La divina consapevolezza oggi ci apre gli occhi sul sugli occhi aperti, cioè sul notare bene. Quando io e te guardiamo le cose, notiamo le cose oppure no? Andremo a vedere qualcosa sui neuroni a specchio.
Andiamo ad ascoltare quindi la parola della divina consapevolezza. Tratto dal libro dell'Esodo, capitolo 2, versetto 11 a. Un giorno Mosè, cresciuto in età, si recò dai suoi fratelli e notò i loro lavori forzati.
Mosè, quindi, un giorno che era cresciuto, abbiamo visto nelle tre intelligenze, ormai siete capaci di riconoscere le tre intelligenze. Quali sono? Quali sono?
Vi ho dato degli esercizi da fare [musica] come spiritual trainer. Le avete fatte come life coach? Adesso vi interrogo.
Se volete la life, la vita, dovete fare esercizi, [musica] esercizi di vita. Esercizi di vita. Non quelli noiosi della scuola e e ma quelli belli.
Quelli belli perché portano la vita, la vita in abbondanza. [musica] Dio ha già pagato perché io e te avessimo vita e vita in abbondanza. Eh, ma dov'è quella vita?
è negli esercizi e nell'ascolto della parola di Dio, life coach, vi do le chiavi e poi come spiritual trainer vi faccio fare degli esercizi, prendere le chiavi e metterli e si apriranno le porte delle benedizioni. Quindi io faccio la mia parte e tu fai la tua e potrai testimoniare tanta grazia [musica] e tante grazie. Andiamo ancora ad afferrare altre grazie, altre un altro tipo di conoscenza ancora.
Mosè si recò dai suoi fratelli. Anzitutto, beh, li riconosce. Suoi fratelli li riconosce.
sa, gli è stato detto, beh, eh, gli è stato detto che era stato svezzato dalla mamma, ma poi era diventato figlio adottivo [musica] della figlia del faraone. Lui sicuramente sapeva tutte quelle cose, nel suo sangue scorreva sangue ebreo degli Israeliti e quindi va dai suoi fratelli, comunque cammina verso di loro e c'è scritto e notò questo verbo, notare, non annotare ma notare. Notò i loro lavori forzati.
La prima cosa che Mosè fa non è fare qualcosa, ma è osservare, guardare, fare attenzione lo sguardo sui suoi fratelli che sono nella sofferenza. Siamo in un mondo che cerca di farci escludere la sofferenza, di tirare via la sofferenza. o ce la fa vedere in un modo esasperato, facendoci vedere immagini di guerre, quelle che loro vogliono.
Addirittura sapete che tanti reporter vanno là e creano delle scene e pagano anche le persone per per poi mettere sul telegiornale o così delle scene che non sono mai successe. Eh, succede anche quelle. Quindi facciamo attenzione ai TG.
Eh eh dovremmo chiamarli telegiornali fake, TGF, telegiornali fake, dovremmo chiamarli perché la maggior parte di cose che ci dicono non ci informano ma cercano di formare la nostra mente a un certo [musica] tipo di pensiero. Attenzione, come life coach, ve lo devo dire, perché formano verso la morte e e o escludono la sofferenza o la mettono in un modo da poi darci le loro soluzioni a tutto quello che però sono più mortifere delle altre immagini che ci han fatto vedere. Quindi actung actung, fai attenzione, ne va della tua vita.
Lo sguardo verso i suoi fratelli. Io e te vediamo gli altri. Molti sono indifferenti, ormai succedono delle cose in giro e e ci passiamo sopra.
C'è quella parabola che Gesù raccontò di quel malcapitato incappato nei briganti e ce ne sono tanti in giro di malcapitati. Anch'io lo sono stato, forse anche tu. E poi abbiamo fatto un cammino e il buon samaritano, il bel samaritano, Gesù ci ha aiutati.
[musica] Ma ora Gesù vuole aiutare tanti malcapitati e e il buon samaritano, il bel samaritano, Gesù vuole usare me e te, ma per farlo fa come fa con Mosè, ci fa notare le cose. Chi non nota più le cose è anestetizzato dalle false informazioni. Il nemico ha usato una pedagogia per anestetizzarci, per anestetizzare la coscienza dentro di noi, quella parte che riconosce ancora il bene e il male e che poi fa diventare azione.
La misericordia, l'amore, la passione per la vita, beh, ci deve far muovere nei confronti di di coloro che Dio ci affida. Bene, lo sguardo quindi nota, osserva, si lascia toccare dalla sofferenza. Una piccola notizia eh psicologica.
Noi siamo stati creati da Dio. Dio ha creato in noi si chiamano neuroni a specchio. Cioè quando vediamo delle situazioni proviamo quello che vediamo.
Io ad esempio soffro di vertigini e se vedo un film con uno che è in alto, che è appeso, che sta per cadere, provo qualcosa dentro. Provo anch'io come se fossi lì. Ma è solo un film?
Sì, però quelle cose provocano dentro per i neuroni a specchio. Ho imparato a conoscerli. Eventualmente mi giro dall'altra parte o faccio degli esercizi per non provare quelle cose, l'intelligenza emotiva di cui vi parlavo la scorsa volta.
Ebbene, noi abbiamo questi neuroni a specchio che tante volte ci fanno vedere quelle cose. Le mamme devono fare attenzione a questi neuroni a specchio perché quando vedono un bimbo cadere ah, cosa ti è successo? come se fosse quasi successo a loro ed è partita tutta un'emotività.
Chi piano piano, perché altrimenti trasmetti all'altro, al bambino ancora peggio. Ho visto delle mamme fare dei disastri per queste paure. Eh, ma io provo l'intelligenza emotiva che va sviluppata con la conoscenza e vi aiuterò sempre di più.
Eh eh deve essere devi avere questa capacità di gestire quello per poter aiutare l'altro, altrimenti fai ancora più del male a tuo figlio che già è caduto. Ok? Neuroni a specchio.
Invece altri sono anestetizzati, non provano più nulla, hanno anestetizzato questo. I neuroni a specchio [musica] psichicamente, spiritualmente la coscienza. Non provano più niente, anzi riescono anche ad ammazzare le persone, fare altro.
Vedi le baby gang o tutto quello che sta venendo in giro. Anestetizzato [musica] tutto. Invece Mosè funzionava bene.
Prova prova subito qualcosa. Nota subito qualcosa. Dentro lui lavora qualcosa.
L'indifferenza, no? L'esatto contrario, l'esatto contrario dell'indifferenza, prendere a cuore la situazione. Ritorniamo al bel samaritano e ai malcapitati.
un sacerdote, un levita, guardano, poi c'è tutto un discorso comunque di legge e così via e girano al largo indifferenti. Sono stati formati da una legge dell'Antico Testamento, però in malo modo, per cui gli sono indifferenti, passano a lato. Arrivò invece un samaritano e dice gli si fece vicino e poi iniziò a prendersi cura di lui.
gli si fece vicino perché lo vide prima e questo vederlo se lo prende a cuore al posto dell'indifferenza, entra, se lo prende a cuore e inizia a prendersi cura di lui. Gli scribi e farisei avevano davanti tanti malati, ma per loro era importante la legge di Dio, ma del loro Dio. e erano indifferenti alle sofferenze che avevano davanti, come ci sono ancora anche adesso alcune volte qualcuno eh, ma è la tua croce, ma bip bip bip bip, quanto fa male, crea delle ferite ulteriori da persone di chiesa dire "Eh, ma è la tua croce, eh ma forse questa è la volontà di Dio che ah Dio dà queste cose a quelli che ama di più dove si porta l'ombrello.
Avete capito? Ebbene, scusate, ma sono molto pratico. Life coach life, [musica] ma quando vedo e sento delle cose che portano did morte, non sopporto proprio soprattutto fatte da uomini e donne di chiesa che invece dovrebbero portare la lieta novella, non la triste novella che non esiste, cioè esiste nella loro mente perché è bacata.
Ebbene, [musica] il buon samaritano si ferma, prende a cuore e inizia l'opera di salvezza. La chiave per oggi, life di vita. Beh, Dio ci ha visti, lo vedremo con Mosè più avanti.
Dio ha visto bene e si vuol prendere cura di noi. Dio vede tanti malcapitati e vuole prendersi cura di loro. Ora io e te possiamo davanti a una situazione osservare bene i nostri fratelli e sorelle, così diciamo il Padre nostro e quindi sono tutti fratelli e sorelle e possiamo essere davanti a una situazione difficile o indifferenti o con passionevole.
patire con grazie al lato spirituale [musica] con passione e anche il lato psichico dato da questi neuroni a specchio. Vi darò l'esercizio dopo. Come funzioni tu davanti [musica] alle situazioni?
Come funzioni davanti alle situazioni dei malcapitati? Andiamo ad affidare i nostri neuroni a specchio. Andiamo ad affidare i nostri neuroni spirituali.
la compassione [musica] a Dio, ma andiamo ad affidare magari anche la nostra [musica] indifferenza che poi diventa anche accidia. L'accidia sapete che viene descritta come uno dei sette vizi capitali, demoni capitali che fanno fuori la nostra natura. Cioè la cidia dice "Ma lascia stare, ma chi te lo fa fare?
Ma perché devi fare quelle cose? Ma fatti la tua vita, è già così difficile, ma lascia stare. Perché prenderti [musica] a cuore le cose?
Poi ti toccherà impegnare soldi, magari energia e tempo, lascia stare. Il mondo è pieno di acidiosi. La Chiesa è piena di acidiosi.
L'egocentrismo, l'egoismo. Cristo è diverso, [musica] noi dobbiamo essere diversi. Andiamo quindi subito da Dio.
Dio d'amore, Dio compassionevole, meno male che non sei rimasto indifferente [musica] per tutta per tutti i tuoi figli, per le tue creature, ma vista la loro sofferenza, il male, [musica] le cose tragiche che ci sono, ti sei gettato nella mischia. per tirarci fuori. Sei diventato il nostro goel.
Sì. attraverso Gesù, il nostro Goele, il nostro Redentore, il nostro Salvatore. Tu sei stato e sei tutto questo, lo sei ancora in questo momento.
Provi con passione. Patisci, patisci tutto quello che che patiamo anche noi. Senti nel tuo cuore quello che c'è nel nostro cuore.
Vivi sulla tua pelle, visto che hai preso un corpo, ti sei incarnato. tutto quello che proviamo nella nostra carne, dolori fisici, dolori emotivi, dolori spirituali, dolori e sofferenze di ogni genere. Tu le vedi e i tuoi neuroni a specchio funzionano [musica] bene.
I tuoi occhi, il tuo sguardo è sempre su di noi e vuoi prenderti cura di noi. Vuoi prenderti cura di noi? E allora vogliamo dire amen.
Vogliamo affidarci e fidarci di te perché le tue mani sono tese come una mamma che prende in braccio il bambino e inizia a sbaciucchiarlo lì sulla ferita, così vuoi riversare su di noi il tuo amore anzitutto che è la prima cosa che guarisce. E poi farai tutto il resto. E poi farai [musica] tutto il resto.
E poi, Signore, vuoi prenderti cura di tutti i malcapitati che incontriamo ogni giorno. Non c'è bisogno di andare in Africa, in Asia, in America, chissà dove. Ne abbiamo tutti i giorni davanti ai nostri occhi malcapitati.
forse fanno parte anche della nostra famiglia, della nostra cerchia ristretta di amici, conoscenti, [musica] dei nostri colleghi di lavoro così via. Ne troviamo tanti anche nelle nostre chiese, parrocchie così via, anche nei nostri gruppi, gruppi di preghiera per chi ne gestisce qualcuno o per chi frequenta. [musica] Ecco allora che tu ci chiami a essere tuoi strumenti, fare come il bel samaritano che vide e si fece vicino.
Come tu ti sei fatto vicino a noi, tu e farti vicino a loro attraverso di noi. Ci fai vedere le cose e ce le fai prendere a cuore. Ti vogliamo affidare, o Dio, quindi la nostra indifferenza.
o forse la nostra paura di farci coinvolgere, la paura di non trovare soluzioni con alcune persone, la paura di non essere in grado, la paura di essere travolti, travolti da quella situazione, da quelle sofferenze, da quel male. Ti affidiamo tutto questo [musica] perché tu, o Spirito Santo, Spirito del Dio vivente, possa lavorare dentro di noi. Sì, Spirito Santo, donaci il cuore, il cuore di Cristo, il sacro cuore di Gesù che tanto amato e ama tutti, si trasforma il nostro cuore, fa che anche noi possiamo essere in grado di amare, in grado di osservare, vedere le cose [musica] e far le nostre, perché anche questa è la nostra missione.
>> [musica] >> Anzi, senza questa non siamo diventati quello che dobbiamo essere. Senza questa tutto il resto è vano. Tu ci hai dato capacità, facoltà, ci hai messi in vita per ricevere amore e dare amore.
Ed allora, Santo Spirito, soffia in noi finché non diventiamo, finché non diventiamo quello che dobbiamo essere. [musica] Immagine e somiglianza di Dio come Cristo. Indifferenti o compassionevoli.
[musica] Interessante questa divina consapevolezza. Ah, intelligenza emotiva, intelligenza spirituale. Guarda lì quante cose [musica] ci sta insegnando.
Ma non lasciamole lì. Come spiritual trainer, adesso vi do un esercizio. Provate a osservare le persone.
Noi parliamo tanto. Prova ad osservare senza magari dire niente subito. Non partire con dei preconcetti, pregiudizi, pre, ma lavora con l'epoché oggi.
Cos'è l'epoqu? è l'assenza di giudizio. Non giudicare niente a nessuno, perché giudicheresti con le tue ferite, con i pregiudizi, perché così via.
Invece prova solo ad osservare e poi prova a osservarti, a sentirti. Sentiti. Cosa senti per quelle situazioni.
Puoi sentire indifferenza oppure con passione oppure hai voglia di aiutare? Oppure puoi sentire anche esiste un'indifferenza causata dalla paura, cioè noi vediamo la cosa ma ci sembra troppo grande, ci spaventa e allora passiamo dall'altra parte. Provate solo a fare questo che è già tanto, perché di solito noi viviamo la nostra giornata senza renderci conto delle [musica] cose.
Consapevolezza invece divina consapevolezza delle cose e io e te cambieremo. Guardate che attraverso la divina consapevolezza abbiamo messo in atto un processo di trasformazione, di cambiamento. Diventeremo belli, belli, belli, belli, belli come Dio.
Che bello solo. Provate a fare questi esercizi. Osserva bene e poi osservati cosa provi davanti alle situazioni.
Siate grandemente benedetti e felici fino alla prossima divina consapevolezza.