don chisciotte un personaggio con cui non ci si può che divertire anzi nel panorama del 1600 questo romanzo che viene pubblicato in due tempi la prima parte nel 1605 e la seconda del 1615 segna sicuramente un forte stacco ma anche una reazione non da poco rispetto al clima generale che caratterizza il seicento un'epoca di grandi cambiamenti dovuti alle recenti scoperte geografiche legati anche i cambiamenti alle scoperte della scienza ma sostanzialmente grandi cambiamenti anche storici ma un epoca in cui l'uomo certamente vive una condizione di disagio rispetto a quanto era avvenuto in precedenza rispetto all'epoca umanistica
rinascimentale insomma viene entra in crisi questa concezione della dell'antropocentrismo dell'uomo dell'uomo al centro di punto in bianco l'uomo è sbalestrato rispetto al centro che occupava è sbalzato dalla posizione centrale che occupava e quindi la letteratura dell'epoca riflette questa situazione di crisi sicuramente possiamo parlare anche di crisi rispetto alla concezione del del don chisciotte ma certo è che rispetto a tante altre situazioni letterarie don chisciotte ha dalla sua la capacità la follia anzi che gli consente di passare quasi indenne attraverso le mille le mille avventure di cui si trova protagonista avventura che costituiscono la struttura portante
del di questo romanzo di cervantes il quale uscì punto prima nel 1605 poi nel 1615 intercorrono 10 anni e la seconda parte esce proprio in conseguenza del fatto che nell'anno precedente nel 1614 fosse uscita una versione apocrifa a cura di un altro autore avellaneda per cui cervantes corse ai ripari o perlomeno si premurò di uscire con la seconda parte che era appunto della sua penna il romanzo è incentrato su un protagonista che è assolutamente in fuori tempo che vive con anacronismo la sua grande passione per la cavalleria del passato don chisciotte è un hidalgo c'è
un membro della cavalleria della nobiltà anzi della piccola nobiltà ormai decaduta ed è caratterizzato da una grande da un grande amore per la cavalleria si è talmente perso invaghito della cavalleria che guarda la realtà come attraverso un filtro cioè è portato a vedere nelle situazioni reali ciò che non è è convinto di essere un cavaliere che in realtà vive in un mondo in cui per gli ideali cavallereschi non c'è più posto è un eroe in un mondo che è privo di eroi e privo di ideali in un passaggio significativo dice io nacqui in questa età
di ferro per far risorgere quella dell'oro con la contrapposizione di ascendenza letteraria tra l'età dell'oro in cui gli uomini vivevano in una condizione di felicità edenica primigeni in cui non c'era bisogno di fatica di impegno perché la terra produceva in modo autonomo ciò di cui l'uomo aveva bisogno e invece a dell'età del ferro e quella caratterizzata da l'idea della necessità del lavoro dà l'idea della della sofferenza qui non è una situazione e denis katchè paradisiaca ma è una situazione in cui l'uomo deve far fronte a differenti difficoltà e bene don chisciotte è convinto che il
mondo attorno abbia bisogno di lui ma così non è ed è portato a leggere le situazioni attraverso un filtro letterario per fare soltanto degli esempi arriva in un'osteria ed è convinto di essere in un castello al punto che non intende pagare quanto dovuto perché in genere i cavalieri non pagano vede un gregge ed è convinto che sia un esercito di nemici da affrontare salvo poi prenderle in modo anche sonoro dai mandriani che reagiscono alla sua azione del tutto in consulta si trova in presenza di un funerale capita durante un funerale de convinto che nella bara
ci sia un cavaliere forte ferito che abbia bisogno del suo intervento ma soprattutto l'esempio eclatante che tutti conoscono e la sua avventura contro i mulini a vento dove don chisciotte convinto che sta per affrontare un esercito di giganti mentre invece ha di fronte a sé dei mulini a vento affianco a lui c'è un personaggio che invece ha una visione realistica ed è sancho panza il quale costantemente fa da controcanto costantemente lo richiama alla realtà ma don chisciotte uno lo tratta con sufficienza perché evidentemente sancho panza estraneo al mondo della cavalleria e non può comprendere le
sue ragioni e le sue istanze non sa vedere e 2 don chisciotte è convinto che all'ultimo nel caso dei mulini a vento il mago festone gli abbia arrecato danno trasformando i giganti i mulini perché in fondo c'è da dire questo e da introdurre la parola chiave che è follia la follia di don chisciotte in fondo ha una sua coerenza si presenta con dei tratti che sono costanti nel suo modo di pensare non c'è mai una un'incrinatura nel suo modo di guardare alla alla realtà e profondamente convinto nel suo che cosa implica questo implica che noi
abbiamo la fortuna di leggere un romanzo il cui protagonista è uno davvero scollegato con la realtà e uno che in fondo non percepisce la realtà per quello che è la realtà ormai una realtà degradata non è una realtà che accolga degli ideali della cavalleria è il romanzo è proprio giocato su questa su questo modo in cui la follia di don chisciotte si esplica in cui la saggezza di sancho panza dovrebbe in un certo senso contenerla o riportare don chisciotte alla alla ragione in questo gioco dei punti di vista la follia di don chisciotte la saggezza
di sancho panza possiamo sicuramente cogliere un aspetto peculiare della letteratura del seicento dell'arte del seicento vale a dire il poli prospettivismo il fatto che non solo venga meno l'antropocentrismo cioè l'idea che l'uomo sia al centro sia faber fortunae suae certe ficio del proprio destino ma soprattutto l'idea che la realtà sia difficilmente controllabile il senso di disorientamento che pervade appunto la letteratura di questo periodo e questo discorso vale sicuramente anche per la struttura narrativa la scrittura del don chisciotte obbedisce a una sorta di principio di gioco di specchi da una parte abbiamo l'autore cervantes che inventa
un personaggio don chisciotte ma ad un certo punto nel corso della vicenda e l'autore stesso cervantes che in un mercatino ritrova un manoscritto che diventa la sua fonte il sid è un autore arabo a cui cervantes attinge per il suo romanzo ma è una fonte araba che naturalmente necessita di un interprete e quindi si complica il discorso della scrittura anche perché il sid e è un arabo quindi è qualificato secondo l'ottica dell'epoca come un miscredente ma e quindi non degno di fiducia non attendibile ma al contempo è un mago quindi abbiamo questa doppia visione rispetto
al sid e da un lato abbiamo un bugiardo perché un miscredente ma dall'altro il fatto che sia un mago lo rende veritiero allo stesso tempo e a questo si deve aggiungere poi la figura di avellaneda l'autore della po crifo uscito nel 1614 con cui l'autore spesso a distanza ingaggia una battaglia contestando alcune sue affermazioni cervantes don chisciotte il sid e l'interprete che comunque rappresenta una mediazione e da ultimo i richiami ad avellaneda ce n'è abbastanza per ricavarne l'idea di un gioco di specchi e da ultimo possiamo considerare come la follia sia stata una follia indotta
dalle letture ad oltranza dalle numerosissime letture dei libri di cavalleria al punto che don chisciotte ne è rimasto irretito tanto da non riuscire a distinguere la realtà dalla letteratura a confondersi nella propria vita perché è portato a sovrapporre i propri schemi letterari a quanto vive bisogna anche dire che la cavalleria nel 1500 ormai è tramontata ha fatto il suo tempo già ariosto nel urlando furioso ci spiega che gli ideali di ceo gran bontà dei cavalieri antiqui per dire che l'ideale della cavalleria non sono più attualizzabili dal suo punto di vista nel caso di don chisciotte
opera sicuramente un'idealizzazione è attiva una idealizzazione della figura della decade gli antichi cavalieri però questa ha un risvolto negativo perché in fondo se andiamo a chiederci come possa leggersi questa idealizzazione ebbene la risposta è che nell'ambito della letteratura evidentemente il don chisciotte trova una sorta di compensazione di risarcimento nell'ambito letterario di ciò che in realtà non è più dato nella realtà la cavalleria e tramontata volerla fare rivivere è un modo per sopravvivere in un mondo che è brutto e degradato