L'inizio ufficiale delle Olimpiadi di Milano Cortina con la cerimonia inaugurale di stasera allo stadio di San Siro. I colloqui in salita tra gli Stati Uniti e l'Iran in Oman che molti temono non abbasseranno la tensione tra i due paesi. È una sentenza che aggiunge un diritto per i figli di coppie formate da due donne quando la madre che non li ha partoriti viene a mancare.
È venerdì 6 febbraio e di queste storie parliamo nella puntata di oggi di Giorno per giorno, il podcast sui [musica] fatti più importanti per orientarsi nel mondo con le voci dei giornalisti del Corriere della Sera. E io sono Francesco Giambertoni. Ci siamo.
State per cominciare naturalmente alla vigilia dell'apertura. Non posso non ricordare che per tutte voi e tutti voi che siete qui, questo è già [musica] un grande successo. >> È la giornata in cui l'Italia e in particolare Milano per qualche ora e per le prossime due settimane sarà al centro delle attenzioni del mondo.
Dopo un giorno e mezzo di prime gare di alcune discipline, si apre oggi ufficialmente l'Olimpiade invernale di Milano Cortina che si chiuderà il 22 febbraio, nella quale saranno impegnati circa 2900 atleti provenienti da 92 paesi e 196 sono gli italiani in 16 discipline diverse. Oltre all'evento sportivo c'è soprattutto un ampio contorno di cui parlare oggi, come mi ha raccontato Marco Castelnuovo, caporedattore del Corriere di Milano. >> E sarà una giornata molto lunga che avrà qualche disservizio, evidentemente qualche disagio per i milanesi, la maggior parte dei quali mi sembra aver capito, si è andata via perché non c'è assolutamente traffico in questi giorni a Milano [musica] e avrà il suo clu con questo pomeriggio quando Mattarella riceverà i capi di stato a Palazzo Reale.
Lì [musica] ci sarà un cocktail e un discorso di benvenuto e poi tutti i capi di stato che sono più di 50 oltre al presidente [musica] Mattarella evidentemente raggiungeranno San Siro dove alle 8:00 inizierà la cerimonia inaugurale. 2 ore in cerimonia inaugurale, poi l'accensione del bracciere che è all'arco della pace e da lì iniziano ufficialmente i giochi. La cerimonia inaugurale è organizzata da Marco Bali, direttore creativo di grandi eventi arrivato alla sua 16ª Olimpiade e sarà una celebrazione dell'italianità alla quale ieri si è aggiunta una punta di polemica perché il cantante Gali che si esibirà sul palco, ha scritto sui social che gli è stato impedito di cantare l'inno italiano e di utilizzare l'arabo in una poesia per la pace che aveva scritto per l'occasione.
La cerimonia inaugurale è organizzata da Marco Balic che è la sua 16ª Olimpiade, per cui insomma un veterano, e sarà la celebrazione un po' dell'italianità. Ci saranno molti ospiti [musica] stranieri e italiani conosciuti anche all'estero da Andrea Bocelli, Laura Pausini, Pierfrancesco Favino, Sabrini Impacciatore. Molti ospiti stranieri Maray Carry, Tom Cruise.
Sarà uno spettacolo unico che vedrà anche in un ruolo in cui non sappiamo quale però il presente Mattarella. Tutti ci ricordiamo la regina Elisabetta II alle Olimpiadi di Londra 2012 che ebbe un ruolo incredibile [musica] con James Bond che poi una finta Elisabetta venne fatta calare nello stadio durante la cerimonia olimpica. Ecco, non dovrebbe essere questo ruolo di Mattarella, però pare ormai certo che ci sia un ruolo attivo da parte del presidente.
>> Al termine del lunghissimo viaggio della torcia olimpica che in queste settimane è stata portata da centinaia di persone, tra le quali un paio di giorni fa anche il rapper produttore Snoop Dog che l'ha fatta sfilare tra le vie di Gallarate. C'è però l'incognita su chi sarà l'ultimo tedoforo che è sempre un simbolo. Sarà talmente speciale questa cerimonia augurale che per la prima volta due bracieri erano accesi in contemporanea, una a Milano, una Cortina.
Si pensa che ci siano due tedoffori diversi e tutti pensano che possono essere Alberto Tomma Milano e Debora Compagnonio a Cortina. Però c'è anche una suggestione che abbiamo raccontato anche sul giornale, cioè quella di Janni Xinner che pur non essendo uno sportivo invernale, ma sapendo sciare molto bene e nonostante abbia rifiutato l'anno scorso di partecipare alle Olimpiadi per sue vicende personali, sicuramente potrebbe essere una sorpresa, essendo lui forse l'italiano più conosciuto sul pianeta oggi. Come per molti grandi eventi di questo tipo, non sono mancate e non mancheranno le polemiche, le critiche e le divisioni sull'organizzazione, sull'impatto economico e ambientale, sulla cosiddetta legacy, cioè il lascito che questi giochi porteranno per le comunità che li ospitano.
tra le quali c'è appunto Milano, città che negli ultimi anni ha avuto insieme un boom economico, ma si è anche rivelata sempre meno vivibile per una fascia di popolazione i cui stipendi, non crescendo come in tutta Italia, sono diventati troppo bassi per stare al passo con i prezzi soprattutto delle case. Ma ovviamente i bilanci si faranno alla fine. Sabato a Milano ci sarà una manifestazione organizzata da alcuni centri sociali contro le Olimpiadi che fin qui non hanno raggiunto il soldout.
I biglietti venduti o ceduti agli sponsor sono 1,2 milioni, cioè 300. 000 in meno dell'obiettivo annunciato, ma c'è ancora tempo. Il problema principale sono però i prezzi di quei biglietti, visto che, per esempio, per il pattinaggio di figura si spendono dai €48 ai €2.
860 per un ticket. Ad ogni modo, secondo Marco Castelnuovo, non è oggi il giorno per concentrarsi su questi problemi, anzi esattamente il contrario. Lo spirito olimpico trascende tutto.
Non so come dire, quello che ieri era brutto, oggi automaticamente è diventato bello. Ma già oggi, ieri, insomma, [musica] con l'arrivo della fiaccola in città, la quantità di gente attorno alle strade cogliere la fiaccola che passava, >> il villaggio olimpico che era brutto, costruito male, che sembrava periferia dell'Est, eccetera, invece adesso è raccontato dagli stessi atleti come una cosa stupenda, bellissimo, comodo, funzionale, il Catafalco che sta in piazza del Duomo e oddio, [musica] ha rovinato la piazza. invece adesso restituisce delle immagini della piazza meravigliose.
[musica] Questo è lo spirito olimpico, l'essere orgogliosi e saper [musica] tirare fuori il petto. Poi fra due settimane faremo il bilancio, però tutto scompare di fronte alla bellezza [musica] di quei cinque cerchi. >> Insomma, quello di molti osservatori nei confronti di chi è meno interessato alle gare è un consiglio quasi di autoaiuto.
I giochi possono essere una buona scusa per dare anche a se stessi una tregua olimpica dal concentrarsi troppo sulle molte fatiche della vita quotidiana e godersi questa leggerezza giusto per un paio di settimane. >> È un'evasione dalle solite [musica] micropolemiche cittadine quotidiane, dai disagi, dalle difficoltà. È il momento di avere un'autostima collettiva che non è entusiasmo, perché l'entusiasmo si spegne in poi con la fiaccola, per carità.
è qualcosa per dire che comunque sia, seppure all'ultimo, tra mille polemiche in mezzo a mille disagi con le strade chiuse, le scuole chiuse eccetera [musica] e Milano è stata al centro dell'attenzione del mondo e ha saputo rispondere all'altezza [musica] della sfida che aveva. >> Oggi parliamo soprattutto di Milano che però, come sapete, è solo uno dei luoghi di questi giochi che vale la pena di ripassare. >> Milano ha tre ruoli principali, tre luoghi principali.
>> [musica] >> Milano Santa Giulia, l'Arena, dove c'è il palazzetto dell'hockey, il Forum di Assago dove ci sarà il pattinaggio di figura e la fiera di Milano a Raw dove ci sarà un po' l'hockey su ghiaccio specie femminile e soprattutto il pattenaggio di velocità, lo short track. Poi c'è la Valtellina con le gare di Scia Alpino e poi c'è Cortina, Predazzo, Anter Selva e tutte le altre cittadine che fanno parte delle Olimpiadi Milano Cortina. Si costruisce là dove ci sono già degli impianti, quindi là dove ci sono delle comunità che praticano degli sport, quindi si costruisce non per [musica] smantellare la fine dei giochi, ma per lasciare e lasciare meglio a chi [musica] però le cose le usa.
Quindi non solo a Milano, ma anche in Valtellina e in Veneto le cose saranno migliori. Certo, ci si mette tanto [musica] tempo da andare, però le stazioni dei treni, per esempio, che da Milano portano la Valtellina sono state rifatte tutte e queste sarà una cosa che non si faceva da 50 anni [musica] e che resteranno per 50 anni. Non si son fatte le strade, è stata anche un po' una scelta quella di non fare le strade perché la gente si deve muovere in treno.
[musica] Anche i membri del CIO si muoveranno in treno in queste Olimpiadi. È una scelta. Non si potrà raggiungere a San Siro con la macchina, non si può andrà andare in macchina, se non i capi di stato, si prenderà la metropolitana, ma bene che ci siano le metropolitane e che non si vada in macchina allo stadio.
[musica] A me dell'aspetto sportivo e dell'aspetto anche economico interessa relativamente. Io credo che la grande eredità delle Olimpiadi sarà lasciare in [musica] questa città un senso di orgoglio di comunità, così come è successa all'Expo e che possa continuare a mantenere Milano per i prossimi 10 anni. Nell'ultimo periodo era un po' sfumata, era un po' finita la benzina dell'Expo.
[musica] Speriamo che la benzina delle Olimpiadi duri per altri 10 anni e che Milano continui a giocare il suo ruolo in Italia e in Europa. [musica] Oggi cominciano in Oman i colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran, nei quali si spera di allentare la tensione che da ormai più di un mese è tornata fortissima tra i due paesi dopo la grande repressione delle proteste da parte degli Ayatollà e le minacce di Donald Trump di intervenire militarmente, prima a sostegno dei manifestanti e poi con l'obiettivo di costringere l'Iran ad accettare le sue condizioni sulla questione che gli sta più a cuore, cioè che la Repubblica Islamica non abbia la possibilità di costruirsi una bomba atomica. Ieri Donald Trump ha detto che la flotta americana è sempre pronta a colpire l'Iran, ma oggi i suoi negoziatori Steve Whtkov e Jared Kushner saranno in Oman per parlare attraverso dei mediatori con dei rappresentanti irani di un possibile accordo.
Solo che questi colloqui, mi ha raccontato Greta Privitera della redazione Esteri che per il Corriere si occupa di Iran, partono abbastanza in salita. Ieri Al Jasira ha pubblicato quello che dovrebbe essere una sorta di piano che i mediatori di Qatar, Turchia ed Egitto hanno presentato sia a Iran che Stati Uniti. Si tratta di un quadro di quattro punti e non si è ancora capito esattamente se i due paesi lo accettano come piano base da cui partire.
Il primo punto sarebbe che Teran dovrebbe impegnarsi a non arricchire l'uranio per 3 anni e in seguito a limitare l'arricchimento dell'uranio a meno dell'1,5%, quindi la prima parte riguarderebbe il programma nucleare che è come sempre alla base dei negoziati tra i due paesi. Il secondo punto prevederebbe che le scorte attuali di urio arricchito al 60% che si trovano in Iran dovrebbero essere trasferite a un paese terzo. Il terzo punto prevederebbe che Teran non dovrebbe più trasferire armi e tecnologie ai suoi proxis, quindi alle milizie nella regione, quindi Zbolla, Hamas, UTI.
Il quarto punto prevederebbe che Teran dovrebbe impegnarsi a non utilizzare per primo i missili balistici, anche se si sa, l'ha ripetuto anche Rubio, la richiesta degli Stati Uniti è che venga ridotto drasticamente invece il programma missilistico iraniano, che è uno dei pilastri della resistenza e della deterrenza iraniana nella regione, soprattutto nei confronti di Israele. Probabilmente potrebbe esserci anche un altro punto nella cornice di accordo in cui si propone un patto di non aggressione tra Tehran e Washington, ma in generale non sembra finora che ci siano delle basi comuni da cui partire. Ieri ci sono state tantissime dichiarazioni, soprattutto da parte iraniana, in cui dicevano noi non accetteremo di fare meno del nostro programma nucleare e meno ancora del nostro programma missilistico.
Non accetteremo le condizioni che ci vengono imposte dagli Stati Uniti se non sono giuste, se non sono equ, non sono rispettose anche del nostro paese. Ci sono molti analisti, abbiamo parlato anche con delle fonti diplomatiche che chiaramente chiedono l'anonimato in questo momento e non c'è molta speranza e c'è molta paura in realtà che questa sia solo una mossa da entrambi i paesi per dire "Ok, a quel tavolo ci siamo seduti" non ha funzionato e per quindi poi prendere l'occasione per magari agire sul campo o prendere scelte che si avvicinano più a un'idea di una guerra. Mentre l'Iran si irrigidisce e gli Stati Uniti fanno la voce grossa, i paesi intorno all'Iran, Qatar, Turchia, Egitto, Arabia Saudita, Emirati, si stanno impegnando per una mediazione perché temono che un conflitto a Teiran destabilizzerebbe l'intera regione con conseguenze difficili da immaginare, oltre l'eventuale caduta di un regime che già al suo interno ha mostrato molte crepe durante le proteste di piazza represse nel sangue il mese scorso, ma ha anche mostrato di essere disposto a tutto pur di rimanere al suo posto.
>> Nel paese le persone con cui siamo riusciti a parlare non hanno alcuna speranza rispetto a questi negoziati. Dobbiamo ricordare che gli ultimi negoziati ci sono stati in Oman 7 [musica] mesi fa e durante i negoziati è iniziata la guerra dei 12 giorni, quindi non esattamente un buon ricordo quello degli ultimi incontri avvenuti. [musica] C'è molta molta paura che possa scoppiare una guerra e questo insomma non dà molta fiducia, tanto che molte persone sono andate a fare scorte di cibo, sono già andate a fare rifornimenti di benzina, si ha paura che le cose possano precipitare davvero rapidamente.
>> Mentre gli Ayatollà e la guida suprema Camenei sono impegnati a difendersi con affermazioni molto minacciose, le proteste sono state completamente represse. Non ci sono più persone in strada che manifestano, ma i Guardiani della rivoluzione continuano a dare la caccia alle persone che hanno partecipato alle rivolte alla fine di dicembre, nelle prime due settimane di gennaio. >> Ci sono rettate ancora negli ospedali, nelle università, nelle case ed è proprio un modo per intimorire un intero popolo perché si ricordi che non lo deve più fare.
Si dice che in un mese abbiano arrestato circa 40. 000 persone e sul numero delle uccisioni non ci sono numeri precisi perché se seguiamo le persone identificate siamo [musica] circa sulle 4. 000, ma come abbiamo anche già scritto, come ha riportato il Times, come hanno riportato altri giornali, si parla di decine di migliaia, si arriva a parlare di 30-40.
000 persone uccise in due settimane, soprattutto in tre notti, l'8, 9 e 10 gennaio. Quindi si dice che siamo di fronte a dei numeri che forse non abbiamo mai visto in così poco tempo. Ieri è passata in giudicato, quindi è diventata definitiva, una sentenza del Tribunale di Trieste che aggiunge un altro piccolo ma importante punto fermo sulla questione del riconoscimento dei figli delle coppie composte da due madri.
Si tratta del caso di due bambine di 4 e 8 anni che sono state riconosciute figlie della madre che è morta 2 anni fa. La donna era la madre cosiddetta intenzionale, cioè quella della coppia che non ha partorito, però ha partecipato agli incontri con i medici per la fecondazione assistita in Spagna. c'è stata fin dall'inizio e ovviamente insieme all'altra mamma ha voluto che queste bambine nascessero e se n'è presa cura fin dal primo giorno.
Elena Tebano, che lavora alla digital edition del Corriere e che è una grande esperta di questi temi, mi ha raccontato la storia dall'inizio. >> Lei si chiamava Federica Fontana, era un'archeologa piuttosto nota in Italia perché aveva curato lo scavo della Domus dei Putti danzanti di Aquileia. insegnava all'Università di Trieste, si è ammalata nel 2022 e nel 2024 purtroppo è morta.
non ha fatto in tempo a riconoscere legalmente le due bambine di cui era nei fatti e fin dall'inizio mamma, perché all'epoca quando sono nate le piccole, la prima nel 2017, la seconda nel 2021, Trieste non faceva i riconoscimenti alla nascita dei sindaci e l'Italia era in un momento in cui aveva in qualche modo posto uno stop a questo tipo di riconoscimenti. L'altra mamma, quella che ha partorito le bambine, mi ha raccontato che loro non hanno mai avuto problemi [musica] quando si è tentato di andare a scuola, di avere a che fare con i medici o anche con i vicini di casa. Tutti davano per scontato che siccome erano [musica] unite civilmente, le bambine fossero legalmente figlie di entrambe.
>> Non era così. Dopo la morte di Federica, l'altra mamma che si chiama Emanuela Murgia ha scoperto che quello che era pacifico per la società non lo era minimamente per la legge e quindi in qualche modo le bambine erano cittadine di serie B. non avevano diritto a tutta una serie di tutte per i bambini che rimangono orfani di un genitore.
Quindi non hanno potuto avere, per esempio, la pensione di reversibilità della madre e non hanno potuto avere le borse di studio che sono riservate ai figli degli orfani e tutta una serie di cose simili. Se fosse morta la mamma che li aveva partoriti, le avrebbero avute. E invece, siccome è morta la mamma intenzionale che non aveva ancora potuto fare riconoscimento perché aveva trovato una serie di ostacoli legali, questi diritti non li avevano più.
[musica] Peraltro Federica Fontana era quella fra le due mamme che aveva una maggiore solidità, diciamo, sia lavorativa che finanziaria. Lei ha lasciato ovviamente alla casa, alla moglie e alle bambine, ma non ha potuto fare [musica] altro. È stato a quel punto che Emanuela Murgia ha deciso di rivolgersi a un tribunale per chiedere che i diritti delle bambine venissero riconosciuti e quindi assistita dagli avvocati di Rete Lenford, che è un'associazione di giuristi LGBTQ specializzata in questo tipo di cause, ha fatto domanda per quella che tecnicamente si chiama un'azione di Stato.
L'azione di stato è un procedimento giuridico che è previsto per il riconoscimento della paternità quando il padre non ha riconosciuto i figli. Quindi si può chiedere sulla base di prove documentali che dimostrano il rapporto genitoriale che secondo genitore venga riconosciuto. E in questo caso la famiglia ha portato, per esempio, i biglietti d'aereo usati da Federica Fontana per andare [musica] in Spagna a fare la fecondazione assistita insieme alla moglie oppure la documentazione bonifici che ha speso per i corsi di nuoto.
Insomma tutte le prove che lei era a tutti gli effetti la mamma delle bambine che c'era sempre stata. I giudici hanno riconosciuto che in effetti quello era un rapporto genitoriale, quindi hanno stabilito che il Comune di Trieste registrasse le due bambine, >> bambine che adesso avranno diritto a una serie di tutele ottenute una volta di più attraverso la via giudiziaria che sembra l'unica possibile in Italia, nonostante la Corte Costituzionale sia intervenuta più volte dicendo che questi bambini e queste bambine non possono essere trattati diversamente. da tutti gli altri e [musica] che su questa materia c'è un vuoto legislativo da riempire, ma la politica continua a non farlo.
Questo caso è importante perché è la prima volta che avviene un riconoscimento quando non c'è più la mamma intenzionale. [musica] per tutti gli altri tipi di riconoscimento che ci sono stati finora, che fossero le adozioni [musica] in casi particolari che però ormai sono state superate, oppure anche il riconoscimento alla nascita fatto dai giudici, serve il consenso della seconda mamma. Se questa seconda mamma non c'è più, queste forme di riconoscimento vengono a mancare e quindi, come dire, i giudici hanno segnato un altro tassello importante per dire non possiamo lasciare i figli delle coppie dello stesso sesso [musica] diritti, dobbiamo tutelare e garantire anche loro.
>> Per oggi e per questa settimana è tutto. Grazie a Elena Tebano, Greta Privitera e Marco Castelnuovo e grazie a voi per averci ascoltato. Domani, come ogni sabato, torna la podcast del cuore di Massimo Garamellini, mentre domenica qui trovate Radio Italians di Beppe Severnini e noi con giorno per giorno ci risentiamo lunedì.
Giorno per giorno è il podcast quotidiano del Corriere della Sera a cura di Francesco Giambertone. Coordinamento di Tommaso Pellizzari, produzione audio di Keyotions con Giacomo Vaghi.