[Musica] 300 miglia e più dal chimborato un centinaio dalle nevi del kotopaxi tra le più selvagge e solitudini delle Ande ecuadoriane giace separata dal mondo degli uomini quella misteriosa Vallata Montana Il paese dei ciechi molto tempo fa la Valle era aperta al mondo quel tanto da permettere a chi attraversava gole spaventevoli e valicava un gelido passo di giungere al Fine ai suoi Prati tranquilli e qualcuno arrivava qualche famiglia peruviana di Sangue misto In fuga dalle Voglie e dalla tirannia di un malvagio signore spagnolo poi venne l'eruzione prodigiosa del mindo bamba Quando akito fu notte per
17 giorni e agli agguati l'acqua ribolliva e fino a Guayaquil c'erano a galla pesci morti e morenti nelle pendici lungo il Pacifico Dappertutto ci furono frane rapidi disgeli e inondazioni improvvise e tutto un fianco Dell'antica giocaia araucana smottò con un boato e precluse per sempre il paese dei ciechi all'esplorazione degli uomini accade però che uno dei suoi abitanti si trovasse al di qua delle gole in quel tremendo sconvolgimento e degli dovette di necessità dimenticare la moglie e il figlioletto e tutti gli amici e i beni lasciati lassù e ricominciare la vita daccapo nel mondo più
in basso la ricominciò ma malamente la cecità lo colse e morì di tribolazioni nelle Miniere tuttavia le cose da lui raccontate generarono una leggenda che sussiste ancora oggi in tutta la cordigliera delle Ande spiegò Costui la ragione per cui si era arrischiato a tornare da quell'asilo nel quale era stato portato bambino ha vinto a un lama insieme a una balla di attrezzi la valle disse aveva tutto ciò che un cuore umano può desiderare acqua dolce Pascoli Climaco costante declivi di fertile suolo Bruno con macchie di Arbusti che davano un frutto eccellente E su un lato
grandi Boschi scoscesi di pini che trattenevano le valanghe molto in alto su tre lati vaste pareti di roccia grigio verde erano sormontate da scogliere di ghiaccio Ma l'acqua sgorgante dal ghiacciaio non arrivava a loro bensì fluiva lontano su altre pendici e solo di tanto in tanto enormi masse di ghiaccio cadevano dalla parte della Valle nella valle non pioveva e non nevicava Ma a sorgenti copiose fornivano ricchi Pascoli verdi che l'irrigazione diffondeva ovunque gli abitanti prosperavano e prosperava e si moltiplicava il bestiame soltanto una cosa guastava la loro felicità ma era tale da guastarla gravemente uno
strano morbo aveva preso ad affliggerli che rendeva ciechi tutti i neonati e anche parecchi dei più grandicelli era per cercare un talismano o un Antidoto contro questa piaga della cecità che con fatica stento e pericolo egli aveva ridisceso la gola a quel tempo in simili congiunture gli uomini non pensavano a germi o infezioni bensì a peccati e parve a quest' che la causa della flessione dovesse essere che gli immigrati Giunti senza sacerdoti nella valle avevano trascurato di erigere subito un tempio egli voleva che nella valle si costruisse un tempio un bel tempio Efficace di non
troppa spesa volevare liquidi e cose di Fede altrettanto potenti oggetti Benedetti e medaglie e preghiere misteriose nella sacca aveva un lingotto d'argento nativo di cui non volle dar conto affermando con l'insistenza di un venditore inesperto che nella valle argento non ce n'era tutti disse avevano messo insieme i loro denari e ornamenti tesori di cui Lassù c'è la scarsa bisogno per procacciarsi un santo aiuto Contro il malanno io mi immagino questo giovane Montanaro debole d'occhi cotto dal sole scarno angosciato l'orlo del cappello stretto con dita febbrili un uomo al tutto ignaro degli usi del mondo giù
in basso raccontare prima del cataclisma questa storia qualche prete attento e Occhiuto bello figuro sulla via del ritorno munito di Pi e infallibili rimedi contro il morbo e mi figuro il suo infinito sgomento di fronte all'immane rovina Dov'era prima lo sbocco della gola ma Salvo la sua mala morte dopo parecchi anni il resto delle sue sfortunate vicende mi è Ignoto misero relitto sperduto di quel luogo remoto Il torrente che un tempo aveva creato la gola scaturisce adesso dalla bocca di una caverna rocciosa e la leggenda nata Dal povero racconto balbettato di quell'uomo si sviluppò nel
mito narrato tutt'oggi di un popolo di ciechi che abita su di là e nella piccola Popolazione della Valle ormai isolate e dimenticata il morbo continuò il suo corso e vecchi diventavano quasi ciechi e brancolavano i giovani vedevano appena confusamente e i neonati non vedevano affatto ma la vita era assai facile in quella conca urlata dalle nevi persa al mondo senza rovi né Spini senza insetti nocivi né altri animali se non la razza mite dei lama che gli immigrati avevano trascinato e spinto e seguito su per il Letto dei fiumi incassati nelle gole per le quali
erano venuti il senso della vista era scemato così gradualmente che quasi non ne avevano avvertita la perdita guidavano i giovinetti orbi qua e là per la valle Finché la conoscevano tutta la meraviglia e quando al fine la vista svanisce del tutto la popolazione sopravvisse Ebbero fino anche il tempo di adattarsi al controllo cieco del fuoco che Accendevano prudentemente in Forni di pietra erano da principio agente e semplice il letterata toccata appena dalla civiltà spagnola ma con una certa tradizione delle Arti dell'antico Perù e della sua perduta filosofia generazione seguì a generazione dimenticarono molte cose molte
nei dearono i loro ricordi del mondo più vasto da cui provenivano si tinsero di fiaba e di incertezza in ogni cosa Salvo la vista erano forti e abili È un giorno i casi della nascita e dell'ereditarietà suscitarono fra loro un uomo di intelletto originale che sapeva parlare e persuadere poi un altro il passaggio di questi due non fu senza effetto e la piccola comunità crebbe di numero e conoscenza e affrontava e risolveva agli insorgenti problemi economici e sociali generazione seguì a generazione seguì a generazione giunse è un tempo in cui 15 generazioni Separavano il neonato
dal lago che era uscito dalla Valle con un lingotto d'argento per cercare l'aiuto di Dio e non aveva mai fatto ritorno accadde allora che un uomo venne nella comunità dal mondo esterno e questa è la storia di quell'uomo [Musica] era un Montanaro della regione di Quito un uomo che era sceso fino al mare e aveva visto il mondo un lettore di libri in un suo modo originale un uomo Acuto e Intraprendente e fu assunto da una comitiva di inglesi giunti in Ecuador Per arrampicare in sostituzione di una delle loro tre guide svizzere caduta a malata
Scalò questa vetta e quella e poi ci fu il tentativo sul parascotopetl il matterhorn delle Ande che segnò la sua dipartita dal mondo esterno la storia dell'incidente è stata scritta una dozzina di volte la migliore è la versione di Pointer Pointer racconta come gli alpinisti per una via difficile quasi verticale giunsero ai piedi dell'ultima e più ardua parete come Costruirono un rifugio notturno tra la neve su una piccola cengia e racconta con un tocco di autentico talento drammatico come essi scoprirono un tratto che non era sparito gridarono e non ci fu risposta gridarono fischiarono e
per il rimanente di quella notte non dormirono più allo spuntare del giorno Videro i segni Della sua caduta non sembrava verosimile che egli avesse potuto emettere un suono era scivolato verso est sul versante sconosciuto della montagna era piombato giù in basso su un ripido pendio Nevoso e lo aveva solcato avvolto in una valanga le tracce giungevano fino all'orlo di un pauroso precipizio oltre il quale tutto era nascosto in fondo all'abisso caliginosi per la lontananza Videro gli alberi di una Valle angusta e racchiusa il perduto paese dei ciechi ma Essi non sapevano che era il perduto
paese dei ciechi né distinsero la valle in alcun modo da altre anguste strisce vallive di montagna demoralizzati dalla sciagura abbandonarono nel pomeriggio gli sforzi e prima di poter tentare di nuovo Pointer fu chiamato alle armi a tutt'oggi il parascotopetl innalza una vetta inviolata e il rifugio di Pointer Si disgrega in abitato fra le nevi e l'uomo caduto sopravvisse al termine del pendio precipitò per 300 metri e atterrò in un turbinio di neve su un pendio innevato ancora più ripido del precedente rotolo giù per esso stordito e insensibile ma senza rompersi un osso finché giunse a
più miti declivi e infine giacque immobile sepolto nel morbido delle bianche masse che lo avevano accompagnato e salvato Rinvenne immaginando vagamente di essere in letto malato poi con intelligenza di Montanaro si rese conto della sua condizione si scosse e preso fiato emerse dalla neve fino a vedere le stelle riposoò alquanto a pancia sotto chiedendosi dove fosse e cosa gli fosse accaduto sitastò le membra scoprì che vari bottoni mancavano e la giacca gli si era rovesciata sopra la testa Dalla tasca era sparito il coltello e il cappello era perduto sebbene l'avesse legato sotto il mento ricordo
di aver cercato delle pietre sciolte per il rifugio per tirar su il suo pezzo di muro la sua piccozza era scomparsa concluse che doveva esser caduto e alzò gli occhi a guardare il volo tremendo che aveva compiuto ingigantito dalla luce spettrale della Luna nascente giacque un poco contemplando inerte la Vasta parete pallida che si ergeva sopra di lui levantesi di momento in momento da un mare di oscurità in dileguo la sua bellezza misteriosa fantasmadica lo incanto Poi egli fu colto da un accesso di riso convulso Dopo un lungo intervallo di tempo vide che si trovava
vicino al limite inferiore della Neve sotto in fondo a un agevole pendio rischiarato dalla Luna scorse confusamente un tratto di terreno Erboso sparso di sassi se tirò su in piedi dolente in ogni membro e giuntura faticosamente si districò dal mucchio di neve smossa a circostante discese fino all'erba e la più che estendersi cadde accanto a un masso beve lunghi sorsi dalla borraccia custodita nella tasca interna e subito si addormentò [Musica] fu svegliato da un canto di uccelli Negli alberi a Valle seleziono a sedere e vide che era su una piccola Alpe ai piedi di un
vasto precipizio solcato dal canalone lungo il quale era ruzzolato lui e la sua neve dirimpetto un'altra parete di roccia si ergeva contro il cielo la gola Fra Questi precipizi andava a Est e a ovest ed era piena del Sole mattutino che illuminava a Occidente la massa franata del Monte da cui era sbarrata la gola in discesa Sotto di lui sembrava esserci un precipizio altrettanto ripido Ma dietro la neve del canalone egli trovò una sorta di fenditura a camino gocciolante di neve disciolta giù per la quale un uomo disperato poteva forse arrischiarsi il passaggio riuscì più
facile di quanto sembrava e nuñez giunse infine a un'altra Alpe e poi dopo un arrampicata non particolarmente difficile ha un ripido pendio boschivo si orientò evolse il viso su per la gola Poiché vide che essa si apriva in alto su prati verdeggianti in mezzo ai quali ora distinse chiaramente un gruppo di casupole di pietra di Foggia in consueta a tratti il suo procedere era come l'arrampicata su una parete liscia e a un certo punto il sole cessò di battere lungo la gola le voci canore degli uccelli si spensero e l'aria intorno si fece fredda e
buia Ma la valle lontana con le sue case era vi è più luminosa Giunse alla falda detritica e tra le rocce notò era un buon osservatore una strana felce che sembrava annaspare dai crepacci con mani verdissime ne spiccò una Fronda rosichiò il picciolo e lo trovò giovevole verso mezzogiorno sbucò al fine dal cavo della gola alla pianura e al sole era stanco e indolenzito un sedette all'ombra di un macigno riempì La borraccia dell'acqua di una sorgiva bevve e rimase qualche tempo a riposare Prima di avviarsi alle case ghe apparvero assai strane e tutta la valle
guardandola assunse un aspetto più Bizzarro estraniante era per la maggior parte una prateria rigogliosa gemmata di molti bei fiori irrigata con grande sapienza e manifestamente oggetto di mietitura sistematica pezzo a pezzo in alto la Valle era cinta da un muro e circondata sembrava da un canale irriguo donde provenivano i Rivoli d'acqua che nutrivano la vegetazione attrattiva e Sulle pendici più su greggi di Lama brucavano l'erba avara addossate al muro di confine c'erano a intervalli alcune tettoie forse stalle o mangiatoie per i lama i Rivoli irrigui Si riunivano in un canale Maggiore lungo l'asse della Valle
chiuso ai lati da muriccioli a petto d'uomo ciò dava a quel luogo Romito un carattere singolarmente Urbano il carattere molto accentuato dal fatto che vari viottoli lastricati di pietre bianche e nere e Bordati ciascuno da un curioso piccolo cordolo correvano ordinatamente qua e là le case del villaggio centrale non somigliavano affatto agli agglomerati casuali e sconnessi dei villaggi Montani A lui noti erano schierate in fila continua da entrambe le parti di una via Centrale di stupefacente l'indura qua e là le facciate variopinte erano forate da una porta mentre non una sola finestra rompeva il loro
prospetto uniforme la varia di Pintura era Oltremodo irregolare alternandosi una sorta di intonaci ora grigi ora beige ora color ardesia o Bruno scuro e fu la vista di questa intonacatura a scombinata a far affiorare nei pensieri dell'esploratore la parola cieco il brav'uomo autore di questa roba egli pensò doveva essere cieco come una talpa scese un pendio e raggiunse il muro e il canale che circondava la valle vicino al punto dove quest'ultimo con una tremula cascatella gettava l'acqua superchia Nelle profondità della gola vide adesso in lontananza nel prato al quanti uomini e donne adagiati su cumuli
d'erba come per Una siesta e nei pressi del villaggio alquanti i bambini stesi supini e più vicino su un sentiero che dal muro di cinta andava verso le case tre uomini con dei secchi aggiogati sulle spalle costoro erano vestiti di Alpaca con scarpe e cinture di cuoio e portavano berretti muniti di paraorecchi e para Nuca camminavano lentamente in fila indiana e camminando sbadigliavano come uomini rimasti svegli tutta la notte c'era nel loro aspetto un senso così rassicurante di rispettabile e prosperità che dopo un attimo di incertezza nuñez si piazzò bene in vista sul suo roccione
e diede fiato a un grido possente che echeggiò per la valle i tre si fermarono e mossero la testa come guardandosi intorno giravano la Faccia di qua e di là e in ogni gesticolo profondamente ma nonostante i suoi gesti non parve lo vedessero e dopo un po' dirigendosi verso le montagne lontane sulla destra gridarono come in risposta urlò di nuovo e di nuovo mentre gesticolava invano la parola ciechi riaffiorò nei suoi pensieri quei balordi devono essere ciechi disse quando al fine dopo molto gridare e adirarsi passò il Rivo su un ponticello e varcata una Porta
nel muro si avvicinò ai tre nuñez che fossero ciechi non dubitava più era sicuro di trovarsi nel paese dei ciechi di cui narravano le leggende questa certezza era scesa ad un balzo su di lui insieme a un senso di grande e invidiabile avventura i tre stavano fianco a fianco senza guardarlo ma con le orecchie rivolte verso di lui giudicandolo dal suo passo inconsueto si stringevano insieme a Guisa di uomini un po' impauriti ed egli vide le loro palpebre chiuse e incavate come se sotto i globi oculari fossero disseccati e svaniti i volti avevano un'espressione quasi
di timorosa riverenza o un uomo disse uno in spagnolo uno spagnolo a stento riconoscibile è un uomo un uomo o uno spirito sceso dalle rocce ma non si fece avanti col passo sicuro di un giovane che entra nella vita Le Antiche storie sulla valle perduta e Sul paese dei ciechi gli erano tornati in mente e nei suoi pensieri si rincorreva come un ritornello il vecchio proverbio in terra di ciechi il monocolo R in terra di ciechi il monocolo r e molto civilmente li salutò parlò loro e usò gli occhi Da dove viene Costui fratello Pedro
domandò uno è uscito dalla roccia vengo da oltre i monti disse nuñez dal paese di là dove gli uomini possono vedere dai pressi di Bogotà dove ci sono 100.000 Persone e dove la città si estende a perdita di vista vista mormorò Pedro vista viene disse il secondo cieco dalle rocce i loro abiti di Alpaca vide nugnez erano di Foggia curiosa ciascuno con un tipo diverso di cucitura trasalì vedendoli muovere simultaneamente verso di lui ognuno con una mano protesa arretrò di un passo all'avanzare di quelle dita aperte vieni qui disse il terzo cieco seguendo il suo
Movimento e afferrandolo e bloccarono nuñez e lo tastarono senza un'altra parola finché non Ebbero fatto italiano gridò lui con un dito nell'occhio e capì che a loro quell'organo con la sua palpebra tremola pareva una stranezza di nuovo lotastarono che creatura curiosa Correa disse il cieco chiamato Pedro Senti quanto è rozzo il pelo come il pelo di un lama ha ruvido come le rocce che l'hanno Generato disse Correa esaminando il mento non rasato di Nunez con una mano morbida e leggermente umida forse Si affinerà nugnez si dimenava un poco sotto il loro esame ma lo tenevano
stretto piano ripetete parla disse il terzo cieco è certamente un uomo disse Pedro sentendo la ruvidezza del giaccone e sei venuto nel mondo domandò Pedro dal mondo attraverso montagne e ghiacciai da lassù Mezza Via per il sole Dal mondo grande che scende in 12 giorni di viaggio al mare sembrava non lo ascoltassero i nostri padri ci hanno detto che gli uomini possono essere creati dalla natura disse Correa è il calore delle cose e l'umidità e la putrefazione la putrefazione portiamolo dagli anziani disse Pedro prima crediamo disse Correa che i bambini non si spaventino Questo è
un caso prodigioso Gridarono e Pedro andò avanti e prese in nugnez per mano per condurlo alle case non inizia ritrasse la mano io vedo disse vedo disse Correa Sì io vedo disse volgendosi a lui e inciampò nel secchio di Pedro nei suoi sensi sono ancora imperfetti disse il terzo cieco Inciampa e dice parole senza senso conducilo per mano come volete disse nugnez e si lasciò guidare ridendo sembrava che costoro nulla sapessero della vista bene A tempo Debito le avrebbe istruiti o di gente gridare e vide figure numerose ad unarsi nella via Mediana del villaggio gli
parve che questo primo incontro con la popolazione del paese dei ciechi lo innervosisse e spazientisse più del previsto man mano che si avvicinava il luogo sembrava più grande e più strane le impiastrature di intonaco e una folla di bambini Uomini e donne le donne e le ragazze notò con piacere avevano alcune Visite assai Graziosi nonostante gli occhi chiusi e infossati lo attorniarono attaccandosi a lui con mani morbide e delicate annusandolo ascoltando ogni sua parola alcuni bambini e fanciulle Tuttavia si tenevano in disparte come impauriti e in verità la sua voce suonava rude e grossolana rispetto
ai loro accenti sommessi gli altri lo assillavano le sue tre guide gli stavano a costo con aria di possesso e andavano ripetendo un selvaggio venuto dalle Rocce Bogotà disse lui Bogotà oltre le cime dei Monti un selvaggio che usa parole selvagge disse Pedro avete sentito quel Bogotà la sua mente non è ancora formata ha solo il rudimenti del linguaggio un bambinetto gli morticchiò la mano Bogotà disse Burlando se una città rispetto al vostro villaggio vengo dal più grande dove gli uomini hanno occhi e vedono lui si chiama Bogotà dicevano è inciampato disse Correa è inciampato
due volte venendo qui Portatelo dagli anziani e ad un tratto lo spinsero per il vano di una porta dentro una stanza nera come la pece Salvo che in fondo ardeva debole un fuoco la folla si accalcò dietro di lui escludendo fin l'ultimo barlume di luce diurna e prima di potersi fermare egli cadde a capofitto inciampando sui piedi di un uomo seduto cadendo colpì col braccio la faccia di qualcun altro sentì il molle impatto dei lineamenti e udì un grido d'ira e per un momento Lottò Contromani che lo afferravano una lotta impari si rese conto della
situazione e siquietò sono caduto disse non ci vedevo In questo buio fitto ci fu un silenzio come se gli invisibili circostanti cercassero di comprendere le sue parole poi la voce di Correa disse è formato soltanto da poco e inciampa quando cammina e mescola nel suo parlare parole senza senso anche altri dissero di lui cose che egli udì o intese confusamente Posso mettermi seduto domandò in una pausa non Lotterò più con voi sì consultarono e a consentirono la voce di un uomo d'età cominciò a interrogarlo e nuñez si trovò a tentar di spiegare il mondo grande
da cui era caduto e il cielo e le montagne e la vista e altrettali meraviglie a quegli anziani che sedevano al buio nel paese dei ciechi ed essi non credettero e non capirono nulla affatto di ciò che diceva Contrariamente alle sue aspettative e Nemmeno molte delle sue parole da 14 generazioni questa gente Era cieca e tagliata fuori dal mondo dei vedenti i nomi di tutte le cose relative alla vista erano svaniti e mutati la storia del mondo di fuori era svanita e mutata in fiaba infantile ed essi avevano cessato di curarsi di alcunché Al di
là delle pendici Rocciose Sopra il muro di cinta tra loro erano nati i ciechi di genio che avevano messo in forse le briciole di credenze e Tradizioni Risalenti ai tempi della vista e le avevano liquidate come Vane fantasie sostituendovi nuove e più sensate spiegazioni l'immaginazione si era in buona parte rattrappita insieme agli occhi ed essi si erano creati nuove immaginazioni con le orecchie e i polpastrelli via via più sensibili lentamente non se ne rese conto l'aspettativa che la sua provenienza e le sue doti suscitassero reverenza e Meraviglia comprese non si sarebbe avverata e dopo che
il suo povero tentativo di spiegare loro la vista fu liquidato come il confuso racconto delle meravigliose incoerenti sensazioni di un essere neo formato e gli si rassegnò deluso ad ascoltare il loro insegnamento E il cieco più anziano gli spiegò la vita la filosofia la religione che il mondo ossia la loro Valle era stato da prima una vuota cavità delle rocce e poi Erano venute anzitutto cose inanimate prive del dono del tatto e i Lama e alcune delle Creature di poco senno E poi gli uomini e infine gli angeli che si udivano cantare frullare per l'aria
ma non si potevano toccare e questo lasciò grandemente perplesso affinché non gli vennero in mente gli uccelli il vecchio proseguì spiegando a nugnez che il tempo era stato diviso in caldo e freddo gli equivalenti ciechi del giorno E della notte e che era bene dormire durante il caldo e lavorare durante il freddo sicché adesso se non fosse arrivato lui tutta la città dei ciechi sarebbe stata a dormire disse che certo non ne c'era stato creato appositamente per apprendere e servire La Sapienza da essi acquisita e che nonostante il vaneggiare della sua mente e le goffaggini
del comportamento egli doveva avere coraggio e fare del suo meglio per imparare la gente ha Calcata sulla porta diede un mormorio di incoraggiamento disse che la notte i c'è chi Infatti chiamano notte il loro giorno era ormai al termine ed era duopo che ognuno tornasse a dormire chiese a nugnez se sapeva dormire e non Ignazio rispose di sì ma che prima del sonno aveva bisogno di mangiare gli portarono da mangiare latte di Lama in una ciotola e Rozzo pane salato e lo condussero in un luogo appartato perché Mangiasse fuori portata ad orecchio per poi dormire
finché il freddo della Sera Montana non li svegliasse a ricominciare la loro giornata ma Nunez non chiuse occhio rimase invece a sedere nel luogo dove lo avevano lasciato riposando le membra e rivolgendo di continuo nella mente le imprevedute circostanze del suo arrivo di tanto in tanto rideva ora divertito e ora Indignato mente malformata diceva sensi ancora imperfetti non sanno di Aver insultato il loro re padrone mandato dal Cielo vedo che dovrò ridurli a ragione fammi pensare fammi pensare quando il sole tramontò stava ancora pensando non Nietzsche sapeva apprezzare le cose belle e allora orseggiare dei
nevai e dei ghiacciai intorno alla valle gli parve di non aver mai visto cosa più bella i suoi occhi andarono da quel fulgore inattingibile al villaggio e ai campi Irrigui che affondavano rapidamente Nel crepuscolo e fu colto da un'onda improvvisa di emozione e con tutto il cuore ringraziò Iddio che gli fosse stata data la facoltà della vista si sentì chiamare da una voce fuori del villaggio Ehi tu Bogotà vieni qui sorridendo si levò in piedi avrebbe mostrato a questa gente una volta per tutte cosa può fare la vista per un uomo lo cercassero pure non
l'avrebbero Trovato ti muovi i Bogotà disse la voce Rise silenziosamente e con due passi furtivi si scostò dal sentiero non calpestare l'erba Bogotà non è permesso non aveva neanche udito Il rumore dei suoi passi si fermò stupefatto il possessore della voce gli venne incontro di corsa sul sentiero screziato Eccomi disse lui tornando sul sentiero Perché non vieni quando ti chiamo disse il cieco bisogna guidarti come un bambino non senti il sentiero mentre Camminiz Rise io lo vedo disse vedo è una parola che non non esiste disse il cieco dopo un silenzio cessa questa follia e
segui il suono dei miei piedi nugnez segui un po' seccato verrà la mia ora disse imparerai replicò il cieco nel mondo c'è molto da imparare nessuno ti ha detto che in terra di ciechi il monocolo R cos'è ciechi domandò il cieco distrattamente girando la testa [Musica] passarono quattro giorni e il quinto Trovò il re dei ciechi ancora in incognito inutile e maldestro straniero fra i suoi sudditi proclamarsi con stato era molto più difficile di quanto aveva supposto e intanto mentre meditava il suo colpo di stato Egli faceva ciò che gli veniva detto E imparava gli
usi e costumi del paese dei ciechi particolarmente fastidioso gli riuscì lavorare e andare in giro di notte e decise che quella era la prima cosa che Avrebbe cambiato conduceva quella gente una vita semplice e laboriosa con tutti gli elementi della virtù e della felicità quali sono intelligibili agli uomini faticavano ma non in modo oppressivo avevano cibo e vestiario sufficienti ai loro bisogni avevano giorni e periodi di riposo apprezzavano molto la musica e il canto e tra loro c'era amore e c'erano bambini piccoli Mirabile era la sicurezza e la Precisione con cui si muovevano nel loro
mondo ordinato tutto era stato adattato ai loro bisogni ciascuno dei viottoli che si irraggiavano nella valle formava con gli altri un angolo costante ed era contrassegnato da una tacca particolare sul bordo tutte le irregolarità e gli ostacoli di Campi e strade erano stati eliminati Da tempo ogni metodo e procedimento scaturiva naturalmente dalle loro speciali necessità il loro Sensi avevano acquistato una meravigliosa acutezza erano in grado di udire e giudicare il minimo gesto di un uomo a 10 passi di distanza di udire il battito del suo cuore l'intonazione della voce aveva da tempo sostituito l'espressione del
volto e il tocco i gesti e maneggiavano Zappa wanga e forcone con l'agio e la sicurezza di giardinieri provetti Il senso dell'odorato era in loro di una straordinaria finezza sapevano Distinguere le differenze individuali con la prontezza di un cane e accudivano con disinvolta sicurezza il lama che vivevano tra le rocce più in alto e si accostavano al muro in cerca di cibo e riparo quanto disinvolti e sicuri potessero essere i loro movimenti nuñez lo scoprii solo quando al fine cercò di imporsi si ribellò soltanto dopo aver tentato la Persuasione dapprimagli cercò in varie occasioni di
parlar loro della vista state a sentire Voi altri diceva ci sono i me cose che non comprendete a volte lo ascoltavano uno o due di loro sedevano con il viso basso e le orecchie Tese verso di lui a comprendere ed egli si sforzava di spiegare cos'era il vedere tra i suoi ascoltatori c'era una ragazza che gli sperava in particolar modo di persuadere una ragazza con palpebre e meno rosse e infossate degli altri sicché si poteva quasi immaginare nascondessero degli occhi non inizia Parlava della bellezza del vedere del guardare le montagne del cielo e dell'aurora ed
essi lo ascoltavano con un incredulità divertita che presto si mutò in biasimo ogni dissero che non esistevano montagne di sorta ma anche le rocce dove pascolavano i Lama erano il confine del mondo di là si innalzava un tetto cavernoso dell'universo donde cadevano La rugiada e le valanghe e Quando egli sostenne vigorosamente che il mondo non aveva fine né tetto quali Essi supponevano dissero che i suoi pensieri erano cattivi il cielo le nuvole le stelle Dalla descrizione che Infatti riusciva a farne sembravano a loro un orrido vuoto una terribile vacuità il luogo del levigato tetto universale
in cui essi credevano era per loro un articolo di Fede che la volta della caverna fosse squisitamente liscia al tatto nonnizza capì di averli scandalizzati ne abbandonando quell'aspetto della Questione cercò di mostrare loro il valore pratico della vista una mattina vide Sul viottolo denominato 17 Pedro che veniva verso le case centrali ma era ancora troppo lontano per l'udito o l'olfatto e dandone avviso pronosticò tra poco Pedro sarà qui un vecchio osservò che Pedro non aveva a che fare Sul viottolo 17 Ed ecco che quasi a conferma l'individuo che si avvicinava imboccò il viottolo 10 e
con agile passo tornò verso il muro esterno Nonñez fu beffeggiato per il mancato arrivo di Pedro e quando più tardi egli fece delle domande a quest'ultimo per giustificarsi Pedro Lo smentie e lo mise a tacere e in seguito Gli fu ostile quindi nugnez li indusse a lasciarlo salire un buon tratto su per i declivi erbosi verso il muro esterno insieme a un compiacente accompagnatore cui egli promise di descrivere tutto ciò che accadeva tra le case notò certi andrivieni ma ciò che a Quella gente sembrava davvero significativo le sole cose che avesse interessavano per metterlo alla
prova avvenivano dentro o dietro le abitazioni Senza finestre e di queste nuñez non poté vedere né dire nulla e fu dopo il fallimento di questo tentativo e gli irrefrenabili di leggi conseguenti che nuñez ricorse alla forza pensò di prendere Una vanga e di abbattere a terra qualcuno di loro Dimostrando così il vantaggio degli occhi in combattimento giunse con questa risoluzione fino al punto di impadronirsi di Una vanga Ma poi scoprì una cosa nuova sul proprio conto e cioè che gli era impossibile colpire un cieco A sangue freddo esitò e li vide consci che egli aveva
afferrato La vanga stavano all'erta con la testa inclinata di lato e tendevano l'orecchio verso di lui per cogliere la sua prossima mossa Posa quella vanga disse uno ed egli provò una sorta di orrore impotente fu quasi per obbedire poi spinse un cieco contro il muro di una casa e passando oltre fuggì fuori dal villaggio attraverso uno dei loro Prati lasciando dietro di sé una scia di erba pesca e si sedette sul ciglio di un loro viottolo sentiva a momenti l'eccitazione che invade gli uomini All'inizio di una battaglia ma più sentiva la perplessità cominciava a capire
che con creature Situate su un piano mentale diverso Non si può nemmeno fare a botte come si deve vide in lontananza uomini armati di vanghe e bastoni uscire dalla strada delle case e avanzare a raggiera su vari viottoli verso di lui avanzavano lentamente parlandosi spesso l'un l'altro e di tratto in tratto tutta la schiera si fermava e fiutava l'aria e stava in ascolto la prima volta che fecero così Ma in seguito non Rise più un cieco Trovò la sua traccia nell'erba del Prato e la seguì curvo tastando Il cammino per 5 minuti nugnez osservò il
lento spiegamento poi la sua vaga inclinazione a fare senza indugio qualcosa divenne frenetica si rizzò in piedi fece qualche passo verso il muro di cinta tornò un poco indietro Eccoli schierati a semicerchio fermi in ascolto anche Lui si fermò stringendo Spasmodicamente La vanga con due mani doveva attaccarli le orecchie gli pulsavano al ritmo di in terra di ciechi il monocolore doveva attaccarli volse lo sguardo all'alto muro retrostante in arrampicabile per via dell'intonaco liscio Ma dove si aprivano numerose porticine e alla linea sempre più vicina degli inseguitori dietro a questi altri stavano ora sbucando dalla strada
delle abitazioni doveva Attaccarli Bogotà gridò uno Bogotà Dove sei strinse Via più La vanga e per i prati mosse verso le abitazioni E appena si mosse i ciechi conversero su di lui le colpirò se mi toccano giuro per Dio li colpirò gridò badate in questa valle io farò quel che vi pare Mi sentite Farò quel che mi pare e andrò dove mi pare muovevano rapidamente su di lui brancolando Eppure avanzando svelti era come giocare a mosca cieca alla rovescia Tutti bendati tranne uno prendetelo gridò qualcuno si trovò nell'arco di una curva ampia di inseguitori sentì
di dover agire risolutamente non capite esclamò con una voce che voleva essere forte e risoluta e si spezzò voi siete ciechi e io ci vedo Lasciatemi in pace Bogotà metti giù quella vanga e vieni via dall'erba L'ultimo ordine grottesco nella sua civile familiarità suscitò in lui un impeto dira vi farò male disse singhiozzando di emozione Per Dio vi Farò male Lasciatemi in pace si mise a correre senza sapere bene dove correre di corsa si allontanò dal cieco più vicino perché era un abominio colpirlo si fermò e prese lo slancio per sfuggire alla stretta della cerchiamento
puntò là Dov'era un varco largo e gli uomini dalle due parti condividendo l'avvicinarsi dei suoi passi si serrarono svelti l'uno all'altro alzò avanti si vide preso e zac vibrò La vanga sentii il colpo sordo Su una mano un braccio l'uomo cadde con un grido di dolore riuscì a passare Ci riuscì adesso era di nuovo vicino alla strada delle abitazioni e uomini ciechi molinando vanghe e bastoni correvano di qua e di là con una sorta di celerità ragionata appena in tempo di passi alle sue spalle e un uomo d'alta statura avventò un colpo nella sua direzione
sonora sgomento scagliò La vanga un metro dallassalitore girò su se stesso e fuggì urlando nello schivarne un altro Era sopraffatto dal panico corse furiosamente su e giù schivando dove non c'era bisogno di schivare e inciampando nell'ansia di guardarsi a un tempo da ogni lato per un momento fu a terra e udirono la sua caduta una piccola apertura nel muro di cinta Lontano lontano gli parve paradisiaca e verso di essa per saper di fiato non si voltò nemmeno a dare un'occhiata agli inseguitori finché non l'avrebbe raggiunta Ed ebbe attraversato Incespicando il ponte e si può arrampicato
per un tratto tra le rocce con sorpresa e spavento di un giovane Lama che a Balzi scomparve poi si gettò a terra respirando affannosamente così ebbe termine il suo colpo di stato per due notti e due giorni rimase fuori le mura della Valle dei ciechi Senza cibo né riparo e meditò sull'inaspettato in queste meditazioni andò ripetendosi spesso è sempre con tono profondo di scherno lo screditato proverbio in terra Di ciechi il monocolo R soprattutto pensò a un modo di combattere e soggiogare quella gente e capì che per lui in pratica un modo non esisteva non
aveva armi e ormai gli sarebbe stato difficile procurarsene il cancro della civiltà lo aveva raggiunto fino a Bogotà ed egli non si sentiva capace di scendere giù e assassinare un cieco Certo se lo avesse fatto gli sarebbe stato possibile dettare condizioni con la minaccia di Assassinarli tutti ma prima o poi avrebbe pur dovuto dormire cerco di trovare cibo tra i pini di accomodarsi sotto le ramaglie al sopraggiungere del Gelo notturno e con minore fiducia di catturare un lama con un artificio per tentare di ucciderlo forse a colpi di Pietra e così forse mangiarne una parte
dubitavano di lui e lo guardavano con diffidenti occhi Bruni e sputavano quando si avvicinava Il secondo giorno gli venne paura Ed ebbe accessi di brividi alla fine si trascinò fino al muro del paese dei ciechi nell'intento di patteggiare si trascinò lungo il Rivo gridando finché due ciechi uscirono dalla porta egli parlarono sono stato un pazzo disse ma ero creato da poco quelli dissero che così andava meglio disse che ora era più Savio e si pentiva Di ciò che aveva fatto poi pianse sinceramente perché era molto debole e stava male e lo presero come un segno
favorevole gli domandarono se credeva ancora di poter vedere no disse era una follia questa parola non significa niente Meno di niente gli domandarono cosa c'era lassù in alto a circa 100 volte l'altezza di un uomo c'è sopra il mondo un tetto di roccia è molto molto liscio scoppiò di nuovo in Un pianto isterico Prima di farmi altre domande datemi da mangiare o morirò si aspettava trementi castighi Ma quei ciechi erano capaci di tolleranza Videro nella sua ribellione solo un'altra prova della sua fondamentale idiozia e inferiorità e dopo averlo frustato lo assegnarono al lavoro più semplice
e più pesante di tutti e lui non vedendo altro modo di vivere fece docilmente ciò che gli ordinavano [Musica] Per alcuni giorni fu malato e lo assistettero amorevolmente ciò rifini la sua sottomissione ma a vollero che giacesse al buio e Questa fu una grande sofferenza vennero alcuni filosofi ciechi egli parlarono della perversa leggerezza della sua mente e lo rimproverarono così incisivamente per il suo scetticismo Cerca il coperchio di roccia della loro cosmica casseruola da indurlo quasi a domandarsi se il non vederlo non fosse Davvero effetto di allucinazione così nuñez divenne Cittadino del paese dei ciechi
e quella gente cessò di essere un insieme indistinto e si mutò in individualità singole a lui familiari Mentre il mondo di là dai monti Diventava sempre più remoto e irreale c'era Jacob il suo padrone un uomo bonario quando non lo contrariavano c'era Pedro nipote di Jacob e c'era Medina saroté che di Jacob era la figlia minore nel mondo di quei ciechi era poco apprezzata perché aveva un viso Dai tratti netti e mancava della Polita levigatezza che costituiva il loro ideale di Bellezza femminile ma non l'aveva giudicata assai bella al primo vederla e adesso era per
lui la cosa più bella dell'intero creato le sue palpebre chiuse non erano rosse infossate al modo comune nella valle ma Pareva si Potessero riaprire da un istante all'altro che aveva lunghe ciglia che la erano considerate un grave difetto e la sua voce è forte non era gradita all'orecchio fino dei giovani valligiani sicché Ella non aveva corteggiatori venne il momento in cui in ogni pensò che se fosse riuscito a conquistarla si sarebbe rassegnato a vivere nella valle per il resto dei suoi giorni la guardava di continuo cercava occasione di renderle piccoli servigi e Presto si avvide
che lei lo osservava una volta alla riunione di un giorno di riposo essi si trovarono seduti fianco a fianco alla fioca luce delle stelle e la musica era dolce la mano di nonniez si posò su quella di lei e degli osostringerla lei delicatamente ricambiò la pressione è un giorno mentre erano a tavola nell'oscurità nonnizza sentì la sua mano che Timidamente lo cercava e il fuoco proprio allora diede un guizzo ed egli le vide la tenerezza sul viso cercò di parlarle un giorno d'estate le si avvicinò mentre al chiaro di luna era occupata a filare La
luce faceva di lei una figura d'argento e di Mistero sedette ai suoi piedi e le disse che l'amava le disse che gli sembrava bellissima Aveva la voce di un innamorato parlava Con un tenero rispetto vicino alla riverenza e lei non era mai stata toccata dall'adorazione non gli diede una risposta precisa ma fu chiaro che le sue parole le piacevano in seguito nongnezze Le parlò ogni volta che ne aveva la possibilità la valle divenne per lui il mondo e il mondo di là dalle montagne dove gli uomini vivevano sotto la luce del sole gli sembrava soltanto
una favola che un giorno le avrebbe narrato Con titubanza Le parlò della vista a lei la vista pareva la più poetica delle fantasie e della lo ascoltava descrivere le stelle e i monti e la sua stessa dolce bellezza luminosa come se ciò fosse un piacere colpevole Non credeva le sue parole poteva capirle solo a metà ma ne era misteriosamente allietata e a lui sembrava che comprendesse tutto il suo amore perse la timorosa riverenza e prese coraggio voleva chiederla in Sposa a Jacob e agli anziani Ma lei si impaurir e rimandò e fu una delle sue
sorelle maggiori a dire a Jacob che Medina Saro te e nuñez erano innamorati fin dal primo momento il matrimonio di nuñez e Medina saroté incontrò fortissima opposizione non tanto perché attribuissero a lei un particolare valore Ma perché giudicavano lui un essere a parte un individuo idiota e incapace al di sotto del livello umano accettabile le sorelle Vi erano Aspramente avverse in quanto fonte di discredito per tutte loro e il vecchio Jacob sebbene avesse concepito una sorta di simpatia per il suo servo goffre obbediente scuoteva la testa e diceva che la cosa non era possibile i
giovani erano irati all'idea che si corrompesse la stirpe e uno giunse a ingiuriare a percuotere nugnez questi restituì i colpi per la prima volta la facoltà di vedere sia pure nella semioscurità gli riuscì di vantaggio e Dopo che quel combattimento ebbe termine nessuno fu più disposto ad alzare la mano contro di lui ma continuarono a giudicare impossibile il suo matrimonio e il vecchio Jacob aveva un tenero affetto per la figlia minore e lo addolorava che gli piangesse sulla spalla capisce Mia cara è un idiota delira non sa far nulla come si deve lo so piangeva
Medina sarò te ma è migliorato e va migliorando ed è forte padre caro e Buono più forte e più buono di ogni altro uomo al mondo e mi ama e padre io lo amo il vecchio Jacob soffriva molto nel vederla inconsolabile e d'altronde nuñez per più versi gli piaceva e ciò accresceva la sofferenza così andava a sedersi nella cieca camera di consiglio con gli altri anziani e osservava l'andamento del discorso e al momento opportuno diceva è migliorato un giorno molto Probabilmente sarà assennato come noi [Musica] tempo dopo uno degli anziani che pensava profondamente ebbe un'idea
era costui il grande dottore di questa gente il loro stregone e aveva una mente molto filosofica e inventiva e l'idea di guarire nugnez dalle sue bizzarrie lo attirava un giorno presente Jacob tornò sull'argomento Bogotà disse è il caso mi è più chiaro Penso che molto probabilmente si Potrebbe guarirlo è quello che ho sempre sperato disse il vecchio iacob il suo cervello è turbato disse il dottore cieco gli anziani fecero un mormorio di assenso ora che cosa lo turba Ah disse il vecchio Jacob questo disse il dottore rispondendo alla propria domanda le strane cose che hanno
il nome di occhi e che esistono per formare una soffice e gradevole depressione nel volto sono nel caso di Bogotà malati a Tal punto da danneggiare il cervello sono assai gonfie e le palpebre munite di ciglia si muovono di conseguenza il suo cervello è in uno stato di continua irritazione e logoramento Sì disse il vecchio Jacopo Sì e io penso di poter dire con ragionevole certezza che per guarirlo completamente altro Non occorre se non una semplice e facile operazione settore chirurgica asportare cioè questi corpi irritanti e poi sarà assennato perfettamente è un Cittadino esemplare si
è ringraziato il cielo per la scienza disse il vecchio Jacopo e subito corsi ad annunciare a nugnez le sue liete speranze Ma la freddezza con cui in nugnez accolse la buona novella lo deluse dal tuo tono disse verrebbe da pensare che non vuoi bene a mia figlia che persuase nugnez ad affrontare i chirurghi ciechi fu Medina saroté Almeno tu non vorrai disse lui che io perda il dono di vedere lei scosse la testa La Vista è il mio mondo la ragazza ascoltò a testa china ci sono tante belle cose piccole belle cose i fiori i
licheni tra le rocce e chiaroscuri su un pezzo di pelliccia il cielo lontano con la sua lanugine vagante di nuvole i tramonti le stelle e ci sei tu per te soltanto è un bene avere la vista vedere il tuo viso dolce sereno le tue labbra gentili le tue belle care mani intrecciate sono questi miei occhi che tu hai conquistato questi Occhi che mi legano a te gli occhi che vogliono quegli idioti dovrei invece toccarti udirti e non vederti mai più dovrei venir sotto quel tetto di roccia e pietra tenebra quel tetto orribile sotto il quale
si curva la vostra immaginazione No non desidererai che io faccia questo un dubbio sgradevole era sorto in Lui tacque lasciando la domanda in sospeso certe volte disse lei vorrei si fermò Sì fece lui inquieto certe volte vorrei che Tu non parlassi così così come so che è bello è la tua immaginazione A me piace moltissimo ma adesso lui provò un senso di freddo Adesso disse debolmente Medina rimase in silenzio vuoi dire pensi che sarei migliore migliore forse molto rapidamente si andava rendendo conto sentiva ira certo ira per l'ottusità del destino ma anche simpatia per la
mancanza di comprensione e di lei una simpatia molto affine alla Pietà Cara disse e vide dal pallore della ragazza con quanta intensità e il suo animo lottasse con le cose che non sapeva dire la abbracciò la baciò su un orecchio e per qualche tempo rimasero in silenzio se io acconsentissi e gli disse infine con voce molto dolce lei gli gettò le braccia al collo piangendo direttamente Oh se tu lo volessi singhiozzo se solo tu lo volessi Nella settimana precedente all'operazione che doveva innalzarlo dal suo stato di servile inferiorità al rango di cittadino cieco non dormi
mai E durante le ore calde di sole mentre gli altri erano felicemente assopiti Se ne stava a meditare o vagava senza meta cercando di concentrare la mente sul suo dilemma aveva dato la sua risposta aveva dato il suo consenso eppure non era sicuro E finalmente terminato il tempo del Lavoro il sole sorse e splendente sulle cime dorate e cominciò per lui l'ultimo suo giorno di vedente passò qualche minuto con Medina saroté prima che lei si appartasse per dormire domani disse non vedrò più Cor mio rispose lei egli premette forte forte le mani ti faranno male
un poco disse E questa sofferenza questa sofferenza amore caro la patirai per me Caro Se il cuore la vita di una donna possono farlo Ti ripagherò mio diletto mio diletto dalla voce così tenera Ti ripagherò fu colmo di pietà per se stesso e per lei la strinse tra le braccia premette le labbra alle sue e per l'ultima volta guardò il suo dolce viso a Dio mormorò a quella cara visione a Dio e in silenzio si allontanò e la uditi le Guardi lentamente i suoi passi e qualcosa nel loro ritmo le suscitò un impeto di pianto
aveva pensato di andare in un luogo solitario con i prati fioriti di bei Narcisi bianchi e di rimanervi fino all'ora del suo sacrificio ma andando alzò gli occhi e vide il mattino che il mattino come un angelo dall'armatura d'oro che discendeva dai pendii gli parve che davanti a questo splendore lui e quel cieco mondo nella Valle e il suo amore e tutto fossero solo una nefandezza non piegò di lato Come si era proposto ma proseguì varcò il muro di cinta salì tra le rocce e sempre aveva gli occhi fissi sul ghiaccio e la neve accesi
dal sole vide la loro infinita bellezza e la sua immaginazione Si liberò al di sopra al di là alle cose cui ora doveva rinunciare per sempre pensò a quel mondo grande e libero da Cui era separato il mondo che era il suo Ed ebbe una visione di quelle altre pendici remote con Bogotà luogo dinebriante bellezza multiforme Glorioso di giorno mistero luminoso di notte luogo di palazzi Fontane statue case bianche in posizione a Mena mezza altezza pensò a come in un giorno o due era possibile scendere dai valichi e avvicinarsi man mano alle sue strade vie
indaffarate pensò al viaggio sul fiume giorno dopo Giorno dalla grande Bogotà al mondo Vasto ancora oltre attraverso città e villaggi giorno dopo giorno sul fiume impetuoso Finché le sue sponde si dileguavano e i grandi piroscafi solcavano i flutti e si era raggiunti al mare al mare sconfinato con le sue mille isole le sue migliaia di isole e le navi intraviste lontano nei loro viaggi incessanti in giro per il mondo e la non ingabbiato dai monti si vedeva il cielo il cielo non un disco come Appariva qui ma un Arco Azzurro immenso un abisso di abissi
in cui si libravano Ruotando le stelle i suoi occhi scrutarono con più vivo interesse la cortina di montagne per esempio andando da quella parte su per quel canalone fino a quel camino si poteva sbucare in alto tra quei Pini nani che formavano come una mensola circolare e salivano salivano fin sopra la gola e poi quella scarpata era superabile da lì forse si poteva trovare Una via che lo portasse su al precipizio ai piedi della neve e se quel cammino Non era praticabile forse un altro più a est sarebbe servito al suo scopo e poi poi
si sarebbe trovato su quel tratto lassù di neve ambrata di luce e a Mezzavia verso la cresta di quelle Supreme desolazioni giro gli occhi sul villaggio poi si voltò del tutto e lo guardò a lungo pensò a Medina sarò te ed era diventata piccola E remota si volse di nuovo alla parete di roccia giù per la quale lo aveva raggiunto il giorno poi con cautela cominciò ad arrampicarsi [Musica] al calar del Sole aveva smesso di arrampicare ma era lontano in alto era stato ancora più in alto ma si trovava pur sempre molto in alto aveva
i panni laceri le membra macchiate di sangue Era Pieno di lividi ma giaceva come fosse a suo agio e sul suo volto c'era un sorriso dal punto in cui riposava la valle pareva situata in fondo a un pozzo quasi un miglio più in basso già era velata ad ombre di foschia sebbene intorno a lui le vette dei Monti Fossero tutte luce e fuoco nelle rocce vicine certi particolari erano intrisi di una delicata bellezza una vena di minerale verde affiorante Nel grigio i lampi qua e là di sfaccettature e cristalline un minuscolo lichene di un bel
colore aranciato a un palmo dal suo viso nella gola c'erano ombre profonde misteriose di un blu cangiante in violetto e il violetto in un'oscurità luminosa e c'era sopra l'illimitata vastità del cielo ma a queste cose egli non prestava più attenzione giaceva immobile Sorridendo come fosse semplicemente soddisfatto di essere scampato Dalla Valle dei ciechi dove aveva creduto di essere re il bagliore del tramonto Si spense e scese la notte ed egli giacque contento pacificato sotto le fredde e stelle [Musica]