Sono venuto a Ravenna per festeggiare la morte di Dante, avvenuta qui esattamente 700 anni fa. Lo dicono persino le luci. Eccola qui, è proprio lei, la tomba di Dante.
Grazie a permessi che Alberto Angela spostati, sono potuto entrare a vederla da dentro. Monolocale, cucina abitabile, bassorilievo del Lombardo a vista. Le ossicina di Dante non sono state sempre qua.
Ora vi narro i viaggi rocamboleschi de: la salma di Dante! Appena morto nel 1321 fecero i funerali nella chiesa di San Francesco qui vicino. Funerali organizzati da Guido Novello Da Polenta, grande amico di Giuseppe da Baccalà.
Con una monetina si accende la luce e si può vedere la cripta sommersa, meglio di Amsterdam. Il corpo venne messo in un'arca romana più o meno qui fuori, poi nel XV secolo spostato qui, attaccato al chiostro francescano, che è questo, tenetelo a mente. Nel 1515 il nuovo papa fiorentino concesse a Firenze di prendersi le ossa di Dante, e allora i frati ravennati fecero un buco da dentro il chiostro, in questo punto, un buco alla tomba fuori, si presero le ossa e le nascosero.
I fiorentini trovando la tomba vuota dissero: maremma maiala. Nel 1781 Morigia costruì l'attuale mausoleo e le ossa tornarono esposte. Non sono queste.
Nel 1810 arrivò Napoleone e i frati decisero di nascondere le ossa murandole in una cassetta qui, sempre vicino al chiostro. Nel 1865, durante dei lavori, venne ritrovata la cassetta. Stavano per buttarla via quando un ragazzo lesse “Dantis ossa” e con un contorto ragionamento storico culturale e grazie alle sue due lauree dedusse che forse potevano essere le ossa di Dante.
Vennero quindi esposte in questa teca e poi rimesse nel sepolcro. Nel 1921, col sesto anniversario della morte, venne restaurato un po' tutto con le tipiche decorazioni fasciste, qui taroccate con una croce ma sappiamo tutti cosa c'era qui. Nel 44-45 Dante venne messo sotto a questo tumulo per difenderlo dai bombardamenti.
E subito dopo è tornato qui, esattamente dove i fiorentini non vorrebbero che fosse. Si può dire che Ravenna un pochino ci tenga a Dante. Ce lo ha detto la sua storia e ce lo dice una mostra al Mar dove sono raccolti riferimenti a Dante nella musica, nei film, nei videogiochi, nei giochi da tavola, nei fumetti, nei francobolli, le prime volte in cui veniva studiato a scuola, l'uso commerciale, l'uso mega simpatico, vecchi gadget, nuovi gadget, incisioni, chi sa tutto di Dante, chi ne parlava in radio e tantissimo altro.
Il mio reperto preferito è la risposta di Petrarca a Boccaccio, che lo accusava di essere invidioso di Dante. Petrarca disse di non essere affatto invidioso, è solo che gli dava fastidio che siccome Dante scriveva in volgare allora tutti gli stupidi ne parlavano senza sapere niente, cioè, io scrivo in latino e sono felice che mi leggano meno persone perché almeno sono intelligenti, mentre Dante ormai è diventato commerciale, non è più quello di De Vulgari Eloquentia. Insomma a Ravenna Dante rivive in 1000 forme, quasi una legge del contrappasso dato che qui c'è la sua tomba.
Per stare in tema conclusi il giro al planetario. Potrei dire che infine entrai a riveder le stelle.