[Applauso] buongiorno a tutti grazie della gentile presentazione come sapete il tema che mi è stato chiesto di trattare è la fisica di aristotele perché il festival prevede una serie di presentazioni di classici di opere di classici nel mio caso appunto è la fisica di aristotele tuttavia poiché il tema generale del festival è l'eredità alla memoria all'oblio il tempo io concentrerò in particolare l'attenzione sui capitoli della fisica di aristotele che riguardano il tempo prima però consentitemi di dire qualche parola sulla fisica in generale perché se quando io ho cominciato a studiare aristotele stavo per dire 50
anni fa ma in realtà dovrei dire 60 anni fa quando ero studente universitario mi avessero chiesto di presentare in pubblico la fisica di aristotele avrei considerato questo una grande sciagura perché tra tutte le opere di aristotele sembrava che la fisica forse proprio quella che era stata completamente superata completamente abbandonata soppiantata dalla dalla scienza moderna dalla scienza nata con galilei con newton e poi sviluppatasi nel settecento nell'ottocento nel novecento in modo tale che della fisica di aristotele non rimanesse più traccia anche se tra parentesi la fisica di aristotele l'opera di aristotele intitolata fisica ha dato il
nome alla disciplina che ancora oggi viene chiamata fisica in tutto il mondo se voi andate in india in cina in giappone in qualunque università trovate il dipartimento di fisica i professori di fisica i laboratori di fisica e in tutto il mondo si usa questa parola fisica che è il titolo dell'opera di aristotele ancora oggi molti pensano quello che pensavo anch'io 50 anni sessanta anni fa cioè che la fisica di aristotele sia un'opera da dimenticare in una recente monografia su aristotele pubblicata dalla casa editrice carozzi di rom uno studioso di grande valore carlo natali che tra
l'altro è stato anche mio allievo a proposito della fisica scrive possiamo dire che nulla della visione aristotelica del cosmo è rimasto valido cioè liquida totalmente la fisica come se non ci fosse nulla di valido eppure lo ripeto si tratta di uno studioso di valore sicuramente informato negli studi di aristotele le cose sono completamente cambiate negli ultimi 50 anni cioè quando si è considerata l'opera di aristotele in una prospettiva correttamente storica ci si è resi conto che non aveva senso liquidarla come cosa ormai superata sap soppiantata dalla scienza moderna vi faccio solo qualche esempio proprio pochi
giorni fa mi è capitato di leggere un articolo di carlo rovelli molti di voi forse sanno chi è carlo rovelli e uno dei fisici italiani oggi più conosciuti e più apprezzati il suo ultimo libro sette lezioni di fisica ha vinto quest'anno il premio galileo per la divulgazione scientifica e ha venduto migliaia e migliaia di copie ebbene carlo rovelli in un articolo pubblicato proprio quest'anno nel journal of the american american philosophical association intitolato aristotele physics and physics look uno sguardo da fisico quale è rovelli scrive che la fisica di aristotele è un libro ottimo empiricamente fondato
corretto nel suo ambito di applicazione e che il motivo per cui la fisica di aristotele è durata così a lungo è durata dal iv secolo avanti cristo quando visse aristotele sino al secolo decimo settimo quando nasce la scienza moderna con la rivoluzione scientifica di galilei e newton la ragione per cui è durata tanto tempo non è perché essa sia divenuta un dogma ma perché si tratta di scrive rovelli in inglese e very good signori una teoria molto buona una teoria molto valida e conclude l'articolo dicendo che la fisica di aristotele merita una forte rivalutazione e
che nonostante i suoi limiti e ancora e grease theory the cal cesi una grande fisica teorica qualche altra testimonianza in questo senso può essere ancora citata qualcuno avrà sentito parlare di thomas kuhn uno storico della scienza americano famoso per avere introdotto la il concetto di rivoluzioni scientifiche ha scritto dei libri mostrando che la scienza progredisce per mezzo di vere e proprie rivoluzioni ebbene thomas kuhn racconta in uno dei suoi ultimi libri che quando egli cominciò a occuparsi di storia della non riusciva a capire come mai aristotele che pure aveva dimostrato di essere un genio in
molti altri campi la logica l'etica la politica la poetica la retorica in fisica sembrasse non avere capito nulla non avere detto nulla di serio non la di intelligente e con era stupito di questo fatto non riusciva ad arsene una ragione finché racconta noi un giorno lui dice anche visto a leggere i particolari era un giorno d'estate faceva molto caldo mi venne una grande idea cioè si accorse che il motivo per cui tutti i discorsi che aristotele nella fisica fa intorno al movimento sembravano discorsi di un matto di un pazzo era che con la parola movimento
in greco kinesis aristotele intendeva qualcosa di completamente diverso da ciò che intendiamo noi per noi il movimento e non solo spostamento di un corpo da un punto all'altro dello spazio per aristotele con la parola movimento si intendeva qualunque forma di processo qualunque forma di divenire persino il processo attraverso il quale un ragazzo diventa un uomo adulto quindi con un concetto di movimento come questo tutte le cose che sembravano assurde dette da aristotele intorno al movimento acquistavano un altro significato un significato invece molto più interessante è accettabile ma potrei continuare a citarvi i nomi di grandi
scienziati contemporanei che hanno riscoperto la fisica di aristotele ilya prigogine che è stato premio nobel per avere introdotto una nuova concezione della fisica nel suo libro su la nuova alleanza una nuova alleanza tra fisica e scienza dopo quella di newton scrive che la fisica contemporanea la fisica di einstein è molto più vicina alla fisica di aristotele che non alla fisica alla fisica cosiddetta classica cioè alla fisica di newton e un grande matematico francese rené thom ha pubblicato un intero libro sulla fisica di aristotele come fisica del continuo delle grandezze continue che conserva una sua validità
del resto non so se quelli di voi che si occupano che si sono occupati un po di psicologia ricorderanno il nome di paolo cozzi paolo brosio è stato purtroppo è morto non tanto vecchio qualche anno fa paolo gozzi era un grande psicologo italiano e tra i suoi numerosi libri ce n'è uno molto bello intitolato la fisica ingenua in cui e ita psicologo e quindi da esperto del mondo della percezione mostra come la percezione che noi abbiamo del mondo che noi soggetti ancora oggi abbiamo del mondo corrisponde esattamente alla descrizione del mondo offerta dalla fisica dalla
fisica di aristotele cioè il mondo che noi percepiamo è precisamente quello descritto da aristotele nella sua fisica e anche un'altra studiosa italiana di storia della scienza ancora giovane che non si è ancora affermata quanto meriterebbe monica scaglia ha scritto alcuni anni fa un libro molto bello modelli idrostatici del mondo da aristotele a galileo dove ha mostrato che per capire il valore della fisica di aristotele bisogna tenere presente che aristotele concepisce il mondo attraverso un modello di tipo idrostatico idrostatico significa concernente la statica dei liquidi cioè il mondo per aristotele era un'enorme sfera tutta piena tutta
piena di fluid piena o di terra o di acqua o di aria o di fuoco gli elementi cioè fondamentali a cui la scienza del suo tempo riconduceva tutti i corpi ora se noi pensiamo ad uno spazio non vuoto bensì pieno di fluidi qualunque sia il fluido a cui pensiamo tutti i movimenti che si verificano tutti i processi che si verificano in un universo di questo tipo corrispondono esattamente a quelli descritti da aristotele nella fisica e rovelli nell'articolo che vi citavo all'inizio ha confermato questo giudizio questa osservazione di monica urania l'ha fatta propria ed ha mostrato
con una serie di formule fisiche che io non sono in grado di tempi riferirvi e che le cose stanno effettivamente così cioè che in un modello di tipo idrostatico la fisica di aristotele si rivela perfettamente valida ancora oggi quindi non è tempo perso quello che noi possiamo dedicare a quest'opera e le cose sono molto cambiate da quelle che io pensavo per esempio 40 50 o 60 anni fa grazie anche ai progressi della storia della scienza questo per quanto riguarda l'opera in generale ma veniamo ora al tema più preciso di cui ci dobbiamo occupare cioè il
tempo nella fisica di aristotele e precisamente nel libro iv ci sono cinque capitoli dedicati appunto a al tempo e la prima trattazione non sarà non saprei dire se filosofico scientifica la prima trattazione e sia stata fatta sul concetto di tempo io mi sono qualche anno fa mi sono divertito nel mettere a confronto quello che aristotele dice in questi cinque capitoli con uno dei libri più importanti della filosofia contemporanea sul tempo cioè l'opera di martin heidegger intitolata appunto essere e tempo il capolavoro di heidegger che ha fatto di lui uno dei maggiori filosofi del novecento e
interessantissimo fare questo confronto perché heidegger dei precisamente nel suo libro essere tempo vi dico anche in tal paragrafo 78 al paragrafo 83 cioè in sette paragrafi di essere tempo fa una breve storia del concetto di tempo e dice che il primo che ha formulato un concetto di tempo è stato appunto aristotele nella fisica è che tutti quelli che se ne sono occupati dopo cioè nell'antichità famosissimo sant'agostino sant'agostino ne parla nelle confessioni ma poi anche in età moderna per esempio kant e hegel poi un filosofo francese burke sono e poi tutti quelli che ancora oggi parlano
di tempo non fanno altro che riproporre con alcune piccole variazioni il concetto aristotelico di tempo e qual è secondo heidegger il concetto aristotelico e quello che lui chiama il concetto la parola tedesca usata da heidegger fulgar che in italiano sembra voler dire volgare scritto fulgar pulga con un lay out è però è sbagliato tradurlo con volgare perché per noi la parola volgare ha evidentemente una connotazione negativa cioè vuol dire cosa di poco valore mentre in tedesco folger significa semplicemente comune ordinario infatti nella tradizione italiana di essere tempo curata da franco volpi il concetto viene tradotto
con concetto ordinario il concetto ordinario di tempo secondo heidegger il concetto ordinario di tempo quello che tutti usano è il concetto introdotto da aristotele che cosa è questo concetto è quello di cui noi ci serviamo quando fissiamo per esempio una data la data comprende il giorno il mese e l'anno cioè il tempo indicato nei calendari ma noi possiamo anche fissare un momento e allora ci serviamo dell'orologio il menu d'ora il minuto il secondo questo secondo heidegger è il tempo il tempo comune il tempo e gli dice il tempo pubblico quello a cui tutti fanno riferimento
ma secondo heidegger questo concetto è come lui dice in autentico cioè non coglie il vero significato del tempo perché e qui heidegger cita un passo della fisica di aristotele dove sto te le dice che il tempo è infinito ovvio cosa vuol dire qualunque momento del tempo noi consideriamo è sempre possibile pensare ad un momento che viene prima e ad un momento che viene dopo qualunque momento anche in futuro noi possiamo immaginare ammetterà sempre qualche cosa che viene dopo e questo processo non finisce mai quindi il tempo è eterno c'è sempre stato e sempre ci sarà
ebbene secondo heidegger avere concepito il tempo come eterno è la prova che questo tempo non è il tempo autentico cioè quello che noi veramente viviamo il tempo dice heidegger scusate se mi servono del suo linguaggio ma lui si è espresso così il tempo del design cioè dell'esserci della situazione in cui noi esseri umani ci troviamo nella nostra vita perché perché la nostra vita secondo heidegger non è caratterizzata dal tempo inteso in questo senso il tempo dell'orologio il tempo del calendario il tempo infinito ma è caratterizzata da quello che heidegger chiama la temporalità e la temporalità
è la consapevolezza che ciascuno di noi sa che la nostra vita inevitabilmente si concluderà con la morte e quindi noi non possiamo considerare il tempo come infinito perché per noi per ciascuno di noi per come ciascuno di noi vive la sua situazione umana non c'è un tempo infinito il tempo finirà e quindi la consapevolezza autentica della condizione umana del design secondo heidegger non si basa sul concetto ordinario volgare di tempo introdotto da aristotele ma sulla temporalità e il carattere della temporalità secondo heidegger poi finisco con essere tempo e vado direttamente ad aristotele il carattere della
temporalità e di essere un tempo che heidegger chiama e statico e statico e statico è una parola che viene dal greco e stati con che significa che fa uscire fuori è che vuol dire fuori estati conviene da ex st restare fuori porre fuori e come noi diciamo che l'estasi che viene da estatico consiste nell'essere in un certo senso fuori di sé e quindi il tempo vero il tempo autentico è il tempo è statico perché è un tempo che porta fuori che si apre che si apre a ciò che ci attende a ciò che noi abbiamo
da essere e te questa terminologia tipicamente heideggeriana il nostro essere il nostro esserci è un aver da essere noi siamo protesi proiettati verso il futuro ma verso un futuro che si conclude con forte da cui l'angoscia che caratterizza la nostra esistenza questa scusatemi detta un po in soldoni è il contenuto di essere e tempo di heidegger allora alla luce di questa valutazione che heidegger ha dato del tempo aristotelico andiamo a vedere come stanno veramente le cose andiamo cioè a leggere qualche passo della fisica di aristotele sul tempo prima di affrontare i passi considerati da heidegger
io ne ho riportato uno che viene a confermare quanto dicevo all'inizio cioè che anche la fisica moderna e contemporanea ha scoperto il valore della fisica di aristotele voi sapete che una delle grandi scoperte considerate grandi coperte della scienza moderna è il cosiddetto principio di inerzia i ragazzi del liceo che qui vedo presenti lo studiano lo studiano a scuola il principio di inerzia che è stato formulato viene attribuito anche a galileo ma in galilea non era ancora del tutto chiaro diventa chiaro per la prima volta in cartesio in descartes il principio di inerzia che è un
principio della fisica fisica odierna della figlia come scienziata dice che il movimento uniforme e rettilineo nel vuoto se non interviene nessuna forza a fermarlo o a impedirlo continua eternamente continua perché non è un cambiamento di stato è uno stato così come lo è la quiete lo star fermi nel vuoto un corpo che si muove di moto uniforme e rettilineo si muoverebbe per sempre questo è il principio d'inerzia e questo sembra essere la smentita di quello che aveva detto aristotele il quale aveva detto il contrario cioè che un corpo per muoversi ha bisogno di una forza
che lo spin da che lo produca che lo mandi avanti da solo non si muove non c'è un moto di inerzia per aristotele questo è quello che leggete in tutti i manuali tutti i manuali di storia della filosofia ebbene se andiamo a leggere attentamente la fisica vediamo che in un certo senso già aristotele aveva intuito il principio d'inerzia perché guardate non l'ho non l'ho riportato qui ve lo leggo io c'è un passo di aristotele precisamente nel libro iv al capitolo 8 a pagina 215 in cui aristotele scrive nessuno può dire perché un mobile cioè un
oggetto in movimento si fermerà in un dato luogo e in effetti perché mai dovrebbe fermarsi qui piuttosto che la insomma o non si muove per niente oppure necessariamente si muoverà all'infinito a meno che è una causa di forza maggiore non glielo impedisca cioè aristotele dicevo prima concepisce universo come pieno e quindi cerca di confutare l'idea che esista il vuoto è uno degli argomenti che egli porta per confutare il vuoto è questo e cioè se l'universo fosse vuoto un corpo che si muove si muoverebbe per sempre è esattamente quello che dice il principio d'inerzia solo che
per aristotele questo non non si applica alla realtà non vale nella realtà perché l'universo reale in cui noi viviamo non è vuoto ma è pieno e pieno aria di acqua di tutto ciò che costituisce i corpi ma questo era solo un passo che poi vedete mi sono anche dimenticato di riportarlo nelle diapositive che veniva a confermare i giudizi che vi ho riferito prima veniamo invece proprio alla trattazione del tempo che troviamo nel quarto libro della fisica e cominciamo con un passo io non so se dal fondo della sala si riesce a leggere ma io ho
un passo che vi leggo e dal quarto libro della fisica chi lo vede riesce a leggerlo con me ve lo leggo ins lo leggiamo insieme non c'è tempo senza movimento a ben vedere scrive aristotele il tempo non si dà in assenza di movimento infatti quando non mutiamo in nulla il nostro pensiero oppure lo votiamo ma senza farci caso a noi non pare che sia passato del tempo come al risveglio non pare che sia passato tempo neppure a quelli che stando al mito dormono a fianco degli eroi in sardegna enigmatico aristotele città un mito un mito
del quale non si sa niente secondo questo mito ci sarebbero stati alcuni individui che in sardegna chissà perchè in sardegna avrebbero dormito a lungo a fianco degli eroi e quando poi si svegliarono non si resero conto di quanto tempo era passato durante il loro sonno ma senza scomodare il mito degli eroi in sardegna questa è un'esperienza che ciascuno di noi può fare quanti momenti se durante la giornata per lasciamo stare la notte ma se durante la giornata ci capita di appisolarsi per qualche momento poi ci svegliamo senza capire quanto tempo abbiamo dormito se è stato
breve o lungo cioè il tempo che non viene percepito è come se non esistesse dunque il tempo è quello che noi percepiamo è quello del quale noi facciamo esperienze e infatti aristotele conclude costoro quelli che hanno dormito in sardegna accanto agli eroi infatti collegano l'istante del prima a quello del dopo in sonno e ne fanno un unità togliendo il lasso intermedio in quanto privo di sensazioni così se un istante non fosse diverso da un altro e anzi fosse identico e uno il tempo non ci sarebbe affatto allo stesso modo neppure sembrerebbe esserci tempo in un
lasso intermedio perché sfuggirebbe la sua diversità pertanto se ci capitano situazioni in cui non avvertiamo l'esistenza del tempo e precisamente quando non riusciamo a distinguere un qualche mutamento malanima sembra sospesa in un unico e indivisibile istante allora dobbiamo riconoscere che il tempo esiste quando abbiamo percezioni e corriamo differenze e quindi manifesto che non c'è tempo senza movimento ecco la prima cosa che viene stabilita non c'è tempo senza movimento se tutto fosse immobile se non la si muovesse noi non percepiremmo nessun passare del tempo nessun prima e nessun dopo se invece abbiamo esperienza del tempo è
perché abbiamo esperienza del movimento del mutamento qualunque sia questo mutamento ed ecco allora che da questo deriva la celebre definizione aristotelica del tempo che dice noi abbiamo cognizione del tempo quando misuriamo il movimento fissandolo con il prima e il dopo e possiamo dire che un tempo è trascorso quando percepiamo il prima e il dopo nel movimento insomma possiamo affermare che ci sia un tempo quando c'è un prima e un po i proprio perché il tempo ecco la definizione il tempo è il numero del movimento secondo il prima e il poi il tempo pertanto non si
identifica col movimento ma esiste in quanto il movimento ha un numero numero qui significa misura proprio perché noi misuriamo il movimento questa misurazione del movimento è il tempo ed è il tempo che noi misuriamo da tempo di aristotele non misuravano con i movimenti del sole del giorno la notte mese l'anno ma poi il giorno si divide in ore le ore si dividono i minuti in secondi è il tempo che noi misuriamo comunemente però questo tempo non è altro che la misura che noi facciamo del movimento dunque il tempo ed è il terzo passo che li
leggo presuppone l'anima anima è il termine con cui aristotele indica la coscienza se non ci fosse la coscienza non ci sarebbe il tempo egli infatti scrive qualcuno potrebbe sollevare il seguente problema se non ci fosse l'anima il tempo ci sarebbe oppure no e spiega le possibilità che esista un soggetto non merante cioè un soggetto che misura è impossibile che esista un oggetto numerato se nessuno misura nulla viene misurato e quindi ecco dimostrato che il numero non ci sarebbe poiché esso o è realtà numer ante o e realtà numerata ma se in natura non si dà
nulla tranne l'anima e l'intelletto dell'anima capaci di numerare in assenza dell'anima necessariamente non esisterebbe il tempo se non nella forma dell'ente che è in qualsiasi momento cioè fuori dal tempo dunque se il tempo è il numero del movimento esso richiede che ci sia qualcuno che numero che misura e questo qualcuno è appunto l'anima cioè la coscienza quindi il tempo presuppone la coscienza quindi un tempo del tutto estraneo oggettivo spazializzato soltanto pubblico non ha soltanto il tempo dell'orologio o il tempo del calendario è un tempo vissuto è un tempo del quale noi abbiamo coscienza e la
cosa più interessante è che proprio aristotele nella fisica dice che il tempo a quel carattere che heidegger invece aveva attribuito al suo concetto di temporalità cioè è statico e statico leggiamo il passo il passo seguente il tempo dice aristotele porta distruzione c'è qualcosa che è influenzato dal tempo come anche si suole dire che il tempo porta distruzione noi diciamo il tempo logora qualunque cosa anche se nessuno interviene a danneggiarla a rovinarla basta lasciare che passi del tempo e la cosa si logora si deteriora per il tempo tutto invecchia o finisce nell'oblio ecco il tema del
nostro festival la memoria e l'oblio invece non si dice che è grazie al tempo che abbiamo imparato o siamo ringiovaniti o divenuti belli col passare del tempo non si diventa mai più belli si diventa più brucchi il tempo da parte sua è perlopiù causa di corruzione infatti il numero del movimento cioè il tempo e il movimento fanno uscire l'esistente io qui ho riprodotto proprio alla lettera le parole di aristotele senza aggiungere nulla il greco dice hexis tesin tori bar con proprio parco nell'esistente ciò che esiste e il tempo hexis tesi ex e sistemi porre fuori
fa uscire fa uscire da sé tutto ciò che esiste qui ancora non c'è la parola è statico ma c'è ma il passo successivo capitolo 13 della fisica è l'ultimo passo che leggiamo ogni mutamento è per natura atto a fare uscire le cose questa espressione italiana atto a fare uscire le cose traduce il termine greco usato da aristotele ecstatic on gli onorari heidegger non se l'è inventato cioè heidegger provato questo concetto in aristotele lo ha fatto proprio se ne è appropriato lo ha usato per caratterizzare la sua concezione quella che lui chiama autentica della temporalità e
ha accusato aristotele di non avere capito mentre è proprio in aristotele che c'è che c'è questo hotel che heidegger lo fa spesso non solo sul tempo lui si è volpi ha scritto che aida grazie appropriato voracemente della filosofia di aristotele per costruire un sistema che voleva essere alternativo cioè contrario opposto a quello di aristotele e questi passi sul tempo ne sono una prova bellissima perché e aristotele che scrive ogni mutamento è per natura toaff a riuscire le cose mentre nel tempo tutto si genera e tutto si corrompe per tale motivo alcuni pensatori non sappiamo chi
siano chiamavano il tempo il più sapiente software on mentre il pitagorico part one con marco maggior precisione aristotele dita ragione lo chiamava il più ignorante il tempo è il più ignorante perché nel tempo si perde il ricordo non vi pare che queste siano analisi che tengono conto proprio della condizione umana nel tempo si invecchia nel tempo ci si dimentica è più facile dimenticare che apprendere nel tempo nel tempo si perde il ricordo e poi continua chiaramente il tempo di per sé sarà causa di corruzione piuttosto che di generazione come si è appena detto il mutamento
di per sé fa uscire le cose di nuovo usa il termine è statico mentre della generazione dell'essere lo sarà sarà causa solo per accidente cioè il tempo di per sé è statico fa uscire le cose da se stesse le fa invecchiare le fa peggiorare questa questa consapevolezza tutto sommato alquanto pessimistica del del significato che ha la temporalità nella condizione umana a me sembra che sia il segno che già aristotele aveva colto perfettamente il senso autentico del tempo nell'esistenza umana e che heidegger non ha fatto altro che riprendere la concezione aristotelica e riproporla come se fosse
una sua scoperta personale questo mi pareva che fosse interessante e comunicarvelo nell'ambito di un festival che parla proprio del tempo della memoria e dell'oblio e questo è il contributo che ci viene dalla fisica di aristotele grazie per la vostra attenzione [Applauso]