capitolo viii carneade chi era costui ruminava 36 don abbondio seduto sul suo seggiolone in una stanza del piano superiore con un libri cielo aperto davanti quando perpetuo entrò a portarli l'imbasciata carneade questo nome mi pare ben ed averlo letto o sentito doveva essere un uomo di studio un letterato re del tempo antico è un numeri quelli ma chi diavolo era costui tanto il pover'uomo era lontano da prevedere che burrasca lì si addensassero il capo bisogna sapere che don abbondio si dilettava di leggere un pochino ogni giorno è un curato suo vicino che aveva un po
di libreria gli prestava un libro dopo l'altro è il primo che gli veniva alle mani quello su cui militava in quel momento don abbondio convalescente della febbre dello spavento anzi più guarito quanto alla febbre che non volesse lasciar credere era un panegirico in onore di san carlo detto con molta enfasi e udito con molta ammirazione nel duomo di milano due anni prima il santo aveva paragonato per l'amore allo studio ad archimede e fin qui da una buio non trovava in campo perché archimede ne ha fatte di così curiose ha fatto dire tanto di sé che
per saperne qualcosa non c'è bisogno di una tradizione molto vasta ma dopo archimede l'oratore chiamava paragone anche carneade e lì il lettore era rimasto arenato in quel momento entro perpetua ad annunciare la visita di tonio a quest'ora disse anche di una voglio come era naturale cosa vuole e non hanno discrezione ma se non lo piglia il volo già se non lo piglio ora chissà quando lo potrò pigliare fatelo venire ei siete poi ben sicura che sia proprio lui diavolo rispose perpetua è scesi a peluche e disse dove siete tonio si fece vedere e nello stesso
tempo venne avanti anche agnese e salutò perpetuo per nome buonasera agnese di sé perpetua e dove si viene a quest ora vengo da e nominò un paesetto vicino e si sa peste mi sono fermata di più appunto ringrazia vostra o perché domanda perpetua e voltandosi e due fratelli entrate disse che vengo anch'io perché risposi mesi una donna di quelle che non sanno le cose e vogliono parlare credereste s'ostina va a dire che voi non vi siete maritata con beppe suola vecchia lune conselmo lunghina perché non vanno voluta io sostenevo che siete stato voi che le
avete rifiutati l'uno e l'altro sicuro o la bugiarda la bugiardo na chi è costei non me lo domandate che non mi piace mettere male me lo direte me l'avete a dire o la bugiarda asta ma non potete credere quanto mi sia dispiaciuto di non saper bene tutta la storia per confondere colei guardate se si può inventare a questo modo esclamò di nuovo perpetua e riprese subito in quanto a beppe tutti sanno e hanno potuto vedere e idoneo accostate lusso in salite pure che vengo tonio lì dentro rispose di sì e perpetua continua la sua narrazione
appassionata in faccia luce di don abbondio s'apriva tra due casi pole e una stradetta che finite quelle voltavano un campo agnese di sadi o come se volesse tirarsi alquanto in disparte per parlare più liberamente e perpetua dietro quando è vero voltato e furono in luogo non ne non si poteva più veder ciò che accadesse davanti alla casa di don abbondio agnese tozzi forte era il segnale renzo lo senti fece coraggio lucia con la stretta di braccio e tutti e due in punta di piedi vennero avanti rasentando il muro zitti zitti arrivarono lucio lo spinsero a
da gino adagino chiti e chinati entrarono nell'ambito dove erano i due fratelli ad aspettarli renzo a costo di nuovo lusso pian piano e tutti e quattro su per le scale non facendo rumore neppure per uno giunti sul pianerottolo i due fratelli si avvicinarono alla luce della stanza che ne di fianco alla scala gli sposi si strinsero il mondo deo gratias di sé tonio a voce chiara tonio è entrate rispose la voce di dentro il chiamato apre l'uscio appena quanto bastava per poter passare lui e il fratello a un per volta la striscia di luce che
usciti improvviso per quell'apertura e si disegna sul pavimento oscuro del pianerottolo fece il rischio per lucia come se fosse scoperta entrati fratelli tono si tira dietro l'uscio gli sposi rimasero immobili nelle tenebre con l'orecchio tese tenendo il fiato il rumore più forte era il martellarci faceva il povero cuore di lucia don abbondio stava come abbiamo detto su una vecchia seggiola travolto in una vecchia zimarra con in campo una vecchia papalina che li faceva cornice intorno alla faccia al lume scarso di una piccola lucerna 2 folte ciocche di capelli che li scappavano fuori della papalina due
forti sopraccigli noi e folti baffi un folto pizzo tutti i caduti di sparsi su quella faccia bruna e rugosa potevano somigliarsi a cespugli coperti di neve sporgenti da un dirupo al chiaro di luna fu il suo saluto mente si levava gli occhiali e le li poneva nel ii briciolo di lasino al curato che son venuto tardi di sé tonio inchinandosi come pure fece ma più goffamente gervaso sicuro che tardi tratte in tutte le maniere lo sapete che sono malato mi dispiace lo avrete sentito dire sono malato e non so quando potrò lasciarmi vedere ma perché
vi siete condotto dietro quel quel figliuolo così per compagnia signor curato basta vediamo sono 25 per lingue nuove di quelle col sant'ambrogio a cavallo di sé tonio levandosi un involtino di tasca vediamo replicò dono abbondio è preso un involtino si rimesse gli occhiali l'apri cavole berling e dei conto le volto le rivoltò le trovò senza difetto ora signor curato mi darà la collana della mia tecla e giusto rispose di una buio poi andò a un armadio si leva una chiave di tasca e guardandosi intorno come per tenere lontani gli spettatori aprì una parte di sportello
riempì l'apertura con la persona mesi dentro la testa per guardare e un braccio per prenderla collana la prese e chiuso l'armadio la consegno a tonio dicendo va bene ora disse tonio si contenti di mettere un po di nero su bianco anche questa dice don abbondio le sanno tutti come è divenuto sospettoso il mondo non vi fidate di me come signor curato sia mi fido lei mi fa torto ma siccome il mio nome e sul suo libraccio dalla parte del debito dunque già chi ha già avuto l'incomodo di scrivere una volta così dalla vita alla morte
bene bene interruppe don abbondio e brontolando ti rosse e una cassetta del tavolino levo fuori carta penna e calamaio e si mise a scrivere ripetendo viva voce le parole di manuel mano che gli usciva dalla penna frattanto tonio in un suo cenno gervaso se piantarono reti davanti al tavolino in maniera di impedire allo scrivente la vista dello show e come per ozio andavano stropicciando coi piedi il pavimento per dar segno ai quei che erano fuori entrare e per confondere nello stesso tempo il rumore delle loro pedate don abbondio immerso nella sua scrittura non badava ad
altro allo stropiccio dei quattro piedi renzo preso in braccio di lucia lo strinse per darle coraggio e si mosse tirando se la dietro tutta tremante che da se non vi sarebbe potuta venire entrare un pian piano in punta di piedi trattenendo il respiro e si nascosero dietro i fratelli intanto don abbondio finito di scrivere rilesse attentamente senza alzare gli occhi dalla carta la piega un 4 dicendo ora sarete contento è elevato se con una mano gli occhiali dal naso la pole se con l'altra tonio alzando il viso tonio allungando la mano per prenderla carta si
ritirò da una parte gervaso un suo cenno dall'altra nel mezzo come al dividersi di una scena a parte lorenzo e lucia dona voglio dire confusamente poi vide chiaro si spaventò si stupì s'infuriò penso presena risoluzione tutto questo nel tempo che renzo mister proferire le parole signor curato in presenza di questi testimoni questa è mia moglie le sue labbra non erano ancora tornate al posto che don abbondio lasciando cadere la carta aveva già ferrata è alzata con la mancina la lucerna è riunito con la diritta il tappeto del tavolino e tirato lo sai con furia buttando
in terra libro carta calamaio e polverino e balzando trovasse già dal tavolino si è avvicinato lucia la poveretta con quella sua voce soave e allora tutto tremante aveva appena potuto proferire è questo che don abbondio le aveva buttato sgarbatamente il tappeto sulla testa e sul viso per impedirle di pronunziare intera la formula è subito lasciata cadere la lucerna che teneva nell'altra mano d'aiuto anche con quella a baku carla col tappeto che quasi la soffocava e intanto guidava quanto aveva in canna perpetua perpetua tradimento aiuto il lucignolo che moriva sul pavimento mandava una luce languida e
saltellante sopra lucia la quale ha fatto smarrita non tentava neppure di svolgersi e poteva apparire una statua bocciata in creta sulla quale l'artefice ha gettato un umido panno c'è stata una luce don abbondio lascio la poveretta e andò cercando tastoni lucio che metteva una stanza più interna lo trovò entrò in quella si chiuse dentro gridando tuttavia perpetua tradimento aiuto fuori di questa casa fuori di questa casa nell'altra stanza tutta la confusione renzo cercando di fermare curato e le mando con le mani come se facesse mosca cieca è arrivato a lucio e picchiava guidando apra apra
non faccia schiamazzo lucia chiamava renzo con voce fioca e diceva pregando andiamo andiamo per l'amor di dio tonio a carbone andava spazzando con le mani il pavimento per vedere di raccapezzare la sua ricevuta gervaso spiritato gridava e saltellava cercando lucio di scala per riuscire a salvamento in mezzo a questo serra serra non possiamo lasciar di fermarsi un momento a fare una riflessione renzo che strepitava di notte in casa altrui che vi si era introdotto di soppiatto e teneva il padrone stesso sedia toe in una stanza ha tutta l'apparenza di una pressione eppure alla fine dei
fatti era l'oppresso don abbondio sorpreso ho messo in fuga spaventato mentre attendeva tranquillamente i fatti suoi parrebbe la vittima eppure in realtà era quello che faceva un sopruso e così va spesso al mondo voglio dire così andava nel secolo decimo settimo l'assediato vedendo che il nemico non dava segno di ritirarsi aprì una finestra che guardava sulla piazza della chiesa e si diede gridare aiuto aiuto era il più bel chiaro di luna nome della chiesa è più in fuori l'ombra lunga ed acuta del campanile si stendeva bruna e spiccata sul piano erboso e lucente della piazza
un oggetto si poteva distinguere quasi come di giorno ma fin dove arrivava lo sguardo non appariva indizio di persona vivente contiguo però al muro laterale della chiesa e appunto dal lato che rispondeva verso la casa parrocchiale era un piccolo abituro un bugigattolo dove dormiva il sagrestano fu questo riscosso da quel disordinato grido fece un salto scese letto infuria aprile impanata ad una sua finestrina mise fuori la testa con gli occhi tra i peli e disse cosa c'è correte ambrogio aiuto gente in casa lido verso lui don abbondio vengo subito rispose quello che non dietro la
testa richiuse la sua ri panatta e con dunque mezzo tra il sonno e più che mezzo sbigottito trovò sulle piedi un espediente per dare più aiuto di quello che gli si chiedeva senza mettersi lui nel tafferuglio quale si fosse da di pillole brache che teneva sul letto se le caccia sotto il braccio come un cappello di gala e giù balzelloni per una scaletta di legno con il campanile afferra la corda della più grossa di due campane te che c'erano e suona martello tomtom tomtom i contadini balzano sedere sul letto i giovinetti sdraiati sul finire tendono
l'orecchio si rizzano cos'è cos'è campania martello fuoco ladri banditi molte donne consigliano pregano i mariti di non muoversi di lasciar correre gli altri a cui salzano e vanno alla finestra i poltroni come si sia rendessero le preghiere ritorno sotto i più curiosi e più bravi scena prendere le forche gli scopi percorrere altri stanno a vedere ma prima che quelli fossero all'ordine prima anzi che fossero ben desti il rumore raggiunto gli orecchi da altre persone che vegliavano non lontano rete e vestite i bravi in un luogo annese perpetua in un altro diremo prima brevemente ciò che
facesse rco loro dal momento in cui gli abbia lasciati parte nel casolare parte all'osteria questi tre quando videro tutti gli usi chiusi la strada deserta usciremo in fretta come se si fossero ha visti da aver fatto tardi e dicendo di voler andare subito a casa dietro una giravolta per il paese per venire in chiaro se tutina ritirati e infatti non incontrarono anima vivente né sentirono il più piccolo strepito passarono anche pian piano davanti alla nostra povera casetta la più quieta di tutte già chi non c'era più nessuno andarono allora deviato al casolare e fecero la
loro relazione al signor griso subito questo si mise in testa un cappellaccio sulle spalle un salottino di tela cerata sparso di conchiglie prese un bordone da un pellegrino disse andiamo da bravi zitti e attenti agli ordini si incamminò al primo gli altri dietro e in un momento arrivarono alla casetta per una strada opposta a quella per cui se ne era allontanata la nostra briga della andando anch'essa alla sua spedizione il griso trattenne la truppa alcuni passi lontano andò innanzi solo ad esplorare visto tutto deserto e tranquillo di fuori fece viene in avanti due di quei
tristi di del loro ordine di scalare adagino il muro che chiudeva il cortiletto e calati dentro nascondersi in un angolo dietro un folto fico sul quale aveva messo l'occhio la mattina che ho fatto picchio pian piano con l'intenzione di dirsi un pellegrino smarrito che chiedeva ricovero fino a giorno un suo risponde ripicchia un po più forte nemmeno uno zitto allora va a chiamare un terzo malandrino lo fa scendere nel cortiletto come gli altri due con l'ordine di sconfiggere adagio il paletto per avere libero l'ingresso e la ritirata tutto si eseguisse con una gran cautela e
con un prospero successo va a chiamarli altri le fa entrare con se li manda nascondersi accanto ai primi a khost adagio adagio lusso di strada riposta due sentinelle di dentro e va diritto all'uso del terreno picchia anche lì e aspetta e poiché va bene aspettare sconfitta piano pianissimo anche quello show nessuno li dentro dice chi va là nessuno si fa sentire meglio non può andare avanti dunque chiama poi del fico entra con loro nella stanza terrena dove la mattina aveva scelleratamente accattato quel pezzo di pane cava fuori esca pietra acciarino zolfanelli accende un suo lanternino
entra nell'altra stanza più interna per accertarsi che nessun ci sia non c'è nessuno torna indietro va l'uscio di scala guarda porge l'orecchio solitudine e silenzio bassa dura altre sentinella terreno si fa venire dietro il grigna poco che era un bravo del contado di bergamo il quale il suo doveva minacciare accettare comandare essere insomma al dicitore affinché il suo linguaggio potesse far credere ad agnese che la spedizione veniva da quella parte con costui al fianco e gli altri dietro il griso sale adagio adagio bestemmiando il call su ogni scalino che scricchiola se ogni passo di quei
mascalzoni che facesse rumore finalmente in cima qui giace la lepre spinge mollemente lush che mette alla prima stanza lucio cede se fa spiraglio che mette l'occhio è buio dimette l'orecchio per sentire qualche d'uno russa fiata brulica là dentro niente dunque davanti si metterà l'antenna davanti al viso per vedere senza essere veduto spalanca lo show vede un letto addosso il letto è fatto e spianato con la rimbocca tura rovesciata e comporta sul capezzale si stringe nelle spalle si porta la compagnia a cena a loro che va a vedere nell'altra stanza e che gli venga indietro pian
piano entra fa le stesse cerimonie trova la stessa cosa che diavolo è questo dice allora che qualche cane traditore abbia fatto la spia si mettono tutti con man cautela a guardare a tastare per ogni canto butta al sottosopra la casa mentre costoro sulla mentali faccende i due che fa la guardia all'uscio di strada sento non calpestio di passi frettolosi che si avvicinano in fretta si immaginano che chiunque sia passera diritto stanco e tia buon conto si mettono allerta infatti il cap estivo si ferma a punto all'uscio esami nico che veniva di corsa mandato dal padre
cristoforo ad avvisare le due donne che per l'amor del cielo scappassero subito di casa e si rifugiassero al convento perché il perché lo sapete prende la maniglia del paletto per picchiare essi non sente tentennare in mano schiodato ice conficcato che è questo pensa e spinge lucio con paura quello s'apre menico mette il piede dentro in gra sospetto e si sente un punto acchiappar per le braccia e due voci sommesse a destra a sinistra che dicono in tono minaccioso sito o sei morto lui invece caccia un urlo unico e malandrini gli mette una mano alla bocca
l'altro tira fuori un coltellaccio per fargli paura il gardon cielo trema come una foglia e non tenta neppure di gridare ma tutt'a un tratto invece di lui e con ben altro tono si fa sentire quel primo tocco di campana così fatto e dietro una tempesta di rintocchi e infila chi è in difetto in sospetto dice il proverbio milanese all'uno e all'altro furfante parve di sentire in quei tocchi il suo nome cognome e soprannome lasciano andare le braccia di menico ritiro non è loro infuria spalanca la mano e la bocca si guardano in viso e corrono
alla casa dove era grosso della compagnia menico via a gambe per la strada alla volta del campanile dove buon conto qualcheduno ci doveva essere agli altri furfanti che frugava alla casa dall'alto al basso il terribile tocco fece la stessa impressione si confondono si scompigliano sultano vicenda ognuno cerca la strada più corta per arrivare allo show eppure era tutta gente provata è avvezza mostrare il viso ma non potevano star saldi contro un pericolo indeterminato e che non se lo ha fatto vedere un po da lontano prima di venire loro addosso ci vuole tutta la superiorità del
griso a tenerli insieme tanto che fosse ritirata in un fuga come il cane che scorta una mandria di porci color qua urla a quel che si sbanda ne ha vinta 1 per un orecchio e lo tiranni schiera né spinge un altro col muso appaia un altro che esce di fila in quel momento così il pellegrino ciuffo un di coloro che già toccava la soglia e lo strappa indietro caccia indietro col bordone 1 e un altro che si avviavano da quella parte per i dagli altri che corrono qua e là senza saper dove tanto che gli
raccontò tutti nel mezzo del cortiletto presto presto pistola in mano coltelli impronta tutti insieme e poi andremo così si va chi volete che ci tocchi sistema insieme show con i ma se ci lasciamo che appare a 11 anche villani ci ridaranno vergogna dietro me e uniti dopo questa breve arringa si mise alla fronte e uscì il primo la casa come abbiamo detto era in fondo al villaggio il griso prese la strada che metteva fuori e tutti andare indietro in buon ordine lasciamoli andare e torniamo un passo indietro a prendere agnese perpetua che abbiamo lasciate in
una certa stradetta ogni mese aveva procurato da allontanare l'altra dalla casa di don abbondio il più che fosse possibile e fino a un certo punto la cosa è andata bene ma tutt'a un tratto la serva sarà ricordata dello show rimasto aperto gli aveva voluto tornare indietro non c'era che ridire agnese per non farle nascere qualche sospetto aveva dovuto voltare con lei e andarle dietro cercando però di trattenerla ogni volta che la vedesse riscaldata ben bene nel racconto di quei tali matrimonio andati a monte mostrava di darle molta udienza e ogni tanto per far vedere che
stava attenta e per riavviare il cicalino diceva sicuro adesso capisco va benissimo e chiara e poi è lui è lui ma intanto faceva un altro discorso con se stessa saranno usciti a quest'ora non saranno ancora dentro che ciò che chissà stati tutti e tre hanno a concertare qualche segnale per avvisarmi quando la cosa fosse riuscita è stata proprio grossa ma è fatta ora non c'è altro che tenere costei a bada più che posso alla peggio sarà un po di tempo perduto così a corse rally e affermati ne erano tornate poco distante dalla casa di don
abbondio la quale però non vedevano per ragioni di quella cantonata e perpetua trovandosi a un punto importante del racconto si era lasciata a fermare senza fare resistenza anzi senza avvedersene quando tutt'a un tratto si sentì venire pompando dall'alto nel vano in moto dell'area per l'ampio silenzio della notte quel primo sgangherato grido di don abbondio aiuto aiuto misericordia così è stato lido perpetua e vuole correre cosa c'è e cosa c'è di segnese tenendolo per la sottana così ricordi a me lo avete sentito le plico quella svincolandosi cosa c'è cosa c'è ripetere agnese afferrandola per un braccio
di lavoro di una donna esclamo perpetuare spingendola permettersi in libertà e prese la rincorsa quando più lontano più acuto più istantaneo si sente l'urlo di menico misericordia ed anche agnese e di galoppo dietro l'altra avevano quasi appena alzate i calcagni quando scocca la campana un tocco e 2 e 3 e seguita sarebbero stati sproni secoli ne avessero avuto bisogno per peto arriva un momento prima dell'altra mentre vuole spingere lucio lucia si spalanca lì dentro è sulla soglia comparis cono tonio gervaso renzo lucia che è trovata la scala era venuti giù al teloni e sentendo poi
quel terribile scampanio correvano infuria mettersi in salvo cosa c'è croce domando perpetuo ansante fratelli che le risposero con un urto né scantonano e voi come che fate qui voi domandò poi all'altra coppia quando lab è raffigurata ma quelli pure uscirono senza rispondere perpetua per accorrere dove bisognerà maggiore non domando altro anthony fretta nell'ambito e corse come poteva al buio verso la scala i due sposi rimasti promesse si trovarono in faccia mese che arrivava tutto affannata siete qui disse questa cavando fuori la parola a stento com'è andata cos'è la campana mi pare di aver sentito a
casa a casa diceva renzo prima che venga gente e sappia vano ma arriva menico di corsa gli riconosce li ferma e ancora tutto tremante con voce mezza fioca dice dove andate dietro indietro per di qua convento sei tu che cominciava mese cosa c'è da altro domandava renzo lucia tutta smarrita faceva e tremava c'è il diavolo in casa riprese menico ansante ne ho visti io mi hanno voluto ammazzare l'ha detto il padre cristoforo anche voi renzo ha detto che veniate subito e poi ho visto io provvidenza che vi trovo qui tutti videro poi quando saremo fuori
renzo che era il più in sé di tutti penso che di qua o di là conveniva andare subito prima che la gente accorresse e che la più sicura di far ciò che menico consigliava anzi comandava con la forza di uno spaventato per strada poi è fuori del pericolo si potrebbe domandare il ragazzo una spiegazione più chiara cammina avanti che disse andiamo con lui disse le donne voltarono si incamminarono in fretta verso la chiesa attraversarono la piazza dove per grazie del cielo non c'era ancora anima vivente entrare non un astro detta che era tra la chiesa
la casa di don abbondio al primo buco che videro in una siepe dentro e via per i campi non sarà forse allontanata in 50 passi quando la gente comincia ad accorrere sulla piazza ingrossava ogni momento si guardavano in viso gli uni con gli altri ognuno aveva una domanda da fare nessuno una risposta da dare i primi arrivati corsero alla porta della chiesa era serata corsero al campanile di fuori è uno di quelli mese la bocca una finestrino una specie di feritoie la caccia dentro un che diavolo c'è quando ambrogio sentì una voce conosciuta lasciando alla
corda è assicurato dal ronzio che la corso molto popolo rispose vengo ad aprire si mise in fretta l'arnese che aveva portato sotto il braccio venne dalla parte di dentro alla porta della chiesa e la prima cosa è tutto questo fracasso cos'è chi è come chi è di sembrò già ottenendo con una mano un battente della porta e con l'altra lembo di quel tale arnese che si era messo in fretta come non lo sapete gente in casa del signor curato animo figlioli aiuto si voltano tutti a quella casa vi si avvicinano in folla guardano in sustanon
orecchi tutto quieto altri corrono dalla parte dove c'è la luce è chiuso e non pare che sia stato toccato guardano il suo anche loro non c'è una finestra aperta non si sente uno zitto chi era dentro fino al curato signor curato don abbondio il quale appena accortosi della fuga degli invasori se la ritirata dalla finestra e l'aveva rinchiusa e che in questo momento stava a bisticciare sottovoce con perpetua che l'aveva lasciato solo in quell'imbroglio dovette quando si sentì chiamare a voce del popolo venir di nuovo la finestra e visto quel gran soccorso si pentì da
averlo chiesto cosa è stato che le hanno fatto chi sono costoro dove sono e veniva ha gridato dalla 50 voce un tratto non c'è più nessuno vi ringrazio tornate pure a casa ma che è stato dove sono andati cos'è accaduto cattiva gente gente che gira di notte ma sono fuggiti tornate a casa non c'è più niente un'altra volta figliuoli vi ringrazia del vostro buon cuore e detto questo si ritirò è chiusa la finestra qui alcuni cominciarono brontolare altri a canzonare altre a sacrale altri si stringeva nelle spalle e se ne andavano quando arriva uno tutto
trafelato che senta va a formare le parole stava costui di casa quasi dirimpetto le nostre donne ed essendosi al rumore affacciato alla finestra aveva venduto nel cortiletto quello scompiglio dei bravi quando il grigio si affannava a raccoglierli quando aver ripreso fiato credo che fosse qui figlioli non è qui il diavolo e giù in fondo la strada alla casa danese mondella gente armata con dentro perché vogliono ammazzare un pellegrino chissà che diavolo c'è e cominciano a consultato montuosa bisogna andare bisogna vedere quanti sono quanti siamo chi sono il console console sono qui risponde il console di
mezzo alla folla sono qui ma bisogna aiutarli bisogna obbedire presto dove sacristano la campana alla campana presto uno che corre a lecco cerca soccorso mentre qui tutti chi accorre keys guizza tra uomo e uomo e se la batte il tumulto alla grande quando arriva un altro che li aveva venduti partire in fretta e grida correte i fiori ladri o banditi che scappano con un pellegrino sono già fuori del paese no so posso ma questo avviso senza aspettare ordini del capitano si muovono in massa e giù alla rinfusa per la strada il vano in mano che
l'esercito s'avanza qualcheduno di quelle l'avanguardia rallenta il passo si lascia sopravanzare e si ficca nel corpo della battaglia gli ultimi spingono innanzi lo sciame confuso giunge finalmente luogo indicato le tracce dell'invasione iran fresche manifeste luce spalancato la serratura sconfinata ma gli invasori erano spariti sente nel cortile si va all uscita il terreno aperto e sconfinato anche quello si chiama agnese lucia pellegrino non è il pellegrino avrà sognato stefano il pellegrino no no l'ha visto anche carlo andrea pellegrino agnese lucia nessuno risponde le hanno portate via e hanno portate via ci fu a lordi quelli che
alzando la voce proposito di inseguire i rapitori che era un'infamità e sarebbe una vergogna per il paese se ogni verbone potesse a man salva a venire a portar via le donne come il nibbio i pulcini da un'area deserta nuova consulta e più tumultuosa ma uno e non si seppe mai bene chi fosse stato detto nella brigata una voce che agnese lucina se la messa in salvo in una casa la voce corse rapidamente ottenne credenza non si parla più di dar la caccia ai fuggitivi e la brigata si sparpaglia andando in una casa sua era un
bisbiglio uno strepito un picchiare una per dushi un apparire uno sparire di lucerne un interrogare di donne dalle finestre un rispondere dalla strada tornata questa deserta e silenziosa gli scorsi continuano nelle case e morirono negli sbadigli per ricominciare poi la mattina fatti però non ce ne fu altri se non che quella medesima mattina il console stando nel suo campo col mento in una mano e il gomito appoggiato sul manico della vanga mezza ficcata nel terreno e con un piede sul vangile stando dico a speculare tra sesso i misteri della notte passata e se lo ragion
composto di ciò che gli toccasse a fare e di ciò che li convenisse fare vite venirsi incontro a due uomini da sun gagliarda presenza chiamati come due re dei franchi della prima razza e somigliantissimo nel resto a quei due che cinque giorni prima avevano affrontato don abbondio seppur non era in quei medesimi costoro con un foro anchormen cerimonioso intimarono al console che guardasse bene di non far deposizione al podestà dell'accaduto di non rispondere il vero caso che ne venisse interrogato di non parlare di non commentarle ciarle dei villani per quanto aveva cara la speranza di
morire di malattia i nostri fuggiaschi camminarono un pezzo di buon troppo in silenzio voltandosi ora l'uno ora l'altro a guardare se nessuno li inseguiva tutti in affanno per la fatica della fuga per il batticuore per la sospensione in cui erano stati per il dolore della cattiva riuscita per la pensione confusa del nuovo oscuro pericolo e ancor più in affanno riteneva l'incalzare continua di quelli in tocchi i quali quanto per allontanarsi venivano più fiocchi e ottusi tanto pareva che prendessero non so che di più lugubre e sinistro finalmente cessarono i fuggiaschi allora trovandosi in un campo
disabitato e non sentendo un alito all'intorno rallentarono il passo e fu la prima nese che è ripreso fiato ruppe il silenzio domanda a lorenzo com'era andata domandando menico cosa fosse quel diavolo in casa renzo racconto brevemente la sua triste storia e tutte e tre si voltarono a fanciullo il quale riferì più espressamente l'avviso del padre e raccontò quello che egli stesso aveva ceduto e rischiato e che purtroppo confermava l'avviso gli ascoltatori compresero più di qualche medico avesse saputo dire a quella scoperta si sentirono rabbrividire si fermarono tutte e tre un tratto si guardarono in viso
l'un con l'altro spaventati e subito con un movimento unanime tutti e tre posero una mano kiko sul capo che sulle spalle del ragazzo come per accarezzarlo per ringraziarlo tacitamente che fosse stato per loro un angelo tutelare per dimostrare la compassione che sentivano dell'angoscia da lui sofferta e del pericolo corso per la loro salvezza è quasi per chiedergli ne scusa ora torna a casa per chi poi non abbiano a star più in pena per te li di senese e lamentandosi delle due par parole promesse se ne avevo quattro di tasca e glieli diede aggiungendo basta prega
il signore che ci rivediamo presto e allora renzo leader è una berlina nuova e gli raccomandò molto di non dire nulla della missione ha avuto dal frate luce alla carezza di nuovo lo saluta con voce accorata il ragazzo li saluto tutti intenerito e torno indietro quelli riprese la loro strada tutti pensierosi le donne nancy e renzo dietro come per guardia lucia stava stretta al braccio della madre e scansava dolcemente e con destrezza l'aiuto che il giovine le offriva nei passi malagevoli di quel viaggio fuoristrada vergognosa in sé anche in un tale turbamento di essere già
stata tanto sola con lui è tanto famigliarmente quando si aspettava di disegno e sua moglie e tra pochi momenti ora svanito così dolorosamente quel sogno si pentiva ad essere andata troppo avanti e tra tante ragioni di tremare tremava anche per quel pudore che non nasce dalla truffa scienza del male per quel pudore che ignora se stesso somigliante alla paura del fanciullo che trema nelle tenebre senza saper di che nella casa di san tratto agnese ma per quanto la domanda fosse importante nessuno rispose perché nessuno poteva darle una risposta soddisfacente continuarlo in silenzio la loro strada
e poco dopo sbucarono finalmente sulla piazzetta davanti alla chiesa del convento risorsa faccio alla porta e la sospinse del bello la porta di fatto sapri e la luna entrando per lo spiraglio illuminò la faccia pallida e la barba d'argento del padre cristoforo che stava qui diritto in aspettativa visto che non ci mancava nessuno dio si è ben ha detto disse e fece loro cenno che entrassero accanto a lui stava un altro cappuccino e della laico sagrestano che gli con preghiere con ragioni aveva persuaso degli al con lui a lasciar socchiuso la porta e a starci
in sentinella per accogliere quei poveri minacciati e non si richiedeva meno dell'autorità del padre e della sua fama di santo per ottenere dal laico una condiscendenza incomoda pericolosa irregolare entrati che furono il pane che sto froria costò la porta adagio adagio allora essa che stanno non poter più leggere e chiamato il padre da una parte gli andava sussurrando l'orecchio ma padre madre di notte in chiesa con donne chiudere la regola ma padre e che intenda va la testa mentre diceva stentatamente quelle parole vedete un poco pensava al padre cristoforo se fosse un masnadiero in seguito
fra faccia e non gli farebbe nord difficoltà al mondo è una povera innocente che scappa dagli artigli del lupo omnia munda mundis disse poi voltandosi tutto entrato fra fazio e dimenticando che questo non intendeva al latino ma una tale dimenticanza fu appunto quella che fece l'effetto se il padre si fosse messo questionari co ragioni avrà false non sarebbero mancate altre ragioni da opporre essa il cielo quando e come la cosa sarebbe finita ma a sentire quelle parole gravi di di un senso misterioso e proferite così risolutamente gli parve che in quelle dovesse contenersi la soluzione
di tutti i suoi dubbi sa guido e disse basta lei ne sa più di me fidatevi pure rispose il padre cristoforo e all'incerto chiarore della lampada che arde va davanti all'altare sacco sto ricoverati i quali stavano sospesi aspettando e disse loro figlioli ringraziate il signore che va scampati da un gran pericolo forse in questo momento e qui si mise a spiegare ciò che aveva fatto accennare dal picco il nesso giacché non sospettava che se ne sapesse il più di lui e supponeva che menico li avesse trovati tranquilli in casa prima che arrivassero i malandrini nessuno
lo disinganno nemmeno lucia la quale però sentivo un rimorso segreto di una tale di simulazione conta l'uomo ma è nella notte degli imbrogli e dei sotterfugi dopo di ciò continua gli vedete bene figlioli che ora questo paese non è sicuro per voi e il vostro ci siete nati non avete fatto male nessuno ma dio vuole così è una prova figliuoli sopportate la con pazienza con fiducia senza odio e siate sicuri che verrà un tempo in cui vi troverete contenti di ciò che ora accade io ho pensato a trovargli un rifugio per questi primi momenti presto
io spero potrete ritornare sicuri a casa vostra ogni modo io vi provvederà per il vostro meglio e io certo mi stupirò di non mancare la grazia che mi fa scegliendomi per suo ministro nel servizio di voi suoi poveri cari tribolati voi continua volgendosi le donne potrete fermarvi a la sarete abbastanza fuori da ogni pericolo e nello stesso tempo non troppo lontane da casa vostra cercate del nostro convento fate chiamare il padre guardiano dategli questa lettera sarà per voi un altro fra cristoforo e anche tu il mio renzo anche tu devi metterti per ora in salvo
dalla rabbia degli altri ed alla tua porta questa lettera al padre bonaventura da lodi nel nostro commento di porto orientale in milano e lì ti farà da padre ti guiderà si troverà del lavoro per finché tu non possa tornare a vivere qui tranquillamente mandate la riva del lago vicino allo sbocco del bione e un torrente a pochi passi da pescarini co li vedrete un battello fermo di rete barca vi sarà domandato perché rispondete san francesco la barca vi riceverà vi trasporterà l'altra riva dove troverete un baroccio che vi converrà addirittura fino a chi domanda se
come fra cristoforo avesse così subito a sua disposizione con i mezzi di trasporto per acqua per terra farebbe vedere di non conoscere quale fosse il potere di un cappuccino ha tenuto in concetto di santo restava da pensare alla custodia delle case il padre ne ricevette le chiavi incaricandosi di consegnarli a quelli che renzo anni hazel indicarono quest'ultima levandosi di tasca la sua mi sembra un sospiro pensando che in quel momento la casa era aperta che c'era stato diavolo e chissà che cosa rimane vada a custodire prima che parte a te disse il padre preghiamo tutti
insieme il signore perché se con voi in codesto viaggio è sempre e soprattutto vi dia forza vi di amore di volere ciò che egli ha voluto così dicendosi in ginocchio nel mezzo della chiesa e tutti fecero lo stesso dopo che ebbero pregato alcuni momenti in silenzio il padre con voce sommessa ma distinta articolo queste parole noi vi preghiamo ancora per quel poveretto che ci ha condotti a questo passo noi saremmo indegni della vostra misericordia se non ve la chiedessimo di cuore per lui ne ha tanto bisogno noi nella nostra tribolazione abbiamo questo conforto che siamo
nella strada dove ci avete messo voi possiamo offrirvi i nostri guai e diventano un guadagno ma lui è il vostro nemico o disgraziato compete con voi abbiate pietà di lui o signore toccategli il cuore rendetelo vostro amico concedetegli tutti i beni che noi possiamo desiderare a noi stessi alzato sì poi come in fretta disse via figlioli non c'è tempo da perdere dio vi guardi il suo angelo accompagni andate di mente si avviavano con quella commozione che non trovo parole e che si manifesta senza di esse il padre soggiunse con voce alterata il cuore mi dice
che ci rivedremo presto certo il cuore che li dà retta ha sempre qualche cosa da dire su quello che sarà ma chissà il cuore appena un poco di quello che è già accaduto senza aspettare risposta fra cristoforo andò verso la sagrestia i viaggiatori uscire un di chiesa e fra fazio e chiusa la porta dando loro un addio con la voce alterata anche lui e se si avviarono zitti zitti alla riva che era stata loro indicata videro il battello pronto ed ata e barattata la parola centrarono il barcaiolo puntando vorremmo alla prova se ne stacco afferrato
poi l'altro remo erogando due braccia ha preso il largo verso la spiaggia opposta non tirava un alito di vento il lago di ace va liscio e piano e sarebbe parso immobile se non fosse stato il tremolar e l'ondeggiare leggero della luna che vi si specchiava da mezzo il cielo su diva soltanto sotto morto e lento frangersi sulla ghiaia dell'ido il cordoglio più lontano dell'acqua rotta tra le pile del ponte e il tonfo misurato di quei due reni che tagliavano la superficie azzurra del lago uscivano a un colpo grondanti e si rituffa nulla segata dalla barca
riunendosi dietro la poppa segnava una striscia increspata che si andava allontanando dal lido i passeggeri silenziosi con la testa voltata indietro guardavano i monti e il paese rischiarato dalla luna è variato qua e là di grande ombre si distinguevano i villaggi le case le capanne che palazzotto di don rodrigo con la sua torre piatta elevato sopra le case occhiate alla falla del promontorio pari da un feroce che rito nelle tenebre in mezzo a una compagnia da addormentati degli assi meditando un delitto lucia lo vide era brividi scese con l'occhio giù giù per la china fino
al suo paesello guardò fisso all'estremità scoprì la sua casetta scoprì la chioma folta del fico che sopravanzava il muro del cortile scoprì la finestra della sua camera e seduta come era nel fondo della barca posò il braccio sulla sponda posò sul braccio la fronte come per dormire e pianse segretamente addio monti sorgenti dall'acque e di levate al cielo cime in uguali note a chi è cresciuto tra voi e impresse nella sua mente non man che lo sia l'aspetto dei suoi più familiari torrenti dei quali distingue lo scroscio come il suono delle voci domestiche ville sparse
biancheggianti sul pendio come branchi di piccole pazienti addio quanto è triste il passo di chi è cresciuto tra voi se ne allontana dalla fantasia di quello stesso che se ne parte volontariamente tratto dalla speranza di fare altrove fortuna series abbelliscono in quel momento i sogni della ricchezza egli si meraviglia ad essersi potuto risolvere e tornerebbe loro indietro se non pensasse che un giorno tornerà dovizioso quanto più s'avanza nel piano il suo occhio si ritira disgustato e stanco da quell'ampiezza uniforme l'aria gli pare gravosa e morta sino oltre a mesto e disattento nelle città tumultuose le
case aggiunte a case le strade che sboccano nelle strade pare che gli levino il respiro e davanti all'edificio ammirati dallo straniero pensa con desiderio inquieto al campicello del suo paese alla casuccia cui ha già messo gli occhi addosso da gran tempo che comprerà tornando ricco ai suoi monti ma chi non aveva mai spinto al di là di quelli neppure un desiderio fuggitivo che aveva composti nel sì tutti i disegni dell'avvenire e ne sbalzato lontano da una forza perversa chi staccato un tempo dalle più care abitudini e disturbato nelle più care speranze lascia quei monti per
avviarsi in tracce di sconosciuti che non ha mai desiderato di conoscere e non può con l'immaginazione arrivare a un momento stabilito per il ritorno addio casa natia dove sedendo con un pensiero occulto sim però distinguere dal rumore dei passi comuni il rumore di un passo aspettato con un misterioso timore addio casa ancora straniera casa sua guardata tante volte alla sfuggita passando e non senza rossore nella quale la mente si figurava un soggiorno tranquillo e perpetuo di sposa addio chiesa dove l'animo attorno a tante volte sereno cantando le lodi del signore dove era promesso preparato un
rito dove il sospiro segreto del cuore doveva essere solo inerente benedetto e l'amore venir comandato e chiamarsi santo a dio chi dava voi tanta giocondità e per tutto e non turba mai la gioia dei suoi figli se non per prepararne loro una più certa e più grande di tal genere se non tali appunto erano i pensieri di lucia e poco diversi pensieri degli altri due pellegrini mentre la barca li andava avvicinando alla riva destra della da