tradizionalmente il profilo filosofico di Parmenide di Elea viene interpretato come antitetico rispetto a quello di Eraclito se il pensatore Eraclito di Efeso aveva inteso l'essere come divenire puntando appunto tutto sul carattere dinamico dell'essere pensato come polemos come fuoco sempre vivo Parmenide Dal canto suo pensa l'essere come Eternità come stabilità assoluta come appunto tratto al divenire In verità una lettura più attenta è facile adombrare come questi due autori questi due pensatori dell'origine abbiano pensato in maniere diverse lo stesso problema che è un problema non soltanto metafisico e ontologico ma insieme ineludibilmente anche sociopolitico non dimentichiamoci che
come Eraclito a Efeso così Parmenide a Ela era un attivo Uomo politico del suo tempo era un nom teta un legislatore operativo all'interno della struttura politica di Elea Questo è molto interessante perché se Eraclito cerca di pensare l'ordine della Polis come sospeso conflittualità [Musica] mondo il metron dice Eraclito parmen Dal canto suo ricorre a un'altra strategia argomentativa immobilizzando potremmo dire le giuste leggi della coinonia politica e trasfigurando nell'idea di un essere eterno che non diviene che sempre è e sempre sarà Qual è l'idea cioè di una potremmo dire immobilizzazione delle leggi della Giusta comunità così
pensata come salva rispetto alle dinamiche che potrebbero portarla verso il non essere Cioè verso la propria dissoluzione potremmo dire che la strategia politica di Solone la fuga da Atene finalizzata all'impossibilità di mutarne le leggi viene da Parmenide praticata in ambito filosofico ammettendo l'immutabilità della Costituzione dell'ordine stabilito nella comunità di Elea il perif syos il Trattato sulla natura il poema sulla natura di Parmenide pensa leina il l'essere identificandolo con la stabilità e la permanenza nel tempo e in questo senso è plausibile sostenere io trovo ma termini analoghi si trovano nelle analisi ad esempio di Capizzi di
Costanzo Preve e di Rodolfo Mondolfo è plausibile sostenere che linai l'essere proprio in forza della sua indeterminatezza e della sua non corrispondenza con alcunché di fisico e concreto alluda potremmo dire metaforicamente alla permanenza delle norme dei costumi sociali della polis di Elea che Parmenide vuole salvaguardare pensandolo come non soggetti al divenire quindi non soggetti al passaggio al non essere la via impensabile Secondo Parmenide che vi sia nell'opera di Parmenide una chiara funzione politica e sociale emerge molto nitidamente dai concetti e dalle metafore utilizzate nell'opera ad esempio si parla nell'incipit del testo di giustizia che molto
punisce e che tiene le chiavi che aprono e chiudono quindi il concetto giuridico politico della dche viene proiettato in un ambito apparentemente solo metafisico e ontologico ed è molto interessante A questo proposito il fatto che Parmenide pensi l'essere come una sfera ben rotonda non spigolosa Dunque in cui Cioè non c'è disuguaglianza né attrito sociale una sfera ben tonda in cui tutti i punti sono equidistanti dal centro in cui cioè vige una sorta di uguaglianza che che rende la comunità giusta e sottratta al pericolo dell'ill imitate dell'arricchimento a scapito di dei della maggioranza dei cittadini la
comunità giusta è quella in cui c'è uguaglianza e in cui la comunità permane stabilmente nel suo essere è interessante A questo proposito il modo in cui viene pensato L'essere di Parmenide scrive Parmenide immobile a kineton nei limiti dei grandi legami e senza un Princi principio e senza una fine poiché nascita e morte sono state cacciate lontane e le respinse una vera certezza E rimanendo identico nell'identico in sé medesimo giace e in questo modo rimane la saldo qui appunto si intrecciano a geometrie variabili istanze metafisiche ontologiche l'essere pensato come sempre uguale a se stesso come permanente
stabile e istanze invece di ordine sociale politico la giusta comunità come basata su Giusti legami secondo misura come sottratta al divenire come immobile non soggetta alla corruzione del resto disponiamo di due preziose testimonianze che avvalorano questa possibilità interpretativa di ordine politico sociale de dell'opera di Parmenide secondo Plutarco citiamo da Plutarco Parmenide ordinò la sua patria con eccellenti leggi al punto che agli inizi magistrati facevano giurare ogni anno i cittadini di restare fedeli alle leggi di Parmenide cioè il problema di Parmenide come emerge da questo frammento è di ordine politico e sociale il mantenimento stabile delle
leggi che garantiscono la conservazione della Police di Elea la seconda testimonianza invece è tratta da Diogene laerzio si dice anche che egli Parmenide abbia dato legge ai suoi concittadini come dice speusippo nel suo scritto intorno ai filosofi qui appunto il frammento di Diogene laerzio è interessante perché rivela la portata politica di Parmenide come nom teta dle leggi alla città di Elea non è un puro metafisico astratto Ma è un metafisico sociale e politico in assenza di una filosofia della storia che presso i greci non c'era che garantisca il ritorno alla comunità dopo la sua dissoluzione
Parmenide potremmo dire stabilizza l'essere della comunità pensandola come intras formabile come eterna come akineton come qualcosa di indivenire di intras formabile di stabile e questi sono de resto gli aggettivi che egli applica all'essere ingenerato a geniton imperituro aetron intero Nel suo insieme Homeless senza fine a teston immobile a TR mess l'essere è sul piano storico politico e sociale l'immagine della perfezione che non diviene l'immagine della perfezione che non diviene che sta fissa sempre uguale a se stessa del resto ad avvalorare Questa interpretazione il fatto molto interessante che il poema di Parmi del narry un viaggio
che è insieme nella massima astrattezza e nella massima concretezza perché il viaggio di Parmenide è un viaggio nell'essere e insieme si sviluppa all'interno del luogo più concreto la polis di Elea parm narra di come dà una narrazione precisa topografica della città di Elea con la sua porta d'ingresso la strada che si inerpica i porti i Pioppi che la fiancheggiano I Due Porti quindi descrizione precisissima della concretezza sociale politica e insieme è un viaggio nell'essere in una sorta di metafisici zazione della Polis pensata come non soggetta al divenire e in questo senso appunto la forma la
forma sferica che prima ricordavo è quella che meglio allude a Questa giustizia sociale a questa eguaglianza dei cittadini no necessità inflessibile lo tiene nei legami del limite che lo rinserra tutti intorno dice Parmenide e scrive ancora Inoltre poiché c'è un limite estremo esso è compiuto da ogni parte simile a Massa di Ben rotonda sfera a partire dal centro eguale in ogni sua parte Infatti né di qualche modo più grande né in qualche modo più piccolo è necessario che sia da una parte o da un'altra né infatti c'è un non essere che gli possa Impedire di
giungere all'uguaglianza signoreggia sta nei suoi limiti eh l'idea della comunità che è e non diviene perché sta nei suoi limiti sa rispettare la sacra legge del metron che è la sola garanzia della Giustizia sociale e del mantenimento giusto della polis