allora finalmente ci avviciniamo alla alla Divina Commedia e lo facciamo però attraverso un documento importantissimo che un testo di Dante sulla cui autenticità il nostro libro riporta quella che è la controversia Cioè sulla cui autenticità si discute però se noi consideriamo il documento un documento autentico la situazione è una situazione veramente di privilegio perché abbiamo Dante che spiega Dante che è una situazione bellissima perché attraverso il documento è la lettera a Cangrande della Scala che è stato il signore di Verona presso cui Dante soggiornò Nella seconda metà degli anni 10 e quindi Dante esule ha
trovato la possibilità di una possibilità di Approdo insomma andare avanti signori che gli hanno offerto e l'ospitalità e in questo caso Cangrande della Scala entra in gioco perché questa lettera è citata sempre come un documento importante perché e la lettera che accompagna la cantica della scusa e la lettera che accompagna il paradiso vale a dire la cantica del Paradiso è stata dedicata da Dante al suo al signore che gli ha assicurato l'appoggio che Cangrande della Scala ed è un documento importante perché Dante offre un'interpretazione generale sia del Paradiso che dell'intera commedia poi il nostro libro
lo accennavo si sofferma sulla possibilità di ritenere questo documento effettivamente un documento autentico oppure un testo apocrifo magari forse significa non autentico o meglio un documento che non è stato che non è considerato di pugno dell'autore e apocrifo è un aggettivo che forse voi conoscete dalla tradizione dei Vangeli Noi abbiamo i quattro Vangeli dei quattro evangelisti ma in realtà si sono conservati anche altri Vangeli che sono definiti apocrifi e che non fanno parte della lettura e tradizionale Alcuni pensano che o sia apocrifo quindi non originale Oppure che sia stato scritto solo parzialmente da Dante Ma
fatto sta che il nostro documento importante perché se originale ci fa comprendere che come Dante intendesse che andasse letta la sua e la sua opera ed è dunque in questa prospettiva la il testo più importante tra tutte le fonti di cui disponiamo nella lettura della commedia il testo è diviso in tre parti ci ricorda il libro la dedica che è un grande della Scala l'introduzione al Paradiso o la commedia in generale E poi l'esposizione letteraria dei primi versi del Paradiso qual è il motivo centrale Perché leggiamo questo breve brano riportato nella nostra antologia Perché Dante
ci mette di fronte ai due livelli di lettura uno è quello letterale l'altro è quello allegorico Che cosa significa lettura alla lettera e Che cosa significa lettura allegorica lettura la lettera significa che le parole contano per il loro significato non c'è nessuna interpretazione ulteriore e l'immagine della Selva l'immagine di un lungo la selva che noi ritroviamo all'inizio del dell'inferno è una selva oscura in cui Dante si rischia di smarrirsi Allora dal punto di vista letterale La Selva è un bosco ma dal punto di vista allegorico La Selva acquista un significato ulteriore si arricchisce di un
significato nell'interpretazione la selva oscura ve l'ho detto rappresenta il peccato e quella differenza tra significato letterale che quindi si ottiene a quello che è il significato della parola è il significato allegorico invece che coinvolge un piano alto quello dell'allegoria allegoria viene dal greco allos e come Alius latino significa altro e il verbo Agorà significa parlare l'allegoria vuol dire parlare diversamente dire le cose diversamente l'allegoria significa che Io esprimo un concetto Ma questo concetto mi rimanda a un significato alto differente e adesso vi ho fatto l'esempio con la selva direi che a questo punto possiamo Dunque
consapevoli di questo duplice registro di interpretazione quello letterale quello allegorico possiamo andare a vedere che cosa ci prospetta Dante proprio nel testo che è tratto dalla lettera a Cangrande della Scala la prima parte del testo e si rivolge al dedicatario che viene definito con termini magniloquenti magnifico e vittorioso signore Messer can grande della scala di carrio generale del sacramentissimo principato Cesareo nella città di Verona e sul Popolo sufficienza il suo devotissimo Dante Alighieri Fiorentino per nascita ma non per e costumi augura una lunga vita felice e una perpetua crescita del nome Glorioso Allora Nella dedica
c'è un augurio interessante che Dante si dica di sé [Musica] fiorentino di nascita ma non per costumi Lo capiamo facilmente da quel poco di storia appresa sull'epoca di Dante vuol dire che era di origine Fiorentina ma in realtà prendere distanze dai costumi corrotti della sua città natale per questo precisa Fiorentino per nascita ma non per costumi vuole marcare la differenza a dire proviene da quella terra ma le sue abitudini sono ben differenti Considerando la vostra amicizia un tesoro Carissimo desidero conservarla con dirigente prudenza e accurata sollecitudine si capisce che una lettera formale in cui Dante
si rivolge a una persona che ritiene più in alto rispetto a lui e non ho trovato nulla di più adatto alla vostra grandezza della Sublime cantica della commedia che si intitola Paradiso che offerta con questa lettera comuni problema di dedica vi attribuisco offro e anche raccomando quindi la lettera importante perché nella lettera ce la dedica e il dicatario il destinatario del Paradiso è proprio Cangrande della Scala questo opera non ha un solo significato ma può essere detta polisemica Sema in greco significa segno e come signum latino e polisemica vuol dire che lo spiega lui portatrice
di molti significati Infatti il primo significato si evince dalla lettera un altro sia dal senso che si vuol dare alla lettera e lui distingue Attenzione Non tra due significati Ma addirittura tra quattro significati Il primo è quello letterale Il secondo è allegorico o morale o anagogico e attenzione perché dobbiamo capire di che cosa si tratti i modi di trattare un argomento possono essere considerati in questi versetti e lui ci fa un esempio citando espressamente un brano uno del libro dei salmi nell'esodo di Israele da l'Egitto cioè della stirpe di Giacobbe da un popolo Barbaro la
Giudea fu consacrata a Dio e Israele fu sua dominio allora si fa riferimento ad un brano specifico al momento in cui dall'Egitto il popolo d'Israele appunto emigra Infatti se guardiamo alla sola lettera intendiamo L'uscita dei figli di Israele dall'Egitto al tempo di Mosè quindi questa è il significato alla lettera si tratta di un di un di una di una migrazione Se guardiamo l'allegoria intendiamo la nostra salvezza realizzata da Cristo se Mosè ha salvato gli ebrei dall'Egitto così Cristo ha salvato gli uomini a Cristo è legata alla salvezza degli uomini Se guardiamo il significato morale intendiamo
la conversione dell'anima dal lutto e dalla miseria del Peccato allo stato di Grazia Se guardiamo l'aspetto morale qui entra in gioco la concezione del Peccato liberi dalla schiavitù dell'Egitto gli uomini moralmente sono liberi dalla schiavitù del peccato Se guardiamo il senso anagogico anagogico e vuol dire che conduce in alto è una parola che deriva dal greco da Ago che come in latino significa condurre e Anna che significa in alto Allora intendiamo l'uscita dell'anima sanata dalla servitù di questa corruzione all'interno di libertà della gloria Allora le sfumature sono sottili se vogliamo ma l'importante è distinguere tra
il senso letterale la migrazione degli ebrei fuori dall'Egitto e il senso allegorico che però può essere allegorico se si parla di salvezza può essere morale se si parla di liberazione dal peccato può essere anagogico se si considera una prospettiva più ampia che l'uomo è portato all'eterna libertà E sebbene questi significati mistici siano chiamati con vari termini tutti possono essere detti in generale allegorici perché sono diversi dai letterari o storici quindi letterale versus allegoria e la ligoria è distinta nei tre gradi che abbiamo visto il soggetto di tutta l'opera Limitatamente alla lettera e semplicemente lo stato
delle anime dopo la morte Qui c'è un passaggio perché c'è la parentesi che è taceto della nostra antologia e adesso siamo vediamo come questa distinzione tra significato letterale e allegorico vada intesa se riferita alla Divina Commedia al centro di tutta l'opera c'è la condizione delle anime dopo la morte Infatti tutta l'opera procede trattandolo e circoscrivendolo e questo è il significato letterale Cosa fanno le anime dopo la morte Qual è la loro condizione se invece si considera l'opera dal punto di vista dell'allegoria il soggetto e l'uomo in quanto con meriti ed emeriti per la libertà di
arbitrio è esposto alla giustizia che premi e punisce letterale è cosa fanno gli uomini nell'aldilà allegorico Il significato è più complesso l'interpretazione riguarda la visione Cristiana per cui il destino dell'uomo che dipende anche dal libero arbitrio cioè da come lui liberamente ha deciso di operare e legato poi alla giustizia divina si può premiare o punire a seconda della Condotta sono due livelli differenti Che cosa fanno le anime nell'aldilà la descrizione Ma poi invece se vado a leggere in senso più ampio Vedo che la condizione delle anime dipende da quel discorso della giustizia divina della punizione
oppure dei premi e poi spiega la commedia è un jazz sono paragrafi presi isolatamente ma che sono presi da un documento che ci spiega la chiave di ci offre la chiave di lettura della Divina Commedia la commedia un genere di narrazione poetica diversa da tutte le altre allora è diversa dalla tragedia perché la tragedia in principio è meraviglioso e serena e poi alla fine ripugnante orribile nella distinzione medievale che Dante qui accoglie la tragedia finisce sempre in tragedia con una battuta cioè Finisce male finisce in una condizione estrema e orribile la commedia In verità inizia
con una situazione avversa ma termina la sua materia con esito lieto attenzione è differente la materia ci sta dicendo è differente l'esito negativo orribile nella tragedia e invece lieto nella commedia e terzo quindi materia esito assegnare la differenza tra tragedia e commedia e terzo si differenziano anche nel linguaggio perché il linguaggio è alto e sublime nella tragedia dimesso e umile nella commedia e da ultimo nell'ultimo paragrafo dice perciò si dimostra perché quest'opera si chiama commedia perché se guardiamo alla materia all'inizio siamo all'inferno quindi la materia trattata effettida e orribile gli aggettivi non lasciano scampo infine
il lieta desiderabile gradita perché all'inizio tratta dell'inferno e alla fine del paradiso e per quanto riguarda il linguaggio e molto spesso è umile poiché è la lingua volgare con cui comunicano anche le donnette e così sono chiare Le ragioni per cui si chiama commedia E questa è un'altra precisazione il linguaggio comico veniamo dal dalla lettura delle elezioni precedenti di Plauto il poeta comico il linguaggio comico È un linguaggio che è più basso di quello tragico e il linguaggio tragico e alto sublime mentre invece il linguaggio comico È quello che Dante definisce il linguaggio volgare e
in effetti le situazioni si parte nella lettura della Divina Commedia dall'inferno e le situazioni prospettate che sono situazioni che sono molto legate al ricordo che le anime conservano della loro vita terrena sono situazioni in cui il linguaggio è un linguaggio basso vicino all'esperienza quotidiana ecco per dire come in questo testo Dante si trovi in fondo a riflettere e a darci la possibilità di riflettere su quello che è il contenuto ma anche le differenze di stile di linguaggio della Divina Commedia [Musica]