La divina consapevolezza di oggi ci fa una domanda. Tu conosci Pitom e Ramses? Ti è mai successo di costruire queste due città?
Vediamolo con questa divina consapevolezza. Dal libro dell'Esodo, capitolo 1, [musica] versetto 11. Perciò vennero imposti loro [musica] dei sovraintendenti ai lavori forzati per opprimerli con le loro angherie.
E così costruirono per il faraone le città deposito, cioè Pitom [musica] e Ramses. Allora, abbiamo visto nella precedente [musica] tappa Divina Consapevolezza che il faraone ha paura. Abbiamo visto le paure insensate.
Quando uno ha delle paure insensate, prende delle decisioni molte volte contro gli altri. [musica] Contro gli altri. E qui il faraone, che è anche la rappresentazione del male nel mondo, decide di rendere schiave il il popolo di Dio, il popolo della luce.
Quando noi siamo nella luce, [musica] ecco che le tenebre non ci sopportano. E allora inizia ad avvenire questa cosa. Dice che [musica] vennero loro imposti dai sovraintendenti, cioè le tenebre scelgono delle persone.
Molte volte le persone si fanno [musica] strumenti delle tenebre e che cosa fanno? Eh, cercano di mettere ai lavori forzati per opprimerli con le loro angherie. [musica] Quindi queste oscurità cercheranno di [musica] opprimerci, queste oscurità cercheranno di combinarcene alcune perché noi cediamo, perché noi iniziamo a stare male, così non facciamo più luce, magari a portarci dalla loro parte fino a quando cediamo.
Ecco che queste oscurità vogliono farci diventare schiavi e nel momento che siamo schiavi noi facciamo due cose, [musica] anzi costruiamo due cose, Pitom e Rances. Che cosa sono? Pitom ha come origine Per Atum, casa del dio Atum.
[musica] Tutto parte da Tum, tutto ritorna da Tum. era un Dio egiziano, bisognava adorare lui, si doveva diventare schiavi di lui. Ecco che quindi la prima cosa che il nemico cerca di fare è togliere la nostra fede, la nostra fiducia, il nostro cammino nella luce per portarci un cammino nelle tenebre.
[musica] Tante volte quando arrivano queste difficoltà, queste oppressioni, quando arrivano queste persone, questi sovraintendenti, riescono a portarci dalla parte loro. Ecco che quindi noi non serviamo più il Dio della libertà, della bellezza, della grazia, ma possiamo iniziare a costruire [musica] Pitom, cioè la nella città nella quale c'è un Dio straniero, c'è un [musica] culto straniero. E quando noi abbandoniamo il Dio della luce, della verità, della grazia, beh, abbandoniamo la sorgente della vita.
Il nemico della vita che sa questa cosa [musica] cerca di renderci schiavi con delle persone, con delle situazioni, poi diventiamo affaticati, oppressi e così stiamo male, siamo schiavi e così stiamo iniziando a dare [musica] un culto a Piton. E poi c'è Ramses che significa [musica] per Rames e la casa di Ramses Ra lo ha generato. Che cos'è Ra?
era il faraone e di conseguenza il faraone vuol far diventare schiavi. [musica] Schiavi suoi, prima di un Dio straniero e poi schiavi suoi. [musica] Il male vuole che Israele glorifichi la persona.
Glorifichi la persona. Faccia diventare la persona Dio della propria vita. Ancora adesso ci sono tante cose dei ra che che diventano dei re e ci fanno costruire le città Ramses, delle città idolatriche nei confronti dei vari faraoni.
Chi è il nostro faraone al quale stiamo rendendo culto? Il denaro, il piacere, il potere. [musica] A volte c'è anche il culto della famiglia esagerata dove diventa solo più mimì e cocò e i miei figli e tutto questo e non ci si apre più all'amore verso gli altri.
E anche quella idolatria. Ah, io voglio solo sposarmi, voglio solo dei figli, voglio solo questo. [musica] Tutte cose buone.
Ma quando in queste cose buone ci si concentra solo per queste cose [musica] e si lascia pian piano il culto a Dio, ecco che noi siamo diventati [musica] schiavi di quelle cose. Ecco che allora il faraone mette questi sovraintendenti proprio per fare queste due cose, far costruire, quindi far fare proprio queste due cose. [musica] Piton, un culto a un Dio straniero.
Ramses, adorare, essere schiavi [musica] delle cose umane, persone o cose umane. In quel modo abbiamo [musica] perso la nostra libertà, la nostra dignità. Vi ricordate Sansone?
Beh, eh, perse proprio tutto, divenne [musica] cieco, eh, perse la forza e poi lo legarono a una macita a una macina e lo facevano girare intorno. [musica] Noi diventiamo schiavi di quella cosa, di quell'altro culo. Giriamo attorno, siamo schiavi, diventiamo ciechi, siamo senza forze, stiamo male, affaticati, oppressi.
Questa è l'opera [musica] del nemico che cercherà di coinvolgerci, di fare nella nostra vita. Forse per questo Gesù dirà: "Venite a me voi che siete affaticati, [musica] oppressi. " Venite significa che siamo distanti, che abbiamo iniziato a costruire queste [musica] città.
L'unica città da costruire è la Gerusalemme, secondo la Bibbia, [musica] la Gerusalemme celeste, quella descritta nell'Apocalisse, un luogo dove c'è solo più luce e [musica] grazia. il regno dei cieli e la presenza di Dio. E per farlo, beh, forse dobbiamo ritornare a Gesù, [musica] vedere se siamo diventati schiavi di quelle cose, se stiamo costruendo Pitom o Rances e tornare e costruire.
Gerusalemme significa costruire noi stessi, [musica] invece costruire le altre città significa essere distrutti, affaticati, oppressi e così via. Perché? Perché [musica] il nemico ci ha resi suoi schiavi, ciechi e senza forze.
[musica] Perciò [musica] vennero imposti loro dei sovraintendenti ai lavori forzati. Il nemico, Signore, il nemico della vita, [musica] cercherà con i suoi stratagemmi [musica] di trovare qualcuno che lo serva per opprimerci, per [musica] farci schiavi, schiavi delle cose di questo mondo, di ciò che dovrebbe essere dono, invece [musica] diventa schiavitù. Renderci schiavi è proprio il mestiere del maligno, del nemico.
Schiavi, schiavi delle paure, [musica] schiavi delle azioni, schiavi dei piaceri a fine se stessi, [musica] schiavi del potere, schiavi nelle relazioni, schiavi delle idolatrie, pensando che quelle cose, quelle persone ci rendano felici, ma viviamo sempre nella paura di poi perdere. perdere quella cosa, perdere quella persona, perdere quindi le emozioni che stiamo [musica] provando. Ed ecco che diventiamo sempre di più affaticati e oppressi, schiavi, [musica] ciechi e senza forze e diventiamo servi del nemico, [musica] servi di questo nemico.
Vogliamo dire basta in questo momento se riconosciamo [musica] che stiamo costruendo Piton o Rances. Vogliamo avere solo te come unico Dio, unico Signore. Non va bene tutto.
Il sincretismo [musica] porta solo confusione. Tu Dio, ti sei rivelato e ci hai detto io sono Yahè, io sono. Io sono Dio.
[musica] Diffidate, diffidate degli altri. Diffidate di quello che si presenta come Dio, ma non lo è. Altrimenti diventerà un idolo, pretenderà da voi adorazione, vi renderà [musica] schiavi e non vi darà quello che vi ha promesso.
Io invece, il vero Dio, vi chiama a me. Venite, venite, [musica] venite, venite in questo momento adorando solo me, cercando solo me [musica] e più vi avvicinate a me, più ritornate a me, più sperimenterete la mia presenza che vi libera. vi libera dalle paure, dalle oscurità, [musica] dalle tristezze.
Vi libera da tutto quello che vi soffoca, vi libera da tutto quello che vi fa vivere nell'ansia. [musica] Venite a me e scoprirete la vera vita, quella vita [musica] libera, la libertà che viene dal conoscere la verità, che viene dalla divina consapevolezza, che viene dal dal fuggire, fuggire da quell'oscurità ed entrare solo nella luce e lasciar penetrare la luce nel nostro cuore. Eccoci, Signore, alla tua presenza.
Tu sei il Dio della luce. Vogliamo stare con te e ti affidiamo. [musica] Ti affidiamo questi sovraintendenti che che ci hanno resi schiavi.
Ti affidiamo tutto quello che può essere emozione, paura, tutto quello che è ferita in noi, tutto quello che è anche idolatria. Ti affidiamo [musica] tutto. A volte non è così chiara la cosa.
Abbiamo paura dentro di noi di perdere qualcosa, ma sappiamo che ogni volta che lasciamo qualcosa per te, tu ci doni 100 volte tanto. Ed allora sei il mestiere del nemico e renderci schiavi e toglierci la vita. Noi vogliamo diventare tuoi perché il [musica] tuo mestiere, il tuo mestiere di Dio è fare Dio, e guarirci e liberarci e sanarci [musica] perché tu sei il Dio della luce e dell'amore e tutto ciò che fai in ogni istante [musica] è solo questo.
Per cui vogliamo appartenerti, vogliamo stare con te e dimorare in te [musica] e camminare con te ogni giorno della nostra vita. per vivere la vita in pienezza, liberi e felici. [musica] [musica] Pitom e Ranes.
[musica] Quando il nemico riesce a mettere le mani sul nostro cuore, passando attraverso i nostri pensieri e usando anche le nostre ferite, ecco che noi diventiamo schiavi. Schiavi di cose delle quali invece dovremmo essere al contrario. Dio, [musica] se leggete in Genesi, disse: "Andate e abbiate autorità e invece diventiamo schiavi.
" [musica] E invece come figli di Dio dovremmo avere autorità in ogni cosa, gestire ogni cosa, ricevere tutto come dono. E invece [musica] tante volte arrivano delle filosofie, arrivano le ferite, arrivano varie cose e ci rendono schiavi. Ma oggi abbiamo, grazie alla divina consapevolezza, afferrato questa cosa e ci siamo liberati.
[musica] E ora camminiamo quindi nel Dio della libertà e della realizzazione fino alla prossima divina consapevolezza.