Il nemico è presente, ma tu non scappare. Che sì, con questa divina consapevolezza Dio vuole farci vedere che esiste un nemico e che nella vita di tutti i giorni, ma non dobbiamo scappare, anzi lo dobbiamo affrontare ed essere vittoriosi. Ascoltiamo quindi questo passo tratto dal libro dell'Esodo, capitolo 4 versetto 2.
Riprese: "Gettalo a terra! " Lo gettò a terra e il bastone diventò un serpente davanti [musica] al quale Mosè si mise a fuggire. [musica] Mosè stava cercando delle scuse per non affrontare la vita.
Ed ecco che Dio gli dice che cosha in mano e lui gli dice un bastone. Abbiamo visto che nella vita di tutti i giorni è quello che abbiamo e nelle mani di Dio tutto questo può diventare poi uno strumento potente. Quello che noi siamo, quello che abbiamo nell'unzione diventerà potente.
Ma allo stesso tempo allo stesso tempo dobbiamo vedere che si può insinuare, infilare il nemico della vita. Infatti riprese Dio, disse a Mosè, [musica] gettalo a terra, lì davanti a te. La a terra significa nella vita di tutti i giorni.
Gettalo a terra. lo gettò a terra, il bastone diventò un serpente. Ecco che viene a galla quello che che quello che si è insinuato nelle nostre vite, quello che che è dentro le nostre vite.
Noi tante volte non ci accorgiamo del male che c'è nelle nostre vite, nei nostri pensieri. Attenzione, noi abbiamo questo bastone, abbiamo i nostri pensieri, ma quante volte nei nostri pensieri si è inserito il pensiero nemico? È interessante quando Gesù a un certo punto va verso Gerusalemme e dice "Devo andare, devo dare la mia vita" e Pietro lo prende in disparte, gli dice "No, maestro, non ti succederà mai".
E Gesù gli dice tranquillamente, beatamente, "Tacci Satana, vada retro. " Gesù dice a Pietro, il primo Papa, "Guarda che dentro di te si è mosso Satana, perché? Perché la pensi come il mondo, non [musica] la pensi come Dio.
Ecco che tutto quello che son è dentro di noi, tutti quei pensieri che poi diventano parole e azioni, tutti quei pensieri che non sono in accordo con Dio sono del nemico. C'è un passo che dice: "Tutto ciò che non è fede è peccato, è male, errore, è sbaglio". E allora?
E allora dobbiamo prendere coscienza di questo serpente, del male che è [musica] presente nella nostra esistenza, di tutti quei pensieri che non sono conformi a Dio, non hanno quella luce, quella grazia, quella bellezza. Ecco, dobbiamo prendere consapevolezza senza spaventarsi che esiste questo male, che c'è questa oscurità anche dentro di noi. Lo gettò a terra.
Il bastone diventò un serpente davanti al quale Mosè si mise a fuggire. Quante volte noi scappiamo, c'è qualcosa da affrontare per mettere a posto, in ordine, scappiamo. C'è scritto anche nel libro di Tobia che Tobia si mise a urlare, stava per scappare da quel grosso pesce che era venuto a Galla, cioè dalle ferite, dai traumi, dall'oscurità.
Anche Tobia si spaventò, ma l'arcangelo Raffaell disse: "Afferralo, afferra, non devi scappare dalle cose che stanno venendo a Galla". >> [musica] >> Cari amici, è più facile è più facile fare un cammino senza metterci in gioco. [musica] Sì, esiste tutto un mondo di cristiani cattolici, una preghiera dietro l'altra, una ripetizione dietro l'altra.
Così non devono pensare. Sono solo i clienti di Dio. Chiedono, chiedono, chiedono.
Solo chiedere. È più impegnativo fare un cammino come state facendo voi. Bravi.
Vi faccio i complimenti. Bravi perché? Perché state mettendo in atto la trasformazione divina.
C'è gente che non cambierà mai. C'è gente che lo incontri dopo 5, 10, 20 anni di cammino, sono come allora. Anzi, chi non progredisce regredisce, peggiora.
E chi si ferma è perduto, no? Significa questo, che se uno non cammina come si deve, rimarrà sempre lì. Ci sono persone che le trovi dopo anni e continuano a essere infelici.
Dicono di essere credenti. Ma credenti in che? [musica] In formule, in formule magiche, delle loro novene, a volte di rosari sterili, di tutte quelle cose, no?
Il cristianesimo è fatto di trasformazione. Fatto per ascoltare la parola di Dio e per essere trasformati. Afferralo, disse l'arcangelo Raffaele.
Non scappare. Afferra questo pesce. [musica] C'è un serpente.
Non scappare. Guardiamolo in faccia. Guardiamolo in faccia.
Chiamiamo per nome le cose che vengono a galla. [musica] si fanno dei cammini eh psicologici e con fai un cammino del genere fai venire a galla il serpente, fai venire a galla quello che non c'è. Sempre di più, mentre sto studiando come counselor spirituale, scopro sempre di più quanti meccanismi di difesa abbiamo dentro di noi.
Proprio il caso ha voluto la divina provvidenza, che nell'ultimo studio che abbiamo fatto abbiamo visto proprio le difese che sono le fughe, che sono la rimozione delle cose che invece dovremmo vedere per metterle a posto, guarirle e invece ci sono delle rimozioni e delle fughe. Eccolo qua. Ecco qua che noi a volte scappiamo.
Mosè si mise a fuggire. Meccanismo di difesa. Evito, cerco di evitare ciò che mi spaventa e a volte ciò che mi spaventa è dentro di me.
Ma io non volevo vedere questa cosa in me. Ma se non la vedevi questa avrebbe sempre avuto autorità. Quindi gettiamo in terra la nostra vita, mettiamola lì davanti ai nostri occhi e davanti a Dio, vediamo cosa viene fuori.
E se viene fuori qualcosa che non ci piace, lode a Dio. Perché? Perché così potremo metterla a posto.
La donna prende la camicia, il maglione, prende e l'alza e la guarda controluce per vedere se [musica] ci sono delle macchie. Così Dio ci chiede, ci chiede di fare, chiede anche a noi di fare la stessa cosa, di guardarla controluce, di gettare a terra, [musica] di mettere lì il nostro bastone, la nostra vita, perché a volte siamo così dentro che non vediamo. Non vediamo chi siamo, cosa abbiamo, cosa pensiamo, cosa diciamo, cosa facciamo.
Vogliamo mettere davanti a noi tutto, davanti a noi e a Dio. Mosè stava parlando con Dio, quindi era davanti a Dio. Mettili davanti.
Ed ecco che quella cosa [musica] si trasforma in serpente. Viene a galla. Quello che c'è sotto [musica] viene a galla.
Non vogliamo scappare dalle nostre fragilità, [musica] non vogliamo scappare dai nostri limiti, non vogliamo scappare dai nostri vizi, non vogliamo scappare dalle nostre oscurità, dai nostri demoni interiori. Ci sono, li vogliamo guardare, chiamare per nome e poi con la grazia di Dio vogliamo cacciare tutto, trasformare tutto. Ma tu non puoi cambiare qualcosa che non vedi.
Se non sai qual è la malattia che ti sta distruggendo, non la puoi curare. E allora ecco che Dio ci fa una radiografia, ci chiede di avere il coraggio di lasciarci illuminare dallo Spirito Santo, da questo spirito che è sano, è santo, è santo, quindi è sano, che è vero, che è luce. E tutto questo metterà in luce le tenebre e così poi scompariranno.
Vogliamo permetterti, o Dio, di fare questa cosa. Vogliamo permettere a noi stessi di ascoltare, di ascoltare anche il bambino che c'è in noi, che grida, che grida, che non ha potuto gridare allora e abbiamo rimosso tutto. Vogliamo permettere a tutte le [musica] ferite, alle oscurità che vengano a galla.
Vogliamo che questa parte dentro di noi gridi, gridi a Dio, venga ascoltata [musica] e venga guarita. E così, una volta liberi da questi serpenti, avremo autorità e vivremo la vita piena. Mosè gettò quel bastone, quella cosa, quella rigidità in terra e vide e vide cosa c'era veramente.
[musica] Mosè si spaventò e si mise a fuggire. Fermati ci sta dicendo fermati. Lo vedremo poi nella prossima tappa.
Guarda bene. Guarda bene le cose, non da solo. Certo, se guardiamo le cose senza Dio ci spaventiamo e facciamo bene perché sono più grandi [musica] di noi.
Ma se le guardiamo con Dio, con la potenza di Dio, con l'amore di Dio, con gli occhi di Dio, tutto potrà essere trasformato. Questa è una felice notizia. Questa prendere consapevolezza, prendere divina consapevolezza anche delle nostre oscurità con [musica] Dio è una cosa veramente bella, è una cosa potente.
Così funzioniamo molto meglio. Shalom, shalom. Fino alla prossima divina consapevolezza.
Però prima scrivete qua sotto se di solito fuggite, se scappate, [musica] se avete preso in mano la vostra vita. Quali sono i serpenti? Quali sono la paura, la tristezza, l'angoscia?
Quali sono i quali sono le cose davanti alle quali [musica] stai scappando? Quali sono le cose davanti alle quali stai scappando? Così le mettiamo tutti lì.
Tanto come [musica] disse un caro amico, quello che sta meglio di voi c'ha la rogna. Quindi tranquilli, siamo in buona compagnia, ma siamo in buona compagnia perché Dio è in mezzo [musica] a noi. Shalom.
Shalom.