della Sera Fiesolana interessa considerare che secondo le indicazioni che ricaviamo dalla pubblicazione della poesia Nel 1899 le tre strofe hanno ciascuna un sottotitolo esplicativo che sono rispettivamente la natività della luna la pioggia di giugno e le colline e un testo è il primo che Noi leggiamo di Alcione e che risente della poetica simbolista vale a dire della poetica che noi abbiamo identificato grazie alla frequentazione di Pascoli e ancor prima Grazie ai poeti simbolisti francesi e quindi per esempio valorizziamo il la concezione della poesia di verlaine come musica Infatti D'Annunzio ha una straordinaria capacità di rendere
l'idea della musica nei suoi testi poetici alternando versi di diversa lunghezza ma soprattutto lavorando sui suoni cioè creando delle relazioni tra i suoni e In modo tale che si corrispondano che si richiamino e altri aspetti interessante proprio a proposito di quanto dice verlen nel nell'arte poetica anche l'importanza della sfumatura la predilezione non per l'immagine nitida ma per l'immagine sfumata Ecco Queste sono cose che ritroviamo in questo testo e poi ancora in quanto simbolista le figure retoriche che sono predominanti in questo periodo la sinestesia L'analogia la metafora Andiamo con la prima parte apre con una sinestesia
perché dice le mie parole ti siano fresche nella sera richiamo immediatamente a chi non abbia pratica con le figure retoriche fresche le mie parole della Sera evidentemente richiama già la freschezza della Sera Ma la cosa interessante è che dica fresche le mie parole Perché le mie parole sono legate alla sfera uditiva e invece il fresche alla sfera tattile e quindi incrocia due sensazioni e apre con questa immagine con questa immagine che evoca la freschezza che poi più sotto al verso 12 invece si tramuta in nell'immagine del del Gelo e il poeta che stabilisce questi legami
tra la realtà e la propria percezione poi le parole aprire un testo con le parole è importante perché proprio Nella terza strofa Il poeta dichiara quanto possa lui con la parola poetica e quindi già in questo parole iniziale lo capiremo alla fine si preannuncia quello che è la volontà di esaltare la parola poetica le mie parole ti siano fresche come il fruscio che fanno le foglie del gelso fruscio che fan le foglie e c'è la liberazione della F e quindi anche questo è quasi onomatopeico No perché il suono richiama il gesto il fruscio delle foglie
di chi perché c'è una mano di chi le coglie silenzioso e quindi c'è un un contadino che che è sulla scala Come si dice più sotto e che coglie le foglie silenziose attenzione al fresche silenzioso e siamo nella fase della teofania della Natività della luna e quindi c'è questo questa questo ritmo anche lento no la descrizione è una descrizione che passa per elementi che sono anche sempre di maggior grandezza adesso questo lo vediamo Intanto c'è la mano cioè il particolare della mano e poi c'è la scala la mandi Chi le coglie e silenzioso e ancora
si attarda all'opera lenta e quindi si attarda cioè continua ad a lavorare nonostante ormai stia scendendo la sera si attarda l'opera lenta sull'alta scala e vedi che c'è e sattarda scala ce l'assonanza delle a per dire E i suoni si rincorrono come per esempio lenta e annera sono esempi di assonanza perché abbiamo e a e in nella stessa nella stessa successione attenzione a come viene descritta la scala l’alta scala che sannera contro il fusto il fusto del Gelso che si in Argenta con le sue rame spoglie Allora Ecco i giochi dei colori che sannira e
che si in arge realtà non dice è nero o è argento usa dei verbi composti che danno l'idea del progressivo spostarsi della luce si in Argenta scusa del progressivo avanzare della luce oppuressa nera del progressivo avanzare delle delle ombre L'effetto è che si sta facendo notte ma in realtà il sinargenta Evidentemente per effetto della luna che sta comparendo e quindi il contrasto cromatico anche in due versi consecutivi sannera e poi si in Argenta Ed eccola la protagonista mentre la luna è prossima alle soglie Le soglie è una metafora Le soglie cerule all'orizzonte e sembra che
dinanzi a sé distenda un velo ove il nostro sogno poche parole che adora D'Annunzio la troviamo anche nella troviamo poi anche nella nella pioggia del pineto ove il nostro sogno si giace e parchi la campagna quindi sembra che la luna che a questo punto è personificata distenda un velo quindi sulla vista dove il nostro sogno che ha a che fare con l'esperienza d'amore con qualcosa di estatico si giace e parchi la campagna già si senta da lei sommersa cioè sommersa dalla prima e allora ecco che prevalente qui è il tema della luce lunare e la
luna che distende un velo e la campagna si sente sommersa dalla luna grande la forza metaforico di questa di questo sommersa sommersa nel notturno gelo e da lei beva la campagna la sperata pace Senza vederla Allora l'immagine è che la campagna personificata sia sommersa via via dalla luce lunare e beva lasperata pace quindi è la luna che dà il refrigerio gelo al verso 12 e va associato al fresche del primo verso in posizione incipitaria i versi dell'Audi qui sono sono dedicati alla alla sera e che personificata abbiamo il richiamo alla letteratura religiosa e che evidentemente
viene inserito in tre tempi Nel senso che ogni strofa si conclude con una laude qui è la sera di cui si dice laudata sì per il tuo viso di perla sabato sera e per i tuoi grandi umidi occhi ove sitacce l'acqua del cielo la sera è personificata il viso di perla vuol dire il viso bianco ma è sembra quasi una descrizione Still novista della pelle delle donne e il viso di Perla e riferito alla sua alla sua bellezza il viso di perla richiama il fusto che si in Argenta del verso 6 la luminosità e i
grandi umili occhi invece è riferito alle pozzanghere e per le tue pozzanghere ove Si tace l'acqua del cielo la seconda parte si chiama la pioggia la pioggia la pioggia di giugno e guardate se ascoltate Anzi se non è stato bravo a comunicare l'impressione della pioggia che cade dolci le mie parole nella sera ti Siem come la pioggia che Bruino cioè crepitava tiepida e fuggitiva Commiato lacrimoso della Primavera siamo nella prima parte di alcyone quando l'estate si sta realizzando come la pioggia che bruiva sui gelsi e sugli Olmi e sulle viti e sui Pini dai Novelli
roseiditi che giocano con Laura che si perde sul grano che non è bionda ancora e non è verde e sul fieno che già patilla falce e trascolora e sugli Olivi sui fratelli Olivi che fan di Santità pallidi eclivi e sorridenti ci sono tante i evidentemente quasi fossero i segni no i segni della pioggia della pioggia che cade e non è un caso sicuramente c'è l'anafora del su in cui D'Annunzio identifica le diverse piante che sono via via toccate dalla dalla pioggia e poi c'è il polisindeto a dire del fluire del cadere copioso della pioggia dolci
le mie parole non fresche ma dolci quindi sempre ti siano il T evidentemente rivolto alla donna amata dolci a una connotazione affettiva la pioggia che Bruino cioè che crepitava tiepida e fuggitiva come un commiato ecco per il discorso dell'analogia la pioggia viene interpretata come un addio lacrimoso della Primavera e poi cita le piante distinguendoli Gelsi Gli Olmi leviti i pini e i pini che hanno le i germogli sono definiti I pin di pini dai Novelli Rosei diti cioè vale a dire i germogli sono per analogia accostati all'immagine di dita che sono rose no e Novelli
riferito evidentemente ai germogli che giocano con Laura che si perde e sul grano Attenzione qui il discorso della sfumatura e al discorso dell'impreso il grano non è biondo ancora e non è verde è il fieno che già patila falce quindi la misitura e trascolora trascolora non è bionda ancora non è verde è le immagini i colori passano per l'ambiguità a sottolineare un un'atmosfera di sospensione tra scolora vuol dire che cambia di colore e poi interessante la puntata finale sugli Olivi gli olivi sono sui fratelli Olivi Per quale ragione perché qui agisce un Intanto il fratelli
richiama il sempre il Cantico di di Frate sole perché sono chiamati appunto tutti gli elementi del creato sono chiamati fratelli Ma poi i fratelli Olivi che fanno di Santità pallidi e Clivia sorridenti l'immagine e veicolata in riferimento al colore cioè il colore il verde pallido degli Olivi evoca l'immagine della santità e quindi agisce il filtro della dell'analogia laudata Sì Per le tue vesti Aulenti immagine sensuale qui perché la sera è lodata per le vesti profumate e per il Cinto che ti cinge come il sangue c'è il salice e cinge il fieno che profuma sensuale questa
laude perché passa per il profumo le vesti Sono Aulenti e il fienchiodore e l'immagine la lode e per le vesti profumate della sera e per l'orizzonte la perifrasi il Cinto che ti cinge È l'orizzonte che chiude la sera e questo questo l'orizzonte viene paragonato a un Cinto a una cintura a una che viene che a sua volta richiama sempre per analogia il cordone di salice che chiude il fienodoroso il i Fasci del del fieno raccolto e qua il nostro poeta in questa terza parte che chiama le colline E pone il focus sulla straordinaria capacità della
parola poetica Perché se voi ripercorrete il testo questa ultima questa terza strofa osserverete che il campo semantico prevalente è proprio quello del dire io ti dirò al 35 e ti dirò al 39 e la capacità di dire d'accordo Sì è il privilegio del poeta che riesce ad arrivare alla verità questo già lo conosciamo Questo è un poeta simbolista è un poeta che sa del proprio valore sa del proprio privilegio di penetrare nella nei segreti della natura questo già lo sappiamo ma il punto è che qui a rendere ancora più ragguardevole questa sua capacità è il
fatto che la parola si scontra con il limite della sua indicibilità perché dico questo perché dove ti dirò le cui fonti eterne parlano nel mistero sacro dei Monti quindi poeta sa dire anche quando c'è in mezzo il mistero mistero sacro e ti dirò per Quale segreto quindi il poeta sa dire anche quelli che sono i segreti e le colline le colline tutte abbiamo presente dalla terza elementare la forma delle Colline Ma qui le colline per un gioco analogico sono rappresentate come labbra la forma delle colline evoca l'immagine di labbra ma di labbra chiuse perché lui
dice ti dirò per Quale segreto Le colline si incurvino sui limpidi orizzonti come le labbra che un divieto chiuda Non solo ma queste colline che sembrano labbra sembrano belle perché Perché è la volontà di dire che le faccia belle Quindi al di là del Segreto e del divieto sembra che le colline vogliano esprimere è il poeta e colui che ha la capacità di dare voce a tutto questo di comprendere di accedere ai segreti della natura perché la volontà di dire le faccia belle oltre ogni umano desiderio e le colline vengono ancora definite e la possibilità
di dire le faccia belle e le faccia nel silenzio sempre novelle consolatrici consolatrice vuol dire che recano conforto al punto che sembra che ogni sera l'anima le possa amare di un amore più forte Qui sta giocando sporco perché mentre nelle prime due strofe parla della natura Qui invece è incentrato sì sui segreti della natura ma soprattutto sta parlando d'amore ed è io ti dirò in anafora sta esaltando la propria capacità di parola l'amore è chiaramente richiamato nel secondo verso ma anche le labbra che sono al centro sono un'immagine sicuramente sensuale e poi la amare da
amor più forte conclude questa questa strofa sono immagini e tutte caratterizzate dall'idea di segretezza di indicibilità rispetto a cui il poeta e si attribuisce il merito di poter andare oltre ai limiti la data Sì per la tua pura morte o sera e per l'attesa che in te fa palpitare le prime sei stelle e anche nel Cantico di San Francesco sorella morte no quindi c'è ancora portato avanti ancora questo parallelo chiude sull'immagine della morte che segna un forte contrasto rispetto a riferimento all'amore nella strofa precedente è interessante anche l'immagine della della purezza e lodata l'ho data
Sì per la tua pura morte e per l'attesa Quindi ancora il clima di sospensione questa volta riferita l'attesa che la sera tra passi poi nella notte al palpitare che ha a che fare con la vita delle prime stelle