ciao sono patrie scegli è sotto questo video nei commenti ti lascerò alcune domande relative al capitolo 20 sto inoltre pensando di cominciare una serie di video in cui risponderò alle vostre domande se promessi sposi capitolo per capitolo oggi vediamo in cinque punti il capitolo 20 dei promessi sposi la prima cosa da dire riguarda la descrizione del paesaggio in cui si trova il castello dell'innominato si tratta di un paesaggio lirico che riflette l'animo del personaggio che vi abita isolato irraggiungibile indeterminato nella solitudine tragica del paesaggio è trascritta la solitudine tragica e superba dell'uomo il paesaggio è
tutto masse ed i lupi tane e precipizi schegge e macigni e trasmette l'idea dell'inaccessibilità dell'anima demi nominato che non riconosce neanche dio il castellaccio solitario è l'uomo che non vede mai nessuno sopra di sé costituiscono un'unica immagine si tratta di un paesaggio umano antropocentrico che si presenta come una rifrazione del sentimento del personaggio che vi abita non è dunque una semplice cornice o una banale descrizione la seconda cosa da dire riguarda i nomi dei bravi che accompagnano don rodrigo al castello dell'innominato il tiradritto il montana rolo il tan abuso lo squinternato tutti i nomi straordinariamente
espressivi ricordiamo che don rodrigo giunge con questi quattro bravi più il griso all'osteria che si trova all'imbocco del sentiero che conduce al castello dell'innominato è più che un osteria si tratta di un corpo di guardia e che si chiama malanotte don rodrigo lascia la sua briglia al tira dritto il proprio schioppo al montana rolo da alcune berlino altan abuso e questi tre bravi insieme allo sco interrotto restano ad attendere don rodrigo e il griso all'osteria della ma la notte il tiradritto è un bravo che abbiamo già incontrato nel capitolo 11 quando accompagnato il griso insieme
allo sfregiato a monza il nome ton abuso invece è una deformazione dialettale dei tarabuso che indico uccello rapace losco interrotto invece significa squinternato e il tan abuso e lo squinternato erano nomi che comparivano già in alcune grida del xvii secolo l'espressività dei nomi di questi quattro bravi ha ricordato ad alcuni critici quella dei diavoli di male brani che nei canti 21 22 23 dell'inferno dantesco a tal riguardo ricordiamo i versi dal 118 al 123 del ventunesimo canto dell'inferno tra il chiamante alichino è calcabrina cominciò rally a dire e tu cagnazzo e barbariccia guidi la decina
gli di cocco ven oltre a draguignan ciliato saluto e grafia cane è farfarello e ruby canta è pazzo la terza cosa da dire riguarda il colloquio tra don rodrigo ely nominato colloquio che nel capitolo 20 rappresentato sinteticamente attraverso il discorso indiretto ma nel fermo e lucia questo colloquio era rappresentato anche a mente e in maniera particolareggiata ed era tutto infarcito di termini spagnoleggianti impiegati da don rodrigo per lusingare il suo interlocutore rinominato invece assumeva un atteggiamento di superiorità sprezzante nei confronti di don rodrigo nella redazione definitiva però questa scena a parma sony poco convincente sul
piano narrativo e così fu quasi del tutto eliminata la quarta cosa da dire riguarda la debolezza di gertrude che non riesce a opporsi alla richiesta di tradire lucia da parte di egidio ricordiamo che giro è l'amante di gertrude è che nel capitolo 10 aveva coinvolto la monaca di monza nell'omicidio di una conversa da quel momento egidio ha esercitato un'autorità sempre maggiore nei confronti di gertrude divenendo suo amante ma anche maestro di delitti per questo motivo gertrude pur sentendosi inorridita alla proposta di egidio non riesce a rifiutarsi il dialogo con cui egidio convince gertrude nell'edizione del
fermo e lucia era riportato in maniera ampia e vi erano dei riferimenti particolari giatti all'omicidio della conversa nell'edizione definitiva invece registriamo due cambiamenti in primo luogo all'omicidio della conversa viene fatta solamente una velata allusione questo perché manzoni vuole rispettare quella poetica della reticenza nella rappresentazione del male che abbiamo già visto applicata nel capitolo 10 in occasione della rappresentazione dell'omicidio della conversa nel capitolo 19 quando viene eliminato l'omicidio di un uomo sul sagrato di una chiesa da parte degli nominato per approfondire ti invito a vedere il video che ho dedicato all'analisi di questi due capitoli il
secondo cambiamento che troviamo nelle edizioni finiti ma rispetto a quella del fermo e lucia è che questo colloquio viene riassunto nella seguente frase quella stessa voce che aveva acquistato forza e direi quasi autorità dal delitto le imposte ora il sacrificio del innocente che aveva con sé in custodia notiamo infine la similitudine tra gertrude che accarezza lucia e il pastore che accarezza la pecora prima di consegnarla al macellaio a cui l'ha venduta una similitudine che fa apparire lucia come una ragazza pure innocente in bari ad è la perversità di gertrude l'ultima cosa da dire riguarda l'angoscia
dell'innominato che già da prima di incontrare don rodrigo era preda di dubbi e incertezze ma dopo aver accettato l'incarico si trova incerto sul compimento dell'impresa a tormentare gli nominato e l'idea della morte vista come destino inevitabile la morte diviene un ossessione per lui una costante fissa di tutti i suoi pensieri basti pensare ad esempio al momento in cui dalla finestra insieme alla vecchia vede sopraggiungere la carrozza in cui si trova lucia e dice alla vecchia che la carrozza avanza lentamente col passo della morte dei nominati inoltre ha timore del giudizio divino visto come ineluttabile il
narratore ci mostra questo tormento interiore dell'illuminato attraverso tre elementi facendo un confronto tra il rapporto che gli nominato intratteneva da giovane con questi elementi e con rapporto che invece intrattiene adesso gli elementi in questione sono la morte dio è la legge morale la morte da giovane non spaventava li nominato in quanto l'aveva sempre identificata in un nemico mortale in un nemico fatto di carne ed ossa cioè coloro che volevano ucciderlo questa morte dunque non era inevitabile non era inevitabile in quanto poteva essere vinta l'innominato poteva uccidere il proprio nemico facendo ad esempio il ricorso ad
una maggiore potenza ad una maggiore violenza o ferocia insomma poteva vincere la minaccia di morte rappresentata dal suo nemico ma adesso da vecchio la morte egli appare con un destino inevitabile qualcosa che non si può sconfiggere qualcosa da cui non si può scappare il secondo elemento è dio da giovani denominato non si era mai preoccupato né di negare né di riconoscere dio mentre adesso da vecchio i sembra di sentire al suo interno la voce imperiosa di dio e sembra che dio si stia manifestando in lui infine il terzo elemento di cui ci parla il narratore
è una legge morale che era sempre stata disprezzata e sentita come odiosa da lì nominato quando era giovane pensiamo ad esempio quando il narratore ci dice che li nominato amava fare tutto ciò che era vietato dalle leggi o impedito da qualsiasi altra forza dunque di nominato odiava ogni costrizione invece adesso da vecchio gli pare che una volta morto sarà sottoposto ad un giudizio divino basato sul fatto che abbia rispettato o meno questa legge morale in questo capitolo troviamo dunque tutta una serie di elementi che preparano la crisi di coscienza è la conversione che vedremo nei
capitoli successivi ed è proprio grazie a questi elementi che tratteggiano il tormento interiore dei limoni nato e la crisi di coscienza è la conversione dei capitoli successivi appariranno credibili verosimili in quanto non frutto di una decisione improvvisa bensì frutto di una lenta maturazione interiore prima di salutarci due cose fanno sapere se ti interessa una serie in cui rispondo alle tue domande sui promessi sposi capitolo per capitolo domande che raccoglierò probabilmente anche nel gruppo facebook fammi sapere se sei sempre interessato ad e podcast sui promessi sposi iscriviti al canale e noi ci vediamo al capitolo 21
in bocca al lupo