don Bondi Un inchino Men profondo del solito e dandogli un'occhiata più espressiva che riverente uscito poi e camminando Di malavoglia per la prima volta verso la Casa della sua promessa in mezzo alla stizza tornava con la mente su quel colloquio e sempre più lo trovava strano l'accoglienza fredda e impicciata di Don abondio quel suo parlare stentato insieme impaziente quei due occhi grigi che mentre parlava eran sempre andati scappando qua e là come se avessero avuto paura
di incontrarsi con le parole che gli uscivano di bocca quel farsi quasi nuovo del matrimonio così espressamente concertato e soprattutto Quell' accc sempre di qualche gran cosa non dicendo mai nulla di chiaro tutte queste circostanze messe insieme facevan pensare a Renzo che ci fosse sotto un mistero diverso da quello che don abondio Aveva voluto far credere stette il giovine in forse un momento di tornare indietro per metterlo alle strette e farlo parlar più chiaro ma alzando gli occhi vide Perpetua che camminava dinanzi a lui ed entrava in un orticello pochi passi distante dalla Casa Le
diede una voce mentre essa apriva l'uscio studiò il passo La raggiunse la ritenne sulla soglia e col disegno di scovare qualche cosa di più positivo si fermò ad attaccar discorso con essa Buongiorno Perpetua Io speravo che oggi si sarebbe stati Allegri insieme m quel che dio vuole il mio povero Renzo fatemi un piacere quel Benedetto uomo del signor curato ma ha impast cchi certe ragioni che non ho potuto ben Capire spiegatemi voi meglio perché non può o non vuole maritari oggi Ah vi pare gli che io sappia i segreti del mio padrone l'ho detto io
che c'era del mistero sotto pensò Renzo e per tirarlo in luce continuò via Perpetua siamo amici Ditemi quel che sapete Aiutate un povero figliuolo Ma la cosa nascer Povero il mio caro Renzo è vero riprese questo sempre più confermandosi nei suoi sospetti e cercando d' accostarsi più alla questione è vero Soggiunse ma tocca ai preti trattar male coi poveri sentite Renzo io non posso dir niente perché non so niente ma quello che vi posso assicurare è che il mio padrone non vuol far torto né a voi né a nessuno e lui non ci ha colpa
Chi è dunque che ci ha colpa domandò Renzo con un certo atto trascurato ma col cuor sospeso e con l'orecchio allerta quando vi dico che non so niente in difesa del mio padrone posso parlare perché mi fa male sentire che gli si di Carico di voler far dispiacere a qualcheduno povero uomo se pecca è per troppa bontà c'è bene A questo mondo dei birboni dei prepotenti degli uomini senza Timor di Dio prepotenti birboni pensò Renzo Questi non sono i superiori via disse poi nascondendo a stento l'agitazione crescente via Ditemi chi è Ah voi vorreste farmi
parlare e io non posso parlare perché non so niente Quando non so niente è come se avessi giurato di tacere Potreste darmi la Corda che non mi caver reste nulla di bocca Addio È tempo perduto per tutti e due così dicendo entrò in fretta nell'orto e chiuse l'uscio Renzo risposto con un saluto tornò indietro pian piano per non farla accorgere del cammino che prendeva Ma quando fu fuord del tiro dell'orecchio della buona donna allungò il passo in un momento fu all'uscio di Don abondio entrò andò di viato al salotto dove L'aveva lasciato ve lo trovò
e corse verso lui con un Fare Ardito e con gli occhi stralunati eh Che novità è questa disse Don abondio chi è quel prepotente disse Renzo con la voce di un uomo che è risoluto ad ottenere una risposta precisa chi è quel prepotente che non vuol che io sposi Lucia che che balbettato il povero sorpreso con un volto fatto in un istante bianco e floscio come un cencio che esca dal bocato e pur brontolando spiccò un salto dal suo seggiolone per lanciarsi all'uscio ma Renzo che doveva Aspettarsi quella mossa e stava allerta vi balzò prima
di lui girò la chiave e se la mise in tasca Ahah parlerà ora signor curato tutti sanno i fatti miei fuori di me voglio saperli Per Bacco anch'io Come si chiama colui Renzo Renzo Per carità badate a quel che fate pensate all'anima vostra penso che lo voglio saper subito sul momento e così dicendo mise forse senza avvedersene la mano sul manico del Coltello che gli usciva dal taschino Misericordia esclamò con voce fioca a Don abondio lo voglio sapere chi vha detto no no non più fandonie Parli chiaro E subito mi volete morto Voglio sapere ciò
che ho ragion di sapere Ma se parlo son morto non m'ha da premere la mia vita Dunque parli quel Dunque fu proferito con una tale energia l'aspetto di Renzo divenne così minaccioso che don bondio non poté più nemmen supporre la possibilità di Disubbidire Mi promettete mi giurate disse di non parlarne con nessuno di Non dir mai le prometto che fa uno sproposito se lei non mi dice subito il nome di colui a quel nuovo scongiuro Don bondio col volto e con lo sguardo di chi ha in bocca le tanagli del cavadenti proferì don don ripetè
Renzo come per aiutare il paziente a buttar fuori il resto e stava curvo con l'orecchio Chino sulla bocca di lui con le braccia Tese e i pugni Stretti all'indietro Don Rodrigo pronunziò in fretta il forzato precipitando quelle poche sillabe e strisciando le consonanti parte per il turbamento parte perché rivolgendo quella pure poca attenzione che gli rimaneva libera a fare una transazione tra le due paure pareva che volesse sottrarre e far scomparire la parola nel punto stesso che costretta a metterla fuori Ah cane urlò Renzo e come ha fatto cosa le ha detto per come eh
Come rispose con voce quasi sdegnosa Don abondio il quale dopo un così gran sacrifizio si sentiva in certo modo divenuto creditore come Eh vorrei che la fosse toccata a voi come toccata a me che non c'entro per nulla che certamente non vi sarebbe rimasti tanti Grilli in capo e qui si fece a dipinger con colori terribili il brutto incontro e nel discorrere accorgendosi sempre più di una gran collera che aveva in corpo e che fino Allora era stata nascosta e Involta nella paura e vedendo nello stesso tempo Renzo tra la rabbia e la confusione stava
immobile col capo basso continuò allegramente avete fatto una bella azione Ma avete reso un bel servizio un tiro di questa sorta di un galantuomo al vostro curato in casa sua in luogo sacro avete fatto una bella prodezza per cavarmi di bocca il mio malanno il vostro malanno ciò che io vi nascondevo Per prudenza per per vostro bene E ora che lo sapete Vorrei vedere Che mi faceste per amor del cielo non si scherza Non si tratta di torto o di ragione Si tratta di forza e quando questa mattina vi davo un buon parere subito nelle
furie io avevo giudizio per me e per voi ma come si fa Aprite almeno datemi la mia chiave posso aver fallato rispose Renzo con voce raddolcito Don bondio Ma nella quale si sentiva il furore contro il nemico scoperto posso aver fallato Ma si metta la mano al petto e pensi se nel Mio caso così dicendo s'era levata la chiave di tasca e andava ad aprire donna bondio gli andò dietro e mentre quegli girava la chiave nella toppa se gli accostò e con Volto serio e ansioso alzandosi davanti agli occhi le tre prime dita della destra
come per aiutarlo anche lui dal canto suo giurate almeno gli disse posso aver fallato e mi scusi rispose Renzo aprendo e disponendosi ad uscire giurate replicò Don abondio afferrandolo Con la mano tremante posso aver fallato ripetè Renzo sprigioni da lui e partì in furia troncando così la questione Cal parari d' una questione di letteratura o di filosofia o d'altro avrebbe potuto durar dei secoli Giacché ognuna delle parti non faceva che replicare il suo proprio argomento Perpetua Perpetua gridò Don abondio dopo aver invano richiamato Il fuggitivo Perpetua non risponde da bogno non sapeva più in che
mondo si Fosse è accaduto più d' una volta a personaggi di Ben più alto affare che don bogio di trovarsi in frangenti così fastidiosi in tanta incertezza di partiti che parve loro un ottimo ripiego mettersi a letto con la febbre questo ripiego egli non lo dovette andare a cercare perché gli si offerse da sé la paura del giorno avanti la veglia angosciosa della notte la paura avuta in quel momento l'ansietà dell'avvenire fecero l'effetto a nato e balordo si Ripose sul suo seggiolone cominciò a sentirsi qualche brivido nell'osso le unghie sospirando e chiamava di tempo in
tempo con voce tremolante e stizzosa Perpetua la venne finalmente con un gran cavolo sotto il braccio e con la faccia tosta come se nulla fosse stato risparmio al lettore i lamenti le condoglianze le accuse le difese i voi sola potete aver parlato e i non ho parlato tutti i pasticci Insomma di quel colloquio basti dire che don Bondi a Perpetua di metter la Stanga all'uscio di non aprir più per nessuna cagione e se alcun bussasse risponder dalla finestra che il curato era andato a letto con la febbre salì poi lentamente le scale dicendo ogni Tre
Scalini son servito e si mise davvero al letto dove lo lasceremo Renzo intanto camminava a passi infuriati verso casa senza aver determinato quel che dovesse fare ma con una smania addosso di far qualcosa di Strano e di terribile i provocatori i soverchiatori tutti coloro che in qualunque modo fanno torto altrui sono Rei non solo del male che commettono ma del pervertimento ancora a cui portano gli animi degli offesi Renzo era un giovine Pacifico e alieno dal sangue un giovine schietto e nemico d'ogni insidia ma in quei momenti il suo cuore non batteva che per l'omicidio
la sua mente non era occupata che a fantasticare un tradimento avrebbe voluto correre alla Casa di don Rodrigo ferrarlo per il collo e Ma gli veniva in mente che era come una fortezza guarnita di bravi al di dentro e guardata al di fuori che i soli amici e servitori ben conosciuti V entravano liberamente senza essere squadrati da Cap appiedi che un artigianello sconosciuto non vi potrebbe entrare senza un esame e che egli soprattutto egli vi sarebbe forse troppo conosciuto Si figurava allora di prendere il suo Schioppo da piattari Dietro una siepe aspettando Semmai Semmai colui
venisse a passar solo e internos con feroce compiacenza in quell'immaginario spian lo Schioppo prendeva la mira sparava lo vedeva cadere e dare i tratti gli lanciava una maledizione e correva sulla strada del Confine a mettersi in salvo e Lucia appena questa parola si fu gettata a traverso di quelle bieche fantasie i migliori pensieri a cui era avvezza la mente di Renzo entrarono in Folla si rammentò degli ultimi ricordi dei suoi parenti si rammentò di Dio della Madonna e dei Santi pensò alla consolazione che aveva tante volte provata di Trovarsi senza delitti all'orrore che aveva tante
volte provato al racconto d'un omicidio e si risvegliò da quel sogno di sangue con i spavento con rimorso e insieme con una specie di gioia di non aver fatto altro che immaginare Ma il pensiero di Lucia Quanti pensieri tirava Seco tante speranze tante promesse Un avvenire così vagheggiato e così tenuto sicuro e quel giorno così sospirato e come con che parole annunziar le una tal nuova e poi che partito prendere come farla sua a dispetto della forza di quell' iniquo potente e insieme a tutto questo non un sospetto formato ma un'ombra tormentosa gli passava per
la mente quella Soverchia di don Rodrigo non poteva essere mossa che dà una Brutale passione Per Lucia e Lucia che avesse data a colui la più piccola L'Occasione La più leggera lusinga non era un pensiero che potesse fermarsi un momento nella testa di Renzo ma ne era informata poteva colui aver concepita quell'infame passione senza che lei se ne vedesse avrebbe spinte le cose tanto in là prima ad averla tentata in qualche modo e Lucia non ne aveva mai detto una parola a lui al suo promesso dominato da questi pensieri Passò davanti a casa sua che
era Nel mezzo del villaggio e attraverso s'avviò a quella di Lucia che era in fondo Anzi un po' fuori aveva quella casetta Un piccolo cortile di nanzi che la separava dalla strada ed era incinto da un murettino Renzo entrò nel cortile E sentì un misto e continuo ronzio che veniva da una stanza di sopra si immaginò che sarebbero amiche e comari venute a far corteggio a Lucia e Non si volle mostrare a quel mercato con quella nuova in corpo e sul volto una fanciulletta che si trovava nel cortile gli corse in gridando lo sposo lo
sposo zitta pettina zitta disse Renzo vien qua va su da Lucia Tirala in disparte e dille all'orecchio ma che nessun senta né sospetti di nulla ve dille che ho da parlarle che l'aspetto nella stanza terrena e che venga subito la fanciulletta salì in fretta le scale lieta e superba ad avere una Commission segreta da eseguire Lucia usciva in quel momento tutta attillata dalle mani della madre le amiche si rubavano la sposa e le facevan forza perché si lasciasse vedere e lei S andava schermo con quella modestia un po' guerriera delle contadine facendosi scudo alla faccia
col gomito chinandega cgli mentre però la bocca s'apriva al sorriso i neri e giovanili capelli spartiti sopra la fronte con una bianca e sottile dirizzo avvolgevano Dietro il capo in cerchi molteplici di trecce trapassate da lunghi spilli d'argento che si dividevano all'intorno quasi a guisa dei raggi d' una aola come ancora usano le contadine nel Milanese intorno al collo aveva un vezzo di Granati alternati con bottoni d'oro a filigrana portava un bel busto di broccato a fiori con le maniche separate e allacciate da bei nastri una corta Gonnella di filaticcio di seta a pieghe fitte
e minute due calze vermiglie due Pianelle di seta anch'esse a ricami Oltre a questo che era l'ornamento particolare del giorno delle nozze Lucia aveva quello Iano d' una modesta bellezza rilevata ancora e accresciuta dalle varie affezioni che le si dipingevano sul viso una gioia temperata da un turbamento leggero quel Placido accoramento che si mostra di quando in quando sul volto delle spose e senza scomporlo bellezza le dà un carattere particolare la piccola Bettina si cacciò Nel Crocchio s'accostò a Lucia le fece intendere accortamente che aveva qualcosa da comunicarle e le disse la sua parolina all'orecchio
va un momento e disse Lucia alle donne scese in fretta al veder la faccia mutata e il portamento inquieto di Renzo cosa c'è disse non senza un presentimento di terrore Lucia rispose Renzo Per oggi tutto è a Monte e Dio sa quando potremo essere marito e moglie che disse Lucia Tutta smarrita Renzo le raccontò brevemente la storia di quella mattina e la ascoltava con angoscia e quando di il nome di don Rodrigo esclamò arrossendo e tremando fino a questo segno Dunque voi sapevate disse Renzo purtroppo rispose Lucia ma a questo segno che cosa sapevate non
mi fate ora parlare non mi fate piangere Corro a chiamare mia madre e a licenziare le donne bisogna che siam Soli mentre Ella partiva Renzo sussurrò non mi avete mai detto niente Ah Renzo rispose Lucia Rivolgendosi un momento senza Fer Renzo intese benissimo che il suo nome pronunziato in quel momento con quel tono da Lucia voleva dire Potete voi dubitare che abbia taciuto se non per motivi Giusti e puri intanto la buona Agnese così si chiamava la madre di Lucia messa in Sospetto e in curiosità dalla parolina all'orecchio e dallo Sparir della figlia era discesa
a veder Cosa c'era di nuovo la figlia la lasciò con Renzo tornò alle donne radunate e accomodando l'aspetto e la voce come potè meglio disse il signor curato e ammalato e oggi non si fa nulla ciò detto le salutò tutte in fretta e scese di nuovo le donne sfilarono e si sparsero a raccontar l'accaduto due o tre andarono Fino all'uscio del Curato per verificar se era ammalato davvero un febbrone rispose Perpetua dalla finestra E la trista parola riportata all'altre troncò le congetture che già cominciavano a brulc carne i loro cervelli e ad annunziar Sii tronche
misteriose nei loro discorsi capitolo 3 Lucia entrò nella stanza terrena Mentre Renzo stava angosciosamente informando Agnese la quale angosciosamente lo ascoltava tutte e due si volsero a chi ne sapeva più di loro e Da cui aspettavano uno schiarimento il quale non poteva essere che doloroso tutte e due lasciando travedere in mezzo al dolore e con l'amore diverso che ognun d'essi portava a Lucia un cruccio pur diverso perché avesse taciuto loro qualche cosa e una tal cosa Agnese benché ansiosa di sentir parlare la figlia non potè tenersi di non farle un rimprovero a tua madre non
dir niente d' una cosa simile Ora vi dirò tutto rispose Lucia asciugandosi gli occhi col Grembiule Parla parla parlate parlate gridarono ad un tratto la madre e lo sposo Santissima Vergine esclamò Lucia chi avrebbe creduto che le cose potessero arrivare a questo segno e con voce rotta dal pianto raccontò come pochi giorni prima mentre tornava dalla finanda ed era rimasta indietro dalle sue compagne e l'era passata innanzi Don Rodrigo in compagnia ad un'altro signore che il primo aveva cercato di trattenerla con chiacchiere come la Diceva Non punto belle ma essa senza dargli retta aveva affrettato
il passo e raggiunte le compagne e intanto aveva sentito quell'altro signore Rider forte e Don Rodrigo dire Scommettiamo il giorno dopo coloro s'erano trovati ancora sulla strada ma Lucia era nel mezzo delle compagne con gli occhi bassi e l'altro signore sghignazzo diceva Vedremo vedremo per grazia del cielo continuò Lucia quel giorno era l'ultimo della Filanda io raccontai subito a chi Hai raccontato domandò Agnese andando incontro non senza un po' di sdegno al nome del confidente preferito al Padre Cristoforo in confessione mamma rispose Lucia con un accento Soave di scusa gli raccontai tutto l'ultima vol che
siamo andati insieme alla chiesa del convento e se vi ricordate quella mattina io andava mettendo mano ora ad una cosa ora ad un'altra per indugiare tanto che passasse altra gente del paese avviata a Quella volta e far la strada in compagnia con loro perché Dopo quell'incontro le strade mi facevan tanta paura al nome riverito del Padre Cristoforo lo sdegno D'Agnese sadol Hai fatto bene disse Ma perché non raccontar tutto anche a tua madre aveva avute due buone ragioni l'una di non contristare né spaventare la buona donna per cosa alla quale essa non avrebbe potuto trovar
rimedio l'altra di non mettere a rischio di Viaggiare per molte bocche una storia che voleva essere gelosamente sepolta Tanto più che Lucia sperava che le sue nozze avrebber troncato sul principiare quell' abbombazza che ha avuto torto E a voi doveva io parlar di questo purtroppo lo sapete ora E che t'ha detto il padre domandò Agnese m'ha detto che cercassi d' affrettare le nozze il più che potessi e intanto stessi rinchiusa che pregassi bene il Signore e che sperava Che colui non vedendomi non si curerebbe più di me e fu allora che mi sforzai proseguì Rivolgendosi
di nuovo a Renzo senza alzargli però gli occhi in viso e arrossendo tutta fu allora che feci la sfacciata e che vi pregai io che procurasse di far presto e di concludere prima del tempo che s'era stabilito chissà cosa avrete pensato di me ma io facevo per bene ed ero stata consigliata e tenevo per certo E questa mattina ero tanto lontana dal pensare qui le parole Furon troncate da un violento scoppio di pianto Ah birbone Ah dannata assassino gridava Renzo correndo in Ania indietro per la stanza e stringendo di tanto in tanto il manico del
suo coltello Oh che imbroglio Per amor di Dio esclamava Agnese il giovane si fermò d'improvviso davanti a Lucia che piangeva la guardò con un atto di tenerezza Mesta e rabbiosa e disse Questa è l'ultima che fa quell'assassino Ah no Renzo per amor del cielo gridò Lucia No no per amor del cielo Il signore C'è anche per i poveri e come volete che ci aiuti se facciamo del male No no per amor del cielo ripeteva Agnese Renzo disse Lucia con un'aria di speranza e di risoluzione più tranquilla voi avete un mestiere e io so lavorare andiamo
tanto lontano che colui non senta più parlar di noi Lucia e poi non siamo ancora marito e moglie il curato vorrà farci la fede di stato libero un uomo come quello se Fossimo maritati Oh allora Lucia si rimise a piangere e tutte e tre rimasero in silenzio e in un abbattimento che faceva un tristo contrapposto alla pompa festiva dei loro abiti sentite figliuoli date retta a me disse dopo qualche momento Agnese io son venuta al mondo prima di voi e il mondo lo conosco un poco non bisogna poi spaventarsi tanto il Diavolo non è brutto
quanto si dipinge a noi poverelli le matasse paion più imbrogliate perché Non sappiam trovarne il Bandolo ma alle volte un parere una parolina d' un uomo che abbia studiato so ben Io quel che voglio dire fate a mio modo Renzo andate al Lecco cercate del dottor azzecca garbugli raccontatevi amate così per amor del cielo è un soprannome Bisogna dire il signor dottor Come si chiama ora ò Non lo so il nome vero lo Chiam tutti a quel modo basta cercate di quel dottore alto asciutto pelato col naso rosso e una Voglia di lampone sulla guancia
lo conosco di vista disse Renzo bene continuò Agnese quella è una cima d'uomo ho visto io più d'uno che era impicciato che un pulcin nella Stoppa e non sapeva dove batter la testa e dopo essere stato un'ora a quatt occhi col dottor azzecca garbugli badate bene di non chiamarlo così l'ho visto dico Riders pigliate quei quattro Capponi poveretti a cui dovevo tirare il collo per il banchetto di domenica e Portategli Perché non bisogna mai andar con le mani vuote da quei signori raccontatevi tutto l'accaduto e vedrete che vi dirà su due piedi di quelle cose
che a noi non verrebbero in testa a pensarci in un anno Renzo abbracciò molto volentieri questo parere Lucia laprov e Agnese superba ad averlo dato levò ad una ad unaa le povere bestie dalla stia riunì le loro otto gambe come se facesse un mazzetto di fiori le avvolse e le Strinse con uno spago e le consegnò in mano a Renzo il quale date e ricevute parole di speranza uscì dalla parte Dell'Orto per non essere veduto dai ragazzi che gli correrebbero dietro gridando lo sposo lo sposo così attraversando i campi o come dicon colà i luoghi
se ne andò per viottole fremendo Ripensando alla sua disgrazia e ruminando il discorso da fare al dottore azzecca garbugli lascio poi pensare al lettore come dovessero stare in quelle Povere bestie così legate e tenute per le zampe a capo all'ingiù nella mano di un uomo il quale agitato da tante passioni accompagnava col gesto i pensieri che gli passavano a tumulto per la mente ora stendeva il braccio per collera ora l'alzavola balzare quelle quattro teste spenol le quali intanto si ingegnano a beccarsi l'una con l'altra Come accade troppo sovente tra compagni di Sventura Giunto al Borgo
domandò dell'abitazione del dottore Gli fu indicata e v andò all'entrare si sentì preso da quella suggestione che i poverelli litterati provano in vicinanza ad un signore d'un dotto e dimenticò tutti i discorsi che aveva preparati ma diede un'occhiata ai Capponi e si rincorro entrato in cucina domandò allaa serva se si poteva parlare al signor dottore ad occhiò essa le bestie E come avvezza a somiglianti Doni mise loro le mani addosso quantunque Renzo andasse tirando indietro perché voleva che il dottore vedesse e sapesse che gli portava qualche cosa capitò appunto mentre la donna diceva date qui
e andate innanzi Renzo fece un grande inchino il dottore l'accolse umanamente con un venite figliuolo e lo fece entrar con sé nello studio era questo uno stanzone su tre pareti del quale erano distribuiti i ritratti dei 12 Cesari la quarta coperta da un grande scaffale di libri vecchi e polverosi nel mezzo una Tavola gremita da di suppliche di livelli di gride con tre o quattro seggiole all'intorno e da una parte un seggiolone a braccioli con una spalliera alta e quadrata terminata agli angoli da due ornamenti di legno che Salzano a Foggia di corna coperta di
Vacchetta con grasse borchie alcune delle quali cadute da gran tempo lasciavano in libertà gli angoli della copertura che s' accartocciava qua e là il dottore era in veste da camera cioè coperto di una toga Ormai consunta che gli aveva servito molt anni a dietro per perorare nei giorni d'app parato quando andava a Milano per qualche causa di importanza chiuse l'uscio e fece animo al giovine con queste parole figliuolo Ditemi il vostro caso vorrei dirle una parola in confidenza son qui rispose il dottore parlate e s' accomodò sul seggiolone Renzo ritt davanti alla tavola con una
mano nel cocozzoli Vorrei saper da lei che ha studiato Ditemi il fatto come sta interruppe il dottore lei m'ha da scusare noi altri poveri non sappiamo parlar bene vorrei dunque sapere Benedetta gente siete tutti così Invece di raccontare il fatto volete interrogare perché avete già i vostri disegni in testa Mi scusi signor dottore Vorrei sapere se a minacciare un curato perché non faccia un matrimonio c'è penale ho capito disse tra sé il dottore che in Verità non aveva capito ho capito E subito si fece serio ma ad una serietà mista di compassione e di premura
strinse fortemente le labbra facendone uscire un suono inarticolato che accennava un sentimento espresso poi più chiaramente nelle sue prime parole caso serio figliuolo caso contemplato Avete fatto bene a venir da me è un caso chiaro contemplato in cento gride e appunto in una dell'anno scorso dell'attuale signor governatore ora vi Fa vedere e toccar con mano così dicendo s'alzò dal suo seggiolone e cacciò le mani in quel caos di carte rimescolando dal sotto in su come se mettesse grano in uno staio Dov'è ora vien fuori vien fuori Bisogna aver tante cose alle mani ma la deve
essere qui sicuro perché è una grida di importanza Ah ecco ecco la prese la spiegò guardò alla data e fatto un viso ancor più serio esclamò il 15 d'ottobre 1627 sicuro è dell'anno passato grida fresca son quelle che fanno più paura sapete leggere figliuolo un pochino signor dottore bene venitemi dietro con l'occhio e vedrete e tenendo la grida sciorinata in aria cominciò a leggere borbottando a precipizio in alcuni passi e fermandosi distintamente con grande espressione sopra alcuni altri secondo il bisogno Sebbene per la grida pubblicata ad ordine del signor Duca di feria il 14 Di
dicembre 1620 e confirmata dall'illustratrice e la malizia eccetera È cresciuta a segno che ha posto in necessità all'eccellenza sua eccetera onde col parere del Senato e di una giunta eccetera ha risoluto che si pubblichi la presente e cominciando dagli Atti tirannici mostrando l'esperienza che molti così nelle città come nelle ville sentite di questo stato con tirannide esercitano concussioni e opprimono i più deboli in vari modi come In operare che si facciano contratti violenti di compre d'a affitti eccetera dove sei Ah ecco sentito che seguano o non seguano matrimoni eh È il mio caso disse Renzo
sentite sentite c'è ben altro e poi vedremo la pena si testified che quello paghi un debito quell'altro non lo molesti quello vada al suo Molino tutto questo non ha a che fare con noi Ah ci siamo quel prete non faccia quello che è obbligato per l'uffizio suo o faccia cose che non gli Toccano eh pare che abbian fatta la grida apposta per me eh Non è vero sentite sentite ed altre simili violenze quali seguono da feudatari Nobili mediocri Vili e plebei non se ne scappa ci son tutti è come la Valle di josephat sentite ora
la pena tutte queste ed altre simili male azioni benché siano proibite non di meno convenendo metter mano a maggior rigore sua eccellenza per la presente non derogando eccetera ordine e comanda che Cont tra i contravventori in quals voglia dei suddetti capi o altro simile si proceda da tutti G giudici ordinari di questo stato aena pecuniaria e corporale ancora di relegazione o di galera E fino alla morte una piccola bagattella all'arbitrio dell'eccellenza sua e del Senato secondo la qualità dei casi persone e circostanze e questo irremisiblemente e con ogni rigore eccetera ce n'è della roba eh
e vedete qui le sottoscrizioni Salo Fernandez de Cordova e più in giù platonus e qui ancora vidit ferrar non manca niente mentre il dottore leggeva Renzo gli andava dietro lentamente con l'occhio cercando di cavare il costrutto chiaro e di mirar proprio quelle sacrosante parole che gli parevano dove essere il suo aiuto il dottore vedendo il nuovo cliente più attento che atterrito si meravigliava che sia matricolato Costui pensava tra Sé gli disse poi vi siete però fatto tagliare il ciuffo avete avuto prudenza però volendo mettervi nelle mie mani non faceva bisogno il caso è serio ma
voi non sapete quel che mi basti l'animo di fare in un'occasione per intender questa uscita del dottore Bisogna sapere o rammentarsi che a quel tempo i bravi di mestiere e i facinorosi d'ogni genere osavano portare un lungo ciuffo che si tirava poi sul volto come una visiera all'atto d' Affrontar qualcheduno nei casi in cui stimasse er necessario di Travis farsi e l'impresa fosse di quelle che richiedevano nello stesso tempo forza e prudenza le grida non erano state in silenzio su questa moda comanda sua eccellenza Il marchese della hino hosa che chi porterà i capelli di
tal lunghezza che coprano il fronte fino all li cigli esclusivamente ovvero porterà la Trezza o avanti o dopo le orecchie incorra la pena di 300 scudi ed in caso Di inabilità di 3 anni di galera per la prima volta e per la seconda oltre la suddetta Maggiore ancora aria e corporale all'arbitrio di sua eccellenza permette però che per occasione di trovarsi alcuno calvo o per altra ragionevole causa di segnale o ferita possano quelli tali per maggior decoro e Sanità loro portare i capelli tanto lunghi quanto sia bisogno per coprire simili mancamenti e niente di più
avvertendo bene non eccedere il Dovere e pura necessità per non incorrere nella pena agli altri contraffatti in posta e parimente comanda Barbieri sotto pena di 100 scudi di TR tratti di corda da esser dati loro in pubblico et Maggiore Anco corporale all'arbitrio come sopra che non lascino a quelli che Toser anno sorte alcuna di dette trezze Zuffi Rizzi né capelli più lunghi dell'ordinario così nella fronte come dalle Bande e dopo le orecchie ma che siano tutti uguali come sopra Salvo Nel caso dei Calvi o altri difettosi Come si è detto il ciuff era Dunque quasi
una parte dell'armatura e un distintivo dei bravacci e degli scapestrati i quali poi da ciò vennero comunemente chiamati ciuffi questo termine è rimasto e vive Tuttavia con significazione più mitigata nel dialetto e non ci sarà Forse nessuno dei nostri lettori milanesi che non si rammenti d' aver sentito nella sua fanciullezza o i parenti o il maestro o Qualche amico di casa o qualche persona di servizio dir di lui è un ciuffo è un ciuffetto In verità da povero figliuolo rispose Renzo io non ho mai portato ciuffo in vita mia non facciam niente rispose il dottore
scotendo il capo con un sorriso tra malizioso e impaziente se non avete fede in me non facciam niente chi dice le bugie al dottore vedete figliuolo è uno sciocco che dirà la verità al giudice all'avvocato bisogna raccontar le cose chiare a noi tocca poi A imbrogliarle Se volete che io vi aiuti bisogna dirmi tutto dallaa fino alla Z col cuore in mano come al confessore dovete nominarmi la persona da cui avete avuto il mandato sarà naturalmente persona di riguardo e in questo caso io andrò da lui a fare un atto di dovere non gli dirò
vedete che io sappia da voi che va mandato lui fidatevi gli dirò che vengo ad implorar la sua protezione per un povero giovine calunniato e con lui prenderò i concerti opportuni per finir L'affare lo devol mente capite bene che salvando sé salverà anche voi se poi la scappata fosse tutta vostra via non mi ritiro ho cavato altri da peggio imbrogli purché non abbiate offeso persona di riguardo intendiamoci mi impegno a togliere di impiccio con un po' di spesa intendiamoci dovete dirmi chi sia l'offeso come si dice e secondo la condizione la qualità e l'umore dell'amico
si vedrà se convenga più di Tenerlo a segno con le protezioni o trovar qualche modo d' attaccarlo noi in criminale e mettergli una pulce nell'orecchio perché vedete a saper ben maneggiare le gride nessuno è Reo e nessuno è innocente In quanto al curato se è persona di giudizio se ne starà zitto se fosse una testolina cè anche per quelle d' ogni intrigo si può uscire ma ci vuole un uomo e il vostro caso è serio serio vi dico la grida canta chiaro e se la cosa si deve decidere tra La giustizia e voi così a
quattro occhi state fresco Io vi parlo da amico le scappate bisogna pagarle Se volete passarvi la liscia danari e sincerità fidarvi di chi vi vuol bene ubbidire far tutto quello che vi sarà suggerito Mentre il dottore mandava fuori tutte parole Renzo lo stava guardando con un'attenzione estatica come un materialone che sta sulla piazza guardando al giocatore di bussolotti che dopo essersi cacciata in bocca stoppa e Stoppa e stoppa ne Cava nastro e nastro e nastro che non finisce mai quando ebbe però capito bene cosa Il dottore volesse dire e quale equivoco avesse preso gli troncò
il nastro in bocca dicendo Ah signor dottore come l'ha Intesa l'è proprio tutta al rovescio io non ho minacciato nessuno io non fo di queste cose io e domandi pure a tutto il mio comune che sentirà che non ho mai avuto a che fare con la giustizia La bricconeria l'hanno fatta a me e vengo Da lei per sapere come ho da fare per ottener giustizia e son ben contento d'aver visto quella grida diavolo esclamò Il dottore spalancando gli occhi che pasticci mi fate tant'è siete tutti così possibile che non Sappiate dirle chiare Le cose ma
mi scusi lei non miha dato tempo ora le racconterò la cosa com'è sappia Dunque CH io dovevo sposare oggi e qui la voce di R si commosse dovevo sposare oggi una giovine alla quale discorreva fin da Quest'estate E oggi come le dico era il giorno stabilito col signor curato e s'era disposto a ogni cosa Ecco che il signor curato comincia a cavar fuori certe scuse Basta per non Ted diarla Io l'ho fatto parlar chiaro come'era giusto e lui mi ha confessato che gli era stato proibito pena la vita di far questo matrimonio quel prepotente di
don Rodrigo eh via interruppe subito il dottore aggrottando le ciglia naso rosso e storcendo la bocca eh via Che mi venite a rompere il capo con queste fandonie fate di questi discorsi tra voi altri che non sapete misurare le parole e non venite a farli con un galantuomo che sa quanto valgono andate andate non sapete quel che dite io non mi impiccio con ragazzi non voglio sentir discorsi di questa sorta discorsi in aria le giuro Andate vi dico che volete che io faccia dei vostri giuramenti io non c'entro Me ne lavo le mani e se
le andava stropicci come se le Le lavasse davvero imparate a parlare non si viene a sorprendere così un galantuomo ma Senta ma senta ripeteva indarno Renzo il dottore Sempre gridando lo spingeva con le mani verso l'uscio E quando ve l'ebbe cacciato aprì chiamò la sera e le disse restituite subito a quest'uomo quello che ha portato io non voglio niente non voglio niente quella donna non aveva mai in tutto il tempo che era stato in quella casa eseguito un ordine simile ma era Stato proferito con una tale soluzione che non esitò a ubbidire prese le quattro
povere bestie e Le diede a Renzo con un'occhiata di compassione sprezzante che pareva volesse dire Bisogna che tu l'abbia fatta bella Renzo voleva far cerimonie ma il dottore fu inespugnabile e il giovine più attonito e più stizzito che mai dovette riprendersi le vittime rifiutate e tornare al paese a raccontare alle donne il bel costrutto della sua Spedizione le donne nella sua assenza dopo essersi tristamente levate il vestito delle feste e messo quello del giorno di lavoro si misero a consultare di nuovo Lucia singhiozzando e Agnese sospirando quando questa ebbe ben parlato dei grandi effetti che
si dovevano sperare dai consigli del dottore Lucia disse che bisognava veder d' aiutarsi in tutte le maniere che il padre Cristoforo era uomo non solo da consigliare Ma da metter l'opera sua Quando si trattasse di sollevar poverelli E che sarebbe una gran bella cosa potergli far sapere ciò che era accaduto sicuro disse magnese e Si diedero a cercare insieme la maniera Giacché andar Esse al convento distante di là forse du miglia non se ne sentivano il coraggio in quel giorno E certo nessun uomo di giudizio gliene avrebbe dato il parere ma nel mentre che bilanciano
i partiti si sentì un picchietto all'uscio e nello stesso Momento un sommesso ma distinto Deo grazias Lucia immaginandosi chi poteva essere corsi ad aprire e fatto un piccolo inchino familiare venne avanti un laico cercatore cappuccino con la sua Bisaccia pendente alla spalla sinistra e tenendone l'imboccatura tortiglia e stretta nelle due mani sul petto Oh fragal Dino dissero le due donne il Signore sia con voi disse il frate vengo alla Cerca delle Noci va a prendere le noci per i padri disse Agnese Lucia S'alzò e s'avviò all'altra stanza ma prima di entrarvi si trattenne dietro le
spalle di frag Galdino che rimaneva diritto nella medesima positura e mettendo il alla bocca diede alla madre un'occhiata che chiedeva il segreto con tenerezza con supplicazione e anche con una certa autorità Il cercatore sbirciando Agnese così da lontano disse e questo matrimonio si doveva pur fare oggi ho veduto nel paese una certa confusione Come se ci fosse una novità cosa è stato il signor Curato è ammalato e bisogna differire rispose in fretta la donna se Lucia non faceva quel segno la risposta sarebbe stata diversa e come va la Cerca soggiunse poi per mutar discorso poco
bene Buona donna poco bene Le son tutte qui e così dicendo si levò la Bisaccia d' addosso e la fece saltar tra le due mani son tutte qui e per mettere insieme questa bella abbondanza ho dovuto picchiare a 10 porte Ma le annate vanno Scarse frag Galdino e quando sa misurare il pane non si può allargar la mano nel resto e per far tornare il buon tempo Che rimedio c'è la mia donna l'elemosina sapete di quel miracolo delle Noci che avvenne molt anni sono in quel nostro convento di Romagna No in verità raccontatemelo un poco
no dovete Dunque sapere che in quel convento c'era un nostro padre il quale era un santo e si chiamava il padre Macario un giorno d'inverno passando per una viottola in un campo d' un nostro benefattore uomo da bene anche lui il padre Macario vide questo benefattore vicino ad un suo gran noce e quattro contadini con le zappe in aria che principiava a scalzare la pianta per metterle le radici al sole che fate voi a quella povera pianta domandò il padre Macario eh padre sono anni e anni che la non mi vuol far noci e io
ne faccio Legna Lasciatela stare disse il padre sappiate che quest'anno la farà più noci che foglie il benefattore che sapeva chi era colui che aveva detta quella parola ordinò subito ai lavoratori che gettasse di nuovo la terra sulle radici e chiamato il padre che continuava la sua strada padre Macario gli disse la metà della raccolta sarà per il convento si sparse la voce della predizione e tutti correvano a guardare il noce Infatti a Primavera fiori AB bizzeffe e a suo Tempo noci AB bizzeffe il buon benefattore non ebbe la consolazione di bacchiarri il premio della
sua carità ma il miracolo fu tanto più più grande come sentirete quel bravo uomo aveva lasciato un figliuolo di stampa ben diversa or dunque alla raccolta Il cercatore andò per risoe la metà che era dovuta al convento ma colui se ne fece nuovo affatto Ed ebbe la temerità di rispondere che non aveva mai sentito dire che i cappuccini sapessero far noci Sapete ora Cosa avvenne un giorno Sentite questa lo scapestrato aveva invitato alcuni suoi amici dello stesso pelo e gozzovigliando raccontava la storia del noce e rideva dei Frati quei giovinastri ebber voglia d' andare a
vedere quello sterminato mucchio di noci e lui li Mena su in Granaio ma sentite apre l'uscio va verso Il Cantuccio dove era stato riposto il gran mucchio e mentre dice guardate guarda egli stesso e vede che cosa un bel mucchio di foglie Secche di noce fu un esempio questo e il convento invece di scapito perché dopo un così gran fatto la cerca delle Noci rendeva tanto tanto che un benefattore mosso a compassione del povero cercatore fece al convento la carità d'un asino che aiutasse a portarle Noci a casa e si faceva tant' olio che ogni
povero veniva a prenderne secondo il suo bisogno perché noi siamo come il mare che riceve acqua da tutte le parti e la torna a distribuire a tutti i fiumi qui Ricomparve Lucia col grembiule così carico di noci che lo reggeva a fatica tenendone le due cocche in alto con le braccia Tese e allungate mentre FR Galdino levatasi di nuovo la Bisaccia metteva giù e ne scioglieva la bocca per introdurvi l'abbondante elemosina la madre fece un volto attonito e Severo a Lucia per la sua prodigalità ma Lucia Le diede un'occhiata che voleva dire mi giustificherà fragal
diino proruppe in elogi in auguri in promesse in Ringraziamenti e rimessa la Bisaccia al posto s'avviò disse Vorrei un servizio da voi vorrei che diceste al Padre Cristoforo che ho gran premura di parlargli e che mi faccia la Carità di venire da noi pover subito subito perché non possiamo andar noi alla chiesa non volete altro non passerà un'ora che il padre Cristoforo saprà il vostro desiderio mi fido non dubitate e così detto se ne andò un po' più curvo e Più contento di quel che fosse venuto al vedere che una povera ragazza mandava a chiamare
con tanta confidenza il padre Cristoforo e che il cercatore accettava la commissione senza meraviglia e senza difficoltà nessun si pensi che quel fosse un frate di dozzina una cosa da strapazzo era anzi uomo di molta autorità presso i suoi e in tutto il contorno ma tale era la condizione dei Cappuccini che nulla pareva per loro troppo basso né troppo elevato servirgli Infimi ed esser servito da potenti entrar Nei palazzi e nei tuguri con lo stesso contegno d'umiltà e di sicurezza esser talvolta nella stessa casa un soggetto di Passatempo e un personaggio senza il quale non
si decideva nulla chieder l'elemosina per tutto e farla a tutti quelli che la chiedevano al convento a tutto era avvezzo un cappuccino andando per la strada poteva ugualmente abbattersi in un principe che gli baciasse riverentemente la punta del Cordone o in una Brigata di ragazzacci che fingendo d'essere alle mani tra loro gli inzacchera la barba di fango la parola frate veniva in quei tempi proferita col più gran rispetto e col più amaro disprezzo e i cappuccini forse più d'ogni altro ordine erano oggetto di due opposti sentimenti e provavano le due opposte Fortune perché non possedendo
nulla portando un abito più stranamente diverso dal comune facendo più aperta professione d'umiltà se Esponevano più da vicino alla venerazione e al vilipendio che queste cose possono attirare da diversi umori e dal diverso pensare degli uomini partito frag Galdino tutte quelle noci esclamò Agnese in quest'anno mamma Perdonatemi rispose Lucia Ma se avessimo fatto un'elemosina come gli altri fragal Dino avrebbe dovuto girare ancora Dio sa quanto prima ad aver la Bisaccia piena Dio sa quando sarebbe tornato al convento e con le ciarle che avrebbe Fatte e sentite Dio sa se gli sarebbe rimasto in mente hai
pensato bene e poi è tutta carità che porta sempre buon frutto disse Agnese la quale coi suoi difettucci era una gran buona donna e si sarebbe come si dice buttata nel fuoco per quell'unica figlia in cui aveva riposta tutta la sua compiacenza in questa arrivò Renzo ed entrando con un volto dispettoso insieme mortificato gettò i Capponi su una tavola e fu questa l'ultima trista Vicenda delle povere bestie per quel giorno bel parere che mi avete dato disse ad Agnese m'avete mandato da un buon galantuomo da uno che aiuta veramente i poverelli e raccontò il suo
abboccamento col dottore la donna stupefatta di così trista riuscita voleva mettersi a dimostrare che il parere però eraa buono e che Renzo non doveva aver saputo far la cosa come andava fatta ma Lucia interruppe quella questione che sperava di aver trovato un Aiuto migliore Renzo accolse anche questa speranza Come accade a quelli che sono nella sventura e nell'impeto Ma se il padre disse non ci trovo un ripiego lo troverò io in un modo o nell'altro le donne consigliarono la pace la pazienza la prudenza domani disse Lucia il padre Cristoforo verrà sicuramente E vedrete che troverà
qualche rimedio di quelli che noi poveretti non sappiamo nemmeno immaginare Lo spero disse Renzo ma in Ogni caso Saprò farmi ragione o farmela fare a questo mondo c'è giustizia finalmente con dolorosi discorsi e con le andate e venute che si Sono riferite quel giorno era passato e cominciava ad imbrunire Buonanotte disse tristamente Lucia a Renzo il quale non sapeva risolversi d' andarsene Buonanotte rispose Renzo ancor più tristamente qualche santo ci aiuterà con Lucia usate prudenza e rassegnatevi La madre aggiunse altri consigli dello stesso genere e lo sposo se ne andò col cuore in tempesta ripetendo
sempre quelle strane parole a questo mondo c'è giustizia finalmente Tant'è vero che un uomo sopraffatto dal dolore non sa più quel che si dica capitolo 4 il sole non era ancora tutto apparso sull'orizzonte quando il padre Cristoforo uscì dal suo vento di Pescarenico per salire alla casetta Dov'era aspettato è Pescarenico una Terricciola sulla riva sinistra dell'Adda o vogliam dir del lago poco discosto dal ponte un gruppetto di case abitate la più parte da pescatori e addobbate qua e là di tramagli e di reti tese ad asciugare il convento era situato e la fabbrica Ne sussiste
Tuttavia al di fuori e in faccia All'entrata della terra con di mezzo la strada che da Lecco conduce a Bergamo il cielo era tutto sereno di mani mano che Il sole szava dietro il monte si vedeva la sua luce dalla sommità dei Monti opposti scendere come spiegandosi rapidamente giù per i pendi nella valle un venticello d'autunno staccando Da Rami le foglie appassite del Gelso le portava a cadere qualche passo distante dall'albero a destra e a sinistra nelle vigne sui tralci an Cortesi brillavano le foglie rosseggianti a varie tinte e la terra lavorata di fresco spiccava
Bruna e distinta nei campi di stoppie Biancastre e luccicanti dalla guazza la scena era lieta ma ogni figura d'uomo che vi apparisse rattristava lo sguardo e il pensiero ogni tanto si incontravano mendichi laceri e macilenti o invecchiati nel mestiere o spinti Allora dalla necessità aender la mano passavano zitti accanto al Padre Cristoforo lo guardavano pietosamente e benché non avesser nulla a sperare da lui Giacché un cappuccino non toccava mai moneta gli facevano un inchino di Ringraziamento per l'elemosina che avevano ricevuta o che andava a cercare al convento lo spettacolo dei Lavoratori sparsi nei campi aveva
qualcosa d' ancor più doloroso alcuni andavan gettando le loro semente Rade con risparmio E a malincuore come chi arrischia cosa che troppo gli preme altri spingevano La vanga come a stento e rovesciavano svogliatamente la zolla la fanciulla scarna tenendo per la corda al pascolo la vaccher Magra stecchita guardava Innanzi e si chinava in fretta a rubarle per cibo della famiglia qualche Erba di cui la fame aveva insegnato che anche gli uomini potevano vivere Questi spettacoli accrescevano ad ogni passo l' mestizia Del Frate il quale camminava già col tristo presento in cuore d'andare a sentire qualche
sciagura Ma perché si prendeva tanto pensiero di Lucia e perché al primo avviso si era mosso con tanta sollecitudine come ad una chiamata del Padre provinciale e chi era questo Padre Cristoforo bisogna soddisfare a tutte queste domande il padre Cristoforo era un uomo più vicino ai 60 che ai 50 anni il suo Caporaso Salvo La piccola corona di capelli che vi girava intorno secondo il rito cappuccinese dal tero ed inquieto e subito s' abbassava per riflessione d'umiltà la barba bianca e lunga che gli copriva le guance e il mento faceva Ancor più risaltare le forme
rilevate della parte superiore del volto alle quali un'astinenza già da gran pezzo abituale aveva assai più aggiunto di gravità che tolto d'espressione due occhi incavati eran perlop chinati a terra Ma talvolta sfolgoranti come due cavalli Bizzarri condotti a mano da un Cocchiere col quale sanno per esperienza che non si può vincerla pure fanno di tempo in tempo qualche sgambetto che scontano Subito con una buona tirata di morso il padre Cristoforo non era sempre stato così né sempre era stato Cristoforo il suo nome di battesimo era Lodovico era figliuolo d' un mercante che nei suoi ultimi
anni trovandosi assai fornito di beni e con quell'unico figliuolo aveva rinunziato al traffico e s era dato a viver da Signore nel suo nuovo ozio cominciò ad entrargli in corpo una gran vergogna di tutto quel tempo che aveva speso a far Qualcosa in questo mondo predominato da una tal fantasia studiava tutte le maniere di far dimenticare che era stato mercante avrebbe voluto poterlo dimenticare anche lui ma il Fondaco le balle il libro Il braccio gli comparivano sempre nella memoria come l'ombra di banco a Macbeth anche tra la pompa delle mense e il sorriso dei parassiti
e non si potrebbe dire la cura che dovevano aver quei poveretti per schivare ogni parola che potesse parere Allusiva all'Antica condizione del convit un giorno per raccontarne una un giorno sul finir della tavola nei momenti della più viva e schietta allegria che non si sarebbe potuto dire chi più godesse o la Brigata di sparecchiare o il padrone d'aver apparecchiato andava stuzzicando con superiorità amichevole uno di quei commensali il più onesto Mangiatore del mondo Questo per corrispondere alla Celia Senza la minima ombra di malizia Proprio col Candore d' un bambino rispose Eh io fa l'orecchio del
mercante egli stesso fu subito colpito dal suono della parola che gli era uscita di bocca guardò con faccia incerta Alla faccia del padrone che s'era rannuvolato l'uno e l'altro avrebber voluto riprendere quella di prima ma non era possibile gli altri convitati pensavano ognun da sé al modo di sopire il piccolo scandalo e di fare una diversione Ma pensando tacevano e in quel silenzio lo scandalo era più Manifesto Ognuno scansava di incontrare gli occhi degli altri Ognuno sentiva che tutti erano occupati del pensiero che tutti volevan dissimulare La gioia per quel giorno se ne andò e
l'imprudence o per parlar con più giustizia lo sfortunato non ricevette più invito così il padre di Ludovico passo gli ultimi suoi anni in angustie continue temendo sempre ad essere schernito e non riflettendo mai che il vendere non è cosa più ridicola che il comprare e che Quella professione di cui Allora si vergognava l'aveva pure esercitata per tanti anni in presenza del pubblico e senza rimorso fece educare il figlio nobilmente secondo la condizione dei tempi e per quanto gli era concesso dalle leggi e dalle consuetudini gli diede maestri di lettere ed esercizi cavallereschi e morì lasciandolo
ricco e giovinetto Lodovico aveva contratte abitudini signorili e gli adulatori tra i quali Era cresciuto l'avevano avvezzato ad essere trattato con molto rispetto Ma quando volle mischiarsi coi principali della sua città trovò un fare ben diverso da quello a cui era accostato e vide che a voler essere della Lor compagnia come avrebbe desiderato gli conveniva fare una nuova scuola di pazienza e di sommissione per stare sempre al di sotto e ingozzarti una tal maniera di vivere non accordava né Con l'educazione né con la Natura di Ludovico s'allontanò da indispettito Ma poi ne stava lontano con
rammarico perché gli pareva che questi veramente avrebbero dovuto essere i suoi compagni soltanto li avrebbe voluti più trattabili con questo misto di inclinazione e di rancore non potendo frequentarli familiarmente e volendo pure avere a che fare con loro in qualche modo S era data a competer con loro di sfoggi e di magnificenza la sua indole onesta insieme e violenta L'aveva poi imbarcato per tempo in altre gare più serie sentiva un orrore spontaneo e sincero per langerie e per i soprusi orrore reso ancor più vivo in lui dalla qualità delle persone che più ne commettevano alla
giornata che erano appunto coloro coi quali aveva più di quella ruggine per acquietare o per esercitare tutte queste passioni in una volta prendeva volentieri le parti di un debole sopraffatto si piccava di farci stare un soverchiatore prometteva in una Briga se ne tirava addosso un'altra tanto che a poco a poco venne a costruirsi come un protettor degli oppressi è un vendicatore dei Torti l'impiego era gravoso e non è da domandare se il povero Ludovico avesse nemici impegni e pensieri oltre la guerra esterna era poi tribolato continuamente da contrasti interni perché a spuntarla in un impegno
senza parlare di quelli in cui restava al di sotto doveva anche lui adoperar raggiri E violenze che la sua coscienza non poteva poi a provare doveva tenersi intorno un buon numero di bravacci E così per la sua sicurezza come per averne un aiuto più vigoroso doveva scegliere i più arrischiati cioè i più ribaldi e vivere co birboni per amor della Giustizia tanto che più d' una volta o scoraggino dopo una trista riuscita o inquieto per un pericolo imminente annoiato dal continuo guardarsi stomacato della sua compagnia In pensiero dell'avvenire per le sue sostanze che se ne
andavan di giorno in giorno in opere buone e in braveria più d' una volta gli era saltata la fantasia di farsi frate che a quei tempi era il ripiego più comune per uscir di impic Ma questa che sarebbe forse stata una fantasia per tutta la sua vita divenne una risoluzione a causa di un accidente il più serio che gli fosse ancor capitato andava un giorno per una strada della sua città seguito da due bravi e Accompagnato da un tal Cristoforo altre volte giovine di Bottega e dopo chiusa questa ha diventato maestro di casa era un
uomo di circa 50 anni affezionato dalla gioventù a Lodovico che aveva veduto nascere e che tra salario e regali gli dava non solo da vivere ma di che mantenere e tirar su una numerosa famiglia vide Lodovico spuntar da lontano un signor tale arrogante e soverchiatore di professione col quale non aveva mai parlato in vita sua Ma che Gli era cordiale nemico e al quale rendeva pur di cuore il Contraccambio Giacché è uno dei vantaggi di questo mondo quello di poter odiare ed essere odiati senza conoscersi Costui seguito da quattro bravi s' avanzava diritto con passo
superbo con la testa alta con la bocca composta all'alter Gia e allo sprezzo tutte e due camminavano rasente al muro ma Ludovico notate bene lo strisciava con l'ato destro e ciò Secondo una consuetudine Gli dava il diritto Dove mai si va a ficcare il diritto di non staccarsi dal detto muro per dar passo a chi si fosse cosa della quale allora si faceva Gran Caso l'altro pretendeva all'opposto che quel diritto compet a lui come a Nobile e che a Ludovico toccasse d'andar nel mezzo e ciò in forza ad un'altra consuetudine però che in questo Come
accade in molti altri affari erano in vigore due consuetudini contrarie senza che fosse deciso qual delle due fosse la Buona il che dava l'opportunità di fare una guerra ogni volta che una testa dura s' abbattesse in un'altra della stessa tempra Quei due si venivano incontro ristretti alla moraglia come due figure di basso rilievo ambulanti quando si trovarono avviso avviso il signor squadrando Ludovico a Capo Alto col cipiglio imperioso gli disse in un tono corrispondente di voce fate luogo fate luogo voi rispose Lodovico la diritta è mia coi vostri pari è sempre mia sì se L'arroganza
dei vostri pari fosse legge per i pari miei i bravi dell'uno e dell'altro erano rimasti Fermi ciascuno dietro il suo padrone guardandosi in cagnesco con le mani alle daghe Preparati alla battaglia la gente che arrivava di qua e di là si teneva in distanza ad osservare il fatto e la presenza di quegli spettatori animava sempre più il puntiglio dei contendenti nel mezzo vile meccanico o Chio ti insegno una volta Come si tratta coi gentiluomini voi mentite che io sia vile tu menti che io abbia mentito questa risposta era di prammatica E se tu fossi Cavaliere
come sono io aggiunse quel signore ti vorrei far vedere con la spada e con la ca che il mentitore sei tu È un buon pretesto per dispensari di sostener C fatti l'insolenza delle vostre parole gettate nel fango questo ribaldo disse il gentiluomo voltandosi ai suoi vediamo Disse Lodovico dando subitamente un passo indietro e mettendo mano alla spada temerario gridò l'altro sfoderando la sua io spezzerò questa quando sarà macchiata del tuo vil sangue così s' avventarono L'uno sull'altro i servitori delle due parti si slanciarono allaa difesa dei loro padroni il combattimento era disuguale per il numero
e anche perché Lodovico mirava piuto a scansare i colpi e a disarmare il nemico che ad ucciderlo Ma questo voleva la morte di Lui ad ogni costo Lodovico aveva già ricevuta al braccio sinistro una pugnalata d' un bravo e una sgraffiti leggera in una guancia e il nemico principale gli piombava addosso per finirlo quando Cristoforo vedendo il suo padrone nell'estremo pericolo andò col pugnale addosso al signore questo rivolta tutta la sua ira contro di lui lo passò con la spada a quella vista Lodovico come fuor di sé cacciò la sua nel ventre del feritore il
quale cadde Moribondo quasi ad un punto col povero Cristoforo i bravi del gentiluomo visto che era finita Si diedero alla fuga malconci quelli di Lodovico tartassati e sfregiati anche loro non essendovi più a chi dare e non volendo trovarsi in Picciati nella gente che già correva scanton arono dall'altra parte e Lodovico si trovò solo con quei due funesti compagni ai piedi in mezzo ad una folla Com'è andata è uno son due gli ha fatto un occhiello nel ventre Chi è Stato ammazzato quel prepotente Oh Santa Maria che sconquasso chi cerca trova una le paga tutte
ha finito anche lui che colpo vuole essere una faccenda seria e quell'altro disgraziato Misericordia Che spettacolo salvatelo salvatelo sta fresco anche lui vedete come concio Butta sangue da tutte le parti scappi scapp non si lasci prendere queste parole che più di tutte si facevan sentire nel frastuono confuso di quella folla esprimevano il voto Comune e col Consiglio venne anche l'aiuto Il fatto era caduto vicino ad una chiesa di Cappuccini asilo Come ognun sa impenetrabile allora a Birri e a tutto quel complesso di cose e di persone che si chiamava la giustizia l'uccisore ferito fu quii
condotto o portato dalla folla quasi fuor di sentimento e i frati lo ricevettero da dalle mani del popolo che glielo raccomandava dicendo è un uomo da bene che ha freddato un birbone superbo l'ha Fatto per sua difesa C'è stato tirato per i capelli Lodovico non aveva mai prima d'allora sparso sangue e benché l'omicidio fosse a quei tempi cosa tanto comune che gli orecchi d'ognuno erano avvezzi a sentirlo raccontare e gli occhi a vederlo pure l'impressione che egli ricevette dal veder l'uomo morto per lui e l'uomo morto da lui fu nuova e indicibile fu una rivelazione
di sentimenti ancora sconosciuti il cadavere del suo nemico l'alterazione Di quel volto che passava In un momento dalla minaccia e dal furore all'abbattimento e alla quiete solenne della morte fu una vista che cambiò in un punto l'animo dell'uccisore strascinato al convento non sapeva quasi dove si fosse né cosa si facesse e quando fu tornato in sé si trovò in un letto dell'infermeria nelle mani del Frate chirurgo i cappuccini ne avevano ordinariamente uno in ogni convento che accomodava faldella e fasce Sulle due ferite che gegli aveva ricevute Nello scontro un padre il cui impiego particolare era
ad assistere i moribondi e che aveva spesso avuto AR render questo servizio sulla strada fu chiamato subito al luogo del combattimento tornato pochi minuti dopo entrò nell'infermeria e avvicinatosi al letto dove Lodovico giaceva consolatevi gli disse almeno è morto bene e m'ha incaricato di chiedere il vostro perdono e di portarvi il suo questa parola fece Rinvenire affatto il povero Lodovico e gli Ris svegliò più vivamente e più distintamente i sentimenti che eran confusi e affollati nel suo animo dolore dell'amico sgomento e rimorso del colpo che gli era uscito di mano e nello stesso tempo un'angosciante
al frate l'altro era spirato quand'io arrivai frattanto gli accessi e i contorni del Convento formicol Avan di popolo curioso ma giunta la sbirraglia fece smaltirla Folla e si post ad una certa distanza dalla porta in modo però che nessuno potesse uscirne inosservato un fratello del morto due suoi cugini e un vecchio zio vennero pure armati da capo a piedi con grande accompagnamento di bravi e si misero a far la ronda intorno guardando con aria e con atti di dispetto minaccioso quei curiosi che non osavano dire gli sta bene ma l'avevano scritto in viso appena Ludovico
ebbe potuto raccogliere i suoi Pensieri chiamato un frate confessore lo pregò che cercasse della vedova di Cristoforo le chiedesse in suo nome perdono d'essere stato lui la cagione quantunque ben certo involontaria di quella desolazione e nello stesso tempo l' assicurasse che gli prendeva la famiglia sopra di sé riflettendo quindi ai casi suoi sentì rinascere più che mai vivo e serio quel pensiero di farsi frate che altre volte gli era passato per la mente gli parve che Dio medesimo L'avesse messo sulla strada e datogli un segno del suo volere facendolo capitare in un convento in quella
congiuntura e il partito fu preso fece chiamare il guardiano e gli manifestò il suo desiderio nebbe in risposta che bisognava guardarsi dalle risoluzioni precipitate Ma che se persisteva non sarebbe rifiutato Allora fatto venire un Notaro dettò una donazione di tutto ciò che gli rimaneva che era Tuttavia un bel patrimonio alla famiglia di Cristoforo Una somma Alla Vedova come se le costituisse una contrad e il resto a otto figliuoli che Cristoforo aveva lasciati la risoluzione di Ludovico veniva molto proposito per i suoi ospiti i quali per cagion sua erano in un bell' intrigo rimandarlo dal convento
ed esporlo così alla giustizia cioè Alla vendetta dei suoi nemici Non era partito da metter neppure in consulta sarebbe stato lo stesso che rinunziare ai propri privilegi screditare il convento presso Il popolo attirarsi il biasimo di tutti i cappuccini dell'universo per aver lasciato violare il diritto di tutti con citarsi contro tutte le autorità ecclesiastiche le quali si consideravano come turici di questo diritto D'altra parte la famiglia dell'ucciso potente assai e per sé e per le sue aderenze s'era messa al punto di voler vendetta e dichiarava suo nemico chiunque S tentasse di mettervi ostacolo La storia
non dice che a loro dolesse molto Dell'ucciso e nemmeno che una lacrima fosse stata sparsa per lui in tutto il parentato dice soltanto che eran tutti smaniosi d'aver nell'unghia l'uccisore o vivo o morto Ora questo vestendo l'abito di cappuccino accomodava ogni cosa faceva in certa maniera un emenda si imponeva una penitenza si chiamava implicitamente in colpa si ritirava da ogni gara era insomma un nemico che depon l'armi i parenti del morto potevano poi anche se loro piacesse Credere e vantarsi che s'era fatto frate per disperazione e per terrore del loro sdegno e ad ogni modo
ridurre un uomo a spro priari del suo a tosari la testa a camminare a piedi nudi a dormir su un Saccone a vivere D le mosina poteva parere una punizione competente anche a l'offeso più borioso il padre guardiano si presentò con un'umiltà disinvolta al fratello del morto e dopo mille proteste di rispetto per l'illustrissima casa e di desiderio Di compiacere ad essa in tutto ciò che fosse fattibile parlò del pentimento di Lodovico e della sua risoluzione facendo garbatamente sentire che la casa poteva esserne contenta e insinuando poi Suavemente e con maniera più destra che piacesse
o non piacesse la cosa dove essere il fratello diede inis manie che il cappuccino lasciò svaporare dicendo di tempo in tempo è un troppo giusto dolore fece intendere che in ogni caso la sua famiglia avrebbe saputo prendersi Una soddisfazione e il cappuccino qualunque cosa ne pensasse non disse di no finalmente richiese impose come una condizione che l'uccisore di suo fratello partirebbe subito da quella città il guardiano che aveva già deliberato che questo fosse fatto disse che si farebbe lasciando che l'altro credesse se gli piaceva esser questo un atto d'ubaldo un uomo e i loro privilegi
senza farsi alcun nemico contenti i Dilettanti di Cavalleria che vedevano un affare terminarsi lodevolmente contento il popolo che vedeva fuor di impiccio un uomo ben voluto e che nello stesso tempo ammirava una conversione contento finalmente più di tutti in mezzo al dolore il nostro Lodovico il quale cominciava una vita di espiazione e di servizio che potesse Se non riparare pagare almeno il malfatto e rintuzzare il pungolo intollerabile del rimorso il sospetto che la sua risoluzione fosse Attribuita alla paura l'a afflisse un momento ma si consolò subito col pensiero che anche quell' ingiusto giudizio sarebbe un
gastigo per lui e un mezzo Des espiazione così a 30 anni si ravvolse nel sacco e dovendo secondo l'uso lasciare il suo nome e prenderne un altro ne scelse uno che gli ramasse ogni momento ciò che aveva da espiare e si chiamò Fra Cristoforo appena compita la cerimonia della vestizione il guiano gli intimò Che sarebbe andato a fare il suo Noviziato 60 miglia lontano e che partirebbe all'indomani il novizio si inchin profondamente e chiese una grazia Permettetemi padre disse che prima di partir da questa città dove ho sparso il sangue d' un uomo Dove lascio
una famiglia crudelmente offesa io la ristoria almeno dell'affrancatura mia intenzione il rancore dall'animo al guardiano parve che Un tal Passo oltre all'esser buono in sé servirebbe a riconciliare sempre più la famiglia col convento e andò deviato da quel signor fratello ad esporgli la domanda di Fra Cristoforo a proposta così inaspettata con lui sentì insieme con la meraviglia un ribollimento di sdegno non però senza qualche compiacenza dopo aver pensato un momento venga domani disse e assegnò l'ora il guardiano tornò a portare al novizio il consenso Desiderato il gentiluomo pensò subito che quanto più quella soddisfazione fosse
solenne e clamorosa tanto più accrescerebbe il suo credito presso tutta la parentela e presso il pubblico e sarebbe per dirla con un'eleganza moderna una bella pagina nella storia della famiglia fece avvertire in fretta tutti i parenti che all'indomani a le anticamere il cortile la strada formicol Avan di servitori di Paggi di bravi e di curiosi Fra Cristoforo vide Quell'apparecchio ne indovino il motivo e provò un legger turbamento ma dopo un istante disse tra sé sta bene La ucciso in pubblico alla presenza di tanti suoi nemici quello fu scandalo Questa è riparazione così con gli occhi
bassi col padre compagno al fianco passò alla porta di quella casa attraversò il cortile tra una folla che lo squadrava con con una curiosità poco cerimoniosa salì le scale e di mezzo all'altra folla signorile che fece ala Al suo passaggio Seguito da 100o sguardi giunse alla presenza del padron di casa il quale circondato da parenti più prossimi stava ritto nel mezzo della sala con lo sguardo a terra e il mento in aria impugnando con la mano sinistra il pomo della spada e stringendo con la destra il bavero della cappa sul petto c'è talvolta nel volto
e nel contegno di un uomo un'espressione così immediata si direbbe quasi un'effusione dell'animo intero che in una folla di Spettatori Il giudizio sopra quell'animo sarà un solo il volto e il contegno di Fra Cristoforo disser chiaro agli astanti che non s'era fatto frate né veniva quell' umiliazione per timore umano e questo cominciò a conciliar glieli tutti quando vide l'offeso affrettò il passo gli si pose in ginocchioni ai piedi incrociò le mani sul petto e chinando la testa Rasa disse Queste parole Io sono l'omicida di suo fratello sai Dio se vorrei Restituirglielo a costo del mio
sangue ma non potendo altro che farli inefficaci e tarde scuse la supplico d' accettarle Per amor di Dio tutti gli occhi erano immobili sul novizio e sul personaggio a cui egli parlava tutti gli orecchi eran tesi quando fra cristofor tacque s'alzò per tutta la sala un mormorio di Pietà e di rispetto il gentiluomo che stava in atto di degnazione forzata e dira compressa fu turbato da quelle parole E chinandosi Verso l'inginocchiatoio salzi padre Mio fratello non lo posso negare era un cavaliere era un uomo un po' impetuoso un po' vivo ma tutto accade per disposizione
di Dio non se ne parli più ma padre lei non deve stare in codesta positura e presolo per le braccia lo sollevò Fra Cristoforo in piedi ma col capochino rispose io posso Dunque sperare che lei mi abbia concesso il suo perdono e se lo tengo da lei da Chi non devo sperarlo Ah se io potessi sentire dalla sua bocca questa parola perdono perdono disse il gentiluomo lei non ne ha più bisogno maure poiché lo desidera Certo certo io le perdono di cuore e tutti tutti tutti gridarono ad una voce gli astanti il volto del Frate
S aprì ad una gioia riconoscente sotto la quale traspariva però ancora un'umile e profonda compunzione del male a cui la remissione degli uomini non poteva riparare il gentiluomo vinto da Quell'aspetto e trasportato dalla commozione generale gli gettò le braccia al collo e gli diede e ne ricevette il bacio di pace un bravo bene scoppiò da tutte le parti della sala tutti si mossero e si strinsero intorno al frate intanto vennero servitori con gran copia di rinfreschi il gentiluomo si raccosta al nostro Cristoforo il quale faceva segno di volersi licenziare e gli disse padre Gradisca qualche
cosa mi dia questa Prova d'amicizia e si mise per servirlo prima d'ogni altro ma egli ritirandosi con una certa Resistenza cordiale queste cose disse non fanno più per me ma non sarà mai CH io rifiuti i suoi doni Io sto per mettermi in viaggio si degni di farmi portare un pane perché io possa dire d'aver goduto la sua carità d'aver mangiato il suo pane e avuto un segno del suo perdono il gentiluomo commosso ordinò che così si facesse E venne subito un cameriere in gran gala Portando un pane su un piatto d'argento e lo presentò
al padre il quale presolo e ringraziato lo mise nella sporta chiese quindi licenza e abbracciato di nuovo il padron di casa e tutti quelli che trovandosi più vicini a lui poterono impadronirsene un momento Si liberò da essi a fatica ebbe a combatter nell anticamere per R sbrigarsi da servitori e anche da bravi che gli baciavano il Lembo dell'abito il cordone il cappuccio e si trovò nella strada portato come in Trionfo e accompagnato da una folla di popolo fino ad una porta della città donde uscì cominciando il suo pedestre viaggio verso il luogo del suono viziato
il fratello dell'ucciso e il parentado che s'erano aspettati da assaporare in quel giorno la trista gioia dell'orgoglio si trovarono invece ripieni della gioia Serena del perdono e della benevolenza la compagnia si trattenne ancor qualche tempo con una bonarietà e con una Cordialità insolita In ragionamenti ai quali nessuno era preparato andando là invece di soddisfazioni prese di soprusi Vendicati di impegni spuntati le lodi del novizio la riconciliazione la mansuetudine furono i temi della conversazione e uno che per la cuna volta avrebbe raccontato come il conte Muzio suo padre aveva saputo in quella famosa congiuntura far stare
a dovere Il marchese Stanislao che era quell rodom Monte che ognun sa parlò invece delle penitenze e della pazienza Mirabile d'un fra Simone morto molt'anni prima partita alla compagnia il padrone ancor tutto commosso riandava tra sé con maraviglia ciò che aveva inteso ciò che gli medesima aveva detto e borbottava tra i denti diavolo d'un frate bisogna bene che noi trascriviamo le sue precise parole diavolo d'un frate se rimaneva lì in ginocchio ancora per qualche momento Quasi quasi gli chiedevo Scusa io che m'abbia ammazzato il fratello la nostra storia nota Espressamente che da quel giorno in
poi quel signore fu un po' Men precipitoso e un po' più alla mano il padre Cristoforo camminava con una consolazione che non aveva mai più provata dopo quel giorno terribile ad espiare il quale tutta la sua vita doveva essere con sacrata il silenzio che era imposto ai novizi l'osserva senza veders ne assorto com'era nel pensiero delle fatiche delle privazioni e delle umiliazioni che avrebbe sofferte Per riscontare il suo fallo fermandosi all'ora della Refezione passò un benefattore mangiò con una specie di voluttà del pane del perdono ma ne serbò un pezzo e lo ripose nella sporta
per tenerlo come un ricordo perpetuo non è nostro disegno di far la storia della sua vita claustrale diremo soltanto che adempiendo sempre con gran voglia e con gran cura gli Uffizi che gli venivano ordinariamente assegnati di predicare ed assistere i moribondi non Lasciava mai sfuggire un'occasione di esercitarne due altri che serea imposti da sé accomodare differenze e proteggere gli oppressi in questo genio entrava per qualche parte senza che gli se ne AV vedesse quella sua vecchia abitudine e un restic cholo di spiriti Guerreschi che le umiliazioni e le macerazioni non avevan potuto spegnere del tutto
il suo linguaggio era abitualmente umile e posato Ma quando si trattasse di giustizia o di verità combattuta l'uomo S' animava ad un tratto dall'impeto antico che secato e modificato da un'enfasi solenne venut gli dall'uso del predicare dava quel linguaggio un carattere singolare tutto il suo contegno come l'aspetto annunziava una lunga guerra tra un indole focosa risentita e una volontà opposta abitualmente vittoriosa sempre allerta e diretta da motivi e da ispirazioni superiori un suo confratello ed amico che lo conosceva bene l'aveva Una volta paragonato a quelle parole troppo espressive nella loro forma naturale che alcuni anche
ben educati pronunziano quando la passione trabocca smozzicate con qualche lettera motata parole che in quel travisamento fanno però ricordare della loro energia primitiva se una poverella sconosciuta nel tristo caso di Lucia avesse chiesto l'aiuto del padre cristofo Egli sarebbe corso immediatamente trattandosi poi di Lucia accorse con tanta più Sollecitudine in quanto conosceva e ammirava l'innocenza di lei era già in pensiero per i suoi pericoli e sentiva un'indigestione Santa per La turpe persecuzione della quale era divenuta l'oggetto oltre di ciò avendola consigliata per il meno male di non palesare nulla e di starsene quieta temeva ora
che il consiglio potesse aver prodotto qualche tristo effetto e alla sollecitudine di carità che era in lui come ingenita aggiungeva in questo caso Quell'angoscia scrupolosa che spesso tormenta i buoni ma intanto che noi siamo stati a raccontare i fatti del padre Cristoforo è arrivato Si è affacciato all'uscio e le donne lasciando il manico dell'aspo che faceva Ang girare stridere si sono alzate dicendo ad una voce oh padre Cristoforo sia Benedetto capitolo 5 il qual Padre Cristoforo si fermò ritto sulla soglia e appena ebbe dato Un'occhiata alle donne dovette accorgersi che i suoi presentimenti non erano
falsi onde con quel tono di interrogazione che va incontro ad una trista risposta alzando la barba con un moto leggero della testa all'indietro disse EB bene Lucia rispose con uno scoppio di pianto la madre cominciava a far le scuse d' aver usato ma il frate s' avanzò e messosi a sedere sur un panchetto a tre piedi troncò i complimenti dicendo a Lucia Quiet datevi Povera figliuola e voi disse poi ad Agnese raccontatemi cosa c'è mentre la buona donna faceva alla meglio la sua dolorosa relazione il frate diventava di mille colori e ora alzava gli occhi
al cielo ora batteva i piedi terminata la storia si coprì il volto con le mani ed esclamò Oddio Benedetto fino a quando ma senza compir la frase voltandosi di nuovo alle donne poverette disse Dio vi ha visitate Povera Lucia non ci abbandonerà padre Disse questa signora izzando abbandonarvi rispose e con che faccia potrei io Chiedere a Dio qualcosa per me quando vi avessi abbandonata voi in questo stato Voi che egli mi confida non vi perdete d'animo Egli va assisterà egli vede tutto egli può Servirsi anche di un uomo da nulla come sono io per confondere
un vediamo pensiamo quel che si possa fare così dicendo appoggiò il gomito sinistro sul ginocchio Chinò la fronte Nella Palma e con la destra strinse la e il mento come per tener ferme e unite tutte le potenze dell'animo Ma la più attenta considerazione Non serviva che a fargli scorgere più distintamente quanto il caso fosse pressante e intrigato e quanto scarsi quanto incerti e pericolosi i ripieghi mettere un po' di vergogna a Don abondio e fargli sentire quanto manchi al suo dovere vergogna e dovere sono un nulla per lui quando ha paura e Fargli paura che
mezzi ho io mai di fargliene una che superi quella che Add una schioppettata informar di tutto il cardinale arcivescovo e invocar la sua autorità ci vuol tempo e intanto e poi quando anche questa povera innocente fosse maritata sarebbe questo un freno per quell'uomo Chissà qual segno possa arrivare e resistergli come Ah se potessi pensava il povero frate Se potessi tirar dalla mia i miei frati di Qui quei di Milano M non è un affare comune sarei abbandonato Costui fa l'amico del Convento si spaccia per partigiano de ccini e i suoi bravi non son venuti più
d' una volta a ricoverarsi da noi sarei solo in ballo mi bucherei anche dell' inquieto dell'imbroglione dell' tacc brighe e quel che più Potrei forse anche con un tentativo fuor di tempo peggiorare la condizione di questa poveretta contraes il pro e il contro di queste di Quel partito il migliore gli parve d' affrontare Don Rodrigo stesso tentar di smuoverlo dal suo infame proposito con le preghiere coi terrori dell'altra vita anche di questa se fosse possibile Alla peggio Si potrebbe almeno conoscere per questa via più distintamente quanto colui fosse ostinato nel suo sporco impegno scoprir di
più le sue intenzioni e prender consiglio da ciò mentre il frate stava così meditando Renzo il quale per tutte le ragioni che ognun può Indovinare non sapeva star lontano da quella casa era comparso sull'uscio ma ha visto il padre sopra pensiero e le donne che facevan cenno di non disturbarlo si fermò sulla soglia in silenzio alzando la per comunicare alle donne il suo progetto il frate s'accorse di lui e lo salutò in un modo che esprimeva un'affezione consueta resa più intensa dalla pietà le hanno detto padre gli domandò Renzo con voce commossa purtroppo e per
questo son qui Che dice di quel birbone che vuoi che io dica di lui non è qui a sentire che gioverebbero le mie parole dico a te il mio Renzo che tu Confidi in Dio e che Dio non t' abbandonerà benedette le sue parole esclamò il giovane lei non è di quelli che Dan sempre torto ai poveri ma il signor Curato è quel signor dottore delle cause perse non rinvangare quello che non può servire ad altro che ad inquietarti inutilmente Io sono un povero frate ma ti ripeto quel che ho Detto a queste donne per
quel poco che posso non va abbandonerò no lei non è come gli amici del mondo Carloni che avesse creduto alle proteste che mi facevan costoro nel buon tempo eh eran pronti a dare il sangue per me sostenuto contro il diavolo se avessi avuto un nemico Bastava che mi lasciassi intendere avrebbe finito presto di mangiar pane e ora se vedesse Come si ritirano a questo punto alzando gli occhi al volto del padre vide che s'era Tutto rannuvolato e s' accorse d' aver detto ciò che conveniva tacere Ma volendo raccomar s'andava intrigando e imbrogliando Volevo dire non
intendo dire cioè volevo dire cosa volevi dire e che tu avevi Dunque cominciato a l'opera mia prima che fosse intrapresa Buon per te che sei stato disingannato in tempo che tu andavi in cerca d'amici quali amici che non t' avrebber potuto aiutare neppur volendo e cercavi di perder quel solo che lo può e lo vuole non sai tu Che Dio è l'amico dei tribolati che confidano in lui non sai tu che a metter fuori l'unghie il debole non ci guadagna e quando pure a questo punto afferrò fortemente il braccio di Renzo il suo aspetto senza
perdere d' autorità s' atteggi di una compunzione solenne gli occhi si abbassarono la voce divenne lenta e come sotterranea quando pure è un terribile guadagno Renzo vuoi tu confidare in me che dico in me omiciattolo fraticello vuoi tu confidare In Dio no sì rispose Renzo Quello è il Signore davvero Ebbene prometti che non affronterai che non provocherà nessuno che ti lascerai guidar da me lo prometto Lucia fece un gran respiro come se le avesse levato un peso d'addo e Agnese disse Bravo figliolo sentite figliuoli riprese Fra Cristoforo Io andrò oggi a parlare con quell'uomo se
Dio gli tocca il cuore e dà forza alle mie parole bene sennò egli Ci farà trovare qualche altro rimedio Voi intanto statevi quieti ritirati scansate le ciarle non vi fate vedere stasera o domattina al più tardi mi rivedrete detto questo troncò tutti i ringraziamenti e le benedizioni e partì s'avviò al convento arrivò a tempo d' andare in coro a cantar sesta desin e si mise subito in cammino verso il covile della fiera che non voleva Provarsi da manzare il Palazzotto di don Rodrigo sorgeva isolato ad una somiglianza ad Una Bicocca sulla cima ad uno dei
Poggi onde sparse e rilevata quella costiera a questa indicazione l'anonimo aggiunge che il luogo avrebbe fatto meglio meglio a scriverne alla buona il nome era più in su del paesello degli sposi discosto da questo forse 3 miglia e qu dal convento a pied del Poggio dalla parte che guarda a al muro schioppi tromboni zappe Rastrelli cappelli di paglia reticelle e Fiaschetti da polvere alla rinfusa la Gente che vi si incontrava erano Macci tarchiati e arcigni con un gran ciuffo AR rovesciato sul capo e chiuso in una reticella vecchi che perdute le zanne parevan sempre pronti
chi nulla nulla Gli aizz asse a digrignare le gengive donne con certe facce maschie e con certe braccia nerborute buone da venire in aiuto della lingua quando questa non bastasse n ganti e nelle mosse dei Fanciulli stessi che giocavano per la strada si vedeva un non so che di Petulante e di provocativo Fra Cristoforo attraversò il villaggio salì per una viuzza a chiocciola e pervenne su una piccola spianata davanti al Palazzotto la porta era chiusa segno che il padrone stava desin e non voleva esser frastornato le rade e piccole finestre che davan sulla strada chiuse
da imposte sconnesse e consunte dagli anni eran però difese da grosse inferriate e Quelle del pianterreno tant' alte che appena vi sarebbe arrivato un uomo sulle spalle d'un altro regnava quii un gran silenzio e un passeggero avrebbe potuto credere che fosse una casa abbandonata se quattro creature due vive e due morte collocate in simmetria di fuori non avesser dato un indizio d'abitanti due grandi avvoltoi con l'Ali spalancate coi teschi penzoloni l'uno spennacchiato e mezzo Roso dal tempo l'altro ancor saldo e pennuto erano inchiodati Ciascuno sur un battente del portone e due bravi sdraiati ciascuno sur
una delle Panche Poste a destra e a sinistra facevano la guardia aspettando d' essere chiamati a goder gli avanzi della tavola del Signore il padre si fermò ritto in atto di chi si dispone ad aspettare ma un de bravis alzò e gli disse Padre Padre venga pure avanti Qui non si fanno aspettare i cappuccini Noi siamo amici del convento e io ci sono stato in certi Momenti che fuori non era troppo buon aria per me e se mi avesser tenuta la porta chiusa la sarebbe andata male così dicendo diede due picchi col martello a quel
suono risposero subito di dentro gli urli e le strida di mastini e di cagnolini e pochi momenti dopo giunse borbottando un vecchio servitore ma veduto il padre gli fece un grande inchino acquietò le bestie con le mani e con la voce introdusse l'ospite in un angusto cortile e richiuse la porta Accompagnatelo poi in un salotto e guardandolo con una certa aria di meraviglia e di rispetto disse non è lei il padre Cristoforo di Pescarenico per l'appunto lei qui come vedete buon uomo sarà per far del bene del bene continuò mormorando tra i denti e rinc
ammin andos se ne può far per tutto attraversati due o tre Altri salotti oscuri arrivarono all'uscio della sala del Convito qui Vi un gran frastuono confuso di forchette di coltelli di Bicchieri di piatti e soprattutto di voci di scordi che cercavano a vicenda di soverchi Arsi il frate voleva ritirarsi e stava contrastando dietro l'uscio col servitore per ottenere d'esser lasciato in qualche canto della casa finché il pranzo fosse terminato quando l'uscio s' aprì un certo Conte Attilio che stava seduto in faccia era un cugino del padron di casa e abbiamo già fatta menzione di lui
senza nominarlo veduta una testa rasa e una Tonaca e accortosi dell'intenzione modesta del buon frate eh Ehi gridò non ci scappi padre riverito avanti avanti Don Rodrigo senza indovinare precisamente il soggetto di quella visita pure per non so qual presentimento confuso ne avrebbe fatto di meno ma poiché lo spensierato d'attilio aveva fatta quella gran chiamata non conveniva a lui di tirarsene indietro e disse venga padre venga il padre s' avanzò inchinandosi al Padrone e rispondendo a due mani ai saluti dei commensali l'uomo onesto in faccia al malvagio piace generalmente non dico a tutti immaginarselo con
la fronte alta con lo sguardo sicuro col petto rilevato con lo scilinguagnolo bene sciolto nel fatto però per fargli prendere quell'attitudine si richiedono molte circostanze le quali ben di rado si riscontrano insieme perciò non vi meravigliate se Fra Cristoforo col buon Testimonio della sua coscienza Col sentimento fermissimo della giustizia della causa che veniva a sostenere con un sentimento misto d'orrore di compassione per don Rodrigo stesse con una certa aria di soggezione e di rispetto alla presenza di quello stesso don Rodrigo che era lì in capo di tavola in casa sua nel suo regno circondato d'amici
daggi di tanti segni della sua potenza con un viso da far morire in bocca a chi si sia una preghiera non che Un consiglio non che una correzione non che un rimprovero alla sua destra sedeva quel Conte Attilio suo cugino e se fa bisogno di dirlo suo collega di libertinaggio e di chieria il quale era venuto da milanoo a villeggiare per alcuni giorni con lui a sinistra e ad un altro lato della tavola stava con gran rispetto temperato però d' una certa sicurezza e d' una certa saccenteria il signor Podestà quel medesimo a cui in
teoria Sarebbe toccato a far giustizia a Renzo Tramaglino e a far stare a dovere Don Rodrigo come s'è visto di sopra in faccia al podestà in atto d' Un rispetto il più puro il più sviscerato sedeva il nostro dottor azzecca garbugli in cappa nera e col naso più rubicondo del solito in faccia ai due cugini due convitati oscuri dei quali la nostra storia dice soltanto che non facevano altro che mangiare chinare il capo sorridere e approvare ogni cosa che dicesse un Commensale e a cui un altro non contraddico da sedere al padre disse Don Rodrigo
un servitore presentò una sedia sulla quale si mise il padre Cristoforo facendo qualche scusa al signore d'esser venuto in ora inopportuna brameri di parlarle da solo a solo con suo comodo per un affare di importanza soggiunse poi con voce più sommessa all'orecchio di don Rodrigo Bene bene parleremo rispose questo ma intanto si porti da bere al Padre il padre voleva schermirsi ma Don Rodrigo alzando la voce in mezzo al trambusto che era ricominciato gridava no Per Bacco non mi farà questo torto non sarà mai vero che un cappuccino vada via da questa casa senza aver
gustato del mio vino né un creditore In solente senza aver assaggiate le legna dei miei Boschi queste parole eccitarono un riso universale e interruppero un momento la questione che S agitava caldamente tra i commensali un servitore portando su una Sottocoppa un'ampolla di vino e un lungo bicchiere in forma di calice lo presentò al padre il quale non volendo resistere ad un invito tanto pressante dell'uomo che gli premeva tanto di farsi propizio non esitò a mescere e si mise a sorbir lentamente il vino l'autorità del Tasso non serve al suo assunto signor Podestà riverito Anzi è
contro di lei riprese ad urlare il conte Attilio perché quell'uomo erudito quell'uomo grande che sapeva am menadito tutte le regole della Cavalleria ha fatto che il messo d' argante prima ad esporre la sfida ai Cavalieri cristiani chieda licenza il più buglione ma questo replicava non meno urlando il Podestà Questo è un di più un mero di più Un ornamento poetico Giacché Il Messaggero È di sua natura inviolabile per Diritto delle genti yure genzi e senza andar tanto a cercare lo dice anche il proverbio ambasciator non porta pena e i proverbi signor Conte Sono La Sapienza
del genere umano e non avendo il messaggero detto nulla in suo proprio nome ma solamente presentata la sfida in iscritto ma quando vorrà capire che quel Messaggero era un asino temerario che non conosceva le prime con buona licenza di lor signori interruppe Don Rodrigo il quale non avrebbe voluto che la questione andasse troppo avanti rimetti Amola nel Padre Cristoforo e si alla sua sentenza Bene benissimo disse il conte Attilio al quale parve cosa Molto garbata di Far decidere un punto di Cavalleria da un cappuccino mentre il Podestà più infervorato di cuore nella questione si chava
stento e con un certo viso che pareva volesse dire ragazzate Ma da quel che mi pare d' aver capito disse il padre non son cose di cui io mi Deva intendere Solite scuse di modestia di loro padri disse Don Rodrigo ma non mi scapperà eh via sappiam bene che lei non è venuta al mondo col cappuccio in capo E che il mondo l'ha conosciuto via via Ecco la questione Il fatto è questo cominciava a gridare il conte Attilio lasciate dire a me che son neutrale cugino riprese Don Rodrigo Ecco la storia un cavaliere spagnolo manda
una sfida ad un cavalier Milanese il portatore non trovando il provocato in casa consegna il cartello ad un fratello del Cavaliere al fratello legge la sfida E in risposta da alcune bastonate al portatore si tratta ben Date ben applicate gridò il conte Attilio fu una vera ispirazione del demonio soggiunse il Podestà battere un Ambasciatore persona sacra anche lei padre mi dirà se questa è azione da cavaliere sì signore da cavaliere gridò il conte e lo lasci dire a me che devo intender mii di ciò che conviene ad un cavaliere Ah se fossero stati pugni sarebbe
un'altra faccenda ma il bastone non gli sporca le mani a nessuno quello Che non posso capire è perché le premano tanto le spalle d' un mascalzone Chi le ha parlato delle spalle signor Conte mio lei mi fa dire spropositi che non mi son mai passati per la mente ho parlato del carattere non di spalle Io parlo soprattutto del Diritto delle genti mi dica un poco di Grazia se i faciali che gli antichi romani mandavano ad intimare le sfide agli altri popoli chiedevano licenza ad esporre l'ambasciata e mi trovi un poco uno scrittore che faccia Menzione
che un feciale sia mai stato bastonato che hanno a che fare con noi gli uffiziali degli antichi romani gente che andava alla buona e che in queste cose era indietro indietro ma secondo le leggi della Cavalleria moderna che è la vera dico e sostengo che un messo il quale ardisce di porre in mano ad un cavaliere una sfida senza avergliene chiesta licenza è un temerario violabile violabo Baston abile Baston Abilissimo risponda un poco a questo sillogismo niente niente niente ma ascolti ma ascolti per coter un dis è un atto proditorio messo de senz arme Ergo
piano piano signor Podestà che piano piano le dico cosa mi viene a dire atto proditorio è ferire uno con la spada per di dietro o dargli una schioppettata nella schiena e anche per questo si possono dar certi casi ma stiamo nella questione concedo che questo Generalmente possa chiamarsi atto proditorio ma appoggiare quattro bastonate ad un mascalzone sarebbe bella che si dovesse dirgli Guarda che Ti bastono Come si direbbe ad un galantuomo mano alla spada e lei signor dottor riverito invece di farmi dei soggi per farmi capire che è del mio parere perché non sostiene le
mie ragioni con la sua buona tabella per aiutarmi a persuader questo signore io rispose Conf fusetto il dottore io godo di questa Dotta Disputa e ringrazio il bell' accidente che ha dato occasione ad una guerra di ingegni così graziosa e poi a me non compete di dar sentenza sua signoria illustrissima ha già delegato un giudice qui il padre e è vero disse Don Rodrigo Ma come volete che il giudice parli quando i litiganti non vogliono stare zitti ammutolisce Il conte Attilio il Podestà strinse le labbra e alzò la mano come in atto di rassegnazione Ah
si è ringraziato il cielo a lei padre disse Don Rodrigo con una serietà mezzo canzonatoria ho già fatte le mie scuse col dire che non me ne intendo rispose Fra Cristoforo rendendo il bicchiere ad un servitore scuse magre gridarono i due cugini vogliamo la sentenza Quand'è così riprese il frate il mio debole parere sarebbe che non vi fossero né sfide né portatori né bastonate i commensali si guardarono L'un con l'altro meravigliati Ah questa è grossa disse il conte Attilio mi perdoni padre ma è grossa Si vede che lei non conosce il mondo Lui disse Don
Rodrigo me lo volete far ridire Lo conosci cugino mio quanto voi non è vero padre dica dica se non ha fatta la sua carovana invece di rispondere a questa amorevole domanda il padre disse una parolina In segreto a se medesimo queste vengono a te ma ricordati frate che non sei qui per te e che tutto ciò che tocca A te Solo non entra nel conto sarà disse il cugino ma il padre Come si chiama il padre Padre Cristoforo rispose più uno ma Padre Cristoforo padron mio colendo con queste sue massime lei vorrebbe mandare il mondo
sotto sopra senza sfide senza bastonate Addio il punto d'onore impunità per tutti i mascalzoni per buona sorte che il supposto è impossibile animo dottore scappò fuori don Rodrigo che voleva sempre più Divertire la disputa dai due primi contendenti animo a voi che per dar ragione a tutti Siete un uomo vediamo un poco Come farete per dar ragione in questo al Padre Cristoforo In verità rispose il dottore tenendo brandita in aria alla forchetta e Rivolgendosi al padre in verità io non so intendere come il padre Cristoforo il quale insieme il perfetto religioso e l'uomo di mondo
non abbia pensato che la sua sentenza buona ottima e di giusto Peso sul pulpito non val niente Si è detto col dovuto rispetto in una disputa cavalleresca ma il padre sa meglio di me che ogni cosa è buona a suo luogo e io credo che questa volta abbia voluto cavarsi con una Celia dall'impiccio di proferire una sentenza che si poteva mai rispondere a ragionamenti dedotti da una Sapienza così antica e sempre nuova niente e così fece il nostro frate ma Don Rodrigo per voler troncare quella questione ne venne A suscitare un'altra A proposito disse Ho
sentito che a Milano correvano voci d' accomodamento il lettore sa che in quell'anno si combatteva per la successione al Doc di Mantova del quale alla morte di Vincenzo Gonzaga che non aveva lasciata prole legittima era entrato in possesso il duca di never suo parente più prossimo Luigi X ossia il cardinale di Richelieu sosteneva quel principe suo Bena affetto e naturalizzato francese Filippo IV sia Il conte d'olivares comunemente chiamato il conte Duca non lo voleva lì per le stesse ragioni e gli aveva mosso guerra Siccome poi quel Ducato era Feudo dell'impero così le due parti S
adoperavano con pratiche con istanze con minacce presso l'imperator Ferdinando II la prima perché accordasse l'investitura al nuovo Duca la seconda perché gliela negasse Anzi aiutasse a cacciarlo da quello stato non son lontano dal credere disse Il conte Attilio che le cose si possano accomodare ho certi indizi non creda signor Conte non creda interruppe il Podestà io in Cantuccio posso saperle le cose perché il signor Castellano spagnolo che per sua bontà mi vuole un po' di bene e per essere figliuolo di un creato del Conte Duca è informato d'ogni Cosa le dico che a me accade
ogni giorno di parlare in Milano con ben altri personaggi e so di buon luogo che il papa è interessatissimo Com'è per la pace ha fatto proposizioni così deve essere la cosa è in regola sua santità fa il suo dovere un papa deve sempre metter bene tra i principi CR Ma il conte Duca ha la sua politica e e sa lei signor mio come la pensi L'imperatore in questo momento crede lei che non ci sia altro che Mantova a questo mondo le cose a cui si deve pensare son molte signor mio sa lei per esempio fino
a che segno l'imperatore Possa fidarsi di quel suo principe di Valdano o di vall stai o come lo chiamano e se il nome legittimo in lingua alemanna interruppe ancora il Podestà è valenstein come l'ho sentito proferire più volte dal nostro signor cast l'ano spagnolo ma stia p di buon animo che mi vuole insegnare riprendeva il conte Ma Don Rodrigo gli di d'occhio per fargli intendere che per amor suo cessasse di Contraddire il conte tacque e il Podestà come un bastimento disim brogliato da una secca continuò a vel gonfie il corso della sua eloquenza valenstein mi
dà poco fastidio perché il conte Duca ha l'occhio a tutto e per tutto e se valenstein vorrà fare il bell'umore saprà Ben Lui farlo rigar dritto con le buone o con le cattive ha l'occhio per tutto e le mani lunghe e se ha fisso il chiodo come l'ha fisso e giustamente da quel gran politico che è Che il signor Duca di never non metta le radici in Mantova il signor Duca di never non ce le metterà e il signor Cardinale di rilu farà un buco nell'acqua mi fa pur ridere quel Caro signor Cardinale a voler
cozzare con un Duca con un Olivares Dico il vero che vorrei rinascere di qui a du Cent anni per sentir cosa diranno i posteri di questa bella pretensione Ci vuole altro che invidia testa vuole essere e teste come la testa d' un conte Duca ce n'è Una sola al mondo il conte Duca signori miei proseguiva il Podestà sempre col vento in poppa e un po' maravigliato anche lui di non incontrar mai uno scoglio il conte Duca è una volpe vecchia parlando col dovuto rispetto che farebbe perder la traccia a chi si sia e quando accenna
a destra si può essere sicuri che batterà a sinistra ond'è che nessuno può mai vantarsi di conoscere i suoi disegni e quegli stessi che devono metterli in esecuzione quegli stessi che Scrivono i dispacci non ne Capisc niente Io posso parlare con qualche cognizione di causa perché quel brav uomo del signor Castellano si degna di trattenersi Meco con qualche confidenza il conteduca viceversa sa a puntino Cosa bolle in pentola di tutte le altre corti e tutti quei Politic coni che ce n'è di diritti assai non si può negare hanno appena immaginato un disegno che il conte
Duca te l'ha già indovinato con quella sua testa con quelle sue strade Coperte con quei suoi fili tesi per tutto quel pover uomo del Cardinale di ricu tenta di qua fiuta di là suda si ingegna e poi quando gli è riuscito di scavare una mina trova laam già bella e fatta dal Conte Duca sai il cielo quando il Podestà avrebbe preso terra ma Don Rodrigo stimolato anche da versacci che faceva il cugino si voltò all'improvviso come se gli venisse un'ispirazione ad un servitore e gli accennò che portasse un Certo Fiasco signor Podestà e signori miei
disse poi un brindisi al Conte Duca e mi sapranno dire se il vino sia degno del personaggio il Podestà rispose con un inchino nel quale traspariva un sentimento di riconoscenza particolare perché tutto ciò che si faceva o si diceva in onore del Conte Duca lo riteneva in parte come fatto a sé viva millanni Don Gasparo gzm Conte d'olivares Duca di San lucar gran Privato del re don Filippo il grande nostro Signore esclamò Alzando il bicchiere privato chi non lo sapesse Era il termine inuso a quei tempi per significare il favorito d'un principe viva millanni risposti
servite il padre disse Don Rodrigo Mi perdoni rispose il padre ma ho già fatto un disordine e non potrei Come disse Don Rodrigo si tratta di un brindisi al Conte Duca vuol Dunque far credere che la tenga Dai Navarrini così si chiamavano Allora peri scherno i francesi dai principi di Navarra che avevan cominciato con Enrico i a regnar sopra di loro a tale scongiuro convenne bere tutti i commensali pruppo in esclamazioni e in elogi del vino fuor che il dottore il quale col capo alzato con gli occhi fissi con le labbra strette esprimeva molto più
che non avrebbe potuto far con parole che ne dite eh dottore domandò Don Rodrigo Tirato fuori del bicchiere un naso più Vermiglio e più lucente di quello il dottore rispose battendo con enfasi ogni sillaba dico proferisce e sentenzio che questo è l'olivar St vini censu etine i vi sentenziano liquor simile non si trova in tutti i 22 regni del re nostro Signore che Dio guardi dichiaro e definisco che i pranzi dell'illustrissimo signor Don Rodrigo vincono le cene de Lio gabalo e che la carestia è bandita e confinata in Perpetuo da questo palazzo dove siede e
regna la splendidezza Ben detto ben definito gridarono ad una voce i commensali ma quella parola carestia che il dottore aveva buttata fuori a caso rivolse in un punto tutte le menti a quel tristo soggetto e tutti parlarono della carestia qui andavan tutti d'accordo almeno nel principale ma il fracasso era forse più grande che se ci fosse stato di sparire parlavan tutti insieme non c'è car diceva uno son gli Incettatori e i Fornai diceva un altro che nascondono il grano impiccarli appunto impiccarli senza Misericordia de buoni processi gridava il Podestà che processi gridava più forte il
conte Attilio giustizia sommaria pigliar tre o quattro o cinque o sei di quelli che per voce pubblica son conosciuti come i più ricchi e i più cani e impiccarli esempi esempi senza esempi non si fa nulla Impiccarli impiccarli e salterà fuori grano da tutte le parti chi passando per una fiera s'è trovata a godere l'armonia che fa una compagnia di cantan banchi quando tra una Sonata e l'altra ognuno accorda il suo strumento facendolo stridere quanto più può a fine di sentirlo distintamente in mezzo al rumore degli altri si immagini che tale fosse la consonanza di
quei se si può dire discorsi s'andava intanto mcendoz venivano come era giusto framm mischiate Alle sentenze di giurisprudenza economica sicché le parole che Sud divan più sonore e più frequenti erano Ambrosia e impiccarli Don Rodrigo intanto dava delle occhiate al solo che stava zitto e lo vedeva sempre lì fermo senza dar segno di impazienza né di fretta senza far atto che tendesse a ricordare che stava aspettando ma in aria di non voler andarsene prima d'essere stato ascoltato l'avrebbe mandato a spasso È fatto di meno di quel colloquio Ma congedare un cappuccino senza avergli dato udienza
non era secondo le regole della sua politica poiché La seccatura non si poteva scansare si risolvette d' affrontarla subito e di liberarsene s'alzò da tavola e Seco tutta la rubiconda Brigata senza interrompere il Chiasso chiesta poi licenza agli ospiti s'avvicinò in atto contegnoso Al frate che S era subito alzato con gli altri e gli disse Eccomi ai suoi comandi E lo condusse in un'altra sala capitolo 6 in che posso ubbidirgli in piedi nel mezzo della sala il suono delle parole era tale ma il modo con cui eran preferite voleva dir chiaramente Bada chi sei davanti
pesa le parole e sbrigati per dar coraggio al nostro Fra Cristoforo non c'era mezzo più sicuro e più spedito che prenderlo con maniera arrogante e che stava sospeso cercando Le parole e facendo scorrere tra le dita Le Ave Marie della corona che teneva a cintola come se in qualche Duna di quelle sperasse di trovare il suo esordio a quel fare di don Rodrigo si sentì subito venir sulle labbra più parole del bisogno Ma pensando quanto importasse di Non guastare i fatti suoi o ciò che era sai più i fatti altrui corresse e Temp però le
frasi che gli si eran presentate alla mente e disse con guardinga umiltà vengo a proporle un Atto di giustizia a pregarla ad una carità certi uomini di malaffare hanno messo innanzi il nome di vossignoria illustrissima per far paura ad un povero curato ed impedirgli di compiere il suo dovere e per soverchiare due Innocenti lei può con una parola confonderlo oro restituire al diritto alla sua forza e sollevar quelli a cui ha fatto una così crudel violenza lo può e potendolo la coscienza l'onore lei mi parlerà della mia Coscienza Quando verrò a confessarmi da lei in
quanto al mio onore ha da sapere che il custode ne son io e io solo e che chiunque ardisce entrare a parte con me di questa cura lo riguardo come il temerario Che l' offende Fra Cristoforo avvertito da queste parole che quel signore cercava di tirare al peggio le sue per volgere il discorso in contesa e non dargli luogo di venire alle strette Si impegnò tanto più alla sofferenza risolvette di mandar giù qualunque cosa Piacesse all'altro di dire e rispose subito con un tono sommesso se ho detto cosa che le dispiaccia È stato Certamente contro
la mia intenzione mi corregga pure mi riprenda se non so parlare come si conviene Ma si degni ascoltarmi per amor del cielo per quel Dio al cui cospetto dobbiamo tutti comparire e così dicendo aveva preso tra le dita e metteva davanti agli occhi del suo accigliato ascoltatore il teschietto di legno attaccato alla sua corona non Sostini a negare una giustizia così facile e così dovuta a dei povellato lassù l'innocenza è potente al suo eh padre interruppe bruscamente Don Rodrigo il rispetto che io porto al suo abito è grande ma se qualche cosa potesse farmelo dimenticare
sarebbe il vederlo indosso ad uno che Ard dise di venire a farmi la spia in casa questa parola fece venir le fiamme sul viso del Frate il quale però col sembiante di CH inghiottisce una Medicina molto amara riprese lei non crede che Un tal titolo mi si convenga lei sente in cuor suo che il il passo chof ora Qui non è né vile né spregevole ma ascolti signor Don Rodrigo e voglia il cielo che non venga un giorno in cui si Penta di non avermi ascoltato non voglia metter la sua gloria qual Gloria signor Don
Rodrigo qual Gloria dinanzi agli uomini e dinanzi a Dio lei può molto quaggiù Ma sa Lei disse Don Rodrigo interrompendo Con istia ma non senza qualche raccapriccio sa lei che quando mi viene lo schiribizzo di sentire Una predica so benissimo andare in chiesa come fanno gli altri ma in casa mia Ah e continuò con un sorriso forzato di scherno lei mi tratta da più di quel che sono Il predicatore in casa non l'hanno che i principi e quel Dio che chiede conto ai Principi della parola che fa loro sentire nelle loro regge quel Dio le
usa ora un tratto di misericordia mandando Un suo ministro indegno e miserabile ma un suo ministro a pregar per una innocente Insomma padre disse Don Rodrigo facendo atto d'andarsene io non so quel che lei voglia dire Non capisco altro se non che ci deve essere qualche fanciulla che le preme molto vada a f le sue confidenze a chi le piace e non si prenda la libertà di infastidire più a lungo un gentiluomo al moversi di don Rodrigo il nostro frate gli si era messo davanti Ma Con gran rispetto e alzate le mani come per supplicare
per trattenerlo ad un punto rispose ancora la mi preme è vero ma non più di lei son due anime che l'una e l'altra mi premon più del mio sangue Don Rodrigo Io non posso far altro per lei che pregar Dio ma lo farò ben di cuore non mi dica di no non voglia tener n l'angoscia e nel terrore una povera innocente una parola di lei può far tutto Ebbene disse Don Rodrigo Giacché lei Crede che io passa far molto per questa persona Giacché questa persona le sta tanto a cuore Ebbene riprese ansiosamente il padre Cristoforo
al quale l'atto e il contegno di Don Rodrigo non permettevano d' Abbandonarsi alla speranza che parevano annunziare quelle parole ebbene la consigli di venire a mettersi sotto la mia protezione non le mancherà più nulla e nessuno Ard dirà di inquietar o Chio non son un cavaliere a Si fatta proposta l'indignazione del Frate rattenuto a stento fino all'ora Trabocco tutti quei bei proponimenti di prudenza e di pazienza andarono in fumo l'uomo vecchio si trovò d'accordo col nuovo e in que Fra Cristoforo valeva veramente per due la vostra protezione esclamò dando indietro due passi postandservice non può
più far paura la vostra protezione sapevo bene che quell' innocente è sotto la protezione di Dio Ma voi Voi me lo fate sentire ora con tanta certezza che non ho più bisogno di riguardi a parlarvene Lucia dico vedete come io pronunzio questo nome con la fronte alta e con gli occhi immobili come in questa casa ho compassione di questa casa la maledizione le sta sopra sospesa state a vedere che la giustizia di Dio avrà guardo a quattro pietre suzione di quattro sgherri voi avete creduto che Dio abbia fatto una creatura A sua immagine per darvi
il piacere di Tormentarla voi avete creduto che Dio non saprebbe difenderla voi avete disprezzato il suo avviso vi siete giudicato il cuore di faraone era indurito quanto il vostro e Dio ha saputo spezzarlo Lucia è sicura da voi ve lo dico io Povero frate e in quanto a voi sentite ben quel che io vi prometto Verrà un giorno Don Rodrigo era fino Allora rimasto tra la rabbia e la maraviglia Attonito non trovando parole ma quando sentì intonare una predizione s' aggiunse alla rabbia un lontano e misterioso spavento afferrò rapidamente per aria quella mano minacciosa e
alzando la voce per troncar quella dell'infausto profeta gridò escimi di tra i piedi Villano temerario poltrone incappucciato queste parole così chiare acquietarsi Cristoforo all'idea di strapazzo e di villania era nella sua Mente così bene da tanto tempo associata all'idea di sofferenza e di silenzio che a quel complimento gli cadde ogni spirito d'ire ed entusiasmo e non gli restò altra risoluzione che quella d'udir tranquillamente ciò che a Don Rodrigo piacesse d'aggiungere onde Ritirata placidamente la mano dagli artigli del gentiluomo abbassò il capo e rimase immobile come al cader del Vento nel forte del la borrasca un
albero agitato ricompone naturalmente i suoi Rami e riceve la grandine come il cel manda Villano rinci vilito proseguì Don Rodrigo tu tratti da par tuo ma ringrazia il saio che ti copre con deste spalle di mascalzone e ti salva dalle carezze che si fanno ai tuoi pari per insegnar loro a parlare esci con le tue gambe per questa volta e la vedremo Così dicendo additò con impero sprezzante un uscio in faccia a quello per cui erano entrati il padre Cristoforo Chinò il capo e se ne andò Lasciando Don Rodrigo a misurare a passi infuriati il
campo di battaglia quando il frate ebbe Serrato l'uscio dietro a sé vide nell'altra stanza dove entrava un uomo ritirarsi pian piano strisciando il muro come per non essere veduto dalla stanza del colloquio e riconobbe il vecchio servitore che era venuto a riceverlo alla porta di strada era costui in quella casa Forse da 40 anni cioè prima che nascesse don Rodrigo entrato via al Servizio del padre il quale era stato tutta un'altra cosa morto lui il nuovo padrone dando lo sfratto a tutta la famiglia e facendo Brigata nuova aveva però ritenuto quel servitore e per esser
già vecchio e perché sebben di massime e di costume diverso interamente dal suo compensava però questo difetto con due qualità un'alta opinione della dignità della casa e una gran pratica del cerimoniale di cui conos meglio d'ogni altro le più antiche tradizioni e i più Minuti particolari in faccia al Signore il povero vecchio non si sarebbe mai arrischiato ad accennare nonché ad esprimere la sua disapprovazione di ciò che vedeva tutto il giorno appena ne faceva qualche esclamazione qualche rimprovero tra i denti ai suoi colleghi di servizio i quali se ne Ridevano e prendevano Anzi piacere Qualche
volta a toccargli quel tasto per fargli dire di più che non avrebbe voluto e per sentirlo ricantare le lodi dell'Antico Modo di vivere in quella casa le sue censure non arrivavano agli orecchi del padrone che accompagnate dal racconto delle Risa che se neran fatte di modo che riuscivano anche per lui un soggetto di scherno senza risentimento nei giorni poi di invito e di ricevimento Il vecchio diventava un personaggio serio e di importanza il padre Cristoforo lo guardò passando lo salutò e seguitava la sua strada ma il vecchio Se gli accostò Misteriosamente mise il dito alla
bocca e poi col dito stesso gli fece un cenno per invitarlo ad entrar con lui in un andito buio quando furon lì gli disse sottovoce padre ho sentito tutto e ho bisogno di parlarle dite presto buon uomo qui no guai Se il padrone s' avvede ma io so molte cose e vedrò di venir domani al convento c'è qualche disegno qualcosa per aria c'è di sicuro Già me ne son potuto accorgere ma ora starò Sull'intesa e spero di scire tutto lasci fare a me mi tocca a vedere e a sentir le cose cose di fuoco sono
in una casa ma io vorrei salvar l'anima mia Il Signore vi benedica e proferendo sottovoce queste parole Il frate mise la mano sul capo bianco del servitore che quantunque più vecchio di lui gli stava curvo dinanzi nell'attitudine di un figliuolo il Signore vi ricompenserà proseguì il frate Non mancate di venir domani verrò rispose il servitore Ma lei Vada via subito e per amor del cielo non mi nomini Così dicendo e guardando intorno uscì per l'altra parte dell'andito in un salotto che rispondeva nel cortile e visto il campo libero chiamò fuori il buon frate il volto
del quale rispose a quell'ultima parola più chiaro che non avrebbe potuto fare qualunque protesta il servitore gli additò l'uscita e il frate senza dir altro partì quell'uomo era stato a sentire All'uscio del suo padrone aveva fatto bene e Fra Cristoforo faceva bene a lodarlo di ciò Secondo le regole più comuni e men contraddette è cosa molto brutta ma quel caso non poteva riguardarsi come un'eccezione e ci sono delle eccezioni alle regole più comuni e men Cont contraddette questioni importanti Ma che il lettore risolverà da sé se ne ha voglia noi non intendiamo di dar giudizi
ci basta ad aere dei fatti da Raccontare uscito fuori e voltate le spalle a quella Casaccia Fra Cristoforo respirò più liberamente e s'avviò in fretta per L'ascesa tutto infocato in volto commosso e Sottosopra come ognuno può immaginarsi per quel che aveva sentito e per quel che aveva detto Ma quella così inaspettata esibizione del vecchio era stato un gran ristorativo per lui Gli pareva che il cielo gli avesse dato un segno visibile della sua protezione Ecco un filo pensava un filo Che la provvidenza mi mette nelle mani è in quella casa medesima e senza che io
sognassi neppure di cercarlo così ruminando alzò gli occhi verso l'occidente vide il sole inclinato che già toccava la cima del monte e pensò che rimaneva ben poco del giorno allora benché sentisse le ossa gravi e fiaccate da vari strapazzi di quella giornata pure studiò di più il passo per poter riportare un avviso qualsi fosse ai suoi protetti e arrivar poi al convento prima Di notte che era una delle leggi più precise e più severamente mantenute del Codice cappuccinese in campo e ventilati disegni dei quali ci conviene Informare il lettore dopo la partenza del Frate i
tre rimasti erano stati qualche tempo in silenzio Lucia preparando tristamente il desinare Renzo sul punto d' andarsene ogni momento per levarsi dalla vista di lei così accorata e non sapendo staccarsi Agnese tutta intenta in Apparenza all l'aspo che faceva girare ma in realtà stava maturando un progetto e quando le parve maturo ruppe il silenzio in questi termini Sentite figliuoli se volete aver cuore e destrezza Quanto bisogna se vi fidate di vostra madre a quel vostra Lucia si riscosse io mi impegno di cavarvela quell'uomo che è Lucia Rimase lì e la guardò con un volto che
esprimeva più meraviglia che fiducia in una promessa Tanto magnifica e Renzo disse subitamente cuore destrezza dite dite pure quel che si può fare non è vero proseguì Agnese che se foste maritati si sarebbe già un pezzo avanti e che a tutto il resto si troverebbe più facilmente ripiego c'è dubbio disse Renzo maritati che fossimo tutto il mondo è paese e a due passi di qui sul Bergamasco chi lavora seta è ricevuto a braccia aperte sapete quante volte Bortolo mio cugino M'ha fatto sollecitare d' andar là a star con lui che farei fortuna come ha fatto
lui e se non gli ho mai dato retta gli è che serve perché il mio cuore era qui maritati si va tutti insieme si mette su casa là si vive in santa pace fuor dell'unghia di questo ribaldo lontano dalla tentazione di fare uno sproposito Non è vero Lucia Sì disse Lucia Ma come come ho detto io riprese la madre cuore e destrezza la cosa è Facile facile dissero insieme con due per cui la cosa era divenuta tanto stranamente dolorosamente difficile facile a saperla fare replicò Agnese ascoltatemi bene che vedrò di farvela intendere Io ho sentito
dire da gente che sa e Anzi ne ho veduto io un caso che per fare un matrimonio Ci vuole bensì il curato ma non è necessario che voglia basta che ci sia come sta questa faccenda domandò Renzo ascoltate e sentirete bisogna aere Due testimoni ben Lesti e ben d'accordi si va dal curato il punto sta di chiapp all'improvviso che non abbia tempo di scappare l'uomo dice Signor curato Questa è mia moglie la donna dice Signor curato Questo è mio marito Bisogna che il curato senta che i testimoni sentano e il matrimonio è bello e fatto
sacrosanto come se l'avesse fatto il papa Quando le parole son dette il curato può strillare strepitare fare il diavolo è inutile siete marito e moglie Possibile esclamò Lucia come disse Agnese state che in 30 anni che ho passati in questo mondo prima che nasceste voi altri non avrò imparato nulla la cosa è tale quale ve la dico per segno tale che una mia amica che voleva prendere uno contro la volontà dei suoi parenti facendo in quella maniera ottenne il suo intento il curato che ne aveva sospetto stava allerta ma i due diavoli seppero far così
bene che lo colsero in un punto giusto dissero le Parole e furon marito e moglie benché La poveretta se ne pentì poi in capo a tre giorni Agnese diceva il vero e riguardo alla possibilità e riguardo al pericolo di non riuscire che siccome non ricorrevano ad un tale espediente se non persone che avesser trovato ostacolo o rifiuto nella via ordinaria così i parrochi mettevano gran cura a scansare quella Cooperazione forzata e quando und dessi venisse pure sorpreso da una di quelle coppie Accompagnata da testimoni Faceva di tutto per R scapolari come Proteo dalle mani di
coloro che volevano farlo vaticinare per forza se fosse vero disse Renzo guardandola con un'aria d' aspettazione supplichevole come se fosse vero disse Agnese anche Voi credete che io dica fandonia io m'a affanno per voi e non sono creduta Bene bene cavat Devi di impiccio come potete io Me ne lavo le mani no no non ci Abbandonate disse Renzo parlo così perché la cosa mi par troppo bella sono nelle vostre mani vi considero come se foste proprio mia madre queste parole fecero svanire il piccolo sdegno D'Agnese e dimenticare un proponimento che per verità non era stato
serio ma perché Dunque mamma disse Lucia con quel suo contegno sommesso perché questa cosa non è venuta in mente al Padre Cristoforo in mente rispose Agnese Pensa se non gli sarà venuta in Mente ma non ne avrà voluto parlare perché domandarono ad un tratti i due giovani Perché Perché quando lo volete sapere i religiosi dicono che veramente cosa che non gli sta bene come può essere che non gli stia bene e che sia ben fatta quando è fatta disse Renzo che volete che io vi dica rispose Agnese la legge l'hanno fatta loro come gli è
piaciuto e noi poverelli non possiamo capire tutto e poi quante cose Ecco È come lasciare andare un Pugno ad un cristiano non gli sta bene ma dato che gliel' abbiate neanche il Papa non glielo può levare Se è così che non gli sta bene disse Lucia non bisogna farla che disse Agnese ti vorrei forse dare un parere contro il Timor di Dio se fosse contro la volontà dei tuoi parenti per prendere un rompicollo ma contenta me e per prender questo figliuolo e chi fa nascere tutte le difficoltà è un birbone e il signor curato l'
Chiara che l' Intenderebbe ognuno disse Renzo non bisogna parlarne al Padre Cristoforo prima di far la cosa proseguì Agnese ma fatta che sia e ben riuscita che pensi tu che ti dirà il padre Ah figliuola è una scappata grossa ma l'avete fatta i religiosi devono parlar così Ma credi pure che in cuor suo sarà contento anche lui Lucia senza trovar che rispondere a quel ragionamento non ne sembrava però capacitato ma Renzo tutto rincorse Quando è così la cosa è fatta piano disse Agnese e i testimoni trovar due che vogliano e che intanto sappiano star zitti
e poter cogliere il signor curato che da due giorni se ne sta rintanato in casa e farlo star lì che benché sia pesante di sua natura vi so dir io che al vedervi comparire in quella conformità diventerà lesto come un gatto e scapperà come il diavolo dall'acqua Santa lo trovato io il verso l'ho trovato disse Renzo battendo il Pugno sulla tavola e facendo balzello glie apparecchiate per il desinare e seguitò esponendo il suo pensiero che Agnese approvò in tutto e per tutto sono imbrogli disse Lucia non son cose lisce Finora abbiamo operato sinceramente tiriamo avanti
con Fede e Dio ci aiuterà il padre Cristoforo l'ha detto Sentiamo il suo parere lasciati guidare da chi ne sa più di te disse Agnese con Volto grave che bisogno c'è di chieder pareri Dio dice Aiutati CH Io t' aiuto al padre racconteremo tutto a cose fatte Lucia disse Renzo volete mancarmi voi ora non avevamo noi fatto tutte le cose da buon cristiani non dovremmo essere già marito e moglie il curato non ci aveva fissato lui giorno e ora E di chi è la colpa Se dobbiamo ora aiutarci con un po' di ingegno No non
mi mancherete vado e torno con la risposta e salutando Lucia con un atto di preghiera e Agnese Con un'aria di intelligenza partì in fretta le tribolazioni Aguzzano il cervello e Renzo il quale nel sentiero retto piano di vita percorso da lui fino all'ora non s'era mai trovato nell'occasione da assottigliare molto il suo ne aveva in questo caso immaginata una da far onore ad un giure consulto andò addirittura secondo che aveva disegnato alla casetta di un certo Tonio che era lì poco distante e lo trovò in cucina che con un ginocchio sullo Scalino del focolare e
tenendo con una mano l'orlo d'un Paiolo messo sulle ceneri calde dimenava col Matterello ricurvo una piccola polenta Bigia di gran saraceno la madre un fratello la moglie di Tonio erano a tavola e tre o quattro ragazzetti ritti accanto al babbo stavano aspettando con gli occhi fissi Al Paiolo che venisse il momento di scodellare ma non c'era quell'allegria che la vista del desinare suol pur dare A chi se l'è meritato con la fatica la Mole della polenta era in ragion dell'annata e non del numero e della buona voglia dei commensali e ognun d'essi fissando con uno
sguardo bieco d'amor rabbioso la vivanda comune pareva a pensare alla porzione d'appetito che le doveva sopravvivere Mentre Renzo barattavano che stava apparecchiata a riceverla e parve una piccola luna in un gran cerchio di vapori non di meno le donne dissero cortesemente a Renzo Volete restar servito complimento che il contadino di Lombardia e chissà di quant altri paesi non lascia mai di fare a chi lo trovi a mangiare quando anche questo fosse un ricco E pulone alzatosi allora da tavola e lui fosse all'ultimo boccone Vi ringrazio rispose Renzo venivo solamente per dire una parolina a Tonio
e se vuoi Tonio Per non disturbare le tue donne possiamo andare a desinare all'osteria e lì parleremo la proposta fu per Tonio tanto Più gradita quanto meno aspettata e le donne e anche i bimbi Giacché su questa materia principian presto a ragionare non Videro malvolentieri che si sottrae alla polenta un concorrente e il più formidabile l'invitato non stette a domandar altro e andò con Renzo Giunti all'Osteria del villaggio seduti con tutta libertà in una perfetta solitudine Giacché la miseria aveva dizati tutti i frequentatori di quel Luogo di Delizie fatto portare quel poco che si trovava
votato un boccale di vino Renzo con aria di Mistero disse a Tonio Se tu vuoi farmi un piccolo servizio io te ne voglio fare uno grande Parla parla comandami pure rispose Tonio Mes scendo oggi mi butterei nel fuoco per te Tu hai un debito di 25 lire col signor curato per fitto del suo campo che lavoravi l'anno passato Ah Renzo Renzo tu mi guasti il benefizio Con che cosa mi vieni fuori mi ha fatto andar via il buon umore Se ti parlo del debito disse Renzo è perché se tu vuoi io intendo di darti il
mezzo di pagarlo Dici davvero davvero eh saresti contento contento per Diana se sarei contento se non fosse altro per non veder più quei versacci e quei cenni col capo che mi fa il signor curato ogni volta che ci incontriamo e poi sempre Tonio Ricordatevi Tonio quando ci vediamo per quel negozio a tal segno che Quando nel predicare mi fissa quegli occhi addosso Io sto quasi in timore che abbia a dirmi lì in pubblico quelle 25 lire che Maledette siano le 25 lire e poi mi avrebbe a restituire la collana d'oro di mia moglie che la
barattere in tanta polenta Ma ma ma se tu mi vuoi fare un servizietto le 25 lire son preparate di su ma disse Renzo mettendo il dito alla bocca fa bisogno di queste cose Tu mi conosci il signor curato va cavando fuori certe ragioni senza sugo Per tirare in lungo il mio matrimonio E io invece vorrei spicci armi mi dicon di sicuro che presentandose gli davanti i due sposi con due testimoni e dicendo io questa è mia moglie Lucia Questo è mio marito Il matrimonio è bello e fatto mai tu inteso Tu vuoi che io venga
per testimonio per l'appunto e pagherai per me le 25 lire così l'intendo Birba chi manca ma bisogna trovare un altro testimonio l'ho trovato quel sempliciotto di mio fratel Gervaso Farà quello che gli dirò io tu gli pagherai da bere è da mangiare rispose Renzo lo condurremo qui a stare allegro con noi ma saprà fare gli insegnerò io Tu sai bene che ho avuta anche la sua parte di cervello domani bene verso sera benone ma disse Renzo mettendo di nuovo il dito alla bocca pa rispose Tonio piegando il capo sulla spalla destra e alzando la mano
sinistra con un viso che diceva mi fai Torto ma se tua moglie ti domanda come ti domanderà senza dubbio di bugie sono debito io con mia moglie tanto tanto che non so se arriverò mai a saldare il conto qualche Pastocchi la troverò da metterle il cuore in pace domattina disse Renzo discorreremo con più comodo per intenderci bene su tutto con questo uscirono dall'osteria Tonio avviandosi a casa e studiando la fandonia che racconterebbe alle donne e Renzo a render conto dei concerti Presi in questo tempo Agnese si era affaticata invano a persuader la figliola questa stava
opponendo ad ogni ragione ora l'una ora l'altra parte del suo dilemma O la cosa è cattiva e non bisogna farla o non è E perché non dirla al Padre Cristoforo Renzo arrivò tutto trionfante fece il suo rapporto e terminò con un eh interiezione Che significa Sono o non sono un uomo Io si poteva trovar di meglio Vi sarebbe venuta in mente e 100 Cose simili Lucia tentennava mollemente il capo ma i due peroratio poco come si suol fare con un fanciullo al quale non si spera di F intendere tutta la ragione d' una cosa e
che si indurrà poi con le preghiere con l'autorità a ciò che si vuol da lui va bene disse Agnese va bene ma non avete pensato a tutto cosa ci manca rispose Renzo è Perpetua non avete pensato a Perpetua Tonio e suo fratello Li lascerà entrare ma voi voi due Pensate avrà ordine di tenervi lontani più che un ragazzo da un pero che ha le frutte mature come faremo disse Renzo un po' imbrogliato Ecco ci ho pensato io verrò io con voi e ho un segreto per attirarla e per incantar di maniera che non s' accorga
di voi altri e possiate entrare la chiamerò io e le toccherò una corda vedrete Benedetta voi esclamò Renzo l'ho sempre detto che siete nostro aiuto in tutto ma tutto questo non serve a nulla Disse se non si persuade costei che si ostina a dire che è peccato Renzo mise in campo anche lui la sua eloquenza ma Lucia non si lasciava smuovere io non so che rispondere a queste vostre ragioni diceva Ma vedo che per fare questa cosa come dite voi bisogna andare avanti a furia di sotterfugi di bugie di finzioni Ah Renzo non abbiam cominciato
così io voglio esser vostra moglie e non c'era verso che potesse proferir quella parola e Spiegar quell' intenzione senza fare il viso rosso io voglio essere vostra moglie ma per la strada diritta col Timor di Dio all'altare lasciamo fare a quello lassù non volete che sappia trovar lui il Bandolo da aiutarci meglio che non possiamo far noi con tutte codeste furberie e perché far misteri al Padre Cristoforo la disputa durava Tuttavia e non pareva vicina a finire quando un calpestio affrettato di sandali e un Rumore di tonaca sbattuta somigliante a quello che fanno in una
vela allentata i Soffi ripetuti del vento annunziarono il padre Cristoforo si chetar tutti e Agnese ebbe appena tempo di soss surr are all'orecchio di Lucia vada bene vedi non dirgli nulla capitolo 7 Il padre Cristoforo arrivava nell'attitudine d' un buon capitano che perduta senza sua colpa una battaglia Importante afflitto ma non scoraggino soprap pensiero ma non sbalordito di corsa e non in fuga si porta dove il bisogno lo chiede a premunire i luoghi minacciati a raccogliere le truppe e a dar nuovi ordini la pace sia con voi disse nell'entrare non c'è nulla da sperare dall'uomo
tanto più bisogna confidare in Dio e ho già qualche pegno della sua protezione sebbene Nessuno dei tre sperasse molto nel tentativo di Padre Cristoforo Giacché il vedere un potente ritirarsi da una Soverchia senza esserci costretto e per mera condiscendenza a pregh disarmate era cosa piuttosto inaudita che rara nulla di meno la trista certezza fu un colpo per tutti le donne abbassarono il capo ma nell'animo di Renzo lira prevalse all'abbattimento quell' annunzio lo trovava già amareggiato da tante sorprese dolorose da tanti tentativi andati a voto da tante speranze deluse e per di più Esacerbato in quel
momento dalle ripulse di Lucia Vorrei sapere gridò digrignando alzando la voce quanto non aveva mai fatto prima d'allora alla presenza del Padre Cristoforo Vorrei sapere che ragioni ha dette quel cane per sostenere per sostenere che la mia sposa non deve essere la mia sposa povero Renzo rispose il frate con una voce grave e pietosa e con uno sguardo che comandava amorevolmente la Pacatezza se il potente che vuol commettere l'ingiustizia fosse sempre obbligato a dir le sue ragioni le cose non andrebbero come vanno ha detto Dunque quel cane che non vuole perché non vuole non ha
detto nemmen questo povero Renzo sarebbe ancora un vantaggio se per commettere l'iniquità dovessero confessar apertamente ma qualcosa ha dovuto dire cosa ha detto quel tizzone d'inferno le sue parole io l'ho sentite E non te le saprei ripetere le parole dell' iniquo che è forte penetrano E sfuggono può adirarsi che tu mostri sospetto di lui e nello stesso tempo farti sentire che quello di che tu sospetti è certo può insultare e chiamarsi offeso schernire e chiedere ragione atterrire e lagnarsi essere Sfacciato e irreprensibile non chieder più in là colui non ha proferito il nome di questa
innocente né il tuo non ha figurato nemmen di conoscervi non ha Detto di Pretender nulla ma purtroppo ho dovuto intendere che È irremovibile non di meno confidenza in Dio voi poverette non vi perdete d'animo e tu Renzo Ah Credi pure che iio so mettermi nei tuoi panni Chio quello che passa nel tuo cuore ma pazienza è una magra parola una parola amara per chi non crede ma tu non vorrai tu concedere a Dio un giorno due giorni il tempo che vorrà prendere per far trionfare la giustizia Il tempo è suo e ce n ha promesso
tanto Lascia fare A lui Renzo e sappi Sappiate tutti CH Ho già in mano un filo Per aiutarvi per ora non posso dirvi di più domani Io non verrò quassù devo stare al convento tutto il giorno per voi tu Renzo Procura di venirci o se per caso impensato tu non potessi mandate un uomo fidato un garzoncello di giudizio per mezzo del quale io possa Farvi sapere quello che occorrerà si fa buio bisogna CH io Corra al convento Fede coraggio e addio detto questo uscì in fretta e se ne andò Correndo e quasi i saltelloni giù
per quella viottola storta e sassosa per non arrivar tardi al convento al rischio di buscarsi una buona sgridata o quel che gli sarebbe pesato ancor di più una penitenza che gli impedisse il giorno dopo di trovarsi pronto e spedito a ciò che potesse richiedere il bisogno dei suoi protetti Avete sentito cosa ha detto d' Non so che d' un filo che ha per aiutarci chiese Lucia convien fidarsi a Lui è un uomo che quando promette 10 Se non c'è altro interruppe Agnese avrebbe dovuto parlar più chiaro o chiamarmi da una parte e dirmi cosa sia
questo chiacchiere La finirò io io la finirò interruppe Renzo Questa volta andando in su e in giù per la stanza e con una voce con un viso da Non lasciar dubbio sul senso di quelle parole Oh Renzo esclamò Lucia Cosa volete dire esclamò Agnese che bisogno c'è di dire la finirò io Abbia pur 100 mille diavoli nell'anima finalmente di carne ossa anche lui No no per amor del cielo cominciò Lucia ma il pianto le troncò la voce non son discorsi da farsi neppure per burla disse Agnese per burla gridò Renzo fermandosi ritto in faccia ad
Agnese seduta e piantando in faccia due occhi stralunati per burla vedrete se sarà burla no Renzo disse Lucia stento tra i singhiozzi non Vho mai visto così non dite queste cose per amor del cielo Riprese ancora in fretta Agnese Abbassando la voce non vi ricordate Quante braccia ha al suo comando col lui e quandanche Dio liberi contro i poveri c'è sempre giustizia La farò io la giustizia io è oramai tempo la cosa non è facile lo so anch'io si guarda bene il cane assassino sa come sta ma non importa la risoluzione e pazienza e il
momento arriva Sì la farò io la giustizia lo libererò io il paese quanta gente mi benedirà e poi in tre Salti l'orrore che Lucia sentì di queste più chiare parole le sospese il pianto e Le diede forza di parlare levando dalle Palme il viso lagrimoso disse a Renzo con voce accorata ma risoluta non mi porta più dunque ad avermi per moglie Io merera promessa un giovine che aveva il Timor di Dio ma un uomo che avesse fosse al sicuro d'ogni giustizia e d'ogni vendetta fosse anche il figlio del re Ebbene gridò Renzo con un viso
più che mai stravolto io non V avrò ma non V Avrà neanche lui io qui senza di voi e lui a casa del No per carità non dite così non fate quegli occhi no non posso vedervi così esclamò Lucia piangendo supplicando con le mani giunte mentre Agnese chiamava e richiamava il giovine per nome gli palpava le spalle le braccia le mani per acquietarsi qualche tempo a contemplar quella faccia supplichevole di Lucia poi tutta a un tratto la guardò torvo diede a dietro Tese il braccio e l'indice vero Di essa e gridò Questa sì questa egli
vuole ha da morire e io che male AV ho fatto perché mi facciate morire disse Lucia buttandosi gli in ginocchioni davanti voi rispose con una voce che esprimeva unira ben diversa ma unira tuttavia voi che bene mi volete voi che prova m'avete data non voglio pregata e pregata e pregata e voi no no Sì sì rispose precipitosamente Lucia verrò dal curato domani Ora se volete verrò tornate quello di prima Verrò me lo promettete disse Renzo con una voce e con un viso divenuto tutto a un tratto più umano ve lo prometto me l'avete promesso Signore
vi ringrazio esclamò Agnese doppiamente contenta in mezzo a quella sua gran collera aveva Renzo pensato di che profitto poteva essere per lui lo spavento di Lucia e non aveva adoperato un po' d'artificio a farlo crescere per farlo fruttare il nostro autore protesta di non ne saper nulla e Io credo che nemmen Renzo lo sapesse bene Il Fatto sta che era realmente infuriato contro Don Rodrigo e che bramava ardentemente il consenso di Lucia e quando due forti passioni schiamazzano insieme nel cuor d'un uomo nessuno neppure il paziente può sempre distinguer chiaramente una voce dall'altra e dir
con sicurezza qual sia quella che predomini ve l'ho promesso rispose Lucia con un tono di rimprovero timido e Affettuoso ma anche voi avevate promesso di non fare scandoli di rimettervi al padre oh via Per amor di chi vado in furia volete tornare indietro ora e farmi fare uno sproposito No no disse Lucia cominciando a rispav presentarsi ho promesso e non mi ritiro ma vedete voi come mi avete fatto promettere Dio non voglia perché volete F dei cattivi auguri Lucia Dio sa che non facci male a nessuno promettetemi almeno che questa Sarà l'ultima ve lo prometto
da povero figliuolo ma questa volta mantenete poi disse Agnese qui l'autore confessa di non sapere un'altra cosa Se Lucia fosse in tutto e per tutto Malcontenta d'esser stata spinta da acconsentire noi lasciamo come lui la cosa in dubbio Renzo avrebbe voluto prolungare il discorso e fissare a parte a parte quello che si doveva fare il giorno dopo ma era già notte nelle donne gliela augurar uno buona non parendo loro cosa Conveniente che a quell'ora si trattenesse più a lungo la notte però fa tutte e tre così buona come può essere quella che succede ad un
giorno pieno d'agitazione e di guai e che ne precede uno destinato ad unimpresa importante e d'esito incerto Renzo si lasciò vedere Di buonora e Concert con le donne o piuttosto con Agnese la grande operazione della Sera proponendo e sciogliendo a vicenda difficoltà antiv vedendo contrattempi e Ricominciando ora l'una ora l'altra a descriver la faccenda Come si racconterebbe una cosa fatta Luc ascoltava e senza appr provar con parole ciò che non poteva approvare in cuor suo prometteva di far meglio che saprebbe andrete voi giù al convento per parlare al Padre Cristoforo come vaa detto ier sera
domandò Agnese a Renzo le zucche rispose questo sapete che diavoli d'occhi ha il padre mi leggerebbe in viso come solo un libro Che c'è qualcosa per aria e se cominciasse a farmi delle interrogazioni non potrei uscirne a bene e poi io devo star qui per accudire all'affare Sarà meglio che mandiate Voi qualche d'uno manderò menico va bene rispose Renzo e partì per accudire all'affare come aveva detto Agnese andò ad una casa vicina a cercare menico che era un ragazzetto di circa 12 anni sveglio la sua parte E che per via di cugini e di cognati
veniva ad essere un po' su nipote lo chiese ai Parenti come imprestito per tutto quel giorno per un certo servizio diceva avuto lo condusse nella sua cucina gli diede da colazione e gli disse che andasse a Pescarenico e si facesse vedere al Padre Cristoforo il quale lo rimanderebbe poi con una risposta quando sarebbe tempo il padre Cristoforo quel bel vecchio tosai con la barba bianca quello che chiamano il santo ho capito disse menico quello che Ci accarezza sempre noi altri ragazzi e ci dà ogni tanto qualche Santino appunto menico e se ti dirà che tu
aspetti qualche poco lì vicino al convento non ti sviare Bada di Non andar con dei compagni al lago a veder pescare né a divertirti con le reti attaccate al muro ad asciugare né a far quell'altro tuo giochetto solito bisogna sapere che menico era bravissimo per fare al rimbalzello e si sa che tutti grandi e piccoli facciamo Volentieri le cose Alle quali abbiamo abilità non dico quelle sole po zia non son poi un ragazzo bene Abbi giudizio e quando tornerai con la risposta Guarda queste due belle parpaglione nuove son per te datem le ora che è
lo stesso No no tu le giocheresti va e portati bene che ne avrai anche di più nel rimanente di quella lunga mattinata si Videro certe novità che misero non poco in sospetto l'animo già conturbato delle due donne non mendico n rifinito né Cencioso come i suoi pari e con un non so che d' oscuro e di sinistro nel sembiante entrò a chieder la carità dando in qua e in là certo occhiate da spione Gli fu dato un pezzo di pane che ricevette e ripose con un'indifferenza mal dissimulata Si trattenne poi con una certa sfacciataggine e
nello stesso tempo con esitazione facendo molte domande alle quali Agnese s'affrettò di risponder sempre il contrario di quello Che era muovendosi come per andar via finse di sbagliar l'uscio entrò in quello che metteva alla scala e lì diede un'altra occhiata in fretta come potè gridato gli dietro Ehi ehi dove andate galantuomo di qua di qua tornò indietro e uscì dalla parte che gli veniva indicata scusandosi con una sommissione con un'umiltà affettata che stentava a collocarsi nei lineamenti duri di quella faccia dopo Costui continuarono a farsi vedere di Tempo in tempo altre strane figure che razza
d'uomini fossero non si sarebbe potuto dir facilmente ma non si poteva creder neppure che fossero quegli Onesti viandanti che volevan parere uno entrava col pretesto di farsi insegnare la strada altri passando davanti all'uscio rallentavano il passo e guardava sott'occhio nella stanza attraverso il cortile come chi vuol veder senza dar sospetto finalmente verso il Di strada guardava a destra e a sinistra e tornava dicendo nessuno parola che proferiva con piacere e che Lucia con piacere sentiva senza che né l'una né l'altra ne sapessero ben chiaramente il perché ma ne rimase a tutte e due una non
so quale inquietudine che levò loro e alla figliuola principalmente una gran parte del coraggio che avevan messo in serbo per la sera conviene però che il lettore sappia qualcosa di più preciso intorno a quei Ronzatori misteriosi e per informarlo di tutto dobbiam tornare un passo indietro e ritrovar don Rodrigo che abbiam lasciato ieri solo in una sala del suo Palazzotto al partir del Padre Cristoforo Don Rodrigo come abbiam detto misurava innanzi e indietro a passi lunghi quella sala dalle pareti della quale pendevano ritratti di famiglia di varie generazioni quando si trovava col viso ad una
parete e voltava si vedeva in faccia un suo antenato guerriero Terrore dei nemici e dei suoi soldati torvo nella guardatura quei capelli corti e ritti coi baffi tirati a punta che sporgevano dalle guance col mento obliquo ritto in piedi l'eroe con le gambiere coi cosciali con la corazza coi bracciali coi guanti tutto di ferro con la destra sul fianco e la sinistra sul Pomo della Spada Don Rodrigo lo guardava E quando gli era arrivato sotto e voltava Ecco in faccia un altro antenato magistrato Terrore dei litiganti e degli avvocati a seder Sol una seggiola coperta
di velluto rosso ravvolto in un ampio pi toga nera tutto nero fuorché un collare bianco con due larghe facciole e una fodera di zibellino Ar rovesciata era il distintivo dei senatori e non lo portava anche l'inverno Ragion per cui non si troverà mai un ritratto di senatore vestito d'estate Ma Cilento con le ciglia aggrottate teneva in mano una supplica e pareva che dicesse vedremo di Qua una matrona terrore delle sue cameriere di là una bate terrore dei suoi monaci tutta gente Insomma che aveva fatto terrore e lo spirava ancora dalle tele alla presenza di tali
memorie Don Rodrigo tanto più S arrovellava si vergognava non poteva darsi pace che un frate avesse usato venirgli addosso con la prosopopea di Nathan formava un disegno di vendetta l'abbandona pensava come soddisfare insieme alla passione e a ciò che chiamava onore e talvolta Vedete un poco sentendosi fischiare ancora gli orecchi quell'io di profezia si sentiva venir Come si dice i Bordoni che stava quasi per deporre il pensiero delle sue soddisfazioni finalmente per far qualche cosa chiamò un servitore e gli ordinò che lo scusasse con la compagnia dicendo che era trattenuto da un affare urgente Quando
quello tornò a riferire che quei signori eran partiti lasciando i loro rispetti e il conte Attilio Domandò sempre camminando il Don Rodrigo è uscito con quei signori Illustrissimo bene sei persone di seguito per la passeggiata subito la spada la cappa il cappello subito il servitore partì rispondendo con un inchino e poco dopo tornò portando la ricca spada che il padrone si cinse la cappa che si buttò sulle spalle Il cappello a gran penne che mise in chiodo con una manata fieramente sul capo segno di Marina torbida si mosse e alla porta Trovò i sei ribaldi
tutti armati i quali fatto Ala e inchinato gli andaron dietro più burbero più superbio più accigliato del solito uscì e andò passeggiando verso Lecco i contadini gli artigiani al vederlo venire si ritirava rasente al muro e di lì facevano scappellato e inchini profondi ai quali non rispondeva come inferiori li inchinavano anche quelli che da questi eran detti i signori che in quei contorni non ce n'era uno che potesse a Mille Miglia Competer con lui di nome di ricchezze d' aderenze e della voglia di sentirsi di tutto ciò per R stare al di sopra degli altri
e a questi corrispondeva una degnazione contegnoso quel giorno non avvenne Ma quando avveniva che si incontrasse col signor Castellano spagnolo l'inchino Allora era ugualmente profondo dalle due parti la cosa era come tra due potentati i quali non abbiano nulla da spartire tra loro ma per convenienza fanno Onore Al grado l'uno dell'altro per passare un poco la Mattana e per contrapporre all'immagine del Frate che gli assediava la fantasia immagini in tutto diverse Don Rodrigo entrò quel giorno in una casa dove andava per il solito molta gente e dove fu ricevuto con quella Cordialità affaccendata e rispettosa
che è riservata agli uomini che si fanno molto amare o molto temere e a notte già fatta tornò al suo Palazzotto il conte Attilio Era anche lui tornato in quel momento e fu messa in tavola la cena durante la quale Don Rodrigo fu sempre sopra pensiero e parlò poco cugino quando pagate questa scommessa disse con un fare di Mal scher il conte Attilio appena sparecchiato e andati via ai servitori San Martino non è ANC passato tant'è che la paghiate subito perché passeranno tutti i santi del lunario prima che questo è quel che si Vedrà cugino
voi volete fare il politico ma io ho capito tutto e son tanto certo d'av vint la scommessa che son pronto a farne un'altra sentiamo che il padre il padre che so io quel frate Insomma va convertito Eccone un'altra delle vostre convertito cugino convertito vi dico io per me ne godo sapete che sarà un bello spettacolo vedervi tutto con punto e con gli occhi bassi e che Gloria per quel padre come sarà tornato a casa gonfio e Pettoruto Non son pesci che si piglino tutti i giorni né con tutte le reti siate Certo che vi porterà
per esempio e quando andrà a far qualche missione un po' lontano parlerà dei Fatti Vostri Mi par di sentirlo e qui parlando col naso accompagnando le parole con gesti caricati continuò in tono di predica in una parte di questo mondo che per degni rispetti non nomino viveva auditori carissimi e vive Tuttavia un cavaliere scapestrato più amico delle Femmine che Degli uomini da bene il quale avvezzo a far d'ogni erba un fascio aveva messo gli occhi basta basta disse Don Rodrigo mezzo sogand e mezzo annoiato Se volete raddoppiare la scommessa son pronto anch'io diavolo che aveste
voi convertito il padre non mi parlate di colui e In quanto alla scommessa San Martino deciderà la curiosità del Conte era stuzzicata non gli risparmiò interrogazioni ma Don Rodrigo le seppe Luder tutte rimettendosi sempre al giorno della decisione e non Volendo comunicare alla parte avversa disegni che non erano né incamminati né assolutamente fissati la mattina seguente Don Rodrigo si destò Don Rodrigo l'apprensione che quel Verrà un giorno gli aveva messa in corpo era svanita del tutto coi sogni della notte e gli rimaneva la rabbia sola esacerbata anche dalla vergogna di quella debolezza passeggera le immagini
Più recenti della passeggiata Trionfale degli inchini delle accoglienze e il canzonare del cugino avevano contribuito non poco A rendergli l'animo antico appena alzato fece chiamare Il Griso cose grosse disse tra sé il servitore a cui fu dato l'ordine Perché l'uomo che aveva quel soprannome non era niente meno che il capo de bravi quello a cui si imponevano le imprese più rischiose e più inique il fidatissimo del padrone l'uomo tutto suo per gratitudine e per Interesse dopo aver ammazzato uno di giorno in piazza era andato ad implorar la protezione di don Rodrigo e questo vestendolo della
sua livrea l'aveva messo al coperto da ogni ricerca della Giustizia così impegnandosi ad ogni delitto Che gli venisse comandato colui si era assicurata l'impunità del primo per don rodrig l'acquisto non era stato di poca importanza Perché Il Griso oltre all'essere senza paragone il più Valente della famiglia era anche una prova di Ciò che il suo padrone aveva potuto attentare felicemente contro le leggi di modo che la sua potenza ne veniva ingrandita nel fatto e nell'opinione Griso disse Don Rodrigo in questa congiuntura si vedrà quel che tu vali prima di domani quella Lucia deve trovarsi in
questo palazzo non si dirà mai che Il Griso si sia ritirato da un comando l'illustrissimo signor padrone piglia quanti uomini ti possono bisognare Ordina e disponi come ti par meglio purché la cosa riesca a buon fine ma bada soprattutto che non le sia fatto male signore un po' di spavento perché la non faccia troppo strepito non si potrà far di meno spavento capisco è inevitabile ma non le si torca un capello e soprattutto le si porti rispetto in ogni maniera hai inteso signore non si può levare un fiore dalla pianta e portarla a v signoria
senza toccarlo ma non si farà Che il puro necessario sotto la tua sicurtà e come farai Ci stavo pensando signore siam fortunati che la casa è in fondo al paese abbiam bisogno di un luogo per andarci a postare E appunto c'è poco distante di là quel Casolare disabitato e solo in mezzo ai campi quella casa vossignoria non saprà niente di queste cose una casa che bruciò pochi anni sono e non hanno avuto danari da ri tarla e l'hanno abbandonata e ora ci vanno le Streghe ma è sabato e men rido questi Villani che son pieni
dubbie non ci bazziche bero in nessuna notte della settimana per tutto l'oro del mondo si che possiamo andare a fermarci là con sicurezza che nessuno verrà a guastare i fatti nostri va bene e poi qui Il Griso a proporre Don Rodrigo a discutere finché d'accordo Ebbero concertata la maniera di condurre a fine l'impresa senza che rimanesse traccia degli autori la maniera anche di rivolgere con falsi Indizi i Petti Altrove di impor silenzio alla povera Agnese di incutere a Renzo tale spavento da fargli passare il dolore e il pensiero di ricorrere alla giustizia e anche la
volontà di lagnarsi e tutte le altre bricconeria necessarie alla riuscita della bricconeria principale noi tralasciamo di riferire quei concerti perché come il lettore vedrà non son necessari all'intelligenza della storia e siam contenti anche noi di non doverlo trattenere più lungamente A sentir parlamentare quei due fastidiosi ribaldi Basta che mentre Il Griso se ne andava per metter mano all'esecuzione Don Rodrigo lo richiamò e gli disse Senti se per caso quel tangaro temerario Viesse nell'unghia questa sera non sarà male che gli sia dato anticipatamente un buon ricordo sulle spalle così l'ordine che gli verrà intimato domani di
stare zitto farà più sicuramente effetto ma non l' andate a cercare per Non guastare quello che più Importa tu m'ai inteso lasci fare a me rispose Il Griso inchinandosi con un atto d'ossequio e di millanteria e se ne andò la mattina fu spesa in giri per riconoscere il paese quel falso pezzente che s'era inoltrato a quel modo nella povera casetta non era altro che Il Griso il quale veniva per levar ad occhio la pianta i falsi viandanti eran suoi ribaldi ai quali per operare sotto i suoi ordini bastava una cognizione più superficiale del luogo e
Fatta la scoperta non s'erano più lasciati vedere per non dar troppo sospetto tornati che furon tutti a al Palazzotto Il Griso rese conto e fissò definitivamente il disegno dell'impresa assegnò Le parti diede istruzioni tutto ciò non si potè fare senza che quel vecchio servitore il quale stava ad occhi aperti e a orecchi tesi s' accorgesse che qualche gran cosa si macinava a forza di stare attento e di domandare accatt una mezza notizia di Qua una mezza di là commentando tra sé una parola oscura interpretando un andare misterioso tanto fece che venne in chiaro di ciò
che si doveva eseguire quella notte Ma quando ci fu riuscito essa era già poco lontana e già una piccola avanguardia di bravi era andata ad imboscarsi in quel Casolare di roccato il povero vecchio quantunque sentisse bene a che rischioso gioco giocava e avesse anche paura di portare il soccorso a Pisa pur non volle mancare Uscì con la scusa di prendere un po' d'aria e si incamminò in fretta in fretta al convento per dare al Padre Cristoforo l'avviso promesso poco dopo si mossero gli altri bravi e discesero spicciola per Non par una compagnia Il Griso Venne
dopo e non rimase indietro che una bussola la quale doveva essere portata al Casolare a serere inoltrata come fu fatto radunati che furono in quel luogo Il Griso spedì tre di loro all'Osteria del paesetto uno che si Mettesse sull'uscio ad osservar ciò che accadesse nella strada e a veder quando tutti gli abitanti fossero ritirati gli altri due che stessero dentro a giocare e a bere come dilettanti e attendessero intanto a spiare se qualche cosa da spiare ci fosse egli col grosso della truppa rimase nell'agguato ad aspettare il povero vecchio trottava ancora i tre esploratori arrivavano
al loro posto il sole cadeva quando Renzo entrò dalle donne e disse Tonio e Gervaso m' aspettan fuori vo con loro all'osteria a mangiare un boccone e quando suonerà l'Ave Maria verremo a prendervi su coraggio Lucia Tutto dipende da un momento Lucia sospirò e ripetè coraggio con una voce che smentiva la parola quando Renzo e i due compagni giunsero all'osteria vi trovarono Quel tale già piantato in sentinella che ingombra ava mezzo il vano della porta appoggiata con la schiena ad uno stipite con le braccia Incrociate sul petto e guardava e riguardava a destra e a
sinistra facendo lampeggiare ora il bianco ora il nero di due occhi grifagni un berretto piatto di velluto Kermis messo storto gli copriva la metà del ciuffo che dividendosi sur una fronte Fosca girava da una parte dall'altra sotto gli orecchi e terminava in trecce fermate con un pettine sulla nuca teneva sospeso in una mano un grosso randello arme propriamente non ne portava in vista ma solo a guardargli in Viso anche un fanciullo avrebbe pensato che doveva averne sotto quante ce ne poteva stare quando Renzo che era innanzi agli altri fu lì per entrare colui senza scomodarsi
lo guardò fisso fisso ma il giovine intento a schivare ogni questione come suole ognuno che abbia un'impresa scabrosa le mani non fece vista d' accorgersene non disse neppure Fatevi in là e rasentando l'altro stipite passò per is sbieco col fianco innanzi per l'apertura lasciata Da quella cariatide i due compagni dovettero far la stessa evoluzione se vollero entrare entrati Videro gli altri dei quali avevan già sentita la voce cioè quei due bravacci che seduti ad un canto della tavola giocavano alla mora gridando tutte e due insieme lì è il gioco che lo richiede e mcendoz con
un gran fiasco che era tra loro Questi pure guardaron fisso la nuova compagnia e un de due specialmente Tenendo una mano in aria con tre D Tacci tesi e allargati e avendo la bocca ancora aperta per un gran sei che ne era scoppiato fuori in quel momento squadr Renzo da capo a piedi poi diede d'occhio al compagno poi a quel dell'uscio che rispose con un cenno del capo Renzo insospettito e incerto guardava i suoi due convitati come se volesse cercare nei loro aspetti un'interpretazione di tutti quei segni Ma i loro aspetti non indicavano altro che
un buon Appetito loste guardava in viso a lui come per aspettar gli ordini egli lo fece venir con sé in una stanza vicina e ordinò da cena chi sono quei Forestieri gli domandò poi a voce bassa quando quello Tornò con una tovaglia grossolana sotto il braccio e un fiasco in mano non li conosco rispose l'Oste spiegando la tovaglia come neanche uno Sapete bene rispose ancora colui stirando con tutte e due le mani la tovaglia sulla tavola Che la prima regola del nostro mestiere è di non domandare i fatti degli altri tanto che fin le nostre
donne non son curiose Si starebbe freschi con tanta gente che va e viene è sempre un porto di mare quando le annate sono ragionevoli voglio dire ma stiamo Allegri che tornerà il buon tempo a noi basta che Gli avventori siano galantuomini chi siano poi o chi non siano non fa niente E ora vi porterò un piatto di polpette che le simili non le Avete mai mangiate come potete sapere ripiglia Renzo ma loste già avviato alla cucina seguitò la sua strada e lì mentre prendeva il tegame delle polpette Sum movate gli si accostò pian piano quel
bravaccio che aveva squadrato il nostro giovine e gli disse sottovoce chi sono quei galantuomini buona gente qui del paese rispose l'Oste scodellando le polpette nel piatto va bene ma come si chiamano Chi sono insistette colui con voce alquanto sgarbata uno si chiama Renzo rispose loste pur sottovoce un buon giovine assestato filatore di seta che sa bene il suo mestiere l'altro è un contadino che ha nome Tonio buon Camerata allegro Peccato che ne abbia pochi che gli spenderebbe tutti qui l'altro è un sempliciotto che mangia però volentieri quando gliene danno con permesso e con uno sgambetto
uscì tra il fornello e L'interrogante e andò a portare il piatto a chi si doveva come potete sapere riattacca Renzo quando lo vide ricomparire che Sian galantuomini se non li conoscete le azioni caro mio l'uomo si conosce all azioni quelli che bevono il vino senza criticarlo che pagano il conto senza tirare che non metton sul lite con gli altri avventori e se hanno una coltellata da consegnare ad uno lo vanno ad aspettar fuori è lontano dall'osteria tanto che il povero Oste Non ne vada di mezzo Quelli sono i galantuomini Però se si può conoscere la
gente bene come ci conosciamo tra noi quattro è meglio e che diavolo vi vien voglia di saper tante cose quando siete sposo e dovete aver tutt'altro in testa e con davanti quelle polpette che farebbero resuscitare un morto Così dicendo se ne tornò in cucina il nostro autore osservando al diverso modo che teneva Costui nel soddisfare alle domande dice che era un Uomo così fatto che in tutti i suoi discorsi faceva professione da essere molto amico dei galantuomini in generale ma in atto pratico usava molto maggior compiacenza con quelli che avessero riputazione o sembianza di birboni
Che carattere singolare eh la cena non fu molto allegra i due convitati avrebbero voluto godersela con tutto il loro comodo ma l'invitante preoccupato di ciò che il lettore sa e infastidito e anche un po' inquieto del Contegno strano di quegli sconosciuti non vedeva l'ora d' andarsene si parlava sotto voce per causa loro ed eran parole tronche e svogliate che bella cosa scappò fuori di punto in bianco Gervaso che Renzo voglia prendere moglie e abbia bisogno Renzo gli fece un viso brusco vuoi stare zitto bestia gli disse Tonio accompagnando il titolo con una gomitata la conversazione
fu sempre più fredda fino alla fine Renzo stando indietro nel mangiare come Nel bere attese a mescere ai due testimoni con discrezione in maniera di dar loro un po' di brio senza fargli uscir di cervello sparecchiato pagato il conto da colui che aveva fatto Meng guasto dovettero tutti e tre passar nuovamente davanti a quelle facce le quali tutte si voltarono a Renzo come quando era entrato questo fatti chebe pochi passi fuori dell'Osteria si voltò indietro e vide che i due che aveva lasciati seduti in cucina lo seguitavano Si fermò Allora co i suoi compagni come
se dicesse vediamo cosa voglion da me costoro ma i due quando S accorsero d' essere osservati si fermarono anch'essi si parlarono sottovoce e tornarono indietro se Renzo fosse stato tanto vicino Da sentir le loro parole gli sarebbero parse molto strane sarebbe però un bell' onore senza contar la mancia diceva uno dei malandrini se tornando al palazzo potessimo raccontare d'avergli Spianate le costole in fretta In fretta e così da noi senza che il signor Griso fosse qui a regolare e guastare il negozio principale rispondeva l'altro Ecco se ha visto di qualche cosa si ferma a guardarci
Eh se fosse più tardi torniamo indietro per non dar sospetto vedi che Vian gente da tutte le parti lasciamoli andar tutti a pollaio c'era Infatti quel brulichio quel ronzio che si sente in un V villaggio Sulla sera e che dopo pochi momenti dà luogo alla quieta e solenne Della notte le donne venivan dal campo portandosi in collo i bambini e tenendo per la mano i ragazzi più grandini ai quali facevan dire le devozioni della Sera venivan gli uomini con le vanghe con le zappe sulle spalle all'aprirsi degli usci si vedevan luccicare qua e là i
fuochi accesi per le povere cene si sentiva nella strada a barattare i saluti e qualche parola sulla scarsità della raccolta e sulla miseria dell'annata e più delle parole si Sentivano i tocchi misurati e sonori della Campana che annunziava il finir del giorno quando Renzo vide che i due indiscreti s'erano ritirati continuò la sua strada nelle tenebre crescenti dando sottovoce ora un ricordo ora un altro ora all'uno ora all'altro fratello arrivarono alla casetta di Lucia che era già notte tra il primo pensiero di un'impresa terribile e l'esecuzione di essa ha detto un Barbaro che non era
privo di ingegno l'intervallo è un sogno Pieno di fantasmi e di paure Lucia era da molte ore nell'angoscia di Un tal sogno e Agnese Agnese medesima l'autrice del consiglio stava sopra pensiero e trovava stento parole per rincorre la figlia ma al momento di destarsi al momento cioè di dar principio all'opera l'animo si trova tutto trasformato al terrore e al coraggio che vi contrastavano succede un altro terrore e un altro coraggio l'impresa s'affaccia alla mente con come una nuova Apparizione ciò che prima spaventava di più sembra talvolta divenuto agevole tutto a un tratto talvolta comparisce grande
l'ostacolo a cui S era appena badato l'immaginazione da indietro sgomenta le membra par che rusino ubbidire e il cuore manca alle promesse che aveva fatte con più sicurezza al picchiare sommesso di Renzo Lucia fu assalita da tanto terrore che risolvette in quel momento di soffrire ogni cosa di star sempre divisa da lui piuttosto che Eseguire quella risoluzione ma quando si fu fatto vedere Ed ebbe detto son qui andiamo quando tutti si mostraron pronti ad avviarsi senza esitazione come a cosa stabilita irrevocabile Lucia non ebbe tempo né forza di far difficoltà e come strascinata prese tremando
un braccio della madre un braccio del promesso sposo e si mosse con la Brigata avventuriera zitti zitti nelle tenebre a Passo misurato uscirono la strada fuor del paese la più Corta sarebbe stata ad attravers che andava diritto alla casa di Don abondio ma scelsero quella per non esser visti per viottole tra Gli orti e i campi arrivar vicino a quella casa e lì si divisero i due promessi rimer nascosti dietro l'angolo di essa Agnese con loro ma un po' più innanzi per accorrere in tempo a fermar perpetua e ad impadronirsene Tonio con lo scempiato di
Gervaso che non sapeva far nulla da sé e senza il quale non si poteva far Nulla sciaron bravamente alla porta e picchiarono Chi è a quest'ora gridò una voce dalla finestra che s' aprì in quel momento era la voce di Perpetua ammalati non ce n'è Chi io sappia è forse è accaduta qualche disgrazia son io rispose Tonio con mio fratello che abbiam bisogno di parlare al signor Curato è ora da cristiani questa disse bruscamente Perpetua che discrezione Tornate domani sentite tornerò o non tornerò riscosso non so Che danari e venivo a saldar quel debito che
sapete aveva qui 25 belle berlinghe nuove ma se non si può pazienza questi so come spenderli e tornerò quando non abbia messi insieme degli altri Aspettate aspettate vo e torno Ma perché venire a quest'ora li ho ricevuti anch'io poco fa e ho pensato come vi dico che se li tengo a dormir con me Non so di che parere sarò domattina però se l'ora non vi piace non so che dire per me son qui e se non mi volete me ne vo Non ho aspettato un momento torno con la risposta Così dicendo richiuse la finestra a
questo punto Agnese Si staccò dai promessi e detto sottovoce a Lucia Coraggio È un momento è come cavarsi un dente Si riunì ai due fratelli davanti all'uscio e si mise a cerl con Tonio in maniera che Perpetua venendo ad aprire dovesse credere che si fosse abbattuta lì a caso e che Tonio l'avesse trattenuta un momento capitolo 8 Carneade chi era costui ruminava tra S donna B seduto sul suo seggiolone in una stanza del piano superiore con un libricacciatori un letteraturizzazione og giorno e un curato suo vicino che aveva un po' di libreria gli prestava un
libro dopo l'altro il primo che gli veniva alle mani Quello su cui meditava in quel momento Don abondio convalescente dalla Febbre dello spavento Anzi più guarito quanto alla febbre che non volesse lasciar credere era un panegirico in onore di San Carlo detto con molta enfasi e udito con molta ammirazione nel Duomo di Milano du anni prima il santo vera paragonato per l'amore allo studio ad Archimede E fin qui Don bondio non trovava inciampo perché Archimede ne ha fatte di così curiose ha fatto dir tanto di sé che per saperne qualche cosa non c'è bisogno di
un'erudizione molto vasta Ma dopo Archimede l'oratore chiamava paragone anche Carneade e lì il lettore era rimasto a Renato in quel momento entrò Perpetua ad annunziar la visita di Tonio a quest'ora disse anche Don bondio com'era naturale cosa vuole non hanno discrezione ma se non lo piglia al volo già se non lo piglio ora Chissà quando lo potrò pigliare fatelo venire Ehi ehi siete ben sicura che sia proprio lui diavolo rispose perpetua e scese aprì l'uscio e disse Dove siete Tonio si fece Vedere e nello stesso tempo Venne avanti anche Agnese e salutò Perpetua per nome
Buonasera Agnese disse Perpetua di dove si viene a quest'ora vengo da e nominò un paesetto vicino e se sapeste continuò mi son fermata di più appunto in grazia vostra No perché domandò perpetua e voltandosi a due fratelli Entrate disse che vengo anch'io perché rispose Agnese una donna di quelle che non sanno le cose e voglion parlare Credereste s ostinava a Dire che voi non vi siete maritata con Beppe suola vecchia né con Anselmo lunghin perché non Van hanno voluta io sostenevo che siete stata voi che G avete rifiutati l'uno e l'altro sicuro Oh la bugiarda
la bugiardona Chi è costei non me lo Domandate che non mi piace metter male me lo direte me l'avete a dire Oh la bugiarda basta ma non potete credere quanto mi sia dispiaciuto di non saper bene tutta la storia per confond co Lei Guardate se si può inventare a questo modo esclamò di nuovo perpetua e riprese subito in quanto a Beppe tutti sanno e hanno potuto vedere Ehi Tonio accostate l'uscio e salite che vengo Tonio di dentro rispose di sì e Perpetua continuò la sua narrazione appassionata in faccia all'uscio di Don abondio s'apriva tra due
casip Pole una stradetta che finite quelle voltava in un campo Agnese vi avviò come se volesse tirarsi alquanto in disparte per parlar Più liberamente e Perpetua dietro quando Ebbero voltato e furono in luogo donde non si poteva più vedere ciò che accadesse davanti alla casa di Don abondio Agnese tos sì Forte era il segnale Renzo lo sentì fece coraggio a Lucia con una stretta di braccio e tutti e due in punta di piedi vennero avanti rasentando il muro zitti zitti arrivarono all'uscio lo spinsero ad agino AD agino keti e chinati entrarono nell'andito dove erano i
due fratelli ad Aspettarli Renzo accostò di nuovo l'uscio pian piano e tutte e quattro su per le scale non facendo rumore neppur per uno Giunti sul pianerottolo i due fratelli avvicinarono all'uscio della stanza che era di fianco alla scala gli sposi si strinsero al muro Deo grazias disse Tonio a voce Chiara Tonio eh Entrate rispose la voce di dentro il chiamato aprì l'uscio appena quanto bastava per poter passar lui e il fratello a un per volta la Striscia di luce che uscì d'improvviso per quella apertura e si disegnò sul pavimento oscuro del pianerottolo fece risco
Lucia come se fosse scoperta entrati i fratelli Tonio si tirò dietro l'uscio gli sposi rimasero immobili nelle tenebre con le orecchie Tese tenendo il fiato il rumore più forte era il martellare che faceva il povero cuore di Lucia Don abondio stava come abbiam detto su una vecchia seggiola ravvolto in una Vecchia zimarra con in capo una vecchia papalina che gli faceva cornice intorno alla faccia al lume scarso d' una piccola Lucerna due folte ciocche di capelli che gli scappavano fuori della Pap palina due folti sopraccigli due folti baffi un folto Pizzo tutti Canuti e sparsi
su quella faccia Bruna e rugosa parevano assomigliarsi a cespugli coperti di neve sporgenti da un dirupo al chiaro di luna fu il suo saluto mentre si levava Gli occhiali e li riponeva nel librics curato che son venuto tardi disse Tonio inchinandosi come pure fece ma più goffamente Gervaso sicuro che è tardi tardi in tutte le maniere Lo sapete che sono ammalato No mi dispiace l'avrete sentito dire sono ammalato e non so quando potrò lasciarmi vedere Ma perché vi siete condotto dietro quel quel figliuolo così per compagnia signor curato basta vediamo son 25 berlingue Nuove di
quelle col Sant'Ambrogio a cavallo disse Tonio levandosi un involtino di tasca vediamo replicò Don abondio e preso l'involtino rimesse gli occhiali l' aprì cavò le berlinghe le contò le voltò le rivoltò e le trovò senza difetto ora signor curato mi darà la collana della mia Tecla è giusto rispose Don abondio poi andò ad un armadio Si levò una chiave di tasca e guardandosi intorno come per tener lontani gli Spettatori aprì una parte di sportello riempì l'apertura con la persona mise dentro la testa per guardare e un braccio per prender la collana la la prese e
chiuso l'armadio la consegnò a Tonio dicendo Va bene ora disse Tonio si contenti di mettere un po' di nero sul bianco anche questa disse Don abondio le sanno tutte Eh com'è divenuto sospettoso il mondo non vi fidate di me come signor curatos io mi fido lei mi fa torto ma siccome il mio nome è sul suo Libraccio Dalla parte del debito Dunque Giacché ha già avuto l'incomodo di scrivere una volta così dalla vita alla morte Bene bene interruppe Don abondio e brontolando tirò a sé una cassetta del tavolino levò fuori carta penna e calamaio e
si mise a scrivere ripetendo a viva voce le parole di mano in mano che gli uscivan dalla penna frattanto Tonio e un suo cenno Gervaso si piantarono ritti davanti al tavolino in maniera di impedire allo scrivente la Vista dell'uscio e come per ozio andavano stropicci coi piedi il pavimento per dar Segno A quei che eran fuori d'entrare e per confondere nello stesso tempo il rumore delle loro pedate Don abondio immerso nella sua scrittura non badava d'altro allo stropiccio dei quattro piedi Renzo prese un braccio di Lucia lo strinse per darle coraggio e si mosse tirandosi
dietro tutta tremante che da sé non vi sarebbe potuta venire entraron pian piano in punta di piedi Trattenendo il respiro e si nascosero dietro i due fratelli intanto Don abondio finito di scrivere rilesse attentamente senza alzar gli occhi dalla carta la piegò in quattro dicendo ora sarete contento e levatosi con una mano gli occhiali dal naso la porse con l'altra Tonio Alzando il viso Tonio allungando la mano per prender la carta si ritirò da una parte Gervaso ad un suo cenno dall'altra e nel mezzo come al dividersi d' una scena apparvero Renzo e Lucia Don
bondio vide confusamente poi vide Chiaro Si spaventò si stupì si infuriò pensò prese una risoluzione Tutto questo nel tempo che Renzo mise a proferire le parole signor curato in presenza di questi testimoni Questa è mia moglie le sue labbra non erano ancora tornate al posto che don abondio lasciando cader la carta aveva già afferrata e alzata con la mancina la Lucerna ghermito con la diritta il tappeto del tavolino e tirato la sé con Furia bottando in terra libro carta calamaio e Polverino e balzando tra la seggiola e il tavolino si era avvicinato a Lucia La
poveretta con quella sua voce soave Allora tutta tremante aveva appena potuto proferire E questo che dona bondio le aveva buttato sgarbatamente il tappeto sulla testa e sul viso per impedirle di pronunziare intera la formula e subito lasciata cader la Lucerna che teneva nell'altra mano s' autò anche con quella Imbaccari la soffocava e intanto gridava quanto ne aveva in canna Perpetua Perpetua tradimento aiuto il Lucignolo che moriva sul pavimento mandava una luce languida e saltellante sopra Lucia la quale affatto smarrita non tentava neppure di svolgersi e poteva appere una statua abbozzata in Creta sulla quale l'artefice
ha gettato un umido panno cessata ogni luce Don abondio lasciò La poveretta e andò cercando a tastoni l'uscio che metteva ad una stanza più Interna lo trovò entrò in quella si chiuse dentro gridando Tuttavia Perpetua tradimento aiuto fuori di questa casa fuori di questa casa nell'altra stanza tutto era confusione Renzo cercando di fermare il curato e remando con le mani come se facesse a Mosca cca era arrivato all'uscio e picchiava gridando apra apra non faccia schiamazzo Lucia chiamava Renzo con voce fioca e diceva pregando andiamo andiamo per l'amor di Dio Tonio carpone andava spazzando con
le mani il Pavimento per veder di raccapezzare la sua ricevuta Gervaso spiritato gridava e saltellava cercando l'uscio di scala per uscire a Salvamento in mezzo a questo Serra non possiam lasciare di fermarci un momento a fare una riflessione Renzo che strepitava di notte in casa altrui che vi siera introdotto di soppiatto e teneva il padrone stesso assediato in una stanza a tutta l'apparenza ad un oppressore Eppure alla fine dei fatti Era l'oppresso Don abondio sorpreso messo in fuga spaventato mentre attendeva tranquillamente ai fatti suoi parrebbe la vittima eppure in realtà era lui che faceva un
sopruso così va spesso il mondo Voglio dire così andava nel secolo XO l'assediò una finestra che guardava sulla piazza della Chiesa e si diede a gridare Aiuto aiuto era il più bel chiaro di luna L'ombra della chiesa e Più in fuori l'ombra lunga ed acuta del campanile si stendeva Bruna e spiccata sul piano erboso e lucente della piazza ogni oggetto si poteva distinguere Quasi come di giorno ma fin dove arrivava lo sguardo non appariva indizio di persona vivente contiguo però al muro laterale della chiesa e appunto dal lato che rispondeva verso la casa parrocchiale Era
un piccolo abituro un Bugigattolo dove dormiva Il sagrestano fu questo riscosso da quel disordinato grido fece Un salto scese il letto in furia aprì l'impanata ad una sua finestrina mise fuori la testa con gli occhi tra i peli e disse cosa c'è correte Ambrogio aiuto gente in casa gridò verso di lui Don abondio vengo subito rispose quello tirò indietro la testa richiuse la sua impannata e quantunque mezzo tra il sonno e più che mezzo sbigottito trovò su due piedi un espediente per dar più Aiuto di quello che gli si chiedeva senza mettersi lui Nel tafferuglio
quale si fosse da di piglio alle brache che teneva sul letto se le caccia sotto il braccio come un cappello di gala e giù balzelloni per una scaletta di legno corre al campanile afferra la corda della più grossa di due campanette che c'erano e suona a martello ton ton ton ton i contadini Balzano a sedere sul letto i giovinetti Sdraiati sul Fienile tendono l'orecchio si Rizzano cos'è cos'è Campana a martello fuoco ladri banditi molte donne Consigliano pregano i mariti di non muoversi di lasciar correre gli altri alcuni S Salzano e vanno alla finestra i poltroni
come se si arrendera alle preghiere ritornano sotto i più curiosi e più bravi scendono a prendere le forche e gli schioppi per correre al rumore altri stanno a vedere ma prima che quelli fossero all'ordine prima anzi che fossero benesti il loro umore era giunto agli orecchi d' altre persone che vegliavano non lontano ritte E vestite i bravi in un luogo Agnese Perpetua in un altro diremo prima brevemente ciò che facesse coloro dal momento in cui li abbiamo lasciati parte nel Casolare e parte all'osteria questi tre quando Videro tutti gli usci chiusi e la strada deserta
uscirono in fretta come se si fossero avvisti da aver fatto tardi e dicendo di voler andar subito a casa diedero una giravolta per il paese per venire in chiaro Se tutti erano ritirati E infatti non incontrarono Anima vivente né sentirono il più piccolo strepito passarono anche pian piano davanti alla nostra povera casetta la più quieta di tutte giacché non c'era più nessuno andarono Allora di viato al Casolare e fecero la loro relazione al signor Griso subito questo si mise in testa un Cappellaccio sulle spalle un San Rocchino di tela incerata sparso di conchiglie prese un
Bordone da Pellegrino disse andiamo da bravi zitti e attenti Agli ordini si incamminò il Primo gli altri dietro e in un momento arrivarono alla casetta per una strada opposta a quella per cui se n era allontanata la nostra brigat andando anch'essa alla sua spedizione Il Griso trattenne la truppa alcuni passi lontano andò innanzi solo ad esplorare e visto tutto deserto e tranquillo di fuori fece venire avanti due di quei tristi diede loro ordine di scalare da Gino il muro che chiudeva il Cortiletto e calati dentro nascondersi In un angolo dietro un folt fico sul quale
aveva messo l'occhio la mattina ciho fatto picchiò pian piano con l'intenzione di dirsi un pellegrino smarrito che chiedeva ricovero fino a giorno nessuno risponde ripicchettare un terzo malandrino lo fa scendere nel Cortiletto come gli altri due con l'ordine di sconf ccare ad agio il paletto per aver Libero l' inresso e la ritirata tutto si eseguisce con gran cautela e con Prospero successo va a Chiamar gli altri li fa entrar con sé e li manda a nascondersi accanto ai primi accosta ad agio d'agio l'uscio di strada Vi posta due sentinelle di dentro e va dritto all'uscio
del terreno picchia anche lì e aspetta e poteva ben aspettare sconfitta Pian pianissimo anche quell'uscio nessuno di dentro dice chi va là nessuno si fa sentire meglio non può andare avanti Dunque Chiama quei del Fico Entra con loro nella stanza terrena dove la Mattina aveva scelleratamente accattato quel pezzo di pane cava fuori esca pietra acciarino e zolfanelli accend un suo lanternino entra nella stanza più interna per accertarsi che nessun ci sia non c'è nessuno torna indietro Va all'uscio di scala Guarda porge l'orecchio solitudine e silenzio lascia due altre sentinelle a terreno si fa venir dietro
il grign Poo che era un bravo del Contado di Bergamo il quale solo doveva minacciare acettare Comandare essere Insomma il dicitore affinché il suo linguaggio potesse far credere ad Agnese che la spedizione veniva da quella parte con Costui al fianco e gli altri dietro Il Griso sale ad agio ad agio bestemmiando in cuor suo ogni scalino che scricchioli ogni passo di quei mascalzoni che facesse rumore finalmente in cima qui Giace la lepre spinge mollemente l'uscio che mette alla prima stanza l'uscio cede si fa spiraglio vi mette l'occhio è buio vi Mette l'orecchio per sentire se
qualche Duno rossa fiata brulica la dentro niente dunque avanti si mette la lanterna davanti al viso per vedere senza essere veduto spalanca l'uscio vede un letto addosso il letto è fatto e spianato con la batura rovesciata e composta sul capezzale si stringe nelle spalle si volta alla compagnia accenna loro che va a vedere nell'altra stanza e che gli venga indietro pian piano entra fa le Stesse cerimonie trova la stessa cosa che diavolo è questo dice allora che qualche cane traditore abbia fatto la spia si metton tutti con Men cautela a guardare a tastare per ogni
canto buttan sotto sopra la casa mentre costoro In tali faccende i due che fanno la guardia all'uscio di strada sentono un calpestio di Passini frettolosi che si avvicinano in fretta si immaginano che chiunque sia passerà diritto Stan quieti e a buon conto si mettono allerta Infatti il Calpestio si ferma appunto all'uscio era menico che veniva di corsa mandato dal padre Cristoforo ad avvisar le due donne che Per l'amor del cielo scappassero subito di casa e si rifugi assero al convento perché il perché lo sapete prende la maniglia del paletto per picchiare E se lo sente
tentennare in mano schiodato e sconfinato che è questo pensa e spinge l'uscio con paura quello s'apre menico mette il piede dentro in gran sospetto e si sente ad un punto Acchiappare per le braccia e due voci sommesse a destra e a sinistra che dicono in tono minaccioso zitto o sei morto lui invece caccia un urlo uno di quei malandrini gli mette una mano alla bocca l'altro tira fuori un coltellaccio per fargli paura il garzoncello trema come una foglia e non tenta neppur di gridare ma tutto a un tratto invece di lui e con ben altro
tono si fa sentir quel primo tocco di Campana così fatto e dietro una tempesta di rintocchi in fila Chi è in difetto è in sospetto dice il proverbio Milanese all'uno e all'altro furfante parve di sentire in quei tocchi il suo nome cognome e soprannome lasciano andare le braccia di menico ritirano le loro infuria spalancano la mano e la bocca si guardano in viso e corrono alla casa dov'era il grosso della compag menico via a gambe per la strada alla volta del campanile Dova buon conto qualcheduno ci doveva essere agli altri Furfanti che frugavano la casa
dall'alto al basso il Terribile tocco fece la stessa impressione si confondono si scompigliano surtan a vicenda ognuno Cerca la strada più corta per arrivare all'uscio Eppure era tutta gente provata e avvezza a mostrare il viso ma non poterono star saldi contro un pericolo indeterminato e che non s'era fatto vedere un po' da lontano prima di venir loro addosso ci volle tutta la superiorità del Griso a tenerli insieme Tanto che fosse ritirata e non fuga come un cane che scorta una Mandra di porci corre or qua or là a quei che si sbandano ne addenta uno
per un orecchio e lo tira in schiera ne spinge un altro col muso abbaia ad un altro che esce di fila in quel momento così il pellegrino acciuffa un dicoro che già toccava la soglia e lo strappa indietro caccia indietro col Bordone uno e un altro che s' avviava da quella parte grida agli altri che corron qua e là senza saper Dove tanto che li raccozzi tutti Nel mezzo del Cortiletto presto presto pistole in mano coltelli in pronto tutti insieme e poi andremo così si va chi volete che ci tocchi se stiam bene insieme sciocc
coni Ma se ci lasciamo acchiappare ad uno aduno anche i villani ce ne daranno vergogna dietro a me e uniti dopo questa breve aringa si mise alla fronte e uscì il primo la casa come abbiamo detto era in fondo al villaggio Il Griso prese la strada che metteva Fuori e tutti gli andaron dietro in buon ordine lasciamoli andare e torniamo un passo indietro a prendere Agnese Perpetua che abbiam lasciato in una certa stradetta Agnese aveva procurato ad allontanare l'altra dalla casa di Don abondio il più che fosse possibile e fino a un certo punto la
cosa era andata bene ma tutto a un tratto la serva si era ricordata dell'uscio rimasto aperto e Aveva voluto tornare indietro non c'era che ridire Agnese per non farle Nasc qualche sospetto aveva dovuto voltar con lei e andarle dietro cercando di trattenerla ogni volta che la vedesse riscaldata ben bene nel racconto di quei tali matrimoni andati a Monte mostrava di darle molta udienza e ogni tanto per far vedere che stava attenta o per Rabbi il cicalio diceva sicuro Adesso capisco va benissimo è chiara e poi e lui e voi ma intanto faceva un altro discorso
con se stessa saranno usciti a quest'ora sanno ancor dentro che sciocchi che Siamo stati tutti e tre a non concertare qualche segnale per avvisarmi quando la cosa fosse riuscita è stata proprio grossa ma è fatta Ora non c'è altro che tener costei a bada Più che posso Alla peggio sarà un po' di tempo perduto così aerelle e afferma tie eran tornate poco distante dalla casa di Don bondio la quale però non vedevano per ragione di quella cantonata e Perpetua trovandosi ad un punto importante del racconto s'era lasciata fermare senza Far Resistenza Anzi senza avvedersene quando
tutto a un tratto si sentì venir rimbombando dall'alto nel vano in moto dell'aria per l'ampio silenzio della notte quel primo sgangherato grido di Don bondio Aiuto aiuto Misericordia cosa'è stato gridò perpetua e volle correre cosa c'è cosa c'è disse Agnese tenendola per la sottana Misericordia Ma non avete sentito replicò quella svincolandosi cosa c'è cosa c'è ripetè Agnese afferrandola per un braccio diavolo d' una donna esclamò Perpetua ris spingendola per mettersi in libertà e prese la rincorsa quando più lontano più acuto più istantaneo si sente L'urlo di menico misericordia grida anche Agnese e di galoppo dietro
l'altra avevan quasi appena alzati i Calcagni quando scoccò la campana un tocco e due e tre e seguita sarebbero stati sproni se quelle ne avessero avuto bisogno Perpetua Arriva un momento prima dell'altra mentre vuole spinger l'uscio l'uscio si spalanca di dentro e sulla soglia compariscono Tonio Gervaso Renzo Lucia che trovata la scala eran venuti giù saltelloni e sentendo poi quel terribile scampanio correvano in furia a mettersi in salvo cosa c'è cosa c'è domandò Perpetua anant ai fratelli che le risposero con un urtone scanton arono E voi come Che fate Qui voi domandò POS coppia quando
l'ebbe raffigurata Ma Quelli pure uscirono senza rispondere Perpetua per accorrere dove il bisogno era Maggiore non domandò altro entrò in fretta nell'andito e corse come poteva al buio verso la scala i due sposi rimasti promessi si trovarono in faccia Agnese che arrivava tutta affannata Ah siete qui disse questa cavando fuori la parola a stento Com'è andata cos'è la campana Mi par d' aver sentito a casa a casa diceva Renzo prima che venga gente e s' avviavano ma arrivava mendico di Corsa li riconosce li ferma e ancor tutto tremante con voce mezza fioca dice dove andate
indietro indietro per di qua al convento sei tu che cominciava Agnese cosa c'è d'altro domandava Renzo Lucia tutta smarrita taceva e tremava c'è il diavolo in casa riprese menico ansante li ho visti io m'hanno voluto ammazzare l'ha detto il padre Cristoforo e anche voi Renzo ha detto che veniate subito e poi li ho visti io Provvidenza Che vi trovo qui tutti vi dirò poi quando saremo fuori Renzo che era il più in sé di tutti pensò che di qua o di là conveniva andar subito prima che la gente Acc corresse e che la più sicura
era di far ciò che menico consigliava anzi comandava con la forza di uno spaventato Peri strada poi e fuori del pericolo si potrebbe domandare alla ragazza una spiegazione più chiara cammina avanti gli disse andiam con lui disse alle donne Voltarono si incamminarono in fretta verso la chiesa attraversarono La piazza dove per grazia del cielo non c'era ancora anima vivente entrarono in una stradetta che era tra la chiesa e la casa di Don abondio al primo buco che Videro in una siepe dentro e via per i campi non S eran forse allontanati un 50 passi quando
la gente cominciò ad accorrere sulla piazza e ingrossava ogni momento si guardavano in viso gli uni con gli altri Ognuno aveva una domanda Da fare nessuno una risposta da i primi arrivati Corsero alla porta della chiesa era serrata Corsero al campanile di fuori e uno di quelli messa la bocca ad un finestrino una specie di feritoia cacciò dentro un che diavolo c'è quando Ambrogio sentì una voce conosciuta lasciò andare la corda e assicurato dal ronzio che era Accorso molto popolo rispose vengo ad aprire si mise in fretta l'arnese che aveva portato sotto il braccio venne
dalla Parte di dentro alla porta della chiesa e l' aprì cos'è tutto questo fracasso cos'è Dov'è Chi è come chi è disse Ambrogio tenendo con una mano un battente della porta e con l'altra il Lembo di quel tale arnese che s'era messo così in fretta come non lo sapete gente in casa del signor curato animo figliuoli Aiuto Si Voltan tutti a quella casa Vi si avvicinano in folla guardano in su stanno in orecchi tutto Quieto altri corrono dalla parte dove c'era l'uscio è chiuso e non par che sia stato toccato guardano in su anche loro
non c'è una finestra aperta non si sente uno zitto Chi è là dentro II II signor curato signor curato Don abondio il quale appena accortosi della fuga degli invasori s'era ritirato dalla finestra e l'aveva richiusa e che in questo momento stava a bisticciare sottovoce con Perpetua che l'aveva lasciato solo in quell' imbroglio dovette quando si sentì Chiamare a voce di popolo venir di nuovo alla finestra e visto quel soccorso si pentì d'averlo chiesto cos'è stato che le hanno fatto chi sono costoro Dove sono gli veniva gridato da 50 voci ad un tratto non c'è più
nessuno vi ringrazio tornate pure a casa ma chi è stato Dove sono andati che è accaduto cattiva gente gente che gira di notte ma sono fuggiti tornate a casa non c'è più niente un'altra volta figliuoli vi ringrazio del vostro buon cuore e detto questo si Ritirò e e chiuse la finestra qui alcuni cominciarono a brontolare altri a canzonare altri a sagr altri si stringevano nelle spalle e se ne andavano quando arriva uno tutto trafelato che stentava a formar le parole stava Costui di casa quasi di rimpetto alle nostre donne ed essendosi al rumore affacciato alla
finestra aveva veduto nel Cortiletto quello scompiglio dei bravi quando Il Griso s'a affannava a raccoglierli quando ebbe ripreso il Fiato gridò Che fate Qui figliuoli non è qui il diavolo giù in fondo alla strada alla casa D'Agnese Mondella gente armata Son dentro parch vogliano ammazzare un pellegrino Chissà che diavolo c'è Che che che e cominciò una consulta tumultuosa bisogna andare bisogna vedere quanti sono quanti siamo chi sono Il Console Il Console son qui risponde Il Console di mezzo alla folla son qui ma bisogna aiutarmi bisogna ubbidire presto Dov'è il sagrestano alla Campana alla Campana presto
uno che corre a Lecco a cercar socc venite qui tutti chi accorre chi sguizza tra uomo e uomo e se la batte il tumulto era grande quando arriva un altro che li aveva veduti partire in fretta e grida correte figliuoli ladri o banditi che scappano con un pellegrino son già fuori del paese addosso addosso a questo avviso senza aspettare gli ordini del Capitano si muovono in massa e giù alla rinfusa per la strada di mano in mano Che l'esercito s'avanza qualcheduno di quei dell'avanguardia rallenta il passo si lascia sopravanzare e si ficca nel corpo della
Battaglia gli ultimi spingono innanzi Lo sciame confuso giunge finalmente al luogo indicato le tracce dell'invasione eran fresche e manifeste l'uscio spalancato la serratura sconf ma gli invasori erano spariti sentra nel cortile si va all'uscio del terreno aperto e sconf anche quello si chiama Agnese Lucia il Pellegrino Dov'è il pellegrino l'avrà sognato Stefano il pellegrino No no l'ha visto anche Carl Andrea Oh Pellegrino Agnese Lucia nessuno risponde le hanno portate via le hanno portate via ci fu Allora di quelli che alzando la voce proposero di inseguire i rapitori che era un'infamia e sarebbe una vergogna per
il paese se ogni birbone potesse a mansalva venire a portar via le donne come il nibbio e i pulcini da un'aia deserta nuova consulta è più tumultuosa Ma uno e non si sape mai bene chi fosse stato gettò nella Brigata una voce che Agnese e Lucia s' eran messe in salvo in una casa la voce corse rapidamente ottenne credenza non si parlò più di dar la caccia ai fuggitivi e la Brigata si sparpagli andando ognuno a casa sua era un bisbiglio uno strepito un picchiare e un aprir duci un apparire e uno sparir di lucerne
un interrogare di donne dalle finestre un rispondere dalla strada tornata questa deserta e silenziosa i Discorsi continuaron nelle case e morirono negli sbadigli per ricominciar poi la mattina fatti però non ce ne fu altri se non che quella medesima mattina Il Console stando nel suo campo col mento in una mano e il gomito appoggiato sul manico della vanga mezza ficcata nel terreno e con un piede sul vangile stando dico a speculare tra sé sui misteri della notte passata e sulla ragion composta di ciò che Gli toccasse a fare e di ciò che gli convenisse fare
Vide venirsi incontro due uomini d'assai Gagliarda presenza chiomati come due re de Franchi della prima razza e somiglianti nel resto a quei due che cin giorni prima avevano affrontato Don abondio seppur non eran quei medesimi costoro con un fare ancor meno cerimonioso intimarono al console che guardasse bene di non far deposizione al Podestà dell'accaduto di non rispondere il vero caso che ne venisse interrogato di non ciarlare di non fomentar le Ciarle dei Villani Per quanto aveva cara la speranza di morir di malattia i nostri fuggiaschi camminarono un pezzo di buon trotto in silenzio voltandosi ora
l'uno ora l'altro a guardare se nessuno gli inseguiva tutti in affanno per la fatica della fuga per il batticuore per la sospensione in cui erano stati per il dolore della cattiva riuscita per l'apprensione confusa del nuovo oscuro pericolo e ancor più in affanno li Teneva l'incalzare continuo di quei rintocchi i quali quanto per l'allontanarsi venivan più fiochi e ottusi tanto pareva che prendessero un non so che di più lugubre e sinistro finalmente cessarono i fuggiaschi Allora trovandosi in un campo disabitato e non sentendo un alito all'intorno rallentarono il passo e fu la prima Agnese che
ripreso fiato ruppe il silenzio domandando a Renzo com'era andata domandando a menico cosa fosse Quel diavolo in casa Renzo raccontò brevemente la sua triste storia e tutti e tre si voltarono al fanciullo il quale riferì più espressamente l'avviso del padre e raccontò quello che gli stesso aveva veduto e rischiato e che purtroppo confermava l'avviso gli ascoltatori compresero più di quel che Menica avesse saputo dire a quella scoperta si sentiron rabbrividire si fermarono tutti e tre a un tratto si guardarono in viso l'un con l'altro spaventati e subito con Un movimento unanime tutte e tre posero
una mano chi sul capo chi sulle spalle del ragazzo come per accarezzarlo per ringraziarlo tacitamente che fosse stato per loro Un angelo tutelare per dimostrargli la compassione che sentivano dell'angoscia da lui sofferta e del pericolo corso per la loro salvezza e quasi per chiedergli scusa ora torna a casa perché i tuoi non abbiano star più in pena per te gli disse Agnese e rammentando cosi delle Due parpagliolo promesse se ne levò quattro di tasca e gliele diede aggiungendo basta prega il signore che ci rivediamo presto E allora Renzo gli diede una berlinga nuova e gli
raccomandò molto di Non dir nulla della commissione avuta dal frate Lucia l'accarezza di nuovo lo salutò con voce C accorata il ragazzo li salutò tutti intenerito E tornò indietro quelli ripresero la loro strada tutti pensierosi le donne innanzi e Renzo Dietro come per guardia Lucia stava stretta al braccio della madre e scansava dolcemente con destrezza l'aiuto che il giovine le offriva nei passi malagevoli di quel viaggio fuori di strada vergognosa in sé anche in un tale turbamento d'esser già stata tanto sola con lui e tanto familiarmente quando s'aspettava di divenir sua moglie tra pochi momenti
ora svanito così dolorosamente quel sogno si pentiva ad Essere andata troppo avanti e tra tante cagioni di tremare tremava anche per quel pudore che non nasce dalla trista scienza del male per quel pudore che ignora se stesso somigliante alla paura del fanciullo che trema nelle tenebre senza saper di che e la casa disse a un tratto Agnese ma per quanto la domanda fosse importante nessuno rispose perché nessuno poteva darle una risposta soddisfacente continuarono in silenzio La loro strada e poco dopo sbocc carono finalmente sulla piazzetta davanti alla chiesa del Convento Renzo s' affacciò alla porta
e la sospinse bel bello la porta di fatto s' aprì e la luna entrando per lo spiraglio illuminò la faccia pallida e la barba d'argento del Padre Cristoforo che stava qui Vitto in aspettativa visto che non ci mancava nessuno Dio sia Benedetto disse e fece l'or cenno che entrasse accanto a lui stava un altro cappuccino Ed era il laico sagrestano che egli con preghiere e con ragioni aveva persuaso a vegliare con lui a lasciar socchiusa la porta e a starci in sentinella per accogliere quei poveri minacciati e non si richiedeva meno dell'autorità del padre della
sua fama di Santo per ottener dal laico una condiscendenza incomoda pericolosa e irregolare entrati che furono il padre Cristoforo riaccostato la porta ad agio ad agio Allora il sagrestano non potè più Reggere e chiamato il padre da una parte gli andava sussurrando all'orecchio ma padre padre di notte in chiesa con donne chiudere la regola ma padre e tentennava la testa mentre diceva stentatamente quelle parole Vedete un poco pensava il padre Cristoforo se fosse un masnadiero inseguito fra Fazio non gli farebbe una difficoltà al mondo e una povera innocente che scappa dagli artigli del lupo Omni
mund mundis disse poi voltandosi tutto a un tratto a fraffo e Dimenticando che questo non intendeva il latino ma una tale dimenticanza fu appunto quella che fece l'effetto se il padre si fosse messo a questionare con ragioni a fraffo non sarebbero mancate altre ragioni da opporre e sa il cielo quando e come la cosa sarebbe finita Ma al sentir quelle parole gravide d' un senso misterioso e proferite così ir risolutamente gli parve che in quelle dovesse contenersi la soluzione di tutti i suoi dubbi s' acquets basta lei ne sa Più di me fidatevi pure rispose
il padre Cristoforo e all'incertezza nessuno lo disinganno nemmeno Lucia la quale però sentiva un rimorso segreto ad una tale dissimulazione con un tal uomo ma era la notte degli imbrogli e dei sotterfugi Dopo di ciò continuò egli Vedete bene figliuoli che ora questo paese non è sicuro per voi è il vostro ci siete nati non avete fatto male a Nessuno ma Dio vuol così è una prova figliuoli sopportatemi in cui vi troverete contenti di ciò che ora accade io ho pensato a trovarvi un rifugio per questi primi momenti presto Io spero potrete ritornar sicuri a
casa vostra Ad ogni modo Dio vi provvederà per il vostro meglio e io certo mi studierò di non mancare alla Grazia che mi fa scegliendomi per suo ministro nel servizio di voi suoi poveri cari Tribolati voi continuò volgendosi alle due donne potrete fermarvi a là sarete abbastanza fuori d' ogni pericolo e nello stesso tempo non troppo lontane da casa vostra cercate nel vostro convento fate chiamare il padre guardiano Dategli questa lettera sarà per voi un altro Fra Cristoforo e anche tu il mio Renzo anche tu devi metterti per ora in salvo dalla rabbia degli altri
e dalla tua porta questa lettera al padre Bonaventura d' Lodi nel nostro convento Di Porta Orientale in Milano egli ti farà da padre ti guiderà ti troverà del lavoro per finché che tu non possa tornare a vivere qui tranquillamente andate alla riva del lago vicino allo sbocco del Bione è un torrente a pochi passi da Pescarenico lì vedrete un battello fermo direte barca vi sarà domandato per chi risponderete San Francesco la barca vi riceverà vi trasporterà all'altra riva dove troverete un baroccio che vi condurrà Addirittura fino a chi domandasse come Fra Cristoforo avesse così subito
a sua disposizione quei mezzi di trasporto per acqua e per terra farebbe vedere di non conoscere qual fosse il potere d' un cappuccino tenuto in concetto di Santo restava da pensare alla custodia delle case Il padre ne ricevette le chiavi incaricandolo e Agnese gli indicarono quest'ultima levandosi di tasca la sua mise un gran sospiro pensando che in Quel momento la casa era aperta che c'era stato il diavolo e chissà cosa ci rimaneva da custodire prima che partiate disse il P padre preghiamo tutti insieme il Signore perché sia con voi in qu questo viaggio e sempre
e soprattutto vi dia forza vi dia amore di volere ciò che gli ha voluto Così dicendo si inginocchiò nel mezzo della chiesa e tutti fecero lo stesso dopo che Ebbero pregato alcuni momenti in silenzio il padre con voce Sommessa ma distinta articol queste parole Noi vi preghiamo ancora per quel poveretto che ci ha condotti a questo passo noi indegni della vostra Misericordia se non ve la chiedessimo di cuore per lui ne ha tanto bisogno noi nella nostra tribolazione abbiamo questo conforto che siamo nella strada dove ci avete messi voi possiamo offrirvi i nostri guai e
diventano un guadagno ma lui è vostro nemico Ah disgraziato compete con voi abbiate pietà di lui O Signore toccat gli il cuore rendetelo vostro amico concedetevi tutti i beni che noi possiamo desiderare a noi stessi alzatosi poi in fretta disse via figliuoli non c'è tempo da perdere Dio vi guardi il suo angelo va accompagni andate e mentre s' avviavano con quella commozione che non trova parole e che si manifesta senza di esse il padre soggiunse con voce alterata il cuor mi dice che ci rivedremo presto Certo il cuore Chi gli dà retta Ha sempre qualche
cosa da dire su quello che sarà ma che sa il cuore appena un poco di quello che è già accaduto senza aspettar risposta Fra Cristoforo andò verso la Sagrestia i viaggiatori uscirono di chiesa e fraffo chiuse la porta dando loro Un addio con la voce alterata anche lui essi si avviarono zitti zitti alla riva che era stata loro indicata Videro il battello pronto e data e barattata la parola centrarono il Barcaiolo puntando un Remo Alla Proda se ne staccò afferrato poi l'altro Remo e vogando due braccia prese il Largo verso la spiaggia opposta non tirava
un alito di vento il lago giaceva liscio e piano e sarebbe parso immobile se non fosse stato il tremolare e l'ondeggiare leggero della luna che vi si specchiava da mezzo Il cielo si udiva soltanto il Fiotto morto e lento frangersi sulle Ghiaie del lido Il gorgoglio più lontano dell'acqua rotta tra le pile del ponte e il tonfo Misurato di quei due remi che tagliavano la superficie Azzurra del Lago uscivano ad un colpo grond e si Ruffano l'onda segata dalla barca riunendosi dietro la Poppa segnava una striscia increspata che S andava allontanando dal Lido i passeggeri
silenziosi con la testa voltata indietro guardavano i monti e il paese rischiarato dalla luna e variato qua e là di grombre si distinguevano i villaggi le case le capanne il Palazzotto di don Rodrigo con la sua torre piatta elevato sopra le casucce ammucchiate alla falda del promontorio pareva un feroce che ritto nelle tenebre in mezzo ad una compagnia ad addormentati Veglie meditando un delitto Lucia lo vide e rabbrividì scese con l'occhio giù giù per la china fino al suo paesello guardò fisso all'estremità scoprì la sua casetta scoprì la chioma folta del Fico che sopr avanzava
il muro del cortile scoprì la finestra della sua Camera e seduta com'era nel fondo della Barca posò il braccio sulla sponda posò sul braccio la fronte come per dormire e pianse segretamente Addio monti sorgenti dall'acque elevati al cielo cime in uguali note a chi è cresciuto tra voi e impresse Nella sua mente non meno che lo sia l'aspetto dei suoi familiari torrenti dei quali distingue lo scroscio come il suono delle voci domestiche ville sparse e biancheggianti sul pendio Come branchi di pecore pascenti Addio quanto è tristo il passo di chi cresciuto tra voi se ne
allontana alla fantasia di quello stesso che se ne parte volontariamente tratto dalla speranza di fare altrove fortuna si disab liscon in quel momento i sogni della ricchezza Egli si meraviglia d'essersi potuto risolvere e tornerebbe Allora indietro se non pensasse che un giorno tornerà Dovizioso quanto più si avanza nel piano Il suo occhio si ritira disgustato e stanco da quell' ampiezza uniforme l'aria gli par gravosa e morta si inolt mesto e disattento nelle città uose le case aggiunte a Case le strade che sboccano nelle strade pare che gli levino il respiro e davanti agli edifizi Ammirati
dallo straniero Pensa con desiderio inquieto al campicello del suo paese alla casuccia a cui ha già messo gli occhi addosso da gran tempo e che comprerà tornando ricco ai suoi monti ma Chi non aveva mai spinto al di là di quelli neppure un desiderio fuggitivo chi aveva composti in essi tutti i disegni dell'avvenire ne sbalzato lontano da una forza perversa chi sta attaccato ad un tempo dalle più care abitudini e disturbato nelle più care speranze lascia quei Monti per avviarsi in traccia di sconosciuti che non ha mai desiderato di conoscere e non può con l'immaginazione
arrivare ad un momento stabilito per il ritorno Addio casa Natia dove sedendo con un pensiero occulto si imparò a distinguere dal rumore dei passi comuni il rumore d' un passo aspettato con un misterioso timore Addio casa ancora straniera casa sogu guardata tante volte alla sfuggita passando e non senza rossore nella quale la mente si figurava un soggiorno tranquillo e perpetuo di sposa Addio chiesa dove l'animo tornò tante volte sereno cantando le lodi del Signore dov'era promesso preparato un rito Dov'è Il sospiro segreto del cuore doveva essere solennemente Benedetto e l'amore venir comandato e chiamarsi Santo
a Dio chi dava a voi tanta giocondità e per tutto e non turba mai la gioia dei suoi figli se non per prepararne loro una più certa e più grande di tal genere se non tali appunto erano i pensieri di Lucia e poco diversi I pensieri degli altri due Pellegrini mentre la barca gli andava avvicinando alla riva destra dell'Adda capitolo 9 lurar che fece la Barca contro la Proda scosse Lucia la quale dopo aver asciugate In segreto le lacrime alzò la testa come se si svegliasse Renzo uscì il primo e diede la mano ad Agnese
la quale uscita pure la diede alla figlia e tutte e tre resero tristamente grazia Al Barcaiolo di che cosa rispose quello siam quaggiù per aiutarci l'uno con l'altro e ritirò la mano quasi con ribrezzo come se gli fosse proposto di rubare allorché Renzo cercò di farvi sdrucciolare una parte Dei quattrinelli che si trovava indosso e che aveva presi quella sera con l'intenzione di regalar generosamente Don abondio quando questa avesse suo malgrado servito il baroccio era lì pronto il conduttore salutò i tre aspettati li fece salire diede una voce alla bestia una frustata e via il
nostro autore non descrive quel viaggio notturno Tace il nome del paese dove Fra Cristoforo aveva indirizzate le due donne Anzi protesta espressamente di Non lo voler dire dal progresso della storia si rileva poi la cagione di queste reticenze le avventure di Lucia in quel soggiorno si trovano avviluppati in un intrigo tenebroso di persona appartenente ad una famiglia come pare molto potente al tempo che l'autore scriveva per render ragione della strana condotta di quella persona nel caso particolare Egli ha poi anche dovuto raccontarne in succinto la vita antecedente e la famiglia Ci fa quella Figura che
vedrà Chi vorrà leggere ma ciò che la circospezione del povero uomo ci ha voluto sottrarre le nostre diligenze ce l'hanno fatto trovare in altra parte uno storico Milanese che ha avuto aarm menzione di quella persona medesima non nomina È vero né lei né il paese ma di questo dice che era un antico e Nobile a cui di città non mancava altro che il nome dice altrove che ci passa il Lambro altrove che c'è un Arciprete dal riscontro di questi Dati noi deduciamo che fosse Monza senz'altro nel Vasto Tesoro dell' induzioni erudite ce ne potrà Ben
essere delle più fine ma delle più sicure non crederei potremmo anche sopra congetture molto fondate dire il nome della famiglia Ma sebbene sia estinta da un pezzo ci par Meglio lasciar nella penna per non metterci a rischio di far torto neppure ai morti e per lasciare ai dotti qualche soggetto di ricerca i nostri viaggiatori arrivarono Dunque a Monza poco dopo il levar del Sole il conduttore entrò in un'osteria e lì come pratico del luogo e conoscente del padrone fece assegnare loro una stanza e ve li accompagnò tra i ringraziamenti Renzo tentò pure di fargli ricevere
qualche denaro ma quello al pari Del Barcaiolo aveva in Mira un'altra ricompensa più lontana ma più abbondante ritirò le mani anche lui e come fuggendo corse a governare la sua Bestia dopo una sera quale l'abbiamo descritta e una notte quale ognuno può immaginarselo spetto incessante di qualche incontro spiacevole al soffio di una brezzolina più che autunnale e tra le continue scosse della vettura che ridestano sgarbatamente chi di loro cominciasse appena a velar l'occhio non parve vero a tutti e tre di sedersi su una panca che stava ferma in una stanza qualunque fosse fecero colazione come
permetteva la penuria dei tempi e i Mezzi scarsi in proporzione dei contingenti bisogni di un avvenire incerto e il poco appetito A tutte e tre passò per la mente il banchetto che due giorni prima S aspettavano di fare e ciascuno mise un gran sospiro Renzo avrebbe voluto fermarsi lì almeno tutto quel giorno veder le donne allog render loro i primi servizi ma il padre aveva raccomandato a queste di mandarlo subito per la sua strada Add usero quindi Esse quegli ordini e 100o altre ragioni che La gente cbbe che la separazione più ritardata sarebbe più dolorosa
che gli potrebbe venir presto a dar nuove e a sentirne tanto che si risolvette di partire si concertar come poterono Sulla maniera di rivedersi più presto che possibile Lucia non nascose le lacrime Renzo trattenne a stento le sue e stringendo forte forte la Mana D'Agnese disse con voce soffocata arrivederci e partì le donne si sarebbero trovate ben impicciate se non fosse stato di quel Buon barocciaio che aveva ordine di guidarle al convento dei Cappuccini e di dar loro ogni altro aiuto che potesse bisognare s'' avviarono Dunque con lui a quel convento il quale Come ognun
sa era a pochi passi distante da Monza arrivati alla porta il conduttore tirò il campanello fece chiamare il padre guardiano questo venne subito e ricevette la lettera sulla soglia Oh Fra Cristoforo disse riconoscendo il carattere il tono della voce e i Movimenti del volto indicavano manifestamente che proferiva il nome di un grande amico convien poi dire che il nostro buon Cristoforo avesse in quella lettera raccomandate le donne con molto calore e riferito il loro caso con molto sentimento perché il guardiano faceva di tanto in tanto atti di sorpresa e di indignazione e alzando gli occhi
dal foglio Li fissava sulle donne con una certa espressione di Pietà e di Interesse finito che ebbe di leggere stette lì alquanto a pensare poi disse non c'è che la signora se la signora vuol prendersi questo impegno tirata quindi Agnese in disparte sulla piazza davanti al convento le fece alcune interrogazioni alle quali essa soddisfece e tornato verso Lucia disse a tutte e due donne mie Io tenterò e spero di potervi trovare un ricovero più che sicuro più che onorato finché Dio non V abbia provveduta in miglior maniera Volete venir con me le donne accennarono rispettosamente
di sì e il frate riprese bene io vi conduco subito al monastero della signora state però discoste da me alcuni passi perché la gente si Diletta di dir male e Dio sa quante belle chiacchiere si farebbero se si vedesse il padre guardiano per la strada con una bella giovine con donne voglio dire Così dicendo andò avanti Lucia arrossì il barocciaio sorrise guardando Agnese la quale non Potte tenersi di fare Altrettanto e tutti e tre si mossero quando il frate si fu avviato e gli andaron dietro 10 passi di scosto le donne Allora domandarono al barrocciaio
ciò che non avevano usato al padre guardiano chi fosse la signora la signora rispose quello è una monaca ma non è una monaca come l'altre non è che La Badessa nella Priora che anzi a quel che dicono è una delle più giovani ma è della costola d'Adamo e i suoi del tempo antico erano gente Grande Venuta di spagna dove son quelli che comandano e per questo la chiamano signora per dire che è una gran signora e tutto il paese la chiama con quel nome perché dicono che in quel monastero non hanno avuto mai una persona
simile e suoi da adesso laggiù a Milano contan molto e son di quelli che han sempre ragione e im Monza anche di più perché suo padre quantunque non ci stia è il primo del paese onde anche lei può fare Alto e basso nel monastero e anche la Gente di fuori le porta un gran rispetto e quando prende un impegno le riesce anche di spuntar lo e perciò se quel buon religioso lì ottiene di mettervi nelle sue mani e che leev va accetti vi posso dire che sarete sicure come sull'altare Quando fu vicino alla porta del
Borgo fiancheggiata Allora da un antico torracchione mezzo rovinato e da un pezzo di Castellaccio diroccato anch'esso che forse 10 dei miei lettori possono ancora rammentarsi d' aver Veduto in piedi il guardiano si fermò e si voltò a guardar se gli altri venivano quindi entrò e s'avviò Al Monastero dove è arrivato si fermò di nuovo sulla soglia aspettando la piccola Brigata pregò il barrocciaio che tra un par d'ore tornasse da lui a prendere la risposta questo lo promise e si licenziò dalle donne che lo caricarono di ringraziamenti e di commissioni per il padre Cristoforo il guardiano
fece entrare la Madre e la figlia nel primo cortile del monastero le introdusse nelle camere della dotoressa e andò solo a chiederla Grazia dopo qualche tempo ricomparve Giulivo a dir loro che venissero avanti con lui ed era ora perché la figlia e la madre non sapevan più come fare a distrigas dalle interrogazioni pressanti della fattoressa attraversando un secondo cortile diede qualche avvertimento alle donne sul modo Di portarsi con la signora è ben disposta per voi altre disse e vi può far del bene quanto vuole siate umili E rispettose rispondete con sincerità alle domande che le
piacerà di farvi e quando non siete interrogate Lasciate fare a me entrarono in una stanza terrena dalla quale si passava nel parlatorio prima di mettervi il piede il guardiano accennando l'uscio disse sottovoce alle donne è qui come per rammentar loro tutti quegli avvertimenti Lucia che non aveva mai visto un monastero Quando fu nel parlatorio guardò in giro dove fosse la signora a cui fare il suo inchino e non is scorgendo persona stava come incantata quando visto il padre e Agnese andar verso un angolo guardò da quella parte e vide una finestra ad una forma singolare
con due grosse fitte grate di ferro distanti l'una dall'altra un palmo e dietro quelle una monaca ritta il suo aspetto che poteva dimostrare 25 anni Faceva a prima vista un'impressione di bellezza ma d' una bellezza sbattuta sfiorita e direi quasi scomposta un nero sospeso e stirato orizzontalmente sulla testa cadeva dalle due parti discosto alquanto dal viso sotto il velo una bianchissima benda di lino cingeva fino al mezzo una fronte di diversa ma non di inferiore bianchezza un'altra benda a pieghe circondava il viso e terminava sottilmente in un soggolo che si stendeva alquanto sul petto a
coprire lo Scollo d' un nero Sao ma quella fronte si raggrinzato E allora orora due sopraccigli neri si ravvicinano con un rapido movimento due occhi neri neri anch'essi si fissavano Talora in viso alle persone con un'investigazione superba tallora si chinava in fretta Come per cercare un nascondiglio in certi momenti un attento osservatore avrebbe argomentato che chiedessero affetto corrispondenza pietà altre volte Avrebbe creduto coglierci la rivelazione istantanea di un odio inveterato e compresso o non so che di minaccioso e di feroce quando restavano mobili e fissi senza Attenzione chi ci avrebbe immaginato una svogliatezza orgogliosa chi
avrebbe potuto sospettarlo d' un pensiero nascosto d' una preoccupazione familiare all'animo e più forte su quello che gli oggetti circostanti le gote pallidissimo con un contorno delicato e grazioso ma alterato e reso Mancante da una lenta estenuazione le labbra quantunque appena tinte di un Roseo sbiadito pure spiccavano in quel pallore i loro moti erano come quelli degli occhi subitanei vivi pieni d'espressione e di Mistero la grandezza ben formata della persona scompariva in un certo abbandono del portamento o compariva sfigurata in certe mosse repentine irregolari e troppo risolute per una donna non che per una monaca
nel vestire stesso c'era qua e là Qualcosa Di studiato o di negletto che annunziava Una monaca singolare la vita R attillata con una certa cura secolario una cioc Ina di neri capelli cosa che dimostrava o dimenticanza o disprezzo della regola che prescriveva di tenerli sempre corti da quando erano stati tagliati nella cerimonia solenne del vestimento queste cose non facevano specie alle due donne non esercitato a distinguer Monaca da monaca e il padre Guardiano che non vedeva la signora per la prima volta era già vezzo come tant'altri a quel non so che di strano che appariva
nella sua persona come nelle sue maniere era essa in quel momento come abbiam detto ritta vicino alla grata con una mano appoggiata languidamente a quella e le bianchissime dita intrecciate nei voti e guardava fisso Lucia che veniva avanti esitando reverenda madre e signora illustrissima disse il guardiano a Capobasso e con la mano al petto Questa è quella povera giovine per la quale m'ha fatto sperare la sua valida protezione e questa è la madre le due presentate facevano grandi inchini la signora ora accennò loro con la mano che bastava e disse voltandosi al padre è una
fortuna per me il poter fare un piacere ai nostri buoni amici padri cappuccini ma continuò mi dica un po' più particolarmente il caso di questa giovine per vedere meglio cosa si Possa fare per lei Lucia diventò rossa e abbassò la testa deve sapere reverenda Madre incominciava Agnese ma il guardiano le troncò con un'occhiata le parole in bocca e rispose questa Giovine signora illustrissima mi vien raccomandata come le ho detto da un mio confratello Essa ha dovuto partir di nascosto dal suo paese per sottrarsi a dei gravi pericoli e ha bisogno per qualche tempo di un
asilo nel quale possa vivere sconosciuta E dove nessuno ardisca venire a disturbarla quandanche quali pericoli interruppe la signora di Grazia padre guardiano non mi dica la cosa così n nimma lei sa che noi altre monache ci piace di sentir le storie per minuto sono pericoli rispose il guardiano che alle orecchie purissime della reverenda madre devono essere appena leggermente accennati no Certamente disse in fretta la signora arrossendo al quanto era verecondia che Avesse osservato una rapida espressione di dispetto che accompagnava quel rossore avrebbe potuto dubitarne e tanto più se l'avesse paragonato con quello che di tanto
in tanto si spandeva sulle gote di Lucia basterà dire riprese il guardiano che un cavalier prepotente non tutti grandi del mondo si servono dei doni di Dio a Gloria sua e in vantaggio del prossimo come vossignoria illustrissima un cavalier prepotente dopo aver Perseguitata qualche tempo questa creatura con indegne linghe vedendo che erano inutili ebbe cuore di perseguitarla apertamente con la forza di modo che la poveretta è stata ridotta a fuggir da casa sua accostatosi cenno col dito So che il padre guardiano è la bocca della verità ma nessuno può essere meglio informato di voi in
quest'affare tocca a voi a dirci se questo Cavaliere era un persecutore Odioso in quanto all'accostamento Bò e non dava segno d'aver altro a dire Qui Agnese come quella che dopo di lei era Certamente la meglio informata si crede autorizzata a venirle in aiuto illustrissima signora disse Io posso far testimonianza che questa mia figlia aveva in odio quel Cavaliere come il diavolo l'acqua santa voglio dire il diavolo era lui ma mi perdonerà se parto male perché noi siam gente alla buona Il Fatto sta che questa Povera ragazza era promessa ad un giovine nostro pari timorato di
Dio e ben avviato e se il signor curato fosse stato un po' più uomo di quelli che mi intendo io so che parlo di un religioso ma il padre Cristoforo amico qui del padre guardiano è religioso al par di lui e quello è un uomo pieno di carità E se fosse qui potrebbe attestare siete ben pronta a parlare senza essere interrogata interruppe la signora con un atto Altero e iracondo Che la fece quasi parer brutta state zitta voi già lo so che i parenti hanno sempre una risposta da dare in nome dei loro figliuoli Agnese
mortificata diede a Lucia un'occhiata che voleva dire Vedi quel che mi tocca per esser tu tanto impicciata anche il guardiano accennava la Giovine dandole d'occhio e tentennando il capo che quello era il momento di sgranchirsi e di non lasciare in secco la povera mamma reverenda signora disse Lucia Quanto le ha detto mia madre è la pura verità il giovane che mi discorreva e qui diventò Rossa scura lo prendevo io di mia volontà Mi scusi se parlo da sfacciata ma è per Non lasciar pensare male di mia madre e in quanto a quel signore dio gli
perdoni vorrei piuttosto morir che cader nelle sue mani e se lei fa questa Carità di metterci al sicuro Giacché siamo ridotte a far questa faccia di chieder ricovero e ad incomodare le persone da bene ma sia Fatta la volontà di Dio sia certa signora che nessuno potrà pregare per lei più di cuore che noi povere donne a voi credo disse la signora con voce raddolcito piacere di sentirvi da solo a solo Non che abbia bisogno di altri schiarimenti né altri motivi per servire alle premure del padre guardiano aggiunse subito Rivolgendosi a lui con una compite
zza studiata Anzi continuò Ci ho già pensato ed ecco ciò che mi Pare di poter fare di meglio Per ora la fattoressa del monastero Ha maritata pochi giorni sono l'ultima sua figliuola queste donne potranno occupar la camera lasciata in libertà da quella e supplire quei pochi servizi che faceva lei veramente e qui accennò al Iano che si avvicinasse allaa grate e continuò sottovoce veramente attesa la scarsezza dell' annate non si pensava di sostituire nessuno a quella giovine ma Parlerò io alla Madre Badessa e una mia Parola e per una premura del padre guardiano Insomma do
la cosa per fatta il guardiano cominciava a ringraziare ma la signora l'inr non occorre in cerimonia anch'io in un caso in un bisogno saprei far capitale dell'assistenza dei padri Puccini alla fine continuò con un sorriso nel quale traspariva non so che d' ironico ed d'amaro alla fine non siamo noi fratelli e sorelle cosiddetto chiamò una conversa due di queste erano per una distinzione Singolare assegnate al suo servizio privato e le ordinò che avvertisse di ciò La Badessa e prendesse poi i concerti opportuni con la fattoressa e con Agnese licenziò questa Acc comiat il guardiano e
ritenne Lucia il guardiano accompagna Agnese alla porta dando le nuove istruzioni e se ne andò a scrivere la lettera di ragguaglio all'amico Cristoforo gran cervellino che è questa signora pensava tra sé per la strada curiosa davvero Ma chi la sa prendere Per il suo verso le fa far ciò che vuole il mio Cristoforo non S aspetterà Certamente che io l'abbia servito così presto e bene quel brav'uomo non c'è rimedio bisogna che si prenda sempre qualche impegno ma lo fa per bene Buon per lui questa volta che ha trovato un amico il quale senza tanto strepito
senza tanto apparato senza tante faccende ha condotto l'affare a buon porto in un batter d'occhio Sarà contento quel buon Cristoforo e s' Accorgerà che anche noi Qui siam buoni a qualche cosa la signora che haa presenza ad un provetto cappuccino aveva studiati gli atti e le parole rimasta poi sola con una giovine contadina inesperta non pensava più tanto a contenersi e i suoi discorsi divennero A poco a poco così strani che invece di riferirli noi crediam più opportuno di raccontar brevemente la storia antecedente di questa infelice quel tanto cioè che basti a render ragione dell'insolito
e Del misterioso che abbiam veduto in lei e a far comprendere I motivi della sua condotta in quello che avvenne dopo era essa l'ultima figlia del principe gran gentiluomo milanese che poteva contarsi tra i più doviziosi della città ma l'alta opinione che aveva del suo titolo gli faceva parer le sue sostanze appena sufficienti Anzi scarse A sostenerne il decoro tutto il suo pensiero era di conservarle almeno quali erano unite in perpetuo per quanto Dipendeva da lui quanti figliuoli avesse la storia non lo dice espressamente fa solamente intendere che aveva Destinati al Chiostro tutti i cadetti
dell'uno e dell'altro sesso per lasciare intatta la sostanza al primogenito destinato a conservare la famiglia a procrear cioè dei figliuoli per tormentarsi a tormentarli nella stessa maniera la nostra infelice era ancor nascosta nel ventre della madre che la sua condizione era già irrevocabilmente Stabilita rimaneva soltanto da decidersi se sarebbe un monaco o una monaca decisione per la quale faceva bisogno non il suo consenso Ma la sua presenza Quando venne alla luce il principe suo padre volendo darle un nome che risvegliasse immediatamente l'idea del Chiostro e che fosse stato portato da una santa ad alti Natali
la chiamò Gertrude bambole vestite da monaca furono i primi balocchi che le Si diedero in mano Poi Santini che Rappresentava il monaco e quei regali erano sempre accompagnati con gran raccomandazioni di tenerli ben di conto come cosa preziosa e con quell' interrogare affermativo bello eh quando il principe o la principessa o il principino che solo de maschi veniva allevato in casa volevano lodare L'aspetto prosperoso della fanciull pareva che non trovasse modo d' esprimer bene la loro idea se non con le parole che Madre Badessa nessuno però le disse mai direttamente tu devi farti monaca era
un'idea sottintesa e toata incident in ogni discorso che riguardasse i suoi destini futuri se qualche volta la gertruda trascorreva qualche atto un po' arrogante e imperioso al che la sua indole la portava molto facilmente Tu sei una ragazzina le si diceva queste maniere non ti convengono quando sarai Madre Badessa allora comanderai a Bacchetta farai Alto e basso qualche altra volta il principe riprendendola di certe altre maniere troppo libere e familiari alle quali essa trascorreva con uguale facilità ehi ehi Eh le diceva Non è questo il fare d' una par tua se vuoi che un giorno
ti si porti il rispetto che ti sarà dovuto impara fin d'ora a star sopra di te Ricordati che tu devi essere in ogni cosa la prima del monastero perché il sangue si porta per tutto dove si Va tutte le parole di questo genere stampavano nel cervello della fanciull l'idea che già lei doveva essere monaca ma quelle che venivan dalla bocca del padre facevan più effetto di tutte l'altre insieme il contegno del Prim principe era abitualmente quello d' un padrone austero Ma quando si trattava dello Stato futuro dei suoi figli dal suo volto e da ogni
sua parola traspariva un immobilità di risoluzione un'omelia di comando che imprimeva il Sentimento d'una necessità fatale a 6 anni Gertrude fu collocata per educazione e ancor più per instradamento alla vocazione impostale nel monastero dove l'abbiamo veduta e la scelta del luogo non fu senza disegno il buon conduttore delle due donne ha detto che il padre della signora era il primo in Monza e accozzato questa qualsisia testimonianza con alcune altre indicazioni che l'anonimo lascia scappare sbadatamente qua e là noi Potremmo anche asserire che fosse il feudatario di quel paese Comunque sia vi godeva di una grandissima
autorità e pensò che lì meglio che altrove la sua figlia sarebbe trattata con quelle distinzioni e con quelle finezze che potessero allett parla a scegliere quel monastero per sua perpetua dimora né si ingannava la Badesse alcune Altre Monache faccendiere che avevano Come si suol dire il mestolo in mano esultarono nel vedersi offerto il pegno d' una Protezione tanto utile in ogni occorrenza tanto gloriosa in quel momento accettarono la proposta con espressioni di riconoscenza non esagerate per quanto fossero forti e corrisposero pienamente alle intenzioni che il Principe aveva lasciate trasparire sul collocamento stabile della figliuola intenzioni
che andavan così d'accordo con le loro Gertrude appena entrata nel monastero fu chiamata per antonomasia alla signorina posto Distinto a tavola nel dormitorio la sua condotta proposta all'altre per esemplare chicche carezze senza fine e condite con quella familiarità un po' rispettosa che tanto adesca i fanciulli quando la trovano in coloro che vedon trattare gli altri Fanciulli con un contegno abituale di superiorità non che tutte le monache fossero congiura a tirar la poverina nel laccio ce n'erano molte delle semplici e lontane da ogni intrigo alle quali il Pensiero di sacrificare una Mire interessate avrebbe fatto ribrezzo
ma queste tutte attente alle loro occupazioni particolari parte Non si accorgeva bene di tutti quei maneggi parte non distinguevano Quanto vi fosse di cattivo parte sast tenevano dal farvi sopra esame parte stavano zitte per non fare scandoli inutili qualcheduna anche rammentando cosi d'essere stata con simili arti condotta a quello di cui S era pentita poi sentiva compassione Della povera innocentin e si sfogava col far le carezze genere e malinconiche Ma questa era ben lontana dal sospettare che ci fosse sotto mistero e la faccenda camminava Sarebbe forse camminata così fino alla fine se Gertrude fosse stata
la sola ragazza in quel monastero ma tra le sue compagne ed educazione C Nerano alcune che sapevano d'esser destinate al matrimonio gertruda nudr nelle idee della sua superiorità parlava magnificamente dei Suoi destini futuri di badessa di principessa del monastero voleva ad ogni conto esser per le altre un soggetto di invidia e vedeva con meraviglia e con dispetto che alcune di quelle non ne sentivano punto alle immagini maestose ma circoscritte e fredde che può somministrare il primato in un monastero contrapponeva Esse le immagini varie e luccicanti di nozze di pranzi di conversazioni di festini Come dicevano
Allora di villeggiature di vestiti e di Carrozze queste immagini cagionarlo di Gertrude quel movimento quel brulichio che produrrebbe un gran paniere di fiori appena colti messo davanti ad un alveare i parenti e le educatrici avevan coltivata e accresciuta in lei la vanità naturale per farle piacere Il Chiostro Ma quando questa passione fu stuzzicata da idee tanto più omogenee ad essa si gettò su quelle con un ardore ben più vivo e più spontaneo per non restare al di sotto di Quelle sue compagne e per condiscendere nello stesso tempo al suo nuovo genio rispondeva che alla fin
dei con nessuno le poteva mettere il velo in capo senza il suo consenso che anche lei poteva maritarsi abitare un palazzo godersi il mondo e meglio di tutte loro che lo poteva purché l'avesse voluto che lo vorrebbe che lo voleva e lo voleva infatti l'idea della necessità del suo consenso idea che fino a quel tempo era stata come inosservata e rannicchiata in Un angolo della sua mente si sviluppò allora e si manifestò con tutta la sua importanza essa la chiamava ogni momento in aiuto per godersi più tranquillamente le immagini di un avvenire gradito dietro questa
idea però ne compariva sempre infallibilmente un'altra che quel consenso si trattava di negarlo al principe padre il quale lo teneva già o mostrava di tenerlo per dato e a questa idea l'animo della figlia era ben lontano dalla sicurezza che ostentavano Le sue parole si paragonava Allora con le compagne che erano ben altrimenti sicure e provava per esse dolorosamente l'invidia che da principio aveva creduto di far loro provare invidiando le le odiava talvolta l'odio S esalava in dispetti in sgarbatezza in Motti pungenti talvolta l'uniformità delle inclinazioni e delle speranze lo sopiva e faceva nascere un'intrinseca talvolta
volendo pure godersi intanto qualche cosa di reale e di presente si Compiaceva delle preferenze che le venivano accordate e faceva sentire all'altre quella sua superiorità talvolta non potendo più tollerarla sol Udine dei suoi timori e dei suoi desideri Andava tutta buona in cerca di quelle quasi ad implorare benevolenza consigli coraggio Tra queste deplorabile guerriccio con sé con gli altri aveva varcata la puerizia e si inoltrava in quell'età così critica nella quale parche entri nell'animo quasi una Potenza misteriosa che solleva adorna rinvigorisce tutte le inclinazioni tutte le idee e qualche volta le trasforma o le rivolge
ad un corso impreveduto ciò che Ger aveva fino Allora più distintamente vagheggiato in quei sogni dell'avvenire era lo splendore esterno e la pompa un non so che di molle ed affettuoso che da prima vera diffuso leggermente e come in nebbia cominciò allora a spiegarsi e a primeggiare nelle sue Fantasie s'era fatto nella parte più riposta della mente come uno splendido ritiro Evi si rifugiava dagli oggetti presenti Evi accoglieva certi personaggi stranamente composti di confuse memorie della puerizia di quel poco che poteva vedere del mondo esteriore di ciò che aveva imparato dai discorsi delle compagne si
tratteneva con essi parlava con loro e si rispondeva in loro nome II dava ordini e riceveva omaggi d'ogni genere di quando In quando i pensieri della religione venivano a disturbare Quelle feste brillanti e faticose Ma la religione come l'avevano insegnata alla nostra poveretta e come essa l'aveva ricevuta non bandiva l'orgoglio Anzi lo santificava e lo proponeva come un mezzo per ottenere una felicità terrena privata così della sua essenza non era più la religione ma una larva come l'altre negli intervalli in cui questa larva prendeva il primo posto e Grandeggiare ripugnanza al Chiostro e la resistenza
all' insinuazioni dei suoi maggiori nella scelta dello Stato fossero una colpa e prometteva in corso ad spiarla chiudendosi volontariamente nel chiostro era legge che una giovine non potesse venire accettata Monaca prima d'essere stata esaminata da un ecclesiastico chiamato il vicario delle monache o da qualche altro deputato a ciò affinché fosse Certo che ci andava Di sua libera scelta e questo esame non poteva aver luogo se non un anno dopo che ella avesse esposto a quel vicario il suo desiderio con una supplica in iscritto quelle monache che avevan preso il tristo incarico di che Gertrude si
obbligasse per sempre con la minor possibile cognizione di ciò che faceva colsero un dei momenti che abbiam detto per farle trascrivere e sottoscrivere una tal supplica e a fine di indurla più facilmente a ciò non mancarono di dirle E di ripeterle che finalmente era una mera formalità alla quale e questo era vero non poteva avere efficacia se non da altri atti posteriori che dipenderebbe dalla sua volontà con tutto ciò la supplica non era forse ancor giunta al suo destino che Gertrude era già pentita d'averla sottoscritta si pentiva poi d'essersi pentita passando così i giorni e
i mesi in un'incessante vicenda di sentimenti contrari tenne lungo tempo nascosto alle compagne quel Passo ora per timore d' esporre alle contraddizioni una buona risoluzione Ora per vergogna di palesare uno sproposito vinse Finalmente il desiderio di sfogar l'animo e d'acc attar consiglio e coraggio c'era un'altra legge che una giovine non fosse ammessa a quell'esame della vocazione se non dopo aver dimorato almeno un mese fuori del Monastero dove era stata in educazione era già scorso l'anno che la supplica era stata mandata e gort trude fu Avvertita che tra poco verrebbe levata dal monastero e condotta nella
casa paterna per rimanervi quel mese e far tutti i passi necessari al compimento dell'Opera che aveva di fatto cominciata il principe e il resto della famiglia tenevano tutto ciò per certo come se fosse già avvenuto Ma la Giovine aveva tutt'altro in testa invece di fargli altri passi pensava alla maniera di tirare indietro il primo in tali angustie si risolvette ad aprirsi con Una delle sue compagne la più Franca e pronta sempre a dar consigli Risoluti questa suggerì a Gertrude di informar con una lettera il padre della sua nuova risoluzione giacché non le bastava l'animo di
spiattellare sul viso un bravo Non voglio e perché i pareri gratuiti in questo mondo son molto rari la consigliera fece pagar questo a Gertrude con tante beffe sulla sua dappocaggine la lettera fu concertata tra quattro o Cinque confidenti scritta di nascosto e fatta recapitare per via d' artifizi molto studiati Gertrude stava con grande ansietà aspettando una risposta che non venne mai se nonché alcuni giorni dopo La Badessa la fece venir nella sua cella e con un contegno di mistero di disgusto e di compassione Le diede un cenno scuro d' una gran collera del principe e
d'un fallo che la doveva aver commesso lasciandole però endere che portandosi bene poteva sperare che tutto sarebbe Dimenticato la giovinetta intese e non osò domandar più in là venne Finalmente il giorno tanto temuto e bramato quantunque Gertrude sapesse che andava ad un combattimento pure l'uscire di Monastero il lasciar quelle Mura nelle quali era stata ott anni rinchiusa lo scorrere in carrozza per l'aperta campagna e il riveder la città la casa furon sensazioni piene d' una gioia tumultuosa In quanto al combattimento La poveretta Con la direzione di quelle confidenti aveva già prese le sue misure e
fatto come ora si direbbe il suo piano o mi vorranno forzare pensava e io starò dura sarò umile e rispettosa ma non acconsentirà non si tratta che di non dire un altro sì e non lo dirò ovvero mi prenderanno con le buone e io sarò più buona di loro piangerò Pregherò li muoverò a compassione finalmente Non pretendo altro che di non essere sacrificata ma come accade spesso di Simili previdenze non avvenne né una cosa né l'altra i giorni passavano senza che il padre né altri le parlasse della supplica né della ritrattazione senza che le venisse
fatta proposta nessuna né con carezze né con minacce i parenti eran seri tristi burberi con lei senza mai dirne il perché si vedeva solamente che la riguardavano come una Rea come un indegna un anatema misterioso pareva che pesasse sopra di lei e la segree dalla famiglia lasciandovi soltanto unita Quanto bisognava per farle sentire la sua soggezione diado e solo a certe ore stabilite era messa alla compagnia dei parenti e del primogenito tra loro tre pareva che regnasse una gran confidenza la quale rendeva più sensibile e più doloroso l'abbandono in cui era lasciata Gertrude nessuno le
rivolgeva il discorso e quando essa AR rischiava Timidamente qualche parola che non fosse per cosa Necessaria o non attaccava o veniva corrisposta con uno sguardo distratto o sprezzante o Severo che se non potendo più soffrire una così amara e umiliante distinzione insisteva e tentava di familiarizzarsi se implorava un po' d'amore si sentiva subito toccare in maniera indiretta Ma Chiara quel tasto della scelta dello Stato le si faceva copertamente sentire che c'era un mezzo di riacquistare l'affetto della famiglia allora Gertrude che non l'avrebbe voluto A quella condizione era costretta di tirarsi indietro di rifiutar quasi I
primi segni di benevolenza che aveva tanto desiderati di rimettersi da sé al suo posto di scomunicata e per di più Vi rimaneva con una certa apparenza del torto tali sensazioni d' oggetti presenti facevano un contrasto doloroso con quelle ridenti visioni delle quali Gertrude S era già tanto occupata e s'occupa tuttavia nel Segreto della sua mente aveva sperato che nella splendida E frequentata casa paterna avrebbe potuto godere almeno qualche saggio reale delle cose immaginate Ma si trovò del tutto ingannata la clausura era stretta e intera come nel monastero da andare a spasso non si parlava neppure
e un coretto che dalla casa guardava in una chiesa contigua toglieva anche l'unica necessità che ci sarebbe stata ad uscire La compagnia era più trista più scarsa meno variata che nel monastero ad ogni annunzio una visita Gertrude doveva salire all'ultimo piano per chiudersi con alcune vecchie donne di servizio e lì anche desin Ava quando c'era invito i servitori si uniformano nelle maniere e nei discorsi all'esempio e alle intenzioni dei padroni e Gertrude che per sua inclinazione avrebbe voluto trattarli con una familiarità signorile e che nello Stato in cui si trovava avrebbe avuto di grazia che
le facessero qualche Dimostrazione d'affetto come a Una loro pari e scendeva anche a Mic carne rimaneva poi umiliata e sempre più afflitta di vedersi corrisposta con una noncuranza manifesta benché accompagnata da un leggero sequio di formalità dovette però accorgersi che un Pag ben diverso da coloro le portava un rispetto e sentiva per lei una compassione d'un genere particolare il contegno di quel ragazzotto era ciò che Gertrude aveva fino Allora visto di più somigliante a quell'ordine di cose tanto contemplato Nella sua immaginativa al contegno di quelle sue creature ideali a poco a poco Si scoprì un
non so che di nuovo nelle maniere della giovinetta una tranquillità e un'inquietudine diversa dalla solita un fare di chi ha trovato qualche cosa che gli preme che vorrebbe guardare ogni momento e non lasciar vedere agli altri le furon tenuti gli occhi addosso più che mai che è che non è una mattina fu sorpresa da una di quelle cameriere mentre stava piegando Alla sfuggita una carta sulla quale avrebbe fatto meglio a non iscri nulla dopo un breve tira tira la carta rimase nelle mani della cameriera e da queste passò in quelle del principe il terrore di
Gertrude al rumore dei passi di lui non si può descrivere né immaginare era quel padre era irritato e lei si sentiva colpevole Ma quando lo vide comparire con quel cipiglio con quella carta in mano avrebbe voluto esser C braccia sotto Terra non che in un Chiostro le parole non furon molte ma terribili Il castigo intimato subito non fu che d'esser rinchiusa in quella camera sotto la guardia della donna che aveva fatta la scoperta Ma questo non era che un principio che un ripiego del momento si prometteva si lasciava a vedere per aria un altro castigo
oscuro indeterminato e quindi più spaventoso il Paggio fu subito sfrattato com'era naturale e fu minacciato anche a Lui qualcosa di Terribile se in qualunque tempo avesse usato fiatare nulla dell'avvenuto nel fargli questa intimazione il principe gli appoggiò due solenni schiaffi per associare a quell'avventura un ricordo che togliesse al ragazzaccio ogni tentazione di vantarsene un pretesto qualunque per Coon estare la licenza data a un Paggio non era difficile a trovarsi in quanto alla figlia si disse che era incomod rimase essa Dunque col Batticuore con la vergogna col rimorso col terrore dell'avvenire e con la sola compagnia
di quella donna odiata da lei come il testimonio della sua colpa e la cagione della sua disgrazia costei odiava poi a vicenda Gertrude per la quale si trovava ridotta senza sapere per quanto tempo alla vita noiosa di carceriera e divenuta per sempre custode ed un segreto pericoloso il primo confuso tumulto di quei sentimenti ti S acquietò A poco a Poco ma tornando essi poi a uno per volta nell'animo vi si ingrandiva e si fermavano a tormentarlo più distintamente e a Bellagio chi poteva mai essere quella punizione minacciata in enimma molte e varie strane se ne
affacciavano alla fantasia ardente e inesperta di Gertrude quella che pareva più probabile era di venir ricondotta al monastero di Monza di ricomparirà fino a quando chissà con Quali trattamenti ciò che una tale Immaginazione tutta piena di dolori aveva forse di più doloroso per lei era l'apprensione della vergogna le frasi le parole le virgole di quel foglio sciagurato passavano e ripassava memoria le immaginava osservate pesate da un lettore tanto impreveduto tanto diverso da quello a cui erano destinate si figurava che avesser potuto cader sotto gli occhi anche della madre o del fratello o di Chissà altri
e al Paragon di ciò tutto il rimanente le Pareva Quasi un nulla l'immagine di colui che era stato la prima origine di tutto lo scandalo non lasciava di venire spesso anch'essa ad infestar la povera rinchiusa E pensate che strana comparsa doveva far quel fantasma tra quegli altri così diversi da lui seri freddi minacciosi Ma appunto perché non poteva separarlo da essi né tornare un momento a quelle fuggitive compiacenze senza che subito non le saff faci assero i dolori presenti che n la conseguenza cominciò a Poco a poco a tornarci più di rado a risinger la
Rimembranza avezzsno probabilità dell'avvenire il solo Castello nel quale Gertrude potesse immaginare un rifugio tranquillo e onorevole e che non fosse in aria era il monastero quando si risolvesse ad entrarci per sempre una talla risoluzione non poteva dubitarne avrebbe accomodato ogni cosa saldato ogni debito e cambiata in un attimo la sua situazione contro questo proposito Insorgeva n vero pensieri di tutta la sua vita ma i tempi eran mutati e nell'abisso in cui Gertrude era caduta e al paragone di ciò che poteva temere in certi momenti la condizione di Monaca festeggiata ossequiato obbedita le pareva uno zuccherino
due sentimenti di ben diverso genere contribuivano pure a intervalli a scemare quella sua avversione talvolta il rimorso del fallo e una tenerezza fantastica di devozione Talvolta l'orgoglio amareggiato e irritato dalle maniere della carceriera la quale spesso a dire il vero provocata da lei vendicava ora facendole paura di quel minacciato castigo ora svergognare benigna prendeva un tono di protezione più odioso ancora dell'insulto in tali diverse occasioni desiderio che Gertrude sentiva ad uscir dall'unghia di colei e di comparir le in uno stato al di sopra della sua collera e della sua pietà questo desiderio Abituale diveniva tanto
vivo e pungente da far parere Amabile ogni cosa che potesse condurre ad appagarci a quattro o cinque lunghi giorni di prigionia una mattina Gertrude stoccate ed invelenire all'eccesso per un di quei dispetti della sua guardiana andò a cacciarsi in un angolo della camera e lì con la faccia nascosta tra tra le mani stette qualche tempo a divorare la sua rabbia sentì allora un bisogno prepotente di vedere altri visi Di sentire altre parole ed esser trattata diversamente pensò al padre alla famiglia il pensiero se ne arretrava spaventato Ma le venne in mente che dipendeva da lei
di trovare in loro degli amici e provò una gioia improvvisa dietro questa una confusione un pentimento straordinario del suo fallo e un ugual desiderio di spiarlo non già che la sua volontà si fermasse in quel proponimento ma giammai non c'era Entrata con tanto ardore s'alzò di lì andò ad un tavolino riprese quella penna fatale E scrisse al padre una lettera piena d'entusiasmo e d'abbattimento d'affezione dei giovani è disposto in maniera che ogni poco distanza basta ad ottenerne ogni cosa che abbia un'apparenza di bene e di sacrifizio come un fiore Appena sbocciato s'abbandona mollemente sul suo
fragile stelo pronto a concedere le sue Fragranze alla primaria che gli aliti punto d'intorno questi momenti che si dovrebbero dagli altri ammirare con timido rispetto son quelli appunto che l'astuzia interessata spia attentamente coglie di volo per legare una volontà che non si guarda a legger quella lettera il principe vide subito lo spiraglio aperto alle sue antiche e costanti Mire mandò a dire a Gertrude che venisse da lui e Aspettandola si dispose a battere il ferro mentre era caldo Gertrude comparve e senza alzar gli occhi in viso al padre gli si buttò in ginocchioni davanti Ed
ebbe appena fiato di dire perdono egli le fece cenno che s' alzasse ma con una voce poco Atta a rincorse che il perdono non bastava desiderarlo né chiederlo che era cosa troppo agevole e troppo naturale a chiunque si sia trovato in colpa e tema la punizione che insomma bisognava meritarlo Gertrude domandò sommessamente e tremando che cosa dovesse fare il principe non ci regge il cuore di dargli in questo momento il titolo di padre non rispose direttamente ma cominciò a parlare a lungo del fallo di Gertrude e quelle parole frizzano sull'animo della poveretta come lo scorrere
di una mano ruvida Sol una ferita continuò dicendo che quandanche casomai che avesse avuto prima qualche intenzione di collocarla nel secolo lei Stessa ci aveva messo ora un ostacolo Insuperabile Giacché ad un cavalier d'onore com'era lui non sarebbe mai bastato l'animo di regalare ad un galantuomo una signorina che aveva dato un tal saggio di sé la misera ascoltatrice era annichilita Allora il principe raddolcire dicendo che però ad ogni fallo c'era rimedio e Misericordia che il suo era di quelli per i quali il rimedio è più chiaramente indicato che Essa doveva vedere in questo tristo accidente
come un avviso che la vita del secolo era troppo piena di pericoli per lei Ah sì esclamò Gertrude scossa dal timore preparata dalla vergogna e mossa in quel punto da una tenerezza istantanea Ah lo capite anche voi riprese incontanente il principe e Non si parli più del passato tutto è cancellato Avete preso il solo partito onorevole conveniente che vi rimanesse Ma perché L'avete preso di buona voglia e con buona maniera tocca a me a farvelo riuscire gradito in tutto e per tutto tocca a me a farne tornare tutto il vantaggio e tutto il merito sopra
di voi ne prendo io la cura Così dicendo scosse un campanello che stava sul tavolino e al servitore che entrò disse La principessa e il principino subito e poi con Gertrude voglio metterli subito a parte della mia consolazione voglio che tutti Comincino subito a trattarvi come si conviene avete sperimentato in parte il padre Severo Ma da qui inanzi proverete tutto il padre Amoroso a queste parole Gertrude rimaneva come sbalordita ora ripensava come mai quel sì che le era scappato avesse potuto significar Tanto ora cercava se ci fosse maniera di riprenderlo di restringerà Ma la Persuasione
del principe pareva così intera la sua gioia Così gelosa la benignità così condizionata che Gertrude non osò proferire una parola che potesse turbar le menomamente dopo pochi momenti vennero i due chiamati e vedendo l Gertrude la guardarono in viso incerti e meravigliati ma il principe con un contegno lieto e amorevole che ne prescriveva loro un somigliante Ecco disse la pecora smarrita e sia l'ultima parola che richiami triste Memorie Ecco la consolazione della famiglia Gertrude non ha più bisogno di consigli ciò che noi desideravamo per suo bene l'ha voluto lei spontaneamente è risoluta m'ha fatto intendere
che è risoluta a questo passo alzò essa verso il padre uno sguardo tra atterrito E supplichevole come per chiedergli che sospendesse ma egli proseguì francamente che è risoluta prendere il velo Brava bene esclamarono ad una voce la madre e il figlio e l'uno dopo l'altra Abbracciarono la quale ricevette queste accoglienze Con lacrime che furono interpretate per lacrime di consolazione Allora il principe si diffusa a spiegar ciò che farebbe per render lieta e splendida la sorte della figlia parlò delle distinzioni di cui godere nel monastero e nel paese che là sarebbe come una principessa come la
rappresentante della famiglia che appena l'età l'avrebbe permesso sarebbe innalzata alla prima dignità e intanto Non sarebbe soggetta che di nome La principessa e il principino rinnovavano ogni momento le congratulazioni e gli applausi Gertrude era come dominata da un sogno converrà poi fissare il giorno per andare a Monza e a far richiesta alla Badessa disse il principe come sarà contenta vi so dire che tutto il monastero saprà valutare l'onore che Gertrude gli fa Anzi perché non ci andiamo oggi Gertrude prenderà Volentieri un po' d'aria andiamo pure disse la principessa vo a dar gli ordini disse il
principino ma proferì sommessamente Gertrude piano piano riprese il principe lasciam decidere a lei Forse oggi non si sente abbastanza disposta e le piacerebbe più aspettare fino a domani dite volete che andiamo oggi o domani domani rispose con voce fiacca Gertrude alla quale pareva ancora di far qualche cosa prendendo un po' di Tempo domani disse solennemente il principe ha stabilito che si vada domani intanto io V dal vicario delle monache a fissare un giorno per l'esame Detto Fatto il principe uscì e andò veramente che non fu piccola degnazione dal detto vicario e concertar che verrebbe di
lì a due giorni in tutto il resto di quella giornata Gertrude non ebbe un minuto di bene avrebbe desiderato riposar l'animo da tante commozioni lasciar per dir così Chiarire i suoi pensieri render conto a sé stessa di ciò che aveva fatto di ciò che le rimaneva da fare sapere ciò che volesse rallentare un momento quella macchina che appena avviata andava così precipitosamente ma non ci fu verso Le occupazioni si succedevano Senza interruzione si incastravano l'una con l'altra subito dopo partito il principe fu condotta nel gabinetto della principessa per essere sotto la sua direzione pettinata e
rivestita dalla Sua propria cameriera non era ancora terminato di dar l'ultima mano che furono avvertite che era in tavola Gertrude passò in mezzo agli inchini della servitù che accennava di congratularsi per la guarigione e trovò Alcuni parenti più prossimi che erano stati invitati in fretta per farle onore e per rallegrarsi con lei dei due felici avvenimenti la recuperata salute e la spiegata vocazione La sposina così si chiamavano le giovani monac grande e Gertrude al suo apparire fu da tutti salutata con quel nome la sposina ebbe da dire e da fare a rispondere ai complimenti che
le fioccavano da tutte le parti sentiva bene che ognuna delle sue risposte era come un'accettazione e una conferma ma come rispondere diversamente poco dopo alzati da tavola venne l'ora della trottata Gertrude entrò in carrozza con la madre e con due Zii che erano stati al pranzo dopo un solito giro si riuscì alla strada Marina che allora attraversava Lo spazio occupato ora dal giardin pubblico ed era il luogo dove i signori venivano in carrozza a ricrearsi delle fatiche della giornata gli zii parlarono anche a Gertrude come portava la convenienza in quel giorno e uno di loro
Il qual pareva che più dell'altro conoscesse ogni persona Ogni carrozza ogni livrea e aveva ogni momento qualcosa da dire del Signor tale e della signora tal'altra si voltò a lei tutta a un tratto e le disse Ah furbetta voi date un calcio a tutte queste corbellerie siete una dritton voi piantate negli impiccio i poveri mondani vi ritirate a fare una vita beata e andate in paradiso in carrozza Sol tardi si tornò a casa e i servitori scendendo in fretta con le torce avvertirono che molte visite stavano aspettando la voce era corsa e i parenti e
gli amici venivano a fare il loro dovere s' entrò Nella sala della conversazione la sposina ne fu l'idolo il trastullo la vittima ognuno la voleva per sé chi si faceva promettere dolci chi prometteva visite chi parlava della madre tale sua parente chi della madre talaltra sua conoscente chi lodava il cielo di Monza chi discorreva Con gran sapore della gran figura chea avrebbe fatta là altri che non avevan potuto ancora Avvicinarsi a Gertrude così assediata stavano spiando l'occasione di farsi innanzi e Sentivano un certo rimorso finché non avessero fatto il loro dovere A poco a poco
la compagnia s' andò dileguo tutti se ne andarono senza rimorso e Gertrude rimase sola coi genitori e il fratello finalmente disse il principe ho avuto la consolazione di vedere mia figlia trattata da par sua Bisogna però confessare che anche lei si è portata benone e ha fatto vedere che non sarà impicciata a far la prima figura e a sostenere il decoro della famiglia si Cenò in fretta per ritirarsi subito ed esser pronti presto la mattina seguente Gertrude contrista indispettita e nello stesso tempo un po' gonfiata da tutti quei Complimenti si rammentò in quel punto ciò
che aveva patito dalla sua carceriera e vedendo il padre così disposto a compiacerla in tutto fuor che in una cosa volle approfittare dell'ae in cui si trovava per acquietare almeno una delle passioni che la tormentavano mostrò quindi una gran ripugnanza a Trovarsi con colei lagnandosi fortemente delle sue mani Come disse il principe va mancato di rispetto con lei domani domani le laverò il capo come va Lasciate fare a me che le farò conoscere chi è lei e chi siete voi e ad ogni modo una figlia della quale io son contento Non deve vedersi intorno una
persona che le dispiaccia così detto fece chiamare un'altra donna e le ordinò di servir Gertrude la quale intanto masticando e assaporando la Soddisfazione che aveva ricevuta Si stupiva di trovarci così poco sugo in paragone del desiderio che ne aveva avuto ciò che anche suo malgrado si impossessava di tutto il suo animo era il sentimento dei gran progressi che aveva fatti in quella giornata sulla strada del Chiostro il pensiero che a ritirarsi Ora ci vorrebbe molta più forza e risolutezza di quella che sarebbe bastata pochi giorni prima e che pure Non s'era sentita Adavere la donna
che andò ad accompagnarla in camera era una vecchia di casa stata già governante del principino e che aveva ricev Uto appena uscito dalle fasce e tirato su fino all'adolescenza e nel quale aveva riposte tutte le sue compiacenze le sue speranze e la sua gloria era essa contenta della decisione Fatta in quel giorno come una sua propria fortuna e Gertrude per ultimo divertimento dovette Succi Arsi le congratulazioni le lodi i Consigli della vecchia e sentir parlare di certe sue zie e prozie le quali s'erano trovate ben contente d'essere monache perché essendo in quella casa avevan sempre
goduto i primi onori avevan sempre saputo tenere uno zampino di fuori e dal loro parlatorio avevano ottenuto cose che le più grame nelle loro sale non c'erano potute arrivare Le parlò delle visite che avrebbe ricevute un giorno Poi verrebbe il Signor principino con la sua Sposa la quale doveva essere Certamente una gran signoroni la vecchia aveva parlato mentre spogliava Gertrude quando Gertrude era a letto parlava ancora che Gertrude dormiva la giovinezza e la fatica erano state più forte dei pensieri il sonno fu affannoso torbido pieno di sogni penosi ma non fu rotto che dalla voce
strillante della vecchia che venne a svegliarla perché si preparasse per la Gita di Monza andiamo andiamo signora sposina è giorno fatto e prima che che sia vestita e pettinata Ci vorrà un'ora almeno la signora principessa si sta vestendo e l'hanno svegliata 4 ore prima del solito il signor principino è già sceso alle scuderie Poi è tornato su ed è all'ordine per partire quando si sia Vispo come una lepre quel diavoletto Ma è stato così fin da bambino e io posso dirlo che l'ho portato in collo Ma Quando è pronto Non bisogna farlo aspettare perché sebbene
sia della miglior pasta del mondo Allora si impazienti e strepita poveretto bisogna Compa dirlo è il suo naturale e poi questa volta avrebbe anche un po' di ragione perché si incomoda per lei guai a chi lo tocca in quei momenti non ha riguardo per nessuno forch per il signor principe ma finalmente non ha sopra di sé che il signor principe e un giorno il signor principe sarà lui più tardi che Sia possibile però Lesta Lesta signorina perché mi guarda così incantata a quest'ora dovrebbe essere fuori della cuccia all'immagine del principino impaziente tutti gli altri pensieri
che s'erano follati alla mente risvegliata di Gertrude si levaron subito come uno stormo di passere all'apparir del Nibbio ubbidì si vestì in fretta si lasciò pettinare e comparve Nella sala dove i genitori e il fratello erano radunati fu fatta sedere su una sedia a braccioli e Le fu portata una chicchera di cioccolata il che a quei tempi era quel che già Press i romani il dare la veste virile Quando vennero ad avverti che era attaccato il principe tirò la figlia in disparte e le disse orsù Gertrude ieri Vi siete fatta onore oggi dovete superar Voi
medesima si tratta di fare una comparsa solenne nel monastero e nel paese dove siete destinata a far la prima figura va aspettano È inutile dire che il Principe Aveva spedito un avviso alla Badessa il giorno avanti va aspettano e tutti gli occhi saranno sopra di voi dignità e disinvoltura La Badessa vi domanderà Cosa volete è una formalità potete rispondere che chiedete diessere messa a vestir l'abito in quel Monastero dove siete stata educata così amorevolmente dove avete ricevute tante finezze che è la pura verità dite quelle poche parole con un fare sciolto che non sapess a
dire che vanno imboccata e che non Sapete parlare da voi quelle buone madri non sanno nulla dell'accaduto è un segreto che deve restar sepolto nella famiglia e perciò non fate una faccia contrita e dubbiosa che potesse dar qualche sospetto fate vedere di che sangue uscite manierosa modesta ma ricordatevi che in quel luogo fuor della famiglia non ci sarà nessuno sopra di voi senza aspettar risposta il principe si mosse Gertrude La principessa e il principino lo seguirono scesero tutti le Scale e montarono in carrozza gli impicci e le noie del mondo e la vita beata del
Chiostro principalmente per le giovani di sangue nobilissimo furono il tema della conversazione durante il tragitto sul finir della strada il principe rinnovò le istruzioni alla figlia e le ripetè più volte la formula della risposta all'entrare in Monza Gertrude si sentì Stringere il cuore ma la sua attenzione fu attirata per un istante da non so quali signori che Fatta fermar la carrozza recitarono non so qual complimento ripreso il cammino sò quindi di Passo al monastero tra gli sguardi dei curiosi che accorrevano da tutte le parti sulla strada al fermarsi della carrozza davanti a quelle Mura davanti
a quella porta il cuore si strinse ancor più a Gertrude Si smontò tra due ali di popolo che i servitori facevano stare indietro tutti quegli occhi addosso alla poveretta l' obbligavano A studiar continuamente il Suo contegno ma più di tutti quelli insieme la tenevano in sugge zione i due del padre a quali essa quantunque ne avesse così gran paura non poteva lasciar di rivolgere i suoi ogni momento e quegli occhi governavano le sue mosse e il suo volto come per mezzo di redini invisibili attraversato il primo cortile s' entrò in un altro e lì si
vide la porta del chiostro interno spalancata e tutta occupata da monache Nella prima fila La Badessa circondata da anziane Dietro altre monache alla rinfusa alcune in punta di piedi in ultimo le Converse ritte sopra panchetti si vedevano Pure qua e là luccicare a mezzaria alcuni occhietti spuntar qualche visino tra le tonache eran le più destre e le più coraggiose tra le ducande che ficc andos e penetrando tra monaca e Monaca erano riuscite a farsi un po' di pertugio per vedere anch'esse qualche cosa da quella calca uscivano acclamazioni si vedevan molte braccia di menarsi in segno
D'accoglienza e di gioia giunsero alla porta Gertrude si trovò avviso a viso con la Madre Badessa Dopo i primi complimenti questa con una maniera tra il Giulivo e il solenne le domandò cosa desiderasse in quel luogo dove non c'era chi le potesse negar nulla son qui cominciò Gertrude ma al punto di prof le parole che dovevano decidere quasi irrevocabilmente del suo destino esitò un momento e rimase con gli occhi fissi sulla folla che le stava Davanti vide in quel momento una di quelle sue note compagne che la guardava con un'aria di compassione e di malizia
insieme e pareva che dicesse Ah là c'è cascata la brava quella vista risvegliando più vivi nell'animo suo tutti gli antichi sentimenti le restituì anche un po' di quel poco antico coraggio e già stava cercando una una risposta qualunque diversa da quella che leera stata dettata quando ha alzato lo sguardo Alla faccia del padre quasi per Esperimentare le sue forze scorse su quella un'inquietudine così Cupa un' impazienza così minaccio che risoluta per paura con la stessa prontezza che avrebbe preso la fuga dinanzi ad un oggetto terribile proseguì son qui a chieder d'essere ammessa a vestir l'abito
religioso in questo Monastero dove son stata allevata così amorevolmente La Badessa rispose subito che le piaceva molto in una tale occasione che le Regole non le permettessero di dare immediatamente una risposta la quale doveva venire dai voti comuni delle suore e alla quale doveva precedere la licenza dei superiori che però Gertrude conoscendo i sentimenti che s' avevan per lei in quel luogo poteva prevedere con certezza qual sarebbe questa risposta e che intanto nessuna regola proibiva alla Badessa e alle suore di manifestare la consolazione che sentivano di quella richiesta s'alzò Allora un frastuono confuso di congratulazioni
e azioni vennero subito gran guantiere come di dolci che furon presentati prima alla sposina e dopo ai parenti mentre alcune monache facevano a rubarsi complimentano la madre altre il principino La Badessa fece Pregare il principe che volesse venire alla grata del parlatorio dove l'attendeva era accompagnata da due anziane e quando lo vide comparire signor principe disse per ubbidire alle regole per adempire una Formalità indispensabile sebbene in questo caso pure devo dirle che ogni volta che una figlia chiede di essere ammessa a vestir l'abito la superiora quale io sono indegnamente è obbligata ad avvertire i genitori
che se per caso forero la volontà della figlia incorrerebbe nella scomunica mi scuserà benissimo benissimo reverenda madre Lodo la sua esattezza è troppo giusto ma lei non può dubitare Oh pensi signor principe ho parlato per obbligo Preciso del resto Certo certo Madre Badessa barattata queste poche parole i due interlocutori si inchinarono vicendevolmente e si separarono come se a tutte e due pesasse di rimaner lì testa a testa e andarono a riunirsi ciascuno alla sua compagnia l'uno fuori l'altra dentro la soglia claustrale dato luogo ad un altro po' di charle OV via disse il principe Gertrude
potrà presto godersi a suo Bellagio la Compagnia di queste madri Per ora le abbiamo incomod abbastanza così detto fece un inchino la la famiglia si mosse con lui si rinnovarono i complimenti e si partì Gertrude nel tornare non aveva troppa voglia di discorrere spaventata dal passo che aveva fatto vergognosa della sua dappocaggine indispettita contro gli altri e contro sé stessa faceva tristamente il conto delle occasioni che le rimanevano ancora di dir di no e prometteva debolmente Confusamente a sé stessa che in questa o in quella o in quell'altra sarebbe più destra e più forte con
tutti di questi pensieri non le era però cessato affatto il terrore di quel cipiglio del padre talché quando con un'occhiata datagli alla sfuggita potè chiarirsi che sul volto di lui non c'era più alcun vestigio di collera quando Anzi vide che si mostrava soddisfattissimo di lei le parve una bella cosa e fu per un istante tutta Contenta appena arrivati bisognò rivestirsi e rilis charsi poi il desinare poi alcune visite poi la trottata poi la conversazione poi la cena sulla fine di questo il principe mise in campo un altro affare la scelta della madrina così si chiamava
una dama la quale pregata dai genitori diventava custode e scorta della giovane Monaca nel tempo tra la richiesta e l'entrata nel monastero tempo che veniva speso in visitar le Chiese i palazzi pubblici le conversazioni le ville i santuari tutte le cose insomma più notabili della città e Dei Contorni affinché le giovani prima di proferire un voto irrevocabile vedessero bene a cosa davano un calcio bisognerà pensare ad una madrina disse il principe perché domani verrà il vicario delle monache per la formalità dell'esame e subito dopo Gertrude verrà proposta in capitolo per essere accettata dalle madri nel
dir questo S'era voltato verso la principessa e questa credendo che fosse un invito a proporre cominciava ci sarebbe ma il principe interruppe No no signora principessa la madrina Deve prima di tutto piacere alla sposina e benché l'uso universale dia la scelta ai parenti pure Gertrude ha tanto giudizio tanta assennatezza che merita bene che si faccia un'eccezione per lei e qui voltandosi a Gertrude in atto di chi annunzia una grazia singolare continuò Ognuna delle dame che si son trovate questa sera alla conversazione a quel che si richiede per essere madrina ad una figlia della nostra casa
non ce n'è nessuna crederei che non sia per tenersi onorata della preferenza scegliete voi Gertrude vedeva bene che far questa scelta era dare un nuovo consenso Ma la proposta veniva fatta con tanto apparato che il rifiuto per quanto fosse umile poteva apparir disprezzo O almeno capriccio e Leziosaggine fece Dunque anche quel passo e nominò la dama che in quella sera le era andata più a genio quella cioè che le aveva fatto più carezze che l'aveva più lodata che l'aveva trattata con quelle maniere familiari affettuose e premurose che nei primi una conoscenza Cont raffan un'antica amicizia
Ottima scelta disse il principe che desiderava e aspettava Appunto quella fosse arte o caso era avvenuto come quando il giocator di bossol facendovi scorrere Davanti agli occhi le carte d'un mazzo vi dice che ne pensiate una e lui poi ve le indovinerà Ma le ha fatte scorrere in maniera che ne vediate una sola quella dama era stata tanto intorno a Gertrude tutta la sera l'aveva tanto occupata di sé che a questa sarebbe bisognato uno forzo di fantasia per pensarne un'altra tante premure poi non eran senza motivo la dama aveva da molto tempo messo gli occhi
addosso Al principino per farlo suo genero quindi riguardava le cose di Quella casa come sue proprie ed era ben naturale che si interessasse per quella cara Gertrude niente meno dei suoi parenti più prossimi il giorno dopo Gertrude si svegliò col pensiero dell'esaminatore che doveva venire e mentre stava ruminando se potesse cogliere quell'occasione così decisiva per tornare indietro e in qual maniera il principe la fece chiamare orsù figliuola le disse finora vi siete Portate egregiamente oggi si tratta di coronar l'opera tutto quel che S è fatto finora s'è fatto di vostro consenso se in questo tempo
vi fosse nato qualche dubbio qualche pentiment cucio grilli di gioventù avreste dovuto spiegarvi ma al punto cui ora sono le cose non è più tempo di far ragazzate quell'uomo da bene che deve venire stamattina vi farà 100 domande sulla vostra vocazione e se vi fate monaca di vostra volontà e il perché e Il come E che so io se voi titatec vi terrà sulla corda chissà quanto sarebbe un uggia un tormento per voi ma ne potrebbe anche venire un altro guaio più serio Dopo tutte le dimostrazioni pubbliche che si son fatte ogni più piccola esitazione
che si vedesse in voi metterebbe a repentaglio Il mio onore potrebbe far credere che io avessi presa una vostra leggerezza per una ferma risoluzione che avessi precipitato la cosa che avessi che so io in questo caso Mi troverei nella necessità di scegliere tra due partiti dolorosi o lasciar che il mondo formi un tristo concetto della mia condotta partito che non può stare assolutamente con ciò che devo a me stesso o svelare il vero motivo della vostra risoluzione e Ma qui vedendo che Gertrude era diventata scarlatta che le si gonfiavano gli occhi e il viso si
contraeva come le foglie d'un fiore nell'afa che precede la borrasca tronco quel discorso e con Aria serena riprese Via via Tutto dipende da voi dal vostro buon giudizio so che ne avete molto e non siete ragazza da guastar sulla fine una cosa fatta bene ma io doveva prevedere tutti i casi non se ne parli più e restiamo d'accordo che voi risponderete con franchezza in maniera di non far nascere dubbi nella testa di quell'uomo da bene così anche voi ne Sarete fuori più presto E qui dopo aver suggerita qualche risposta alle interrogazioni più probabili entrò nel
Solito discorso delle dolcezze e dei godimenti che eran Preparati a Gertrude nel monastero e la trattenne in Quello finché venne un servitore ad annunziare il vicario il principe rinnovò in fretta Gli avvertimenti più importanti e lasciò la figlia sola con lui come era prescritto L'uomo da bene veniva con un po' d'opinione già fatta che Gertrude avesse una gran vocazione al Chiostro perché così gli aveva detto il principe quando era stato ad invitarlo È vero che Il buon prete il quale sapeva che la diffidenza era una delle Virtù più necessarie nel suo uffizio aveva per massima
d' andare ad agio nel credere a simili proteste e di stare in guardia contro le preoccupazioni ma ben di rado avviene che le parole affermative e sicure di una persona autorevole in qualsivoglia genere non tinganelli le Ascolta Dopo i primi Complimenti signorina le disse Io vengo a farla Parte del diavolo vengo a mettere in dubbio ciò che nella sua supplica lei ha dato per certo vengo a metterle davanti agli occhi le difficoltà e ad accertarmi se le ha ben considerate si contenti che io le faccia qualche interrogazione dica pure rispose Gertrude il buon prete cominciò
Allora ad interrogarla nella forma prescritta dalle regole sente lei in cuor suo una libera spontanea risoluzione di farsi Monaca non sono state adoperate minacce O linghe non si è fatto uso di nessuna autorità per indurla a questo senza riguardi E con sincerità ad un uomo il cui dovere è di conoscere la sua vera volontà per impedire che non le venga usata violenza in nessun modo la vera risposta ad una tale domanda s'a affacciò subito alla mente di Gertrude con un'evidenza terribile per dare quella risposta bisognava venire ad una spiegazione dire di che era stata minacciata
raccontare una Storia l'infelice rifuggi spaventata da questa idea cercò in fretta un'altra risposta ne trovò una sola che potesse liberarla resto e sicuramente da quel supplizio la più contraria al vero mi fa Monaca disse nascondendo il turbamento mi fa monaca di Mio genio liberamente Da quanto tempo le è nato codesto pensiero domandò ancora il buon prete l'ho sempre avuto rispose Gertrude divenuta dopo quel primo passo più Franca a mentire contro se Stessa Ma qual è il motivo principale che la induce a farsi Monaca il buon prete non sapeva che terribile tasto toccasse e Gertrude si
fece una gran forza per Non lasciar trasparire sul viso l'effetto che quelle parole Le producevano nell'animo il motivo disse è di servire a Dio e di fuggire i pericoli del mondo non sarebbe mai qualche disgusto qualche Mi scusi Capriccio a volte Una cagione momentanea Può fare un'impressione che che Deva durar sempre e quando poi la cagione cessa e l'animo si muta Allora no no rispose precipitosamente Gertrude la cagione è quella che le ho detto il vicario per adempire interamente il suo obbligo che per la persuasione che ce ne fosse bisogno insistette con le domande ma
Gertrude era determinata ad ingannarlo oltre il ribrezzo le cagionava il pensiero di render Consapevole della sua debolezza quel grave da ben pr che pareva così lontano dal sospettare talca di lei La poveretta pensava poi che egli poteva bene impedire che si facesse monaca ma lì finiva la sua autorità sopra di lei e la sua protezione partito che fosse essa rimarrebbe sola col principe e qualunque cosa avesse poi a patire in quella casa il buon prete non avrebbe saputo nulla o Sapendolo con tutta la sua buona intenzione non avrebbe potuto far altro Che aver compassione di
lei quella compassione tranquilla e misurata che in generale s'accorda come per cortesia a chi abbia dato cagione o pretesto al male che gli fanno l'esaminatore fu prima stanco di interrogare che la sventurata di mentire e sentendo quelle risposte sempre conformi e non avendo alcun motivo di dubitare della loro schiettezza mutò finalmente linguaggio si rallegrò con lei le chiese in certo modo scusa d' aver tardato tanto a far Questo suo dovere aggiunse ciò che credeva più Atta a confermarla nel buon proposito e si licenziò attraversando le sale per uscire s' abbattenti pure si congratulo delle buone
disposizioni in cui aveva trovata la sua figliuola il principe era stato fino all'ora in una sospensione molto penosa a quella notizia respirò e dimenticando la sua gravità consueta andò quasi di corsa da Gertrude la ricolmo di Lodi di carezze e di promesse Con un giubilo cordiale con una tenerezza in gran parte sincera così fatto è questo guazzabuglio del cuore umano noi non seguiremo Gertrude in quel giro continuato di spettacoli e di divertimenti e neppure descriveremo in particolare e per ordine i sentimenti dell'animo suo in tutto quel tempo sarebbe una storia di dolori e di fluttuazioni
troppo monotona e troppo somigliante alle cose già dette l'amenità dei luoghi la varietà degli Oggetti in quello svago che pur trovava nello scorrere in qua e in là all'aria aperta le rendevano più odiosa l'idea del luogo dove alla fine si smonteremo le impressioni che riceveva nelle conversazioni e nelle feste la vista delle spose alle quali si dava questo titolo nel senso più ovvio e più usito le cagionava un'invidia un rodimento intollerabile E talvolta l'aspetto di qualche altro personaggio le faceva parere che nel sentirsi dare Quel titolo dovesse trovarsi il colmo d'ogni felicità talvolta la pompa
dei palazzi lo splendore degli addobbi il lichio e il fracasso Giulivo delle feste Le comunicavano un'ebbrezza un ardor tale di viver Lieto che prometteva a s stessa di disdirla e morta del Chiostro ma tutte quelle risoluzioni sfumava alla considerazione più riposata delle difficoltà al solo fissar gli occhi in viso al principe talvolta anche il Pensiero di dover abbandonare per sempre quei gimenti gli ne rendeva amaro e penoso quel piccol saggio come l'infermo assetato guarda con rabbia e quasi respinge con spetto il cucchiaio d'acqua che il medico gli concede a fatica Intanto il vicario delle monache
ebbe rilasciata l'attestazione necessaria e venne la licenza di tenere il capitolo per l'accettazione di Gertrude il capitolo Si tenne concorsero come era da aspettarsi i due terzi dei voti segreti Che erano richiesti da regolamenti e Gertrude fu accettata lei medesima stanca di quel lungo strazio chiese Allora ad entrare più presto che fosse possibile nel monastero non c'era sicuramente Chi volesse frenare una tale impazienza fu Dunque fatta la Sua volontà e condotta pomposamente al monastero vestì l'abito dopo 12 mesi di Noviziato pieni di pentimenti e di ripen menti si trovò al momento della professione al momento
Cioè in cui conveniva o dire un no più strano più inaspettato più scandaloso che mai o ripetere un Sì tante volte detto Lo ripetè e fu Monaca per sempre è una delle le facoltà singolari e incomunicabili della religione cristiana il poter indirizzare e consolare chiunque in qualsivoglia congiuntura a qualsivoglia termine ricorra ad essa se al passato c'è rimedio essa lo prescrive lo somministra dà lume e vigore per metterlo in opera a Qualunque costo se non c'è Essa da il modo di far realmente in effetto ciò che si dice in proverbio di necessità virtù insegna a
continuare con Sapienza ciò che è stato intrapreso per leggerezza piega l'animo per abbracciar con propensione ciò che è stato imposto dalla prepotenza e da una scelta che fu temeraria Ma che è irrevocabile tutta la santità tutta la saviezza diciamolo pur francamente tutte le gioie della vocazione è una strada così fatta che da Qualunque laberinto da qualunque precipizio l'uomo capiti ad essa e vi faccia un passo può d'allora in poi camminare con sicurezza e di buona voglia e arrivar lietamente a un lieto fine con questo mezzo Gertrude avrebbe potuto essere una monaca Santa e con enta
Comunque lo fosse divenuta Ma l'infelice si dibatteva invece sotto Il Giogo e così ne sentiva più forte il peso e le scosse un rammarico incessante della Libertà perduta l'abbriccico Aveva fatto con l'opera accusava S di dappocaggine altri di tirannia e di perfidia e si rodeva idolatrava insieme e piangeva la sua bellezza deplorava Una gioventù destinata a struggersi in un lento martirio e invidiava in certi momenti qualunque donna in qualunque condizione con qualunque coscienza potesse liberamente godersi nel mondo coi doni la vista di quelle monache che avevan tenuto di mano a tirarla là Dentro le era
odiosa si ricordava l'arti e i raggiri che aveva messi in opera e le pagava con tante sgarbatezza con tanti dispetti e anche con aperti rinfacci amenti a quelle conveniva le più volte mandar giù e tacere perché il Principe aveva ben voluto tiranneggiare la figlia quant'era necessario per ris spingerla al Chiostro ma ottenuto l'intento non avrebbe così facilmente sofferto che altri pretendesse d'aver ragione contro il suo sangue e ogni po' Di rumore che avesser fatto poteva esser cagione di far loro perdere quella gran protezione o cambar per avventura il protettore in nemico pare che Gertrude avrebbe
dovuto sentire una certa propensione per le altre suore che non avevano avuto parte in quegli intrighi e che senza averla desiderata per compagna l'amavano come tale e Pie occupate le mostravano con loro esempio anche come là dentro si potesse non solo vivere ma starci bene ma queste pure le erano Odiose per un altro verso la loro aria di Pietà e di contentezza le riusciva come un rimprovero della sua inquietudine e della sua condotta bisbetica e non lasciava sfuggire occasione di derider le dietro le spalle come pinzochere o di morderle come ipocrite forse sarebbe stata meno
avversa ad esse se avesse saputo o indovinato che le poche palle nere trovate nel bossolo che decise della sua accettazione c'erano appunto state messe Da quelle qualche consolazione le pareva talvolta di trovarne il comandare nell'esser corteggiata in monastero nel ricever visite di complimento da persone di fuori nello spuntare qualche impegno nello spendere la sua protezione nel sentirsi chiamarla signora Ma quali consolazioni il cuore trovandosi così poco appagato avrebbe voluto di quando in quando aggiungervi e goder con Esse le consolazioni della religione ma Queste non vengono se non a chi trascura quell'altre come il naufrago se
vuole afferrare la tavola che può condurlo in salvo sulla riva deve pure allargare il pugno e abbandonar l' alghe che aveva prese per una rabbia di istinto poco dopo la professione Gertrude era stata fatta maestra delle ducande ora pensate come dovevano stare quelle giovinette sotto una tal disciplina le sue antiche confidenti eran tutte uscite Ma lei serbava vive Tutte le passioni di quel tempo e in un modo o nell'altro doveva sopportarne il peso quando le veniva in mente che molte di loro erano destinate a vivere in quel mondo dal quale essa era esclusa per sempre
provava Contro quelle Poverine un astio un desiderio quasi di vendetta e le teneva sotto le bistrattata faceva loro scontare anticipatamente i piaceri che avrebber goduti un giorno Chi avesse sentito in quei momenti con che sdegno magistrale le gridava per ogni piccola Scappatella l'avrebbe creduta una donna d' Una spiritualità selvatica e indiscreta in altri momenti lo stesso orrore per il Chiostro per la regola per l'ubbidienza scoppiava in accessi d'umore tutto opposto Allora non solo sopportava la svag Tezza clamorosa delle sue allieve mal lec citava si mischiava nei loro giochi e li rendeva più sregolati entrava a
parte dei loro discorsi e li spingeva più in là delle intenzioni con le quali essi li avevano Incominciati se qualcheduna diceva una parola sul cicalio della Madre Badessa la maestra lo imitava lungamente e ne faceva una scena di commedia contraffatto d' una monaca all'andatura d'un'altra rideva Allora sgangheratamente ma eraan Risa che non la lasciavano più allegra di prima così era vissuta alcuni anni non avendo comodo né occasione di far di più quando la sua disgrazia volle che un'occasione Si Presentasse tra l'altre distinzioni e privilegi che l'erano stati concessi per compensarla di non poter essere Badessa
c'era anche quello di stare in un quartiere a parte quel lato del monastero era contiguo ad una casa abitata da un giovine scellerato di professione uno dei tanti che in quei tempi e coi loro sgherri e con le alleanze di altri scellerati potevano fino ad un certo Sign Riders della forza pubblica e delle leggi il nostro Manoscritto lo nomina Egidio senza parlar del casato Costui da una sua finestrina che dominava un Cortiletto di quel quartiere avendo veduta a Gertrude qualche volta passare o girandolare lì per ozio allettato anziché atterrito dai pericoli e dall' empietà dell'impresa
un giorno osò rivolgerle il discorso la sventurata rispose in quei primi momenti provò una contentezza non schietta al Certo ma viva Nel voto uggioso dell'animo suo S era venuta ad infondere un'occupazione forte continua e direi quasi una vita potente ma quella contentezza era simile alla bevanda ristorativa che la crudeltà ingegnosa degli antichi Mesca al condannato per dargli forza a sostenere i tormenti si Videro nello stesso tempo di gran novità in tutta la sua condotta divenne tutto a un tratto più regolare più tranquilla smesse gli scherni e il brontolio si mostrò anzi carezzevole e Manierosa di
modo che le suore si rallegravano a vicenda del cambiamento felice lontane com'erano dall'immaginario E dal comprendere che quella nuova virtù non era altro che ipocrisia aggiunta alle antiche magagne quell'apparato esteriore non durò gran tempo almeno con quella continuità e uguaglianza ben presto tornarono in campo i soliti dispetti e i soliti capricci tornarono a farsi sentire le imprecazioni E gli scherni contro la Prigione claustrale e t espressi in un linguaggio insolito in quel luogo e anche in quella bocca però ad ognuna di queste scappate veniva dietro un pentimento una gran cura di farle dimenticare a forza
di moine e buone parole le suore sopportavano alla meglio tutti quest' altte passi e gli attribuivano all'indole bisbetica e leggera della signora per qualche tempo non parve che nessuna Pensasse più in là ma un giorno Che la signora venuta a parole con una conversa per non so che pettegolezzo si lasciò andare a maltrattarla fuor di modo e non la finiva più la conversa dopo aver sofferto ed essersi morse le labbra un pezzo scappata le finalmente la pazienza buttò là una parola che lei sapeva qualche cosa E che a tempo e luogo avrebbe parlato da quel
momento in poi la signora non ebbe più pace non passò però molto tempo che la conversa fu aspettata invano una mattina ai suoi Uffizi consueti si va a vedere nella sua cella e non si trova è Chiamata ad alta voce non risponde cerca di qua cerca di là gira e rigira dalla cima al fondo non c'è in nessun luogo e chissà quali congetture si sarebbe fatte se appunto nel cercare non si fosse scoperto una buca nel muro Dell'Orto la qualcosa fece pensare a tutte che fosse sfrattata di là si fecero gran ricerche in Monza e
nei contorni e principalmente a Meda di dov'era quella conversa si scrisse in Varie parti non se ne ebbe mai la più piccola notizia forse se ne sarebbe potuto saper di più se invece di cercar lontano si fosse scavato vicino dopo molte meraviglie perché nessuno l'avrebbe creduta capace di ciò e dopo molti discorsi si concluse che doveva essere andata Lontano lontano e perché scappò detto ad una suora s'è rifugiata in Olanda di sicuro Si disse subito e si ritenne per un pezzo nel monastero e fuori che si fosse rifugiata in Olanda non pare però che la
signora fosse di questo parere non già che mostrasse di non credere o combattesse l'opinion comune con sue ragioni particolari se ne aveva certo ragioni non furono mai così ben dissimulate né c'era cosa da cui sast tenesse più volentieri che da rimestar quella storia cosa di cui si curasse meno che di toccare il fondo di quel mistero ma quanto meno ne parlava tanto più ci pensava Quante volte al giorno L'immagine di quella donna veniva a cacciarsi d'improvviso Nella sua mente e si piantava lì e non voleva muoversi quante volte avrebbe desiderato di vedersela dianzi viva e
reale piuttosto che averla sempre fissa nel pensiero piuttosto che dover trovarsi i giorno e notte in compagnia di quella forma vana terribile e impassibile quante volte avrebbe voluto sentir davvero la voce di colei qualunque cosa avesse potuto minacciare piuttosto che aver sempre Nell'intimo dell'orecchio mentale il sussurro fantastico di quella stessa voce e sentirne parole ripetute con una pertinacia con un'insistenza infaticabile che nessuna persona vivente non ebbe mai era scorso circa un anno dopo quel fatto quando Lucia fu presentata alla signora Ed ebbe con lei quel colloquio al quale siamo rimasti col racconto la signora moltiplicava
le domande intorno alla persecuzione di don Rodrigo e entrava in certi particolari con un' inre pide Che riuscì e doveva riuscire più che nuova a Lucia la quale non aveva mai pensato che la curiosità delle Monaca potesse esercitarsi intorno a simili argomenti i giudizi poi che quella framm mischiava alle interrogazioni o che lasciava trasparire non eran meno strani Pareva quasi che ridesse del gran ribrezzo che Lucia aveva sempre avuto diel quel signore e domandava se era un mostro da far tanta Paura Pareva quasi che avrebbe trovato irragionevole e Sciocca La ritrosia della giovine se non
avesse avuto per ragione la preferenza data a Renzo e su questo pure s' avanzava a domande che facevano stupire e arrossire l'interrogatoire la lingua dietro gli svagami del cervello cercò di correggere ed interpretare in meglio quelle sue ciarle ma non potè fare che A Lucia non ne rimanesse uno stup dis piacevole e come un confuso spavento e appena potè Trovarsi sola con la madre se ne aprì con lei ma Agnese come più esperta sciolse con poche parole tutti quei dubbi e spiegò tutto il mistero non te ne far meraviglia disse quando avrai conosciuto il mondo
quanto me vedrai che non son cose da farsene meraviglia i signori chi più chi meno chi per un verso chi per un altro han tutti un po' del Matto convien lasciarli dire principalmente quando s'ha bisogno di loro far vista ad ascoltarli sul Serio come se dicessero delle cose giuste Hai sentito come m'ha dato Sulla voce come se avessi detto qualche gran sproposito io non me ne son fatta caso punto son tutti così e con tutto ciò si è ringraziato il gelo che pare che questa signora t' abbia preso a benvolere e voglia proteggerci davvero del
resto se camperai figliola mia e se t' accaderci ad avere a che fare con dei signori ne sentirai ne sentirai ne sentirai il desiderio d' obbligare il Padre guardiano la compiacenza di proteggere il pensiero del buon concetto che poteva fruttare la protezione impiegata così santamente una certa inclinazione per Lucia e anche un certo sollievo nel far del bene ad una creatura innocente nel soccorrere consolare oppressi avevan realmente disposta la signora a prendersi a petto la sorte delle due povere fuggitive a sua richiesta e a suo riguardo furono alloggiate nel quartiere della Fattoressa attigua al Chiostro
e trattate come se fossero det al servizio del monastero la madre e la figlia si rallegravano insieme ad aver trovato così presto un asilo sicuro e onorato avrebbero anche avuto molto piacere di rimanervi ignorate da ogni persona Ma la cosa non era facile in un monastero Tanto più che c'era un uomo troppo premuroso da a notizie d' una di loro e nell'animo del quale alla passione e alla picca di prima S raggiunta anche la Stizza d'essere stato prevenuto e deluso e noi lasciando le donne nel loro ricovero torneremo al Palazzotto di costui nell'ora in cui
stava attendendo l'esito della sua scellerata spedizione capitolo 11 come un branco di segugi dopo aver inseguita inano una lepre tornano mortificati verso il padrone coi musi bassi e con le code ciondoloni così in quella scompigliata notte tornavano i bravi al Palazzotto di don Rodrigo egli Camminava innanzi e indietro al buio per una stanzaccia disabitata dell'ultimo piano che rispondeva sulla spianata ogni tanto si fermava Tendeva l'orecchio guardava dalle Fessure delle imposte intarlate pieno di impazienza e non privo di inquietudine non solo per l'incertezza della riuscita ma anche per le conseguenze possibili perché era la più grossa
e la più arrischiata a cui il brav uomo avesse ancor messo mano s'andava però rassicurando col pensiero Delle precauzioni prese per distruggere gli indizi se non i sospetti in quanto ai sospetti pensava me ne rido Vorrei un po' sapere Chi sarà quel voglioso che venga quassù a vedere se c'è o non c'è una ragazza Venga venga quel tanghero che sarà ben ricevuto venga il frate venga la vecchia v a Bergamo la vecchia la giustizia La giustizia Il Podestà non è un ragazzo né un matto e a Milano chi si cura di costoro a Milano chi
gli darebbe retta Chissà che ci siano son come gente perduta sulla terra non hanno neanche un padrone Gente di nessuno via via niente ora come rimarrà Attilio domattina vedrà vedrà Seo fa charle ho fatti e poi semmi nascesse qualche imbroglio che so io qualche nemico che volesse cogliere questa occasione anche Attilio saprà consigliarmi c'è impegnato l'onore di tutto il parentado Ma il pensiero sul quale si fermava di più perché in esso trovava Insieme Un acquietamento dei dubbi e un pascolo Alla Passion principale era il pensiero delle lusinghe delle promesse che Addo prere per abbonire Lucia
avrà tanta paura di trovarsi qui sola in mezzo a costoro a queste facce che il viso più umano qui son io Per Bacco che dovrà ricorrere A me toccherà a lei a pregare e se prega mentre fa questi bei conti sente un calpestio va alla finestra apre un poco fa Capolino son loro e la bussola Diavolo Dov'è la bussola 3 5 8 ci son tutti c'è anche il Griso la bussola non c'è diavolo diavolo Il Griso me ne renderà conto entrati che furono Il Griso posò in un angolo di una stanza terrena il suo Bordone
posò Il Cappellaccio e il San Rocchino e come richiedeva la sua carica che in quel momento nessuno gli invidiava salì a render quel conto a Don Rodrigo questo l'aspettava in cima alla scala e vistol l' apparire con quella goffa e sguaiata Presenza del birbone deluso Ebbene gli disse o gli gridò signore spaccone signor capitano signor lasci fare a me le dura rispose Il Griso restando con un piede sul primo scalino le dura di ricevere dei rimproveri dopo aver lavorato fedelmente e cercato di fare il proprio dovere e arrischiata anche la pelle Com'è andata sentiremo sentiremo
disse Don Rodrigo e s'avviò verso la sua camera dove Il Griso lo seguì e fece subito la relazione di ciò che aveva Disposto fatto veduto e non veduto sentito temuto e riparato e la fece con quell'ordine e con quella confusione con quella dubbiezza E con quello sbalordimento che dovevano per forza regnare insieme nelle sue idee tu non hai torto E ti sei portato bene disse Don Rodrigo hai fatto quello che si poteva ma ma che sotto questo tetto ci fosse una spia se c'è se lo arrivo a scoprire lo scopriremo se c'è te l' accomodo
io ti so diro Griso che Lo concio per il D delle feste anche a me signore disse Il Griso è passato per la Un tal sospetto e se fosse vero se si venisse a scoprire un birbone di questa sorte il signor padrone lo deve mettere nelle mie mani uno che si fosse preso il divertimento di farmi passare una notte come questa toccherebbe a me pagarlo però da varie cose mi è parso di poter rilevare che ci deve essere qualche altro intrigo che per ora non si può capire domani signore Domani se ne verrà in chiaro
non siete stati riconosciuti almeno Il Griso rispose che sperava di no e la conclusione del discorso fu che don Rodrigo gli ordinò per il giorno dopo tre cose che colui avrebbe ben sapute pensare anche da sé spedire la mattina presto due uomini a fare al console quella tale intimazione che fu poi fatta come abbiam veduto due altri al Casolare a far la ronda Per tenerne lontano ogno ozioso che vi capitasse e Sottrarre ad ogni sguardo La Bussola fino alla notte prossima in cui si manderebbe a prenderla Giacché per Allora non conveniva fare altri movimenti da
dar sospetto andar poi lui e mandare anche altri dei più disinvolti e di buona testa a mescolarsi con la gente per scovare qualcosa intorno all'imbrago di quella notte dati tali ordini Don Rodrigo se ne andò a dormire e ci lasciò andare anche Il Griso [Musica] Congedandosi improperi precipitati coi quali l'aveva accolto va a dormire povero Griso che tu ne devi aver bisogno povero Griso in faccende tutto il giorno in faccende mezza notte senza contare il pericolo di cadere sotto l'unghie dei Villani o di bucarti una taglia per Rapto di donna onesta per giunta di quelle
che hai già addosso e poi essere ricevuto in quella maniera Mah così pagano spesso gli uomini tu hai però potuto vedere in Questa circostanza che qualche volta la giustizia se non arrivava alla prima arriva o presto tardi anche in questo mondo va a dormire per ora che un giorno avrai forse a somministrarle un'altra prova e più notabile di questa la mattina seguente Il Griso era fuori di nuovo in faccende quando don Rodrigo s'alzò questo cercò subito del Conte Attilio il quale vedendolo fece un viso e un atto canzonatorio e gli gridò San Martino Non so
cosa vi dire rispose Don Rodrigo arrivando gli accanto pagherò la scommessa Ma non è questo quel che più mi scotta non vi avevo detto nulla perché lo confesso pensavo di farvi rimanere stamattina ma basta Ora vi racconterò tutto ci ha messo uno zampino quel frate in quest'affare disse il cugino dopo aver sentito tutto con più serietà che non si sarebbe aspettato da un cervello così Balzano quel frate continuò con quel suo fare di gatta morta e con Quelle sue proposizioni sciocche io l'ho per un diritt e per un impiccione e voi non vi siete fidato
di me non m'avete mai detto chiaro cosa sia venuto qui a impast cchi arvi l'altro giorno Don Rodrigo riferì il dialogo e voi avete avuto tanta sofferenza esclamò il conte Attilio E l'avete lasciato andare comera venuto che volevate che io mi tirassi addosso tutti i cappuccini d'Italia non so disse il conte Attilio se in quel momento mi sarei ricordato Che ci fossero al mondo altri Cappuccini che quel temerario birbante ma via anche nelle regole della prudenza manca la maniera di prendersi soddisfazione anche d'un cappuccino Bisogna saper raddoppiare a tempo le gentilezze a tutto il corpo
e allora si può impunemente dare un carico di bastonate ad un membro basta ha scansato la punizione che gli stava più bene ma lo prendo io sotto la mia protezione voglio aver la consolazione di insegnargli Come Si parla coi pari nostri non mi fate peggio fidatevi una volta che vi servirò da parente e da amico cosa pensate di fare Non lo so ancora ma lo servirò Io di sicuro il frate ci penserò e il signor Conte zio del consiglio secreto È lui che mi deve fare il servizio Caro signor Conte zio quanto mi diverto ogni
volta che lo posso far lavorare per me un Politic di quel calibro doman l'altro sarò a Milano e in una maniera o in un'altra il frate sarà Servito venne intanto la colazione la quale non interruppe il discorso di un affare di quell' importanza il conte Attilio ne parlava con disinvoltura e sebbene ci prendesse quella parte che richiedeva la sua amicizia per il cugino e l'onore del nome comune secondo le idee che aveva d'amicizia e d'onore pure ogni tanto non poteva tenersi di non Rider sotto i baffi di quella bella riuscita ma don Rodrigo che era
in causa propria E che credendo di far quietamente un gran colpo gli era andato fallito con fracasso era agitato da passioni più gravi e distratto da pensieri più fastidiosi di belle charle diceva fanno questi mascalzoni in tutto il contorno Ma che mi importa in quanto alla giustizia me ne rido prove non ce n'è Quando ce ne fosse me ne riderei ugualmente a buon conto ho fatto stamattina avvertire il console che guardi bene di non far deposizioni Dell'avvenuto non ne seguirebbe nulla ma le cle quando vanno in lungo Mi seccano è anche troppo che io sia
stato burlato così barbaramente Avete fatto benissimo rispondeva il conte Attilio cesto vostro Podestà gran caparbio gran testa vota gran seccatore d'un Podestà e poi un galantuomo un uomo che sa il suo dovere e appunto quando sa a che fare con persone tali Bisogna aver più riguardo di non metterle in impicci se un Mascalzone di console fa una posizione il Podestà per quanto sia ben intenzionato Bisogna pure che ma voi interruppe con un po' di stizza don Rodrigo voi guastate le mie faccende con quel vostro contraddirli in tutto e dargli Sulla voce e canzonarlo anche all'occorrenza
che diavolo che un podestà non possa essere bestia e ostinato quando nel rimanente è un galantuomo sapete cugino disse guardandolo maravigliato il conte Attilio sapete che comincio a credere che abbiate un po' di paura mi prendete sul serio anche il Podestà via via non avete detto voi stesso che bisogna tenerlo di conto l'ho detto E quando si tratta di un affare serio vi farò vedere che non sono un ragazzo sapete cosa mi basta l'animo di far per voi sono uomo da andare in persona a far visita al signor Podestà sarà contento dell'Onore Esso unuomo da
lasciarlo parlare per mezz'ora del Conte Duca e del nostro Signor Castellano spagnolo e da dargli ragione in tutto anche quando ne dirà di quelle così Mass butterò poi là qualche parolina sul Conte zio del consiglio Segreto e sapete che effetto fanno quelle paroline nell'orecchio del signor Podestà alla fin dei conti ha più bisogno Lui della nostra protezione che voi della sua condiscendenza farò di buono e ci anderò e ve lo lascerò meglio disposto che mai dopo queste e altre simili parole il Conte Attilio uscì per andare a caccia e Don Rodrigo stette aspettando con ansietà
Il ritorno del Griso venne costui finalmente sull'ora del desinare a far la sua relazione lo scompiglio di quella notte era stato tanto clamoroso La sparizione di tre persone da un paesello era un tale avvenimento che le ricerche e per premura e per curiosità dovevano naturalmente essere molte e calde e insistenti e dall'altra parte gli Informati di qualche cosa eran troppi per andar tutti d'accordo a tacer tutto Perpetua non poteva farsi vedere sull'uscio che non fosse tempestata da quello e da quell'altro perché dicesse Chi era stato a far quella gran paura al suo padrone e Perpetua
ripensando a tutte le circostanze del fatto e raccapezzo che era stata infinocchiare che andasse lamentandosi col terzo e col quarto della maniera tenuta per infinocchiare lei su questo non fiatava Ma il tiro fatto al suo povero padrone non lo poteva passare affatto sotto silenzio e soprattutto che un tiro tale fosse stato concertato e tentato da quel giovane da bene da quella buona vedova da quella Madonnina infilzata donna bondio poteva ben comandar le risolutamente e pregarla cordialmente e che stesse zitta Lei poteva bene ripetergli che non faceva bisogno di suggerirle una cosa tanto Chiara e tanto
naturale Certo è che un così gran Segreto stava nel cuore della povera donna come in una botte vecchia e mal cerchiata un vino Molto giovine che Grilla e gorgoglia e Ribolle e se non manda il tappo per aria gli Geme all'intorno e vien fuori in schiuma e trapela tra Doga e Doga e gocciola di qua e di là Tanto che uno può assaggiarlo e dire a un dipresso Che vino è Gervaso a cui non pareva vero d'essere una volta più informato degli altri a Cui non pareva piccola Gloria l'aver avuto una gran paura a cui
per aver tenuto di mano una cosa che puzzava di criminale pareva d'essere diventato un uomo come gli altri crepava di voglia di vantarsene e quantunque Tonio che pensava seriamente alle inquisizioni ai processi possibili e al conto da rendere gli comand coi pugni sul viso di Non dir nulla a nessuno pure non ci fu verso di soffocarli in bocca ogni parola del resto Tonio anche lui dopo essere stato Quella notte fuori di casa in ora insolita tornovi con un passo e con un sembiante insolito e con un'agitazione d'animo che lo disponeva alla sincerità non Potte dissimulare
il fatto a sua moglie la quale non era muta chi parlò meno fu menico Perché appena ebbe raccontata ai genitori la storia e il motivo della sua spedizione parve a questi una cosa così terribile che un loro figliuolo avesse avuto parte a buttare all'aria un'impresa di don Rodrigo che quasi quasi non lasciarono finire al ragazzo il suo racconto gli fecero poi subito i più forti e minacciosi comandi che guardasse bene di non far neppure un cenno di nulla e la mattina seguente non parendo loro di essersi abbastanza assicurati risolvetti medesimi poi chiacchierando con la gente
del paese e Senza voler strar di saperne più di loro quando si veniva a quel punto oscuro della fuga dei nostri tre poveretti e del come del Perché e del dove aggiungevano come cosa conosciuta che s'erano rifugiati a Pescarenico così anche questa circostanza entrò nei discorsi comuni con tutti questi brani di notizie messi poi insieme cuciti come Susa e con la frangia che ci s'attacca naturalmente nel cucire c'era da fare una storia d' una certezza e d' una chiarezza tale da esserne Pago ogni intelletto più critico ma quell'invito Appo grave e troppo Rumoroso per esser
lasciato fuori e del quale nessuno aveva una conoscenza un po' positiva quell'accoglienza asciutto si domandava bene a loste chi era stato da lui la sera avanti ma loste a dargli retta non si rammentava neppure se avesse veduto gente quella sera e badava a dire che l'osteria è un porto di mare soprattutto confondeva le teste e disordinare quel Pellegrino veduto da Stefano e da carloandrea quel Pellegrino che i malandrini volevano ammazzare e Che se n'era andato con loro o che si avevan portato via cosa era venuto a fare era un'anima del Purgatorio comparsa per aiutar le
donne era un'anima dannata ad un pellegrino birbante impostore che veniva sempre di notte a unirsi con chi facesse di quelle che lui aveva fatte vivendo era un pellegrino vivo e vero che coloro avevano voluto ammazzare per Timor che gridasse e deste il paese era Vedete un po' cosa si va a pensare uno di quegli Stessi malandrini travestito da Pellegrino era questo era quello era tante cose che tutta la sagacità e l'esperienza del Griso non sarebbe bastata a scoprire chi fosse Se Il Griso avesse dovuto rilevare questa parte della storia dai discorsi altrui ma come il
lettore sa ciò che la rendeva imbrogliata agli altri era appunto il più chiaro per lui servendosene di chiave per interpretare le altre notizie raccolte da lui immediatamente o col Mezzo degli Esploratori subordinati potè di tutto comporne per don Rodrigo una relazione bastantemente distinta si chiuse subito con lui e l'in del colpo tentato dai poveri sposi il che spiegava Naturalmente la casa Trovata vota e il sonare a martello senza che facesse bisogno di supporre che in casa ci fosse qualche traditore Come dicevano quei due galantuomini l' informò della fuga e anche Questa era facile trovarci le
sue ragioni il timore Degli sposi colti in fallo o qualche avviso dell'invasione dato loro quando era scoperta e il paese tutto a socquadro disse finalmente che s'erano ricoverati e Pescarenico più in là non andava la sua scienza Piacque a Don Rodrigo l'esser Certo che nessuno l'aveva tradito e il vedere che non rimanevano tracce del suo fatto ma ma fu quella una rapida e leggera compiacenza fuggiti insieme gridò insieme e quel frate Birbante quel frate la parola gli usciva arrant olata dalla gola e smozzicato tra i denti che mordevano il dito il suo sospetto era brutto
come le sue passioni quel frate me la pagherà Griso non son chi sono Voglio sapere voglio trovare questa sera voglio saper dove sono non ho pace a Pescarenico subito a sapere a vedere a trovare quattro scudi subito e la mia protezione per sempre questa sera lo voglio sapere quel birbone quel frate Il Griso di nuovo in campo e la Sera di quel giorno medesimo poter riportare al suo degno padrone la notizia desiderata ed ecco in qual maniera una delle più gran consolazioni di questa vita è l'amicizia e una delle consolazioni dell'amicizia è quella avere a
cui confidare un segreto ora gli amici non sono due a due come gli sposi ognuno generalmente parlando ne ha più d'uno il che forma una catena di cui nessuno potrebbe trovar la fine quando dunque un amico si procura quella Consolazione di deporre un segreto nel seno d' un altro dà a Costui la voglia di procurarsi la stessa consolazione anche lui lo prega è vero di Non dir nulla a nessuno e una tal condizione chi la prendesse nel senso rigoroso delle parole troncher immediatamente il corso delle consolazioni Ma la pratica generale ha voluto che obblighi soltanto
a Non confidare Il segreto se non a chi sia un amico ugualmente fidato e imponendogli la stessa condizione così D'Amico fidato in amico fidato Il segreto gira e gira per quell'immensa catena tanto che arriva all'orecchio di colui o di coloro a cui il primo che ha parlato intendeva appunto di non lasciarlo arrivar mai avrebbe però ordinariamente a stare un gran pezzo in cammino Se ognuno non avesse che due amici quello che gli dice e quell a cui li dice la cosa da taceri ma ci sono degli uomini privilegiati che li contano a centinaia e e
quando il segreto è Venuto a uno di questi uomini i giri divengono Sì rapidi e sì moltiplici che non è più possibile di seguirne la traccia il nostro autore non ha potuto accertarsi per Quante bocche fosse passato il segreto che Griso aveva ordine di scovare il fatto sta che il buonuomo da cui erano state scortate le donne a Monza tornando verso le 23 col suo baroccio a Pescarenico S abbatte prima d' arrivare a casa in un amico fidato al quale raccontò in gran Confidenza l'opera buona che aveva fatta e il rimanente e il fatto sta
che Il Griso poté due ore dopo correre al Palazzotto a riferire a don Rodrigo che Lucia e sua madre s'erano ricoverati in un convento di Monza e che Renzo aveva seguitato la sua strada fino a Milano Don Rodrigo provò una scellerata Allegrezza di quella separazione e sentì rinascere un po' di quella scellerata speranza d'arrivare al suo intento pensò alla maniera gran parte Della notte e s'alzò presto con due disegni l'uno stabilito l'altro abbozzato Il primo era di spedire immantinente Il Griso a Monza per aver più chiare notizie di Lucia e sapere se ci fosse da
tentar qualche cosa fece Dunque chiamar subito quel suo Fedele gli mise in mano i quattro scudi lo lodò di nuovo dell'abilità con cui li aveva guadagnati e gli diede l'ordine che aveva premeditato signore disse premeditando Il Griso che non ho io parlato chiaro se potesse mandar qualche d'un altro come signor Illustrissimo Io sono pronto a metterci la pelle per il mio padrone è il mio dovere ma so anche che lei non vuole arrischiare troppo la vita dei suoi sudditi Ebbene vossignoria illustrissima sa bene quelle poche taglie che io ho addosso e qui son sotto la
sua protezione siamo una Brigata il signor Podestà è amico di casa i Birri mi portan rispetto e anch'io cosa che fa Poco onore ma per viver quieto li tratto da amici in Milano la livrea di vossignoria è conosciuta ma in Monza ci sono conosciuto io invece e sa vossignoria che non fa per dire chi mi potesse consegnare alla giustizia o presentare la mia testa farebbe un bel colpo 100 scudi L'uno sull'altro e la facoltà di liberare due banditi che diavolo disse Don Rodrigo tu mi riesci ora un cand pagliaio che ha cuore appena da avventarsi
alle gambe di Chi passa sulla porta guardandosi indietro se quei di casa lo spalleggiano e non si sente d' allontanarsi credo signor padrone d' aver date prove dunque Dunque ripiglio francamente Il Griso messo così al punto Dunque vossignoria faccia conto che io non abbia parlato qu di Leone gamba di lepre e son pronto a partire e io non ho detto che tu vada solo piglia con te un paio dei meglio lo spregiato e il tir dritto e va di buon Animo E sì Il Griso che diavolo tre figure come le vostre che vanno per i
fatti loro chi vuoi che non sia contento di lasciarle passare bisognerebbe che ai Birri di Monza fosse Benvenuta a noi alla vita per metterla su contro 100 scudi ad un gioco così rischioso e poi e poi non credo ad essere così sconosciuto da quelle parti che la qualità di mio servitore non ci si conti per nulla svergognato così un poco Il Griso gli diede poi più ampie e particolari Istruzioni Il Griso prese i due compagni e partì con faccia allegra e baldanzosa ma bestemmiando in cuor suo Monza e le taglie e le donne e i
capricci dei padroni E camminava come il lupo che spinto dalla fame col ventre raggrinzato e con le costole che gli si potrebbe contare Scende dai suoi Monti dove non c'è che neve s'avanza sospettosamente nel piano si ferma ogni tanto con una zampa sospesa dimenando la coda spelacchiata leva il muso odorando il Vento Infido semmai gli porti odore D'Uomo di ferro Rizza gli orecchi acuti e gira due occhi sanguigni da cui traluce insieme l'ardore della preda e il terrore della caccia del rimanente quel bel verso Chi volesse sapere d'onde venga è tratto da una diavoleria inedita
di crociate e di Lombardi che presto non sarà più inedita e farà un bel rumore e io l'ho preso perché mi veniva in taglio e dico dove per non farmi bello della roba altrui che qualcheduno non pensasse Che sia una mia astuzia per far sapere che l'autore di quella diavoleria ed io Siamo come fratelli e cheo frugo a Piacer mio nei suoi manoscritti l'altra cosa che premeva Don Rodrigo era di trovar la maniera che Renzo non potesse più tornar con Lucia né metter piede in paese e a questo macchin Ava di far spargere voci di
minacce e di insidie che venendo all'orecchio per mezzo di qualche amico gli facessero passar la voglia di tornar Da quelle parti pensava però che la più sicura sarebbe se si potesse farlo sfrattare dallo Stato e per riuscire in questo vedeva che più della forza gli avrebbe potuto servir la giustizia si poteva per esempio dare un po' di colore al tentativo fatto nella casa parrocchiale dipingerlo come un'aggressione un atto sedizioso e per mezzo del dottore far intendere al podestà che era il caso di spedir contro Renzo una buona cattura ma pensò che non Conveniva a lui
di rimestar quella brutta faccenda e senza star altro a lambiccarsi il cervello si risolvette ad aprirsi col dottor azzecca garbugli quant'era necessario per fargli comprendere il suo desiderio Le gride son tante pensava e il dottore non è un oca Qualcosa che faccia il caso mio saprà trovare qualche garbuglio da azzeccare a quel villanacci altrimenti gli muto nome ma come vanno alle volte le cose di questo mondo Intanto che colui pensava al dottore come all'uomo più abile a servirlo in questo un altro uomo l'uomo che nessuno si immaginerebbe Renzo medesimo per dirla lavorava di cuore a
servirlo in un modo più certo e più spedito di tutti quelli che il dottore avrebbe mai saputi trovare ho visto più volte un caro fanciullo Vispo per dire il vero più del bisogno ma che a tutti i segnali mostra di voler riuscire un galantuomo l'ho visto dico più volte affaccendato Sulla Sera a mandare al coperto un suo di porcellini d'India che aveva lasciati scorrer liberi il giorno in un Giardinetto avrebbe voluto fargli andare tutti insieme al covile ma era fatica buttata uno si sbandava a destra e mentre il piccolo pastore correva per cacciarlo nel Branco
un altro due tre ne uscivano a sinistra da ogni parte di modo che dopo essersi un po' impazienti s' adattava al loro genio spingeva prima dentro quelli che eran più vicini All'uscio Poi andava a prendergli altri a uno a due a tre come gli riusciva un gioco simile ci convien fare coi nostri personaggi ricoverata Lucia siam corsi a Don Rodrigo e ora lo dobbiamo abbandonare per andar dietro a Renzo che avevamo perduto di vista dopo la separazione dolorosa che abbiamo raccontata camminava Renzo Da Monza verso Milano in quello stato d'animo che ognuno può immaginarsi facilmente
abbandonar la casa Tralasciare il mestiere e a quel che era più di tutto allontanarsi da Lucia trovarsi su una strada senza sapere dove andrebbe a posarsi e tutto per causa di quel birbone quando si tratteneva col pensiero sull'una o sull'altra di queste cose si ingolfa tutto nella rabbia e nel desiderio della vendetta Ma gli tornava poi in mente quella preghiera che aveva recitata anche lui col suo buon frate nella chiesa di Pescarenico e si ravveda gli si risvegliava ancora la Stizza Ma vedendo un'immagine sul muro si levava il cappello e si fermava un momento a
pregar di nuovo tanto che in quel viaggio ebbe ammazzato in cuor suo Don Rodrigo e risuscitato almeno 20 volte la strada era Allora tutta sepolta tra due alte Rive fangosa sassosa solcata da rotaie profonde che dopo una pioggia divenivano rigagnoli e in certe parti più basse s' allagava tutta che si sarebbe potuto andarci in barca a quei passi un piccol sentiero Erto a scalini Sulla riva indicava che altri passeggeri Saran fatto una strada nei campi Renzo salito per un di quei valichi sul terreno più elevato vide quella gran macchina del Duomo sola sul piano come
se non di mezzo ad una città ma sorgesse in un deserto e si fermò su due piedi dimenticando tutti i suoi guai a contemplare anche da lontano quell'ottica bambino ma dopo qualche momento voltandosi indietro vide all'orizzonte Quella cresta frastagliata di montagne vide distinto e alto tra quelle il suo Resegone si S tutto rimescolare il sangue stette lì alquanto a guardar tristamente da quella parte poi tristamente si voltò e seguitò la sua strada a poco a poco cominciò poi a scoprir campanili e Torri e Cupole e tetti scese Allora nella strada camminò ancora qualche tempo e
quando s' accorse d' essere ben vicino alla città s'accostò ad un Viandante Inchinatevi la strada più corta per per andare al convento dei Cappuccini Dove sta il padre Bonaventura l'uomo a cui Renzo si indirizzava era un agiato abitante del contorno che è andato quella mattina a Milano per certi suoi affari se ne tornava senza aver fatto nulla in gran fretta che non vedeva l'ora di trovarsi a casa e avrebbe fatto volentieri di meno di quella fermata con tutto ciò Senza dar segno di impazienza rispose molto gentilmente figlio al Caro de conventi ce n'è più d'uno
bisognerebbe che mi sapeste dir più chiaro qual è quello che voi cercate Renzo Allora si levò di seno la lettera del Padre Cristoforo e la fece vedere a quel signore il quale Lovi Porta Orientale gliela rendete dicendo siete fortunato Bravo giovine il convento che cercate è poco lontano di qui prendete per questa viottola a mancina è una scorciatoia in Pochi minuti arriverete ad una cantonata ad una fabbrica lunga e bassa è il lazzeretto costeggiate il fossato che lo circonda e riuscirete a Porta Orientale Entrate e dopo tre o 400 passi vedrete una piazzetta con dei
begli Olmi là è il convento non potete sbagliare Dio V assista Bravo giovine e accompagnando le ultime parole con un gesto grazioso della mano se ne andò Renzo rimase stupefatto ed edificato della buona maniera dei cittadini verso la gente di Campagna e non sapeva che era un giorno fuor dell'ordinario un giorno in cui le cappe si inchinavano ai Farsetti fece la strada che gli era stata insegnata e si trovò a Porta Orientale non bisogna però che a questo nome il lettore si lasci correre alla fantasia alle immagini che ora vi sono associate quando Renzo entrò
per quella porta la strada al di fuori non andava diritta che per tutta la lunghezza del lazzeretto poi scorreva serpeggiante e Stretta tra due siepi la porta consisteva in due pilastri con sopra una tettoia per riparare i battenti e da una parte una casuccia per i Gabellini I Bastioni scendevano in pendio irregolare e il terreno era una superficie aspra eugale di rottami e di cocci buttati là a caso la strada che s'apriva dinanzi a chi entrava per quella porta non si Paragon male a quella che ora si presenta chi Entri da Porta Tosa un Fossatello
le scorreva nel mezzo Fino a poca distanza dalla porta e la divideva così in due stradette tortuose e ricoperte di polvere o di fango secondo la stagione al punto dov'era E dov'è tuttora Quella viuzza chiamata di Borghetto Il Fossatello si perdeva in una Fna lì c'era una colonna con sopra una croce detta di San Dionigi a destra e a sinistra erano Orti Cinti di siepe e ad intervalli casucce abitate perlop D Lavandai Renzo entra passa nessuno dei Gabellini gli Bada cosa che gli parve strana Giacché da quei pochi del suo paese che potevan vantarsi d'
essere stati a Milano aveva sentito raccontar cose grosse dei frug amenti e delle interrogazioni a cui venivan sottoposti quelli che arrivavano dalla campagna la strada era deserta di modo che se non avesse sentito un ronzio lontano che indicava un gran movimento gli sarebbe parso d'entrare in una città disabitata andando avanti senza saper Cosa si pensare vide per terra Certe strisce bianche e Soffici come di neve ma neve non poteva essere che non viene a strisce né per il solito in quella stagione si Chinò Sol una di quelle guardò toccò e trovò che era farina grande
abbondanza disse tra sé Ci deve essere in Milano se straziano questa maniera la grazia di Dio ci davan poi ad intendere che la carestia è per tutto Ecco come fanno per tener quieta la povera gente di Campagna ma dopo pochi altri passi arrivato a fianco della colonna vide a pied di quella qualcosa di più strano vide sugli scalini del piedistallo certe cose sparse che certamente non eran ciottoli e se fossero state sul banco d'un fornaio non si sarebbe esitato un momento a chiamarli Pani ma Renzo non ardiva a creder così presto ai suoi occhi perché
gamine non era luogo da Pani quello vediamo un po' che affare è questo disse ancora tra sé andò verso la Colonna si Chinò e ne raccolse Uno era veramente un pan tondo bianchissimo di quelli che Renzo non era solito mangiare che nelle solennità è pane davvero disse ad alta voce tant'era la sua meraviglia così lo seminano in questo paese in quest'anno e non si scomodo neppure per raccoglierlo quando cade che sia il paese della cuccagna questo dopo 10 miglia di strada all'aria fresca della mattina quel pane insieme con la maraviglia gli risvegliò l'appetito lo Piglio
deliberava tra sé po l'hanno lasciato qui alla discrezione de cani tant'è che ne godde anche un cristiano alla fine se comparisce il padrone glielo pagherò così pensando si mise in tasca quello che aveva in mano ne prese un secondo e lo mise nell'altra un terzo e cominciò a mangiare e si R incamminò più incerto che mai e desideroso di chiarirsi storia fosse quella appena mosso vide spuntar gente che veniva dall'interno della città e Guardò attentamente quelli che apparivano i primi Ecco un uomo una donna e qualche passo indietro un ragazzotto tutte e tre con un
carico addosso che pareva superiore alle loro forze e tutte e tre in una figura strana i vestiti o gli stracci infarinati infarinati i visi e di più stravolti e accesi e andavano non solo curvi per il peso ma sopr doglia come se gli fossero state peste l'ossa l'uomo reggeva stento sulle spalle un Gran sacco di farina il quale bucato qua e là ne seminava un poco ad ogni intoppo ad ogni mossa disequilibrato ma più sconcia era la figura della donna un pancione smisurato che pareva tenuto a fatica da due braccia piegate come una Pentolaccia a
due manichi e di sotto a quel pancione uscivano due gambe nude fin sopra il ginocchio che venivano innanzi barcollando Renzo guardò attentamente e vide che quel gran corpo era la sottana che la donna la teneva Per il Lembo con dentro farina quanta ce ne poteva stare e un po' di più di modo che quasi ad ogni passo ne volava via Una ventata il ragazzotto teneva con tutte e due le mani sul capo una paniera colma di Pani ma per aver le gambe più corte dei suoi genitori rimaneva poco a poco indietro e allungando poi il
passo ogni tanto per raggiungerli la paniera perdeva l'equilibrio e qualche pane cadeva buttane via Ancora un altro buono a niente che sei disse la madre Digrignando i denti verso il ragazzo io non li butto via cascan da Sì come ho da fare rispose quello eh Buon per te che ho le mani impicciate riprese la donna dimenando i pugni come se desse una buona scossa Al povero ragazzo e con quel movimento fece volar via più farina di quel che ci sarebbe voluto per farne i due Pani lasciati cadere Allora dal ragazzo via via disse L'uomo torneremo
indietro a raccoglierli o qualcuno li Raccoglierà si stenta da tanto tempo ora che viene un po' d'abbondanza godiam l'a in santa Pace Intanto arrivava altra gente dalla porta e uno di questi accostatosi alla donna Le domandò Dove si va a prendere il pane più avanti rispose quella e Quando furono lontani 10 passi soggiunse borbottando questi contadini birboni verranno a spazzar tutti i forni e tutti i magazzini e non resterà più niente per noi un po' per uno tormento che sei Disse il marito abbondanza abbondanza da queste è altret cose che vedeva e sentiva Renzo cominciò
a raccapezzarsi che era arrivato in una città sollevata e che quello era un giorno di conquista vale a dire che ognuno pigliava a proporzione della voglia e della forza dando busse in pagamento per quanto noi desideriamo di far fare buona figura al nostro povero Montanaro la sincerità storica Ci obbliga a dire che il suo primo Sentimento fu di piacere aveva così poco da lodarsi dell'andamento ordinario delle cose che si trovava inclinato ad approvare ciò che lo mutasse in qualunque maniera e del resto non essendo punto un uomo superiore al suo secolo viveva anche lui in
quell'opinione o in quella passione comune che la scarsezza del pane fosse cagionata dagli incettatori E dai Fornai ed era disposta a trovar giusto ogni modo di strappar loro dalle mani L'alimento che essi secondo quell'opinione negavano crudelmente alla fame di tutto un popolo pure Si propose di star fuor del tumulto e si rallegrò d'esser diretto ad un cappuccino che gli troverebbe ricovero e gli farebbe da padre così pensando e guardando Intanto i nuovi conquistatori che venivano carichi di preda fece quella po' di strada che gli rimaneva per arrivare al convento dove ora sorge quel bel palazzo
Con quell'alto loggiato c'era allora e c'era ancora non son molt anni una piazzetta e in fondo a quella la chiesa e il convento dei Cappuccini con quattro Grand Olmi davanti noi ci rallegriamo non senza invidia con quei nostri lettori che non han visto le cose in quello stato Ciò vuol dire che son molto giovani e non hanno avuto tempo di far molte corbellerie Renzo andò dritto alla porta si ripose in seno il mezzo pane che gli Rimaneva levò fuori e tenne preparata in mano la lettera e tirò il campanello S aprì uno sportellino che aveva
una grata e vi comparve la faccia del Frate portinaio a domandar chi era uno di campagna che porta al padre Bonaventura una lettera pressante del Padre Cristoforo date qui disse il portinaio mettendo una mano alla grata No no disse Renzo gliela devo consegnare in proprie mani non è in convento mi lasci entrare che l'aspetterò fate a mio modo rispose Il frate andate ad aspettare in chiesa che intanto potrete fare un po' di bene in convento per adesso non sentra E detto questo richiuse lo sportello Renzo Rimase lì con la sua lettera in mano fece 10
passi verso la porta della chiesa per seguire il consiglio del portinaio Ma poi pensò di dar prima un'altra occhiata al tumulto attraversò La Piazzetta si portò sull'orlo della strada e si fermò con le braccia incrociate sul petto a guardare a Sinistra verso l'interno della città dove il brulichio era più folto e più rumoroso Il vortice attrasse lo spettatore andiamo a vedere disse tra sé tirò fuori il suo mezzo pane e sbocconcellato si mosse verso quella parte intanto che si incammina noi racconteremo più brevemente che sia possibile le cagioni e il principio di quello sconvolgimento capitolo
12 era quello il secondo anno di Raccolta scarsa nell'anteprima degli anni addietro avevan supplito fino ad un certo segno al difetto e la popolazione raggiunta non satolla né affamata Ma certo affatto sprovveduta alla messe del 1628 nel quale siamo con la nostra storia ora questa messe tanto desiderata riuscì ancor più misera della precedente in parte per maggior contrarietà delle stagioni questo non solo nel Milanese ma in un buon tratto di paese circon Viicino in parte per colpa degli uomini il guasto e lo sperpero della guerra di quella bella guerra di cui abbiamo fatto menzione di
sopra Era tale che nella parte dello stato più vicina ad essa molti Poderi più dell'ordinario rimanevano incolti e abbandonati dai contadini i quali invece di procacciare col lavoro pane per sé e per gli altri eran costretti ad andare ad accattari perché le insopportabili gravezze imposte con una cupidigia e con Un' insensatezza del pari sterminate la condotta abituale anche in piena pace delle truppe alloggiate nei paesi condotta che i dolorosi documenti di quei tempi UG Guagliano a quella di un nemico invasore altre cagioni che non è qui il luogo di mentovare andavano già da qualche tempo
operando lentamente quel tristo effetto in tutto il milanese le circostanze particolari di cui ora parliamo erano come una repentina esacerbazione d' un mal cronico e quella Qualunque raccolta non era ancora finita di riporre che le provvisioni per l'esercito e lo sciupino che sempre le accompagna ci fecero dentro Un tal voto che la penuria si fece subito sentire e con la penuria quel suo doloroso ma salutevole come inevitabile effetto il rincaro ma quando questo arriva ad un certo segno nasce sempre O almeno è sempre nata finora e se ancora Dopo tanti scritti di valentuomo in quel
tempo nasce un'opinione nei molti che Non ne sia cagione la scarsezza si dimentica d' averla temuta predetta si suppone tutto a un tratto che ci sia grano abbastanza e che il male venga dal non venderse abbastanza per il consumo supposizioni che non stanno né in cielo né in terra ma che lusingano d'un tempo la collera e la speranza gli incettatori di grano reali o immaginari i possessori di terre che non lo vendevano tutto in un giorno i Fornai che ne compravano tutti coloro Insomma che ne avessero O Poco o assai o che avessero il nome
d'averne a questi si dava la colpa della pen e del rincaro questi erano Il bersaglio del lamento universale l'abominio della moltitudine male e ben vestita si diceva di sicuro dov'erano i magazzini I Granai culmi traboccanti appunti si indicava il numero dei sacchi spropositato si parlava con certezza dell'immensa quantità di granaglie che veniva spedita segretamente in altri paesi nei quali probabilmente si gridava Con altrettanta sicurezza e con fremito uguale che le granaglie di là venivano a Milano si imploravano da magistrati quei provvedimenti che alla moltitudine paion sempre O almeno son sempre parsi finora così giusti così
semplici così atti a far saltar fuori il grano nascosto murato sepolto Come dicevano e di far ritornare L'abbondanza I magistrati qualche cosa facevano come di stabilire il prezzo massimo da alcune derrate di intimar pene a chi rosassicurazioni Cibo né di far venire derrate fuor di stagione e siccome questi In specie non avevan Certamente quella da tirarne da dove ce ne potesse essere di soprabanco del Monferrato faceva le sue veci in Milano il gran cancelliere Antonio Ferrer pure spagnolo Costui vide e chi non l'avrebbe veduto che l'essere il Pano ad un prezzo giusto è per sé
una cosa molto desiderabile e pensò e qui fu lo sbaglio che un suo ordine potesse bastare a produrla fissò la meta così Chiamano qui la tariffa in materia di commestibili fissò la meta del pane al prezzo che sarebbe stato il giusto se il grano si fosse comunemente venduto 33 lire il Moggio e Si vendeva fino a 80 fece come una donna stata giovine che pensasse di ringiovanire alterando la sua fede di battesimo ordini meno insensati e meno iniqui eran più d' una volta per la Resistenza delle cose stesse rimasti di minaccia che danno la passione
la Forza e la legge riunite insieme se i Fornai Strill assero non lo Domandate intridere dimenare infornare e sfornare senza posa perché il popolo sentendo in confuso che l'era una cosa violenta assediava i forni di continuo per goder quella Cuccagna finché durava affac chinarsi dico e scalmanarsi più del solito per isc capitarci ognun vede che bel piacere dovesse esser ma da una parte I magistrati che intiman pene dall'altra il popolo che voleva esser Servito e punto punto che qualche fornaio indugi asse pressava E brontolava con quel suo vocione e minacciava una di quelle sue giustizie
che sono del peggio che si facciano in questo mondo non c'era Redenzione bisognava renare infornare sfornare e vendere però a farli continuare in quell'impresa non bastava che fosse Lor comandato né che avessero molta paura bisognava potere e un po' più che la cosa fosse durata non avrebbero più Potuto facevan vedere magistrati l'iniquità e l'insopportabile del carico imposto loro protestavano di voler gettare la pala nel forno e andarsene e intanto tiravano avanti come potevano Sperando sperando che una volta o l'altra il gran cancelliere avrebbe inteso la ragione ma Antonio Ferrer il quale era quel che ora
si direbbe un uomo di carattere rispondeva che i Fornai si erano avvantaggiati molto e poi molto nel passato che S Avvantaggerebbe molto e poi molto col ritornar dell'Abbondanza che anche si vedrebbe si penserebbe forse a dar loro qualche risarcimento e che intanto tirassero ancora avanti o fosse veramente persuaso lui di queste ragioni che allegava agli altri o che anche conoscendo dagli effetti l'impossibilità di mantenere quel suo editto volesse lasciare agli altri l'odioso Carlo Giacché chi può ora entrar nel cervello d' Antonio Ferrer Il Fatto sta che Rimase fermo su ciò che aveva stabilito finalmente i
de Curioni un magistrato Municipale composto di nobili che durò fino al 96 del secolo scorso informaron per il governatore dello stato in cui erano le cose trovasse lui qualche ripiego che le facesse andare Don Gonzalo ingolfato fin sopra i capelli nelle faccende della guerra fece ciò che il lettore si Immagina Certamente nominò una giunta alla quale conferì l'autorità di stabilire al pane un prezzo che Potesse correre una cosa da poterci campar tanto una parte che l'altra i deputati si radunarono o come qui si diceva Spagnol lescam Nel gergo segretar esco d'allora si e dopo mille
riverenze complimenti preamboli sospiri sospensioni proposizioni in aria tergiverse strascinati tutti verso una deliberazione da una necessità sentita da tutti sapendo bene che giocavano una gran carta ma convinti che non c'era da Far altro conclusero di rincarare il pane i Fornai respirar ma il popolo imbestialire la sera avanti questo giorno in cui Renzo arrivò in Milano le strade e le piazze brulicavano d'uomini che trasportati da una comune predominati da un pensiero comune conoscenti o estranei Si riunivano in crocchi senza essersi dati L'intesa quasi senza avvedersene come Gocciole sparse sullo stesso pendio ogni discorso accresceva la Persuasione
e la passione Degli uditori come di colui che l'aveva proferito tra tanti appassionati c'erano pure alcuni più di sangue freddo i quali stavano osservando con molto piacere che l'acqua S andava intorbida di intorbida di più con quei ragionamenti e con quelle storie che i furbi sanno comporre e che gli animi alterati sanno credere e si proponevano di non lasciarla posare quell'acqua senza farci un po' di pesca migliaia d'uomini andarono a letto Col sentimento Indeterminato che qualche cosa bisognava fare che qualche cosa si farebbe avanti giorno le strade eran di nuovo sparse di crocchi Fanciulli donne
uomini vecchi operai poveri si radunavano a sorte qui era un bisbiglio confuso di molte voci là uno predicava e gli altri applaudivano questo faceva al più vicino la stessa domanda che era stata allora fatta a lui quest'altro ripeteva l'esclamazione che era sentita risuonare agli orecchi per tutto lamenti minacce Meraviglie un piccol numero di vocaboli era il materiale di tanti discorsi non mancava altro che un'occasione una spinta un avviamento qualunque per ridurre le parole a fatti e non tardò molto uscivano sul far del giorno dalle botteghe dei Fornai Garzoni che con una gerla carica di pane
andavano a portarne alle solite case il primo comparire d'uno di quei malcapitati ragazzi dove' era un Crocchio di gente fu come il cadere di Un salterello acceso in una polveriera Ecco se c'è il pane gridarono 100 voci insieme Sì per i tiranni che notano nell'abbondanza e vogliono far morir noi di fame dice uno s'accosta al ragazzetto avventa la mano all'orlo della gerla da una stratta e dice lascia vedere il ragazzetto diventa rosso pallido trema vorrebbe dire Lasciatemi And are ma la parola gli muore in bocca allenta le braccia e cerca di liberarle in fretta dalle
cigne giù quella gerla si grida Intanto molte mani l'a afferrano ad un tempo e in terra si butta per aria il canovaccio che la copre una tepida fragranza si diffonde all'intorno siam cristiani anche noi dobbiamo mangiar pane anche noi dice il primo prende un pantondo l'alza facendolo vedere alla folla l'ad denta mani alla gerla Pani per aria In men che non si dice F apparecchiato coloro a cui non era toccato nulla irritati alla vista del guadagno altrui e animati dalla facilità Dell'impresa si mossero a Branchi in cerca d'altre gerle Quante incontrate tante svaligiate e non
c'era neppur bisogno di dare assalto ai portatori quelli che per loro disgrazia si trovavano in giro vista la mala parata posavano volontariamente il carico e via a gambe con tutto ciò coloro che rimanevano a venti secchi eran senza paragone i più anche i conqu atori non erano soddisfatti di prede così piccole e mescolati poi gli uni con gli altri C'eran coloro che avevano fatto disegno sopra un disordine più coi fiocchi al forno al forno si grida nella corsia chiamata la corsia de Servi c'era e c'è Tuttavia un forno che conserva lo stesso nome nome che
in toscano viene a dire Il Forno delle grucce e in milanese è composto di parole così eteroclite così bisbetiche così salvati che l'alfabeto della lingua non ha i segni per indicarne il suono a quella parte s'avventa la gente quelli della Bottega Stavano interrogando il garzone tornato scarico il quale tutto sbigottito e abbarrato riferiva balbettando la sua triste avventura quando si sente un calpestio e un urli insieme cresce e s'avvicina compariscono i forieri della masnada Serra serra presto presto uno corre a chiedere aiuto al capitano di giustizia gli altri chiudono in fretta la bottega e appun
tellano i battenti la gente comincia ad affollarsi di fuori e a gridare pane pane Aprite Pane pochi momenti dopo arriva il capitano di giustizia con una scorta da la bardieri largo Largo figliuoli a casa a casa fate luogo al capitano di giustizia grida lui e gli alabardieri la gente che non era ancor troppo fitta fa un po' di luogo di modo che quelli poterono arrivare e po starsi insieme se non in ordine davanti alla porta della Bottega Ma figliuoli predicava di lì il capitano Che fate Qui a casa a casa dov'è il Timor di Dio
che dirà il re Nostro Signore non vogliam farvi male Ma andate a casa da bravi che diamine volete far qui così ammontati niente di bene né per l'Anima né per il corpo a casa a casa ma quelli che vedevano la faccia del dicitore e sentivano le sue parole quando anche avessero voluto ubbidire dite un poco in che maniera avrebber potuto spinti com'erano incalzati da quelli di dietro spinti anch'essi da altri come flutti da flutti via via fino all'estremità della folla Che andava sempre crescendo al capitano cominciava a mancargli il respiro fateli dare dietro che io
possa riprender fiato diceva agli alabardieri ma non fate male a nessuno vediamo d'entrare in bottega picchiate fateli stare indietro indietro indietro gridano gli alabardieri buttandosi tutti insieme addosso ai primi e respingendoli con l'ast dell labarde quelli urlano si tirano indietro come possono danno con Le schiene nei Petti coi gomiti nelle pance coi Calcagni sulle punte dei piedi a quelli che son dietro di loro si fa un Pigio una calca che quelli che si trovavano in mezzo avrebbero pagato qualche cosa Ad essere altrove Intanto un po' di voto s' è fatto davanti alla porta il capitano
picchia non di corsa aprono il capitano entra Chiama gli alabardieri che si ficc dentro anch'essi l'un dopo l'altro gli Ultimi trattenendo la folla con la labarde quando sono entrati tutti si mette tanto di catenaccio si riapp puntella il capitano sale di corsa e s'affaccia una finestra Uh che formicolaio figliuoli grida molti si voltano in su figliuoli andate a casa perdono generale a chi torna subito a casa pane pane aprite frite eran le parole più distinte nell'url orrendo che la folla mandava in Risposta giudizio figliuoli badate bene Siete ancora a tempo via andate tornate a casa
pane ne avrete ma non è questa la maniera eh eh Che fate laggiù eh a quella porta oibo Vedo vedo giudizio badate bene è un delitto grosso orora vengo io eh smettete con quei Ferri giù quelle mani verg voi altri milanesi che per la bontà siete nominati in tutto il mondo sentite sentite siete sempre stati buonii a canaglia questa rapida mutazione di Stile fu cagionata da una pietra che è uscita dalle mani d'uno di quei buoni figliuoli venne a batter nella fronte del Capitano sulla protuberanza sinistra della profondità metafisica canaglia canaglia Continuava a gridare chiudendo
presto presto la finestra e ritirandosi ma quantunque avesse gridato quanto n aveva in canna le sue parole buone e cattive s'erano tutte dileguate e disfatte a mezz'aria nella tempesta delle grida che venivan di giù quello Poi che diceva di vedere era un gran lavorare di pietre di ferri i primi che coloro avevano potuto procacciarsi per la strada che si faceva alla porta per sfondarla e alle finestre per svellere l' inferriate e già l'opera era molto avanzata intanto padroni e Garzoni della Bottega che erano alle finestre dei piani di sopra con una punizione di pietre avranno
probabilmente dissel cato un cortile urlavano e facevan versacci a quelli di giù perché smettessero facevan Veder le pietre accennavano di volerle buttare visto che era tempo perso cominciarono a buttarle davvero neppur una ne cadeva in fallo Giacché la calca era tale che un granello di miglio Come si suol dire non sarebbe andato in terra AB birboni for Fantoni è questo il pane che date alla povera gente Ahi Ah me urlava di giù più uno fu conciato male due ragazzi Vi rimasero morti il furore accrebbe le forze della moltitudine la porta fu sfondata l'inferriata svelte e
Il torrente penetrò per tutti i varchi quelli di dentro vedendo la mala parata scapparono in soffitta il capitano gli alabardieri e alcuni della casa stettero lì rannicchiati nei cantucci altri uscendo per gli abbaini andavano su Pei tetti come i gatti la vista della preda fece dimenticare ai vincitori disegni di vendette sanguinose si slancia nei cassoni il pane è messo a ruba qualcheduno invece corre al banco butta Giù la serratura agguanta le ciotole piglia am manate in tasca ed esce carico di Quattrini per tornar poi a rubar pane se ne rimarrà la folla si sparge nei
magazzini mto in mano ai sacchi le strascica li rovesciano chi se ne caccia uno tra le gambe gli scioglie la bocca e per ridurlo ad un carico da potersi portare Butta via una parte della farina chi gridando Aspetta aspetta si China a parare il grembi Ole un fazzoletto il cappello per ricever quella grazia di Dio uno Corre ad una Madia e prende un pezzo di pasta che S allunga e gli scappa da ogni parte un altro che ha conquistato un battello lo porta per aria chi va chi viene Uomini Donne Fanciulli spinte ris spinte urli
e un bianco polverio che per tutto si posa per tutto Si solleva e tutto vela e annebbia di fuori una calca composta di due processioni opposte che si rompono e si intralciano a vicenda di chi esce con la preda E di chi vuole entrare a Farne mentre quel forno veniva così messo sotto sopra nessun altro della città era quieto e senza pericolo ma nessuno la gente accorse in numero tale da poter intraprendere tutto in alcuni i padroni avevano raccolto degli ausiliari e stavan sulle difese altrove trovandosi in pochi venivano in certo modo a Patti distribuivano
pane a quelli che s'erano Cominciati ad affollare davanti alle botteghe con questo che se ne andassero e quelli se ne andavano non tanto perché Fosser soddisfatti con perché gli alabardieri e la sbirraglia stando alla larga da quel tremendo Forno delle grucce Si facevan però vedere altrove in forza bastante a tener rispetto i tristi che non fossero una folla così il trambusto andava sempre crescendo a quel primo disgraziato forno perché tutti coloro che gli pizzicavano le mani di far qualche bella impresa correvano là dove gli amici erano i più forti e l'impunità Sicura a questo punto
erano le cose quando Renzo avendo Ormai sgranocchiato il suo pane veniva avanti per il Il Borgo di Porta Orientale s' avviava senza saperlo proprio al luogo centrale del tumulto andava ora lesto ora ritardato dalla folla e andando guardava e stava in orecchi per ricavar da quel ronzio confuso di discorsi qualche notizia più positiva dello stato delle cose ed ecco ad un dipresso le parole che gli riuscì di rilevare in tutta la Strada che fece ora è scoperta gridava uno l'impostura infame di quei birboni che dicevano che non c'era né pane né farina né grano ora
si vede la cosa Chiara e lampante e non ce la potranno più dare ad intendere viva L'abbondanza vi dico io che tutto questo non serve a nulla diceva un altro è un buco nell'acqua Anzi sarà peggio se non si fa una buona giustizia il pane verrà a buon mercato ma ci metteranno il veleno per far morire la povera gente come mosche Già lo dicon che siamo troppi l'hanno detto nella giunta e lo so di certo per averlo sentito dir iio con questo orecchi da una mia comare che è amica di un parente d' uno sguattero
d'uno di quei signori parole da non ripetersi diceva con la schiuma alla bocca un altro che teneva con una mano un cencio di fazzoletto sui capelli arruffati e insanguinati e qualche vicino come per consolarlo gli faceva Eco largo Largo signori in cortesia lasci in passare un povero padre di famiglia che porta da mangiare a cinque figliuoli così diceva uno che veniva barcollando sotto un gran sacco di farina e ognuno si ingegn Ava di ritirarsi per fargli Largo io diceva un altro quasi sottovoce a un suo compagno io me la batto sono uomo di mondo e
so come vanno queste cose questi merlotti che fanno ora tanto fracasso domani o doman l'altro se ne staranno in casa Tutti pieni di paura Ho già visto certi visi certi galantuomini Che giran facendo l'indiano e notano chi è e chi non è quando poi tutto è finito si raccolgono i conti e a chi tocca tocca quello che protegge i Fornai gridava una voce sonora che attirò l'attenzione di Renzo è il vicario di provvisione son tutti birboni diceva un vicino Sì ma il capo è lui replicava il primo il vicario di provvisione eletto ogni anno Dal
governatore tra sei Nobili proposti dal consiglio de de Curioni era il presidente di questo e del tribunale di provvisione il quale composto di 12 anche questi Nobili aveva con altre attribuzioni quella principalmente della nona chi occupava Un tal posto doveva necessariamente in tempi di fame e di ignoranza esser detto l'autore dei meno che non avesse fatto ciò che fece ferr cosa che non era nelle sue facoltà se anche fosse stata nelle sue Idee scellerati esclamava un altro si può far di peggio sono arrivati a dire che il gran cancelliere è un vecchio rimbambito per levargli
il credito e comandar loro soli bisognerebbe fare una gran stia e metterli dentro a viver di vecce e di loglio come volevan trattar noi pane eh diceva uno che cercava di andare in fretta sassate di Libra pietre di questa fatta che venivan giù come la grandine e che schiacciata di costole Non vedo l'ora d'essere a casa mia tra Questi discorsi Dai quali non saprei dire se fosse più informato o sbalordito E tra gli urton arrivò Renzo finalmente davanti a quel forno la gente era già molto diradata di modo che Pot contemplare il brutto e recente
socquadro le mura scalcinate ammaccate da sassi da mattoni le finestre sgangherate diroccata la porta questa poi non è una bella cosa disse Renzo tra sé se concan così tutti i forni dove voglion fare il pane nei Pozzi ogni tanto usciva dalla bottega qualcheduno che portava un pezzo di cassone o di Madia o di frullone una panca una paniera un libro di conti qualche cosa Insomma di quel povero forno e gridando largo Largo passava tra la gente tutti questi si incamminava stessa parte e a un luogo convenuto si vedeva cos'è quest'altra storia pensò di nuovo Renzo
e andò dietro ad uno che fatto un fascio d'asse spezzate e di schegge se lo mise in palla avviandosi Come gli altri per la strada che costeggia il fianco settentrionale del Duomo e ha preso il nome degli scalini che c'erano e da poco in qua non ci son più la voglia d'osservare gli avvenimenti non potè fare che il Montanaro quando gli scoprì davanti la gran Mole non si soffermassimo gran parte ben lontana dal compimento e sempre dietro a colui che andava verso il mezzo della piazza la gente era più fitta quanto più S andava Avanti
ma al portatore gli si faceva Largo egli fendeva L'onda del Popolo e Renzo stli sempre attaccato arrivò con lui al centro della folla lì c'era uno spazio vuoto e in mezzo un mucchio di brace reliquie e degli attrezzi detti di sopra all'intorno Era un batter di mani e di piedi un frasto di mille grida di trionfo e di imprecazione L'uomo del Fascio lo buttò su quel mucchio un altro con un mozzicone di Pala mezzo AB bruciacchiato sbracia il Fuoco il fumo cresce e saddens la fiamma si ridesta con essa le grida sorgon più forti viva
L'abbondanza Moiano gli affamatori Moia la carestia Crepi la provvisione Crepi la giunta Viva il pane veramente la distruzione dei frulloni e delle madie la devastazione dei Forni e lo scompiglio dei Fornai non sono i mezzi più spicci per fa vivere il pane ma questa è una di quelle sottigliezze metafisiche che una moltitudine non ci arriva però senza Essere un gran metafisico un uomo ci arriva talvolta alla prima finché è nuovo nell'ac questione e solo a forza di parlarne e di sentirne parlare diventerà inabile anche ad intenderle a Renz Infatti quel pensiero gli era venuto come
abbiamo visto da principio e gli tornava ogni momento lo tenne per altro in sé Perché di tanti visi non ce n'era uno che sembrasse dire fratello se fallo correggimi che l'avrò caro Già era di nuovo finita la fiamma non si vedeva Più venir nessuno con altra materia e la gente cominciava ad annoiarsi quando si sparse la voce che al Cordusio una piazzetta o un crocicchio Non molto distante di lì s'era messo l'assedio ad un forno spesso in simili circostanze l'annunzio di una cosa la fa essere insieme con quella voce si diffuse nella moltitudine una voglia
di correrla Io vo tu vai vengo andiamo si sentiva per tutto la calca si rompe e diventa una processione Renzo rimaneva indietro non Muovendosi quasi se non quanto era strascinato dal torrente e teneva intanto consiglio in cuor suo se dovesse uscire dal Baccano e ritornare al convento in cerca del padre Bonaventura o andare a vedere anche quest'altra prevalse di nuovo la curiosità Però risolvette di non cacciarsi nel fitto della mischia a farsi ammc l'ossa o AR risicar qualcosa di peggio ma di tenersi in qualche distanza a osservare e trovandosi già un poco a Largo si
levò Di tasca il secondo pane e attaccandoci un morso s'avviò alla coda dell'esercito tumultuoso questo dalla piazza era già entrato nella strada corta e stretta di Pescheria Vecchia e di là per quell'arco a sbieco nella Piazza dei Mercanti e lì eran ben pochi quelli che nel passar davanti alla nicchia che taglia il mezzo della Loggia dell'edifizio chiamato Allora il collegio dei dottori non dessero un'occhiatina alla grande statua che vi campeggiava a quel viso serio Burbero cigliato e non dica abbastanza di don Filippo II che anche dal marmo imponeva un non so che di rispetto e
con quel braccio Teso pareva che fosse lì per dire ora vengo io marmaglia quella statua non c'è più per un caso singolare circa 170 anni dopo quel che stiamo raccontando un giorno le fu cambiata la testa le fu levato di mano Lo scettro e sostituito questo un pugnale e alla statua fu messo nome Marco Bruto così accomodata stette forse un par d'anni ma una mattina certuni che non avevan simpatia con Marco Bruto Anzi dovevano avere con lui una ruggine segreta gettarono una fune intorno alla statua la tiraron giù le fecero 100 angherie e mutilata e
ridotta ad un torso in Fore la strascicare con gli occhi in fuori e con le lingue fuori per le strade e quando furon stracchi bene la ruzzoloni l'avesse detto a Andrea Biffi Quando la scolpiva dalla Piazza dei Mercanti la marmaglia inacc per quell'altro Arco nella via dei fostag e di lì si sparpagli nel Cordusio ognuno al primo sbocc Carvi guardava subito verso il forno che era stato indicato ma invece della moltitudine d'amici che s' aspettavano di trovar lì già al lavoro Videro soltanto alcuni starsene come esitando a qualche distanza dalla bottega la quale era chiusa
e alle Finestre gente armata in atto di star pronti a difendersi a quella vista chi si meravigliava chi sgrava chi rideva chi si voltava per informar quelli che arrivavano via via chi si fermava chi voleva tornare indietro chi diceva avanti avanti c'era un incalzare e un rattenere come un ristagno una tie un ronzio confuso di contrasti e di consulte in questa scoppiò di mezzo alla folla una maledetta voce c'è qui vicino la casa Del Vicario di provvisione andiamo a far giustizia e a dare il sacco parve il rammentarsi comune di un concerto preso piuttosto che
l'accettazione di una proposta dal vicario dal Vicario è il solo grido che si possa sentire la turba si muove tutta insieme verso la strada dov'era la casa nominata in un così cattivo punto capitolo 13 lo sventurato vicario stava in quel momento facendo un kilo Agro e stentato ad un desinare Biascicato senza appetito e senza Pan fresco e attendeva con gran sospensione come avesse a finire quella burrasca lontano però dal sospettare che dovesse cadere così spaventosamente addosso a lui qualche galantuomo precorse di galoppo la folla per avvertirlo di quel che gli sovrastava i servitori attirati già
dal rumore sulla porta guardavano sgomenta lungo la strada dalla parte d'e il rumore veniva avvicinandosi mentre ascoltano l'avviso vedon comparire L'avanguardia in fretta e in furia si porta l'avviso al padrone mentre questo pensa a fuggire e Come fuggire un altro viene a dirgli che non è più a tempo i servitori ne hanno appena tanto che basti per chiuder la porta metton una Stanga metton Puntelli corrono a chiuder le finestre come quando si vede venire avanti un tempo nero e s'aspetta la grandine da un momento all'altro l'urli crescente scendendo dall'alto Come un tuono rimbomba nel voto
cortile ogni Buco della casa ne rintrona e di mezzo al Vasto e confuso strepito si senton forti e fitti colpi di pietre alla porta il vicario il tiranno l'affamato lo vogliamo vivo o morto il meschino girava di stanza in stanza pallido senza fiato battendo Palma a Palma raccomandandosi a Dio e ai suoi servitori che tenessero fermo che trovassero la maniera di farlo scappare Ma come e di dove salì in soffitta da un pertugio guardò ansiosamente nella strada e la vide Piena zeppa di furibondi sentì le voci che chiedevano la sua morte e più smarrito che
mai si ritirò e andò a cercare il più sicuro e riposto nascondiglio l' rannicchiato stava Attento attento semmai il funesto rumore s'a affievolì se il tumulto s'acquieta un poco ma se sentendo invece il muggito alzarsi più feroce e più rumoroso e raddoppiare i picchi preso da un nuovo soprassalto al cuore si tava gli orecchi in fretta poi come fuori di sé Stringendo i denti e raggrinzato il viso stendeva le braccia e puntava i pugni come se volesse tener ferma la porta del resto quel che facesse precisamente non si può sapere Giacché era solo e la
storia è costretta a indovinare fortuna che c'è avezza Renzo Questa volta si trovava nel forte del tumulto non già portatovagliolo gli cagionò un orrore Pretto e immediato e quantunque per quella funesta docilità degli animi appassionati all'A affermare Appassionato di molti fosse persuas missimo che il vicario era la cagion principale della fame il nemico dei poveri pure avendo al primo moversi della turba sentita a casa qualche parola che indicava la volontà di fare ogni sforzo per salvarlo s' era subito proposto d' aiutare anche lui un'opera tale e con questa intenzione s'era cacciato quasi fino a quella
porta che veniva travagliata in 100 modi chi Con ciottoli picchiava sui chiodi della Serratura per R sconf ccar altri con pali e Scarpelli e Martelli cercavano di lavorare più in regola altri poi con pietre con coltelli spuntati con chiodi con bastoni con lunghie e non avendo altro scalcinato il muro si ingegnano di levare i mattoni e Fare una breccia quelli che non potevano aiutare facevan coraggio con gli urli ma nello stesso tempo con lo starli a pigiare impicci Avan di più il lavoro già impicciato Dalla gara disordinata dei lavoranti Giacché per grazia del cielo accade
talvolta anche nel male quella cosa troppo frequente nel bene che i fautori più ardenti divengano un impedimento I magistrati che Ebbero i primi l'avviso di quel che accadeva spedirono subito a chieder soccorso al comandante del Castello che allora si diceva di Port giovia il quale mandò alcuni soldati ma tra l'avviso e l'Ordine il radunarsi e il mettersi in Cammino e il cammino eessi arrivarono che la casa era già cinta di Vasto assedio e fecero alto lontano da quella all'estremità della folla l'ufficiale che li comandava non sapeva che partito prendere lì non era altro che una
Lasciatemi dire a cozzaglia di gente varia d'età e di sesso che stava a vedere alle intimazioni che gli venivan fatte di Arsi e di dar luogo rispondevano con un Cupo e lungo mormorio nessuno si muoveva far fuoco Sopra quella ciurma pareva all'ufficiale cosa non solo crudele ma piena di pericolo cosa che offendendo i meno terribili avrebbe irritato i molti violenti e del resto non aveva una tale istruzione aprire quella prima folla rovesciarla a destra e a sinistra e andare avanti a portarla Guerra a chi la faceva sarebbe stata la meglio ma riuscirvi lì stava il
punto Chi sapeva se i soldati avre avber potuto avanzarsi uniti e ordinati che se invece di romper La folla si fossero sparpagliati loro tra quella si sarebbe trovati A sua discrezione dopo averla azzata l'irrisolta del comandante e l'immobilità dei soldati parve a diritto a torto paura la gente che si trovavano vicino a loro si contentavano di guardargli in viso con un'aria come si dice di mene in Pipo quelli che erano un po' più lontani non ne stavano di provocarli con visacci e con grida di scherno più in là pochi sapevano si Curavano che ci fossero
i Guastatori seguitavano a smurare senza altro pensiero che di riuscir presto nell'impresa gli spettatori non cessavano d' animarla con gli urli spiccava tra questi ed era lui stesso spettacolo un vecchio mal vissuto che spalancando due occhi affossati e infuocati contraendo le grinze ad un sogo di compiacenza Diabolica con le mani alzate sopra una canizia vitup Perosa agitava in aria un martello una Corda quattro gran chiodi con che diceva di voler attaccare il vicario ad un battente della sua porta ammazzato che fosse iib vergogna scappò fuori Renzo inorridito a quelle parole alla vista di tant' altri
visi che davan segno Da provarle e incoraggino dal vederne degli altri sui quali benché Muti traspariva lo stesso orrore del quale era compreso lui vergogna vogliam noi rubare il mestiere al boia assassinare un cristiano Come volete che Dio ci dià del Pane se facciamo di queste atrocità ci manderà dei fulmini e non del pane Ah can traditor della Patria gridò voltandosi a Renzo con un viso da indemoniato un di coloro che avevan potuto sentire tra il frast sono quelle Sante parole Aspetta Aspetta è un servitore del Vicario travestito da contadino è una spia Dalli Dalli
100 voci si spargono all'intorno cos'è Dov'è Chi è un servitore del Vicario una spia il vicario travestito Da contadino che scappa Dov'è dov'è Dalli Dalli Renza mutoli diventa piccino piccino vorre dovrebbe sparire alcuni suoi vicini lo prendono in mezzo e con alte e diverse grida cercano di confondere quelle voci nemiche e omicide ma ciò che più di tutto lo servì fu un largo Largo che si sentì gridargli vicino Largo è qui l'aiuto Largo o cos'era era una lunga scala a mano che alcuni portavano per appoggiarla alla casa e entrarci da una finestra ma per Buona
sorte Quel mezzo che avrebbe reso la cosa facile non era facile Esso a mettere in opera i portatori all'una E all'altra cima e di qua e di là della macchina urati scompigliati divisi dalla calca andavano a onde uno con la testa tra due scalini e gli staggi sulle spalle oppresso come sotto un Giogo scosso mughi Ava un altro veniva staccato dal carico con una spinta La scala abbandonata picchiava spalle braccia costole Pensate cosa dovevan Dire coloro dei quali erano altri sollevano con le mani il peso morto Vi si caccian sotto se lo mettono addosso gridando
animo andiamo la macchina fatale s'avanza Bal e serpeggiando arrivò a tempo a distrarre e a disordinare i nemici di Renzo il quale profitt della confusione nata nella confusione e Quatto quatto sul principio poi giocando di gomita più non posso s'allontanò da quel luogo dove non c'era buonaria per lui con l'intenzione anche D'uscire più presto che potesse dal tumulto e d' andare a trovare o aspettare il padre Bonaventura tutto a un tratto un movimento straordinario cominciato ad un'estremità si propaga per la folla una voce si sparge viene avanti di bocca in bocca Ferrer Ferrer una meraviglia
una gioia una rabbia un'inclinazione una ripugnanza scoppiano per tutto arriva quel nome chi lo grida chi vuol soffocarlo chi afferma chi nega chi Benedice chi bestemmia è qui Ferrer Non è vero Non è vero Sì viva viva Ferrer quello che ha messo il pane a buon mercato No no è qui è qui in carrozza cosa importa che C tra lui non vogliamo nessuno Ferrer viva Ferrer l'amico della povera gente Viene per condurre in prigione il vicario No no no vogliamo far giustizia noi indietro indietro Sì sì Ferrer venga Ferrer impr prigione il vicario e tutti
alzandosi in punta di piedi si voltano a Guardare da quella parte donde si annunziava l'inaspettato arrivo alzandosi tutti vedevano né più nemmeno che se fossero stati tutti con le piante in terra Ma tant'è tutti Sal alzavano Infatti all'estremità della folla dalla parte opposta a quella dove stavano i soldati era arrivato in carrozza Antonio Ferrer il gran cancelliere il quale rimord landoglio la coscienza d'esser coi suoi spropositi e con la sua ostinazione stato causa O almeno Occasione di quella sommossa veniva ora a cercar d' acquietarsi C'è sempre un certo numero di uomini che o per un
riscaldamento di passione o per una Persuasione fanatica o per un disegno scellerato o per un maledetto gusto del suo quadro Fanno di tutto per R spinger le cose al peggio propongono o promuovono i più spietati consigli soffian nel fuoco ogni volta che principia il languid dire non è mai troppo per costoro non vorrebbero che il Tumulto avesse né fine né misura ma per contrappeso c'è sempre anche un certo numero d'altri uomini che con pari ardore e con insistenza pari s' adoprano per produr l'effetto contrario taluni mossi da amicizia o da parzialità per le persone minacciate
altri senz'altro impulso che d'un Pio e spontaneo orrore del sangue e dei fatti atroci il cielo li benedica in ciascuna di queste due parti opposte anche quando non ci siano concerti antecedenti l'uniformità dei Voleri crea un concerto istantaneo nelle operazioni che forma poi la massa e quasi il materiale del tumulto è un miscuglio accidentale d'uomini che più o meno per gradazioni indefinite tengono del l'uno e dell'altro estremo un po' riscaldati un po' furbi un po' inclinati ad una certa giustizia come l' intendono loro un po' vogliosi di vederne qualche d'una grossa pronti alla ferocia e
alla misericordia a detestare e ad adorare secondo che si presenti l'occasione di Provar con pienezza l'uno o l'altro sentimento avidi ogni momento di sapere di credere qualche cosa grossa bisognosi di gridare da applaudire a qualcheduno o d' urlargli dietro viva e Moia sono le parole che mandan fuori più volentieri E chi è riuscito a persuaderli che un tale non meriti di essere squartato non ha bisogno di spendere più parole per convincerli che sia degno d' essere portato in Trionfo attori spettatori strumenti ostacoli secondo il vento Pronti anche a stare zitti quando non sentan più grida
da ripetere a finirla quando manchino gli istigatori a sbandarsi quando molte voci concordi e non contraddette abbiano detto andiamo e di tornarsene a casa domandandosi l'uno con l'altro cosa è stato Siccome però questa Massa avendo la maggior forza la può dare a chi vuole così ognuna delle due parti attive usa ogni arte per tirarla dalla sua per impadronirsene sono quasi due anime nemiche che Combattono per entrare in quel corpaccio e farlo muovere fanno a chi saprà spargere le voci più atte ad EC citar le passioni a dirigere i movimenti a favore dell'uno o dell'altro intento
a chi saprà più A proposito trovare le nuove che gli riaccendono gli sdegni o li affievoliscono risveglino le speranze o i terrori a chi saprà trovare il grido che ripetuto dai più e più forte esprima attesti e crei nello stesso tempo il voto della pluralità per l'una o per L'altra parte tutta questa chiacchierata si è fatta per venire a dire che nella lotta tra le due parti che si contendevano il voto della gente affollata alla casa del Vicario l'apparizione d' Antonio Ferrer diede quasi in un momento un gran vantaggio alla parte degli umani la quale
era manifestamente al di sotto e un po' più che quel soccorso fosse tardato non avrebbe avuto più né forza né motivo di Combattere l'uomo era gradito alla moltitudine per quella tariffa di sua invenzione così favorevole ai compratori E per quel suo eroico Star duro contro ogni ragionamento in contrario gli animi già propensi erano ora ancor più innamorati dalla fiducia animosa del vecchio che senza guardie senza apparato veniva così a trovare ad affrontare una moltitudine irritata e procellosa faceva poi un effetto Mirabile il sentire che veniva a Condurre in prigione il vicario così il furore contro
Costui che si sarebbe scatenato peggio l'avesse preso con le brusche e non gli avesse voluto concedere nulla Ora con quella promessa di soddisfazione con quell'ossigeno in una gran parte degli animi i Partigiani della Pace ripreso fiato secav vano Ferreri in 100o maniere quelli che si trovavano vicino a lui eccitando e rie eccitando con loro il pubblico applauso e cercando insieme di Far ritirare la gente per aprire il passo alla carrozza gli altri applaudendo ripet e facendo passare le sue parole o quelle che a lor parevano le migliori che potesse dire dando Sulla voce ai furiosi
ostinati e rivolgendo contro di loro la nuova passione della mobile adunanza Chi è che non vuole che si dica viva Ferrer tu non vorresti Eh che il pane fosse a buon mercato son birboni che non vogliono una giustizia da Cristiani e c'è di quelli che schiamazzano più degli altri per far scappare il vicario in prigione il vicario viva Ferrer Largo a Ferrer e crescendo sempre più quelli che parlavan così s'andava a proporzione Abbassando la baldanza della parte contraria di maniera che i primi dal predicare vennero anche a andar sulle mani a quelli che dir roccavo
ancora a cacciarli indietro a levar loro dunghi e gli ordigni questi fremevano Minacciavano anche cercavano di rifarsi Ma la causa del sangue era perduta Il grido che predominava era prigione giustizia Ferrer dopo un po' di dibattimento coloro furon respinti gli altri si impadronirono della porta e per la difesa da nuovi assalti e per prepararvi l'adito a Ferrer e alcuno di essi mandando dentro una voce a quelli di casa Fessure non ne mancava gli avvisò che arrivava soccorso e che facessero Star pronto il vicario per andar subito in prigione avete inteso è quel Ferrer che aiuta
a far le gride domandò ad un nuovo vicino il nostro Renzo che si rammentò del vidit Ferrer che il dottore gli aveva gridato all'orecchio facendogliela vedere in fondo di quella tale già il gran cancelliere Gli fu risposto È un galantuomo nè vero E come se è un galantuomo è quello che aveva messo il pane a buon mercato e gli altri non hanno voluto e ora viene a condurre In prigione il Vicario che non ha fatto le cose giuste non fu bisogno di dire che Renzo fu subito per Ferrer volle andargli incontro addirittura la cosa non
era facile ma con certe sue spinte gomitate da alpigiano riuscì a farsi far largo e arrivare in prima fila proprio di fianco alla carrozza era era questa già un po' inoltrata nella folla e in quel momento stava ferma per uno di quegli incagli inevitabili e frequenti in un'andata di Quella sorte il vecchio Ferrer presentava ora all'uno ora all'altro sportello un viso tutto umile tutto ridente tutto Amoroso un viso che aveva tenuto sempre in serbo per quando si trovasse alla presenza di don Filippo IV ma fu costretto a spenderlo Anche in questa occasione parlava anche ma
il chiasso e il l ronzio di tante voci gli EV viiva stessi che si facevano a lui lasciavano ben poco e a ben pochi sentir le sue parole s' Autavia a prendere un bacio che le mani separandosi subito distribuivano a destra e a sinistra in ringraziamento alla pubblica benevolenza ora stendendo e muovendole lentamente fuori di uno sportello per chiedere un po' di luogo Ora abbassandole garbatamente per chiedere un po' di silenzio quando ne aveva ottenuto un poco i più vicini sentivano e ripetevano le sue parole pane abbondanza vengo a far giustizia un po' di luogo
di Sopraffatto poi e come soffocato dal fracasso di tante voci dalla vista di tanti visi fitti di tant occhio addosso a lui Si tirava indietro un momento gonfiava le gote Mandava un gran soffio e diceva tra sé pormi Vida che de rente viva Ferrer non abbia paura lei è un galantuomo pane pane Sì pane pane rispondeva Ferrer abbondanza lo prometto io e metteva la mano al petto un po' di luogo aggiungeva subito vengo per condurlo in prigione e per dargli il Giusto castigo che si merita e aggiungeva sottovoce sia culpable chinandosi poi innanzi verso il
Cocchiere gli diceva in fretta Adelante pued si puedes Il Cocchiere sorrideva anche lui alla moltitudine con una grazia affettuosa come se fosse stato un gran personaggio e con un garbo ineffabile dimenava ad agio ad agio la frusta a destra e a sinistra per chiedere agli incomodi vicini che si rest e si ritirassero un poco di Grazia Diceva anche lui signori miei un po' di luogo un pochino appena appena da poter passare intanto i benevoli più attivi s adoprano a far fare il luogo chiesto così gentilmente alcuni davanti ai cavalli facevan ritirare le persone con buone
parole con un metter le mani sui Petti con certe spinte Soavi in là via un po' di luogo signori alcuni facevano lo stesso dalle due parti della carrozza perché potesse passare rotar piedi né am maccar mostacci che oltre il male delle Persone sarebbe stato porre ad un gran repentaglio l'auge d' Antonio Ferrer Renzo dopo esser stato qualche momento a vagheggiare quella decorosa vecchiezza conturbato un po' dall'angola per dir così dalla speranza di togliere un uomo alle angosce mortali Renzo Vico mise da parte ogni pensiero d' andarsene e si risolvette ad aiutare Ferrer e non di
abbandonarlo finché non fosse tenuto l'intento Detto Fatto si mise con gli altri a far far largo e non Era certo dei meno attivi il Largo si fece venite pure avanti diceva più d'uno al Cocchiere ritirandosi o andando a fargli un po' di strada più innanzi Adelante presto con juizo gli disse anche il padrone e la carrozza si mosse ferr in mezzo ai saluti che scialacqua al pubblico in massa ne faceva certi particolari di ringraziamento con un sorriso di intelligenza a quelli che vedeva ad oprar Sii per lui e di questi sorrisi ne toccò più d'uno
a Renzo il Quale per verità se li meritava e serviva in quel giorno il gran cancelliere meglio che non avrebbe potuto fare il più bravo dei suoi segretari al giovane montanaru invaghito di quella buona Grazia Pareva quasi d' aver fatto amicizia con Antonio Ferrer la carrozza una volta incamminata seguitò Poi più o meno ad agio e non senza qualche altra fermaa il tragitto non era forse più che un tiro di Schioppo Ma riguardo al tempo impiegat VII avrebbe potuto parere un viaggetto anche a chi non avesse avuto la santa fretta di Ferrer la gente si
muoveva davanti e di dietro a destra e a sinistra della carrozza a guisa di cavalloni intorno ad una nave che avanza nel forte della tempesta più acuto più scordato più assordante di quello della tempesta era il frasto Ferrer guardando ora da una parte ora dall'altra atteggiandosi e gestendo insieme cercava di intender qualche cosa per accomodare Le risposte al bisogno voleva fare alla meglio un po' di dialogo con quella Brigata ad amici ma la cosa era difficile la più difficile forse che gli fosse ancora capitata in tant'anni di gran cancellierato Ogni tanto però qualche parola anche
qualche frase ripetuta da un Crocchio nel suo passaggio gli si faceva sentire come lo scoppio d' un razzo più forte si fa sentire nell'immenso scoppiettio di un fuoco artificiale e lui ora ingegnandosi Di rispondere in modo soddisfacente a queste grida ora dicendo a buon conto le parole che sapeva dover essere più accette o che qualche necessità istantanea richiedere parlò anche lui per tutta la strada sì signore pane abbondanza lo condurrò io in prigione sarà castigato Si es culpable Sì sì comanderò io il pane a buon mercato Ah es così è voglio dire il re nostro
Signore non vuole che codesti Fedelissimi Vassalli patisca la fame Ohoh Guarda non si facciano male signori Pedro Adelante conio abbondanza abbondanza un po' di luogo Per carità pane pane in prigione in prigione cosa domandava poi ad uno che s' era buttato mezzo dentro lo sportello a urlargli qualche suo consiglio preghiera o applauso che fosse ma Costui senza poter neppure ricevere il cosa era stato tirato indietro da uno che lo vedeva lì lì per essere schiacciato da una Rota con queste botte E risposte tra le incessanti acclamazioni Tra qualche fremito anche d'opposizione che si faceva sentir
qua e là era subito soffocato Ecco alla fine Ferrera arrivato alla casa per opera principalmente di quei due buoni ausiliari gli altri che come abbiam detto eran già lì con le medesime buone intenzioni avevano intanto lavorato a fare e a rifare un po' di piazza prega esorta minaccia pigia ripigliare di voglia e con quel Rinnovamento di forze che viend dal vedere vicino il fine desiderato gli era finalmente riuscito di dividere la calca in due e poi di spingere indietro le due calche tanto che tra la porta e la carrozza che vi si fermò davanti verera
un piccolo spazio voto Renzo che facendo un po' da battistrada un po' da scorta era arrivato con la carrozza potè collocarsi in una di quelle due frontiere di benevoli che facevano nello stesso tempo ala alla carrozza e Argine Alle due onde prementi di popolo e aiutando a trattenerne una con le poderose sue spalle si trovò anche in un bel posto per poter vedere Ferrer mise un gran respiro quando vide quella piazzetta libera e la porta chiusa chiusa qui vuol dire non aperta del resto i gangheri eran quasi sconf cca fuor dei pilastri i battenti scheggiati
ammaccati Sforzati e scomb nel mezzo lasciavano veder fuori da un largo spiraglio un pezzo di catenaccio storto Allentato e quasi divelto che se vogliam dir così li teneva insieme Un galantuomo si era affacciato a quel fesso a gridar che s' aprissero un altro spalancò in fretta lo sportello della carrozza il vecchio mise fuori la testa s'alzò e afferrando con la destra il Bra di quel galantuomo uscì e scese sul predellino la folla da una parte e dall'altra stava tutta in punta di piedi per vedere mille visi mille barbe in aria la curiosità e l'attenzione generale
creò un momento di Generale silenzio Ferrer fermatosi quel momento sul predellino diede un'occhiata in giro salutò con un inchino la moltitudine come da un pulpito e messa la mano sinistra al petto gridò pane e giustizia e Franco diritto togato scese in terra tra le acclamazioni che andavano alle stelle Intanto quelli di dentro avevano aperto ossia avevan finito d' aprire Tirando via il catenaccio insieme con gli anelli già mezzi sconf cca E allargando lo Spiraglio appena quanto bastava per far entrare il desidera Tiso ospite presto presto diceva lui Aprite bene che io possa entrare e voi
da bravi tenete indietro la gente non mi lasciate venire addosso Per l'amor del cielo serbato un po' di largo per tra poco Ehi ehi signori un momento Diceva poi ancora quelli di dentro ad agio con quel battente lasciatemi passare eh le mie costole Vi raccomando le mie costole chiudete ora no eh ehi la toga la toga Sarebbe Infatti rimasta presa tra i battenti se Ferrer non avesse ritirato Con molta disinvoltura allo strascico che disparve come la coda d' una serpe che si rimb cua inseguita riaccostato battenti Furono anche riapp punella alla meglio di fuori quelli
che s'erano costituiti guardia del corpo di ferr lavoravano di spalle di braccia e di grida a mantener la piazza vota pregando incor loro il signore che facesse far presto presto presto diceva anche Ferrer Di dentro sotto il portico ai servitori che gli si eran messi d'intorno ansanti gridando sia Benedetto Ah eccellenza Oh eccellenza Oh eccellenza presto presto ripeteva Ferrer Dov'è questo benedett uomo il vicario scendeva le scale mezzo strascicato e mezzo portato da altri suoi servitori bianco come e un panno lavato quando vide il suo aiuto mise un gran respiro gli tornò il polso gli
scorse un po' di vita nelle gambe un po' di colore sulle Gote e corse come poté verso Ferrer dicendo sono nelle mani di Dio e di vostra eccellenza Ma come uscir di qui per tutto c'è gente che mi vuol morto venga Usted con migo e si faccia coraggio qui fuori c'è la mia carrozza presto presto lo prese per mano e lo condusse verso la porta facendogli coraggio Tuttavia ma diceva intanto tra sé a chi sta il busilis Dios Nos valga la porta s'apre Ferrer esce il primo l'altro dietro rannicchiato attaccato Incollato alla toga Salvatrice come
un bambino alla sottana della mamma quelli che avevan mantenuta la piazza vota fanno ora con un alzar di mani di cappelli come una rete una nuvola per sottrarre alla vista pericolosa della moltitudine il vicario il quale entra il primo nella carrozza e vi si rimpiattino dopo lo sportello vien chiuso la moltitudine vide in confuso risee indovino quel che era accaduto e mandò un urlo d'applausi e di Imprecazioni la parte della strada che rimaneva da farsi poteva app parer la più difficile e la più pericolosa ma il voto pubblico era abbastanza spiegato per lasciare andare in
prigione il vicario e nel tempo della fermata molti di quelli che avevano agevolato l'arrivo di Ferrer S erano tanto ingegnati a preparare e mantenere come una corsia nel mezzo della folla che la carrozza potè Questa seconda volta andare un po' più Lesta e di seguito di mano in mano Che s' avanzava le due folle trattenute dalle parti si ricadevano addosso e si rimis schiavano Dietro a quella Ferrer appena seduto S era chinato per avvertire il Vicario che stesse Ben rinc anucci nel fondo e non si facesse vedere Per l'amor del cielo ma l'avvertimento Era superfluo
lui invece bisognava che si facesse vedere per occupare e attirare a sé tutta l'attenzione del pubblico e per tutta questa gita come nella prima fece al mutabile auditorio Un discorso il più continuo nel tempo e il più sconnesso Nel senso che fosse mai interrompendolo però ogni tanto con qualche parolina spagnola che in fretta in fretta si voltava a bisbigliare nell'orecchio del suo acquattato compagno Sì signori pane e giustizia in castello in prigione sotto la mia guardia Grazie grazie grazie tante No no non is scapperà por darlos è troppo giusto Si esaminerà si vedrà Anch'io voglio
bene Allor signori un castigo Severo Esto lo Dio poren una meta giusta una meta onesta e castigo agli affamatori si tiri in da parte di Grazia Sì sì io sono un galantuomo Amico del popolo sarà castigato è vero è un birbante uno scellerato Perdon Usted la passerà male la passerà male si è culpable Sì sì li faremo rigar dritto i Fornai viva il re e i buoni milanesi i suoi Fedelissimi Vassalli sta fresco sta fresco animo stamos quasi fuera avevano Infatti attraversata La maggior calca e Già eran vicini ad uscire al largo del tutto lì
Ferrer mentre cominciava a dare un po' di riposo ai suoi polmoni vide il soccorso di Pisa quei soldati spagnoli che però sulla fine non erano stati affatto inutili Giacché sostenuti e diretti da qualche cittadino avevano cooperato a mandare in pace Un po' di gente e a tenere il passo libero all'ultima uscita all'ar della carrozza fecero Ala e tentarono l'arme al Gran cancelliere il quale fece anche qui Un Saluto a destra un saluto a sinistra e all'ufficiale che venne più vicino a fargli il suo disse accompagnando le parole con un cenno della Destra beso aedl manos
parole che l'ufficiale intese Per quel che volevan dire realmente cioè m'avete dato un bellaiuto in risposta fece un altro saluto e si restrinse nelle spalle era veramente il caso di dire chadan tharma togue ma Ferrer non aveva in quel momento la testa a citazioni e del resto sarebbero state Parole buttate via perché l'ufficiale non intendeva il latino a Pedro nel passar tra quelle due file di Micheletti tra quei Moschetti così rispettosamente alzati gli tornò in petto il cuore antico si riebbe affatto dallo sbalordimento si rammentò chi era e Chi conduceva e gridando Oé Oé e
senza giunta ad altre cerimonie alla gente così Rada abbastanza da poter esser trattata così e sferzando i cavalli fece loro prenderla rincorsa verso il Castello l Levant Stera disse Ferrera al vicario il quale rassicurato dal cessar delle grida e dal rapido moto della carrozza e da quelle parole si svolse si Sgrò s'alzò E riavutosi alquanto cominciò a render Grazie grazie grazie al suo Liberatore questi dopo essersi condolo con lui del pericolo e rallegrato della salvezza Ah esclamò battendo la mano sulla sua zucca Monda che diro su exenia che ha tanto Gi Luna al rovescio Per
quel maledetto Casale Che non vuole arrendersi che dirà il Conde duche che piglia ombra se una foglia fa più rumore del solito che dirà il Rei Nuestro signor che pur qualche cosa bisognerà che venga a sapere d' un fracasso così e sarà poi finito Dios lo sabe Ah per me non voglio più impicci diceva il vicario me ne chiamo fuori e rassegno la mia carica nelle mani di vostra eccellenza e v vivere in una grotta su una montagna far l'Eremita Lontano lontano da questa gente bestiale Usted farà quello che sarà più conveniente por il servizio
de Suad rispose gravemente il gran cancelliere sua maestà non vorrà la mia morte replicava il vicario in una grotta in una grotta lontano da costoro che avvenisse poi di questo suo proponimento non lo dice il nostro autore il quale dopo aver accompagnato il povero uomo in castello non fa più menzione dei fatti suoi capitolo 14 la folla rimasta indietro cominci Andarsi a diramarsi a destra e a sinistra per questa e per quella strada chi andava a casa a accudire anche alle sue faccende chi si allontanava per respirare un po' a largo dopo tante ore di
stretta chi in cerca d'amici per ciarlare dei gran fatti della giornata lo stesso sgombero S andava facendo dall'altro sbocco della strada nella quale la gente restò abbastanza Rada perché quel drappello di spagnoli potesse senza trovar Resistenza Avanzarsi e postari alla casa del Vicario accosta a quella stava ancor condensato il fondaccio per dir così del tumulto un branco di birboni Che mal contenti di una fine così fredda e così imperfetta ad un così grande apparato parte brontolava parte bestemmiavano parte teneva consiglio per vedere se qualche cosa si potesse ancora intraprendere E come per provare andavano urtac
chiando e pigiando quella povera porta che era stata di nuovo Appontaggio all'arrivo tutti coloro chi diritto diritto chi balocca si e come a stento se ne andarono dalla parte opposta lasciando il campo libero a soldati che lo presero e vi si poaro a Guardia della casa e della strada ma tutte le strade del contorno erano seminate di crocchi dove c'erano due o tre persone ferme se ne fermavano tre quattro 20 altre qui qualcheduno si staccava là tutto un Crocchio si muoveva insieme Era come Quella nuvolaglia che talvolta rimane sparsa e gira per l'azzurro del cielo
dopo una borrasca e fa dire a chi guarda in su questo tempo non è rimesso bene Pensate poi che Babilonia di discorsi chi raccontava con enfasi i casi particolari che aveva visti chi raccontava ciò che lui stesso aveva fatto chi si rallegrava che la cosa fosse finita bene lodava Ferrer e prognostica guai seri per il vicario chi sghignazzando diceva Non abbiate paura Che non l' ammazzeranno Il lupo non mangia la carne del lupo chi più stizzosamente mormorava che non S eran fatte le cose a dovere che era un inganno e che era stata una pazzia
il far tanto chiasso per lasciarsi poi canzonare in quella maniera Intanto il sole era andato sotto le cose diventavano tutte d'un colore e molti stanchi della giornata e annoiati di ciarlare al buio tornavano verso casa il nostro giovine dopo aver aiutato il Passaggio della carrozza Finché c'era stato bisogno d'aiuto e esser passato anche lui dietro a quella tra le file dei soldati come in Trionfo si rallegrò quando la vide correre liberamente fuor di pericolo fece un po' di strada con la folla e uscì alla prima cantonata per respirare anche lui un po' liberamente fatto che
ebbe pochi passi al largo in mezzo all'agitazione di tanti sentimenti di tante immagini recenti e confuse sentì un gran bisogno di mangiare e di Riposarsi e cominciò a guardare in su da una parte e dall'altra cercando un'insegna d'osteria Giacché per andare al convento dei Cappuccini era troppo tardi camminando così con la testa per aria si trovò ad un Crocchio E fermatosi sentì che vi discorreva di congetture di disegni per il giorno dopo stato un momento a sentire Non potè tenersi di non dire anche lui la sua parendogli che potesse senza presunzione proporre qualche cosa chi
aveva fatto tanto e Persuaso per tutto ciò che aveva visto in quel giorno che ormai per mandare ad effetto una cosa bastasse farla entrare in grazie a quelli che giravano per le strade signori miei gridò in tono d'esordio devo dire anch'io il mio debol parere il mio debol parere è questo che non è solamente nell'affare del pane che si fanno delle bricconeria e giacché Oggi si è visto chiaro che a farsi sentire stiene quel che è giusto bisogna andare avanti così finché non si sia Messo rimedio a tutte quelle altre scelleratezze che il mondo vada
un po' più da cristiani Non è vero signori miei che c'è una mano di tiranni che fanno proprio al rovescio dei 10 comandamenti e vanno a cercare la gente quieta che non pensa a loro per farle ogni male e poi hanno sempre ragione anzi quando ne hanno fatta una più grossa del solito camminano con la testa più alta che par che gli sabbia a rifare il resto già anche in Milano ce ne deve essere la sua Parte purtroppo disse una voce lo dicevo io riprese Renzo già le storie si raccontano anche da noi e poi
la cosa parla da sé mettiamo per esempio che qualcheduno di costoro che voglio diio stia un po' in campagna un po' in Milano se è un diavolo là non vorrà essere un angelo qui mi pare Dunque mi dicano un poco signori miei se hanno mai visto uno di questi col muso all'inferriata e quel che è peggio E questo lo posso dire io di sicuro è che le gride ci sono Stampate per castigar li e non già gride senza costrutto fatte benissimo che noi non potremmo trovar niente di meglio ci son nominate le bricconeria chiare proprio
come succedono e a ciascheduna il suo buon castigo e dice sia chi si sia Vili e plebei E che so io ora andate a dire ai dottori scribi e Farisei che vi facciano far giustizia secondo che canta la grida vi danno retta come il Papa ai furfanti cose da far girare il cervello a qualunque galantuomo si vede Dunque chiaramente che il re e quelli che comandano vorrebbero che i birboni fossero castigati ma non se ne fa nulla perché c'è una lega dunque bisogna romperla Bisogna andar domattina da Ferrer che quello è un galantuomo un signore
alla mano e oggi si è potuto vedere come era contento di trovarsi con la povera gente e come cercava di sentir le ragioni che gli venivano dette e rispondeva con buona Grazia bisogna andare da Ferrer e dirgli come stanno le Cose e io per la parte mia gliene posso raccontare delle belle che ho visto io coi miei occhi una grida con tanto d'arme in cima ed era stata fatta da tre di quelli che possono cheed ognuno c'era sotto il suo nome belle stampato e uno di questi nomi era Ferrer visto da me coi miei occhi
ora questa grida diceva proprio le cose giuste per me e un dottore al quale io gli dissi che Dunque mi facesse render giustizia com'era intenzione di quei tre signori tra i Quali c'era anche Ferrer questo signor dottore che mi aveva fatto veder la grida lui medesimo che è il più bello pareva che gli dicessi delle pazzie son sicuro che quando quel caro Vecchione sentirà queste belle cose che lui non le può sa per tutte specialmente quelle di fuori non vorrà più che il mondo vada così e ci metterà un buon rimedio e poi anche loro
se fanno le gride devono aver piacere che sidisa che anche un disprezzo un pitaffio col loro nome Contarlo per nulla e se i prepotenti non vogliono abbassar la testa e fanno il pazzo siam qui noi per aiutarlo come se è fatto oggi non dico che deve andar lui in giro in carrozza ad acchiappare tutti i birboni prepotenti e tiranni Sì ci vorrebbe l'arca di Noè bisogna che lui comandi a chi tocca e non solamente in Milano ma per tutto che faccian le cose con forme dicon le gride e formare un buon processo addosso tutti quelli
che hanno commesso di quelle bricconeria e Dove dice prigione prigione dove dice galera galera E direi Podestà che faccian davvero se non mandarli a spasso e metterne di meglio e poi come dico ci saremo anche noi a dare una mano e ordinare i dottori che stiano a sentire i poveri e parlino in difesa della ragione dico bene signori miei Renzo aveva parlato tanto di cuore che fin dall'esordio una gran parte dei radunati sospeso ogni altro discorso s'erano rivoltati a lui e a un certo Punto tutti erano divenuti suoi uditori un grido confuso d' applausi di
Bravo sicuro ha ragione È vero purtroppo fu come la risposta dell'udienza non mancarono però i critici Eh sì diceva uno da retta a Montanari son tutti avvocati e se ne andava ora mormorava un altro Ogni scalzacane vorrà dir la sua e a furia di metter carne a fuoco non savr il pane a buon mercato che è quello per cui ci siam mossi Renzo però non sentì che i complimenti chi gli prendeva una Mano chi gli prendeva l'altra Arrivederci a domani dove sulla piazza del Duomo Va bene va bene e qualcosa si farà qualcosa si farà
Chi è di questi bravi signori che voglia insegnarmi un'osteria per mangiare un boccone e dormire da povero figliuolo disse Renzo son qui io a servirvi quel Bravo giovine disse uno che aveva ascoltato attentamente la predica e non aveva detto ancor nulla conosco appunto un'osteria che farà al caso vostro e vi Raccomanderò al padrone che è mio amico e galantuomo qui vicino rispose Renzo poco distante rispose colui la radunata Si sciolse e Renzo Dopo molte strette di mani sconosciute s'avviò con lo sconosciuto ringraziandolo della sua cortesia di che cosa diceva colui Una mano lava l'altra e
tutte e due lavano il viso Non siamo obbligati a far servizio al prossimo e camminando faceva Renzo in aria di discorso ora una ora Un'altra domanda non per sapere i fatti vostri Ma voi mi parete molto stracco da che paese venite vengo rispose Renzo fino fino da Lecco fin da Lecco di Lecco siete di Lecco cioè del territorio povero giovine per quanto ho potuto intendere dai vostri discorsi ve nean fatte delle grosse Eh Caro il mio galantuomo Ho dovuto parlare con un po' di politica per non dire in pubblico i fatti miei ma basta qualche
giorno si Saprà E allora Ma qui vedo un'insegna d'osteria e In fede mia non ho più voglia d'andar più lontano No no Venite dove vi ho detto io che c'è poco disse la guida qui non G stareste bene Eh sì rispose il giovine non sono un signorino avvezzo a star nel cotone qualcosa alla buona da mettere in castello e un Saccone mi basta quel che mi preme è di trovar presto l'uno e l'altro alla provvidenza ed entrò in uno caccio sopra il quale pendeva l'insegna Della luna piena bene vi condurrò qui Giacché vi piace così
disse lo sconosciuto e gli andò dietro non occorre che vi incomodi di più rispose Renzo però soggiunse se venite a bere un bicchiere con me mi fate piacere accetterò le vostre grazie rispose colui andò come più pratico del luogo innanzi a Renzo per un Cortiletto s'accostò all'uscio che metteva in cucina alzò il saliscendi aprì e ventr col suo compagno due lumi a mano Pendenti da due Pertiche attaccate alla trave del palco vi spandevano una mezza luce molta gente era seduta non però in ozio su due panche di qua e di là d' una tavola stretta
e lunga che teneva quasi tutta una parte della stanza a intervalli tovaglie e piatti a intervalli carte volt rivoltate dadi buttati e raccolti fiaschi e bicchieri per tutto si vedevano anche correre berlinghe reali e parpaglione che se avesser potuto parlare avrebbero detto Probabilmente noi eravamo stamattina nella ciotola di un fornaio o nelle tasche di qualche spettatore del tumulto che tutti intento a vedere come andassero gli affari pubblici si dimenticava di vigilare le sue facendole private il Chiasso era grande un garzone girava innanzi e indietro in fretta in furia al servizio di quella tavola insieme Tavoliere
Lost era a sedere su una piccola panca sotto la cappa del camino occupato in apparenza in certe Figure che faceva e disfaceva nella cenere con le molle ma in realtà intento a tutto ciò che accadeva intorno a lui s'alzò al rumore del saliscendi e andò incontro ai sopra arati vista che ebbe la guida maledetto disse tra sé che tomm abbia a venir sempre tra i piedi quando meno Ti vorrei data poi un'occhiata in fretta a Renzo disse ancora tra sé non ti conosco ma venendo con un tal Cacciatore o cane o lepre sarai quando avrai
detto due parole ti Conoscerò però di queste riflessioni nulla traspar sulla faccia dell'Oste la quale stava immobile come un ritratto una faccia pienotte e lucente con una barbetta folta rossiccia e due occhietti chiari e fissi cosa comandan Questi signori disse ad alta voce prima di tutto un buon fiasco di vino sincero disse Renzo e poi un boccone Così dicendo si buttò a sedere su una panca verso la cima della tavola E mandò un Ah sonoro come se volesse dire Fa bene un po' di panca dopo essere stato tanto tempo ritto e in faccende ma gli
venne subito in mente quella panca e quella tavola a cui era stato seduto l'ultima volta con Lucia e con Agnese e mise un sospiro scosse poi la testa come per ris scacciar quel pensiero e vide venir loste col vino il compagno si era messo a sedere in faccia a Renzo questo gli mesce subito da bere dicendo per bagnar le labbra e riempito l'altro Bicchiere lo tracan in un sorso cosa mi darete da mangiare disse poi all'oste ho dello stufato vi piace disse Questo sì bravo dello stufato sarete servito disse loste a Renzo e al garzone
servite questo forestiero e s'avviò verso il cammino ma riprese Poi tornando verso Renzo ma pane non ce n'ho in questa giornata Ah pane disse Renzo ad alta voce ridendo ci ha pensato la provvidenza e tirato fuori il terzo e ultimo di quei Pani raccolti Sotto la croce di San Dionigi la alzò per aria gridando Ecco il pane della Provvidenza che lor signori pensassero a male non è che io l'abbia Come si suol dire sgraffignato l'ho trovato in terra e se potessi trovare anche il padrone son pronta a pagargli oo Bravo bravo gridarono sghignazzando più forte
i Compagnoni a nessuno dei quali passò per la mente che quelle parole fossero dette per Davvero credono Chio canzoni ma è proprio così disse Renzo allaa sua guida e girando in mano quel pane soggiunse vedete come l'hanno accomodato pare una schiacciata Ma ce n'era del prossimo se ci si trovavano di quelli che han l'ossa un po' tenere saranno stati freschi e subito divorati tre o quattro bocconi di quel pane gli mandò dietro un secondo bicchi di vino e soggiunse da S non vuole andar giù questo pane non ha avuto mai la gola tanto secca s'è
fatto un Gran gridare Preparate un buon letto a questo bravo giovine disse la guida perché ha intenzione di dormir qui volete dormir qui domandò loste a Renzo avvicinandosi alla tavola sicuro rispose Renzo un letto alla buona Basta che i lenzuoli Sian di bucato perché son povero figliuolo ma avvezzo alla pulizia no In quanto a questo disse loste Andò al banco che era in un angolo della cucina e ritornò con un calamaio e un pezzetto Di carta bianca in una mano e una penna nell'altra Cosa vuol dir questo esclamò Renzo ingoiando un boccone dello stof che
il garzone gli aveva messo davanti e sorridendo Poi con maraviglia soggiunse è il lenzuolo di bucato questo loste senza rispondere posò sulla tavola il calamaio e la carta poi appoggiò sulla tavola medesima il braccio sinistro e il gomito destro e con la penna in aria e il viso alzato verso Renzo gli disse fatemi il piacere di dirmi il vostro Nome cognome e patria cosa disse Renzo cosa c'entrano ceste storie con il letto io fo il mio dovere disse loste guardando in viso alla guida Noi siamo obbligati a render conto di tutte le persone che vengono
ad alloggiare da noi nome e cognome e di che nazione sarà a che negozio viene se asseco armi Quanto tempo ha di fermarsi in questa città son parole della grida prima di rispondere Renzo votò un altro bicchiere era il terzo e d'ora in Poi ho paura che non li potremo più contare poi disse avete la grida e io fa conto d' essere dottor di legge Allora so subito che caso si fa delle gride dico davvero disse loste sempre guardando il muto compagno di Renzo e andato di nuovo al banco ne levò dalla cassetta un gran
foglio un proprio esemp della grida e venne a spiegarlo davanti agli occhi di Renzo Ah ecco esclamò questo alzando con una mano il bicchiere Riempito di nuovo e rivot andolo subito estendendo poi l'altra mano con un dito Teso verso la grida Ecco quel bel foglio di messale me ne rallegro moltissimo la conosco quell'arma so cosa vuol dire quella faccia d'ariano con la corda al collo in cima alle gride si metteva Allora l'arme del governatore e in quella di Don Gonzalo Fernandez de Cordova piccava un re Moro incatenato per la gola vuol dire quella faccia comanda
chi può e ubbidisce chi vuole Quando questa faccia avrà fatto andare in galera il signor Don basta lo so io come dice in un altro foglio di messale compagna a questo quando avrà fatto in maniera che un giovine onesto possa sposare una giovine onesta che è contenta di sposarlo Allora le dirò il mio nome a questa faccia le darò anche un bacio per di più posso aver delle buone ragioni per non dirlo il mio nome Oh bella e se un furfantello fosse solo e qui finì la Frase con un gesto se un furfantello altro bicchiere
e proseguì ti porterò una ragione il mio caro Oste che ti capacità se le gride che parlan bene in favore dei buoni cristiani non contano tantomeno Devon contare quelle che parlan male Dunque leva tutti questi imbrogli e porta invece un altro fiasco perché questo è fesso Così dicendo lo percosse leggermente con le Nocca e soggiunse senti senti Oste come crocchia anche questa volta Renzo aveva A poco a poco attirata l'attenzione di quelli che gli stavan d'intorno e anche questa volta fu applaudito dal suo auditorio cosa devo fare disse loste Guardando quello sconosciuto che non era
tale per lui via via gridarono molti di quei Compagnoni ha ragione quel giovine son tutte angherie trappole in Picci legge nuova oggi legge nuova in mezzo a queste grida l'ho sconosciuto dando all'oste un'occhiata di rimprovero per quell' Il mio dovere disse loste forte e poi tra sé ora ho le spalle al muro e prese la carta la penna il calamaio la grida e Il fiasco voto per consegnarlo al garzone porta del medesimo disse Renzo che lo trovo galantuomo e lo metteremo a letto come l'altro senza domandargli nome e cognome e di che nazione sarà E
cosa viene a fare e se a stare un pezzo in questa città del medesimo disse l'Oste al garzone dandogli Il fiasco e ritornò a sedere sotto la cappa del Camino altro che lepre pensava istori di nuovo la cenere e in che mani Sei capitato pezzo d'asino se vuoi affogare affoga ma l'Oste della luna piena non deve andarne di mezzo per le tue pazzie Renzo ringraziò la guida e tutti quegli altri che avevan prese le sue parti bravi amici disse ora vedo proprio che i galantuomini si danno la mano e si sostengono poi spianando la destra
per aria sopra la tavola e mettendosi di nuovo in attitudine di predicatore gran Cosa esclamò che tu tutti quelli che regolano il mondo voglian F entrare per tutto carta penna e calamaio sempre la penna per aria Grande smania che hanno quei signori da dopar la penna Ehi quel galantuomo di campagna volete saperne la ragione disse ridendo uno di quei giocatori che vinceva sentiamo un poco rispose Renzo La ragione è questa disse colui che quei signori son loro che mangian lo che si trovan lì tante penne tante penne che Qualcosa bisogna che ne facciano tutti si
misero a ridere fuor che il compagno che perdeva to disse Renzo è un poeta Costui Ce n'è anche qui dei Poeti già ne nasce per tutto No ho una vena anch'io e qualche volta ne dico delle curiose Ma quando le cose vanno bene per capire questa baggianata del povero Renzo bisogna sapere che presso il Volgo di Milano e del Contado ancora più poeta non significa già come per tutti i galantuomini un sacro ingegno Un Abitatore di pindo un allievo delle Muse vuol dire dire un cervello Bizzarro e un po' Balzano che nei discorsi e Nei
fatti abbia più dell' arguto e del singolare che del ragionevole tanto quel guasta mestieri del Volgo è Ardito a manomettere le parole e a far dir loro le cose più lontane dal loro legittimo significato perché vi domando io cosa c'è a che fare poeta con cervello Balzano Ma la ragione giusta la dirò io Soggiunse Renzo è perché la penna la tengon loro e così le parole che dicon loro volan via e spariscono le parole che dice un povero figliuolo stanno attenti bene e presto presto le infilzano per aria con quella penna e te le inchiodano
sulla carta per servirsene a tempo e a luogo hanno poi anche un'altra malizia che quando vogliono imbrogliare un povero figliuolo che non abbia studiato Ma che abbia un po' di so Io quel che voglio dire e per farsi Intendere andava picchiando e come ariet la fronte con la punta dell'indice e s' accorgono che comincia a capir l'imbroglio taffet buttan dentro nel discorso qualche parola in latino per fargli perdere il filo per confonderli la testa basta se ne deve smetter dell' usanze oggi a buon conto s'è fatto tutto in volgare senza carta penna e calamaio e
domani se la gente saprà regolarsi se ne farà anche delle meglio senza torcere un capello a nessuno però tutto per via Di giustizia intanto alcuni di quei Compagnoni si erano rimessi a giocare altri a mangiare e molti a gridare alcuni se ne andavano altra gente arrivava l'Oste badava gli uni e agli altri tutte cose che non hanno a che fare con la nostra storia anche la sconosciuta guida non vedeva l'ora di andarsene non aveva quel che paresse nessun affare in quel luogo eppure non voleva partire prima di aver chiacchierato un altro poco con Renzo in
Particolare si voltò a lui riattaccano alcune di quelle frasi che da qualche tempo correvano per tutte le bocche venne a metter fuori un suo progetto Eh se com andassi io disse lo troverei il verso di far andare bene le cose come vorreste fare domandò Renzo guardandolo con du occhietti brillanti più del dovere e storcendo un po' la bocca come per stare attento come vorrei fare disse colui vorrei che ci fosse pane per tutti tanto Per i poveri come per i ricchi Ah così va bene disse Renzo Ecco come farei una meta onesta che tutti ci
potessero campare e poi distribuire il pane in ragione delle bocche perché c'è degli Ingordi indiscreti che vorrebbero tutto per loro e fanno arruffa Raffa pigliano a buon conto e poi Manca il pane all povera gente Dunque dividere il pane e come si fa ecco dare un bel biglietto ad ogni famiglia in proporzione delle bocche per andare a prendere il pane dal Fornaio a me per esempio dovrebbero rilasciare un biglietto in questa forma Ambrogio Fusella di professione spadaio con moglie e quattro figliuoli tutti in età da mangiar pane notare bene gli si dia pane tanto e
paghi i soldi tanti ma far le cose giuste sempre in ragion delle bocche a voi per esempio dovrebbero fare un biglietto per il vostro nome Lorenzo Tramaglino disse il Gi giovine Il quale invaghito del progetto non fece attenzione che era Tutto fondato su carta penna e calamaio e che per metterlo in opera la prima cosa doveva essere di raccogliere i nomi delle persone benissimo disse lo sconosciuto Ma avete moglie e figliuoli dovrei bene figliuoli no troppo presto ma la moglie se il mondo andasse come dovrebbe andare Ah siete solo Dunque Abbiate pazienza ma una porzione
più piccola è giusto Ma se presto come spero con l'aiuto di Dio basta quando avessi moglie anch'io Allora si cambia il biglietto e si cresce la porzione come vi ho detto sempre in ragion delle bocche disse lo sconosciuto alzandosi così va bene gridò Renzo e continuò gridando e battendo il pugno sulla tavola e perché non la fanno una legge così Cosa volete che vi dica Intanto vi do la buonanotte e me ne vo perché penso che la moglie e i figliuoli mi aspetteranno da un pezzo un altro gocciolino un altro Gocciolino gridava Renzo riempiendo in
fretta il bicchiere di colui e subito alzatosi e acchiappato per una falda del farsetto tirava forte per farlo sedere di nuovo un altro gocciolino non mi fate Quest affronto ma l'amico con una stratta Si liberò e lasciando Renzo a fare un guazzabuglio di stanza e di rimproveri disse di nuovo buonanotte e se ne andò Renzo seguitava ancora a predicar gli che quello era già in strada e poi ripiombò sulla panca fissò Gli occhi su quel bicchiere che aveva riempito e vedendo passar davanti alla tavola il garzone gli accennò di fermarsi come se avesse qualche affare
da comunicargli poi gli accennò il bicchiere e con una pronunzia lenta e solenne spiccando le parole in un certo modo particolare disse Ecco l'avevo preparato per quel galantuomo vedete piano raso proprio da amico ma non l'ha voluto alle volte la gente ha delle idee curiose io non ci ho colpa il mio buon Cuore l'ho fatto vedere ora già che la cosa è fatta non bisogna lasciarlo andare a male cosiddetto lo prese e lo votò in un sorso ho inteso disse il garzone andandosene Ah avete inteso anche voi riprese Renzo Dunque è vero quando le ragioni
Son giuste qui è necessario tutto l'amore che portiamo alla verità per farci proseguire fedelmente un racconto di così poco onore ad un personaggio tanto principale si potrebbe quasi dire al Primo uomo della nostra storia per questa stessa ragione di imparzialità Dobbiamo però anche avvertire che era la prima volta che a Renzo avvenisse un caso simile E appunto questo suo non esser uso a stravizi fu cagione in gran parte che il primo gli riuscisse così fatale quei pochi bicchieri che aveva buttati giù da principio l'uno dietro l'altro contro il suo solito parte per quell' arsione che
si sentiva parte per una certa alterazione d'animo che non Gli lasciava far nulla con misura gli diedero subito alla testa a un Bevitore un po' esercitato non avrebbero fatto altro che levargli la sete su questo il nostro anonimo fa un'osservazione che noi ripeteremo e conti quel che può può contare le abitudini temperate e oneste dice recano anche questo vantaggio che quanto più sono inveterate e radicate in un uomo Tanto più facilmente appena appena se ne allontani se ne risente subito di modo che se ne ricorda poi per Un pezzo è anche uno sproposito gli serve
di scola Comunque sia quando quei primi fumi furono saliti alla testa di Renzo vino e parole continuarono ad andare l'uno in giù e l'altro in su Senza Misura né regola e al punto a cui l'abbiamo lasciato stava già come poteva si sentiva una gran voglia di parlare ascoltatori O almeno uomini presenti che potesse prender per tali non ne mancava e per qualche tempo anche le parole eran venute via senza farsi pregare e s'erano Lasciate collocare In un certo qual ordine ma a poco a poco quella faccenda di finir le frasi cominciò a divenir gli fieramente
difficile il pensiero che S era presentato vivo e risoluto alla sua mente sanne Biava e svaniva tutto a un tratto e la parola dopo essersi fatta aspettare un pezzo Non era quella che fosse al caso in queste angustie per uno di quei falsi istinti che in tante cose rovina gli uomini ricorreva a quel Benedetto fiasco Ma di che aiuto gli potesse essere Il fiasco in una tale circostanza che a fior di senno lo dica noi riferiremo soltanto alcune delle moltissime parole che mandò fuori in quella Sciagurata sera le molte più che tralasciamo disd direbbero troppo
perché non solo non hanno senso ma non fanno vista ad averlo condizione necessaria in un libro stampato Ah oste oste ricominciò accompagnandolo con l'occhio intorno alla tavola o sotto la Cappa del camino talvolta fissandolo dove non era e parlando sempre in mezzo al Chiasso della Brigata Oste che tu sei Non posso mandarla giù Quel tiro del nome cognome e negozio ad un figliuolo par miio non ti sei portato bene Che soddisfazione Che sugo che gusto di mettere in carta un povero figliuolo parlo bene signori gli osti dovrebbero tenere dalla parte dei buoni figlioli senti senti
Oste ti voglio fare un paragone per la ragione ridono Eh ho un Po' di brio Sì ma le ragioni le dico giuste dimmi un poco Chi è che ti manda avanti la bottega i poveri figliuoli n è vero dico bene guarda un po' se quei signori delle gride vengono mai da te a bere un bicchierino tutta gente che beve acqua disse un vicino di Renzo vogliono stare in sé un altro per poter dire le bugie a dovere Ah gridò Renzo ora è il poeta che ha parlato Dunque intendete anche voi altri Le mie ragioni rispondi
Dunque Oste e Ferrer che è il meglio di tutti è mai venuto qui a fare un brindisi a spendere un becco d' un quattrino e quel cane assassino di Don sto zitto perché sono in cervello anche troppo Ferrer il padre so io son due galantuomini ma ce n'è pochi di galantuomini i vecchi peggio dei giovani e i giovani peggio ancora dei vecchi però son contento che non si sia fatto sangue i Boh barbaria da lasciarle fare al boia pane questo sì ne Ho ricevuti degli uroni ma ne ho anche dati Largo abbondanza viva Eppure anche
Ferrer qualche parolina in latino sies baros TR poolumrandung quel maledetto ton ton ton e poi ancora ton ton ton non si sarebbe fuggiti ve Allora tenerlo lì quel signor curato so io a chi penso a questa parola abbassò la testa e stette qualche tempo come assorti in un pensiero poi mise un gran sospiro e alzò il viso con due occhi inumiditi e lustri con un certo Accoramento così svenevole così sguaiato Che guai se chinera l'oggetto avesse potuto vederlo un momento Ma quegli omaccio cominciato a prendersi spasso dell'eloquenza appassionata e imbrogliata di Renzo tanto più se
ne presero della sua aria con punta i più vicini dicevano agli altri guardate e tutti si voltavano a lui tanto che divenne lo zimbello della Brigata non già che tutti fossero nel loro buon senno o nel loro qual si fosse senno Ordinario ma per dire il vero nessuno ne era tanto uscito quanto il povero Renzo e per di più era contadino si misero or l'uno or l'altro a stuzzicarlo con domande sciocche e grossolane con cerimonie canzonatoria Renzo ora dava segno d' averso per male Ora prendeva la cosa in scherzo Ora senza badare a tutte quelle
voci parlava di tutt'altro ora rispondeva ora interrogava sempre a Salti e fuor di proposito per buona sorte in quel Vaneggiamento gli era però rimasta come un'attenzione istintiva a scansare i nomi delle persone di modo che anche quello che doveva essere più altamente fitto nella sua memoria non fu proferito che troppo ci dispiacerebbe se quel nome per il quale anche noi sentiamo un po' d'affetto e di riverenza fosse stato strascinato per quelle boccacce fosse divenuto trastullo di quelle lingue sciagurate capitolo 15 loste vedendo che il gioco andava in lungo s'era accostato A Renzo e pregando con
buona Grazia quegli altri che lo lasciassero stare l'andava scotendo per un braccio e cercava di fargli intendere e di persuaderlo che andasse a dormire ma Renzo tornava sempre da capo col nome e cognome con le gride coi buoni figlii però quelle parole letto e dormire ripetute al suo orecchio gli entraron finalmente in testa gli fecero sentire un po' più distintamente il bisogno di ciò che significavano e produssero un Momento di lucido intervallo quel po' di senno che gli tornò gli fece in certo modo capire che il più se n'era andato a un dipresso come l'ultimo
moccolo rimasto acceso ad un'illuminazione fa vedere gli altri spenti si fece coraggio stese le mani e le appuntellato due volte da alzarsi sospirò Barcollo alla terza sorretto dall'oste e si rizzò quello reggendo Tuttavia lo fece uscire di tra la tavola e la panca e preso con una mano un lume Con l'altra parte lo condusse parte lo tirò alla meglio verso l'uscio di scala lì Renzo al Chiasso dei saluti che coloro gli urlavano dietro si voltò in fretta e se il suo sostenitore non fosse stato ben lesto a tenerlo per un braccio la voltata sarebbe stato
un capitombolo si voltò e con l'altro braccio che gli rimaneva libero andava Trinci e iscrivendo nell'aria certi saluti a guisa ad un nodo di Salomone andiamo a letto a letto disse l'Oste strascicando gli fece imboccare l'uscio e con più fatica ancora lo tirò in cima di quella scaletta e poi nella camera che gli aveva destinata Renzo visto il letto che l'aspettava si rallegrò guardò amorevolmente loste con due occhietti che ora scintillavano più che mai ora si eclissano come due lucciole cercò ad equilibrarsi sulle gambe e stese la mano al viso dell'Oste per prendergli il ganascino
in segno D'amicizia e di riconoscenza Ma non gli riuscì Bravo Oste gli riuscì però di dire ora vedo che sei un galantuomo Questa è un'opera buona dare un letto ad un buon figliuolo ma quella figura che mi hai fatta sul nome e cognome quella non era da galantuomo per buona sorte che anch'io son furbo la mia parte loste il quale non pensava che colui potesse ancor tanto connettere loste che per lunga esperienza sapeva quanto gli uomini in quello stato Sian più soggetti Del solito a cambiar di parere Valle approfittare di quel lucido intervallo per fare
un altro tentativo figliuolo caro disse con una voce e con un fare tutto gentile non l'ho fatto per seccar VII né per sapere i fatti vostri Cosa volete è legge anche noi bisogna ubbidire altrimenti siamo i primi a portarne la pena è meglio contentar e di che si tratta finalmente gran cosa dir due parole non per loro ma per fare un piacere a me via qui tra noi a quattro Occhi facciamo le nostre cose Ditemi il vostro nome e poi è andate a letto col cuor quieto Ah birbone esclamò Renzo Mariolo tu mi torni ancora
in campo con quell'infame del nome cognome e negozio Sta zitto buffone va a letto diceva loste Ma Renzo continuava più forte ho inteso sei della Lega anche tu aspetta aspetta che t' accomodo io e voltando la testa verso La Scaletta cominciava ad urlare più forte ancora amici l'ost è della ho detto per Celia gridò questo Sul viso di Renzo spingendolo verso il letto per Celia non ha inteso che ho detto per Celia Ah per Celia ora parli bene quando hai detto per Celia son proprio celie e cadde Bocconi sul letto animo spogliatevi presto disse loste
e al consiglio aggiunse l'aiuto che ce n'era bisogno Quando Renzo si fu levato il farsetto e ce ne volle l'Oste agguantò subito e corse con le mani alle tasche per vedere se c'era il morto lo trovò e pensando che il giorno dopo il Suo ospite avrebbe avuto a fare i conti con tutt' altri che il con lui e che quel morto sarebbe probabilmente caduto in mani di dove unost non avrebbe potuto farlo uscire volle Provarsi se almeno gli riusciva di concludere quest'altro affare voi siete un buon figliuolo un galantuomo Non è vero disse buon figliuolo
galantuomo rispose Renzo facendo tuttavia litigar le dita coi bottoni dei panni che non s' era ancora potuto levare bene replicò loste saldate Ora Dunque quel poco conticino perché domani io devo uscire per certi miei affari Questa è giusto disse Renzo son furbo ma galantuomo Ma i danari andate a cercare i danari ora Eccoli qui disse loste e mettendo in opera tutta la sua pratica tutta la sua pazienza tutta la sua destrezza gli riuscì di fare il conto con Renzo e di pagarsi Dammi una mano che io possa finir di spogliarmi Oste disse Renzo lo vedo
anch'io vech ho addosso un gran Sonno loste gli diede l'aiuto richiesto gli stese per di più la coperta addosso e gli disse sgarbatamente buonanotte che già quello russava Poi per quella specie d'attività un oggetto di stizza al pari che è un oggetto d'amore e che forse non è altro che il desiderio di conoscere ciò che opera fortemente sull'animo nostro si fermò un momento a contemplare l'ospite così noioso per lui alzandolo e facendo con la mano stesa Ribattere sopra la luce in quell'atto ad un dipresso che vien dipinta psiche quando sta a spiare furtivamente le forme
del consorte sconosciuto pezzo d'asino disse Nella sua mente Al povero addormentato sei andato proprio a cerc partela Domani poi mi saprei dire che bel gusto ci avrai tangheri che volete girare il mondo senza saper da che parte si levi il sole per imbrogliare voi e il prossimo così detto ho pensato ritirò il lume si mosse uscì dalla camera e chiuse L'uscio a chiave sul pianerottolo della Scala chiamò lo stessa alla quale disse che lasciasse i figliuoli in guardia ad una loro servetta e scendesse in cucina a far le sue veci bisogna che io vada fuori
in grazie ad un forestiero capitato qui non so come diavolo per mia disgrazia soggiunse e le raccontò in compendio il noioso accidente poi soggiunse ancora Occhio a tutto e soprattutto prudenza in questa maledetta giornata abbiamo laggiù una mano di Scapestrati che tra il bere che tra di natura sono sboccati ne dicon di tutti i colori basta se qualche temerario No non sono una bambina e so anch'io quel che va fatto finora mi pare che non si possa dire bene bene badar che paghino E tutti quei discorsi che fanno sul vicario di provvisione il governatore e
ferrere i decurioni e i cavalieri e Spagna e Francia e altri simili corbellerie far vista di non sentire perché se si contraddice la può andar male subito e Se si dà ragione la può andar male in avvenire e già sai anche tu che qualche volta quelli che le dicon più grosse basta quando si senton certe proposizioni girar la testa e dire vengo come se qualcheduno chiamasse da un'altra parte io cercherò di tornare il più presto che posso Ciò detto scese con lei in cucina diede un'occhiata in giro per vedere se c'era novità di rilievo staccò
da un cavicchio il cappello e la cappa prese Un randello da un cantuccio ricapitolo con un'altra occhiata alla moglie le istruzioni che le aveva date e uscì ma Gi nel fare quelle operazioni aveva ripreso dentro di sé il filo dell'apostrofe cominciata al letto del povero Renzo e la proseguiva camminando in strada testardo d'un Montanaro che per quanto Renzo avesse voluto tener nascosto l'esser suo questa qualità si manifestava da sé nelle parole nella pronunzia nell'aspetto e negli atti una Giornata come questa a forza di politica a forza d' aer giudizio io un uscivo netto e dovevi
venir tu sulla fine a guast armi l'uova nel paniere manca osteria in Milano che tu dovessi proprio capitare nella mia fossi almeno capitato solo che avrei chiuso un occhio per questa sera e domattina T'avrei fatto intendere la ragione ma no signore in compagnia ci vieni e in compagnia ad un Bargello per far meglio a ogni passo Lost incontrava o passeggeri scompagnati O coppie o Brigate di gente che giravano sussurrando a questo punto della sua muta allocuzione vide venire una pattuglia di soldati e tirandosi da parte per lasciarli passare li guardò con la coda dell'occhio e
continuò tra sé Eccoli castigamatti e tu pezzo d'asino per aver visto un po' di gente in giro a far Baccano ti sei cacciato in testa che il mondo abbia a mutarsi e su questo bel fondamento Ti sei rovinato te e volevi anche rovinar me che non è Giusto io facevo di tutto per salvarti e tu bestia in Contraccambio C'è mancato poco che Non mii messo sotto sopra l'osteria ora toccherà a te all levarti di impiccio per me ci penso io come se io volessi sapere il tuo nome per una mia curiosità cosa mi importa a
me che tu ti chiami T o Bartolomeo c'ho un bel gusto anch'io a prender la penna in mano ma non siete voi altri soli a voler le cose a modo vostro lo so anch'io che ci sono delle gride che non conta nulla Bella novità da venir cela a dire un Montanaro Ma tu non sai che le gride contro gli osti contano e pretendi girare il mondo e parlare non sai che a voler fare a modo suo e Imp pipars delle gride la prima cosa è di parlarne con gran riguardo e per un povero Oste che
fosse del tuo parere e non domandasse il nome di chi capita a favorirlo sai tu bestia Cosa c'è di bello sotto pena quals voglia dei detti Osti tavernai ed altri come sopra di 300 scudi sì son lì Che covano 300 scudi e per R spenderli così bene da essere applicati per i due terzi alla regia camera e l'altro all'accusato o delatore quel bel Cecino Ed in caso di inabilità 5 anni di galera e maggior pena pecuniario o corporale all'arbitrio di sua eccellenza obbliga Tiso alle sue grazie a queste parole loste toccava la soglia del palazzo
di giustizia lì come tutti gli altri Uffizi c'era un gran da fare per tutto s attendeva a dar gli ordini che parevan Più atti a preoccupare il giorno seguente a levare i pretesti e l'ardire agli animi vogliosi di nuovi tumulti ad assicurare la forza nelle mani solite ad adopra sacc crebbe la soldatesca alla casa del Vicario gli sbocchi della strada furono sbarrati di travi trincerati di carri sordin a tutti i Fornai che facessero pane senza intermissione si spedirono Staffette a Paesi circonvicini con ordi di mandar grano alla città ad ogni forno Furono deputati Nobili che
vi si portassero di buon mattino ad invigilation e a tenere a freno gli inquieti con l'autorità della presenza e con le buone parole ma per dar Come si dice un colpo al cerchio e uno alla botte e rendere più efficaci consigli con un po' di spavento si pensò anche a trovar la maniera di metter le mani addosso a qualche sedizioso E questa era principalmente la parte del capitano di giustizia il quale Ognuno può pensare Che sentimenti avesse per le sollevazioni e per i sollevati con una Pezzetta d'acqua vulneraria su uno degli organi della profondità metafisica
i suoi Bracchi erano in campo fin dal principio del tumulto e quel sedicente Ambrogio Fusella era Come ha detto loste un Bargello travestito mandato in giro appunto per cogliere sul fatto qualcheduno da potersi riconoscere e tenerlo in petto e appostarsi gli aveva fatto subito Assegnamento sopra parendogli quello un re o buonuomo proprio quel che ci voleva trovandolo poi a fatto nuovo del paese aveva tentato il colpo maestro di condurlo caldo caldo alle carceri come alla locanda più sicura della città Ma gli andò fallito Come avete visto poté però portare a casa la notizia sicura del
nome cognome e patria Oltre 100 altre belle notizie congetturali di modo che quando loste capitò lì a dir ciò che sapeva intorno a Renzo ne sapevan già Più di lui entrò nella solita stanza e fece la sua deposizione come era giunto ad alloggiare da lui un forestiero che non aveva mai voluto manifestare il suo nome avete fatto il vostro dovere ad informar la giustizia disse un notaio criminale Mettendo giù la penna ma già lo sapevamo Bel segreto pensò loste Ci vuole un gran talento e sappiamo anche continuò il notaio quel riverito nome diavolo il nome
poi come hanno fatto pensò loste questa volta ma voi riprese L'altro con Volto serio voi non dite tutto sinceramente cosa devo dire di più Ahah Sappiamo benissimo che colui ha portato nella vostra osteria una quantità di pane rubato e rubato con violenza per via di saccheggio e di sedizione viene uno con un pane in tasca so assai Dove è andato a prenderlo perché a parlar come in punto di morte posso dire di non avergli visto che un pane solo già sempre scusare difendere Chi sente voi altri son tutti i galantuomini come potete provare che quel
pane fosse di buon acquisto cos'ha da provare io io non c'entro niente Io F l'Oste non potrete però negare che codesto vostro avventore non abbia avuta la temerità di proferire parole ingiuriose contro le gride e di fare atti Mali e indecenti contro l'armi di sua eccellenza mi faccia Grazia vossignoria Come può mai essere mio avventore se lo Vedo per la prima volta è il diavolo con rispetto parlando che l'ha mandato a casa mia E se lo conoscessi vossignoria vede bene che non avrei avuto bisogno di domandargli il suo nome però nella vostra osteria nella vostra
presenza si son dette cose di fuoco parole temerarie proposizioni sediziose mormorazioni strida clamore come vuole vossignoria chi OB bade agli spropositi che posson dire tanti urloni che parlan tutti insieme io devo Attendere ai miei interessi che sono un povero uomo e poi vossignoria sa bene che chi è di lingua sciolta per il solito è anche lesto di mano tanto più quando sono una Brigata E sì S lasciateli fare e dire domani domani Vedrete come gli sarà passato il Ruzzo cosa credete Io non credo nulla che la canaglia sia diventata padrona di Milano Oh giusto vedrete
vedrete intendo benissimo il re sarà sempre il re Ma chi avrà riscosso avrà Riscosso e naturalmente un povero padre di famiglia non ha voglia di risoe lor signori hanno la forza a lor signori tocca avete ancora molta gente in casa un visibilio e quel vostro avventore Cosa fa continua a schiamazzare a metter sulla gente a preparar tumulti per domani quel forestiero vuol dir voss signoria è andata a letto Dunque avete molta gente Basta badate a non lasciarlo scappare che devo fare il Birro io pensò loste ma non disse né sì né no tornate Pure a
casa e abbiate giudizio riprese il notaio Io ho sempre avuto giudizio vossignoria può dire Si ho mai dato da fare alla giustizia e non crediate che la giustizia abbia perduta la sua forza io ma per carità io non credo nulla Abbado a far loste la solita canzone non avete mai altro da dire che ho da dire altro La verità è una sola Basta Per ora riteniamo ciò che avete deposto se verrà poi il caso informer più minutamente la Giustizia intorno a ciò che vi potrà venir domandato Ma cos'ho da informare io non so nulla appena
appena ho la testa ad attendere i fatti miei badate a non lasciarlo partire Spero che l'illustrissimo signor capitano saprà che son venuto subito a fare il mio dovere bacio le mani a vossignoria allo spuntar del giorno Renzo russava da circa set ore ed era ancora poveretto Sul più bello quando due forti scosse alle braccia e una voce che da pied del letto gridava Lorenzo Tramaglino lo fece risco si risentì ritirò le braccia aprì gli occhi a stento e vide ritto a Piè del letto un uomo vestito di nero e due armati uno di qua uno
di là del capezzale e tra la sorpresa e il non esser desto bene e la spranghin che sapete rimase un momento come incantato e credendo di sognare e non piacendo quel sogno si dimenava come per Risvegliarsi affatto Ah avete sentito una volta Lorenzo Tramaglino disse l'uomo dalla cappanera quel notaio medesimo della Sera avanti animo Dunque levatevi e venite con noi Lorenzo Tramaglino disse Renzo Tramaglino Cosa vuol dire questo Cosa volete da me chi viha detto il mio nome meno charle fate presto disse uno dei Birri che gli stavano a fianco prendendogli di nuovo il braccio
Ohi che prepotenza è questa gridò Renzo Ritirando il braccio hoste hoste lo portiamo via in camicia disse ancora quel Birro voltandosi al notaio avete inteso disse Questo a Renzo si farà così se non vi levate subito subito per venir con noi e perché domandò Renzo il perché lo sentirete dal signor capitano di giustizia io io sono un galantuomo non ho fatto nulla e mi meraviglio meglio per voi meglio per voi così in due parole sarete spicciato e potrete andarvene per i fatti vostri mi Lascino andare ora disse Renzo io non ho a che far nulla
con la giustizia orsù finiamola disse un Birro lo portiamo via davvero disse l'altro Lorenzo Tramaglino disse il notaio come sa il mio nome vossignoria Fate il vostro dovere disse il notaio ai Birri i quali misero subito le mani addosso a Renzo per tirarlo fuori del letto e non toccate la carne d' un galantuomo che mi so vestir da me Dunque Vestitevi subito disse il notaio mi Vesto rispose Renzo e andava Difatti raccogliendo qua e là i panni sparsi sul letto come gli avan di un naufragio sul lido e cominciando a metterseli proseguiva Tuttavia dicendo Ma
io non ci voglio andare dal capitano di giustizia non ho a che far nulla con lui Giacché mi si fa questo affronto ingiustamente voglio essere condotto da Ferrer quello lo conosco so che è un guarant tuomo e m'ha delle obbligazioni Sì sì figliolo sarete Condotto da Ferrer rispose il notaio in altre circostanze avrebbe riso proprio di gusto d' una richiesta simile ma non era momento da ridere già nel venire aveva visto per le strade un certo movimento da non potersi ben definire Se fossero rimasugli d' una sollevazione non del tutto sedata o principi d' una
nuova uno sbucare di persone un Acc Cozzari un andare a Brigate un far crocchi E ora senza farne sembiante o cercando almeno di non farlo stava in Orecchi e Gli pareva che il ronzio andasse crescendo desiderava Dunque di spicciarsi Ma avrebbe anche voluto condurvi a Renzo d'amore e d'accordo Giacché se si fosse venuti a guerra aperta con lui non poteva esser certo quando fossero in strada di trovarsi tre contro uno perciò dava l'occhio a Birri che avessero pazienza e non inaspriscono il giovine intanto mentre si vestiva adagino adagino richiamandosi come poteva alla memoria gli avvenimenti
Del giorno avanti indovinava bene ad un dipresso che le gride e il nome e il cognome dovevano essere la causa di tutto ma come diamine col lui lo sapeva quel nome e che diamin era accaduto in quella notte perché la giustizia avesse preso tant' animo da venire a colpo sicuro a metter le mani addosso ad uno dei buoni figlioli che il giorno avanti avevan tanta voce in capitolo e che non dovevano essere tutti addormentati poiché Renzo si accorgeva anche lui di Un ronzio crescente nella strada guardando poi in viso il notaio vi scorgeva in pelle
in pelle la titu aione che Costui si sforzava invano di tener nascosta onde Così per venire in chiaro delle sue congetture e scoprir paese come per tirare in Lung e anche per tentare un colpo disse vedo bene cos'è l'origine di tutto questo gli è per amor del nome e del cognome ier sera veramente era un po' allegro questi Osti alle volte hanno certi vini traditori e Alle volte come dico si sa quando il vino è giù è lui che parla ma se non si tratta d'altro Ora son pronto a darle ogni soddisfazione e poi già
lei lo sa il mio nome chi diamine gliel'ha detto bravo figliuolo Bravo rispose il notaio Tutto manieroso vedo che avete giudizio e credete a me che son mestiere voi siete più furbo che tant altri è la miglior maniera di uscirne presto e bene con codeste buone disposizioni In due parole siete spicciato e lasciato in Libertà ma io vedete figliuolo le mani legate e non posso rilasciarvi qui Come vorrei via fate presto e venite pure senza timore che quando vedranno chi siete e poi io dirò Lasciate fare a me basta Sbrigatevi figliuolo Ah lei non può
intendo disse Renzo e continuava a vestirsi ris spingendo con dei cenni i cenni che i Bir R facevano di mettergli le mani addosso per farlo spicciare passeremo dalla piazza del Duomo domandò poi al notaio Di dove Volete per la più corta a fine di lasciarvi più presto in libertà disse quello rodendo dentro di sé di dover lasciar cadere in terra quella domanda misteriosa di Renzo che poteva divenire un tema di 100 interrogazioni quando uno nasce disgraziato pensava Ecco mi viene alle mani uno che si vede non vorrebbe altro che cantare e un po' di respiro
che sa avesse così extra forma ma accademicamente in via di discorso amichevole gli si farebbe confessar Senza corda quel che uno volesse un uomo da condurlo in prigione già belle esaminato senza che se ne fosse accorto e un uomo di questa sorte mi deve per l'appunto capitare in un momento così angustiato Non c'è scampo continuava a pensare tendendo gli orecchi e piegando la testa all'indietro non c'è rimedio e risica ad essere una giornata peggio di ieri ciò che lo fece pensar Così fu un rumore straordinario che si sentì nella strada e non potè tenersi di
Non aprirli Impannata per dare un'occhiatina vide che era un Crocchio di cittadini i quali all'intimazione di sbandarsi fatta loro da una pattuglia avevan da principio risposto con cattive parole e finalmente si separavano continuando a brontolare e quel che al notaio parve un segno mortale i soldati eran pieni di civiltà chiuse l'impanata e stette un momento in forse se dovesse condurli in presa a termine o lasciar Renzo in guardia dei due Birri e Correr dal capitano di Giustizia a render conto di ciò che accadeva ma pensò subito mi si dirà che sono un buono Annulla un
pì l'anime e che doveva eseguire gli ordini siamo in ballo e bisogna ballare mal Mannaggia la furia Maledetto il mestiere Renzo era levato i due satelliti gli stavano a fianchi il notaio accennò a costoro che non lo sforzassero Appo e disse a lui da bravo figliuolo a noi spicci datevi anche Renzo sentiva vedeva e pensava era ormai tutto vestito salvo il farsetto Che teneva con una mano frugando con l'altra nelle tasche Ohè disse guardando il notaio con un viso molto significante qui c'era dei soldi e una lettera signor mio vi sarà data ogni cosa puntualmente
disse il notaio dopo admite quelle poche formalità andiamo Andiamo No no no disse Renzo tentennando il capo questa non mi va Voglio la roba mia signor mio renderò conto delle mie azioni ma voglio la roba mia voglio farvi vedere che mi fido di voi tenete e fate presto disse il il Notaio levandosi Di seno e consegnando con un sospiro a Renzo le cose sequestrate questo riponendole al loro posto mormorava tra i denti alla larga bazzicato tanto coi ladri che avete un poco imparato il mestiere i Birri non potevano più stare alle Mosse Ma il notaio
li teneva a freno con gli occhi e diceva intanto fra sé Se tu arrivi a metter piede dentro quella soglia l'hai da pagar con usura l'hai da pagare Mentre Renzo si metteva il farsetto e Prendeva il cappello il notaio fece cenno a un de Birri che s' avviasse per la scala gli mandò dietro il prigioniero poi l'altro amico poi si mosse anche lui in cucina che furono Mentre Renzo dice E quest Oste Benedetto dove s'è cacciato il notaio fa un cenno ai Birri i quali afferrano l'uno la destra l'altro alla sinistra del giovine e in
fretta in fretta gli legano i polsi con certi ordigni per quell'ipotesi ci dispiace di dover Discendere a particolari indegni della gravità storica Ma la chiarezza lo richiede consistevano in una cordicella lunga un po' più che il giro di un polso ordinario la quale aveva nelle cime due pezzetti di legno come due piccole stanghette la cordicella circondava il polso del paziente i legnetti passati tra il medio e l'anulare del prenditore Gli rimanevano chiusi in pugno di modo che girandoli restringeva la legatura a volontà e con ciò aveva mezzo non solo Da assicurare la presa Ma anche
di martirizzare un recalcitrante e a questo fine la cordicella era sparsa di di nodi Renzo si divincola grida che tradimento è questo ha un galantuomo Ma il notaio che per ogni tristo fatto aveva le sue buone parole Abbiate pazienza diceva fanno il loro dovere Cosa volete son tutte formalità e anche noi non possiamo trattare la gente a seconda del nostro cuore se non si facesse quello che ci vien comandato staremmo freschi noi Altri peggio di voi abbiate pazienza mentre parlava i due a cui toccava fare diedero una girata ai legnetti Renzo s' acquietò come un
cavallo Bizzarro che si sente il labbro stretto tra le morse ed esclamò pazienza bravo figliuolo disse il notaio Questa è la vera maniera d' uscirne a bene cosa volete è una seccatura lo vedo anch'io ma portandovi bene in un momento ne siete fuori e giacché vedo che siete ben disposto E io mi sento inclinato ad Aiutarvi voglio darvi anche un altro parere per vostro bene credete a me che son pratico di queste cose andate via a diritto di zto senza guardare in qua e in là senza farvi scorgere così nessuno bada a voi nessuno svede
di quel che è e voi conservate il vostro onore di qui a un'ora voi siete in libertà c'è tanto da fare che avranno fretta anche loro di sbrigarvi e poi parlerò io ve ne andate per i fatti vostri e nessuno saprà che siete stato nelle mani della Giustizia e Voi altri continuò poi voltandosi ai Birri con un viso Severo Guardate bene di non fargli male perché lo proteggo io il vostro dovere bisogna che che lo facciate ma ricordatevi che è un galantuomo un giovine civile il quale di qui a poco sarà in libertà e che
gli deve premere il suo onore andate in maniera che nessuno sveda di nulla come se foste tre galantuomini Che vanno a spasso e con tono imperativo e con un sopracciglio minaccioso concluse m'avete Inteso voltatosi poi a Renzo col sopracciglio spianato e col viso divenuto ad un tratto ridente che pareva volesse dire Oh Noi sì che siamo amici gli bisbigli di nuovo giudizio fate a mio modo andate raccolto e quieto fidatevi di chi vi vuol bene andiamo e la comitiva s'avviò però di tante belle parole Renzo non ne credette una né che il notaio volesse più
bene a lui che ai Birri né che prendesse tanta cuore la sua reputazione Né che avesse intenzione d' autar lo capì benissimo che il galantuomo temendo che si presentasse per la strada qualche buona occasione di scappar gli dalle mani metteva innanzi quei bei motivi per estornar lui dallo starci attento e da approfittarne di modo che tutte quelle esortazioni non servirono ad altro che a confermarlo nel disegno che già aveva in testa di far tutto il contrario nessuno concluda da ciò che il notaio fosse un furbo inesperto e novizio perché si Ingann era un furbo matricolato
dice il nostro storico il quale pare che fosse nel numero dei suoi amici ma in quel momento si trovava con l'animo agitato A sangue freddo vi so dirio come si sarebbe fatto beffe di chi per indurre un altro a fare una cosa per sé sospetta fosse andato suggerendogli e inculcando gliela caldamente con quella miserabile finta di dargli un parere disinteressato da amico ma è una tendenza generale degli uomini quando sono agitati e Angustiati e vedono ciò che un altro potrebbe fare Per levarli l'impiccio di chiederglielo con istanza e ripetutamente con ogni sorta di pretesti e
i furbi quando sono angustiati E agitati cadono anche loro sotto questa legge Comune Quindi è che in simili circostanze fanno perlopiù una così meschina figura quei ritrovati maestri quelle belle malizie con le quali sono avvezzi a vincere che son diventate per loro quasi una seconda natura e che Messe in opera a tempo e condotte con la pacatezza d'animo con la serenità di mente necessarie fanno il colpo così bene e così nascostamente e conosciute anche dopo la riuscita riscotel adoprano in fretta all'impazzata senza garbo né Grazia di maniera che ad uno che li vede ingegnarsi arrabattarsi
a quel modo fanno pietà e movon le Risa e l'uomo che pretendono Allora di mettere in mezzo quantunque meno accorto di loro scopre Benissimo tutto il loro gioco e da quegli artifizzi ricava all lume per sé contro di loro perciò non si può mai abbastanza raccomandare ai furbi di professione di conservar sempre il loro sangue freddo o desser sempre i più forti che è la più sicura Renzo adunque appena furono in strada cominciò a girar gli occhi in qua e in là a sporgersi con la persona a destra e a sinistra a Tender gli orecchi
non c'era Però concorso straordinario e Benché sul viso di più d' un passeggero si potesse leggere facilmente un certo non so che di sedizioso pure ognuno andava diritto per la sua strada e sedizione propriamente detta non c'era giudizio giudizio gli sussurrava il notaio dietro le spalle il vostro onore l'onore figliuolo Ma quando Renzo badando attentamente a tre che venivan con visi accesi sentì che parlavan un forno di farina nascosta di giustizia cominciò anche a far loro de cenni col Viso e a tossire in quel modo che indica tutt'altro che un raffreddore quelli guardarono più attentamente
la comitiva e si fermarono con loro si fermarono altri che arrivavano e che gli erano passati davanti voltati si al bisbiglio tornavano indietro e facevano coda badate a voi giudizio giudizio figliuolo peggio per voi Vedete non guastate I Fatti Vostri l'onore la reputazione continuava a susurrar il notaio Renzo faceva peggio i Birri dopo essersi Consultati con l'occhio pensando di far bene ognuno è soggetto a sbagliare gli diedero una stretta di manichini ahi ahi grida Allora il tormentato al grido la gente s'a affolla intorno na corre da ogni parte della strada la comitiva si trova in
cagliata è un malvivente bisbigliava il notaio a quelli che gli erano a ridosso è un ladro colto sul fatto si ritirino lasci in passar la giustizia ma Renzo visto il bel momento visti i Birri diventare bianchi o almeno Pallidi se non m auto ora pensò a mio danno e subito alzò la voce figliuoli mi menano in prigione Perché ieri ho gridato pane e Giustizia non ho fatto nulla son galantuomo Aiutatemi non m' abbandonate figliuoli un mormorio favorevole voci più chiare di protezione Salsano in risposta i Birri sul principio comandano poi chiedono poi pregano i più
vicini d' andarsene di far Largo la folla invece incalza e pigia sempre più quelli vista la mala parata Lasciano andare i manichini e non si curan più d'altro che di perdersi nella folla per uscirne inosservati il notaio desiderava ardentemente di far lo stesso ma c'era dei guai per amor della cappa nera il pover uomo pallido E sbigottito cercava di farsi piccino piccino s'andava storcendo per is sgusciare fuor della folla Ma non poteva alzar gli occhi che non se ne vedesse 20 addosso studiava tutte le maniere di comparire un estraneo che passando di lì a caso
si Fosse trovato stretto nella calca come una pagliucola nel ghiaccio e riscontrando sii avviso a viso con uno che lo guardava fisso con un cipiglio Peggio degli altri lui composta laa bocca al sorriso con un suo fare sciocco gli domandò cos'è stato un corvaccio rispose colui corvaccio corvaccio risuonò l'intorno alle grida S aggiunsero gli uroni di maniera che in poco tempo parte con le gambe proprie parte con le gomita altrui ottenne ciò Che più gli premeva in quel momento d'esser fuori di quel Serra serra capitolo 16 scappa scappa galantuomo lì c'è un convento Ecco là
una chiesa di qui di là si grida Renzo da ogni parte in quanto allo scappare Pensate se aveva bisogno di consigli fin dal primo momento che gli era balenato in mente una speranza ad uscire da quell' unghie aveva cominciato a fare i suoi conti e stabilito se quanto gli riusciva ad Andare senza fermarsi finché non fosse fuori non solo della città ma del Ducato perché aveva pensato il mio nome l'hanno sui loro libracci in qualunque maniera l'abbiano avuto e col nome e cognome mi vengono a prendere quando in quanto ad un asilo non vi si
sarebbe cacciato che quando avesse avuto i Birri alle spalle perché se posso essere uccel di bosco aveva anche pensato non voglio diventare uccel di gabbia aveva Dunque disegnato per suo rifugio quel paese nel Territorio di Bergamo dove' era casato quel suo cugino Bortolo se ve ne rammentate che più volte l'aveva invitato ad andar là ma trovar la strada Lì stava il male lasciato in una parte sconosciuta di una città si può dire sconosciuta Renzo non sapeva neppure da che Porta su uscisse per andare a Bergamo e quando l'avesse saputo non sapeva poi andare alla porta
fu lì lì per farsi insegnare la strada da qualche dono dei suoi liberatori Ma siccome nel Poco tempo che aveva avuto per meditare sui casi suoi gli erano passate per la mente certe idee su quello spadaio così obbligante padre di quattro figliuoli così A buon conto non volle manifestare i suoi disegni ad una gran Brigata dove ce ne poteva essere qualche altro di quel conio e risolvette subito ad allontanarsi in fretta di lì che la strada se la farebbe poi in segnare in luogo dove nessuno sapesse Chi era né il perché la domandasse disse ai
suoi Liberatori Grazie tante figliuoli siate Benedetti e uscendo per il largo che gli fu fatto immediatamente prese la rincorsa e via dentro per un vicolo giù per una stradetta galoppo un pezzo senza saper dove quando gli parve di essersi allontanato abbastanza rallentò il passo per non dar Sospetto e cominciò a guardare in qua e in là per R scegliere la persona a cui far la sua domanda una faccia che mirasse confidenza ma anche qui c'era dell'imbroglio la domanda per Sé era sospetta e il tempo stringeva i Birri appena liberati da quel piccolo intoppo dovevan senza
dubbio essersi rimessi in traccia del loro fuggitivo la voce di quella fuga poteva essere arrivata fin là e in tali strette Renzo dovette far forse 10 giudizi fisionomici prima di trovar la figura che gli paresse A proposito quel grassotto che stava ritto sulla soglia della sua bottega a gambe larghe con le mani di dietro con la pancia in fuori col mento In aria dal quale pendeva una gran pappagorgia e che non avendo altro che fare andava alternativamente sollevando sulla punta dei piedi la sua massa tremolante lasciandola ricadere sui Calcagni aveva un viso di cicalone curioso
che invece di dar delle risposte avrebbe fatto delle interrogazioni quell'altro che veniva innanzi con gli occhi fissi e con labbri in fuori nonché insegnar presto EB bene la strada d' un altro appena pareva conoscerla sua quel Ragazzotto che a dire il vero mostrava ad essere molto sveglio mostrava però essere anche più malizioso e probabilmente avrebbe avuto un gusto matto a far andare un povero contadino dalla parte opposta a quella che desiderava Tant'è vero che all'uomo impicciato quasi ogni cosa è un nuovo impiccio visto Finalmente uno che veniva in fretta pensò che questo avendo probabilmente qualche
affare pressante gli risponderebbe subito Sen altre Chiacchiere e sentendolo parlar da S giudicò che dovesse essere un uomo sincero gli s accostò e disse di Grazia quel signore da che parte si va per andare a Bergamo per andare a Bergamo da Porta Orientale Grazie tante per andare a Porta Orientale prendete questa strada mancina vi troverete sulla piazza del Duomo poi basta Signore il resto lo so Dio gliene Renda merito e div viato si incamminò dalla parte che gli era stata indicata l'altro gli guardò dietro un Momento e accozzato nel suo pensiero quella maniera di camminare
con la domanda disse tra sé o n ha fatta una o qualche dono la vuol fare a lui Renzo arriva sulla piazza Duomo l'attraversa passa accanto ad un mucchio di cenere e di Carboni spenti e riconosce gli avanzi del falò di cui era stato spettatore il giorno avanti costeggia gli scalini del Duomo rivede Il Forno delle grucce mezzo smantellato e guardato da soldati e tira dritto per la strada da cui era venuto Insieme con la folla arriva al convento dei Cappuccini dà un'occhiata a quella piazza e alla porta della chiesa e dice tra sé sospirando
ma aveva però dato un buon parere quel frate di ieri che stesse in chiesa ad aspettare e a fare un po' di bene Qui essendosi fermato un momento a guardare attentamente alla porta per cui doveva passare e vedendovi così da lontano molta gente a guardia e avendo la fantasia un po' riscaldata bisogna compatir lo aveva i suoi motivi Provò una certa ripugnanza ad affrontare quel passo si trovava così a mano un luogo d'asilo e dove con quella lettera sarebbe ben raccomandato fu tentato fortemente ad entrarvi ma subito ripreso animo pensò uccel di bosco Finché si
può chi mi conosce di ragione I Birri non si sarann fatti in pezzi per andarmi ad aspettare a tutte le porte si voltò per vedere se mai venissero da quella parte non vide né quelli né altri che paresser occuparsi di lui va innanzi rallenta Quelle gambe benedette che volevan sempre correre mentre conveniva soltanto camminare e ad agio Adagio fischiando in semitono arriva alla porta c'era proprio sul passo un mucchio di Gabellini e per rinforzo anche de michelet spagnoli ma stavan tutti attenti verso il di fuori per non lasciare entrar di quelli che alla notizia ad
una sommossa va corrono come i corvi al campo dove è stata data battaglia di maniera che Renzo con Un'aria indifferente con gli occhi bassi e con un andare così tra il Viandante e uno che va da spasso uscì senza che nessuno Gli dicesse nulla ma il cuore di dentro faceva un gran battere vedendo Add diritta una viottola entrò in quella per evitare la strada maestra e camminò un pezzo prima di voltarsi neppure indietro Cammina cammina trova Cascine Trova villaggi tira innanzi senza domandarne il nome è certo d' allontanarsi da Milano spera d' andare Verso Bergamo
questo gli basta Per ora ogni tanto si voltava indietro ogni tanto andava anche guardando e strofinando or l'uno or l'altro polso ancora un po' indolenziti e segnati in giro da una striscia rosseggiante vestigio della cordicella i suoi pensieri erano come ognuno può immaginarsi un guazzabuglio di senti di rabbie di tenerezze era uno studio faticoso di raccapezzare le cose dette e fatte la sera Avanti di scoprir La parte segreta della sua dolorosa storia e soprattutto come avevan potuto risapere il suo nome i suoi sospetti cadeva naturalmente sullo spadaio al quale si rammentava bene d'averlo spiattellato e
Ripensando alla maniera con cui gliel'aveva cavato di bocca e a tutto il fare di colui e a tutte quelle esibizioni che riuscivano sempre a voler sapere cosa Il sospetto diveniva quasi certezza se non che si rammentava poi anche in confuso d'aver dopo la partenza Dello spadaio continuato a cicalare con chi indovina la Grillo di cosa la memoria per quanto venisse esaminata non lo sapeva dire non sapeva dir altro che d'essersi in quel tempo trovata fuori di casa il poverino si smarriva in quella ricerca era come un uomo che ha sottoscritti molti fogli bianchi e g
ha affidati ad uno che credeva il fior dei galantuomini e scoprendolo poi un imbr vorrebbe Conoscere lo stato dei suoi affari che conoscere è un caos un altro Studio penoso era quello di far sull'avvenire un disegno che gli potesse piacere quelli che non erano in aria eran tutti malinconici ma ben presto lo studio più penoso fu quello di trovar la strada dopo aver camminato un pezzo si può dire all' Ventura vide che da sé non ne poteva uscire provava bensì una certa ripugnanza a metter fuori quella parola Bergamo come se avesse un non so che
di sospetto dis Sfacciato ma non si far di meno risolvette Dunque di rivolgersi Come aveva fatto in Milano al primo Viandante la cui fisionomia gli andasse a genio e così fece siete fuori di strada gli rispose questo e pensato C un poco parte con parole parte con cenni gli indicò il giro che doveva fare per rimettersi sulla strada maestra Renzo lo ringraziò fece le viste di far come gli era stato detto prese Infatti da quella parte con intenzione però d' avvicinarsi bensì a quella Benedetta strada maestra di non La di vista di costeggi Arla più
che fosse possibile ma senza mettervi piede il disegno era più facile da concepirsi che da eseguirsi la conclusione fu che andando così da destra a sinistra e come si dice a zigzag parte Seguendo le altre indicazioni che si faceva coraggio a pescar qua e là parte correggendole secondo i suoi lumi e adattandole al suo intento parte lasciandosi guidar dalle strade in cui si trovava incamminato il nostro fuggitivo aveva fatte Forse 12 Miglia che non era distante ante da Milano più di sei e in quanto a Bergamo era molto se non se n'era allontanato cominciò a
persuadersi che anche in quella maniera non se ne usciva bene e pensò a trovar qualche altro ripiego quello che gli venne in mente fu di scovare con qualche astuzia il nome di qualche paese vicino al confine e al quale si potesse andare per i strade comunali e domandando di quello si farebbe insegnar la strada senza seminar Qua e là quella domanda di Bergamo che gli pareva pozzar tanto di Fuga di sfratto e di criminale mentre Cerca la maniera di pescar tutte quelle notizie senza dar sospetto vede pendere una Frasca da una casuccia solitaria fuori d'
un paesello da qualche tempo sentiva anche crescere il bisogno di ristorar le sue forze pensò che lì sarebbe il luogo di fare i due servizi in una volta entrò non c'era che una vecchia con la Rocca al fianco E col fuso in mano chiese un boccone Gli fu offerto un po' di stracchino e del Vin buono accettò lo stracchino del vino la ringraziò gli era venuto in odio per quello scherzo che gli aveva fatto la sera avanti e si mise a sedere pregando la donna che facesse presto questa in un momento ebbe messo in tavola
e subito dopo cominciò a tempestare il suo ospite di domande e sul suo essere e sui gran fatti di Milano che la voce ne era arrivata fin Là Renzo non solo seppe schermirsi dalle domande Con molta disinvoltura ma approfittandosi della difficoltà medesima fece servire al suo intento la curiosità della vecchia che gli domandava dove fosse incamminato devo andare in molti luoghi rispose e se trovo un ritaglio di tempo vorrei anche passare un momento da quel paese piuttosto grosso sulla strada di Bergamo vicino al confine Però nello stato di Milano Come si chiama Qualcheduno ce ne
sarà pensava intanto tra sé gorgonzola volete dire rispose la vecchia Gorgonzola ripet Renzo quasi per mettersi meglio in mente la parola è molto lontano di qui riprese Poi non lo so precisamente saranno 10 saranno 12 miglia se ci fosse qualcheduno dei miei figlioli ve lo saprebbe dire e credete che ci si possa andare per queste belle viottole senza prendere la strada maestra dove c'è una polvere una polvere tanto tempo che non Piove a me mi par di sì potete domandare nel primo paese che troverete andando a diritto e glielo nominò va bene disse Renzo s'alzò
prese un pezzo di pane che gli era avanzato dalla magra colazione un pane ben diverso da quello che aveva trovato il giorno avanti a p alla croce di San di unig pagò il conto uscì e prese a diritta e per non veel allungare più del bisogno col nome di Gorgonzola in bocca di paese in paese ci arrivò un'ora circa prima di sera già Camin Facendo aveva disegnato di far lì un'altra fermaa per fare un pasto un po' più sostanzi il corpo avrebbe anche gradito un po' di letto ma prima che contentar in questo Renzo l'avrebbe
lasciato cader rifinito sulla strada il suo proposito era di informarsi all'osteria della distanza dell'Adda di cavard destramente notizia di qualche traversa che mettesse là e di rinc ammini da quella parte subito dopo essersi rinfrescato nato e cresciuto Alla seconda sorgente per dir così di quel fiume aveva sentito dir più volte che ad un certo punto e per un certo tratto Esso faceva con fine tra lo Stato Milanese e il Veneto del punto e del tratto non aveva un'idea precisa Ma allora come Allora l'ffar più urgente Era di passarlo dovunque si fosse se non gli riusciva
in quel giorno era risoluto di camminare finché l'ora e l' Lena glielo permettessero e da aspettar poi L'Alba in un campo in un deserto dove Piacesse a Dio purché non fosse un'osteria fatti alcuni passi in gorgonzola vide un'insegna entrò e all'oste che gli venne incontro chiese un boccone e una Mezzetta di vinoo le miglia di più e il tempo gli avevan fatto passare quell'odio così estremo e fanatico Vi prego di far presto soggiunse perché ho bisogno di rimettermi subito in strada e questo lo disse non solo perché era vero ma anche Per paura che loste
immaginandosi che volesse dormir lì non gli uscisse fuori a domandar del nome e del cognome e d'onde veniva e perché negozio alla larga loste rispose a ranzo che sarebbe servito e questo si mise a sedere in fondo della tavola vicino all'uscio il posto dei vergognosi c'erano in quella stanza alcuni sfaccendati del paese i quali dopo aver discusse e Commentate le gran notizie di Milano del giorno avanti si Struggeva anche in quel giorno tanto più che quelle prime eran più atte a stuzzicarla curiosità che a soddisfarla una sollevazione né soggiogata né vittoriosa sospesa più che terminata
dalla notte una cosa tronca all fine d' un atto piuttosto che d'un dramma un di coloro si staccò dalla Brigata s'accostò al sopra arrivato e gli domandò se veniva da Milano io disse Renzo sorpreso per prender tempo a rispondere voi se la domanda è lecita Renzo tentennando il Capo stringendo le labbra e facendone uscire un suono inarticolato disse Milano da quel che ho sentito dire non deve essere un luogo da andarci in questi momenti meno che per una gran necessità continua Dunque Anche oggi il fracasso domandò con più istanza Il curioso Bisognerebbe esser là per
saperlo disse Renzo ma voi non venite da Milano vengo da Liscate rispose lesto il giovane che intanto aveva pensata alla Sua risposta ne aveva Infatti a rigor di termini perché c'era passato e il nome l'aveva saputo ad un certo punto della strada da un Viandante che gli aveva indicato quel paese come il primo che doveva attraversare per arrivare a Gorgonzola no disse l'amico come se volesse dire faresti meglio a venir da Milano ma pazienza e Allis scate soggiunse non si sapeva niente di Milano potrebbe essere benissimo che Qualcheduno là sapesse qualche cosa rispose il Montanaro
Ma io non ho sentito dir nulla e Queste parole le proferì in quella maniera particolare che par che voglia dire ho finito il curioso ritornò al suo posto e un momento Dopo loste venne a mettere in tavola Quanto c'è di qui all'Adda gli disse Renzo mezzo tra i denti con un fare da addormentato che gli abbiam visto qualche altra volta All'Adda per passare disse loste cioè sì all'Adda volete passare dal ponte di Cassano sulla chiatta di Canonica dove si sia domando Così per curiosità Eh volevo dire perché quelli sono i luoghi dove passano i galantuomini
la gente che può dar conto di sé va bene e quanto c'è Fate conto che tanto a un luogo come all'altro poco più poco meno ci sarà 6 miglia 6 miglia Non credevo tanto disse Renzo e già riprese Poi con un'aria di indifferenza portata fino all'affioramento bastò questo per far morire tra i denti al giovine e le altre domande che aveva preparate si tirò davanti il piatto e guardando la Mezzetta che loste aveva posata insieme con quello sulla tavola disse il vino è sincero come loro disse loste domand pure a tutta la gente del paese
e del contorno che se ne intende e poi lo sentirete e così dicendo tornò verso la Brigata Maledetti gli osti esclamò Renzo tra sé più ne conosco Peggio li trovo nonostante si mise a mangiare con grande appetito stando nello stesso tempo in orecchi senza che paresse suo fatto per veder di scoprir paese di rilevare Come si pensasse colà sul grande avvenimento nel quale egli aveva avuta un piccola parte e d'osservare specialmente se tra quei parlatori ci fosse qualche galantuomo a cui un povero figliuolo potesse fidarsi di domandar la strada Senza timore di essere messa alle
strette e forzato a charlar dei fatti suoi Ma diceva uno questa volta par Pro che i milanesi abbiam voluto far davvero basta Domani al più tardi si saprà qualcosa mi pento di non essere andato a Milano stamattina diceva un altro se vai domani vengo anch'io disse un terzo poi un altro poi un altro quel che vorrei sapere riprese Il primo è se quei signori di Milano penseranno anche alla povera gente di campagna o se faranno Far la legge buona solamente per loro sapete come sono eh cittadini Superbi tutto per loro gli altri come se non
ci ci fossero la bocca l'abbiamo anche noi sia per mangiare sia per dir la nostra ragione disse un altro con voce tanto più modesta quanto più la proposizione era avanzata e quando la cosa si è incamminata ma credete meglio di non finir la frase del grano nascosto non ce n'è Solamente in Milano cominciava un altro con un'aria cupa e maliziosa quando sentono avvicinarsi un cavallo corron tutti all'uscio e riconosciuto colui che arrivava G vanno incontro era un mercante di Milano che andando più volte l'anno a Bergamo per i suoi traffichi era solito passar la notte
in quell'osteria e siccome ci trovava quasi sempre la stessa compagnia li conosceva tutti gli s'a affollano intorno uno prende la briglia un altro La Staffa Ben Arrivato Ben arrivato Bentrovati Avete fatto buon viaggio buonissimo e voi altri Come state Bene bene che nuove ci portate da Milano Ah ecco qu delle novità disse il Mercante smontando e lasciando il cavallo in mano di un garzone e poi e poi continuò entrando con una compagnia a quest'ora le saprete forse meglio di me non sappiamo nulla davvero disse uno mettendosi la mano al petto possibile disse il Mercante Dunque
ne sentirete Delle belle o delle brutte Ehi Oste il mio letto solito è in libertà bene Un bicchi di vino è il mio solito boccone subito perché voglio andare a letto presto per partir domattina e arrivare a Bergamo per l'ora del desinare e voi altri continuò mettendosi a sedere dalla parte opposta a quella dove stava Renzo zitto e attento voi altri non sapete di tutte quelle diavolerie di ieri di ieri sì vedete Dunque riprese Il mercante se le sapete le novità lo dicevo io che Stando qui sempre di Guardia per frugar quelli che passano ma
oggi com'è andata oggi ma oggi non sapete niente d'oggi niente ha fatto non è passato nessuno Dunque Lasciatemi bagnare le labbra e poi vi dirò le cose d'oggi sentirete ì il bicchiere lo prese con una mano Poi con le prime due dita dell'altra sollevò i baffi poi si lisci la barba bevette e riprese oggi amici cari ci mancò poco che non fosse una giornata brusca come ieri o peggio e non mi par quasi vero D'essere qui a chiacchierare con voi altri perché avevo già messo da parte ogni pensiero di viaggio per restare a guardare la
mia povera bottega che diavolo c'era disse uno degli ascoltanti proprio il diavolo sentirete e Trinci la pietanza che gli era stata messa davanti e poi mangiando continuò il suo racconto i compagni ritti di qua e di là della tavola lo stavano a sentire con la bocca aperta Renzo al suo posto senza che paresse suo Fatto stava attento forse più di tutti masticando ad agio Adagio gli ultimi suoi Bocconi stamattina Dunque quei birboni che ieri avevano fatto quel Chiasso orrendo si trovarono ai posti convenuti già c'era un'intelligenza tutte cose preparate si riunirono e ricominciarono quella bella
storia di girare di strada in strada gridando per tirare altra gente sapete che è come quando si spazza con riverenza parlando la casa Il Mucchio del sudiciume ingrossa quanto più va avanti quando parve loro d'esser gente abbastanza S avviarono verso la casa del signor vicario di provvisione come se non bastassero le tirannie che gli hanno fatte ieri a un signore di quella sorte Oh che birbon e la roba che dicevan contro di lui tutte invenzioni un signor da bene puntuale e io lo posso dire che son tutto di casa e lo servo di panno per
le livree della servitù si incamminarono Dunque verso quella casa Bisognava veder che canaglia Che facce Figuratevi che son passati davanti alla mia bottega facce che i Giudei della viacrucis non ci son per nulla e le cose che uscivan da quelle bocche da Tars gli orecchi se non fosse stato che non tornava conto di farsi scorgere andavan Dunque con la buona intenzione di dare il sacco ma e qui alzata in aria e stesa la mano sinistra si mise la punta del pollice alla punta del naso ma dissero tutti gli ascoltatori Ma continua il Mercante trovarono la
strada chiusa con travi e con carri e dietro quella Barricata una bella fila di Micheletti con gli archibusi spianati per riceverli Come si meritavano quando Videro questo Bell apparato cosa avreste fatto voi altri tornare indietro sicuro e così fecero ma Vedete un poco se non era il demonio che li portava son lì sul Cordusio vedon lì quel forno che fin da ieri avevan voluto saccheggiare e cosa si faceva in quella bottega si Distribuiva il pane agli avventori c'era dei Cavalieri e fior di cavalieri a in un batter d'occhio Cavalieri Fornai avventori Pani banco panche madie
casse sacchi frulloni crusca farina pasta tutto sotto sopra e i Micheletti e Micheletti avevano la casa del Vicario da guardare non si può cantare e portare la croce fu in un batter d'occhio vi dico piglia Piglia tutto ciò che c'era buono a qualcosa fu preso e poi torna in campo quel Bell ritrovato di ieri di Portare il resto sulla piazza e di farne una fiammata e già cominciavano in manigoldi a tirar fuori roba quando uno più goldo degli altri indovinate un po' con Che bella proposta venne fuori di che cosa di fare un mucchio di
tutto nella bottega e di far fuoco al mucchio e alla casa insieme Detto Fatto ciè andato fuoco Aspettate un galantuomo del vicinato ebbe un'ispirazione dal cielo corse su nelle stanze cercò d' Crocifisso lo trovò l'attacca archetto D' una finestra prese da capo d' un letto due candele benedette le accese e le mise sul davanzale a destra e a sinistra del Crocifisso la gente guarda in su in un Milano bisogna dirla c'è ancora del Timor di Dio tutti tornarono in sé la più parte voglio dire c'era bensì dei diavoli che per rubare avrebbero dato fuoco anche
al Paradiso ma visto che la gente non era del loro parere dovettero smettere Star keti Indovinate ora chi arrivò all'improvviso Tutti i monsignori del Duomo in processione a croce alzata in abito corale e Monsignor mazenta Arciprete cominciò a predicare da una parte e Monsignor Settala penitenziere da un'altra e gli altri anche loro ma brava gente ma cosa volete fare ma è questo l'esempio che date ai vostri figliuoli Ma tornate a casa ma non sapete che il pane ha buon mercato più di prima Ma andate a vedere che c'è l'avviso sulle cantonate era vero diavolo volete
che i Monsignori del Duomo venissero in caam magna a dir delle fandonie e la gente cosa fece a poco a poco se ne andarono Corsero alle cantonate E chi sapeva leggere la c'era proprio la meta indovinate un poco un pane dot tonce per un soldo che bazza La Vigna è bella purché la duri sapete quanta farina hanno mandata a male Tra ieri e stamattina da mantenerne il Ducato per due mesi e per fuori di Milano non si è fatta nessuna legge buona quel che si è Fatto per Milano è tutto a spese della città non
so che vi dire per voi altri sarà quel che dio vorrà a buon conto i Fracassi son finiti non Vho detto tutto ora vieni il buono cosa c'è ancora c'è che ier sera o stamattina che sia ne sono stati agguanta molti e subito s'è saputo che i capi saranno impiccati appena cominciò a spargersi questa voce ognuno andava a casa per la più corta per non arrischiare d' esserne il numero Milano quando io ne sono uscito pareva Un convento di frati l' Impiccheranno poi davvero e come è presto rispose Il mercante e la gente cosa farà
andò ancora colui che aveva fatta l'altra domanda la gente andrà a vedere disse il Mercante avevan tanta voglia di veder morire un cristiano all'aria aperta che volevano birboni far la festa al signor vicario di provvisione invece su avranno quattro tristi serviti con tutte le formalità accompagnati dai Cappuccini E dai confratelli della buona morte e Gente che se l'è meritato è una Provvidenza vedete era una cosa necessaria cominciava già a prendere il vizio di entrar nelle botteghe di Servirsi senza metter mano alla borsa se li lasciavano fare dopo il pane sarebbero venuti al vino e così
di mano in mano Pensate se coloro volevano smettere di loro spontanea volontà un'usanza così comoda e vi so dirio che per un galantuomo che ha la Bottega Aperta Era un pensiero poco Allegro davvero disse uno degli ascoltatori davvero ripeterono gli altri ad una voce e continuò Il mercante asciugandosi la barba col tovagliolo l'era ordita da da un pezzo c'era una lega sapete c'era una lega c'era una lega tutte cabale ordite da navarrini da quel Cardinale là di Francia sapete chi voglio dire che ha un certo nome mezzo turco e che ogni giorno ne pensa una
per far qualche dispetto alla corona di Spagna ma soprattutto tende a far qualche tiro a Milano perché vede bene il furbo che qui sta la forza del re già ne volete una prova chi ha fatto il più gran Chiasso eran Forestieri andavano in giro facce che in Milano non S eran mai vedute Anzi mi dimenticavo di dirven una che mi è stata data per certa la giustizia aveva acchiappato uno in un'osteria Renzo il quale non perdeva unet di quel discorso al tocco di questa corda si Sentì venir freddo e diede un guizzo Prima che potesse
pensar contenersi nessuno però se ne avvide e il dicitore senza interrompere il filo del racconto seguitò uno che non si sa bene ancora da che parte fosse venuto da chi fosse mandato né che razza d'uomo si fosse Ma certo Era uno dei capi già ieri nel forte del Baccano aveva fatto il diavolo e poi non contento di questo s'era messa a predicare e a proporre così una galanteria che s' ammazzassero tutti i Signori birbante chi farebbe viver la povera gente quando i signori fossero ammazzati la giustizia che l'aveva appostato gli mise l'unghia addosso gli trovarono
un fascio di Lettere e lo menavano in gabbia ma che i suoi compagni che facevano la ronda intorno all'osteria vennero in gran numero e lo liberarono il manig E cosa ne è stato non si sa Sarà scappato o sarà nascosto in Milano son gente che non ha né casa né tetto e Trovan per tutto da alloggiare e da rintanarsi però finché il diavolo può e vuole aiutarli ci Dan poi dentro quando meno se lo pensano perché quando la pera è matura convi che caschi per ora si sa di sicuro che le lettere sono rimaste in
mano della Giustizia e che c'è descritta tutta la cabala e si dice che ne andà di mezzo molta gente Peggio per loro che hanno messo a soquadro mezzo Milano e volevano anche far peggio dicono che i Fornai son birboni lo so anch'io ma Bisogna impiccarli per via di giustizia c'è del grano nascosto chi non lo sa ma tocca a chi comanda a tener buone spie e andarlo a dissotterrare e mandare anche gli incettatori a dar calci all'aria in compagnia dei Fornai e se chi comanda non fa nulla tocca alla città a ricorrere e se non
danno retta alla prima ricorrere ancora che a forza di ricorrere s'ottiene e non metter su un'usanza così scellerata ad entrare nelle botteghe e nei fondachi a prender La roba a mansalva a Renzo quel poco mangiare era andato in tanto veleno Gli pareva milleanni d'essere fuori e lontano da quell'osteria da quel paese e più di 10 volte aveva detto a se stesso andiamo andiamo Ma quella paura di dar sospetto cresciuta allora oltremodo e fatta tiranna di tutti i suoi pensieri l'aveva tenuto sempre inchiodato sulla panca in quella perplessità Pens so che il charlone doveva poi finir
di parl di lui e concluse tra sé di muoversi appena Sentisse attaccare qualche altro discorso e per questo disse uno della Brigata io che so come vanno queste faccende che nei tumulti galantuomini non ci stanno bene non mi sono lasciato vincere dalla curiosità e son rimasta a casa mia e io mi son mosso disse un altro io soggiunse un terzo Se per caso mi fossi trovato in Milano avrei lasciato imperfetto qualunque affare e sarei tornato subito a casa mia Ho moglie e figliuoli e poi dico la verità I Baccani non mi piacciono a questo punto
loste che era stato anche lui a sentire andò verso l'altra cima della tavola per veder cosa faceva quel forestiero Renzo colse l'occasione chiamò loste con un cenno gli chiese il conto lo sald senza tirare quantunque l'acque fossero molto basse e senza fare altri discorsi andò diritto all'uscio passò la soglia e a guida della Provvidenza si incamminò dalla parte opposta a quella per cui era Venuto Capitolo 17 basta spesso una voglia per Non lasciar ben avere un uomo pensate poi due alla volta l'una in guerra con l'altra il povero renzon ne aveva da molte ore due
tali in corpo come sapete la voglia di correre e quella di star nascosto e le sciagurate parole del mercante gli avevano accresciuto oltr modo l'una e l'altra ad un colpo dunque la sua avventura aveva fatto Chiasso Dunque lo volevano a qualunque patto chissà quanti Birri erano in campo per dargli la caccia quali ordini erano stati spediti di frugar nei paesi nell osterie per le strade pensava bensì che finalmente i Birri che lo conoscevano eran due soli e che il nome non lo portava scritto in fronte Ma gli tornavano in mente certe storie che aveva sentite
raccontare di fuggitivi colti e scoperti per strane combinazioni riconosciuti all'andare all'aria Sospettosa ad altri segnali impensati tutto gli faceva ombra quantunque nel momento che usciva di Gorgonzola scocc assero le 24 e le tenebre che venivano innanzi diminuissero sempre più quei pericoli Ciò nonostante prese controvoglia la strada maestra e Si propose d' entrar nella prima viottola che gli paresse condur dalla parte dove gli premeva di riuscire sul principio incontrava qualche Viandante ma piano la fantasia Di quelle brutte apprensioni non ebbe cuore da bordar nessuno per informarsi della strada ha detto 6 miglia colui pensava se andando
di strada dovessero anche diventare 810 le gambe che hanno fatte l'altre faranno anche queste verso Milano non va di certo Dunque vo verso ladda Cammina cammina e presto tardi ci arriverò ladda a buona voce e quando le sarò vicino non ho più bisogno di chi me li insegni se qualche barca c'è da poter passare passo subito altrimenti mi Fermerò fino alla mattina in un campo su una pianta come le passere meglio solo una pianta che in prigione ben presto vidi aprirsi una straducale a mancina e ventr a quell'ora se si fosse abbattuto in qualcheduno non
avrebbe più fatte tante cerimonie per farsi insegnare la strada ma non sentiva anima vivente andava Dunque Dove la strada lo conduceva e pensava io fare il diavolo io ammazzare tutti i signori Un fascio di lettere io i miei compagni che Mi stavano a far la guardia pagherei qualche cosa a trovarmi avvis avviso con quel mercante di là dall'adda Ah Quando l'avrò passata quest' addda Benedetta e fermarlo e domandargli un comodo dove abbia pescate tutte quelle belle notizie Sappiate ora mio caro signore che la cosa è andata così e così e che il diavolo che ho
fatto è stato ad aiutar Ferrer come se fosse stato un mio fratello sappiate che quei birboni che a sentir voi erano i miei amici perché in Un certo momento io dissi una parola da buon cristiano mi vollero fare un brutto scherzo sappiate che intanto che voi stavate a guardare la vostra bottega io mi faceva schiacciare le costole per salvare il vostro signor vicario di provvisione che non l'ha mai visto né conosciuto aspetta che muovo un'altra volta per aiutar signori è vero che bisogna farlo per l'Anima son prossimo anche loro e quel gran fascio di lettere
dove c'era tutta la cabale che adesso in Mano della Giustizia come voi sapete di certo Scommettiamo che ve lo fa comparire qui senza l'aiuto del diavolo avete curiosità di vederlo quel fascio Eccolo qui una lettera sola sì signore una lettera sola e questa lettera se lo volete sapere l'ha scritta un religioso che vi può insegnar la dottrina Quando si sia un religioso che senza farvi torto Val più un pelo della sua barba che tutta la vostra è scritta questa lettera come vedete ad un altro Religioso un uomo anche lui vedete ora Quali sono i furfanti
miei amici e imparate a parlare un'altra volta principalmente quando si tratta del prossimo ma dopo qualche tempo questi pensieri ed altri simili cessarono affatto le circostanze presenti occupavano tutte le facoltà del povero Pellegrino la paura d'essere inseguito scoperto che AV tanto amareggiato il viaggio in pieno giorno non gli dava ormai più fastidio ma quante cose Rendevano questo molto più noioso le tenebre La solitudine la stanchezza cresciuta E ormai dolorosa tirava una brezzolina sorda uguale sottile che doveva far poco servizio a chi si trovava ancora indosso quegli stessi vestiti che s'era messi per andare a nozze
in quattro salti e tornar trionfante a casa sua e ciò che rendeva ogni cosa più grave quell'andare alla Ventura e per dir così al tasto cercando un luogo di riposo e di Sicurezza quando s' abbatteva a passare per qualche paese andava ad agio ad agio guardando però se ci fosse ancora qualche uscio aperto ma non vide mai altro segno di gente desta che qualche lumicino trasparente da qualche impannata nella strada fuor dell'abitato si soffermava ogni tanto stava in orecchi per vedere se sentiva quella Benedetta voce dell'Adda ma invano altre voci non sentiva che un mugolio
di cani che veniva da qualche Cascina isolata Vagando per l'aria lamentevole insieme e minaccioso al suo Avvicinarsi a qualcheduna di quelle il mugolio si cambiava in un abbaiare frettoloso e rabbioso nel passar davanti alla porta sentiva vedeva quasi il bestione col muso al fessino della porta raddoppiare gli urli cosa che gli faceva andar via la tentazione di picchiare e di chieder ricovero e forse anche senza i cani non ci si sarebbe risolto Chi è là pensava Cosa volete a quest'ora come siete Venuto qui Fatevi conoscere non c'è osterie da alloggiare Ecco andandomene quel che mi
diranno se Picchio quando anche non ci dorma qualche pauroso che a buon conto si mette a gridare aiuto al ladro Bisogna aver subito qualcosa di chiaro da rispondere E cos' ho da rispondere io chi sente un rumore la notte non gli viene in testa altro che ladri malviventi trappole non si pensa mai che un galantuomo possa trovarsi in strada di notte se non è un cavaliere in Carrozza allora serbava quel partito all'estrema necessità e tir innanzi con la speranza di scoprire almeno l'Adda se non passarla in quella notte e di non dover andarne alla cerca
di giorno chiaro Cammina cammina arrivò dove la campagna coltivata moriva in una sodagas sparsa di Felci e di scope gli parve sendo un indizio almeno un certo Quale argomento di fiume vicino e si inoltrò per quella seguendo un sentiero che l' attraversava fatti pochi passi si fermò Ad ascoltare ma ancora invano la noia del viaggio veniva accresciuta da alla Salvati chezza del luogo e da quel non veder più né un gelso né una vite né altri segni di cultura umana che prima Pareva quasi che gli facessero una mezza compagnia Ciò nonostante andò avanti e siccome
Nella sua mente cominciavano a suscitar Sii certe immagini certe apparizioni lasciatevi in serbo dalle novelle sentite raccontar da bambino così per discaccia charle o per Acquietarsi per i morti a poco a poco si trovò tra Macchi più alte seguitando ad andare avanti e allungando il passo con più impazienza che voglia Cominciò a vedere tra le macchie qualche albero sparso e andando ancora sempre per lo stesso sentiero s'accorse di entrare in un bosco provava un certo ribrezzo a inoltrarvi ma lo vinse e controvoglia andò avanti Ma più che si inoltrava più il ribrezzo cresceva più Ogni
cosa gli dava fastidio gli alberi che vedeva in Lontananza gli rappresentavano figure strane deformi mostruose l' annoiava l'ombra delle cime leggermente agitate che tremolava sul sentiero illuminato qua e là dalla Luna lo stesso scrosciare delle foglie secche che calpestava o muoveva camminando aveva per il suo orecchio un non so che Dodi coso le gambe provavano come una smania un impulso di corsa e nello stesso tempo pareva che durassero fatica a regger la persona sentiva la brezza notturna Batter più rigida e maligna sulla fronte e sulle gote se la sentiva scorrer tra i panni e le
carni e e raggrinzire più acuta nelle ossa rotte dalla stanchezza e spegner vi quell'ultimo rimasuglio di vigore a un certo punto quell' ggia quell'orrore indefinito con cui l'animo combatteva da qualche tempo parve che ad un tratto lo soverchi asse era per perdersi affatto Ma atterrito più che d' ogni altra cosa del suo terrore richiamò al cuore gli Antichi spiriti e gli comandò che reggesse così rinfrancato un momento si fermò su due piedi a deliberare hais aveva ad uscir subito di lì per la strada già fatta d' andar diritto all'ultimo paese per cui era passato di
tornar tra gli uomini e di cercare un ricovero anche all'osteria e stando così fermo sospeso il fcio dei piedi nel fogliame tutto tacendo d'intorno a lui cominciò a sentire un rumore un mormorio un mormorio d'acqua corrente sta in Orecchi ne è certo esclama è ladda fu il ritrovamento d'un amico d'un fratello d'un Salvatore la stanchezza quasi scomparve gli tornò il polso sentì il sangue scorrer libero e tepido per tutte le vene sentì crescer la fiducia dei pensieri e svanire in gran parte quell'incertezza e gravità delle cose e non esitò ad internarsi sempre più nel bosco
dietro all'amico rumore arrivò in pochi momenti all'estremità del Piano sull'orlo d' Unaa Riva profonda e guardando in giù Tra le macchie che la tutta la rivestivano vide l'acqua luccicare e correre alzando poi lo sguardo vide il Vasto piano dell'altra Riva sparso di paesi e al di là i colli e su uno di quelli una gran macchia biancastra che gli parve dover essere una città Bergamo sicuramente scese un po' sul pendio e separando e diramando con le mani e con le braccia il prunaio guardò giù se Qualche barchetta si muovesse nel fiume ascoltò se sentisse batter
de Remi ma non vide né sentì nulla se fosse stato qualcosa di meno dell'Adda Renzo scendeva subito per tentarne il guado Ma sapeva bene che l'Adda non era fiume da trattarsi così in confidenza perciò si mise a consultar tra sé molto A sangue freddo sul partito da prendere arrampicarsi su una pianta e star lì ad aspettar l'Aurora per Forse 6 ore che poteva ancora indugiare con Quella brezza con quella Brina vestito così c'era più che non bisognasse per intirizzire davvero passeggiare innanzi e indietro tutto quel tempo oltre che sarebbe stato poco efficace aiuto contro il
rigore del sereno era un richieder troppo da quelle povere gambe che avevano fatto già più del loro dovere gli venne in mente d' aer veduto in uno dei campi più vicini alla sodagar una di quelle capanne coperte di paglia costrutte di tronchi e di rami Intonacati poi con la mota dove i contadini del milanese usan l'estate depositar la raccolta e ripararsi la notte a guardarla nell altre stagioni rimangono abbandonate la disegnò subito per suo albergo si rimise sul sentiero ripasso il bosco le macchie eella saglia e andò verso La Capanna un usci Accio intarlato e
sconnesso era rabatt tuto senza chiave né catenaccio Renzo l'a prì entrò vide sospeso per aria e sostenuto da ritorte di rami un graticcio a Foggia Da Mac ma non si Curò di salirvi vide in terra un po' di paglia e pensò che anche lì una dormitina sarebbe ben saporita prima però di sdraiarsi su quel letto Che la provvidenza gli aveva preparato Vi si inginocchiò a ringraziarlo di quel benefizio e di tutta l'assistenza che aveva avuta da essa in quella terribile giornata disse poi le sue solite devozioni e per di più chiese perdono a Domine e
Dio di non averle dette la sera Avanti Anzi per dir Le sue parole di essere andato a dormire come un cane e peggio e per questo soggiunse Poi tra sé appoggiando le mani sulla paglia e di in ginocchioni mettendosi a giacere per questo mi è toccata la mattina quella bella svegliata raccolse poi tutta la paglia che rimaneva all'intorno e se l' accomodò addosso facendosene alla meglio una specie di coperta per Temperare il freddo che anche là dentro si faceva sentire molto bene e vi si rannicchiò Sotto con l'intenzione di dormire un bel sonno parendogli d'averlo
comprato anche più caro del dovere ma appena ebbe chiusi gli occhi cominciò nella sua memoria o nella sua fantasia il luogo preciso non ve lo saprei dire cominciò dico un andare e venire di gente così affollato così incessante che Addio sonno Il mercante il notaio i Birri lo spadaio l'Oste Ferreri Il vicario la Brigata dell'Osteria tutta quella turba delle strade poi Don abondio poi Don Rodrigo tutta gente con cui Renzo aveva che dire tre sole immagini gli si presentavano non Accompagnate da alcuna memoria amara nette d'ogni Sospetto e Amabili in tutto e due principalmente molto
differenti al Certo ma strettamente legate nel cuore del giovine una treccia nera e una barba bianca ma anche la Sol aione che provava nel fermare sopra di esse il pensiero Era tutt'altro che pretta e tranquilla pensando al buon frate sentiva più Vivamente la vergogna delle proprie scappate della turpe intemperanza del bel caso che aveva fatto dei paterni consigli di lui e contemplando le immagini di Lucia non Ci proveremo a dire ciò che sentisse il lettore conosce le circostanze se lo figuri e quella povera Agnese come l'avrebbe potuta dimenticare quell' Agnese che l'aveva scelto che l'aveva
già considerato come una cosa sola con la sua unica figlia e prima di ricevere da lui il titolo di Madre ne aveva preso il linguaggio e il cuore è dimostrata coi fatti la premura ma era un dolore di più e non il meno pungente quel pensiero che ingrazia appunto di così amorevoli intenzioni di tanto bene che voleva a lui la povera donna si trovava ora snida quasi raminga incerta dell'avvenire e raccoglieva guai e travagli da quelle cose appunto da cui aveva sperato il riposo e la giocondità degli ultimi suoi anni notte povero Renzo quella che
Doveva esser la quinta delle sue nozze che stanza che letto matrimoniale e dopo qual giornata e per arrivare a qual domani a qual serie di giorni quel che dio vuole rispondeva ai pensieri che gli davan più noia quel che dio vuole lui sa quel che fa c'è anche per noi vada tutto inconto dei miei peccati Lucia è tanto buona non vorrà poi farla patire un pezzo un pezzo un pezzo tra questi pensieri disperando ormai d' attaccar sonno e facendosi il Freddo sentir sempre più a segno che era costretto ogni tanto a tremare a battere i
denti sospirava la venuta del giorno e misurava con impazienza il lento scorrer dell'ore dico misurava perché ogni mezz'ora sentiva in quel Vasto silenzio rimbombare i tocchi di un orologio Mi immagino che dovesse essere quello di Trezzo e la prima volta che gli ferì gli orecchi quello scocco così inaspettato senza che potesse avere un'idea del luogo donde venisse gli fece un senso Misterioso e solenne come di un avvertimento che venisse da persona non vista con una voce sconosciuta quando finalmente quel martello ebbe battuto 11 tocchi che era l'ora disegnata da Renzo per levarsi s'alzò mezzo intirizzito
si mise in ginocchioni disse e con più fervore del solito le devozioni della mattina si rizzò si Stir in lungo e in largo scosse la vita e le spalle come per mettere insieme tutte le membra che ognuno Voleva che facesse da sé soffiò in una mano Poi nell'altra se le stropicci aprì l'uscio della Capanna e per la prima Cosa diede un'occhiata in qua e in là per vedere se c'era nessuno e non vedendo nessuno cercò con l'occhio il sentiero della Sera avanti lo riconobbe subito e prese per quello il cielo prometteva una bella giornata la
luna in un canto pallida e senza raggio pure spiccava nel campo immenso d' un Bigio ceruleo che giù Verso l'oriente s'andava sfumando leggermente in un giallo Roseo più giù all'orizzonte si stendevano a lunghe falde ineguali poche nuvole tra l'azzurro e il Bruno le più basse orlate al di sotto d' una striscia quasi di fuoco che di mano in mano si faceva più viva e tagliente da mezzogiorno.com così bello quando è bello così spendido così in pace se Renzo si fosse trovato lì andando a spasso certo avrebbe guardato in su e Ammirato quell albeggiare così diverso
da quello che era solito vedere nei suoi monti ma badava alla sua strada E camminava a passi lunghi per riscaldarsi e Per arrivar presto passa i campi passa la sodagas passa le macchie attraversa il bosco guardando in qua e in là e ridendo e vergognandosi nello stesso tempo del ribrezzo Che aveva provato poche ore prima è sul ciglio della riva guarda giù e di tra i rami vede una barchetta di Pescatore che veniva ad agio contra acqua radendo quella sponda scende subito per la più corta tra i Bruni è sulla riva D una voce leggera
Leggera Al Pescatore e con l'intenzione di far come se chiedesse un servizio di poca importanza ma senza vederseli in una maniera mezzo supplichevole gli accenna che approdi il pescatore gira uno sguardo lungo la riva Guarda attentamente lungo l'acqua che viene si volta a guardare indietro lungo l'acqua Che va e poi dirizzo verso Renzo e approda Renzo che stava sull'orlo della riva quasi con un piede nell'acqua afferra la punta del Battello ci salta dentro e dice Mi fareste il servizio col pagare di tragarm di là Il Pescatore l'aveva indovinato E già voltava da quella parte Renzo
vedendo sul fondo della Barca un altro Remo si china e l'afferra adagio adagio disse il padrone ma nel veder poi con che Arbo il giovine aveva Preso lo strumento e si disponeva a maneggiarlo ah ah siete del mestiere un pochino rispose Renzo e ci si mise con un vigore e con una maestria più che da dilettante e senza mai rallentare dava ogni tanto un'occhiata ombrosa alla riva da cui si allontanavano e poi una impaziente a quella dove erano rivolti e si coceva di non poterci andar per la più corta che la corrente era in quel
luogo troppo rapida per tagliarla direttamente e la barca parte rompendo Parte secondando il filo dell'acqua doveva fare un tragitto diagonale Come accade in tutti gli affari Un po' imbrogliati che le difficoltà alla prima si presentino all'ingrosso e nell'eseguire poi vengan fuori per minuto Renzo ora che l'Adda era si può dir passata gli dava fastidio il non saper Di certo se liessa fosse Conf fine o se superato quell'ostacolo gliene rimanesse un altro da superare onde chiamati Il pescatore e accennando col Capo quella macchia biancastra che aveva veduta la notte avanti e che allora gli appariva ben
più distinta dis sé è Bergamo quel paese la città di Bergamo rispose Il pescatore e quella Riva lì è bergamasca terra di San Marco Viva San Marco esclamò Renzo Il Pescatore non disse nulla toccano finalmente quella Riva Renzo Vi si slancia ringrazia Dio tra sé e poi con la bocca il Barcaiolo mette le mani in tasca tira fuori una berlinga che attese le circostanze non Fu un piccolo spro prio e la porge al galantuomo il quale data ancora un'occhiata alla riva Milanese e al fiume di sopra e di sotto stese la mano prese la mancia
la ripose poi strinse le labbra e per di più ci mise il dito in croce accompagnando quel gesto con un'occhiata espressiva e disse poi buon viaggio E tornò indietro perché la così pronta e discreta cortesia di Costui verso uno sconosciuto non faccia troppo Maravigliare il lettore dobbiamo informarlo che quell'uomo pregato spesso da un simile servizio da Contrabbandieri e da banditi era avvezzo a farlo Non tanto per amore del poco e in certo guadagno che gliene poteva venire quanto per non farsi dei nemici in quelle classi lo faceva dico ogni volta che potesse essere sicuro che
non lo vedessero Né gabellieri né Birri né esploratori così Senza voler più bene ai primi che ai secondi cercava di Soddisfarli tutti con quell'impero te ordinaria di chi è obbligato a trattar con certuni e soggetto a render conto a Cert altri Renzo si fermò momentino sulla riva a contemplar la riva opposta quella terra che poco prima scottava tanto sotto i suoi piedi Ah ne son proprio fuori fu il suo primo pensiero sta lì il maledetto paese fu il secondo l'addio alla patria ma il terzo corse a chi lasciava in quel paese Allora incrociò Le braccia
sul petto mise un sospiro abbassò gli occhi sull'acqua che gli scorreva ai piedi e pensò è passata sotto il ponte così all'uso del suo paese chiamava per antonomasia quello di Lecco Ah mondo birbone basta quel che dio vuole voltò le spalle a quei tristi oggetti e si incamminò prendendo per punto di mira la macchia biancastra sul pendio del Monte finché trovasse qualche d'uno da farsi insegnare la strada Giusta e bisognava vedere con che disinvoltura s' accostava viandanti e senza tanti rigiri nominava il paese dove abitava quel suo cugino dal primo a cui si rivolse seppe
che Gli rimanevano ancor nove miglia da fare quel viaggio non fu lieto senza parlare dei guai che Renzo portava con sé il suo occhio veniva ogni momento rattristato da Oggetti dolorosi dei quali dovette accorgersi che troverebbe nel paese in cui si inoltrava la penuria che aveva Lasciato nel suo per tutta la strada e più ancora nelle terre e nei borghi incontrava ad ogni passo poveri che non eran poveri di mestiere e mostravano una miseria più nel viso che nel vestiario contadini Montanari artigiani famiglie intere e un mistor un zio di preghiere di e diviti quella
vista oltre la compassione e la malinconia lo metteva anche in pensiero dei casi suoi Chissà andava meditando se trovo da far bene se c'è lavoro come negli anni Passati basta Bortolo mi voleva bene un buon figliolo ha fatto danari m'ha invitato tante volte non m' abbandonerà e poi la provvidenza m'ha aiutato finora m' aiuterà anche per l'avvenire intanto l'appetito risvegliato già da qualche tempo andava crescendo miglio in miglio e quantunque Renzo quando cominciò a dargli retta sentisse di poter reggere senza grande incomodo per quelle due o tre che gli potevano rimanere pensò da un'altra Parte
che non sarebbe una bella cosa di presentarsi al cugino come un pitocco e dirgli per primo complimento Dammi da mangiare Si levò di tasca tutte le sue ricchezze le fece scorrere su una mano tirò la somma Non era un conto che richiedesse una grande aritmetica ma però c'era abbondantemente da farsi una mangiatina entrò in un'osteria a ristorarsi lo stomaco e infatti pagato che ebbe gli rimase ancor qualche soldo nell'uscire Vide accanto alla porta che quasi vi inciampava sdraiate in terra più che sedute due donne una attempata un'altra più giovine con un bambino che dopo aver
succhiato inano l'una e l'altra mammella piangeva piangeva tutti del color della morte e ritto vicino a loro un uomo nel viso del quale nelle membra si potevano ancora vedere i segni di un'antica robustezza domata è quasi spenta dal lungo disagio tutte e tre stesero la mano Verso colui che usciva con passo Franco e con l'aspetto rianimato nessuno parlò che poteva dir più di una preghiera Là c'è la provvidenza disse Renzo e cacciata subito la mano in tasca la votò di quei pochi soldi li mise nella mano che si trovò più vicina e riprese la sua
strada la Refezione E l'opera buona già che siam composti d'anima e di corpo avevan riconforta e Rallegrati tutti i suoi pensieri Certo dall'essersi così spogliato degli ultimi Danari gli era venuto più di confidenza per l'avvenire che non gliene avrebbe dato il trovarne 10 volte tanti perché se a sostenere in quel giorno quei poverini che mancavano sulla strada la provvidenza aveva tenuti in serbo proprio gli ultimi Quattrini di un estraneo fuggitivo incerto anche lui del come vivrebbe chi poteva credere che volesse poi lasciare in secco colui del quale si era servita a ciò E a cui
aveva dato un sentimento così vivo di sé Stessa così efficace così ir risoluto Questo era ad un dipresso il pensiero del giovine però Men chiaro ancora di quel che io abbia saputo esprimere nel rimanente della strada pensando ai casi suoi tutto gli si spian Ava la carestia doveva poi finire tutti gli anni si miete intanto aveva il cugino Bortolo e la sua abilità aveva per di più a casa un po' di denaro che si farebbe mandare subito con quello Alla peggio campere giorno per giorno finché tornasse L'abbondanza Ecco poi tornata finalmente L'abbondanza proseguiva Renzo nella
sua fantasia rinasce La furia dei lavori i padroni fanno a gara per avere degli operai milanesi che son quelli che sanno bene il mestiere gli operai milanesi alzan la cresta chi vuol gente abile Bisogna che la paghi si guadagna da vivere per più d'uno è da metter qualcosa da parte e si fa scrivere alle donne che vengano E poi perché aspettar tanto Non è vero che con Quel poco che abbiamo in serbo si sarebbe campati là anche quest'inverno così campero qui decorati ce n'è per tutto vengono quelle due care donne si mette su casa che
piacere andar passeggiando su questa stessa strada tutti insieme andar fino all'Adda in baroccio e far merenda sulla riva proprio sulla riva e far vedere alle donne il luogo dove mi sono imbarcato il prunaio da cui sono sceso quel posto dove sono stato a guardare se c'era un Battello arriva al paese del cugino nell'entrare anzi prima di mettervi piede distingue una casa alta alta ha più ordini di finestre lunghe lunghe riconosce un Filatoio entra domanda ad alta voce tra il rumore dell'acqua cadente e delle rote se stia lì un certo Bortolo castagneri il signor Bortolo Eccolo
là signore buon segno pensa Renzo vede il cugino gli corre incontro quello si volta riconosce il giovine che gli dice son qui un Oh di sorpresa un alzar Di braccia un gettarsi al collo scambievolmente dopo quelle prime accoglienze Bortolo tira il nostro giovine lontano dallo strepito degli ordigni e dagli occhi dei curiosi in un'altra stanza e gli dice ti vedo volentieri ma sei un Benedetto figliuolo t'avevo invitato tante volte ma non sei mai voluto venire ora arrivi in un momento un po' critico se te lo devo dire non sono venuto via di mia volontà disse
Renzo e con la più gran brevità Non però senza molta commozione Gli raccontò la dolorosa storia è un altro par di maniche disse Bortolo Oh povero Renzo ma tu hai fatto capitale di me e io non t' abbandonerò veramente ora non c'è ricerca d'operai Anzi appena ognuno tiene i suoi per non perderli e dis sviare il negozio ma il padrone mi vuol bene e ha della roba e a dirtela in gran parte la deve a me senza vantarmi lui il capitale e io quella poca abilità sono il primo lavorante sai e poi a Dirtela sono
il factotum Povera Lucia Mondella me ne ricordo come se fosse ieri una buona ragazza sempre la più composta In chiesa E quando si passava da quella sua casuccia Mi par di vederla quella casuccia appena fuori del paese con un bel fico che passava il muro No no non ne parliamo volevo dire che quando si passava da quella casuccia sempre si sentiva quell'aspetto a quel che vedo finché Dio gli lascia la briglia sul collo dunque Come ti dicevo anche qui si patisce un po' la fame A proposito come stai d'appetito Ho mangiato poco fa per viaggio
e a danari come stiamo Renzo stese una mano l'avvicinamento No io e non ci pensare che presto presto cambiandoli le cose se Dio vorrà me li renderai e te ne avanzerà anche per te Ho qualcosina a casa Me li farò mandare va bene e intanto conto di me Dio m'ha dato del bene perché faccia del bene e se non ne Fa a parenti agli amici a chi ne farò l'ho detto io della Provvidenza esclamò Renzo stringendo affettuosamente la mano al buon cugino Dunque riprese questo in Milano hanno fatto tutto quel Chiasso mi paiono un po'
matti con loro Già nera corsa la voce anche qui ma voglio che tu mi racconti poi la cosa più minutamente eh ne abbiamo delle cose da discorrere qui però vedi la va più quietamente e si fanno le cose con un po' più di giudizio la città ha comprate 2000 some di grano Da un mercante che sta a Venezia grano che vien di Turchia ma quando si tratta di mangiare la non si guarda tanto per il sottile Ora senti un po' cosa nasce nasce che i rettori di Verona e di Brescia chiudono i passi e dicono
di qui non passa grano che ti fanno i bergamaschi spediscono a Venezia Lorenzo Torre un dottore ma di quelli è partito in fretta s' è presentato al Dogi e ha detto che idea è venuta a quei signori rettori ma un discorso un discorso Dicono da dare alle stampe Cosa vuol dire avere un uomo che sappia parlare subito un ordine che si lasci passare il grano e i rettori non solo lasciarlo passare ma bisogna che lo facciano scortare ed è in viaggio e s'è pensato anche al Contado Giovan Battista Biava Nunzio di bergam in Venezia un
uomo anche quello ha fatto intendere al Senato che anche in campagna si pativa la fame e il Senato ha concesso 4.000 staia di miglio anche questo aiuta a far Pane e poi lo vuoi sapere se non ci sarà pane mangeremo del companatico il Signore m'ha dato del bene Come ti dico ora ti condurrò dal mio padrone gli ho parlato di te tante volte e ti farà buona accoglienza un buon bergamasc all'Antica un uomo di cuor Largo veramente ora non t' aspettava Ma quando sentirà la storia e poi gli operai sa di tenerli di conto perché
la carestia passa e il negozio più dura ma prima di tutto bisogna che t' avverta ad una cosa Sai come ci chiamano in questo paese noi altri dello Stato di Milano come ci chiamano ci chiaman Baggiani non è un bel nome tant'è Chi è nato nel Milanese e vuol vivere nel Bergamasco bisogna prenderselo in santa pace per questa gente dar del baggiano ad un milanese è come dar dell'illustrissimo ad un cavaliere lo diranno Mi immagino a chi se lo vorrà lasciar dire figliuolo mio se tu non sei disposto a sucar del Giano a tutto pasto
Non far conto di poter vivere qui bisognerebbe essere sempre col coltello in mano e quando Supponiamo tu ne avessi ammazzati due tre quattro verrebbe poi quello che ammazzerebbe te E allora che bel gusto di comparire al tribunal di Dio con tre o quattro omicidi sull'anima è un milanese che abbia un po' di e qui si picchiò la fronte col dito come aveva fatto nell'osteria della luna piena voglio dire uno che sappia bene il suo mestiere tutt'uno qui è un Baggiano anche lui Sai come dice il mio padrone quando parla di me co i suoi amici
quel baggiano è stato la Man di Dio per il mio negozio Se non avessi quel baggiano sarei ben impicciato le usanza così le è un usanza sciocca e vedendo quello che sappiam fare che finalmente Chi ha portata qui quest'arte chi la fa andare siamo noi possibile che non si Sian corretti finora no col tempo può essere i ragazzi che vengon su ma gli uomini fatti non c'è rimedio hanno Preso quel vizio non lo smettono più Cos'è poi finalmente era bene un'altra cosa quelle galanterie che t'hanno fatte e il di più che ti volevan fare i
nostri cari compatrioti Già è vero Se non c'è altro di male Ora che sei persuaso di questo tutto andrà bene Vieni dal padrone e coraggio tutto Infatti andò bene è tanto a seconda delle promesse di Bortolo che crediamo inutile di farne particolar relazione e fu veramente Provvidenza Perché la roba e i quattrini che Renzo aveva lasciti in casa vedremo orora quanto fosse da farci a segn capitolo 18 quello stesso giorno 13 di novembre arriva un espresso al signor Podestà di Lecco e gli presenta un Dispaccio del signor capitano di giustizia contenente un ordine di fare
ogni possibile più opportuna inquisizione per riscoprire se un certo giovine nominato Lorenzo Tramaglino filatore di seta scappato Dalle forze predic gregi Domini capitanei sia tornato palam vcam al suo paese ignotum Quale per l'appunto territorio le cerchi il detto Signor Podestà quanta Maxima diligen Fieri poterit d' averlo nelle mani e legato a dovere vidiz con buone manette attesa alles sperimentata insufficienza dei manichini per il nominato soggetto lo faccia condurre nelle carceri e lo ritenga lì sotto buona custodia per farne consegna a chi Sarà spedito a prenderlo e tanto nel caso del Sì come nel caso del
noed Laurenti tramini facta debita diligenzia quid quid drem repertum fuerit T fertis et informazion De ilus prava qualitate Vita et complici buus sutis e di tutto il detto e il fatto il trovato e il non trovato il preso e il lasciato diligente referais il signor podesta dopo essersi umanamente cerzi Orato che il soggetto non era tornato in paese fa chiamare Il Console del Villaggio e si fa condur da lui alla casa indicata con gran treno di notaio e di Birri la casa chiusa che alle chiavi Non c'è o non si lascia trovare si sfonda l'uscio
si fa la debita diligenza vale a dire che si fa come in una città presa d'assalto la voce di quella spedizione si sparge immediatamente per tutto il contorno viene agli orecchi del Padre Cristoforo il quale attonito non meno che afflitto domanda al terzo e al quarto per aver qualche lume intorno Alla cagione di un fatto così inaspettato Ma non raccoglie altro che congetture in aria e scrive subito al padre Bonaventura da al quale spera di poter ricevere qualche notizia più precisa Intanto i parenti e gli amici di Renzo vengono citati a deporre ciò che posson
sapere della sua Brava qualità aver nome Tramaglino è una disgrazia una vergogna un delitto il paese è sotto sopra a poco a poco si viene a sapere che Renzo è scappato dalla giustizia nel Bel mezzo di Milano e poi è scomparso corre voce che abbia fatto qualcosa di grosso Ma la cosa poi non si sa dire o si racconta in 100o maniere quanto più è grossa tantomeno vi han creduta nel paese dove Renzo è conosciuto per un bravo giovine i più presumono e vanno sussurrandogli orecchi l'uno con l'altro che è una macchina mossa da quel
prepotente di don Rodrigo per rovinare il suo povero Rivale Tant'è vero che a giudicar per induzione e senza la Necessaria cognizione dei fatti si fa alle volte gran torto Anche ai birbanti Ma noi coi fatti alla mano come si suol dire possiamo affermare che se colui non aveva avuto parte nella sciagura di Renzo se ne compiacque Però come se fosse opera sua e ne trionfò coi suoi Fidati e principalmente col Conte Attilio questo secondo i suoi primi disegni avrebbe dovuto a quell'ora trovarsi già in Milano ma le prime notizie del tumulto e della canaglia che
Girava per le strade in tutt'altra attitudine che di ricever bastonate aveva creduto bene di trattenersi in campagna fino a cose Quiete Tanto più che avendo offeso molti aveva qualche ragion di temere che alcuno dei tanti che solo per impotenza stavano Katy non prendesse animo dalle costanze e giudicasse il momento buono da far le vendette di tutti questa sospensione non fu di lunga durata l'ordine venuto da Milano dell'esecuzione da farsi contro Renzo era già un indizio che le cose avevano ripreso il corso ordinario e quasi nello stesso tempo se nebbe la certezza positiva il conte Attilio
partì immediatamente animando il cugino a persister nell'impresa a spuntar l'impegno e promettendogli che dal canto suo Si metterebbe subito a fare il fortunato accidente dell'ab bietto Rivale doveva fare un gioco Mirabile appena partito Attilio arrivò Il Griso da Monza sano e salvo e riferì Al suo padrone ciò che aveva potuto raccogliere che Lucia Era ricoverata Nel tal monastero sotto la protezione della tal signora e stava sempre nascosta come se fosse una monaca anche lei non mettendo mai piede fuor della porta e assistendo alle funzioni di chiesa da una finestrina con la grata cosa che dispiaceva
a molti i quali Avendo sentito motivare non so che di sue avventure e dir gran cose del suo viso avrebbero voluto un poco vedere Come fosse fatto questa relazione mise il diavolo addosso a Don Rodrigo o per dir meglio rende più cattivo quello che già ci stava di casa tante circostanze favorevoli al suo disegno infiammavano sempre più la sua passione Cioè quel misto di puntiglio di rabbia e di infame Capriccio di cui la sua passione era composta Renzo assente sfrattato bandito di maniera che ogni cosa diventava lecita contro di lui e anche la sua Sposa
poteva essere considerata in certo Modo come roba di rubello il solo uomo al mondo che volesse potesse prender le sue parti e fare un rumore da essere sentito anche lontano e da persone alte l'arrabbiato frate tra poco Sarebbe probabilmente anche lui fuor del caso di nuocere Ed ecco un nuovo impedimento non che contrappesi tutti quei vantaggi li rendeva si può dire inutili un monastero di Monza quando anche non ci fosse stata una principessa era un troppo duro per i denti di don Rodrigo e per quanto egli Ronz asse con la fantasia intorno a quel ricovero
non sapeva immaginar né via né verso di pugnar né con la forza né per insidie fu Quasi quasi ad abbandonar l'impresa fu per risolversi d' andare a Milano allungando anche la strada per non passar neppure da Monza e a Milano gettarsi in mezzo agli amici e ai divertimenti per discaccia con pensieri affatto Allegri quel pensiero divenuto ormai tutto tormentoso ma ma ma gli amici piano un poco con questi amici Invece d' una distrazione poteva aspettarsi di trovarne la loro compagnia nuovi dispiaceri perché Attilio Certamente avrebbe già preso la tromba e messo tutti in aspettativa da
ogni parte gli verrebbero Domandate notizie della Montanara bisognava rendere ragione s'era voluto s'era tentato cosa s'era ottenuto s'era preso un impegno un impegno un po' ignobile A dire il vero ma via Uno non può alle volte regolare i suoi capricci il punto è di soddisfare E come S usciva da questo impegno dando la vinta ad un Villano e ad un frate Oh e quando una buona sorte inaspettata senza fatica del buon Annulla aveva tolto di mezzo l'uno e un abile amico l'altro il buon Annulla non aveva saputo valersi della congiuntura e si ritirava vilmente dall'impresa
ce n'era più del bisogno per non alzar mai più il viso tra i galantuomini o avere ogni momento la spada alle mani e poi come tornare o Come rimanere in quella villa in quel Paese dove Lasciando da parte i ricordi incessanti e pungenti della passione si porterebbe lo sfregio d' un colpo fallito dove nello stesso tempo sarebbe cresciuto l'odio pubblico e scemata la riputazione del potere dove sul viso d'ogni mascalzone anche in mezzo agli inchini si potrebbe leggere un amaro la ingoiata ci ho gusto la strada dell'iniquità dice qui il manoscritto è larga Ma questo
non vuol dire che sia comoda ha i suoi buoni intoppi i suoi Passi scabrosi è noiosa la sua parte e faticosa benché vada all'ingiù a Don Rodrigo il quale non voleva uscirne né dare dietro né fermarsi e non poteva andare avanti da sé veniva Bensì in mente un mezzo con cui potrebbe ed era di chieder l'aiuto ad un tale le cui mani arrivavano spesso dove non arrivava la vista degli altri un uomo o un diavolo per cui La difficoltà delle imprese era Spesso uno stimolo a prenderle sopra di sé ma questo partito Aveva anche i
suoi inconvenienti e i suoi rischi tanto più gravi quantomeno si potevano calcolar prima Giacché nessuno avrebbe saputo prevedere fin dove anderebbe una volta che si fosse imbarcato con quell'uomo potente ausiliario Certamente ma non meno assoluto e pericoloso condottiere tali pensieri tennero per più giorni Don Rodrigo tra un sì e un no l'uno e l'altro più Che noiosi venne Intanto una lettera del cugino la quale Diceva che la trama era ben avviata poco dopo il baleno scoppiò il tuono vale a dire che una bella mattina si sentì che il padre Cristoforo era partito dal convento di
Pescarenico questo buon successo così pronto la lettera d'attilio che faceva un gran coraggio e minacciava di gran canzonature fecero inclinar sempre più Don Rodrigo al partito rischioso ciò che gli diede l'ultima spinta fu la notizia inaspettata che Agnese era tornata a Casa sua un impedimento di meno vicino a Lucia rendiamo conto di questi due avvenimenti cominciando dall'ultimo le due povere donne Si erano appena accomodate nel loro ricovero che si sparse per Monza e per conseguenza anche nel monastero la nuova di quel gran casso di Milano e dietro alla nuova grande una serie infinita di particolari
che andavano crescendo e variandi ogni momento la fattoressa che dalla sua casa poteva tenere un orecchio alla strada e Uno al monastero raccoglieva notizie di qui notizie di lì e ne faceva parte all'ospite 2 6 8 4 7 ne hanno messi in prigione li Impiccheranno parte davanti al forno delle grucce parte in cima alla strada dove c'è la casa del Vicario di provvisione Ehi ehi Sentite questa scappato uno che è di Lecco O di quelle parti il nome non lo so ma verrà qualcheduno che me lo saprà dire per vedere se lo conoscete questo annunzio
con la Circostanza d'esser Renzo appunto arrivato in Milano nel giorno fatale diede qualche inquietudine alle donne e principalmente a Lucia Ma pensate cosa fu quando la fattoressa venne a dir loro è proprio del vostro paese quello che se l'è battuta per non essere impiccato un filatore di seta che si chiama Tramaglino lo conoscete a Lucia che era a sedere Orlando non so che cosa cadde il lavoro di mano impallidì si cambiò tutta di maniera che la fattoressa se ne Sarebbe avvista Certamente se le fosse stata più vicina ma era ritta sulla soglia con Agnese la
quale conturbato anche lei però non tanto potè star forte e per rispondere qualcosa disse che in un piccolo paese tutti si conoscono e che lo conosceva ma che non sapeva pensare come mai gli fosse potuta seguire una cosa simile Perché era un giovine posato domandò poi se era scappato Di certo E dove scappato lo dicon tutti dove non si sa Può essere che la cappino ancora Può essere che sia in salvo ma se gli torna sotto lunghie il vostro giovine posato qui per buona sorte la fattoressa fu chiamata e se ne andò Figuratevi come rimanessero
la madre e la figlia più d'un giorno dovettero la povera donna e la desolata fanciulla stare in una tale incertezza a mulinare sul come sul Perché sulle conseguenze di quel fatto doloroso a commentare ognuna tra sé sottovoce tra loro quando potevano Quelle terribili parole un giovedì finalmente capitò al monastero un uomo a cercar D'Agnese era un pescaiolo di Pescarenico che andava a Milano secondo l'ordinario a spacciare la sua mercanzia e il buon frate Cristoforo l'aveva pregato che passando per Monza facesse una scappata al monastero salutasse le donne da parte sua raccontasse loro quel che si
sapeva del tristo caso di Renzo raccomandasse loro d' aver pazienza e confidare in Dio e che lui povero frate Non si dimenticherebbe certo di loro e spiere l'occasione di poterle aiutare e intanto non mancherebbe ogni settimana di far loro saper le sue nuove per quel mezzo o altrimenti intorno a Renzo il messo non seppe dire altro di nuovo e di certo se non la visita fattagli in casa e le ricerche per averlo nelle mani ma insieme che erano andate tutte a voto e si sapeva di certo che S era messo in salvo sul Bergamasco una
tale certezza e non fa bisogno di dirlo fu un gran Balsamo per Lucia da allora in poi le sue lacrime scorsero più facili e più dolci provò maggior conforto negli sfoghi segreti con la madre e in tutte le sue preghiere c'era mescolato Un ringraziamento Gertrude la faceva venire spesso in un suo parlatorio privato e la tratteneva talvolta lungamente compiacendosi dell'ingenuità e della dolcezza della poverina e nel sentirsi ringraziare e benedire ogni momento le raccontava anche in confidenza una parte La parte netta della sua storia di ciò che aveva patito per andar lì a patire e
quella prima maraviglia sospettosa di Lucia s'andava cambiando in compassione trovava in quella storia ragioni più che sufficienti a spiegar ciò che c'era un po' strano nelle maniere della sua benefattrice tanto più con l'aiuto di quella dottrina D'Agnese su cervelli dei signori per quanto Però si sentisse portata a contraccambiare la confidenza che Gertrude le dimostrava Non le passò neppur per la testa di parlarle delle sue nuove inquietudini della sua nuova disgrazia di dirle chi fosse quel filatore scappato per non rischiar di spargere una voce così piena di dolore e di Scandalo si scherm arriva anche quando
poteva dal rispondere alle domande curiose di quella sulla storia antecedente alla promessa ma qui non eran ragioni di prudenza era perché alla povera innocente quella storia pareva più spinosa più difficile da raccontarsi Di tutte quelle che aveva sentite e che credesse di poter sentire dalla signora in queste c'era tirannia insidie patimenti cose brutte e dolorose Ma che pur si potevano nominare nella sua c'era mescolato per tutto un sentimento una parola che non le pareva possibile di proferire parlando di sé e alla quale non avrebbe mai trovato da sostituire una perifrasi che non le paresse sfacciata
l'amore qualche volta Gertrude quasi si Ind dispetti di quello star così sulle difese ma vi traspariva tanta amorevolezza tanto rispetto tanta riconoscenza e anche tanta fiducia qualche volta forse quel pudore così delicato così umbroso le dispiaceva ancor più per un altro verso ma tutto si perdeva nella suav vità d'un pensiero che le tornava ogni momento guardando Lucia a questa F del bene ed era vero perché oltre il ricovero quei discorsi quelle carezze familiari eran di non Poco conforto a Lucia un altro Ne trovava nel lavorar di continuo e pregava sempre che le dessero qualcosa da
fare anche nel parlatorio portava sempre qualche lavoro da tener le mani in esercizio Ma come i pensieri dolorosi si caccian per tutto cucendo cucendo che era un mestiere quasi nuovo per lei le veniva ogni poco in mente il suo Aspo e dietro all'asp quante cose il secondo giovedì tornò quel pesciaiolo o un altro messo coi saluti Del Padre Cristoforo e con la conferma della fuga felice di Renzo notizie più positive intorno ai suoi guai nessuna perché come abbiam detto al lettore il cappuccino aveva sperato d' averle dal suo confratello di Milano a cui l'aveva raccomandato
e questo rispose di non aver veduto né la persona né la lettera che uno di campagna era bensì venuto al convento a cercar lui ma che non avend celo trovato era andato via e non era più Comparso il terzo giovedì non si vide nessuno e per le povere donne fu non solo una privazione di un conforto desiderato e sperato ma come accade per ogni piccola cosa Chi è afflitto e impicciato una cagione di inquietudine di 100 sospetti molesti già prima d'allora Agnese aveva pensato a fare una scappata a casa questa novità di non vedere l'ambasciatore
promesso la fece risolvere per Lucia era una faccenda Seria il rimanere distaccata dalla Gonnella della madre ma la smania di saper qualche cosa e la sicurezza che trovava in quell'asilo così guardato e sacro vinsero le sue ripugnanza e fu deciso tra loro che Agnese andrebbe il giorno seguente ad aspettar sulla strada il pesciaiolo che doveva passar di lì tornando a Milano e gli chiederebbe in cortesia un posto sul baroccio per farsi condurre ai suoi Monti lo trovò infatti gli domandò se il Padre Cristoforo non gli aveva data qualche commissione per lei il pesciaiolo tutto il
giorno avanti la sua partenza era stato a pescare e non aveva saputo niente del padre la donna non ebbe bisogno di pregare per ottenere il piacere che desiderava prese conedo dalla signora e dalla figlia non Senza lacrime promettendo di mandar subito le sue nuove e di tornar presto e partì nel viaggio non accadde nulla di particolare Riposarono parte della notte in un'osteria secondo il solito ripartirono innanzi giorno e arrivarono Di buonora a Pescarenico Agnese smontò sulla piazzetta del Convento lasciò andare il suo conduttore con molti Dio V ne renda merito e giacché era lì volle
prima d' andare a casa vedere il suo buon frate benefattore sonò il campanello Chi venne ad aprire fu fragal Dino quel delle noci Oh la mia donna che vento va portata vengo a cercare il padre Cristoforo il Padre Cristoforo non c'è Oh starà molto a tornare ma disse il frate Alzando le spalle e ritirando nel cappuccio la testa Rasa dov'è andato a Rimini Ah a Rimini dov'è questo paese rispose il frate Trinci verticalmente l'aria con la mano distesa per significare una grandane distanza Oh povera me ma perché è andato via così all'improvviso perché ha voluto
Così il Padre provinciale e perché mandarlo via che faceva tanto bene Qui Oh Signore sei superiori dovessero render conto degli ordini che danno dove sarebbe l'ubbidienza la mia donna Sì ma questa è la mia rovina sapete cosa sarà sarà che a Rimini avranno avuto bisogno di un buon predicatore ce ne abbiamo per tutto male volte ci vuol quell'uomo fatto apposta il padre provinciale di là AVR scritto al padre provinciale di qui se aveva un Soggetto così e così e il padre Provinciale avrà detto Qui ci vuole il padre Cristoforo deve essere proprio così vedete Oh
poveri noi quando è partito i l'altro Ecco Sio davor retta alla mia ispirazione di venir via qualche giorno prima e non si sa quando possa tornare così è un dipresso Eh la mia donna lo sa il padre Provinciale se lo sa anche lui quando un nostro padre predicatore ha preso il volo non si può prevedere su Che ramo potrà andarsi a posare li cercan di qua li cercan di là e abbiamo conventi in tutte le quattro parti del mondo supponete che a Rimini il padre Cristoforo faccia un gran fracasso col suo quaresimale perché non predica
sempre a braccio come faceva qui per i pescatori e i contadini per i pulpiti delle città alle sue belle prediche scritte fior di roba si sparge la voce da quelle parti di questo gran predicatore e lo possono cercare da da Che so io e allora bisogna mandarlo perché noi viviamo della Carità di tutto il mondo ed è giusto che serviamo tutto il mondo Ah Signore Signore esclamò di nuovo Agnese quasi piangendo come devo fare senza quell'uomo era quello che ci faceva da padre per noi è una rovina sentite Buona donna il padre Cristoforo era veramente
un uomo ma ce ne abbiamo degli altri sapete pieni di carità e di talento e che sanno trattare Ugualmente coi signori e coi poveri volete il padre Attanasio volete il padre Girolamo volete il padre Zaccaria è un uomo di maglia vedete il padre Zaccaria e non in state a badare come fanno certi ignoranti che sia così mingherlino con una vocina fessa e una barbetta misera misera non dico per predicare Perché ognuno ha i suoi doni ma per dar pareri a un uomo sapete No per carità esclamò Agnese con quel misto di gratitudine e di impazienza
che si Prova un'esibizione in cui si trovi più la buona volontà altrui che la propria Convenienza cosa mi importa a me che uomo sia o non sia un altro Quando quel povero uomo che non c'è più Era quello che sapeva le nostre cose e aveva preparato tutto per aiutarci E allora Bisogna aver pazienza Questo lo so rispose Agnese Scusate dell'incompiuto è qui che non si muove e mi lascerò poi veder presto per la Cerca dell'olio State bene disse Agnese e si Incamminò verso il suo paesetto desolata confusa sconcertata come il povero cieco che avesse perduto
il suo bastone un po' meglio informati che fragal noi possiamo dire Come andò veramente la cosa Attilio appena arrivato a Milano andò come aveva promesso a Don Rodrigo a far visita al loro comune zio del consiglio segreto era una consulta composta Allora di 13 personaggi di toga e di spada da cui il governatore prendeva parere e che Morendo uno di questi o venendo mutato assumeva temporaneamente il governo il conte zio togato e uno degli anziani del consiglio vi godeva un certo credito ma nel farlo valere e nel farlo rendere con gli altri non c'era il
suo compagno un parlare ambiguo un tacere significativo un restare a mezzo uno stringer d'occhi che esprimeva non posso parlare un lusingare senza promettere un minacciare in cerimonia tutto era diretto a quel fine e tutto o più o meno tornava in Pro A segno che fino ad io non posso niente in quest'affare detto talvolta per la pura verità ma detto in modo che non gli era creduto serviva ad accrescere il concetto e quindi la realtà del suo potere come quelle scatole che si vedono ancora in qualche Bottega di Speziale con su certe parole arabe e dentro
non c'è nulla ma Servono a mantenere il credito alla Bottega quello del conte zio che da gran tempo era sempre andato crescendo a lentissimi gradi ultimamente Aveva fatto in una volta un passo Come si dice di gigante per un'occasione straordinaria un viaggio a Madrid con una missione alla corte dove che accoglienza gli fosse fatta bisognava sentirlo raccontar da lui per Non dir altro il conte Duca l'aveva trattato con una degnazione particolare e ammesso alla sua confidenza a Segno d'avergli una volta domandato in presenza Si può dire di mezzo alla corte come gli piacesse Madrid e
d' avergli un'altra Volta detta a quatt occhi nel vano d' una finestra che il Duomo di Milano era il Tempio più grande che fosse negli Stati del re fatti i suoi complimenti al Conte zio e presenta digli quelli del cugino Attilio con un suo certo contegno serio che sapeva prendere a tempo disse credo di fare il mio dovere Senza mancare alla confidenza di Rodrigo avvertendo il Signore zio d' un affare che se lei non ci mette una mano può diventar serio e Portar delle conseguenze qualche Duna delle sue immagino per giustizia Devo dire che il
torto non è dalla parte di mio cugino ma è riscaldato e come dico non c'è Che il Signore zio che possa vediamo vediamo C'è da quelle parti un frate cappuccino che l'ha con Rodrigo e la cosa è arrivata a un punto che quante volte viho detto all'uno e all'altro che i frati bisogna lasciarli cuocere nel loro brodo basta il da fare che danno a chi Deve a chi tocca e qui soffiò ma voi altri che potete scansar li signore zio in questo è mio dovere di dirle che Rodrigo l'avrebbe scansato se avesse potuto è il
frate che l'ha con lui che l'ha presa a provocarlo in tutte le maniere che diavolo ha Cod sto Frate con mio nipote Prima di tutto è una testa inquieta conosciuto per tale che fa professione di prendersela coi Cavalieri Costui protegge dirige che so io una contadinotta di là e ha per questa Creatura Una carità Una carità non dico pelosa ma Una carità molto gelosa sospettosa permalosa intendo disse il conte zio e solo un certo fondo di goffaggine dipint gli in viso dalla natura velato e poi ricoperto a più mani di politica balenò un raggio di
malizia che vi faceva un bellissimo vedere ora da qualche tempo continuò ottilio s'è cacciato in testa questo frate che Rodrigo avesse non so che Disegni sopra questa s'è cacciato in testa s' è cacciato in testa lo conosco anch'io il signor Don Rodrigo e ci vuole altro avvocato che vossignoria per giustificarlo in queste materia signore zio che don Rodrigo possa aver fatto qualche scherzo a quella creatura incontrandola per la strada non sarei lontano dal crederlo è giovine finalmente non è cappuccino ma queste son bazzecole da non trattenerne il Signore zio il serio è che il frate
Si è messo a parlar di Rodrigo Come si farebbe d'un mascalzone cerca di azzar gli contro tutto il paese e gli altri frati non se ne impicciano perché lo conoscono per una testa calda e hanno tutto il rispetto per Rodrigo ma dall'altra parte questo frate Ha un gran credito presso i villani perché fa poi anche il santo e mi immagino che che non sappia che Rodrigo è mio nipote se lo sa Anzi questo è quel che gli mette più il Diavolo addosso come come perché e lo va dicendo lui ci trova più gusto a farla
vedere a Rodrigo Appunto perché questo ha un protettor naturale di tanta autorità come vossignoria e che lui se la ride dei grandi e dei politici e che il cordone di San Francesco tian legate anche le spade e che Oh frate temerario Come si chiama Costui Fra Cristoforo disse attiglio e il Conte zio preso da una cassetta del suo tavolino Un libricino di memorie Vi scrisse Soffiando soffiando quel povero nome intanto Attilio seguitava è sempre stato di quell' umore Costui si sa la sua vita era un plebeo che trovandosi aver quattro soldi voleva competere coi Cavalieri
del suo paese e per rabbia di non poterla vincere con tutti ne ammazzò uno onde per ISIS scansar la forca si fece frate Ma bravo ma bene la vedremo la vedremo diceva il conte zio seguitando a soffiare ora poi continuava Attilio è più arrabbiato che mai perché Gli è andato a Monte un disegno che gli premeva molto molto e da questo il Signore zio capirà che uomo sia voleva Costui maritare quella sua creatura fosse per levarla dai pericoli del mondo lei mi intende o per altro che fosse la voleva maritare assolutamente e aveva trovato il
l'uomo un'altra sua creatura un soggetto che forse e senza forse anche il Signore Ezio lo conoscerà di nome perché tengo per certo che il consiglio segreto avrà dovuto occuparsi Di quel degno soggetto chi è costui un filatore di seta Lorenzo Tramaglino quello che Lorenzo Tramaglino esclamò il conte zio ma bene Ma bravo padre sicuro Infatti avevo una lettera per un peccato che Ma non importa va bene e perché il signor Don Rodrigo non mi dice nulla di tutto questo perché lascia andare le cose tanto avanti e non si rivolge a chi lo può e vuole
dirigere e sostenere dirò il vero anche in questo Proseguiva Attilio da una parte sapendo Quante brighe quante cose ha per la testa il Signore zio Questo soffiando vi mise la mano come per significare la gran fatica che era a farcele star tutte S è fatto scrupolo a farle una Briga in più e poi dirò tutto da quello che ho potuto capire è così irritato così fuor de gangheri così stucco delle villanie di quel frate che ha più voglia di farsi giustizia da sé in qualche maniera sommaria cheed ottenerla in una maniera Regolare dalla prudenza e
dal braccio del Signore zio Io ho cercato di smorzare Ma vedendo che la cosa andava per le brutte ho creduto che fosse mio dovere d' Avverti di tutto il signor zio che alla fine è il capo e la colonna della casa ne avresti fatto meglio a parlare un poco prima è vero ma io andavo Sperando che la cosa svanirebbe da sé o che il frate tornerebbe finalmente in cervello che se ne anderebbe da quel convento Come accade Di questi frati che ora son qua ora son là e E allora tutto sarebbe finito ma ora toccherà
a me raccomandarla Così ho pensato anch'io ho detto tra me il Signore zio con la sua avvedutezza con la sua autorità saprà lui prevenire uno scandalo e insieme salvar l'onore di Rodrigo che poi anche il suo questo frate dicevo io l'ha sempre col cordone di San Francesco ma per adpro A proposito il cordone di San Francesco non è necessario d' averlo intorno alla Pancia il Signore zio ha 100 mezzi che io non conosco So che il padre Provinciale ha come giusto una grande ferenza per lui e se il Signore zio crede che in questo caso
il miglior ripiego sia di far cambiare aria al frate lui con due parole lasci il pensiero a chi tocca voss signoria disse un po' ruvidamente il conte zio Ah è vero esclamò Attilio con una tentenna Tena di testa e con un sogghigno di compassione per sé stesso Son io L'uomo da dar pareri al signor Conte zio ma è la passione che ho della riputazione del casato che mi fa parlare e ho anche paura d'aver fatto un altro soggiunse con aria pensierosa ho paura d'aver fatto torto a Rodrigo nel concetto del Signore zio non mi darei
pace Se fossi cagione di farle pensare che Rodrigo non abbia tutta quella fede in lei tutta quella sommissione che deve avere creda signore zio che in questo caso è proprio via via che torto Che Torto tra voi altri due che Sarete sempre amici finché l'uno non metta giudizio scapestrati scapestrati che sempre ne fate una e a me tocca di rattoppare che Mi fareste dire uno sproposito mi date più da pensare voi altri due che e qui immaginatevi che soffio mise tutti questi benedetti affari di stato Attilio fece ancora qualche Scusa qualche promessa e qualche complimento
Poi si licenziò e se ne andò Accompagnato da un e abbiamo giudizio che era la formula di comiato del Conte zio per i suoi nipoti capitolo 19 chi vedendo in un campo mal coltivato un'erbaccia per esempio un Bell Pazio volesse proprio sapere se sia venuto da un seme maturato nel campo stesso o portatovaglioli di servirsi del padre provinciale per troncare nella miglior maniera quel nodo imbrogliato Certo è che a non aveva detta a caso quella Parola e quantunque dovesse aspettarsi che ad un suggerimento così scoperto la Boria ombrosa del Conte zio avrebbe R calcit Ad
ogni modo volle fargli balenar dinanzi l'idea di quel ripiego e metterlo sulla strada dove desiderava che andasse dall'altra parte il ripiego era talmente adattato all'umore del Conte zio talmente indicato alle circostanze che senza suggerimento di chi si sia si può scommettere che l'avrebbe trovato da sé si trattava che In una guerra purtroppo aperta uno del suo nome un suo nipote non rimanesse al di sotto punto essenzial missimo alla riputazione del potere che gli stava tanto a cuore la soddisfazione che il nipote poteva prendersi da sé sarebbe stata un rimedio peggior del male una sementa di
guai e bisognava impedirla in qualunque maniera e senza perder tempo comandarli che partisse in quel momento dalla sua villa già non avrebbe ubbidito e quandanche avesse era un cedere il Campo una ritirata della casa dinanzi ad un convento ordini forza legale spauracchi di tal genere non valevano contro un avversario di quella condizione il clero regolare e secolare era fatto immune da ogni giurisdizione laicale non solo le persone ma i luoghi ancora abitati da esso come deve sapere anche chi non ne avesse Letta altra storia che la presente che starebbe fresco tutto quel che si poteva
confrontale avversario era a cercar d' Allontanarlo e il mezzo a ciò era il padre provinciale inb trio del quale era l'andare e lo stare di quello ora tra il padre provinciale e il conte zio passava un'antica conoscenza s' eran veduti di rado ma sempre con Grand dimostrazioni d'amicizia e con esibizioni sperticate di servizi e alle volte è meglio aver che fare con uno che sia sopra a molti individui che con uno solo di questi il quale non vede che la sua causa non sente che la sua passione e non cura che Il suo punto mentre
l'altro vede in un tratto 100 relazioni 100 conseguenze 100 interessi 100 cose da scansare 100 cose da salvare e si può quindi prendere da 100 parti tutto ben ponderato il conteo invitò un giorno a pranzo il padre provinciale e gli fece trovare una corona di commensali assortiti con un intendimento sopraffino qualche parente di più titolati di quelli il cui solo casato era un gran titolo e che col solo Contegno con una certa sicurezza nativa con una sprezzatura signorile parlando di cose grandi con termini familiari riuscivano anche senza farla apposta ad imprimere e rinfrescare ogni momento
l'idea della superiorità e della potenza e alcuni clienti legati alla casa per una dipendenza ereditaria e al personaggio per una servitù di tutta la vita i quali cominciando dalla minestra a dir di sì con la bocca con gli occhi con gli orecchi con tutta la testa con Tutto il corpo con tutta l'anima alle frutte va avevan ridotto un uomo a non ricordarsi più come si facesse a dir di no a tavola il conte padrone fece cader ben presto il discorso sul tema di Madrid a Roma si va per più strade a Madrid egli andava per
tutte parlò della Corte del Conte Duca dei ministri della famiglia del governatore delle Cacce del toro che lui poteva descriere benissimo perché le aveva godute da un posto distinto dalle scuale di cui poteva Render conto ad un puntino perché un creato del Conte Duca l'aveva condotto per tutti i buchi per qualche tempo tutta la compagnia stette come un uditorio attenta a lui solo poi si divise in colloqui particolari e lui allora continuò a raccontare fare altre di quelle belle cose come in confidenza al padre provinciale che gli era accanto e che lo lasciò dire dire
e dire ma a un certo punto diede una giratina al discorso lo staccò da Madrid e di Corte In corte di dignità in dignità lo tirò sul Cardinal Barberini che era cappuccino e fratello del Papa Allora sedente Urbano Ottavo niente meno il conte zio dovette anche lui lasciar parlare un poco e stare a sentire e ricordarsi che finalmente in questo mondo non c'era soltanto i personaggi che facevan per lui poco dopo alzati da tavola pregò il padre provinciale di passar con lui in un'altra stanza due potestà due canizie due Esperienze consumate si trovavano a fronte
il magnifico signore fece sedere il padre molto reverendo sedette anche lui e cominciò stante l'amicizia che passa tra di noi ho creduto di far parola a vostra paternità ad un affare di comune interesse da concluder tra di noi senza andar per altre strade che potrebbero e perciò alla buona col cuore in mano le dirò di che si tratta e in due parole son Certo che andremo d'accordo mi dica nel loro convento di Pescarenico c'è un tale padre Cristoforo il provinciale fece cenno di sì mi dica un po' vostra paternità schiettamente Da buon amico questo soggetto
questo padre di persona io non lo conosco e sì che de padri Cappuccini ne conosco parecchi uomini d'oro zelanti prudenti umili Ma sono stato amico dell'ordine fin da ragazzo ma in tutte le famiglie un po' numerose c'è sempre qualche individuo qualche testa e questo Padre Cristoforo so da certi ragguagli Che è un uomo un po' amico dei contrasti che non ha tutta quella prudenza a tutti quei riguardi scommetterei che ha dovuto dar più di una volta da pensare a vostra paternità ho inteso è un impegno pensava Intanto il provinciale colpa mia lo sapevo che quel
Benedetto Cristoforo era un sogetto da farlo girare di pulpito in pulpito e non lasciarlo fermare se mesi in un luogo Specialmente in conventi di campagna Oh disse poi mi dispiace davvero di Sentire che vostra magnificenza abbia in un tal concetto il padre Cristoforo mentre per quanto ne so io è un religioso esemplare in convento e tenuto in molta stima anche di fuori intendo benissimo vostra paternità deve però però da amico sincero voglio avvertirla ad una cosa che le sarà utile di sapere E se anche ne fosse già informata posso Senza mancare i miei doveri metterle
sott'occhio certe conseguenze possibili non dico di più Questo Padre Cristoforo sappiamo che proteggeva un uomo di quelle parti Un uomo vostra paternità avrà sentito parlare quello che con tanto scandolo scappò dalle mani della Giustizia dopo aver fatto in quella terribile giornata di San Martino Cose Cose Lorenzo Tramaglino ahi pensò il provinci e disse questa circostanza mi riesce nuova ma vostra magnificenza sa bene che una parte del nostro uffizio è appunto da andare in Cerca de traviati per ridurli va bene ma la protezione dei travati di una certa specie son cose spinose affari delicati e Qui
invece di gonfiar le gote e di soffiare strinse le labbra e tirò dentro tant' aria quanta ne soleva mandar fuori soffiando e riprese ho creduto bene di darle un cenno su questa circostanza perché mai sua eccellenza potrebbe esser fatto qualche passo a Roma non so niente e da Roma venirle son Bent tenuto a vostra Magnificenza di codesto avviso però son Certo che se si prenderanno informazioni su questo proposito si troverà che il padre Cristoforo non avrà avuto a che fare con l'uomo che lei dice se non a fine di mettergli il cervello a partito il
padre Cristoforo Lo conosco già lei sa meglio di me che soggetto fosse al secolo le cosette che ha fatte in gioventù è la gloria dell'abito questa signor Conte che è un uomo il quale al secolo Ha potuto far dir di sé con questo indosso diventi un altro e da che il padre Cristoforo porta quest'abito vorrei crederlo lo dico di cuore Vorrei crederlo ma alle volte come dice il proverbio l'abito non fa il monaco il proverbio non veniva in taglio esattamente ma il conte l'aveva sostituito in fretta ad un altro che gli era venuto sulla punta
della lingua il lupo cambia il pelo ma non il vizio ho dei riscontri continuava ho dei Contrassegni se lei sa positivamente disse il provinciale che questo religioso abbia commesso qualche errore tutti si può mancare avrò per un vero favore l'esserne informato son superiore indegnamente ma lo sono appunto per correggere per rimediare le dirò insieme con questa circostanza dis spiacevole della Protezione aperta di questo padre per chi le ho detto C'è un'altra cosa disgustosa E che Potrebbe Ma tra di noi accomoder Remo tutto in una volta Cioè dico che lo stesso padre Cristoforo ha preso a
cozzare con mio nipote Don Rodrigo Ah questo mi dispiace mi mi dispiace davvero Mio nipote è giovine vivo Si sente quello che è non è avvezzo ad essere provocato sarà mio dovere di prendere buone informazioni da un fatto simile come ho già detto a vostra magnificenza e parlo con un signore che non ha meno giustizia che pratica di Mondo Tutti siamo di carne soggetti a sbagliare tanto da una parte quanto dall'altra e se il padre Cristoforo avrà mancato veda vostra paternità son cose come io le dicevo da finiri tra di noi da seppellirsi qui cose
che a rimestar le troppo si fa peggio lei sa cosa segue Quest turti queste picche principiano talvolta da una bagattella e vanno avanti vanno avanti a voler trovarne il fondo o non Se ne viene a capo vengon fuori 100 altri imbrogli sopire troncare padre molto reverendo troncare sopire Mio nipote è giovine il religioso da quel che sento ancora tutto lo spirito le inclinazioni d'un giovine e tocca a noi che abbiamo i nostri anni purtroppo eh padre molto reverendo chi fosse stato lì a vedere in quel punto fu come quando nel mezzo di un'opera seria Salza
per i sbaglio uno scenario prima del tempo e si vede un Cantante che non pensando in quel momento che ci sia un pubblico al mondo discorre alla buona con un suo compagno il viso l'atto la voce del Conte zio nel dir quel purtroppo tutto fu naturale lì non c'era politica era proprio vero che gli dava noia ad avere i suoi anni non già che piangesse i passatempi il Brio l'avvenenza della gioventù frivolezze sciocchezze miserie la cagion del suo dispiacere era ben più soda importante era che sperava un certo posto più alto Quando fosse vacato e
temeva di non arrivare a tempo ottenuto che l'avesse si poteva essere certi che non si sarebbe più curato degli anni non avrebbe desiderato altro e sarebbe morto contento come tutti quelli che desiderano molto una cosa assicurano di voler fare quando siano arrivati ad ottenerla ma per lasciarlo parlar lui tocca a noi continuò ad aver giudizio per i giovani e a rassettare le loro malefatte per buona sorte siamo ancora a Tempo la cosa non affatto Chiasso è ancora il caso d' un buon principi sosta allontanare il fuoco dalla paglia alle volte un soggetto che in un
luogo non fa bene o che può essere causa di qualche inconveniente riesce a maraviglia in un altro vostra paternità saprà ben trovare La Nicchia conveniente a questo religioso C'è giusto anche l'altra circostanza che possa essere caduto in sospetto di chi potrebbe desiderare che fosse rimosso e collocandolo in qualche Posto Un po' lontan etto facciamo un viaggio e due servizi tutto s' accomoda da sé o per dir meglio non c'è nulla di guasto questa conclusione il padre Provinciale se l'aspettava fin dal principio del discorso e già pensava tra sé vedo dove vuoi andare a parare delle
solite quando un povero frate è preso annoia da voi altri o da uno di voi altri o vi dà ombra subito senza cercar se abbia torto o ragione il superiore deve farlo sgomberare e quando il conte Ebbe finito e messo un lungo soffio che equivaleva ad un fermo intendo benissimo disse il provinciale quel che il signor Conte vuol dire ma prima di fare un passo è un passo e non è un passo padre molto reverendo è una cosa naturale una cosa ordinaria e se non si prende questo ripiego e subito prevedo un monte di disordini
un Iliade di guai uno sproposito mio nipote non crederei ci sono io per questo ma al punto a cui la cosa è arrivata se non La tronchi noi Senza perder tempo con un colpo netto non è possibile che che si fermi che resti segreta E allora non è più solamente mio nipote si stuzzica Un vespaio padre molto reverendo Lei vede siamo una casa abbiamo attinenze cospicue lei mi intende tutta gente che ha sangue nelle vene che a questo mondo è qualche cosa c'entra il puntiglio diventa un affare comune e allora anche chi è amico della
Pace Sarebbe un vero crepacuore per me di Dover di trovarmi Io che ho sempre avuto tanta professione per i padri Cappuccini loro padri per far del bene come fanno con tanta edificazione del pubblico hanno bisogno di pace di non aver contese di stare in buona armonia con chi e poi hanno dei parenti al secolo E questa affaracci di puntiglio per poco che vadano in lungo si stendono si ramificano tiran dentro mezzo mondo io mi trovo in questa benedetta carica che m obbliga a sostenere un certo decoro sua eccellenza I miei signori colleghi tutto di viene
a far di corpo più con quell'altra circostanza lei sa come vanno queste cose veramente disse il padre Provinciale il padre Cristoforo è predicatore e avevo già qualche pensiero mi si richiede Appunto ma in questo momento In tali circostanze potrebbe parere una punizione e una punizione prima d' aver ben messo in chiaro no punizione No un provvedimento prudenziale un ripiego di comune Convenienza per impedire i sinistri che potrebbero mi sono spiegato tra il signor Conte e me la cosa rimane in questi termini intendo ma stando il fatto come fu riferito a vostra magnificenza è impossibile mi
pare che nel paese non sia traspirato qualcosa per tutto c'è degli aizz Satori dei metti male o almeno dei curiosi maligni che se posson vedere alle prese signori e religiosi c'hanno un gusto matto fiutano interpretano ciarlano Ognuno ha Il suo decoro da conservare e io poi come superiore indegno ho un dovere espresso l'onor dell'abito non è cosa mia È un deposito del quale il suo signor nipote Giacché è così alterato come dice vostra magnificenza potrebbe prender la cosa come una soddisfazione data a lui e non dico vantarsene trionfarne ma le pare padre molto reverendo Mio
nipote è un cavaliere che nel mondo è considerato secondo il suo grado e il Dovere ma davanti a me è un ragazzo e non farà n più nemmeno di quello che gli prescriverà io le dirò di più mio nipote non ne saprà nulla che bisogno abbiamo noi di render conto son cose che facciamo tra di noi da buoni amici e tra di noi hanno da rimanere non si dia pensiero di ciò deve essere avvezzo a non parlare e soffiò in quanto ai cicaloni riprese che vuol che dicano un religioso che vada a predicare in un
altro paese è cosa così ordinaria e poi Noi che vediamo noi che prevediamo noi che ci tocca non dobbiamo poi curarci delle charle Però a fine di prevenirle sarebbe bene che in questa occasione il suo signor nipote facesse qualche dimostrazione desse qualche segno Palese d'amicizia di riguardo non per noi ma per l'abito sicuro sicuro questo è giusto però non c'è bisogno so che i cappuccini son sempre accolti come si deve da mio Nipote lo fa per inclinazione è un genio in famiglia e poi sa di far cosa grata a me del resto in questo caso
qualcosa di straordinario è troppo giusto lasci fare a me padre molto reverendo che comanderò a mio nipote cioè bisognerà insinuar gli con prudenza affinché non sveda di quel che è passato tra di noi perché non vorrei alle volte che mettessimo un impiastro dove non c'è ferita e per quel che abbiamo concluso quanto più presto Sarà meglio e se si trovasse qualche Nicchia un po' lontana per levar proprio ogni occasione mi vien chiesto per l'appunto un predicatore da Rimini e forse anche senza altro motivo avrei potuto metter gli occhi molto A proposito molto A proposito e
quando già che la cosa si deve fare si farà presto presto presto padre molto reverendo Meglio oggi che domani e continuava poi alzandosi da sedere se posso qualche cosa tanto io come la mia Famiglia per i nostri buoni padri Cappuccini conosciamo per prova la bontà della casa disse il padre Provinciale alzatosi anche lui e avviandosi verso l'uscio dietro al suo vincitore abbiamo spento una Favilla disse Questo soffermandosi una Favilla padre molto reverendo che poteva destare un grande incendio tra buoni amici con due parole s' accomodano di gran cose arrivato all'uscio lo spalancò e Volle assolutamente
che il padre Provinciale andasse avanti entrarono nell'altra stanza e si riunirono al resto della compagnia Un grande studio una Grand arte di gran parole metteva quel signore nel maneggio d'un affare Ma produceva poi anche effetti corrispondenti infatti col colloquio che abbiamo riferito riuscì a far andare Fra Cristoforo a piedi da Pescarenico a Rimini che è una bella passeggiata una sera arriva a Pescarenico un cappuccino di Milano con un plico per il padre guardiano c'è dentro L'obbedienza per Fra Cristoforo di portarsi a Rimini dove prich la esima la lettera al guardiano porta l'istruzione di insinuare al
detto frate che deponga ogni pensiero d'affari che potesse avere avviati nel paese da cui deve partire e che non vi mantenga corrispondenze il frat latore deve essere il compagno di viaggio il guardiano non dice nulla la sera La Mattina fa chiamar Fra Cristoforo gli fa vedere L'obbedienza gli dice che vada a prender La sporta il bastone il Sudario e la cintura e con quel padre compagno che gli presenta si metta Poi subito in viaggio se fu un colpo per il nostro frate lo lascio pensare a voi Renzo Lucia Agnese gli vennero subito in mente ed
esclamò per dir così dentro di sé Oddio cosa faranno quei Meschini quando io non sarò più qui ma alzò gli occhi al cielo e s' Accusò d'aver mancato di fiducia d'essersi creduto necessario a qualche cosa mise le mani in croce sul petto in segno d' ubbidienza e Chinò la testa davanti al padre guardiano il quale lo tirò poi in disparte e gli quell'altro avviso con parole di consiglio e con significazione di precetto Fra Cristoforo andò alla sua cella prese La sporta vi ripose il breviario il suo quaresimale e il pane del perdono s' allacci la
tonaca con la sua cintura di Pelle Si licenziò dai suoi confratelli che si trovavano in convento andò da ultimo a prendere la benedizione del Guardiano e col compagno prese la strada che gli era stata prescritta abbiamo detto che don Rodrigo intestato più che mai di venire a fine della sua bella impresa si era risoluto di cercare il soccorso di un terribile uomo di Costui non possiam dare il nome né il cognome né un titolo e nemmeno una congettura sopra nulla di tutto ciò cosa Tanto più strana che del personaggio troviamo memoria in più d'un libro
libri stampati dico di quel tempo che il personaggio sia quel medesimo l'identità dei fatti non lascia luogo a dubitarne ma per tutto un grande studio a scansar il nome quasi avesse dovuto bruciar la penna La mano dello scrittore Francesco scor rivola nella vita del Cardinal Federico Borromeo dovendo parlar di quell'uomo lo chiama un signore altrettanto potente per ricchezze quanto Nobile per nascita e fermi lì Giuseppe Ripamonti che nel quinto libro della quinta decade della sua storia Patria ne fa più distesa menzione lo nomina uno Costui colui quest'uomo quel personaggio Riferirò dice nel suo bel latino
da cui traduciamo come ci riesce il caso d'un tale che essendo dei primi tra i grandi della città aveva stabilita la sua dimora in una campagna situata sul confine e lì assicurandosi a forza di delitti teneva per niente i giudizi i Giudici ogni magistratura la sovranità menava una vita affatto indipendente ricettatori di for usciti for uscito un tempo anche lui Poi tornato come se niente fosse da questo scrittore prenderemo qualche altro passo che venga in taglio per confermare per Dil lucidare il racconto del nostro anonimo col quale tiriamo avanti fare ciò che era vietato dalle
leggi o impedito da una forza qualunque essere arbitro padrone negli affari Altrui senz'altro interesse che il gusto di comandare esser temuto da tutti aver la mano da coloro che eran soliti averla dagli altri tali erano state in ogni tempo le passioni principali di Costui Fino dall'adolescenza allo spettacolo e al rumore di tante prepotenze di tante gare alla vista di tanti tiranni provava un misto sentimento di sdegno e di invidia impaziente Gi e vivendo in città non tralasciava occasione Anzi non andava in cerca d'aver che dire coi più Famosi di quella professione d' attraversarli per Provarsi
con loro e farli stare a dovere o tirarli a cercare la sua amicizia superiore di ricchezze e di seguito alla più parte e forse a tutti d' ardire e di Costanza ne ridusse molti a ritirarsi da ogni rivalità molti ne con cò male molti nebbe amici non già del pari Ma come soltanto potevan piacere a lui amici subordinati che si riconoscessero suoi inferiori che gli stessero alla sinistra nel fatto Però veniva anche lui ad essere il faccendiere lo strumento di tutti coloro Essi non mancavano di richiedere nei loro impegni l'opera ad un tanto ausiliario per
lui tirarsene indietro sarebbe stato decadere della sua riputazione mancare al suo assunto di maniera che per conto suo e per conto d'altri tante Ne fece che non bastando né in nome né il parentado né gli amici né la sua audacia a sostenerlo contro i bandi pubblici e contro tante animosità Potenti dovette dar luogo e uscir dallo Stato credo che a questa circostanza si riferisca a un tratto notabile raccontato dal Ripamonti una volta che Costui ebbe a sgomberare il paese la segretezza che usò il Rispetto la timidezza furon tali attraversò la città a cavallo con un
seguito di cani a suon di tromba e passando davanti al Palazzo di corte lasciò alla Guardia un'imboscata di impertinenza per il Governatore nell'assenza non ruppe le pratiche né tralasciò le corrispondenze con quei suoi tali amici i quali rimasero Uniti con lui per tradurre letteralmente dalle Ripamonti in lega occulta di consigli atroci e di cose funeste pare anzi che allora contrae con più alte persone certe nuove terribili pratiche delle quali lo storico su mentato parla con una brevità misteriosa anche alcuni principi esteri dice si valsero più volte dell'Opera sua Per qualche importante omicidio e spesso gli
Ebbero a mandar da lontano rinforzi di gente che servisse sotto i suoi ordini finalmente non si sa dopo quanto tempo o fosse levato il bando per qualche potente intercessione o l'audacia di quell'uomo gli tenesse luogo di immunità si risolvette di tornare a casa e vi tornò Difatti non però in Milano ma in un castello confinante col territorio bergamasco che allora era come ognun sa stato Veneto quella casa Cito ancora il rpamonti era come un'officina di mandati sanguinosi servitori la cui testa era messa a taglia e che avevan per mestiere di troncar teste né cuoco né
sguattero dispensati dall'omicidio le mani dei ragazzi insanguinate oltre questa bella famiglia domestica ne aveva come afferma lo stesso storico un'altra di soggetti simili dispersi e posti come a quartiere in vari luoghi de due stati sul Lembo Dei quali viveva e pronti sempre ai suoi ordini tutti i tiranni per un bel tratto di pa all'intorno avevan dovuto chi in un'occasione chi in un'altra scegliere tra l'amicizia e l'inimicizia di quel tiranno straordinario ma i primi che avevano voluto tentar di resistergli la gli era andata così male che nessuno si sentiva più di mettersi a quella prova e
neppur col badare ai fatti suoi Con lo stare a sé uno non poteva rimanere indipendente da lui capitava un suo Messo ad intimargli che abbandonasse la tale impresa che cessasse di molestare il tal debitore o cose simili bisognava rispondere sì o no quando una parte con un omaggio vallesco era andata a rimettere in lui l'affare qualunque l'altra parte si trovava a quella dura scelta o di stare alla sua sentenza o di dichiararsi suo nemico il che equivaleva ad esser Come si diceva altre volte tisico in terzo grado molti avendo il torto ricorrevano a lui per
aver ragione In effetto molti anche avendo ragione per preoccupare Un così gran patrocinio e chiuderne l'adito all'avversario gli uni e gli altri divenivano più specialmente suoi dipendenti accade qualche volta che un debole oppresso vessato da un prepotente si rivolse a lui e lui prendendo le parti del debole forz Il prepotente a finirla a riparare il malfatto a chiedere scusa o se stava duro gli mosse tal guerra da Costringerlo a sfrattare dai luoghi che Aveva tiranneggia o gli fece anche pagare un più pronto e più terribile fioio e in quei casi quel nome tanto temuto e
aborrito era stato benedetto un momento perché non dirò quella giustizia ma quel rimedio quel compenso qualunque non si sarebbe potuto in quei tempi aspettarlo da nessun'altra forza né privata né pubblica più spesso anzi per l'ordinario la sua era stata ed era ministra di voleri iniqui di soddisfazioni atroci di capricci Superbi Ma gli usi così diversi di quella forza producevano sempre l'effetto medesimo di imprimere negli animi una grande idea di quanto egli potesse volere ed eseguire in unta dell'equità e dell'iniquità quelle due cose che metton tanti ostacoli alla volontà degli uomi e li fanno così spesso
tornare indietro la fama dei tiranni ordinari rimaneva Perl più ristretta in quel piccolo tratto di paese dov'erano i più ricchi e i più forti ogni distretto aveva i suoi e si Rassomigliava tanto che non c'era ragione che la gente S occupasse di quelli che non aveva a ridosso Ma la fama di questo nostro era già da gran tempo diffusa in ogni parte del milanese per tutto la sua vita era un soggetto di racconti popolari e il suo nome significava qualcosa di resistibile di strano di favoloso il sospetto che per tutto sapeva dei suoi collegati e
dei suoi Sicari contribuiva anch'esso a tener viva per tutto la memoria di lui Non eran più che sospetti già che chi avrebbe confessata apertamente una tale dipendenza ma ogni tiranno poteva essere un suo collegato ogni malandrino uno dei suoi e l'incertezza stessa rendeva più vasta l'opinione e più Cupo il terrore della cosa e ogni volta che in qualche parte si vedessero comparire figure di bravi sconosciute e più brutte dell'ordinario ad ogni fatto enorme di cui non si sapesse alla prima indicare o indovinare l'autore Si proferiva si Mormorava il nome di colui che noi grazie a
quella Benedetta per Non dir altro circospezione dei nostri autori saremo costretti a chiamare l'innominato dal Castellaccio di Costui al Palazzotto di don Rodrigo non c'era più di 7 miglia E quest'ultimo appena divenuto padrone e tiranno aveva dovuto vedere che a così poca distanza da Un tal personaggio non era possibile far quel mestiere senza venire alle prese o andar d'accordo con lui gli si era Perciò offerto e gli era divenuto amico al modo di tutti gli altri si intende gli aveva reso più d' un servizio il manoscritto non dice di più e ne aveva riportato ogni
volta promesse di Contraccambio e d'aiuto in qualunque occasione metteva però molta cura a nascondere una tale amicizia o almeno a non lasciare scorgere quanto stretta E di che natura fosse Don Rodrigo voleva bensì fare il tiranno ma non il tiranno salvatico la professione era per lui un Mezzo non uno scopo voleva dimorare liberamente in città godere i comodi gli spassi gli onori della vita civile e perciò bisognava che usasse certi riguardi tenesse di conto parenti coltivasse l'amicizia di persone alte avesse una mano sulle bilance della giustizia per farle ad un bisogno traboccare dalla sua parte
o per farle sparire o per darle anche in qualche occasione sulla testa di qualcheduno che in quel modo si potesse servir più Facilmente che con l'armi della vi violenza privata ora l'intrinseca meglio una lega con un uomo di quella sorte con un aperto nemico della forza pubblica non gli avrebbe Certamente fatto buon gioco a ciò specialmente presso il conte zio Però quel tanto d'un tale amicizia che non era possibile di nascondere poteva passare per una relazione indispensabile con un uomo la cui amicizia era troppo pericolosa e così ricevere Scusa dalla Necessità Giacché chi l'ha assunto
di provvedere e non ha la volontà o non ne trova il verso alla lunga consente che altri provveda da sé fino ad un certo segno ai casi suoi e se non acconsente espressamente chiude un occhio una mattina Don Rodrigo uscì a cavallo in treno da caccia con una piccola scorta di bravi a piedi Il Griso Alla Staffa e quattro altri in coda e s'avviò al castello dell'Innominato Capitolo 20 il castello dell'Innominato era Cavaliere ad una valle e uggiosa sulla cima d'un Poggio che sporge in fuori da un'aspra giogaia di Monti ed è non si saprebbe
dir bene se Cong giunto ad essa o separat da un mucchio di Massi e di dirupi e da un Andi viieni di tane e di precipizi che si prolungano anche dalle due parti quella che guarda la valle è la sola praticabile un pendio piuttosto Erto ma uguale e continuato a Prati in alto nelle falde a Campi sparsi qua e là Di casucce il fondo è un letto di ciottoli Dove scorre un rigagnolo torrent Accio secondo la stagione Allora serviva di confine ai due stati i giochi opposti che formano per dir così l'altra parete della Valle
fanno anch'essi un po' di falda coltivata il resto è schegge e macigni erter ripide senza strada e nude meno Qualche cespuglio nei fessi e nei ciglioni dall'alto del Castellaccio come L'Aquila dal suo nido insanguinato il selvaggio Signore dominava all'intorno tutto lo spazio dove d'uomo potesse posarsi e non vedeva mai nessuno al di sopra di sé né più in alto dando un'occhiata in giro scorreva tutto quel recinto i pendii il fondo le strade praticate là dentro quella che a gomiti e a giravolte saliva al terribile domicilio si spiegava davanti a chi guardasse di lassù come un
nastro serpeggiante dalle finestre dalle feritoie poteva il Signore contare a suo Bellagio i passi di chi veniva e Spianarlo l'arme contro 100 volte e anche una compagnia avrebbe potuto con quella guarnigione di bravi che teneva lassù stenderne sul sentiero o farne ruzzolare al fondo parecchi prima che uno arrivasse a toccar la cima del resto non che lassù Ma neppure nella valle neppur di passaggio non ardiva metter piede nessuno che non fosse ben visto dal padrone del castello il Birro poi che vi si fosse lasciato vedere sarebbe stato trattato come una spia nemica che Venga colta
in un accampamento si raccontavano le storie tragiche degli ultimi che avevano voluto tentar l'impresa ma eran già storie antiche e nessuno dei giovani si rammentava d' aver veduto nella valle uno di quella razza né vivo né morto tale è la descrizione che l'anonimo fa del luogo del nome nulla anzi per non metterci sulla strada di scoprirlo non dice niente del viaggio di don Rodrigo e lo porta addirittura nel mezzo della valle A Piè del Poggio all'imboccatura dell' Erto e tortuoso sentiero lì c'era una taverna che si sarebbe anche potuta chiamare un corpo di guardia su
una vecchia Segna che pendeva sopra l'uscio era dipinto da tutte e due le parti un sole raggiante Ma la voce pubblica Che talvolta ripete i nomi come le vengono insegnati talvolta li rifà a modo suo non chiamava quella taverna che col nome della mal notte al rumore d' una cavalcatura che si Avvicinava comparve sulla soglia un ragazzaccio armato come un Saracino e data un'occhiata entrò ad informare tre sgherri che stavan giocando con certe carte sudici e piegate in forma di tegoli colui che pareva il capo s'alzò s'affacciano che credeva di sì smontò da cavallo e
buttò la briglia al tiradritto uno del suo seguito si levò lo Schioppo e lo consegnò al Montanaro come per ris sgravarsi d' un peso inutile e salir più lesto ma in realtà perché sapeva bene Che su querta non era permesso d'andar con lo Schioppo si cavò poi di tasca alcune berlinghe Le diede al tarabuso dicendogli voi altri state ad aspettarmi e intanto starete un po' Allegri con questa brava gente cavò finalmente alcuni scudi d'oro e li mise in mano al caporal Accio assegnandone metà a lui e metà da dividersi fra i suoi uomini finalmente col
Griso che aveva anche lui posato lo Schioppo cominciò a piedi la salita Intanto i tre bravi sopraddetti e Lo squinternato che era il quarto vedete che bei nomi da serbari con tanta cura rimasero coi tre dell'Innominato E con quel ragazzo allevato alle forche a giocare a trincare e a raccontarsi a vicenda le loro prodezze un altro bravaccio dell'Innominato che saliva raggiunse poco dopo Don Rodrigo lo guardò lo riconobbe e s' accompagnò con lui e gli risparmiò così la noia di dire il suo nome e di rendere altro conto di sé a Quant' altri avrebbe incontrati
che non lo conoscessero arrivato al castello e introdotto lasciando però Il Griso alla porta fu fatto passare per un andirivieni di corridoi Bui e per varie sale tappezzate di Moschetti di sciabole e di Partigiane e In ognuna delle quali c'era di guardia qualche bravo e dopo aver alquanto aspettato fu ammesso in quella dove si trovava l'innominato questo gli andò incontro e Rendendogli il saluto e insieme guardandoli le mani e il viso come faceva per abitudine e ormai quasi involontariamente a chiunque venisse da lui per quanto fosse dei più vecchi e provati amici era grande Bruno
calvo bianchi i pochi capelli che Gli rimanevano rugosa la faccia a prima vista gli si sarebbe dato più de 60 anni che aveva ma il contegno le mosse la durezza risentita dei lineamenti il lampeggiare sinistro ma vivo degli occhi Indicavano una forza di corpo e d'animo che sarebbe stata straordinaria in un Giovine Don Rodrigo disse che veniva per consiglio e per aiuto che trovandosi in un impegno difficile dal quale il suo onore non gli permetteva di ritirarsi s'era ricordato delle promesse di quell'uomo che non prometteva mai troppo né invano e si fece ad esporre il
suo scellerato imbroglio l'innominato che ne sapeva già qualcosa ma incuso stette a Sentire con attenzione e come curioso di simili storie e per essere in questa mischiato un nome a lui Noto e odiosissimo quello di Fra Cristoforo nemic aperto dei tiranni e in parole e dove poteva in opere Don Rodrigo sapendo con chi parlava si mise poi ad esagerare le difficoltà dell'impresa la distanza del luogo un monastero la signora a questo l'innominato come se un demonio nascosto nel suo cuore gliel' avesse comandato interruppe subitamente dicendo Che prendeva l'impresa sopra di sé prese l'appunto del nome
della nostra povera Lucia e licenziò Don Rodrigo dicendo Tra poco avrete da me l'avviso di quel quel che dovrete fare se il lettore si ricorda di quello sciagurato Egidio che abitava accanto al monastero dove la povera Lucia stava ricoverata sappia ora che Costui era uno dei più stretti Ed intimi colleghi di scelleratezze che avesse l'innominato Perciò questa aveva lasciata correre così prontamente e Risolutamente la sua parola ma appena rimase solo si trovò non dirò pentito ma indispettito d'averla data già da qualche tempo cominciava a provare se non un rimorso una certa uggia delle sue scelle
gr Tezze quelle tante che erano ammontate se non sulla sua coscienza almeno nella sua memoria si risvegliavo ogni volta che ne commettesse una di nuovo e si presentavano all'animo brutte e troppe era come il crescere crescere d'un peso già incomodo una certa Ripugnanza provata nei primi delitti e vinta poi e scomparsa quasi affatto tornava ora a farsi sentire ma in quei primi tempi l'immagine di un avvenire lungo indeterminato e il sentimento di una vitalità vigorosa riempivano l'animo una fiducia spensierata ora all'opposto i pensieri dell'avvenire eran quelli che rendevano più noioso il passato invecchiare morire e
poi E cosa notabile l'immagine della morte che in un pericolo vicino a fronte di un nemico Soleva raddoppiarsi di quell'uomo e infondergli unira piena di coraggio quella stessa immagine apparendo Nel silenzio della notte nella Sicurezza del suo castello gli metteva addosso una costernazione repentina non era la morte minacciata da una avversario mortale anche lui non si poteva ris spingerla con armi migliori e con un braccio più pronto veniva sola nasceva di dentro era forse ancora lontana ma faceva un passo ogni momento E intanto che la mente combatteva dolorosamente per allontanarle il pensiero quella s'avvicinava nei
primi tempi gli esempi così frequenti lo spettacolo per dir così continuo della violenza della vendetta dell'omicidio ispirandolo feroce gli avevano anche servito come una d'autorità contro la coscienza ora gli rinasceva ogni tanto nell'animo l'idea confusa ma terribile di un giudizio individuale d' una ragione indipendente dall'esempio ora L'essere uscito dalla turba volgare dei malvagi l'essere innanzi a tutti gli dava talvolta il sentimento d' una solitudine tremenda quel Dio di cui aveva sentito parlare ma che da gran tempo non si curava di negare né di riconoscere occupato soltanto a vivere come se non ci fosse ora in
certi momenti d'abbattimento senza motivo di terrore senza pericolo gli pariva sentirlo gridare dentro di sé Io sono però nel Primo bollor delle passioni la legge che aveva Se non altro sentita annunziare in nome di lui non gli era parsa che odiosa ora quando gli tornava d'improvviso alla mente la mente suo malgrado la concepiva come una cosa che ha il suo adempimento ma non che aprirsi con nessuno su questa sua nuova inquietudine la copriva Anzi profondamente e la mascherava con l'apparenza d' una più Cupa feroce E con questo mezzo cercava anche di nasconderla a se stesso
o di soffocarla Invidiando già che non poteva annientarli n dimenticarli quei tempi in cui era solito commettere l'iniquità senza rimorso senz'altro pensiero che della riuscita faceva ogni sforzo per farli tornare per ritenere o per riafferrare quell'antica volontà pronta superba imperturbata per convincer se stesso che era ancora quello così in questa occasione aveva subito impegnata la sua parola Don Rodrigo per chiudersi l'adito ad ogni esitazione ma appena Partito Costui sentendo scemare quella fermezza che s'era comandata per promettere sentendo A poco a poco venirsi innanzi nella mente pensieri che lo tentavano di mancar quella parola e l'avrebbero
condotto a scomparire in faccia ad un amico ad un complice secondario per troncare ad un tratto quel contrasto penoso chiamò Il Nibbio uno dei più destri e Arditi Ministri delle sue enormità e quella di cui era solito Servirsi per la corrispondenza Con Egidio e con aria risoluta gli comandò che montasse subito a cavallo andasse diritto a Monza informasse gidio dell'impegno contratto e richiedesse il suo aiuto per empiro il messor ribaldo tornò più presto che il suo padrone non se l'aspettasse con la risposta di gidio che l'impresa era facile e sicura gli si mandasse subito una
carrozza con due o tre bravi Ben travisati e lui prendeva la cura di tutto il resto e guiderebbe la cosa a Questo annunzio l'innominato comunque stesse di dentro diede ordine in fretta al nibio io stesso che disponesse tutto secondo aveva detto igidio e andasse con due altri che gegli nominò alla spedizione se per rendere l'orribile servizio che gli era stato chiesto igidio avesse dovuto far conto dei soli suoi mezzi ordinari non avrebbe Certamente data così subito una promessa così decisa ma in quell'asilo stesso dove pareva che tutto dovesse essere Ostacolo l'atroce giovine aveva un mezzo
noto a lui solo e ciò che per gli altri sarebbe stata la maggior difficoltà era strumento per lui Noi abbiamo riferito come la Sciagurata signora desse una volta retta alle sue parole e il lettore può aver inteso che quella volta non fu L'ultima non fu che un primo passo in una strada d' abominazione e di sangue quella stessa voce che aveva acquistato forza e direi quasi autorità dal delitto le impose ora Il sacrifizio dell'innocente che aveva in custodia la proposta riuscì spaventosa a Gertrude perder Lucia per un caso impreveduto senza colpa Le sarebbe parso una
una punizione amara e le veniva comandato di privarsene con una scellerata perfidia di cambiare in un nuovo rimorso un mezzo di espiazione la sventurata tentò tutte le strade per esimersi dall'orribile comando tutte forch la sola che era sicura e che le Stava pur sempre aperta davanti il delitto è un padrone rigido e inflessibile contro cui non divien forte se non chi se ne ribella interamente a questo Gertrude non voleva risolversi e ubbidì era il giorno stabilito l'ora convenuta s'avvicinava Gertrude ritirata con Lucia nel suo parlatorio privato le faceva più carezze dell'ordinario e Lucia Le riceveva
e le contraccambi Ava con tenerezza crescente come la pecora tremolando senza timore sotto la mano Del pastore che la palpa e la strascina mollemente si volta a leccar quella mano e non sa che fuor della stalla l'aspetta il macellaio a cui il pastore l'ha venduta un momento prima ho bisogno di un gran servizio e voi sola potete farmelo ho tanta gente ai miei comandi ma di cui mi fidi nessuno per un affare di grande importanza che vi dirò poi ho bisogno di parlar subito subito con quel padre guardiano dei Cappuccini che va condotta Qui da
me la mia povera Lucia ma è anche necessario che nessuno sappia che l'ho mandato a chiamare io non ho che voi per far segretamente questa ambasciata Lucia fu atterrita ad una tale richiesta e con quella sua suzione ma senza nascondere una gran meraviglia addusse subito per disimpegnarsi le ragioni che la signora doveva intendere che avrebbe dovuta prevedere senza la madre senza nessuno per una strada solitaria in un paese sconosciuto ma Gertrude ammaestrata ad una scuola infernale mostrò tanta meraviglia anche lei e tanto dispiacere di trovare una tal ritrosia nella persona di cui credeva poter far
più conto figurò di trovar così Vane quelle scuse di giorno chiaro quattro passi una strada che Lucia aveva fatta pochi giorni prima e che che quandanche non l'avesse mai veduta ad insegnarglielo non la poteva sbagliare tanto disse che la poverina commossa E punta ad un tempo si lasciò Sfuggir di bocca Ebbene cosa devo fare Andate al convento dei Cappuccini e le descrisse la strada di nuovo fate chiamare il padre guardiano ditegli da solo a solo che venga da me subito subito Ma che non dica a nessuno che son io che lo mando a chiamare ma
cosa dirò alla fattoressa che non m'ha mai vista uscire e mi domanderò dove va cercate di passare senza essere vista e se non vi riesce Ditele che andate alla chiesa tale dove Avete promesso di fare orazione nuova difficoltà per la povera giovine dire una bugia ma la signora si mostrò di nuovo così afflitta dalle ripulse le fece parer così brutta cosa l'antre un vano scrupolo alla riconoscenza che Lucia sbalordita più che convinta e soprattutto commossa più che mai rispose Ebbene anderò Dio miuti e si mosse quando Gertrude che dalla grata La seguiva con l'occhio fisso
e torbido La Vide metter piede sulla soglia come sopraffatta da un sentimento irresistibile aprì la bocca e disse sentite Lucia Questa si voltò E tornò verso la grata Ma già un altro pensiero Un pensiero avezzo a predominare aveva vinto di nuovo nella mente Sciagurata di Gertrude facendo le viste di non esser contenta delle istruzioni già date spiegò di nuovo a Lucia la strada che doveva tenere e la licenziò di dicendo fate ogni cosa come viho detto e Tornate Presto Lucia partì passò inosservata la porta del Chiostro prese la strada con gli occhi bassi e rasente
al muro trovò con le indicazioni avute e con le proprie Rimembranze la porta del Burgo nusci andò tutta raccolta e un po' tremante per la strada maestra arrivò in pochi momenti a quella che conduceva al convento e la riconobbe quella strada era ed è tutt'ora affondata a guisa ad un letto di fiume tra due alte Rive Orlate di macchie che vi Forman sopra una specie di volta Lucia entrandovi e Vedendola affatto solitaria sentì crescere la paura e allungava il passo ma poco dopo si rincorro alquanto nel vedere una carrozza da viaggio ferma e accanto a
quella davanti allo sportello aperto due viaggiatori che guardavano in qua e in là come Incerti della strada andando avanti senti uno di quei due che diceva Ecco una buona giovine che ci insegnerà La strada infatti Quando fu arrivata alla carrozza quel medesimo con un fare più gentile che non fosse l'aspetto si voltò e disse quella giovine ci sapreste indicare la strada di Monza andando di lì vanno al rovescio rispose la poverina Monza è di qua e si voltava per accennare col dito quando l'altro compagno era il nibbio afferrandola d'improvviso per la vita l' alzò da
terra Lucia girò la testa Indietro atterrita e cacciò un urlo il malandrino la mise per forza nella carrozza uno che stava a sedere davanti la prese e la cacciò per quanto lei si divincola e strid a sedere di rimpetto a sé un altro mettendole un fazzoletto alla bocca le Chiuse il grido in gola Intanto il nibbio entrò presto presto anche lui nella carrozza lo sportello si chiuse e la carrozza partì di carriera l'altro che le aveva fatta quella domanda traditora rimasto nella strada Diede un'occhiata in qua e in là per vedere se fosse Accorso qualcheduno
agli urli di Lucia non c'era nessuno saltò su una Riva attaccandosi ad un albero della macchia e disparve era costui uno sgherro D'Egidio era stato facendo l'indiano sulla porta del suo padrone per veder quando usciva Lucia dal monastero l'aveva osservata bene per poterla riconoscere ed era corso per una scorciatoia ad aspettarla al posto Convenuto chi potrà ora descrivere il terrore l'angoscia di costei esprimere ciò che passava nel suo animo spalancava gli occhi spaventati per ansietà di conoscere la sua orribile situazione e gli richiudeva subito per il ribrezzo E per il terrore di quei visaggi Si
storceva ma era tenuta da tutte le parti raccoglieva tutte le sue forze dava alle stratte per buttarsi verso lo sportello ma due braccia nerborute la tenevano come conficcata nel fondo della carrozza Quattro altre manacce ve l' appuntellato un urlo il fazzoletto veniva a soffocarli Elo in gola intanto tre bocche di inferno con la voce più umana che riuscissero a formare andavan ripetendo Zitta zitta non abbiate paura non vogliamo farvi male dopo qualche momento d' una lotta così angosciosa parve che s'acquieta allentò le braccia lasciò cader la testa all'indietro alzò stento le palpebre tenendo l'occhio immobile
e quegli orridi visacci che le Stavan davanti le parvero confondersi e ondeggiare insieme in un mescuglio mostruoso le fuggì il colore dal viso un sudor freddo glielo coprì s' abbandonò e svenne su su coraggio diceva il nibbio Coraggio Coraggio ripeteva gli altri due birboni ma lo smarrimento d'ogni senso preservava in quel momento Lucia dal sentire i Conforti di quelle orribili voci diavolo par morta disse uno di coloro se fosse morta davvero Oh morta disse l'altro è uno di quegli svenimenti Che vengono alle donne Io so che quando ho voluto mandare all'altro mondo qualcheduno uomo donna
che fosse c'è voluto altro via disse il nibbio attenti al vostro dovere e non andate a cercare altro tirate fuori dalla cassetta i tromboni e teneteli pronti che in questo bosco dove si entra ora c'è sempre dei birboni annidati non così in mano diavolo riponeteli dietro le spalle stesi Non vedete che costei è un pulcin bagnato che basis per nulla se vede armi È capace di morir Davvero E quando sarà rinvenuta badate bene di non farle paura non la toccate se non vi fa segno a tenerla basto io e zitti lasciate parlare a me intanto
la carrozza andando sempre di corsa s' era inoltrata nel bosco dopo qualche tempo la povera Lucia cominciò a risentirsi come da un sonno profondo e affannoso e aprì gli occhi pò alquanto a distinguere gli spaventosi oggetti che la circondavano a raccogliere i suoi Pensieri al fine comprese di nuovo la sua terribile situazione il primo uso che fece delle poche forze di tornat fu di buttarsi ancora verso lo sportello per slanciarsi fuori ma fu ritenuta e non potè che vedere un momento La solitudine selvaggia del luogo Per cui passava cacciò di nuovo un urlo ma il
nibbio alzando la manaccia col fazzoletto via le disse più dolcemente che Potte state zitta che sarà meglio per voi non vogliamo farvi male ma se Non state zitta vi faremo Star noi Lasciatemi andare chi siete voi dove mi conducete perché m'avete presa Lasciatemi andare Lasciatemi andare vi dico che non abbiate paura non siete una bambina e dovete capire che noi non vogliamo farvi male Non vedete che avremmo potuto ammazzar 100 volte se avessimo cattive intenzioni Dunque state quieta No no Lasciatemi andare per la mia strada io non vi conosco vi conosciamo noi oh Santissima Vergine
Come mi conoscete Lasciatemi andare per carità chi siete voi perché m'avete presa perché c'è stato comandato chi chi ve lo può aver comandato zitta disse con un visacci severo il nibio a noi non si fa di codeste domande Lucia tentò un'altra volta di buttarsi d'improvviso allo sportello ma vedendo che era inutile ricorse di nuovo alle preghiere e con la testa bassa con le gote irrigate di lacrime con la voce interrotta dal pianto con le mani giunte Dinanzi alle labbra Oh diceva per l'amor di Dio e della Vergine Santissima Lasciatemi andare cosa viho fatto di male
io sono una povera creatura che non vi ha fatto niente quello che m avete fatto voi ve lo perdono di cuore e Pregherò Dio per voi se avete anche voi una figlia una moglie una madre pensate quello che patire bero Se fossero in questo stato Ricordatevi che dobbiamo morir tutti e che un giorno desidererete Che Dio vi usi Misericordia Lasciatemi Andare Lasciatemi qui il signore mi farà trovare la mia strada non possiamo non potete Oh Signore perché non potete dove volete condurmi perché non possiamo è inutile non abbiate paura che non vogliamo farvi male state
qui e nessuno vi toccherà accorata affannata atterrita sempre più nel vedere che le sue parole non facevano nessun colpo Lucia si rivolse a colui che tiene in mano il cuore degli uomini e può quando voglia intenerire i più duri si strinse Il più che poté nel canto della carrozza mise le braccia in croce sul petto e pregò qualche tempo con la mente poi tirata fuori la corona cominciò a dire il rosario con più fede e con più un affetto che non avesse ancor fatto in vita sua ogni tanto Sperando d'avere impetrato la Misericordia che implorava
si voltava a ripr regar col loro ma sempre inutilmente poi ricadeva ancora senza sentimenti poi si riava di nuovo per Rivivere nuove angosce ma ormai non ci regge il cuore a descriverle più a lungo una pietà troppo dolorosa ci affretta al termine di quel viaggio che durò più di 4 ore e dopo il quale avremo altre ore angosciose da passare trasporti i amci al castello dove l'infelice era aspettata era aspettata dall'innominato con un'inquietudine con una sospension d'animo insolita cosa strana quell'uomo che aveva disposto a sangue freddo di tante vite che in tanti suoi fatti non
Aveva contato per nulla i dolori da lui cagionati se non qualche volta per assaporare in essi una selvaggia volontà di vendetta ora nel metter le mani addosso a questa sconosciuta a questa povera contadina sentiva come un ribrezzo direi quasi un terrore da un'alta finestra del suo Castellaccio guardava da qualche tempo verso uno sbocco della Valle Ed ecco spuntar la carrozza e venire innanzi lentamente Perché quel primo andar di carriera aveva consumata la foga e domate le forze dei cavalli e benché dal punto dove stava a guardare la non paresse più che una di quelle carrozzine
che si danno per barocco ai Fanciulli la riconobbe subito e si sentì il cuore batter più forte ci sarà pensò subito e continuava tra sé Che noia mi dà costei liberi amoc e voleva chiamare uno dei suoi sgherri e spedirlo subito incontro alla carrozza Ordinare al Nibbio che voltasse e conducesse con lei al palazzo di don Rodrigo ma un no imperioso che risuonò nella sua mente fece svanire quel disegno tormentato però dal bisogno di dar qualche ordine riuscendo intollerabile lo stare aspettando oziosamente quella carrozza che veniva avanti Passo passo come un tradimento che so io
come un castigo fece chiamare un una sua vecchia donna era caiata in quello stesso castello da un antico Custode di esso e aveva passata lì tutta la sua vita ciò che aveva veduto e sentito fin dalle fasce le aveva impresso nella mente un concetto magnifico e terribile del potere dei suoi padroni e la massima principale che aveva attinta dalle istruzioni e dagli esempi era che bisognava ubbidirgli in ogni cosa perché potevano far del gran male e del gran bene l'idea del dovere deposta come un germe nel cuore di tutti gli uomini svolgendosi nel suo insieme
Coi sentimenti di un rispetto d' un terrore d' una cupidigia servile s'era associata e adattata a quelli quando l'innominato divenuto padrone cominciò a far quell'uso spaventevole della sua forza costei ne provò da principio un certo ribrezzo insieme ed un sentimento più profondo di sommissione col tempo s'era avvezzato a ciò che aveva tutto il giorno davanti agli occhi e negli orecchi la volontà potente sfrenata ad un così gran signore era per Lei come una specie di giustizia fatale ragazza già fatta aveva sposato un servitor di casa il quale poco dopo essendo andato ad una spedizione rischiosa
lasciò l'ossa su una strada e lei vedova nel castello la vendetta che il Signore ne fece Le diede una consolazione feroce e le accrebbe l'orgoglio di trovarsi sotto una tal protezione da allora in poi non mise piede fuori del Castello che molto di rado e a poco a poco non le rimase del Vivere umano quasi altre idee Salvo quelle che ne riceveva in quel foco non era Add detta ad alcun servizio particolare ma in quella masnada di sgherri ora l'uno ora l'altro le davano da fare ogni poco che era il suo rodimento ora Aveva Cenci
da rattoppare ora da preparare in fretta da mangiare a chi tornasse da una spedizione ora feriti da medicare i comandi poi di coloro i rimproveri i ringraziamenti eran conditi di beffe e di Improperi vecchia era il suo appellativo usuale gli aggiunti che qualcheduno sempre ci se ne attaccava secondo le circostanze e l'umore dell'amico Eco lei disturbata nella pigrizia e provocata nella stizza che eran due delle sue passioni predominanti contraccambi Ava alle volte quei Complimenti con parole in cui Satan avrebbe riconosciuto più del suo ingegno che in quelle dei provocatori tu vedi laggiù quella carrozza le
disse il Signore la vedo rispose la vecchia cacciando avanti il mento appuntato e aguzzando gli occhi infossati come se cercasse di spingerli sugli orli dell'occhiale fa allestire subito una bussola entraci e fatti portare alla Malanotte subito subito che tu ci arrivi prima di quella carrozza gialla viene avanti col Passo della morte in quella carrozza c'è Ci deve essere una giovine se c'è di al Nibbio il mio nome che la metta nella bussola e lui venga su Subito da me Tu starai nella bussola con quella giovine e quando sarete quassù la condurrai nella tua camera se
ti domando dove la Mini Di chi è il castello Guarda di non Oh disse la vecchia ma continuò l'innominato Falle coraggio Cosa le devo dire cosa le devi dire Falle coraggio ti dico Tu sei venuta a codesta età senza sapere come si fa coraggio ad una creatura quando si vuole hai tu mai sentito affanno Di cuore hai tu mai avuto paura non sai le parole che Fanno piacere in quei momenti dille quelle parole trovale alla malora va È partita che fu si fermò alquanto alla finestra con gli occhi fissi su quella carrozza che già appariva
più grande di molto poi li alzò al sole che in quel momento si nascondeva dietro la montagna poi guardò Le Nuvole Sparse al di sopra che di Brune si fecero quasi ad un tratto di fuoco si ritirò chiuse la finestra e si mise a camminare innanzi e indietro per la stanza con un passo di Viaggiatore frettoloso capitolo 21 la vecchia era corsa ad ubbidire e a comandare con l'autorità di quel nome che da Chiunque fosse pron anziato in quel luogo li faceva spicciare tutti perché a nessuno veniva in testa che ci fosse uno tanto Ardito
da servirsene falsamente si trovò infatti alla Malanotte un po' prima che la carrozza ci arrivasse e vistal la venire uscì di bussola fece segno al Cocchiere che Fermasse s'avvicinò allo sportello e al Nibbio che mise il capo fuori riferì sottovoce gli ordini del padrone Lucia al fermarsi della carrozza si scosse e rinvenne da una specie di letargo si sentì da capo rimescolare il sangue spalancò la bocca e gli occhi e guardò Il Nibbio s'era tirato indietro e la vecchia col mento sullo sportello guardando Lucia diceva venite la mia giovine venite poverina venite con me Che
ho ordine di trattarvi bene e di farvi coraggio al suono d' una voce di donna la poverina provò Un conforto un coraggio momentaneo ma ricadde subito in uno spavento più Cupo chi siete disse con voce tremante fissando lo sguardo attonito in viso alla vecchia venite venite poverina andava questa ripetendo Il Nibbio e gli altri due argomentando dalle parole e dalla voce così straordinariamente raddolcito lei quali fossero le intenzioni del Signore Cercavano di persuader con le buone l'oppresso a ubbidire Ma lei seguitava a guardar fuori e benché il luogo Selvaggio e sconosciuto e la sicurezza dei
suoi guardiani non le lasciassero concepire speranza di soccorso apriva nonostante la bocca per gridare Ma vedendo il nibbio far gli occhiacci del fazzoletto ritenne Il grido tremò si storse fu presa e messa nella bussola dopo centrò la vecchia Il Nibbio disse ai due altri manigoldi che andassero Dietro e prese speditamente la salita per accorrere ai comandi del padrone chi siete domandava con ansietà Lucia al ceffo sconosciuto e deforme perché son con voi dove sono dove mi conducete da chi wol farvi del bene rispondeva la vecchia da un gran fortunati quelli a cui vuol far del
bene Buon per voi buon per voi non abbiate paura state allegra che m'ha comandato di farvi coraggio glielo direte Eh Che vi ho fatto coraggio Chi è perché che Vuol da me io non son sua ditemi dove sono Lasciatemi andare dite a costoro che mi lascino andare che mi portino in qualche chiesa Oh voi che siete una donna in nome di Maria Vergine quel nome Santo e soave già ripetuto con venerazione nei primi anni e poi non più invocato per tanto tempo né forse sentito proferire Faceva nella mente della Sciagurata che lo sentiva in quel
momento un'impressione confusa strana lenta come la Rimembranza della luce in Un vecchione accecato da bambino intanto l'innominato ritto sulla porta del Castello guardava in giù e vedeva la bussola venir Passo passo come prima la carrozza e avanti ad una distanza che cresceva ogni momento salir di corsa e il nibbio quando questo fu in cima il Signore gli accennò che lo seguisse e andò con lui in una stanza del Castello Ebbene disse fermandosi lì Tutto a puntino rispose inchinandosi Il Nibbio l'avviso a tempo La donna a tempo Nessuno sul luogo un urlo solo nessuno comparso il
Cocchiere pronto i cavalli bravi nessun incontro ma ma che ma dico il vero che avrei avuto più piacere che l'ordine fosse stato di dargle una schioppettata nella schiena senza sentirla parlare senza vederla in viso cosa cosa che vuoi tu dire voglio dire che tutto quel tempo tutto quel tempo m'ha fatto troppa compassione compassione che sai tu di compassione cos'è la Compassione Non l'ho mai capito così bene come questa volta è una storia la compassione un poco come la paura se uno la lascia prender possesso non è più uomo sentiamo un poco come ha fatto costei
a muoverti a compassione a signore Illustrissimo tanto tempo piangere pregare far certo occhi e diventare bianca bianca come morta e poi singhiozzare e pregar di nuovo e certe parole Non la voglio in casa costei pensava intanto l'innominato sono stata Una bestia a impegnarmi ma ho promesso ho promesso quando sarà lontana e alzando la testa in atto di comando verso il nibbio ora gli disse metti da parte la compassione monta a cavallo prendi un compagno due Se vuoi e va di corsa a casa di quel don Rodrigo che tu sai Digli che mandi Ma subito subito
perché altrimenti ma un altro No interno più imperioso del primo gli proibì di finire no disse con voce risoluta quasi per esprimere a s stesso il comando di Quella voce segreta no va a riposarti e domattina farai quel che ti dirò un qualche demonio accostai dalla sua pensava poi rimasto solo ritto con le braccia incrociate sul petto e con lo sguardo immobile su una parte del pavimento dove il raggio della Luna entrando da una finestra alta disegnava un quadrato di luce pallida tagliata a scacchi dalle grosse inferriate e intagliata più minutamente dai piccoli compartimenti delle
vetri un qualche Demonio o un angelo che la protegge con passione al Nibbio domattina domattina Di buonora fuori di qui costei al suo destino e non se ne parli più e proseguiva tra sé con quell'animo con cui si comanda ad un ragazzo indocile sapendo che non ubbidirà e non ci si pensi più quell'animale di don Rodrigo non mi venga a rompere la testa con ringraziamenti che non voglio più sentir parlare di costei l'ho servito perché Perché ho promesso E ho promesso perché è il mio destino ma voglio che me lo paghi bene questo servizio con
lui vediamo un poco e voleva almanaccare cosa avrebbe potuto richiedergli di scabroso per compenso e quasi per pena Ma gli si attraversarono di nuovo alla mente quelle parole con passione al Nibbio come può aver fatto costei continuava strascinato da quel pensiero Voglio vederla Eh no sì Voglio vederla ed una stanza in un'altra trovò una Scaletta e su a tastone andò alla camera della vecchia e picchiò all'uscio con un calcio Chi è Apri a quella voce la vecchia fece tre salti E subito si sentì scorrere il paletto negli anelli e l'uscio si spalancò l'innominato dalla soglia
diede un'occhiata in giro e al lume d' una Lucerna che ardeva sur un tavolino vide Lucia rannicchiata in terra nel canto il più lontano dall'uscio Chi t'ha detto che tu la buttassi là come un sacco di Cenci Sciagurata disse alla vecchia con un cipiglio iracondo s'è messa dove le è piaciuto rispose lei umilmente Io ho fatto di tutto per farle coraggio può dire anche lei ma non c'è stato verso Alzatevi disse l'innominato a Lucia andandole vicino ma Lucia a cui il Picchiare l'aprire il comparir di quell'uomo le sue parole aveva messo un nuovo spavento nell'animo
spaventato stava più che mai raggomitolata nel Cantuccio col viso nascosto tra le mani E non muovendosi se non che tremava tutta Alzatevi che non voglio farvi del male e posso farvi del bene ripetè il Signore Alzatevi tonò poi quella voce sdegnata d' aver due volte comandato in vano come rinvigorita dallo spavento L'infelicità subito in ginocchioni e giungendo le mani come avrebbe fatto davanti ad un'immagine alzò gli occhi in viso all'innominato e riabbassa son qui m' ammazzi Vho detto che non voglio farvi del male rispose Con voce mitigata l'innominato e fissando quel viso turbato dall'accorpamento diceva
la vecchia se ve lo dice lui che non vuol farvi del male e perché riprese Lucia con una voce in cui col tremito della paura si sentiva una certa sicurezza dell'indignazione sperata perché mi fa patire le pene dell'inferno cosa le ho fatto io Vanno forse maltrattata parlate ho maltrattata m'hanno presa a tradimento per forza Perché Perché m'hanno presa perché son qui dove sono sono una povera creatura cosa le ho fatto in nome di Dio Dio Dio interruppe l'innominato sempre Dio coloro che non possono difendersi da sé che non hanno la forza sempre han questo Dio
da mettere in campo come se gli avessero parlato cosa pretendete con codesta vostra parola di farmi e lasciò la frase a mezzo Oh Signore pretendere Cosa posso pretendere io Meschina se non che lei mi usi Misericordia Dio perdona tante cose per un'opera di misericordia mi lasci andare perch carità mi lasci andare non torna conto ad uno che un giorno deve morire di far patir tanto una Povera creatura ho lei che può comandare dica che mi lascino andare m'hanno portata qui per forza mi mandi con questa donna da mia madre Oh vergine Santissima mia madre mia
madre per carità mia madre forse non è lontana di qui ho veduto i miei Monti Perché lei mi fa patire mi faccia Condurre in una chiesa Pregherò per lei per tutta la vita cosa le costa dire una parola Oh e e vedo che si muova a compassione dica una parola la dica Dio perdona tante cose per un'opera di misericordia a perché non è figlia d'uno di quei cani che m'hanno bandito pensava l'innominato d'uno di quei Vili che mi vorrebbero morto che ora godrei di questo suo strillare e invece non is scacci una buona ispirazione proseguiva
Fervidamente Lucia rianimata dal vedere una Cert aria di esitazione nel viso e nel contegno del suo tiranno se lei non mi fa questa carità me la farà il signor mi farà morire Per me sarà finita ma lei Forse un giorno anche lei Ma no no Pregherò sempre io il signore che la preservi da ogni male Cosa le costa dire una parola se provasse lei a patir queste pene via Fatevi coraggio interruppe l'innominato con una dolcezza che fece Stras secolare la vecchia va fatto nessun male V minacciata Oh no vedo che lei ha buon cuore e
che sente pietà di questa Povera creatura Se lei volesse potrebbe farmi paura più di tutti gli altri potrebbe farmi morire e invece mi ha un po' allargato il cuore Dio gliene renderà merito compis Sca l'opera di misericordia mi liberi mi liberi domattina mi liberi ora subito domattina ci rivedremo vi dico via intanto Fatevi Coraggio riposate dovete aver bisogno di mangiare ora ve ne porteranno No no io Moio se alcuno entra qui io muio mi conduca lei in chiesa quei passi Dio glieli conterà verrà una donna a portarvi da mangiare disse l'innominato e dettol lo rimase
stupito anche lui che gli fosse venuto in mente Un tal ripiego e che gli fosse nato il bisogno di cercarne uno per rassicurare una donnicciola e tu riprese Poi subito voltandosi alla Vecchia Falle coraggio che mangi Mettila a dormire in questo letto e se ti vuole in compagnia bene altrimenti tu puoi ben dormire una notte in terra Falle coraggio ti dico Tien la allegra e che non abbia a lamentarsi di te così detto si mosse rapidamente verso l'uscio Lucia s'alzò e corse per trattenerlo e rinnovare la sua preghiera ma era sparito no Povera me chiudete
chiudete subito e sentito che ebbe accostare i battenti e Scorrere il paletto tornò a rannicchiarsi nel suo Cantuccio Oh povera me esclamò di nuovo singhiozzando chi Pregherò ora dove sono Ditemi voi Ditemi per carità chi è quel signore quello che m'ha parlato chi è Eh chi è volete che io ve lo dica Aspetta che io te lo dica perché vi protegge avete messo su superbia e volete esser soddisfatta voi e farne andar di mezzo me domandatevi anche in questo non mi Toccherebbe di quelle buone parole che avete sentito voi io son vecchia son vecchia continuò
mormorando tra i denti Maledette le giovani che fanno bel vedere a piangere e ridere hanno sempre ragione ma sentendo Lucia singhiozzare e tornando le minaccioso alla mente il comando del padrone si Chinò verso la povera rinc contucci e con voce raddolcito detto niente di male state allegra non mi Domandate di quelle cose Che non vi posso dire e il resto state di buon animo Oh se sapeste quanta gente sarebbe contenta di sentirlo parlare come ha parlato a voi state allegra che or ora verrà da mangiare e io che capisco nella maniera che va parlato ci
sarà della roba buona e poi andrete a letto e mi lascerete un cantuccino anche a me Spero soggiunse con una voce suo malgrado stizzosa non voglio mangiare Non voglio dormire Lasciatemi stare non va Accostate non partite di qui No no via disse la vecchia ritirandosi e mettendosi a sedere su una seggiol Accia donde dava alla poverina certe occhiate di terrore d'astio insieme e poi guardava il suo covo rodendo d'esserne forse esclusa per tutta la notte e brontolando contro il freddo ma si rallegrava col pensiero della cena e con la speranza che ce ne sarebbe anche
per lei Lucia non s' avveda del freddo non sentiva la fame e come sbalordita non Aveva dei suoi dolori dei suoi terrori stessi che un sentimento con fuso simile alle immagini Sognate da un febbricitante si riscosse quando sentì picchiare e alzando la faccia a terita gridò Chi è chi è non venga nessuno nulla nulla buone nuove disse la vecchia è Marta che porta da mangiare chiudete chiudete gridava Lucia ih subito subito rispondeva la vecchia e presa una paniera dalle mani di quella Marta la mandò via richiuse e venne a Posar la paniera su una tavola
nel mezzo della Camera invitò poi più volte Lucia che venisse a goder di quella buona roba adopra le parole più efficaci secondo lei a mettere appetito alla poverina prorompeva in esclamazioni sulla squisitezza dei cibi di quei Bocconi che quando le persone come noi possono arrivare ad assaggiarne se ne ricordan per un pezzo del vino che beve il padrone coi suoi amici quando capita Qualche dono di quelli e vogliono stare allegri Ah ma vedendo che tutti gli incanti riuscivano inutili siete voi che non volete disse non state poi a dirgli domani che io non vi ho
fatto coraggio mangerò io e ne resterà più che abbastanza per voi per quando metterete giudizio e vorrete ubbidire così detto si mise a mangiare avidamente saziata che fu s'alzò andò verso Il Cantuccio e chinandosi sopra Lucia l' invitò di Nuovo a mangiare per andar poi a letto no no non voglio nulla rispose questa con voce fiacca e come sonnolenta poi con più risolutezza riprese è Serrato l'uscio è Serrato bene e dopo aver guardato in giro per la camera s'alzò e con le mani avanti con passo sospettoso andava verso quella parte la vecchia ci corse prima
di lei stese la mano al paletto lo scosse e disse sentite vedete è Serrato bene Siete contenta ora no contenta contenta Io qui disse Lucia Rimettendosi di nuovo nel suo Cantuccio ma il Signore lo sa che ci sono venite a letto cosa volete far lì accucciata come un cane se mai visto rifiutare i comodi quando si possono avere No no Lasciatemi stare siete voi che lo volete Ecco io vi lascio il posto buono mi metto sulla sponda starò in comoda per voi se volete venire a letto sapete come avete a che fare Ricordatevi che viho
pregata più volte così dicendo si cacciò Sott vestita e tutto Tacque Lucia stava inmobile in quel Cantuccio tutta in un gomitolo con le ginocchia alzate con le mani appoggiate sulle ginocchia e col viso nascosto nelle mani non era il suo né sonno né veglia ma una rapida successione una torbida vicenda di pensieri di immaginazioni di spaventi ora più presente a sé stessa e rammentando cosi più distintamente gli orrori veduti e sofferti in quella giornata s'applica dolorosamente alle circostanze Dell'oscura e formidabile realtà in cui si trovava avviluppata ora la mente trasportate in una regione ancor più
oscura si dibatteva contro i fantasmi Nati dall'incertezza e dal terrore stette un pezzo in questa angoscia al fine più che mai stanca e abbattuta stese le membra intor mentite si sdraiò o cadde sdraiata e rimase alquanto in uno stato più somigliante ad un sonno vero ma tutto a un tratto si risentì come ad una chiamata interna e provò il Bisogno di risentirsi interamente di raver tutto il suo pensiero di conoscere dove fosse come perché Tese l'orecchio ad un suono era il rossare lento arrant olato della vecchia spalancò gli occhi e vide un chiarore fioco apparire
e sparire a vicenda era il Lucignolo della Lucerna che vicino a spegnersi scoccava una luce tremola e subito la ritirava per dir così indietro come il venire e l'andare dell'onda sulla riva e quella luce fuggendo dagli Oggetti prima che prendessero da essa rilievo e colore distinto non rappresentava allo sguardo che una di guazzugli ma ben presto le recenti impressioni ricomparendo nella mente l'aiuto a distinguere ciò che appariva confuso al senso l'infelice risvegliata riconobbe la sua prigione tutte le memorie dell'orribile giornata trascorsa tutti i terrori dell'avvenire la salirono in una volta quella nuova Quiete stessa Dopo
tante agitazioni Quella specie di riposo le facevano un nuovo spavento e fu vinta da un tale affanno che desiderò di morire ma in quel momento si rammentò che poteva Almen pregare e insieme con quel pensiero le spuntò in cuore come un'improvvisa speranza prese di nuovo la sua corona e ricominciò a dire il rosario e di mano in mano che la preghiera usciva dal suo labbro tremante il cuore sentiva crescere una fiducia indeterminata tutto A un tratto le passò per la mente un altro pensiero che la sua orazione sarebbe stata più accetta e più Certamente esaudita
Quando nella sua desolazione facesse anche qualche offerta si ricordò di quello che aveva di più caro o che di più caro aveva avuto Giacché in quel momento l'animo suo non poteva sentire altra affezione che di spavento né concepire altro desiderio che della Liberazione se ne ricordò e risolvette subito di farne un Sacrificio s'alzò e si mise in ginocchio e tenendo giunte al petto le mani dalle quali prendeva la corona alzò il viso e le pupille al cielo e disse Oh vergine Santissima voi a cui mi sono raccomandata tante volte che tante volte m'avete Consolata voi
che avete patito Tanti dolori e siete ora tanto gloriosa e avete fatti tanti miracoli per i poveri tribolati Aiutatemi Fatemi uscire da questo pericolo Fatemi tornar salva con mia madre madre del Signore e fa Voto a voi di rimaner vergine rinunzio per sempre a quel mio poveretto per non essere mai d' altri che vostra proferite Queste parole abbassò la testa e si mise la corona intorno al collo quasi come un segno di consacrazione e una salvaguardia ad un tempo come un'armatura della nuova milizia a cui s'era ascritta rimessi a sedere in terra sentì entrar nell'animo
una certa tranquillità una più larga Fiducia le venne in mente quel domattina ripetuto dallo sconosciuto potente e le parve di sentire in quella parola una promessa di salvazione i sensi affaticati da tanta guerra s'assoir sono a poco a poco in quell' acquietamento di pensieri E finalmente già vicino a giorno col nome della sua protettrice tronco tra le labbra Lucia s' addormentò d'un sonno perfetto e continuo ma c'era qualche d'un altro in quello stesso Castello che avrebbe Voluto fare altrettanto e non potè mai partito o quasi scappato da Lucia dato l'ordine per la cena di lei
fatto una consueta visita a certi posti del Castello sempre con quell'immagine Viva nella mente e con quelle parole risonanti all'orecchio il Signore S era andato a cacciare in camera s'era chiuso dentro in fretta e in furia come se avesse avuto a trincerarsi contro una squadra di nemici e spogliatore in furia era andato a letto ma quell'immagine più Che mai presente parve che in quel momento Gli dicesse tu non dormirai Che sciocca curiosità di donnicciola pensava m'è venuta di vederla ha ragione quel bese del Nibbio uno non è più uomo è vero non è più uomo
io io non son più uomo cos'è stato che diavolo mi è venuto addosso che c'è di nuovo non lo sapevo io prima d'ora che le donne strillano strillano Anche gli uomini alle volte quando non si possono rivoltare che diavolo non ho mai sentito belar donne e Qui senza che s'a affatica molto a rintracciare nella memoria la memoria da sé gli rappresentò più d'un caso in cui né preghi né lamenti non l'avevano punto smosso dal compire le sue risoluzioni Ma la Rimembranza di tali imprese non che gli ridon asse la fermezza che già gli mancava di
compir questa non che spegnesse nell'animo quella molesta pietà vi destava invece una specie di terrore una non so qual rabbia di pentimento di maniera che gli parve un Sollievo il tornare a quella prima immagine di Lucia contro la quale aveva cercato di rinfrancare il suo coraggio è viva costei pensava è qui sono a Tempo le posso dire andate rallegratevi posso vedere ved quel viso cambiarsi le posso anche dire Perdonatemi Perdonatemi Io domandar perdono ad una donna io Ah Eppure se una parola una parola tale mi potesse far bene levarmi d' addosso un po' di questa
diavoleria la direi Eh sento che la direi a che cosa son Ridotto non son più uomo non son più uomo via disse poi rivoltandosi arrabbi nel letto divenuto duro duro sotto le coperte divenute pesanti pesanti via Sono sciocchezze che mi son passate per la testa altre volte passerà anche questa e per farla passare andò cercando col pensiero qualche cosa importante qualche d'una di quelle che solevano occuparlo fortemente onde applicarvi tutto ma non ne trovò nessuna tutto gli appariva cambiato ciò che altre volte Stimolava più fortemente i suoi desideri ora non aveva più nulla di desiderabile
la passione come un cavallo divenuto tutto a un tratto restio per un'ombra non voleva più andare avanti pensando alle imprese avviate e non finite invece d' animarsi al compimento invece di irritarsi degli ostacoli che lira in quel momento gli sarebbe parsa Soave sentiva una tristezza quasi uno spavento dei passi già fatti il tempo gli si affacciò davanti voto d'ogni intento D'ogni occupazione d'ogni volere pieno soltanto di memorie intollerabili tutte Lore somiglianti a quella che gli passava così lenta così pesante sul capo si schierava nella fantasia tutti i suoi malandrini e non trovava da comandare a
nessuno di loro una cosa che gli importasse Anzi l'idea di rivederli di trovarsi tra loro era un nuovo peso un'idea di schifo e di impiccio e se volle trovare un'occupazione per l'indomani un'opera fattibile dovette Pensare che all'indomani poteva lasciare in libertà a quella Poverina La libererò Sì appena spunta il giorno correrò da lei e le dirò Andate andate la farò accompagnare e la promessa e l'impegno e Don Rodrigo Chi è don Rodrigo alla guisa di chi è colto da un'interrogazione inaspettata e imbarazzante d' un superiore l'innominato pensò subito a rispondere a questa che s'era fatta
lui stesso o Piuttosto quel nuovo lui che cresciuto terribilmente ad un tratto Sorgeva come a giudicare L'Antico andava Dunque cercando le ragioni per cui prima quasi d'essere pregato s'era potuto risolvere a prender l'impegno di far tanto patire Senza odio senza timore un infelice conosciuta per servire colui ma non che riuscisse a trovar ragioni che in quel momento gli paresser buone a scusare il fatto non sapeva quasi spiegare a se stesso come ci si fosse indotto quel volere piuttosto che una deliberazione era Stato un movimento istantaneo dell'animo ubbidiente a sentimenti antichi abituali una conseguenza di mille
fatti antecedenti e il tormentato esaminatore di sé stesso per rendersi ragione d' un sol fatto si trovò ingolfato nell'esame di tutta la sua vita indietro indietro d'anno in anno di impegno in impegno di sangue in sangue di scelleratezza In scelleratezza ognuna ricompariva all'animo consapevole e nuovo separata da sentimenti che l'avevan fatta volere E commettere ricompariva con una mostruosità che quei sentimenti non avevano Allora lasciato scorgere in essa eran Tutte sue eran lui l'orrore di questo pensiero Rinascente ad ognuna di quelle immagini attaccato a tutte crebbe fino alla disperazione s'alzò in furia a sedere gettò in
furia le mani alla parete accanto al letto afferrò una pistola la staccò e al momento di finire una vita divenuta insopportabile il suo pensiero sorpreso da un terrore da Un'inquietudine per dir così superstite si slanciò nel tempo che pure continuerebbe a scorrere dopo la sua fine si immaginava con raccapriccio il suo cadavere sformato immobile in balia del più vile sopravvissuto la sorpresa la confusione nel castello giorno dopo ogni cosa sotto sopra lui senza forza senza voce buttato Chissà dove immaginava i discorsi che ne sarebbero fatti lì d'intorno lontano la gioia dei suoi nemici anche le
tenebre Anche il Silenzio gli facevan vedere nella morte qualcosa di più tristo di spaventevole Gli pareva che non avrebbe esitato se fosse stato di giorno all'aperto in faccia alla gente buttarsi in un fiume e sparire E assorti in queste contemplazioni tormentose andava alzando e riabbassa convulsiva del pollice il cane della pistola quando gli balenò in mente un altro pensiero se quell'altra vita di cui mianno parlato Quando ero ragazzo di cui parlano sempre come se Fosse sicura se quella vita non c'è Se è un'invenzione dei preti che fo io perché morire cosa mi importa quello che
ho fatto Cosa importa è una pazzia La mia e se c'è quest'altra vita ha un tal dubbio ha un tal rischio gli venne addosso una disperazione più nera più grave dalla quale non si poteva fuggire neppur con la morte lasciò cader l'arme e stava con le mani nei capelli battendo i denti tremando tutto a un tratto gli tornarono in mente parole che aveva sentite e Risentite poche ore prima Dio perdona tante cose per un'opera di misericordia e non gli tornavano già con quell'accento d' umile preghiera con cui erano state proferite ma con un suono pieno
d'autorità e che insieme induceva una lontana speranza fu quello un momento di sollievo levò le mani dalle tempie e in un'attitudine più composta fissò gli occhi della mente in colei da cui aveva sentite quelle parole e la vedeva Non Come la sua prigioniera non come una supplichevole ma in atto di chi dispensa Grazie e consolazioni aspettava ansiosamente il giorno per correre a liberarla a sentire dalla bocca di lei altre parole di refrigerio e di vita si Immaginava di condurla lui stesso alla madre e poi che farò domani il resto della giornata che farò doman l'altro
che farò dopo domann altro e la notte la notte che tornerà Tra 12 ore alla notte no no la notte er Ricaduto nel voto penoso dell'avvenire Cercava inarno un impiego del tempo in una maniera di passare i giorni le notti ora si proponeva d'abbandonare il castello eed andarsene in paesi lontani Dove nessun lo conoscesse neppur di nome ma sentiva che lui lui sarebbe sempre con sé ora gli rinas faceva una Fosca speranza di ripigliare l'animo antico Le Antiche Voglie e che quello fosse come un delirio passeggero ora temeva il giorno che doveva farlo vedere ai
suoi Così miserabilmente mutato ora lo sospirava come se dovesse portar la luce anche nei suoi pensieri ed Ecco appunto sull'albo dopo che Lucia s'era addormentata Ecco che stando così in moto a sedere sentì arrivar Sii all'orecchio Come un'onda di suono Non bene espresso ma che pure aveva un non so che d'allegra stette attento e riconobbe uno scampanare a festa lontano e dopo qualche momento sentì anche L'Eco del Monte che ogni tanto ripeteva languidamente il concento e si confondeva con esso di lì a poco sente un altro scampanio più vicino anche quello a festa poi un
altro che allegria c'è cos'hanno di bello tutti costoro saltò fuori da quel covile di pruni e il cielo piuttosto che nuvoloso era tutta una nuvola cerognola ma al chiarore che pure andava poco a poco Crescendo si distingueva nella strada in fondo alla valle gente che passava altra Che usciva dalle case e s' avviava tutti dalla stessa parte verso lo sbocc a destra del Castello tutti col vestito delle feste e con una lacit straordinaria che diavolo hanno costoro che c'è d'leg in questo maledetto paese dove va tutta quella canaglia e data una voce ad un bravo
fidato che dormiva in una stanza accanto gli domandò qual fosse la cagione di quel movimento quello che ne sapeva quanto lui rispose che andrebbe subito ad informarsi il Signore rimase appoggiato alla finestra tutto intento al mobile spettacolo erano uomini donne Fanciulli a Brigate a coppie soli uno raggiungendo chi gli era davanti si accompagnava con lui un altro uscendo di casa S univa col primo che rinto spasse e andavano insieme come amici ad un viaggio convenuto gli atti indicavano manifestamente una fretta e una gioia comune e quel rimbombo non accordato Ma consentaneo delle varie campane quali
più quali meno Vicine pareva per dir così la voce di quei gesti e il supplimento delle parole che non potevano arrivar lassù guardava guardava e gli cresceva in cuore una più che curiosità di saper cosa mai potesse comunicare un trasporto uguale a tanta gente diversa capitolo 22 poco dopo il bravo venne a riferire che il giorno avanti il Cardinal Federico Borromeo arcivescovo di Milano era arrivato e ci starebbe tutto quel Giorno e che la nuova sparsa la sera di questo arrivo nei paesi d'intorno aveva invogliati tutti d' andare a vedere quell'uomo e si scampanio per
allegria che Per avvertirla gente il Signore rimasto solo continuò a guardar nella valle ancor più pensieroso per un uomo tutti premurosi tutti allegri per vedere un uomo Però ognuno di costora avrà il suo diavolo che lo tormenti Ma nessuno nessuno ne avrà uno come il mio nessuno avrà passata una notte come la mia Cos'ha quell'uomo per render tanta gente allegra qualche soldo che distribuirà così all' Ventura ma costoro non vanno tutti per l'elemosina Ebbene qualche segno nell'aria qualche parola Ah se le avesse per me le parole che possono consolare se perché non vado anch'io perché
no anderò anderò eegli voglio parlare a quattro occhi gli voglio parlare cosa gli dirò Ebbene quello che quello che sentirò cosa sa dir lui quest'uomo Fatta così in confuso questa risoluzione finì in fretta di vestirsi mettendosi una sua casacca ad un taglio che aveva qualche cosa del militare prese la terzett rimasta sul letto e l' attaccò alla cintura da una parte dall'altra un'altra che staccò da un chiodo della parete mise in quella stessa cintura il suo pugnale e staccata pur dalla parete una carabina famosa quasi al par di lui se la mise a armacollo prese
il cappello uscì di camera e andò Prima di tutto a Quella dove aveva lasciata Lucia posò fuori la carabina in un cantuccio vicino all'uscio e picchiò facendo insieme sentir la sua voce la vecchia scese In letto in un salto e corse ad aprire il Signore entrò e dato un'occhiata per la camera vide Lucia rannicchiata nel suo Cantuccio E quieta dorme domandò sottovoce alla vecchia là dorme eran questi i miei ordini Sciagurata Io ho fatto di tutto rispose quella ma non ha mai voluto Mangiare non è mai voluta venire Lasciala dormire in pace guarda di non
la disturbare e quando si sveglierà Marta verrà qui nella stanza vicina e tu manderai a prendere qualunque cosa che costai possa chiederti quando si sveglierà dille che io che il padrone è partito per poco tempo che tornerà e che farà tutto quello che lei vorrà la vecchia rimase tutta stupefatta pensando tra sé che sia qualche principessa costei il Signore uscì riprese la sua Carabina mandò Marta a fare anticamera mandò il primo bravo che incontrò a far la guardia perché nessun altro che quella donna mettesse piede nella camera e poi uscì dal castello e prese L'ascesa
di corsa il manoscritto non dice quanto ci fosse dal castello al paese dov'era il cardinale Ma dai fatti che siamp per raccontare risulta che non doveva essere più che una lunga passeggiata dal solo accorrere de valligiani e anche di gente Più lontana a quel paese questo non si potrebbe argomentare Gi nelle memorie di quel tempo troviamo che da 20 e più miglia veniva gente in folla per ved federigo i bravi che s' abbattevano sulla salita si fermavano rispettosamente al passar del Signore aspettando Semmai avesse ordini da dar loro o se volesse prenderli secco per qualche
spedizione e non sapevan che si pensare della sua aria e dell' occhiate che dava in risposta ai loro Inchini quando fu nella strada pubblica quello che faceva meravigliare i passeggeri era di vederlo senza seguito del resto ognuno gli faceva luogo prendendo la larga quanto sarebbe bastato anche per il seguito e levandosi rispettosamente il cappello arrivato al paese trovò una gran folla ma il suo nome passò subito di bocca in bocca e la folla s'apriva s'accostò a uno e gli domandò dove fosse il cardinale in Casa del Curato rispose Quello inchinandosi e gli indicò dov'era il
Signore andò là entrò in un Cortiletto dove c'erano molti preti che tutti lo guardarono con un'attenzione meravigliata e sospettosa vide di rimpetto un uscio spalancato che metteva in un salottino dove molti altri preti eran congregati si levò la carabina e [Musica] bisbigli un nome ripetuto e silenzio lui voltatosi ad uno di quelli gli domandò Dove fosse il cardinale e che voleva parlargli io son forestiero rispose l'interrogatoire venire inchin l'innominato stette a sentir quel che voleva e alzando con una curiosità inquieta gli occhi su quel viso e ri abbassandolo subito Rimase lì un poco poi disse
o balbettato non saprei se Monsignore Illustrissimo in questo momento si trovi sia possa Basta vado a vedere e andò a Malin Corpo a far l'imbasciata nella stanza vicina Dove si trovava il cardinale a questo punto della nostra storia noi non possiamo fare a meno di non fermarci qualche poco come Il viandante stracco e tristo da un lungo camminare per un terreno arido e selvatico si trattiene perde un po' di tempo all'ombra d' Un bell'albero sull'erba vicino ad una fonte d'acqua viva ci siamo abbattuti in un personaggio il nome e la memoria del Quale affacciandosi in
qualunque tempo alla mente la ricreano con una placida commozione di riverenza e con un senso Giocondo di simpatia ora quanto più dopo tante immagini di dolore dopo la contemplazione di una molteplice e fastidiosa perversità intorno a questo personaggio bisogna assolutamente che Noi spendiamo quattro parole chi non si curasse di sentirle e avesse però voglia ad andare avanti nella storia salti addirittura al capitolo Seguente Federico Borromeo nato nel 1564 fu degli uomini rari in qualunque tempo che abbiano impiegato un ingegno Egregio tutti i mezzi d' una grandane opulenza tutti i vantaggi d' una condizione privilegiata un
intento continuo nella ricerca e nell'esercizio del meglio la sua vita è come un ruscello che scaturito Limpido dalla roccia senza ristagnare né intorbidare mai in un lungo corso per diversi terreni va Limpido a gettarsi nel fiume Tra gli Agi e le pompe Badò fin dalla puerizia a quelle parole d'ann gazione e d'umiltà a quelle massime intorno alla vanità dei piaceri all'ingiustizia dell'orgoglio alla vera dignità e ai veri beni che sentite o non sentite nei cuori vengono trasmesse da una generazione all'altra nel più elementare insegnamento della religione Badò dico a quelle parole a quelle massime le
prese sul serio le Gustò le trovò vere vide che non potevan Dunque esser vere altre Parole e altre massime opposte che pure si trasmettono di generazione in generazione con la stessa sicurezza e Talora dalle stesse labbra e propose di prendere per Norma delle azioni e dei pensieri quelle che erano il vero persuaso che la vita non è già destinata ad essere un peso per molti è una festa per alcuni ma per tutti un impiego del quale ognuno renderà conto cominciò da fanciullo a pensare come potesse renderla sua utile e Santa nel 1580 manifestò la risoluzione
di dedicarsi al Ministero ecclesiastico e ne prese l'abito dalle mani di quel suo cugino Carlo che è una fama già fin dallora antica e universale predicava Santo entrò poco dopo nel collegio fondato da questo in Pavia e che porta ancora il nome del loro casato e lì app Andi assiduamente alle occupazioni che trovò prescritte due altre ne assunse di sua volontà e furono di insegnar la dottrina Cristiana e più Rozzi e de Relitti del Popolo e di visitare servire consolare e soccorrere gli infermi si valse dell'autorità che tutto gli conciliava in quel luogo per attirare
i suoi compagni e assecondarlo in tali opere e ogni cosa onesta e profittevole esercitò come un primato d'esempio un primato che le sue doti personali sarebbero forse bastate a procacciarsi l'infimo per condizione i vantaggi d'un altro genere che la sua gli avrebbe potuto procurare non solo Non li ricercò ma mise ogni studio a schivarli volle una tavola piuttosto povera che frugale usò un vestiario piuttosto povero che semplice a conformità di questo tutto il tenore della vita e il contegno e credette mai di doverlo mutare per quanto alcuni congiunti gridasse così la dignità della casa un'alt
guerra ebbe a sostenere con gli istitutori i quali furtivamente come per sorpresa cercavano di mettergli Davanti addosso intorno qualche suppellettile più signorile qualcosa che lo facesse distinguer dagli altri e figurare come il principe del luogo o credessero di farsi alla lunga benvolere con ciò o fossero mossi da quella sviscerate zza servile che si imanis e si ricrea nello splendore altrui o fossero di quei prudenti che s' adombrano alle virtù come dei vizi predicano sempre che la perfezione sta nel mezzzo e il mezzo lo Fissan giusto In quel punto dove Essi sono arrivati e ci stanno
comodi federigo non che lasciarsi vincere da quei tentativi riprese coloro che li facevano e ciò tra la pubertà e la giovinezza che vivente il Cardinal Carlo maggior di lui di 26 anni davanti a quella presenza grave solenne che esprimeva così al vivo la santità e ne rammentava le opere e alla quale se ce ne fosse stato bisogno avrebbe aggiunto autorità ogni momento l'ossequio Manifesto e spontaneo dei Circ tanti quali e quanti si fossero federigo fanciullo e giovinetto cercasse di conformarsi al contegno e al pensar d'un tal superiore non è certamente da farsene maraviglia ma è
bensì cosa molto notabile che dopo la morte di lui nessuno si sia potuto accorgere che a federigo Allor di 20anni fosse mancata una guida e un censore la fama crescente del suo ingegno della sua dottrina e della sua Pietà la parentela e gli impegni di più d' un cardinale potente il credito della sua famiglia il nome stesso a cui Carlo Aveva quasi annessa nelle menti un'idea di Santità e di preminenza tutto ciò che deve tutto ciò che può condurre gli uomini alle dignità ecclesiastiche concorreva a pronosticar gliele ma egli persuaso in cuore di ciò che
nessuno il quale professi cristianesimo può negar con la bocca non ci esser giusta superiorità d'uomo sopra gli uomini se Non il loro servizio temeva alle dignità e cercava di scansar le non Certamente Perché sfuggisse di servire altrui che poche vite furono spese in questo come la sua Ma perché non si stimava abbastanza degno né capace di così alto e pericoloso servizio perciò venendo nel 1595 proposto da Clemente viav l'arcivescovado di Milano apparve fortemente turbato e ricusò senza esitare cedette poi al comando espresso del Papa tali dimostrazioni e chi non lo Sa non sono né difficili
né rare e l'ipocrisia non ha bisogno di un più grande sforzo di ingegno per farle che la buffoneria per deriderli a buon conto in ogni caso ma c'è Forse per questo ad essere l'espressione naturale di un sentimento virtuoso e sapiente la vita è il paragone delle parole e le parole che esprimono quel sentimento fossero anche passate sulle labbra di tutti gli impostori e di tutti i beffardi del mondo saranno sempre belle quando siano Precedute e seguite da una vita di disinteresse e di sacrifizio in federigo arcivescovo apparve uno studio singolare continuo di Non prender per
sé delle ricchezze del tempo delle cure di tutto se stesso Insomma se non quanto fosse fosse strettamente necessario diceva come tutti dicono che le rendite ecclesiastiche sono patrimonio dei poveri come poi intendesse infatti una tal massima si veda da questo volle che Si stimasse a quanto poteva scendere il suo mantenimento e quello della sua servitù e dettli che 600 scudi scudo si chiamava Allora quella moneta d'oro che rimanendo sempre dello stesso peso e titolo fu Poi detta azzecchi ordine che tanti se ne contasse ogni anno dalla sua cassa particolare a della mensa non credendo che
a lui ricchissimo fosse lecito vivere di quel patrimonio del suo poi era così scarso e sottile misuratore a sé stesso che badava di non is Smettere un vestito prima che fosse logoro affatto unendo Però come fu notato da scrittori contemporanei al genio della semplicità quello d' una squisita pulizia due abitudini notabili infatti in quell'età sudicia e sfarzosa similmente affinché nulla si disperdete degli avanzi della sua mensa frugale segnò ad un ospizio dei poveri e uno di questi per suo ordine entrava ogni giorno nella sala del pranzo a raccogliere ciò che fosse rimasto Cure Che potrebbero
forse indur concetto d' una virtù gretta misera angustiosa d' una mente impaniata nelle minuzie e incapace di disegni elevati se non fosse in piedi questa biblioteca Ambrosiana che federigo ideò con si animosa lautz ed eresse con tanto dispendio da fondamenti per fornirla quale di libri e di manoscritti oltre il dono dei già raccolti con grande studio e spesa da lui spedì Otto uomini dei più colti ed esperti che Pot avere a farne incetta Per l'Italia per la Francia per la Spagna per la Germania per le Fiandre nella Grecia al Libano a Gerusalemme così riuscì a
raduni circa 30.000 volumi stampati e 14.000 manoscritti alla biblioteca unì un collegio di dottori furon nove e pensionati da lui Finché visse dopo non bastando a quella spesa le entrate ordinarie furon ristretti a due e il loro uffizio era di coltivare vari studi teologia storia lettere antichità ecclesiastiche lingue Orientali con l'obbligo ad ognuno di pubblicar qualche lavoro sulla materia assegnatagli voni un collegio da luid detto trilingue per lo studio delle lingue greca Latina e italiana un collegio d' alunni che venissero istruiti in quelle facoltà e lingue per Insegnarle un giorno voni una stamperia di lingue
orientali dell'ebraico della caldea dell'arabica della persiana dell'Arena una galleria di quadri una di Statue e una scuola delle tre principali arti del disegno per questo potè trovar professori già formati per il rimanente abbiam visto che da fare gli avesse dato la raccolta dei libri e dei manoscritti certo più difficile a trovarsi dovevano essere i tipi di quelle lingue Allora molto Men coltivati in Europa che al presente più ancora de tipi gli uomini basterà il dire che di nove dottori otto ne prese tra i giovani alunni del seminario e da questo si può argomentare Che giudizio
facesse degli Studi consumati e delle riputazione fatte di quel tempo giudizio conforme a quello che parken abbia portato la posterità col mettere gli uni e le altre in dimenticanza nelle regole che stabilì per l'uso e per il governo della biblioteca si vede un intento d'utilità Perpetua non solamente bello in sé ma in molte parti sapiente e gentile molto al di là delle idee e delle abitudini Comuni di quel tempo prescrisse bibliotecario Che mantenesse commercio con gli uomini più Dotti d'Europa per aver da loro notizie dello Stato delle scienze e avviso dei libri migliori che venissero
fuori in ogni genere e farne acquisto gli prescrisse di indicare agli studiosi i libri che non conoscessero e potessero loro essere utili ordinò che a tutti fossero cittadini o Forestieri si desse comodità e tempo di servirsene secondo il bisogno una tale intenzione Deve ora parere ad ognuno troppo naturale e immedesimata con la fondazione una biblioteca Allora non era così e in una storia dell'ambrosiana scritta col costrutto e con l' eleganze comuni del secolo da un Pierpaolo Bosca che vi fu bibliotecario dopo la morte di Federico Vi ha notato espressamente come cosa singolare che in questa
libreria eretta da un privato quasi tutta a sue spese i libri fossero esposti alla vista del pubblico dati a chiunque li Chiedesse e datogli anche da sedere e carta penne e calamaio per prendere gli appunti che gli potessero bisognare mentre in qualche altra Insigne biblioteca pubblica d'Italia i libri non erano nemmen visibili ma chiusi in armadi donde non si levavano se non per gentilezza dei bibliotecari quando si sentivano di farli vedere un momento di dare ai concorrenti il comodo di studiare non se ne aveva neppur l'idea di modo che arricchire tali biblioteche Era un sottrarli
all'uso comune una di quelle coltivazioni come ce n'era e ce n'è Tuttavia molte che isteril iscono il campo non Domandate quali siano stati gli effetti di questa fondazione del Borromeo sulla cultura pubblica si sarebbe facile dimostrare in due frasi al modo che si dimostra che furon miracolosi o che non furon niente cercare e spiegare fino ad un certo segno quali siano stati veramente sarebbe cosa di molta fatica di poco Costrutto e fuor di tempo Ma pensate che generoso che giudizioso che benevolo che perseverante amatore del miglioramento umano dovesse essere colui che volle una tal cosa
la volle in quella maniera e l' eseguì in mezzo a quell' ignorant Agg quell'iniziativa generale per ogni applicazione studiosa e per conseguenza in mezzo ai Cosa importa e c'era altro da pensare e che bell' invenzione e mancava anche questa e simili Che saranno certissimo stati più che gli Scudi spesi da lui in quell'impresa i quali furon 105.000 la più parte dei suoi per chiamare Un tal uomo sommamente benefico e liberale può parere che non ci sia bisogno di sapere se ne abbia spesi molt altri in soccorso immediato dei bisognosi e ci son forse ancora di
quelli che pensano che le spese di quel genere e sto per dire tutte le spese siano la migliore e la più utile elemosina ma federigo otteneva l'elemosina propriamente detta per un Dovere principalissima i suoi fatti furon consentaneo opinione la sua vita Fu un continuo profondere ai poveri e a proposito di questa stessa carestia di cui ha già parlato la nostra storia avremo tra poco occasione di riferire alcuni tratti Dai quali si vedrà che sapienza e che gentilezza abbia saputo mettere anche in questa liberalità dei molti esempi singolari che d'un tale sua virtù hanno notati i
suoi biografi ne citeremo qui uno solo Avendo risaputo che un nobile usava artifizi e angherie per far Monaca una sua figlia la quale desiderava piuttosto di maritarsi fece venire il padre e cavat gli di bocca che il vero motivo di quella vessazione era il non avere 4000 scudi che secondo lui sarebbero stati necessari a maritare la figlia convenevolmente federigo la dotò di 4000 scudi Forse a taluno parrà questa una larghezza eccessiva non ben ponderata troppo condiscendente agli stolti Capricci d' un superbo e che 4000 scudi potevano essere meglio impiegati in Cent altre maniere a questo
non abbiamo nulla da rispondere se non che sarebbe da desiderarsi che si vedessero spesso eccessi di una virtù così libera dalle opinioni dominanti ogni tempo alle sue così indipendente dalla tendenza generale come in questo caso fu quella che mosse un uomo a dar 4000 scudi perché una giovine non fosse fatta Monaca la Carità inesausta di quest'uomo Non meno che nel dare spiccava in tutto il suo contegno di facile a bordo con tutti credeva di dover Specialmente a quelli che si chiamano di bassa condizione un viso gioviale una cortesia affettuosa tanto più quanto ne trovan meno
nel mondo e qui pure ebbe a combattere con galantuomini del neid Nimis i quali in ogni cosa avrebbero voluto farlo star nei limiti cioè nei loro limiti uno di costoro una volta che nella visita ad un paese alpestre e Salvatico federigo istruiva certi poveri Fanciulli e tra l'interrogante e l'insegnare gli andava amorevolmente accarezzando l'avvertono troppo sudici e stomac cosi come se suppon il buon uomo che Federico non avesse senso abbastanza per fare una tale scoperta o non abbastanza perspicacia per trovar da sé quel ripiego così fino tale è in certe condizioni di tempi e di
cose la sventura degli uomini Costituiti in certe dignità che mentre così di rado si trova chi gli avvisi dei loro mancamenti non manca poi gente coraggiosa a riprenderli del loro far bene ma il buon vescovo non senza un certo risentimento rispose sono mie anime e forse non vedranno mai più la mia faccia e non volete che gli abbracci ben raro però era il risentimento in lui Ammirato per la soavità dei suoi modi per una una pacatezza imperturbabile che si sarebbe attribuita ad una felicità Straordinaria di temperamento ed era l'effetto di una disciplina costante sopra un'indole
viva e risentita se qualche volta si mostrò Severo Anzi brusco fu coi pastori suoi subordinati che scoprisse Rei d' avarizia o di negligenza o d'altre tacce specialmente opposte allo spirito del loro Nobile Ministero per tutto ciò che potesse toccare o il suo interesse o la sua gloria temporale non dava mai segno di gioia né di rammarico Né d'ardore né D'agitazione Mirabile se questi moti non si destavano nell'animo suo più Mirabile se vi si destavano non solo dai molti conclavi ai quali assistette riportò il concetto di non aver mai aspirato a quel posto così desiderabile all'ambizione
così terribile alla Pietà ma una volta che un collega il quale contava molto venne ad offrirgli Il suo voto e quelli della sua fazione brutta parola ma era quella che usavano Federico rifiutò una tal proposta in modo che quello depose Il pensiero e si rivolse altrove quella stessa modestia questa avversione al predominare apparivano ugualmente nelle occasioni più comuni della vita attento e infaticabile a disporre e a governare dove riteneva che fosse suo dovere il farlo sfuggì sempre di impicciarsi negli affari altrui Anzi si scusava tutto potere dallinger irvis si ricercato discrezione e ritegno non comune
come ognuno sa negli uomini zatori del bene Qual era Federico Se volessimo lasciarci andare al piacere di raccogliere i tratti notabili del suo carattere ne risulterebbe Certamente un complesso singolare di meriti in apparenza opposti E certo difficili a trovarsi insieme però non metteremo di notare un'altra singolarità di quella bella vita che è piena come fu d'attività di governo di funzioni di insegnamento d' udienze di visite diocesane di viaggi di contrasti non solo lo studio c' ebbe una parte ma Ne ebbe tanta che per un letterato di professione sarebbe bastato E infatti con tant'altri e diversi
titoli di lode federigo ebbe anche presso i suoi contemporanei quello duom dotto non dobbiamo però dissimulare che tenne con ferma Persuasione e sostenne In pratica con lunga Costanza opinioni che al giorno d'oggi parrebbero ad ognuno piuttosto strane che mal fondate dico anche a coloro che avrebbero una gran voglia di trovarle giuste chi lo Volesse difendere in questo ci sarebbe quella scusa così corrente ricevuta che erano errori del suo tempo piuttosto che suoi scusa che per certe cose e quando risulti dall'esame particolare dei fatti può aver qualche valore o anche molto ma che applicata così nuda
e alla cieca Come si fa d'ordinario non significa proprio nulla e perciò non volendo risolvere con formule semplici le questioni complicate né allungare troppo un episodio tralasceremo anche ad Esporle bastando d' aver accennato così alla sfuggita che d' un uomo così ammirabile in complesso noi Non pretendiamo che ogni cosa lo fosse ugualmente perché non paia che abbiam voluto scrivere un'orazione funebre non è certamente fare ingiuria ai nostri lettori Il supporre che qualcheduno di loro domandi se di tanto ingegno e di tanto studio quest'uomo abbia lasciato qualche monumento se n lasciati circa 100 sono le opere
che Rimangono di lui tra grandi e piccole tra latine e italiane tra stampate e manoscritte che si servano nella biblioteca da lui fondata Trattati di morale orazioni dissertazioni di storia d'antichità sacra e profana di letteratura d'arti ed altro E come mai dirà codesto lettore tante opere sono tanto dimenticate o almeno così poco conosciute così poco ricercate Come mai con tanto ingegno tanto studio tanta pratica degli uomini e delle cose con Tanto meditare con tanta passione per il buono e per il bello con tanto candor d'animo con tant altre di quelle qualità che che fanno il
grande scrittore questo in 100 opere non ne ha lasciata neppur una di quelle che sono riputato insigni anche da chi non le approva in tutto e conosciute di titolo anche da chi non le legge come mai tutte insieme non sono bastate a procurare almeno col numero Al suo nome e una fama letteraria presso noi Posteri La domanda è ragionevole senza dubbio e la questione molto interessante perché le ragioni di questo fenomeno Si troverebbero con l'osservare molti fatti generali e trovate con condurrebbero alla spiegazione di più altri fenomeni simili ma sarebbero molte prolisse E se poi
non vi andassero a genio se vi Facessero arricciare il naso sicché Sarà meglio che riprendiamo il filo della storia e che invece di cicalare più a lungo intorno a quest'uomo andiamo a Vederlo in azione con la guida del nostro autore capitolo 23 il Cardinal Federico intanto che aspettava l'ora ad andare in chiesa a celebrarli Uffizi divini stava studiando come era solito di fare in tutti i ritagli di tempo quando entrò il Cappellano crocifero con un Viso alterato una strana visita strana davvero Monsignore Illustrissimo Chi è domandò il Cardinale niente meno che il signor riprese il
Cappellano e spiccando le sillabe con una gran significazione proferì quel nome che noi non possiamo scrivere ai nostri lettori poi soggiunse è qui fuori in persona e chiede nient'altro che d'essere introdotto da vossignoria illustrissima lui disse il cardinale con un viso animato chiudendo il libro e alzandosi da sedere Venga venga subito ma replicò il Cappellano senza muoversi Vossignoria illustrissima deve sapere chi è costui quel bandito quel famoso e non è una fortuna per un vescovo che ad un tal uomo sia nata la volontà di venirlo a trovare ma insistette il Cappellano noi non possiamo mai
parlare di certe cose perché Monsignore dice che le son ciance però quando viene il caso mi pare che sia un dovere lo Zelo fa dei nemici Monsignore e noi sappiamo positivamente che più d' ribaldo ha usato vantarsi che un giorno o l'altro e Che hanno fatto interruppe il cardinale dico che Costui è un appaltatore di delitti un disperato che tiene corrispondenza coi disperati più furiosi e che può essere mandato no Che disciplina è codesta interruppe ancora sorridendo IG che i soldati esoro il generale ad aver paura poi divenuto serio e pensieroso riprese San Carlo non
si sarebbe trovato nel caso di dibattere se dovesse ricevere un tal uomo sarebbe andato a cercarlo fatelo entrar subito Ha già aspettato troppo il Cappellano si mosse dicendo tra sé non c'è rimedio tutti questi Santi sono ostinati aperto l'uscio e affacciat cosi alla stanza dov'era il Signore ligata vide questa ristretta in una parte a bisbigliare e a guardar di sott'occhio quello lasciato solo in un canto s'avviò verso di lui e intanto squadrando come poteva con la coda dell'occhio andava pensando che diavolo d'armerina poteva Essere nascosta sotto quella casacca e che veramente prima di introdurlo avrebbe
dovuto proporgli almeno ma non si seppe risolvere gli s'accostò e disse Monsignore aspetta vossignoria si contenti di venir con me e precedendo in quella piccola Folla che subito fece ala dava a destra e a sinistra con occhiate le quali significavano Cosa volete non lo sapete anche voi altri che fa sempre a modo suo appena introdotto l'innominato Federico gli andò incontro Con un volto premuroso e sereno e con le braccia aperte come ad una persona desiderata e fece subito cenno al Cappellano che uscisse il quale ubbidì i due rimasti stettero alquanto senza parlare e divers sospesi
l'innominato che era stato come portato lì per forza da una smania inesplicabile piuttosto che condotto da un determinato disegno ci stava anche come per forza straziato da due passioni opposte quel desiderio e quella speranza confusa di Trovare un refrigerio al tormento interno e dall'altra parte una stizza una vergogna di venir lì come un pentito come un sottomesso come un miserabile a confessarsi in colpa a implorare un uomo e non trovava parole né quasi le Cercava però alzando gli occhi in viso a quell'uomo si sentiva sempre più penetrare da un sentimento di venerazione imperioso insieme e
soave che aumentando la fiducia mitigava il dispetto e senza prender l'orgoglio di Fronte la batteva e dirò così gli imponeva silenzio la presenza di federigo era infatti di quelle che annunziano Una superiorità e la fanno amare il portamento era naturale e composto e quasi involontariamente Maestoso non incurvato né impigrito punto dagli anni l'occhio grave e vivace la fronte Serena e pensierosa con la canizia nel pallore tra i segni dell'astinenza della meditazione della fatica una specie di Floridezza verginale tutte le forme del volto indicavano che in altre età c'era stata quella che più propriamente si chiama
bellezza l'abitudine dei pensieri solenni e benevoli la pace interna ad una lunga vita l'amore degli uomini la gioia continua ad una speranza Ine vi avevano sostituita una direi quasi la bellezza senile che spiccava ancor più in quella magnifica semplicità della Porpora tenne anche lui qualche momento fisso nell'aspetto dell'Innominato il Suo sguardo penetrante ed esercitato da lungo tempo a ritirare dai sembianti i pensieri e sotto a quel Fosco e a quel turbato parendogli di scoprire sempre più qualcosa di conforme alla speranza da lui concepita al primo annunzio d' una tal visita tutto animato Ah disse che
visita è questa e quanto vi devo essere grato d' una S buona risoluzione quantunque per me abbia un po' del rimprovero rimprovero esclamò il signore Maravigliato ma raddolcito da quelle parole E da quel fare è contento che il Cardinale avesse rotto il ghiaccio e avviato un discorso qualunque certo me è un rimprovero riprese questo che io mi sia lasciato prevenir da voi quando da tanto tempo Tante volte avrei dovuto venir da voi io da me voi sapete chi sono v'hanno detto bene il mio nome e questa consolazione che io sento e che certo Vi si
manifesta nel mio aspetto Mi par gli che io Dovessi provarla all'annunzio alla vista ad uno sconosciuto siete voi che me la fate provare voi dico che avrei dovuto cercare voi che almeno ho tanto amato e pianto per cui ho tanto pregato voi dei miei figli che pure amo tutti e di cuore quello che avrei più desiderato da accogliere da abare se avessi creduto di poterlo sperare Ma Dio sa fare Egli solo le maraviglie e supplisce alla debolezza alla lentezza dei suoi poveri servi l'innominato stava Tonito a quel dire Così infiammato a quelle parole che rispondevano
tanto risolutamente a ciò che non aveva ancor detto né era ben determinato di dire e commosso ma sbalordito stava in silenzio e che riprese ancor più affettuosamente Federico voi avete una buona nuova da darmi e me la fate tanto sospirare una buona nuova Io ho l'inferno nel cuore e vi darò una buona nuova Ditemi voi se lo sapete qual è questa buona nuova che aspettate da un Par mio Che Dio vha toccato il cuore e vuol farvi suo rispose pacatamente il cardinale dio dio dio se lo vedessi se lo sentissi Dov'è questo Dio voi me
lo Domandate voi e chi più di voi là vicino non ve lo sentite nel cuore che vi opprime che va agita che non vi lascia stare e nello stesso tempo va a tira vi fa presentire una speranza di quiete di consolazione d' una consolazione che sarà piena immensa subito che voi lo Riconosciate lo confessi lo implori no Certo ho qui qualche cosa che m opprime che mi rode Ma Dio se c'è questo Dio se è quello che dicono cosa volete che faccia di me queste parole furon dette con un accento di ma federigo con un
tono solenne come di placida ispirazione rispose cosa può far Dio di voi cosa vuol farne un segno della sua potenza e della sua bontà vuol cavar da voi una Gloria che nessun altro Gli potrebbe dare che il mondo gridi da tanto tempo contro di voi che Mille e mille voci deteso le vostre opere l'innominato si scosse e rimase stupefatto un momento nel sentir quel linguaggio così insolito più stupefatta ancora di non provarne sdegno Anzi quasi un sollievo che Gloria proseguì federigo ne viene a Dio son voci di terrore son voci di interesse voci forse anche
di giustizia ma d' una giustizia così Facile così naturale alcune forse purtroppo di invidia di codesta vostra Sciagurata potenza fino ad oggi di codesta deplorabile sicurezza d'animo ma quando voi stesso sorgete a are la vostra vita ad accusare voi stesso Allora Dio sarà glorificato e voi Domandate cosa possa far di voi Dio Chi son io Povero uomo che sappia dirvi fin d'ora che profitto possa ricavar da voi Un tal signore cosa posso fare di codesta Volontà impetuosa di codesta imperturbata Costanza quando l'abbia animata infiammata d'amore di speranza di pentimento chi siete voi povero uomo che
vi pensiate aver saputo da voi immaginare e fare cose più grandi nel male che Dio non possa farvene volere e operare nel bene cosa può far Dio di voi e perdonarvi e farvi Salvo e compire in voi l'opera della redenzione non son cose magnifiche e degne di lui Oh Pensate se io mi cattolo io miserabile pur così pieno di me stesso io qual mi sono mi struggo ora tanto della vostra salute che per essa darei con Gaudio Egli mi testimonio questi pochi giorni che mi rimangono pensate quanta quale debba essere la Carità di colui che
mi infonde questa cosa così imperfetta Ma così viva come vi ami come vi voglia quello che mi comanda e mi ispira un amore che per voi mi divora a misura che queste parole Uscivan dal suo labbro Il volto lo sguardo ogni moto ne spirava il senso la faccia del suo ascoltatore stravolta e confusa si fece da principio a tonita e intenta poi si Compose ad una commozione più profonda e meno angosciosa i suoi occhi che dall'infanzia più non conoscevano le lacrime si gonfiarono quando le parole furon cessate si coprì il viso con le mani e
diede in un dirotto pianto che fu come l'ultima e più chiara Risposta Dio grande e buono esclamò federigo alzando gli occhi e le mani al cielo che ho mai fatto io servo inutile pastore sonnolento perché voi mi chiamaste a questo Convito di grazia perché mi faceste degno d' assistere ad un sig Giocondo prodigio Così dicendo stese la mano a prender quella dell'Innominato no gridò questo no Lontano lontano da me e voi non late quella mano innocente benefica non sapete tutto ciò che ha fatto questa che Volete stringere lasciate disse federigo prendendola con amorevole violenza lasciate
cho stringa conesta mano che riparerà tanti Torti che spargerà tante beneficenze che solleverà tanti afflitti che si stenderà disarmata pacifica Umile a tanti nemici è troppo disse singhiozzando l'innominato Lasciatemi Monsignore buon Federico Lasciatemi un popolo affollato V aspetta tante anime buone Tanti Innocenti tanti venuti da Lontano per vedervi una volta per sentirvi e voi vi trattenete con chi lasciamo le 99 pecorelle rispose il cardinale sono insicuro sul monte Io voglio ora stare con quella che era smarrita quell'anime son Forse ora ben più contente che di vedere questo povero vescovo Forse Dio che ha operato in
voi il prodigio della Misericordia diffonde in esse una gioia di cui non sentono ancora la cagione quel popolo è forse Unito a noi senza saperlo forse lo spirito mette nei loro cuori un ardore indistinto di carità una preghiera che esaudisce per voi un rendimento di grazie di cui voi siete l'oggetto non ancor conosciuto così dicendo stese le braccia al collo dell'Innominato il quale dopo aver tentato di sottrarsi e resistito un momento cedette come vinto da quell'impeto di carità abbracciò anche lui il cardinale e abbandonò sull'omero Di lui il suo volto tremante e mutato le sue
lacrime ardenti cadevano sulla Porpora incontaminata di federigo e le mani incolpevoli di questo stringevano affettuosamente quelle membra premevano quella casacca avvezza a portar l'armi della violenza e del tradimento l'innominato sciogliendosi da quell'abbraccio si coprì di nuovo gli occhi con una mano e alzando insieme la faccia esclamò Dio veramente grande Dio veramente buono io mi conosco ora Comprendo Chi sono le mie iniquità mi stanno davanti or ribz di me stesso Eppure Eppure provo un refrigerio una gioia Sì una gioia quale non ho provata mai in tutta questa mia orribile vita è un saggio disse Federico Che
Dio vi dà per cattivarsi per an imarvi ad entrar risolutamente nella nuova vita in cui avrete tanto da disfare tanto da riparare e tanto da piangere me sventurato esclamò il Signore Quante quante cose le quali non potrò se non Piangere Almeno ne ho intraprese da appena avviate che posso Se non altro rompere a mezzo una ne ho che posso romper subito disfare riparare Federico si mise in attenzione e l'innominato raccontò brevemente ma con parole des esecrazione Anche più forti di quelle che abbiamo adoprato noi la prepotenza fatta a Lucia i terrori i patimenti della poverina
E come aveva implorato e la smania che quell' implorare aveva messa addosso a lui e Come essa era ancora nel castello Ah non perdiam tempo esclamò Federico ansante di Pietà e di sollecitudine Beato voi questo è pegno del Perdono di Dio far che possiate diventare strumento di salvezza a chi volevate essere di rovina Dio vi bened Dio va Benedetto sapete di dove sia questa povera nostra travagliata il Signore nominò il paese di Lucia non è lontano di qui disse il cardinale Lod datato sia Dio e Probabilmente Così dicendo corse ad un tavolino e scosse un
campanello e subito entrò con ansietà il Cappellano crocifero e per la prima cosa guardò l'innominato e vista quella faccia mutata e quegli occhi rossi di pianto guardò il cardinale e sotto quell' inalterabile compostezza scorgendo in volto come un grave contento e una premura quasi impaziente era per rimanere statico con la bocca aperta se il cardinale non l'avesse Subito svegliato da quella contemplazione domandandogli se tra i parrochi Rad Donati lì si trovasse quello del paese di Lucia c'è Monsignore Illustrissimo rispose il Cappellano fatelo venir subito disse Federico e con lui il parroco qui della chiesa il
Cappellano uscì e Andò nella stanza dove' eran quei preti riuniti tutti gli occhi si rivolsero a lui lui con la bocca Tuttavia aperta col viso ancor Tutto dipinto di quell'estate un momento senza dir altro poi ripreso il tono e la voce della Carica soggiunse sua signoria illustrissima e reverendissima vuole il signor curato della parrocchia e il signor curato di il primo chiamato venne subito avanti e nello stesso tempo uscì di mezzo alla folla un io strascicato con un'intonazione di meraviglia Non è lei il signor curato di riprese il Cappellano per l'appunto ma sua signoria illustrissima
e reverendissima vuol lei me disse ancora quella voce significando chiaramente in quel monosillabo Come ci posso entrare io ma questa volta insieme con la voce venne fuori l'uomo Don Abbondio in persona con un passo forzato e con un viso tra l'attento e il disgustato il Cappellano gli fece un cenno con la mano che voleva dire a noi andiamo ci vuol tanto e precedendo i due Curati andò all'uscio l'a prì e l' Introdusse il cardinale lasciò andare la mano dell'Innominato col quale intanto aveva concertato quello che dovevan fare Si discosto un poco e chiamò con un
cenno il cato della chiesa gli disse in succinto di che si trattava e se saprebbe trovar subito una buona donna che volesse andare in una lettiga al castello a prender Lucia una donna di cuore e di testa da sapersi ben governare in una spedizione così nuova e usar le maniere più A proposito trovar Le parole più adatte a rincorre e tranquillizzare quella poverina a cui dopo tante angosce e in tanto turbamento la liberazione stessa poteva metter nell'animo una nuova confusione ato un momento il curato disse che aveva la persona A proposito e uscì il cardinale
chiamò con un altro cenno il Cappellano al quale ordinò che facesse preparare subito la lettiga e i lettighieri e sellare due Mule uscito anche il Cappellano si voltò a Don Abondio questo che già gli era vicino per tenersi lontano da quell'altro signore e che intanto dava un'occhiatina di sotto in su ora all'uno ora all'altro seguitando ad al manacar tra sé che cosa mai potesse essere tutto quel rigiro s'accostò di più fece un una riverenza e disse m'hanno significato che vossignoria illustrissima mi voleva me ma io credo che abbiano sbagliato non hanno sbagliato rispose Federico Ho
una buona nuova da darvi e un consolante un Soavissimo incarico una vostra parrocchiana che avete pianta Peri smarrita Lucia Mondella è ritrovata e qui vicino in casa di questo mio caro amico e voi andrete ora con lui e con una che il signor curato di qui è andato a cercare andrete dico a prendere quella vostra creatura e l' accompagnerete qui Don abondio fece di tutto per nascondere la noia che dico l'affanno e la Marit sudine che gli dava una tale proposta o comando che fosse e non essendo più a Tempo a sciogliere e a scomporre
un versaccio già formato sulla sua faccia lo nascose chinando profondamente la testa in segno d'obbedienza e non l' alzò che per fare un altro profondo inchino all'inn con un'occhiata pietosa che diceva sono nelle vostre mani abbiate Misericordia parcere subc gli domandò poi il cardinale Che parenti avesse Lucia distretti e con cui viva non ha che la madre rispose Don Bondio e questa si trova al suo paese Monsignor Sì Giacché riprese Federico quella povera giovine non potrà essere così presto restituita a casa sua le sarà una gran consolazione di veder subito la madre Quindi se il
signor curato di qui non torna prima che io vada in chiesa Fatemi voi il piacere di dirgli che trovi un baroccio o una cavalcatura e spedisca un uomo di giudizio a cercar quella donna per condurla Qui e se andassi io disse Don abondio no voi no Vho già pregato d'altro rispose il cardinale dicevo replicò Don abondio per disporre quella povera madre è una donna molto sensitiva e ci vuole uno che la conosca e la sappia prendere per il suo verso per non farle male invece di bene e per questo vi prego d' avvertire il signor
curato che scelga un uomo di proposito Voi siete molto più necessario altrove rispose il cardinale e avrebbe Voluto dire quella povera giovine ha molto più bisogno di veder subito una faccia conosciuta una persona sicura in quel castello dopo tant or di spasimo e in una terribile oscurità dell'avvenire Ma questa non era ragione da dirsi così chiaramente davanti a quel terzo parve Però strano al cardinale che dona bondio non l'avesse Intesa per aria Anzi pensata da sé e così fuor di luogo gli parve la proposta e l'insistenza che pensò doverci essere sotto qualche Cosa lo guardò
in viso e vi scoprì facilmente la paura di viaggiare con quell'uomo tremendo d' andare in quella casa anche per pochi momenti Volendo quindi dissipare affatto quell' ombre codarde e non piacendo di tirare in disparte il curato e di bisbigliare con lui in segreto mentre il suo nuovo amico eraa lì in terzo pensò che il mezzo più opportuno era di far ciò che avrebbe fatto anche senza questo motivo parlare all'innominato medesimo e dalle sue Risposte Don bondu intenderebbe finalmente che quello non era più uomo da averne paura s'avvicinò Dunque all'innominato e con quell'aria di spontanea confidenza
che si trova in una nuova e potente affezione come in un'antica intrinsic chezza non crediate gli disse Chio mi contenti di questa visita per oggi voi tornerete nè vero in compagnia di questo ecclesiastico da bene se io tornerò rispose l'innominato quando voi mi rifiutasse rimarrei Ostinato allaa vostra porta come il povero ho bisogno di parlarvi ho bisogno di sentirvi di vedervi ho bisogno di voi Federico gli prese la mano gliela strinse e disse favorir Dunque di restare a desinare con noi va aspetto Intanto io a pregare e a render Grazie col popolo e voi a
cogliere i primi frutti della Misericordia Don abondio a quelle dimostrazioni stava come un ragazzo pauroso che veda uno accarezzar con Sicurezza un suo cagnaccio grosso rabbuffato con gli occhi rossi con un omaccio famoso per morsi e per i spaventi e sente dire al padrone che il suo cane è un buon bestione quieto quieto Guarda il padrone e non contraddice né appr prova guarda il cane e non ardisce Acc costargli si per timore che il buon bestione non gli mostri i denti fosse anche per fargli le feste non ardisce allontanarsi per non farsi scorgere e dice
in cuor suo Oh se Fossi a casa mia al cardinale che s'era mosso per uscire tenendo sempre per la mano e conducendo Seco nominato diede di nuovo nell'occhio il povero uomo che rimaneva indietro mortificato malcontento facendo il muso senza volerlo e pensando che forse quel piacere gli potesse anche venire dal parer gli esser trascurato e come lasciato in un canto tto più in paragone d' un facinoroso così ben accolto così accarezzato se gli voltò nel passare si Fermò un momento e con un sorriso amorevole gli disse signor curato voi siete sempre con me nella casa
del nostro buon padre ma questo questo perier et inventus Oh quanto mene rallegro disse Don abondio facendo una gran riverenza a tutte e due in l'arcivescovo andò avanti spinse l'uscio che fu subito spalancato di fuori da due servitori che stavano uno di qua e uno di là e laam Mirabile coppia apparve Agli sguardi bramosi del clero raccolto nella stanza si Videro quei due volti sui quali era dipinta una commozione diversa ma ugualmente profonda una tenerezza riconoscente un'umile Gioia nell'aspetto venerabile di federigo in quello dell'Innominato una confusione temperata di conforto un nuovo pudore una Imp punzione
dalla quale però traspariva Tuttavia il vigore di quella selvaggia e risentita natura e si seppe poi che a più d'uno dei riguardanti era Allora venuto in mente quel detto di Isaia Il lupo e l'agnello andranno ad un pascolo il leone e il bue mangeranno insieme lo strame dietro veniva Don bondio a cui nessuno Badò Quando furono nel mezzo della stanza entrò dall'altra parte l'aiutante di camera del Cardinale e gli s'accostò per dirgli che aveva eseguiti ordini comunica gli dal Cappellano che la lettiga e le due Mule eran preparate e S'aspettava soltanto la donna che il
curato avrebbe condotta il cardinale gli disse che appena arrivato questo lo facesse parlar subito con don abondio e tutto poi fosse Agli ordini di questo e dell'Innominato al quale strinse di nuovo la mano in atto di commiato dicendo va aspetto e si voltò a salutar Don abondio e s'avviò dalla parte che conduceva alla chiesa il clero gli dietro tra in folla e in processione i due compagni di viaggio Rimasero soli nella stanza stava l'innominato tutto raccolto in sé pensieroso impaziente che venisse il momento d' andare a levar di pene e di carcere la sua Lucia
sua ora in un senso così diverso da quello che lo fosse il giorno avanti e il suo viso esprimeva un'agitazione concentrata che all'occhio ombroso di Don bondio poteva facilmente parere qualcosa di peggio lo sogu guardava avrebbe voluto attaccare un discorso amichevole Ma cosa devo Dirgli pensava devo dirgli ancora mi rallegro mi rallegro di che che essendo stato finora un demonio vi siate finalmente risoluto di diventare un galantuomo come gli altri bel complimento in qualunque maniera io le rigiri le congratulazioni non vorrebbero dire altro che questo e se sarà poi vero che sia diventato galantuomo così
ad un tratto delle dimostrazioni se ne fanno tante a questo mondo e per tante cagioni che so io alle volte e intanto mi to Andar con lui in quel castello ah Che storia Che storia chi me l'avesse detto stamattina Ah se posso uscirne a Salvamento ma da sentire la signora Perpetua ad avermi cacciato qui per forza quando non c'era necessità fuor della mia Pieve E che tutti i parrochi d'intorno Acc correvano anche più da lontano e che non bisognava stare indietro e che questo e che quest'altro e imbarcarmi in un affare di questa sorte Oh
povero me neppure Qualcosa Bisognerà dirgli a Costui e pensa e ripensa aveva trovato che avrebbe potuto dire non mi sarei mai aspettato questa fortuna di incontrarmi in una così rispettabile compagia e stava per aprir Bucca quando entrò l'aiutante di camera col curato del paese il quale annunziò che la donna era pron nella lettiga e poi si voltò Don bondio per ricever da lui l'altra commissione del Cardinale Don bondio se ne sbg come Pot In quella confusione di mente accostatosi poi All'ai gli disse mi almeno una bestia quieta perché dico la verità sono un povero cavalcatore
Si figuri rispose l'aiutante con un mezzo sogo è la mula del segretario che è un letterato basta replicò Don abondio e continuò pensando il cielo me la mandi buona il Signore sera incamminato di corsa al primo avviso arrivato all'uscio s'accorse di Don abondio che era rimasto indietro si fermò ad aspettarlo e quando Questo arrivò frettoloso in aria di chieder perdono l'inchino e lo fece passare avanti con un atto con Cese e umile cosa che raccomandò alquanto lo stomaco Al povero tribolato ma appena messo piede nel Cortiletto vide un'altra novità che gli guast quella poca consolazione
vide l'innominato andar verso un canto prender per la canna con una mano la sua carabina poi per la Cigna con l'altra e con un movimento spedito Come se facesse l'esercizio Mettersela d'arma collo ohoi Oi pensò Don abondio cosa vuol farne di quell' ordigno Costui bel cizio bel la disciplina da convertito e se gli salta qualche grillo Ah che spedizione che spedizione se quel signore avesse potuto appena sospettare che razza di pensieri passavano per la testa al suo compagno non si può dire cosa avrebbe fatto per rassicurarlo ma era lontano Le mille miglia Da Un tal
Sospetto e don abondio stava Attento a non far nessun atto che Significasse chiaramente non mi fido di vossignoria arrivati all'uscio di strada trovarono le due cavalcature in ordine l'innominato saltò su quella che gli fu presentata da un palafreniere vizi non ne ha disse l'aiutante di camera Don bondio Rimettendo in terra il piede che aveva già alzato verso la staffa vada pur su di buon animo è un agnello donna bondio arrampicandosi alla Sella sorretto dall'aiutante su su su e a cavallo la Lettiga che era innanzi qualche passo portata da due Mule si mosse ad una voce
del lettighieri partì si doveva passar davanti alla chiesa piena zeppa di popolo per una piazzetta anch'essa ad altro popolo del paese Forestieri che non avevan potuto entrare in quella già la grann nuova era corsa e all'apparir della comitiva all'apparir di quell'uomo oggetto ancor poche ore prima di terrore e des esecrazione ora di lieta meraviglia s'alzò nella folla Un mormorio quasi d'applauso e facendo Largo si faceva insieme alle spinte per vederlo da vicino la lettiga passò l'innominato passò e davanti alla porta spalancata della chiesa si levò il cappello e Chinò quella fronte tanto temuta fin sulla
criniera della Mula tra il sussurro di Cento voci che dicevano Dio la benedica Don abondio Si levò anche lui il cappello si Chinò si raccomandò al cielo ma sentendo il concerto solenne dei suoi confratelli Che cantavano a distesa provò un'invidia una Mesta tenerezza un accoramento tale che durò fatica a tener le lacrime fuori poi dell'abitato nell'aperta campagna nell andirivieni talvolta affatto deserti della strada un velo più nero si stese sui suoi pensieri altro oggetto non aveva su cui riposar con fiducia lo sguardo che il lettiero il quale Endo al servizio del Cardinale doveva essere Certamente
Un uomo da bene e insieme non aveva aria di imbelle ogni Tanto comparivano viandanti anche a comitive che accorrevano per vedere il cardinale ed era un ristoro Perdona bondio ma passeggero ma S andava verso quella Valle tremenda dove non si incontrerebbe che sudditi dell'amico e che sudditi con l'amico avrebbe desiderato ora più che mai di entrare in discorso tanto per tastar lo sempre più come per tenerlo in buona ma vedendolo così sopra pensiero gliene passava la voglia dovette Dunque parlar con se Stesso ed ecco Una parte di ciò che il pover uomo Si disse in
quel tragitto che a scriver tutto ci sarebbe da farne un libro è un granire che tanto i santi come i birboni gli abbiano ad aere l'argento vivo addosso e non si contentino d' essere sempre in moto loro ma voglian tirare in ballo Se potessero tutto il genere umano e che i più faccendoni mi devan proprio venire a cercar me che non cerco nessuno e tirarmi per i capelli nei loro affari io Che non chiedo altro che d'esser lasciato vivere quel matto birbone di don Rodrigo cosa gli mancherebbe per essere l'uomo più felice di questo mondo
se avesse appena un pochino di giudizio lui ricco lui giovine lui rispettato lui corteggiato gli dà noia il benestare bisogna che vada accatt guai per sé e per gli altri potrebbe far L'arte di michelaccio no Signore vuol fare il mestiere di molestar le femmine il più pazzo il più ladro il più arrabbiato Mestiere di questo mondo potrebbe andare in paradiso in carrozza e vuole andare a casa del diavolo a piazz zoppo e Costui e qui lo guardava come se avesse sospetto che quel Costui sentisse i suoi pensieri Costui dopo aver messo sotto sopra il mondo
con le scelleratezze ora lo mette sotto sopra con la conversione se sarà vero intanto tocca a me farne L'esperienza è finita quando son nati con la smania in corpo bisogna che faccian sempre fracasso ci vuol tanto a Fare il galantuomo tutta la vita come ho fatto io no Signore si deve squartare ammazzare a fare il diavolo Oh povero me e poi uno scompiglio anche per far penitenza la penitenza quando sa buona volontà Si può farla a casa sua quietamente senza tanto apparato senza dar tanto incomodo al prossimo e sua signoria illustrissima subito subito a braccia
aperte caro amico amico caro stare a tutto quel che gli dice costui come se l'avesse visto far miracoli e Prendere addirittura una risoluzione mettercisi dentro con le mani e coi piedi presto di qua presto di là a casa mia si chiama precipitazione e senza avere una minima caparra dargli in mano un povero curato Questo si chiama giocare un uomo a pari e caffo un vescovo Santo come lui decorati dovrebbe esserne geloso come della pupilla degli occhi suoi un pochino di flemma un pochino di prudenza un pochino di carità Mi pare che possa stare anche con
la Santità E se fosse tutta un'apparenza chi può conoscer Tutti i fini degli uomini e dico degli uomini come Costui pensar che mi tocca andar con lui a casa sua ci può essere sotto qualche diavolo Povero me è meglio non pensare che imbroglio è questo di Lucia che ci fosse un'intesa con don Rodrigo che gente ma almeno la cosa sarebbe Chiara ma come l'ha avuta nell lunghie Costui chi lo sa è tutto Un segreto con Monsignore a me che mi fanno trottare in questa maniera Non si dice nulla Io non mi curo di Sap fatti
degli altri ma quando uno c'è a metter la pelle ha anche ragione di sapere se fosse proprio per andare a prendere quella Povera creatura pazienza benché poteva condurla con sé addirittura e poi si è così convertito se è diventato un santo padre che bisogno c'era di me oh che caos basta voglia il cielo che la sia così sarà stato un incomodo grosso ma pazienza Sarò contento anche per quella povera Lucia anche lei deve averla scampata grossa sa il cielo cosa ha patito la compatisco ma è nata per la mia rovina almeno potessi vedergli proprio in
cuore a Costui come la pensa Chi lo può conoscere Ecco lì ora pare Sant'Antonio nel deserto ora pare Oloferne in persona Oh povero me basta il cielo è in obbligo d' aiutarmi perché non mi ci son messo io di mio Capriccio Infatti sul volto dell'Innominato si vedevano per dir così passare i pensieri come in un'ora Burrascosa alle nuvole trascorrono dinanzi alla faccia del Sole alternando ogni momento una luce arrabbiata e un freddo l'animo ancor tutto inebriato dalle Soavi parole di federigo e come rifatto e ringiovanito nella nuova vita se levava a quell'idea di Misericordia di
perdono e d'amore poi ricadeva sotto il peso del terribile passato correva con ansietà a cercare quali fossero le iniquità riparabili cosa si potesse Troncare a mezzo Quali rimedi più espedienti e più sicuri come scioglier tanti nodi che fare di tanti complici era uno ento A pensarci a quella stessa spedizione che era la più facile così vicina al termine andava con un' impazienza mista d'angoscia pensando che intanto quella creatura pativa Dio sa quanto e che lui il quale pure si struggeva di liberarla era lui che la teneva intanto a patire dove c'erano due strade il lettighieri
voltava per saper Quale dovesse prendere l'innominato gli li indicava con la mano e insieme accennava di far presto entrano nella valle come stava Allora il povero Don abondio quella Valle famosa della quale aveva sentito raccontar tante storie orribili esserci dentro quei famosi uomini il fiore della braveria d'Italia quegli uomini senza paura e senza Misericordia vederli in carne e in ossa incontrarne uno o due o tre a ogni voltata di strada Si chinava sommessamente al signore ma certi visi abbronzati certi baffi Irti certi occhiacci che a Don bondio pareva che volessero dire fargli la festa a
quel prete a segno che in un punto di Somma costernazione gli venne detto tra sé gli avessi maritati non mi poteva accadere di peggio intanto s'andava avanti per un sentiero sassoso lungo il torrente Al di là quel prospetto di balze aspre scure disabitate al di qua quella popolazione da far parere Desiderabile ogni deserto Dante non i stava peggio nel mezzo di male bolge passando avanti la Ma la notte bravacci sull'uscio inchini al signore occhiate al suo compagno e alla lettiga coloro non sapevan cosa si pensare già la partenza dell'Innominato solo la mattina aveva dello Straordinario
il ritorno non lo era meno era una preda che conduceva e come l'aveva fatta da sé e come una lettiga forestiera E di chi poteva essere quella livrea guardavano Guardavano Ma nessuno si muoveva Perché questo era l'ordine che il padrone dava loro con delle occhiate fanno la salita sono in cima i bravi che si trovan sulla spianata e sulla porta si ritirano di qua e di là per lasciare il passo libero l'innominato fa segno che non si muova di più sprona e passa davanti alla lettiga accenna al lettiero e a Don abondio che lo seguano
entra in un primo cortile da quello in un secondo va verso Un usciolo fa stare indietro con un gesto un bravo che accorreva per tenergli la staffa e gli dice tu sta così e non venga nessuno smonta lega in fretta la mula ad un'inferriata va alla lettiga s'accosta alla donna che aveva at tirata la tendina e le dice sottovoce consolat Ela subito fatele subito capire che è libera in mano d'amici Dio ve ne renderà merito poi fa cenno all lettiero che apra poi si avvicina a Don bondio e con un sembiante così sereno come questo
Non gliel'aveva ancora visto né credeva che lo potesse avere con dipint VII la gioia dell'Opera buona che finalmente stava Per compiere gli dice ancora sottovoce signor curato non le chiedo scusa dell'incompatibilità A voce bassa Bassa le pare ma m ma ma e sdrucciolo alla meglio dalla sua cavalcatura l'innominato legò anche quella e detta al lettighieri lì ad aspettare si levò una chiave di tasca aprì l'uscio entrò Fece entrare il curato e la donna s'avviò davanti a loro Alla Scaletta e tutte e tre salirono in silenzio capitolo 24 Lucia si era risentita da poco tempo e
di quel tempo una parte aveva Appen a svegliarsi affatto a separar le torbioni del sonno Dalle memorie e dalle immagini di quella realtà troppo somigliante ad una funesta visione di infermo la vecchia le si era subito avvicinata e con quella voce forzatamente umile le Aveva detto Ah avete dormito avreste potuto dormire in letto Ve l'ho pur detto tante volte ier sera e non ricevendo risposta aveva continuato sempre con un tono di supplicazione stizzosa mangiate una volta abbiate giudizio Oh come siete brutta avete bisogno di mangiare e poi se quando torna la piglia con me no
no voglio andar via Voglio andare da mia madre il padrone me l'ha promesso ha detto domattina Dov'è il padrone è uscito m'ha Detto che tornerà presto e che farà tutto quel che volete ha detto così ha detto così Ebbene Io voglio andare da mia madre subito subito ed ecco si sente un calpestio nella stanza vicina poi un picchio all'uscio la vecchia corre domanda Chi è Apri risponde sommessamente la nota voce la vecchia tira il paletto l'innominato spingendo leggermente i battenti fa un po' di spiraglio ordina alla vecchia di venir fuori fa entrare subito Don Abondio
con la buona donna socchiude poi di nuovo l'uscio si ferma dietro a quello e manda la vecchia in una parte lontana del Castellaccio come aveva già mandata via anche l'altra donna che stava fuori di guardia tutto questo movimento quel punto d'aspetto il primo apparire di persone nuove cagionarlo d'agitazione a Lucia alla quale se lo stato presente era intollerabile ogni cambiamento però eraa Motivo di sospetto e di nuovo spavento guardò vide un prete una donna si rincòn è lui riconosce Don bondio e rimane con gli occhi fissi come incantata la donna andat Le vicino si Chinò
sopra di lei e guardandola pietosamente prendendole le mani come per accarezzarla e alzarla a un tempo le disse Oh poverina venite venite con noi chi siete le domandò Lucia ma senza aspettare la risposta si voltò ancora a Don abondio che s'era trattenuto discosto due passi con un viso anche lui tutto compassionevole lo fissò di nuovo e esclamò lei è lei il signor curato dove siamo Povera mess son fuori di sentimento No no rispose donna bondio son io davvero Fatevi coraggio vedete siam qui per condurvi via son proprio il vostro curato venuto qui apposta a cavallo
Lucia come riacquistate in un tratto tutte le sue forze Si rizzò Precipitosamente poi fissò ancora lo sguardo su quei due visi e disse e dunque la Madonna che vi ha mandati io credo di di sì disse la buona donna ma possiamo andar via possiamo andar via davvero riprese Lucia Abbassando la voce e con uno sguardo timido e sospettoso e tutta quella gente continuò con le labbra contratte e tremanti di spavento e d'orrore è quel signore quell'uomo Già me l'aveva promesso è qui anche lui in Persona venuto apposta con noi disse Don abondio è qui fuori
che aspetta andiamo presto non lo facciamo aspettare un par suo Allora quello di cui si parlava spinse l'uscio e si fece vedere Lucia che poco prima lo desiderava Anzi non avendo speranza in altra cosa del mondo non desiderava che lui ora Dopo aver veduti i visi e sentite voci amiche non poter reprimere un subitaneo ribrezzo si riscosse ritenne il respiro si strinse alla buona donna e le nascose il Viso in seno l'innominato alla vista di quell'aspetto sul quale già la sera avanti non aveva Ava potuto tener fermo lo sguardo di quell'aspetto reso ora più squallido
sbattuto affannato dal patire prolungato e dal digiuno era rimasto lì fermo quasi sull'uscio nel veder poi quell'atto di terrore abbassò gli occhi stette ancora un momento immobile e muto Indy rispondendo a ciò che la poverina non aveva detto è vero esclamò Perdonatemi Viene a liberarvi non è più quello è diventato buono sentito che vi ti chiede perdono diceva la buona donna all'orecchio di Lucia si può dir di più via su quella testa non Fat la bambina che possiamo andar presto le diceva don abondio Lucia alzò la testa guardò l'innominato e vedendo bassa quella fronte atterrato
e confuso quello sguardo presa da un misto sentimento di conforto di riconoscenza e di pietà disse Oh il mio signore dio le Renda merito della sua misericordia e a voi 100o volte il bene che mi fanno codeste vostre parole così detto Si voltò andò verso l'uscio e uscì il primo Lucia tutta rianimata con la donna che le dava braccio gli andò dietro Don bondio in coda scesero la scala arrivarono all'uscio che metteva nel cortile l'innominato lo spalancò andò alla lettiga aprì lo sportello e con una certa gentilezza quasi timida due cose nuove in lui sorreggendo
il Braccio di Lucia l'aiutò ad entrarvi poi la buona donna sleg quindi la mula di Don bondio e l'aiutò anche lui a montare Oh che degnazione disse questo e montò molto più lesto che non avesse fatto la prima volta la comitiva si mosse quando l'innominato fu anche lui a cavallo la sua fronte s' era rialzata lo sguardo aveva ripreso la solita espressione di Impero i bravi che incontrava vedevan bene sul suo viso i segni d'un forte pensiero d' una preoccupazione Straordinaria ma non capivano né potevan capire più in là al castello non si sapeva ancor
nulla della Gran mutazione di quell'uomo e per congettura Certo Nessun di coloro vi sarebbe arrivato la buona donna aveva subito tirate le tendine della lettiga prese poi affettuosamente le mani di Lucia s'era messa a confortarla con parole di pietà di Congratulazione e di tenerezza e vedendo come oltre la fatica di tanto Travaglio sofferto la la confusione e L'oscurità degli avvenimenti impedivano alla poverina di sentir pienamente la contentezza della sua Liberazione le disse quanto poteva trovar di più atto a distrigo poveri pensieri le nominò il paese dove andavano Sì disse Lucia la qual sapeva che era
poco discosto dal suo la madonna santissima Vi ringrazio mia madre mia madre la manderemo a cercar subito disse la buona donna la quale non sapeva che la cosa era già fatta Sì sì che Dio ve ne renda merito e Voi chi siete come siete venuta m'ha mandata il nostro curato disse la buona donna perché questo signore dio gli ha toccato il cuore sia Benedetto ed è venuto al nostro paese per parlare al signor Cardinale arcivescovo che abbiamo là in visita quel sant'uomo e s è pentito dei suoi peccat e vuol mutar vita e ha detto
al cardinale che aveva fatta rubare una povera innocente che siete voi d'Intesa con un altro senza Timor di Dio che il Curato non m'ha detto chi possa essere Lucia alzò gli occhi al cielo Lo saprete forse voi continuò la buona donna basta Dunque il signor Cardinale ha pensato che trattandosi di una giovine ci voleva una donna per venire in compagnia e ha detto al curato che ne cercasse una e il curato per sua bontà è venuto da me Ah il Signore vi ricompensi della vostra carità che dite mai la mia povera giovine e m'ha detto
il signor curato che vi fa coraggio e cercassi di Sollevarvi subito e farvi intendere come il signore va salvata miracolosamente Ah sì proprio miracolosamente per intercession della Madonna Dunque che stiate di buon animo e perdonare a chi va ha fatto del male ed esser contenta che Dio gli abbia usata Misericordia Anzi pregare per lui che oltre all' acquistarne merito vi sentirete anche allargarne il cuore Lucia rispose con uno sguardo che diceva di sì tanto chiaro come avrebbero Far le parole e con una dolcezza che le parole non avrebbero saputa esprimere Brava giovine riprese la donna
e trovandosi al nostro paese anche il vostro curato che ce n'è tanti tanti di tutto il contorno da mettere insieme quattro Uffizi Generali ha pensato il signor Cardinale di mandarlo anche lui in compagnia ma è stato di poco aiuto già l'avevo sentito dire che era un uomo da poco ma in questa occasione ho dovuto proprio vedere che è più impicciato che Un pulcin nella Stoppa è questo domandò Lucia questo che è diventato buono Chi è come non lo sapete disse la buona donna e lo nominò Oh Misericordia esclamò Lucia quel nome quante volte l'aveva sentito
ripetere con orrore in più di una storia in cui figurava sempre come in altre storie quello dell'Orco e ora ha il pensiero d'esser stata nel suo terribil potere e esser sotto la sua guardia pietosa al pensiero di una così orrenda sciagura ed una così improvvisa Redenzione a considerare di chi era quel viso che aveva veduto burbero poi commosso poi umiliato rimaneva come estatica dicendo solo ogni poco Oh Misericordia è una gran Misericordia davvero diceva la buon donna deve essere un gran sollievo per mezzo mondo a pensare quanta gente teneva sotto sopra e ora come ha
detto il nostro curato E poi solo a guardarlo in viso è diventato un santo e poi si vedon subito le opere dire che questa Buona donna non provasse Molta curiosità di conoscere un po' più distintamente la grande avventura nella quale si trovava a fare una parte non sarebbe la verità ma bisogna dire a sua gloria che compresa ad una pietà rispettosa per Lucia sentendo in certo modo la gravità e la dignità dell'incarico che leera stato affidato non pensò neppure a farle una domanda indiscreta né oziosa tutte le sue parole in quel tragitto furono di conforto
e di premura per la povera Giovine Dio sa Quant'è che non avete mangiato Non me ne ricordo più da un pezzo poverina avrete bisogno di ristorarvi sì rispose Lucia con voce fioca a casa mia grazie a Dio troveremo subito qualcosa Fatevi coraggio che ormai c'è poco Lucia si lasciava poi cader languida sul fondo della lettiga come assopita E allora la buona donna la lasciava in riposo perdona bondio questo ritorno Non Era certo così angoscioso come l'andata di poco prima ma non fu neppure Esso un viaggio di piacere al cessar di quella paur Accia s'era da
principio sentito tutto scarico ma ben presto cominciarono a spuntarli in cuore Cent altri dispiaceri come quando è stato sgarbato un grand albero il terreno rimane sgombro per qualche tempo ma poi si copre tutto d' erbacce era diventato più sensibile a tutto il resto e tanto nel presente quanto nei pensieri Dell'avvenire non gli mancava purtroppo materia di tormentarsi sentiva ora molto più che nell'andare l'incomodo di quel modo di viaggiare al quale non era molto avvezzo e specialmente sul principio nell'ascesa dal castello al fondo della Valle il lettiero stimolato da cenni dell'Innominato faceva andare di buon passo
le sue bestie le due cavalcature andavan dietro dietro con lo stesso passo onde seguiva che a certi luoghi più ripidi il povero Don abondio come se Fosse messo a leva per di dietro tracolla sul davanti e per reggersi doveva appellarsi con la mano all larcione e non osava però pregare che s'andasse più ad agio e dall'altra parte avrebbe voluto essere fuori di quel paese più presto che fosse possibile oltre di ciò dove la strada era Sol un Rialto su un ciglione La Mula secondo l'uso dei pari suoi pareva che facesse per dispetto a tener sempre
dalla parte di fuori e a metter proprio Le zampe sull'orlo e don bondio vedeva sotto di sé quasi a perpendicolo un alto o come pensava lui un precipizio anche tu diceva tra sé alla bestia hai quel maledetto gusto d' andare a cercare i pericoli quando c'è tanto sentiero e tirava le briglia dall'altra parte ma inutilmente sicché al solito rodendo di stizza e di paura si lasciava condurre a piacere altrui i bravi non gli facevan più tanto spavento ora che sapeva più di certo come la Pensava il padrone ma rifletteva però se la notizia di questa
conversione si sparge qua dentro intanto che ci siamo ancora chissà come li intenderanno costoro chissà cosa nasce che se andassero ad immaginare che sia venuto io a fare il missionario Povero me mi martirizzato non gli dava fastidio per tenere a Segno quelle facce lì pensava non ci vuol meno di questa qui lo capisco Anch'io ma perché deve toccare a me a trovarmi tra tutti Costoro basta sarò in fondo all'ascesa e Finalmente anche dalla Valle la fronte dell'Innominato s' andò spianando anche Don bondio prese una faccia più naturale sprigionò alquanto la testa di tra le spalle
sgranch le braccia e le gambe e si mise a stare un po' più sulla vita che faceva un tutt'altro vedere mandò più larghi respiri e con animo più riposato si mise a considerare altri pericoli lontani cosa dirà quel bestione di don Rodrigo rimaner con tanto di naso A questo modo col danno e con le beffe figu amci se la gli deve parere amara ora è quando fa il diavolo davvero Sta a vedere che se la piglia anche con me perché mi son trovato dentro in questa cerimonia se ha avuto cuore fin dallora di mandare quei
due demoni a farmi una figura di quella sorte sulla strada ora Poi chissà cosa farà con sua signoria illustrissima non la può prendere che è un pezzo molto più grosso di lui lì bisognerà rodere il freno Intanto il Veleno l'avrà in corpo e sopra qualcheduno lo vorrà sfogare come finiscono queste faccende i colpi cascano sempre all'ingiù i Cenci vanno all'aria Lucia di ragione sua signoria illustrissima penserà a metterla in salvo quell'altro poveraccio malcapitato è fuor del tiro e già ha avuto la sua Ecco che il cencio son diventato io la sarebbe Barbara dopo tanti incomodi
Dopo tante agitazioni e senza acquistarne merito che ne dovessi portarla pena io Cosa farà ora sua signoria illustrissima per difendermi dopo avermi messo in ballo mi può star mallevadore lui che quel dannato non mi faccia un'azione peggio della prima ma e poi ha tanti affari per la testa mette mano a tante cose come si può badare a tutto lascian poi alle volte le cose più imbrogliate di prima quelli che fanno il bene lo fanno all'ingrosso quando hanno provata quella soddisfazione n hanno abbastanza e non si voglion seccare a Star dietro a tutte le conseguenze ma
coloro che hanno quel gusto di fare il male ci mettono più diligenza ci stanno dietro fino alla fine non prendon mai requie perché hanno quel canchero che li rode devo andare io a dire che son venuto qui per comando espresso di sua signoria illustrissima e non di mia volontà parrebbe che volessi tenere dalla parte dell'iniquità Ah Santo cielo dalla parte dell'iniquità io per gli spassi che la mi dà basta il meglio sarà Raccontare a Perpetua la cosa con me e lascia Poi farà Perpetua a mandarla in giro purché a Monsignore non venga il grillo di
far qualche pubblicità qualche scena inutile e mettermi dentro anche me Da buon conto Appena siamo arrivati Se è uscito di chiesa vado a rivir in fretta e in fritta sennò lascio le mie scuse e me ne vo dritto dritto a casa mia Lucia è ben appoggiata di me non ce n'è più bisogno e dopo tanti incomodi posso pretendere anch'io ad andarmi a riposare E poi che non venisse anche curiosità a Monsignore di saper tutta la storia e mi toccasse a render conto dell'affare del matrimonio non ci mancherebbe altro E se viene in visita anche alla
mia parrocchia Ah Sarà quel che sarà non V confondermi prima del tempo no abbastanza de guai per ora vo a chiudermi in casa che Monsignore si trova da queste parti Don Rodrigo non avrà faccia di far pazia e poi e poi Ah vedo che i miei ultimi anni ho da Passarli male la comitiva arrivò che le funzioni di chiesa Non erano ancora terminate passò per mezzo alla folla medesima non meno commossa della prima volta e poi si divise i due a cavallo voltarono su una piazzetta di fianco in fondo a cui era la casa del
parroco La lettiga andò davanti e verso quella della buona donna don bondio fece quello che aveva pensato appena smontato fece i più sviscerati complimenti all'innominato e lo pregò di Volerlo scusar con Monsignore che lui doveva tornare alla parrocchia addirittura per affari urgenti andò a cercare quel che chiamava il suo cavallo cioè il bastone che aveva lasciato in un cantuccio del salotto e si incamminò l'innominato stette ad aspettare che il Cardinale tornasse di chiesa La buona donna fatta ved Lucia nel miglior luogo della sua cucina s'a affaccendati chezza cordiale i ringraziamenti e le scuse che questa
Rinnovava ogni tanto presto presto rimettendo stipa sotto un calderotto dove notava un buon Cappone fece alzare il bollore al brodo e riempito una scodella già guarnita di fette di pane potè finalmente presentarla a Lucia e nel vedere la poverina riaversi ad ogni cucchiaiata si congratulava ad voce con se stessa che la cosa fosse accaduta in un giorno in cui comessa diceva non c'era il gatto nel fuoco tutti si ingegnano oggi a far qualcosina Aggiungeva meno quei poveri Poveri Che stentano ad aver pane di vecce e polenta di sagina però oggi da un signore così caritatevole
sperano di buscar tutti qualcosa noi Grazie al cielo non siamo in questo caso tra il mestiere di mio marito e qualcosa che abbiamo al sole si campa sicché Mangiate senza pensieri intanto che presto il Cappone sarà a tiro e potrete ristorarvi un po' meglio così detto ritornò ad accudire al desinare e ad Apparecchiare Lucia tornat Le alquanto le forze e acquet andos le sempre più l'animo andava intanto assett andos si per un'abitudine per un istinto di pulizia e di verecondia rimetteva e fermava le trecce allentate e arruffate raccomandava il fazzoletto sul seno e intorno al
collo in far questo le sue dita si intralci carono nella corona che ci aveva messa la notte avanti lo sguardo vi corse si fece nella mente un tumulto istantaneo La memoria del voto oppressa fino ad allora e soffocata da tante sensazioni presenti Vi si suscitò d'improvviso e vi comparve Chiara e distinta allora tutte le potenze del suo animo appena riav furono sopraffatte di nuovo ad un tratto E se quell'animo non fosse stato così preparato da una vita di innocenza di Rassegnazione e di fiducia la costernazione che provò in quel momento sarebbe stata disperazione dopo un
ribollimento di Quei pensieri che non vengono con parole le prime che si formarono Nella sua mente furono Oh povera me cosa ho fatto ma non appena le ebbe pensate ne risentì come uno spavento le tornarono in mente tutte le circostanze del voto l'angoscia intollerabile il non avere una speranza di soccorso il fervore della preghiera la pienezza del sentimento con cui la promessa era stata fatta e dopo aver ottenuta la grazia pentirsi della promessa le parve un' inra itudine Sacrilega una perfidia Verso Dio e la Madonna le parve che una tale infedeltà le attirerebbe nuove e
più terribili sventure in mezzo alle quali non potrebbe più sperar Neppure nella preghiera e s'affrettò di rinnegare quel pentimento momentaneo si levò con divozione la corona dal collo e tenendola nella mano tremante confermò rinnovò il voto chiedendo nello stesso tempo con una supplicazione accorata che le fosse Concessa la forza ad admiro che Le fossero risparmiati i pensieri e l' occasioni le quali avrebbero potuto se non i smuovere il suo animo agitarlo troppo la lontananza di Renzo senza nessuna probabilità di ritorno quella lontananza che fino Allora le era stata così amara le parve ora una disposizione
della Provvidenza che avesse fatti andare insieme i due avvenimenti per un fine solo e si studiava di trovar n l'uno la ragione d'esser contenta dell'altro e dietro a quel pensiero S Andava figurando mente che quella Provvidenza medesima per compir l'opera saprebbe trovar la maniera di far che Renzo si rassega appena trovata mise sotto sopra la mente che era andata a cercarla la povera Lucia sentendo che il cuore era lì lì per pentirsi ritornò alla preghiera alle conferme al combattimento dal quale s'alzò se ci si passa questa espressione come il vincitore stanco e ferito di sopra
il nemico abbattuto non Dico ucciso tutto a un tratto si sente uno scalpiccio e un Chiasso di voci allegre era la famigliola che tornava di chiesa due bambinette e un fanciullo entran saltando si fermano un momento a dare un'occhiata curiosa a Lucia poi corrono alla mamma e le S aggruppare Le meraviglie vedute la buona donna risponde a tutto e a tutti con un zitti zitti entra poi con un passo più quieto ma con una premura cordiale Dipinta in viso il padrone di casa era se non l'abbiamo ancora detto il serto del villaggio nei dintorni un
uomo che sapeva leggere che aveva letto infatti più d' una volta il leggendario dei Santi il guerrin meschino e i reali di Francia e passava in quelle parti per un uomo di talento e di scienza lode però che rifiutava modestamente dicendo soltanto che aveva sbagliato la vocazione e che se fosse andato agli studi invece di tant' altri Con questo la miglior pasta del mondo essendosi trovato presente quando sua moglie era stata pregata dal curato di intraprendere quel viaggio caritatevole Non solo ci aveva data la sua approvazione Ma le avrebbe fatto coraggio se ce ne fosse
stato bisogno e ora che la funzione la pompa il concorso e soprattutto la predica del Cardinale avevano Come si dice esaltati tutti i suoi buoni sentimenti tornava a casa con un'aspettativa con un desiderio ansioso Di sapere come la cosa fosse riuscita e di trovare la povera innocente salvata Guardate un poco gli disse al suo entrare la buona donna accennando Lucia la quale fece il viso rosso s'alzò e cominciava a balbettare qualche scusa ma lui avvicinatosi sicuro che sareste arrivata a buon porto perché non ho mai trovato che il Signore abbia cominciato un miracolo senza finirlo
bene ma son contento di vedervi qui Povera giovine ma è però una gran Cosa d' aver ricevuto un miracolo né si creda che fosse lui il solo a qualificare così quell'avvenimento perché aveva letto il leggendario per tutto il paese e per tutti i contorni non se ne parlò con altri termini finché ce ne rimase la memoria e a dir la verità con le frange che vi S attaccarono non gli poteva convenire altro nome accostatosi poi passo passo alla moglie che staccava il calderotto dalla Catena le disse sottovoce è andato bene Ogni cosa benone ti racconterò
poi tutto sì sì con comodo messo poi subito in tavola la padrona andò a prender Lucia ve l' accompagnò la fece sedere e staccata un'ala di quel Cappone gliela mise davanti si mise a sedere anche lei e il marito facendo tutte e due coraggio all'ospite battuta e vergognosa perché mangiasse il Sarto cominciò ai primi Bocconi a discorrere con grande enfasi In mezzo all'interruzione dei ragazzi che mangiavano ritti intorno alla tavola e che in verità avevano viste cose troppo straordinarie per fare alla lunga la sola parte da ascoltatori descriveva le cerimonie solenni poi saltava a parlare
della Conversione miracolosa ma ciò che gli aveva fatto più impressione e su cui tornava più spesso era la predica del Cardinale a vederlo lì davanti all'altare diceva un signore di quella sorte come un Curato E quella cosa d'oro che aveva in testa diceva una Bambinetta Sta zitta a pensare dico che un signore di quella sorte è un uomo tanto sapiente che quel che dicono ha letto tutti i libri che ci sono cosa a cui non è mai arrivato nessun altro Neanche in Milano a pensare che sappia adattarsi a dir quelle cose in maniera che tutti
intendano ho inteso anch'io disse l'altra chiacchierina Sta zitta cosa vuoi aver inteso tu ho inteso che spiegava il Vangelo invece del Signor curato Sta zitta non dico chissà qualche cosa che Allora uno è obbligato a intendere ma anche i più duri di testa i più ignoranti andavan dietro al filo del discorso andate ora a domandar loro se saprebbero ripetere le parole che diceva sì non ne ripeschi bero una Ma il sentimento l'hanno qui e senza mai nominare quel signore come si capiva che voleva parlar di lui e poi per capire sarebbe bastato osservare quando aveva
le lacrime agli occhi e allora tutta la Gente a piangere È proprio vero scappò fuori il fanciullo Ma perché piangevano tutti a quel modo come bambini sta zitto e sì che c'è dei cuori duri in questo paese e ha fatto proprio vedere che benché ci sia la carestia Bisogna ringraziare il Signore ed esser contenti far quel che si può industriarsi aiutarsi e poi esser contenti perché la disgrazia non è il patire e l'esser Poveri La disgrazia è il far del male e non sono belle parole perché si sa che Anche lui vive da povero uomo
e si leva il pane di bocca per darlo agli affamati quando potrebbe far vita scelta meglio di chi si sia Ah allora un uomo da soddisfazione a sentirlo discorrere non come tant'altri fate quello che dico E non fate quel che fo e poi ha fatto proprio vedere che anche coloro che non son signori se hanno più del necessario Sono obbligati di farne parte a chi patisce qui interruppe il discorso da sé come Sorpreso da un pensiero stette un momento Poi mise insieme un piatto delle vivande che eran sulla tavola e aggiuntovi un pane mise il
piatto in un tovagliolo e preso questo per le quattro cocche disse alla sua Bambinetta Maggiore piglia qui Le diede nell'altra mano un fiaschetto di vino e soggiunse va Qui da Maria vedova lasciale questa roba e dille che è per stare un po' allegra coi suoi bambini ma buona maniera ve che non paia che tu le faccia L'elemosina e non dir niente Se incontri qualcheduno e guarda di non rompere Lucia fece gli occhi rossi e sentì in cuore una tenerezza ricreatori discorsi di prima aveva ricevuto un sollievo che un discorso fatto apposta non le avrebbe potuto
dare l'animo attirato da quelle descrizioni da quelle fantasie di pompa da quelle commozioni di Pietà e di meraviglia preso dall'entusiasmo medesimo del narratore si staccava dai pensieri Dolorosi di sé e anche ritornando C sopra si trovava più forte contro di essi il pensiero stesso del gran sacrifizio non già che avesse perduto il suo amaro ma insieme con esso avevo non so che d' una gioia austera e solenne poco dopo entrò il curato del paese e disse d'essere mandato dal Cardinale ad informarsi di Lucia ad avvertirla che Monsignore voleva vederla in quel giorno e a ringraziare
in suo nome il Sarto e la moglie e e questi e Quella commossi e confusi non trovavano parole per corrispondere a tali dimostrazioni di Un tal personaggio e vostra madre non è ancora arrivata disse il curato a Lucia mia madre esclamò questa dicendole poi il curato che l'aveva mandata a prendere d'ordine dell'arcivescovo si mise il grembiule agli occhi e diede in un dirotto pianto che durò un pezzo dopo che fu andato via il curato quando poi gli affetti tumultuosi che le si erano Suscitati a quell'annuncio cominci a dar luogo a pensieri più posati la poverina
si ricordò che quella consolazione Allora così vicina di riveder la madre una consolazione così inaspettata poche ore prima era stata da lei espressamente implorata in quell' or terribili e messa quasi come una condizione al voto Fatemi tornar salva con mia madre aveva detto e Queste parole le ricomparvero ora distinte nella memoria si confermò più che mai nel Proposito di mantener La promessa e si fece di nuovo e più amaramente scrupolo di quel Povera me che l'era scappato detro tra sé nel primo momento Agnese Infatti quando si parlava di lei era già poco lontana è facile
pensare come la povera donna fosse rimasta a quell'invito così inaspettato e a quella notizia necessariamente tronca e confusa d'un pericolo si poteva dir cessato ma spaventoso d'un caso terribile che il messo non sapeva Né circostanziare né Spiegare e lei non aveva a che attaccarsi per spiegarlo da sé dopo essersi cacciate le mani nei capelli dopo aver gridato più volte Ah Signore Ah Madonna dopo aver fatte al messo varie domande alle quali questo non sapeva che rispondere era entrata in fretta e furia nel baroccio continuando per la strada ad esclamare e interrogare senza profitto ma a
un certo punto aveva incontrato Don abondio che veniva ad agio ad agio mettendo avanti ad ogni Passo il suo bastone dopo un Oh di tutte e due le parti lui si era fermato lei aveva fatto Fer mare ed era smontata e s' eran tirati in disparte in un castagneto che costeggiava la strada Don bondio l'aveva ragguagliata di ciò che aveva potuto sapere e dovuto vedere la cosa non era Chiara ma almeno Agnese fu assicurata che Lucia era affatto in salvo e respirò dopo Don bondio era voluto entrare in un altro discorso e darle una Lunga
istruzione Sulla maniera di regolarsi con l'arcivescovo Se questo com' era probabile avesse desiderato di parlar con lei e con la figli E soprattutto che non conveniva a far parola del matrimonio ma Agnese accorgendosi che il brav'uomo non parlava che per il suo proprio interesse l'aveva piantato senza promettergli Anzi senza risolver nulla che aveva tutt'altro da pensare e s'era rimessa in strada Finalmente il baroccio arriva e Si ferma alla casa del Sarto Lucia Salza precipitosamente Agnese scende e dentro di corsa sono nel le braccia l'una dell'altra la moglie del Sarto che era la sola che si
trovava lì presente fa coraggio a tutte e due le acquieta e si rallegra con loro e poi sempre discreta le lascia sole dicendo che andava a preparare un letto per loro che aveva il modo senza incomodar Sii Ma che in ogni caso tanto lei come suo marito avrebbero piuttosto voluto dormire in terra che Lasciarle andare a cercare un ricovero altrove passato quel primo sfogo d' abbracciami e di singhiozzi Agnese volle sapere i casi di Lucia e questa si mise affannosamente a raccontargli Eli Ma come il lettore sa Era una storia che nessuno la conosceva tutta
e per Lucia stessa c'eran delle parti Oscure inesplicabili affatto e principalmente quella fatale combinazione d'essersi la terribile carrozza trovata lì sulla strada per l'appunto quando Lucia vi Passava per un caso straordinario suich la madre e la figlia facevan cento congetture senza mai darne il segno Anzi senza neppure andarci vicino In quanto alla autor principale della trama tanto l'una che l'altra non potevano fare a meno di non pensare che fosse Don Rodrigo Ah anima nera Ah tizzone d'inferno esclamava Agnese Ma verrà la sua Ora anche per lui Domine Dio lo pagherà secondo il merito e allora
proverà anche lui No no mamma no Interruppe Lucia non gli augurate di patire non l' augurate a nessuno se sapeste cosa sia patire Se aveste provato No no preghiamo piuttosto Dio e la Madonna per lui che Dio gli tocchi il cuore come ha fatto a quest'altro povero signore che era peggio di lui e ora è un santo il ribrezzo che Lucia provava nel tornare sopra memorie così recenti e così Crudeli la fece più d' una volta restare a mezzo più d'un volta disse che non le bastava l'animo di continuare e Dopo molte lacrime riprese la
parola a stento ma un sentimento diverso la tenne sospesa a un certo punto del racconto quando fu al voto il timore che la madre le desse dell'imprenditore del matrimonio mettesse in campo qualche sua regola larga di coscienza e volesse fargliela trovar giusta per forza o che povera donna dicesse la cosa a qualcheduno in confidenza Se non altro per aver lume e consiglio e la facesse così divenir Pubblica cosa che Lucia solamente a pensarci si sentiva venire il viso rosso anche una certa vergogna della madre stessa una ripugnanza inesplicabile ad entrare in quella materia tutte queste
cose Insieme fecero che nascose quella circostanza importante proponendosi di farne prima la confidenza al Padre Cristoforo Ma come rimase allorché domandando di lui si sentì rispondere che non c'era più che era stato mandato in un paese Lontano lontano in un paese che aveva un certo nome e Renzo disse Agnese è in salvo Non è vero disse anzioso Lucia questo è sicuro per perché tutti lo dicono Si Tien per certo che si sia ricoverato sul Bergamasco ma il luogo proprio nessuno lo sa dire e lui finora non ha mai fatto saper nulla che non abbia ancora
trovata la maniera Ah in salvo si è ringraziato il Signore disse Lucia e cercava di cambiar Discorso Quando il discorso fu interrotto da una novità inaspettata la comparsa del Cardinale arcivescovo questo tornato di chiesa dove l'abbiam lasciato sentiva dall'innominato che Lucia era arrivata sana e salva era andato a tavola con lui facendoselo sedere a destra in mezzo ad una corona di preti che non potevano saziarsi di dare occhiate a quell'aspetto così amm senza debolezza così umiliato senza abbassamento e di Paragonarlo con l'idea che da lungo tempo s' eran fatta del personaggio finito di desinare loro
due s'erano ritirati di nuovo insieme dopo un colloquio che durò molto più del primo l'innominato era partito per il suo castello su quella stessa mula della mattina e il cardinale fatto chiamare il curato gli aveva detto che desiderava d'essere condotto alla casa dove Era ricoverata Lucia Oh Monsignore aveva risposto il curato Non si incomodi manderò io subito ad avvertire che venga qui la Giovine la madre se è arrivata e anche gli ospiti se il Monsignore li vuole tutti quelli che desidera vossignoria illustrissima desidero d'andare io a trovarli aveva replicato Federico V signor illustrissima non deve
incomodar Sii manderò io subito a chiamarli a cosa d'un momento Aveva insistito il curato guasta mestieri buon uomo dell'arresto non intendendo che il Cardinale voleva Con quella visita rendere onore alla sventura all'innocenza all'ospitalità e al suo proprio Ministero in un tempo ma avendo il superiore espresso di nuovo il medesimo desiderio l'inferiore si inchin e si mosse quando i due personaggi furon veduti spuntar nella strada tutta la gente che c'era andò verso di loro e in pochi momenti ne accorse da ogni parte camminando loro ai fianchi chi poteva e gli altri dietro alla rinfusa il curato
Badava a dire via indietro ritiratevi M ma Federico gli diceva lasciateli fare e andava avanti ora alzando la mano a benedir la gente ora abbassandola ad accarezzare i ragazzi che gli venivan tra i piedi così arrivarono alla casa ed entrarono la folla Rimase ammont al di fuori Ma nella folla si trovava anche il Sarto il quale era andato dietro come gli altri con gli occhi fissi e con la bocca aperta non sapendo dove si riuscirebbe quando quel dove inaspettato Si fece far Largo pensate con che strepito gridando e rigando lasciate passare Chi ha da passare
ed entrò Agnese e Lucia sentirono un ronzio crescente nella strada mentre pensavano cosa potesse essere Videro l'uscio spalancarsi e comparire il Porporato col parroco è quella domandò il primo al secondo e ad un cenno affermativo andò verso Lucia che era rimasta lì con la madre tutte e due immobili e mute dalla sorpresa e dalla vergogna Ma il tono di Quella voce l'aspetto il contegno e soprattutto le parole di federigo l'ebbero subito rianimate Povera giovine cominciò Dio ha permesso che foste messa ad una gran prova ma va anche fatto vedere che non aveva levato l'occhio da
voi che non V aveva dimenticata va rimessa in salvo e s è servito di voi per una Grand opera per fare una gran Misericordia a uno e per sollevar molti Nello stesso tempo qui comparve nella stanza la padrona la quale al rumore S era affacciata anch'essa alla finestra e avendo veduto chi le entrava in casa Aveva sceso le scale di corsa dopo essersi raccom modata alla meglio e quasi nello stesso tempo entrò il Sarto da un altr uscio vedendo avviato il discorso andarono a riunirsi in un canto dove rimasero con gran rispetto il cardinale salutati
li cortesemente Cominciò a parlar con le donne mescolando ai Conforti qualche domanda per vedere se nelle risposte potesse trovar qualche congiuntura di far del bene a chi aveva tanto patito bisognerebbe che tutti i preti fossero come vossignoria che tenessero un po' dalla parte dei poveri e non aiutassero a metterli in imbroglio per cavarsere loro disse Agnese animata dal contegno così familiare amorevole di Federico e stizzita dal pensare che il Signor Don abondio dopo aver sempre sacrificati gli altri pretendesse poi anche di impedir loro un piccolo sfogo un lamento con chi era al di sopra di
lui quando per un caso raro ne era venuta l'occasione dite pure tutto quel che pensate disse il cardinale parlate liberamente voglio dire che se il nostro signor curato avesse fatto il suo dovere la cosa non sarebbe andata così ma facendole il cardinale nuove Istan perché si spiegasse meglio quella cominciò a trovarsi impicciata a Dover raccontare una storia nella quale aveva anch'essa una parte che non si curava di far sapere specialmente ad un tal personaggio trovò però il verso d' accomodarono stralcio raccontò del matrimonio concertato del rifiuto di Don bondio non lasciò fuori il pretesto dei
superiori che lui aveva Messi in campo a Agnese e saltò all'attentato di don Rodrigo e come essendo stati avvertiti Avevano potuto scappare Ma sì soggiunse con con Cluse scappare per inciamparci di nuovo se invece il signor curato ci avesse detto sinceramente la cosa e avesse subito maritati i miei poveri giovani noi ce ne andavamo via subito tutti insieme di nascosto lontano in un luogo che neanche l'aria non l'avrebbe saputo così sè perduto tempo ed è nato quel che è nato il signor curato mi renderà conto di questo fatto disse il cardinale No no Signore no
disse subito Agnese non ho parlato Per questo non lo gridi perché già quel che è stato stato è stato e poi non serve a nulla è un uomo fatto così tornando il caso farebbe lo stesso ma Lucia non contenta di quella maniera di raccontar la storia soggiunse anche noi abbiamo fatto del male si vede che non era la volontà del signore che la cosa dovesse riuscire che male avete potuto far voi Povera giovine disse Federigo Lucia malgrado gli occhiacci che la madre cercava di farle alla sfuggita raccontò la storia del tentativo fatto in casa di
Don abondio e concluse dicendo abbiam fatto male Dio ci ha castigati prendete dalla sua mano i patimenti che avete sofferti e state di buon animo disse Federico perché chi avrà ragione di rallegrarsi e di sperare se non chi ha patito e pensa ad accusarsi e Medesimo domandò Allora dove fosse il promesso sposo e sentendo da Agnese Lucia stava zitta con la testa e gli occhi bassi che era scappato dal suo paese Ne provò e ne mostrò meraviglia e dispiacere e volle sapere il perché Agnese raccontò alla meglio tutto quel poco che sapeva della storia di
Renzo ho sentito parlare di questo giovine disse il cardinale Ma come mai uno che si trovò involto in affari di quella sorte poteva essere in trattato Di matrimonio con una ragazza così era un giovine da bene disse Lucia facendo il viso rosso ma con voce sicura era un giovine quieto fin troppo soggiunse Agnese e questo lo può domandare a chi si sia anche al signor curato Chissà che imbroglio avranno fatto laggiù che cabale i poveri ci vuol poco a farli comparir birboni è vero purtroppo disse il cardinale Mi informerò di lui senza dubbio e fattosi
dire nome e cognomi Del Giovine ne prese l'appunto solo un libriccino aggiunse poi che contava di portarsi al loro tra pochi giorni che allora Lucia potrebbe venir là senza timore e che intanto penserebbe lui a provveder ad un luogo dove potesse essere al sicuro finché ogni cosa fosse accomodata per il meglio si voltò quindi ai padroni di casa che vennero subito avanti rinnovò i ringraziamenti che aveva Fatti fare dal curato E domandò se sarebbero stati contenti di ricoverare Per quei pochi giorni le ospiti che Dio aveva loro mandate Ah sì signore rispose la donna con
un tono di voce e con un viso che esprimeva molto più di quell' sciutta risposta strozzata dalla vergogna Ma il marito messo in orgasmo dalla presenza d'un tale interrogatore dal desiderio di farsi onore in un'occasione di tanta importanza studiava ansiosamente qualche bella risposta ragg grinz la fronte torse gli occhi in traverso strinse le Labbra Tese a tutta forza l'arco dell'intelletto cercò frugo sentì di dentro un Cozzo di idee monche e di mezze parole ma il momento str il cardinale accennava già ad aver interpretato il silenzio il povero uomo aprì la bocca e disse Si figuri
altro non gli volle venire cosa di cui non solo rimase avvilito sul momento ma sempre poi quella Rimembranza importuna gli guastava la compiacenza del Grand onore ricevuto e quante volte tornandoci Sopra e rimettendosi col pensiero in quella circostanza gli venivano in mente quasi per dispetto parole che tutte sarebbero state meglio di quell'insulsa ma come dice Un antico proverbio del senno di poi ne son piene le fosse il cardinale partì dicendo La benedizione del Signore sia sopra questa casa domandò poi la sera al curato Come si sarebbe potuto in modo convenevole ricompensare quell'uomo che non doveva
essere ricco dell'ospitalità costosa Specialmente in quei tempi il curato rispose che per verità né i guadagni della professione e né le rendite di certi campicelli che il buon Sarto aveva del suo non bero bastati in quell nata a metterlo in stato ad esser liberale con gli altri ma che avendo fatto degli avanzi negli anni addietro si trovava dei più Agiati del contorno e poteva far qualche spesa in più senza dissesto come certo faceva questa volentieri e che del rimanente non ci sarebbe stato verso di Fargli accettare nessuna ricompensa avrà probabilmente disse il cardinale crediti con
gente che non può pagare pensi Monsignore Illustrissimo questa povera gente paga con quel che le avanza della raccolta l'anno scorso non avanzò nulla in questo tutti rimangono indietro del necessario Ebbene disse Federico prendo io sopra di me tutti quei debiti e voi mi farete il piacere d'aver da lui la nota delle partite e di saldar sarà una somma ragionevole tanto Meglio e avrete purtroppo di quelli ancor più bisognosi che non hanno debiti perché non trovan credenza Eh purtroppo si fa quel che si può ma come arrivare a tutto In tempi di questa sorte fate che
lui li vesta il mio conto e pagatelia però chiudere la storia di quella giornata senza raccontar brevemente come la terminasse l'innominato Questa volta la nuova della sua conversione l'aveva preceduto nella Valle vi s'era subito sparsa e aveva messo per tutto uno sbalordimento un'ansa un cruccio un sussurro ai primi bravi o servitori era tutt'uno che vide accennò che lo seguissero e così di mano in mano tutti venivan dietro con una sospensione nuova e con la sugge zione solita finché con un seguito sempre crescente arrivò al castello accennò a quelli che si trovavano sulla porta che gli
venissero dietro con gli altri entrò nel primo cortile andò verso il mezzo e Lì essendo ancora a cavallo mise un suo grido tonante era il segno usato al quale accorrevano tutti quei suoi che l'avessero sentito in un momento quelli che erano sparsi per il castello vennero dietro alla voce e su univano ai già radunati guardando tutti il padrone andate ad aspettarmi nella sala grande disse loro e Dall'alto della sua cavalcatura gli stava a veder partire ne scese poi la menò lui stesso alla stalla e andò dov'era aspettato dal suo Apparire cessò subito un gran bisb
io che c'era tutti si rrin sero da una parte lasciando voto per lui un grande spazio della sala potevano essere una trentina l'innominato alzò la mano come per mantener quel silenzio improvviso alzò la testa che passava tutte quelle della Brigata e disse ascoltate tutti e nessuno parli Se non è interrogato figliuoli la strada per la quale siamo andati finora conduce nel fondo Dell'inferno non è un rimprovero che io voglia fare io che sono avanti a tutti Il peggiore di tutti ma sentite ciò che Vho da dire Dio misericordioso m'ha chiamato a mutar vita e io
la muter l'ho già mutata così faccia con tutti voi sappiate Dunque e tenete per Fermo che son risoluto di prima morire che far più nulla contro la sua Santa legge levo ad ognun di voi gli ordini scellerati che avete da me voi mi intendete anzi vi comando di non far Nulla di ciò che vera comandato e Tenete per Fermo ugualmente che nessuno da qui in avanti potrà far del male con la mia protezione al mio servizio Chi vuolle restare a questi patti sarà per me come un figliuolo e mi troverai contento alla fine di quel
giorno in cui non avessi mangiato per satollare l'ultimo di voi con l'ultimo pane che mi rimanesse in casa Chi non vuole gli sarà dato quello che gli ha dovuto di salario e un regalo di più potrà andarsene ma non metta più Piede qui quando non fosse per mutar vita che per questo sarà sempre ricevuto a braccia aperte Pensateci questa notte Domattina vi chiamerò a uno a uno a darmi la risposta e allora vi darò nuovi ordini per ora ritiratevi ognuno al suo posto e Dio che ha usato con me tanta Misericordia vi mandi il buon
pensiero qui Finì e tutto rimase in silenzio per quanto vari e tumultuosi fossero i pensieri che ribolliva non ne apparve di fuori un segno erano avvezzi A prender la voce del loro signore come la manifestazione di una volontà con la quale non c'era da ripetere e quella voce annunziando che la volontà era mutata non dava punto indizio che fosse indebolita a nessuno di loro passò neppur per la mente che per esser lui convertito si potesse prendergli il sopravvento rispondergli come ad un altro uomo vedevano in lui un santo ma un di quei Santi che si
dipingono con la testa alta e con la spada in pugno oltre Il timore avevano anche per lui principalmente quelli che eran nati sul suo ed erano una gran parte un'affezione come d'uomini ligii avevan poi tutti una benevolenza ad ammirazione e alla sua presenza sentivano una specie di quella dirò pur così verecondia che anche gli animi più zotici e più petulanti provano davanti ad una superiorità che hanno già riconosciuta le cose poi che allora avevan sentite da quella bocca erano bensì odiose ai loro orecchi ma non False né affatto estranee ai loro intelletti se mille volte
se neran fatti beffe non era già perché non le credessero ma per prevenir con le beffe e la paura che gliene sarebbe venuta a pensarci sul serio e ora a veder l'effetto di quella paura in un animo come quello del loro padrone chi più chi meno non ce ne fu uno che non gli se ne attaccasse almeno per qualche tempo s'aggiunga a tutto ciò che quelli tra loro che trovandosi la mattina fuor Della Valle avevano risaputa per i primi la gran nuova avevano insieme veduto e avevano anche riferito la gioia la baldanza della popolazione l'amore
e la venerazione per l'innominato che erano entrati in luogo dell'Antico odio e dell'Antico terrore di maniera che nell'uomo che avevan sempre riguardato per dir così di basso in alto anche quando loro medesimi erano in gran parte la sua forza vedevano ora alla meraviglia l'idolo d' una moltitudine lo Vedevano al di sopra degli altri ben diversamente di prima ma non meno sempre fuori della schiera comune sempre capo stavano Dunque sbalorditi Incerti uno dell'altro e ognun di sé chi si rodeva Chi faceva disegni del dove sarebbe andato a cercare ricovero e impiego chi si esaminava se avrebbe
potuto adattarsi a diventare galantuomo chi anche Tocco da quelle parole se ne sentiva una certa inclinazione chi senza risolver nulla proponeva di promettere Tutto a buon conto di rimanere intanto a mangiare quel pane offerto così di buon cuore e allora così scarso e da acquistar tempo nessuno Fiat e quando l'innominato alla fine delle sue parole alzò di nuovo quella mano imperiosa per accennare che se ne andassero quatti quatti come un branco di pecore tutti insieme se la batterono uscì anche lui dietro a loro e piantatori prima Nel mezzo del cortile stette a vedere al barlume
Come si Sbrancare visitò tutte le entrature e quando vide che era tutto quieto andò finalmente a dormire sì a dormire perché aveva sonno affari intralciati e insieme urgenti per quanto ne fosse sempre andato in cerca non se Nera mai trovati addosso tanti in nessuna congiuntura come Allora Eppure aveva sonno I rimorsi che gliel'avevano levato la notte avanti nonché essere acquietati mandavano Anzi grida più alte più severe più assolute Eppure aveva sonno l'ordine e la specie di governo stabilito là dentro da lui in tant'anni con tante cure con un un tanto singolare accoppiamento d'audacia e di
perseveranza ora l'aveva lui medesimo messo in forse con poche parole la dipendenza illimitata di quei suoi quel loro esser disposti a tutto Quella fedeltà ad masn Dieri sulla quale R avvezzo da tanto tempo a riposare l'aveva Ora smossa lui medesimo i suoi mezzi li aveva fatti diventare un monte Di imbrogli s'era messa la confusione e l'incertezza in casa Eppure aveva sonno andò Dunque in camera s'accostò a quel letto in cui la notte avanti aveva trovate tante spine e vi si inginocchiò accanto con l'intenzione di pregare trovò infatti in un cantuccio riposto e profondo della mente
le preghiere che era stato ammaestrato a recitar da bambino cominciò a recitarle e quelle parole rimaste lì tanto tempo ravvolta insieme venivano l'una dopo l'altra come Sgomitolando cosi provava in questo un misto di sentimenti indefinibile una certa dolcezza in quel ritorno materiale all'abitudine dell'innocenza un inasprimento di dolore al pensiero dell'Abisso che aveva messo tra quel tempo e questo un ardore d' arrivare con opere di espiazione ad una coscienza nuova ad uno stato il più vicino all'innocenza a cui non poteva tornare una riconoscenza una fiducia in quella Misericordia che lo poteva Condurre a quello stato e
che gli aveva già dati tanti segni di volerlo rizzatti si poi andò a letto e s' addormentò immediatamente così terminò quella giornata tanto celebre ancora quando scriveva il nostro anonimo e ora se non era lui non se ne saprebbe nulla almeno dei particolari Giacché il Ripamonti e il rivola Acc citati di sopra non dicono se non che quel Sì segnalato tiranno dopo un abboccamento con federigo mutò ammirabilmente vita e per sempre e Quanti son quelli che han letto i libri di quei due meno ancora di quelli che leggeranno il nostro e chissà se nella valle
stessa Chi avesse voglia di cercarla e l'abilità di trovarla sarà rimasta qualche stracca e confusa tradizione del fatto son nate tante cose da quel tempo in poi capitolo 25 il giorno seguente nel paesetto di Lucia e in tutto il territorio di Lecco non si parlava che di lei Dell'Innominato dell'arcivescovo ed d' un altro tale che quantunque gli piacesse molto d' andar per le bocche degli uomini n avrebbe in quella congiuntura fatto volentieri di meno vogliam dire il signor Don Rodrigo non già che prima dal Allora non si parlasse dei fatti suoi ma eran discorsi rotti
segreti bisognava che due si conoscessero Bene bene tra di loro per aprirsi sur un tale argomento e anche non ci mettevano tutto il sentimento di Che sarebbero stati capaci perché gli uomini generalmente parlando quando l'indignazione non si possa sfogare senza grave pericolo non solo dimostr meno o tengono affatto in sé quella che sentono ma ne senton meno in effetto ma ora chi si sarebbe tenuto di informarsi e di ragionare ad un fatto così strepitoso in cui si era visto vista la mano del cielo e dove facevan buona figura due personaggi tali uno in cui un
amore della Giustizia tanto animoso Andava unito a tanta autorità l'altro con cui pareva che la prepotenza in persona si fosse umiliata che la braveria fosse venuta per dir così a render l'armi a chieder il riposo a tali paragoni il signor Don Rodrigo diveniva un po' piccino Allora si capiva da tutti cosa fosse tormentare l'innocenza per poterla disonorare perseguitarla con un'insistenza così sfacciata consa Croce violenza con si abominevoli insidie si faceva in quell'occasione una Rivista di tant'altre prodezze di quel signore e su tutto la dicevan come la sentivano incoraggiati ognuno dal trovarsi d'accordo con tutti era
un sussurro un fremito generale alla larga però per ragione di tutti quei bravi che colui aveva d'intorno una buona parte di questo odio pubblico cadeva ancora sui suoi amici e Cortigiani si rosola bene il signor Podestà sempre sordo e cieco muto sui fatti di quel tiranno Ma alla lontana Anche lui perché se non aveva i bravi aveva i Birri col dottor azzecca garbugli che non aveva se non non chiacchiere e cabale e con gli altri cortigiano pari non S usava tanti riguardi eran Mostrati a dito e guardati con occhi Torti di maniera che per qualche
tempo stimarono di non farsi vedere per le strade Don Rodrigo fulminato da quella notizia così impensata così diversa dall'avviso che aspettava di giorno in giorno di momento In momento stette rintanato nel suo Palazzotto solo coi suoi bravi a rodersi per due giorni il terzo partì per Milano Se non fosse stato altro che quel mormor acchi are della gente forse poiché le cose erano andate tanto avanti sarebbe rimasta apposta per affrontarlo Anzi per cercar l'occasione di dare un esempio a tutti sopra qualche d'uno dei più Arditi Ma chi lo cacciò fu l'essersi saputo per certo che
il Cardinale veniva anche da quelle parti il conte zio il quale di Tutta quella storia non sapeva se non quel che gli aveva detto Attilio avrebbe Certamente preteso che in una congiuntura simile Don Rodrigo facesse una gran figura e avesse in pubblico dal Cardinale le più distinte accoglienze ora ognun vede come ci fosse incamminato l'avrebbe preteso e se ne sarebbe fatto render conto minutamente perché era un'occasione importante di far vedere in che stima fosse tenuta la famiglia da una primaria autorità per levarsi da un Impiccio così noioso non Rodrigo alzatosi una mattina prima del Sole
si mise in una carrozza col Griso e con altri bravi di fuori davanti e di dietro e lasciato l'ordine che il resto della servitù venisse poi in seguito partì come un fuggitivo come ci sia un po' lecito di sollevare i nostri personaggi con qualche illustre paragone come Catilina da Roma sbuffando e giurando di tornar ben presto in altra comparsa a far le sue Vendette Intanto il cardinale veniva a visitando ad una per giorno le parrocchie del territorio di Lecco il giorno in cui doveva arrivare a quella di Lucia già una gran parte degli abitanti erano
andati sulla strada ad incontrarlo all'entrata del paese proprio accanto alla casetta delle nostre due donne c'era un arco trionfale costrutto di stili per il ritto e di pali per il traverso rivestito di paglia e di borraccina e Ornato di rami Verdi Di pungitopo e d'agrifoglio distinti di bacche scarlatte la facciata della chiesa era parata di tappezzerie al davan d' ogni finestra pendevano coperte e lenzuoli distesi fasce di bambini disposte a guisa di pendoni tutto quel poco necessario che fosse atto aare o bene o male figura di superfluo verso le 22 che era l'ora in cui
si aspettava il cardinale quelli che erano rimasti in casa vecchi donne e Fanciulli la più parte s' avviarono anche loro ad Incontrarlo parte in fila parte in truppa preceduti da donab bondio uggioso in mezzo a tanta festa e per il fracasso che lo sbalordivano dietro e come andava ripetendo gli faceva girar la testa e per il Rodio segreto che le donne avesser potuto cicalare dovesse toccargli a render conto del matrimonio quand Ecco si vede spuntare il cardinale o per dir meglio la turba in mezzo a cui si trovava nella sua lettiga col suo seguito d'intorno
Perché di tutto questo non si vedeva altro che un indizio in aria al di sopra di tutte le teste un pezzo della Croce portata dal Cappellano che cavalcava una mula la gente che andava con Don bondio S affrettò alla rinfusa a raggiunger quell'altra e lui dopo aver detto tre e quattro volte Adagio in fila cosa fate si voltò indispettito e seguitando a borbottare è una Babilonia è una Babilonia entrò in chiesa intanto che era vota e stette lì ad Aspettare il cardinale veniva avanti dando benedizioni con la mano e ricevendone dalle bocche della gente che
quelli del seguito avevano un bel da fare a tenere un po' indietro per essere del paese di Lucia avrebbe voluto quella gente fare all'arcivescovo dimostrazioni straordinarie Ma la cosa non era facile perché era uso che per tutto dove arrivava tutti facevano più che potevano già sul principio stesso del suo Pontificato nel primo solenne ingresso in duomo la calca e l'impeto della gente addosso a lui era stato tale da far temere della sua vita e alcuni gentiluomini che gli eran più vicini avevan sfoderate le spade per atterrire e respingerla folla Tanto c'era in quei costumi di
scomposto e di viol che anche nel far dimostrazioni di benevolenza ad un vescovo in chiesa e nel moderar si dovesse andar vicino all'amm fazz e quella difesa non sarebbe Forse bastata se il maestro e il sottom maestro delle cerimonie un Clerici e un Picozzi giovani preti che stavan bene Di corpo e d'animo non l'avessero alzato sulle braccia e portato di peso dalla porta fino all'altar Maggiore da allora in poi in tante visite episcopali che ebbe a fare il primo entrar nella chiesa si può senza scherzo contarlo tra le sue pastorali fatiche e qualche volta tra
i pericoli passati da lui entrò anche in questa come poté andò all'altare e dopo Essere stato alquanto in orazione fece secondo il suo solito un piccol discorso al popolo sul suo amore per loro nel suo desiderio della loro salvezza e come dovessero disporsi alle funzioni del giorno dopo ritiratosi poi nella casa del parroco tra gli altri discorsi gli domandò informazione di Renzo donna bondio disse che era un giovine un po' vivo un po' testardo un po' collerico ma a più particolari e precise domande dovette rispondere che era un galantuomo E che anche lui non sapeva
capire come in Milano avesse potuto fare tutte quelle diavolerie che avevan detto In quanto alla giovine riprese il cardinale pare anche a voi che possa ora venir sicuramente a dimorare in casa sua per ora risponde Don abondio può venire e stare come vuole dico per ora ma soggiunse poi con un sospiro bisognerebbe che vossignoria illustrissima fosse sempre qui o almeno vicino il Signore è sempre vicino disse Il cardinale del resto penserò io a metterla al sicuro e diede subito ordine che il giorno dopo si spede Di buonora la lettiga con una scorta a prender le
due donne donna bondio uscì di lì tutto contento che il Cardinale gli avesse parlato dei due giovani senza chiedergli conto del suo rifiuto di maritari dunque non sa niente diceva tra sé Agnese è stata zitta miracolo è vero che sanno a tornare a vedere ma le daremo un'altra Istruzione le daremo e non sapeva il pover uomo che federigo non era entrato in quell'argomento Appunto perché intendeva di parlargliene a lungo in tempo più libero e prima di dargli ciò che gli era dovuto voleva sentire anche le sue ragioni ma i pensieri del buon prelato per metter
Lucia al sicuro eran divenuti inutili Dopo che l'aveva lasciata eran nate delle cose che dobbiamo raccontare le due donne in quei pochi Giorni che Ebbero a passare nella casuccia ospitale del Sarto avevan ripreso Per quanto avevan potuto ognuna il suo antico tenor di vita Lucia aveva subito chiesto da lavorare e come aveva fatto nel monastero cuciva cuciva ritirata in una stanzina Lontano dagli occhi della gente Agnese andava un po' fuori un po' lavorava in compagnia della figlia i loro discorsi era tanto più tristi quanto più affettuosi tutte e due eran preparate ad una separazione Giacché
la pecora non poteva tornare a star così vicino alla tana del lupo e quando quale sarebbe il termine di questa separazione l'avvenire era oscuro imbrogliato per una di loro principalmente Agnese tanto ci andava facendo dentro le sue congetture allegre che Renzo finalmente se non gli era accaduto nulla di sinistro dovrebbe presto darle sue nuove e si aveva trovato da lavorare e da stabilirsi se e come dubitarne stava fermo nelle sue Promesse perché non si potrebbe andare a star con lui e di tali speranze ne parlava e ne riparlare dire se fosse maggior dolore il sentire
o pena il rispondere il suo gran segreto l'aveva sempre tenuto in sé e inquietata bensì dal dispiacere di fare ad una madre così buona a un sotterfugio che non era il primo ma trattenuta come invincibilmente dalla vergogna E dai vari umori che abbiam detto di sopra andava d'oggi in Domani senza dir nulla i suoi disegni eran ben diversi da quelli della madre o per dir meglio non aveva s'era abbandonata alla provvidenza cercava Dunque di lasciar cadere o di stornare quel discorso o diceva in termini generali di non aver più speranza né desiderio di cosa di
questo mondo forch di poter presto riunirsi con sua madre le più volte il pianto veniva opportunamente a troncar le parole Sai perché ti par così diceva Agnese perché hai tanto patito e non ti par vero che la possa voltarsi in bene ma lascia fare al signore Se lascia che si veda un barlume appena un barlume di speranza e allora Mi saprai dire se non pensi più a nulla Lucia baciava la madre e piangeva del resto tra loro e i loro ospiti era nata subito una grande amicizia e dove nascerebbe se non tra beneficati E benefattori
quando gli uni e gli altri Son buona gente Agnese specialmente faceva di gran chiacchiere con la padrona il Sarto poi dava loro un po' di svago con delle storie con dei discorsi morali e a desinare soprattutto aveva sempre qualche bella cosa da raccontare di Bovo d'anton dei Padri del deserto poco distante da quel paesetto ville leggiavamo era donna Prassede una vecchia gentildonna molto inclinata a far del Bene mestiere certamente il più degno che l'uomo possa esercitare Ma che purtroppo può anche guastare come tutti gli altri per fare il bene bisogna conoscerlo e al pari d'
ogni altra cosa non possiamo conoscerlo che in mezzo alle nostre passioni per mezzo dei nostri giudizi con le nostre idee le quali bene spesso stanno come possono con l'idee Donna Prassede si regolava come dicono che si deve far con gli amici ne aveva poche ma a quelle Poche era molto affezionata tra le poche ce n'era per disgrazia molte delle storte e non eran Quelle che le fossero mencare le accadeva Quindi o di proporsi per bene ciò che non lo fosse o di prender per mezzi cose che potessero piuttosto far riuscire dalla parte opposta o di
creder n leciti quelli che non lo fossero punto per una certa supposizione in confuso che chi fa più del suo dovere possa far più di quel che avrebbe diritto le accadeva di non Vedere nel fatto ciò che c'era di Reale o di di vederci ciò che non c'era e molte altre cose simili che possono accadere e che accadono a tutti senza eccettuare ne i migliori ma Donna Prassede troppo spesso e non di rado tutte in una volta a sentire il gran caso di Lucia e tutto ciò che in quell'occasione si diceva della giovine le venne
la curiosità di vederla e Mandò una carrozza con un vecchio braccie a Prender la madre e la figlia Questa si restringeva nelle spalle e pregava il Sarto il Ale aveva fatto loro l'imbasciata che trovasse maniera di scusar Finché si era trattato di gente alla buona che cercava di conoscerla giovine del miracolo Il sarto le Aveva reso volentieri Un tal servizio Ma in questo caso il rifiuto Gli pareva una specie di ribellione fece tanti versi tante esclamazioni disse tante cose e che non si faceva così e che c'era una Casa grande e che ai signori non
si dice di no e che poteva essere la loro fortuna e che la signora Donna Prassede oltre il resto era anche una santa tante cose in Insomma che Lucia si dovette arrendere molto più che Agnese confermava tutte quelle ragioni con altrettanti sicuro sicuro arrivate davanti alla signora essa fece loro grande accoglienza e molte Congratulazioni interrogò consiglio il tutto con una certa Superiorità quasi innata ma corretta da tante espressioni umili temperata da tanta premura condita di tanta spiritualità che Agnese quasi subito Lucia poco dopo cominciarono a sentirsi sollevate dal rispetto opprimente che da principio aveva loro
incusso quella signorile presenza Anzi ci trovarono una certa attrattiva e per venire alle Corte Donna Prassede sentendo che il Cardinale si era incaricato di trovare a Lucia un ricovero punta dal desiderio di Secondare e di prevenire ad un tratto quella buona intenzione si esibì di prenderla giovine in casa dove senza essere addetta ad alcun servizio particolare potrebbe a piacer suo aiutarle altre donne nei loro lavori e soggiunse che penserebbe lei a darne parte a Monsignore oltre il bene chiaro e immediato che c'era in un'opera tale Donna Prassede ce ne vedeva e se ne proponeva un
altro forse più Considerabile Secondo lei di raddrizzare un cervello di metter sulla buona strada chi ne aveva gran bisogno perché fin da quando aveva sentito la prima volta a parlar di Lucia s'era subito persuasa che una giovine la quale aveva potuto promettersi ad un poco di buono ad un sedizioso ad uno scampa forca Insomma qualche Magagna qualche pecca nascosta la doveva avere Dimmi chi pratichi e ti dirò chi sei la vista di Lucia aveva confermata quella Persuasione non che in Fondo Come si dice non le paresse una buona giovine ma c'era molto da ridire quella
testina bassa col mento inchiodato sulla Fontanella della gola quel non rispondere o risponder secco secco come per forza potevano indicar verecondia ma denotavano sicuramente molta caparbietà non ci voleva molto ad indovinare che quella testina aveva le sue idee è quella arrossire ogni momento è quella rattenere I sospiri due occhioni poi che A Donna Prassede non piacevano punto teneva essa per certo come se lo sapesse di buon luogo che tutte le sciagure di Lucia erano una punizione del cielo per la sua amicizia con quel poco di buono e un avviso per far che se ne staccasse
affatto e stante questo si proponeva di cooperare ad un così buon fine giaché e come diceva spesso agli altri e a se stessa tutto il suo studio era di secondare i voleri del cielo ma faceva Spesso uno sbaglio grosso che era di Prender per cielo il suo cervello però della seconda intenzione che abbiam detto si guardò bene di darne il minimo indizio era una delle sue massime questa che per riuscire a far del bene alla gente la prima cosa nella maggior parte dei casi è Di non metterli a parte del disegno la madre e la
figlia si guardarono in viso nella dolorosa necessità di dividersi l'esibizione parve a tutte e due da accertarsi Se non altro per essere quella villa così Vicina al loro paesetto per cui Alla peggio dei Peggi si riavvicino e potrebbero trovarsi insieme alla prossima villeggiatura visto l'una negli occhi dell'altra il consenso si voltarono tutte e due a Donna Prassede con quel ringraziare che accetta essa rinnovò le gentilezze e le promesse e disse che manderebbe subito una lettera da presentare a Monsignore partite le donne la lettera se la fece Distendere da Don Ferrante di cui per esser letterato
come diremo più in particolare si serviva per segretario nell occasioni di importanza trattandosi d'una di questa sorte Don Ferrante ci mise tutto il suo sapere e consegnando la minuta da copiare alla consorte le raccomandò caldamente l'ortografia che era una delle molte cose che aveva studiate e delle poche sulle quali avesse lui il comando in casa Donna Prassede copiò diligentissimo e spedì la Lettera alla casa del Sarto questo fu due o tre giorni prima che il Cardinale mandasse la lettiga per ricondurle donne al loro paese arrivate smontarle Dove si trovava il cardinale c'era ordine di introdurle
subito il Cappellano che fu il primo a vederle lees seguì trattenendo solo quant'era necessario per dar loro in fretta in fretta Un po' di istruzione sul cerimoniale da usarsi con un Monsignore e sui titoli da Dari Cosa che soleva fare ogni volta che lo potesse di nascosto a lui era per il povero uomo un tormento continuo il vedere il poco ordine che regnava intorno al cardinale su quel particolare tutto diceva con gli altri della famiglia per la troppa bontà di quel Benedetto uomo per quella gran familiarità e raccontava d' aver perfino sentito più d' una
volta coi suoi orecchi rispondergli Messer sì e Messer no stava in quel momento il cardinale Discorrendo con Dona bondio sugli affari della parrocchia di modo che questo non ebbe campo di dare anche lui come avrebbe desiderato le sue istruzioni alle donne solo nel passar loro accanto mentre usciva e quelle venivano avanti poter dar loro d'occhio per accennare che era contento di loro e che continuassero da brave a Non dir nulla Dopo le prime accoglienze da una parte e i primi inchini dall'altra Agnese si Cavò di seno la lettera e la presentò al cardinale dicendo è
della signora Donna Prassede la quale dice che conosce molto vossignoria illustrissima Monsignore come naturalmente tra loro signori grandi si Devon conoscer tutti quando avrà letto vedrà bene disse federigo letto che ebbe e ricavato il sugo del senso da fiori di Don Ferrante conosceva quella casa quanto bastasse per essere Certo che Lucia c'era invitata con buona Intenzione E che lì sarebbe sicura dalle insidie e dalla violenza del suo persecutore che concetto avesse la testa di Donna Prassede non abbiam notizia positiva probabilmente non era quella la persona che avrebbe scelta ad un tale intento Ma come abbiamo
detto ho fatto intendere altrove non era suo costume di disfar le cose che non toccavano a lui per rifarle meglio prendete in pace anche questa separazione e l'incertezza in cui vi Trovate soggiunse Poi confidate che sia per finir presto e che il Signore voglia guidar le cose a quel termine a cui pare che le avesse indirizzate ma Tenete per certo che quello che vorrà lui sarà il meglio per voi diede a Lucia in particolare qualche altro ricordo amorevole qualche altro conforto a tutte e due le benedisse e le lasciò andare appena fuori si trovarono addosso
uno sciame d'amici e d' amiche tutto il comune si può dire che le aspettava e le Condusse a casa come in Trionfo era tra tutte quelle donne una gara di congratularsi di compiangere di domandare e tutte esclamavano dal dispiacere sentendo che Lucia se ne anderebbe il giorno dopo gli uomini gareggiavano nell'offrire servizi ognuno voleva Star quella notte a far la guardia alla casetta sul qual fatto il nostro anonimo crede bene di formare un proverbio volete aver molti in aiuto Cercate di non averne bisogno tante Accoglienze confondevano e sbalordivano Lucia Agnese Non si imbroglia così per
poco ma in sostanza fecero bene anche a Lucia distraendo alquanto da pensieri e dalle Rimembranze che purtroppo anche in mezzo al frasto le si risvegliavo su quell'uscio in quelle stanzucci alla vista d' ogni oggetto al tocco della Campana che annunziava vicino il cominciar delle funzioni tutti si mossero verso la chiesa e fu per le nostre donne un'altra Passeggiata Trionfale terminate le funzioni Don abondio che era corso a vedere se Perpetua aveva ben disposto ogni cosa per il desinare fu chiamato dal Cardinale andò subito dal Grand ospite il quale lasciat ven vicino signor curato cominciò e
quelle parole furon dette in maniera da dover capire che erano il principio di un discorso lungo e serio signor Curato perché non avete voi unita in matrimonio quella povera Lucia col suo promesso sposo hanno votato il sacco stamattina coloro pensò Don abondio e rispose borbottando Monsignore Illustrissimo avrà ben sentito parlare degli scompigli che son nati in quell'affare è stata una confusione tale da non poter neppure al giorno d'oggi vederci chiaro come anche vossignoria illustrissima può argomentare da questo che la Giovine è qui dopo tanti Accidenti come per miracolo e il giovine dopo altri Accidenti non
si sa dove sia domando riprese il cardinale se è vero che prima di tutti codesti casi abbiate rifiutato di celebrare il matrimonio quando ne eravate richiesto nel giorno fissato e il perché veramente se V signoria illustrissima sapesse che intimazioni Che comandi terribili ho avuti di non parlare e restò lì senza concludere in un certo atto da far rispettosamente Intendere che sarebbe indiscrezione il voler saperne di più ma disse il cardinale con voce e con aria grave fuor del consueto è il vostro vescovo che per suo dovere e per vostra giustificazione vuol sapere da voi il
perché non abbiate fatto ciò che nella via regolare era obbligo vostro di fare Monsignore disse Don abondio facendosi piccino piccino non ho già voluto dire ma mi è parso che essendo cose intralci cose vecchie e senza rimedio fosse Inutile di rimestare però però dico che so che vossignoria illustrissima non vuol tradire un suo povero parroco perché vede bene Monsignore vossignoria illustrissima Non può essere per tutto e io resto qui esposto però quando lei me lo comanda Dirò dirò tutto dite Io non vorrei altro che trovarvi senza colpa Allora Don bondio si mise a raccontare la
dolorosa storia ma tacque il nome principale e vi sostituì un gran signore dando così alla prudenza tutto Quel poco che si poteva in una tale stretta e non avete avuto altro motivo domandò il cardinale quando don bondio ebbe finito ma forse non mi sono spiegato abbastanza rispose questo sotto pena della vita m'hanno intimato di non far quel matrimonio e vi par codesta una ragione bastante per lasciar d' adempire un dovere preciso Io ho sempre cercato di farlo il mio dovere anche col mio grave incomodo ma quando si tratta della Vita e quando vi siete presentato
alla chiesa disse con accento ancor più grave Federico per addossarsi curà della vita va detto che i doveri annessi al Ministero fossero liberi da ogni ostacolo immuni da ogni pericolo o va detto forse che dove cominciasse il pericolo ivic serebbe il dovere o non vai espressamente detto il contrario non va avvertito che vi mandava come un agnello tra i lupi non sapevate voi che c'eran dei violenti a Cui potrebbe dispiacere ciò che a voi sarebbe comandato quello da cui abbiam la dottrina e l'esempio ad imitazione di cui ci lasciam nominare ci nominiamo pastori venendo in
terra ad esercitarne l'uffizio mise Forse per condizione d'aver salva la vita e per salvarla per conservarla dico qualche giorno di più sulla terra a spese della Carità e del dovere c'era bisogno dell'unzione S dell'imposizione delle mani della grazia del Sacerdozio basta il mondo a dar questa virtù a insegnare questa dottrina che dico ah vergogna il mondo stesso la rifiuta il mondo fa anch'esso le sue leggi che prescrivono il male come il bene Ha il suo Vangelo anch'esso un Vangelo di superbia e d'odio e non vuol che si dica che l'amore della vita sia una ragione
per trasgredirle i comandamenti non lo vuole ed è ubbidito e noi noi figli Iori della promessa che sarebbe la chiesa se codesto vostro Linguaggio fosse quello di tutti i vostri confratelli dove sarebbe se fosse comparsa nel mondo con codeste dottrine don abondio stava a capobasso il suo spirito si trovava tra quegli argomenti come un pulcino negli artigli del falco che lo Tengono sollevato in una regione sconosciuta in un'aria che non ha mai respirata vedendo che qualcosa bisognava rispondere disse con una certa sommissione forzata Monsignore Illustrissimo avrò torto quando la vita Non si deve contare non
so cosa mi dire ma quando sa a che fare con certa gente con gente che ha la forza e che non vuol sentir ragioni anche a voler fare il bravo Non saprei cosa ci si potesse guadagnare è un signore quello con cui non si può né vincerla né impatt parla e non sapete voi che il soffrire per la giustizia è il nostro vincere e se non sapete questo che cosa predicate di che siete maestro Qual è la buona nuova che annunziate ai poveri Chi pretende da voi Che vinciate la forza con la forza certo non
vi sarà domandato un giorno se abbiate saputo far stare a doveri potenti che a questo non vi fu dato né missione né modo ma vi sarà ben domandato se avrete adoprato i mezzi che erano in vostra mano per far ciò che verera prescritto anche quando avessero la temerità di proibir velo anche questi Santi son curiosi pensava intanto Don abondio in sostanza spremerne il sugo gli stanno più a cuore Gli amori di due giovani che la vita d' un povero sacerdote Quanto a lui si sarebbe volentieri contentato che il discorso finisse lì Ma vedeva il cardinale
ad ogni pausa restare in atto di chi S aspetti una risposta una confessione o un'apologia qualcosa insomma torno a dire Monsignore rispose Dunque che avrò torto io e il coraggio Uno non se lo può dare E perché Dunque potrei dirvi vi siete voi impegnati in Un Ministero che vi impone di stare in guerra con le passioni del secolo Ma come vi dirò piuttosto come non pensate che se in codesto Ministero Comunque vi ci siate messo me è necessario il coraggio per adempire le vostre obbligazioni c'è chi ve lo darà infallibilmente quando glielo chiediate credete voi
che tutti quei milioni di Martiri avessero naturalmente coraggio che non facessero Naturalmente nessun conto della vita tanti giovinetti Che cominciavano a gustarla tanti vecchi avvezzi a rammaricarsi che fosse già vicina a finire tante donzelle tante spose tante madri tutti hanno avuto coraggio perché il coraggio era necessario ed essi confidavano conoscendo la vostra debolezza e i vostri doveri avete voi pensato a prepararvi ai passi diff difficili a cui potevate trovarvi a cui vi siete trovati in effetto Ah se per tanti anni l'uffizio pastorale Avete e come non avreste amato il vostro gregge se avete riposto in
essi il vostro cuore le vostre Cure le vostre Delizie il coraggio non doveva mancarvi al bisogno l'amore è Intrepido Ebbene se voi li amavate quelli che sono affid alle vostre Cure spirituali quelli che voi chiamate figliuoli quando vedeste due di loro minacciati insieme con voi ah certo come la debolezza della carne va ha fatto tremar per voi Così la carità V avrà fatto tremar per loro vi Sarete umiliato di quel primo timore perché era un effetto della vostra miseria avrete implorato la forza per vincerlo per discac perché era una tentazione ma il Timor Santo e
nobile per gli altri per i vostri figliuoli quello l'avrete ascoltato quello non vi avrà dato pace quello Vi avrà eccitato costretto a pensare a fare ciò che si potesse per riparare il pericolo che Lor sovrastava cosa vha ispirato il timore l'amore cosa avete fatto per loro cosa Avete pensato e tacque in atto di chi aspetta capitolo 26 a una si fatta domanda Don abondio che purs era ingegnato di rispondere qualcosa a delle meno precise restò lì senza articolare parola e per dir la verità anche noi con questo manoscritto davanti con una penna in mano non
avendo da contrastare che con le frasi né altro da temere che le critiche dei nostri lettori anche noi dico sentiamo una certa ripugnanza a proseguire troviamo Un non so che di strano in questo mettere in campo con così poca fatica tanti bei precetti di fortezza e di Carità di premura operosa per gli altri di sacrifizio illimitato di sé ma pensando che quelle cose erano dette da uno che le faceva tiriamo avanti con coraggio voi non rispondete riprese il cardinale Ah se aveste fatto dalla parte vostra ciò che la carità ciò che il dovere richiedeva in
qualunque maniera poi le cose fossero andate non vi Mancherebbe ora una risposta vedete Dunque voi stesso cosa avete fatto Avete ubbidito all'ini equità non curando ciò che il dovere vi prescriveva l'avete ubbidite puntualmente Sara fatta vedere a voi per intimar VII il suo desiderio ma voleva rimanere occulta chi avrebbe potuto ripararsi da essa e mettersi in guardia non voleva che si facesse rumore voleva il segreto per maturare a suo Bellagio i suoi disegni di insidie o di forza vi comandò la trasgressione e il Silenzio voi avete trasgredito e non parlavate domando ora a voi se
non avete fatto di più voi Mi direte se è vero che abbiate Vendicati dei pretesti al vostro rifiuto per non rivelarne il motivo e stete lì alquanto aspettando di nuovo una risposta anche questa gli hanno rapportata le chiacchierone pensava a Don abondio ma non dava segno d'aver nulla da dire onde il cardinale riprese se è vero che abbiate detto a quei Poverini ciò che non era per tenerli nell'ignoranza nell'oscurità in cui l'iniquità li voleva dunque lo devo credere dunque non mi resta che d'ar va condotto Dio buono e pur ora voi la adduceva Peri scusa
Quella premura che la vita deve finire va condotto ribattute liberamente queste parole se vi paiono ingiuste prendetele in umiliazione salutare se non lo sono va condotto ad ingannare i deboli a mentire ai vostri Figliuoli Ecco come vanno le cose diceva ancora tra sé Don abondio a quel satanasso e pensava all'innominato le braccia al collo e con me per una Mezza bugia detta solo al fine di salvarla la pelle tanto chiasso ma sono superiori hanno sempre ragione è il mio pianeta che tutti mi abbiano a dare addosso anche i santi e ad alta voce disse ho
mancato capisco che ho mancato Ma cosa dovevo fare in un frangente di quella sorte e ancor lo Domandate e non ve l'ho Detto e dovevo dirvelo amare figliuolo amare e pregare Allora avreste sentito che l'iniquità può aver bensì delle minacce da fare dei colpi da dare ma non dei comandi avreste unito Secondo la legge di Dio ciò che l'uomo voleva separare avreste prestato a quegli Innocenti infelici il Ministero che avevan ragion di richieder da voi delle conseguenze sarebbe restato mallevadore di Dio perché si sarebbe andati per la sua strada avendone presa un'altra ne Restate mallevadore
voi e di Quali conseguenze ma forse che tutti i ripari umani vi mancavano forse che non era aperta alcuna via di scampo quando aveste voluto arvi dintorno pensarci cercare ora voi potete sapere che quei vostri poverini quando fossero stati maritati avrebbero pensato da sé al loro scampo eran disposti a fuggire dalla faccia del potente se eran già disegnato il luogo di rifugio ma anche senza questo non vi venne in mente che alla Fine avevate un superiore il quale Come mai avrebbe questa autorità di riprendervi d' aver mancato al vostro uffizio se non avesse anche l'obbligo
di aiutarvi ad empir perché non avete pensato ad il vostro vescovo dell'impedimento che un'infame violenza metteva all'esercizio del vostro Ministero i pareri di Perpetua pensava stizzosamente Don abondio a cui in mezzo a quei discorsi ciò che stava più vivamente davanti era l'immagine di quei Bravi e il pensiero che don Rodrigo era vivo e sano e un giorno o l'altro tornerebbe Glorioso e trionfante e arrabbiato e benché quella dignità presente quell'aspetto e quel linguaggio lo facessero Star confuso e gli incotess sero un certo timore era però un timore che non lo soggiogava affatto né impediva al
pensiero di ricalcare perché c'era in quel pensiero che alla fin delle fini il cardinale non adopra né Schioppo né spada né Bravi come non avete pensato proseguiva questo che se quegli Innocenti insidiati non fosse stato aperto altro rifugio c'ero io per accoglierli per metterli in salvo quando voi me li aveste indirizzati indirizzati dei derelitti ad un vescovo come cosa sua come parte preziosa non dico del suo carico ma delle sue ricchezze e in quanto a voi Io sarei divenuto inquieto per voi Io avrei dovuto Non dormire finché non fossi sicuro che non Vi sarebbe torto
un capello che io non avessi come dove mettere in sicuro la vostra vita ma quell'uomo che fu tanto Ardito credete voi che non gli si sarebbe scemato punto l'ardire quando avesse saputo che le sue trame eran note fuori di qui note a me che io Viglio ed ero risoluto ad usare in vostra difesa tutti i mezzi che fossero in mia mano non sapevate che se l'uomo promette troppo spesso più che non sia per mantenere minaccia anche non diado più Che non s' attenti poi di commettere non sapevate che l'iniquità non si fonda Soltanto sulle sue
forze Ma anche sulla credulità e sullo spavento altrui proprio le ragioni di Perpetua pensò anche qui Don abondio senza riflettere che quel trovarsi d'accordo la sua serva e Federico Borromeo su ciò che si sarebbe potuto e dovuto fare voleva dir molto contro di lui Ma voi proseguì e concluse il cardinale non avete visto non avete voluto vedere Altro che il vostro pericolo temporale qual meraviglia che vi sia parso tale da trascurare peresso ogni altra cosa gli è perché le ho viste io quelle facce scappò detto a Don abondio le ho sentito io quelle parole voss
signoria illustrissima Parla bene ma bisognerebbe essere nei panni di un povero prete essersi trovato al punto appena ebbe proferite queste parole si morse la lingua s'accorse d'essersi lasciato troppo vincere dalla stizza e disse a sé Ora vien da grandine ma Alzando dubbiosamente lo sguardo fu tutto maravigliato nel veder l'aspetto di quell'uomo che non gli riusciva mai di indovinare né di capire nel vederlo dico passare da quella gravità autorevole e correttrice ad una gravità compunta e pensierosa purtroppo disse Federico tale è la misera e terribile nostra condizione dobbiamo esigere rigorosamente dagli altri quello che Dio sa
se noi saremo pronti a dare dobbiamo Giudicare correggere riprendere e Dio sa quel che faremo noi nel caso stesso quel che abbiamo fatto in casi somiglianti ma guai Se io dovessi prendere la mia debolezza per misura del dovere altrui per norma del mio insegnamento Eppure Certo che insieme con le dottrine io devo dare agli altri l'esempio non rendermi simile al dottor della legge che carica gli altri di pesi che non posson portare e che lui non toccherebbe con un dito Ebbene figliuolo e fratello Poiché gli errori di quelli che presiedono sono spesso più noti agli
altri che a loro se voi sapete che io abbia per pusillanimità per qualunque rispetto trascurato qualche mio obbligo ditemelo francamente Fatemi ravvedere affinché dove è mancato l'esempio supplisca almeno la confessione rimproveri liberamente le mie debolezze e allora le parole acquisteranno più valore nella mia bocca perché sentirete più vivamente che non son mie ma di chi Può dare voi e a me la forza necessaria per far ciò che prescrivono oh che sant'uomo ma Che tormento pensava Don abondio anche sopra di sé purché frughi rimes critichi inquis Isca anche sopra di sé disse poi ad alta voce
Oh Monsignore chi mi fa Celia Chi non conosce il petto forte lo Zelo imperterrito di vossignoria illustrissima e tra sé soggiunse anche troppo Io non vi chiedevo una lode che mi fa tremare disse Federico Perché Dio Conosce i miei mancamenti e quello che ne conosco anch'io basta confondermi Ma avrei voluto vorrei che ci confondimento la vostra condotta sia stata opposta quanto sia opposto il vostro linguaggio alla legge che pur predicate e secondo la quale sarete giudicato tutto casca addosso a me disse Don abondio ma queste persone che son venute a rapportare non le hanno poi
detto ad essersi introdotta in casa mia a tradimento per sorprendermi e per fare Un matrimonio contro le regole me l'hanno detto figliuolo Ma questo macora questo m' atterra che voi desideriate ancora di scusari che pensiate di scusari accusando Che prendiate materia d'accusa da ciò che dovrebbe essere parte della vostra confessione chi li ha ammessi non dico nella necessità Ma nella tentazione di far ciò che hanno fatto avrebbero essi cercata quella via irregolare se La legittima non fosse stata loro chiusa per pensato ad Insidiare il pastore se fossero stati accolti nelle sue braccia Aiutati consigliati da
lui a sorprenderlo se non si fosse nascosto e a questi voi date carico e vi sdegnate perché dopo tante sventure che dico nel mezzo della sventura abbiam detto una parola di sfogo a loro al vostro pastore che il ricorso dell'oppresso la querela dell'afflato siano odiosi al mondo il mondo è tale Ma noi e che Pro sarebbe stato per voi se avessero taciuto vi Tornava conto che la loro causa andasse intera al giudizio di Dio non è per voi una nuova ragione da amar queste persone già tante ragioni ne avete che vabbi dato occasione di sentir
la voce sincera del vostro vescovo che vabbi han dato un mezzo di conoscere meglio e di scontare in parte il gran debito che avete con loro Ah se vi avessero provocato offeso tormentato vi direi e dovrei io dirvelo damarli appunto per questo amateli perché hanno patito Perché patiscono Perché son vostri perché son deboli perché avete bisogno di un perdono a otteni il quale pensate di qual forza possa esser la loro preghiera don bondio stava zitto ma non era più quel silenzio forzato e impaziente stava zitto come chi ha più cose da pensare che da dire
le parole che sentiva eran conseguenze inaspettate applicazioni nuove ma d' una dottrina Antica però nella sua mente non contrastata il male degli altri dalla considerazione del quale l'aveva sempre Distratto la paura del proprio gli faceva ora un'impressione nuova e se non sentiva tutto il rimorso che la predica voleva produrre che quella stessa paura era sempre lì a far l'uffizio di difensore ne sentiva però sentiva un certo dispiacere di sé una compassione per gli altri un misto di tenerezza e di confusione era se ci si lascia passare questo paragone come lo stoppino umido e ammaccato d'
una candela che presentato alla fiamma di una gran torcia da Principio fuma schizza scoppietta Non ne vuol sapere nulla Ma alla fine s'accende e bene o male brucia si sarebbe apertamente accusato avrebbe pianto se non fosse stato il pensiero di don Rodrigo ma tuttavia si mostrava abbastanza commosso perché il cardinale dovesse accorgersi che le sue parole non erano state senza effetto ora proseguì Questo uno fuggitivo da casa sua l'altra in procinto d' abbandonarla tutte e due con Troppo forti motivi di starne lontani senza probabilità di riunirsi mai qui e contenti di sperare che Dio li
riunisca altro Ora purtroppo non hanno bisog di voi puro voi non avete occasione di far loro del bene né il corto nostro prevedere può scoprirne alcuna nell'avvenire Ma chissà se Dio misericordioso non ve ne prepara Ah non le lasciate sfuggire cercatele state alle velette pregatelo che le facia Nascere non mancherò Monsignore non mancherò davvero rispose Don abondio con una voce che in quel momento veniva proprio dal cuore Ah sì figliuolo sì esclamò Federico e con una dignità piena d'affetto concluse lo sa il cielo se avrei desiderato di tener con voi tutt'altri discorsi tutte e due
abbiamo già vissuto molto lo sa il cielo se mi è stato duro di dover contristar con rimproveri codesta vostra canizie e quanto sarei stato più contento di Consolarci insieme delle nostre Cure comuni dei nostri guai parlando della Beata speranza alla quale siamo arrivati così vicino piaccia io che le parole le quali ho dovuto usar con voi servano a voi e a me non fate che m'abbia a chieder conto in quel giorno d'avi mantenuto in un uffizio al quale avete così infelicemente mancato ricompriamo il tempo la mezzanotte è vicina lo sposo non può tardare teniamo accese
le nostre lampade presentiamo a Dio i nostri cuori Miseri voti perché gli piaccia riempirli di quella carità che ripara al passato che assicura l'avvenire che teme e confida piange e si rallegra con Sapienza che diventa In ogni caso la virtù di cui abbiamo bisogno cosiddetto si mosse e donna bondio gli andò dietro qui l'anonimo ci avvisa che non fu questo il solo abboccamento di quei due personaggi né Lucia il solo argomento dei loro abboccamenti ma che lui S è ristretto a questo per Non andar lontano Dal soggetto principale del racconto e che per lo stesso
motivo non farà menzione d'altre cose notabili dette da federigo in tutto il corso della visita né delle sue liberalità né delle discordie sedate degli antichi odi tra persone famiglie terre intere spenti o cosa che era purtroppo più frequente sopiti né di qualche bravaccio o tirannello ammat per tutta la vita o per qualche tempo cose tutte delle quali ce n'era sempre più o meno in ogni luogo Della diocesi dove quell'uomo eccellente facesse qualche soggiorno Dice poi che la mattina seguente venne Donna Prassede secondo il fissato a prender Lucia e a complimentare il cardinale il quale gliela
lodò e raccomandò caldamente Lucia si staccò dalla madre potete pensare con che pianti e uscì dalla sua casetta disse per la seconda volta addio al paese con quel senso di doppia amarezza che si prova lasciando un luogo Che fu unicamente caro e che non può esserlo più ma i congedi con la madre non eran gli ultimi perché Donna Prassede aveva detto che si starebbe ancor qualche giorno in quella sua villa la quale non era molto lontana e Agnese promise alla figlia d' andar là trovarla a dare e a ricevere un più doloroso Addio il cardinale
era anche lui sulle mosse per continuare la sua visita quando arrivò e chiese di parlargli Il curato della parrocchia in cui era il Castello dell'Innominato introdotto gli presentò un gruppo e una lettera di quel signore la quale lo pregava di far accettare alla madre di Lucia 100 scudi d'oro che eran nel gruppo per servir di dote alla giovine o per quell'uso che adesse sarebbe parso migliore lo pregava insieme di dir loro che semmai in qualunque tempo avessero creduto che potesse render loro qualche servizio la povera giovine sapeva purtroppo dove Stesse e per lui quella sarebbe
una delle Fortune più desiderate il cardinale fece subito Chiamare Agnese le riferì la commissione che fu sentita con altrettanta soddisfazione Che meraviglia e le presentò il rotolo che sa prese senza far gran Complimenti Dio gliene Renda merito a quel signore disse e vossignoria illustrissima lo ringrazi tanto tanto e non non dica nulla a nessuno perché Questo è un certo paese mi scusi veda so bene che un pars suo non va a chiacchierare di queste cose ma lei mi intende andò a casa zitta zitta si chiuse in camera svolt il rotolo e quantunque preparata vide con
ammirazione tutti in un mucchietto e suoi tanti di quei ruspi dei quali non aveva forse mai visto più d'uno per volta e anche di rado li contò pò alquanto a metterli di nuovo per taglio e a tenerli lì tutti che ogni momento Facevan pancia e sgusci Avan dalle sue dita inesperte ricomposto Finalmente un rotolo alla meglio lo mise in un cencio ne fece un involto un batuffolo e legatelo bene in giro con della cordellina l'andò a ficcare in un cantuccio del suo Saccone il resto di quel giorno non fece altro che mulinare far disegni sull'avvenire
e sospirar l'indomani andata a letto stette desta un pezzo col pensiero in compagnia di quei 100 che aveva sotto addormentato li Vide in sogno all'alba s'alzò e si incamminò subito verso la villa dov'era Lucia questa Dal canto suo quantunque non le fosse diminuita quella gran ripugnanza a parlar del voto pur era risoluta di farsi forza ed aprirsi con la madre in quell' abboccamento che per lungo tempo doveva chiamarsi l'ultimo appena poterono esser sole Agnese con una faccia tutta animata e insieme A voce bassa come se ci fosse stato presente qualcheduno a cui non vol Volesse
farsi sentire cominciò ho da dirti una gran cosa e le raccontò l'inaspettata fortuna ID Dio benedica quel signore disse Lucia così avrete da star bene voi e potrete anche far del bene a qualchedun altro come rispose Agnese non vedi quante cose possiamo fare con tanti danari Senti io non ho altro che te che voi due posso dire perché Renzo Da che cominciò a discorrer l'ho sempre riguardato come un mio figliuolo tutto sta che non gli sia Accaduta qualche disgrazia a vedere che non ha mai fatto saper nulla ma eh deve andar tutto male Speriamo di
no per me avrei avuto caro di lasciar lossa nel mio paese ma ora che tu non ci puoi stare in Grazie di quel birbone e anche solamente a pensare d' averlo vicino con lui mi è venuto in odio il mio paese e con voi altri io sto per tutto ero disposta fin da allora a venir con voi altri anche in capo al mondo e son sempre stata di quel parere ma senza Danari come si fa intendi ora quei quattro che quel poverino aveva messi da parte con tanto stento e con tanto risparmio è venuta la
giustizia e ha spazzato ogni cosa ma per ricompensa Il signore ha mandato la fortuna a noi dunque quando avrà trovato il Bandolo di far sapere se è vivo E dov'è e che intenzioni ha ti vengo a prendere io a Milano io ti vengo a prendere altre volte mi sarebbe parso un granché ma le disgrazie fanno diventare Disinvolti fino a Monza ci sono andata e so cos'è viaggiare prendo con me un uomo di proposito un parente Come sarebbe a dire Alessio Di maggianico che a voler dire proprio in paese un uomo di proposito non c'è vengo
con lui già la spesa la facciamo noi e intendi Ma vedendo che invece d' animarsi Lucia S andava Acc Corando e non dimostrava che una tenerezza senza allegria lasciò il discorso a mezzo e disse Ma cos'hai non ti pare Povera Mamma esclamò Lucia gettandole un braccio al collo e nascondendo il viso nel seno di di lei cosa c'è domandò di nuovo ansiosamente la madre avrei dovuto dirvelo prima rispose Lucia Alzando il viso e asciugandosi le lacrime ma non ho mai avuto cuore Compa Ditemi ma di su Dunque io non posso più essere moglie di quel
poverino come come Lucia col capo Basso col petto ansante lacrimando senza piangere come Chi racconta una cosa che quando anche dispiacesse non si può cambiare rivelò il voto e insieme giungendo le mani chiese di nuovo perdono alla madre di non aver parlato fino all'ora la pregò di non ridir la cosa d'anima vivente ed aiutarla ad adempire ciò che aveva promesso Agnese era rimasta stupefatta e costernata voleva sdegnarsi del silenzio tenuto con lei ma i gravi pensieri del caso soffocavano quel dispiacere suo Proprio voleva dirle cosa hai fatto ma le pareva che sarebbe un prendersela col
cielo Tanto più che Lucia tornava a dipingere coi più vivi colori quella notte la desolazione così nera e la liberazione così impreveduto era stata fatta così espressa così solenne e intanto ad Agnese veniva anche in mente questo e quell'esempio che aveva sentito raccontare più volte che lei stessa aveva raccontato alla figlia di gastii Strani e terribili venuti per la violazione di qualche voto dopo essere rimasto un poco come incantata disse E ora cosa farai ora rispose Lucia al signore a pensarci al Signore e alla Madonna mi son messa nelle Lor mani non m'hanno abbandonata finora
non m' abbandoneranno ora che la grazia che chiedo per me al signore la sola Grazia dopo la salvazione dell'anima è che mi faccia tornar con voi e me la concederà Sì me La concederà quel giorno in quella carrozza Ah vergine Santissima quegli uomini chi mi avrebbe detto che mi menavano da colui che mi doveva menare a trovarmi con voi il giorno dopo ma non parlarne subito tua madre disse Agnese con una certa stizz Deta temperata d'amor evole e di pietà compa tiemi non avevo cuore e che sarebbe giovato d' affliggerti qualche tempo prima e Renzo
disse Agnese tentennando con il Capo Ah esclamò Lucia riscotendo io non ci devo pensar più a quel poverino già si vede che non era destinato vedete come pare che il Signore ci abbia voluti proprio tener separati e chissà Ma no no l'avrà preservato lui dai pericoli e lo farà essere fortunato anche di più senza di me ma intanto riprese la madre se non fosse che tu ti sei legata per sempre a tutto il resto quando a Renzo non gli sia accaduta qualche disgrazia con quei Denari io ci avevo trovato rimedio Ma quei denari replicò Lucia
ci sarebbero venuti Se io non avessi passata quella notte è il signore che ha voluto che tutto andasse così sia fatta la Sua volontà e la parola morì nel pianto a quell'argomento inaspettato Agnese Rimase lì pensierosa dopo qualche momento Lucia trattenendo i singhiozzi riprese ora che la cosa è fatta bisogna adattarsi di buon animo e voi Povera Mamma voi mi potete aiutare prima pregando il Signore per la vostra Povera figlia e poi bisogna bene che quel poverino lo sappia Pensateci voi Fatemi anche questa carità che voi ci potete pensare quando saprete Dov'è fategli trovate un
uomo appunto vostro cugino Alessio che è un uomo prudente e caritatevole e ci ha sempre voluto bene non Cà fategli scriver da lui la cosa Comè andata dove mi son trovata come ho patito e che Dio ha voluto così e che Metta il cuore in pace che io non posso mai mai esser di nessuno e fargli capire la cosa con buona Grazia spiegargli che ho promesso che ho proprio fatto voto quando saprà che ho promesso alla Madonna ha sempre avuto il Timor di Dio e voi La prima volta che avrete le sue nuove Fatemi scrivere
Fatemi sapere che è sano e poi non mi fate più saper nulla Agnese tutta intenerita assicurò la figlia che ogni cosa si farebbe come desiderava vorrei dirvi un'altra cosa Riprese questa quel poverino se non avesse avuto la disgrazia di pensare a me non gli sarebbe accaduto ciò che gli è accaduto è per il mondo gli Hanno troncato il suo avviamento gli hanno portato via la sua roba quei risparmi che aveva fatti Poverino sapete perché e noi non abbiamo tanti denari No mamma G che il Signore ci ha mandato tanto bene e quel poverino È proprio
vero che lo rigu guardavate come vostro Sì come un figliuolo fate mezzo per uno che sicuro E Dio non ci mancherà cercate un'occasione fidata e mandategli lii che sai il cielo come ne ha bisogno Ebbene cosa credi rispose Agnese glieli manderò davvero povero giovine perché pensi tu che io fossi contenta di quei denari Ma io era proprio venuta qui tutta contenta basta Io glieli manderò povero Renzo ma anche lui so quel che dico Certo che i danari fanno piacere a chi ne ha bisogno Ma questi non saranno quelli che lo faranno ingrassare Lucia ringraziò la
Madre di quella pronta e liberale condiscendenza con una gratitudine e con un affetto da far capire a chi l'avesse osservata che il suo cuore faceva ancora a mezzo con Renzo forse più che lei medesima non lo credesse e senza di te che farò io povera donna disse Agnese piangendo anch'essa e io senza di voi Povera mamma e in casa di Forestieri e laggiù in quel Milano ma il Signore sarà con tutti e due e poi ci farà tornare insieme tra 8 o n mesi ci rivedremo e di Qui allora e anche prima Spero avrà accomodate
le cose lui per riunirci lasciamo fare a lui la chiederò sempre sempre alla Madonna questa grazia se avessi qualche altra cosa da offrirle lo farei ma è tanto mi misericordiosa che me lo terrà per niente con queste ed altre simili e più volte ripetute parole di lamento e di conforto di rammarico e di rassegnazione con molte raccomandazioni e promesse di Non dir nulla con molte lacrime Dopo lunghi e Rinnovati Abbracciami le donne si separarono promettendosi a vicenda di rivedersi il prossimo autunno al più tardi come se il mantenere dipendesse da loro e come però si
fa sempre in casi simili intanto cominciò passar molto tempo senza che Agnese potesse saper nulla di Renzo né lettere né imbasciata da parte di lui non ne veniva di tutti quelli del paese o del contorno a cui Potte domandare nessuno ne sapeva più di lei e non era la sola che facesse inano Una tall ricerca il Cardinal federigo che non aveva detto per cerimonia alle Povere donne di voler prendere informazioni del povero giovine aveva Infatti scritto subito per averne tornato poi dalla visita a Milano aveva ricevuto la risposta in cui gli si diceva che non
s'era potuto trovar recapito dell'indicato soggetto che veramente era stato qualche tempo in casa ad un suo parente nel tal paese dove non aveva fatto dir di sé ma una Mattina era scomparso all'improvviso e quel suo parente stesso non sapeva cosa ne fosse stato e non poteva che ripetere certe voci in aria e contraddittorie che correvano essersi il giovine AR rolato per il Levante esser passato in Germania perito nel guadare un fiume che non si mancherebbe di stare le velette semmai si potesse sapere qualcosa di più positivo e per farne subito parte a sua signoria illustrissima
e ir reverendissima più tardi quelle ed altre Voci si sparsero anche nel territorio di Lecco e vennero per conseguenza agli orecchi D'Agnese la povera donna Faceva di tutto per venire in chiaro qual fosse la vera per arrivare alla fonte di questa e di quella ma non riusciva mai a trovar di più di quel dicono che anche al giorno d'oggi basta da sé ad attestare tante cose Talora appena gliene era stata raccontata una veniva uno e le diceva che non era vero nulla ma per dargliene In cambio un'altra ugualmente strana o sinistra tutte charle Ecco il
fatto il governatore di Milano e il capitano generale in Italia Don Gonzalo Fernandez di Cordova aveva fatto un gran fracasso col signor residente di Venezia in Milano perché un malandrino un ladrone pubblico un promotore di saccheggio e omicidio il famoso Lorenzo Tramaglino che nelle mani stesse della Giustizia aveva eccitato sommossa per farsi liberare fosse accolto e rigettato Nel territorio bergamasco il residente aveva risposto che la cosa gli riusciva nuova e che scriverebbe a Venezia per poter dare a sua eccellenza quella spiegazione che il caso avesse portato a Venezia avevan per massima di secondare e di
coltivare l'inclinazione degli operai di seta milanesi a trasportarsi nel territorio bergamasco e quindi di far che ci trovassero molti vantaggi e soprattutto quello senza di cui ogni altro è nulla la Sicurezza Siccome però tra due grossi litiganti qualche cosa per poco che sia bisogna sempre che il terzo goda così Bortolo fu avvisato in confidenza non si sa da chi che Renzo non stava bene in quel paese e che farebbe meglio ad entrare in qualche altra fabbrica cambiando anche nome per qualche tempo Bortolo intese per aria non domandò altro corse a dir la cosa al cugino
lo prese con sé in un Calessino lo condusse ad un altro Filatoio discosto da quello Forse 15 miglia e lo presentò sotto il nome D'Antonio rivolta al padrone che era nativo anche lui dello Stato di Milano e suo antico conoscente questo quantunque l'annata fosse scarsa non si fece pregare a ricevere un operaio che gli era raccomandato come onesto e abile da un galantuomo che se ne intendeva alla prova poi non ebbe che all lodarsi dell'acquisto meno che sul principio gli era parso che il giovine dovesse essere Un po' stordito Perché quando si chiamava Antonio le
più volte non rispondeva poco dopo venne un ordine da Venezia in stile pacato al capitano di Bergamo che prendesse e desse informazione se nella sua giurisdizione e segnatamente nel tal paese si trovasse il tal soggetto il capitano fatte le sue diligenze come aveva capito che si volevano trasmise la risposta negativa la quale fu trasmessa al residente in Milano che la trasmettesse al Gran Cancelliere che potrebbe trasmetterla Don Gonzalo Fernandez di Cordova non mancava poi curiosi che essero saper da Bortolo il perché quel giovine non c'era più e dove fosse andato alla prima domanda Bortolo rispondeva
Mah è scomparso per mandar poi in pace i più insistenti senza dar loro sospetto di quel che n era davvero aveva creduto bene di regalar loro a chi l'una a chi l'altra delle notizie da noi riferite di sopra Però come cose incerte che aveva Sentite dire anche lui senza averne un riscontro positivo ma quando la domanda gli venne fatta per Commission del Cardinale senza nominarlo e con un certo apparato di importanza e di Mistero lasciando capire che era il nome d' un gran personaggio tanto più Bortolo si insospettì e crede necessario di risponder secondo il
solito Anzi trattandosi di un gran personaggio diede in una volta tutte le notizie che aveva stampate ad una ad una in quelle diverse Occorrenze non si creda però che don Gonzalo un signore di quella sorte l'avesse proprio davvero col povero filatore di montagna che è informato forse del poco rispetto usato e delle cattive parole dette da colui al suo re Moro incatenato per la gola volesse fargliela pagare o che lo credesse un soggetto tanto pericoloso da perseguitarlo anche fuggitivo da non lasciarlo vivere anche lontano come il Senato romano con Annibale Don Gonzalo Aveva troppe e
troppo gran cose in testa per darsi tanto Pensiero dei fatti di Renzo e se parve che se ne desse nacque da un concorso singolare di circostanze per cui il poveraccio senza volerlo e senza saperlo né Allora né mai si trovò con un sottilissimo e invisibile Filo attaccato a quelle troppe e troppo gran cose capitolo 27 già più d' una volta c'è ho corso di far menzione della guerra che allora bolliva per la successione agli stati Del Duca Vincenzo Gonzaga secondo di quel nome ma ciè occorso sempre in momenti di gran fretta sicché non abbiam mai
potuto darne più che un cenno alla sfuggita Ora però all'intelligenza del nostro racconto si richiede proprio di aver qualche notizia più particolare son cose che Chi conosce la storia le deve sapere ma siccome per un giusto sentimento di noi medesimi dobbiamo supporre che quest'opera non possa essere letta Se non da ignoranti così Non sarà male che ne diciamo qui quanto basti per infarinarle chi ne avesse bisogno abbiam detto che alla morte di quel Duca il primo chiamato in linea di successione Carlo Gonzaga capo di un ramo cadetto trapiantato in Francia dove possedeva i ducati di
nevere di retel era entrato al possesso di Mantova e ora aggiungiamo del Monferrato che la fretta appunto ce l'aveva fatto lasciarne la penna la corte di Madrid che voleva ad ogni patto abbiam detto anche questo Escludere da quei due feudi il nuovo principe e per escluderlo aveva bisogno di una ragione perché le guerre fatte senza una ragione sarebbero ingiuste s'era dichiarata sostenitrice di quella che pretendevano avere su Mantova un altro Gonzaga Ferrante Principe di Guastalla sul Monferrato Carlo Emanuele I Duca di Savoia e Margherita Gon Duchessa vedova di Lorena Don Gonzalo che era della casa
del gran capitano e ne portava il nome e che aveva già fatto La guerra in Fiandra voglioso oltremodo di condurne una in Italia era forse quello che faceva più fuoco perché questa si dichiarasse e intanto interpretando le intenzioni e precorrendo gli ordini della Corte suddetta aveva concluso col Duca di Savoia un trattato di invasione e di divisione nel Monferrato e ne aveva poi ottenuta facilmente la ratificazione dal Conte Duca facendogli creder molto agevole l'acquisto di Casale che era il Punto più difeso della parte pattuita al re di Spagna protestava però in nome di questo di
non voler occupar paese se non a titolo di deposito fino alla sentenza dell'imperatore il quale in parte per gli Uffizi altrui in parte per suoi propri motivi aveva intanto negata l'investitura al nuovo Duca e intimatogli che rilasciasse a lui in sequestro gli stati controversi lui poi sentite le parti li rimetterebbe a chi fosse di dovere cosa alla quale il never Non S era voluto piegare aveva anche lui amici di importanza il cardinale di Richelieu i signori Veneziani e il Papa che era come abbiamo detto Urbano VII Ma il primo impegnato Allora nell'assedio della Roccella e
in una guerra con l'Inghilterra attraversato dal Partito della regina madre Maria de Medici contraria per certi suoi motivi alla casa di never non poteva dare che delle speranze I veneziani non volevan muoversi e nemmeno dichiararsi se prima Un esercito francese non fosse calato in Italia e aiutando il duca sottomano Come potevano con la corte di Madrid e col governatore di Milano stavano sulle proteste sulle proposte sulle esortazioni placide o minacciose secondo i momenti il Papa raccomandava il never agli amici intercedeva in suo favore presso gli avversari faceva progetti d' accomodamento di metter gente in campo
non ne voleva saper nulla Così i due Alleati alle offese poterono tanto più sicuramente cominciar l'impresa concertata il duca di Savoia era entrato da la sua parte nel Monferrato Don Gonzalo aveva messo con gran voglia l'assedio a Casale ma non ci trovava tutta quella soddisfazione che s'era immaginato che non credeste che nella guerra sia tutto rose La Corte non l'aiutava a seconda dei suoi desideri anzi gli lasciava mancare i mezzi più necessari l'alleato l'aiutava troppo Voglio dire che dopo aver presa la sua porzione andava a spilluzzico se ne rodeva quanto mai si possa dire ma
temendo se faceva appena un po' di rumore che quel Carlo Emanuele così attivo nei maneggi e mobile nei trattati come prode nell' armi si voltasse alla Francia doveva chiudere un occhio mandarla giù e stare zitto l'assedio Poi andava male in lungo ogni tanto all'indietro e per il contegno saldo vigilante risoluto degli assediati e per Aver lui poca gente e al dire di qualche storico per i molti spropositi che faceva su questo Noi lasciamo la verità a suo luogo disposti anche quando la cosa fosse realmente cos a trovarla bellissima se fu cagione che in quell'impresa si
er stato morto smozzicato storpiato qualche uomo di meno e ceteris paribus anche soltanto un po' meno danneggiati i tegoli di Casale in questi frangenti ricevette la nuova della sedizione di Milano e ci accorse Di persona qui nel ragguaglio che gli si diede fu fatta anche menzione della fuga ribelle e clamorosa Di Renzo dei fatti veri e supposti che erano stati cagione del suo arresto e gli si seppe anche dire che questo tale S era rifugiato sul territorio di Bergamo questa circostanza fermò l'attenzione di Don Gonzalo era informato da tutt'altra parte che a Venezia aveva alzata
la cresta per la sommossa di Milano che da principio avevan creduto che sarebbe costretto a Levar l'assedio da Casale e pensavano tuttavia che ne fosse ancora sbalordito e in gran pensiero tanto più che subito dopo quell'avvenimento era arrivata la notizia sospirata da quei signori e temuta da lui della resa della Roccella e Scott molto e come uomo e come Pol che quei signori avessero Un tal concetto dei fatti suoi spiava ogni occasione di persuaderli per via di induzione che non aveva perso nulla dell'antica sicurezza Giacché il dire Espressamente non ho paura è come non dir
nulla un buon mezzo è di fare il disgustato di querelarsi di reclamare e perciò essendo venuto il residente di Venezia a fargli un complimento e ad esplorare insieme nella sua faccia e nel suo contegno come stesse dentro di sé notate tutto che questa è quella politica di quella vecchia fine Don Alo dopo aver parlato del tumulto leggermente da uomo che ha già messo riparo a tutto fece quel fracasso che Sapete A proposito di Renzo come sapete anche quel che ne venne in conseguenza dopo non s'occupa più di un affare così minuto e in quanto a
lui terminato e quando poi che fu un pezzo dopo gli arrivò la risposta al campo sopra Casale dove era tornato e dove aveva tutt'altri pensieri alzò e dimenò la testa come un baco da seta che cerchi la foglia stette lì un momento per farsi tornar vivo nella memoria quel fatto di cui non ci rimaneva più che un'ombra si rammentò Della Cosa ebbe un'idea fugace e confusa del personaggio passò ad altro e non ci pensò più ma Renzo il quale da quel poco che gli si era fatto vedere per aria doveva supporre tutt'altro che una così
benigna non curanza stette un pezzo senz'altro pensiero per dir meglio senz'altro studio che di viver nascosto Pensate se si struggeva di mandar nuove alle sue donne e d' aerle loro ma c'erano due grandi difficoltà che avrebbe dovuto anche lui confidarsi ad Un segretario perché il poverino non sapeva scrivere e neppur leggere nel senso esteso della parola e si è interrogato di ciò come Forse vi ricorderete dal dottor azzecca garbugli aveva risposto di sì non fu un vanto Una sparata Come si dice ma era la verità che lo stampato lo sapeva leggere mettendoci il suo tempo
lo scritto e un altro par di maniche era Dunque costretto a mettere un terzo a parte dei suoi interessi ed un segreto così geloso E un uomo che sapesse tenerla pena in mano e di cui uno si potesse fidare a quei tempi non si trovava così facilmente tanto più in un paese dove non s'avesse nessuna Antica conoscenza L'altra difficoltà era d' avere anche un corriere un uomo che andasse appunto da quelle parti che volesse incaricarsi della lettera e darsi davvero il pensiero di recapitarlo tutte cose anche queste difficili a trovarsi in un uomo solo finalmente
Cerca e ricerca trovò chi scrivesse per lui ma non sapendo se le donne fossero ancora a Monza o dove crede bene di far accludere la lettera per Agnese in un'altra diretta al padre cristofor lo scrivano prese anche l'incarico di far recapitare il plico lo consegnò ad uno che doveva passare non lontano da Pescarenico Costui lo lasciò con molte raccomandazioni in un'osteria sulla strada al punto più vicino trattandosi che il plico era indirizzato ad un Convento ci arrivò Ma cosa ne avvenisse dopo non sè mai saputo Lorenzo non vedendo comparir risposta fece stendere un'altra lettera a
un dipresso come la prima euder in un'altra ad un suo amico di Lecco o parente che fosse si cercò un altro latore si trovò questa volta la lettera arrivò a chi era diretta Agnese trott a maggianico se la fece leggere e spiegare da quell' Alessio suo cugino Concert con lui una risposta che questo mise in carta si trovò il mezzo di Mandarla ad Antonio rivolta nel luogo del suo domicilio tutto questo però non così presto come noi lo raccontiamo Renzo ebbe la risposta e fece riscrivere Insomma s'avviò tra le due parti un carteggio né rapido
né regolare ma pure a Balzi e ad intervalli continuato Ma per avere un'idea di quel carteggio Bisogna sapere un poco come andassero Allora tali cose Anzi come vadano perché in questo particolare credo che ci sia poco o nulla di Cambiato il contadino che non sa scrivere e che avrebbe bisogno di scrivere si rivolge ad uno che conosca quell'arte scegliendolo per quanto po' tra quelli della sua condizione perché degli altri si perita o si fida poco l' informa con più o meno ordine e chiarezza degli antecedenti e gli espone nella stessa maniera la cosa da mettere
in carta il letterato parte intende parte frant da qualche consiglio propone qualche cambiamento dice Lasciate fare a Me piglia la penna mette come può in forma letteraria i pensieri dell'altro li corregge li migliora carica la mano oppure smorza lascia anche fuori secondo gli pare che torni meglio alla cosa perché non c'è rimedio chi ne sa più degli altri non vuole essere strumento materiale nelle loro mani e quando entra negli affari altrui vuole anche fargli andare un po' a modo suo con tutto ciò al letterato suddetto non gli riesce sempre di dire tutto quel che vorrebbe
Qualche volta gli accade di dire tutt'altro accade anche a noi altri che scriviamo per la stampa quando la lettera così composta arriva alle mani del corrispondente che anche lui non abbia pratica della BC la porta ad un altro dotto di quel calibro il quale gliela legge e gliela spiega nascono delle questioni sul modo di intendere perché l'interessato fondandosi sulla cognizione dei fatti antecedenti pretende che certe parole voglian dire Una cosa Il lettore stando alla pratica che ha della composizione pretende che ne voglian dire Un'altra finalmente bisogna che chi non sa si metta nelle mani di
Chissà e di a lui L'incarico della risposta la quale fatta sul gusto della proposta va poi soggetta ad un'interpretazione simile che se per di più il soggetto della corrispondenza è un po' geloso se c'entrano affari segreti che non si vorrebbero lasciare capire ad un terzo Casomai che la lettera andasse persa se per questo riguardo c'è stata anche l'intenzione positiva di Non dir le cose affatto chiare Allora per poco che la corrispondenza duri le parti finiscono ad intendersi tra di loro come altre volte due scolastici che da qu ore disput assero sull lent lechia Per non
prendere una similitudine da cose vive che ci avesse poi a toccare qualche scappellotto ora il caso dei nostri due corrispondenti era appunto quel che Abbiam detto la prima lettera scritta in nome di Renzo conteneva molte materie da Princi principio oltre un racconto della fuga molto più conciso ma anche più arruffato di quello che avete letto un ragguaglio delle sue circostanze attuali dal quale tanto Agnese quanto il suo Turci Manno furono ben lontani di ricavare un costrutto chiaro e intero avviso segreto cambiamento di nome esser sicuro ma dover Star nascosto cose per sé non troppo familiari
a loro Intelletti e nella lettera dette anche un po' in cifra c'era poi delle domande affannose appassionate sui casi di Lucia con decenni oscuri e dolenti intorno alle voci che ne erano arrivate fino a Renzo c'eran finalmente speranze incerte e lontane disegni lanciati nell'avvenire e intanto promesse preghiere di mantenerla fede Data di Non perder la pazienza né il coraggio e d' aspettar migliori circostanze dopo un po' di tempo Agnese Trovò un mezzo fidato di far pervenire nelle mani di Renzo una risposta coi 50 scudi assegnatigli da Lucia al veder tant' oro Renzo non Sap cosa
si pensare e con l'animo agitato da una meraviglia e da una sospensione che non davan luogo a contentezza corse in cerca del segretario per farsi interpretar la lettera e aver la chiave di un così strano mistero nella lettera il segretario D'Agnese dopo qualche lamento sulla poca chiarezza della proposta Passava a descrivere con chiarezza ad un dipresso uguale la tremenda storia di quella persona così diceva e qui rendeva ragione dei 50 scudi poi veniva a parlar del voto ma per via di perifrasi aggiungendo con parole più dirette e aperte il consiglio di mettere il cuore in
pace e di non pensarci più Renzo poco mancò che non se la prendesse col lettore interprete tremava inorridiva si infuriava di quel che aveva capito e di quel che non aveva Potuto capire tre o quattro volte si fece rileggere il Terribile scritto ora parendogli di intender meglio Ora divenendo li buio ciò che prima gli era parso chiaro e in quella febbre di passioni volle che il segretario mettesse subito mano all la penna e rispondesse dopo le espressioni più forti che si possano immaginare di Pietà e di terrore per i casi di Lucia scrivete proseguiva dettando
che io il cuore in pace non lo voglio mettere e Non lo metterò mai e che non son pareri da darsi ad un figliuolo par mio e che i denari non li toccherò che li ripongo e li tengo in deposito per La dote della giovine che già la Giovine deve essere mia che io non so di promessa e che ho ben sempre sentito dire che la Madonna c'entra per aiutare i tribolati e per ottenere delle Grazie ma per far dispetto e per mancar di parola Non l'ho sentito mai e che codesto non può stare e
che con questi denari abbiamo a metter Su casa qui e che se ora sono un po' imbrogliato lei una burrasca che passerà presto e cose simili Agnese riceve poi quella lettera e fece riscrivere e il carteggio continuò nella maniera che abbiam detto Lucia quando la madre ebbe potuto non so Per qual mezzo farle sapere che quel tale era vivo e in salvo e avvertito sentì un gr sollievo e non desiderava più altro se non che si dimenticasse di lei o per dir la cosa Proprio ad un puntino che pensasse a dimenticarla Dal canto suo faceva
100 volte al giorno una risoluzione simile riguardo a lui e adopra anche ogni mezzo per mandarla ad effetto stava assidua al lavoro cercava d' occuparsi tutta in quello quando l'immagine di Renzo le si presentava e lei a dire o a cantare orazioni a mente ma quell'immagine proprio come se avesse avuto Malizia non veniva perlopiù così alla scoperta si introduceva di soppiatto dietro All'altre in modo che la mente non s' accorgesse d'averla ricevuta se non dopo qualche tempo che là c'era il pensiero di Lucia stava spesso con la madre come non ci sarebbe stato e il
Renzo ideale veniva pian piano a mettersi in terzo come il reale aveva fatto tante volte così con tutte le persone in tutti i luoghi in tutte le memorie del passato colui si veniva a ficcare e se la si lasciava andare qualche volta a fantasticar sul suo avvenire anche lì Compariva colui per dire se non altro io a buon conto non ci sarò però se il non pensare a lui era impresa disperata a pensarci meno e meno intensamente che il cuore avrebbe voluto Lucia ci riusciva fino ad un certo segno ci sarebbe anche riuscita meglio se
fosse stata sola a volerlo ma c'era Donna Prassede la quale tutta impegnata Dal canto suo a levarle dall'animo col lui non aveva trovato miglior espediente che di parlargliene spesso Ebbene le diceva Non ci pensiam più a colui Io non penso a nessuno rispondeva Lucia Donna Prassede non S appagava ad una risposta simile replicava che ci volevan fatti e non parole si diffondeva a parlare sul costume delle Giovani le quali diceva quando hanno nel cuore uno scapestrato ed è lì che inclinano sempre non se lo staccano più un partito onesto ragionevole galantuomo ad un uomo assestato
che per qualche accidente v a Monte son subito rassegnate ma un Rompicollo e piaga incurabile E allora principiava il pane girico del povero assente del birbante venuto a Milano per rubare e scannare e voleva far confessare a Lucia Le briccon che con lui doveva aver fatte sicuramente anche al suo paese Lucia con la voce tremante di vergogna di dolore e di quello sdegno che poteva aver luogo nel suo animo dolce nella sua umile fortuna assicurava e attestava che al suo paese quel poveretto non aveva mai fatto parlar di Sé altro che in bene avrebbe voluto
diceva che fosse presente qualche Duno di là per fargli far testimonianza anche sulle Avventure di Milano delle quali non era ben informata lo difendeva appunto con la cognizione che aveva di lui e dei suoi portamenti fino dalla fanciullezza lo difendeva o si proponeva di difenderlo per puro dovere di carità per amore del vero e a dir proprio la parola con la quale spiegava a sé stessa il suo sentimento come prossimo Ma da queste apologie donna a Prassede ricavava nuovi argomenti per convincere Lucia che il suo cuore era ancora perso dietro a colui e per verità
in quei momenti non saprei ben dire come la cosa stesse l'indegno ritratto che la vecchia faceva del Poverino risvegliava per opposizione più viva e più distinta che mai nella mente della giovine l'idea che vi siera formata in una così lunga consuetudine le Rimembranze compresse a forza si svolgevano in folla il Disprezzo richiamavano tanti antichi motivi di stima l'odio cieco e violento faceva sorger più forte la Pietà e con questi affetti chissà quanto ci potesse essere o non essere di quell'altro che dietro ad essi si introduce così facilmente negli animi figuriamoci cosa farà in quelli D
si tratti di scacciarlo per forza Sia come sia il discorso per la parte di Lucia non sarebbe mai andato molto in lungo che le parole finivano presto in Pianto se donna prede fosse stata spinta a trattarle in quella maniera da qualche odio inveterato contro di lei forse quelle lacrime l'avrebbero tocca e fatta smettere ma parlando a fin di bene tirava avanti senza lasciarsi smuovere come i gemiti i gridi supplichevoli potranno ben trattenere l'arme d' un nemico ma non il ferro d'un chirurgo fatto però bene il suo dovere per quella volta dalle stoccate e da Rabuffi
veniva alle esortazioni ai consigli conditi Anche di qualche lode per temperar così l'agro col dolce e ottener meglio le effetto operando sull'animo In tutti i versi certo di quelle baruffe che avevan sempre un dipresso lo stesso principio mezzo e fine non rimaneva alla buona Lucia propriamente astio contro la cerba predicatrice la quale poi nel resto La trattava con gran dolcezza e anche in questo si vedeva una buona intenzione le rimaneva bensì un ribollimento una sollevazione di pensieri e d'affetti Tale che ci voleva molto tempo e molta fatica per tornare a quella qualunque calma di prima
Buon per lei che non era la sola a cui Donna Prassede avesse a far del bene sicché le baruffe non potevano essere così frequenti oltre il resto della servitù tutti i cervelli che avevan bisogno più o meno d' essere raddrizzati e guidati oltre tutte le altre occasioni di prestar lo stesso uffizio per buon cuore a molti con cui non era obbligata a niente occasioni che Cercava se non soffriva da sé aveva anche cinque figlie nessuna in casa ma che le davan più da pensare che se ci fossero state tre eran due maritate e Donna Prassede
si trovava naturalmente aver tre monasteri e due case a cui soprintendere impresa vasta e complicata e tanto più faticosa che due mariti spalleggiati da padri da madri da fratelli e tre Badesse fiancheggiate da altre dignità e da molte monache non volevano accettare la sua Soprintendenza era una guerra anzi cinque guerre coperte gentili fino ad un certo segno ma vive e senza tregua era in tutti quei luoghi un'attenzione continua a scansare la sua premura a chiuder l'adito ai suoi pareri a eludere le sue richieste A far che fosse al buio più che si poteva ad ogni
affare non parlo dei contrasti delle difficoltà che incontrava nel maneggio d' altri affari anche più estranei si sa che agli uomini il bene bisogna le più volte farlo per Forza dove il suo Zelo poteva esercitarsi liberamente era in casa lì ogni persona era soggetta in tutto e per tutto alla sua autorità fuorché Don Ferrante col quale le cose andavano in un modo affatto par uomo di studio non gli piaceva né di comandare né dubb dire che in tutte le cose di casa la signora moglie fosse la padrona Alla buonora ma lui servo no e se
pregato le prestava ad un'occorrenza l'uffizio della penna era perché ci Aveva il suo genio del rimanente anche in questo sapeva dir di no quando non fosse persuaso di ciò che lei voleva fargli scrivere la s Inegi diceva in quei casi faccia da sé Giacché la cosa le par tanto Chiara donna sede dopo aver tentato per qualche tempo inutilmente di tirarlo dall lasciar fare al fare s'era ristretta a brontolare spesso contro di lui a nominarlo uno schiva fatiche un uomo fisso nelle sue idee un letterato titolo nel quale insieme con la stizza C'entrava anche un po'
di compiacenza Don Ferrante passava di Grand or nel suo studio dove aveva una raccolta di libri considerabile poco meno di 300 volumi tutta roba scelta tutte opere delle più riputato in varie materie In ognuna delle quali era più o meno versato nell'astrologia era tenuto e con ragione per più che un dilettante perché non ne possedeva soltanto quelle nozioni generiche e quel vocabolario comune di influssi d' aspetti di congiunzioni Ma Sapeva parlare a proposito è come dalla cattedra delle 12 case del cielo dei circoli massimi dei gradi lucidi e tenebrosi d' esaltazione di deiezione di Transiti
e di rivoluzioni di principi Insomma più certi e più reconditi della scienza ed eran forse 20 anni che in dispute frequenti e lunghe sosteneva la domificazione del Cardano contro un altro dotto attaccato ferocemente a quella dell'alcedo per mera ostinazione diceva Don Ferrante il quale Riconoscendo volentieri la superiorità degli antichi non poteva però soffrire quel non voler dar ragione ai moderni anche dove l'hanno Chiara che la vedrebbe ognuno conosceva anche più che mediocremente la storia della scienza sapeva ad un bisogno citare le più celebri predizioni avverate e ragion sottilmente ed erudit sopra altre celebri predizioni andate
a voto per dimostrar che la colpa non era della Scienza ma di chi non l'aveva saputa Adoprare bene della filosofia Antica aveva imparato quanto poteva bastare e n andava di continuo imparando di più dalla lettura di Diogene laerzio Siccome però quei sistemi per quanto Sian belli Non si può adottarli tutti e a voler essere filosofo bisogna scegliere un autore così Don Ferrante aveva scelto aristotile il quale come diceva lui non non è né antico né moderno è il filosofo aveva anche varie opere dei più Savi e sottili seguaci di lui tra I Moderni Quelle dei
suoi impugnatori non aveva mai voluto leggerle per non buttar via il tempo diceva né comprarle per non buttar via i denari per eccezione però dava luogo nella sua libreria quei celebri 22 libri de subtil Tate e a qualche altra Opera antiperiplanar de restituzione temporum et motum celestium e il libro duod decim genitura um meritava di essere ascoltato anche quando spropositata è che il gran difetto di quell'uomo era stato d' aver Troppo ingegno e che nessuno si può immaginare dove sarebbe arrivato anche in filosofia se fosse stato sempre nella strada retta del rimanente quantunque nel giudizio
dei dotti Don Ferrante passasse per un peripatetico consumato nonostante a lui non pareva di saperne abbastanza e più d' una volta disse con gran Mod che l'essenza gli universali L'anima del mondo e la natura delle cose non eran cose tanto chiare quanto si potrebbe Credere della filosofia naturale S era fatto più un passatempo che uno studio l'opere stesse d'aristotile su questa materia e quelle di Plinio le aveva piuttosto lette che studiate non di meno con questa lettura con le notizie raccolte incident dai Trattati di filosofia generale con qualche scorsa data alla Magia naturale del porta
alle tre storie lapidum animali plantarum del Cardano dal Trattato delle Erbe delle piante degli animali D'Alberto Magno a Qualche altra opera di minor conto sapeva a tempo trattenere una conversazione ragionando delle Virtù più mirabili e delle curiosità più singolari di molti semplici descrivendo esattamente le forme e le abitudini delle sirene e dell'unica Fenice spiegando come la salamandra stia nel fuoco senza bruciare come la remora quel pesciolino abbia la forza e l'abilità di fermare di punto in bianco in altto mare qualunque gran nave come le Gocciole Della Rugiada diventi perle in seno delle conchiglie come il
camaleonte si Cipi d'aria come dal ghiaccio lentamente indurato con l'andar dei secoli si formi il cristallo e altri dei più meravigliosi segreti della natura in quelli della magia e della stregoneria S era internato di più trattando si dice il nostro anonimo di scienza molto più in voga e più necessaria e nella quale i fatti sono di molto maggiore importanza E più a mano da poterli verificare non c'è bisogno di dire che in un tale studio non aveva mai avuta altra Mira che dist istruirsi e di conoscere a fondo le pessime arti dei maliardi per potersene
guardare e difendere e con la scorta principalmente del gran Martino del Rio l'uomo della Scienza era in grado di discorrere ex professo del maleficio amatorio del maleficio sonnifero del maleficio ostile e dell' infinite specie che purtroppo dice Ancora l'anonimo si vedono in pratica la giornata di questi tre generi capitali di malie con effetti così dolor ugualmente vaste e fondate eran le cognizioni di Don Ferrante in fatto di storia specialmente universale nella quale i suoi autori erano il tarcagnota il dolce il Bugatti il Campana il guazzo i più riputati Insomma Ma cos'è mai la storia diceva
spesso Don Ferrante senza la politica una guida che cammina cammina con Nessuno dietro che impari la strada e per conseguenza Butta via i suoi passi Come la politica senza la storia è uno che cammina senza guida c'era Dunque nei suoi scaffali un palchetto assegnato agli statisti dove tra molti di piccola Mole e di fama secondaria spiccavano il bodino il Cavalcanti il Sansovino il Paruta il Boccalini due però erano i libri che Don Ferrante anteponer lunga In questa materia due che fino ad un certo tempo fu solito Chiamare i primi senza mai potersi risolvere a qual
dei due convenisse unicamente quel grado l'uno il principe e i discorsi del celebre segretario Fiorentino Mariolo Sì diceva Don Ferrante ma profondo l'altro la ragion di stato del non Men celebre Giovanni Botero galantuomo Sì diceva pure ma acuto ma poco prima del tempo nel quale è circoscritta la nostra storia era venuto fuori il libro che terminò la questione del primato passando avanti Anche all' opere di quei due Matador diceva Don Ferrante il libro in cui si trovan racchiuse come stillate tutte le malizie Per poterle conoscere e tutte le virtù Per poterle quel libro piccino ma
tutto d'oro in una parola lo stagista regnante di Don Valeriano Castiglione di quell'uomo celeberrimo di cui si può dire che i più gran letterati lo esaltavano a gara e i più gran personaggi facevano a rubarsi onorò come Noto di magnifiche Lodi che il Cardinal Borghese e il vicere di Napoli Don Pietro di Toledo sollecitarono a descrivere il primo i fatti di Papa Paolo V l'altro le guerre del rec cattolico in Italia l'uno e l'altro in di quell'uomo che Luigi X re di Francia Per suggerimento del Cardinal De Richelieu nominò suo storiografo a cui il duca
Carlo Emanuele di Savoia conferì la stessa carica in lode di cui per tralasciare altre gloriose testimonianze La duchessa Cristina figlia del cristianissimo re Enrico i potè in un diploma con molti altri titoli annoverare la certezza della fama che gli ottieni in Italia di primo scrittore dei nostri tempi Ma se in tutte le scienze suddette Don Ferrante poteva dirsi addotto una cenera in cui meritava e godeva il titolo di professore la scienza cavalleresca non solo ne ragionava con vero possesso ma pregato frequentemente Di intervenire in affari d'onore dava sempre qualche decisione aveva nella sua libreria e
si può dire in testa le opere degli scrittori più riputati in tal materia Paride Dal Pozzo Fausto da l Longiano l'ur Rea il Muzio Il Romei l'albergo il forno primo e il forno secondo di Torquato tas di cui aveva anche impronto e ad un bisogno sapeva citare a memoria tutti i passi così della Gerusalemme Liberata come della conquistata che possono far testu in Materia di Cavalleria l'autore però degli autori nel suo concetto era il nostro celebre Francesco Birago con cui si trovò anche più d'un volta a dar giudizio sopra casi d'onore e il quale Dal
canto suo parlava di Don Ferrante in termini di stima particolare e fin da quando venner fuori i discorsi cavallereschi di quell' Insigne scrittore Don Ferrante pronostic senza esitazione che quest'opera avrebbe rovinata l'autorità dello levano e Sarebbe rimasta insieme con l' altre sue Nobili sorelle come codice di primaria autorità presso ai posteri profezia dice l'anonimo che ognun può vedere come si sia avverata da questo passa poi alle lettere amene ma Noi cominciamo a dubitare se veramente il lettore abbia una gran voglia di andare avanti con lui in questa rassegna Anzi a temer di non aver già
boscato il titolo di copiator servile per noi e quello di seccatore da Dividersi con l'anonimo sull lodato per averlo bonariamente seguito fin qui in cose strane al racconto principale e nella quale probabilmente non sè tanto disteso che per R sfoggiare dottrina e far vedere che non era indietro del suo secolo però lasciando scritto quel che è scritto per Non perder la nostra fatica OM metteremo Il rimanente per rimetterci in strada Tanto più che ne abbiamo un bel pezzo da percorrere senza incontrare alcun dei nostri personaggi e uno più Lungo ancora prima di trovare quelli ai
fatti dei quali Certamente ore si interessa di più Se a qualche cosa si interessa in tutto questo Fino all'autunno del seguente anno 1629 rimasero Tutti chi per volontà chi per forza nello stato ad un dipresso in cui li abbiamo lasciati senza che ad alcuno accadesse né che alcun altro potesse far cosa degna d' essere riferita venne l'autunno in cui Agnese e Lucia avevan fatto conto di ritrovarsi Insieme ma un grande avvenimento pubblico mandò quel conto all'aria e fu questo certamente uno dei suoi più piccoli effetti seguirono poi altri grandi avvenimenti che però non portarono nessun
cambiamento notabile nella sorte dei nostri personaggi finalmente nuovi casi i più Generali i più forti più estremi arrivarono anche fino a loro fino agli infimi di loro Secondo la scala del mondo come un turbine Vasto incalzante vagabondo Scoscendere arruffato tetti scoprendo campanili abbattendo muraglie sbattendo qua e là I rottami sol anche i fuscelli nascosti tra l'erba va a cercare negli angoli le foglie passasse e leggeri che un minor vento vi aveva confinate e le porte in giro inolte nella sua rapina ora perché i fatti privati che ci rimangono da raccontare ries Scan Chiari dobbiamo assolutamente
premettere un racconto Alla meglio di quei pubblici prendendola anche da un po' più Lontano capitolo 28 dopo quella sedizione del giorno di San Martino e del seguente parve che L'abbondanza fosse tornata in Milano come per miracolo pane in quantità da tutti i Fornai il prezzo come nell' annate migliori le farine a proporzione coloro che in quei due giorni s'erano andati ad urlare o a fare anche qualcosa di più avevano ora Meno alcuni pochi stati presi di che lodarsi e non crediate che se ne stessero appena Cessato quel primo spavento delle catture sulle piazze sulle cantonate
nelle bettole era Un tripudio Palese un congratularsi e un vantarsi tra i denti d'averla trovata la maniera di far rinviare il pane in mezzo però alla festa e alla baldanza c'era e come non ci sarebbe stata un'inquietudine un presentimento che la cosa non avesse a durare assediavano i Fornai e i farinaio Come già avevan fatto in quell'altra fattizza e passeggera abbondanza Prodotta dalla prima tariffa d' Antonio Ferrer tutti consumavano senza risparmio chi aveva qualche quattrino da parte l' investiva in pane e in farine faceva al magazzino delle casse delle botticine le caldaie così facendo a
gara a goder del buon mercato presente ne rendevano non dico impossibile la lunga durata che giallo era per sé ma sempre più difficile anche la continuazione momentanea Ed ecco che il 15 di novembre Antonio Ferrer the orden de su Excelencia pubblicò una grida con la quale a chiunque avesse granaglie o farine in casa veniva proibito di comprarne né punto né poco e ad ognuno di comprar pane per più che il bisogno di due giorni sotto pene pecuniarie e corporali all'arbitrio di suo cellenza intimazione a chi toccava per uffizio e ad ogni persona di denunziare i
trasgressori ordini ai giudici di far ricerche nelle case che potessero venir loro indicate insieme però nuovo comando Ai Fornai di tener Le Botteghe ben fornite di pane sotto pena in caso di mancamento di 5 anni di galera ed maggiore all'arbitrio di sua eccellenza chissà immaginarsi una grida tale eseguita deve avere una bella immaginazione E certo Se tutte quelle che si pubblicavano in quel tempo erano eseguite Il Ducato di Milano doveva avere almeno tanta gente in mare quanta ne possa avere ora la Gran Bretagna sia come essersi voglia ordinando ai Fornai Di far tanto pane Bisognava
anche fare in modo che la materia del pane non mancasse loro s'era immaginato come sempre in tempo di carestia rinasce uno studio di ridurre in pane dei prodotti che d'ordinario si consumano sott' altra forma sdic immaginato di far entrare il riso nel composto del pane detto di Mistura il 23 di novembre grida che se gli ordini del Vicario e dei 12 di provvisione la metà del riso vestito risone lo dicevano qui e lo dicon Tutt'ora che ognuno possegga pena a chiunque ne disponga senza il permesso di quei signori la perdita della derrata e una multa
di tre scudi per Moggio Eh come ognun vede la più onesta ma questo riso bisognava pagarlo è un prezzo troppo sproporzionato da quello del pane il carico di supplire all'enorme differenza era stato imposto alla città ma ma il consiglio dei decurioni che l'aveva assunto per essa deliberò lo stesso giorno 23 di novembre di Rappresentare al governatore l'impossibilità di sostenerlo più a lungo e il governatore con grida del 7 di dicembre fissò il prezzo del riso suddetto a lire 12 il Moggio a chi ne chiedesse di più come a chi riosass di vendere intimò la perdita
della derrata e una multa altrettanto valore ed maggior pena pecuniaria e ancor corporale sino alla galera all'arbitrio di sua eccellenza secondo la qual de casiet delle persone al riso brillato Era già stato fissato il prezzo prima della sommossa come probabilmente la tariffa o per usare quella denominazione celeberrima negli annali moderni il Maximum del grano e dell altre granaglie più ordinarie sarà stato fissato con altre gride che non ciè avvenuto di vedere mantenuto così il pane e la farina a buon mercato in Milano ne veniva di conseguenza che dalla campagna corresse gente a processione a comprarne
Don Gonzalo per riparare a questo come Dice lui inconveniente proibì con un'altra grida del 15 di dicembre di portar fuori della città pane per più del valore di 20 soldi pena la perdita del pane medesimo e 25 scudi e in caso di inabilità di due tratti di corda in pubblico ed maggior pena ancora secondo il solito all'arbitrio di sua eccellenza il 22 dello stesso mese e non si vede perché così tardi pubblicò un ordine somigliante per le farine e per i grani la moltitudine avev Aveva voluto Far nascere L'abbondanza col saccheggio e con l'incendio il
governo voleva mantenerla con la galera e con la corda i mezzi erano convenienti tra loro Ma cosa avessero a che fare col fine il lettore lo vede come valessero infatto ad ottenerlo lo vedrà a momenti è poi facile anche vedere e non inutile l'osservare come tra quegli strani provvedimenti ci sia però una connessione necessaria ognuno era una conseguenza inevitabile dell'antecedente E tutti del primo che fissava al pane un prezzo così lontano dal prezzo reale da quello cioè che sarebbe risultato naturalmente dalla proporzione tra il bisogno e la quantità alla moltitudine un tale espediente è sempre
parso e ha sempre dovuto parere quanto conforme all'equità altrettanto semplice e agevole a mettersi in esecuzione è quindi cosa naturale che nell' angustia e nei patimenti della carestia essa lo desideri l' implori e se può l' imponga Di mano in mano Poi che le conseguenze si fanno sentire conviene che coloro a cui tocca vadano al riparo di ciascheduna con una legge la quale proibisca gli uomini di far quello a che eran portati dall'anta ad osservare qui di passaggio una combinazione singolare in un paese in un'epoca vicina nell'epoca la più clamorosa e la più notabile della
storia moderna si ricorse In circostanze simili a simili espedienti i medesimi si Potrebbe quasi dire nella sostanza con la sola differenza di proporzione e ad un dipresso nel medesimo ordine ad onta dei tempi tanto Cambiati e delle cognizioni cresciute in Europa e in quel paese forse più che altrove e ciò Principalmente perché la gran Massa Popolare alla quale quelle cognizioni non erano arrivate poter far prevalere a lungo il suo giudizio e forzare come colà si dice la mano a quelli che facevan la legge così Tornando a noi due Eran stati alla fin dei conti i
frutti principali della sommossa guasto e perdita effettiva di viveri nella sommossa medesima consumo finché durò la tariffa largo spensierato Senza Misura a spese di quel poco grano che pur doveva AB bastare fino alla nuova raccolta a questi effetti Generali s'aggiunga quattro disgraziati impiccati come capi del tumulto due davanti al forno delle grucce due in cima della strada dov'era la casa del Vicario di provvisione del Resto le relazioni storiche di quei tempi son fatte così a caso che non ci si trova neppur la notizia del come e del quando cessasse quella tariffa violenta se in mancanza
di notizie positive è lecito propor congetture noi incliniamo a credere che sia stata abolita poco prima o poco dopo il 24 di dicembre che fu il giorno di quell' esecuzione e in quanto alle gride dopo l'ultima che abbiamo citata del 22 dello stesso mese non ne troviamo altri in Materia di grasce sia Ess imperite o siano sfuggite alle nostre ricerche OSS siia finalmente che il governo disanimato se non ammaestrato dall'ineffabile storico inclinati com erano più a descriver grandi avvenimenti che a notarne le cagioni e il progresso Il Ritratto del paese e della città principalmente nell'inverno
avanzato e nella primavera quando la cagion del male La sproporzione cioè tra i viveri e il bisogno non distrutta Anzi Accresciuta da rimedi che ne sospesero temporariamente gli effetti e neppure da un'introduzione sufficiente di granaglie estere alla quale ostava l'insufficienza dei mezzi pubblici e privati la penuria dei paesi circonvicini la scars la lentezza e i vincoli del commercio e le leggi stesse tendenti a produrre e mantenere il prezzo basso Quando dico la cagion vera della carestia o per dir meglio la carestia stessa operava senza ritegno e con tutta la sua forza Ed ecco La copia
di quel ritratto doloroso ad ogni passo botteghe chiuse le fabbriche in gran parte deserte le strade un indicibile spettacolo un corso incessante di miserie un soggiorno perpetuo di patimenti gli accattoni di mestiere diventati ora il minor numero confusi e perduti in una nuova moltitudine ridotti a litigar l'elemosina con quelli talvolta da cui in altri giorni l'avevan ricevuta Garzoni e giovani licenziati da Padroni di bottega che scemato mancato a fatte il guadagno giornaliero vivevano ostentatamente degli avanzi e del capitale dei padroni stessi per cui il cessar delle faccende era stato fallimento E rovina operai e anche
maestri d'ogni manifattura ed ogni arte delle più comuni come delle più raffinate delle più arie come quelle di lusso vaganti di porta in porta di strada in strada appoggiati alle cantonate accovacciati sulle lastre Lungo le case e le chiese chiedendo pietosamente l'elemosina o esitanti tra il bisogno e una vergogna non ancor domata smunti spossati rabbrividiamo nei panni logori e scarsi Ma che in molti serbavano ancora i segni di un'antica agiatezza come nell'inerzia e nell'avvento compariva Non so quale indizio d' abitudini operose e Franche scolati tra la deplorabile Turba e non piccola parte di essa servitori
licenziati da padroni Caduti Allora Dalla mediocrità nella strettezza o che quantunque facoltosi si trovavano inabili in una tale annata a mantenere quella solita pompa di seguito e a tutti questi diversi indigenti s'aggiunga un numero d'altri avvezzi in parte a viver del guadagno di essi bambini donne vecchi aggruppare parti distinguevano ai ciuffi arruffati ai Cenci sfarzosi o anche ad un certo non so che nel portamento e nel gesto a quel Marchio che Le consuetudini stampano sui visi tanto più rilevato e chiaro quanto più sono strane molti di quella genia de bravi che perduto per la condizione
comune quel loro pane scellerato ne andavan chiedendo per carità domati dalla fame non gareggiando con gli altri che di preghiere spauriti incantati si strascica per le strade che avevan per tanto tempo passeggiate a testa alta con i sguardo sospettoso e feroce vestiti di livree ricche e bizzarre con gran penne Guarniti di ricche armi attillati profumati e paravano umilmente la mano che tante volte avevano alzata insolente a minacciare o traditrice a ferire ma forse il più brutto e insieme il più compassionevole spettacolo erano i contadini scompagnati a coppie a famiglie intere mariti mogli con bambini in
collo o attaccati dietro le spalle con ragazzi per la con vecchi dietro alcuni che invase spogliate le loro case dalla soldatesca alloggiata lì o di Passaggio ne eran fuggiti disperatamente e tra questi ce n'era di quelli che per far più compassione E come per distinzione di miseria facevan vedere i lividi e le margini dei colpi ricevuti nel difender quelle loro Poche ultime provvisioni o scappando da una sfrenatezza cieca e brutale altri andati esenti da quel flagello particolare ma spinti da quei due da cui nessun angolo era stato immune la sterilità e le gravezze più esorbitanti
che mai per Soddisfare ciò che si chiamava i bisogni della guerra eran venuti venivano alla città come a sede antica e ad ultimo asilo di ricchezza e di Pia munificenza si potevan distinguere gli arrivati di fresco più ancora che all'andare incerto e all'aria nuova a un fare maravigliato e indispettito di trovare una tal piena una tale rivalità di miseria al termine dove avevan creduto di comparire oggetti singolari di compassione e da tiare a sé gli sguardi e i soccorsi gli altri che Da più o Men tempo giravano e abitavano le strade della città tenendosi ritti
coi sussidi ottenuti o Toccati come in sorte in una tanta sproporzione tra i mezzi e il bisogno avevan dipinta nei volti e negli atti una più cupa e stanca costernazione vestiti diversamente quelli che ancora si potevan dir vestiti e diversi anche nell'aspetto facce davate Del Basso paese abbronzate del Pian di mezzo e delle colline sanguigne di Montanari ma tutte affilate e Stravolte tutte con occhi incavati con i sguardi fissi tra il torvo e l'insensato arruffati i capelli lunghe e irsute le barbe corpi cresciuti e induratio ora dal disagio raggrinzato la pelle sulle braccia auste e
sugli stinchi e sui Petti scarni che si vedevan di mezzo ai Cenci scomposti e diversamente ma non meno doloroso di questo aspetto di vigore abbattuto l'aspetto d' una natura più presto vinta d'un languore e d'uno sfinimento più Abbandonato nel sesso e nell'età più deboli qua e là per le strade resente ai muri delle case qualche po' di paglia pesta trita e mista di mondo ciarpe e una tal porcheria era però un dono e uno studio della Carità eran Covili apprestati a qualche dono di quei Meschini per posarci il capo la notte ogni tanto ci si
vedeva anche di giorno giacere o sdraiarsi taluno a cui la stanchezza o il digiuno aveva levate le forze e Tronche le gambe qualche volta quel tristo letto portava un cadavere qualche volta si vedeva uno cader come un cencio all'improvviso e rimaner cadavere sul selciato accanto a qualche d'uno di quei Covili si vedeva pure chinato qualche passeggero vicino attirato da una confession subitanea in qualche luogo appariva un soccorso ordinato con più lontana previdenza mosso da una mano ricca di mezzi e avvezza a beneficare in grande ed era la mano del buon Federico Aveva scelto sei preti
nei quali Una carità viva e perseverante fosse accompagnata e servita da una complesse robusta li aveva divisi in coppie e ad ognuna assegnata una terza parte della città da percorrere con dietro Facchini carichi di vari cibi d' altri più sottili e più pronti ristorativi e di vesti ogni mattina le tre coppie si mettevano in strada da diverse parti si' avvicinavano a quelli che vedevano abbandonati per terra e davano a Ciascheduno aiuto secondo il bisogno taluno Già agonizzante non più in caso di ricevere alimento riceveva gli ultimi soccorsi e le consolazioni della religione agli Amati dispensavano
minestra ova pane vino ad altri estenuati da più antico digiuno porgevano consumati stilla vino più generoso riav andoli prima se faceva di bisogno con cose spiritose insieme distribuivano vesti alle nudità più sconce e più dolorose Né qui finiva alla loro assistenza il buon pastore Aveva voluto che almeno dovesse potesse arrivare recasse un sollievo efficace e non momentaneo ai poveri a cui quel primo ristoro avesse rese forze bastanti per reggersi e per camminare davano un po' di denaro affinché il bisogno Rinascente e la mancanza ad altro soccorso non li rimettesse ben presto nello stato di prima
agli altri cercavano ricovero e mantenimento in qualche casa delle più Vicine in quelle dei benestanti erano perlopiù ricevuti per carità e come raccomandati dal Cardinale in altre Dove alla buona volontà mancassero i mezzi chiedeva quei preti che il poverino fosse ricevuto a dozzina fissavano il prezzo e ne sbors Avan subito una parte a conto davano poi di questi ricoverati la nota ai parrochi a ciò che li visitassero e tornavano essi medesimi a visitarli non c'era bisogno di dire che Federico non restringeva le sue Cure a Questa estremità di patimenti né l'aveva aspettata per commuoversi quella
carità ardente e versatile doveva tutto sentire in tutto ad oprar Sii a correre dove non aveva potuto prevenire prender per dir così tante forme in quante variava il bisogno Infatti radunando tutti i suoi mezzi rendendo più rigoroso il risparmio mettendo mano a risparmi destinati ad altre liberalità divenute ora di un'importanza troppo secondaria aveva cercato ogni maniera di far danari per Impiegarli tutti in soccorso degli affamati aveva fatte gran compre di granaglie e spedit nee una buona parte ai luoghi della diocesi che neran più scarsi ed essendo il soccorso troppo inferiore al bisogno mò anche del
sale con cui dice raccontando la cosa Il Ripamonti le erbe del Prato e le cortecce degli alberi si convertono in cibo granaglie pure danari aveva distribuiti ai parrochi della città lui stesso la visitava quartiere per Quartiere dispendi elemosine soccorreva in segreto molte famiglie povere nel palazzo arcivescovile come attesta uno scrittore contemporaneo il medico Alessandro Tadino in un suo ragguaglio che avremo spesso occasion di citare andando avanti si distribuivano ogni mattina 2000 scodelle di minestra di riso ma questi effetti di carità che possiamo Certamente chiamar Grandiosi quando si consideri che venivano da un solo uomo e
dai soli suoi mezzi Giacché Federico rusava per sistema di farsi dispensatore delle liberalità altrui questi insieme con le liberalità ad altre mani private se non così feconde pur numerose insieme con le sovvenzioni che il consiglio dei decurioni aveva decretate dando al tribunal di provvisione l'incombenza di distribuirle erano ancora poca in paragone del bisogno mentre ad alcuni Montanari vicini a morir di fame veniva per la carità del Cardinale prolungata la vita Altri arrivavano a quell'estremo i primi finito quel misurato soccorso ci ricadevano in altre parti non dimenticate Ma posposte come meno angusti da Una carità costretta
a scegliere l' angustie divenivano mortali per tutto si periva da ogni parte s' accorreva alla città qui in due migliaia ammettiamo d'a affamati più robusti ed esperti a superare la concorrenza e a farsi Largo avevano acquistato una minestra tanto da non morire in quel Giorno ma più altre migliaia rimanevano indietro invidiando quei diremo noi più fortunati quando tra i rimasti indietro c'erano spesso le mogli i figli i padri loro e mentre in alcune parti della città alcuni di quei più abbandonati e ridotti all'estremo venivan levati di terra rianimati ricoverati e provveduti per qualche tempo in
100 altre parti altri cadevano languivano o anche spavanju zio confuso di voci Supplichevoli la notte un susurro di gemiti rotto di quando in quando da alti lamenti scoppiati all'improvviso da urli da accenti profondi di invocazione che terminavano in strida acute è cosa notabile che in un tanto eccesso di stenti in una tanta varietà di querele non si vedesse mai un tentativo non G scappasse mai un grido di sommossa almeno non se ne trova il minimo cenno eppure tra coloro che vivevano e morivano in quella maniera C'era un buon numero d' uomini educati a tutt'altro che
a tollerare c'erano a centinaia di quei medesimi che il giorno di San Martino s'erano tanto fatti sentire Né si può pensare che l'esempio dei quattro disgraziati che ne avevan portata la pena per tutti fosse quello che ora li tenesse tutti a freno qual forza poteva avere non la presenza ma la memoria dei supplizi sugli animi di una altitudine Vagabonda e riunita che si vedeva come condannata ad un lento Supplizio che già lo pativa Ma noi uomini siamo in generale fatti così ci rivoltiamo sdegnati e furiosi contro i mali Mezzani e ci curviamo in silenzio sotto
gli estremi sopportiamo non Rassegnati ma stupidi il colmo di ciò che da principio avevamo chiamato insopportabile il voto che la mortalità faceva ogni giorno in quella deplorabile moltitudine veniva ogni giorno più che riempito er un concorso continuo prima da Paesi circonvicini poi da tutto il Contado poi dalle città dello stato alla fine anche da altre e intanto anche da questa partivano ogni giorno antichi abitatori alcuni per sottrarsi alla vista di tante piaghe altri vedendosi per dir così preso il posto da nuovi concorrenti d'accatto uscivano ad un'ultima disperata prova di chieder soccorso altrove dove si fosse
Dove almeno non fosse così fitta e così incalzante la folla e la rivalità del chiedere si incontravano nell'opposto Viaggio questi e quei Pellegrini spettacolo di ribrezzo gli uni agli altri e saggio doloroso augurio sinistro del termine a cui gli uni e gli altri erano incamminati Ma seguitavano ognuno la sua strada Se non più per la speranza di mutar sorte almeno per non tornar sotto un cielo divenuto odioso Per non rivedere i luoghi dove avevan disperato se non che taluno mancandogli affatto le forze cadeva per la strada e rimaneva lì morto spettacolo ancor più fonestar di
Miseria a oggetto d'orrore forse di rimprovero agli altri passeggeri vidi io scrive il Ripamonti nella strada che gira le mura il cadavere d' una donna Le usciva di bocca dell'erba a mezza rosicchiata e le labbra facevano ancora quasi un atto di sforzo rabbioso aveva un fagottino in spalla e attaccato con le fasce al petto un bambino che piangendo chiedeva la Poppa ed eran sopraggiunte persone compassionevoli le quali raccolte in meschinello di terra Lo portavan via adempiendo così in il primo uffizio materno quel contrapposto di Gale e Di Cenci di superfluità e di miseria spettacolo ordinario
dei tempi ordinari era Allora affatto cessato i Cenci e la miseria eran quasi per tutto e ciò che se ne distingueva era appena un'apparenza di Parca mediocrità si vedevano i nobili camminare in abito semplice e dimesso anche logoro e gretto alcuni perché le cagioni comuni della Miseria avevan mutata a quel segno anche la loro fortuna ho dato Il tracollo a patrimonio già sconcertati gli altri o che temessero di provocare col Fasto la pubblica disperazione o che si vergognassero di insultare alla pubblica calamità quei prepotenti odiati e rispettati soliti ad andare in giro con uno strascico
di bravi andavano ora quasi soli a capobasso con visi che parevano offrire e chieder pace altri che nella prosperità erano stati di Pensieri più umani e di portamenti più Modesti e parevano anch'essi confusi costernati e come sopraffatti dalla vista continua ad una miseria iia che sorpassava non solo la possibilità del Soccorso ma direi quasi le forze della compassione chi aveva il modo di far qualche lemos doveva però fare una trista scelta tra fame e fame tra urgenze e urgenze e appena si vedeva una mano pietosa avvicinarsi allaa mano d' un infelice nasceva all'intorno una gara
D' altri infelici coloro a cui rimaneva più vigore si facevano avanti a chieder con più istanza gli estenuati i vecchi i fanciulli alzavano le mani scarne le madri alzavano e facevan veder da lontano i bambini piangenti mal rinv voltati nelle fasce cenciose e ripiegati per l'ore nelle loro mani così passò l'inverno e la primavera e già da qualche tempo il tribunale della sanità andava rappresentando a quello della provvisione il pericolo del Contagio che sovrastava alla città per tanta miseria ammata in ogni parte di essa e proponeva che gli accattoni venissero raccolti in diversi Ospizi mentre
si questa proposta mentre S approva mentre si pensa ai mezzi ai modi ai luoghi per mandarla ad effetto i cadaveri crescono nelle strade ogni giorno più a proporzione di questo cresce Tutto l'altro ammasso di miserie nel tribunale di provvisione vien proposto come più facile e più Speditivo un altro ripiego di radunare tutti gli accattoni sani e infermi in un suo luogo nel lazzeretto dove fosser mantenuti e curati a spese del pubblico e così viene risoluto contro il parere della sanità la quale opponeva che in una così gran riunione sarebbe cresciuto il pericolo a cui si
voleva mettere riparo il lazzeretto di Milano se per caso questa storia capitasse nelle mani di qualcheduno che non lo conoscesse né di vista né per descrizione è un recinto Quadrilatero E quasi quadrato fuori della città a sinistra della porta detta orientale distante dalle mura lo spazio della Fossa d' una strada di circonvallazione e d' una Gora che gira il recinto medesimo i due lati maggiori sono lunghi ad un dipresso 500 passi gli altri due forse 15 meno tutti dalla parte esterna son divisi in piccole stanze di un piano solo di dentro gira intorno a tre
di essi un Portico continuo a volta Sostenuto da piccole magre colonne le stanzine eran 288 o giù di lì a nostri giorni una grande apertura fatta nel mezzo e una piccola in un canto della facciata del lato che costeggia la strada maestra ne hanno Port via non so quante al tempo della nostra storia non c'eran che due entrature una Nel mezzo del lato che guarda le mura della città l'altra di rimpetto nell'opposto nel centro dello spazio Interno c'era e c'è tutt'ora una piccola chiesa ottangolo destinazione di tutto l'edifizio cominciato nell'anno 1489 coi danari di un
lascito privato continuato poi con quelli del pubblico e d' altri testatori e donatori fu come l'ac cenna il nome stesso di ricoverare VII all'occorrenza gli ammalati di peste la quale già molto prima di quell'epoca era solita e lo fu per molto tempo dopo a comparire quelle 2 4 6 8 volte per secolo ora in questo Ora in quel paese d'Europa prendendone talvolta una gran parte o anche scorrendola tutta per il lungo e per il Largo nel momento di cui parliamo il lazzeretto non serviva che per deposito delle mercanzie soggette a contumacia ora per metterlo in
libertà non si stette al rigor delle leggi sanitarie e fatti in fretta in fretta le purghe e gli esperimenti prescritti si rilasciarono tutte le mercanzie ad un tratto si fece stender della Paglia in Tutte le stanze si fecero provvisioni di viveri della qualità e Nella quantità che si Potte e si invitarono con pubblico editto tutti gli accattoni a ricoverarsi lì molti vi concorsero volontariamente tutti quelli che giacevano infermi per le strade per le piazze ci vennero trasportati in pochi giorni ci fu tra gli uni e gli altri più di 3000 ma molti di più furon
quelli che restarono fuori o che ognun di loro Aspettasse di vedere gli altri andarsene e di rimanere in pochi a goder le le mosine della città o fosse quella naturale ripugnanza alla clausura o quella diffidenza dei poveri per tutto ciò che vien loro proposto da chi possiede le ricchezze e il potere diffidenza sempre proporzionata all'ignoranza comune di chi la sente E di chi l' ispira al numero dei poveri al poco giudizio delle leggi o il saper di fatto quale fosse in realtà il benefizio Offerto o fosse tutto questo insieme o che altro Il Fatto sta
che la più parte non facendo conto dell'invito continuavano a strascicare stentando per le strade visto ciò si crede bene di passar dall'invito alla forza si mandarono in ronda Birri che cacciasse gli accattoni All lazzeretto e vi manassero legati quelli che resistevano per ognun dei quali fu assegnato a coloro il premio di 10 soldi Ecco che se nelle maggiori strettezze i danari del Pubblico si trovavano sempre per impiegarli a sproposito e quantunque come era stata congettura Anzi intento espresso della provvisione un certo numero d' accattoni sfrattate dalla città per andare a vivere o a morire altrove
in libertà almeno pure la caccia fu tale che in poco tempo il numero dei ricoverati tra ospiti e prigionieri s'accostò a 10.000 le donne e i bambini si vuol supporre che saranno stati messi in quartieri separati benché le memorie Del tempo non ne dica nulla regole poi e provvedimenti per il buon ordine non ne saranno Certamente mancati Ma si figuri ognuno qual ordine potesse essere stabilito e mantenuto in quei tempi Specialmente in quelle circostanze in una così vasta e varia riunione dove coi volontari si trovavano i forzati con quelli per cui l'accattivante all'ozio alla truffa
allo scherno alla violenza come stessero poi tutti insieme D'alloggio e divitto si potrebbe tristamente congetturare quando non avessimo notizie positive Ma le abbiamo dormivano a montati a 20 a 30 per ognuna di quelle cellette o accovacciati sotto i portici su un po' di paglia putrida e fetente o sulla nuda terra perché S era bensì ordinato che la paglia fosse fresca e a sufficienza è cambiata spesso ma in effetto era stata cattiva scarsa e non si cambiava s'era ugualmente ordinato che il pane fosse di Buona qualità Giacché quale istratore ha mai detto che si faccia e
si dispensi roba cattiva ma ciò che non si sarebbe ottenuto nelle circostanze solite anche per un più ristretto servizio come ottenerlo in quel caso e per quella moltitudine Si disse Allora come troviamo nelle memorie che il pane del lazzeretto fosse alterato con sostanze pesanti e non nutrienti ed è purtroppo credibile che non fosse uno di quei lamenti in aria d'acqua perfino c'era Scarsità d'acqua voglio dire viva e salubre il pozzo comune doveva esser la Gora che gira alle mura del Recinto bassa lenta dove anche mostos e divenuta poi Quale poteva renderla l'uso e la vicinanza
ad una tanta e tal moltitudine a tutte queste cagioni di mortalità tanto più attive che operavano sopra corpi ammalati o ammal zzati s'aggiunga una gran perversità della stagione piogge ostinate seguite da una siccità ancor più ostinata e con essa un caldo Anticipato e violento ai mali S aggiunga il sentimento dei mali la noia e la smania della prigionia la Rimembranza delle antiche abitudini il dolore di cari perduti la memoria inquieta di cari assenti il tormento e il ribrezzo vicendevole tant altre passioni d'abbattimento o di rabbia portate o nate là dentro l'apprensione Poi è lo spettacolo
continuo della morte resa frequenta da tante cagioni è divenuta essa medesima una nuova e Potente cagione e non farà stupore che la morte crescesse e regnasse in quel recinto a segno di prendere aspetto e presso molti nome di pestilenza sia che la riunione l'aumento di tutte quelle cause Non facesse che aumentare l'attività di un'influenza puramente epidemica sia come parche avvenga nelle carestie anche Men gravi e men prolungate di quella che vi avesse luogo un certo contagio il quale nei corpi affetti e preparati dal disagio e dalla Cattiva qualità degli alimenti dalle intemperie dal sudiciume dal
travaglio e dall' momento trovi la tempera per dir così e la stagione sua propria le condizioni necessarie insomma per nascere nutrirsi e moltiplicare Se ad un ignorante è lecito buttarla queste parole dietro l'ipotesi proposta da Alcuni fisici e riproposta da ultimo con molte ragioni e con molta riserva da uno diligente quanto ingenuo sia poi che il contagio scoppiasse da principio nell Lazzeretto medesimo come da un OS scura e in esatta relazione parché pensassero i medici della sanità sia che vivesse e andasse comando prima d'allora ciò che par forse più verosimile chi pensi come il disagio
era già antico e generale e la mortalità già frequente e che portato in quella folla permanente Vi si propagasse con nuova e terribile rapidità qualunque di queste congetture sia la vera il numero giornaliero dei morti nel lazzeretto oltrepassò in poco Tempo il centinaio mentre in quel luogo tutto il resto era langore angoscia spavento rammarichi fremito nella provvisione era vergogna stordimento e incertezza si discusse si sentì il parere della sanità non si trovò altro che di disfare ciò che s'era fatto con tanto apparato con tanta spesa con tante vessazioni s' aprì il lazzeretto si licenziarti i
poveri non ammalati che ci rimanevano e che scapparono fuori con gioia fibona la Città tornò a risonare dell'Antico lamento ma più debole e interrotto rivide quella turba più rada e più compassionevole dice il Ripamonti per il pensiero del come fosse di tanto scemata gli infermi furono trasportati a Santa Maria della stella Allora Ospizio di poveri dove la più parte perirono Intanto però cominciavano quei Benedetti campi ad imbiondire gli accattoni venuti dal Contado se ne andarono ognuno dalla sua parte a quella tanto sospirata Segatura il buon federigo gli accat con un ultimo sforzo e con un
nuovo ritrovato di carità ad ogni contadino che si presentasse all'arcivescovado fece dare un Giulio e una falce da mietere con la messe finalmente cessò la carestia la mortalità epidemica o contagiosa scemando di giorno in giorno si prolungò Però fin nell'autunno era sul finire quand Ecco un nuovo flagello molte cose importanti di quelle A cui più specialmente si dà titolo di storiche erano accadute in questo frattempo il Cardinal di Richelieu presa come si è detto all Roccella abborracciato alla meglio una pace col re d'Inghilterra aveva proposto e persuaso con la sua potente parola nel consiglio di
quello di Francia che si soccorrere efficacemente il duca di never e aveva insieme determinato il REM medesimo a condurre in persona la spedizione mentre si facevan Gli Apparecchi il conte di Nasso commissario Imperiale intimava in Mantova al nuovo Duca che desse gli stati in mano a Ferdinando o questo manderebbe un esercito ad occuparli il duca che in più disperate circostanze si era schermitori ora dal vicino soccorso di Francia tanto più se ne scherm arriva però con termini in cui il no fosse rigirato e allungato quanto si poteva e con proposte di sommissione anche più apparente
ma meno costosa Il commissario Se n'era andato protestando che si verrebbe alla forza in marzo il Cardinal di richelot era poi calato infatti col re alla testa ad un esercito aveva chiesto il passo al Duca di Savoia s'era trattato Non s'era concluso Dopo uno scontro col vantaggio dei Francesi s'era trattato sto di nuovo e concluso un accordo nel quale il duca tra l'altre cose aveva stipulato che il Cordova leverbox parendogli anche ad uscirne con poco aveva levato l'assedio da Casale Dove era subito entrato un corpo di francesi a rinforzarla guarnigione Fu in questa occasione che
l' chillini scrisse al Re Luigi quel suo famoso sonetto sudate o Fochi a preparar metalli e una altro con cui l' esortava a portarsi subito alla Liberazione di Terra santa ma è un destino che i pareri dei Poeti non siano ascoltati e se nella storia Trovate dei fatti conformi a qualche loro suggerimento dite pur francamente che eran cose risolute prima il Cardinal Di Richelieu aveva invece stabilito di ritornare in Francia per affari che a lui parevano più urgenti Girolamo Soranzo inviato dai Veneziani Potte bene addurre ragioni per combattere quella risoluzione che il re e il
cardinale dando retta alla sua prosa come ai versi della chillini se ne ritornarono col grosso dell'esercito lasciando soltanto 6000 uomini in Susa per mantenere il passo e per caparra del trattato Mentre quell'esercito se ne Andava da una parte quello di Ferdinando si avvicinava dall'altra aveva invaso il paese dei Grigioni e la Valtellina si disponeva a calar n il milanese oltre tutti i danni che si potevan temere da Un tal passaggio eran venuti espressi avvisi al Tribunale della sanità che in quell'esercito casse la peste della quale allora nelle truppe alle Manne c'era sempre qualche sprazzo Come
dice il varchi parlando di quella che un saol L'Avanti avevan portata in Firenze Alessandro Tadino uno dei conservatori della sanità eran sei oltre il presidente quattro magistrati e due medici fu incaricato dal tribunale come racconta lui stesso in quel suo ragguaglio già citato di rappresentare al governatore lo spaventoso pericolo che sovrastava al paese se quella gente Ci passava per andare all'assedio di Mantova Come si era sparsa la voce da tutti i portamenti di Don Gonzalo pare che avesse una gran smania ad Acquistarsi un posto nella storia la quale Infatti non potè non occuparsi di lui
ma come spesso le accade non conobbe o non si Curò di registrare l'atto di lui più degno di memoria la risposta che diede al Tadino in quella circostanza rispose che non sapeva cosa farci che i motivi di interesse e di riputazione per i quali S era mosso quell'esercito pesavano più che il pericolo rappresentato che con tutto ciò si cercasse di riparare alla meglio e Sperasse nella Provvidenza per riparar dunque alla meglio i due medici della sanità il Tadino suddetto e senatore Settala figlio del celebre Lodovico proposero in quel tribunale che si proibisse sotto severissime pene
di comprar roba di nessuna sorte dai soldati che eran per passare ma non fu possibile far intendere la necessità d'un tal ordine al presidente uomo dice il Tadino di molta bontà che non poteva credere Dovesse succedere incontri di morte di tante migliaia di persone per il commercio di questa gente e loro robe citiamo questo tratto per uno dei singolari di quel tempo Che di certo da che ci son tribunali di sanità non accade mai ad un altro presidente d' Un tal corpo di fare un ragionamento simile se ragionamento si può chiamare in quanto a Don
Gonzalo poco dopo quella risposta se ne andò da Milano e la partenza fu trista per lui come lo era La cagione veniva rimosso per i cattivi successi della guerra della quale era stato il promotore capitano e il popolo lo incolpava della fame sofferta sotto il suo governo quello che aveva fatto per la peste o non si sapeva o certo nessuno se ne inquietava come vedremo più avanti fuorché il tribunale della sanità e i due medici specialmente all'uscire Dunque in carrozza da viaggio dal palazzo di Corte in mezzo ad una guardia Da la bardieri con due
Trombetti A cavallo davanti e con altre due carrozze di nobili che gli facevan seguito fu accolto con gran fischiate da ragazzi che erano radunati sulla piazza del du Uo E che gli andaron dietro alla rinfusa entrata la comitiva nella strada che conduce a Porta Ticinese di dove si doveva uscire cominciò a trovarsi in mezzo ad una folla di gente che parte era lì ad aspettare e parte accorreva Tanto più che i Trombetti uomini di formalità non cessarono di suonare dal Palazzo di corte fino alla porta e nel processo che si fece poi su quel tumulto
uno di costoro ripreso che con quel suo trombett fosse stato cagione di farlo crescere rispondere Caro signore Questa è la nostra professione e se sua eccellenza non avesse avuto a caro che noi avessimo sonato doveva comandar che tessimoda che mostrasse timore o per timore di render con questo più Ardita la moltitudine o perché fosse in effetto un po' sbalordito non dava nessun ordine La moltitudine che le guardie avevan tentato invano di respingere precedeva circondava seguiva le carrozze gridando lava via la carestia va via il sangue dei poveri e peggio quando furon vicini alla porta cominciarono
anche a tirar sassi mattoni torsoli bucce d'ogni sorte la munizione solita Insomma di quelle spedizioni una parte corse sulle mura e di là fecero un'ultima Scarica sulle carrozze che uscivano subito dopo si sbandarsi mandato il marchese Ambrogio Spinola il cui nome aveva già acquistata nelle guerre di Fiandra quella celebrità militare che ancora gli rimane intanto l'esercito Alemanno sotto il comando supremo del conte rambaldo di Collalto altro condottiere italiano di minore ma non d'ultima fama aveva ricevuto l'ordine definitivo di portarsi all'impresa di Mantova e nel mese di settembre entrò nel Ducato di Milano la milizia a
quei tempi era ancor composta in gran parte di soldati di Ventura Arrola da condottieri di mestiere per commissione di questo o di quel principe Qualche volta anche per loro proprio conto e per vendersi poi insieme con essi più che dalle paghe erano gli uomini attirati a quel mestiere dalle speranze del saccheggio e da tutti gli allettamenti della licenza disciplina stabile e generale non ce n'era neé avrebbe potuto accordarsi così facilmente con l'autorità in parte indipendente dei vari condottieri questi Poi in particolare ne erano molto raffinatori infatto di disciplina né anche volendo si vede come avrebbero
potuto riuscire a stabilirla e a mantenerla che soldati di quella razza o si sarebbero rivoltati contro un condottiere novatore che si fosse messo in testa ad abolire Il saccheggio o perlomeno l'avre lasciato solo a guardare le bandiere oltre di ciò siccome i principi nel prendere per dir così ad affitto quelle bande guardavano Più ad aver gente in quantità per assicurar le imprese che a proporzionare il numero alla loro facoltà di pagare per il solito molto scarsa così le paghe venivano per lo tarde a conto a Spizzico e le spoglie dei paesi a cui la toccava
ne divenivano come un supplimento tacitamente convenuto È celebre poco meno del nome di wallenstein quella sua sentenza esser più facile mantenere un esercito di 100.000 uomini che uno di 12.000 e questo di cui parliamo era in Gran parte composto della gente che sotto il suo comando aveva desolata la Germania in quella guerra celebre tra le guerre e per sé e per i suoi effetti che ricevette poi il nome da 30 anni della sua durata E allora ne correva l'un decimo c'era anzi condotto da un suo luogo Tenente il suo proprio Reggimento degli altri condottieri la
più parte aveva comandato sotto di lui e ci si trovava più d'uno di quelli che 4 anni dopo dovevano aiutare a fargli far Quella cattiva fine che ognun sa eran 28.000 Fanti e 7000 cavalli e scendendo dalla Valtellina per portarsi nel mantovano dovevan seguire tutto il corso che fa ladda per due rami di lago e poi di nuovo come fiume fino al suo sbocco in po' e dopo avevano un buon tratto di questo da costeggiare in tutto otto giornate nel Ducato di Milano una gran parte degli abitanti si rifugiavano su per i monti portandovi quel
che aveva di meglio e Cacciandra rimanevano o per non abbandonar qualche ammalato o per preservar la casa dall'incendio o per tener d'occhio cose preziose nascoste sotterrate altri perché non aveva nulla da perdere O anche faceva conto da acquistare quando la prima squadra arrivava al paese della fermata si spandeva subito per quello e per i circon vicini e li metteva sacco addirittura ciò che c'era da godere o da portar via spariva Il rimanente lo Distruggevano o lo rovinavano i mobili diventavano legna le case stalle senza parlar delle busse delle ferite degli stupri tutti ritrovati tutte le
astuzie per salvarla roba riuscivano perlop più inutili qualche volta portavano danni maggiori i soldati gente ben più pratica degli stratagemmi anche di questa guerra frugavano per tutti i buchi delle case smur avano dir roccavo conoscevano facilmente negli Orti la terra smossa di fresco andarono fino su per i monti a Rubare il bestiame andarono nelle grotte guidati da qualche birbante del paese in cerca di qualche ricco che vi si fosse R impiattato lo strascin avano alla sua casa e con tortura di minacce e di percosse lo costringevano ad indicare il tesoro nascosto Finalmente se ne andavano
erano andati si sentiva da lontano morire il suono dei tamburi o delle trombe succedevano alcune ore d' una Quiete spaventata e poi un nuovo maledetto Batter di cassa un nuovo maledetto suon di trombe annunziava un'altra squadra questi non trovando più da far preda con tanto più furore facevano sperpero dell' resto bruciavano Le Botti votate da quelli gli usci delle stanze dove non c'era più nulla davan fuoco anche alle case e con tanta più rabbia si intende maltrattavano le persone e così di peggio in peggio per 20 giorni che in tante squadre Era diviso l'esercito Colico
fu la prima Terra del Ducato che Invasero quei demoni si gettarono poi sopra Bellano di là entrarono e si sparsero nella Val Sassina da sbocc arono nel territorio di Lecco capitolo 29 qui tra i poveri spaventati troviamo persone di nostra conoscenza chi non ha visto Don abondio il giorno che si sparsero tutti in una volta le notizie della Calata dell'esercito del suo avvicinarsi e dei suoi portamenti non sa bene cosa sia Imp Piccio e spavento vengono son 30 son 40 son 50.000 son diavoli sono Ariani sono anticristi hanno saccheggiato Corte Nuova han dato fuoco a
prima luna devastano introbbio Pasturo barso sono arrivati a balabbio domani son qui tali erano le voci che passavan di bocca in bocca e insieme Un correre un fermarsi a vicenda un consultare tumultuoso un'esitazione tra il fuggire e il restare un radunarsi di donne un metter le mani nei capelli Don bondio risoluto Di fuggire risoluto prima di tutti e più di tutti vedeva Però in ogni strada da prendere in ogni luogo da ricoverarsi ostacoli insuperabili e pericoli spaventosi Come fare esclamava dove andare i monti Lasciando da parte la difficoltà del cammino non eran sicuri già asser
saputo che i lanzichenecchi vi S arrampicavano come gatti dove appena avessero indizi o speranza di far preda il lago era grosso tirava un gran vento oltre di questo la più parte dei Barcaioli temendo ad essere forzati a tragar soldati o bagagli s'erano rifugiati con le loro barche all'altra riva alcune poche rimaste eran poi partite stracariche di gente e travagliate dal peso e dalla borrasca si diceva che pericol assero ogni momento Per portarsi lontano e fuori della strada che l'esercito aveva a percorrere non era possibile trovar né un calesse né un cavallo né alcun altro mezzo
a piedi Don bondion non avrebbe potuto Fare troppo cammino e temeva ad essere Raggiunto per strada il territorio bergamasco non era tanto distante che le sue gambe non ce lo potessero portare in una tirata ma si sapeva che era stato spedito in fretta da Bergamo uno squadrone di i cappelletti il quale doveva costeggiare il confine per tenere in sugge zione i lanzichenecchi e Quelli eran diavoli in carne né più né meno di questi e facevan dalla parte loro il peggio che potevano Il povero uomo correva stralunato e mezzo fuori di sé per la casa andava
dietro a Perpetua per concertare una risoluzione con lei ma Perpetua affaccendata a raccogliere il meglio di casa e a nasconderlo in soffitta o per i bugigattoli passava di corsa affannata preoccupata con le mani e con le braccia piene e rispond orora finisco di mettere questa roba al sicuro e poi faremo anche noi come fanno gli altri Don bondio voleva trattenerla e discuter con lei Vari Partiti Ma lei tra il da fare e la fretta e lo spavento che aveva anch'essa in corpo e la rabbia che le faceva quello del padrone era in tal congiuntura meno
trattabile Di quel che fosse stata mai si ingegnano gli altri ci ingegnero anche noi Mi scusi ma non è capace che di impedire crede lei che anche gli altri non abbiano una pelle da salvare che vengono per far la guerra a lei soldati potrebbe anche dare una mano in questi momenti invece di venir tra i Piedi e piangere ad impicciare con queste e simili risposte si sbrigava da lui avendo già stabilito finita che fosse alla meglio quella tumultuaria operazione di prenderlo per un braccio come un ragazzo e di trascinarlo su per una montagna lasciato così
solo s' affacciava alla finestra guardava attendeva gli orecchi e vedendo passar qualcheduno gridava con una mezza voce da pianto e mezza di rimprovero fate Questa carità al vostro povero curato di cercargli qualche cavallo qualche mulo qualche asino possibile che nessuno mi voglia aiutare Oh che gente Aspettatemi almeno che possa venire anch'io con voi aspettate ad essere 15 o 20 da condurmi via insieme Chio non sia abbandonato volete lasciarmi in mandei cani non sapete che sono luterani la più parte che ammazzare un sacerdote l'hanno per opera meritoria volete lasciarmi qui a ricevere Il martirio Oh che
gente oh che Gente ma chi diceva queste cose ad uomini che passavano curvi sotto il peso della loro Povera roba pensando a quella che lasciavano in casa spingendo le loro vaccher conducendoli dietro i figli carichi anch'essi quanto potevano e le donne con incollo quelli che non potevan camminare alcuni tiravano di lungo senza rispondere né guardare in su qualcheduno diceva eh Messere faccia anche lei come può fortunato lei che non ha da pensare alla famiglia s' aiuti si ingegni No Povero me esclamava Don bondio Oh che gente che cuori non c'è carità ognun pensa a sé
a me nessun vuol pensare e tornava in cerca di Perpetua No appunto gli disse questa e i danari come faremo gli di a me che anderò a sotterrarlo qui nell'orto di casa insieme con le posate ma ma ma dia qui tenga qualche soldo per quel che può occorrere poi lasci fare a me Don Bond dibidi andò allo Scrigno cavò il suo Tesoretto e lo consegnò Perpetua la Quale disse vo a sotterrarlo ricomparve poco dopo con un paniere dove c'era della munizione da bocca e con una piccola gerla vota si mise in fretta a collocarvi nel
fondo un po' di biancheria sua e del padrone dicendo Intanto il breviario almeno lo porterà lei Ma dove andiamo dove vanno tutti gli altri prima di tutto andremo in strada e la sentiremo e vedremo cosa convenga di fare in quel momento entrò Agnese con una gerl Leta sulle spalle e In aria di chi viene a fare una proposta importante Agnese risoluta anche lei di non aspettare ospiti di quella sorte sola in casa com'era e con ancora un po' di quell'oro dell'Innominato era stata qualche tempo in forse del luogo dove ritirarsi il residuo appunto di quegli
scudi che nei mesi della fame le avevan fatto tanto pro era la cagion principale della sua angustia e della sua irresoluta sentito che nei paesi già Invasi quelli che avevano danari si erano trovati a più terribil condizione esposti insieme alla violenza degli stranieri E all'inidoneità e del bene piovuto le Come si dice dal cielo non aveva fatta la confidenza a nessuno forch a Don abondio dal quale andava volta per volta a farsi spicciola uno scudo lasciandogli sempre qualcosa da dare a qualcheduno più povero di lei ma i danari nascosti specialmente chi non è avvezzo a
Maneggiarle molti tengono il possessore in un sospetto continuo del sospetto altrui Ora mentre andava anchessa R impiattato qua e là alla meglio ciò che non poteva portar con sé e pensava agli scudi che teneva cuciti nel Busto si rammentò che insieme con essi l'innominato le aveva mandate le più larghe offerte di servizi si rammentò le cose che aveva sentito raccontare di quel suo castello posto in luogo così sicuro e dove a dispetto del padrone non Potevano arrivar Sen non gli uccelli e si risolvette ad andare a chiedere un asilo lassù pensò come potrebbe farsi conoscere
da quel signore e le venne subito in mente Don abondio il quale dopo quel colloquio così fatto con l'arcivescovo le aveva sempre fatto festa e tanto più di cuore che lo poteva senza compromettersi con nessuno e che essendo lontani due giovani era anche lontano il caso che a lui venisse fatta una richiesta alla quale avrebbe messa Quella benevolenza ad un gran cimento suppose che in un tal parapiglia il pover uomo doveva essere ancor più impicciato e più sbigottito di lei e che il partito potrebbe parere molto buono anche a lui e glielo veniva a proporre
trovatolo con Perpetua fece la proposta a tutte e due che ne dite Perpetua domandò Don abondio dico che è un'ispirazione del cielo e che non bisogna perder tempo e mettersi la strada tra le gambe e poi e Poi e poi quando saremo là ci troveremo ben contenti quel signore ora si sa che non vorrebbe altro che far servizi al prossimo e sarà ben contento anche lui di ricoverarla sul confine così per aria soldati non ne verrà Certamente E poi e poi ci troveremo anche da mangiare che su perim Monti finita questa poca grazia di Dio
e così dicendo l' accomodava nella gerla sopra la biancheria ci saremmo trovati a mal partito con convertito è convertito davvero eh Che C'è da dubitarne ancora dopo tutto quello che si sa dopo quello che anche lei ha veduto E se andassimo a metterci in gabbia che gabbia con tutti codesti suoi casi Mi scusi non si verrebbe mai ad una conclusione Brava Agnese è proprio venuto un buon pensiero e messa la gerla su un tavolino passò le braccia nelle cigne e la prese sulle spalle non si potrebbe disse Don abondio trovar qualche uomo che venisse con
noi per far la scorta al suo curato se Incontrassimo qualche birbone che purtroppo ce n'è in giro parecchi che Aiuto Mi avete a dar voi altre un'altra per perder tempo esclamò Perpetua andarlo a cercare ora l'uomo che ognuno ha da pensare ai fatti suoi animo vado a prendere il breviario e il cappello e andiamo Don bondio tornò di lì ad un momento col breviario sotto il braccio col cappello in capo e col suo Bordone in mano e uscirono tutti e tre per un usciolo che metteva sulla piazzetta Perpetua richiuse più per non trascurare una formalità
che per Fede che avesse in quella toppa e in quei battenti E mise la chiave in tasca donna bondio diede nel passare un'occhiata alla chiesa e disse tra i denti al popolo tocca a custodirla che serva a lui se hanno un po' di cuore per la loro chiesa ci penseranno se poi non hanno cuore tal sia di loro presero per i campi zitti zitti pensando ognuno ai casi suoi e guardandosi intorno specialmente Don Abondio se apparisse qualche figura sospetta qualcosa di straordinario non si incontrava nessuno la gente Era o nelle case a guardarle a far
fagotto a nascondere o per le strade che conducevano direttamente all alture dopo aver sospirato e risospensione don bondio cominciò a brontolare più di seguito se la prendeva col Duca di never che avrebbe potuto stare in Francia a godersela a fare il principe e voleva essere Duca di Mantova A dispetto del mondo con l'imperatore che avrebbe dovuto aver giudizio per gli altri lasciar correre l'acqua all'ingiù non in star su tutti i puntigli che finalmente lui sarebbe sempre stato l'imperatore fosse Duca di Mantova tizio o Sempronio l'aveva principalmente col governatore a cui sarebbe toccato a far di
tutto per tener lontani i flagelli dal paese ed era lui che ci li attirava tutto per il gusto di far la guerra Bisognerebbe diceva che fossero Qui quei signori a vedere a provare che gusto è hanno da rendere un bel conto ma intanto ne va di mezzo chi non ci acc lasci un po' Star codesta gente che già non son quelli che ci verranno ad aiutare diceva Perpetua codeste Mi scusi sono di quelle sue solite chiacchiere che non concludo nulla Piuttosto quel che mi dà noia cosa c'è Perpetua la quale in quel pezzo di strada
aveva pensato con comodo al nascondimento fatto in furia cominciò a lamentarsi d' Aver dimenticata la tal cosa d'aver mal riposta alla talaltra qui d' aver lasciato una traccia che poteva guidare i ladroni là brava disse donna bondio ormai sicuro della vita quanto bastava per poter angustiar Sii della roba Brava così avete fatto Dove avevate la testa come esclamò Perpetua fermandosi un momento sui due piedi e mettendo i pugni sui fianchi in quella maniera che la gerla Glielo permetteva come verrà ora a farmi codesti rimproveri quand'era lei Che me la faceva andar via la testa invece
di aiutarmi e farmi coraggio ho pensato Forse più alla roba di casa che alla mia non ho avuto CH mi desse una mano ho dovuto far da Marta e Maddalena se qualcosa andrà a male Non so cosa mi dire ho fatto anche più del mio dovere Agnese interrompeva questi contrasti entrando anche lei a parlare dei suoi guai e non si rammaricava tanto dell'incombente se ci si fosse trovata come facevan tutti gli altri Villeggianti la vista dei luoghi rendeva ancor più vivi Quei pensieri D'Agnese e Più pungente il suo dispiacere usciti dai sentieri avevan presa la
strada pubblica quella medesima per cui la povera donna era venuta riconducendo per così poco tempo a casa la figlia dopo aver soggiornato con lei in casa del sardo e già si vedeva il paese andremo bene a salutar quella brava gente disse Agnese e anche a Riposare un pochino che di questa gerla io comincio ad averne abbastanza E poi per mangiare un boccone disse Perpetua compatto di Non perder tempo che non siamo in viaggio per divertimento concluse Don bondio furono ricevuti a braccia aperte e veduti con gran piacere rammentava una buona azione fate del bene a
quanti più potete dice qui il nostro autore e vi seguirà tanto più spesso di incontrar devisi che vi mettano allegria Agnese Nell' abbracciarla buon donna diede in un dirotto pianto che le fu d'un gran sollievo e rispondeva con singhiozzi alle domande che quella e il marito facevan di Lucia sta meglio di noi disse Don abondio è a Milano fuor de pericoli lontana da queste diavolerie scappano Eh il signor curato e la compagnia disse il Sarto sicuro risposero ad una voce il padrone e la serva li Compatisco siamo incamminati disse Don bondio al Castello di l'hanno
pensata bene sicuri come in chiesa e qui non hanno paura disse donna bondio dirò signor curato propriamente in ospitazione Come lei sa che si dice a parlar bene qui non dovrebbero venir con loro siam troppo fuori della loro strada Grazie al cielo al più al più qualche scappata che Dio non voglia ma in ogni caso c'è tempo sanno a sentir prima altre notizie da poveri paesi dove Andranno a fermarsi si concluse di star lì un po' poco a prender fiato e siccome era l'ora del desinare signori disse il Sarto devono onorare la mia povera tavola
alla buona ci sarà un piatto di buon viso Perpetua disse d'aver con sé qualcosa da rompere il digiuno dopo un po' di cerimonia da una parte e dall'altra Si venne a Patti d'ac cozzar Come si dice il pentolino e di desinare in compagnia i ragazzi S eran messi con Gran festa intorno ad Agnese loro amica vecchia presto presto il Sarto ordinò ad una bambina quella che aveva portato quel boccone a Maria vedova Chissà se ve ne rammentate più che andasse a diric quattro castagne primaticci che eran riposte in un cantuccio e le mettesse ad Arrostire
e tu disse a un ragazzo va nell'orto a dare una scossa al pesco da farne cader quattro e portale qui tutte ve e tu disse a un altro va sul fico a coglierne quattro dei più maturi già lo Conoscete anche troppo quel mestiere Lui andò a spillare una sua botticina la donna a prendere un po' di biancheria da tavola Perpetua cavò fuori le provvisioni s'a apparecchi un tovagliolo e un piatto di maiolica al posto d'onore per don bondio con una posata che Perpetua aveva nella gerla si misero a tavola e desinar Ono se non con
grande allegria almeno con molta più che nessuno dei commensali si fosse aspettato d'averne in quella Giornata cosa ne dice Signor Corato d'uno scombussolamento di questa sorte disse il Sarto Mi par di leggere la storia dei Mori in Francia Cosa devo dire mi doveva cascare addosso anche questa però hanno scelto un buon ricovero riprese quello chi diavolo ha ad andar lassù per forza e troveranno compagnia che già sè sentito che ci sia rifugiata molta gente che ne arrivi ancora Voglio sperare disse Don abondio Che saremo ben accolti lo conosco quel Bravo Signore quando ho avuto un'altra
volta l'onore di trovarmi con lui fu così compito e a me disse Agnese m'ha fatto dire dal signor Monsignore Illustrissimo che quando avessi bisogno di qualcosa Bastava che andassi da lui gran bella conversione riprese Don abondio e si mantiene nè vero si mantiene il Sarto si mise a parlare alla distesa della Santa vita dell'Innominato e come dall'essere Il flagello Dei Contorni ne era divenuto l'esempio e il benefattore e quella gente che teneva con sé tutta quella servitù riprese Don abondio il quale ne aveva più d' una volta sentito dir qualcosa ma non era mai quieto
abbastanza sfrattati la più parte rispose il Sarto e quelli che son rimasti han mutato sistema Ma come Insomma è diventato quel castello un tebaide lei le sa queste cose entrò poi a parlar con Agnese della visita del Cardinale grand'uomo diceva grand'uomo Peccato che sia passato di qui così in furia che non ho neanche potuto fargli un po' d'onore quanto sarei contento di potergli parlare un'altra volta Un po' più con comodo alzati poi da tavola le fece osservare una stampa rappresentante il cardinale che teneva attaccata ad un battente d'uscio in venerazione del personaggio e anche per
poter dire a chiunque capitasse che non era Somigliante già che lui aveva potuto esaminare da vicino e con comodo il cardinale in persona in quella medesima stanza l'hanno voluto far lui con questa cosa qui disse Agnese Nel vestito gli somiglia Ma non è vero che non somiglia disse il Sarto lo dico sempre anch'io noi non ci ingannano eh Ma se non altro sotto c'è il suo nome è una memoria Don bondio faceva fretta il Sarto Si impegnò di trovare un baroccio che li conducesse a pied Della Salita ne andò subito in Cerca e poco dopo
tornò a dire che arrivava si voltò poi a Don abondio e gli disse signor curato Semmai desiderasse di portar Lass su qualche libro per passare il tempo da povero uomo posso servirla che anch'io mi diverto un po' a leggere cose non da par suo libri in volgare ma però grazie grazie rispose Don abondio son circostanze che si ha appena testa ad occuparsi di quel che è di precetto mentre si fanno e si ricusano Ringraziamenti e si barattano saluti e buoni auguri inviti e promesse Ad una fermata al ritorno il baroccio è arrivato davanti all'uscio di
strada ci metton le gerle salgon su e principiano con un po' più d'agio e di tranquillità d'animo la seconda metà del viaggio Il sarto aveva detto la verità a Don abondio intorno al nominato questo dal giorno che l'abbiamo lasciato aveva sempre continuato a far ciò che allora Si era proposto compensar danni chieder Pace soccorrere poveri sempre del bene insomma secondo l'occasione quel coraggio che altre volte aveva mostrato nell'offerta andava sempre solo e senza armi disposto a tutto quello che gli potesse accadere Dopo tante violenze commesse E persuaso che sarebbe commetterne una nuova all' usar la
forza in difesa di chi era debitore di tanto e a tanti persuaso che ogni male che gli venisse fatto sarebbe un'ingiuria Riguardo a Dio ma riguardo a lui una giusta retribuzione e che dell'ingiuria lui Meno d'ogni altro aveva diritto di farsi punitore con tutto ciò era rimasto non meno inviolato di quando teneva Armate per la sua sicurezza tante braccia e il suo la Rimembranza dell'antica ferocia e la vista della mansuetudine presente una che doveva lasciati tanti desideri di vendetta l'altra che la rendeva tanto agevole cospirava invece a Procacciarsi salvaguardia era quell'uomo che nessuno aveva potuto
umiliare e che s'era umiliato da sé i rancori irritati altre volte dal suo disprezzo E dalla paura degli altri si dileguavano ora davanti a quella nuova umiltà gli offesi avevano ottenuta contro ogni aspettativa e senza pericolo una soddisfazione che non avrebbero potuta promettersi dalla più fortunata vendetta la soddisfazione di vedere Un tal uomo pentito dei suoi Torti e partecipe per dir così della loro indignazione molti il cui dispiacere più amaro e più intenso era stato per molt'anni di non veder probabilità di trovarsi in nessun caso più forti di colui per ricattarti di qualche gran torto
incontrandolo poi solo disarmato e in atto di chi non farebbe Resistenza non S eran sentiti altro impulso che di fargli dimostrazioni d'onore in quell' abbassamento volontario la sua presenza E il suo contegno avevano acquistato senza che lui lo sapesse un non so che di più alto e di più nobile perché ci si vedeva ancor meglio di prima la non curanza ad ogni pericolo gli odi anche più Rozzi e rabbiosi si sentivano come legati e tenuti in rispetto dalla venerazione pubblica per l'uomo penitente e benefico Questa era tale che spesso quell'uomo si trovava impicciato a schermirsi
dalle dimostrazioni che gliene venivan fatte e doveva stare Attento a non lasciar troppo trasparire nel volto negli atti il sentimento interno di compunzione a non abbassarsi troppo per non essere troppo esaltato s' era scelto nella chiesa all'ultimo luogo e non c'era pericolo che nessun glielo prendesse sarebbe stato come usurpare un posto d'onore offender poi Quell'uomo o anche trattarlo con poco riguardo poteva app parere non tanto un'insolita quanto un sacrilegio e quegli stessi a cui questo sentimento degli altri poteva Servire di ritegno ne Partecipavano anche loro più o meno queste medesime ed altre cagioni allontanavano pure
da lui le vendette della forza pubblica e gli procuravano anche da questa parte la sicurezza della quale non si dava pensiero il grado e le parentele che in ogni tempo gli erano state di qualche difesa tanto più valevano per lui ora che a quel nome già illustre infame andava giunta la lode di una condotta esemplare la gloria della Conversione I Magistrati e i grandi s'erano Rallegrati di questa pubblicamente Come il popolo e sarebbe parso strano infierire Contro chi era stato soggetto di tante congratulazioni oltre di ciò un potere occupato in una guerra perpetua e spesso
infelice contro ribellioni vive e rinascenti poteva trovarsi abbastanza contento d'essere liberato dalla più indomabile e molesta per non andare a cercare altro Tanto più che quella conversione produceva riparazioni che Non era avvezzo ad ottenere e nemmeno a richiedere tormentare un santo non pareva un buon mezzo di cancellare la vergogna di non aver saputo far stare a dovere un facino Roso e esempio che si fosse dato col punirlo non avrebbe potuto avere altro effetto che dist stornare i suoi simili dal divenire inoffensivi Probabilmente anche la parte che il Cardinal federigo aveva avuta nella conversione e il
suo nome associato a quello del convertito Servivano a questo come di uno scudo sacro e in quello stato di cose e di idee in quelle singolari relazioni dell'autorità spirituale e del potere civile che eran così spesso alle prese tra loro senza mirar mai a distruggersi Anzi mischiando sempre alle le ostilità atti di riconoscimento e proteste di deferenza e che spesso pure andavan di conserva ad un fine comune senza far mai pace Pot parere in certa maniera che la riconciliazione della prima portasse con Sé l'oblivion se non l'assoluzione del secondo quando quella s'era sola Ado Prata
a produrre un effetto voluto da tutte e due così quell'uomo sul quale se fosse caduto sarebbero corsi a gara grandi e piccoli a calpestarlo messosi volontariamente a terra veniva risparmiato da tutti e inchinato da molti è vero che erano anche molti quelli a cui quella strepitosa mutazione dovette Far tutt'altro che piacere tanti esecutori stipendiati di delitti tanti compagni nel delitto che perdevano una così gran forza sulla quale erano avvezzi a fare assegnamento che anche si trovavano ad un tratto rotti i fili di trame ordite da un pezzo nel momento forse che aspettavano la nuova dell'esecuzione
Ma già abbiam veduto quali diversi sentimenti quella conversione facesse nascere negli sgherri che si trovavano Allora con lui e che la senon annunziar dalla sua bocca stupore dolore abbattimento stizza un po' di tutto fuorché disprezzo ne odio lo stesso accadde agli altri che teneva sparsi in diversi posti lo stesso ai complici di più alto affare quando risero la terribile nuova e a tutti per le cagioni medesime molto odio come trovo nel luogo altrove citato delle Ripamonti ne venne piuttosto al Cardinal federigo riguardavano questo come uno che s'era Mischiato nei loro affari per guastar l'innominato Aveva
voluto salvar l'anima sua nessuno aveva ragion di lagnarsi mano in mano Poi la più parte degli sgherri di casa non potendo accomodarsi alla Nuova disciplina né vedendo probabilmente che sa avesse A mutare se n'erano andati chi avrà cercato altro padrone e forse anche tra gli antichi amici di quello che lasciava chi si sarà arrolo in qualche terzo come Allora dicevano di Spagna o di Mantova o di Qualche altra parte belligerante chi si sarà messo sulla strada per far la guerra a minuto e per conto suo chi si sarà anche contentato ad andar birbon reggiando in
libertà e il simile avranno fatto quegli altri che stavano prima Ai suoi ordini in diversi paesi di quelli poi che s'erano potuti avvezzare al nuovo tenor di vita o che l'avevano abbracciato volentieri i più nativi della Valle eran tornati ai campi o ai mestieri imparati nella prima età e poi Abbandonati i forestieri erano rimasti nel castello come i servitori gli uni e gli altri quasi riben Benedetti nello stesso tempo che il lor padrone se la passavano al par di lui senza fare né ricever Torti in Ermi e rispettati ma quando al calar delle bande alle
Manne alcuni fuggiaschi di paesi invasi o minacciati capitarono su al castello a chieder ricovero l'innominato tutto contento che quelle sue Mura fossero cercate come asilo dai Deboli che per tanto tempo Le avevan guardate da lontano come un enorme spauracchio accolse quegli sbandati con espressioni piuttosto di riconoscenza che di cortesia fece sparger la voce che la sua casa sarebbe aperta a chiunque ci si volesse rifugiare e pensò subito a mettere non solo questa ma anche la valle in stato di difesa Semmai lanzichenecchi o cappelletti volessero Provarsi di venirci a far delle loro radunò i servitori che
gli erano Rimasti pochi e Valenti come i versi di Torti fece loro una parlata sulla buona occasione che Dio dava loro e a lui di impiegarsi una volta in aiuto del prossimo che avevan tanto oppresso e spaventato e con quel tono naturale di comando che esprimeva la certezza dell'ubbidienza annunziò loro in generale ciò che intendeva che facessero e soprattutto scrisse come dovessero contenersi perché la gente che veniva a ricoverarsi lassù non vedesse in loro Che amici e difensori fece poi portar giù da una stanza a tetto l'armi da fuoco da taglio in asta che da
un pezzo stavan lì ammucchiate e gliele distribuì fece dire ai suoi contadini affittuari della Valle che chiunque si sentiva venisse con armi al castello a chi non ne aveva ne diede scelse alcuni che fossero come ufficiali e avessero Altri sotto il loro comando assegnò posti all entrature e in altri luoghi della valle sulla salita alle porte del Castello Stabilì Lore i modi di darla muta come in un campo o Come già era costumato in quel castello medesimo nei tempi della sua vita disperata in un canto di quella stanza a tetto c'erano ind disparte l'armi che
lui solo aveva portate quella sua famosa carabina Moschetti spade Spadoni pistole coltellacci pugnali per terra o appoggiati al muro nessuno dei servitori le toccò ma concertar uno di domandare al padrone quale voleva che gli fossero portate nessuna rispose e Fosse voto fosse proposito restò sempre disarmato alla testa di quella specie di guarnigione nello stesso tempo aveva messo in moto altri uomini e donne di servizio suoi dipendenti a preparar nel castello alloggio a quante più persone fosse possibile a rizzar letti a disporre Sacconi e strapunti nelle stanze nelle sale che diventavano dormitori e aveva dato ordine
di far venire provvisioni abbondanti per R spesare gli ospiti che Dio gli Manderebbe e i quali Infatti andavan crescendo di giorno in giorno lui intanto non i stava mai fermo dentro e fuori del castello su e giù per la salita e in giro per la valle a stabilire a rinforzare a visitar posti a vedere a farsi vedere a mettere a tenere in regola con le parole con gli occhi con la presenza in casa per la strada faceva accoglienza a quelli che arrivavano e tutti o lo avessero già visto o lo vedessero per la prima volta
Lo guardavano estatici dimenticando un momento i guai e i timori che gli avevano spinti lassù e si voltavano ancora a guardarlo quando staccatosi da loro seguitava la sua strada capitolo 30 quantunque il concorso Maggiore non fosse dalla parte per cui i nostri tre fuggitivi S avvicinavano alla valle ma all'imboccatura opposta con tutto ciò cominciarono a trovar compagni di viaggio e di Sventura che da traverse e Viottole erano sboccati o sboccano nella strada in circostanze simili Tutti quelli che si incontr è come se si conoscessero ogni volta che il baroccio aveva raggiunto qualche pedone si barattavano
domande e risposte Chi era scappato come i nostri senza aspettare l'arrivo dei soldati chi aveva sentiti i tamburi o le trombe chi li aveva visti col loro e li dipingeva come gli spaventati soglion dipingere siamo ancora fortunati dicevan Due donne Ringraziamo il cielo vaada laa roba ma almeno siamo in salvo ma donna bondion non trovava che ci fosse tanto da rallegrarsi anzi quel concorso e più ancora il maggiore che sentiva esserci dall'altra parte cominciava a dargli Umbra Ah che storia borbottava alle donne in un momento che non c'era nessuno d'intorno Ah che storia non capite
che radunarsi tanta gente in un luogo è lo stesso che volerci tirare i soldati per Forza Tutti nascondono tutti portan via nelle case non resta nulla crederanno che lassù ci Sian tesori ci vengono sicuro sicuro ci vengono Oh povero me dove mi sono imbarcato Ah vogliono fare altro che venir lassù diceva Perpetua anche loro devono andare per la loro strada e poi io ho sempre sentito dire che nei pericoli è meglio essere in molti in molti in molti replicava Don abondio povera donna non sapete che ogni lanz che Necco Ne mangia 100 di costoro E
poi se volessero far delle pazzie sarebbe un bel gusto eh di trovarsi in una battaglia Oh povero me era meno male andar su per i monti che abbian tutti a voler cacciarsi in un luogo seccatori borbottava poi a voce più bassa tutti qui e via e via e via l'uno dietro l'altro come pecore senza ragione a questo modo disse Agnese anche loro potrebbero dir lo stesso di noi ched datevi un po' disse Don abondio che già le chiacchiere non servono a nulla quel Che è fatto è fatto ci siamo bisogna starci sarà quel che vorrà
la provvidenza e il cielo ce la mandi buona ma fu ben peggio quando All'entrata della Valle vide un buon posto d' armati parte sull'uscio d' una casa e parte nelle stanze terrene pareva una caserma li guardò con la coda dell'occhio non eran quelle facce che gli era toccata a vedere nell'altra dolorosa sua gita o se ce n'era di quelle eran ben cambiate ma con tutto ciò non si può dire che noia Gli desse quella vista No Povero me pensava Ecco se le fanno le pazzie già non poteva essere Altrimenti me lo sarei dovuto aspettare da
un uomo di quella qualità ma cosa vuol fare vuol far la guerra vuol fare il re lui Oh povero me in circostanze che si vorrebbe potersi nascondere sottoterra e Costui Cerca ogni maniera di farsi scorgere di darne l'occhio parché li voglia invitare vede ora signor padrone gli disse Perpetua se c'è della brava gente Qui che ci saprà difendere vengano ora i soldati qui non sono come quei nostri spauriti che non son buoni che a menar le gambe zitta rispose con voce bassa ma iraconda Don Abbondio zitta che non sapete quel che dite pregate il cielo
che abbian fretta i soldati o che non vengano a sapere le cose che si fanno qui è che si mette all'ordine questo luogo come una fortezza non sapete che i soldati ha il loro mestiere di prender le fortezze non cercan altro per loro Dare un assalto è come andare a nozze perché tutto quel che trovano è per loro e passano la gente a fil di spada oh Povero me basta vedrò se ci sarà maniera di mettersi in salvo Su per queste balze in una battaglia non mi ci colgono Oh in una battaglia non mi ci
colgono se ha poi paura anche di essere difeso e aiutato ricominciava Perpetua ma donan bondio l' interruppe aspramente sempre però a bassa voce zitta e badate bene di non riportare Questi discorsi Ricordatevi che qui bisogna far sempre viso ridente approvare tutto quello che si vede alla mal notte trovarono un altro picchetto d' armati ai quali Don abondio fece una scappellato dicendo intanto tra sé ohim me ohim me son proprio venuto in un accampamento qui il baroccio si fermò ne scesero Don bondio pagò in fretta e licenziò il condottiere e si incamminò con le due compagne
per la salita senza far parola la vista di quei luoghi gli Andava risvegliando Nella fantasia e mescolando alle angosce presenti e la Rimembranza di quelle che vi aveva sofferte l'altra volta e Agnese la quale non gli aveva mai visti quei luoghi e se n'era fatta in mente una pittura fantastica che g si rappresentava ogni volta che pensava al viaggio spaventoso di Lucia vedendoli ora quali eran davvero provava come un nuovo e più vivo sentimento di quelle Crudeli memorie no signor curato esclamò E pensare che la Mia povera Lucia è è passata per questa strada volete
star zitta donna senza giudizio le gridò in un orecchio Don abondio son discorsi codesti da farsi qui non sapete che siamo in casa sua fortuna che ora nessun vi sente Ma se parlate in questa maniera Oh disse Agnese Ora che è Santo state zitta le replicò Don abondio credete voi che ai santi si possa dire senza riguardo tutto ciò che passa per la mente pensate piuttosto a ringraziarlo del bene che va Ha fatto Ah per questo ci avevo già pensato che crede che non le sappia un pochino le creanze la creanza è di non dirle
cose che posson dispiacere specialmente a chi non è avvezzo a sentirne e intenda bene tutti e due che qui non è luogo da far pettegolezzi a dir da tutto quel che vi può avvenire in testa è casa d'un gran signore già lo sapete vedete che compagnia C'è d'intorno ci vien gente di tutte le sorte si che giudizio se potete pesar le Parole e soprattutto dirne poche e solo quando c'è necessità che a star zitti non si sbaglia mai fa peggio lei con tutte codeste sue riprendeva Perpetua Ma zitta gridò sottovoce Don abondio E insieme si
levò il cappello in fretta e fece un profondo inchino che guardando in su aveva visto l'innominato scender verso di loro Anche questo aveva visto e riconosciuto Don abondio e affrettava il passo per andargli incontro signor curato disse quando gli Fu vicino avrei voluto offrirle la mia casa in un momento migliore ma ad ogni modo son ben contento di poterle essere utile in qualche cosa confidato nella gran bontà di vossignoria illustrissima rispose Don abondio mi son preso l'ardire di venire in queste triste circostanze a incomodar e come vedevo signoria illustrissima mi son preso anche la libertà
di menar compagnia Questa è la mia governante Benvenuta disse l'innominato E questa continuò Don abondio è una donna a cui vossignoria ha già fatto del bene la madre di quella di quella di Lucia disse Agnese di Lucia esclamò l'innominato voltandosi con la testa bassa d' Agnese del bene io Dio immortale voi mi fate del bene a venir qui da me in questa casa siate la benvenuta voi ci portate la benedizione Ah giusto disse Agnese vengo ad incomodar Anzi continuò avvicinandosi gli all'orecchio ho anche a ringraziarla L'innominato troncò quelle parole domandando premurosamente le nuove di Lucia
e sapute che l'ebbe si voltò per accompagnare al castello i nuovi ospiti come fece malgrado la loro Resistenza cerimoniosa Agnese diede al curato un'occhiata che voleva dire veda un poco se c'è bisogno che lei entri di mezzo tra noi due a dar pareri sono arrivati alla sua parrocchia gli domandò l'innominato no signore che non G Ho voluti aspettare quei diavoli rispose Don abondio sa il cielo se avrei potuto uscir vivo dalle loro mani e venire ad incomodare vossignoria illustrissima bene si faccia coraggio riprese l'innominato che ora è insicuro quassù non verranno e se si volessero
provare Sian pronti a riceverli Speriamo che non vengano disse Don abondio e sento soggiunse accennando col dito i monti che chiudevano la valle di rimpetto sento che anche da quella parte giri un'altra masnada di gente ma Ma è vero rispose l'innominato ma non dubiti che siam pronti anche per loro Tra due fuochi diceva tra sé Don abondio proprio Tra due fuochi dove mi son lasciato tirare da due pettegole e Costui par proprio che ci sguazzi dentro Oh che gente c'è a questo mondo entrati nel castello il Signore fece condurre Agnese Perpetua in una stanza del
quartiere assegnato alle donne che occupava tre lati del secondo cortile nella parte posteriore Dell'edifizio situata su un masso sporgente isolato a Cavaliere d' un precipizio gli uomini alloggiavano nei lati dell'altro cortile a destra e a sinistra e in quello che rispondeva sulla spianata il corpo di mezzo che separava i due cortili e dava passaggio dall'uno all'altro per un vasto andito di rimpetto alla porta principale era in parte occupato dalle provvisioni e in parte doveva servire di deposito per la roba che i rifugiati volessero mettere In salvo lassù nel quartiere degli uomini c'erano alcune camere destinate
agli ecclesiastici che potessero capitare l'innominato vi accompagnò in persona Don abondio che fu il primo a prenderne il possesso 23 o 24 giorni stettero i nostri fuggitivi nel castello in mezzo ad un movimento continuo una gran compagnia e che nei primi tempi andò sempre crescendo ma senza che accadesse Nulla di straordinario non passò forse giorno che non si desse allarmi vengon l'an zich Necchi di qua si son veduti cappelletti di là ad ogni avviso l'innominato mandava uomini ad esplorare e se faceva bisogno prendeva con sé della gente che teneva sempre pronta a Giò e andava
con essa fuori della Valle dalla parte dove era indicato il pericolo ed era cosa singolare vedere una schiera d' uomini armati da capo a piedi e schierati come una truppa Condotti da un uomo senza armi le più volte non erano che foraggeri e saccheggiatori sbandati che se ne andavano prima ad essere sorpresi ma una volta cacciando alcuni di costoro per insegnar loro a non venir più da quelle parti l'innominato ricevette avviso che un paesetto vicino Era invaso e messo a sacco erano lanzichenecchi di vari corpi che rimasti indietro per rubare s'erano riuniti e andavano a
gettarsi All'improvviso sulle terre vicine a quelle dove alloggiava l'esercito spogliavano gli abitanti e gliene facevan di tutte le sorti l'innominato fece un breve discorso ai suoi uomini e li condusse al paesetto arrivarono inaspettati i ribaldi che avevan creduto di Non andar che alla preda vedendosi venire addosso gente schierata e pronta a combattere lasciarono Il saccheggio a mezzo e se ne andarono in fretta senza aspettarsi L'uno con l'altro dalla parte d'' erano venuti l'innominato gli inseguì per un pezzo di strada poi fatto far altro stette qualche tempo aspettando se vedesse qualche novità e finalmente se ne
ritornò e ripassando nel paesetto salvato non si potrebbe dire con quali applausi e benedizioni fosse accompagnato il drappello Liberatore e il condottiero nel castello tra quella moltitudine formata a caso di persone Varie di condizione di costumi di sesso e d'età non nacque mai alcun disordine di importanza l'innominato aveva messe guardie in diversi luoghi le quali tutte inv vigilavano che non seguisse nessun inconveniente con quella premura che ognuno metteva nelle cose di cui sa avesse a rendergli conto aveva poi pregati gli ecclesiastici e gli uomini più autorevoli che si trovavano tra i ricoverati d' andare in
giro e di Invigilator per alcuni anche di congiunti o d'amici rimasti nel pericolo le nuove che venivan di fuori abbattendo gli animi Man tenevano e accrescevano sempre più quella disposizione c'era Però anche dei capi scarichi degli uomini di una tempra più salda e d' un coraggio più verde che cercavano di passare quei giorni in allegria avevano abbandonate le loro case per non essere forti abbastanza da difenderle ma non trovava gusto a Piangere e a sospirare Sol una cosa che non c'era rimedio né a figurarsi e a contemplar con la fantasia il guasto che vedrebbero Purtroppo
coi loro occhi famiglie amiche erano andate di conserva o s'erano ritrovate su s'erano fatte amicizie nuove e la folla s'era divisa in crocchi secondo gli umori e le abitudini che aveva danari e discrezione andava a desinare giù nella valle dove in quella circostanza s'erano rizzate in fretta osterie in alcune i bocconi erano Alternati coi sospiri e non era lecito parlar d'altro che di sciagure in altre non si rammentava le sciagure se non per dire che non bisognava pensarci A chi non poteva o non voleva farsi le spese si distribuiva nel castello pane minestra e vino
oltre alcune tavole che erano servite ogni giorno per quelli che il padrone vi aveva espressamente invitati e i nostri eran di questo numero Agnese e Perpetua Per non mangiare il pane a UFO avevan voluto Essere impiegate nei servizi che richiedeva una così grande ospitalità e in questo spendevano una buona parte della giornata Il resto nel chiacchierare con certe amiche che s'erano fatte o col povero Don abondio questo non aveva nulla da fare ma non s' annoiava però la paura gli teneva compagnia la la paura proprio di un assalto credo che gli fosse passata oppur se
gliene rimaneva era quella che gli dava meno fastidio perché pensandoci Appena appena doveva capire quanto poco fosse fondata Ma l'immagine del paese circon viicino inondato da una parte e dall'altra da soldatacci le armi e gli armati che vedeva sempre in giro un castello quel castello Il pensiero di tante cose che potevan nascere ogni momento In tali circostanze tutto gli teneva addosso uno spavento indistinto generale continuo lasciando il Rodio che gli dava il pensare alla sua povera casa in tutto il tempo che stette in Quell'asilo non se ne discosto Mai quanto un tiro di Schioppo né
mai mise piede sulla discesa l'unica sua passeggiata era ad uscire sulla spianata e da andare quando da una parte e quando dall'altra del castello a guardar giù per le balze per i Burroni per studiar Se ci fosse qualche passo un po' praticabile e qualche po' di sentiero per dove andar cercando un nascondiglio in caso d'un Serra serra a tutti i suoi compagni di rifugio faceva gran enze o Gran saluti ma bazzicava con pochissimi la sua conversazione più frequente era con le due donne come abbiam detto con loro andava a fare i suoi sfoghi a rischio
che talvolta gli fosse dato Sulla voce da perpetua e che lo svergognata poco e parlava pochissimo sentiva le nuove del terribile passaggio le quali arrivavano ogni giorno di paese in paese di bocca in bocca o portate lassù da qualcheduno che da principio Aveva voluto restarsene a casa e Scappava in ultimo senza aver potuto salvar nulla e ad un bisogno anche malconcio e ogni giorno c'era qualche nuova storia di sciagura alcuni novellisti di professione raccoglievano diligentemente tutte le voci abburattamento quel giorno il tale Reggimento si espandeva nei tali paesi domani anderebbe addosso a tali altri dove
Intanto il talaltro faceva il diavolo e peggio soprattutto si cercava di avere Informazione e si teneva il conto dei reggimenti che passavano di mano in mano il ponte di Lecco perché quelli si potevano considerare come andati e fuori veramente del paese passano i cavalli di wallenstein passano i Fanti di Merode passano i cavalli di anhalt passano i Fanti di brandenburgo e poi i cavalli di Montecuccoli e poi quelli di Ferrari Passa al tring passa furstenberg passa Colloredo passano i croati passa Torquato conti passano altri e altri Quando piacque al cielo passò anche Galasso che fu
l'ultimo lo squadron volante dei veneziani finì d' allontanarsi anche lui e tutto il paese a destra e a sinistra si trovò libero già quelli delle terre invase e sgombrate le prime eran partiti dal castello e ogni giorno ne partiva come dopo un temporale d'autunno si vede dai palchi fronzuti di un grand albero uscire da ogni parte gli uccelli che ci s'erano riparati credo che i nostri tre Fossero gli ultimi ad andarsene e ciò per volere di Don abondio il quale temeva se si tornasse subito a casa di trovare ancora in giro lanzichenecchi rimasti indietro sbrancare
all'esercito Perpetua ebbe un bel dire che quanto più si indugiava tanto più si dava agio ai birboni del paese d' entrare in casa a portar via il resto quando si trattava d' assicurar la pelle era sempre Don abondio che vinceva meno che l'imminenza del pericolo non gli avesse fatto Perdere affatto la testa il giorno fissato per la partenza l'innominato fece trovar pronta alla Malanotte una carrozza nella quale aveva già fatto mettere un corredo di biancheria per Agnese e tirat laa in disparte le fece anche accettare un gruppetto di scudi per riparare al guasto che troverebbe
in casa quantunque battendo la mano sul petto essa andasse ripetendo che ne aveva lì ancora dei vecchi Quando vedrete quella vostra Buona Povera Lucia le disse in ultimo Già son Certo che prega per me e che le ho fatto tanto male ditela Dunque che io la ringrazio e confido in Dio che la sua preghiera tornerà anche in tanta benedizione per lei volle poi accompagnare tutti e tre gli ospiti fino alla carrozza i ringraziamenti umili e sviscerati di donna bondio e i complimenti di Perpetua se li immagini il lettore partirono fecero secondo il fissato una fermaa
ma Senza neppur mettersi a sedere nella casa del Sarto dove sentirono raccontar 100 cose del passaggio la solita storia di ruberie di percosse di sperpero di sporch zie ma lì per buona parte non s' eran visti lanz Necchi Ah signor Corato disse il Sarto dandogli di braccio a rimontare in carrozza sa da far dei libri in stampa sopra un fracasso di questa sorte dopo un'altra po' di strada cominciarono i nostri viaggiatori a Veder coi loro occhi qualche cosa di quello che avevan tanto sentito descrivere Vigne spogliate non come dalla vendemmia Ma come dalla grande dalla
bufera che fossero venute in compagnia tralci a terra sfrondati e scompigliati strappati i pali calpestato il terreno e sparso di schegge di foglie di sterpi schiantati scapezzati gli alberi sforacchi le siepi i cancelli portati via nei paesi poi usci sfondati impannata lacere paglia Cenci rottami D'ogni sorte am mucchi o seminati per le strade un'aria pesante zaffate di puzzo più forte che uscivan dalle case la gente che a buttar fuori porcherie e Chi a raccomar le inste alla meglio chi in Crocchio a lamentarsi insieme e al passar della carrozza mani di qua e di là Tese
agli sportelli per chiedere le elemosina con queste immagini ora davanti agli occhi ora nella mente e con l'aspettativa di trovare altrettanto a casa loro ci arrivarono e trovarono Infatti quello che s' aspettavano Agnese fece posare i Fagotti in un canto del Cortiletto che era rimasto il luogo più pulito della casa si mise poi a spazzarla a raccogliere e a rigovernare quella poca roba roba che le avevano lasciata fece venire un legnaiolo e un fabbro per riparare i guasti più grossi e guardando poi capo per capo la biancheria regalata e contando quei nuovi ruspi diceva tra
sé son caduta in piedi si è ringraziato il Dio e la Madonna e quel buon Signore posso proprio dire d'esser caduta in piedi Don Bondi e Perpetua entrano in casa senza aiuto di chiavi ogni passo che fanno nell'andito senton crescere un tanfo un veleno una peste che G respinge indietro con la mano al n vanno all'uscio di cucina dove entrano in punta di piedi studiando dove metterli per ris scansar più che possono la porcheria che copre il pavimento e danno un'occhiata in giro non c'era Nulla di intero ma avanzi e frammenti di quel che c'era
stato lì e altrove se ne vedeva in ogni canto piume e penne delle galline di Perpetua pezzi di biancheria fogli dei calendari di Don bondio cocci di pentole e di piatti tutto insieme o sparpagliato solo nel focolare si potevano vedere i segni di un vasto saccheggio a insieme come molte idee sottintese in un periodo steso da un uomo di garbo c'era dico un rimasuglio di Tizi e di Tizzoni spenti i quali Mostravano d'esser stati un bracciolo di seggiola un piede di tavola uno sportello d'armadio una panca di letto una Doga della botticina dove ci stava
il vino che rimetteva lo stomaco a Don bondio il resto era cenere e Carboni e con quei Carboni stessi i Guastatori per ristoro avevan scarabocchiato i muri di figuracce ingegnandosi con certe berrettine o con certe eriche e con certe larghe facciole di farne dei preti e mettendo studio a farli orribili e Ridicoli intento che per verità non poteva andar fallito a tali Artisti a porci esclamò Perpetua a Baroni esclamò Don abondio e come scappando andaron fuori per un altro uscio che metteva nell'orto respirar Ono andaron div viato Al fico ma già prima di arrivarci Videro
la terra smossa e misero un grido tutte e due insieme arrivati trovarono effettivamente invece del morto la buca aperta qui nacquero dei guai donna bondio cominciò a prendersela con Perpetua che non avesse nascosto bene Pensate se questa rimase zitta dopo che Ebbero ben gridato tutte e due col braccio Teso e con l'indice appuntato verso la buca se ne tornarono insieme brontolando e fate conto che per tutto trovarono ad un dipresso la medesima cosa penaro non so quanto a far ripulire e smor la casa Tanto più che in quei giorni era difficile trovare aiuto e non
so quanto dovettero stare come accampati accomodandosi alla meglio Alla peggio e Rifacendo a poco poco usci mobili utensili cond danari prestati da Agnese per giunta poi quel disastro fu una semenza ad altre questioni molto noiose perché Perpetua a forza di chiedere e domandare di spiare e fiutare venne a saper di certo che alcune masserizie del suo padrone credute preda o strazio dei soldati erano invece sane e salve in casa di gente del paese e tempestava il padrone che si facesse sentire e richiedesse il suo tasto più Oso non si poteva toccare per don abondio Giacché
la sua roba era in mano di birboni cioè di quella specie di persone con cui gli premeva più di stare in pace ma se non ne voglio saper nulla di queste cose diceva Quante volte ve lo devo ripetere che quel che è andato è andato ho da essere messo anche in croce perché mi è stata spogliata la casa se lo dico rispondeva Perpetua che lei si lascerebbe cavare gli occhi di testa Rubare gli altri è peccato ma lei è peccato non rubare Ma Vedete se codesti sono spropositi da dirsi Don abondio Ma volete star zitta
Perpetua Si chava ma non subito subito e prendeva pretesto da tutto per ripr principiare tanto che il pover uomo si era ridotto a non lamentarsi più quando trovava mancante qualche cosa nel momento che ne avrebbe avuto bisogno perché più d' una volta gli era toccato a sentirsi dire vado a chiederlo al tale che ce l'ha e non L'avrebbe tenuto fino a quest'ora se non avesse a che fare con un buon uomo un'altra più viva inquietudine gli dava il sentire che giornalmente continuavano a passar soldati alla spicciolata come aveva troppo bene congetturato onde stava sempre in
sospetto di veders capitar qualcheduno anche una compagnia sull'uscio che aveva fatto raccom modare in fretta per la prima cosa E che teneva chiuso con gran cura ma per grazia del cielo ciò non Avvenne mai né però questi terrori erano ancora cessati che un nuovo ne sopraggiunse Ma qui lasceremo da parte il pover uomo si tratta ben d'altro che di sue apprensioni private che de guai d' alcuni paesi che d'un disastro passeggero capitolo 31 la peste che il tribunale della sanità aveva temuto che potesse entrar con le bande alle Manne nel Milanese c'era entrato davvero come
noto ed è Noto parimente che non si fermò qui ma invase spopolò una buona parte d'Italia condotti dal filo della nostra storia noi passiamo a raccontare gli avvenimenti principali di quella calamità nel Milanese si intende anzi in Milano quasi esclusivamente che della città quasi esclusivamente trattano le memorie del tempo come un dipresso Accade sempre e per tutto per buone e cattive ragioni e in questo racconto il nostro fine non è per dir la verità Soltanto di rappresentar lo stato delle cose nel quale verranno a trovarsi i nostri personaggi ma di far conoscere insieme per quanto
si può in ristretto e per quanto si può da noi un tratto di storia Patria più famoso che conosciuto delle molte relazioni contemporanee non ce n'è alcuna che basti da sé a darne un'idea un po' distinta e ordinata come non ce n'è alcuna che non possa aiutare a formarla In ognuna di queste relazioni senza Eccettuare ne quella del Ripamonti la quale le supera tutte per la quantità e per la scelta dei fatti e ancor più per il modo d' osservarli In ognuna sono messi fatti essenziali che sono registrati in altre In ognuna ci sono errori
materiali che si possono riconoscere e rettificare con l'aiuto di qualche altra o di quei pochi atti della pubblica autorità editi e inediti che rimangono spesso in una si vengono a trovar le Cagioni di cui nell'altra S eran visti come in aria gli effetti in tutte poi regna una strana confusione di tempi e di cose È un continuo andare e venire come all'avventura senza disegno generale senza disegno né particolari carattere del resto dei più comuni e dei più apparenti nei libri di quel tempo principalmente in quelli scritti in lingua volgare almeno in Italia se anche nel
resto d'Europa i dotti lo sapranno noi lo sospettiamo nessuno scrittore D'epoca posteriore Si è proposto ad esaminare e di confrontare quelle memorie per ritrarne una serie concatenata degli avvenimenti una storia di quella peste sicché l'idea che se ne ha generalmente deve essere di necessità molto incerta e un po' confusa un'idea indeterminata di gran Mali e di grandi errori e per verità ci fu dell'uno e dell'altro al di là di quel che si possa immaginare un'idea composta più di giudizi che di fatti alcuni fatti Dispersi non di rado scompagnati dalle circostanze più caratteristiche senza distinzione di
tempo Cioè senza intelligenza di causa e d'effetto di corso di progressione noi esaminando e confrontando con molta diligenza Se non altro tutte le relazioni stampate più d'una inedita molti in ragione del poco che ne rimane documenti come dicono ufficiali abbiam cercato di farne non già quel che si vorrebbe Ma qualche cosa che non è stato ancor fatto non Intendiamo di riferire tutti gli atti pubblici e nemmeno tutti gli avvenimenti degni in qualche modo di memoria molto meno pretendiamo di rendere inutile A chi voglia farsi un'idea più compita della cosa la lettura delle relazioni originali sentiamo
troppo Che forza viva propria e per dir così incomunicabile ci sia sempre nell' opere di quel genere comunque concepite e condotte solamente abbiam tentato di distinguere e di verificare i fatti più generali e più Importanti di disporli nell'ordine reale della loro successione Per quanto lo comporti la ragione e la natura d'essi d'osservare la loro efficienza reciproca e di dar così per ora E finché qualchedun altro non faccia meglio una notizia succinta ma sincera e continuata di quel disastro per tutta dunque la striscia di territorio percorsa dall'esercito S era trovato qualche cadavere nelle case qualche d'uno
sulla strada poco dopo in Questo e in quel paese cominciarono ad ammalarsi a morire persone famiglie di mali violenti strani con segni sconosciuti alla più parte dei viventi c'era soltanto alcuni a cui non riuscissero nuovi quei pochi che potessero ricordarsi della peste che 53 anni avanti aveva desolata pure una buona parte d'Italia e in specie il milanese dove fu chiamata ed è tutt'ora alla peste di San Carlo tanto è forte la carità tra le memorie così varie e così Solenni d' un infortunio generale può essa far primeggiare quella ad un uomo perché a quest'uomo ha
ispirato sentimenti e azioni più memorabili ancora dei mali stamparlo nelle menti come un sunto di tutti quei guai perché in tutti l'ha spinto e intromesso guida soccorso esempio vittima volontaria d'una calamità per tutti far per quest'uomo Come un'impresa nominarla da lui come una conquista o una scoperta il protofi Lodovico Settala che Non solo aveva avveduta quella peste ma ne era stato uno dei più attivi e intrepidi e quantunque Allor giovanissimo dei più riputati curatori e che ora in gran sospetto di questa stava allerta e sulle informazioni riferì il 20 d'ottobre nel Tribunale della sanità come
nella terra di chiuso l'ultima del territorio di Lecco e confinante col Bergamasco era scoppiato indubitabilmente il contagio non fu per questo presa avere Una risoluzione come si ha dal ragguaglio del Tadino ed ecco sopraggiungere avvisi somiglianti da Lecco e da Bellano il tribunale Allora si risolvette e si contentò di spedire un commissario che strada facendo prendesse un medico a Como e si portasse con lui a visitare i luoghi indicati tutte e due o per ignoranza o Peraltro si lasci orno persuadere da un vecchio ed ignorante Barbiero di Bellano che quella sorte de mali non era
peste ma in Alcuni luoghi effetto consueto delle emanazioni autunnali delle paludi e negli altri effetto dei disagi e degli strapazzi sofferti Nel passaggio degli Alemanni una tale assicurazione fu riportata al tribunale il quale pare che ne mettesse il cuore in pace ma arrivando senza posa altre e altre notizie di morte da diverse parti furono spediti due delegati a vedere e provvedere il Tadino suddetto è un Auditore del tribunale quando questi Giunsero il male si era già tanto dilatato che le prove Si offrivano senza che bisognasse andarne in cerca scorsero il territorio di Lecco la Val
Sassina alle coste del lago di Como i distretti denominati il monte di Brianza e la Gera d'Adda e per tutto trovarono paesi chiusi da cancelli all'entrata altri quasi deserti e gli abitanti scappati attenda alla campagna o dispersi et ci parevano dice il tante creature selvatiche portando in Mano chi l'erb menta chi la ruta chi il rosmarino e chi un'ampolla d'aceto si informarono del numero dei morti era spaventevole visitarono infermi E cadaveri e per tutto trovarono le brutte terribili Marche della pestilenza diedero subito per lettere quelle sinistre nuove al Tribunale della sanità il quale al riceverle
che fu il 30 d'ottobre si dispose dice il medesimo OT adino a prescriverle let per chiuder fuori dalla città le persone provenienti Da Paesi dove il contagio si era manifestato e mentre si compilavano a gabellieri Intanto i delegati presero in fretta in furia quelle misure che parv loro migliori e se ne tornarono con la trista persuasione che non sarebbero bastate a rimediare e a fermare un male già tanto avanzato e diffuso arrivati il 14 di novembre dato ragguaglio a voce di nuovo in iscrit al Tribunale Ebbero da questo commissione di presentarsi al governatore ed esporgli
lo stato delle cose vandar e riportarono aver lui di tali nuove provato molto dispiacere mostrat un gran sentimento ma i pensieri della guerra esser più pressanti set belly gravior S curas così il Ripamonti il quale aveva Spogliati i registri della sanità e conferito col Tadino incaricato specialmente della missione era la seconda se il lettore se ne ricorda per Quella causa e con quell'esile governatore una grida in cui ordinava pubbliche feste per la nascita del Principe Carlo primogenito del re Filippo IV senza sospettare o curare il pericolo d' un gran concorso In tali circostanze tutto come
in tempi ordinari come se non gli fosse stato parlato di nulla era quest'uomo come già siè detto il celebre Ambrogio Spinola mandato per raddrizzar quella guerra E riparare errori di Don Gonzalo e incident a Governare E noi pure possiamo qui incident rammentar che morì dopo pochi mesi in quella stessa guerra che gli stava tanto a cuore e morì non già di ferite sul campo ma in letto d'affanno e dist struggimento per rimproveri Torti disgusti d'ogni specie Ricevuti da quelli a cui serviva la storia ha deplorata la sua sorte e biasimata l'altrui SC conoscenza ha descritte
con molta diligenza le sue imprese militari e politiche lodata la sua previdenza L'attività la costanza poteva anche cercare cosa abbia fatto di tutte queste qualità quando la peste minacciava invadeva una popolazione datagli in cura o piuttosto in balia ma ciò che lasciando intero il biasimo Sima la meraviglia di quella sua condotta ciò che fa nascere un'altra e più forte meraviglia È la condotta della popolazione medesima di quella voglio dire che non tocca ancora dal contagio aveva tanta ragion di temerlo all'arrivo Di quelle nuove dei paesi che ne erano così malamente imbrattati di paesi che formano
intorno alla città quasi un semicircolo in alcuni punti distante da essa non più di 18 o 20 miglia chi non crederebbe che vi si suscitasse un movimento generale un desiderio di precauzioni bene o male intese almeno una sterile inquietudine Eppure se in qualche cosa le memorie di quel tempo vanno d'accordo è nell'attestato esca le afflizioni D'animo parvero più che bastanti a render ragione della mortalità sulle piazze nelle botteghe nelle case chi buttasse là una parola del pericolo chi motiv asse peste veniva accolto con beffe incredule con disprezzo iracondo la medesima miscredenza la medesima per dir
meglio cecità e fissazione prevaleva nel Senato nel consiglio dei decurioni in ogni magistrato trovo che il Cardinal federigo appena si risero i primi casi Di mal contagioso prescrisse con lettera pastorale ai parrochi Tra le altre cose che ammon missero più e più volte i popoli dell'importanza e dell'obbligo Stretto di rivelare ogni simile accidente e di consegnarle robe infette o sospette e anche questa può essere contata tra le sue lodevoli singolarità il tribunale della sanità chiedeva implorava Cooperazione ma otteneva poco o niente e nel tribunale stesso la premura era ben lontana da uguagliare L'urgenza erano come
afferma più volte il Tadino e Come appare ancor meglio da tutto il contesto della sua relazione i due fisici che persuasi della gravità e dell'imminenza del pericolo stimolavano quel corpo il quale aveva poi a stimolare gli altri abbiam già veduto come al primo annunzio della peste andasse freddo nell'operare Anzi nell'informare Ecco ora un altro fatto di lentezza non Men portentosa Se però non era forzata per ostacoli frapposti Da magistrati superiori quella grida per le bullette risoluta il 30 d'ottobre non fu stesa che il d23 del mese seguente non fu pubblicata che il 29 la peste
era già entrata in Milano il Tadino e il Ripamonti vollero notare il nome di chi ce la portò il primo e altre circostanze della persona e del caso e infatti nell'osservare i principi di una vasta mortalità in cui le vittime nonché esser distinte per nome appena si potranno indicare all'incirca per il Numero delle migliaia nasce una Non so quale curiosità di conoscere quei primi e pochi nomi che poterono essere notati e conservati questa specie di distinzione la precedenza nell'esterno perché faccian trovare in essi e nelle particolarità per altro più indifferenti qualche cosa di fatale e
di memorabile l'uno e l'altro storico dicono che fu un soldato italiano al servizio di Spagna nel resto non son ben d'accordo neppure Sul nome fu secondo il Tadino un Pietro Antonio Lovato di quartiere nel territorio di Lecco secondo il Ripamonti un Pierpaolo Locati di quartiere a Chiavenna differiscono anche nel giorno della sua entrata in Milano il primo la mette al 22 d'ottobre il secondo ad altrettanti del mese seguente e non si può stare né all'uno né all'altro tutte e due le epoche sono in contraddizione con altre ben più verificate Eppure il Ripamonti scrivendo per ordine
del Consiglio generale dei decurioni doveva avere al suo comando molti mezzi di prenderle informazioni necessarie e il Tadino per ragione del suo impiego poteva meglio d'ogni altro essere informato d' un fatto di questo genere del resto dal riscontro altre date che ci paiono come abbiam detto più esatte risulta che fu prima della pubblicazione delle grida sulle bollette e se se ne mettesse conto si potrebbe anche provare o quasi provare che dovette essere ai Primi di quel mese ma certo Il lettore ce ne dispensa Sia come sia entrò questo Fante sventurato e portator di Sventura con
un gran fagotto di vesti comprate o rubate a soldati alle Manni andò a fermarsi in una casa di suoi parenti nel Borgo di Porta Orientale vicino ai Cappuccini appena arrivato sammalò fu portato all'ospedale dove un bubbone che gli si scoprì sotto un'ascella mise chi lo curava in sospetto di ciò che era infatti il Quarto giorno morì il tribunale della sanità fece segregare e sequestrare in casa la di lui famiglia i suoi vestiti e il letto in cui era stato all'ospedale furono bruciati due serventi che l'avevano avuto in cura e un buon frate che l'aveva assistito
caddero anch'essi ammalati in pochi giorni tutte e tre di peste il dubbio che in quel luogo si era avuto fin da principio della natura del male e le mele usate in conseguenza Fecero sì che il contagio non vi si propagasse di più ma il soldato ne aveva lasciato di fuori un semino che non tardò a germogliare il primo a cui si attaccò fu il padrone della casa dove quello aveva alloggiato un Carlo colonna son Tor liuto allora tutti i pigioni di quella casa furono d'ordine della sanità Condotti al lazzeretto dove la più parte s' ammalarono
alcuni morirono poco tempo dopo di manifesto contagio nella città quello che già C'era stato di dominato da costoro dai loro panni dai loro mobili trafugati da parenti da pigioni da persione di servizio alle ricerche al fuoco prescritto dal tribunale e di più Quello che c'entrava di nuovo per l'imperfezione degli editti per la trascuranza nell' eseguirli e per la destrezza nell' eluder li andò covando e serpo lentamente tutto il restante dell'anno e nei primi mesi del susseguente 1630 di quando in quando ora in questo ora in quel quartiere a qualcheduno S attaccava qualcheduno ne moriva e
la rzza stessa dei casi allontanava il sospetto della verità confermava sempre più il pubblico in quella stupida e micidiale fiducia che non ci fosse peste né ci fosse stata neppure un momento molti medici ancora facendo Eco alla voce del Popolo era anche in questo caso voce di Dio deridevano gli auguri sinistri Gli avvertimenti minacciosi dei Pochi e avevan pronti nomi di malattie comuni per qualificare ogni caso di peste che fossero chiamati a curare con qualunque sintomo con qualunque segno fosse comparso gli avvisi di questi accidenti quando pur pervenivano alla sanità ci pervenivano tardi perlop e
Incerti il terrore della contumace e d lazzeretto aguzzini non si denunzio gli ammalati si corrompo i Becchini e i loro soprintendenti da subalterni del Tribunale stesso deputati da essa a visitare i cadaveri se Ebbero condan falsi attestati Siccome però ad ogni scoperta che gli riuscisse fare il tribunale ordinava di bruciar robe metteva in sequestro case e mandava famiglia al lazzeretto così è facile argomentare quanta dovesse essere contro di esso l'ira e la mormorazione del pubblico della nobiltà dgli mercanti e della plebe dice il Tadino persuasi comeran Tutti che fossero vessazioni senza motivo e senza costrutto
l'odio principale cadeva sui Due medici il suddetto Tadino e il senatore Settala figlio del Prot fisico A tal segno che ormai non potevano Attraversare le piazze senza essere assaliti da parolacce quando non eran sassi E certo fu singolare e merita che ne sia fatta memoria la condizione in cui per qualche mese si trovarono quegli uomini di veder venire avanti un orribile flagello d' Affaticarsi in ogni maniera stornaro di incontrare ostacoli dove cercavano aiuti ed essere insieme bersaglio delle grida avere il nome di nemici della Patria prop patrie hostibus dice il Ripamonti di quell'odio ne toccava
una parte anche agli altri medici che convinti come loro della realtà del contagio suggerivano precauzioni cercavano di comunicare a tutti la loro dolorosa certezza e più discreti li tacciano di credulità e ostinazione Per Tutti gli altri era manifesta impostura cavala ordita per far bottega sul pubblico spavento il Prot fisico Lodovico Settala Allora poco men che ottuagenario stato professore di medicina all'università di Pavia Poi di filosofia morale a Milano autore di molte ripae opere Allora chiaro per inviti a cattedre d' altre università ingolstad Pisa Bologna Padova e per il rifiuto di tutti questi inviti era Certamente
Uno degli uomini più Autorevoli del suo tempo alla riputazione della Scienza s' aggiungeva quella della vita e all'ammirazione la benevolenza per la sua gran carità nel curare e nel beneficare i poveri è una cosa che in noi Turba e contrista il sentimento di stima ispirato da questi meriti ma che Allora doveva renderlo più generale e più forte il pover uomo partecipava dei pregiudizi più comuni e più funesti dei suoi contemporanei era più avanti di loro ma senza Allontanarsi dalla schiera che è quello che attira i guai e fa molte volte perdere l'autorità acquistata in altre
maniere Eppure quella grandissima che godeva non solo non bastò a vincere in questo caso l'opinione di quello che i poeti chiaman Volgo profano e i capocomici rispettabile pubblico ma non potè salvarlo dall'animus sità e dagli insulti di quella parte di esso che corre più facilmente dai giudizi alle dimostrazioni e ai Fatti un giorno che andava in bussola a visitare i suoi ammalati Principi a radunarsi intorno gente gridando esser lui il capo di coloro che volevano per forza che ci fosse la peste lui che metteva in spavento la città con quel suo cipiglio con quella sua
barbaccia Tutto per dar da fare ai medici la folla e il furore andavan crescendo i portantini vedendo la mala parata ricoverarono il padrone in una casa d'amici che per sorte era vicina questo Gli toccò per aver veduto chiaro detto ciò che era e voluto salvar dalla peste molte migliaia di persone quando con un suo deplorabile consulto cooperò a far torturare tanagli e bruciare come strega una povera infelice e sventurata perché il suo padrone pativa dolori strani di stomaco e un altro padrone di prima era stato fortemente innamorato di lei allora ne avrà avuta presso il
pubblico nuova lode di sapiente e ciò che è intollerabile a pensare nuovo titolo di Benemerito ma sul finire del mese di marzo cominciarono prima nel Borgo di Porta Orientale e poi in ogni quartiere della città a farsi frequenti le malattie le morti con Accidenti strani di spasimi di palpitazioni di letargo di delirio con quelle insegne funeste di lividi e di bobboni morti perlopiù celeri violente non di rado repentine senza alcun indizio antecedente di malattia i medici opposti all'opinione del contagio non volendo ora confessare Ciò che aveva deriso e dovendo pur dare un nome generico alla
nuova malattia divenuta troppo comune e troppo palese per andarne senza trovarono di febbri maligne di febbri pestilentia transazione anzi trufera di parole che pur faceva gran danno perché figurando di riconoscere la verità riusciva ancora a Non lasciar credere ciò che più importava di credere di vedere che il male Si attaccava per mezzo del contatto I magistrati come chi Si risente da un profondo sonno principiar Sono a dare un po' più orecchio agli avvisi alle proposte della sanità a far eseguire i suoi editti i sequestri ordinati le quarantene prescritte da quel tribunale chiedeva Esso di continuo
anche danari Per supplire alle spese giornaliere crescenti D lazzeretto di tanti altri servizi e li chiedeva ai decurioni intanto che fosse deciso che non fu credo mai se non col fatto se tali spese Toccassero alla città o all'erario Regio ai de Curioni faceva pure istanza il gran cancelliere per ordine anche del governatore che era andato di nuovo a metter l'assedio a quel povero Casale faceva istanza il Senato perché pensassero alla maniera di vettovaglia la città prima che dilatandosi per i Sventura il contagio le venisse negato pratica dagli altri paesi perché trovassero il mezzo di mantenere
una gran parte della popolazione a cui eran Mancati i lavori i decurioni cercavano di far danari per via di imprestiti di imposte e di quel che ne raccoglievano ne davano un po' alla sanità un po' ai poveri un po' di grano compravano sulivan ad una parte del bisogno e le grandi angosce Non erano ancora venute nel lazzeretto dove la popolazione quantunque ogni giorno andava ogni giorno crescendo era un'altra ardua impresa quella ad assicurare il servizio e la subordinazione di conservar le Separazioni prescritte di mantenervi insomma o per dir meglio di stabilirvi Il governo ordinato dal
tribunale della sanità che fin dai primi momenti c'era stata ogni cosa in confusione per la sfrenatezza di molti rinchiusi per la trascuratezza e per la connivenza dei serventi il tribunale de Curioni non sapendo Dove battere il Capo pensaron di rivolgere Ai Cappuccini e supplicarono il padre commissario della provincia il quale faceva le veci del provinciale Morto poco prima a ciò volesse Dar loro dei soggetti abili a governare quel regno desolato Il commissario propose loro per principale un padre Felice Casati l'uomo d'età matura il quale godeva una gran fama di Carità d'attività di mansuetudine insieme e
di fortezza d'animo a quel che il seguito fece vedere ben meritata e per compagno e come ministro di lui un padre Michele pozzobonelli ancor giovine ma grave e Severo di pensieri come D'aspetto furono accettati con gran piacere e il 30 di marzo entrarono nel lazzeretto il presidente della sanità li condusse in giro come per prenderne il possesso e convocati i serventi e gli impiegati d'ogni grado dichiarò davanti a loro presidente di quel luogo il padre felice con primaria e piena autorità di mano in mano Poi che la miserabile radunanza andò crescendo va accorsero altri Cappuccini
e furono quel luogo soprintendenti confessori amministratori Infermieri cucinieri guardarobiere il Padre Felice sempre affaticato e sempre sollecito girava di giorno girava di notte per i portici Per le stanze per quel Vasto spazio interno talvolta portando un'asta talvolta non armato che di ciliz animava e regolava ogni cosa sedava ai tumulti faceva ragione alle querele minacciava puniva riprendeva confortava asciugava e spargeva lacrime prese sul principio la peste ne guarì e si rimise con nuova Lena alle cure di prima i suoi confratelli ci lasciarono la più parte la vita e tutti con Allegrezza certo una tale dittatura era
uno strano ripiego Strano come la calamità come i tempi e quando non ne sapessimo altro basterebbe per argomento Anzi per saggio d' una società molto rozza E mal regolata il veder che quelli a cui toccava un così importante governo non sapessero farne altro che cederlo né trovassero a chi c'è cederlo che uomini Per Istituto il più alieni di ciò ma è insieme un saggio non ignobile della forza e dell'abilità che la carità può dare in ogni tempo e in qualunque ordine di cose il veder Quest uomini sostenere Un tal carico così bravamente e fu bello
lo stesso averlo accettato senz'altra ragione che il non esserci chi lo volesse senz'altro fine che di servire senz'altra speranza in questo mondo che d' una morte molto più invidiabile che invidiata fu bello lo stesso esser loro Offerto solo perché era difficile e pericoloso e si supponeva che il vigore il sangue freddo così necessario e raro in quei momenti essi lo dovevano avere e perciò l'opera e il cuore di quei frati meritano che se ne faccia memoria con ammirazione con tenerezza con quella specie di gratitudine che è dovuta come ins solido per i gran servizi resi
da uomini a uomini è più dovuta a quelli che non se la propongono per ricompensa che se questi padri Ivi Non si ritrovano Dice il Tadino al sicuro tutta la città annichilita si poiché fu cosa miracolosa l'aver questi padri fatto in così poco spazio di tempo Tante cose per benefizio pubblico che non avendo avuto AG giuto O almeno cuoco dalla città con la sua Industria e prudenza avevano mantenuto nel lazzeretto tante migliaia de poveri le persone ricoverate in quel luogo durante i 7 mesi che il padre felice nebbe governo furono circa 50.000 Secondo h pamti
il quale dice con ragione che un uomo tale avrebbe dovuto ugualmente parlare Se invece di descriver le miserie di una città avesse dovuto raccontarle cose che possono farle onore anche nel pubblico quella caparbietà di negar la peste andava naturalmente cedendo e perdendosi di mano in mano che il morbo si diffondeva e si diffondeva per via del contatto e della pratica e tanto più quando dopo essere qualche tempo rimasto solamente Tra i poveri cominciò a toccar persone più conosciute e tra queste come Allora fu il più notato così merita anche adesso un'espressa menzione il protofi Settala
avranno al me confessato che il povero vecchio aveva ragione chi lo sa caddero Infermi di peste lui la moglie due figliuoli sette persone di servizio lui e uno dei figliuoli in uscirono Salvi il resto morì questi casi dice il Tadino occorsi nella città in case Nobili disposero la Nobiltà et la plebe a pensare et gli increduli medici et la plebe ignorante e temeraria cominciò a stringere le labbra chiudere G denti e inarcare le ciglia Ma l' uscite i ripieghi le vendette per dir così della caparbietà convinta Sono alle volte Tali da far desiderare che fosse
rimasta ferma e in Vitta fino all'ultimo contro la ragione e l'evidenza e Questa fu bene una di quelle volte coloro i quali avevano impugnato così risolutamente così a lungo che ci fosse Vicino a loro tra loro un germe di male che poteva per mezzi naturali propagarsi e fare una strage non potendo ormai negare il propago di esso e non volendo attribuirlo a quei mezzi che sarebbe stato confessare ad un tempo un grande inganno e una gran colpa erano tanto più disposti a trovarci qualche altra causa a menar buona qualunque ne venisse messa in campo per
disgrazia ce n'era una impronto nelle idee e nelle tradizioni comuni Allora non qui soltanto ma in Ogni parte d'Europa arti venefiche operazioni diaboliche gente congiurato a sparger la peste per mezzo di veleni contagiosi di malie già cose tali o somiglianti erano state supposte e credute in Mol altre pestilenze e qui segnatamente in quella di mezzo secolo innanzi s'aggiunga che fin dall'anno antecedente era venuto un Dispaccio sottoscritto dal re Filippo i al governatore per avvertirlo che erano scappati da Madrid quattro francesi Ricercati come sospetti di spargere unguenti velenosi pestiferi stesse allerta Semmai con loro fossero capitati
a Milano il governatore aveva comunicato il dispaccio al Senato e al Tribunale della sanità né per Allora pare che ci si badasse più che tanto però scoppiata e riconosciuta la peste il tornar nelle menti quell'avviso Potte servir di conferma al sospetto indeterminato d' una frode scellerata Pote anche essere la prima occasione di farlo nascere ma Due fatti l'uno di Ceca è indisciplinata paura l'altro di non so quale cattività furon quelli che convertirono quel sospetto indeterminato ad un attentato possibile in sospetto e per molti incertezza d'un attentato positivo e d' una trama reale alcuni ai quali
era parso di vedere la sera del 17 maggio persone in duomo a andare ungendo un Ass sito che serviva a dividere gli spazi assegnati a due sessi fecero nella notte portar fuori della chiesa l'ass sito e Una quantità di panche rinchiuse in quello quantunque il presidente della sanità Accorso a far la visita con quattro persone dell'uffizio avendo visitato l'ass sito le panche le pile dell'acqua Benedetta senza trovar nulla che potesse confermare L'ignorante sospetto di un attentato benefico avesse per compiacere alle immaginazioni altrui e piuttosto per abbondare in cautela che per bisogno avesse dico deciso che
bastava dare una lavata all'ass sito Quel volume di roba accatastata produsse una grande impressione di spavento nella moltitudine per cui un oggetto diventa così facilmente un argomento Si disse e si credette Generalmente che fossero state unte in duomo tutte le panche le pareti e fin le corde delle campane né Si disse soltanto allora tutte le memorie dei contemporanei che parlano di quel fatto alcune scritte molt anni dopo ne parlano con ugual sicurezza e la storia sincera di esso Bisognerebbe Indovinarla se non si trovasse in una lettera del Tribunale della sanità al governatore che si conserva
nell'archivio detto di San Fedele dalla quale l'abbiamo cavata E dalla quale sono le parole che abbiam messe in corsivo la mattina seguente un nuovo e più strano più significante spettacolo colpì gli occhi e le menti dei cittadini in ogni parte della città si Videro le porte delle case e le muraglie per lunghissimi tratti intrise di non non so Che sudic seria giallognola biancastra spars VII come con delle spugne o sia stato un gusto sciocco di far nascere uno spavento più rumoroso e più generale o sia stato un più Reo disegno da crescer la pubblica confusione
o non saprei che altro la cosa è attestata di maniera che ci parrebbe Men ragionevole l'attribuire ad un sogno di molti che al fatto d'alcuni fatto Del resto che non sarebbe stato né il primo nell'ultimo di tal genere il Ripamonti che spesso su Questo particolari dell'unzione deride e più spesso orora alla credulità Popolare qui afferma d'aver veduto quell' impiastrato e lo descrive nella lettera sopracitata i signori della sanità raccontan la cosa nei medesimi termini parlan di visite di esperimenti fatti con quella materia sopra dei cani e senza cattivo effetto aggiungono esser loro opinione che cotale
temerità sia piuttosto proceduta da insolenza che da fine scelerata pensiero che indica in Loro fino a quel tempo pacatezza d'animo bastante per non vedere ciò che non ci fosse stato le altre memorie contemporanee raccontando la cosa accennano anche esser stata sulle prime opinioni di molti che fosse fatta per burla per bizzarria nessuna parla di nessuno che la negasse e ne avrebbero parlato Certamente se ce ne fosse stati Se non altro per chiamarli stravaganti ho creduto che non fosse Fuori di proposito il riferire e il mettere insieme questi particolari in parte poco noti in parte affatto
ignorati da un celebre delirio perché negli errori e massime negli errori di molti cò ciò che è più interessante e più utile ad osservarsi mi pare che sia appunto la strada che hanno fatta l'a apparenze i modi con cui hanno potuto entrar nelle menti e dominarle la città già agitata ne fu sotto sopra i padroni delle case con Paglia accesa AB bruciacchiare sospetti per questo solo e che allora si conoscevano facilmente al vestiario venivano arrestati nelle strade dal popolo e Condotti alla giustizia si fecero interrogatori esami d' arrestati d' arrestatemi non si trovò re o
nessuno le menti era ancora capaci di dubitare d' esaminare di intendere il tribunale della sanità pubblicò una grida con la quale prometteva premio e impunità a chi mettesse in chiaro L'autore o gli autori del fatto Ad ogni modo non parendo conveniente dicono quei signori nella citata lettera che porta la data del 21 di maggio Ma che fu evidentemente scrittto il 19 giorno segnato nella grida stampata che questo Delitto in qualsivoglia modo resti impunito massime in tempo tanto pericoloso e sospettoso per consolazione e Quiete di questo popolo e per cavare indizio del fatto abbiamo oggi pubblicata
grida eccetera Nella grida stessa però nessun cenno Almen chiaro di quella ragionevole e acquet congettura che Partecipavano al governatore silenzio che accusa ad un tempo una preoccupazione furiosa nel popolo e in loro una condiscendenza tanto più biasimevole quanto più poteva essere perniciosa mentre il tribunale cercava molti nel pubblico Come accade avevan già trovato coloro che credevano essere quella un unzione velenosa chi voleva Che fosse una vendetta di Don Gonzalo Fernandez de Cordova per gli insulti ricevuti nella sua partenza Chi un ritrovato del Cardinal De Richelieu per spopolare Milano e impadronirsene senza fatica altri e non
si sa Per quali ragioni ne volevano autore Il Conte di Collalto wallentin Questo Quell'altro l'uomo Milanese non mancavano come abbiamo detto di quelli che non vedevano in quel fatto altro che uno sciocco scherzo e l' attribuivano a Scolari a Signori a uffiziali che s' annoi assero all'assedio di Casale il non veder poi come si sarà temuto che ne seguisse addirittura un infett momento un eccidio universale fu probabilmente cagione che quel primo spavento s'andasse per allora acquet E la cosa fosse o paresse messa in oblio c'era del resto un certo numero di persone non ancora persuase
che questa peste ci fosse e perché tanto nel lazzeretto come per la città alcuni Porne guarivano si diceva gli ultimi argomenti di un opinione battuta dall'evidenza son sempre curiosi a sapersi si diceva dalla plebe ed ancora da molti medici parziali non essere vera peste perché tutti sarebbero morti per levare ogni dubbio trovò il tribunale della sanità un espediente proporzionato al bisogno un modo di parlare agli occhi quali tempi potevano richiederlo o suggerirlo in una delle feste della pentecoste usava i cittadini di Concorrere al cimitero di San Gregorio fuori di Porta Orientale a pregar per i
morti dell'altro contagio che eran sepolti là e prendendo dalla devozione opportunità di divertimento e di spettacolo ci andavano ognuno più in gala che potesse era in quel giorno morta di peste tra gli altri un'intera famiglia nell'ora del maggior concorso in mezzo alle carrozze alla gente a cavallo e a piedi i cadaveri di quella famiglia furono d'ordine della sanità Condotti al cimitero suddetto su un carro nudi affinché la folla potesse vedere in essi il marchio manifesto della pestilenza un grido di ribrezzo di terrore szava per tutto dove passava il carro un lungo mormorio regnava dov'era passato
un altro mormorio lo precorrere da sé ogni giorno più e quella riunione medesima non Dov servir poco a propagar in principio dunque non peste Assolutamente no per nessun conto proibito anche di proferire il vocabolo poi febbri pestilenziali l'idea si mette per ibia in un aggettivo poi non vera peste Vale dire peste Sì ma in un certo senso non peste proprio ma una cosa alla quale non si sa trovare un altro nome finalmente peste senza dubbio e senza contrasto Ma già ci si è attaccata un'altra idea l'idea del benefizio e del malefizio la quale altere confonde
l'idea espressa dalla parola che non si Può più mandare indietro non è credo necessario d' essere molto versato nella storia delle idee e delle parole per vedere che molte hanno fatto un simil corso per grazia del cielo che non sono molte quelle d' una tal sorte d' una tale importanza e che conquistino la loro evidenza ad un tal prezzo e alle quali si possono attaccare accessori di Un tal genere si potrebbe però tanto nelle cose piccole come nelle grandi evitare in gran parte Quel corso così lungo e così storto prendendo il metodo proposto da tanto
tempo d'osservare ascoltare paragonare pensare prima di parlare ma parlare questa cosa così sola è talmente più facile di tutte quell altre insieme che anche noi dico uomini in generale siamo un po' da compatire capitolo 32 divenendo sempre più difficile il supplire all'esigenze dolorose della circostanza era stato il 4 di maggio Deciso nel consiglio dei decurioni di ricorrere per aiuto al governatore e il 22 furono spediti al campo due di quel corpo che gli rappresentasse rigai e le strettezze della città le spese enormi le casse vote le rendite degli anni a venire impegnate le imposte correnti
non pagate Per la miseria generale prodotta da tante cause e dal guasto militare In specie gli mettessero in considerazione che per legi consuetudini non interrotte e per decreto speciale di Carlo V le Spese della peste dovevano essere a carico del fisco in quella del 1576 aere il governatore Marchese d'amonte non solo sospese tutte le imposizioni camerali ma data alla città una sovvenzione di 40.000 scudi della stessa camera chiedessero Finalmente quattro cose che l' imposizioni fossero sospese Come si era fatto allora la camera desse denari il governatore informasse il re delle miserie della città e della
provincia dispens asse da nuovi Alloggiamenti militari il paese già rovinato dai passati il governatore scrisse in risposta condoglianze nuove esortazioni dispiaceri di non poter trovarsi nella città per impiegare ogni sua in Sevo di quella ma sperare che a tutto avrebbe supplito lo Zelo di quei signori questo essere il tempo di spendere senza Risparmio di ingegnarsi in ogni Maniera In quanto alle richieste espresse prere nel meor modo che il tiempo in Necessidades presentes per meeren e sotto un girigogolo che voleva dire Ambrogio Spinola Chiaro come le sue promesse Il gran cancelliere Ferrer gli scrisse che quella
risposta era stata Letta dai de Corioni con grande scuo ci furono altre andate e venute domande e risposte ma non trovo che se ne venisse a Più strette conclusioni qualche tempo dopo nel colmo della peste il governatore trasferì con lettere parenti la sua autorità a Ferrer medesimo avendo Lui come scrisse da pensare alla guerra la quale si è detto qui incident dopo aver portato via senza parl dei soldati un Milion di persone a dir poco per mezzo del contagio tra la Lombardia il veneziano il Piemonte la Toscana e una parte della Romagna dopo aver desolati
come se visto di sopra i luoghi per cui passò e Figuratevi quelli dove fu fatta dopo la presa e il sacco atroce di Mantova finì con riconoscerne tutti il nuovo Duca per escludere il quale la Guerra era stata intrapresa Bisogna però dire che Fu obbligato a cedere al Duca di Savoia un pezzo del Monferrato della rendita di 15.000 scudi e a Ferrante Duca di quastalla Altre Terre della rendita di 6.000 e che ci fu un altro trattato a parte segretissimo col quale il duca di Savoia suddetto cede Pinerolo alla Francia trattate eseguito qualche tempo dopo
sotto altri pretesti e a furia di furberie insieme con quella risoluzione I decurioni ne avevan presa un'altra di chiedere al cardinale arcivescovo che si facesse una processione solenne portando per la città il corpo di San Carlo il buon prelato rifiutò per molte ragioni gli dispiaceva Quella fiducia in un mezzo arbitrario e temeva che se l'effetto non avesse corrisposto come pure temeva la fiducia si cambiasse in is scandolo temeva di più che seppur c'era di questi untori la processione fosse un'occasione Troppo comoda al Delitto Se non ce n'era il radunarsi tanta gente non poteva che spander
sempre più il contagio pericolo ben più reale che il sospetto sopito dell unzioni si era intanto ridestato più generale e più Furioso di prima s'era visto di nuovo o questa volta era parso di vedere unte muraglie porte di edifizi pubblici usci di case Martelli le nuove di tali scoperte volavan di bocca in bocca e come accade più che mai quando gli animi son preoccupati il sentire Faceva l'effetto del vedere gli animi sempre più amareggiati dalla presenza dei mali irritati dall'insistenza del pericolo abbracciavano più volentieri quella credenza che la collera aspira a punire e come osservò
acutamente a questo stesso proposito un uomo di ingegno le piace più da attribuire i mali ad una perversità umana contro cui possa far le sue vendette che di riconoscerli da una causa con la quale non ci sia altro da fare che rassegnarsi Un veleno squisito istantaneo penetran dissimo eran parole più che bastanti a spiegar la violenza e tutti gli accidenti più oscuri e disordinati del morbo si diceva composto quel veleno di rospi di serpenti di bava e di materia da pestati di peggio di tutto ciò che selvaggia e stravolte fantasie sapessero trovar di Sozzo e
d' atroce Vi si aggiunsero poi le malie per le quali ogni effetto diveniva possibile ogni obiezione perdeva la forza si scioglieva Ogni difficoltà se gli effetti non s'erano veduti subito dopo quella prima unzione se ne capiva il perché era il tentativo ancor sbagliato di venefici novizi ora l'arte era perfezionata e le volontà più accanite nell'infernale proposito ormai Chi avesse sostenuto ancora che era stata una burla che avesse negata l'esistenza di una trama passava per cieco per ostinato e seppur non si cadeva in sospetto d'uomo interessato a stornare dal vero L'attenzione del pubblico di complice d'un
Tore il vocabolo fu ben presto comune solenne tremendo con una tal persuasione che ci fossero untori se ne doveva scoprire quasi infallibilmente tutti gli occhi stavano allerta ogni atto poteva dar gelosia e la gelosia diveniva facilmente certezza la certezza furore due fatti ne adduce in prova il Ripamonti avvertendo d' averli scelti non come tra i più atroci tra quelli che Seguivano giornalmente Ma perché dell'uno e dell'altro era stato purtroppo testimonio nella chiesa di Sant'Antonio un giorno di Non so quale solennità un vecchio più che ottuagenario dopo aver pregato alquanto in ginocchioni volle mettersi a sedere
e prima con la cppa spolvero la panca quel vecchio unge le panche gridarono ad una voce Alcune donne che Vider latto la gente che si trovava in chiesa in Chiesa fu addosso Al vecchio lo prendon per i capelli bianchi com'erano lo carican di pugni e di Calci parte lo tirano parte lo spingono fuori se non lo finirono fu per trascinarlo così Sem viivo alla prigione ai giudici alle torture io lo vidi mentre lo strascin Avan Così dice il Ripamonti e non ne Seppi più altro credo bene che non abbia potuto sopravvivere più di qualche minuto
l'altro caso e seguì il giorno dopo fu ugualmente strano ma non Ugualmente funesto tre giovani compagni francesi un letterato un pittore un meccanico venuti per veder l'Italia per studiarvi le Antichità e per cercarvi occasion di guadagno s'erano accostati a non so quale parte esterna del Duomo e sta stavan lì guardando attentamente uno che passava li vede e si ferma gli accenna ad un altro ad altri che arrivano si formò un Crocchio a guardare a tener d'occhio coloro che il vestiario la capigliatura le Bisacce accusavano di Stranieri E quel che era peggio di francesi Come per
accertarsi che era marmo stesero essi la mano a toccare bastò furono Circondati afferrati malmenati spinti a furia di percosse alle carceri per buona S il palazzo di giustizia è poco lontano dal Duomo e per una sorte ancor più felice furon trovati innocenti e rilasciati n tali cose accadevano solamente in città la frenesia si era propagata come il contagio Il viandante che fosse Incontrato da dei contadini fuor della strada maestra o che in quella si dondol asse a guardare in qua e in là o si buttasse giù per riposarsi lo sconosciuto a cui si trovasse qualcosa
di strano di sospetto nel volto Nel vestito erano untori al primo avviso di chi si fosse al grido di un ragazzo si sonava a martello s' accorreva gli infelici eran tempestati di pietre opri venivan menati a furia di Popoli in prigione così il Ripamonti medesimo e la Prigione fino ad un certo tempo era un porto di salvamento Ma i de Curioni non disanima dal rifiuto del Savio prelato andavan replicando le loro istanze che il voto pubblico secondava rumorosamente federigo resistette ancora per qualche tempo cercò di convincerli Questo è quello che potè il senno d' un
uomo contro la forza dei tempi e l'insistenza di molti in quello stato d'opinioni con l'idea del pericolo confusa com'era allora contrastata ben lontana Dall'evidenza che ci si trova ora non è difficile capire come le buone ragioni potessero anche nella sua mente essere soggiogate dalle cattive degli altri Se poi nel ceder che fece avesse o non avesse parte un po' di debolezza della volontà sono Misteri del cuore umano Certo se in alcun caso par che si possa dare in tutto l'errore all'intelletto e scusar la coscienza è quando si tratti di quei pochi e questo fu ben
del numero nella vita intera dei quali apparisca un Ubbidì risoluto alla coscienza senza riguardo ad interessi temporali di nessun genere al replicar delle istanze cedette egli Dunque a consentì che si facesse la processione a consentì di più al Desiderio alla premura generale che la cassa dove eran rinchiuse le reliquie di San Carlo rimanesse dopo esposta per 8 giorni sull'altar maggior del Duomo non trovo che il tribunale della sanità né altri facessero ostanza né opposizione di sorte alcuna soltanto il Tribunale sodd detto ordinò alcune precauzioni che senza riparare al pericolo ne indicavano il timore prescrisse Più
strette regole per l'entrata delle persone in città e per assicurarne l'esecuzione fece Star chiuse le porte come pure a fine ad escludere per quanto fosse possibile dalla radunanza gli infetti e i sospetti fece inchiodare gli usci delle case sequestrate le quali per quanto può valere la semplice affermazione di uno Scrittore e d' uno scrittore di Quel tempo eran circa 500 tre giorni furono spesi in preparativi l'11 di giugno che era il giorno stabilito la processione uscì sull'alba dal Duomo andava dinanzi una lunga schiera di popolo donne la più parte coperte il volto d' Ampi zendali
molte Scalze e vestite di Sacco venivan poi l'arti precedute dai loro gonfaloni le confraternite in abiti vari di forme e di colori poi le frater poi il clero Secolare ognuno con l'insegna del grado e con una candela o un torcetto in mano nel mezzo tra il chiarore di più fitti lumi tra un rumor più alto di canti sotto un ricco baldacchino s' avanzava la cassa portata da quattro canonici parati in gran pompa che si cambiavano Ogni tanto dai cristalli traspariva il venerato cadavere vestito di splendidi abiti pontificali e mitrato il teschio e nelle forme mutilate
scomposte si poteva ancora distinguere qualche vestigio Dell'Antico sembiante quale lo rappresentano le immagini quali alcuni si ricordavano d' averlo visto e onorato in vita dietro la spoglia del morto pastore dice il Ripamonti da cui principalmente prendiamo questa descrizione è vicino a lui come di meriti e di sangue e di dignità così ora anche di persona veniva all'arcivescovo Federico seguiva all'altra parte del clero poi I magistrati con abiti di maggior cerimonia poi Nobili quali Vestiti sfarzosamente come a dimostrazione solenne di culto quali in segno di penitenza AB Brunati o scalzi e incappati con la buffa sul
viso tutti con torcetti Finalmente una coda d'altro popolo misto tutta la strada era parata a festa i ricchi avevan cavate fuori le suppellettili più preziose le facciate delle case povere erano state ornate da dei vicini benestanti o a pubbliche spese dove in luogo di parati dove sopra i parati c'eran dei rami fronzuti da Ogni parte pendevano quadri iscrizioni imprese sui davanzali delle finestre stavano in mostra vasi anticaglie rarità diverse per tutto lumi a molte di quelle finestre infermi sequestrati guardavano la processione e l'accompagnavano con le loro pre le altre strade mute deserte se nonché alcuni
pur dalle finestre tendevano l'orecchio al loron zio vagabondo altri e tra questi si Videro fin delle monache eran saliti sui tetti se di lì potessero vedere da lontano Quella cassa il corteggio qualche cosa la processione passò per tutti i quartieri della città a ognuno di quei crocicchi o piazzette dove le strade principali sboccano nei borghi e che allora serbavano l'antico nome di carrobiolo ad uno solo si faceva una fermata posando la cassa accanto alla Croce che ognuno era stato ereta da San Carlo nella peste antecedente e delle quali alcune sono Tuttavia in piedi di maniera
che si tornò in duomo un pezzo Dopo il sicurezza che la processione dovesse aver troncata la peste le morti crebbero in ogni classe in ogni parte della città a un tale eccesso con un salto così subitaneo che non ci fu chi non ne vedesse la causa o l'occasione nella processione medesima ma ho le forze mirabili e dolorose d' un pregiudizio generale non già al trovarsi insieme tante persone e per tanto tempo non all'infinita moltiplicazione dei Contatti fortuiti attribuivano i più quell'effetto l' attribuivano alla facilità che gli untori ci avessero trovata eseguire in grande il loro
empio disegno Si disse che mescolati nella folla avessero infettati con loro unguento quanti più avevan potuto ma siccome questo non pareva un mezzo bastante né appropriato ad una mortalità così vasta e così diffusa in ogni classe di persone siccome a quel che pare non era stato possibile all'occhio così Attento e pur così travedo di scorgere un Tumi macchie di nessuna sorte su mu né altrove così si ricorse per la spiegazione del fatto a quell'altro ritrovato già vecchio è ricevuto Allora nella scienza comune d'Europa delle polveri venefiche e malefiche si disse che polveri tali sparse lungo
la strada e specialmente ai luoghi delle fermate si fossero attaccate agli strascichi dei vestiti e tanto più ai piedi che in gran numero erano quel giorno andati in giro Scalzi vide pertanto dice uno scrittore contemporaneo gli stesso giorno della processione La pietà cozzar con l'empietà la perfidia con la sincerità la perdita con l'acquisto ed era invece il povero senno umano che cozzava coi fantasmi creati da sé da quel giorno la furia del contagio andò sempre crescendo in poco tempo non ci fu quasi più casa che non fosse toccata in poco tempo la popolazione D lazzeretto
al dir del Somalia citato di sopra montò Da 2000 a 12.000 più tardi al dir di quasi tutti arrivò fino a 16.000 il 4 di luglio come trovo in un'altra lettera dei conservatori della sanità al governatore la mortalità giornaliera oltrepassava i 500 più innanzi e nel colmo arrivò secondo il calcolo più comune a 1200 1500 e ha più di 3500 se vogliamo credere al Tadino il quale anche afferma che per le diligenze fatte dopo la peste si trovò la popolazione di Milano ridotta a poco più di 64.000 Anime e che prima passava le 250.000 secondo
il Ripamonti era di sole 200.000 de morti dice che ne risultava 140.000 da registri civici oltre quelli di cui non si Potte tener conto altri dicon più o meno ma ancor più a caso si pensi ora in che angustia dovessero trovarsi de Curioni addosso ai quali era rimasto il peso di provvedere alle pubbliche necessità di riparare a ciò che era di riparabile in un tal disastro bisognava ogni giorno sostituire ogni Giorno aumentare serventi pubblici di varie specie monatti apparitori commissari i primi erano addetti ai servizi più penosi e pericolosi della pestilenza le dalle case dalle
strade dall lazzeretto i cadaveri condurli sui carri alle Fosse e sotterrarlo portare o guidare all' zeret gli infermi e governarli bruciare purgare la roba infetta e sospetta il nome vuole il Ripamonti che venga dal greco monos Gaspare e Bugatti in una descrizione Della peste antecedente dal latino monere ma insieme dubita con più ragione che sia parola tedesca per essere quegli uomini arrola la più parte nella Svizzera e nei Grigioni ne sarebbe infatto assurdo il crederlo una troncatura del vocabolo monatlich mensuale Giacché nell'incertezza di quanto potesse durare il bisogno è probabile che gli accordi non fossero
che di mese in mese l'impiego speciale degli apparitori era di precedere i Carri avvertendo col suono d' un campanello i passeggeri che si ritirassero i commissari regolavano gli uni e gli altri sotto gli ordini immediati del Tribunale della sanità bisognava tener fornito il lazzeretto di medici di chirurghi di medicine di vitto di tutti gli attrezzi di infermeria bisognava trovare e preparar nuovo alloggio per gli ammalati che sopraggiungevano ogni giorno si fecero a questo effetto costruire in fretta Capanne di legno e di paglia nello spazio interno del lazzeretto se ne piantò uno nuovo tutto di capanne
Cinto da un semplice assito e capace di contenere 4.000 persone e non bastando ne furon decretati due altri ci si mise anche mano ma per mancanza di mezzi d'ogni genere rimasero in tronco i mezzi le persone il coraggio diminuivano di mano in mano che il bisogno cresceva e non solo l'esecuzione rimaneva sempre a dietro dei progetti e degli ordini non Solo a molte necessità purtroppo riconosciute Si provvedeva scarsamente anche in parole sarò a questo eccesso di impotenza e di disperazione che a molte delle più pietose come delle più urgenti non si provvedeva in nessuna maniera
moriva Per esempio d'abbandono una gran quantità di bambini ai quali erano morte le madri di peste la propose che si istituisse un ricovero per questi e per le partorienti bisognose che qualcosa si facesse per loro e non Potte ottener Nulla si doveva non di meno dice il Tadino compatire ancora agli de Corioni della città gli quali si trovavano afflitti mesti et lacerati dalla soldatesca senza regola e te rispetto alcuno come molto meno nell'infelicità soldati tanto importava il prender Casale tanto par bella la lode del vincere indipendentemente dalla cagione dallo scopo per cui si combatta così
pure trovandosi colma di cadaveri un'ampia ma unica Fossa che era stata Scavata vicino al lazzeretto E rimanendo non solo in quello ma in ogni parte della città insepolti i nuovi cadaveri che ogni giorno eran di più I magistrati dopo aver invano cercato braccia per il tristo lavoro sarano ridotti a dire di non saper più che partito prendere né si vede come sarebbe andata a finire Se non veniva un soccorso straordinario il presidente della sanità ricorse per disperato con le lacrime agli occhi a quei due bravi frati che soprintendere Letto e il Padre Michele Si impegnò
a dargli in capo a quattro giorni sgombra la città di cadaveri in capotto aperte fosse sufficienti non solo al bisogno presente ma a quello che si potesse prevedere di peggio nell'avvenire con un frate compagno e con persone del tribunale Dategli dal Presidente andò fuor della città Ca di contadini e parte con l'autorità del tribunale parte con quella dell'abito e delle sue parole ne raccolse circa 200 ai quali fece scavar Tre grandissimi fosse spedì poi dall lazzeretto monatti a raccogliere i morti tanto che il giorno prefisso la sua promessa si trovò admita una volta il lazzeretto
rimase senza medici e con offerte di grosse paghe e d'ori a fatica e non subito se ne potea avere ma molto Men del bisogno fu spesso lì lì per aff fatto di viveri a segno di temere che ci sapesse a morire anche di fame e più d' una volta mentre non si sapeva più dove batter la Testa per trovare il bisognevole vennero a tempo abbondanti sussidi per inaspettato dono di misericordia privata che in mezzo allo stordimento generale all'indifferenza per gli altri nata Dal continuo temer per sé Ci furono degli animi sempre desti alla carità ce
ne furono degli altri in cui la carità nacque Al cessare d'ogni Allegrezza terrena come nella strage e nella fuga di molti a cui toccava di soprintendere e di vedere ce ne furono alcuni sani Sempre di corpo e saldi di coraggio Al loro posto Ci furon pure altri che spinti dalla pietà assunsero e sostennero virtuosamente le cure a cui non eran chiamati per impiego dove spiccò una più generale e più pronta e costante fedeltà ai doveri difficili della circostanza fu negli ecclesiastici ai lazzeretti nella città non mancò mai la loro assistenza dove si pativa ce n'era
sempre si Videro mescolati confusi coi languenti coi Moribondi languenti e moribondi qualche volta loro medesimi ai soccorsi spirituali aggiungevano per quanto potessero i temporali prestavano ogni servizio che richiedessero le circostanze più di 60 parrochi della città solamente morirono di contagio gli OT noni all'incirca federigo dava a tutti com era da aspettarsi da lui incitamento ed esempio mort gli intorno quasi tutta la famiglia arcivescovile e facendogli stanza enti Alri magistrati principi circonvicini che S allontanasse dal pericolo ritirandosi in qualche villa rigettò Un tal consiglio e resistette all istanze con quell'animo con cui scriveva ai parrochi siate
disposti ad abbandonar questa vita mortale piuttosto che questa famiglia questa figliolanza nostra andate con amore incontro alla peste come ad un premio come ad una vita quando ci si ha da guadagnare un'anima a Cristo non trascurò quelle cautele che Non gli impedissero di fare il suo dovere sol qualcosa diede anche istruzioni e regole al clero e insieme non Curò il pericolo né parve che se ne AV vedesse quando per far del bene bisognava passar per quello senza parlare degli ecclesiastici coi quali era sempre Per lodare e regolare il loro Zelo per eccitare chiunque di loro
andasse freddo nel lavoro per mandarli ai posti dove altri eran morti volle che fosse aperto l'adito a chiunque avesse Bisogno di lui visitava i lazzeretti per dar consolazione agli infermi e per animare i serventi scorreva la città and soccorsi ai poveri sequestrati nelle case fermandosi agli usci sotto le finestre ad ascoltare i loro lamenti a dare in cambio parole di consolazione e di coraggio si cacciò insomma E visse nel mezzo della pestilenza maravigliato anche lui alla fine d'esserne uscito illeso così nei pubblici infortuni e Nelle lunghe perturbazioni di quel quals Sia ordine consueto si vede
sempre un aumento una sublimazione di virtù ma purtroppo non manca mai insieme un aumento ed ordinario ben più generale di perversità e questo pure fu segnalato i birboni che la peste risparmiava e non atterriva trovarono nella Confusion comune nel rilasciamento d' ogni forza Pubblica una nuova occasione d'attività e una nuova sicurezza di impunità ad un tempo che anzi l'uso della forza pubblica stessa venne a trovarsi in gran Parte nelle mani dei peggiori tra loro all'impiego di monatti e apparitori non S adattavano Generalmente che uomini sui quali l'attrattiva delle rapine e della licenza potesse più che
il Terror del contagio che ogni Natural ribrezzo erano a costoro prescritte strettissime regole intimate e severissime pene assegnati posti dati per superiori dei commissari come abbiamo detto sopra questi e Quelli eran delegati in ogni quartiere magistrati e nobili con l'autorità di Provveder sommariamente ad ogni occorrenza di buon governo Un tal ordine di cose camminò e fece effetto fino ad un certo tempo ma crescendo ogni giorno il numero di quelli che morivano di quelli che andavan via di quelli che perdevano la testa venner coloro a non aver quasi più nessuno che li tenesse a freno si
fecero i monatti principalmente arbitri d'ogni cosa entravano da padroni da nemici nelle case e senza parlar de rubami e come trattavano gli infelici Ridotti dalla peste a passar per tali mani le mettevano quelle mani infette scellerate sui sani figliuoli parenti mogli mariti minacciando di strascin darli al lazzeretto se non si riscattava riscattati con danari altre volte mettevano a prezzo i loro serv i rosando di portar via i cadaveri già putrefatti a meno di tanti scudi Si disse e tra la leggerezza degli Uni e la malvagità degli altri è ugualmente malsicuro il credere e il non
credere Si disse e l'a Afferma anche il Tadino che monatti e apparitori lasciassero cadere apposta Dai carri robe infette per propagare e mantenere la pestilenza divenuta per essi un'entrata un regno una festa altri sciagurati fingendo simonatti portando un campanello attaccato ad un piede come era prescritto a quelli per distintivo e per avviso dell loro avvicinarsi si introducevano nelle case a farne di tutte le sorte in alcune aperte e vote d'abitanti o abitate soltanto da qualche Languente da qualche moribondo entrava ladri a mansalva a saccheggiare altre venivan sorprese invase da Birri che facevano lo stesso e
anche cose peggiori del pari con la perversità crebbe la pazzia tutti gli errori già dominanti più o meno presero dallo sbalordimento e dall'agitazione delle menti una forza straordinaria produssero effetti più rapidi e più basti e tutti servirono a rinforzare e ad ingrandire quella paura speciale dell'un zioni la quale nei suoi Effetti nei suoi sfoghi era spesso come abbiam veduto un'altra perversità l'immagine di quel supposto pericolo assediava e martirizzare o i mucchi di cadaveri sempre davanti agli occhi sempre tra i piedi facevano della città tutta come un solo mortorio c'era qualcosa di più brutto di più
funesto in quell' accanimento vicendevole in quella sfrenatezza e mostruosità di sospetti non del vicino soltanto si Prendeva ombra dell'amico dell'ospite Ma quei nomi quei vincoli dell'umana carità marito e moglie padre e figlio fratello e fratello eran di terrore E cosa orribile indegna a dirsi la mensa domestica e il letto nuziale si temevano come agguati come nascondigli di benefizio la vastità immaginata la stranezza della trama turbavano tutte le ragioni della fiducia reciproca da principio si credeva Soltanto che quei supposti untori fosser mossi dall'ambizione e dalla cupidigia andando avanti Si sognò si credette che ci fosse una
Non so quale volontà Diabolica in quell' ungere un'attrattiva che dominasse le volontà i vaneggiamenti degli Infermi che accusavano se stessi di ciò che avevano temuto dagli altri parevano rivelazioni e rendevano ogni cosa per dir così credibile d'ognuno e più delle parole dovevan far colpo le dimostrazioni se accadeva che appestati In delirio Ander facendo di quegli atti che s'erano Figurati che dovessero fare gli untori cosa insieme Molto e Atta a dar miglior ragione della persuasione generale e delle affermazioni di molti scrittori così nel lungo e tristo periodo dei processi per stregoneria le confessioni non sempre storte
degli imputati non servir poco a promuovere e a mantenere l'opinione che regnava intorno ad essa che quando un'opinione regna per lungo Tempo E in una buona parte del mondo finisce ad esprimersi in tutte le maniere a tentar tutte le uscite a scorrer per tutti i gradi della persuasione ed è difficile che tutti o moltissimi credano a lungo che una cosa strana si faccia senza che venga alcuno il quale creda di farla tra le storie che quel delirio dell' unzioni fece immaginare una merita che se ne faccia menzione per il credito che acquistò e per il
giro che fece si Raccontava non da da tutti Nelli stessa maniera che sarebbe un troppo singolar privilegio delle favole ma un di presso che un tale il tal giorno aveva visto arrivar sulla piazza del Duomo un tiro a sei e dentro con altri un gran personaggio con una faccia Fosca e infuocata con gli occhi accesi coi capelli ritti e il labbro atteggiato di minaccia mentre Quel tale stava intento a guardare la carrozza s'era fermata e il Cocchiere l'aveva invitato a salirvi E lui non aveva saputo dir di no dopo diversi rigiri Erano smontati alla porta
d'un tal palazzo dove entrato anche lui con la compagnia aveva trovato amenità e orrori deserti e giardini caverne e sale e in esse fantasme sedute a consiglio finalmente gli erano state fatte vedere gran casse di danaro e detto che ne prendesse quanto gli fosse piaciuto con questo però che accettasse un vasetto d' unguento e andasse con esso ungendo per la città ma non avendo voluto Acconsentire si era trovato in un batter d'occhio nel medesimo Luogo dove era stato preso questa storia creduta qui generalmente dal popolo e al dir delle Ripamonti non abbastanza derisa da qualche
uomo di peso girò per tutta Italia e fuori in Germania se ne fece una stampa l'elettore arcivescovo di Magonza scrisse al Cardinal federigo per domandargli cosa si dovesse credere dei fatti meravigliosi che si raccontavano di Milano e nebbe in risposta che eran Sogni d' ugual valore se non in tutto d' ugual natura erano i sogni dei dotti come disastrosi del pari neran gli effetti vedevano la più parte di loro l'annunzio e la ragione insieme dei guai in una cometa apparsa all'anno 1628 e in una congiunzione di Saturno con Giove inclinando scrive il Tadino la congiunzione
sod Deta sopra quest'anno 1630 tanto Chiara che ciascun la poteva intender mortale sparat morbos Miranda Videntur questa predizione cavata dicevano da un libro intitolato specchio degli almanacchi perfetti stampato in Torino nel 1623 correva per le bocche di tutti un'altra cometa apparsa Nel giugno dell'anno stesso della peste Si prese per un nuovo avviso Anzi per una prova manifesta dell unzioni pescava nei libri e purtroppo ne trovavano in quantità esempi di peste Come dicevano manufatta citavano Livio Tacito Dione che dico Omero e Ovidio di molti altri antichi che hanno raccontati o accennati fatti somiglianti di moderni ne
vedevano ancor più in abbondanza citavano 100 altri autori che hanno trattato dottrinalmente ho parlato incident di veleni di malie d' Unti di polveri il Cesalpino il Cardano Il grevino il salio il pareo lo schen Chio la zachia e per finirla quel funesto del Rio il quale se la rinomanza degli autori fosse in ragione del bene e del male prodotto dalle loro opere Dovrebbero essere uno dei più famosi quel del Rio le cui Veglie costarono la vita a più uomini che le imprese di qualche conquistatore quel del Rio le cui disquisizioni magiche il ristretto di tutto
ciò che gli uomini avevano fino a suoi tempi sognato in quella materia divenute il testo più autorevole più irrefragabile furono per più di un secolo norma e impulso potente di legali orribili non interrotte carneficine da trovati del Volgo la Gente istruita prendeva ciò che si poteva Accomodare con le sue idee da trovati della gente istruita il Volgo prendeva ciò che ne poteva intendere come lo poteva e di tutto si formava una massa enorme confusa di pubblica follia ma ciò che reca maggior meraviglia È il vedere i medici di coi medici che fin da principio avevan
creduta alla peste dico in specie il Tadino il quale l'aveva pronosticata vista entrare tenuta d'occhio per dir così nel suo Progresso Il quale aveva detto e predicato che l'era peste e s' attaccava col contatto che non mettendovi riparo ne sarebbe infettato tutto il paese vederlo poi da questi effetti medesimi cavare argomento certo delle unzioni benefiche e malefiche lui che in quel Carlo colonna il secondo che morì di peste in Milano aveva notato il delirio come un accidente della malattia vederlo poi addurre in delle unzioni e della congiura Diabolica un fatto di questa Sorte che due
testimoni deponevano d' aver sentito raccontare da un loro amico infermo come una notte gli erano venute persone in camera a esibirli la guarigione e danari se avesse voluto Unger le case del contorno e come al suo rifiuto quelli se n'erano andati e in loro Vece era rimasto un lupo sotto il letto e tre gattoni sopra che sino al far del giorno vi Dior orno se fosse stato uno solo che connett così si dovrebbe dire che aveva una Testa curiosa o piuttosto non ci sarebbe ragion di parlarne Ma siccome eran molti Anzi quasi tutti così è
storia dello spirito umano e dà occasion d'osservare quanto una serie ordinata e ragionevole di idee possa essere scompigliata da un'altra serie di idee che ci si getti attraverso del resto quel Tadino era qui uno degli uomini più riputati del suo tempo due illustri e benemeriti scrittori hanno affermato che il Cardinal federigo dubitasse del fatto Dell unzioni Noi vorremmo poter dare a quell' Amabile memoria una lode ancora più intera e rappresentare il buon prelato in questo come in tante altre cose superiore alla più parte dei suoi contemporanei ma siamo invece costretti di Notar di nuovo in
lui un esempio della forza di un'opinione comune anche sulle menti più Nobili s'è visto almeno da quel che ne dice il Ripamonti come da principio veramente stesse in dubbio ritenne poi sempre che in quell'opinione Avesse gran parte la credulità l'ignoranza la paura il desiderio di scusarsi di aver così tardi riconosciuto il contagio e pensato a mettervi riparo che molto ci fosse ma insieme che qualche cosa ci fosse di vero nella biblioteca Ambrosiana si conserva un'operetta scritta di sua mano intorno a quella peste e questo sentimento ci ha accennato spesso anzi una volta enunciato espressamente era
opinion comune dice ad un dipresso che Di questi unguenti se ne componesse in vari luoghi e che molte fossero l'arti di metterlo in opera delle quali Alcune ci paion vere altre inventate ci furon però di quelli che Pens fino alla fine e finché vissero che tutto fosse immaginazione e lo sappiamo non da loro che nessuno fu abbastanza Ardito per esporre al pubblico un sentimento così opposto a quello del pubblico lo sappiamo dagli scrittori che lo deridono lo riprendono o lo ribattono Come un pregiudizio d' alcuni un errore che non s attentava a di venire a
disputa Palese Ma che pur viveva lo sappiamo anche da chi ne aveva notizia per tradizione ho trovato gente Savia in Milano dice il buon muratori nel luogo sopraccitato che aveva buone relazioni dai maggiori e non era molto persuasa che fosse vero il fatto di quegli unti velenosi Si vede che era uno sfogo segreto della verità una confidenza domestica Il buon senso c'era ma se ne Stava nascosto per paura del senso comune I magistrati scema ogni giorno e sempre più smarriti E confusi tutta per dir così quella poca risoluzione di cui eran Capaci li impiegarono a
cercar di questi untori tra le carte del tempo della peste che si conservano nel l'archivio nominato di Sopra c'è una lettera senza alcun altro documento relativo in cui il gran cancelliere informa sul serio e con gran premura il governatore d' aver Ricevuto un avviso che in una casa di campagna dei fratelli Girolamo e Giulio Monti gentiluomini milanesi si componeva veleno in tanta quantità che 40 uomini erano occupati enest exero con l'assistenza di quattro cavalieri Bresciani i quali la facevano venir materiali dal Veneziano par La Fabbrica del Veneno soggiunge che lui aveva preso in gran segreto
i concerti necessari per mandar là il Podestà di Milano e l'auditor della sanità con 30 soldati di Cavalleria che purtroppo uno dei fratelli era stato avvertito a tempo per poter trafugare gli indizi del delitto e probabilmente dall'auditorium tutti quelli che fossero incolpati la cosa doveva finire in nulla Giacché gli scritti del tempo che parlano dei sospetti che c'erano su quei gentiluomini non citano alcun fatto ma purtroppo in un'altra occasione si crede d' aver trovato i processi che ne vennero in conseguenza non eran Certamente i primi di Un tal genere e non si può nemmeno considerarli
come Una rarità nella storia della giurisprudenza che per tacere dell'antichità e accennare solo qualcosa dei tempi più vicini a quello di cui trattiamo in Palermo del 1526 a Ginevra del 1530 poi del 1545 poi ancora del 1574 in Casal Monferrato del 1536 in Padova del 55 in Torino del 99 e di nuovo in quel medesimo anno 1630 Furon processati e condannati a supplizi perlopiù atrocem dove qualcheduno dove molti in felici come Rei d' aver propagata la peste con polveri o con unguenti o con malie o con tutto ciò insieme ma l'affare delle cosiddette unzioni di
Milano come fu il più celebre così è forse anche il più osservabile o almeno c'è più campo di farci sopra osservazione Per esserne rimasti documenti più circostanziati e più Autentici e quantunque uno scrittore lodato poco sopra se ne sia occupato pur essendosi lui proposto non tanto di farne propriamente la storia quanto di cavarne sussidio di ragioni per un assunto Di maggiore o certo di più immediata importanza ciè parso che la storia potesse essere materia ad un nuovo lavoro ma non è cosa da uscirne con poche parole e non è qui il luogo di trattarla con
l'estensione che merita e oltre di Ciò dopo essersi fermato su quei casi il lettore non si curerebbe più Certamente di conoscere ciò che rimane del nostro racconto servando Però ad un altro scritto La storia e l'esame di quelli torneremo finalmente ai nostri personaggi per non lasciarli più fino alla fine capitolo 33 una notte verso la fine d'agosto proprio nel colmo della peste tornava Don Rodrigo a casa sua in Milano Accompagnato dal Fedel Griso l'uno dei tre o quattro che di tutta la famiglia gli erano rimasti vivi tornava da un ridotto d'amici soliti a stravizi are
insieme per passar la malinconia di quel tempo e ogni volta ce n'erano de nuovi e ne mancava de Vecchi quel giorno Don Rodrigo era stato uno dei più allegri e tra l'altre cose aveva fatto Rider tanto la compagnia con una specie d'elogio funebre del Conte Attilio portato via da dalla peste due giorni Prima camminando però sentivo un malessere un abbattimento una fiacchezza di gambe una gravezza di respiro un' arsione interna che avrebbe voluta attribuire solamente al vino alla veglia o alla stagione non aprì bocca per tutta la strada e la prima parola arrivati a casa
fu da ordinare al Griso che gli facesse lume per andare in camera Quando ci furono Il Griso osservò il viso del padrone stravolto acceso con gli occhi in fuori e lustri lustri e gli stava Alla lontana perché in quelle circostanze ogni mascalzone aveva dovuto acquistare Come si dice l'occhio medico sto bene ve disse don Rodrigo che lesse nel fare del Griso il pensiero che gli passava per la mente sto benone ma ho bevuto ho bevuto forse un po' troppo c'era una Vernaccia ma con una buona dormita tutto se ne va Ho un gran sonno Levami
un po' quel lume di nanzi che m' acceca mi dà una noia scherzi della Vernaccia Il Griso Tenendosi sempre alla larga Ma vada a letto subito che il dormire le farà bene Hai ragione se posso dormire del resto sto bene metti qui vicino a buon conto quel campanello se per caso stanotte avessi bisogno di qualche cosa e sta attento ve Sem mai senti suare ma non avrò bisogno di nulla porta via presto quel maledetto lume riprese Poi intanto che Il Griso eseguiva l'ordine avvicinandosi meno che poteva diavolo che m'abbia a dar tanto fastidio Il Griso
prese il lume e augurata la buonanotte al padrone se ne andò in fretta mentre quello si cacciava sotto Ma le coperte gli parvero una montagna le buttò via e si rannicchiò per dormire che infatti moriva dal sonno ma appena velato l'occhio si svegliava con un riscossion come se uno per dispetto fosse venuto a dargli una tentennato e sentiva cresciuto il caldo cresciuta alla smania ricorreva col pensiero all'agosto alla Vernaccia al disordine Avrebbe voluto poter dar loro tutta la colpa ma a queste idee si sostituiva sempre da sé quella che allora era associata con tutte che
entrava per dir così da tutti i sensi che s'era ficcata in tutti i discorsi dello stravizio già che era ancor più facile prenderla in scherzo che passarla sotto il silenzio la peste Dopo un lungo rivoltarsi finalmente s addormentò e cominciò a fare i più brutti e arruffati sogni del Mondo e d'uno in un altro gli parve di trovarsi in una gran Chiesa in su in su su in mezzo ad una folla di trovarci S che non sapeva come ci fosse andato come gliene fosse venuto il pensiero in quel tempo specialmente e se n'era arrabbiato guardava
i circostanti eran tutti visi gialli distrutti con cert'occhi incantati abbacinati con le labbra spenol tutta gente con certi vestiti che cascavano a pezzi e da rotti si vedevano macchie e bobboni largo canaglia Gli Pareva di gridare guardando alla porta che era Lontana lontana e accompagnando il grido con un viso minaccioso senza però muoversi Anzi restringendosi per non toccar quei Sozzi corpi che già lo toccavano anche troppo da ogni parte ma nessuno di quegli insensati dava segno di volersi scostare e nemmeno d'aver inteso anzi gli stavan più addosso e soprattutto Gli pareva che qualcheduno di loro
con le gomita o con altro lo pigi asse a sinistra tra il cuore e L'ascella dove sentiva una puntura dolorosa e come pesante e se si storceva per veder di liberarsene subito un nuovo non so che veniva a puntargli si al luogo medesimo infuriato volle metter mano alla spada e appunto gli parve che per la calca gli fosse andata in su e fosse il pomo di quella che lo premesse in quel luogo ma mettendoci la mano non ci Trovò la spada e sentì invece una trafitta più forte strepitava Era tutto affannato e voleva Gridar più
forte quando gli parve che tutti quei visi si rivolgessero ad una parte guardò anche lui vide un pulpito e dal parapetto di quello spuntar un non so che di convesso liscio e luccicante poi alzarsi e comparir distinta una testa pelata poi due occhi un viso una barba lunga e bianca un frate ritto fuor del parapetto fino alla cintola Fra Cristoforo il quale fulminato uno sguardo in giro su tutto l'uditorio parve a don Rodrigo che lo fermasse in Viso a lui alzando insieme la mano nell'attitudine appunto che aveva presa in quella sala terreno del suo Palazzotto
Allora alzò anche lui la mano in furia fece uno sforzo come per islanciarsi ad acchiappare quel braccio teso per aria una voce che gli andava brontolando sordamente nella gola scoppiò in un grand urlo e si destò lasciò cadere il braccio che aveva alzato davvero stent alquanto a ritrovarsi ad aprir bene gli occhi che La luce del giorno già inoltrato gli dava noia quanto quella della candela la sera avanti riconobbe il suo letto la sua camera si raccapezzo che tutto era stato un sogno la chiesa il popolo il frate tutto era sparito tutto fuorché una cosa
quel dolore Dalla parte sinistra insieme si sentiva il cuore una palpitazione violenta affannosa negli orecchi un ronzio un fischio continuo un fuoco di dentro una gravezza in tutte le membra Peggio di quando era andato a Letto esitò qualche momento prima di guardarla parte dove aveva il dolore finalmente la scoprì ci diede un'occhiata paurosa e vide un Sozzo bubbone d'un livido paonazzo l'uomo si vide perduto il Terror della morte l'invaso e con un senso per avventura più forte il terrore di diventar preda de monatti d'esser portato buttato al lazzeretto e cercando la maniera di evitar quell'orribile
sorte sentiva i suoi pensieri Confondersi e oscurarsi sentiva avvicinarsi il momento che non avrebbe più testa se non quanto bastasse per darsi alla disperazione afferrò il campanello e lo scosse con violenza comparve subito Il Griso il quale stava allerta si fermò ad una certa distanza dal letto guardò attentamente il padrone e s' accertò di quello che la sera aveva congetturato Griso disse Don Rodrigo rizzos stentatamente a sedere tu sei sempre stato il mio fido sì signore t'ho Sempre fatto del bene per sua bontà Di te mi posso fidare diavolo sto male Griso me nera accorto
se guarisco ti farò del bene ancor più di quello che te ne ho fatto per il passato Il Griso non rispose nulla e stette aspettando Dove andassero a parare questi preamboli non Voglio fidarmi d'altri che di te riprese Don Rodrigo Fammi un piacere Griso comandi disse Questo rispondendo con la formula solita a quell' insolita sai dove sta di casa il chiodo chirurgo Lo so benissimo È un galantuomo che chi lo paga bene Tien segreti gli ammalati va a chiamarlo Digli che gli darò quattro sei scudi per visita di più se di più me ne chiede
ma che venga qui subito e fa la cosa bene che nessun se ne avveda ben pensato disse Il Griso vo e torno subito senti Griso Dammi prima un po' d'acqua mi sento un' arsione che non ne posso più No Signore rispose Il Griso niente senza il parere del medico son Mali bisbetici non c'è tempo da perdere stia quieto in tre salti son qui col chiodo così detto uscì raccosta l'uscio non Rodrigo tornato sotto l'accompagnava con l'immaginazione alla casa del chiodo contava i passi calcolava il tempo ogni tanto ritornava a guardare il suo bobbone ma voltava
subito la testa dall'altra parte con ribrezzo dopo qualche tempo cominciò a stare in orecchi per sentire se il chirurgo arrivava e quello sforzo d'attenzione Sospendeva il sentimento del male e teneva in sesto i suoi pensieri tutto a un tratto sente uno squillo lontano ma che gli par che venga dalle stanze non dalla strada Sta attento lo sente più forte più ripetuto e insieme uno stropiccio di piedi un orrendo sospetto gli passa per la mente si Rizza a sedere e si mette ancor più attento sente un rumor Cupo nella stanza vicina come di un peso che
venga messo giù con riguardo butta le gambe fuori del letto come per Alzarsi guarda all'uscio lo vede aprirsi vede presentarsi e venire avanti due logori e sudici vestiti rossi due facce scomunicate due monatti in una parola vede mezza la faccia del Griso che nascosto dietro un battente socchiuso riman lì a spirare Ah traditore infame via Aglia biondino Carlotto Aiuto Sono assassinato grida Don Rodrigo caccia una mano sotto il capezzale per cercare una pistola l'afferra la tira fuori ma al primo suo grido i monatti avevan preso La rincorsa verso il letto il più pronto gli è
addosso prima che lui possa far nulla Gli strappa la pistola di mano la getta lontano lo butta a giacere e lo Tien lì gridando con un versaccio di rabbia insieme di scherno a birbone contro i monatti contro ministri del tribunale contro quelli che fanno opere di misericordia Tienilo bene finché lo portiam via disse il compagno andando verso uno scrigno e in quella Il Griso Entrò e si mese con lui a scassinare la serratura scellerato urlò Don Rodrigo guardandolo per di sotto all'altro che lo teneva E divincolandosi tra quelle braccia forzute Lasciatemi ammazzar quell'infame diceva quindi
ai monatti e poi fate di me quel che volete Poi ritornava Con quanta voce aveva gli altri suoi servitori Ma era inutile perché l'abominevole Griso G aveva mandati lontano con finti ordini del padrone Stesso prima di andare a fare ai monatti la proposta di venire a quella spedizione e divider le spoglie Sta buono Sta buono diceva allo sventurato Rodrigo laguz che lo teneva appuntellato sul letto e voltando poi il viso ai due che facevan bottino gridava fate le cose da galantuomini tu tu mugi Ava Don Rodrigo verso il che vedeva affaccendarsi a spezzare a cavar
fuori denaro roba a far le parti tu dopo Ah diavolo dell'inferno posso ancora Guarire posso guarire Il Griso non fiatava e neppure per quanto poteva si voltava dalla parte di dove venivan quelle parole Tienilo forte diceva l'altro monatto è fuori di sé ed era ormai vero dopo un grand urlo dopo un ultimo e più violento sforzo per rimettersi in libertà cadde tutto a un tratto rifinito e stupido guardava però ancora come incantato E ogni tanto si risca o si lamentava i monatti lo presero uno per i piedi e l'altro per le Spalle e andarono a
posarlo su una barella che avevano lasciata nella stanza accanto poi uno tornò a prender la preda quindi alzato il miserabil peso lo portaron via Il Griso rimase a scegliere in fretta quel di più che potesse far per Lui fece di tutto Un fagotto e se ne andò aveva bensì avuto cura di non toccar mai monatti di non lasciarsi toccar da loro ma in quell'ultima Furia del frugare aveva poi presi vicino al letto i panni del Padrone e li aveva scossi senza pensare ad altro per vedere se ci fosse danaro cbbe però a pensare il giorno
dopo che mentre stava gozzovigliando in una bettola gli vennero da un tratto dei brividi gli sbagliarono gli occhi gli mancarono le forze e cascò abbandonato dai compagni andò in mano dei monatti che spogliato di quanto aveva indosso di buono Lo buttarono sul un carro sul quale espò prima d' arrivare all lazzeretto dove era stato portato il suo Padrone lasciando ora questo nel soggiorno dei guai dobbiamo andare in cerca di un altro la cui storia non sarebbe mai stata intralciata con la sua se lui non l'avesse voluto per forza Anzi si può dir di certo che
non avrebbero avuto storia né l'uno né l'altro Renzo voglio dire che abbiam lasciato al nuovo Filatoio sotto il nome D'Antonio rivolta c'era stato cin o se mesi salvo il vero dopo i quali dichiarata all Inimicizia tra la Repubblica e il re di Spagna e cessato Quindi ogni timore di ricerc e di impegni dalla parte di qui Bortolo si era dato premura ad andarlo a prendere e di tenerlo ancora con sé e perché gli voleva bene e perché Renzo come giovine di talento e abile nel mestiere era in una fabbrica di grande aiuto al factotum senza
poter mai aspirare a divenirlo lui per quella Benedetta disgrazia di non saper tener la penna in mano Siccome anche questa Ragione c'era entrata per qualche cosa così abbiamo dovuto accn forse Voi vorreste un Bortolo più ideale Non so che dire fabbricat develo quello era così Renzo era poi sempre rimasto a lavorare presso di lui più d' una volta e specialmente dopo aver ricevuta qualche d'una di quelle benedette lettere da parte D'Agnese gli era saltato il grillo di farsi soldato e finirla e le occasioni non mancavano che appunto in quell'intervallo di tempo La Repubblica aveva avuto
bisogno di far gente la tentazione era qualche volta stata per Renzo tanto più forte che s'era anche parlato di invadere il milanese e naturalmente a lui pareva che sarebbe stata una bella cosa tornare in figura di vincitore a casa sua riveder Lucia e spiegarsi una volta con lei ma Bortolo con buona maniera aveva sempre saputo smontarlo da quella risoluzione se ci hanno da andare gli diceva ci andranno anche senza di te e Tu potrai andarci dopo con tuo comodo se tornano col capo rotto non sarà meglio esser stato a casa tua disperati che vadano a
far la strada non Ne mancherà E prima che ci possano mettere i piedi per me sono eretico costora abbaiano Ma sì lo stato di Milano non è un boccone da ingoiarlo mio sai che affare è la Spagna San Marco è forte a casa sua ma ci vuole altro Abbi pazienza non i stai bene qui vedo cosa vuoi dire Ma se è destinato lassù che la cosa riesca sta sicuro che A non far pazzia e riuscirà anche meglio qualche santo t' aiuterà Credi pure che non è mestiere per te ti par che con venga lasciare di
incannare seta per andare ad ammazzare Cosa vuoi fare con quella razza di gente ci vuol degli uomini fatti apposta altre volte Renzo si risolveva ad andar di nascosto travestito e con un nome finto ma anche da questo Bortolo seppe svolgerlo ogni volta con ragioni troppo facili ad Indovinarla peste nel Milanese E appunto come abbiam detto sul confine del Bergamasco non tardò molto a passarlo e non vi sgomentare io non vi voglio raccontare la storia anche di questa chi la volesse la c'è scritta per ordine pubblico da un certo Lorenzo ghirardelli libro raro però è sconosciuto
quantunque contenga forse più roba che tutte insieme le descrizioni più celebri di pestilenze da tante cose dipende la celebrità dei libri quel che io volevo Dire è che Renzo prese anche lui la peste si Curò da sé Cioè non fece nulla né fu in fin di morte ma la sua buona complessione vinse la forza del male in pochi giorni si trovò fuor di pericolo col tornar della vita risor più che mai rigogliose nell'animo suo le memorie i desideri le speranze i disegni della vita vale a dire che pensò più che mai a Lucia cosa ne
sarebbe di lei in quel tempo che il vivere era come un'eccezione e a così poca distanza non Poterne saper nulla e rimaner Dio sa quanto in una tale incertezza e quando anche questa si fosse dissipata quando cessato ogni pericolo venisse a risapere che Lucia fosse in vita c'era sempre quell'altro mistero quell' imbroglio del voto anderò io anderò a sincerarmi di tutto in una volta disse tra sé e lo disse prima d' essere ancora in caso di reggersi Purché sia viva trovarla la troverò io sentirò una volta da lei Proprio cosa sia questa promessa le farò
conoscere che non può stare e la conduco via con me lei è quella povera Agnese se è viva che m'ha sempre voluto bene e son sicuro che me ne vuole ancora la cattura Eh adesso hanno altro da pensare quelli che son vivi gran sicuri anche qui certa gente che hanno addosso Chi ha esser Salvo condotto solamente per i birboni e a Milano dicono tutti che le una confusione peggio se lascio scappare un'occasione così bella la peste Vedete Un poco come ci fa qualche volta ad oprar le parole Quel Benedetto istinto di riferire e di subordinar
tutto a noi medesimi non ne ritorna più una simile Giova sperare Caro il mio Renzo appena potè strascicare andò in cerca di Bortolo il quale fino all'ora aveva potuto scansar la peste e stava guardato non gli entrò in casa ma datogli una voce dalla strada lo fece affacciare alla finestra ah ah disse Bortolo l'hai scampata tu Buon per te sto ancora un po' male in gambe come vedi Ma in quanto al pericolo ne son fuori eh Vorrei essere io nei tuoi piedi a dire sto bene le altre volte pareva dir di tutto ma ora conta
poco chi può arrivare a dire sto meglio quella sì che è una bella parola Renzo fatto al cugino qualche buon augurio gli comunicò la sua risoluzione va questa volta che il cielo ti benedica rispose Quello cerca di schivar la giustizia come io cercherò di schivare il contagio E se Dio vuole che la ci vada bene a tutte e due ci rivedremo Oh torno sicuro e se potessi non tornar solo basta Spero torna pure accompagnato che se dio vuole Ci sarà da lavorare per tutti e ci faremo buona compagnia purché tu mi ritrovi e che sia
finito Questo diavolo di influsso ci rivedremo ci rivedremo ci dobbiamo rivedere torno a dire Dio voglia per alquanti giorni Renzo Si tenne in Esercizio per esperimentare le sue forze e accrescerne e appena gli parve di poter far la strada si dispose a partire si mise Sott panni una cintura con dentro quei 50 scudi che non aveva mai intaccati e dei quali non aveva mai fatto parola neppur con Bortolo prese alcuni altri pochi Quattrini che aveva messi da parte giorno per giorno risparmiando su tutto prese sotto il braccio un fagottino di panni si mise in tasca
un ben servito che s'era fatto Fare a buon conto dal secondo padrone sotto il nome d' Antonio rivolta in un taschino dei calzoni si mise un coltellaccio che era il meno che un galantuomo potesse portare a quei tempi e s'avviò agli ultimi d'agosto tre giorni dopo che don Rodrigo era stato portato al lazzeretto prese verso Lecco volendo per Non andar così alla cieca a Milano passar dal suo paese dove Sperava di trovare Agnese viva e di cominciare a sapere da lei qualcheduna delle tante Cose che si struggeva di sapere i pochi guariti dalla peste erano
in mezzo al resto della popolazione veramente come una classe privilegiata una gran parte dell'altra gente languiva o moriva e quelli che eran stati fino all'ora illesi dal morbo ne vivevano in continuo timore andavan riservati guardinghi con passi misurati con visi sospettosi con fretta ed esitazione insieme che tutto poteva essere contro di loro armi di ferita mortale Quegli altri all'opposto sicuri ad un dipresso del fatto loro Giacché per due volte la peste era caso piuttosto prodigioso Che raro giravano per mezzo al contagio Franchi e Risoluti come i Cavalieri di un'epoca del Medioevo Ferrati fin dove Ferro
ci poteva stare e sopra palafreni Accomodati anch'essi per quanto era fattibile in quella maniera andavano a zonzo donde quella loro gloriosa denominazione d' erranti a zonzo e alla Ventura in mezzo ad una Povera marmaglia pedestre di cittadini e di Villani che per ribattere d' ammorti dei colpi Non avevano indosso altro che cenci bello Savio ed utile mestiere mestiere proprio da far la prima figura in un trattato d'economia politica con una tale sicurezza temperata Però dalle inquietudini che il lettore sa e contrista dallo spettacolo frequente dal pensiero incessante della calamità comune andava Renzo verso casa sua
sotto un bel cielo e per un bel Paese ma non incontrando Dopo lunghi tratti di tristissima solitudine se non qualche ombra vagante piuttosto che persona viva o cadaveri portati alla fossa senza Onor d' esequie senza canto senza accompagnamento a mezzo circa della giornata si fermò in un boschetto a mangiare un po' di pane di companatico che aveva portato con sé frutte ne aveva a sua disposizione lungo la strada anche più del bisogno fichi pesche susine mele quante ne avesse volute Bastava che Entrasse nei campi accoglierne o a raccattare sotto gli alberi dove ce n'era come
se fosse grandinato già che l'anno era stato straordinariamente abbondante di frutte specialmente e non c'era quasi chi se ne prendesse pensiero anche luve nascondevano per dir così i pampani ed eran lasciti in balia del primo occupante verso sera scoprì il suo paese a quella vista quantunque ci dovesse essere preparato si sentì dare come una Stretta al cuore fu assalito in un punto da una folla di Rimembranze dolorose e di dolorosi presentimenti Gli pareva d'avere negli orecchi quei sinistri tocchi a martello che l'avevan come accompagnato inseguito quando era fuggito da quei luoghi e insieme sentiva per
dir così un silenzio di morte che ci regnava attualmente un turbamento ancor più forte provò allo sboccare sulla piazzetta davanti alla chiesa e ancora peggio s'aspettava al termine del Cammino che dove aveva disegnato d' andare a fermarsi era quella casa che era stato solito altre volte di chiamarla casa di Lucia ora non poteva essere tutt al più che quella D'Agnese e la sola Grazia che sperava dal cielo era di trarca in vita e in salute e in quella casa si proponeva di chiedere alloggio congetturato bene che la sua non dovesse essere più abitazione che da
topie e da faine non volendo farsi vedere prese per Una viottola di fuori quella stessa per cui era venuto in buona compagnia quella notte così fatta per sorprendere il curato a mezzo circa c'era da una parte La Vigna e dall'altra la casetta di Renzo sicché passando potrebbe entrare un momento nell'una e nell'altra a vedere un poco come stesse il fatto suo andando guardava innanzi ansioso insieme e timoroso di veder qualcheduno e dopo pochi passi vide Infatti un uomo in camicia seduto in terra con le spalle Appoggiate ad una siepe di gelsomini in un'attitudine di insensato
e a questa e poi anche alla fisionomia gli parve di raffigurare quel povero mezzo scemo di Gervaso che era venuto per secondo testimonio alla Sciagurata spedizione ma essendo gli avvicinato dovette accertarsi che era invece quel Tonio così sveglio che ce l'aveva condotto la peste togliendogli il vigore del corpo insieme e della mente gli aveva svolto in faccia in ogni suo atto un piccolo e Velato germe di somiglianza che aveva con l'incantato fratello Oh Tonio gli disse Renzo fermandosi gli davanti sei tu Tonio alzò gli occhi senza muover la testa Tonio non mi riconosci a chi
la tocca la tocca rispose Tonio rimanendo poi con la bocca aperta l'hai addosso Eh povero Tonio ma non mi riconosci più eh chi la tocca la tocca replicò quello con un certo sorriso sciocco Renzo vedendo che non ne caverebbe altro seguitò la sua strada più contristato ed ecco Spuntar da una cantonata e venire avanti una cosa nera Che riconobbe subito per don abondio camminava ad agio ad agio portando il bastone come chi ne è portato a vicenda e di mano in mano che si avvicinava sempre più si poteva conoscere nel suo volto pallido e Smunto
e in ogni atto che anche lui doveva aver passata la sua borrasca guardava anche lui Gli pareva e non gli pareva vedeva qualcosa di forestiero nel vestiario ma era appunto forestiero di quel di Bergamo è lui senz'altro disse tra sé e alzò le mani al cielo con un movimento di meraviglia scontenta restand ogli sospesi in aria il bastone che teneva nella destra e si vedevano quelle povere braccia ballar nelle maniche dove altre volte stavano appena per l'appunto Renzo gli andò incontro allungando il passo e gli fece una riverenza che sebbene si fosse fossero lasciati come
sapete era però sempre il suo curato siete qui Voi esclamò Don bondio Son qui come lei vede si sa niente di Lucia che volete che se ne sappia non se ne sa niente è a Milano seppure è ancora in questo mondo Ma voi e Agnese è viva può essere Ma chi volete che lo sappia non è qui ma dov'è è andata a starsene nella Valsassina da quei suoi parenti Sapete bene che là dicono che la peste non faccia il diavolo come qui ma voi dico questa alla Mi dispiace e il padre Cristoforo è andato via
che è un pezzo ma lo sapevo me l'hanno fatto scrivere Domandavo se per caso fosse tornato da queste parti Ah giusto non se n'è più sentito parlare ma voi la mi dispiace anche questa Ma voi dico che venite a fare da queste parti Per l'amor del cielo non sapete che bagattella di cattura cosa mi importa hanno altro da pensare ho voluto venire anch'io una volta a vedere i fatti miei e non si sa proprio Cosa volete vedere che orora non c'è più nessuno non c'è più niente e dico con quella bagattella di cattura Venir qui
proprio in paese in bocca al lupo c'è giudizio fate a modo di un vecchio che è obbligato ad averne più di voi e che vi parla per l'amore che vi porta legatevi le scarpe bene e prima che nessuno vi veda tornate di dove siete venuto e se siete stato visto tanto più tornatevene di corsa vi pare che sia aria per voi questa non sapete che sono venuti a cercarvi che hanno frugato frugato buttato sotto sopra Lo so purtroppo birboni Ma dunque ma se le Dico che non ci penso e colui è vivo ancora è qui
Vi dico che non c'è nessuno vi dico che non pensiate alle cose di qui Vi dico che domando se è qui col lui Oh santo cielo parlate meglio possibile che abbiate ancora addosso tutto quel fuoco Dopo tante cose c'è o non c'è non c'è via Ma la peste figliuolo la peste Chi è che vada in giro in questi tempi se non c C fosse altro che la peste in questo mondo dico per me l'ho avuta e son Franco Ma dunque Ma dunque non sono Avvisi questi quando se n'è scampata una di questa sorte mi pare
che si dovrebbe ringraziare il cielo e lo ringrazio bene e non andarne a cercar delle altre dico fate a modo mio l'ha avuta anche lei signor curato se non mi inganno se l'ho avuta perfida e Infame è stata son qui per miracolo Basta dire che m'ha conciato in questa maniera che vedete ora Avevo proprio bisogno di un po' di quiete per rimettermi in tono via cominciava a stare un po' meglio ma in Nome del cielo cosa Venite a far qui tornate sempre là con questo tornare lei per tornare tanto non avevo a non muovermi dice
cosa venite cosa venite Oh bella vengo anch'io a casa mia casa vostra mi dic ne son morti molti qui eh eh esclamò Don abondio e Cominciando da Perpetua nominò una filastrocca di persone e di famiglie intere Renzo si aspettava purtroppo qualcosa di simile ma al sentir tanti nomi di persone che conosceva d'amici di parenti stava Addolorato col capobasso esclamando ogni momento Poverino poverina poverini vedete continuò Don abondio E non è finita se quelli che restano non metto un giudizio questa volta e scacciar tutti i grilli dalla testa non c'è più altro che la fine del
mondo non dubiti che già non fa conto di fermarmi qui Ah si è ringraziato il cielo che l'Ava entrata e già ende fate ben conto di ritornar sul Bergamasco di questo non si prenda pensiero che non vorreste già Farmi qualche sproposito peggio di questo lei non ci pensi dico tocca a me non son più un bambino ho l'uso della ragione Spero che a buon conto Non dirà a nessuno d'avermi visto è sacerdote sono una sua pecora non mi vorrà tradire ho inteso disse Don bondio sospirando stizzosamente ho inteso volete rovinarvi voi e rovinarmi me non
vi basta di quelle che avete passate voi non vi basta di quelle che ho passate io ho inteso ho inteso e continuando a Borbottare tra i denti queste ultime parole riprese per la sua strada Renzo Rimase lì tristo e scontento a pensar dove andrebbe a fermarsi in quella enumerazione di morti fattagli da Don abondio c'era una famiglia di contadini portata via tutta dal contagio Salvo un giovinotto dell'età di Renzo ad un dipresso e suo compagno fin da piccino la casa era a pochi passi fuori del paese pensò d' andar lì e andando passò davanti alla
Sua Vigna e già dal di fuori Potte subito argomentare in che stato la fosse una vettica una Fronda d'albero di quelli che ci aveva lasciati non si vedeva passare il muro se qualcosa si vedeva Era tutta roba venuta in sua assenza s'a affacciò all'apertura del cancello non c'eran più neppure i gangheri diede un'occhiata in giro Povera Vigna per due inverni di seguito la gente era andata a far legna nel luogo di quel poverino Come dicevano Viti Gelsi frutti d'ogni sorte tutto era stato strappato Alla peggio o tagliato al piede si vedevano però ancora i vestigi
dell'antica coltura giovani tralci in righe spezzate Ma che pure segnavano la traccia dei filari desolati qua e là rimessi tici oggetti di gelsi di fichi di peschi di ciliegi di Susini Ma anche questo si vedeva sparso soffocato in mezzo ad una nuova varia e fitta generazione nata e cresciuta senza l'aiuto della Man dell'uomo era una Marmaglia d'ortie di Felci di Logli di gramigne di Farinelli da vene selvatiche d' amaranti Verdi di radicchi da acetoselle di pani castrel e d' altrettanti piante di quelle voglio dire di cui il contadino d'ogni paese ha fatto una gran classe
A modo suo dominando le erbacce o qualcosa di simile era un guazzabuglio di steli che facevano soverchi Arsi l'uno con l'altro nell'aria o a passarsi avanti strisciando sul terreno a rubarsi Insomma il posto per ogni verso una confusione di foglie di fiori di frutti di 100 colori di 100 forme di 100 grandezze spighette pannocchiette ciocche Mazzetti capolini Bianchi rossi gialli azzurri tra questa marmaglia di piante ce nera alcune di più rilevate e vistose non però migliori almeno la più parte l'uva turca più alta di tutte coi suoi rami allargati rosseggianti coi suoi pomposi foglioni verde
Cupi alcuni già orlati di por coi suoi grappoli Ripiegati guarniti di bacche paonazze al basso più su di porporine poi di Verdi e in cima di fiorellini biancastri il tasso barbasso con le sue gran foglie lanose a terra e lo stelo diritto all'aria e le lunghe Spighe sparse come stellate di vivi fiori gialli Cardi ispidi nei rami nelle foglie nei calici donde uscivano ciuffetti di fiori bianchi o porporini ovvero si staccavano portati via dal vento Pennacchioli argentei e leggeri qui una quantità di Vilucchi arrampicati e avvolta ai nuovi rampolli d'un Gelso li avevan tutti ricoperti
delle loro foglie ciondoloni e spenz colavano dalla cima di quelli le Lor campanelle candide e molli la una zucca salvatica coi suoi chicchi vermigli s'era AV viticchi i nuovi tralci di una vite la quale cercata in mano un più saldo sostegno aveva attaccati a vicenda i suoi viticci a quella e mescolando i loro deboli steli e le loro foglie poco diverse si Tiravano giù pure a vicenda Come accade spesso ai deboli che si si prendono l'uno con l'altro per appoggio il loro Ovo era per tutto andava da una pianta all'altra saliva scendeva ripiegava i rami
o gli stendeva a secondo gli riuscisse e attraversato davanti al limitare stesso pareva che fosse lì per contrastare il passo anche al padrone ma questo non si curava ad entrare in una tal Vigna e forse non in stette tanto a guardarla quanto noi a Farne questo po' di schizzo tirò di lungo poco lontano c'era la sua casa attraversò l'orto camminando fino a mezz gamba tra le erbacce di cui era popolato coperto come la vigna mise piede sulla soglia d' unaa delle due stanze che c'era a terreno al rumore dei suoi passi al suo affacciarsi uno
scompiglio uno scappare incrocicomuni alle pareti scrostate imbrattate affumicate alzò gli occhi al palco un Parato di ragnatelli non c'era altro se ne andò anche di là mettendosi le mani nei capelli tornò indietro rifacendo il sentiero che aveva aperto lui un momento prima dopo pochi passi prese un'altra straducale con gli occhi fissi al cielo come un uomo sbalordito dalle disgrazie e ins salvati Chito dalla solitudine sentendo un calpestio si voltò a guardar chi fosse a quel che gli parve di vedere così al barlume tra i rami e Fronde disse ad alta voce rizzos ed Alzando le
Mani non ci son che io non ne ho fatta abbastanza ieri Lasciatemi un po' stare che sarà anche questa un'opera di misericordia Renzo non sapendo cosa volesse dir questo gli rispose chiamandolo Per nome Renzo disse quello esclamando insieme e interrogando proprio disse Renzo e si Corsero incontro sei proprio tu disse l'amico quando furon vicini oh che gusto ho di vederti Chi l'avrebbe pensato t'avevo preso per Paolin de morti che Vien sempre a tormentarmi perché vado a sotterrare sai che son rimasto solo solo solo solo come un Romito Lo so purtroppo disse Renzo e così barattando
e mescolando in fretta saluti domande e risposte entrarono insieme nella casuccia e lì senza sosp i discorsi l'amico si mise in faccende per fare un po' d'onore a Renzo come si poteva così all'improvviso e in quel tempo mise l'acqua al fuoco e cominciò a farla polenta Ma cede poi Il Matterello A Renzo perché la dimene e se ne andò dicendo son rimasto solo ma son rimasto solo Tornò con un piccol secchio di latte con un po' di carne secca con un paio di fichi e pesche e posato il tutto scodellata la polenta sulla taffer si
misero insieme a tavola Ringraziando cambi evolmente l'uno della visita l'altro del ricevimento e dopo un'assenza di forse due anni si trovarono ad un tratto molto più amici di quello che avesser mai Saputo d'essere nel tempo che si vedevano quasi ogni giorno perché all'uno e all'altro Qui dice il manoscritto eran toccate di quelle cose che fanno conoscere che Balsamo sia all'animo la benevolenza tanto quella che si sente quanto quella che si trova negli altri Certo nessuno poteva tenere presso di Renzo il luogo D'Agnese né consolarlo della di lei assenza non solo per quell'antica e speciale affezione
ma Anche perché tra le cose che a lui premeva di decifrare ce n'era una di cui essa sola aveva la chiave stette un momento tra due Se dovesse continuare il suo viaggio o andar prima in cerca D'Agnese già che n era così poco lontano ma considerato che della salute di Lucia Agnese non ne saprebbe nulla restò nel primo proposito d' andare addirittura a levarsi questo dubbio ad aver la sua sentenza e di portar poi lui le nuove alla madre però anche dall'amico seppe Molte cose che ignorava e di molte venne in chiaro che non sapeva
bene sui casi di Lucia e sulle persecuzioni che gli avevan fatte a lui e come Don Rodrigo se n'era andato con la coda tra le gambe e non s'era più veduto da quelle parti Insomma su tutto quell'intreccio di cose seppe anche e non era per Renzo cognizione di poca importanza come fosse proprio il casato di Don Ferrante che Agnese gliel'aveva bensì fatto scrivere dal suo segretario Ma sa il cielo come Era stato scritto e l'interprete bergamasco nel leggergli la lettera ne aveva fatta una parola tale che se Renzo fosse andato con essa a cercare Ricapito
di quella casa in Milano probabilmente non avrebbe trovato persona che indovinava parlare eppure quello era l'unico filo che avesse per andare in cerca di Lucia In quanto alla giustizia potè confermarsi sempre più che era un pericolo abbastanza lontano per non Darsene gran pensiero il signor Podestà Era morto di peste Chissà quando se ne manderebbe un altro anche la sbirraglia se n'era andata la più parte quelli che rimanevano avevan tutt'altro da pensare che alle cose vecchie raccontò anche lui all'amico le sue vicende e ne ebbe in Contraccambio 100 storie del passaggio dell'esercito della peste d'un Tori
di prodigi son cose brutte disse l'amico accompagnando Renzo in una camera che il contagio aveva resa Disabitata cose che non si sarebbe mai creduto di vedere cose da levarvi l'allegria per tutta la vita ma però a parlarne tra amici è un sol lievo allo spuntar del giorno eran tutte e due in cucina Renzo in arnese da viaggio con la sua cintura nascosta sotto il farsetto e il coltellaccio nel taschino dei calzoni e il fagottino per andar più lesto lo lasciò in deposito presso all'ospite se la mi va bene gli disse Se la trovo in vita
se basta Ripasso di qui Corro a pastoro a dar la buona nuova a quella povera Agnese poi e poi Ma se per disgrazia per disgrazia che Dio non voglia allora non so quel che farò non so dove anderò Certo da queste parti non mi vedete più e così parlando ritto sulla soglia dell'uscio con la testa per aria guardava con un misto di tenerezza e d'cor l'Aurora del suo paese che non aveva più veduta da tanto tempo l'amico gli disse come Susa di sperar bene volle che prendesse con Sé qualcosa da mangiare l'accompagnano Si incamminò con
la sua pace Bogli vicino a Milano in quel giorno per entrarci il seguente Di buonora e cominciar subito la sua ricerca il viaggio fu senza Accidenti e senza nulla che potesse distrarre Renzo dai suoi pensieri fuorché le solite miserie e malinconie come aveva fatto il giorno avanti si fermò a suo tempo in un boschetto a mangiare un boccone e a riposarsi passando per Monza davanti ad Una Bottega Aperta dove c'era de pani in mostra ne chiese due Per non rimanere sprovvisto In ogni caso il fornaio gli stimò di non entrare e gli porse su una
piccola Pala una scodellata con dentro acqua e aceto dicendogli che buttasse lì i danari e fatto questo con certe molle gli porse l'uno dopo l'altro i due Pani che Renzo si mise uno per tasca Verso sera arriva Greco senza però saperne il nome ma tra un po' di memoria dei luoghi che gli era rimasta Dell'altro viaggio e il calcolo del cammino fatto da Monza in poi congettura essere poco lontano dalla città uscì dalla strada maestra per andar nei campi in cerca di qualche Cascinotto e lì passar la notte che con osterie non si voleva impicciare
trovò meglio di quel che cercava vide un'apertura in una siepe che cingeva il cortile d' una cascina entrò a buon conto non c'era nessuno vide da un canto un gran Portico con sotto del Fiano ammontato e a quello Appoggiata una scala a mano diede un'occhiata in giro e poi salì alla Ventura s'accomodi E infatti s' addormentò subito per non starsi che all'alba allora andò carpon carponi verso l'orlo di quel gran letto mise la testa fuori e non vedendo nessuno scese di dov'era salito uscì di dov'era entrato si incamminò per viottole prendendo per sua Stella Polare
il duomo e dopo un brevissimo cammino venne a sbucare sotto le mura di Milano tra Porta Orientale e Porta Nuova e molto vicino a questa capitolo 34 In quanto alla maniera di penetrare in città aveva sentito così all'ingrosso che c'erano ordini severissimi di non lasciare entrare nessuno senza bolletta di sanità Ma che invece ci s entrava benissimo che appena sapesse un po' aiutarsi e cogliere il momento era infatti così e lasciando anche da parte le cause generali per cui in quei tempi ogni Ordine era poco eseguito Lasciando da parte le speciali che rendevano così malagevole
la rigorosa esecuzione di questo Milano si trovava Ormai in tale stato da non veder cosa giovasse guardarlo e da cosa e chiunque ci venisse poteva parer piuttosto non curante della propria salute che pericoloso a quella dei cittadini su queste notizie il disegno di Renzo era di tentare d' entrar dalla prima porta a cui si fosse abbattuto Se Ci fosse qualche intoppo riprender le mura di fuori finché ne trovasse un'altra di più facile accesso e sa il cielo quante porte si immaginava che Milano dovesse avere arrivato Dunque sotto le mura si fermò a guardar intorno come
fa chi non sapendo da che parte gli convenga di prendere parch naspetti e chieda qualche indizio da ogni cosa ma a destra e a sinistra non vedeva che due pezzi di una strada storta di rimpetto un tratto di Mura da nessuna parte Nessun segno d'uomini viventi se non che da un certo punto del Terrapieno szava una colonna d' un fumo oscuro e denso che salendo s' allargava e s' avvolgeva in Ampi globi perdendosi poi nell'aria immobile e Bigia eran vestiti letti e altre masserizie infette che si bruciavano e di tali tristi fiammate se ne faceva
di continuo Non lì soltanto ma in varie parti delle Mura il tempo era chiuso l'aria pesante il cielo velato per tutto da una nuvola o da un nebbione Uguale inerte che pareva annegare il sole senza Promettere la pioggia la campagna d'intorno parte incolta e tutta arida ogni verzura scolorita e neppure una gocciola di rugiada sulle foglie passe cascanti per di più quella solitudine quel silenzio così vicino ad una gran aggiungevano una nuova costernazione all'inquietudine di Renzo e rendevano più tetri tutti i suoi pensieri stato lì alquanto prese la Diritta alla Ventura andando senza saperlo verso
Portanuova della quale quantunque vicina non poteva accorgersi a cagione d' un Baluardo dietro cui era Allora nascosta dopo pochi passi Principi a sentire un tintinnio di Campanelli che cessava E ricominciava ogni tanto e poi qualche voce d'uomo andò avanti e passato il canto del Baluardo vide per la prima cosa un casotto di legno e sull'uscio una guardia appoggiata al Moschetto con una Certa aria stracca e trascurata dietro c'era uno steccona e dietro quello la porta cioè due alacce di muro con una tettoia sopra per riparare i battenti i quali erano spalancati come pure il cancello
dello steccato però davanti appunto all'apertura c'era in terra un tristo impedimento una barella sulla quale due monatti accomodava un Poverino per portarlo era il capo dei gabellieri a cui poco prima si era scoperta La peste Renzo si Fermò aspettando la fine partito il convoglio e non venendo nessuno a richiudere il cancello Gli parve tempo e ci s'avviò in fretta ma la guardia con una manier Accia gli gridò Hola Renzo si fermò di nuovo su due piedi e datogli d'occhio tirò fuori un mezzo ducatone e glielo fece vedere colui o che avesse già avuta la peste
o che la temesse meno di quel che amava i mezzi ducatoni accennò a Renzo che glielo buttasse e visto Seo volar subito a piedi sorr va Innanzi presto Renzo non se lo fece dire due volte passò lo steccona passò la porta andò avanti senza che nessuno si accorgesse di lui o gli badasse se non che quando ebbe fatti forse 40 passi sentì un altro hà che un gabelliere gli gridava dietro questa volta fece le viste di non sentire e senza voltarsi nemmeno allungò il passo hà gridò di nuovo il gabelliere con una voce però che
indicava più pazienza che risoluzione di farsi ubbidire e non Essendo ubbidito alzò le spalle E tornò nella sua Casaccia come persona a cui premesse più di non accostarsi troppo ai passeggeri che di informarsi dei fatti loro la strada che Renzo aveva presa andava Allora come adesso diritta fino al canale detto il Naviglio i lati erano siepi o muri d'orti chiese e conventi e poche case in cima a questa strada e nel mezzo di quella che costeggia il canale c'era una colonna con una Croce detta la croce di Sant Eusebio e per quanto Renzo Guardasse innanzi
non vedeva altro che quella croce è arrivata al crocicchio che divide la strada circa alla metà e guardando dalle due parti vide a dritta in quella strada che si chiama lo stradone di Santa Teresa un cittadino che veniva appunto verso di lui un cristiano finalmente disse tra sé e si voltò subito da quella parte pensando di farsi insegnare la strada da lui questo pure aveva visto Il forestiero che s' avanzava e andava squadr da lontano con Uno sguardo sospettoso e tanto più quando S accorse che invece d' andarsene per i fatti suoi gli veniva incontro
Renzo Quando fu poco distante si levò il cappello da quel Montanaro rispettoso che era e tenendolo con la sinistra mise l'altra mano nel czolo e andò più direttamente verso lo sconosciuto Ma questo strun gli occhi aatto fece un passo Add dietro alzò un Odero bastone e voltata la punta che era di ferro alla vita di Renzo gridò via via via oh oh Gridò il giovane anche lui rimise il cappello in testa e avendo tutt'altra voglia come diceva poi quando raccontava la cosa che di metter sul lite in quel momento voltò le spalle a quello stravagante
e continuò la sua strada o per meglio dire quella in cui si trovava avviato l'altro tirò avanti anche lui per la sua tutto fremente e voltandosi ogni momento indietro È arrivata a casa raccontò che gli si era accostato un untore con un'aria umile mansueta con un Viso di infame impostore con lo scatolino dell'unto o l'involtino della polvere non era ben certo quale dei due in mano nel cocuzzolo del cappello per fargli il tiro se lui non l'avesse saputo tener lontano se mi S accostava un passo di più soggiunse l' infilavo addirittura prima che avesse tempo
d' accomodarmi me e il birbone La disgrazia fu che eravamo in un luogo Così solitario che se era in mezzo Milano chiamavo gente e mi faceva Aiutare ad acchiapparlo sicuro che gli si trovava quella scellerata porcheria nel cappello ma lì da solo a solo mi son dovuto contentare di fargli paura senza risicare di cercarmi un malanno perché un po' di polvere è subito buttata e coloro hanno una destrezza particolare e poi hanno il diavolo dalla loro e ora sarà in giro per Milano Chissà che strage fa E finché visse che fu per molti anni ogni
volta che si parlasse d'un Tori ripeteva la sua storia e Soggiungeva quelli che sostengono ancora che non era vero non lo vengano a dire a me perché le cose bisogna averle viste Renzo lontano dall' immaginarsi come l'avesse scampata bella e agitato più dalla rabbia che dalla paura pensava camminando a quell'accoglienza e indovinava bene ad un dipresso ciò che lo sconosciuto aveva pensato di lui Ma la cosa Gli pareva così irragionevole che concluse tra sé che colui doveva essere un qualche mezzo matto la Principia male Pensavo però par che ci sia un pianeta per me in
questo Milano per entrare tutto mi va a seconda e poi quando ci son dentro trovo i dispiaceri lì apparecchiati basta con la aiuto di Dio se trovo se ci riesco a trovare eh tutto sarà stato niente arrivato al ponte voltò senza esitare a sinistra nella strada di San Marco parendogli ha ragione che dovesse condurre verso l'interno della città e andando avanti guardava in qua e in là per vedere se Poteva scoprire qualche creatura umana Ma non ne vide altra che uno sformato cadavere nel piccol fosso che corre tra quelle poche case che allora erano anche
meno e un pezzo della strada passato quel pezzo sentì gridare Oh quell'uomo e guardando da quella parte vide poco lontano ad un terrazzino d' una casuccia isolata una povera donna con una nidiata di bambini intorno la quale seguito a chiamare gli fece cenno anche con la mano ci andò di corsa e quando fu vicino O quel giovine disse quella donna per i vostri Poveri morti fate la carità d' andare ad avvertire il commissario che siamo qui dimenticati ci hanno chiusi in casa come sospetti Perché il mio povero Mar è morto Ci hanno inchiodato l'uscio come
vedete e da ier mattina nessuno è venuto a portarci da mangiare in tante ore che siam qui non mi è mai capitato un cristiano che me la facesse questa carità e questi poveri Innocenti Mion di fame di fame esclamò Renzo e cacciate le Mani nelle tasche Ecco ecco disse tirando fuori i due Pani calatevi giù qualcosa da metterli dentro Dio ve ne renda merito Aspettate un momento disse quella donna e andò a cercare un paniere e una fune da calarlo come fece a Renzo intanto gli vennero in mente quei Pani che aveva trovati vicino alla
Croce nell'altra sua entrata in Milano e pensava Ecco è una restituzione e forse meglio che se li avessi restituiti al proprio padrone perché qui è veramente Un'opera di misericordia in quanto al commissario Che dite la mia donna disse poi mettendo i pani nel paniere io non vi posso servire in nulla perché per dirvi la verità son forestiero e non so niente pratico di questo paese però se incontro qualche uomo un po' domestico e umano da potergli parlare lo dirò a lui la donna lo pregò che facesse così e gli disse il nome della strada onde
lui sapesse indicarla anche voi riprese Renzo credo che potrete farmi un piacere Una vera carità senza vostro incomodo una casa di cavalieri di grans signoroni qui di Milano casa sapresti insegnarmi dove sia so che la c'è questa casa rispose la donna ma dove sia Non lo so davvero andando avanti di qua qualcheduno che ve la insegni lo troverete e ricordatevi di dirgli anche di noi non dubitate disse Renzo e andò avanti ad ogni passo sentiva crescere e avvicinarsi un rumore che già aveva cominciato a sentire Mentre era lì ferma a discorrere un rumor di ruote
e di cavalli con un tintinnio di campanelli E ogni tanto un chioccara con un accompagnamento d' urli guardava innanzi ma non vedeva nulla arrivato allo sbocco di quella strada scoprendo glii davanti la piazza di San Marco la prima cosa che gli diede nell'occhio furon due travi ritte con una corda e con certe carrucole e non tardò a riconoscere che era cosa familiare in quel tempo l'abominevole Macchina della tortura era rizzata in quel luogo e non in quello soltanto ma in tutte le piazze e nelle strade più spaziose affinché i deputati d'ogni quartiere muniti a questo
d'ogni facoltà più arbitraria potessero farci applicare immediatamente chiunque paresse loro meritevole di pena o sequestrati che uscissero di casa o subalterni che non Facessero il loro dovere o chiunque altro era uno di quei rimedi eccessivi e inefficaci dei quali a quel tempo e in Quei momenti specialmente si faceva tanto sciacquio ora Mentre Renzo guarda quello strumento pensando perché possa essere alzato in quel luogo sente avvicinarsi sempre più il rumore e vede spuntar dalla cantonata della chiesa un uomo che scota un campanello era un apparito e dietro a lui due cavalli che allungando il collo e
puntando le zampe venivano avanti a fatica e strascinato da quelli un carro di morti e dopo quello un altro e poi un altro e un Altro e di qua e di là monatti alle costole dei cavalli spingendoli a frustate a punzoni a bestemmie eran quei cadaveri la più parte ignudi alcuni mal involta in qualche Cencio ammonticchiati intrecciati insieme come un gruppo di serpi che lentamente si svolgano al tepore della Primavera che ad ogni intoppo ad ogni scossa si vedevan quei mucchi funesti tremolare e scompaginare brutt e ciol teste chiome verginali a rovesciarsi e braccia svincolarsi
e Batter sulle rote mostrando all'occhio già inorridito come un tale spettacolo poteva divenire più doloroso e più sconcio il giovine S era fermato sulla cantonata della piazza vicino alla sbarra del canale e pregava intanto per quei morti sconosciuti un atroce pensiero Gli balenò in mente forse là là insieme là sotto Oh Signore fate che non sia vero fate che io non ci pensi passato il convoglio funebre Renzo si mosse attraversò la piazza prendendo Lungo il canale a mancina senza altra ragione della scelta se non che il convoglio era andato dall'altra parte fatti quei quattro passi
tra il fianco della chiesa e il canale vidi a destra il ponte Marcellino prese di lì e riuscì in borgon nuovo e guardando innanzi sempre con quella Mira di trovar qualcheduno da farsi insegnare la strada vide in fondo a quella un prete in farsetto con un bastoncino in mano ritto vicino ad un Uscio chiuso col capo Chinato e l'orecchio allo spiraglio e poco dopo lo vide alzar la mano e benedire congettura quello che era di fatto cioè che finisse di confessare qualcheduno e disse tra sé questo è l'uomo che fa per me Se un prete
in funzione di prete non ha un po' di carità un po' d'amore e di buona Grazia bisogna dire che non ce ne sia più in questo mondo Intanto il prete staccatosi dall'uscio veniva dalla parte di Renzo Tenendosi con gran riguardo nel mezzo della strada Renzo quando gli fu si levò il cappello e gli accennò che desiderava parlargli fermandosi nello stesso tempo in maniera da fargli intendere che non si sarebbe accostato di più Quello pure si fermò in atto di stare a sentire puntando però in terra il suo bastoncino davanti a sé come per farsene un
Baluardo Renzo espose la sua domanda alla quale il prete soddisfece non solo con dirgli il nome della strada Dove la casa era situata ma dandogli anche come vide che il poverino ne aveva bisogno un po' di itinerario indicando Cioè a forza di diritte e di mancine di chiese e di Croci quell altre sei o otto strade che aveva da passare per arrivarci Dio la mantenga sano in questi tempi e sempre disse Renzo e mentre quello si muoveva per andarsene un'altra carità soggiunse e gli disse della povera donna dimenticata il buon prete ringraziò lui d' avergli
dato occasione Di fare una carità così necessaria e dicendo che andava ad avvertire chi bisognava tirò avanti Renzo si mosse anche lui e cinando cercava di fare a se stesso una ripetizione dell'itinerario per non essere del Capo a dover domandare ogni cantonata ma non potreste immaginarvi come quell'operazione gli riuscisse penosa e non tanto per la difficoltà della cosa in sé quanto per un nuovo turbamento che gli era nato nell'animo Quel nome della strada quella traccia del cammino l'aveva messo così sotto sopra era l'indizio che aveva desiderato e domandato e del quale non poteva far di
meno né gli era stato detto nient'altro da che potesse ricavare nessuna augurio sinistro Ma che volete quell'idea un po' più distinta da un termine vicino dove uscirebbe da una grande incertezza dove potrebbe sentirsi dire viva o sentirsi dire è morta quell'idea l'aveva così colpito che in Quel momento gli sarebbe piaciuto di trovarsi ancora al buio di tutto dessera il principio del viaggio di cui ormai toccava la fine raccolse però le sue forze e disse a se stesso ehi se principi ora a fare il ragazzo come andrà così rinfrancato alla meglio seguitò la sua strada inoltrandosi
nella la città quale città e cos'era mai al paragone quello che era stata l'anno avanti per cagion della Fame Renzo s abbatteva appunto a passare per una delle parti più squallide e più desolate quella crociata di strade che si chiamava il carrobio di Portanuova c'era allora una croce nel mezzo e di rimpetto ad essa dove ora è San Francesco di Paola una vecchia chiesa col titolo di Sant'Anastasia tant'era stata in quel vicinato la furia del contagio e il fetor dei cadaveri lasciati lì che i pochi rimasti vivi erano stati costretti a sgomberare Sicché all' mestizia
che dava al passeggero quell'aspetto di solitudine d'abbandono s' aggiungeva l'orrore e lo schifo delle tracce e degli avanzi della recente abitazione Renzo affrettò il passo facendosi coraggio col pensare che la meta non doveva essere così vicina e sperando che prima d' arrivarci troverebbe mutata almeno in parte la scena e infatti di Lia non molto riuscì in un luogo che poteva pur dirsi città di viventi Ma quale città ancora e quali Viventi serrati Per sospetto e per terrore tutti gli usci di strada Salvo quelli che fossero spalancati per essere le case disabitate o invase altri inchiodati
e sigillati per essere nelle case morta o ammalata gente di peste altri segnati da una croce fatta col carbone per indizio ai monatti che c'eran dei morti da portar via il tutto più all' Ventura che altro secondo che si fosse trovato piuttosto qua che là un qualche commissario della sanità o altro Impiegato che avesse voluto eseguire gli ordini o fare un' angheria per tutto Cenci e più ributtanti dei Cenci fasce Marci strame ammorbato lenzuoli buttati dalle finestre talvolta corpi o di persone morte all'improvviso nella strada e lasciati lì finché passasse un carro da portarli via
o cascati dai carri medesimi o buttati anch'essi dalle finestre tanto l'insistere e l'imperversare del disastro aveva ins salvati Chiti gli animi e fatto Dimenticare ogni cura di pietà ogni riguardo sociale cessato per tutto ogni rumor di botteghe ogni strepito di carrozze ogni grido di venditori ogni chiacchierio di passeggeri era ben raro che quel silenzio di morte fosse rotto da altro che da rumor di carri funebri da lamenti di poveri da rammarichi di infermi da urli di frenetici da grida di monatti all'alba a mezogiorno a sera una campana del Duomo dava il segno di recitar certe
pre assegnate All'arcivescovo a quel tocco rispondevano le campane delle altre chiese E allora avreste veduto persone affacciarsi alle finestre a pregare in comune avreste sentito un bisbiglio di voci e di gemiti che spirava una tristezza mista pure di qualche conforto morti a quell'ora forse i due terzi dei cittadini andati via o ammalati una buona parte del resto ridotto quasi a nulla il concorso della gente di fuori dei pochi che andavan per Le strade non se ne sarebbe per avventura in un lungo giro incontrato uno solo in cui non si vedesse qualcosa di strano e che
dava indizio ad una una funesta mutazione di cose si vedevano gli uomini più qualificati senza cappa né mantello parte allora essenzial missima Del vestiario civile senza sottane i preti e anche dei religiosi in farsetto dismessa Insomma ogni sorta di vestito che potesse con gli svolazzi toccar qualche cosa o dare ciò che si Temeva più di tutto il resto agio agli untori e fuor di questa cura d' andar succinti e ristretti il più che fosse possibile negletta e trasandata ogni persona lunghe le barbe di quelli che osavano le cresciute a quelli che prima costumava dir Rader
le lunghe pure arruffate le capigliature non solo per quella trascuranza che nasce da un invecchiato abbattimento ma per essere divenuti sospetti i barbieri da che era Stato preso e condannato come un Tor famoso uno di loro Gian Giacomo Mora nome che per un pezzo conservò una celebrità Municipale di infamia e ne Meriterebbe una ben più diffusa e perenne di pietà i più tenevano da una mano un bastone alcuni anche una pistola per avvertimento minaccioso a Chi avesse voluto avvicinare troppo dall'altra pasticche odorose o palle di metallo o di legno traforate e con dentro spugne inzuppate
d' Ceti medicati e se le Andavano ogni tanto mettendo al naso O ce le tenevano di continuo portavano alcuni attaccata al collo una boccetta con dentro un po' d'argento vivo persuasi che avesse la virtù d' assorbire e di ritenere ogni esalazione pestilenziale e avevan poi cura di rinnovarlo ogni tanti giorni i gentiluomini non solo uscivano senza il solito seguito Ma si vedeva con una sporta in braccio andare a comprar le cose necessarie al Vitto gli amici Quando pur due si incontrassero per la strada si salutavano da lontano con cenni taciti e frettolosi ognuno camminando aveva
molto da fare per ris scansare gli schifosi e mortiferi inciampi di cui il terreno era sparso e in qualche luogo anche affatto ingombro ognuno cercava di stare in mezzo alla strada per timore d'altro sudiciume o d'altro più funesto peso che potesse venir giù dalle finestre per timore delle polveri venefiche che si diceva Essere spesso buttate da quelle su passeggeri per timore delle muraglie che potevano essere unte così l'ignoranza coraggiosa e guardinga alla rovescia aggiungeva ora angustie all angustie e dava falsi terrori In compenso de ragionevoli e salutari che aveva levati da principio tale era ciò
che di meno deforme e di Men compassionevole si faceva vedere intorno i sani gli Agiati che dopo tante immagini di Miseria e pensando a quella ancor più grave per Mezzo alla quale dovremo condurre il lettore non ci fermeremo ora a dir quale fosse lo spettacolo degli appestati che si strascica o giacevano per le strade dei poveri dei Fanciulli delle donne era tale che il riguardante poteva trovar quasi un disperato conforto in ciò che hai lontani e ai posteri fa la più forte e dolorosa impressione nel pensare dico nel vedere quanto quei viventi fossero ridotti a
pochi in mezzo a questa desolazione Aveva Renzo fatto già una buona parte del suo cammino quando distante ancor molti passi da una strada in cui doveva voltare sentì venir da quella un vario FR stono nel quale si faceva distinguere quel solito orribile tintinnio arrivato alla cantonata della strada che era una delle più larghe vide quattro carri fermi nel mezzo e come in un mercato di granaglie si vede un andare e venire di gente un caricare un rovesciare di sacchi tale era il Movimento in quel luogo monatti entrava nelle case monatti uscivan con un peso sulle
spalle lo mettevano sull'uno o l'altro carro alcuni con la divisa rossa altri senza quel distintivo molti con uno ancor più odioso Pennacchi e fiocchi di vari colori che quegli sciagurati portavano come per segno d'allegria in tanto pubblico lutto ora da una ora da un'altra finestra veniva una voce lugubre qua monatti e con suono ancor più sinistro da quel tristo brulichio Usciva qualche vociaccia che rispondeva ora ora ovvero eran pigioni che brontolava ai quali i monatti risp con bestemmie entrato nella strada Renzo allungò il passo cercando di non guardar quegli ingombri se non quant'era necessario per
iscansarli quando il suo sguardo si incontrò in un oggetto singolare di pietà d' una pietà che invogliava l'animo a completarlo di maniera che si fermò quasi senza volerlo scendeva dalla soglia aduno di Quegli usci e veniva verso il convoglio una donna il cui aspetto annunziava una giovinezza avanzata ma non trascorsa e vi traspariva una bellezza velata e oscata ma non guasta da una gran passione e da un languor mortale quella bellezza molle ad un tempo im Maestosa che brilla nel sangue Lombardo la sua andatura eraa affaticata Ma non cascante gli occhi non davan lacrime ma
portavan segno d'averne sparse tante c'era in quel dolore un non so che di pacato e di Profondo che attestava un'anima tutta consapevole e presente a sentirlo ma non era il solo suo aspetto che tra tante miserie la indicasse così particolarmente alla Pietà e ravviv passe per lei quel sentimento ormai stracco e ammorti nei cuori portava essa in collo una bambina di forse nov anni morta Ma tutta ben accomodata coi capelli divisi sulla fronte con un vestito bianchissimo come se quelle mani l'avessero adornata per una festa Promessa da tanto tempo e data per premio n la
teneva a giacere ma sorretta a seder su un braccio col petto appoggiato al petto come se fosse stata viva se nonché una manina Bianca a guisa di cera penzolava da una parte con una certa inanimata gravezza e il capo posava sull'omero della madre con un abbandono più forte del sonno della madre che se anche la somiglianza dei volti non avesse fatto Fede l'avrebbe detto chiaramente quello dei due che Esprimeva ancora un sentimento un turpem monatto andò per levarle la bambina dalle braccia con una specie però di insolito rispetto con un esitazione involontaria ma quella tirandosi
indietro senza Però mostrare sdegno né disprezzo no disse non me la toccate per ora devo metterla io su quel carro prendete Così dicendo aprì una mano fece vedere una borsa e la lasciò cadere in quella che il monatto Le Tese poi Continuò promettetemi di non levarle un filo d'intorno né di lasciar che altri ardisca di farlo e di metterla sotto terra così il monatto si mise una mano al petto e poi tutto premuroso e quasi ossequioso più per il nuovo sentimento da cui era come soggiogato che per l'inaspettata ricompensa s'a affacc andò a fare un
po' di posto sul carro per la mortic la madre dato a questa Un bacio in fronte la mise lì come su un letto ce l' accomodò le stese sopra un panno Bianco e disse l'ultime parole Addio Cecilia Riposa in pace stasera Avero anche noi per restar sempre insieme prega intanto per noi Chio Pregherò per te e per gli altri poi voltat Sii di nuovo al monatto voi disse passando di qui verso sera salirete a prendere anche me e non me sola cosiddetto rientrò in casa e un momento dopo s' affacciò alla finestra tenendo in collo
un'altra bambina più piccola viva ma coi segni della morte in volto stette a Contemplare quelle così indegne esequie della prima finché il carro non si mosse finché lo potè vedere poi disparve e che altro potè fare se non posar sul letto l'unica che le rimaneva e metters accanto per morire insieme come il fiore già rigoglioso sullo stelo cade insieme col fiorellino ancora in boccia al passar della falce che pareggia tutte le erbe del Prato Oh Signore esclamò Renzo esaudito lei e la sua creaturina hanno patito abbastanza hanno patito Abbastanza riavuto da quella commozione straordinaria e
mentre cerca di tirarsi in mente l'itinerario per trovare se alla prima strada deve voltare e sia diritta o a mancina sente anche da questa venire un altro e diverso strepito un suono confuso di grida imperiose di fiochi lamenti un pianger di donne un mugolio di Fanciulli andò avanti con in cuore quella solita trista e oscura aspettativa arrivato al crocicchio vide Da una parte una moltitudine confusa che s' avanzava e si fermò lì per lasciarla passare erano ammalati che venivano Condotti al lazzeretto alcuni spinti a forza resistevano invano invano gridavano che volevan morire sul loro letto
e rispondevano con inutili imprecazioni alle bestemmie e ai comandi dei monatti che li guidavano altri camminavano in silenzio senza mostrar dolore né alcun altro sentimento come insensati donne coi bambini in Collo Fanciulli spaventati dalle grida Da quegli ordini da quella compagnia Più che dal pensiero confuso della morte i quali ad alta strida imploravano la madre e le sue braccia fidate e la casa loro ahi E forse la madre che credevano di aver lasciata addormentata sul suo letto ci sara buttata sorpresa tutta a un tratto dalla peste e stava lì senza sentimento per essere portata su
Solo un carro al lazzeretto o alla fossa se il Carro veniva più tardi forse o sciagura degna di lacrime ancor più amare la madre tutta occupata dei suoi patimenti aveva dimenticato ogni cosa anche i figli e non aveva più che un pensiero di morire in pace pure in tanta confusione si vedeva ancora qualche esempio di fermezza e di pietà padri madri Fratelli Figli Consorti che sostenevano i cari loro e gli accompagnavano con parole di conforto né adulti soltanto ma cazzetti Ma fanciulline che guidavano i Fratellini più teneri e con giudizio e con compassione da grandi
raccomandavano loro d'essere ubbidienti gli assicuravano che S andava in un luogo dove c'era chi avrebbe cura di loro per farli guarire in mezzo alla malinconia e alla tenerezza di tali viste una cosa toccava più sul vivo e teneva in agitazione il nostro viaggiatore la casa doveva esser lì vicina e chissà se tra quella gente ma passata tutta la comitiva e cessato Quel du si voltò ad un monatto che veniva dietro e gli domandò della strada e della casa di Don Ferrante in malora tanghero fu la risposta che nebbe ne si Curò di darare a colui
quella che si meritava ma visto a due passi un commissario che veniva in coda al convoglio e aveva un viso un po' più di Cristiano fece a lui la stessa domanda questo accennando con un bastone la parte d'onde veniva disse la prima strada a diritta l'ultima casa grande a Sinistra con una nuova e più forte ansietà in cuore il Gi ne prende da quella parte è nella strada distingue subito la casa tra l'altre più basse e meschine s'accosta al portone che è chiuso mette la mano sul martello e ce la Tien sospesa come in un'urna
prima di tirar su la polizza dove fosse scritta la sua vita o la sua morte finalmente alza il martello e dà un picchio risoluto dopo qualche momento s'apre un poco una finestra Una donna fa Capolino Guardando Chi era con un viso ombroso che parche dica monatti vagabondi commissari untori diavoli quella signora disse Renzo guardando in su e con voce non troppo sicura ci sta qui a servire una giovine di campagna che ha nome Lucia là non c'è più andate rispose quella donna facendo atto di chiudere un momento per carità là non c'è più dov'è al
lazzeretto e di nuovo voleva chiudere ma un momento Per l'amor del cielo con la peste già cosa nuova eh andate Oh Povero me aspetti era ammalata molto quanto tempo è ma intanto la finestra fu chiusa davvero quella signora quella signora una parola per carità per i suoi Poveri morti non le chiedo niente del suo Ohé ma era come dire al muro afflitto della nuova e arrabbiato della maniera Renzo afferrò ancora il martello e così appoggiato alla porta andava stringendolo e storcendo l' alzava per picchiare di nuovo alla disperata poi lo teneva sospeso In questa agitazione
si Si voltò per vedere Sem maai ci fosse d'intorno qualche vicino da cui potesse forse aver qualche informazione più precisa qualche indizio qualche lume Ma la prima L'unica persona che vide fu un'altra donna distante forse un 20 passi la quale con un viso che esprimeva terrore odio impazienza e malizia con certo occhi stravolti che volevano insieme guardar lui e guardar lontano spalancando la bocca come in atto di gridare a più non posso ma trattenendo Anche il respiro alzando due braccia scarne allungando e ritirando due mani grinz piegate a guisa d' artigli come se cercasse d'
acchiappare qualcosa si vedeva che voleva chiamar gente in modo che qualcheduno non se ne accorgesse quando si incontrarono a guardarsi colei fattasi ancora più brutta si riscosse come persona sorpresa che diamine cominciava Renzo alzando anche lui le mani verso la donna ma questa perduta la speranza di poterlo far cogliere All'improvviso lasciò scappare Il grido che aveva rattenuto fino all'ora l'untore dagli dagli dagli all'untore Chi io Ah strega bugiarda Sta zitta gridò Renzo e fece un salto verso di lei per impaurirle e farla chetare ma s'avvide subito che aveva bisogno piuttosto di pensare ai casi suoi
allo strillare della vecchia accorreva gente di qua e di là non la folla che in un caso simile sarebbe stata tre mesi prima ma più che abbastanza per poter far d'un Uomo solo quel che volessero nello stesso tempo S aprì di nuovo la finestra e quella medesima sgarbata di prima ci s'a affacciò questa volta e gridava anche lei pigliatelo pigliat che deve essere uno di quei birboni che vanno in giro a Unger le porte dei galantuomini Renzo non stette lì a pensare gli parve subito il miglior partito sbrigarsi da coloro che rimanere a dir le
sue ragioni diede un'occhiata a destra e a sinistra da che parte ci fosse mente e svigno di Là ris spinse con un Ortone uno che gli parava la strada con un gran punzone nel petto fece dare indietro OT o 10 passi un altro che gli correva incontro e via di galoppo col pugno in aria stretto Noc chiuto pronto per qualunque altro gli fosse venuto tra i piedi la strada davanti era sempre libera ma dietro le spalle sentiva il calpestio e più forti del calpestio quelle grida amare dagli dagli all'untore non sapeva quando fossero per fermarsi
non vedeva dove si Potrebbe mettere in salvo lira divenne rabbia l'angoscia si Cangi in disperazione e perso il lume degli occhi mise mano al suo coltellaccio lo sfodero si fermò su due piedi voltò indietro il viso più torvo e più cagnesco che avesse fatto ai suoi giorni e col braccio Teso brandendo In aria la lama luccicante gridò chi a cuore venga avanti canaglia che lunger io davvero Con questo ma con maraviglia e con un sentimento confuso di consolazione vide che i suoi Persecutori s' eran già fermati e stavan lì come titubanti e che seguitando ad
urlare facevan con le mani per aria certi cenni da spiritati come agente che venisse di lontano dietro a lui si voltò di nuovo e vide che il gran turbamento non gliel'aveva lasciato vedere un momento prima un carro che s' avanzava Anzi una fila di quei soliti carri funebri col solito accompagnamento e dietro a qualche distanza un altro mucchietto di gente che avrebbero voluto Anche loro dare addosso all'untore e prenderlo in mezzo ma eran trattenuti dall'impedimento medesimo vistosi così tra due fuochi gli venne in mente che ciò che era di terrore a coloro poteva essere a
lui di salvezza pensò che non era tempo di farlo schizzinoso rimise il coltellaccio nel fodero si tirò da una parte prese la rincorsa verso i carri passò il primo e addocchiato prende la mira spicca un salto e su Piantato sul piede destro col sinistro in aria e con le braccia alzate Bravo bravo esclamarono ad una voce i monatti alcuni dei quali Seguivano il convoglio a piedi altri eran seduti sui carri altri per dire l'orribile cosa com'era sui cadaveri trincando da un gran fiasco che andava in giro Bravo bel colpo sei venuto a metterti sotto la
protezione dei monatti fa conto d'essere in chiesa gli disse uno dei due che stavano sul carro Dov'era montato i nemici all'avvicinarsi del treno avevano i più voltate alle spalle e se ne andavano Non lasciando di gridare dagli dagli all'untore qualcheduno si ritirava più ad agio fermandosi ogni tanto e voltandosi con versacci e Con gesti di minaccia a Renzo il quale dal carro rispondeva loro dibattendo i pugni in aria lascia fare a me gli disse un monatto e strappato d' addosso ad un cadavere un laido cencio l'an ndò in fretta e presolo per una Delle cocche
la alzò come una fionda verso quegli ostinati e fece le viste di buttargli Elo gridando aspetta canaglia a quel latto fuggirono tutti inorriditi e Renzo non vide più che schiene di nemici e Calcagni che ballavano rapidamente per aria a guisa di gualchiere tra i monatti s'alzò un urlo di Trionfo uno scroscio procelloso di Risa un Uh prolungato come per accompagnar quella fuga vedi se noi sappiamo galantuomini Disse a Renzo quel monatto Val più uno di noi che cento di quei poltroni Certo posso dire che vi devo la vita rispose Renzo e vi ringrazio con tutto
il cuore di che cosa disse il monatto tu lo meriti Si vede che sei un bravo giovine fai bene a ungere questa canaglia ung e stirp costoro che non Vaglio qualcosa se non quando son morti che per ricompensa della vita che facciamo Ci maledicono e vanno dicendo che è finita la Moria ci vogliono F Impiccare tutti hanno prima loro che la Moria e i monatti hanno a restar soli a cantar vittoria e a sguazzare per Milano Viva la Moria e Moia la marmaglia esclamò l'altro e con questo bel brindisi si mise Il fiasco alla bocca
e tenendolo con tutte e due le mani tra le scosse del carro diede una Buona bevuta poi lo porse a Renzo dicendo bevi alla nostra salute ve l' auguro a tutti con tutto il cuore disse Renzo ma non ho sete non ho proprio voglia di bere in Questo momento tu hai avuto una bella paura a quel che mi pare disse il monatto Ma hai l'aria d' un pover uomo ci vuole altri visi a far l'untore ognuno si ingegna come può disse l'altro dammelo qui a me disse uno di quelli che venivano a piedi accanto al
carro che ne voglio bere anch'io un altro Sorso alla salute del suo padrone che si trova qui in questa bella compagnia lì lì Appunto mi pare in quella bella carrozzata e con un suo atroce e Maledetto ghigno accennava il carro davanti a quello acquistava il povero Renzo poi composto il viso ad un atto di serietà ancor più bieco e fellon esco fece una riverenza da quella parte e riprese si contenta padron mio che un povero monat cucio assaggi di quello della sua cantina vede bene si fa certe vite siam quelli che l'abbiam messi in carrozza
per condurlo in villeggiatura e poi già a loro signori il vino fa subito male i poveri monatti hanno lo stomaco Buono tra le risate dei compagni prese Il fiasco e l' alzò ma prima di bere Si voltò a Renzo gli fissò gli occhi in viso e gli disse con una Cert aria di compassione sprezzante bisogna che il diavolo col quale ha fatto il patto sia ben giovine che se non eravamo lì Noi a salvarti lui ti dava un bell'aiuto e tra un nuovo scroscio di Risa s' attaccò Il fiasco alle labbra e noi eh E
noi gridarono più voci dal carro che era avanti il birbone Tracannare quanto ne volle porse con tutte e due le mani il gran fiasco a quegli altri suoi simili i quali se lo passaron dall'uno all'altro fino a che uno votat solo lo prese per il collo gli fece fare il mulinello e lo scagliò a fracassarsi sulle lastre gridando Viva la Moria dietro a queste parole intonò una loro canzonaccia e subito alla sua voce S accompagnarono tutte quell'altre di quel turpe coro la cantilena infernale mista al tintinnio Dei Campanelli al cigolio dei carri al calpestio dei
cavalli risuonava nel voto silenzioso delle strade e rimbombando nelle case stringeva il cuore dei pochi che ancor le abitavano ma cosa non può alle volte venire in acconcio cosa non può far piacere in qualche caso il pericolo d'un momento prima aveva resa più che tollerabile a Renzo la compagnia di quei morti e di quei vivi e ora fu ai suoi orecchio una musica sto per dire gradita quella che Lo levava dall'impiccio di una tale conversazione ancor mezzo affannato e tutto sotto sopra ringraziava intanto alla meglio in cuor suo la provvidenza d'essere uscito da un tal
frangente senza ricever male né farne la pregava che l'aiutasse ora a liberarsi anche dai suoi liberatori e dal canto suo stava allerta guardava quelli guardava la strada per cogliere il tempo di sdrucciolare giù Quatto quatto senza dar loro occasione di far qualche rumore Qualche scenata che mettesse in malizia ai passeggeri tutto a un tratto ad una cantonata gli parve di riconoscere il luogo guardò più attentamente e ne fu sicuro sapete dov'era sul corso di Porta Orientale in quella strada per cui era era venuto ad agio e tornato via in fretta circa 20 mesi prima gli
venne subito in mente che di liss andava diritto al lazzeretto e questo trovarsi sulla strada giusta senza studiare e senza domandare l'ebbe per un tratto Speciale della Provvidenza e per buon augurio del rimanente in quel punto veniva incontro ai carri un commissario gridando a monatti di fermare e non so che altro il fatto è che il convoglio si fermò e la musica si cambiò in un diverbio rumoroso uno dei monatti che eran sul carro di Renzo giù Renzo disse all'altro Vi ringrazio della vostra carità Dio ve ne renda merito e giù anche lui dall'altra parte
va va povero un torello rispose Colui non sarai tu quello che spian Milano per fortuna non c'era chi potesse sentire il convoglio era fermato sulla sinistra del corso Renzo prende in fretta dall'altra parte e rasentando il muro Trotta innanzi verso il ponte lo passa continua per la strada del Borgo riconosce il convento dei Cappuccini e vicino alla porta vede spuntar L'angolo del lazzeretto passa il cancello e gli si spiega davanti la scena esteriore di quel recinto un indizio appena e un Saggio è già una vasta diversa indescrivibile scena lungo i due lati che si presentano
a chi guardi da quel punto era tutto un brulichio erano ammalati che andavano in compagnia al lazzeretto altri che sedevano o giacevano sulle sponde del Fossato che lo costeggia sia che le le forze non fosser loro bastate per condursi fin dentro al Ricovero sia che usciti di là per disperazione le forze loro fossero ugualmente mancate per Andar più avanti altri Meschini erravano sbandati come stupidi e non pochi fuor di sé affatto uno stava tutto infervorato a raccontar le sue immaginazioni ad un disgraziato che giaceva oppresso dal male un altro dava nelle smanie un altro guardava
in qua e in là con un visino ridente come se assistesse ad un lieto spettacolo ma la specie più strana e più rumorosa d' una tal triste Allegrezza era un cantare alto e continuo il quale Pareva che non venisse fuori da quella miserabile folla Eppure si faceva sentire sempre più che tutte le altre voci Una canzone contadinesca d'am Gaio e scherzevole di quelle che chiamavan villanelle e andando con lo sguardo dietro al suono per riscoprire Chi mai potesse essere contento in quel tempo in quel luogo si vedeva un meschino che seduto tranquillamente in fondo al
Fossato cantava più non posso con la testa per aria Renzo aveva appena fatti Alcuni passi lungo il lato meridionale dell'edifizio che si sentì in quella moltitudine un rumore straordinario e di lontano voci che gridavano Guarda piglia salsa in punta di piedi e vede un Cavallaccio che andava di carriera spinto da un più strano Cavaliere era un frenetico che vista quella bestia sciolta e non guardata accanto ad un carro c'era montato in fretta a bisd posso e martellando il collo coi pugni e facendo Proni dei Calcagni la cacciava In furia Em monatti dietro urlando e tutto
si ravvolse in un nugolo di polvere che volava lontano così già sbalordito e stanco di vedere miserie il giovine arrivò alla porta di quel luogo dove ce n'erano adunate forse più che non ce ne fosse di sparse in tutto lo spazio che gli era toccato di percorrere s'affaccia a quella porta entra sotto la volta e rimane un momento immobile a mezzo del portico capitolo 35 5 si immagini il Lettore il recinto D lazzeretto popolato di 16.000 appestati quello spazio tutto ingombro dove di capanne e di baracche dove di carri dove di gente quelle due intermin
fughe di Portici a destra e a sinistra piene in gremite di languenti o di cadaveri confusi sopra Sacconi o sulla paglia e su tutto quel quasi immenso covile un brulichio come un ondeggiamento e qua e là un andare e venire un fermarsi un correre un Arsi un alzarsi di convalescenti di frenetici di Serventi tale fu lo spettacolo che riempì ad un tratto la vista di Renzo e lo tenne lì sopraffatto e compreso questo spettacolo noi non ci proponiamo certo di descriverla parte a parte Né il lettore lo desidera solo seguendo il nostro giovine nel suo
penoso giro ci fermeremo alle sue fermate e di ciò che gli toccò di vedere diremo quanto sia necessario a raccontar ciò che fece e ciò che gli seguì dalla porta dove si era fermato fino alla Cappella del mezzo E di là all'altra porta in faccia c'era come un viale sgombro di capanne ed ogni altro impedimento stabile e alla seconda occhiata Renzo vide in quello un tramen di carri un portar via roba per far luogo vide Cappuccini e secolari che dirigevano quell'operazione e insieme mandavano via chi non ci avesse che fare e temendo ad essere anche
lui messo fuori in quella maniera si cacciò addirittura tra le capanne dalla parte a cui si trovava casualmente voltato alla Diritta andava avanti secondo che vedeva posto da poter mettere il piede da capanna a capanna facendo Capolino In ognuna e osservando i letti che eran fuori allo scoperto esaminando volti abbattuti dal patimento o contratti dallo spasimo o immobili nella morte semmai gli venisse fatto di trovar quello che pur temeva di trovare ma aveva già fatto un bel pezzetto di cammino e ripetuto più e più volte quel doloroso esame senza veder mai nessuna Donna onde si
immaginò che dovessero essere in un luogo separato e indovinà Ma dove fosse non aveva indizio né poteva argomentario d'aspetto e di maniere d'abito tanto diverso e opposto era il principio che dava agli uni e agli altri una forza uguale di vivere in tali servizi negli Uni l'estinzione d'ogni senso di pietà negli altri una pietà sovrumana ma né agli Uni né agli altri si sentiva di far domande per non Procacciarsi alle volte un inciampo e deliberò d'andare andare Finché arrivasse a trovare donne e andando non lasciava di spiare intorno ma di tempo in tempo era costretto
a ritirare lo sguardo contristato e come abbagliato da tante piaghe Ma dove rivolgerlo dove riposar che sopra altre piaghe l'aria stessa e il cielo accrescevano se qualche cosa poteva accrescerlo l'orrore di quelle viste la nebbia s'era A poco a poco addensata e accavallata in nuvoloni Che raboi andos sempre più davano l'idea di un annot Tar tempestoso se nonché verso il mezzo di quel cielo Cupo e abbassato traspariva come da un fitto velo La Spera del Sole pallida che spargeva intorno a sé un barlume fioco e sfumato e pioveva un calore morto e pesante ogni tanto
tram mezzo all ronzio continuo di quella confusa moltitudine si sentiva un borbottare di tuoni profondo come tronco irresoluto né tendendo l'orecchio avreste saputo Distinguere da che parte venisse o avreste potuto crederlo un Correr lontano di carri che Si fermassero improvvisamente non si vedeva nelle campagne d'intorno muoversi un ramo d'albero né un uccello andarvi a posare o staccarsene solo la rondine comparendo subitamente di sopra il tetto del Recinto sdrucciola in giù con l'al Tese come per rasentare il terreno del campo Ma sbigottita da quel brulichio risaliva rapidamente e fuggiva Era uno di quei tempi in cui
tra una compagnia di viandanti non c'è nessuno che rompa il silenzio e il cacciatore cammina eroso con lo sguardo a terra e la villana zappando nel campo smette di cantare senza avvedersene di quei tempi forieri della borrasca in cui la natura come in mota al di fuori è agitata da un travaglio interno parche opprima ogni vivente e aggiunga Non so quale gravezza ad ogni operazione all'ozio all'esistenza stessa ma in quel luogo Destinato per sé al patire e al morire si vedeva l'uomo già alle prese col male soccombere alla nuova oppressione si vedevan centinaia e centinaia
Peggi precipitosamente e insieme l'ultima lotta era più affannosa e nell'aumento dei dolori i gemiti più soffogati né forse su quel luogo di miseria era ancor passata un'ora crudele al par di questa già aveva il giovine girato un bel pezzo e senza frutto per quella viieni di capanne Quando nella varietà Dei lamenti E nella confusione del mormorio cominciò a distinguere un misto singolare di vagiti e di belati finché arrivò ad un assito scheggiato e sconnesso dentro il quale veniva quel suono straordinario mise un occhio ad un largo spiraglio tra due asse e vide un recinto con
dentro capanne sparse e così in quelle come nel piccol campo non la solita infermeria ma Bambinelli a giacere sopra materassine o guanciali o lenzuoli distesi o topponi e balie e Altre donne in faccende e ciò che più di tutto attraeva e fermava lo sguardo capre mescolate con quelle e fatte loro aiutanti un ospedale di innocenti quale il luogo e il tempo poteva andarlo era dico una cosa singolare a vedere alcune di quelle bestie ritte e Quiete sopra questo e quel bambino dargli la poppa e qualche altra correre ad un vagito come con un senso materno
e fermarsi presso il piccolo Allievo e procurar d' accomodarci si sopra e belare e Dimenarsi quasi chiamando chi venisse in aiuto a tutte e due qua e là eran sedute balie con bambini al petto alcune in tatto d'amore da far nascere dubbio nel riguardante Se fossero state attirate in quel luogo dalla paga o da quella carità spontanea che va in cerca dei bisogni e dei dolori una di esse tutta accorata staccava dal suo petto esausto un meschinello piangente e andava tristamente cercando la bestia che potesse far le sue veci un'altra Guardava con occhio di compiacenza
quello che le si era addormentato alla poppa e baciato l'o mollemente andava in una capanna a posarlo su una materassina ma una terza abbandonando il suo petto al lattante straniero con Cert aria però non di trascuranza ma di preoccupazione guardava fisso il cielo a che pensava essa in quell'atto con quello sguardo se non ad un nato delle sue viscere che forse poco prima aveva succhiato quel petto che forse c'era spato Sopra altre donne più attempate attendevano ad altri servizi una correva alle grida ad un bambino affamato lo prendeva e lo portava vicino ad una capra
che pascolava ad un mucchio d'erba fresca e glielo presentava alle poppe gridando l'inesperto animale e accarezzandolo Ins insieme Affinché si prestasse dolcemente all'ufficio questa correva a prendere un poverino che una capra tutta intenta ad allattarla il suo ninnolo cercando ora Ad addormentarlo col canto ora ad acquietarsi amandolo con un nome chea medesima gli aveva messo arrivò in quel punto un cappuccino con la barba bianchissima portando due bambini strillanti Uno per braccio raccolti Allora vicino alle madri ispirate e una donna corsi a riceverli e andava guardando tra la Brigata e nel gregge per trovar subito chi
tenesse l'or luogo di madre più d' una volta il giovine spinto Da quello che era il primo e il più forte dei suoi pensieri s' era staccato dallo spiraglio per andarsene e poi ci aveva rimesso l'occhio per guardare ancora un momento levatosi di lì finalmente andò costeggiando l'ass sito finché un mucchietto di capanne appoggiate a quello lo costrinse a voltare andò Allora lungo le capanne con la m di riguadagnare la sito ad andar fino alla fine di quello e scoprir paese nuovo Ora Mentre guardava innanzi per studiar la strada un'apparizione repentina passeggera istantanea gli ferì
lo sguardo e gli mise l'animo sotto sopra vide a un c passi di distanza passare e perdersi subito tra le baracche un cappuccino un cappuccino che anche così da lontano e così di fuga aveva tutto l'andare tutto il fare tutta la forma di Padre Cristoforo con la Mania che potete pensare corse verso quella parte e lì a Girare a cercare innanzi indietro dentro e fuori per quegli andirivieni tanto che rivide con altrettanta Gioia quella forma quel frate medesimo lo vide poco lontano che scostandosi da una caldaia andava con una scodella in mano verso una capanna
poi lo vide sedersi sull'uscio di quella fare un segno di croce sulla scodella che teneva dinanzi e guardando intorno come uno che stia sempre allerta mettersi a mangiare era proprio il Padre Cristoforo La storia del quale da quel punto che l'abbiam perduto di vista fino a questo incontro sarà raccontata in due parole non si era mai mosso da Rimini né aveva pensato a movers se non quando la peste è scoppiata in Milano gli offrì occasione di ciò che aveva sempre tanto desiderato di dar la sua vita per il prossimo pregò con gran distanza d'esserci richiamato
per assistere e servire gli appestati il conte zio era morto e del resto c'era più bisogno di Infermieri che di politici sicché fu esaudito senza difficoltà venne subito a Milano entrò nel lazzeretto e c'era da circa 3 mesi ma la consolazione di Renzo nel ritrovare il suo buon frate non fu intera neppure un momento nell'atto stesso d' accertarsi che era lui dovette vedere quant' era mutato il portamento curvo e stentato il viso scarno e smorto e in tutto si vedeva una natura esausta una carne rotta e cadente che s'aiuta e si sorreggeva ogni momento con
uno Sforzo dell'animo andava anche lui fissando lo sguardo nel giovine che veniva verso di lui e che col gesto non osando con la voce cercava di farsi distinguere e riconoscere oh padre Cristoforo disse poi quando gli fu vicino da poter essere sentito senza alzar la voce tu qui disse il frate posando in terra la scodella e alzandosi da sedere come sta padre come sta meglio di tanti poverini che tu vedi qui rispose il Frate e la sua voce era fioca Cupa mutata come tutto il resto l'occhio soltanto era quello di prima e un non so
che più vivo e più splendido quasi la carità sublimata nell'estremo dell'Opera ed esultante di sentirsi vicina al suo principio ci rimettesse un fuoco più ardente e più puro di quello che l'infermità ci andava poco a poco spegnendo Ma tu proseguiva come sei qui perché vieni così ad affrontar la peste l'ho avuta grazie al cielo vengo cercar Di Lucia Lucia è qui Lucia è qui almeno spero in Dio che ci sia ancora è tua moglie Oh caro padre no che non è mia moglie non sa nulla di tutto quello che è accaduto no figliuolo da che
Dio m'ha allontanato da voi altri io non ho saputo più nulla ma ora che egli mi ti manda dico la verità che desidero molto di saperne ma e il bando le le cose che m'hanno fatto ma tu che avevi fatto senta se volessi dire di aver avuto giudizio quel giorno in Milano direi una Bugia ma cattive azioni non ho fatte punto te lo credo e lo credevo anche prima ora Dunque le potrò dir tutto Aspetta disse il frate è andato alcuni passi fuor della Capanna chiamò padre Vittore dopo qualche momento comparve un giovine cappuccino al
quale disse fatemi la carità padre Vittore di guardare anche per me questi nostri poverini intanto che io me ne sto ritirato e se alcuno però mi volesse chiamatemi Quel tale principalmente se mai desse il più Piccolo segno di tornare in sé avvisatemi subito per carità non dubitate rispose il giovine e il vecchio tornato verso Renzo entriamo qui gli disse ma soggiunse subito fermandosi tu mi pari ben rifinito devi aver bisogno di mangiare è vero disse Renzo ora che lei mi ci fa pensare mi ricordo che sono ancora digiuno aspetta disse il frate e presa un'altra
scodella l'andò ad Empire alla Caldaia tornato la diede con un cucchiaio a Renzo lo fece sedere su un Saccone che gli serviva di letto poi andò ad una botte che era in un canto e ne Spill un bicchi di vino che mise su un tavolino davanti al suo convitato riprese quindi la sua scodella e si mise a sedere accanto a lui oh padre Cristoforo disse Renzo tocca a lei a farco d ste cose Ma già lei è sempre quel medesimo La ringrazio proprio di cuore Non ringraziarmi disse il frate è Roba dei poveri ma anche
tu sei un povero in questo momento Ora dimmi quello che non so dimmi di quella nostra poverina E cerca di spicciariello di Lucia come era stata ricoverata nel monastero di Monza come rapita all'immagine di tali patimenti e di tali pericoli al pensiero d'essere stato lui quello che aveva indirizzato in quel luogo la povera innocente il buon frate rimase senza fiato ma lo riprese subito sentendo come era stata Ammirabilmente liberata Resa alla madre e allogata da questa presso a Donna Prassede ora le racconterò di me proseguì Renzo e raccontò in succinto la giornata di Milano la
fuga e come era sempre stato lontano da casa e ora essendo ogni cosa sotto sopra s'era arrischiato d' andarci come non ci aveva trovato Agnese come in Milano aveva saputo che Lucia era al lazzeretto e son qui concluse son qui a cercarla a vedere se è viva e se mi vuole ancora perché Alle volte ma domandò il frate Ha indizio di dove sia stata messa quando ci sia venuta niente Caro Padre niente se non che qui seppur là c'è che Dio voglia Oh poverino ma che ricerca hai tu finora fatte qui ho girato e rigirato
ma tra le altre cose non ho mai visto quasi altro che uomini ho ben pensato che le donne devono essere in un luogo a parte ma non ci sono mai potuto arrivare Se è così ora lei mi li insegnerà non sai figliuolo che è Proibito ad entrarci agli uomini che non abbiano qualche incombenza Ebbene cosa mi può accadere La regola è giusta e santa figliuolo caro e se la quantità e la gravezza dei guai non lascia che si possa farla osservar con tutto il rigore è una ragione questa perché un galantuomo la trasgredisca ma Padre
Cristoforo disse Renzo Lucia doveva essere mia moglie lei sa come siamo stati separati son 20 mesi che patisco e ho pazienza Son venuto fin Qui a rischio di tante cose l'una peggio dell'altra e ora non so che cosa dire riprese il frate rispondendo piuttosto ai suoi pensieri che alle parole del giovine tu vai con buona intenzione e piacesse a Dio che tutti quelli che hanno libero l'accesso in quel luogo ci si comportassero Come posso fidarmi che farai tu Dio il quale Certamente benedice questa tua perseveranza d'affetto questa tua fedeltà in volere incercare co lei che
egli t'aveva data Dio che è più rigoroso degli uomini ma più indulgente non vorrà guardare a quel che ci possa essere di irregolare in codesto tuo modo di cercarla Ricordati solo che della tua condotta in quel luogo avremo a render conto tutte e due agli uomini facilmente No ma Dio senza dubbio vien qui in così dire Sal alzò e nel medesimo tempo anche Renzo il quale non lasciando di dar retta alle sue parole s'era intanto consigliato tra sé di non parlare come S era prop posto Prima di quella tal promessa di Lucia se sente Anche
questo aveva pensato mi fa delle altre difficoltà sicuro o la trovo e saremo sempre a tempo a discorrer o E allora che serve tirat solo sull'uscio della Capanna che era a settentrione il frate riprese senti il nostro padre felice che è il presidente qui dell lazzeretto conduce oggi a far la quarantina altrove i pochi guariti che ci sono tu vedi quella chiesa lì nel mezzo e alzando la Mano Scar e tremolante indicava a sinistra nell'aria torbida la cupola della Cappella che torreggiava sopra le miserabili tende e proseguì là intorno si vanno ora radunando per uscire
in processione dalla porta per la quale tu devi essere entrato Ah era per questo dunque che lavoravano a sbrattare la strada per l'appunto e tu devi anche aver sentito qualche tocco di quella Campana ne ho sentito uno era il secondo al terzo Saran tutti radunati il Padre Felice farà loro un piccolo discorso e poi si avvierà con loro tu a quel tocco portati là cerca di metterti dietro quella gente da una parte della strada dove senza disturbare né darne l'occhio tu possa vederli passare vedi vedi se la ci fosse se Dio non ha voluto che
la ci sia quella parte e alzò di nuovo la mano accennando il lato dell'edifizio che aveva dirimpetto quella parte della fabbrica e una parte del terreno che lì davanti è assegnata alle donne vedrai Uno steccona che divide questo da quel quartiere ma in certi luoghi interrotto in altri aperto sicché non troverai difficoltà per entrare dentro poi non facendo tu nulla che dia ombra a nessuno nessuno probabilmente non dirà nulla a te se però ti si facesse qualche ostacolo di che il padre Cristoforo ti conosce e renderà conto di te Cercala lì Cercala con fiducia e
con rassegnazione perché ricordati che non è poco ciò che tu sei venuto a cercare qui Tu chiedi Una persona viva al lazzeretto sai tu quante volte io ho veduto rinnovarsi questo mio povero Popolo quanti ne ho veduti portar via quanti pochi uscire va preparato a fare un sacrifizio già intendo anch'io interruppe Renzo stravolgendo gli occhi e cambiandoli tutto in viso intendo vo guarderò cercherò in un luogo nell'altro E poi ancora per tutto il lazzeretto in lungo e in largo se non la trovo Se non la trovi disse il frate con un aria di Serietà e
d' aspettativa e con uno sguardo che ammoniva ma Renzo a la rabbia riaccesa dall'idea di quel dubbio aveva fatto perdere il lume degli occhi ripetè e seguitò se non la trovo vedrò di trovare qualche d' altro o in Milano o nel suo scellerato palazzo o in capo al mondo a casa del diavolo lo troverò quel furfante che ci ha separati quel birbone che se non fosse stato lui Lucia sarebbe mia da 20 mesi e se eravamo destinati a morire almeno saremmo morti Insieme se c'è ancora colui lo troverò Renzo disse il frate afferrandolo per un
braccio e guardandolo ancor più severamente E se lo trovo continuò Renzo cieco affatto dalla collera se la peste non ha già fatto giustizia non è più il tempo che un poltrone coi suoi bravi d'intorno passa metter la gente alla disperazione e Riders è venuto un tempo che gli uomini si incontrino avviso avviso e la farò io la giustizia sciagurato gridò il padre Cristoforo con una voce che aveva ripresa tutta L'Antica pienezza e sonorità sciagurato e la sua testa cadente sul petto s'era sollevata le gote si colorivacanze e il fuoco degli occhi avevo non so che
di terribile Guarda sciagurato e mentre con una mano stringeva e scota forte il braccio di Renzo girava l'altra davanti a sé accennando quanto più poteva della dolorosa scena all'intorno Guarda chi è colui che castiga colui che Giudica e non è giudicato colui che flagella e che Perdona ma tu verme della terra tu vuoi far giustizia tu lo sai tu quale sia la giustizia va sciagurato vattene Io speravo sì ho sperato che prima della mia morte Dio mi avrebbe data questa consolazione di sentir che la mia povera Lucia fosse viva forse di vederla e di sentirmi
promettere da lei che rivolgerebbe una preghiera là verso quella Fossa dovio sarò va Tu m'hai levato questa speranza Dio non l'ha Lasciata in terra per te e tu certo non hai l'ardire di crederti degno che Dio pensi a consolarti avrà pensato a lei perché lei è una di quelle anime a cui son riservate le consolazioni eterne va Non ho più tempo di darti retta e così dicendo rigettò da sé il braccio di Renzo e si mosse verso una capanna di infermi Ah padre disse Renzo andandogli dietro in atto supplichevole mi vuol mandar via in questa
maniera come riprese con voce Non meno Severa il cappuccino Ard diresti tu di pretendere che io rubassi il tempo a questi afflitti i quali aspettano che io parli loro del Perdono di Dio per ascoltare le tue voci di rabbia i tuoi proponimenti di vendetta t'ho ascoltato quando chiedevi consolazione e aiuto ho lasciata la Carità per la carità ma ora tu hai la vendetta in cuore che vuoi da me Vattene non visti Morire qui degli offesi che perdonavo degli offensori che gemevano Di non potersi umiliare davanti all'offeso ho pianto con gli uni e con gli altri
ma con te che ho da fare Ah gli perdono gli perdono davvero gli perdono per sempre esclamò il giovine Renzo disse con una serietà più tranquilla Il frate Pensaci e dimmi un po' quante volte gli hai perdonato è stato al ano senza ricever risposta tutto a un tratto abbassò il capo e con voce cupa e lenta riprese tu sai perché io porto Quest'abito Renzo esitava tu lo sai riprese Il vecchio lo so rispose Renzo ho odiato anch'io io che t'ho ripreso per un pensiero per una parola l'uomo che odiavo Cordialmente che odiavo da gran tempo
io l'ho ucciso Sì ma un prepotente uno di quelli sì interruppe il frate credi tu che se ci fosse una buona ragione io non l'avrei trovata in 30 anni Ah se io potessi ora metterti il cuore in sentimento che dopo Ho avuto sempre e che ho ancora per l'uomo che io odiavo Se io potessi io Ma Dio lo può egli lo faccia senti Renzo egli ti vuol più bene di quel che tu te ne vuoi tu hai potuto macchinare la vendetta ma Egli ha abbastanza forza e abbastanza Misericordia per impedirtelo altro era troppo in tu
sai tu l'hai detto tante volte che egli può fermar la mano d' un prepotente Ma sappi che può anche fermar quella ad un vendicativo E perché sei povero Perché sei offeso credi tu che egli non possa difendere contro di te un uomo che ha creato A sua immagine credi tu che gli ti lascerebbe fare tutto quel che vuoi no ma tu sai cosa puoi fare puoi odiare e perderti puoi con un tuo sentimento allontanare da te ogni benedizione perché in qualunque maniera andassero le cose fortuna tu avessi Tien per certo che tutto sarà castigo finché
tu non abbia perdonato in maniera da non poter mai più dire io gli Perdono Sì sì disse Renzo tutto commosso e tutto confuso Capisco che non gli avevo mai perdonato davvero capisco che ho parlato da bestia e non da Cristiano e ora con la grazia del signore Sì gli perdono proprio di cuore e se tu lo vedessi pregherei il signore di dar pazienza a me e di toccare il cuore a lui ti ricorderesti che il Signore non ci ha detto di perdonare i nostri nemici ci ha detto d' amarli Ti ricorderesti che egli lo ha
amato a segno di morir Per lui sì col suo aiuto Ebbene Vieni con me hai detto Lo troverò lo troverai vieni e vedrai con chi tu potevi tenere odio a chi potevi desiderar del male volergli fare sopra che vita tu volevi far da padrone e presa la mano di Renzo e stretta come avrebbe potuto fare un giovine sano si mosse quello senza osar di domandar altro gli andò dietro dopo pochi passi il frate si fermò vicino all'apertura di una capanna fissò gli occhi in viso a Renzo con un Misto di gravità e di tenerezza e
lo condusse dentro la prima cosa che si vedeva nell'entrare Era un infermo seduto sulla paglia nel fondo un infermo però non aggravato e che anzi poteva apparire vicino alla convalescenza Il quale visto il padre tentennò la testa come a accennando di no il padre abbassò la sua con un atto di tristezza e di rassegnazione Renzo intanto girando con una curiosità Inquieta allo sguardo sugli altri oggetti vide tre o quattro infermi ne distinse uno da una parte su una materassa inv voltato in un lenzuolo con una cappa signorile indosso a guisa di coperta lo fissò riconobbe
Don Rodrigo e fece un passo indietro ma il frate facendogli di nuovo sentir fortemente la mano con cui lo teneva lo tirò a pied del covile e stavi sopra all'altra mano accennava col dito l'uomo che vi giaceva stava l'infelice in moto Spalancati gli occhi ma senza sguardo pallido il viso e sparso di macchie nere nere enfi le labbra l'avreste detto il viso d' un cadavere se Una contrazione violenta non avesse reso testimonio d' una vita tenace il petto si sollevava di quando in quando con un respiro affannoso la destra fuor della cappa lo premeva vicino
al cuore con uno stringere adunco delle dita livide tutte sulla punta nere tu vedi disse il frate con voce bassa e Grave può essere gastigo può essere Misericordia il sentimento che tu proverai ora per quest'uomo che t' ha offeso Sì lo stesso sentimento il Dio che tu pure hai offeso avrà per te in quel giorno benedic Ilo e sei benedetto da qu giorni è qui come tu lo vedi senza dar segno di sentimento forse il Signore è pronto A cedergli un'ora di ravvedimento ma voleva esserne pregato da te forse vuole che tu ne lo preghi
con quella innocente forse serba la Grazia alla tua sola preghiera alla preghiera d'un cuore afflitto e rassegnato forse la salvezza di quest'uomo e la tua Dipende ora da te da un tuo sentimento di perdono di compassione d'amore tacque e giunte le mani Chinò il viso sopra di esse e pregò Renzo fece lo stesso erano da pochi momenti in quella positura quando scoccò la campana si mossero tutti e due come di concerto e uscirono né l'uno fece domande Nell'altro proteste i loro visi parlavano va ora riprese il frate va preparato sia a ricevere una grazia sia
a fare un sacrifizio a lodar Dio qualunque sia l'esito delle tue ricerche e qualunque sia vieni a darmene notizia noi lo loderemo insieme qui senza dir altro si separarono uno tornò dond era venuto l'altro s'avviò alla cappella che non era lontana più d'un 100 passi capitolo 36 Chi avrebbe mai detto a Renzo qualche ora prima che nel forte d' tall ricerca al cominciar dei momenti più dubbiosi e più decisivi il suo cuore sarebbe stato diviso tra Lucia e Don Rodrigo Eppure era così quella figura veniva a mischiarsi con tutte le immagini care o terribili che
la speranza o il timore gli mettevano davanti a vicenda in quel tragitto le parole sentite a pied di quel covile Si cacciavano tra i sì e i no onde era Combattuta la sua mente e non poteva terminare una preghiera per l'esito felice del gran cimento senza attaccarci quella che aveva principiata là e che lo scocco della Campana aveva troncata la cappella ottangolo del lazzeretto era nella sua costruzione primitiva aperta da tutti i lati senz' altro sostegno che di pilastri e di colonne una fabbrica per dir così traforata in ogni facciata un arco tra due intercolunni
dietro girava un Portico intorno a quella che si direbbe più propriamente chiesa non composta che dotto D'Archi rispondenti a quelli delle facciate con sopra una cupola di maniera che l'altare eretto nel centro poteva essere veduto da ogni finestra delle stanze del Recinto e quasi da ogni punto del campo ora convertito l'edifizio a tutt'altro uso i Vani delle facciate son murati ma L'Antica ossatura rimasta in tatta indica chiaramente L'Antico stato e L'Antica destinazione di quello Renzo Si era appena avviato che vide il Padre Felice comparire nel portico della Cappella e affacciarsi sull'arco di mezzo del lato
che guarda verso la città davanti al quale era radunata la comitiva al piano nella strada di mezzo e subito dal suo contegno si accorse che aveva cominciata la predica girò per quelle viottole per arrivare alla coda dell'uditorio come gli era stato suggerito arrivò atci si fermò keto keto lo scorse tutto con lo Sguardo ma non vedeva di là altro che un folto direi quasi un selciato di teste nel mezzo ce n'era un certo numero coperte di fazzoletti o di veli in quella parte ficò più attentamente gli occhi ma non arrivando a scoprirci dentro nulla di
più gli alzò anche lui dove tutti tenevano fissi i loro rimase tocco e compunto dalla venerabile figura del predicatore E con quel Che gli poteva restare d'attenzione in un tal momento d' aspettativa sentì questa Parte del solenne ragionamento diamo un pensiero ai Mille e mille che sono usciti di là e col dito alzato sopra la spalla accennava dietro di sé la porta che mette al cimitero detto di San Gregorio il quale allora era tutto si può dire una gran Fossa diamo intorno un'occhiata ai Mille e mille che rimangon qui troppo Incerti di dove Sian per
uscire diamo un'occhiata a noi così pochi che usciamo a Salvamento Benedetto il Signore benedetto nella Giustizia benedetto nella Misericordia Benedetto nella morte Benedetto nella salute Benedetto In questa scelta che ha voluto far di noi oh perché l'ha voluto figliuoli se non per serbari un piccol popolo corretto dall'affaticamento dono ne facciamo quella stima che merita una cosa data da lui impieghiamo nell opere che si possono offrire a lui se non a fine che la memoria dei nostri patimenti ci Renda compassionevoli e Soccorrevole ai nostri prossimi Questi intanto in compagnia dei quali abbiamo penato sperato temuto tra
i quali lasciamo degli amici dei congiunti E che tutti son poi finalmente nostri fratelli Quelli tra questi che ci vedranno passare in mezzo a loro mentre forse riceveranno qualche sollievo nel pensare che qualcheduno esce pur Salvo di qui riceva edificazione dal nostro contegno Dio non voglia che possano vedere in noi una gioia rumorosa una Gioia mondana ad avere scansata quella morte con la quale Essi stanno ancor dibattendosi vedano che partiamo Ringraziando per noi e pregando per loro e possan dire anche fuor di qui questi si ricorderanno di noi continueranno a pregare per noi Meschini cominciamo
da questo viaggio Dai primi passi che siam per fare una vita tutta di carità che son tornati Nell'antico vigore diano un braccio fraterno ai Fiacchi giovani sostenete i Vecchi voi che siete rimasti senza figliuoli vedete intorno a voi quanti figliuoli rimasti senza padre siatelo per loro e questa carità ricoprendo i vostri peccati raddolcire anche i vostri dolori qui un sordo mormorio di gemiti un singhiozzo che andava crescendo nella donan fu sospesa ad un tratto nel vedere il predicat mettersi una corda al collo e buttarsi in ginocchio e si stava in gran silenzio aspettando quel che
fosse per Dire per me disse e per tutti i miei compagni che senza alcun nostro merito siamo stati scelti all'alto privilegio di servir Cristo in voi Io vi chiedo umilmente perdono se non abbiamo degnamente adempito un S gran Ministero se la pigrizia se l'ind della carne ci ha resi meno attenti alle vostre necessità Men pronti alle vostre chiamate se un'ingiusta impazienza se un colpevoli ci ha fatti qualche volta comparir VII davanti con un volto Annoiato e Severo se qualche volta Il miserabile pensiero che voi aveste bisogno di noi ci ha portati a non trattarvi con
tutta quell'umiltà che si conveniva se la nostra fragilità ci ha fatti trascorrere a qualche azione che vi sia stata di Scandalo perdonateci così Dio rimette a voi Ogni vostro debito e vi benedica e fatto Noi abbiam potuto riferire se non le precise parole il senso almeno il tema di quelle che proferì davvero Ma la Maniera con cui furon dette non è cosa da potersi descrivere era la maniera di un uomo che chiamava privilegio quello di servirgli appestati perché lo teneva per tale che confessava di non averci degnamente corrisposto perché sentiva di non averci corrisposto degnamente
che chiedeva perdono perché era persuaso d' averne bisogno ma la gente che s'era veduti d'intorno quei Cappuccini non occupati d'altro che di servirla e tanti ne aveva veduti morire e quello che Parlava per tutti sempre il primo Alla fatica come nell'autorità se non quando si era trovato anche lui in fin di morte pensate con che singhiozzi con che lacrime rispose a tali parole il mirabil frate prese poi una gran Croce che era appoggiata ad un pilastro se la inalbero davanti lasciò sull'orlo del portico esteriore i sandali scese gli scalini e tra la folla che gli
fece rispettosamente Largo s'avviò per mettersi alla testa di essa Renzo tutto Lacrimoso né più nemmeno che se fosse stato uno di quelli a cui era chiesto quel singolare perdono si ritirò anche lui e andò a mettersi di fianco ad una capanna e stette lì aspettando mezzo nascosto con la persona indietro e la testa avanti con gli occhi spalancati con una gran palpitazione di cuore ma insieme con una certa nuova e particolare fiducia nata credio dalla tenerezza che gli aveva ispirata la predica e lo spettacolo della tenerezza Generale ed ecco arrivare il padre felice scalzo con
quella corda al collo con quella lunga e pesante Croce alzata pallido e scarno il viso un viso che spirava compunzione insieme e coraggio a passo lento ma risoluto come di chi pensa soltanto a risparmiare l'altrui debolezza e in tutto come un uomo a cui un di più di fatiche e di disagi desse la forza di sostenere i tanti necessari e inseparabili da quel suo incarico subito dopo lui Venivano i Fanciulli più grandini Scalzi una gran parte ben pochi interamente vestiti Chi ha fatto in camicia venivan poi le donne tenendo quasi tutte per la mano una
bambina e cantando alternativamente Il Miserere e il suono fiacco di quelle voci il pallore e la languidezza di quei visi eran cose da occupar tutto di compassione l'animo di chiunque si fosse trovato lì come semplice spettatore ma Renzo guardava esaminava di fila in fila di viso in viso senza passarne uno che La processione andava tanto ad agio da dargliene tutto il comodo passa e passa guarda e guarda sempre inutilmente dava qualche occhiata di corsa alle file che rimanevano ancora indietro sono ormai poche siamo all'ultima son passate tutte furon tutti visi sconosciuti con le braccia ciondoloni
e con la testa piegata solo una spalla accompagnò con l'occhio quella schiera mentre gli passava davanti quella degli uomini una nuova Attenzione una nuova speranza gli Nacque nel veder dopo questi comparire alcuni carri su cui erano i convalescenti che non erano ancora in stato di camminare lì le donne venivano l'ultime e il tren andava così ad agio che Renzo potev ugualmente esaminarle tutte senza che gliene sfuggisse una Ma che Esamina il primo carro il secondo il terzo e via discorrendo sempre con la stessa riuscita fino ad uno dietro al quale non veniva più che un
altro cappuccino con un aspetto serio e con un Bastone in mano Come regolatore della comitiva era quel Padre Michele che abbiam detto essere stato dato per compagno nel governo al padre F dice così svan ha fatto quella Cara Speranza e andandosene non solo portò via il conforto che aveva recato Ma come accade le più volte lasciò L'uomo in peggiore stato di prima Ormai quel che ci poteva essere di meglio era di trovar Lucia ammalata pure all'ardore di una speranza presente Sott entrando quello Del timore cresciuto il poverino S attaccò con tutte le forze dell'animo a
quel tristo e debole filo entrò nella corsia e si incamminò da quella parte di dove era venuta la processione Quando fu a Piè della Cappella andò ad inginocchiarsi sull'ultimo scalino e lì fece a Dio una preghiera o per dir meglio una confusione di parole arruffate di frasi interrotte d' esclamazioni di stanze di lamenti di promesse uno di quei discorsi che non si Fanno agli uomini perché non hanno abbastanza penetrazione per intenderli Né pazienza per ascoltarli non son grandi abbastanza per sentirne compassione senza disprezzo s'alzò alquanto più ancorato girò intorno alla cappella si trovò nell'altra corsia
che non aveva ancora veduta e che riusciva all'altra porta dopo pochi passi vide lo steccona di cui aveva parlato il frate ma interrotto qua e là appunto come questa aveva detto Entrò per una di quelle aperture e si trovò nel quartiere delle donne quasi al primo passo che fece vide in terra un campanello di quelli che i monatti portavano ad un piede gli venne in mente che un tale strumento avrebbe potuto servirgli come di passaporto là dentro lo guardò se nessuno lo guardava E se lo legò come usavano quelli e si mise subito alla ricerca
a quella ricerca che per la quantità sola degli oggetti Sarebbe stata fieramente gravosa quando anche gli oggetti fossero stati tutt'altri cominciò a scorrer con l'occhio Anzi a contemplar nuove miserie così simili in parte alle già vedute in parte così diverse che sotto la stessa calamità era qui un altro patire per dir così un altro languire un altro lamentarsi un altro sopportare un altro compatir Sii e soccorrervi a vicenda era in chi guardasse un'altra pietà e un altro ribrezzo Aveva già fatto Non so quanta strada senza frutto e senza Accidenti quando si sentì dietro le spalle
un Oh una chiamata che pareva diretta a lui si voltò e vide ad una certa distanza un commissario che alzò una mano accennando proprio a lui e gridando là nelle stanze che c'è bisogno d'aiuto qui è finito ora di sbrattare SAV subito per chi veniva preso e che il campanello era la cagione dell'equivoco si diede della bestia ad Aver pensato solamente agli impicci che quell' insegna gli poteva scansare e non a quelli che gli poteva tirare addosso ma pensò nello stesso tempo alla maniera di sbrigarsi subito di colui gli fece replicatamente in fretta un cenno
col capo come per dire che aveva inteso e che ubbidiva e si levò dalla sua vista cacciando da una parte tra le capanne quando gli parve d'essere abbastanza lontano pensò anche a dalla causa dello scandalo e per far quell'operazione Senza essere osservato andò a mettersi in un piccolo spazio tra due capanne che si voltavano per dir così la schiena Si China per levarsi il campanello e stando così col capo appoggiato alla parete di paglia ad una delle Capanne gli vien da quella all'orecchio una voce o celo è possibile tutta la sua anima è in quell'orecchio
la respirazione è sospesa Sì sì è quella voce Paura di che diceva quella voce soave abbiam passato ben altro che un temporale chi ci ha Custodite finora ci custodirà anche adesso ser Renzo non cacciò un urlo non fu per timore di farsi scorgere fu perché non ebbe il fiato gli mancarono le ginocchia gli sappan la vista ma fu un primo momento al secondo era ritto più desto più vigoroso di prima in tre salti girò La Capanna fu sull'uscio vide colei che aveva parlato la vide levata chinata sopra un lettuccio si volta essa al rumore guarda
Crede di travedere di sognare guarda più attenta e grida Oh Signor Benedetto Lucia va trovata vi trovo Siete proprio voi siete viva esclamò Renzo avanz tutto tremante oh signor Benedetto replicò ancor più tremante Lucia voi Che cos'è questa in che maniera perché la peste l'ho avuta e voi ah anch'io e di mia madre non l'ho vista perché ha Pasturo Credo però che stia bene Ma voi come siete ancora pallida come parete debole Guarita però siete guarita il Signore m'ha voluto lasciare ancora quaggiù Ah Renzo perché siete voi qui perché disse Renzo avvicinandosi sempre più mi
Domandate perché perché ci dovevo venire avete bisogno che ve lo dica Chi ho io a cui pensi non mi chiamo più Renzo io non siete più un Lu a voi Ah cosa dite cosa dite Ma non vi ho fatto scrivere mia madre Sì purtroppo m'ha fatto scrivere belle cose da far scrivere ad un povero disgraziato tribolato ramingo ad un Giovine che dispetti almeno non ve ne aveva mai fatti ma Renzo Renzo già che sapevate perché venire perché Perché venire Oh Lucia perché venire mi dite Dopo tante promesse Non siam più noi non vi ricordate più
che cosa ci mancava Oh Signore esclamò dolorosamente Lucia giungendo le mani e alzando gli occhi al cielo perché non m avete fatta la grazia di tirarmi a voi Oh Renzo cosa avete mai fatto Ecco cominciavo a sperare che col Tempo mi sarei dimenticata bella speranza belle cose da dirmele proprio sul viso cosa avete fatto e in questo luogo tra queste miserie tra Questi spettacoli Qui dove non si fa altro che morire avete potuto quelli che muoiono bisogna pregare i Dio per loro e sperare che andranno in un buon luogo ma non è giusto neanche per
questo che quelli che vivono abbiano a viver disperati ma Renzo Renzo Voi non pensate a quel che dite una promessa Alla Madonna un voto e io vi dico che son promesse che non conta nulla Oh Signore Cosa dite dove siete stati in questo tempo con chi avete trattato come parlate parlo da buon cristiano e della Madonna Penso meglio io che voi perché credo che non non vuol promesse in danno del prossimo se la Madonna avesse parlato Oh allora Ma cos'è stata una vostra idea sapete cosa dovete promettere alla Madonna promettetemi le metteremo nome Maria che
Questo son qui anch'io a prometterlo queste son cose che fanno ben più onore alla Madonna Queste son devozioni che hanno più costrutto e non portan danno a nessuno No no non dite così non sapete quello che vi dite non lo sapete voi cosa sia fare un voto non ci siete stato Voi in quel caso non avete provato andate Andate per amor del cielo e si scostò impetuosamente da lui tornando verso il lettuccio Lucia disse Renzo senza Muoversi Ditemi almeno Ditemi se non fosse questa ragione sareste la stessa per me uomo senza cuore rispose Lucia voltandosi
e trattenendo a stento le lacrime quando mi aveste fatte dire delle parole inutili delle parole che mi farebbero male delle parole che sarebbero forse peccati sareste contento andate andate dimenticatevi di me Si vede che non eravamo destinati ci rivedremo lassù Già non ci si deve star Molto in questo mondo andate cercate di far sapere a mia madre che son guarita che anche qui Dio m'ha sempre assistita che ho trovato un'anima buona questa brava donna che mi fa da madre Ditele che spero che lei sarà preservata da questo male e che ci rivedremo quando Dio vorrà
E come vorrà Andate per amor del cielo e non pensate a me se non quando pregherete il signore e come chi non ha più altro da dire né vuol sentire altro come chi vuol Sottrarsi ad un pericolo si ritirò ancor più vicino al lettuccio dov'era la donna di cui aveva parlato sentite Lucia sentite disse Renzo senza però accostarsi di più no no andate per carità sentite il padre Cristoforo che è qui Qui dove come lo sapete gli ho parlato poco fa sono stato un pezzo con lui e un religioso della sua qualità mi pare è
qui per assistere i poveri appestati sicuro ma lui l'ha avuta la peste No Lucia ho paura Ho paura purtroppo e Mentre Renzo esitava così a proferir la parola dolorosa per lui e che doveva esserlo tanto a Lucia Questa s' era staccata di nuovo dal lettuccio e si riavvicino che l'abbia adesso Oh povero sant'uomo Ma cosa dico povero uomo poveri com'è È a letto è assistito è levato gira assiste gli altri ma se lo vedeste che colore che ha come si regge se nè visti tanti e tanti che purtroppo non si Sbaglia Oh poveri noi è
proprio qui Qui è poco lontano poco più che da casa vostra a casa mia Se vi ricordate Oh vergine Santissima bene poco più e Pensate se abbiam parlato di voi M'ha detto delle cose e se sapeste cosa m'ha fatto vedere sentirete ma ora Voglio cominciare a dirvi quel che m'ha detto prima lui con la sua propria bocca m'ha detto che facevo bene a venirvi a cercare e che al signore gli piace che Un giovine tratti così e m'avrebbe aiutato a far che vi trovassi Comè proprio stato la verità Ma già è un santo sicché vedete
Ma se ha parlato così è perché lui non sa che volete che sappia lui delle cose che avete fatte voi di vostra testa senza regola e senza il parere di nessuno un brav uomo un uomo di giudizio come lui non va a pensar cose di questa sorte ma quel che m'ha fatto vedere e qui raccontò la visita fatta a quella capanna Lucia Quantunque i suoi sensi e il suo animo avessero in quel soggiorno dovuto avvezzarsi alle più forti impressioni stava tutta compresa d'orrore e di compassione e anche lì proseguì Renzo ha parlato da Santo ha
detto che il Signore Forse ha destinato di farla Grazia a quel meschino Ora non potrei proprio dargli un altro nome che aspetta di prenderlo in un bu punto ma vuole che noi preghiamo insieme per lui insieme Avete Inteso Sì sì lo pregheremo Ognuno dove il Signore ci terrà le orazioni le sa mettere insieme lui ma se vi dico le sue parole ma Renzo lui non sa ma non capite che quando è un santo che parla è il signore che lo fa parlare e che non avrebbe parlato così se non dovesse essere proprio così è l'anima
di quel poverino io ho bensì pregato e Pregherò per lui di cuore Ho pregato proprio come se fosse stato un mio fratello ma come volete che stia nel mondo di là il Poverino se di qua non S accomoda questa cosa se non è disfatto il male che ha fatto lui che se voi intendete la ragione Allora tutto è come prima quel che è stato è stato lui ha fatto la sua penitenza di qua no Renzo no il Signore non vuole che facciamo del male per far lui Misericordia Lasciate fare a lui Per questo noi il
nostro dovere di Se io fossi morta quella notte non gli avrebbe Dunque potuto perdonare e se non son morta se sono stata liberata è Vostra madre quella povera Agnese che m'ha sempre voluto tanto bene e che si struggeva tanto di vederci marito e moglie non ve l'ha detto anche lei che le è un'idea storta lei che va ha fatto intendere la ragione anche delle altre volte perché in certe cose pensa più giusto di voi mia madre volete che mia madre mi desse il parere di mancare ad un voto ma Renzo non siete in voi no
volete che ve la dica voi altre donne queste cose non le potete sapere il Padre Cristoforo m'ha detto che tornassi da lui a raccontargli se vi avevo trovata vo lo sentiremo quel che dirà lui sì sì andate da quel sant'uomo ditegli che prego per lui e che preghi per me che n ho bisogno tanto tanto ma per amor del cielo per l'Anima vostra per l'anima mia non venite più qui a farmi del male a tentarmi il padre Cristoforo lui sapr spiegarvi le cose farvi tornare in voi lui vi farà mettere il cuore in pace il
cuore in Pace a questo levatelo dalla testa già Me l'avete fatta scrivere questa parolaccia e so Io quel che m'ha fatto patire e ora avete anche il cuore di dirmela e io invece vi dico chiaro e tondo che il cuore in pace non lo metterò mai voi volete dimenticarvi di me e io non voglio dimenticarmi di voi e vi prometto vedete che se mi fate perdere il giudizio non lo riacquisto più al diavolo il mestiere Al diavolo la buona condotta volete condannarmi ad Essere arrabbiato per tutta la vita ed arrabbiato viver e quel disgraziato lo
sa il Signore se gli ho perdonato di cuore ma voi volete Dunque farmi pensare per tutta la vita che se non era lui Lucia avete detto che io vi Dimentichi che io vi dimentichi come devo fare a chi credete che io pensassi in tutto questo tempo e dopo tante cose dopo tante promesse cosa AV ho fatto io dopo che ci siamo lasciati perché ho patito mi trattate così perché ho avuto delle Disgrazie perché la gente del mondo m'ha perseguitato perché ho passato tanto tempo fuori di casa tristo lontano da voi perché al primo momento che
ho potuto son venuto a cercarvi Lucia quando il pianto le permise di formar parole esclamò giungendo di nuovo le mani e alzando al cielo Gli occhi pregni di lacrime Oh vergine Santissima aiutatemi voi Voi sapete che dopo quella notte un momento come questo non l'ho mai passato m'avete soccorsa Allora Soccorrete anche adesso sì Lucia fate bene di invocar la Madonna ma perché volete credere che lei che è tanto buona la madre delle misericordie possa aver piacere di farci patire me Almeno per una parola scappata in un momento che non sapevate quello che vi dicevate volete
credere che vi abbia aiutata Allora per lasciarci imbrogliati dopo se poi questa fosse una scusa se che io vi sia venuto in odio ditemelo Parlate chiaro Per carità Renzo Per carità per i vostri Poveri morti finitela finitela non mi fate morire non sarebbe un buon momento andate dal padre Cristoforo raccomandatari se fosse in capo al mondo tornerei e disparve luci andò a sedere o piuttosto si lasciò cadere in terra accanto al lettuccio e appoggiata a quello la testa continuò a piangere dirottamente la donna che fino allora era stata ad Occhi e orecchi aperti senza fiatare
domandò cosa fosse Quell'apparizione quella contesa questo pianto ma forse il lettore domanda Dal canto suo chi fosse costei e per soddisfarlo non ci vorranno neanche qui troppe parole Era una Giata mercantessa di forse 30 anni nello spazio di pochi giorni s'era visto morire in casa il marito e tutti i figliuoli di lì a poco venuta le la peste anche a lei era stata trasportata al lazzeretto e messa in quella capannuccia nel tempo che Lucia dopo averla superata senza veders la Furia del male e cambiate ugualmente senza veders ne più compagne cominciava a riaversi e a
tornare in sé che fin dal principio della malattia trovandosi ancora in casa di Don Ferrante era rimasta come insensata La capanna non poteva contenere che due persone e tra queste due afflitte derelitte sbigottite sole in tanta moltitudine era presto nata un'intrinseca un'affezione che appena sarebbe potuta venire da un lungo vivere insieme in Poco tempo Lucia era stata in grado di poter aiutare l'altra che s'era trovata aggrava dissima ora che questa era fuori di pericolo si facevano compagnia e coraggio e guardia a vicenda s'erano promesse di non uscire dal lazzeretto se non insieme e avevan presi
altri concerti per non separarsi neppur dopo la mercantessa che avendo lasciato in custodia ad un suo fratello commissario della sanità la casa e Il Fondaco e la cassa Tutto ben fornito era per trovarsi Sola e trista padrona di molto più di quel che le bisognasse per viver comodamente voleva tener Lucia con sé come una figliuola o una sorella Lucia aveva aderito pensate con che gratitudine per lei e per la provvidenza ma soltanto finché potesse aver nuove di sua madre e sapere come sperava la volontà di essa del resto riservata com'era né della promessa dello sposalizio
né delle altre sue avventure straordinarie non aveva mai detta una Parola ma ora in un così gran ribollimento d'affetti aveva Almen tanto bisogno di sfogarsi quanto l'altra desiderio di sentire e stretta con tutte e due le mani la destra di lei si mise subito a soddisfare alla domanda senz'altro ritegno che quello che le facevano i singhiozzi Renzo intanto trottava verso il quartiere del buon Frate con un po' di studio e non senza dover rifare qualche pezzetto di strada gli riuscì Finalmente ad arrivarci trovò La Capanna lui non ce lo trovò Mar ronzando e cercando nel
contorno lo vide in una baracca Che piegata a terra e quasi Bocconi stava confortando un moribondo si fermò lì aspettando in silenzio poco dopo lo vide chiuder gli occhi a quel poverino Poi mettersi in ginocchio far orazione un momento e alzarsi Allora si mosse e gli andò incontro to disse il frate vistolo venire ebbene la c'è l'ho trovata in che stato guarita O almeno levata si è ringraziato il Signore ma disse Renzo quando gli fu vicino da poter parlar sottovoce c'è un altro imbroglio cosa c'è voglio dire che già lei lo sa com'è buona quella
povera giovine ma alle volte è un po' fissa nelle sue idee Dopo tante promesse dopo tutto quello che sa anche lei Ora dice che non mi può sposare perché dice che so io che quella notte della paura S è scaldata la testa e Sè come a dire votata alla Madonna cose senza costrutto Non è vero cose buone CH HA La scienza è il fondamento da fare ma per noi gente ordinaria che non sappiamo bene come si Devon fare n è vero che son cose che non valgono Dimmi è molto lontano di qui No no pochi
passi di là dalla Chiesa Aspettami qui un momento disse il frate e poi ci andremo insieme vuol dire che lei le farà intendere non so nulla figliuolo bisogna cheio Senta lei capisco disse Renzo e stette con gli Occhi fissi a terra e con le braccia incrociate sul petto sarsi la sua incertezza rimasta intera il frate andò di nuovo in cerca di quel padre Vittore lo pregò di supplire ancora per lui entrò nella sua capanna n uscì con la sporta in braccio tornò da Renzo gli disse andiamo e andò innanzi avviandosi a quella tal capanna dove
qualche tempo prima erano entrati insieme Questa volta entrò solo e dopo un momento ricomparve e disse niente preghiamo preghiamo poi Riprese ora Conducimi tu e senza dir altro s' avviarono il tempo s'era andato sempre più raboi e annunziava Ormai certa e poco lontana la borrasca dei lampi fitti rompevano l'oscurità cresciuta e lumeggi avano d' un chiarore istantaneo i lunghissimi tetti e gli archi dei portici la cupola della Cappella i bassi comignoli delle Capanne e i tuoni scoppiati con il strepito repentino scorrevano rumoreggiando dall'una all'altra regione Del cielo andava innanzi il giovine alla strada con una
grande impazienza ad arrivare e rallentando però il passo per misurarlo alle forze del compagno il quale stanco delle fatiche aggravato dal male oppresso dall'afa camminava stentatamente alzando ogni tanto al cielo la faccia smonta Come per cercare un respiro più libero Renzo quando vide la capanna si fermò si voltò indietro disse con voce tremante è qui entrano Eccoli grida dal lettuccio Lucia si Volta s'alza precipitosamente va incontro al vecchio gridando Oh chi vedo ho Padre Cristoforo Ebbene Lucia da quante angustie va liberata il Signore dovete essere ben contenta d' aver sempre sperato in lui Oh sì
ma lei padre Povera me Com'è cambiato come sta dica come sta come Dio vuole e come per sua Grazia voglio anch'io rispose col volto Sereno è tirata in un canto soggiunse sentite Io non posso rimanere Qui che pochi momenti siete voi disposta a confidarvi in me come altre volte no non è lei sempre mio padre figliuola Dunque cos'è codesto voto che m'ha detto Renzo è un voto che ho fatto alla Madonna ho in una gran tribolazione di non maritari Poverina ma avete pensato allora che eravate legata da una promessa trattandosi del Signore e della Madonna
non ci ho pensato il Signore figliuola gradisce i sacrifizi l'offerte quando le facciamo Del nostro è il cuore che vuole è la volontà ma voi non potevate offrirgli la volontà d'un altro al quale ver eravate già obbligata ho fatto male No Poverina non pensate a questo io credo anzi che la Vergine Santa avrà gradita l'intenzione del vostro cuore afflitto e l'avrà offerta a Dio per voi ma Ditemi non vi siete mai consigliata con nessuno su questa cosa Io non pensavo che che fosse male Da dovermene confessare e quel poco bene che si può fare si
sa che non bisogna raccontarlo non avete nessun altro motivo che vi trattenga dal Mantenere la promessa che avete fatta a Renzo in quanto a questo per me che motivo non potrei proprio dire rispose Lucia con un'esitazione che indicava tutt'altro che un'incertezza del pensiero e il suo viso ancora scolorito dalla malattia Fiorì tutto a un tratto del più vivo rossore credete voi riprese il vecchio Abbassando gli occhi che Dio ha dato alla sua chiesa l'autorità di rimettere e di ritenere secondo che torni in maggior bene i debiti e gli obblighi che gli uomini possono aver contratti
con lui sì che lo credo ora Sappiate che noi deputati alla cura dell'anime in questo luogo abbiamo per tutti quelli che ricorrono a noi le più ampie facoltà della chiesa e che per conseguenza io posso quando voi lo chiediate sciogliervi dall'obbligo qualunque sia Che possiate aver contratto a cagion di codesto voto ma non è peccato tornare indietro pentirsi di una promessa fatta alla Madonna io allora l'ho fatta proprio di cuore disse Lucia violentemente agitata dall'assalto d' una tale inaspettata bisogna pur dire speranza e dall'insorgere opposto ad un terrore fortificato da tutti i pensieri che da
tanto tempo eran la principale occupazione dell'animo Suo Peccato figliuola disse il padre Peccato il ricorrere alla chiesa e chiedere al suo ministro che faccia dell'autorità che ha ricevuto da essa e che essa ha ricevuta da Dio io ho veduto in che maniera voi due siete stati Condotti ad unirvi E certo semmai mi è parso che due fossero Uniti da Dio voi altri eravate quelli Ora non vedo perché Dio va abbia a voler separati e lo benedico che m'abbia dato indegno come sono il potere di parlare in suo nome e Di rendervi la vostra parola e
se voi mi chiedete che io vi dichiari sciolta da codesto voto io non esiterò a farlo e desidero anzi che me lo chiediate Allora allora lo chiedo disse Lucia con un volto non turbato più che di pudore il frate chiamò con un cenno il giovine il quale se ne stava nel Cantuccio più lontano guardando giacché non poteva far altro fisso fisso al dialogo in cui era tanto interessato e quando Quello fu lì disse a voce più Alta a Lucia con l'autorità che ho della chiesa Vi dichiaro sciolta dal voto di verginità annullando ciò che ci
Potte essere di inconsiderato e liberandovi da ogni obbligazione che poteste averne contratta pensi il lettore che suono facessero all'orecchio di Renzo tali parole ringraziò vivamente con gli occhi colui che le aveva preferite e cercò subito ma invano quelli di Lucia tornate con sicurezza e con pace ai pensieri d'un volta seguì a dirle il Cappuccino Chiedete di nuovo al signore le grazie che gli chiedevate per essere una moglie Santa e confidate che ve le concederà più abbondanti dopo tanti guai e tu disse voltandosi a Renzo Ricordati figliuolo che se la Chiesa ti rende questa compagna non
lo fa per procurarti una consolazione temporale in mondana la quale se anche potesse essere intera e senza Mistura ad alcun dispiacere dovrebbe finire in un gran dolore al momento di lasciarvi ma lo fa per Avviarli tutti e due sulla strada della consolazione che non avrà mai fine Amatevi come compagni di viaggio con questo pensiero d'avere a lasciarvi e con la speranza di ritrovarvi per sempre Ringraziate il cielo che va condotti a questo stato non per mezzo delle allegrezze turbolente e passeggere ma coi travagli e tra le miserie per disporvi ad un'allegra raccolta e tranquilla se
Dio vi concede figliuoli abbiate in mira ad allevarli per lui dis Stillar loro l'amore di lui e di tutti gli uomini e allora li guiderete bene in tutto il resto Lucia va detto e accennava Renzo Chi ha visto qui oh padre me l'ha detto voi pregherete per lui non ve ne stancate e anche per me pregherete figliuoli Voglio che abbiate un ricordo del povero frate e qui levò dalla sporta una scatola d' un legno ordinario ma tornita illustrata con una certa finitezza cappuccinese Qui dentro c'è il resto di quel pane il primo che ho chiesto
per carità quel pane di cui avete sentito parlare lo lascio a voi altri serbat Fatelo vedere ai vostri figliuoli verranno in un tristo mondo e in tristi tempi in mezzo ai Superbi e ai provocatori dite loro che perdonino sempre sempre tutto tutto e che preghino anche loro per il povero frate e forse la scatola a Lucia che la prese con rispetto Come si farebbe ad una reliquia poi con voce più tranquilla Riprese ora Ditemi che appoggi avete qui in Milano dove pensate di andare ad alloggiare appena uscita di qui e chi vi condurrà da vostra
madre che Dio voglia aver con osservato in salute questa buona signora mi fa lei intanto da madre noi due usciremo di qui insieme poi essa penserà tutto Dio la benedica disse il frate accostandosi al lettuccio La ringrazio anch'io disse La vedova della consolazione che ha data a queste povere Creature sebbene gli avessi fatto conto di tenerla sempre con me questa Cara Lucia Ma la terrò Intanto l' accompagnerò io al suo paese la consegnerò a sua madre e soggi giunse poi sottovoce voglio farle io il corredo ne troppa della roba e di quelli che dovevano goderla
con me non ho più nessuno così rispose il frate lei può fare un gran sacrifizio al signore e del bene al prossimo non le raccomando questa giovine Già vedo che è come sua Non c'è che da lodare il Signore il quale sa mostrarsi padre anche nei flagelli e che col farle trovare insieme ha dato un così chiaro segno d'amore all'una e all'altra ors riprese Poi voltandosi a Renzo e prendendolo per una mano noi due non abbiamo più nulla da far qui e ci siamo stati anche troppo andiamo oh padre disse Lucia la vedrò ancora io
sono guarita io che non fa nulla di bene A questo mondo e lei è già molto tempo Rispose con tono serio e dolce il vecchio che chiedo al Signore una grazia e ben grande di finire i miei giorni in servizio del prossimo se me la volesse ora concedere ho bisogno che tutti quelli che hanno carità per me M aiutino a ringraziarlo via date a Renzo le vostre commissioni per vostra madre raccontatelo avete veduto disse Lucia al promesso sposo che ho trovata qui un'altra madre che verrò con questa più presto che potrò e che Spero Spero
di Trovarla sana Se avete bisogno di danari disse Renzo ho qui tutti quelli che mi avete mandati e no no interruppe la vedova ne ho io anche troppi andiamo replicò il frate Arrivederci Lucia e anche lei Dunque quella buona signora disse Renzo non trovando parole che significassero quello che sentiva Chissà che il Signore ci faccia la grazia di rivederci ancora tutti esclamò Lucia sia egli sempre con voi e vi benedica disse alle due compagne Fra Cristoforo e uscì con Renzo Dalla capanna mancava poco alla sera e il pareva sempre più vicino a risolversi il cappuccino
esibì di nuovo al giovane di ricoverarlo per quella notte nella sua Baracca compagnia non te ne potrò fare soggiunse Ma avrai da stare al coperto Renzo però si sentiva una smania ad andare e non si curava di rimanere più a lungo in un luogo simile quando non poteva approfittarne per veder Lucia e non avrebbe neppur potuto starsene un Po' col buon frate in quanto all'ora e al tempo si può dire che notte giorno sole e pioggia Zeffiro e Tramontano eran tutt'uno per lui in quel momento ringraziò dunque il frate dicendo che voleva andar più presto
che fosse possibile in cerca D'Agnese Quando furono nella strada di mezzo il frate gli strinse la mano e disse Se la trovi che Dio voglia quella buona Agnese Salutala anche in mio nome e a lei e a tutti quelli che rimangono e si Ricordano di Fra Cristoforo di che pregh in per lui Dio t' accompagni e ti benedica per sempre Oh caro padre Ci rivedremo ci rivedo vedemo lassù spero e con queste parole si staccò da Renzo il quale stato lì a guardarlo finché non l'ebbe perso di vista prese in fretta verso la porta dando
a destra e a sinistra l'ultime occhiate di compassione a quel luogo di dolori c'era un movimento straordinario un Correr di monatti un trasportar di Roba un accomodare le tende delle baracche uno strascicare Sii di convalescenti a queste e ai Portici per ripararsi dalla burrasca imminente capitolo 37 appena Infatti eber Renzo passata laa soglia del lazzeretto e preso a diritta per ritrovarla viottola di dove era sboccato la mattina sotto le mura principi come una grandine di goccioloni radi e impetuosi che battendo e risaltando sulla strada bianca e arida Sollevavano un minuto polverio in un momento diventarono
fitti e prima che arrivasse alla viottola la veniva giù a secchie Renzo invece di inquietarsi sguazzava dentro se la godeva in quella rinfrescata in quel sorrio in quel brulichio delleerbe e delle foglie tremolanti gocciolanti rinverdita lustre metteva certi respiron larghi e pieni e in quel risolvimento della natura sentiva come più liberamente e più vivamente quello che s'era fatto nel suo Destino Ma quanto più schietto e intero sarebbe stato questo sentimento se Renz avesse potuto indovinare quel che si vide pochi giorni dopo che quell'acqua portava via il contagio che dopo quella il lazzeretto Se non era
per restituire ai viventi tutti i viventi che conteneva almeno non avrebbe più ingoiati altri che tra una settimana si vedrebbero riaperti usci e botteghe non si parlerebbe quasi più che di quarantina e della peste non rimarrebbe Se non Qualche restic cholo qua e là quello strascico che Un tal flagello lasciava sempre dietro a sé per qualche tempo andava Dunque il nostro viaggiatore allegramente senza aver disegnato né dove né come né quando né se avesse da fermarsi la notte premuroso soltanto di portarsi avanti da arrivar presto al suo paese di trovar con chi parlare a chi
raccontare soprattutto di poter presto rimettersi in cammino per Pasturo in cerca D'Agnese andava con la Mente tutta sotto sopra dalle cose di quel giorno ma di sotto le miserie gli orrori i pericoli veniva sempre a galla un pensierino l'ho trovata e guarita è mia allora facevo uno sgambetto E con ciò davo un' annaffiata all'intorno come un can barbone uscito dall'acqua qualche volta si contentava di una fratina di mani e avanti con più ardore di prima guardando per la strada raccattato la mattina e il giorno avanti nel venire e con più piacere quelli Appunto che aveva
Allora cercato di scacciare I dubbi le difficoltà a trovarla trovarla viva tra tanti morti e moribondi e l'ho trovata viva concludeva si rimetteva col pensiero nelle circostanze più terribili di quella giornata si figurava con quel martello in mano ci sarà o non ci sarà è una risposta così poco allegra e non aver nemmeno il tempo di masticarla che addosso quella furia di matti birboni e quel lazzeretto quel mare lì ti volevo a Trovarla e averla trovata ritornava su quel momento quando fu finita di passare la processione dei convalescenti che momento che crepacore non trovar cela
e ora non gliene importava più nulla e quel quartiere delle donne e là dietro a quella capanna quando meno se l'aspettava quella voce quella voce proprio e vederla Vederla levata Ma che c'era ancora quel nodo del voto e più stretto che mai sciolto anche questo e quell'odio contro Don Rodrigo quel Rodio continuo che esacerbazioni scomparso anche quello talmente che non saprei immaginare una contentezza più viva se non fosse stata l'incertezza intorno ad Agnese il tristo presentimento intorno al Padre Cristoforo e quel trovarsi ancora in mezzo ad una peste arrivò a Sesto sulla Sira ne pareva
che l'acqua volesse cessare ma sentendosi più in gambe che mai e con tante difficoltà di trovar dove alloggiare così inzuppato non ci Pensò neppure La sola cosa che li incomode era un grande appetito che una consolazione come quella gli avrebbe fatto smaltire altro che la poca minestra del cappuccino guardò se trovasse anche qui una bottega di fornaio ne vide una ebbe due Pani con le molle e con quell'altre cerimonie uno in tasca e l'altro alla bocca e avanti quando passò per Monza notte era fatta nonostante gli riuscì di trovar la Porta che metteva sulla strada
giusta ma meno questo che per dir la verità era un gran merito potete immaginarvi come fosse quella strada e come andasse facendosi di momento in momento affondata comeran tutte e dobbiamo averlo detto altrove tra due Rive quasi un letto di fiume si sarebbe a quell'ora potuta dire se non un fiume e una Gora Davvero E ogni tanto pozze da volerci del Buono e del bello a levar ne i piedi nonch le scarpe ma renzon usciva come Poteva senza atti di impazienza senza parolacce senza pentimenti pensando che ogni passo per quanto costasse lo conduceva avanti e
che l'acqua cesserebbe quando a Dio piacesse e che a suo tempo spunteranno e che la strada che faceva intanto allora sarebbe fatta e dirò anche che non ci pensava se non proprio quando non poteva far di meno eran distrazioni queste il gran lavoro della sua mente era di riandare la storia di quei tristi anni passati tanti Imbrogli tante traversie tanti momenti in cui era stato per perdere anche la speranza e fare andata ogni cosa e di contrapporci l'immaginazione di Un avvenire così diverso e l'arrivare di Lucia e le nozze il metters su casa il raccontarsi
le vicende passate e tutta la vita come la facesse quando trovava due strade se quella poca pratica con quel poco barlume fossero quelli che l'aiutasse a trovar sempre la buona o se l'indovino alla Ventura non ve lo saprei Dire che lui medesimo il quale soleva raccontare la sua storia molto per per minuto lunghetta a credere che il nostro anonimo l'avesse sentita da lui più d' una volta lui medesima a questo punto diceva che di quella notte non se ne rammentava che come se l'avesse passata in letto a sognare il fatto sta che sul finir di
essa si trovò sulla riva dell'Adda non era mai spiov ma a un Certo tempo da diluvio era diventata pioggia e poi una acquerugiola Fine Fine Cheta Cheta Uguale uguale i nuvoli alti erradi stendevano un velo non interrotto ma leggero e diafano e il lume del crepuscolo fece vedere a Renzo il paese d'intorno c'era dentro il suo e quel che sentì a quella vista non si saprebbe spiegare altro non vi so dire se non che quei Monti quel Resegone vicino il territorio di Lecco era diventato tutto come roba sua diede un'occhiata anche a Sé e si
trovò un po' strano quale per dir la verità da quel che si sentiva si immaginava già di dover parere sciupata e attaccata addosso ogni cosa dalla testa alla vita tutto un fradici nume una grondaia dalla vita alla punta dei piedi melletta e mota le parti Dove non ce ne fosse si sarebbero potute Chiamare Esse zacch e schizzi e se si fosse visto tutto intero in uno specchio con la tesa del cappello floscia e cascante e i Capelli stesi e incollati sul viso si sarebbe fatta ancor più specie in quanto stanco lo poteva essere ma non
ne Sap sapeva nulla e il frescolino dell'alba aggiunto a quello della notte di quel poco bagno non gli dava altro che una fierezza una voglia di camminare più presto è a Pescate costeggia quell'ultimo tratto dell'Adda dando però un'occhiata malinconica a Pescarenico passa il ponte Peri strade e Campi arriva in un momento alla casa Dell'ospite amico questo che s'era levato allora e stava sull'uscio a guardare il tempo alzò gli occhi a quella figura così inzuppata così infangata diciam pure così Lerg e insieme così viva e disinvolta ai suoi giorni non aveva visto un uomo peggio conciato
e più contento u disse già qui e con questo tempo com'è andata la c'è disse Renzo la c'è la c'è sana guarita che è meglio devo ringraziare il Signore e la Madonna Finché campo ma cose grandi cose di fuoco ti racconterò poi tutto Ma come sei conciato son bello eh A dir la verità potresti adoprare il da tanto in su per lavare il da tanto in giù ma aspetta aspetta che ti faccio un buon fuoco non dico di no sai dove la m'ha preso proprio alla porta del lazzeretto Ma niente il tempo il suo mestiere
e io il mio l'amico andò E tornò con due bracciate di stipa ne mise una in terra L'altra sul Focolare e con un po' di brace rimasta della Sera avanti fece presto una bella fiammata Renzo intanto si era levato il cappello e dopo averlo scosso due o tre volte l'aveva buttato in terra e non così facilmente si era tirato via anche il farsetto levò poi dal taschino dei calzoni il coltello col fodero tutto fradicio che pareva stato in molle lo Mise su un panchetto e disse anche Costui è accomodato a dovere ma le acqua le
acqua si è ringraziato il Signore Son stato lì lì ti dirò poi e si fregava le mani ora Fammi un altro piacere soggiunse quel fagottino che ho lasciato in camera va a prendermelo che prima che s' asciughi questa roba che ho addosso tornato col fagotto l'amico disse penso che avrai anche appetito capisco che da bere per la strada non te ne sarà mancato ma da mangiare ho trovato da comprar due Pani ieri sul tardi ma per dir la verità non m'hanno toccato un dente lascia fare Disse l'amico e mise l'acqua in un Paiolo che attaccò
poi alla catena e soggiunse vado a mungere quando tornerò col latte l'acqua sarà all'ordine e si fa una buona polenta Tu intanto fai il tuo comodo Renzo rimasto solo si levò Non senza fatica il resto dei panni che gli si eran come appiccicati addosso sasci gò si rivestì da capo a piedi l'amico tornò e Andò al suo Paiolo Renzo intanto si mise a sedere aspettando Ora sento che sono stanco Disse Ma è una bella tirata però questo è nulla ne ho da raccontartela la giornata Comè conciato Milano le cose che bisogna vedere le cose che
bisogna toccare cose da farsi poi schifo a se medesimo sto per dire che non ci voleva meno di quel Bucatino che ho avuto è quel che m'hanno voluto fare quei signori di laggiù sentirai Ma se tu vedessi il lazzeretto c'è da perdersi nelle miserie basta Ti racconterò tutto Ella c'è Ella verrà qui e sarà mia Moglie e tu devi far da testimonio e peste o non peste almeno qualche ora voglio che stiamo Allegri dell resto mantenne ciò che aveva detto all'amico di voler raccontargli per tutta la giornata tanto più che avendo sempre continuato a piovigginando
intorno ad un suo piccolo Tino e ad una botticina e ad altri lavori in preparazione della vendemmia nei quali Renzo non lasciò di dargli una mano che come soleva dire era di quelli Che si stancano più a star senza far nulla che a lavorare non poté però tenersi di non fare una scappatina allaa casa D'Agnese per rivedere una certa finestra e per dare anche lì una fratina di mani tornò senza essere stato visto da nessuno e andò subito a letto s'alzò prima che facesse giorno e vedendo cessata l'acqua se non ritornato il Serino si mise
in cammino per Pasturo era ancor presto Quando ci Arrivò che non aveva meno fretta e voglia di finire di quel che possa averne il lettore cercò D'Agnese sentì che stava bene e gli fu insegnato una casuccia isolata Dove abitava ci andò la chiamò dalla strada e ad una tal voce essa s'a affacciò di corsa alla finestra e mentre stava a bocca aperta per mandar fuori non so che parola non so che suono Renzo la prevenne dicendo Lucia è guarita l'ho veduta ier l'altro vi saluta verrà presto e poi ne ho Ne ho Delle cose da
dirvi tra la sorpresa dell'apparizione e la contentezza della notizia e la smania di saperne di più Agnese cominciava ora un'esclamazione ora una domanda senza finir nulla poi dimenticando le precauzioni che era solita a prendere da molto tempo disse vengo ad aprirvi aspettate la peste disse Renzo Voi non l'avete avuta credo io no E voi Io sì ma voi Dunque dovete aver giudizio vengo da Milano e sentirete sono proprio stato Nel contagio fino agli occhi È vero che mi son mutato tutto da capo a piedi ma lei è una porcheria che S attacca alle volte come
un malif siio e giacché il Signore vaa preservata finora voglio che stiate riguardata finché non è finito questo influsso Perché siete la nostra mamma e voglio che campiamo insieme un bel pezzo allegramente a conto del gran patire che abbiam fatto almeno io ma cominciava Agnese eh interruppe Renzo non c'è ma che tenga so quel che volete Dire ma sentirete sentirete che dem ma non ce n'è più andiamo in qualche luogo all'aperto dove si possa parlar con comodo senza pericolo e sentirete Agnese gli indicò un orto che era dietro alla casa e soggiunse Entrate lì e
E vedrete che c'è due panche l'una in faccia all'altra che paion messe apposta io vengo subito Renz andò a mettersi a sedere su Runa un momento Dopo Agnese si trovò lì sull'altra e son Certo che se il lettore informato com'è Delle cose antecedenti avesse potuto trovarsi lì in terzo a veder con gli occhi quella conversazione così animata a sentir con gli orecchi quei racconti quelle domande quelle spiegazioni quell esclamare quel condolersi quel rallegrarsi e don Rodrigo e il padre cristof fuor tutto il resto e quelle descrizioni dell'avvenire chiare e positive come quelle del passato son
certo dico che ci avrebbe preso gusto e sarebbe stato l'ultimo a venir via ma ad Averla sulla carta tutta quella conversazione con parole mute fatte di inchiostro e senza trovarci un solo fatto nuovo son di parere che non se ne curi molto e che gli piaccia più di indovinarla da sé la conclusione fu che S andrebbe a metter sua a casa tutti insieme in quel paese del Bergamasco dove Renzo aveva già un buon avviamento In quanto al tempo non si poteva decider nulla perché dipendeva dalla peste e da altre circostanze appena cessato il Pericolo Agnese
tornerebbe a casa ad aspettarvi Lucia o Lucia ve l'aspe intanto Renzo farebbe spesso qualche altra corsa a Pasturo a veder la sua mamma e a tenerla informata di quel che potesse accadere prima di partire offrì anche a lei danari dicendo gli ho qui tutti vedete quei tali avevo fatto voto anch'io di non toccarli Finché la cosa non fosse venuta in chiaro ora se ne avete bisogno portate qui una scodella D'acqua e d'aceto vi butto dentro i 50 scudi belli e lampanti no no disse Agnese ne ho ancora più del bisogno per me i vostri serbat
lii che Saran buoni per metter su casa Renzo tornò al paese con questa consolazione di più d' aver trovata sana e salv una persona tanto cara stette il rimanente di quella giornata e la notte in casa dell'amico il giorno dopo in viaggio di nuovo ma da un'altra parte Cioè verso il paese Adottivo trovò Bortolo in buona salute anche lui e in minor timore di perderla che in quei pochi giorni le cose anche là avevan preso rapidamente una buonissima piega pochi eran quelli che s' ammalavano e il male non era più quello non più quei lividi
mortali né quella violenza di sintomi ma febbri Catto intermittenti la maggior parte con al più qualche piccol bubbone scolorito che si curava come un folo ordinario già l'aspetto del paese compariva mutato i Rimasti vivi cominciavano ad uscir fuori a contarsi tra loro a farsi a vicenda condoglianze e congratulazioni si parlava già di ravviare i lavori i padroni Pensavano già a cercare e accaparrare operai e in quell' arti principalmente dove il numero ne era stato scarso anche prima del contagio com'era quella della seta Renzo senza fare il lezioso promise Salve però le debite approvazioni al cugino
di rimettersi al lavoro quando verrebbe Accompagnato a stabilirsi in paese s'occupa intanto dei preparativi più necessari trovò una casa più grande cosa divenuta purtroppo facile e poco costosa e la fornì di mobili e d' attrezzi intaccando questa volta il tesoro ma senza farci un gran buco che tutto era a buon mercato essendoci molta più roba che gente che la comprassero dopo non so quanti giorni ritornò al paese nativo che trovò ancor più Notabilmente cambiato in bene trott subito a Pasturo trovò Agnese R incoraggi affatto e disposta a ritornare a casa quando si fosse di maniera
che ce la condusse lui neé diremo quali fossero i loro sentimenti quali le parole al rivedere insieme quei luoghi Agnese trovò ogni cosa come l'aveva lasciata sicché non poté fare a meno di non dire che questa volta trattandosi di una povera vedova e di una povera fanciulla aveva fatto la guardia agli angioli è L'altra volta soggiungeva che si sarebbe creduto che il Signore guardasse altrove e non pensasse a noi già che lasciava portar via il povero fatto nostro Ecco che ha fatto vedere il contrario perché m'ha mandato da un'altra parte di bei danari con cui
ho potuto rimettere ogni cosa dico ogni cosa e non dico bene perché il corredo di Lucia che colora aveva han portato via Bell nuovo insieme col resto quello mancava ancora ma ecco che ora ci viene da un'altra parte chi M'avesse detto quando io m arrap Inav tanto ad allestire quell'altro tu credi di lavorar per Lucia Eh povera donna lavori per chi non sai sai il cielo questa tela questi panni a che sorte di creature andranno indosso quelli per Lucia il corredo da vero che ha da servire per lei ci penserà un'anima buona la quale tu
non sai neanche che la sia in questo mondo il primo pensiero D'Agnese fu quello di preparare nella sua povera casuccia l'alloggio il più Decente che potesse a quell'anima buona poi andò in cerca di seta da annaspare e lavorando ingannava il tempo Renzo Dal canto suo non passò in nozio quei giorni già tanto lunghi per sé sapeva far due mestieri per buona sorte si rimise a quello del Contadino parte aiutava il su ospite per il quale era una gran fortuna avere in tal tempo spesso al suo comando un'opera e un'opera di quell'abilità parte coltivava Anzi dis
sodav l'orticello D'Agnese trasandato affatto Nell'assenza di lei in quanto al suo proprio Podere non se ne occupava punto dicendo che era una parrucca troppo arruffata e che ci voleva Altro che due braccia a ravviarsi d'ogni cosa qualunque prezzo e di impiegarne la nuova Patria Quel tanto che ne potrebbe ricavare se i rimasti vivi erano l'uno per l'altro come morti resuscitati Renzo Per quelli del suo paese lo era come a dire due volte ognuno gli faceva accoglienze e Congratulazioni ognuno voleva sentir da lui la sua storia direte Forse come andava col bando l'andava benone lui non
ci pensava quasi più Supponendo che quelli i quali avrebbero potuto eseguirlo non ci pensassero più neanche loro e non si ingannava e questo non nasceva solo dalla peste che aveva fatto Monte di tante cose ma era come si è potuto vedere anche in vari luoghi di questa storia una cosa comune a quei tempi che i decreti tanto Generali quanto speciali contro le persone se non c'era qualche animosità privata e potente che li tenesse vivi e li facesse valere rimanevano spesso senza effetto quando non l'avessero avuto sul primo momento come palle di Schioppo che se non
fanno colpo restano in terra dove non danno fastidio a nessuno conseguenza necessaria della Gran facilità con cui li seminavano quei decreti l'attività dell'uomo è limitata e tutto il di più che c'era nel Comandare doveva tornare intanto meno nell'eseguire quel che va nelle maniche non può andarne gheroni Chi volesse anche saper come Renzo se la passasse con don bondio in quel tempo d'aspetto dirò che stavano alla larga l'uno dall'altro Don abondio per timore di sentire intonare qualcosa di matrimonio e al solo pensarci si vedeva davanti agli occhi Don Rodrigo da una parte coi suoi bravi il
cardinale dall'altra coi suoi argomenti Renzo perché aveva Fissato di non parlargliene che al momento di concludere non volendo risicare di farlo inalberare prima del tempo di suscitar Chissà mai qualche difficoltà e di imbrogliare le cose con chiacchiere inutili le sue chiacchiere le faceva con Agnese credete voi che verrà presto domandava l'uno Io spero di sì rispondeva l'altro e spesso quello che aveva data la risposta faceva poco dopo la domanda medesima e con queste e con Simili furberie si ingegnano a far passare il tempo che pareva loro più lungo di mano in mano che ne era
passato al lettore noi lo faremo passare in un momento tutto quel tempo dicendo in compendio che qualche giorno dopo la visita di Renzo all lazzeretto Lucian uscì con la buona vedova che essendo stata ordinata una quarantina generale la fecero insieme rinchiuse nella casa di quest'ultima che una parte del tempo fu spesa in allestire il corredo di Lucia al quale dopo aver fatto un po' di cerimonie dovette lavorare anche lei e che terminata che fu la quarantina la vedova lasciò in consegna Il Fondaco e la casa quel suo fratello commissario e si fecero i preparativi per
il viaggio potremmo anche soggiungere subito partirono arrivarono e quel che segue Ma con tutta la volontà che abbiamo di secondar la fretta del lettore ci sono tre cose appartenenti a quell'intervallo di tempo che non vorremmo passar sotto Silenzio e per due almeno crediamo che il lettore stesso dirà che avremmo fatto male la prima che quando Lucia tornò a parlare alla vedova delle sue avventure più in particolare e più ordinatamente di quel che avesse potuto in quell'agitazione della prima confidenza e fece menzione più espressa della signora che l'aveva ricoverata nel monastero di Monza venne a sapere
di costei cose che dandole la chiave di molti misteri le riempirono l'animo d' Una dolorosa e paurosa meraviglia seppe Dalla Vedova che la Sciagurata caduta in sospetto da trocs primi fatti era stata per ordine del Cardinale trasportata in un monastero di Milano che lì dopo molto infuriare e dibattersi si era ravveduta si era usata e che la sua vita attuale era supplizio volontario tale che nessuno a meno di non togliergli ne avrebbe potuto trovare un più severo Chi volesse conoscere un po' più in particolare questa trista storia la Troverà nel libro e nel luogo che
abbiamo citato altrove A proposito della stessa persona l'altra cosa è che Lucia domandando del Padre Cristoforo a tutti i cappuccini che potè vedere nel lazzeretto sentì con più dolore che meraviglia che era morto di peste finalmente prima di partire avrebbe anche desiderato di sapere qualcosa dei suoi antichi padroni e di fare come diceva un atto del suo dovere se alcuno ne rimaneva la vedova l' Accompagnò alla casa dove seppero che l'una e l'altra erano andati tra quei più di Donna Prassede quando si dice che era morte e detto tutto ma intorno a Don Ferrante trattandosi
che era stato dotto l'anonimo ha creduto d estendersi un po' di più e noi a nostro rischio trascriverò ad un dipresso quello che ne lasciò scritto dice adunque che al primo parlar che si fece di peste Don Ferrante Fu uno dei più Risoluti a negarla e che Sostenne costantemente fino all'ultimo quell'opinione non già con i schiamazzi Come il popolo ma con ragionamenti ai quali nessuno potrà dire almeno che mancasse la concatenazione in rerum natura diceva non ci son che due generi di cose sostanze e Accidenti E se io provo che il contagio Non può essere
né l'uno nell l'altro avrò provato che non esiste che è una chimera e son qui le sostanze sono o Spirito o materiali che il contagio sia sostanza spirituale È Uno sproposito che nessuno vorrebbe sostenere Sicché è inutile parlarne le sostanze materiali sono o semplici o composte ora sostanza semplice il contagio non è e si dimostra in quattro parole non è sostanza aerea perché se fosse tale invece di passar da un corpo all'altro volerebbe subito alla sua sfera non è acquea perché bagnerebbero stanza composta neppure perché ad ogni modo dovrebbe essere sensibile all'occhio o al tatto
e questo Contagio chi l'ha veduto chi l'ha toccato rimanda a vedere se possa essere accidente peggio che peggio ci dicono questi signori dottori che si comunica da un corpo all'altro che questo è il loro Achille questo il pretesto per far tante prescrizioni senza costrutto ora Supponendo l'accidente verrebbe ad essere un accidente trasportato due parole che fanno a Calci non essendoci in tutta la filosofia cosa più chiara più liquida di questa Che un accidente non può passar da un soggetto all'altro che se per evitar questa Scilla si riducono a dire che sia accidente prodotto danno in
Cariddi perché se è prodotto dunque non si comunica non si propaga Come vanno blaterando posti questi principi cosa serve venirci tanto a parlare di vibici desant temi dant trci tutte corbellerie scappò fuori una volta un tale No no riprese Don Ferrante Non dico questo La scienza è scienza Solo Bisogna saperla adoprare vibici esantemi antraciti bubboni violacei foruncoli nigrican son tutte parole rispettabili che hanno il loro significato bello e buono ma dico che non hanno a che fare con la questione chi nega che ci possa essere di queste cose anzi che ce ne sia tutto sta
a veder di dove vengano qui cominciavano i guai anche per Don Ferrante finché non faceva che dare addosso all'opinione del contagio Trovava per tutto orecchi attenti e ben disposti Perché non si può spiegare quanto sia grande l'autorità d'un dotto di professione allorché vuol dimostrare agli altri le cose di cui sono già persuasi ma quando veniva a distinguere e a voler dimostrare che l'errore di quei medici non consisteva nell'affermare che ci fosse un male terribile e generale ma nell'assegnare n la cagione Allora parlo dei primi tempi in cui non si voleva sentir discorrere Di peste allora
invece d'orecchi trovava lingue ribelli intrattabili Allora di predicare a distese era finita e la sua dottrina non poteva più metter fuori che ha pezzi e bocconi là c'è purtroppo la vera cagione diceva e son costretti a riconoscerla anche quelli che sostengono poi quell'altra così in aria la neghino un poco se possono quella fatale congiunzione di Saturno con Giove E quando mai s'è sentito dire che le Influenze si propaghino e lor signori mi vorranno negar le influenze mi negheranno che ci Sian degli Astri o mi vorranno dire che stian lassù a far nulla come tante capocchie
di spilli ficcati in un guancialino Ma quel che non mi può entrare è di questi signori medici confessare che ci troviamo sotto una congiunzione così maligna e poi venirci a dire con faccia tosta non toccate qui non toccate là e sarete sicuri come se questo schivare il Contatto materiale dei corpi terreni potesse impedire l'effetto virtuale dei corpi celesti e tanto affannarsi a bruciar de Cenci povera gente brucerete Giove brucerete Saturno is fretus vale a dire su questi bei fondamenti non prese nessuna precauzione contro la peste S attaccò andò a letto a morire Come un eroe
di Metastasio prendendosela con le stelle e quella sua famosa libreria è forse ancora dispersa so per i muriccioli capitolo 38 una sera Agnese Sente fermarsi un legno all'uscio è lei di certo Era proprio lei con la buona vedova l'accoglienza vicendevoli se le immagini il lettore la mattina seguente di buon ora capita Renzo che non sa nulla e vien solamente per R sfogarsi un po' con Agnese su quel gran tardare di Lucia gli atti che fece e le cose che disse al trovarsela davanti si rimettono anche quelli all'immaginazione del lettore le dimostrazioni di Lucia invece Furon
tali che non ci vuole molto a descriverle vi saluto Come state disse ad occhi bassi e senza scomporsi e non crediate che Renzo trovasse quel fare troppo asciutto e se l'avesse per male prese benissimo la cosa per il suo verso e come tra gente educata si sa far latare i complimenti così lui intendeva bene che quelle parole Non esprimevano tutto ciò che passava nel cuore di Lucia Del resto era facile accorgersi che aveva due maniere di pronun una per Renzo e un'altra per tutta la gente che potesse conoscere sto bene quando vi vedo rispose il
giovine con una frase vecchia ma che avrebbe inventata lui in quel momento il nostro povero padre Cristoforo disse Lucia pregate per l'Anima sua benché si può essere quasi sicuri che a quest'ora prega lui per noi lassù me l'aspettavo Purtroppo disse Renzo e non fu questa la sola trista corda che si toccasse in quel colloquio Ma che di qualunque cosa si parlasse il colloquio gli riusciva sempre delizioso come quei cavalli bisbetici che si impuntano e si piantan lì e alzano una zampa e poi un'altra e le ripianto al medesimo posto e fanno mille cerimonie prima di
fare un passo e poi tutto a un tratto prendono l'andare e via come se il vento li portasse così era divenuto il tempo per lui prima i minuti gli parevano ore poi l'ore gli parevano minuti la vedova non solo non guastava La compagnia ma ci faceva dentro molto bene e certamente Renzo quando la vide in quel lettuccio non se la sarebbe potuta immaginare d' un umore così socievole e gioviale ma il lazzeretto e la campagna la morte e le nozze non son tutt'uno con Agnese essa aveva già fatta amicizia con Lucia poi era un piacere
a vederla tenera insieme e scherzevole e come la stuzzicata AV garbatamente e senza spinger troppo appena quanto ci voleva per obbligarla a dimostrar tutta L'allegria che aveva in cuore Renzo disse finalmente che andava da Don bondio a prendere i concerti per lo sposalizio ci andò e con un certo fare tra burlesco e rispettoso signor curato gli disse è Poi passato quel dolor di capo per cui mi diceva di non poterci maritare ora siamo a tempo La sposa c'è e sono qui per sentire quando le sia di comodo ma questa volta sarei a pregarla di far
presto Don bogno non disse di no ma cominciò a tentennare a Trovar certe altre scuse a far certe altre insinuazioni E perché mettersi in piazza e far gridare il suo nome con quella cattura addosso e che la cosa potrebbe farsi ugualmente altrove Questo e quest'altro ho inteso disse Renzo lei è ancora un po' di quel mal di capo ma senta senta e cominciò a descrivere in che stato aveva visto quel povero Don Rodrigo e che già a quell'ora doveva sicuramente essere andato Speriamo Concluse che il Signore gli avrà usato Misericordia questo non ci ha a
che fare disse Don bondio ma ho forse detto di no io non dico di no parlo parlo per delle buone ragioni del resto vedete finché c'è fiato guardatemi sono una Conca fessa Sono stato anch'io più di là che di qua e son qui e non mi vengono addosso dei guai basta Posso sperare di starci ancora un pochino Figuratevi poi certi temperamenti Ma come dico questo non ci Ha a che far nulla dopo qualche altra botta e risposta né più né meno concludenti Renzo strisciò una bella riverenza se ne tornò alla sua compagnia fece la sua
relazione e finì con dire son venuto via che nero pieno e per non risicar di perder la pazienza e di levargli il rispetto in certi momenti pareva proprio quello dell'altra volta proprio quella mutria quelle ragioni son sicuro che se la durava ancora un poco mi tornava in Campo con qualche paroa in latino vedo che vuole essere un'altra Lung Agnata è meglio fare addirittura come dice lui andare a dove andiamo a stare sapete cosa faremo disse la vedova voglio che andiamo noi altre donne a fare un'altra prova e vedere se ci riesce meglio così avrò anch'io
il gusto di conoscerlo quest'uomo se proprio è come dite dopo desinare voglio che andiamo per non tornare a dargli addosso subito ora signore sposo menate Un po' a Spasso noi altre due intanto che Agnese in faccende che a Lucia farò io da mamma e ho proprio voglia di vedere un po' meglio queste Mon Agne questo lago di cui ho tanto sentito parlare È il poco che non ho già visto Mi pare una gran bella cosa Renzo le condusse Prima di tutto alla casa del suo ospite dove fu un'altra festa e gli fecero promettere che non
solo quel giorno ma tutti i giorni se potesse verrebbe a desinare Con loro passeggiato desinato Renzo se ne andò senza dir dove le donne rimasero un pezzetto a discorrere a concertar Sulla maniera di prender Don bondio e finalmente andarono all'assalto son qui loro disse Questo tra sé ma fece faccia tosta gran Congratulazioni a Lucia saluti ad Agnese Complimenti alla forestiera le fece mettere a sedere e poi entrò subito a parlar della peste volle sentir da Lucia come l'aveva passata in quei guai il lazzeretto diede Opportunità di far parlare anche quella che l'era stata compagna poi
com era giusto Don bondio parlò anche della sua burrasca poi dei gran Mir rallegri anche ad Agnese che l'aveva passata liscia la cosa andava in lungo già fin dal primo momento le due anziane stavano alle velette Sem maai venisse l'occasione d'entrare nel discorso essenziale finalmente non so quale delle due ruppe il ghiaccio Ma cosa volete donna Bondi era sordo da quell'orecchio non che Dicesse di no ma Eccolo di nuovo a quel suo serpeggiare volteggiare e saltar di Palo in Frasca Bisognerebbe diceva poter far levare quella cattura lei signora che è di Milano conoscerà più o
meno il filo delle C avrà delle buone protezioni qualche cavaliere di peso che con questi mezzi si sana ogni piaga se poi si volesse andar per la più corta senza imbarcarsi in tante storie giacch cesti giovani e quill no str ragnes hanno già intenzione di spadri e io non saprei Cosa dire la patria dove si sta bene Mi pare che si potrebbe far tutto là dove non c'è cattura che tenga non vedo proprio l'ora di saperlo concluso questo parentado ma lo vorrei concluso bene tranquillamente dico la verità qui con quella cattura viva spiattellare dall'altare quel
nome di Lorenzo Tramaglino non lo farei col cuor chieto gli voglio troppo bene avrei paura di fargli un cattivo servizio Veda lei vedete voi Altre qui parte Agnese parte la vedova a ribattere quelle ragioni Don bondio a rimetterle in campo sott' altra forma s'era sempre da capo e quando entra Renzo con un passo risoluto e con una notizia in viso e dice È arrivato il signor Marchese Cosa vuol dire questo arrivato Dove domanda a Don abondio alzandosi è arrivato nel suo palazzo che era quello di don Rodrigo perché questo signor Marchese è l'erede perfide commisso
come dicono sicché non c'è più Dubbio per me ne sarei contento se potessi sapere che quel povero uomo fosse morto bene a buon conto finora ho detto per lui dei Pater nostri adesso gli dirò de profundis e questo signor Marchese è un bravissimo uomo sicuro disse Don abondio l'ho sentito nominar più d' unaa volta per un bravo signore davvero per un uomo della Stampa Antica ma che sia proprio vero al sacrestano gli crede perché perché lui l'ha veduto coi suoi occhi Io sono stato Solamente lì nei contorni e per dire la verità ci sono andato
Appunto perché ho pensato qualcosa là si dovrebbe sapere e più d'uno m'ha detto lo stesso ho poi incontrato Ambrogio che veniva proprio di lassù e che l'ha veduto Come dico far da padrone lo vuol sentire Ambrogio l'ho fatto aspettar qui fuori apposta sentiamo disse Don abondio Renzo andò a chiamare il sacrestano questo confermò la cosa in tutto e per tutto Ci aggiunse altre circostanze sciolse tutti I dubbi e poi se ne andò Ah è morto Dunque è proprio andato esclamò Don abondio Vedete figliuoli se la provvidenza arriva alla fine certa gente sapete che l' è
una gran cosa un gran respiro per questo povero paese che non ci si poteva vivere con colui è stato un gran flagello questa peste ma è stata anche una scopa ha spazzato via certi soggetti che figliuoli miei non ce ne liberavo più Verdi freschi prosperosi bisognava dire che chi era Destinato a far loro l'esqui era ancora in seminario a fare i Latin cuci e in un batter d'occhio sono spariti a 100o per volta non lo vedremo più andare in giro con quegli sgherri dietro con quell' albagia con quell'aria con quel palo in corpo con quel
guardar la gente che pareva che si stesse tutti al mondo per sua degnazione intanto lui non c'è più e noi ci siamo non mendr più di quell' imbasciata ai galantuomini ci ha dato un gran fastidio A tutti vedete che adesso lo possiamo dire io gli ho perdonato di cuore disse Renzo e fai il tuo dovere rispose Don abondio ma si può anche ringraziare il cielo che ce ne abbia liberati ora Tornando a noi vi ripeto fate voi altri quel che credete Se volete che vi mariti Io son qui Se vi torna più comodi in altra
maniera fate voi altri In quanto alla cattura vedo anch'io che non essendoci ora più nessuno che vi tenga di Mira e voglia farvi del male non è Cosa da prendersene gran pensiero tanto più che c'è stato di mezzo quel decreto grazioso per la nascita del serenissimo Infante e poi la peste la peste ha dato di bianco a di gran cose la peste Sicché se volete Oggi è giovedì Domenica vi dico in chiesa perché quel che si è fatto l'altra volta non conta più niente Dopo tanto tempo e poi ho la consolazione di maritarvi io Lei
sa bene che eravamo venuti appunto per questo disse Renza benissimo E io vi servirò e voglio darne parte subito a Sua eminenza Chi è Sua eminenza domandò Agnese Sua eminenza rispose Don abondio è il nostro Cardinale arcivescovo che Dio conservi no In quanto a questo mi scusi replicò Agnese che sebbene io sia una povera ignorante le posso accertare che non gli si dice così perché quando siamo state la seconda volta per parlargli come parlo a lei uno di quei signori preti mi tirò da parte e mi Insegnò Come si doveva trattare con quel signore e
che gli si doveva dire vossignoria illustrissima e Monsignore e ora se vi dovesse tornare ad insegnare vi direbbe che gli va dato dell'eminenza avete inteso perché il Papa che Dio lo conservi anche lui ha prescritto fin dal mese di giugno che ai cardinali si dia questo titolo e sapete perché sarà venuta questa risoluzione perché l'illustrissimo che era riservato a loro e a certi principi ora vedete anche voi Altri cosa è diventato A quanti si dà e come se lo succiano volentieri E cosa doveva fare fare il papa levarlo a tutti lamenti ricorsi dispiaceri guai e
per di più continuar come prima dunque ha trovato un buonissimo ripiego A poco a poco Poi si comincerà a dar dell'eminenza ai Vescovi poi lo vorranno gli Abati poi proposti perché gli uomini son fatti così sempre voglion salire sempre salire poi canonici poi Curati disse la vedova No no riprese Don Abondio i Curati a tirar la carretta non abbiate paura che gli avvezzi in male Curati del reverendo fino alla FIN del mondo piuttosto non mi meraviglierei punto che i cavalieri quali sono avvezzi a sentirsi dar dell'illustrissimo ad essere trattati come i cardinali un giorno volessero
dell'eminenza anche loro e se la vogliono vedete troveranno chi gliene darà E allora il Papa che ci sarà Allora troverà qualche altra cosa per i cardinali Orso ritorniamo alle nostre cose domenica Vi dirò in chiesa e intanto Sapete cosa ho pensato per servirvi meglio intanto chiederemo la dispensa per l'alt altre due denunzie hanno davvero un bel da fare laggiù in curia a dar dispense se la va per tutto come qui per domenica ne ho già uno du tre senza contari voi altri e ne può capitare ancora e poi vedrete andando avanti che affare vuole essere
non ne deve rimanere uno scompagnato ha proprio fatto uno Sproposito perpetuo a morire Ora che questo era il momento che trovava l'avventore anche lei e a Milano signora mi figuro che sarà lo stesso e come si figuri che solamente nella mia cura domenica passata 50 denunzie se lo dico il mondo non vuol finire e lei signora non hanno principiata a ronz arle intorno dei musconi No no Io non ci penso né voglio pensarci Sì sì che vorrà esser Lei sola anche Agnese veda anche Agnese Oh ha Voglia di scherzare Lei disse questa sicuro che ho
voglia di scherzare e mi pare che sia ora finalmente ne abbiam passate delle brutte nè vero mia i giovani delle brutte ne abbiam passate questi quro giorni che dobbiam stare in questo mondo si può sperare che vogliano essere un po' meglio ma Fortunati voi altri che non succedendo disgrazia avete ancora un pezzo da parlare dei guai passati Io invece sono alle 23:3 qu e i birboni posson morire della peste Si può Guarire ma gli anni non c'è rimedio E come dice senectus Ipsa est morbus ora disse Renzo parli pur latino quanto vuole che non me
ne importa nulla tu l'hai ancora col latino tu Bene bene t' accomoder io Quando mi verrai davanti con questa creatura per sentirvi dire Appunto certe paroline in latino ti dirò latino tu non ne vuoi vattene in pace ti piacerà eh so io quel che dico riprese Renzo non è quel latino lì che mi fa paura quello è un latino sincero Sacrosanto come quel della messa anche loro lì bisogna che leggano quel che c'è sul libro parlo di quel latino birbone fuor di chiesa che viene addosso a tradimento nel buono d' un discorso per esempio ora
che siam qui che tutto è finito quel latino che andava cavando fuori lì proprio in quel canto per darmi ad intendere che non poteva e che ci voleva delle altre cose che so io me lo volti un po' in volgare ora sta zitto buffone Sta zitto non rimestar queste Cose che se dovessimo ora fare i conti non so chi avanzerebbe Io ho perdonato tutto non ne parliamo più Ma me ne avete fatti dei tiri di te non mi fa specie che sei un malandrin Accio ma dico quest'acqua Cheta questa santerella questa madonnina infilzata che si
sarebbe creduto far Peccato a guards Ma già lo so io chi l'aveva ammaestrata lo so io lo so io così dicendo accennava Agnese col dito che prima aveva tenuto rivolto a Lucia e non si potrebbe Spiegare con che bonarietà con che piacevolezza facesse quei rimproveri quella notizia gli aveva dato una disinvoltura una parlantina insolita da gran tempo e saremmo ancora ben lontani dalla fine Se volessimo riferir tutto il rimanente di quei discorsi che lui tirò in lungo ritenendo più d' una volta la compagnia che voleva andarsene e fermandola poi ancora un poch sull'uscio di strada
sempre a parlar di bubbole il giorno seguente gli capitò Una visita quantomeno aspettata tanto più gradita il signor marchese del quale siera parlato un uomo tra la virilità e la vecchiezza il cui aspetto era come un attestato di ciò che la fama diceva di lui aperto Cortese umile dignitoso e qualcosa che indicava un mestizia rassegnata vengo disse a portarle i saluti del Cardinale arcivescovo Oh che degnazione tutte e due quando Fui a prender congedo da quest'uomo incomparabile che monora della sua Amicizia mi parlò di due giovani di codesta cura che eran Promessi Sposi e che
hanno avuto dei guai per causa di quel povero Don Rodrigo Monsignore desidera ad averne notizia son vivi e le loro cose sono accomodate accomodato ogni cosa anzi io mi era proposto di scriverne A Sua eminenza Ma ora che ho l'onore si trovan qui Qui è più presto che si potrà anno marito e moglie e io La prego di volermi dire se si possa far loro del bene e Anche di insegnarmi la maniera più conveniente in questa calamità ho perduto i due soli figli che avevo e la madre loro e ho avuto tre eredità considerabili del
superfluo non avevo anche prima sicché Lei vede che il darmi un'occasione di impiegarne e tanto più una come questa è farmi veramente un servizio il cielo la benedica perché non son tutti come lei basta La ringrazio anch'io di cuore per questo miei figliuoli e giacché voss signoria Illustrissima mi dà tanto coraggio sì signore che ho un espediente da suggerirle il quale forse non le dispiacerà sappia Dunque che questa buona gente son Risoluti di andare a metter su casa altrove e di vender quel poco che hanno al sole qui una vignetta il giovine di nove o
10 Perti che salvo il vero ma trasandata affatto bisogna far conto del terreno nient'altro di più una casuccia lui e un'altra la sposa due topaie veda un signore come vossignoria Non può sapere come la Vada per i poveri quando vogliono disfarsi del loro finisce sempre ad andare in bocca a qualche furbo che forse sarà già un pezzo che fa l'amore a quelle quattro braccia di terra e quando sa che l'altro ha bisogno di vendere si ritira fallo svogliato bisogna corrergli dietro e dargliele per un pezzo di pane specialmente poi In circostanze come queste il signor
Marchese ha già veduto dove vada a parare il mio discorso la Carità più Fiorita che vossignoria illustrissima possa fare a questa gente di cavargli da qu impiccio comprando quel poco fatto loro io per dir la verità do un parere interessato perché verrei ad acquistare nella mia cura un compadres ma voss signoria deciderà secondo che le parrà meglio io ho parlato per ubbidienza il marchese lo do molto il suggerimento ringraziò Don abondio e lo pregò di voler essere arbitro del prezzo E di fissarlo alto bene e lo fece poi restar di Sasso col proporgli che s'andasse
subito insieme a casa della sposa dove sarebbe probabilmente anche lo sposo per strada Don abondio tutto gongolante come vi potete immaginare ne pensò e ne disse un'altra Giacché vossignoria illustrissima e tanto inclinato a far del bene a questa gente ci sarebbe un altro servizio da render loro il giovine ha addosso una cattura una specie di bando per qualche Scappatura che ha fatta in Milano due anni sono quel giorno del gran fracasso dove S è trovato impicciato senza malizia da ignorante come un topo nella trappola nulla di serio veda ragazzate e scataglia io posso dirlo che
l'ho battezzato e l'ho veduto venir su e poi se V signoria vuol prendersi il divertimento di sentir questa povera gente ragionar su alla carlona potrà fargli raccontare la storia a lui e sentirà Ora trattandosi di cose vecchie nessuno gli dà fastidio e come le ho detto lui pensa ad andarsene fuori di Stato Ma col tempo tornando qui o altro non si sa mai lei mi insegna che è sempre meglio non essere su quei libri Il signor Marchese in Milano conta come giusto e per quel gran Cavaliere per quel gran uomo che è No no no
mi lasci dire che la verità vuole avere il suo luogo una raccomandazione una parolina d'un par suo è più del bisogno per ottenere una Buona assolutoria non c'è impegni forti contro questo giovane No no non crederei gli hanno fatto fuoco addosso nel primo momento ma ora credo che non ci sia più altro che la semplice formalità essendo così la cosa sarà facile e la volentieri sopra di me e poi non vorrà che si dica che è un grand'uomo lo dico e lo voglio dire a suo dispetto lo voglio dire ne Anche se io stessi zitto
già non servirebbe a Nulla perché parlan tutti e vox populi Vox Day trovar un appunto le tre donne e Renzo come questi rimanessero lo lascio considerare a voi Io credo che anche quelle nude e ruvide pareti e l' impannata i panchetti e le stoviglie si meravigli assero di ricevere tra loro una visita così straordinaria avviò lui la conversazione parlando del Cardinale e dell altre cose con aperta Cordialità e insieme con delicati riguardi passò Poi a far la proposta per cui era venuto Don abondio pregato da lui di fissare il prezzo si fece avanti e dopo
un po' di cerimoni e di scuse e che non era sua farina e che non potrebbe altro che andare a tastoni e che parlava per ubbidienza e che si rimetteva proferia A parer suo uno sproposito il compratore disse che per la parte sua era contentissimo e come se avesse FR ripet il doppio non volle sentir rettificazioni e troncò e concluse ogni Discorso invitando la compagnia a desinare per il giorno dopo le nozze al suo palazzo dove si farebbe l'istrumento in regola Ah diceva Poi tra S Don abondio tornato a casa se la peste facesse sempre
per tutto le cose in questa maniera sarebbe proprio Peccato il dirne male Quasi quasi ce ne vorrebbe una a ogni generazione e si potrebbe stare a Patti d'averla ma guarire venne pensa venne l'ass Solutoria venne quel benedetto giorno i due promessi andarono con sicurezza Trionfale proprio a quella chiesa dove proprio per bocca di Don abondio furono sposi un altro Trionfo è ben più singolare fu l'andare a quel Palazzotto e vi lascio pensare che cose dovessero passar loro per la mente in far quella salita all'entrare in quella porta e che discorsi dovessero fare ognuno secondo il
suo naturale accennerò soltanto che in mezzo alla allegria ora l'uno ora L'altro motivo più d'una volta che per compire la festa Ci mancava il povero padre Cristoforo ma per lui dicevan poi sta meglio di noi sicuramente il marchese fece loro una gran festa li condusse in un bel tinello mise a tavola gli sposi con Agnese e con la mercantessa e prima di ritirarsi a pranzare altrove con don abondio volle star lì un poco a far compagnia agli invitati e aiutò Anzi a servirli a nessuno verrà Spero in testa di dire che Sarebbe stata cosa più
semplice fare Addirittura una tavola sola Ve l'ho dato per un brav'uomo ma non per un originale Come si direbbe ora Vho detto che era umile non già che fosse un portento d'umiltà ne aveva quanta ne bisognava per mettersi al di sotto di quella buona gente ma non per rar loro in pari dopo i due pranzi fu steso il contratto per mano di un dottore il quale non fu la zecca garbugli questo voglio dire la sua spoglia era ed è tuttavia a Canterellare che qui ci vuole una spiegazione Sopra Lecco forse un mezzo miglio e quasi
sul fianco dell'altro paese chiamato Castello c'è un luogo detto canterellare e da una parte del crocicchio si vede un Rialto come un Poggetto artificiale con una croce in cima il quale non è altro che un gran mucchio di morti in quel contagio la tradizione per dir la verità dice semplicemente i morti del contagio Ma Deve essere quello senz'altro che fu l'ultimo e il più micidiale di cui rimanga a memoria e sapete che le tradizioni chi non le aiuta da sé dicon sempre troppo poco nel ritorno non ci fu altro inconveniente se non che Renzo era
un po' incomod dal peso dei Quattrini che portava via Ma l'uomo come sapete aveva fatto ben altre vite non parlò del lavoro della mente che non era piccolo a pensare alla miglior maniera di farli fruttare a vedere i progetti che Passavan per quella mente le riflessioni l' immaginazioni a sentire i pro e i contro per l'agricoltura e per l'industria Era come se ci si fosse incontrate due accademie del secolo passato e per lui l'impiccio era ben più reale perché essendo un uomo solo non gli si poteva dire che bisogno c'è di scegliere l'uno e l'altro
Alla buonora che i mezzi In sostanza sono i medesimi e sono due cose come le gambe che due vanno meglio d'un sola non si pensò più Che a fare i Fagotti e a mettersi in viaggio casa tra maglino per la nuova patria e la vedova per Milano le lacrime i ringraziamenti le promesse da andarsi a trovare furon molte non meno tenera eccettuate le lacrime fu la separazione di Renzo e dalla famiglia dall'ospite amico e non crediate che con don abondio le cose passassero freddamente quelle buone creature avevan sempre conservato un certo attaccamento rispettoso per il
loro curato E questo In fondo aveva Sempre voluto bene a loro son quei Benedetti affari che imbrogliano gli affetti chi domandasse se non ci fu anche del dolore in distaccarsi dal paese nativo da quelle montagne ce ne fu sicuro che del dolore ce n'è sto per dire un po' per tutto Bisogna però che non fosse molto forte Giacché avrebbero potuto risparmiarselo stando a casa loro ora che i due grandi inciampi Don Rodrigo e il bando eran levati Ma già da qualche tempo erano avvezzi tutti e tre A riguardar come loro il paese dove andavano Renzo
l' aveva fatto entrare in grazia alle donne raccontando l' agevolezze che ci trovavano gli operai e cento cose della bella vita che si faceva lì del resto avevan tutti passato dei momenti ben Amari in quello a cui voltavano le spalle e le memorie e triste alla lunga qua Stan sempre nella mente i luoghi che le richiamano e se quei luoghi son quelli dove siam nati c'è forse in tali memorie qualcosa di Più aspro e pungente anche il bambino dice il manoscritto riposa volentieri sul seno della balia Cerca con avidità e con fiducia la Poppa che
l'ha dolcemente alimentato fino all'ora Ma se la balia per dizar lo la bagna d'assenzio il bambino ritira la bocca poi torna a provare ma finalmente se ne stacca piangendo Sì ma se ne stacca cosa direte ora sentendo che appena arrivati Accomodati nel nuovo paese Renzo ci trovò dei disgusti Bell e Preparati miserie ma ci vuol così poco a disturbare uno stato felice Ecco in poche parole la cosa il parlare che in quel paese S era fatto di Lucia molto tempo prima che là ci arrivasse il saper che Renz aveva avuto a patir tanto per lei
è sempre fermo sempre fedele forse qualche parola di qualche amico parziale per lui e per tutte le cose sue avevan fatto nascere una certa curiosità di vedere per la Giovine e una certa aspettativa della Sua bellezza ora sapete com'è l'aspettativa immaginosa credula sicura alla prova poi difficile schizzinosa non trova mai tanto che le basti perché in sostanza non sapeva quello che si volesse e fa scontare senza pietà Il dolce che aveva dato senza ragione Quando comparve questa Lucia molti i quali credevano forse che dovesse avere i capelli proprio d'oro e le gote proprio di Rosa
e due occhi l'uno più bello dell'altro e che so io Cominciarono ad alzar le spalle ad arricciare il naso e a dire eh l'è questa dopo tanto tempo Dopo tanti discorsi s'aspettava qualcosa di meglio cos'è poi una contadina come tant altre Eh di queste delle meglio ce n'è per tutto venendo poi ad esaminarle in particolare notavano chi un difetto chi un altro e ci furon fin di quelli che la trovavano brutta Siccome però nessuno le andava a dir sul viso a Renzo queste cose così non c'era gran male fin lì chi Fece il male furon
certi tali che gliele rapportarci sul vivo cominciò a ruminar c sopra a farne di gran lamenti E con chi gliene parlava e più a lungo tra sé e cosa vi importa a voi altri e chi viha detto ad aspettare son mai venuto io a parlarvene a dirvi che fosse bella e quando me lo dicevate voi altri vi ho mai disposto altro se non che era una buona giovine è una contadina Vho mai detto che avrei menato qui una principessa non vi piace non la guardate Ne avete delle belle donne Guardate quelle e vedete un poco
come alle volte Una corbelleria basta a decidere dello stato di un uomo per tutta la vita se Renzo avesse dovuto passarla sua in quel paese secondo il suo primo disegno sarebbe stata una vita poco allegra a forza d'esser disgustato era ormai diventato disgustoso era sgarbato con tutti perché ognuno poteva essere uno dei critici di Lucia non già che trattasse proprio contro il galateo Ma Sapete quante belle cose si possono fare senza offendere le regole della buona creanza fino sbarsi aveva un non so che di sardonico in ogni sua parola in tutto Trava anche lui da
criticare a segno che se faceva cattivo tempoe giorni Dio subito dieva eh già in questo vi che non eran pochi quelli che l'avevan già noia e anche persone che prima G volevan bene e col tempo d'un cosa nell'altra si sarebbe trovato per dir così in guerra con quasi tutta la popolazione senza Poter forse neche lui Conc la prima cagione così gran male Ma si direbbe che la peste avesse preso l'impegno di raccomar tutte le malefatte di Costui aveva essa portato via il padrone di un altro Filatoio situato quasi sulle porte di Bergamo e l'erede giovine
scapestrato che in tutto quell edifizio non trovava che ci fosse nulla di divertente era deliberato Anzi smanioso di vendere anche a mezzo prezzo ma voleva i danari l'uno sopra l'altro Per poterli impiegare subito in consumazioni improduttive venuta la cosa agli orecchi di Bortolo corse a vedere trattò Patti più grassi non si sarebbero potuti sperare ma quella condizione dei pronti contanti guastava tutto perché quelli che aveva messi da parte a poco a poco a forza di risparmi erano ancora lontani da arrivare alla somma tenne l'amico in mezza parola tornò indietro in fretta comunicò l'affare al cugino
e gli propose di farlo a mezzo una così Bella proposta troncò i dubbi economici Di Renzo che si risolvette subito per l'industria e disse di sì andarono insieme e si strinse il contratto quando poi nuovi padroni vennero a stare su loro Lucia che lì non era aspettata per nulla non solo non andò soggetta a critiche Ma si può dire che non dispiacque e Renzo venne a risapere che s'era detto da più d'uno avete veduto quella bella baggiana che ciè venuta l'epiteto faceva passare il sostantivo e Anche del dispiacere che aveva provato nell'altro paese gli restò
un utile ammaestramento prima d'allora era stato un po' lesto nel sentenziare e si lasciava andare volentieri a criticar la donna d' altri e ogni cosa Allora S accorse che le parole fanno un effetto in bocca e un altro negli orecchi e prese un po' più d'abitudine ad ascoltar di dentro le sue prima di proferir le non crediate però che non ci fosse qualche fastidi cucio anche lì l'uomo Dice il nostro anonimo e già sapete per prova che aveva un gusto un po' strano in fatto di similitudini ma Passat gli anche questa che avrebbe ad essere
l'ultima l'uomo Finché sta in questo mondo è un infermo che si trova su un letto scomodo più o meno e vede intorno a sé altri letti ben rifatti al di fuori piani al livello si figura che ci deve star benone ma se gli riesce di cambiare appena si è accomodato nel nuovo comincia pigiando a sentire qui una Lisca che lo punge lì un bernoccolo che lo preme siamo Insomma ad un dipresso alla storia di prima e per questo soggiunge l'anonimo si dovrebbe pensare più a far bene che a star bene e così si finirebbe anche
a star meglio è tirato un po' con gli argani è proprio da secentista Ma in fondo ha ragione peraltro prosegue dolori e imbrogli della e della forza di quelli che abbiamo raccontati non ce ne furon più per la nostra buona gente fu da quel Punto in poi una vita delle più tranquille delle più felici delle più invidiabili di maniera che se ve l'avessi a raccontare vi secch a morte gli affari andavan di incanto sul principio ci fu un po' di incaglio per la scarsezza dei lavoranti e per lo sviamento e le pretensioni dei pochi che
erano rimasti furon pubblicati editti che limitavano le paghe degli operai malgrado questo aiuto le cose si rinam minarono perché alla fine bisogna che si Rinam Minino arrivò da Venezia un altro editto un po' più ragionevole esenzione per 10 anni da ogni carico reale e personale ai Forestieri che venissero ad abitare in quello stato per i nostri fu una nuova Cuccagna prima che finisse l'anno del matrimonio Venne alla luce una bella creatura è come se fosse fatta apposta per dar subito opportunità a Renzo d' adempire a quella sua magnanima promessa fu una bambina e potete credere
che le Fu messo nome Maria ne vennero Poi col tempo non so quant'altri dell'uno e dell'altro sesso e Agnese affaccendata a portarli in qua e in là l'uno dopo l'altro chiamandoli cattiv Acci e stampando loro in viso dei bacioni che ci lasciavano il bianco per qualche tempo e furon tutti Ben inclinati e Renzo volle che imparassero tutti a leggere e scrivere dicendo che giacch la c'era questa birberia dovevano almeno profittarne anche Loro il bello era sentirlo raccontare le sue avvent e finiva sempre col dire le gran cose che ci aveva imparate per governarsi meglio in
avvenire ho imparato diceva a non mettermi nei tumulti Ho imparato a non predicare in piazza ho imparato a guardare con chi parlo Ho imparato a non alzar troppo il gomito Ho imparato a non tenere in mano il martello delle porte quando c'è lì d'intorno gente che ha la testa calda Ho imparato a non attaccarmi Un campanello al piede prima di aver pensato quel che possa nascere e c altre cose Lucia però non che trovasse la dotrina falsa in sé ma non era soddisfatta le pareva così incono che ci mancasse qualcosa a forza di sentir ripetere
la stessa canzone di pensarci sopra ogni volta e io disse un giorno al suo moralista Cosa volete che abbia imparato io non sono andata a cercare i guai son loro che son venuti a cercare me quando non voleste dire aggiunse Suavemente sorridendo che il mio sproposito sia stato quello di volervi bene e di promettermi a voi Renzo alla prima rimase impicciato Dopo un lungo dibattere insieme conclusero che i guai vengono bensì spesso perché ci si è dato cagione Ma che la condotta più cauta e più innocente non basta a tenerli lontani e che quando vengono
o per colpa o senza colpa la fiducia in Dio li raddolcito così giusta che abbiam pensato di metterla qui come il sugo di Tutta la storia la quale se non Viè dispiaciuta affatto vogliatemi l'ha scritta ne anche un pochino a chi l' R accomodata Ma se invece fossimo riusciti ad annoiarvi credete che non sè fatto apposta