[Musica] Buongiorno professor Vincenzo oggi Buongiorno Carlos siamo qui con professore Vincenzo per una una piccola intervista verso la sua ricerca Vincenzo è un piacere riceverlo qui in questa sala anche di modo virtuale e vi ringrazio per accettazione dell'invito e allora Vincenzo oggi parliamo verso il fine della vita sì questa è la sua ricerca e allora vorrei che in poche parole po dir a noi qui dell'università di Casu i principali fondamenti della tua ricerca allora ho visto che la legge italiana numero 2019 del 2017 utilizza l'espressione relazione di cura e di fiducia Quali sono i fondamenti
di tale relazioni normalmente questi temi si utilizza l'espressione relazione medico paziente anche in Brasile in portoghese si utilizza questa espressione Eh la legge ha scelto una espressione diversa cura e fiducia cura è il trattamento la cura trattamento medico perfetto ma ha aggiunto anche la fiducia la fiducia che si deve instaurare tra il paziente e l'equip dei medici Inoltre questa relazione di cura e di fiducia vede il come fondamento il consenso informato che è il punto di incontro sempre termini usati dalla legge tra l'autonomia decisionale del paziente e l'autonomia La professionalità e la responsabilità dell'equipe medica
quindi questo ci fa capire subito che nell'ottica della legge il consenso informato non è un un atto Come si intende sempre norm mente nella pratica clinica c'è un foglio da far firmare al paziente foglio che spesso il paziente non capisce quindi firma un qualcosa che non comprende Ma è un processo comunicativo una relazione di comunicazione reciproca tra il paziente e e i medici Non solo ma in questa relazione la legge prevede se se il paziente acconsente anche l'intervento delle persone vicine al paziente i familiari o comunque persone di fiducia e considera la legge che non
ci sia il medico una persona singola dall'altra parte ma l'equip dei medici Quindi è un diciamo una relazione è una è una norma che spinge i protagonisti della relazione a instaurare una vera comunicazione che si basa appunto anche sulla fiducia reciproca cioè io mi fido di quello che eh mi state dicendo voi medici se siete nell'ottica di comunicare in modo corretto e voi vi fidate di quello che vi dico io che magari è un qualcosa che riguarda le mie i miei valori le mie aspettative di vita allora nell'ottica della di questa relazione quando questo poi
avviene è anche più difficile che ci siano dei contrasti ed è anche più difficile che si vada poi a finire Davanti al giudice perché ci sono dei dei dei problemi se la relazione di cura di fiducia funziona non non c'è bisogno naturalmente la relazione di cura e di fiducia diciamo diventa importante diventa complessa quando le cose si mettono male perché se c'è da prendere un'aspirina Insomma non c'è per un raffreddore non ci sono grossi problemi se uno vuole prenderla non vuole prenderla fiducia fiducia quando le cose si mettono male quindi soprattutto nelle questioni di fine
vita instaurare una corretta relazione di cura e di fiducia tra il paziente e le persone a lui vicine e l'equipe medica risulta fondamentale questo è l'obiettivo della Legge 219 perfetto e una delle novità della legge numero 217 è rappresentata dalla pianificazione condivisa delle cure cosa si intende Eh sì è una novità a livello legislativo non c'è era nulla di tutto ciò prima non è una novità dal punto di vista delle buone pratiche cliniche perché nei documenti di alcune società mediche questa pianificazione era già era già prevista però è importante che sia stata inserita in una
legge si tratta sostanzialmente nel momento in cui c'è una patologia con prognosi infausta e e quindi irreversibile si tratta di pianificare prima decidere primaa tra il paziente e i medici che cosa andrà fatto dopo perché si fa una pianificazione perché in certe malattie pensiamo quelle degenerative sappiamo già subito che cosa succederà dopo allora al posto che fare quello che tradizionalmente si fa anche per non voler pensare a A quando le cose peggioreranno alla morte a queste situazioni tradizionalmente Il medico dice vabbè eh andiamo per ordine intanto facciamo questo Poi vedremo ma non è un vedremo
non c'è una un dubbio sicuramente succederanno certe cose spesso queste cose porteranno il paziente a uno stato di di incoscienza di incapacità cioè lo porteranno in una situazione in cui non potrà più decidere e quindi la pianificazione serve per decidere prima Viene fatta di solito per iscritto spesso c'è un medico legale che che aiuta i protagonisti a scrivere la pianificazione e viene ma si può fare anche in altre forme e lì Viene deciso per esempio che Quando avverrà quel particolare peggioramento per cui ad esempio il paziente avrà bisogno di essere intubato avrà bisogno di essere
alimentato con la nutrizione artificiale già da subito decide che quella misura lui non la vuole il paziente non la vuole e quindi diciamo è un uno strumento forte per prendere delle decisioni su un fine vita che avverrà sicuramente Poi magari muore prima per altri motivi perché non si sa mai nella vita però sicuramente se non muore prima per altri motivi ci sono La malattia lo porterà a quel punto lì quando arriverà a quel punto lì lui già prima dice il paziente dice certe cose io non le voglio Voglio che mi lasciate una scelta via e
in questa ificazione la legge prevede anche che si possano nominare che si possano scrivere le dat le disposizioni anticipate del di trattamento quello che malamente viene chiamato il testamento biologico e che si possa nominare un fiduciario che sarà quindi la persona che poi parlerà con i medici quando il protagonista non sarà più in grado di farlo ovviamente queste dat sono più importanti delle dat fatte quando si sta bene perché quando si fanno le DAT e non si hanno particolari patologie può scrivere un po' genericamente cose che magari non avverranno lì invece si sa benissimo che
il percorso sarà quello e quindi si diciamo Si si programma si Pianifica pianificazione condivisa cioè condividere tra il paziente e e e i medici naturalmente questo è anche interessante da un punto di vista della capacità perché la pianificazione prevede vede anche se non lo dice chiaramente che all'inizio quando si fa la pianificazione il paziente sia capace di rendersi conto quello che sta pianificando per invece un momento in cui non sarà più in grado e quindi lì sarà il momento di applicare quelle le cose che si sono che si sono decise poi la situazione può essere
anche molto più complessa perché son paziente è parzialmente capace ma assistito da persone che lo rappresentano che comunque che lo supportano anche lì diventa difficile negare una pianificazione perché lui non perché il paziente non è pienamente capace quindi la questione della della capacità o i pazienti o la pianificazione fatta da un minore di età per esempio no allora può fare la pianificazione un minore non non lo dice esplicitamente l'articolo 5 della legge però con indeterminate situazioni e magari di accordo con i genitori o chi ne fa le veci non vedo perché non posso perch gli
debba essere negata questa possibilità Grazie Vincenzo e anche per ultimo vorrei farti un'ultima domanda in Italia Quali sono le possibilità per una persona che soffre di una malattia irreversibile che gli provoca sofferenze intollerabili di porre fine alla sua vita Eh dunque la pianificazione di cui abbiamo appena parlato è uno di questi metodi c'è un principio generale che la legge stabilisce anzi che la legge riconosce Ma che era già stato stabilito dai nostri giudici ormai da molto tempo quindi la legge giustamente recepisce quello che la giurisprudenza aveva già stabilito e cioè che ogni persona ha il
diritto di rifiutare o di rinunciare a qualsiasi trattamento medico anche se questi trattamenti servono per mantenerlo in vita rifiutare e rinunciare vuol dire che si può rifiutare un trattamento che non è ancora iniz e che serve per mantenerti in vita ma si può anche rinunciare a un trattamento già iniziato che ti sta mantenendo in vita senza il quale tu non vivi più quindi se a un certo punto un determinato Io sono tenuto in vita da un determinato trattamento respirazione artificiale per esempio in soggetti che non riescono più a muoversi Ma che hanno ancora la capacità
di comunicare magari attraverso l'ausilio di strumenti informatici Ecco senza la respirazione il il soggetto muore ma se ha la capacità di di prendere questa decisione può chiedere la sospensione di quel trattamento ovviamente in questi casi accompagnata con una sedazione profonda che tolga la sofferenza negli ultimi istanti di vita e e e quindi quindi questo è un principio assolutamente assodato nelle neel trattamenti medici viene ricompresa dalla legge ovviamente anche la nutrizione e la idratazione artificiale dico ovviamente perché le società scientifiche mediche a tutti i livelli e in tutte le latitudini ci dicono giustamente che quelli sono
trattamenti medici e non sono comparabili a pane e acqua Non si tratta di pane si tratta di altro Quindi però la cosa Naturalmente non è pacifica perché da parte di qualcuno soprattutto Diciamo in ambienti religiosi Si vuole invece passare l'idea che quelli siano alimentazione come se fosse un bicchiere d'acqua e che quindi il paziente non potrebbe rifiutarla discorso un po' complesso ma non è così La legge non prevede che si possa accedere al suicidio medicalmente assistito l'eutanasia non lo prevede Ma c'è stata nel 2019 un'importante sentenza all 242 della Corte Costituzionale italiana che ha parzialmente
parzialmente ha depenalizzato l'articolo del Codice Penale sull'aiuto al suicidio dicendo che in presenza di quattro condizioni questo diciamo aiuto al suicidio non doveva essere punito che quindi si poteva fare presenza di una patologia irreversibile che provoca secondo criterio sofferenze ritenute dalla persone intollerabili che la persona sia pienamente capace di discernimento quindi di sì e che sia tenuta in vita da trattamenti di sostegno Vitale da quel momento sono avvenuti alcuni casi all'inizio Con molta difficoltà perché poi c'è tutta una procedura ci sono delle sarebbe troppo lungo da spiegare ma insomma tutta una procedura da seguire bisogna
ricorrere preliminarmente alle garantire quantomeno l'accesso alle cure alle attive Insomma c'è un processo che veniva in qualche modo osteggiato dalle dai comitati etici dagli ospedali dalle cliniche per cui sempre di più ora si sta ricorrendo a questa pratica che ha due problemi chiamiamoli così Il primo è che non comprende l'eutanasia Quindi è una pratica che può comprendere solo le situazioni in cui una persona è in grado di assumere in qualche modo da sola una sostanza letale che la faccia morire l'altro problema è questo quarto criterio che generalmente nelle altre legislazioni degli altri paesi del mondo
non esiste che è quello del trattamento di sostegno Vitale perché questo trattamento questo criterio essere tenuti in vita da trattamenti di sostegno itale può creare delle discriminazioni tra chi ha una patologia irreversibile che provoca sofferenze tremende che ed è in grado la persona di prendere decisioni ma non è tenuta in vita da trattamenti di sostegno Vitale Quindi questa persona non dovrebbe poter accedere al al cosiddetto suicidio medicalmente assistito c'è stata dopo la sentenza del 2019 una Dil azione della interpretazione di questo criterio del trattamento di sostegno Vitale e qualche settimana fa c'è stata un'altra decisione
della Corte Costituzionale la numero 135 del 2024 che era chiamata proprio era stata sollecitata proprio a togliere questo criterio lasciare solo gli altri e la corte ha deciso invece per come la vedo io purtroppo ha deciso di lasciare questo criterio dicendo che questo criterio doveva essere comunque deve essere interpretato in modo estensivo la discriminazione c'è anche riguardo all'eutanasia perché ci sono situazioni in cui una persona è in grado di assumere una sostanza letale il cosiddetto suicidio medicalmente assistito ci sono delle altre situazioni in cui non è in grado L'unico modo sarebbe quello che fosse qualcun
altro a somministrare quindi la vera e Pro anche qui a mio parere non è ragionevole una esclusione della eutanasia Attiva nel momento in cui si accetta invece il suicidio medicalmente assistito Ecco perché da più parti si sta diciamo spingendo anche semanticamente si sta spingendo per considerare tutte queste situazioni in modo completamente diverso e cioè non più legate al Codice Penale Cioè a crimini di aiuto al suicidio o di omicidio del consenziente come sarebbe l'eutanasia ma utilizzando l'espressione aiuto medico a morire e l'aiuto medico a morire si inserisce da un punto di vista logico in quella
relazione di cura e di fiducia tra il medico e paziente di cui ho parlato all'inizio quindi se noi cambiamo completamente l'ottica e pensiamo che qui stiamo parlando di persone che nemmeno rinunciando i trattamenti porrebbero fine alla loro vita hanno bisogno che qualcuno intervenga che qualcuno li aiuti o dando loro la sostanza o somministrandogli la parola più importante non è morire ma è aiuto cioè la persona non chiede di essere ammazzata chiede di essere aiutata perché sta vivendo una una vita ormai considerata intollerabile Ecco questo mi auguro che possa essere in futuro l'ottica in cui si
vedranno queste cose perfetto Vincenzo Ti ringrazio Grazie grazie a te car spazione e