ciao sono patrick seri e ogni martedì e venerdì alle 14 pubblico un video sui promessi sposi oggi vediamo i sei punti il capitolo 18 la prima cosa da dire riguarda la polemica contro la giustizia condotta da manzoni il podestà infatti amico e complice di don rodrigo risponde con fin troppo sollecito all'ordine del capitano di giustizia è con grande attenzione con grande perizia svolge immediatamente le indagini ai danni di renzo che perquisisce da cima a fondo la casa del ragazzo che viene addirittura saccheggiata don rodrigo invece si compiace dei guai giudiziari di renzo e cerca di
trarne vantaggio manzoni dunque vuole dimostrare come la giustizia sia inerte nei confronti dei nobili prepotenti mentre si dimostra spietata nei confronti delle povere persone anche quando queste sono innocenti la seconda cosa da dire riguardo all orgoglio nobiliare di don rodrigo il quale decide di continuare nella sua impresa da un lato per puntiglio cavalleresco all'altro perché ha paura di essere sbeffeggiato dai propri amici e dai suoi sottoposti don rodrigo infatti quando apprende che luci agnese sono rifugiati in un monastero inizialmente pensa di desistere dalla sua impresa e di smettere di perseguitare lucia ma nel momento in
cui pensa al cugino attilio che si trova a milano e che sicuramente ha raccontato a tutti i suoi amici quello che lui sta andando a fare don rodrigo ha paura di divenire oggetto di beffa da parte dei suoi amici inoltre don rodrigo pensa anche che i suoi sottoposti i popolani possano prendersi gioco di lui in quanto nonostante le circostanze favorevoli ossia i guai giudiziari di renzo niente allontanamento di fra cristoforo don rodrigo non è riuscito nella sua impresa per questo in un primo momento dopo aver pensato di desistere dall'impresa pensa di contattare un famigerato bandito
l'innominato tuttavia non è affatto sicuro di contattare questa persona in quanto entrare in contatto con un simile personaggio sia lì nominato avrebbe comportato delle conseguenze piuttosto rischiose mentre il riflette su questo punto giunge a lui la notizia del ritorno al paese di agnese è la lettera del cugino attilio che da milano di scrive che gli comunica che è fra cristoforo verrà presto allontanato davanti a queste due circostanze favorevoli don rodrigo si decide a contattare l'innominato e lo fa proprio perché ha paura ridivenire il ridicolo agli occhi dei suoi amici e dei suoi sottoposti dunque è
palese che una delle motivazioni che spinge don rodrigo a perseguire nella sua impresa è proprio il suo orgoglio il suo puntiglio cavalleresco la terza cosa da dire riguarda l'affetto che nasce tra lucia e gertrude le due donne infatti nel parlatorio dal monastero iniziano ad avere dei colloqui durante questi colloqui gertrude racconta la propria storia a lucia o mettendo ovviamente i particolari più scabrosi lucia inizia così approvare una sorta di compassione nei confronti della monaca ed inizia anche a comprenderne e le sue stranezze dal canto suo gertrude inizia a provare affetto nei confronti della ragazza e
nonostante l'irritazione che può provare certe volte per il riserbo troppo esagerato di lucia a parlare di certi temi gertrude trova conforto all'idea che sta aiutando un'anima innocente proprio questo sentimento di affetto che la monaca di monza inizia a provare nei confronti lucia nel capitolo 20 costituirà la base del dilemma che e gertrude si troverà ad affrontare quando appunto gli verrà chiesto di collaborare a rapimento di lucia in questo capitolo inoltre manzoni per la prima ed unica volta accenna esplicitamente all'amore tra renzo e lucia l'amore infatti è un tema troppo scabroso agli occhi della casta lucia
la quale appunto non vuole parlare di tale argomento in questa scena il pudore di lucia risalta per contrasto con la condotta peccaminosa di gertrude manzoni mostra magistralmente i delicatissimi e combattuti rapporti tra una peccatrice e un innocente e coglie quel miscuglio di sentimenti ostili e invidiosi e al tempo stesso teneri affettuosi che la peccatrice può avere per la purezza della sua compagna la quarta cosa da dire riguarda la figura di fra galdino il cercatore laico di frati cappuccini che abbiamo già incontrato nel capitolo iii dove raccontava luci agnese il famoso miracolo delle luci in questo
capitolo noi possiamo dare due interpretazioni della figura di questo a fratte la prima interpretazione attribuisce alla figura di fra galdino un'estrema semplicità il frate dunque avrebbe un atteggiamento semplicistico nei confronti della realtà infatti per lui semplicemente fra cristoforo è stato inviato a rimini dal padre provinciale perché se aveva bisogno di un buon predicatore e non riesce nemmeno a immaginare che dietro questo trasferimento possano esserci degli intrighi inoltre quando agnese è disperata e non sa come fare visto che è fra cristoforo è partito fra galdino semplicemente ricorda la donna che al convento ci sono anche altri
frati come padre zaccaria padre atanasio padre girolamo dunque fra galdino per questi motivi apparirebbe in questo capitolo comune la persona dalla mentalità estremamente semplice la seconda interpretazione chi invece si basa sull'impossibilità che fra cantino dimostra nei confronti delle reazioni di hayez per fra galdino infatti è una cosa estremamente normale che fra cristoforo non sia al convento e fra galdino non si stupisce della partenza del frate per lui i frati sono tutti uguali in quanto ciò che conta ciò che importanza è il convento che un'istituzione molto più importante del singolo individuo infatti fra galdino risponde ad
agnese il convento e qui e non si muove fra galdino è anche estremamente normale che fratti siano inviati da una città all'altra infatti fra galdino spiega che i frati cappuccini vivono della carità di tutto il mondo ed è dunque giusto che servano tutto il mondo molto interessante osservare il modo in cui fra galdino rispondi alla domanda di agnese quando quest'ultima chiede quando tornerà fra cristoforo al convento alla domanda fra galdino risponde con un ma di sospensione è un'alzata di spalle e un ritirare la propria testa rasa all'interno del cappuccio questo gesto mostra la subitanea sorpresa
che fra galdino prova alla domanda della donna infatti si tratta per lui di una domanda che non si era mai posto una domanda oziosa e impensata fra galdino infatti vive in una trascendenza assoluta e non intende il linguaggio delle passioni e le curiosità mondane pertanto per lui al vano domandare degli uomini non c'è che un alzare le spalle e un ritirare la propria testa all'interno del cappuccio fra galdino mostra una innocente insensibilità davanti alle passioni dal mondo è un'obiettiva imparzialità per i valori e gli interessi del convento ed infatti nel congedarsi da ricompare quell'egoismo conventuali
che avevamo già incontrato nel capitolo 3 infatti fra galdino saluta mese dicendo che presto si sarebbero rivisti per la cerca dell'olio la quinta cosa da dire riguarda il conte zio membro autorevole del consiglio segreto di milano ossia di quella consulta formata da tredici personaggi di toga o di spada ossia personaggi appartenenti o alla magistratura o alla milizia da cui il governatore rendeva parere il conte zio è un politico solenne è nullo e vende bene il suo credito è infatti un personaggio tronfio e vanaglorioso come apprendiamo anche dal suo atteggiamento durante il colloquio col suo nipote
attilio infatti il conte zio quando parla col nipote spesso e volentieri sbuffa sofia per sottolineare il fatto che sia un uomo estremamente indaffarato è impegnato in importanti affari di stato a tal proposito il conte zio è la quintessenza della politica intesa come arte della finzione e della simulazione che tutta la sua condotta è finalizzata ad aumentare la sua fama di politico ed infatti manzoni ci descrive la sua figura caratterizzata da un parlare ambiguo un tacere significativo un restare a mezzo uno stringer d'occhi che esprimeva non posso parlare lusingare senza promettere o minacciare in cerimonia tutto
era diretto a quel fine è tutto o più o meno tornava in tro l'ultima cosa da dire riguarda la figura del conte attilio che in questo capitolo si manifesta come vero e proprio motore degli intrighi del romanzo ricordiamo che proprio con il conte attilio che don rodrigo ha fatto quella scommessa secondo cui sarebbe riuscito a conquistare lucia è una volta scaduto il termine della scommessa nel capitolo 11 il conte attilio spinge don rodrigo a continuare nel suo obiettivo per difendere il proprio onore nobiliare e adesso nel capitolo 18 offre addirittura il proprio aiuto affinché il
cugino riesca a raggiungere il suo obiettivo in realtà il conte attilio non si preoccupa per don rodrigo bensì lo aiuta perché per il conte attilio la persecuzione di lucia è un turpe oggetto di beffa e divertimento il conte attilio è il tipico rappresentante di quella nobiltà oziosa improduttiva e non esita a commettere soprusi ai danni dei poveri e dei contadini sia per soddisfare le proprie capricciose passioni come nel caso di don rodrigo sia per trovare un diversivo alla propria vita inerte e annoiata come nel caso appunto del conte attilio in questo capitolo il conte attilio
dimostra tutta la sua eccezionale bravura nel manipolare le persone infatti è abilissimo a manipolare il conte zio affinché faccia pressione sul padre provinciale per allontanare fra cristoforo da pescarenico è questo l'obiettivo che il conte attilio persegue in tutta la conversazione che tiene col conte zio questa manipolazione avviene gradualmente innanzitutto il conte attilio adula il proprio dio egli fa dei complimenti facendolo sentire orgoglioso e importante quindi fa leva sul carattere tronfio e vanaglorioso del conte zio infatti il conte attilio gli dice che è venuta sottoporgli una questione delicata che richiede il suo intervento facendo intendere al
conte zio che lui è l'unico in grado di risolvere tale questione il secondo luogo stabilisce un legame emotivo con il conte zio rivolgendosi alla turpe goffa malizia simili del conte probabilmente alimentato dai ricordi della sensualità giovanile a tal fine il conte attilio parla al conte zio della carità non dico pelosa man gelosa sospettosa e permalosa che fra cristoforo avrebbe per questa contadino di nome lucia nome che però il conte attilio ricordiamo con pronuncia mai all conte zio in terzo luogo il conte attilio punzecchia l'orgoglio nobiliare del conte zio infatti dice al conte zio e fra
cristoforo perseguita rodrigo proprio perché il nipote del conte zio e inoltre fra cristoforo odia i nobili e pensa che frati capuccini possano tener testa alla nobiltà in ultimo luogo il conte attilio per completare la manipolazione del conte zio fa leva sulla paura che il conte zio a per la propria reputazione politica infatti il conte attilio vice che don rodrigo e così fuori disse che vorrebbe farsi giustizia da solo un evento che getterebbe un enorme discredito sulla reputazione politica del conte zio qualora suo nipote don rodrigo suscitasse uno scandalo macchiandosi le mani di sangue un tale
scandalo infatti non solo danneggerebbe la fama politica del conte zio ma anche metterebbe a rischio la reputazione dell'intero casato del conte zio attilio e dunque bravissimo a mentire simulare ea sfruttare i difetti dell'interlocutore a proprio vantaggio soprattutto attilio è bravissimo a manipolare la realtà a vantaggio di don rodrigo attilio nel narrare la vicenda al conte zio non mente ben si racconta infatti in un modo tale che don rodrigo possa apparire una luce positiva infatti non nega che rodrigo abbia rivolto delle attenzioni a lucia ma questo frate sta esagerando non nega che don rodrigo e fra
cristoforo abbiano avuto uno scontro ma non rivela le vere motivazioni alla base di questo scontro inoltre fa apparire fra cristoforo come un poco di buono solo perché è amico di renzo ossia di un fuggitivo ricercato dalla legge infine fa riferimento al passato di fra cristoforo che ne sottolinea la natura non nobiliare le origini borghesi e il fatto che fra cristoforo in gioventù abbia ucciso un altro nobile senza però conoscere il travaglio interiore sofferto da frà cristoforo alias ludovico a causa di questo fatto concludiamo notando un'abilità che i conti attivi oa nel mentire al conte zio
che adula continuamente e verso cui ha un atteggiamento montuoso e servile attilio solletica la vanità del conte zio ricordandogli importanti affari di stato in cui il conte zio dovrebbe essere coinvolto è oltremodo impegnato tuttavia il conte attilio non ha una grande stima nei confronti del conte zio come si evince dal capitolo 11 quando attilio esclama caro signor conte zio quanto mi diverto ogni volta che lo posso far lavorare per me un politico né di quel calibro prima di salutarci fammi sapere se sei interessato a dei podcast dedicati e riassunti dei promessi sposi ti ricordo che
per il riassunto di questo capitolo ho fatto un video specifico sei domande passa sul gruppo facebook iscriviti al canale e noi ci vediamo al capitolo 19 in bocca al lupo