è un libro basato su storie raccolte nelle tesine di esame dei nostri allievi il Centro Studi di Terapia familiare e relazionale della scuola che io insieme ad altri ho fondato 51 anni fa prevede diciamo nel suo esame finale che gli allievi portino due tesine una relativa alla sua esperienza di lavoro come allievo seguito in diretta in supervisione diretta Dietro lo specchio e un'altra invece seguita in supervisione indiretta siamo nell'ultimo anno ultimi due anni di formazione gli allievi lavorano e portano in supervisione in questo caso a me le loro storie gli anni in cui queste storie
sono state prodotte e raccolte sono gli anni in cui io stavo pubblicando la cura dell'infanzia infelici e poi ascoltare i bambini quindi diciamo nel pieno della mia riflessione e passione diciamo sulle storie dei bambini che vivono condizioni di grande difficoltà e due di queste storie vengono proprio dal Centro Aiuto al bambino maltrattato del comune di Roma dove queste rilievi avevano fatto il tirocinio altri due vengono invece da altri località Altri altri posti però insomma il fatto che queste desiderano così belle da meritare di essere messi in un libro per essere fatte conoscere oggi mi viene
Confermato dall'interesse con cui libro è stato accolto e questo per me è un motivo di grande orgoglio dicevo prima perché siamo quello che fanno gli allievi se viene riconosciuto come bello insomma importante anche per chi ha insegnato a loro seconda cosa che vorrei dire è che le storie di questi bambini sono affascinanti sono affascinanti perché quello che noi insegniamo e di non stare tanto sui sintomi sulle definizioni su quella che correntemente la psicopatologia diciamo Anzi proprio un po' la saltiamo anche se volete ma cerchiamo di inserire i comportamenti sintomatici dei bambini per loro l'espressione delle
loro difficoltà nei contesti in cui essi si manifesta la Terapia Familiare nel caso in particolare del primo bambino quello che avevamo al cuore è una Terapia Familiare assolutamente classica al tempo stesso però è una Terapia Familiare in cui nel corso del lavoro si recupera il senso del sintomo collegandolo a un grande evento della storia familiare quindi internamento del padre di questo bambino è una famiglia di emigrati che vengono dalla Romania e che la nostra allieva adesso è diventata didatta Daniela delle zanzariere perché poi ci sono di grande valore e insomma li incontra in un consultorio
ad Andria nel Puglia e poi le settimanalmente veniva a Roma a raccontare quello che succedeva negli altri casi invece c'è sempre il lavoro con le famiglie sullo sfondo però non c'è il settimo abituale di una terapia familiare non vengono visti regolarmente nello stesso posto tutti insieme la trama familiare sta nella testa al terapeuta e nella famiglia reale di questi altri bambini entrano i servizi il giudice insomma i contesti che ci riproviamo non terapeutici e invece dove all'interno dei quali è sempre possibile Secondo me fare terapia fare terapia ascoltando ed aiutando questi bambini ad elaborare so
che il loro accaduto il principio poi semplice atteniamo in queste storie bene sempre aderiscono e quello per cui un bambino in grande difficoltà ha bisogno di due cose Uno è di essere messo in sicurezza diciamo nel sistema in cui è possibile per lui essere ascoltato ed aiutato che può essere appunto la famiglia È un modo più ampio un discorso di reti intervento e voi ascoltato ascoltato non solo in quanto bambino che parla ma in quanto il bambino che parla agli adulti di riferimento Ecco io sono convinto in questo libro mi sembra ce ne sia la
dimostrazione che la psicoterapia di un bambino che vive una situazione di grande difficoltà come tutti quelli che sono le sue storie sono raccontate in questo libro questo bambino non va ascoltato da solo in una situazione in cui lui riesce a spiegare ciò che gli accade ciò che sente soltanto al terapeuta È importante che l'elaborazione che lui fa Diciamo che gli è accaduto avvenga nel rapporto concreto con gli adulti di riferimento deve essere una comunicazione reale diretta e interlocutori reali Io ho sempre pensato da quando lavoro in Terapia familiare che il terapeuta è un facilitatore dell'ascolto
di questo ascolto deve essere la fa il bambino da chi si occupa di lui perché altrimenti il terapeuta dovrebbe adottare tutti i bambini che pure mi ricordo sempre come insegnamento quello di diminuirci eravamo all'istituto di psichiatria dell'università gli faceva la supervisione dietro allo specchio della terapia che facevo io mi Parlo degli anni 80 e c'erano un padre e un figlio Insomma il padre del figlio disputevano il padre era uno di quei padri un po' autoritario e lontani Diciamo che non riusciva a entrare in contatto col figlio e io ero entrato nello stato d'animo di stare
dalla parte del film interruppe la seduta chiamandomi fuori nella stanza di Pietro lo specchio Mi guardò e mi dissero tu che cosa ci ha in mente lo vuoi adottare tu che il bambino glielo vuoi portare via col padre o vuoi che sia quel padre riuscire a comunicare col suo bambino ecco quella lezione di San miniaus mi è rimasta sempre dentro No perché sono quegli interventi che allora andavano poi forse più di moda si facevano questi interventi così chiari nella supervisione Insomma che il terapeuta è uno che non è che deve capire di più e che
deve aiutare gli altri a capire diciamo le risorse della famiglia vanno hanno evocate vanno valorizzate Vanno messe in moto va bene questo volevo dire all'inizio questi nostri allievi hanno lavorato in questo modo queste nostre allieve perché poi sono quasi tutte donne ovviamente hanno lavorato in questo modo ed è bellissimo per me che tutto questo sia finito appunto in un libro dedicato al bambino al cuore perché il bambino che andava dal cuore che dal titolo il libro era un bambino che effettivamente presentava dei dolori proprio al cuore fisicamente tanto che si partivano gli elettrocardiogramma Ma anche
gli altri hanno mandato il cuore Anche se il sintomo No è presentato in un altro modo perché sempre il terapeuta deve arrivare al cuore del bambino al punto non in cui gli fa male Però lui diceva che il terapeuta deve muoversi Sempre con molta domande la domanda circa l'acqua con la sua bacchetta stranamente capace di farlo di trovarla diceva fronte deve cercare il dolore il dolore del cuore del bambino e quello che va cercato attraverso le manifestazioni del suo star male che a volte sono appunto dirette o dolori qui anche se il metaforicamente come nel
caso del primo bambino e altre volte sono invece nascoste dietro comportamenti di cui bisogna trovare il senso appunto andando al cuore che fa male mi sembrano degli spunti davvero interessanti e che trasmettono davvero la vivacità anche di questo libro se tu dovessi scegliere Ovviamente tra le tante cose Questo libro è ricco no può essere letto per tanti aspetti metti in luce tante cose e proprio la vivacità del caso credo che più che la l'elaborazione teorica ci fa entrare nel Cos'è un percorso di cura ma se tu dovessi pensare a una cosa o due che vorresti
trasmettere al lettore che lo accosta Quali sono secondo te le cose e a cui tieni di più Ma io penso che bisogna appunto ascoltare il bambino e non lo si fa abbastanza Io per esempio penso che tante volte ci si perde in grandi apparentemente grandi interventi con i genitori mettiamo in una fase di separazione non si ascoltano i bambini Io credo che i bambini sono la grande responsabilità che abbiamo ma anche l'aiuto fondamentale per il lavoro del terapeutico questo l'ha scritto Maurizio Andolfi tanti anni fa giustamente secondo me il bambino e l'alleato fondamentale del terapeuta
perché con la sua spontaneità è quello che aiuta il terapeuta a trovare la strada nelle difficoltà che vive la sua famiglia Io diciamo quello che vedo e che lentamente progressivamente e su questo vorrei proprio un punto invece cercare di portare un discorso diverso quello che si è perso un po' della Terapia Familiare ai suoi inizi quella di di hackermann Dimension di jiggly di tanti altri io ho avuto la fortuna di andare a Philadelphia nella c'è il gaidens dove lavoravano insieme sanguignous e jayrei proprio un dialogo Mariano Walker È stata un'esperienza straordinaria durata poco ma insomma
Comunque è stata straordinaria lo stesso e [Musica] la Terapia Familiare introduce il concetto per cui l'ascolto del bambino permette di capire meglio quello che succede nella famiglia il bambino è in meno difeso l'interlocutore più diretto però è vero anche che il lavoro centrato sull'ascolto anche del bambino è un lavoro faticoso chiede tempo una cosa che dico sempre ai miei allievi è se voi in un pomeriggio dalle 3:00 alle 8:00 dalle 15:00 alle 20 mettete 5 ascolti individuali di persone che vengono da voi ce la fate una cosa che si legge Se mettete 5 famiglie non
ce la fate perché l'ascolto di una famiglia e del bambino nella famiglia Insomma è impegnativo ogni seduta è sorprendente non è mai simile alle precedenti la mia seduta dell'imprevedibili sviluppi e sicuramente il lavoro veniva fatto bene a quei tempi perché lì a Philadelphia in questa Saga Adams la Terapia Familiare era preparata dal gruppo che la faceva e commentata dal gruppo della faceva quindi un'ora di terapia significava di fatto due ore mezz'ora prima mezz'ora dopo per ragionare su quello che ci si aspettava e su quello che era successo insomma Io penso che il lavoro psicoterapeutico ci
chiede una grande capacità di ascolto ma anche una modalità di organizzare il lavoro che deve essere adattata alle circostanze in cui cerchiamo di intervenire L'altra cosa importante che Vorrei segnalare è l'importanza della supervisione lavorare da soli in terapia è difficile il suo bel visore anche a distanza di tempo Anche Insomma aiuta il terapeuta nella misura in cui lo costringe a raccontare quindi già a sistemare ciò che ho visto in un modo e dal modo in cui la sistemato un supervisore può aiutare il terapeuta a vedere i modi in cui lui interviene falsificando la storia del
racconto questo con degli allievi soprattutto è importante nelle prime fasi Queste sono i due messaggi l'importanza dell'ascolto dei bambini e l'importanza della supervisione il messaggio ascoltare i bambini sembra un messaggio Semplice no perché uno dice È già è vero Ma cos'è che rende a noi adulti difficile fare questa cosa cioè se pensi tu Hai incrociato tantissime volte il mondo dei servizi degli i servizi sociali di persone che si prodigano anche noi che si dedicano a questo lavoro agli educatori delle comunità i genitori affidatari dal tuo punto di vista cos'è che ostacola questo tema dell'ascolto dei
bambini Ma guarda in tantissime situazioni Il problema è che chi interviene pensa di doversi occupare dei bambini cioè ritratta più come oggetti del suo intervento come soggetti per ascoltare quando si leggono le relazioni diciamo no Si vede che il bambino viene visto come quello per cui bisogna lavorare quello di cui ci si deve occupare quello a cui bisogna costruire intorno le situazioni migliori però difficilmente si ascolta solo quello dice Proprio oggi ho visto un bambino di riuscire adesso 5 anni viene da un paese africano e stilistica intelligente ma sta facendo impazzire i genitori riempiendoli di
bugie prima si fa male battendo la testa a lui stesso o graffiandosi poi quando non riesce a farsi consolare subito o ritiene di non volersi far controllare subito accusa uno dei genitori di fronte all'altro dicendo che è stato quel genitore a picchiarlo no naturalmente non è vero e Queste sono bugie ma che cosa ci sta dicendo e lì ci vuole un grande sforzo di pazienza nel caso in particolare il problema era quello di ritornare alla situazione prima dell'adozione a quello che gli aveva vissuto in questo questo asilo asilo Sì questa piccola comunità di accoglienza nel
paese di origine dove c'era al mattino un'educatrice molto brusca e a volte violenta e c'era poi una suora invece molto dolce a cui lui sarà molto affezionato dalla quale il bambino correva per farsi consolare accusando l'educatrice tra virgolette Cattiva no e questo movimento poteva essere in origine in un certo numero di casi dove ho legato effettivamente a delle porte prese Ma poi era diventato come un'abitudine per cui le botte potevano essere inventate oppure un bambino se ne poteva dare da solo farsi male da solo Ecco ricostruire questo di fronte ai genitori con la famiglia richiede
un grandissimo sforzo di attenzione E questa attenzione deve essere legata sia alloggi che al passato È solo un esempio no E come io veramente c'ho l'idea che per arrivare a ricostruire questo semplice movimento io ci ho messo due sedute mi ha chiesto tanto tempo perché non era facile poi direte No era facile No invece non era facile perché poi mentre parlavano le voci si sovrapponevano perché queste situazioni erano state vissute abbastanza drammaticamente dall'accusato per esempio no che era stata accusato anche di fronte a terzi fuori dalla famiglia di essere stato violento e non era vero
lui stava male ecco il bambino parla per metafore per ricordi che sono ricordi gli schemi interpersonali e con grande facilità i personaggi si trasformano la situazione del passato viene rivissuto come se fosse attuale le persone non capiscono più niente questo si vede bene nelle situazioni adottive Insomma non possiamo aspettarci dal bambino una comunicazione diretta esplicita ben raccontata dobbiamo intuire fare la domanda giusta a cogliere un trasferimento un'emozione che si manifesta non ci vuole una grande pazienza che forse questo Stiamo leggendo questo libro si può apprezzare bene perché tutte le scrittrici di queste tesi hanno raccontato
bene la loro difficoltà nei il tempo no che ci è voluto per loro a capire quello che stava dicendo il bambino stavo pensando mentre parlavi al fatto che in questi racconti c'è spesso E in queste storie di questioni c'è spesso una fase in cui sembra quasi che hai risolto tutto hai capito tutto e poi c'è quasi sempre una fase in cui sempre tornare a zero sempre che la situazione sia peggiorata no e siano questi cammini no di saliscendi e spesso fanno perdere un po' la speranza no a volte l'entusiasmo iniziale poi il senso di fallimento
di chi dice vabbè ma allora anche con noi non siamo in grado Mi serve quello che trasmette molto il tema della speranza no L'idea che comunque sia possibile [Musica] che il cambiamento avvenga che le persone stiano meglio perché questi bambini possano avere degli esiti diversi da quelle che possono essere apparentemente delle traiettorie assegnate ormai inesorabilmente dal disagio dalla sofferenza è molto vero e mentre lo dicevi ho pensato a un passaggio nella storia della psicoterapia che mi ha sempre colpito tanto ed è siamo nel 1923 nel momento in cui farò descrive Al di là del principio
del piacere perché Freud a un certo punto sente proprio come un incubo la presenza dentro i suoi pazienti dentro di sé Forse quello che lui chiamerà istinto di morte l'istintore morte viene proposto da Freud a partire da un episodio banale una sua nipotina da un gioco ripetitivo è strano nel senso che è molto legata ad un oggetto che per lei è caro poi lo allontana nasconde [Musica] Cominciano la ricerca e poi quando lo si trova di nuovo l'oggetto lo nasconde la ripetizione come se cercasse di nuovo l'esperienza dolorosa di perderlo l'oggetto Fa riflettere Freud sul
fatto che il bambino ha una tendenza a ripetere a tornare su situazioni che per lui sono dolorose io personalmente Da quando ho sempre amato la lettura di stroilide il personaggio ho collocato questa cosa sono molto tardivamente perché per tanto tempo ho pensato anche fragile sbagliato perché è uscito rivolte Non c'ho mai creduto non so mai riuscito a prenderlo sul serio Poi leggendo la biografia che di solito ha scritto Peter game ho riflettuto sul fatto di quel punto pizzeria che parla che quelle osservazioni di Freud avvengono in un tempo in cui Frank si confronta Con lutto
della perdita in guerra del figlio e acutamente secondo me nota che sentimento dell'istinto di morte legato a un tempo vissuto come depressione nel tempo del suo lungo con questo al comportamento della piccola scimmia quando morbide scrive la sua reazione alla perdita perché nella reazione alla perdita dopo la fase di disorganizzazione di stupore di paralisi diciamo inizia una fase di ricerca aggressiva rabbiosa dell'oggetto materno che si è perduto e poi comincia spesso una fase in cui il bambino si fa del male prima di arrivare alla rassegnazione la fase in cui il bambino si fa del male
Appunto una frase Che cosa vuol dire a scriverlo all'istinto di morte Secondo me è sbagliato l'idea è che il bambino si dà la colpa se dalla colpa si pulisce nell'elaborazione anche normale del lutto c'è la fase in cui trovare il colpevole in modo di esorcizzarlo tutto Nella fantasia della del nostro inconscio allora siamo partiti dal fatto che si torna indietro si spesso si torna indietro spesso e questo un'esperienza nei primi tempi delle terapie familiari quando si esce soddisfatti della seduta con l'idea di essere arrivati avanti la volta dopo ci si trova di fronte a una
situazione difficile con qualcuno innescato il tornare indietro e perché secondo me la speranza troppo evocata dalla seduta Qui le cose vanno bene cede il passo da paura di non essere all'altezza di poter portare avanti davvero quel miglioramento A questo riguardo alla famiglia o l'individuo si va avanti e si torna indietro ma sicuramente siete tornati indietro per paura cioè si va avanti per speranza e si torna indietro per paura e in un percorso ideale l'andare avanti di 10 cm e poi tornare indietro di 9 e poi di altri 10 tornare gli occhi e poi un'altra volta
di paradiso e tornare su di 7 in queste oscillazioni lentamente il ritorno all'indietro è più debole meno convinto meno drammatico la terapia non è un cammino tranquillo faticoso ma tranquillo sempre verso l'alto No è un alternarsi come dicevi giustamente tu ed è più difficile forse mantenere la speranza nel momento in cui invece sembra che le cose vanno indietro Però io credo che su questo Questo è uno degli aspetti per cui davvero la supervisione del gruppo del supervisore sono importanti No per aiutare il terapeuta a non lasciarsi travolgere dalla paura di avere sbagliato lui no quando
le cose sembra che tornano un po' indietro Ma cammina è questo difficile tutti quelli che arrivano da noi e chiedono aiuto hanno vissuto in termini diretti espliciti o metabolici delle perdite e di fronte alle perdite oscillano la fase della speranza della ricerca è quella invece della delusione e della vulva però se la trama relazionale costruita nella terapia funziona lentamente si va in avanti e la speranza prende sempre più volte credo che siano davvero dei pensieri su cui lo spazio per pensare No mi sembra che spesso il tema nelle nostre reti nei nostri lavori nell'equipe sia
quello che manca a volte lo spazio No per sostare Si è presi dal dal fare dall'urgenza no dalla reazione e quindi si fanno molti agiti A volte anche da un punto di vista ma anche nell'ambito giudiziario nell'ambito delle comunità Cioè queste idee che tu trasmetti di un accompagnamento paziente faticoso che connette no guidato dalla speranza che comunque si possa arrivare e vedere che si può tra virgolette davvero valorizzare le risorse quando tu dicevi all'inizio Noi abbiamo messo da parte un po' le etichette diagnostiche No il tema è l'ascolto del bambino di quel bambino con quel
con quella voce con quel con quelle con quei comportamenti credo che questo sia davvero una cosa non è facile farla forse nel modo con cui siamo organizzati nei servizi nelle realtà quotidiane con cui si lavorano non so che pensieri fai tu no che hai anche una visione sociale Su questo tema Secondo me queste storie sono importanti anche per dimostrare una cosa che il terapeuta che vuole ascoltare i bambini costruendo condizioni in cui arrivare a capire ciò che dicono suggeriscono propongono quei comportamenti quel terapeuta ha bisogno di tantissimo tempo c'è una delle storie in cui andava
a casa di questa donna affidataria un sacco di volte le sedute di psicoterapia o comunque gli incontri portati avanti con una attenzione psicoterapeutica andando a casa significa spesso un pomeriggio di lavoro no per una sola situazione Certamente nei servizi questo è difficile immaginare però è così capire quello che un bambino vuol dire quando è affidata una nonna che ha difficoltà a muoversi per esempio se non si se non lo si vede si parla la nonna come si fa cioè io penso che noi dobbiamo pensare al lavoro psicoterapeutico come un lavoro in cui siamo noi che
dobbiamo adattarci alle situazioni e non le situazioni a noi non è il nostro setting che può essere imposto diciamo no D'altra parte c'è anche un altro enorme problema di cui io ho fatto esperienza forte concentrare aiuto al bambino maltrattato del comune di Roma i servizi sociali sono sovraccarichi di casi il numero importante di situazioni sono deboli dal punto di vista organizzativo hanno poche risorse e non hanno una formazione psicoterapeutica Purtroppo questo è un limite importante la psicoterapia diciamo è vista ancora oggi nel nell'ambito del socio sanitario come una risorsa particolare quasi esterna al sistema si
manda un bambino in psicoterapia Secondo me la cosa importante sarebbe che il servizio funziona una mentalità cultura psicoterapeutica adeguandosi continuamente alle esigenze particolari di quella situazione e avendo però anche i mezzi per farlo state per esempio una cosa che tanto comune adesso e anche importante come i servizi legati al sismi l'intervento domiciliare no Ma se l'intervento domiciliare lo fa un educatore che riceve un'indicazione di scopo molto limitato Insomma è un po' difficile di questo possa essere davvero terapeuticamente utile no gli incontri neutri o proteggi o quel che siano E insomma sono tutte situazioni di coordinamento
genitoriale Come viene chiamato adesso non da tanti evocato da tante sentenze i giudici Ma io sono tutte cose in cui non c'è l'ascolto del terapeuta c'è il tentativo di applicare modelli di fare tentativo di far accettare dagli utenti modelli di comportamento che secondo il servizio sono quelli giusti trasformazione psicoterapeutiche più complessa Secondo me dovrebbe essere obbligatorio per chi si occupa per esempio di bambini in difficoltà Allora richiede anche tanto tempo pazienza per esempio una cosa che mi ha colpito tanto in Spagna nei servizi in cui si riconosce che i bambini vanno ascoltati in psicoterapia però
poi si pone una limitazione di una seduta di 15 giorni e non più di 8 per un bambino che ha vissuto dei vostri sentimenti importanti una seduta ogni 15 giorni e non più di 8 non è sufficiente è come dire che in una polmonite si danno gli antibiotici però non tutti i giorni e comunque non superando una certa dose Io credo che quello che manca nei servizi e la cultura si poteva vedere Però come tu la declini la pensi come una cultura psicoterapeutica di rete quasi certo non dell'individuo psicoterapeuta in quanto che potrà svolgere un
suo pezzo ma che deve produrre un ambiente psicoterapeutico in una con relazione psicoterapeutica e così che penso che la psicoterapia deve essere il lievito diciamo no E permette di dare senso alle attività dei servizi che si occupano di bambini e di famiglie Ci saranno anche nell'ambito del progetto di interventi momenti in cui si ascolta la famiglia il bambino da solo le varie situazioni diciamo no noi nella scuola diciamo che vogliamo insegnare ai nostri allievi a lavorare con individui coppie e famiglie perché quello poi in certi momenti è necessario però l'importante è che ci sia una
cultura di rete ad un livello psicoterapeutico centrata sull'idea dell'ascolto e della valorizzazione delle risorse nei casi ogni tanto si racconta anche del fatto che ci siano a volte delle dissonanze tra le aspettative non so delle comunità la valutazione dei servizi le lentezze del tribunale no questo mi sembra un altro degli aspetti dei difficili incroci no di queste storie e anche l'idea però mi viene da pensare che nel libro si trasmette l'idea che queste cose sono superabili anche tramite forse un esplicitazione di questi conflitti e una messa in parola anche di cose diverse e forse anche
la possibilità di litigare a volte tra colleghi non so se era qualcosa di intenzionale No perché a volte si ha un po' l'idea che si deve cioè si esce magari molto arrabbiati dalle reti Ma nessuno dice niente No nel senso che tutto è Silente uno pensa male dell'altro a volte no o che l'altro non faccia quello che forse sarebbe auspicabile fare un principio fondamentale per noi per noi dico come persone che lavorano con me in tante situazioni e quello per cui il bambino deve essere informato edotto con chiarezza di tutto ciò che qualcun altro decide
su di lui la lettura dei decreti del tribunale dei minori delle decisioni del tribunale civile ai bambini con i bambini Secondo me è fondamentale sempre il bambino deve essere messo in condizioni di conoscere la realtà della situazione in cui vive è chiaro che in alcuni momenti sentire che il tribunale ha preso una decisione può dargli dispiacere invece di farlo sentire protetto lo fa sentire magari ingiustamente punito però il terapeuta secondo me deve aiutare la persona ragionare sulle motivazioni di quel di quel provvedimento vediamo in un sistema giuridico che i ricorsi che ammette i ricorsi non
sempre gli accordi il ragazzino deve essere educato alla legalità come insieme di regole che la società si è dato e deve essere aiutata a distinguere fra le sue reazioni emotive e il momento in cui invece si devono prendere decisioni questo per esempio molto molto evidente è nel momento in cui il tribunale pronuncia la decadenza dei genitori e immagina un'altra famiglia No per il ragazzo e quello è un momento in cui per il ragazzo può essere molto difficile accettare che può essere un momento in cui per esempio a volte ci sono grossi conflitti fra operatori che
non sono d'accordo no poi Insomma io penso che bisogna ragionare con i bambini i ragazzini gli adolescenti aiutandoli a capire che comunque chi ha preso certe decisioni le ha prese pensando di essere dalla parte giusta di tutto si può discutere diciamo la cosa molto sbagliata Secondo me è che spesso invece al bambino non si dice niente non si spiega nel libro ascoltare i bambini cerca di Diego questo ragazzo che fa una seduta tra virgolette di addio con la madre quando il tribunale ha deciso e lui e la madre si rendono conto del senso non di
quella decisione abbiamo una certa che Roberto sta lì a dire di sostanze giusto però che è così il principio di realtà Ecco secondo me le decisioni del Giudice sono parte del principio di realtà tra colleghi e quelle un altro tema complesso spesso se lo scontro no le posizioni diverse da cui si esce magari senza essersi parlato ognuno per il suo mondo Io credo che sarebbe importante che gli incontri di rete avessero un coordinamento un coordinamento non necessariamente decisionale ma un coordinamento come dire io considero tanti incontri di rete come delle situazioni terapeutiche in cui bisogna
riuscire a capirsi E quando ci si capisce alla fine la decisione sono più comuni è chiaro che questo per esempio noi in un libro che si chiama vita Palermo Viva la RAM discusso tanto no e io mi ricordo l'insegnamento nell'impostazione di questa discussione che mi avevano mandato Boscoreale l'idea è che di tante famiglie annunci problematiche si occupano Un grande numero di operatori spesso in contrasto tra di loro dedicando tantissimo tempo e una volta loro mi raccontarono di un intervento di supervisione che avevano fatto a Londra a proposito di un bambino della sua famiglia di cui
si occupavano contemporaneamente 9 operatori di servizi diversi e mi dissero che il loro intervento aveva portato semplicemente a scegliere che un operatore ordinasse questo lavoro prendendo le decisioni e che gli altri dessero soltanto un contributo Certo lo stabilire una gerarchia c'era un responsabile di questo progetto la cosa è difficile perché nessun servizio riconosce la maggiore importanza degli altri servizi e in questo senso l'idea di Luigi Boscolo e Gianfranco diciamo no a volte noi non c'entra di aiuto facevamo incontri di rete li ho sempre guidati io che per età rispetto che avevano con me avevo la
possibilità di guidare questi incontri no Ecco io sono convinto del fatto che la rete fatta senza una preparazione e senza l'idea che ci sia un coordinamento è spesso Fonte più di malintesi e di malumori no che non di decisioni comunque però su questo Bisognerebbe riflettere tanto Insomma non mi sento di dare formule diciamo più di rappresentare esigenze i nostri colleghi che ascoltano hanno la possibilità di scrivere anche in chat Franca Seniga scrive la rete psicoterapeutica che cura è possibile come punto interrogativo Forse un po' hai già provato a rispondere a questa domanda Sì io penso
Penso di sì un po' con queste condizioni diciamo no cioè che si riconosca un po' una Io per esempio per tutte le tematiche maltrattamenti abuso l'infanzia sono convinto poi il proprietario te ne ricorderai no del documento che facemmo il tempo adesso il garante Nazionale all'infanzia del fatto che dovrebbe esistere in ogni territorio in ogni Asia non in provincia quel che sia un centro dove ci sono persone che hanno una competenza specifica per lavorare con i bambini maltrattati e che questo centro debba essere il coordinatore degli interventi per queste situazioni che vengono fatte da pediatri assistenti
sociali eccetera a quegli incontri che noi facevamo lì a Roma nella sede della nazionale partecipava un funzionario della regione Veneto come rappresentante delle Regioni e quel funzionario è riuscito a convincere poi il suo assessore la giunta regionale del Veneto a mettere in opera questo In ogni altro del Veneto c'è un centro e la caratteristica di questi centri che c'è nel Veneto e biotropologo gli elementi interessanti come modo di lavorare e che sono formati solo da psicoterapeutica non dipendono le altre sono quelli a cui vengono avviati casi in cui ci sono elementi di maltrattamenti abuso che
l'infanzia un adolescenza e loro hanno la gestione complessiva del caso la relazione con il tribunale per esempio anche a nome degli altri servizi questa Secondo me è una cosa che può funzionare lì discretamente funziona Io ho fatto due anni di supervisione con loro mensile e mi è piaciuto come esperienza anche altri ci sono stati mi pare che sia stato Dante Chizzi per un periodo Insomma altre persone hanno lavorato con loro insomma sembra quello una buona strada Diciamo che in Italia è difficile che si riescano strutturare dei modelli funzionali e replicarli come forse sarebbe utile nella
mia fantasia Io vorrei che far partire una proposta di legge di iniziativa popolare su tutti questi tempi poi vediamo se ci riusciremo ti aiuteremo per quel che possiamo ok c'era ancora un altro collega che dice come dovrebbe approcciarsi un assistente sociale in una comunità di Minori secondo un'ottica psicoterapeutica Sono domande forse che richiederebbero più che un webinar breve No una domanda giusta questa qui No nel senso che l'ottica psicoterapeutica non la comunità per minori E inevitabilmente sempre centrata sulla soluzione di una posizione terapeutica anche nei confronti delle famiglie la comunità per minori deve potersi avvalere
di un terapeuta che tiene i rapporti con le famiglie non possono essere soltanto legati alle decisioni del Giudice possono venire non possono venire il minore che è allontanato dalla sua famiglia sta in comunità a questa famiglia un rapporto complesso da gestire e di cui bisogna riuscire a liberare le risorse o a arrivare numero minore di casi a delle decisioni anche di interruzione cioè la comunità deve perché lo vede il bambino vede il minore che c'è dentro deve occuparsi dei suoi rapporti con i suoi familiari stato non so se qualcuno sicuramente di quelli che stanno ascoltando
la vista c'è questa serie televisiva che si chiama Mario ruoli in cui non è una comunità è un carcere minorile Ma insomma le tinte dei racconti sono sempre estremamente drammatiche forse eccessive rispetto a quello che si vede in tante comunità anche senza forse diciamo sono un po' eccessive non è quello però nella scrittura di questa serie gli autori hanno capito due cose Una è che le radici dei comportamenti delinquenziali dell'adolescente sta nelle loro storie familiari lontane e vicine e questo lo rappresentano abbastanza bene nella gran parte dei casi due che questi comportamenti vengono spesso rinforzati
da famiglie che non sono di aiuto e che una delle terribili carenze del lavoro che viene fatto in quell'istituto Penitenziario per minori e che le famiglie non vengono prese in considerazione se non c'è collaborazione con la famiglia quando ero il permesso Che cosa so di quello che succede non viene visto il programma di recupero del ragazzo dell'adolescente come un programma in cui la famiglia è protagonista o come un programma da cui la famiglia è meglio che si è esclusa qualche anno fa il giudice Gratteri in Calabria la Reggio aveva preso una decisione di allontanare proprio
dalla Calabria i ragazzi figli di genitori ambedue gravemente compromessi in situazioni di entrare se il padre sta a 41 bis e la madre viene condannata a vent'anni perché ha collaborato e quella famiglia nel nel paese Da cui proviene c'è un ruolo importante nell'organizzazione il ragazzo di 15 anni e continua a vivere lì o che a contatti con questo mondo è un ragazzo non dico condannato ma insomma Comunque le cui probabilità non di farcela uscire da quel sistema Sono molto basse Perché appena torna lì le attese delle persone sono su quello anche da questo punto di
vista mare fuori un buon esempio Beh grazie di decise di metterli in altre città comunità Personalmente ho seguito a Cagliari nella comunità di Domus de luna ragazzo che veniva da una di queste situazioni che poi si è abbastanza bene ambientato nella città nuova noto che era stato mandato senza fare ritorno è un esempio poi non so quanto queste cose siano fattibili però c'è anche la situazione in cui la famiglia non si può attivare perché è troppo compromessa diciamo no Ecco io Penso che un assistente sociale nella comunità nel rapporto con la comunità dovrebbe preoccuparsi di
questi rapporti vedere quanto è possibile che siano costruttivi e farlo con l'aiuto di un terapeuta interno alla comunità penso questa sia una cosa molto significativa e importante e condivido che anche in quelli anche dove non c'è Comunque la possibilità di un recupero A volte bisogna salvaguardare anche un pensiero no e l'elaborazione anche di un distacco di un tema di lealtà rispetto alla propria famiglia che uno sente di tradire credo ci siano tante dinamiche che e anche anche su questo tema della realtà dei conflitti in realtà Questo libro è molto interessante nel racconto dei casi stiamo
andando un po' verso la fine pochi minuti e chiuderemo questo webinar io incoraggio davvero a leggere questo libro non so se c'è ancora qualcosa che potresti trasmettere tramite noi operatori agli educatori delle comunità ce ne saranno anche collegati Forse alle famiglie affidatarie adottive No perché oggi c'è una grande difficoltà su questo versante no poi c'è stato Bibbiano Insomma ci sono tutta una serie di cose che hanno inquinato a volte anche un po' il pensiero c'è anche a volte un po' il pensiero degli operatori che di fronte alle difficoltà che vivono i ragazzi in famiglia adottivi
dicono ma allora avevo avuto senso No questo [Musica] passaggio No non so se così un po' In conclusione di questo webinar puoi pensare che messaggio vorresti dare a Queste famiglie che faticosamente la seguono una figura difficile Sì messaggio e sono contento di avere l'occasione di proporlo e soprattutto questo chi si impegna le famiglie che si impegnano in anfibio adozioni dovrebbero avere Chiara Due cose Una che loro diventano terapeutici e che quindi debbono affrontare sempre i rischi di una terapia la terapia può funzionare o Non funzionale E comunque non è solo una responsabilità genitoriale è una
responsabilità molto più grande perché si tratta di curare i bambini che arrivano segnati da grandi ferite precedenti e quelle grandi ferite possono essere curate solo all'interno della loro famiglia Io su questo ho una convinzione assoluta che condivido con Francesco Vadilonga la Terapia Familiare delle famiglie adottive e basata sul principio per cui vanno ricostruite le storie bambini e genitori devono essere in grado di riconoscere il senso dei comportamenti imprevedibili del figlio affidato adottivo ragionando su di circostanze in cui lui ha vissuto Prima di arrivare al lavoro questo non vale per tutte le adozioni ci sono anche
le adozioni in cui il bambino è stato adottato molto piccolo non è il mese di vita per esempio e lì ci saranno altre questioni da affrontare nel momento in cui il bambino sa e nel momento in cui comincia a immaginare la sua storia precedente no tutto questo spesso per le famiglie richiede un aiuto terapeutico serio però è importante fondamentalmente questo che chi si accinge a un'operazione di questo tipo sappia che affronterà una scalata con difficoltà importante già difficile avere i propri Ma insomma adottare dei bambini è ancora più difficile sicuramente ulteriormente difficile rapido l'affido Secondo
me è una cosa quasi impossibile a meno di circostanze molto fortunate molto ben valutate e seguite Perché nell'affido diciamo la violenza delle Correnti affettive c'è tutta sia dalla parte del ragazzo che dalla parte della famiglia E però quello che non c'è era sicurezza del rapporto i genitori affidatari si possono stufare piantarla lì il ragazzo affidatario può trovarsi senza nulla ma anche viceversa può accadere che i genitori si leghino molto e che a un certo punto Invece questo ragazzo viene tolto insomma la sfida o viene visto come un aiuto alla famiglia originaria E allora chiede anche
lo stabilirsi di rapporti con i genitori biologici Oppure secondo me è una situazione abbastanza impropria e molto molto pericoloso io [Musica] mi dilungo ha presentato a Cagliari di recentemente 34 una statistica in cui si vedeva le percentuali di difficoltà dei ragazzi adottati che arrivano alla maggiore età dei ragazzi affidati che arrivano alla gioia età in confronto con quelli che invece hanno vissuto nel loro famiglie naturali e si vedeva bene che quelli adottati avevano delle difficoltà più frequentemente di quelli che sono cresciuti nel loro famiglia e che può sembrare Ovvio un meno Ovvio è che quelli
invece affidati hanno ancora più difficoltà degli adottati proprio statisticamente diciamo e L'affitto è una misura molto molto complessa e difficile penso che su questo dovremmo anche per arrivare al legislatore la riflessione di chi sta sul campo credo anch'io che siano temi assolutamente che meriterebbero degli approfondimenti e soprattutto delle riflessioni davvero sulle esperienze anche longitudinali nodi Forse oggi abbiamo no della materia per poter riflettere sulle differenze e sul e sugli esiti anche di processi quando hanno prodotto bene quando sono stati più difficoltosi no sì sia Assolutamente si è molto materiale no c'è molto molto campo da
studiare ma io direi che ci possiamo fermare No noi intanto ti ringraziamo davvero molto questo libro Il bambino che aveva male al cuore Edito da Alpes è un libretto davvero molto leggibile senza un come dire un'applicazione tra un caso ogni tanto si può leggere ma è da leggere e rileggere perché si colgono davvero degli spunti interessanti che ci fanno pensare sui casi che abbiamo in carica a me è capitato molto leggendolo di aprirmi delle finestre su quello che stavo facendo magari con bambini e ragazzi che stavamo seguendo nel nostro centro quindi davvero un libro interessante
Grazie Luigi intanto di averlo curato e diffuso e grazie proprio di essere stato qui con noi di averci trasmesso davvero delle cose importanti nella logica della Speranza Ecco e della pazienza di continuare a insistere e non arrendersi No perché c'è un po' a volte questa sensazione no di dire ma forse non ce la possiamo fare non nei servizi quotidianamente eccetera mentre invece val la pena provarci e continuare Grazie grazie a voi davvero a tutti in particolare a te perché sono stata un piacere poter parlare di questo libro e di tutte queste cose Grazie davvero a
tutti che quelli che ci hanno ascoltato so che sono ancora arrivate qualche domanda Ma vedremo di organizzare dei pensieri Prossimamente su questi temi ancora di approfondimento Ok Buona serata a tutti e ad una prossima occasione di incontro come facciamo periodicamente con questi tipi di webinar Grazie ancora Luigi cancrini alla prossima Grazie