Giovanni Boccaccio è uno dei più grandi scrittori della letteratura italiana famoso soprattutto per le sue novelle avrete sicuramente sentito parlare del suo Decameron oggi ci occuperemo della sua vita Giovanni Boccaccio nasce tra il giugno e il luglio del 1313 a Firenze o Certaldo paese di provenien famiga del padre e muore Nel 1375 a Certaldo Boccaccio è figlio di una relazione illegittima tra boccaccino di chelino un ricco mercante e una donna ignota lo stesso scrittore a divulgare durante la sua vita alcune notizie leggendarie relative alla sua biografia come la sua presunta nascita a Parigi dopo la
prima a Firenze nell'ambiente Mercantile il giovane Boccaccio si trasferisce insieme al padre a Napoli nel 1327 Dove rimane fino al 1340 trascorre Dunque in questa città gran parte della sua giovinezza a Napoli il padre funzionario della potente impresa bancaria dei Bardi tenta di avviarlo alla formazione Mercantile e al diritto canonico mentre il giovane scrittore comincia il suo coro di crescita culturale da autodidatta il soggiorno a Napoli è ricordato da Boccaccio come un periodo felice a Napoli frequenta la vita della corte di Roberto D'Angiò e si innamora dei suoi costumi immerso tra amori giovanili e la
dolce vita napoletana spendendo il suo tempo sempre alla ricerca della buona compagnia Cortese ma Napoli è soprattutto il luogo della sua prima formazione culturale qui subisce il fascino della letteratura cortese e romanzesca di Francia diffusa a Napoli dagli angioini e Si appassiona alla cultura Latina e all'eruzione storica e mitologica frequentando la biblioteca reale napoletana Boccaccio entra in contatto con studiosi come Paolo da Perugia Il teologo Dionigi di Borgo San Sepolcro il notaio Barbato da Sulmona il politico Giovanni Barrili ma soprattutto con l'ultimo esponente della tradizione stilnovista Cino da Pistoia comincia Inoltre a diffondere alcuni miti
biografici come la già citata nascita a Parigi e il suo amore per Madonna Fiammetta donna Probabilmente esistita e individuabile nella figlia illegittima del re Roberto D'Angiò Maria d'quino è proprio in questo periodo che Boccaccio inizia a comporre le sue prime opere scrivendo in latino e volgare fanno parte del Corpus delle opere giovanili il poemetto caccia di Diana scritto prima del 1334 il poemetto filostrato del 1335 conclude Probabilmente un romanzo in prosa il filocolo nel 1336 lavora al poema epico teseida tra il 1339 e il 1340 comincia a comporre le rime che porterà avanti per lunga
parte della sua vita nell'inverno 130-134 torna a Firenze dove era da poco iniziato un periodo di crisi finanziaria la crisi porta al fallimento della banca dei Barbie tornare a Firenze però significa per Boccaccio recuperare il contatto con la tradizione Fiorentina dalla poesia Stil novista alla produzione narrativa popolare approfondisce inoltre il suo culto di Dante appartengono al periodo Fiorentino alcune importantissime opere compone la narrazione in prosa commedia delle Ninfe fiorentine tra il 1341 e il 1342 l'amorosa visione poema tra il 1342 e il 1343 il romanzo in prosa elegia di Madonna Fiammetta tra il 1343 e
il 1344 il poemetto ninfale fiesolano tra il 1344 e il 1346 al termine di queste prove letterarie inizia per Boccaccio un periodo di spostamenti in cerca di una sistemazione nel 1346 è a Ravenna ospite di ostaglio la corte di Francesco ordel Torna a Firenze nel 1348 durante la peste nera che provoca la morte del padre e della matrigna di cui eredita il patrimonio familiare questo evento in particolare è senza dubbio di grande importanza per Boccaccio che subito dopo la peste si mette al lavoro per scrivere Il Decameron raccolta di novelle che porta a termine nel
1351 frattanto cresce a Firenze la sua fama di scrittore nel 1350 è inviato nuovamente a Ravenna ma a nome del popolo Fiorentino e con il compito di consegnare un'offerta di 10 Fiorini a suora Beatrice la figlia di Dante come riconoscimento per il padre morto fuori dalla città tanto amata nel decennio successivo ricopre per Firenze vari incarichi pubblici come quello di Ambasciatore che lo portano anche fuori dall'Italia ma diventa soprattutto la guida della cultura Fiorentina promuovendo una cultura di carattere umanistico e molti eventi culturali è in questo impegno che si riscontrano i frutti del sodalizio stretto
proprio in quegli anni con Petrarca che egli stesso considerava Magister maestro continuano Comunque i suoi spostamenti nel 1355 arriva al monastero di Montecassino durante un viaggio di ritorno da Napoli e si ferma per consultare la biblioteca ricca di testi Latini antichi nello stesso anno prova un grande dolore per la morte della figlioletta Violante una dei cinque presunti figli illegittimi che aveva avuto da varie relazioni nel 1359 si sposta nuovamente per incontrare Petrarca a Milano visitando con entusiasmo la sua biblioteca personale Petrarca e Boccaccio trascorrono lunghe giornate immersi nella lettura e nel continuo scambio intellettuale poco
tempo tempo dopo Boccaccio porta allo studio Fiorentino l'università di Firenze il calabrese Leonzio Pilato conoscitore del Greco e contribuisce in questo modo Alla diffusione dello studio e dell'insegnamento di questa lingua in Italia nel 1360 come aveva fatto anche Petrarca accede alla condizione di chierico di ciò abbiamo testimonianza nella bolla di Papa Innocenzo vi che lo autorizza a esercitare il sacerdozio e alla cura delle anime nello stesso anno si inaspriscono anche i suoi rapporti col Comune di Firenze a causa di una congiura in cui vengono imputati alcuni amici di Boccaccio questa rottura lo porta a un
periodo di crisi anche religiosa che culmina con la decisione di ritirarsi a Certaldo nel luglio 1361 a Certaldo inizia per Boccaccio un periodo di studio e di meditazione scrive anche alcune opere in latino come la genealogia de gentilium genealogia degli Dei Pagani e in volgare tra cui il corbaccio durante la vecchiaia nonostante l'obesità e lo studio che lo tengono per la maggior parte del suo tempo tra Firenze e Certaldo i suoi viaggi continuano nel 1373 viene richiamato dal Comune di Firenze per svolgere n chiesa di Santo Stefano di Badia una lettura pubblica della Divina Commedia
la porta avanti solo per pochi mesi fino a poco prima della morte che avviene a Certaldo il 21 dicembre 1375 come abbiamo visto Boccaccio trascorse una vita intensissima e amo sperimentare provare nuove esperienze con entusiasmo allargare i suoi orizzonti culturali attraverso la comunicazione letteraria e la lettura amor può troppo più che né voi Né io siamo