nel terzo canto del purgatorio abbiamo l'incontro con l'anima di un personaggio politico che manfredi che il figlio di federico ii un personaggio importante perché era perché con la sua morte di fatto il finisce il quello che per dante era il il sogno imperiale vale a dire nella visione politica di dante era importante che ci fosse una figura di imperatore come anche la figura di un papa non è la teoria dei due soli che lui enuncia nelle sue nelson e le sue opere nel the monarchi in particolare è il papa con il papa pensiamo i rapporti
burrascosi con bonifacio viii con il papa dante non non ha un grande feeling e le sue aspettative si appuntano sulla sulla figura di un imperatore è a metà del 1200 nel 1250 muore federico ii e muore poi l'altro figlio il fratello di il fratello di di manfredi e alla fine resta manfredi che però nel 1266 muore nella battaglia di benevento e quindi così significa che finisce quel sogno imperiale che per dante aveva una certa rilevanza perché significava la possibilità che sulla giustizia un imperatore si facesse garante della pace dell'ordine e della e della giustizia il
i primi canti del purgatorio i primi nove tanti sono i canti che descrivono l'anti purgatorio vale a dire la parte più bassa del monte purgatorio nella quale si trovano gli spiriti negligenti chi sono sono coloro che tardarono a pentirsi questa è la loro colpa e pertanto sono al di qua del purgatorio non fanno ancora l'accesso al purgatorio e nel terzo canto in particolare degli spiriti negligenti rileviamo la presenza di coloro che furono scomunicati altro argomento interessante perché la scomunica in età medievale fu uno strumento di lotta politica è uno strumento che di cui il papato
si serviva nelle lotte politiche no la scomunica vuol dire l'esclusione dai dai dai riti da tutto ciò che era che era di pertinenza religiosa ed era vissuta come una una grave lesione del proprio del proprio onore della propria dignità insomma essere scomunicato era assolutamente disonorevole il punto è questo se qualcuno non ci ha già riflettuto com'è possibile che manfredi 1 scomunicato si trovi qui anziché all'inferno perché se è stato scomunicato dal papa che rappresentante di dio sulla terra com'è possibile che non sia finito all'inferno la ragione molto semplice e ce lo insegna dante verso la
fine del canto ce lo dice proprio per bocca di manfredi manfredi si era stato scomunicato dal papa evidentemente nelle lotte che contrapponevano il papato all'impero ma non freddi all'ultimo istante della sua vita si è pentito si è convertito e si è rimesso alla bontà infinita di dio e allora l'insegnamento quale sembra quasi una provocazione e di cui insegnamento dal punto di vista di quello che lo scopo di dante di redimere l'umanità attraverso il suo poema l'insegnamento e che evidentemente la le decisioni di dio non non si incrinano per la volontà del papa o meglio la
volontà del papa le decisioni del papa non hanno nessuna ripercussione sulla vita ultraterrena voi capite che questo è un passaggio delicato perché la scomunica era uno strumento forte per il papa e dante in questo modo dimostra che non è vero che chi è scomunicato finisca all'inferno proprio perché sono due modi di procedere due ambiti completamente differenti e così vi ho raccontato il il succo del dl del discorso c'è una prima parte in cui si parla di una fuga subita na che cosa è successo è successo che sulla spiaggetta lì dove c'è catone a sorvegliare le
anime che arrivano e proprio nel secondo canto è descritto l'arrivo dell'angel nocchiere con con con un carico sulla barca di anime destinata al purgatorio è successo che tra le anime dante riconosca o ritrovi casella che era un musico suo amico e casella intona una canzone una delle canzoni di dante uno dei testi poetici di dante ea quel punto tutti quanti si fermano ad ascoltarlo e ricevono ad un certo punto il rimprovero di catone che dice in poche parole che non c'è tempo da perdere che bisogna che mi chiedi che urge appunto proseguire nel proprio cammino
questa è una cosa interessante le anime dell'inferno sono lì e basta va bene sono lì fino al giorno del giudizio universale prima della sentenza definitiva ma non c'è non muta la loro condizione invece le anime del purgatorio sono in una condizione provvisoria nel senso che sono temporaneamente in purgatorio una volta purifica tesi dei loro peccati possono accedere poi al al paradiso poi dante lo spiega in modo molto molto efficace dice che quando un anima ha terminato il proprio percorso di espiazione addirittura si sente un tuono un rintronare proprio in tutto il monte che significa che
qualcuno ce l'ha fatta e può finalmente salire al al paradiso quindi questo tono tipo un terremoto una cosa sconvolgente che però è di grande e di grande effetto e che segna un passaggio importante succede alla fine del canto precedente che tutti quanti corrono perché sono stati rimproverati da catone per il fatto che si sono fermati una cosa interessante è che virgilio che anche lui si è trovato a correre si trova fortemente a disagio prova addirittura dice dante al verso 7 prova rimorso per essersi comportato così e questo ci interessa tantissimo perché virgilio nel discorso allegorico
rappresenta la ragione pertanto ci questo ci dà modo di capire come nel purgatorio virgilio linetta ragione se vacilli si senta a disagio per quale ragione perché ce lo spiega dante pochi versi dopo che adesso recuperiamo la ragione da sola non basta alla salvezza la ragione non da sola non basta a raggiungere la verità per dante ora scrittore cristiano la verità è quella rivelata e la verità cristiana e virgilio che incarna la ragione non è consapevole di non di non potercela fare di non essere in grado di per questo non si sente a suo agio nel
purgatorio in cui ribadiamolo si trovano le anime di coloro che comunque potranno poi andare in paradiso questa condizione a lui è preclusa quindi c'è il disagio di virgilio e poi c'è il timore di dante perché ad un certo punto dante il sole ormai si è levato vede sulla costa del monte sulla parete rocciosa soltanto la propria ombra e non l'ombra di del giglio e si spaventa perché pensa che virgilio l'abbia abbandonato e qui c'è una spiegazione molto interessante vi sarete chiesti perché le anime soffrano pur essendo anime le anime come ce lo spiega lo spiega
virgilio dante le anime al pari dei cieli sono costituite di una sostanza che si chiama quinta essenza e che fa sì che esse siano trasparenti invisibili trasparenti dai e quindi la spiegazione è completa dante non vede l'ombra di virgilio perché il luce del sole attraversa la sua incorporeità è quindi non riflette non riflette l'ombra di un corpo che non c'è aspetto interessante che ci permette di dire come in questi primi canti dante si preoccupi di dare al lettore le coordinate del discorso e di affrontare alcuni elementi sulla descrizione del del purgatorio o alcuni anche elementi
dottrinari che sono utili perché segnano il percorso segnano la strada che il lettore con dante virgilio si accinge a percorrere nello spiegare questo virgilio dice a dante che è matto al verso 34 e matto chi pensa di poter dopo avergli spiegato la questione della quintessenza del giglio dichiara che è matto chi pensa di riuscire con la sola ragione a comprendere le ragioni ultime a capire il perché delle cose e dice pertanto che dobbiamo essere contenti umana gente 37 del kuja che è una congiunzione latina che qui nel latino medievale significa dobbiamo essere contenti di ciò
che c'è cioè dobbiamo essere contenti di appurare che qualcosa esiste ma non dobbiamo in alcun modo spiega chiederci il motivo perché da soli non possiamo capire il perché ultimo delle cose altrimenti conclude mestiere non era arturi maria cioè altrimenti non sarebbe stato necessario che maria partorisse cioè generasse gesù dio si è fatto uomo per portare la parola gli uomini e questo e questo è il fulcro del discorso di di virgilio dante con cui spiega ribadisce che chi ha cercato con le proprie forze anzi chi è ricavare frutto al verso 40 in realtà per l'eternità si
è guadagnato un lutto interessantissimo questo punto di vista di dante che è all'opposto di quello che invece afferma galilei nelle sue lettere copernicane di cui ci stiamo occupando no galilei difende il ruolo della scienza le sensate esperienze le dimostrazioni necessarie dante è un uomo medievale per cui conta la parola rivelata con tale religione e non certamente la scienza io dico di aristotele di platone di molti altri conclude virgilio e qui chi no la fronte e più non disse e rimase turbato e virgilio pensa se pensa a lui che come tanti altri hanno impiegato il loro
ingegno ma non ne hanno ricavato alcun frutto altro passaggio interessante perché virgilio e turbato i due si devono chiedere da quale parte ci sia il in cui la la salita del monte sia più agevole e per rendere l'idea della ripidità del monte dante fa un paragone con con la costa ligure citando due località a confronto delle quali pur essendo a strapiombo proprio dirupo sul mare e sembrano a confronto della della salita erta della parete scoscesa che gli si para davanti sembrano una scala immagini per boli cano la costa ligure a strapiombo sul mare a confronto
sembra addirittura una scala quindi che percorribile che agevole a salire rispetto al pendio della roccia che hanno davanti e qui c'è la situazione che virgilio ecco il viso basso è imbarazzato perché non sa come muoversi e invece dante al 37 guarda in alto intorno al sasso ed è dante fra l'altro non virgillo il maestro la sua guida mai dante che si accorge di un appare di un agente di anime che mo viano ip e verso noi 60 e non pareva tanto venivano lens e riconoscono la presenza di anime che si muovono ma sono sembrano ferme
perché procedono lente ed è dante a scuotere il maestro dire leva agli occhi maestro ecco di qua chi ne darà consiglio se to date medesimo aver non puoi insomma il pertinente il discepolo nei confronti di virgilio perché gli dice guarda visto che mi pare che tu non ce la faccia vediamo se possiamo usa il metodo chiediamo insomma che funziona in tutte le le situazioni e virgilio si rianima con libero piglio rispose vuol dire che si rende conto che che che forse insomma c'è una possibilità una soluzione del problema andiamo in là che i vecchi un
piano e tu rafforza ferma rafforza la speranza dolce figlio sempre comunque virgilio si è ripreso ed ha del dolce figlio ad ant ancora era quel popolo di lontano io dico dopo i nostri mille passi quanto un buon jettatore tra ria mano vale a dire la distanza era una distanza notevole comunque tale che ad un buon lanciatore potrebbe percorrere l'anno con il lancio di un di un sasso o di un disco insomma un lanciatore quando si strinse tutti ai duri massi dell'alta ripa e stetter fermi stretti come a guardare stassi chi va doppiando allora i due
i due sono visti sono stati visti dalle anime le anime si strinsero tutte ai duri massi della ripa della riva scoscesa e si fermarono tutti insieme stretti come si ferma ci si ferma a guardare chi procede esitando hanno percepito le anime che quei due non sono del luogo per la semplice ragione che sono nella direzione sbagliata si capisce poi dal testo rispetto a dove dovrebbero trovarsi o indirizzarsi cosa fanno le anime si strinsero tutte ferme e strette questo essere stretti questo stringersi ci comunica una situazione comune nel purgatorio il l'unità delle anime e nell'inferno le
anime che sono ancora cariche delle loro passioni terrene che sono ancora in preda ai sentimenti ai sentimenti negativi della loro vita terrena si stagliano sempre in modo preciso emergono rispetto agli altri non c'è mai l'idea della coralità invece le anime del purgatorio comunicano questa idea quest'idea di fratellanza e anche quando si staccherà da loro un personaggio come in questo caso manfredi non sarà mai un personaggio che si stacca in modo deciso ma anche gli ingressi dei personaggi saranno più più graduali addolciti insomma rispetto alla forza con cui le anime compaiono a dante si presentano a
dante nell'inferno virgilio da alle anime degli spiriti ben finiti oppure eletti attenzione agli aggettivi non sono mai nati come succede per le anime dell'inferno sono spiriti ben finiti perché evidentemente sono finiti o eletti perché hanno un cammino che li porterà sono interessati da un cammino che li porterà alla salvezza e dice per quella pace che io credo che per voi tutti i sospetti in nome della pace usa una parola che per un'anima che deve pur gare le proprie pene sicuramente la parola più importante in una captatio benevolentia per quella pace che io credo che per
voi tutti i sospetti diteci diteci dove la montagna giace cioè dove meno scoscesa sì che sia possibile andare in suso sia che sia possibile salire poiche perder tempo più spiace a chi più sa vuol dire che chissà chissà chi a conoscenza chi ha la scienza dalla sua non ama perder tempo e anche una frase un po pretenziosa questa non sembra quasi che virgilio voglia dire che io sono un sapiente e quindi non perdo tempo però c'è anche un'altra spiegazione ritorniamo al concetto di tempo per le anime il tempo importante catone aveva rimproverato le anime che
si erano fermate a sentire il canto casella perché non potevano perdere tempo il purgatorio è concepito come un cammino costante capito in cui il tempo non va perduto e quindi questa frase potrebbe essere spiegata uno come un gesto un po arrogante di virgilio oppure potrebbe essere un richiamo far parte parlando di pace chiude comparando di tempo parla alle anime usando due argomenti forti per loro e a questo punto c'è la similitudine secondo me più importante di quelle che connotano i primi canti del purgatorio le anime vengono paragonate a delle pecorelle la leggiamo come le pecorelle
escono del chiusa una due tre e le altre stanno timi dette atterrando l'occhio il muso cioè con il muso rivolto a terra timi dette e ciò che fa la prima anche le altre fanno addossandosi a lei sella s'arresta semplici e quiete e il perché non sanno così video muover e venir la testa dvd avanzare la testa cioè la vanguardia di quella mandria fortunata di quella mandria tra slitterà passa usa il significato di mandria perché ha paragonato al gruppo di anime al ad un gregge di quella mandria fortunata perché è destinata alla salvezza pudica in faccia
e nell'andare onesta pudica in faccia vuol dire che umile nell'aspetto e che decorosa nel suo andamento nel suo procedere c'è un chiasmo pudica e onesta all'estremità e dentro i due complementi di limitazione pudica in faccia e nell'andare onesta come color dinnanzi vide rotta la luce in terra dal mio destro canto si che l'ombra era da me alla grotta cioè come percepirono che il mio corpo era segnava un ombra perché c'è il sole l'ombra di dante sulla roccia è per loro è un dato inconsueto perché le anime quintessenza non fanno ombra capite quindi questo dato dell'ombra
ritornerà più volte in questa prima parte del purgatorio assegnare lo stupore del delle anime come si accorsero che io proiettavo l'ombra si fermarono e trasse rosse indietro alquanto e tutti gli altri che venivano appresso non sapendo il perché fecero altrettanto avrete notato che ritorna il motivo come al verso 84 non sapere il perché questa similitudine ci dice molto sulla connotazione delle anime del purgatorio andiamo con un elenco abbiamo capito che queste anime intanto sono unite nella fratellanza questo è il primo dato abbiamo capito che sono umili perché dice tu dica in faccia quindi fratellanza unità
umiltà abbiamo capito che sono mansuete la mansuetudine perché dice che ti mi dette atterrando l'occhio e il muso e abbiamo capito nell'andare onesta che procedono con calma allora se noi consideriamo questi attributi delle anime non sono casuali perché sia l'umiltà che la mansuetudine sono fondamentali nel processo di espiazione se si è umili e mansueti cioè docili allora si effettua un processo di purificazione si riesce ad espiare le proprie colpe altrimenti no e allora ecco che la similitudine delle pecorelle dell'immagine le pecorelle mansuete timi dette eccetera serve a dante a comunicare un atteggiamento delle anni nel
purgatorio che è quello della della docilità dolci o bocciare in latino vuol dire insegnare docile letteralmente significa persona a cui si può insegnare quindi una persona che si lascia accompagnare capite però un'altra cosa importante da dire è che queste pecorelle non sono la prima volta che compaiono in un opera di dante perché dante le utilizza forse l'avete letto lo scorso anno all'inizio del convivio che una delle opere dottrinaria all'inizio del convivio dante dice che citando aristotele il maestro di coloro che sanno dice che tutti gli uomini desiderano di sapere c'è il desiderio di conoscenza riguarda
tutti gli uomini almeno che alcuni non preferiscano dedicarsi semplicemente ai piaceri a soddisfare i propri bisogni primari a chi pensa soltanto allo stomaco a riempire lo stomaco che ai piaceri come come le pecore come le pecore la stessa similitudine però nelle opere dottrinarie di dante intellettuale dante non scrittore cristiano a un'altra valenza perché le pecore nel convivio sono un titolo negativo che viene attribuito a coloro che non vogliono non hanno alcuno stimolo verso la conoscenza e quindi sono bollati negativo sono quelli che sono gretti oggi che non hanno alcuna passione per il sapere questa similitudine
ci permette di rilevare la differenza tra il dante delle opere dottrinarie per il quale le pecore sono sinonimo di stupidità e di neuer ansa e invece il dante scrittore cristiano per il quale le pecore sono sinonimo di umiltà e mansuetudine lo stupore delle pecore la risposta la risposta del maestro sanza vostra domanda 94 io vi confesso che questo è un corpo umano che voi vedete per cui la luce del sole in terra è rotta non vi meravigliate ma credete che non sanza virtù che da cell vegna cerchi di soverchiare questa parete stessa argomento utilizzato per
catone non è senza una virtù che venga dal cielo quindi il suo viaggio è voluto da dio che tenta di salire la parete la parete rocciosa così il maestro e quella gente degna cioè eletta disse tornate entrate innanzi dunque coi dossi delle mani facendo insegna è il lettore a questo questo zoomata questo particolare dei dossi delle mani delle anime che indicano la strada da seguire quando di punto in bianco una di loro prende la parola