Buongiorno a tutti eccoci all'ultima lezione sui mosaici di età medievale oggi dalla sicilia età normanna vi porto a venezia nella venezia del secolo xi e xii come vedete ci occuperemo dei mosaici di san marco della basilica di san marco e di quelli della basilica di torcello quindi la prima immagine che voglio proporvi è quella che tutti conoscete della facciata attuale della basilica Dogale è la facciata molto nota ha delle caratteristiche assolutamente originali ma ha subito anche una straordinaria trasformazione ed evoluzione nel tempo come vedremo quello che noi serviamo e la facciata di una basilica che
l'attore che tutti conosciamo marco paolini in una sua famoso pezzo di teatro intitolato il milione ha definito una basilica pirata perché di fatto davvero i veneziani hanno riversato in questo luogo i frutti più preziosi dei loro Saccheggi dei loro razzie dei furti o degli acquisti più o meno leciti che hanno effettuato nei secoli d'oro della loro sviluppo e della loro crescita come città mercantile penso per esempio uno su tutti ai quattro cavalli che per secoli hanno dominato la loggia della basilica e che sono stati il frutto del bottino perpetuato perpetrato scusate dai crociati guidati dai
veneziani nell'altro mosa crociata del 1204 quando i crociati invece di andare a recuperare Gerusalemme i luoghi santi si sono fermati costantinopoli per volontà dei veneziani e l'hanno messa a ferro e fuoco quale fosse l'aspetto di san marco all'epoca della sua costruzione e nei decenni successivi quando sono stati realizzati i mosaici di cui ci occupiamo oggi ovviamente non è dato saperlo abbiamo però alcune interessanti immagini che ci suggeriscono una possibile idea di come potesse essere la Basilica in questa immagine vediamo un corteo nel quale è indicato in modo specifico con la parola dux il doge che
sta realizzando una cerimonia di ringraziamento per il rinvenimento di reliquie speciali ma insomma di questa cosa parleremo tra poco il mosaico è del xiii secolo e come vedete la basilica di san marco all'interno della quale si svolge la cerimonia descritta ha le caratteristiche nella nell'aspetto nella forma delle cupole in parte diversa da Quella attuale infatti noi sappiamo che per esempio le cupole che sovrastano e dominano la nostra basilica sono frutto di un rialzamento avvenuto nel xiv secolo ancora nella facciata della basilica gli un unico mosaico che risale all'epoca della costruzione in facciata è quello che
troviamo sopra il portalino di sinistra e questo mosaico viene rappresentato il trasferimento delle spoglie di santa li più all'interno Della basilica ora ho dimenticato di ricordare una cosa molto importante a proposito della basilica di san marco e cioè che per secoli san marco è stata cappella dogale e non sede patriarcale per lungo tempo venezia ha stabilito dei rapporti intensi ma sempre molto controllati con la chiesa e con roma e il patriarca di venezia quando finalmente viene a risiedere in città lungo è stato il patriarca di Grado a guidare come pastore la città quando finalmente patriarca
si stabilisce a venezia la sua sede sarà molto lontana dai luoghi del potere quindi molto lontana da piazza san marco dal palazzo ducale e dalla cappella ducale sarà collocata infatti la cattedrale la sede vescovile arcivescovile sull'isola di olivo lo che è all'estremità est della città lagunare questo mosaico oltre ad essere come ripeto l'unico antico sopravvissuto Sulla facciata della della basilica ci rivela un altro fatto interessante cioè che nell'ancora nel xiii secolo la basilica aveva un aspetto largamente caratterizzato dalla pura tura in mattoni a vista e questa considerazione ci consente di riconoscere anche le volontà originali
dei costruttori e della della nostra del nostro edificio infatti la basilica di san marco ha avuto vicende cronologiche complesse costruita nel ix secolo a Partire dall 800 36 per volontà di giustiniano partecipazio doge per accogliere le reliquie di san marco che erano state trafugate pochi anni prima ad alessandria d'egitto da buono da malamocco e rustico da torcello la prima basilica la più antica che doveva essere un piccolo edificio è andato in fiamme durante una rivolta nella seconda metà del decimo secolo e quindi nuovamente ricostruita a partire dal 978 dal doge pietro primo orseolo ma la
basilica Attuale è stata completamente ricostruita per volontà a del doge domenico contarini a partire dal 1.063 è poi completata nel 1094 da domenico servo e vitale fire ricostruita perché le dimensioni dell'edificio dovevano essere adeguate al prestigio all'importanza che venezia riteneva di avere e di dover mostrare anche ai suoi visitatori amici o concorrenti economici e politici che fossero quindi non necessario avere il doge contarini Convinto di questo un in una cappella ducale che fosse ispirata ad alcuni degli edifici più prestigiosi e più importanti della cristianità ecco perché il modello deve essere stato è stato sicuramente quello
della basilica dei santi apostoli a costantinopoli che voi qui vedete a sinistra in una miniatura che risale al xiii secolo purtroppo l'unica immagine quasi che Abbiamo della basilica dei santi apostoli a costantinopoli è quella che vedete infatti la chiesa è stata demolita dagli ottomani verso la fine del 1400 non dobbiamo pensare che la demolizione si era stata determinata da cause religiose da motivi religiosi anzi gli ottomani erano rispettosi del cristiane di cristiani e degli ebrei no è stata demolita perché ormai era in rovina abbandonata dal patriarca da Molti decenni la miniatura ci aiuta poco a
comprendere quale fosse in realtà l'aspetto originale della della chiesa costantinopolitana molto più chiaro invece l'immagine l'aspetto della pianta della chiesa che vedete sulla destra è una pianta a croce greca con bracci liberi però questo un modello di pianta diverso da quello tradizionale bizantino che prevedeva una croce greca in pianta ma inscritta all'interno di un quadrato questo vedete Basilica molto vasta molto grande grande quindi richiedeva un impianto planimetrico originale cinque cupole dominavano anche ce lo dice la miniatura da questo edificio ora vi mostro vi mostro la pianta di san marco e come vedete è davvero esplicitamente
ispirata a quella della chiesa dei santi apostoli resta il fatto che nell'edificio veneziano noi avvertiamo anche la forza e la possenza del mondo romanico che Stava caratterizzando tutto l'occidente quindi i grandi pilastri gli arconi che strutturano all'interno lo spazio della basilica di san marco sono comunque riconducibili a una sensibilità occidentale e appunto romanità e a questo proposito vorrei mostrarvi la pianta di una basilica che conosciamo tutti molto bene eccola qui la pianta della basilica di santa maria maggiore a berna come potete vedere è pure insomma con gli Adattamenti alla struttura dello spazio del terreno in
cui doveva essere collocata liberamente ma nemmeno troppo ispirata alla struttura delle chiese bizantine della chiesa di santi apostoli e quindi in un certo senso anche a san marco ora noi sappiamo che nel xi secolo quando a venezia san marco viene costruita e all'inizio del xii secolo quando a bergamo viene costruita santa maria maggiore i rapporti tra le due città sono pressoché nulli quindi non ci Può essere stata una contaminazione come dire di idee tra la città lagunare e la nostra città ma piuttosto penso a un intervento di un architetto o comunque di un orientatore di
sensibilità di tradizione ed ispirazione bizantina come questo sia avvenuto a berna perché il vescovo di bergamo abbia deciso di realizzare una chiesa di impianto bizantino non è dato sapere a oggi Ecco un'altra immagine interessante è questa miniatura una miniatura più antica della nostra chiesa basilica di san marco perché la miniatura che si trova in un manoscritto meno l'odio del novecento 85 dopo cristo il meno logan è una raccolta di testi liturgici agiografici molto articolata e molto importante che conteneva il racconto delle vite e gli uffici dei santi ed era composta da dodici volume volumina ognuno
corrispondente a un mese Dell'anno quello che quella che vedete è la miniatura del meno lobby on di basilio secondo imperatori di costantinopoli e rappresenta il trasporto del corpo di san giovanni crisostomo nella chiesa dei santi apostoli a costantinopoli appunto ribadisco quanto detto prima i costruttori di di san marco vogliono evidentemente insomma ricondurre la loro basilica al prestigio e all'importanza della chiesa costantinopolitana ed ecco All'interno della nostra basile e fa con i suoi preziosissimi mosaici intessere dorate con i suoi marmi preziosi la decorazione della basilica e sono decine di migliaia di metri quadrati di mosaici ha
attualmente richiesto molto tempo per essere completata ma la cosa interessante è che c'è una coerenza complessiva molto evidente del messaggio dottrinale che doveva essere veicolato dai mosaici stessi e questo lascia intendere che pur nei tempi così Lunghi della realizzazione pensate che ci sono mosaici realizzati all'inizio del 1600 i primi risalgono alla fine dell'undicesimo secolo comunque pur essendo così lungo il tempo di esecuzione se seguito comunque un progetto originale che era già perfettamente organizzato e definita da subito quando ancora tra 1400 e 1500 importanti artisti come non so andrea del castagno filippo lippi paolo uccello per
il 400 e Tintoretto per i 1.500 sono dovuti intervenire con i propri disegni da fornire mosaicisti della basilica hanno sì proposto immagini che formalmente erano associabili alla sensibilità e al gusto estetico della loro epoca ma dal punto di vista iconografico erano perfettamente costruiti sul modello originale secondo i principi ispiratori e originali vi assicuro che entrare lo avrebbe sperimentato entrare nella basilica di San marco significa davvero farsi travolgere dal dal gusto e dal piacere per la visione resta il fatto che la lettura e la interpretazione in chiave iconografiche ai formale di questi mosaici è davvero cosa
molto molto complessa ora tradizionalmente quando si parla dei mosaici di san marco si fa riferimento alla tradizione bizantina come se tutta la complessa decorazione della basilica potesse far riferimento a questa unica Sensibilità così non è abbiamo appena detto insomma addirittura ci sono voluti sei secoli per completare il ciclo di decorazione quindi è chiaro che c'è stata una grande evoluzione nella sensibilità delle forme e dei modelli di ispirazione ma già nel momento in cui si dà inizio alla decorazione della basilica in realtà i modelli compositivi sono numerosi e articolati non non esiste solo un modello di
riferimento Costantinopolitano orientale bizantino come saremmo portati ad immaginare anzi dobbiamo anche tener conto del fatto che i mosaici che appaiono san marco non solo i primi mosaici che vengono realizzati nell'area l'anuga lagunare e nell'area veneta anche se noi oggi tendiamo a dimenticare questo aspetto perché la gran parte dei mosaici contemporanei sono andati per tu perduti l'arte del mosaico di san marco nasce da molte dalla convergenza di Molte linee di modello ed interpretazione sicuramente sono presenti i componenti di gusto ravennate perché ravenna è stata per secoli la città di riferimento per venezia il luogo dal quale
si esercitava il potere da parte delle sarca di ravenna sulla laguna e su tutto il mediterraneo settentrionale quindi il modello di ravenna dei mosaici ravennati di età tardo imperiale è senz'altro presente su questo modello si innesta la Cultura che un tempo era definita benedettina c'è il nuovo linguaggio in qualche modo costruito intorno alla figura dell'abate desiderio a montecassino nell'undicesimo secolo e da un linguaggio che parte da una componente bizantina per approdare però ha una forza un vigore di narrazione di comunicazione che ha le sue origini in occidente è anche addirittura nell'arte paleocristiana che desiderio i
monaci Benedettini recuperano come fonte di ispirazione spirituale primaria e infine un'altra componente importante e riconoscibile e quella dell'arte occidentale in senso pieno cioè quella cultura che è detta arte ottoniana che si era diffusa tra nell'europa centrale con importanti poi anche ricadute nell'italia settentrionale e che era caratterizzata da figure molto allusive piuttosto sintetiche come vedremo nella loro definizione con campiture Appiattite ma anche fortemente e comunicative un esempio così che mi viene da suggerirvi di questo tipo di cultura che forse conoscete è quello che noi abbiamo visto nella resti rinvenuti sotto il duomo di bergamo negli affreschi
del recinto presbiteriale che lì sono stati rinvenuti ma per dire per farvi verificare come intorno a prima insomma di san marco Altre esperienze di carattere musivo significativo e articolate nella loro definizione venissero manifestandosi nelle aree lagunari vi mostro questo mosaico molto interessante che risale all'inizio del xii secolo ed è un mosaico che era stato realizzato per una chiesa conventuale di murano e in particolare per il monastero benedettino di san cipriano ora come vedete si trattata di un mosaico absidale ma la cosa che ci Incuriosisce la scritta in tedesco che gira tutto intorno al l'estradosso dell'arco
vedete nell'arte trionfale cosa è successo è successo che federico guglielmo iv che sarebbe diventato re di prussia nel 1840 quando ancora era principe ereditario nel 1836 quindi siamo in un'epoca molto vicino a noi ha fatto un'offerta che non poteva essere rifiutata appunto per poter acquistare i mosaici del monastero benedettino di san cipriano murano che soppresse netta pole E napoleonica era talmente in cattive condizioni che stava per essere demolito quindi il mosaico viene staccato a massello trasferito in germania è collocato in una chiesa appositamente costruita nel parco di san suu kyi a potsdam dove ancora oggi
lo possiamo riconoscere il viso di mosaico mostra un cristo pantocratore al centro con il libro della vita con il vangelo in mano e la destra come le sappiamo alzata in segno Di benedizione alla sua destra stanno maria e san giovanni battista no scusate dunque da un lato e dall'altro da destra a sinistra stanno maria e san giovanni battista all'estremità sinistra sta san pietro è l'estremità destra san gimignano info per ultimo nell'arco né che introduce al catino absidale come vedete sono rappresentati 2 arcangeli e l'agnello mistico il modello di riferimento per questi mosaici è quello Della
cultura ravennate non solo per l'articolazione la successione delle scene ma proprio direi anche osservando la del vicino per il reggimento classico delle figure l'eleganza dei panneggi la caratterizzazione dei volti insomma direi che c'è uno sforzo di nobilitazione dell'immagine davvero davvero considerevole ecco evidentemente ancora xi e xii secolo in laguna era forte la memoria dei rapporti con ravenna nei primi secoli della storia Della città lagunare in particolare del ruolo dell'importanza che ha avuto l'esarca ravennate che dal governatore di ravenna il nome dell'imperatore di costantinopoli come sapete ma anche il ricordo del magister militum che esercitava la
sua autorità in laguna in collaborazione con il dux che sarà poi appunto come sappiamo il nostro doge altro esempio significativo di richiamo esplicito alla tradizione ravennate è rappresentato da un mosaico che si trova Nella basilica di santa maria assunta torcello una dei due luoghi di cui ci occupiamo oggi nella crociera che sta davanti alla al pasto furia di di destra cioè alla cappella terminale della navata destra quello che appunto nella tradizione bizantina veniva chiamato pasto forio dicevo al vertice della crociera che sta davanti alla sede all'ubs viola di destra di santa maria assunta murano è
collocato questo spettacolare mosaico con l'agnello Mistico che viene sollevato da 4 ad angeli all'interno di un contesto di decorazione musiva straordinariamente affascinante ed articolato guardate come viene divisa la struttura della crociera con queste spirali queste grandi cascate di fiori e di frutta insomma davvero un immagine molto affascinante intorno alla mia illuministico ora un modello preciso e quello che ha ispirato i mosaicisti di torcello ed è quello che quello ve lo mostro della crociera presbiteriale di San vitale a ravenna ora il mosaico ravennate risale come forse sapete alla prima metà del sesto secolo dopo cristo ma
pur a distanza di secoli direi sei secoli i mosaicisti di torcello si sono esplicitamente e direttamente ispirate al mosaico spirati al mosaico di ravenna direi che non ho bisogno di commentare insomma la vicinanza tra le due esperienze e stata del resto così forte L'evidenza della discendenza della dipendenza del mosaico di torcello da quello di ravenna che per lungo tempo questo ha creato perfino difficoltà nella datazione dei mosaici di torcello perché essendo così vicini a quelli di ravenna gli storici dell'arte tendevano ad anticipare molto la loro realizzazione che invece definitivamente è stata ricondotta al xii secolo
bene riprendiamo quindi l'analisi dei riferimenti formali e iconografici che Hanno ispirato i mosaicisti di san marco oltre ai riferimenti ravennati come dicevamo un altro importantissimo modello è ovviamente rappresentato da bisanzio e dai mosaici orientali quello che vedete è il cristo benedicente assiso il cuore nel centro dell'universo secondo una modalità di definizione del dell'universo che già avevamo visto ricordate nei nel mosaico della natività in relazione alla stella della natività quindi il cuore del plan nell'universo e Scuro di blu scuro perché rappresenta la luce in creata del padre e via via si si schiarisce fino a diventare
la luce bianca dell'universo terreno della della terra bene questo mosaico è nel cuore della cupola più importante di san marco la cosiddetta cupola dell'ascensione quella che sta all incrocio tra i due bracci della chiesa ora non abbiamo difficoltà a riconoscere la matrice bizantina questa immagine vi mostro un ma un cristo benedicente che conoscete Molto bene che quello della cappella della martorana a palermo che risale è stato realizzato pressappoco negli stessi anni in cui i mosaicisti lavoravano a venezia e allo stesso modo vedete anche questo particolare di uno dei mosaici di [Musica] monreale ci consente di
verificare come il modello di costruzione del panneggio la struttura complessiva dell'immagine sia riconducibile ad una stessa matrice Che è quella appunto di origine bizantina e infine arriviamo ad un'altra componente forte del linguaggio dei mosaici di san marco che è quella che poco fa abbiamo definito la cultura di gusto benedettino diciamo così anche se il termine ormai è un po desueto si tratta di una cultura pittorica che quindi influenza molto anche la cultura dei mosaici presenta in italia soprattutto nell'italia centro Meridionale e realizzata da maestranze italiane che si erano formate nel contesto del rinnovamento spirituale formale
voluto a montecassino dall abate desiderio appunto nell'undicesimo secolo le caratteristiche di questo linguaggio è quella di guardare da un lato come dicevamo la grande tradizione di bisanzio e dall'altra di trarre ispirazione soprattutto l'ispirazione iconografica e dottrinale dalla tradizione delle grandi basiliche Paleocristiane e anche in parte dalla decorazione di quelle piccole porzioni catacombe che allora si conoscevano seguendo quindi in questo modo anche i suggerimenti della riforma gregoriana che era stata da poco introdotta nella chiesa quello che vedete è l'interno della chiesa di sant'angelo in formis presso capua gli affreschi adesso ve li mostro qualcuno nel dettaglio
sono stati realizzati tra il 1072 il 1078 da artisti dei quali ovviamente non Conosciamo il nome ma sappiamo che è tutto il ciclo è stato eseguito per volontà della base desiderio di montecassino che era anche abate di questa monastero adiacente alla chiesa di sant'angelo appunto ecco il come vedete il cristo pantocrator che si staglia su nel catino absidale della chiesa di sant'angelo ha caratteristiche che rinviano decisamente all'esperienza bizantina anche se c'è Una caratterizzazione direi nella sottolineatura forte dei tratti del volto nella definizione lumeggia ta del panneggio di caratterizzazione fisica del personaggio guardiamo poi una delle
scene del nuovo testamento che stanno sulla navata principale ecco scelto per voi ma l'immagine dell'ultima cena è piuttosto evidente come richiamo formale di questa immagine ancorché in qualche misura riconducibile Ancora l'esperienza bizantina all'appartamento delle figure grandi occhi allusivi sia però da rintracciare soprattutto nella tradizione è nella grande tradizione della decorazione paleocristiana delle prime basiliche costantini si costantiniane a roma lo verifichiamo nella particolare struttura della tavola nella disposizione dei personaggi a raggiera intorno che proprio caratteristica d'alta paleocristiana nella atteggiarsi dei gli Apostoli secondo posizioni della testa articolata in modo da connotarla individualmente e direi che è
interessante anche la disposizione del cibo degli oggetti sulla tavola quindi insomma una cultura che pur derivando dall'esperienza bizantina che era quella dominante nell'italia centro meridionale dell'epoca ha comunque anche una fonte di ispirazione dottrinale e iconografica non necessariamente riconducibile all'oriente E infine per ultima facciamo riferimento alla componente chiamiamolo così centro europea della della cultura presente in laguna all'epoca della costruzione di san marco si tratta di una cultura figurativa che viene definita ottoniana ed è caratterizzata dalla ripresa di schemi e di motivi con compositivi ancora più antiche di età carolingia in quest'arte ottoniana che è un'arte colta
un'arte di corte come del resto la definizione ci Suggerisce si fondono anche spunti bizantini lo vediamo in questo struttura molto pacata molto solenne delle immagini ma abbiamo anche una grande forza espressiva dei gesti e questa invece è tipica del mondo germanico e cos'è così come tipico un po di questo linguaggio sarà la tendenza a circondare le figure con un profilo unico e molto neto l'appiattimento delle campiture cromatiche così via questa particolare matrice culturale Quella che più fortemente guida i mosaicisti di san marco quando devono finire definire isolate figure di santi proposti ad venerazione ora l'immagine
che vedete non ha nulla a che vedere con san marco se non come motivo di relazione si tratta infatti di un affresco che si trova nella cripta realizzata sotto la zona presbiteriale della basilica di aquileia è una fresca della seconda metà del xii secolo e rappresenta san pietro a sinistra che Consacra sant ermacora vescovo di aquileia alla presenza di san marco ora questi carica queste figure di santi san pietro san marche sanders marcora li ritroveremo con un ruolo molto importante all'interno della basilica ma torniamo torniamo appunto all'interno della basilica perché vorrei osservare con voi con
questo lo squarcio di quest arco ne ho un aspetto molto caratteristico insomma di questo Ambiente di questo luogo e direi quasi l'unico cioè l'estrema varietà di rappresentazione di modelli figurativi delle rappresentazioni questo determina questa varietà di modelli forma tali comporta anche ispirazioni estremamente varie e molteplici questo per esempio in questo arco né per esempio che vedete sulla destra troviamo mosaici del xii secolo con scene della vita di gesù molto riconoscibili come mosaici di età Medievale di ispirazione come abbiamo detto bizantina e ravennate ecc mentre a sinistra vediamo l'albero di essere rappresentazione dell'albero di s e
quindi della generale regia del cristo realizzata invece all'inizio del 1600 i due mondi formali sono lontanissimi uno dall'altro l'esecuzione naturalmente risente anche di questa lontananza di sensibilità estetica Guardate come sono diverse anche le scelte cromatiche che hanno fatto gli artisti di secoli così distanti da loro eppure resta molto solido e molto coerente la necessità iconografica di collegare la ladro di esse la genealogia del cristo accanto alle scene che narrano la vicenda terrena del cristo stesso appunto un'altra componente alla quale avevo accennato interessante è quella della determinata derivata dalla presenza a Venezia nella prima metà del
quattrocento di esponenti della cultura figurativa nuova a firenze della nuova cultura rinascimentale fiorentina la presenza di questi artisti si spiega con il confino di palla strozzi che viene esiliato dopo la sconfitta che subisce da parte dei medici di cosimo dei medici che viene esiliato dicevamo palla strozzi a padova e per la strozza padova ama circondarsi di artisti che provenivano dalla sua città e che erano Esponenti della nuova cultura figurativa e inevitabilmente arrivo a padova di artisti del calibro di andrea del castagno filippo lippi ha risonanza anche in laguna ne approfitta approfittano di questa questa presenza
così prestigiosa di artisti rinomati e famosi per le novità del loro linguaggio delle monache veneziane e le monache di san zaccaria monastero femminile di san zaccaria era un monastero molto prestigioso lì Venivano confinati potrete loro le figlie dell'aristocrazia del patriziato anzi veneziano e queste mono che quindi molto ricche perché nei secoli ricevevano donazioni doti prestigiose accederà la prima metà del quattrocento la decidono di ricostruire la loro chiesa abbaziale e una volta terminata il lavoro di esecuzione architettonica che amano siamo nel 1442 andrea del castagno grande pittore fiorentino a affrescare L'ombrello le vele ad ombrello della
loro chiesa e della zona presbiteriale nella loro chiesa purtroppo l'impresa delle monache avrà un sortirà insomma un risultato sventurato perché a distanza di pochissimi anni dalla conclusione dei lavori si manifesteranno come spesso succedeva venezia dei cedimenti nella fondazione della chiesa stessa e che quindi deve essere largamente demolite deve essere ricostruita quella che noi vediamo oggi che visitiamo oggi di Chiesa di san zaccaria è la ricostruzione della seconda metà del quattrocento resasi necessaria dopo il crollo della della chiesa voluta nella prima metà del secolo resta per fortuna non si sono rovinate non so non hanno subito
crolli gli affreschi di andare il castagno che qui vediamo ora andrea del castagno non come dire non rinuncia al proprio linguaggio fiorentino anzi probabilmente erano le monache stesse a insistere a suggere lui perché manifesti Le caratteristiche del nuovo linguaggio infatti come vedete l'opera si propone come molto asciutta nella grafica nei confronti nei contorni non c'è esibizione come dire non c'è indulgenza descrittiva né d'ottica l'artista imposta in modo con molto coraggioso direi data la sensibilità veneziana di quegli anni le figure secondo criteri prospettici molto rigorosi dando loro una grande centralità ma vi mostro più da vicino
Una delle vene che vedete quella con dio mio padre in cui emerge proprio una sensibilità plastica e prospettica del nostro andrea quindi dove viene lasciato libero di esercitare il suo linguaggio di dimostrare il suo linguaggio come desidera anzi viene sollecitata a farlo andrea propone un linguaggio pienamente rinascimentale vediamo cosa succede quando viene chiamato a realizzare dei cartoni per i mosaici di san marco Ecco questi sono i mosaici che sono stati realizzati alla metà del 1400 su disegno di andrea del castagno ora noi possiamo notare due cose da un lato che andrea non rinuncia alla struttura
prospettica di tipo matematico alla quale ormai aveva aderito che emana pienamente lo vediamo sia nell'episodio di sinistra quello della visitazione sia nell'episodio di destra con la dormizione finirvi virginis e la morte della vergine Anzi addirittura e soprattutto direi nell'edificio è che sta alle spalle della morte della vergine noi riconosciamo una forte matrice classica addirittura un arco di trionfo viene suggerito dall invenzione è di andrea mother pesto riconosciamo una forte influenza della classicità anche nell'edificio che ospita l'incontro tra maria ed elisabeth ha detto questo in particolare nell'episodio di destra noi vediamo può dire disattese comunque non
Interpretato il modello di rappresentazione della morte della vergine che ormai si stava diffondendo in occidente da tempo in occidente da tempo non viene più rappresentata la morte della vergine con la vergine distesa sul letto e gli apostoli che piangono intorno a lei e il figlio lo vedete qui anche qui nella marmara in alto che scende alla cogliere l'anima no viene rappresentata l'assunzione della vergine Qui però andrea viene chiamato a ricalcare un iconografia di tradizione antica di tradizione che noi potremmo definire bizantina perché questo era il modello al quale anche l'artista più moderno anche l'artista più
aggiornato veniva chiamata ad adeguarsi quando riceveva una commissione per la basilica ducale molto bene quindi come spiegare come giustificare un articolazione così complessa che ha richiesto secoli per L'ultimazione e certi versi anche continue rinnovamenti del tessuto musivo che spesso veniva formandosi e rovinandosi per poter capire come sia stato possibile che il progetto così elaborato sia stato di fatto realizzato e conservato integralmente vi era un progetto evidentemente realizzato da teologi qualcuno ha fatto riferimento e io ve lo cito così proprio per amore di cronaca e non solo ha fatto riferimento alle riflessioni teologiche e All'immaginario meditativo
di un monaco calabrese è molto famoso gioacchino da fiore a sua volta teologo che aveva immaginato così una struttura molto complessa del sapere e del sapere teologico e spirituale ovviamente in realtà il giochino del fiore non ha nulla a che vedere con il progetto di decorazione della basilica di san marco non fosse altro che i mosaici di san marco sono stati iniziati molto prima Che giacchino del fiore è nascesse nel beach esimo secolo se c'è un luogo nel quale nella basilica qualcuno può aver pensato aver fatto riferimento alla teologia di giochino del fiore questo luogo
è il mosaico pavimentale mosaici pavimentali che nella basilica sono particolarmente articolati e complessi anch'essi per la verità sono stati iniziati ben prima che giochino del fiore nascesse ma insomma qualcuno Nel di osh del pavimento e nell'inter si preziosi ha voluto vedere proprio una riproposizione delle tesi di giochino del fiore de tesi che riguardano in particolare la dimensione trinitaria della fede cristiana comunque della fabbrica marciana sappiamo ben poco come già stato detto ma è stato stimato che la realizzazione del pavimento sia comunque anteriore al 1070 o comunque l'inizio di realizzazione dei mosaici pavimentali sia anteriori al
1070 come Possiamo immaginare che fosse organizzato il cantiere interno alla basilica di san marco per certi versi proprio il pavimento con la sua complessità ma anche la necessità di strutturare secondo un processo di realizzazione di disegni di team ed i modelli compositivi geometrici e matematici peraltro questo pavimento può darci un suggerimento può in qualche modo spiegare l'organizzazione interna del Cantiere non possiamo far riferimento anche cantieristiche di cattedrali realizzati successivamente delle quali c'è più nota l'organizzazione di cantiere possiamo quindi ipotizzare che esistesse un proto così verranno chiamati nei secoli gli architetti di stato venezia quindi un
architetto responsabile del progetto d'insieme della basilica da questo proto dipendevano i capimastri capi bottega che governavano le diverse Filiere dei vari settori e costruttivi con l'architettonico quello musivo quello pavimentale e quello scultoreo appunto partendo da questa considerazione la complessità così stupefacente dei singoli motivi pavimentali porta quindi a immaginare che il loro autore fosse una figura diversa naturalmente da quella del proto che coordinava tutti ma anche da quelle dei maestri mosaicisti che stavano lavorando Nelle volte nelle cupole e probabilmente anzi sicuramente diversa anche dalle figure degli esecutori materiali poi del taglio e della della posa dei
pezzi quindi doveva esserci un cantiere per i pavimenti governato da un capomastro o da un ufficio tecnico forse potremmo chiamarlo così che era specializzato nella progettazione dei disegni e nello sviluppo quindi di tutto quello che serviva a realizzare questi pavimenti pausini educativi come Di me mascheri di tali piani di posa eccetera eccetera insomma davvero quindi un cantiere molto articolato e molto complesso vi mostra anche un altro particolare che vedete leghi yosh di tradizione cosmatesca che sono largamente presenti anche nel pavimento di san marco la cui sintesi è disegnata a sinistra ma passiamo adesso al progetto
iconografico nel suo complesso ea comprendere anche i significati vari Significati molto articolati di questo progetto iconografico insomma inutile sottolineare il fatto che il primo motivo di decorazioni la basilica di tipo devozionale o questo è scontato e ne riparleremo ma indubbiamente subito sotto all'intenzione devozionale c'era quella politica l'intenzione politica e la figura di marco dell'evangelista marco non a casa una grande preminenza nella raffigurazione della basilica anzi Vedremo che addirittura per certi versi si ha come la sensazione che tutto il complesso organismo decorativo della basilica sia stato concepito per indurre l'osservatore a pensare che in fondo tutta
la storia era stata orchestrata per portare marco sulle rive della laguna per fare di marco il fondatore della cristianità in laguna il che equivale a dire per celebrare attraverso la figura di marco venezia la sua forza e la sua potenza infatti in un certo Senso politico religiosa è la rappresentazione del santo al sommo dell'abside centrale del presbiterio questo è una porzione del mosaico presbiteriale il san marco nella zona presbiteriale del dell'edificio funge da tre d'unione tra la figura di pietro sulla sinistra e quella di sante mag ora sulla destra con la mano indica pietro capo
della chiesa e con la la sinistra porge il testo evangelico in un certo senso alludendo sommo Accennando a ermagora l'altro grande protagonista della cristianizzazione di questa zona sulla sinistra un po isolato come dire un po fuori da questo gioco di gesti e di allusioni fisiche st san nicola altro grande protagonista della vita emozionale ma non solo della città lagunare san nicola protettore dei dei mercanti è una figura centrale nella devozione veneziane nella rappresentazione che di sé dalla città Tant'è vero che sapete famosa la spedizione veneziana a bari per trafugare le ossa del santo e ancora
oggi è viva la disputa tra le due città su quale delle due conservi il maggior numero di reliquie del santo questi che vediamo sono i mosaici più antichi della basilica sono proprio della fine dell'undicesima inizio xii secolo è un momento cruciale anche nella storia religiosa della città lagunare perché è appena terminata la nostra tra I due patriarchi quello di aquileia è quello di grado che si contendevano il controllo anche spirituale insomma tra virgolette della città lagunare la lotta si conclude come dicevamo con la vittoria di grado appoggiata in questo senso dalla repubblica anche se poi
il patriarca quando verranno in visita venete quando poi richiederanno stabilmente a venezia come abbiamo detto verranno tenuti ben lontani dai luoghi del potere quindi anche la presenza di Sant ermacora che come forse qualcuno di voi sa il protettore di aquileia grande celebrato un frullatore di aquileia fondatore della chiesa cristiana d'aquileia la presenza di sant ermacora un significato politico molto forte perché ris come se veneziani dichiarassero nella loro chiesa locale che come dire le tradizioni ai privilegi della chiesa di aquileia sconfitta del patriarca le file ha sconfitto venissero Trasferiti su quello di grado e quindi secondo
abbattuta su su venezia e fra i tanti privilegi anche quello della fondazione ad opera dell'evangelista marco per volontà di pietro di cui santermano nel primo vescovo della cristianità in cui qui davvero delle immagini esplicitamente insomma marcatamente significato politico soprattutto pensate per i contemporanei eccola la presenza di immagini gli episodi relativi alla figura di san Marco e alla devozione per san marco da parte di veneziani sono molto frequenti all'interno della basilica questo mosaico per esempio di gusto ravennate racconta il martirio del santo avvenuto ad alessandria d'egitto nel primo secolo dopo cristo e questa immagine è collocata
nel contesto della narrazione della vicenda del santo che si concluderà con il trasporto delle spoglie del santo a venezia dopo il trafugamento avvenuto Come sapete nel ix secolo anche quest'altro mosaico di gusto completamente diverso di tradizione invece più direi bizantina fa riferimento a un episodio legato leggenda le sicuramente legato alla sfoglia le reliquie di san marco in questo mosaico come in quello adiacente che abbiamo visto all'inizio del nostro percorso viene narrata di come dopo il trafugamento delle spoglie di marco e la loro collocazione nella prima e più Antica basilica poi distrutta si sia persa traccia
di queste spoglie e che solo in seguito all'ordine perentorio dato dal doge contarini poi dal doge fire qui rappresentato successivamente si sia riusciti a ritrovare a rinvenire queste reliquie questo corpo in un pilastro tumulato in un pilastro della basilica stessa dove l eni che erano state dimenticate il mosaico rappresenta il momento in cui le reliquie vengono o meglio nel momento in Cui si celebra il ritrovamento delle reliquie e che verranno poi depositate nella cripta della nuova basilica ora il fatto che si insista così fortemente nella narrazione non solo della vita del santo ma anche di
questo presunto ritrovamento delle reliquie sta ad indicare il fatto che all'epoca della costruzione della basilica è forte l'intenzione da parte del doge e della città di identificare se stessa con il santo E allora ecco che il santo viene ritrovato le sue spoglie vengono di nuovo venerate collocata in una zona più prestigiosa l'identificazione tra la città e il santo evangelista pensate il leone alato di san marco ecco che va a definire tutti i luoghi in cui a venezia da esercitare il suo potere ecco questa identificazione ha un significato squisitamente politico naturalmente ancora prima che religioso E
diviene meta insomma mi mi viene alla mente come costantemente i committenti veneziani doge autorità pubbliche venezia ne abbiano chiesto agli artisti di interpretare questa identificazione forte della città con le sue figure di produttori più significativi pensa penso per esempio al ciclo di decorazione di palazzo ducale dopo l'incendio degli anni 70 nel 1500 e come in quel cicli l'immagine della vergine e quella del leone come immagini Di identificazione di tutta la città e della città stessa sia costantemente replicata bene a questo proposito del rinvenimento delle spoglie sperdute di san marco vorrei fare una breve digressione relativa
ad un ipotesi peraltro accademica pd non è affatto leggendarie piuttosto interessante ma insomma che necessita ancora di qualche probabilmente approfondimento ma insomma mi sembra interessante cioè un non molti Anni fa già intorno al 2006 2007 uno studioso inglese uno storico inglese studiando la vicenda della sepoltura di alessandro magno in egitto ha associato la sepoltura di alessandro magno con quella di marco meglio la vicenda delle spoglie di alessandro marco di alessandro magno con quelle di marco lo spunto in un come dire l'idea di collegare la ricostruzione della vicenda funeraria di alessandro magno con quella di marco
è Venuto allo studioso leggendo le cronache di un recente insomma che risalgono al 1811 del trasferimento delle spoglie di san marco dalla cripta nelle quali erano state collocate all'inizio del xii secolo alla fine dell'undicesimo secolo anzi dalla cripta che era costantemente soggetta ad allagamenti all altare principale della chiesa il responsabile di quella trasferimento l'ispettore manin lascia una cronica Molto dettagliata di quello che fa e racconta di aver rinvenuto nella sepoltura del santo due distinti corpi 1 inter integra uno intero uno scheletro completamente conservato e accanto a questo invece delle ossa poche ossa sparse ora lo
studioso inglese negli anni appunto i primi anni 2000 aveva studiato con grande attenzione la questione della sepoltura di alessandro mano infatti i cronisti ci raccontano che per volontà di tolomeo generale Come sapete al servizio di alessandro manni ha seguito alessandro magno le spoglie di alessandro erano state portate in egitto dove tolomeo aveva fatto realizzare per il suo sovrano una grande recinto grande temenos funerario a menfi sul modello dei recinti funerari faraonici a distanza di poco tempo però le spoglie di alessandro non state trasferite da melfi ad alessandria di gite questa ce lo confermano tutti i
cronisti Alessandrini con grande dettaglio e ci raccontano anche come fosse questa sepoltura che era un enorme recinto con la struttura al centro collocato in un luogo prestigioso della città all'incrocio tra due vie principali nei pressi delle mura anche di alessandria d'egitto il passare del tempo dei secoli però questa mausoleo che era stato fatto oggetto di devozione da parte di tutti gli imperatori romani per esempio sappiamo che c'è da cesare fino ad Arrivare ad augusto settimio severo e poi caracalla si preoccuparono di conservare non solo di rendere omaggio banche di conservare il monumento ma finita però
con la grande epopea imperiale antica progressivamente ci si dimentica o di questo monumento anzi l'avvento poi del cristianesimo fece in modo insomma di favorire ogni possibile forma di culto personali e progressivamente il monumento cade in rovina e venne sostituito da una piccola Chiesa all'interno della quale guarda caso vennero probabilmente o meno secondo la tradizione collocati i resti dell'evangelista marco il quale come sapete viene assassinato a colpi di mazza sull'altare il quale stava celebrando il sacrificio il suo corpo per oltraggio insomma per scherno viene cremato e i pochi resti sopravvissuti allo scempio verranno raccolti dai suoi
devoti e nascosti per essere poi collocati finalmente durante Il iv secolo quando viene accordata la libertà di culto ai cristiani nella chiesetta sorta dove sorgeva il mausoleo di alessandro magno fatto sta che il nostro studioso inglese ipotizza che i due mercanti veneziani inviati a trafugare le spoglie di marco quando arrivarono ad alessandria e aprirono il sacello nel quale la conservate dell'eni che si trovavano di fronte non ha un corpo ma due corpi perché il corpo dell'evangelista stato Accostato avvicinato insomma è collocato accanto quello del grande condottiero i due mercanti insomma prese un po alla sprovvista
e dovendo fare in fretta avrebbero messo quindi entrambe le spoglie nello stesso certo per poi portarla venete dove i due corpi sarebbero stati insieme collocati naturalmente tutto questo deve essere dimostrato però ci sono due indizi diciamo così due piccole prove che potrebbero in qualche misura far pensare Che forse non si tratti così di una fantasia troppo spinta da parte di questo studioso il quale peraltro presentato la propria relazione all'università di padova quindi insomma con tutti i crismi della scientificità ora il rilievo che vedete è un rilievo duecentesco che si trova lungo la facciata nord il
lato nord della basilica rappresenta il volo di alessandro secondo la tradizione secondo questa leggenda alessandro magno per Farsi portare in cielo da due grifoni che si rifiutavano di compiere questo gesto li avrebbe sollecitati al volo presentando loro due spieghi di carne che venivano come vedete tenuti distanti in modo che i grifoni nel tentativo di raggiungerli potessero portare in alto alessandro ora la presenza di questo rilievo non significa realtà ha fatto che alessandro magno dovesse essere ricordato come presente in basilica infatti si tratta di un rilievo molto Presente nella tradizione delle basiliche romaniche perché da un
lato insomma è un rilievo difficile è un episodio difficile da interpretare ma probabilmente fa riferimento alla supponenza alla all'orgoglio di sé come motivo di peccato insomma l'altro indizio invece questo può più pertinente riguarda una pietra che è stata rinvenuta nel corso del restauro ottocentesco della cripta della basilica di san marco Sostituita e portata oggi sta nel nel chiostro del convento di sant apollonia che è sede del museo diocesano veneziano proprio alle spalle della basilica ora su questa pietra è disegnato uno stemma uno scudo vedete una nota è uno schema che è esattamente quello che veniva
utilizzato da filippo il macedone e dalla sua stirpe quindi è un simbolo direttamente riconducibile ad alessandro magno l'ipotesi che lo studioso fa è che questa pietra sia stata trasportata dai Veneziani insieme ai resti di alessandro è che si sia voluta ricordare la presenza delle spoglie di alessandro dentro la basilica appunto collocando questa pietra in origine all'interno della cripta molto vicino alla sepoltura di san marco e a questo punto secondo il nostro studioso william ciak anche di alessandro magno insomma questa cosa c'è un po portato fuori fuori seminato Torniamo quindi alla nostra basilica e alle intenzioni
di carattere politico no che dicevamo essere comunque presenti nella decorazione della nostra della nostra basilica questa è la cappella dedicata a sant isidoro che è una delle cappelle che si aprono all'interno della basilica sant'isidoro è uno dei protettori della chiesa e quindi anche i mosaici con le storie del santo più tardi vedete molto più tardi questi sono addirittura gli originali di Questi mosaici risalgono xiv secolo ma sono stati rifatti in epoca moderna sul modello di quelli antichi comunque anche il racconto delle storie di questo santo ha in fondo lo scopo di celebrare la città vedete
come messo in evidenza la nave a nave 3 trasporto il porto e così via a un po dappertutto nella chiesa ci sono santi santi isolati collocati sotto gli archi volti negli spazi delle pareti lasciate libere dalla narrazione bene Questi santi come il san cesareo che vedete nel sottarco della galleria sud sono santi che fanno riferimento alla vita della città sono santi che fanno riferimento alla chiesa locale protettore delle parrocchie delle scuole cioè delle corporazioni delle università lista dell'universalità eccetera in un certo senso quindi anche le componenti economiche e sociali della città vengono rappresentate all'interno della
basilica attraverso il loro i loro Santi protettori quindi come dire la basilica del doge in sé contiene tutti gli elementi di riferimento salienti anche sociali ed economici della vita della città quindi ecco su tutti significati politici di proiezione civile e sociale della città si stende naturalmente la grande epopea sacra con le storie di gesù restare di maria le storie dei santi con anche escursioni significative nell'antico testamento Penso in particolare alle storie di giuseppe che hanno largo spazio all'interno della basilica storie che veterotestamentarie naturalmente che fanno riferimento ad episodi potevano proporre una lettura cristologica nelle figurazioni
su tutte le pareti della basilica sono così affascinanti racconta e così vivace che davvero lo sguardo di noi osservatori ha costantemente catturato e naturalmente non è possibile restare ore all'interno della basilica Questo non è consentito anzi oggi purtroppo i tempi di visita sono contingentati ma quello che è certo che l'impressione che il visitatore nei tra il visitatore attento può trarre da questa fantasmagoria di immagini è che un po tutta la storia sacra converga verso questo evento straordinario della arrivo di san marco a venezia insomma l'ho già detto come un po se tutta la storia sacra
concorresse celebrare venezia O meglio concorrenza celebrare il santo e quindi attraverso il santo venezia quindi potremmo dire banalizzando insomma forse non discostandoci troppo dal vero che le storie sacre narrate sulle pareti della basilica costituiscono un esaltazione di venezia e vi ricordo l'associazione chiesa uguale venezia virgin uguale venezia e così via questa immagine molto parziale insomma mi sembra che però ci consenta di Cogliere il senso davvero particolarmente affascinante della luminosità adorata di questi di questi mosaici pur così diversi formalmente tra loro ecco queste sono è un episodio delle storie di san giuseppe a questi episodi come
dicevamo della vicenda di giuseppe veterotestamentarie dato molto spazio in basilica nella zona presbiteriale perché è giuseppe punto è considerata figura di Prefigurazione cristologica e quindi anche questo episodio che racconta giuseppe che raccogli come funzionario del faraone raccoglie grano per la carestia è particolarmente e valorizzata vorrei osservare con voi come la grande naturalezza e della rappresentazione dei gesti dei movimenti la struttura plastica delle figure rinvia una cultura classica di gusto ravennate ma proprio lì accanto insomma proprio a pochi metri di reti distanza davanti al presbiterio Le storie della passione sono rappresentate secondo questo modello che ha
un modello invece tipicamente bizantino potremmo essere a monreale no nella cappella palatina qui viene narrato vengono narrate successore gli episodi legati alla orazione nell'orto degli ulivi si tratta di un mosaico del xiii secolo ed è considerato uno dei grandi capolavori della della basilica sono tre i maestri impegnati probabilmente Contemporaneamente sullo stesso come si dice non mi viene la parola sulla stessa impalcatura sullo stesso livello dell'impalcatura a realizzare è la scena a ciascuno di loro è attribuita naturalmente una delle tre porzioni dominanti del della narrazione e se voi lo osservate la figura del cristo è sì
simile ma non identica nelle tre nella successione delle tre immagini quindi c'è sicuramente dire un proto o un capo del cantiere dei mosaici che regola la Struttura e l'organizzazione del lavoro dei mosaicisti per cui per esempio le figure del cristo pur eseguite da autori diversi hanno la stessa dimensione gli stessi colori in modo che siano riconoscibili e non ci possa essere confusione però ognuno di questi artisti poi declina secondo la propria sensibilità l'immagine del maestro vi faccio osservare anche il paesaggio roccioso nel quale spuntano fiori alberi Di straordinaria bellezza tutti o quasi tutti dal significato
simbolico una palma sapete l'immagine del cristo all'albero con tre rami ad indicare l'albero della vita l'albero della croce così via interessante anche l'indifferenza degli apostoli rappresentata sulla sinistra con questi a posto che dormono usciamo un attimo all'esterno della nostra basilica per poter avere una Visione complessiva delle cupole che caratterizzano sia all'esterno sia naturalmente all'interno dell'edificio come dicevamo le cupole sono state rialzate i bulbi pop i globi delle cupole sono stati rialzati nel corso probabilmente del xiii secolo all'interno invece la decorazione delle cupole risale al momento proprio della prima esecuzione del ciclo abusivo quindi la prima
metà del xii secolo però mi serve questa immagine esterna Farvi osservare come sono distribuite le cupole tv abbiamo tre cupole la principale delle quali è quella al centro lungo l'asse longitudinale delle chiese e due cupole minori a destra e sinistra di quest asse longitudinale purtroppo all'interno è quasi impossibile avere un'immagine che comprenda in modo unitario tutte le cupole addirittura è difficile avere anche la successione riconoscibile delle tre cupole principali questa mi sembra Un'immagine che più di tutto più di tutte ci restituisca la percezione delle tre cupole in successione lungo l'asse longitudinale principale del delle tre
decorazioni ma vediamole un po meglio nelle loro caratteristiche uniche vediamo come sono organizzate anche i cicli temi dottrinali in queste cupone naturalmente la prima ad essere realizzate quella dal significato più remoto e più profondo è quella che sta sopra la zona Presbiteriale la cosiddetta cupola dell'emmanuele non preoccupatevi poi vele mostro singolarmente anche da vicino insomma faremo le analisi più condotta però insomma importante osservare così questa organizzazione delle immagini perché comprendiamo meglio il significato dottrinale anche di questa successione iconografica quindi prima cupola rappresenta l'emanuele al centro abbiamo il cristo pantocrator e intorno a lui La vergine
e i profeti che nell'antico testamento ne hanno profetizzato la venuta sulla terra accanto alla vergine davide e san giovanni battista la seconda cupola la principale la più importante quella che come dire raccoglie in sé tutto il significato dogmatico e dottrinale profondo e la cupola dell'ascensione in essa vediamo al centro il cristo giudice sorretto dalle schiere angeliche e intorno a lui la vergine naturalmente e gli apostoli Alternate libro di angeli che saranno chiamati a diffondere il credo del cristo le parole del cristo nel mondo quindi è la rappresentazione della come dire della chiesa terrena del cristo
alla quale gesù nel momento della sua salita in cielo delega la continuazione della sua predicazione la diffusione della sua predicazione e infine l'ultima cupola è la cultura della pentecoste quella tra si trova più vicina alla porta e segna il momento definitivo in Cui dal trono e poi vedremo meglio nel dettaglio delle t masia si dipartono le fiamme che raggiungono la vergine e gli apostoli quali andranno nel mondo a diffondere il verbo nella cupoletta del braccio sinistro e rappresenta o meglio la cupola del braccio sinistro è dedicata a san giovanni battista e quella di destra invece
è dedicata a san leonardo come forse avete potuto notare le nostre cupole hanno una struttura molto Irregolare non sono quelli non insistono su una struttura circolare perfetta e questo indica l'antichità della loro costruzione e anche le difficoltà di erezione e di cupole che sono impostate direttamente sopra le vele che le collegano ai pilastri di sostegno questo ad indicare come le maestranze che potremmo definire romaniche che costruiscono questo edificio davvero operano secondo criteri che sono più Dire artigianali che di vero processo scientifico nella costruzione dell'edificio ma passiamo quindi ad un osservazione più nel dettaglio delle singole
cupole in particolare delle tre cupole principali quindi questa come dicevamo è la prima la cupola dell'emmanuele o dei profeti risale la prima metà del xii secolo ma insomma è stato calcolato che nel con complessivamente non non ci devono essere voluti più di una Quarantina d'anni per realizzare le decorazioni musive delle tre cupole quindi alla metà del 1100 le tre cupole erano già decorate nella cupola dei profeti inizia quindi il percorso della storia di salvezza che viene poi a dispiegarsi lungo tutta la decorazione della basilica e nelle tre cupole centrali in particolare infatti in essa viene
celebrato l'annuncio del messia da parte dei profeti che intorno alla vergine mostrano i testi delle loro Profezie nel catino absidale subito sotto che io non vi ho amati mostrato adesso capirete perché sta un grande cristo pantocratore signore dell'universo quello che noi vediamo oggi è un rifacimento del 1506 quindi da parte di un mosaicista rinascimentale dell'immagine originaria di tipo bizantino che noi però non conosciamo e non sappiamo come fosse il pantocratore in questo catino absidale quindi è Collegato al pantocratore che è collocato al centro della al centro della cupola nella cupola il cristo appare tra miriade
di stelle con il rotolo della legge tra le mani e intorno a lui la vergine i profeti si [Musica] costituiscono una sorta di grande corona la vergine a un meraviglioso una meravigliosa veste orientale vedete ed è presentata nella forma dell'orante quindi è che dire In attesa che il verbo scenda scenda su di lei i profeti reggono un cartiglio che alludono a quella parte delle loro profezie che vengono lette come allusioni all'incarnazione alla risurrezione di cristo il giudizio finale un atteggiamento centrale o orante e sta isaia che indica di giovane al 100 della cupola che annuncia
famose parole ecco la vergine concepirà e partorirà un Figlio che sarà chiamato il manuele dio con noi ecco perché viene chiamata cupola dell'emmanuele e dall'altra parte io posso il primo sbagliato ho detto che la vergine stava tra david e san giovannino tra davide isaia quindi dall'altra parte davide capostipite della discendenza regale di israele indossa le vesti dell'imperatore bizantino e proclama la legalità del cristo naturalmente Il frutto delle sue viscere però sul mio trono dice davide ora alla base della cupola nei quattro pennacchi sta il tetra morfo cioè le quattro figure che tradizionalmente rappresentano gli evangelisti
ma come sappiamo in realtà la figura del poeta morfo è una figura molto antica una figura veterotestamentaria ezechiele prima isaia poi parlano di questa visione del tetra morfo come elemento che nel loro Caso individuale precede l'investitura profetica e che è comunque costantemente collegata alla teofania e alla apparizione divina e non è un caso che l'autore dell'apocalisse si rifaccia queste visioni profetiche quando nell'apocalisse descrive l'animale che tra morfo che celebra costantemente la gloria di dio quindi in questo caso il significato della presenza tra l'altro chiarita dalla scritta che li accompagna che dice Quanto fu detto del
cristo tramite oscura allusioni agli evangelisti è dato di rendere chiaro e per mezzo di loro dio stesso si rende noto l'umanità questa la scritta ecco il significato loro presenza è questa questa lode come dire [Musica] 33 precedente la nascita del cristo al verbo e quindi come dire rappresentano si gli evangelisti perché a partire poi da gerolamo in particolare la san Gerolamo in particolare le quattro il tetra morfo le quattro figure di animali vengono associate ai quattro evangelisti ma insomma più che alle figure degli evangelisti alludono alla gloria eterna del cristo e alla condizione del cristo
tra questa q si va a quella della ascensione appunto basta un grande arco ne è che corrisponde tra l'altro anche perfettamente a l'iconostasi sotto che è in successione logica e liturgica con la Cupola precedente infatti appare e qui viene rappresentato il ciclo cosiddetto della teofania cioè dei momenti in cui il cristo ha manifestato se stesso come dio infatti potete osservare che da sinistra verso destra si alternano in successione le scene che raffigurano l'adorazione dei magi la presentazione al tempio il battesimo di gesù e la sua trasfigurazione questi mosaici come vedete sono molto lontani dalla sensibilità
bizantina medievale e i Fatti sono stati realizzati su disegno di jacopo tintoretto nella seconda metà del 1500 la rappresentazione del battesimo del cristo ha caratteristiche molto molto diverse da quelle di altri battesimi che vengono rappresentati in epoca medievale all'interno della basilica vi mostro per esempio il più famoso quello presente all'interno della basilica che vedete a caratteristiche e moduli che sono tipici della tradizione bizantina Come indietro eccoci la cupola dell'ascensione ha una forza la forte struttura come dire di centripeta cioè sembra che tutte le immagini convergano verso la figura centrale del cristo e così deve essere
nella narrazione della scena dell'ascensione con tutto significato dottrinale che questo comporta cioè tutto tende tutto l'universo terreno tende verso il cristo la pentecoste invece la forza apposta C'è dal centro la forza va verso l'esterno perché questa è l'immagine che si deve suggerire c'è il come dal cuore della fede e dal cristo meglio dal trono che ne rivela la sua natura e ne auspica il ritorno la forza dello spirito venga sugli apostoli sulla vergine e da lì poi si riparta su tutto il mondo trovo che sia soluzioni compositive davvero molto interessanti ve lo dico io tra
l'altro da non credente come sapete insomma ma Trovo che da un punto di vista così della diffusione del pensiero dello spirito del cristianesimo gli interpreti di questo tema siano stati particolarmente efficaci percorso lungo la struttura longitudinale della chiesa che anche un percorso di educazione di formazione cristiana con l'ultimo arcone quello più vicino alla porta d'ingresso nel quale vedete compare il cristo assunto in cielo nel momento del giudizio finale Con la vergine e san giovanni al suo fianco e le schiere di beati intorno a lui proprio sopra l'arco d'ingresso sta invece la rappresentazione dell'apocalisse di giovanni
torniamo un attimo a qualche immagine così dalle scene della della decorazione musiva tra loro molto diversa e questa interessante per la originalità era la rarità in occidente del tema è la rappresentazione della nastasi sono ormai la conoscete rappresenta il Momento in cui il cristo dopo la sua morte scende negli inferi per trarne i patriarchi e i profeti e qui vedete il cristo che afferra la mano di adamo per tirarlo fuori dagli inferi insieme ad eva l l'ultima notazione di tipo formale e anche come dire di riflessione su possibili fonti di ispirazione riguarda la scena della
ingresso del cristo in gerusalemme nella domenica delle palme un episodio molto noto sono che abbiamo Visto rappresentato in soluzioni compositive fra loro abbastanza simili questo però ha delle caratteristiche che la rendono un po unica mi riferisco in particolare ai panni vedete stesi sotto le zampe dell'asina ai fanciulli festanti davanti al cristo e anche quelli che si arrampicano sugli alberi per vederlo sono elementi iconografici molto originali ora da dove viene questo modello Compositivo che poi non avrà altrettanta ricadute insomma in altre analoghe successive rappresentazioni ma in realtà non sappiamo da dove venga però abbiamo una possibile
così chiave di interpretazione perché una zona molto remota molto lontana da venezia per niente tra l'altro come dire in relazione con venezia se non per il fatto che si trattava di una zona in quel momento tornata sotto il controllo bizantino e mi riferisco alla calabria Appunto bizantina in calabria viene conservato da tempo immemorabile probabilmente proprio dalla da questa età un codice preziosissimo il codex purpureus che ancora oggi possiamo ammirare nel museo diocesano di rossano calabro il codice detto portur e os x che come vedete la pergamena è stata colorata con la porpora che era il
colore imperiale e questo ci fa pensare che si tratti di un codice realizzato o a costantinopoli o antiochia da Maestranze i miniatori molto colte molto raffinate per una commissione davvero importante probabilmente una commissione imperiale bene nei fogli 188 conservati del codice sono riportate molte miniature e una di queste è dedicata appunto all'ingresso di gesù a gerusalemme vera mostro un pochino più grande e come potete vedere ci sono dei particolari iconografici e sono gli stessi che troviamo nel mosaico di san marco Abbiamo i panni gettati sotto i piedi dell'asina abbiamo i bambini che sono un elemento
iconografico davvero del tutto inconsueto che celebrano il cristo abbiamo anche le figure che si arrampicano sugli alberi per poter osservare l'ingresso del cristo ora che cosa voglio dire con questo confronto non certo che mosaicisti di venezia hanno visto il codex purpureus questo è ovviamente impossibile quello che invece ipotizzo è che ci Fosse una matrice comune cioè che non ha basilica purtroppo perduta importante a costantinopoli probabilmente oppure una zona importante della siria fosse stata rappresentata un'analoga scena dell ingresso di gesù a gerusalemme con i particolari iconografici che abbiamo osservato e quindi diventano un'occasione di riflessione e
di meditazione da una parte per i decoratori del codex purpureus e dall'altra per i mosaicisti Di di venezia vediamo con le ultimissime immagini e vedete altra interessante originale raffigurazione questa è una annunciazione davvero inconsueta dal punto di vista iconografico anche se è quello di maria che vi riceve l'annuncio dell'angelo vicino ad un pozzo in realtà molto presente nella tradizione occidentale medievale ma certo per noi oggi se non ci fosse quella scritta matter feo sopra la testa della vergine Sarebbe molto difficile interpretare questo soggetto perché potremmo pensare piuttosto ad una samaritana al pozzo per esempio ora
un'altra occasione di interessante osservazione riguarda la crocifissione che è collocata nell'arco né con le storie del cristo una crocifissione decisamente non bizantina nella sua struttura guardate i personaggi dei carnefici davvero molto comunicativi pur nella loro impaccio costruttivo bene il Modello di riferimento più evidente mi sembra essere quello della pittura delle grandi croci toscane della metà del 1200 in particolare mi sembra forte l'influenza della pittura di giunta pisano su questo crocifisso senza dimenticare che il rinnovamento delle grandi croci lignee scontornate toscane fosse comunque un riferimento bizantino perché aggiunta pisano e gli altri che dopo di lui
declineranno il tema del cristo pazienza si rifacevano a Un ellenismo paleologo che recuperava una tradizione molto colta classica in ambito orientali quindi ecco perché potrebbe essere arrivato a venezia questo modello di un cristo molto terreno con la struttura fisica costruita sia ancora in modo molto grafico ma è evidente inflitto pazzia su un cristo terreno bene abbiamo concluso il nostro percorso a venezia adesso molto velocemente ci occupiamo di torcello e della basilica Di santa maria assunta a torcello torcello e stato come sapete è uno dei primi luoghi di rifugio da parte delle popolazioni della terraferma che
tra sesto e settimo secolo hanno progressivamente abbandonato i luoghi di vita e di attività in terraferma sotto la spinta e dopo l'arrivo delle popolazioni barbariche in particolare e dei longobardi quali arrivano e si stanziano stabilmente sul territorio italiano Gli abitanti di altino con il loro vescovo e gli altri abitanti della terraferma l'intorno scelgono di trasferire di trasferire la propria vita sulle isole della laguna torcello e una delle isole più vicine alla terra ferma e quindi viene scelta per prima per la collocazione del nuovo abitato ora a noi può sembrare una scelta davvero bizzarra questa di
andare a rifugiarsi su isole che non avevano per esempio acqua dolce che avevano Condizioni molto instabili anche di di vita ma dobbiamo immaginare che in realtà le isole della laguna pur mai veramente abitate in epoca antica in epoca romana siano state frequentamente luogo di rifugio delle popolazioni della terra ferma quando le scorrerie barbariche travolgevano i loro territori quindi qualche misura insomma gli abitanti della terra ferma già si erano si erano messi alla prova con la vita su Queste su queste isole torcello diventa il primo emporium della laguna di venezia il primo centro importante anche il
primo centro con un contatto significativo e costante con bisanzio che vi ricordo attraverso ravenna dominava da un punto di vista giuridico questi terreni all'epoca della prima frequentazione della laguna quindi torcello viene abitata e costruita edificata quando ancora non esiste venezia venezia vera fondata qualche Secolo dopo oggi noi vediamo torcello così gli abitanti di torcello delle isole per meglio dire che costituiscono torcello che sono diverse e non sono più di una quindicina oggi l'isola isole sono caratterizzate da poche abitazioni ed è come vedete da coltivazioni da orti e così via non così era all'epoca in cui
il centro episcopale di torcello con la basilica di santa maria assunta costituivano un Luogo di riferimento spirituale molto importante dell'anno sede vescovile infatti torcello aveva migliaia di abitanti e tutte le sere hanno completamente coperte di abitazione un po come succede oggi per chi visita veneziana vede venezia che cosa è successo beh è successo che [Musica] con il passare dei secoli e con il libero accesso in laguna delle acque delle foci del piave del sile più giù Dell'adige e del brenta la laguna progressivamente si stava venendo ad impaludare cioè stava facendo quello che la natura di
solito fa in questi ambienti nell'agone diventano paludi perché le acque dei fiumi portano detriti e portano sabbia e terra quindi le paludi nell'agone sim paludano e poi diventano terraferma questo non è successo a venezia perché a partire dal 1400 i veneziani hanno fatto in modo che il processo di impaludamento Di interramento progressivo della laguna si fermasse e hanno ottenuto che il fenomeno si si fermasse buttando fuori fisicamente dalla laguna le foci dei fiumi più importanti per cui il piave la foce del piave è stata spostata più a destra si è spostato un ramo del po
e in modo che l'adige potesse utilizzare quello come letto per il proprio percorso verso il mare è letto della dice è stato utilizzato per il brand ha portato fuori dalla paura insomma se è Bloccato il fenomeno della impaludamento ma non sufficientemente in fretta per torcello infatti già a partire dal 1300 gli abitanti inter cielo progressivamente abbandonano le isole perché purtroppo questa zona era infestata dalla malaria le ultime ad andarsene saranno del 1400 delle monache che ostinatamente cercano di restare lì fino alla fine vengono letteralmente portate via di forza dall'isola e trasferite a venezia ma già
Da tempo torcello aveva ceduto lo scettro dei pori un principale prima a malamocco e poi a rio alto venezia le case sono sparite questo non è avvenuto per un fenomeno naturale naturalmente ma molto più semplicemente torcello e le case abbandonate dei suoi abitanti sono diventate delle case per gli abitanti di venezia che dovevano costruire una nuova città e quindi pietra su pietra pezzo su pezzo utilizzando chiatte imbarcazioni le Pietre di torcello sono diventate le pietre di venezia l'unico complesso ad essere preservato da questi furti unico complesso è stato quello della basilica di santa maria assunta
e il complesso episcopale nel suo complesso per ovvi motivi devozionali è stata sede vescovile fino al 1800 eccola qui la basilica di santa maria assunta se la basilica che ha avuto peraltro vicende costruttive complesse articolate Un po come quelle di san marco anche sera dalla fondazione di questa basilica più antica rispetto a quello di san marco comunque dice remo se la basilica si è conservata integra non così per il battistero di san giovanni che era addossato alla facciata della chiesa del quale come vedete restano pochi resti si trattava di una struttura ottagonale con una vasca
centrale che è andata distrutta non sappiamo per quale motivo Fosse un incendio fosse un terremoto ne ha causato la distruzione quindi anche le pietre che costituivano l'assetto murario di quest'edificio sono state trafugate la basile fa dicevamo è stata realizzata in epoca molto antica nella prima metà del vii secolo abbiamo anche l'anno esatto il 639 perché è una lapide rinvenuta all'interno della basilica collocata all'interno basilica attuale racconta esattamente la storia della sua fondazione quindi nel 639 su Ordine delle sarca dina verna di ravenna is a ciò si dà inizio alla costruzione della basilica per dare una
nuova sede alla cattedra episcopale di altina di altino infatti insomma proprio l'anno precedente se non rifugiati qui i profughi della città della terraferma dopo l'invasione e dei longobardi il vescovo aveva trasportato con sé il tesoro e le reliquie di tutta la diocesi quindi il nuovo centro urbano sulle Isole divenne è diventato in breve come come vi dicevo uno dei più ricchi e dei più prosperi mercati e emporio dell'antico ducato di venezia la cattedrale quindi necessita di ampliamenti nel corso del tempo viene quindi ampliata una prima volta nell'ottocento 26 e infine nel 1800 la chiesa viene
rifatta ad opera del figlio del doge orseolo horse orseolo si chiamava il vescovo figlio del doge che ha voluto questa chiesa A noi fa impressione oggi sentire figlio vescovo figlio del doge ma orseolo aveva tipo 13 anni quando dà inizio alla ricostruzione della basilica quindi dobbiamo immaginare che dietro ci fosse il padre pietro ii secolo che attraverso la ricostruzione della basilica naturalmente dà lustro alla cattedra episcopale del figlio e quindi e più in generale alla famiglia l'attuale basilica corrisponde a questa ricostruzione del 1800 1008 osservando la facciata della basilica è piuttosto evidente il fatto che
la basilica è stata sopraelevata vedete c'è proprio un netto cambiamento murario questa sopraelevazione è da ricollegare appunto alla ricostruzione dell'undicesimo secolo la il portico che sta davanti è un'arte c'e esterno la basilica era quello che collegava la chiesa di santa maria assunta basilicale con una chiesa adiacente che tuttora esiste la chiesa Di santa posto che però io oggi non vi mostro perché ha una chiesa molto bella nella semplice chiesa romanica a pianta centrale un martirio senza decorazione insomma isola un po dalla nostro riferimento però volevo farvi notare che succede per la chiesa di torcello quello
che era già successo alla vena cioè che la grande basilica a un'arte c'e all'esterno c'è un grande porticato all'estremità del quale da un lato o da entrambi in questo caso da un lato solo Viene collega collocata una cappella in funzione di martirio cioè di luogo di sepoltura di un marker e quindi il modello ravennate si replica si propone anche a torcello anche se noi oggi magari facciamo più fatica a riconoscerlo vediamo un po come all'interno della nostra basilica vedete un edificio a pianta basilicale di tradizione occidentale con una zona però del santuario cioè presbiteriale invece
Ancora di impostazione bizantina con i due pasto fori a destra sinistra della dell'abside principale la chiesa è caratterizzata dalla presenza di queste catene cioè di queste travi lignee che risalgono alla ricostruzione dell'epoca di horse orseolo quindi all'undicesimo secolo e sono l'evidente consapevolezza da parte dei costruttori veneziani del fatto che le fondazioni di questi edifici lagunari possono presentare dei problemi nel corso del tempo quindi le Catene servono proprio a tenere compatta unita insieme la chiesa in modo che l'edificio si muova tutto insieme sia nel caso di appunto cedimenti del terreno sottostante sia in caso peraltro strettamente
in questa zona di terremoti e come vedete l'edificio ha saputo reggere egregiamente allo sforzo del tempo e ai problemi del tempo la parte per noi più significativa è rappresentata dal catino absidale dove nel corso del dodicesimo secolo viene Collocata questa meravigliosa o di vittoria finalmente vediamo un catino absidale collocata la figura che tradizionalmente bisanzio voleva che venisse collocata in questo punto e cioè la vergine perché la vergine sia del xii secolo quando la chiesa risale ad oltre un secolo e mezzo prima non è dato saperlo probabilmente c'è stato un crollo della zona absidale forse dovuto
a un terremoto e quindi è stato necessario sostituire la Decorazione musiva con quella che vedete è sicuramente le maestranze che hanno lavorato a questa immagine a quella degli apostoli che occupano la fascia sottostante lo dell'itria sono di provenienza marciana cioè si tratta sicuramente di maestranze che stavano lavorando contemporaneamente anche all'interno della basilica di san marco e questo non ci meraviglia data data la famiglia del committente era la famiglia del doge adesso vi mostro più da vicino Eccolo di griglia così potete cogliere meglio la straordinaria e raffinatissima eleganza nella definizione del manto delle frange vedete della
veste splendida del bambino con queste lumeggiature dorate per sottolinearne la le pieghe quindi la dimensione plastica la vergine anche le stelle tre stelle siriane sulle spalle una nascosta naturalmente dal bambino ad indicare le tre condizioni di verginità permanente della madre ed è uno dei d'itria Perché come vedete con la mano destra indica il bambino cioè colui o colei che indica la strada con i fatti allude la definizione di o d itria in che in greco le due absidi oli laterali o meglio i catini absidali dei due pasto fori laterali delle due cappelle laterali alla sede
principale erano entrambe decorate a mosaico purtroppo l'amsi viola di sinistra perduto completamente la decorazione musiva mentre sopravvive Fortunatamente la decorazione della psi viola di destra con l'immagine del cristo benedicente pantocratore e accanto a lui i due arcangeli michele gabriele vestite con la logica cioè la corazza tradizionale così come modelli bizantini e prima ancora ravennati ci avevano insegnato a vedere ravenna se qui il richiamo è esplicitamente alla tradizione bizantina non così per la crociera ci sta davanti alla al catino absidale con il Pantocratore o meglio alla decorazione musiva della crociera che vi ho già mostrato qui
vedete un dettaglio che avendo al centro l'immagine dell'agnello mistico replica e riprende un modello ravennate molto molto noto il nostro percorso con il famoso clamoroso per dimensioni mosaico del giudizio universale che si trova come è ovvio che sia in controfacciata molto spesso in epoca medievale la controfacciata era destinata proprio ad Accogliere questa figurazione perché quella che il devoto era destinato ad osservare per ultima mentre usciva dalla chiesa e quindi anche quella destinata un po a motivare la sua buona condotta nell'attesa del giudizio finale purtroppo il grande mosaico ha subito gravi danni nel corso del tempo
ed è stato ampiamente rifatto in alcune porzioni che adesso vi vi segnalo comunque si tratta di una straordinario ciclo decorativo che possiamo ascrivere Di nuovo alle maestranze operanti in san marco vediamo un po partendo dall'alto quali sono le scansioni narrative che vengono proposte le reti non c'è nessun rispetto delle proporzioni nelle raffigurazioni e le scene vengono rappresentate secondo criteri di direi gerarchia prospettica per cui le figure in più importanti più grandi quelli meno importanti più piccole anche se questo contraddice la nostra così la nostra sensibilità visiva In alto abbiamo la crocifissione alla quale ha accolto
la crocifissione di san marco è un accostamento un po arbitrario nel senso che la crocifissione di torcello purtroppo è stata tutta rifatta nel restauro ottocentesco e quindi non sappiamo se quella precedente fosse ispirata ad una null all'analoga crocifissione di san marco però possiamo possiamo presumere subito sotto alla crocifissione sta la scena dell'anas thusis che abbiamo già Osservato replica la scena dell'anas thusis quella di san marco per ovvi motivi direi i due arcangeli loricati a destra e sinistra sono un rifacimento moderno mentre la scena centrale è largamente originale tralascio la porzione con il cristo con la
desisti maria e di giovanni con le schiere degli apostoli dei santi perché insomma molto note passerei invece al trono delle t masia che sta subito sotto alla figura del cristo in della mandorla Non mi dilungo le dettagli descrittivi del trono perché ormai nelle nostre elezioni abbiamo osservati spesso vi faccio osservare però come in questo caso davanti al trono delle t masia vengono collocate due figure una maschile e una femminile che altri non sono che adamo ed eva ricollocate rappresentare tutta l'umanità che invoca il ritorno del cristo sulla terra infine nella parte bassa accanto alla lunetta
con la vergine o meglio sopra la Lunetta con la vergine orante abbiamo l'immagine dell'angelo psicopompo cioè dell'angelo che pesa le anime e che contende le anime ai diavoli infernali e infine la rappresentazione a sinistra dei beati dei santi abbiamo la scena di abramo che tiene in braccio il cristo e poi hanno di nuovo la vergine e rubini serafini san giovanni battista e così via insomma non sto a dilungarmi santi martiri sante e così via Dalla parte opposta molto più interessante molto più divertente invece la rappresentazione dell'inferno come sempre che sia perché all'inferno e piu interessante
anche se molto più spaventoso vedete che i peccati vengono peccatori vengono puniti con pene che in qualche modo corrispondono a quelle del contrappasso dantesco insomma anche se tra dante di questi mosaici in realtà non c'è nessuna relazione i mosaici sono precedenti la Stesura della divina commedia e in ogni caso somma altamente improbabile che dante gli abbia visti piuttosto è interessante il fatto che sia i mosaicisti di torcello sia dante facevano riferimento ad un comune sentire ad un comune immaginario con le ultime nostre osservazioni e non posso esimermi dal far lo riguardano invece la chiesa di
santa maria e donato a morano una meravigliosa chiesa dell'undicesimo secolo vedete l'abside Di tradizione per certi versi romani fa ma con quegli archi rialzati insomma di gusto orientale che ci parlano di una civiltà quella veneziana che davvero davvero traeva ispirazione da culture e da popoli tra loro diversi ecco andiamo a murano della chiesa cattedrale di murano st una bellissima vergine del catino absidale di qualche anno successiva a quella di torcello di pochissimo successiva anch'essa risale alla seconda metà del Xii secolo vedete realizzata con grande semplicità ma anche con grande forza allusiva con quel piedistallo vagamente
prospettico che serve a dare fisicità noe concretezza una figura altamente altrimenti altamente iconica e trasferita su un piano puramente e metafisico per i pavimenti della chiesa di murano purtroppo non sono riuscito a trovare un'immagine unitaria di questi mosaici pavimentali per realizzare le tessere Dei quali sono stati sicuramente saccheggiate le spoglie antiche della terraferma mi piace mostrarvelo perché li troviamo alcuni degli elementi iconografici che nel tempo ma in qualche misura abbiamo identificato e ci riporta in un contesto di decorazione come abbiamo visto a san marco straordinariamente ricca articolata e realizzata da maestranze diverse ringrazio molto per
la vostra attenzione Se volete seguire i miei corsi e mie ulteriori lezioni invito a contattarmi attraverso l'indirizzo mail che vedete oppure a consultare il mio sito www.visitjordan.com e troverete dettagliate indicazioni su come contattarmi su come poter seguire le mie nuove proposte arrivederci a tutti e grazie per l'attenzione