voi che ascoltate in rime sparse il suono di quei sospiri un dio nutriva al core nel primo verso del primo sonetto che apre il canzoniere petrarca ci introduce subito la caratteristica distintiva della sua opera le rime sparse di cui parla alludono alla natura frammentata della raccolta che riunisce scritti poetici eterogenei e corrisponde alla frammentazione dell'animo del poeta stesso il canzoniere infatti si presenta come una trasposizione letteraria della tormentata vita interiore di petrarca in cui ha un ruolo fondamentale e l'amore per laura idealizzato e trasfigurato dalla poesia il sentimento amoroso è per il poeta fonte di
un doloroso conflitto interiore ad affliggerlo ulteriormente contribuisce anche l'attesa di una provvidenziale conversione sull'esempio di quanto raccontato da sant'agostino nelle confessioni ma la mutazioni the di petrarca pur sembrando sempre imminente non si realizza mai a causa della sua volontà troppo fragile la morte di laura avvenuta nel 1348 e l'evento centrale attorno a cui sono divise le due sezioni della raccolta composta di 366 testi in volgare malgrado petrarca chiamasse queste sue composizioni nude e cioè sciocchezze cose di poco conto dedicò alla redazione e alla revisione del canzoniere praticamente tutta la vita dal 1350 circa fino al
1374 anno della sua morte la raccolta è il metodo di presentare numerose novità rispetto alla tradizione precedente tra cui una struttura organica un omogeneità dei temi e una certa autonomia nell'ispirazione poetica ha un'importanza notevole anche la lingua lirica volgare con cui essa è scritta che diventerà il modello per generazioni di poeti ispirando il fenomeno cinquecentesco del petrarchismo il titolo canzoniere con cui la conosciamo è stato adottato a partire dall'edizione del 1516 in realtà l'opera si chiama re rom bulgari 1 fragmenta e cioè frammenti di composizioni in volgare titolo che si ricollega proprio alle rime sparse
del primo verso