abbiamo parlato abbastanza a lungo dei filosofi musulmani nel medioevo abbiamo citato anche i filosofi ebraici e in tutti questi casi abbiamo sottolineato come questi pensatori si relazionarsi una volta in maniera anche molto forte col pensiero di aristotele tanto è vero che abbiamo detto questi pensatori furono spesso i mediatori che riuscirono a portare aristotele in occidente a farlo passare dalla filosofia antica fino appunto alla filosofia medievale anche cristiana ma come fecero e soprattutto come venne accolto il pensiero di aristotele in realtà inizialmente i pensatori cristiani accolsero questo pensiero corre una certa ostilità e oggi vedremo perché
come andiamo a cominciare [Musica] dentro la filosofia un podcast di ermanno scrip ferretti cento quindicesima puntata il difficile ritorno di aristotele in occidente [Musica] eccoci qui di nuovo insieme per qualche minuto per parlare di filosofia abbiamo già detto nella premessa l'argomento che affronteremo oggi che quello del ritorno della ripresa di aristotele nel mondo cristiano occidentale un ritorno a una ripresa che fu però complicata meno felice di come si potrebbe pensare intanto a risolvere era stato dimenticato ma non del tutto in realtà è vero che all'inizio del medioevo nell'alto medioevo e poi anche all'inizio del basso
medioevo l'influenza maggiore era stata quella esercitata dal platonismo e anche in particolare ancora di più dal neoplatonismo ricorderete ad esempio agostino il grande padre della chiesa il principale e filosofo della patristica che doveva molto moltissimo alla riflessione di platone e di plotino tant'è vero che poteva essere ritenuto quasi il platone cristiano ecco l'influenza e d'agostino era rimasta molto forte l'abbiamo rivista ad esempio in anselmo all'inizio del basso medioevo però il pensiero aristotelico non era stato completamente dimenticato ad esempio si era salvata soprattutto la logica di satelli che ha ricordato infatti che può esser aveva trasformato
trasportato il pensiero logico di strategico nel pensiero logico medievale anzi approfondendo alcuni studi approfondendo alcuni rilievi formalizzando ancora meglio tra lui e poi i suoi successori le regole del pensiero e del ragionamento che già aristotele aveva individuato quindi risolte le non era un completo sconosciuto era ben noto però fino a quel momento l'occidente cristiano aveva preferito dare maggior spago maggior spazio al pensiero platonico che ben si sposava per l'altro con il pensiero cristiano ovviamente con i dogmi del cristianesimo in fondo platone ci presentava due realtà il nostro mondo terreno a cui si contrapponeva il mondo
delle idee e anche cristianesimo ci presentava due realtà la vita terrena e la vita celeste il platonismo in fondo si diceva che questa vita terrena è solo una preparazione alla vera vita al contatto con le idee ebbene il cristianesimo ci diceva che questa vita terrena era una preparazione al contatto diretto con dio vedete che i punti di contatto sono davvero importanti aristotele invece da questo punto di vista era stato abbastanza trascurato ma appunto nel xii secolo a partire dal xii secolo aristotele tentò di ritornare soprattutto tramite la mediazione di avicenna e averlo è le opere
di questi due grandi pensatori musulmani infatti iniziarono proprio in quel periodo ad essere tradotto in latino e quindi anche a circolare nel mondo occidentale raccogliendo un po di interesse sicuramente ma anche almeno all'inizio una certa ostilità anzi direi che nella prima fase fu maggiore l'ostilità rispetto all'interesse perché beh intanto per due principali motivi poi forse ne possiamo aggiungere alcun terzo cioè il fatto che questi erano pensatori e musulmani e quindi infedeli ma due motivi direi filosofici il primo motivo era come vi ho già accennato la forte influenza che era ancora esercitata dal platonismo tramite l'intermediazione
di agostino quindi il pensiero aristotelico che per molti versi lo ricorderete è antitetico rispetto a quello platonico non stimolava molto l'attenzione di chi è abituato a pensare in maniera diversa il secondo motivo invece era proprio la difficoltà di conciliare la dottrina di sott elica con quella cristiana credo che quella protonica ben si sposava perché in fondo almeno nell impianto generale combaciava per molti versi con le dottrine cristiane nel caso dei ris totti né invece questa fusione questo incontro era un po più difficile soprattutto non tanto per quello che aveva detto aristotele di per sé ma
per l'interpretazione che avicenna e averlo è avevano dato del pensiero aristotelico ricordate che proprio nelle scorse puntate presentando le interpretazioni di questi filosofi abbiamo insistito molto su alcune visioni che mal si conciliavano con l'islam e ma si conciliavano anche col cristianesimo di conseguenza con ogni religione monoteista perché perché a vicenda verrà avevano molto insistito ad esempio sulla creazione necessaria del mondo secondo loro dio esiste ma ovviamente come già aveva detto anche aristotele ma non sceglieva di creare non voleva creare non creava per un atto d'amore il mondo si plasma va necessariamente dalla stessa essenza di
dio era un atto necessario non volontario perché dio in quanto perfetto non poteva che creare in quella maniera in quell'unica maniera possibile e dunque non sceglieva e dunque non amava questi temi erano già in parte presenti nel pensiero di aristotele mazzetto vicenda e averroè leverano accentuati in questi termini mal si sposavano con la filosofia cristiana perché nel cristianesimo un punto cardine è che dio sceglie di creare che dio crea come un atto d'amore crea liberamente che dio non crea liberamente allora viene a cadere un po tutto l'impianto questo un primo elemento un secondo elemento è
quello dell'anima abbiamo anche detto che per la vicenda vero è l'anima sostanzialmente muore col corpo come in parte sembrava in qualche modo verdetto anche aristotele anzi loro su questo punto avevano molto insistito ecco per i cristiani non era possibile ammettere questa verità o questa dottrina perché perché per i cristiani è ovvio e scontato che l'anima debba essere immortale debba poter salire se virtuosa ai cieli oppure se peccaminoso scendere verso gli inferi non c'è soluzione non c'è altro modo non si può ammettere la mortalità dell'anima altrimenti anche qui tutto l'impianto si troverebbe a cadere insomma nell'intermediazione
di aristotele praticata da vicenda è vero è sembrava proprio che questa filosofia fosse anticristiana avversa alla dottrina cristiana è impossibile da conciliare col cristianesimo ma era davvero così questo lo vedremo meglio nelle prossime puntate quando arriveremo ad esempio a tommaso che è il primo grande autore che cerca invece di conciliare pensiero di aristotele e quello del cristianesimo ma vediamo come si arriva a questo tommaso [Musica] il primo pensatore che si trovò a discutere del ruolo degli stock delle zucchine dei ris todt e le fu il francese guglielmo di al vernia che fu un'importante teologo a
parigi presso l'università parigine fu anche vescovo di parigi ecco questo guglielmo già nella prima metà del duecento prese una posizione nettissima contro le dottrine aristoteliche ritenendole contrarie la vera fede ritenendole anche pericolose e diciamo che già a giudizio così negativo di questo importante teologo importante vescovo sembrava poter mettere fine alla possibile diffusione delle dottrine aristoteliche nel mondo cristiano ma in realtà nonostante i divieti queste dottrine cominciarono a circolare almeno per interesse almeno per curiosità circolavano venivano rifiutate ma almeno se ne discuteva e in certi casi alcuni elementi del sistema aristotelico del pensiero riso the lico
iniziarono ad essere timidamente introdotti in un impianto che magari formalmente rimaneva agostiniano rimaneva platonico quindi certo non rinneghiamo agostino certo non rinneghiamo platone ma in alcuni punti forse aristotele ci può dire anche qualcosa di vero questa è un po l'idea che inizia lentamente a serpeggiare tra quelli che iniziano a discutere di questi temi oltre a guglielmo che già citato ce ne sono poi anche altri di filosofi ad esempio c'è un certo alessandro di ales ok se all'inglese un dialogo appunto britannico che sempre in quello stesso periodo nella prima metà del duecento scrisse un'opera monumentale chiamata
somma di tutta la teologia un'opera che voleva essere davvero la somma li riassunto di tutti gli esiti a cui la filosofia la teologia la scolastica raggiunta quest'opera aveva come scopo quello di ribadire l'impianto agostiniano in modo anche da difenderlo da questi inserti risultati si segno che però si inizia a percepire qualche crepa nel sistema è sempre un inglese questa volta chiamato roberto grossa testa nello stesso periodo in realtà fu uno di quelli che iniziarono ad introdurre elementi aristotelici rovato grossatesta visse tra il 1100 75 il 1.253 fu anche un importante uomo di chiesa perché fu
vescovo ma fu anche contemporaneamente cancelliere dell'università di oxford questo è roberto fedele a quella aveva appena detto alessandro e suo connazionale ribadì l'impianto agostiniano della filosofia scolastica e cristiana ma vi aggiunse qualcosa ad esempio si aggiunge un nuovo interesse verso la natura voi sapete ricorderete che in realtà nell'impianto platonico la natura veniva fortemente svalutata e trascurata perché quello che contava veramente non era questo mondo ma era il mondo delle idee era il mondo al di fuori della caverna e questo aveva portato anche i cristiani delle origini effettivamente a dare uno scarso peso a questa realtà
a questo mondo in cui viviamo in favore invece di un interesse verso l'aldilà spesso il mondo delle idee verso anche l'anima nel caso di agostino ecco roberto invece spinse verso uno studio della natura e cerca una conciliazione per ora questo nuovo interesse naturalistico che derivava da aristotele nettamente e invece l'impianto agostiniano ad esempio e questo è un elemento effettivamente molto innovativo molto interessante sostenne che la natura andasse studiata con l'uso anche della matematica fondandosi anche sulla matematica ecco questo è un tentativo interessante diffusione di aristotelismo e platonismo perché se vi ricordate aristotele aveva detto abbiamo
alla natura aveva avuto un atteggiamento empirico aveva davvero analizzato le piante gli animali eccetera e quindi l'attenzione a questo mondo e sicuramente di matrice aristotelica però agli state le aveva trascurato la matematica che metterà stata fortemente studiata dai platonici in parte da platone ma anche da tutti i suoi eredi ecco tentare di studiare la natura ma in chiave matematica è già un qualcosa che fa un passo in più nella direzione di una fusione o comunque di un compromesso tra platone aristotele ed è una cosa ripeto molto innovativa perché quando arriveremo a spiegare il rinascimento e
soprattutto la rivoluzione scientifica che perderete il 500 e 600 in tutta europa noteremo come la rivoluzione scientifica ad esempio lo stesso galileo galilei non faccia altro che questo studiare la natura quindi ottica direi aristotelico empirica da un certo punto di vista ma studiarla anche in chiave matematica e quindi ottica in un solo senso pitagorico platonica da un altro punto di vista poi ci sarà anche l'influenza di democrito saranno altre influenze ma questo incontro di due scuole di pensiero che si introduce in roberto grossa testa troverà poi suo massimo compimento durante la rivoluzione scientifica in galileo
e newton in balcone in altri personaggi di questo tipo ecco che bisogna anche dire che questa idea di roberto grossa testa era interessante e portava a esiti inediti anche nel piano fisico ad esempio il filosofo sostenne anche una particolare teoria della luce secondo cui era la luce la forma primari corpi cioè di fatto l'essenza corporea dei corpi perché perché questa luce si dirà ma nelle tre direzioni dello spazio e quindi è lei che domina lo spazio è lei che da forma allo spazio e quindi da forma anche ai corpi queste idee molto innovative e interessanti
verranno riprese appunto secoli dopo però certa influenza sulla scuola di oxford perché rosso testa verdetto insegnava lì era cancelliera oxford ma li farà adepti avrà allievi ed effettivamente il metodo scientifico quello del rinascimento che nasce la tali teller inghilterra dovrà qualcosa anche a questi spunti dovrà qualcosa anche a questi ray [Musica] l'ultimo pensatore che oggi introduciamo ma che non completiamo perché dobbiamo dire varie cose su di lui è bonaventura da bagnoregio un filosofo cristiano un francescano uno dei primi francescani per che visse tra il 1200 21 e il 1274 ecco una ventura fu probabilmente il
più grande difensore del platonismo è il più grande oppositore dell'aristotelismo di questo tempo del 200 segno che certo qualcuno provava a trovare fusioni ma non era un compito facile c'erano anche molti ostacoli molte opposizioni con l'avventura da questo punto di vista divenne il più famoso nemico dell'aristotelismo ebbe una grande carriera divenne maestro presso l'università di parigi divenne anche amico proprio di tommaso d'aquino quel filosofo di cui parleremo tra poche puntate che invece fu il campione proprio dell'aristotelismo e scrisse anche bonaventura molte opere nei due più importanti sono il commentario le sentenze di pietro lombardo da
un lato e l'itinerario della mente verso dio dall'altro decideremo velocemente ne parleremo diremo qualcosa cosa sostiene questo bonaventura da bagnoregio nella sua opera di ostacolo di contestazione delle idee aristoteliche beh lui ritiene primo luogo che le conoscenze non derivasse di un primo luogo dei sensi come sosteneva aristotele per l'estate le ricordate la via empirica era la prima modalità per acquisire conoscenze che poi andavano ovviamente rielaborate dall'intelletto l'intelletto passivo l'intelletto attivo e così via per bonaventura non funzionava così rimanendo fedele a platone bonaventura sostenga invece che esistono anche conoscenze che non derivano dei sensi è vero
che alcune conoscenze arrivano le sensi ma altre no e per essere più precisi bonaventura sosteneva che ad esempio l'idea di dio e la conoscenza dell'anima della propria anima non potevano derivare dai sensi d'altronde quei sensi lo vediamo né dio nell'anima eppure noi abbiamo conoscenza di questi elementi e allora da dove possono nascere queste conoscenze evidentemente diceva bonaventura noi abbiamo una capacità di coniugare le immagini o pitture delle cose lui le chiama così sono le idee i dati generali coniugarle tramite una facoltà che anche questa non deriva dall esterno ma da qualcosa che è presente dentro
i noi l'idea di dio l'idea dell'anima le capacità cognitive sono qualcosa che non ci nascono fuori ma che abbiamo già dentro e queste cose che abbiamo già dentro non possono che derivare da dio di fatto bonaventura se vi siete resi conto non sta facendo altro che riprendere la dottrina dell'illuminazione d agostino ricordate agostina varetto più o meno le stesse cose anche lui aveva detto contro gli scettici e vero che su alcune conoscenze abbiamo incertezza velo si può dubitare ma ci sono delle conoscenze solidissime presenti dentro di noi che non possono che derivare da dio dio
quindi è una sorta di luce di faro che ci illumina l'anima che ci illumina la conoscenza e anzi se noi possiamo conoscere e proprio solo grazie a dio proprio solo grazie a questa facoltà che dio ci dona ecco questo bonaventura lo riprende in toto e lo usa come arma contro l'aristotelismo aristotele tramite a vicenda vero e ci dice che noi conosciamo le cose che stanno al di fuori di noi che noi acquisiamo conoscenze dall'esterno ebbene sbaglia nel senso che in parte è anche vero ma quello che conta è che noi abbiamo delle facoltà innate dentro
di noi e delle conoscenze innate dentro di noi tema tipicamente platonico e queste facoltà conoscenze innate dentro di noi sono poi la chiave per conoscere sono l'elemento più importante per conoscere e queste facoltà innate non possono che derivare da dio pertanto bisogna rifiutare in toto la museologia aristotelica ovviamente d'altra parte dice ancora bonaventura se noi abbiamo delle idee innate e queste idee li usiamo qualche ragionare conoscere queste idee che sono presenti in dio sono presenti come modelli nella mente di dio tanto che dio è davvero in un certo senso la norma è il fondamento di
ogni nostra conoscenza ma non solo di ogni nostra conoscenza anche dell'essere in fondo se io riesco a conoscere le cose è perché a questa facoltà innata che deriva da dio quindi io devo ogni mia conoscenza a dio se io riesco a ragionare è perché c'è dentro in questa facoltà innata che deriva da dio segno che ogni mio ragionamento si fonda su dio è derivato da dio e non solo se io riesco a esistere a comprendere la realtà ea vivere la realtà è solo perché dio mi ha donato gli strumenti per farlo e quindi ancora una
volta anche la mia vita anche il mio essere anche la mia esistenza derivano e dipendono sono fondate su dio dio è il punto di riferimento ultimo di ogni cosa e queste idee e nella mente di dio sono presenti come esemplari unici come modelli da in parte quello che già aveva detto platone non parlando di dio parlando di mondo delle idee ma il meccanismo come notate è lo stesso quindi vedete ripresa del platonismo ripresa dell'agostino ennesimo perché queste tutti ne erano già state filtrate da agostino e adattate alla chiave cristiana ma hanno solo come verità ma
anche come strumento per opporsi alle nuove influenze che sembrano arrivare dal mondo arabo dal mondo musulmano per bloccare le nuove influenze aristoteliche ecco ci sono in realtà delle altre cose da dire c'è un discorso ancora ampio da fare per concludere con bonaventura per parlare di altri also the lich eran teli strategici in questa fase storica ma visto che la puntata potrebbe diventare molto lunga ho pensato di interrompere intanto qui questo primo podcast questa prima selezione di oppositori e o mediatori che tentano di portare a bloccare l'arrivo di aristotele nel mondo cristiano ma la prossima volta
ampliamo ancora un po il discorso e finiamo per oggi basta vi ricordo che il podcast potete ascoltarlo su tante piattaforme su apple podcast google porter spotify deezer cast boxart radio spreaker o di wall e youtube ma su queste stesse in vetta forme se volete potete ascoltare anche il podcast gemello che si chiama invece dentro alla storia in più vi ricordo anche che se volete elezioni più recenti legati alla filosofia moderna e contemporanea o alla storia più moderna e contemporanea potete cercarmi su youtube come ermanno ferretti oppure come scrive li trovate video spiegazioni su ogni fase
storica in più se volete rimanere in contatto sapere quando escono i podcast quando escono i video vi ricordo che esistono anche i social network ovviamente facebook twitter e instagram dove mi trovate con il nickname di script e poi potete se volete anche abbonarvi alla newsletter settimanale è gratuita la trovate andando all'indirizzo internet ermanno ferretti puntoit gli basta lasciare la vostra email e una volta settimana arriva una mail a punto anche bella corposa con tutti i video tutti forecast riusciti alcuni libri che sto leggendo e riflessione a riguardo film che ho visto e riflessioni a riguardo
e tante altre cose ancora basta ho finito ci sentiamo presto per andare avanti con questo percorso per parlare ancora di aristotele il cristianesimo e poi per tante altre questioni e temi della filosofia già alla prossima [Musica]