tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso di razza di lingua di religione di opinioni politiche di condizioni personali e sociali e compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica economica e sociale del paese dai tempi della rivoluzione francese e ogni moderna democrazia si basa su due pilastri possiamo cioè dire di essere in presenza di una bella democrazia solo
se vengono affermati questi due principi la libertà dallo stato padrone e l'uguaglianza tra i cittadini la nostra costituzione non fa che ripetere questi due concetti il cittadino deve essere libero dallo stato sono la legge può imporre limiti e in ogni caso solo se c'è un interesse generale sarebbe incostituzionale una legge che comprimesse i diritti dei cittadini senza una valida motivazione rivolta a tutelare il bene pubblico e poi il secondo principio tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge e quindi davanti ai giudici un giudice non può chiedere all'imputato scusa tu di chi sei figlio che
lavoro fai quanto sei ricco una volta dei piccoli paesi specie quelli del meridione le vecchiette che vedevano per la prima volta un adolescente e gli chiedevano di che sei figlio tu che era un modo per inquadrare le persone sulla base del ceto la nostra costituzione vieta tutto questo e lo fa in particolar modo con l'articolo 3 [Musica] questa è la costituzione [Musica] l'articolo 3 della costituzione è composto da due parti con la prima si sancisce il principio di uguaglianza con la seconda quello di solidarietà si tratta dei cardini di ogni stato democratico per parafrasare una
frase di totò si può dire che il diritto è una livella che ci rende tutti uguali proprio per questo la legge deve essere generale e astratta generale perché non può rivolgersi a singoli individui ma solo a soggetti in determinati nella loro identità e questo impedisce che vi possano essere privilegi astratta perché non puoi riferirsi a fatti specifici ma solo una serie ipotetica di fattispecie insomma la costituzione vieta al legislatore di rivolgersi nel bene o nel male solo ad alcuni cittadini e non a tutti nel nostro ordinamento sono infatti vietate le leggi ad personam destinate cioè
a soggetti specifici o a condizioni talmente definite da potersi applicare solo a isolati e predeterminati casi la scritta la legge è uguale per tutti campeggia nei tribunali per ricordare che non ci possono essere trattamenti differenziati in base a titoli condizioni sociali o economiche insomma in italia non sono ammesse preferenze e questo perché tutti gli uomini nascono uguali russell diceva che è alla base della democrazia c'è l'invidia ciò che spinge i cittadini a pretendere l'uguaglianza non è l'altro istica ambizione di un popolo di tutti siano trattati allo stesso modo abbiano le medesime possibilità e pari diritti
ma l'egoistica pretesa di avere per sé ciò che gli altri già hanno non è un io lotto affinché anche tu abbia ciò che ho io ma un pretendo di avere ciò che hai tu è un continuo richiedere allo stato se lo sa lui lo voglio anche io io voglio io voglio io voglio tutti vogliamo avere nessuno si alza dalla sedia e dice io voglio dare diciamoci la verità siamo molto più egoisti di quanto non vogliamo confessare a noi stessi e il nostro egoismo lo chiamiamo rispetto dell'uguaglianza l'invidia diventa così la principale forza l'attrice della giustizia
tra classi diverse nazioni e stessi differenti ma è anche vero continuava russell che la giustizia risultante dall invidia a molte probabilità di essere la peggiore una giustizia cioè che consiste nel diminuire i privilegi del fortunato piuttosto che nella crescere quelli dello sfortunato dobbiamo allora combattere affinché la nostra 6 pe di uguaglianza non si è rivolta ad ottenere ciò che hanno gli altri ma a garantire agli altri ciò che abbiamo noi [Musica] spesso il principio di uguaglianza viene richiamato a sproposito si pretende di ottenere ciò che gli altri hanno anche quando le condizioni che giustificano un
determinato trattamento sono differenti attenzione a non cadere in facili equivoci il principio di uguaglianza non richiede che tutti i cittadini siano trattati allo stesso modo ma che tutti coloro che si trovano nella medesima condizione siano trattati allo stesso modo a situazioni uguali corrisponde uguale trattamento ma a situazioni differenti deve corrispondere invece un trattamento diverso il ricco non può pretendere gli stessi benefici riconosciuti al povero il sano non può parcheggiare negli stalli adibiti ai disabili chi ha già una casa non può esigere anche l'alloggio popolare la prescrizione dei diritti economici del lavoratore dipendente non inizia a
decorrere come per chiunque altro da quando tale diritto sorge ma dalla cessazione del rapporto di lavoro in considerazione dello stato di soggezione nel quale il lavoratore stesso versa finché è alle dipendenze del proprio capo insomma non si può pretendere una parità assoluta ma solo una parità relativa cioè tra categorie omogenee di cittadini se così non fosse in nome di un'uguaglianza assoluta e generica si realizzerebbe un enorme ingiustizia la negazione delle diversità naturali finirebbe per confliggere con il principio di uguaglianza e sbagliato dire la stessa cosa tutti e corretto invece affermare la stessa cosa agli stessi
c'è dunque un lato dell'articolo 3 che vieta le disparità di trattamento e un altro lato che le impone il punto è che spesso non a tutte le disuguaglianze viene dato lo stesso peso e così il legislatore si trova a penalizzare determinate condizioni per agevolarne altre in un'ottica a volte e clientelare ad esempio ci sono leggi che garantiscono ai disabili il diritto all'assunzione ma la stessa cosa non è prevista per i poveri o per le donne single con figli da mantenere ed è proprio questo che fa sì che l'articolo 3 della costituzione sia il più inflazionato
nei ricorsi alla corte costituzionale qui sta la maggiore difficoltà dell'applicazione del piccolo tre gli esseri umani nascono naturalmente disuguali tra loro è come se ciò non bastasse la vita stessa li porta ad essere diversi come diceva pirandello prima di giudicare la mia vita ho il mio carattere mettiti le mie scarpe percorre il cammino che ho percorso io viva il mio dolore i miei dubbi le mie risate vivi gli anni che ho vissuto io e cadi laddove sono caduto io e rialzati come ho fatto io ognuno di noi ha una sua storia alle spalle che lo
porta ad essere diverso come può allora la legge e valutare tutte queste diversità si finirebbe per scrivere una legge per ogni cittadino questo è chiaramente impossibile ragion per cui anche il principio di uguaglianza non può essere applicato alla lettera [Musica] l'articolo 3 afferma subito che tutti i cittadini sono uguali dinanzi alla legge la norma poteva interrompersi qui essendo sufficientemente chiara nel dire che non si possono fare discriminazioni di sorta eppure prosegue specificando che sono vietate le differenziazioni in base al sesso alla razza alla lingua alla religione alle opinioni politiche alle condizioni personali e sociali vengono
così elencati 6 specifici parametri perché proprio questi sei ci avete pensato perché si tratta di situazioni che non indicano solo una diversità ma anche una condizione di debolezza che in passato ha determinato forme di violenza prevaricazione ed emarginazione chi incarna uno di questi parametri e normalmente più deboli rispetto agli altri ecco perché non si parla anche dell'altezza delle persone della corporatura del colore di capelli per quanto anche queste discriminazioni sarebbero illegittime la donna è naturalmente più fragile dell'uomo e lo è anche chi appartiene a una minoranza linguistica chi è povero chi è straniero che pratica
una religione diversa da quella generale e che dire degli omosessuali oggetto tutt'oggi di profonde discriminazioni pensate che è solo nel 1973 l'omosessualità è stata cancellata dalla classifica days turbi psichici e trasferita dall ambito delle patologie all'area delle caratteristiche della personalità oggi la situazione dell'omosessualità e tutelata solo genericamente dal principio di non discriminazione ma non è mai stata approvata una legge specifica salvo quella che riconosce il legame alle unioni civili in ogni caso per fortuna all elenco dei parametri riportato nell'articolo 3 cioè sesso razza lingua religione opinioni politiche condizioni personali e sociali e così ampio da
ricomprendere qualsiasi forma di diversità anche quelle non espressamente indicate ad esempio è stata ritenuta illegittima la norma che nei concorsi pubblici pone un requisito minimo di età per quanto le condizioni anagrafiche non siano contemplate nell'articolo 3 lo stesso vale per l'altezza secondo la giurisprudenza e discriminatorio prevedere un altezza ma per accedere al posto di capo treno trattandosi di un requisito non pertinente alle mansioni svolte la costituzione vieta tra le altre cose le discriminazioni in base alle condizioni sociali quanti di voi sanno che prima del 1979 esisteva una norma del codice penale che prevedeva il carcere
per chi non aveva i soldi per pagare una pena pecuniaria in pratica si stabiliva un giorno di reclusione o di arresto per ogni 25 mila lire di multa horning da non pagate circa 13 euro di oggi immaginatevi se dovessimo mandare in galera tutti quelli che non pagano una cartella esattoriale di 100 euro dovrebbero restare al fresco per almeno una settimana per fortuna è intervenuta la corte costituzionale ad eliminare questa previsione perché contraria all'articolo 3 della costituzione perché operava una discriminazione tra ricchi e poveri qualcuno si sarà infine chiesto perché l'articolo 3 parla di razze laddove
si dice è vietata qualsiasi discriminazione in base alla razza la scienza ha infatti dimostrato che tra gli uomini esistono diversità nella fisionomia nel colore della pelle nella forma degli occhi nell'altezza o nella corporatura ma non razze che caratterizzano il dna si può parlare solo di diverse etnie proprie però di un'unica razza quella umana la ragione dell'uso di questo termine va allora cercata proprio nella volontà di contrastare le tragiche teorizzazioni sulle razze inferiori che furono alla base del nazismo prima e del fascismo poi la costituzione non afferma l'esistenza delle razze ma l'esatto contrario ossia che non
si possono operare differenze di trattamento fondate sulla presunta esistenza di razze [Musica] i padri costituenti si accorsero che non bastava sancire l'uguaglianza tra i cittadini se poi lo stato non si attiva per eliminare gli ostacoli che impediscono l'applicazione concreta ed effettiva di tale principio l'esperienza insegna che le dinamiche sociali ove abbandonate a se stesse e conducono i ricchi ad essere sempre più ricchi ei poveri ad essere sempre più poveri pertanto uno stato deve intervenire per correggere queste dinamiche il presidente americano johnson in un famoso discorso del 1965 disse sor poniamo che un uomo abbia trascorso
molti anni in catene viene liberato e condotto ai nastri di partenza ad una corsa gli si dice ora sei libero di partecipare insieme agli altri sarebbe forse questo un trattamento equo ecco perché l'altro caposaldo dell'articolo 3 il principio di solidarietà stabilisce è compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini i costituenti potevano limitarsi a scrivere che la repubblica rimuovere gli ostacoli o si adopera per rimuoverli e magari altre formule del genere spesso usate dalle leggi quando si teme di imporre compiti impossibili per
lo stato e per ciò ci si lascia la porta aperta per defilarsi potevano cioe scrivere che la repubblica rimuove le disuguaglianze se ci riesce se ci sono risorse a sufficienza ben sapendo che le risorse sono sempre insufficienti quando le si destina ad altro è invece si è preferito affermare che è compito della repubblica ossia è un dovere un imperativo a cui nessuno di noi si può sottrarre siamo chiamati in causa tutti quanti ad adoperarci affinché non ci siano discriminazioni l'articolo 3 non dice infatti che è compito dello stato ma della repubblica ossia di tutto il
popolo questo non significa che tutti potranno diventare medici avvocati imprenditori presidenti della repubblica atleti attori ma a tutti vanno offerte le possibilità ei mezzi per diventarlo il principio di uguaglianza non deve essere confuso con la esistenzialismo puro la repubblica si impegna a solo a mettere a disposizione i mezzi per potersi misurare in condizioni di parità sostanziale e non solo formale con gli altri cittadini rimuovendo le difficoltà che alcuni di questi cittadini hanno per colpe non proprie il risultato finale dipenderà pur sempre dalle capacità e dall'impegno che ciascuno potrà o vorrà profondere nella propria attività ai
meno abbienti si può riconoscere una borsa di studio per sostenere le spese connesse agli studi mano già una laurea un lavoro insomma l'uguaglianza riguarda i mezzi e non il risultato [Musica] tutti sanno che quanto appena detto non rispecchia sempre la realtà ci sono molte disparità nel nostro stato discriminazioni situazioni di disagio economico non eliminate difficoltà nell'accesso all'istruzione alla giustizia alle prestazioni socio assistenziali all'assistenza sanitaria c'è diversità di trattamento tra uomini e donne e ricchi e poveri gay ed etero nord e sud nel leggere l'articolo 3 si può cadere nella tentazione di ritenere è dovuto tutto
e subito invece così non è perché lo stato non è onnipotente la repubblica si impegna a rimuovere gli ostacoli ma non è detto che possa usa abbia farlo si tratta quindi di una norma programmatica che detta ciò è solo un programma un obiettivo per lo stato da promuovere in futuro con immensi di volta in volta disponibili insomma c'è lo sforzo a risolvere i problemi ma non la bacchetta magica proprio come il diritto al lavoro proclamato sulla carta ma inesistente nei fatti basti pensare che il codice delle pari opportunità sul riconoscimento alle donne degli stessi diritti
degli uomini è stato partorito solo nel 2017 a distanza di quasi 60 anni dalla costituzione eppure il sesso è proprio il primo degli aspetti che l'articolo 3 di chiama l'incorreggibile ritardo dello stato italiano se vogliamo trovare un imprecisione nell'articolo 3 questa enel ottimistico uso del verbo nel modo indicativo tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge più realistico sarebbe stato un condizionale tutti i cittadini dovrebbero essere uguali ma i nostri padri costituenti che ricostruivano dopo le macerie della guerra erano comprensibilmente ottimisti e sognavano un mondo migliore per loro e soprattutto per noi è come se
fidandosi delle future generazioni ci avessero detto noi lo mettiamo per iscritto spetta a voi puoi attuarlo ma fatelo presto perché da ciò che dipende la vostra stessa sopravvivenza e il destino dell'italia [Musica] [Musica] [Musica] [Musica] [Musica]