e tu nocenti lismo critico allora ci eravamo fermati nella lezione precedente davanti a questo concetto è un concetto è stato elaborato da un pensatore italiano da un grande antropologo italiano che si chiamava ernesto de martino scomparso nel 1965 diciamo una figura di riferimento per gli studiosi italiani ed europei in realtà ernesto de martino è stato un grande intellettuale europeo le sue opere ormai sono tradotte anche altrove quindi è un pensatore che viene abbastanza ben conosciuto etnocentrismo critico è un'espressione che lui utilizza per spiegare quali devono essere i limiti dell'etnocentrismo nel senso che noi abbiamo già
detto l'etnocentrismo non è necessariamente una malattia da cui curarsi però è anche vero che l'etnocentrismo può porre dei limiti alla conoscenza nel momento in cui si ritiene che il proprio sistema di significati di valori e così via ripeto per l'ennesima volta è più coerente rispetto a quello di altri e nega la coerenza a quegli altri sistemi di valore eccetera eccetera permesso de martino ha avuto una formazione culturale di tipo storicista per cui il punto di riferimento della sua riflessione era lo storicismo crociano e anche l'idealismo se vogliamo che cosa significa secondo benedetto croce lo dico
in maniera estremamente semplice scusandomi per la banalità del discorso per benedetto croce la scienza l'unica scienza possibile la storia le altre quelle che noi consideriamo scienze scienze biologiche e scienze fisiche matematiche e così via secondo lui non sono scienze l'unica scienza possibile la storia perché è la storia è il luogo in cui lo spirito manifesta se stesso nella sua pienezza e nella sua libertà da questo punto di vista la conoscenza stessa quella scientifica si basa sull'analisi sull'indagine storica perché lo spirito è come se riconosce se riconoscesse le sue stesse azioni ora a ernesto de martino
che partiva da questo tipo di impostazione da questo tipo di riflessione la rimette in realtà in discussione la mette in discussione con una certa forza affermando che questo modello di pensiero impedisce di fatto di applicare la stessa prospettiva di esistenza storica di attribuire cioè impedisce di attribuire la storicità a tutte quelle popolazioni e a tutta quella gente che è la storia di fatto l'ha subita cioè ci sono delle popolazioni intere che penso torna alle popolazioni per esempio delle colonie che le sono state colonizzate che il colonialismo lo hanno subito e quindi non sono state protagoniste
della storia non sono state protagoniste del loro futuro del loro destino allora ad esse verrebbe negata la possibilità stessa di vivere in una prospettiva storica perché la storia la subiscono dal punto di vista crociano permesso de martino vuole ribaltare questo tipo di atteggiamento e affermare che anche le popolazioni quelle più povere per esempio quelle più che non hanno avuto i vantaggi dell'istruzione pensiamo alle popolazioni dell'italia meridionale degli anni 40 50 60 in parte 60 che lui ha studiato anche queste popolazioni hanno elaborato dei sistemi di produzione di significato di produzione di valori che li hanno
guidate poi no nella nel loro percorso storico non sono gli stessi sistemi culturali che magari appartenevano alle classi più agiate le classi più elevate e quelle degli ingegneri quelli che frequentano le università dei grandi doti della grande cultura noi sappiamo nell'italia meridionale oltre a una povertà economica era diffusissima anche una povertà di tipo diciamo culturale nel senso proprio che la scolarizzazione non apparteneva a tutti e c'era soltanto c'era un livello molto basso di scolarizzazione allora de martino diceva dobbiamo cercare di scoprire quali sono i modi attraverso cui queste popolazioni hanno elaborato la lettura della realtà
nella quale vivevano e quali strumenti hanno utilizzato per risolvere i problemi le questioni e tutto ciò che si emerge nella vita quotidiana come problema e allora per esempio bisogna considerare la magia come tecnica di storicizzazione no oppure la lamentazione funebre cioè sono tecniche che consentono alle persone anche gli scongiuri tecniche consentono le persone di risolvere in maniera simbolicamente sciogliere i loro no di simbolicamente e intraprendere un percorso di costruzione della loro storicità nel futuro di applicazione di sé di azione storica anche nel futuro gli antropologi secondo lui si deve si devono occupare di questo ma
per fare questa operazione è necessario mettere in discussione i propri stessi strumenti ermeneutici e conoscitivi cioè uno storico o un antropologo un etnologo che si comporta secondo i dettami dello storicismo crociano non dovrebbe dar valore a quelle azioni che di fatto risulterebbero negative rispetto a una prospettiva storica di grande libertà di grande crescita di grande sviluppo de martino è abbastanza convinto che la magia le pratiche le tecniche per esempio di guarigione di tipo magico le interpretazioni stesse magico religiose della realtà appartengono un contesto che debba essere per forza superato necessariamente superato però è anche vero
che costituiscono una testimonianza del modo in cui popolazioni abbandonate dalla grande cultura o per o peggio ancora abbandonate dalle classi più ricche delle classi e egemoni sono riuscite a elaborare un pensiero che un pensiero utile che un pensiero costruttivo quindi i limiti del pensiero storicista devono essere individuati in modo da costruire un pensiero che allarghi la prospettiva di ricerca a questo allargamento della prospettiva di ricerca diceva de martino deve corrispondere necessariamente anche un allargamento della definizione di umanità gli uomini sono tutti croce in una pagina terribile aveva scritto anche che ci sono degli uomini che
soltanto zoo logicamente sono uomini una pagina bruttissima de martino dicevano gli uomini sono tutti siamo noi intellettuali che non abbiamo gli strumenti o non ce li stiamo costruendo per conoscere questa altra umanità che una umanità che non subisce soltanto una storia o per meglio dire subisce la storia e l'imposizione la storia imposta dalle popolazioni più potenti oppure all'interno della stessa società la storia imposta dalle classi sociali più potenti ma sono essi stessi queste altre popolazioni questi altri uomini sono essi stessi costruttori di storie allora letto centesimo critico significa considerare il livello di sapere chi è
stato raggiunto dalla società occidentale nei suoi valori più importanti nei suoi valori più importanti ma nello stesso tempo vigilare affinché gli strumenti conoscitivi che questi saperi hanno messo in atto siano adeguati e sufficienti per conoscere anche quella parte di umanità che finora è stata sottratta a questi saperi stessi l'etnocentrismo critico significa quindi sostanzialmente questo essere consapevoli del grado di altissimo valore non soltanto tecnico ma anche mo la morale che è stato raggiunto dal sapere nel mondo occidentale ma nello stesso tempo vigilare affinché questi strumenti non siano in realtà degli strumenti di oppressione anche e mentre
invece dovrebbero diventare strumenti di conoscenza allargare ampliare la conoscenza de martino è convinto che il mondo occidentale abbia prodotto e messo a valore l'umanità al suo livello più alto all'epoca in cui egli appunto lavorava e studiava e tuttavia è impossibile non riconoscere il fatto che proprio all'interno della società occidentale questa società era prodotto questi valori filosofia religione arte cultura livelli altissimi poi all'interno di questa stessa società si siano prodotti fenomeni orribili come nazismo come il fascismo come ogni forma di totalitarismo in particolar modo il tuo di l'autoritarismo nazista e fascista che fondava la ricerca della
coesione sociale e del consenso non su azioni razionali no su riflessioni non su motivazioni di carattere argomentativo come dicevo razionale ma sulla sull'inseguimento dell'irrazionalismo sull'applicazione dell'irrazionalismo l'irrazionalismo come partecipazione totale come adesione particolare un determinato progetto politico questo leggeva lo stesso de martino nella società occidentale che pure avrebbe aveva prodotto eccetera eccetera eccetera allora e siccome de martino stesso era stato uno tra coloro che aveva aderito al fascismo e aveva predicato il fascismo come partecipazione totalmente irrazionale al progetto di una quasi religiosa diceva lui a una rivoluzione la rivoluzione fascista lui aveva aderito quel progetto in
maniera totalizzante poi ovviamente se ne era pentito de martino quindi non faceva fatica nessuna fatica a riconoscere che il questa stessa società occidentale così che aveva prodotto dei risultati così importanti nella scienza nel sapere nell'arte nella letteratura e così via aveva prodotto anche il nazismo aveva prodotto la subalternità e aveva prodotto l'isolamento e la marginalizzazione di gran parte dell'umanità e di molte persone che appartenevano appunto anche allo stesso mondo che così tanto si era celebrato etnocentrismo critico significa questo de martino non è un relativista però con i a questa espressione i limiti del relativismo vediamo
adesso perché se è possibile accettare l'idea che esistono sistemi di significato differente anche sistemi di valori differenti modelli di vita differenti questo diciamo è un passaggio fondamentale un limite del relativismo potrebbe essere quello di ritenere inconciliabili i vari modelli di vita e quindi da qui l'espressione che sentiamo anche troppo spesso no va bene loro hanno le loro abitudini nero consuetudini se ne stiano a casa loro noi abbiamo le nostre cene stiamo a casa nostra il relativismo assoluto può implicare relativismo assoluto sia chiaro può implicare una l'idea di una incomunicabilità fra gruppi differenti inoltre abbiamo un
altro problema che questo se noi dobbiamo accettare come validi dei sistemi di valori che sono diversi da quelli ai quali noi siamo abituati allora dovremmo accettare per esempio anche episodi tremendi come per esempio la lapidazione delle donne in caso di adulterio che vediamo sappiamo essere o l'infanticidio la motivazione dei genitali dobbiamo accettare il nazismo dobbiamo accettare le forme di totalitarismo perché sono dei prodotti storici che si sono sviluppati all'interno di determinati contesti sociali quindi è necessario riconoscere valore anche a questi sistemi ora è chiaro che un relativismo ben temperato non dovrebbe cadere all'interno di queste
conseguenze così deleterie così dannose un relativismo consapevole temperato sospende il giudizio nel momento in cui ci si deve mettere a studiare anche dei fatti che ci creano oggettivamente disagio a volte ci si trova in situazioni dover esprimere un giudizio su situazioni che producono che creano disagio ma se io le devo studiare o devo studiare il nazismo che faccia non lo studio perché è una situazione che crea disagio se io devo studiare l'olocausto degli ebrei degli zingari degli omosessuali dei comunisti che facciano lo studio perché tutto ciò crea disagio no è importante invece di comprendere cercare
di studiare cercare di capire quali sono i meccanismi che hanno prodotto anche a questi orrori molti altri casi si potrebbero leggere a questo proposito ma ciò non significa un adesione morale a questo tipo di modelli assolutamente cioè anche gli antropologi hanno i loro convincimenti le loro convinzioni anche gli antropologi sanno quando il caso di schierarsi a favore di una posizione piuttosto che di un altro non è che uno soltanto perché fa l'antropologo nega a se stesso la propria formazione la propria cultura [Musica] il proprio background tutto quello che ha imparato che ha appreso tutto ciò
che lo ha formato assolutamente non è questo il alla questione che bisogna porre allora il relativismo metodologico e il relativismo che ci consente di studiare gli altri il relativismo assoluto sul piano morale effettivamente può determinare delle situazioni di disagio delle situazioni di conflitto che però è bene sempre analizzare e studiare prima ancora di esprimere un proprio giudizio senza per questo mettere in discussione assolutamente i principi che costituiscono la formazione di uno studioso alla formazione di una persona che si imbatta in questo tipo di atteggiamenti questo tipo di discorsi per cui diciamo pure che letto centrismo
critico demartiniano può essere un po una soluzione ma esiste la possibilità di un relativismo metodologico innanzitutto che ci consenta di studiare quello che fanno gli altri senza necessariamente considerarli dei mondi a parte perché non esistono i mondi a parte dobbiamo comprenderli non è una giustificazione quella di dire loro la pensano in quel modo benissimo peggio per loro o meglio per loro se ne stiano non funziona così perché altrimenti non arrivano i pomodori tanto per spiegare per riprendere una metafora che riguarda una delle lezioni che abbiamo già fatto perché in realtà la comunicazione il contatto tra
le persone esiste e non lo può impedire oggi noi parliamo spesso di migrazioni no migrazioni costituiscono effettivamente un disturbo delle abitudini delle consuetudini e delle persone ma mettiamoci da tutti i due punti di vista perché questo disturbo riguarda sia coloro che ospita che ospitano sia coloro che sono ospitati ma affermare semplicemente sistemi religiosi diversi sistemi di significato diversi abbigliamenti sistemi alimentari diversi abbinamenti diversi non possono entrare in una qualche forma di contrà di contatto che non sia conflittuale direi che è un modo per tarpare le ali alla comunicazione ed è un modo per tarpare le
ali anche alla reciproca solidarietà è possibile conoscere gli altri si è possibile comprendere i significati che gli altri attribuiscono alle loro azioni si è possibile che questa negoziazione dei significati comporti un malinteso sì ma negarsi questa possibilità significa negarsi la possibilità del dialogo e la possibilità stessa dell'incontro e gli incontri avvengono si sa che lo vogliamo anche gli scontri avvengono sia che quello vogliamo sia che non lo vogliamo allora l'antropologia culturale spinge a un'apertura nei confronti del dialogo nei confronti del dialogo nei confronti della della comunicazione con gli altri nei confronti della conoscenza delle pratiche
altrui si sa che questa conoscenza riguardi persone che attualmente noi possiamo incontrare società che possiamo dare a visitare adesso sia naturalmente che riguardi abitudini e consuetudini che appartengono a un mondo passato che però diciamo noi possiamo ugualmente tentare di comprendere di conoscere il relativismo culturale diciamo può essere una bandiera dell'antropologia che si occupa della diversità e che la diversità non teme perché la diversità e la varietà delle pratiche culturali e costitutiva diciamo pure della vita degli uomini nelle loro nei loro ambienti nei loro contesti sociali