Care studentesse, cari studenti e anche semplici appassionate, appassionati di letteratura, benvenuti a questa video lezione su Primo Levi che ho intitolato Il dono avvelenato della scrittura. Primo Levi diceva di avere ricevuto un dono avvelenato che era quello di testimoniare l'esperienza traumatica ad Auschwitz. In realtà, come vedevo da questa video lezione, la sua figura è una figura davvero eh poliedrica, uno scienziato della letteratura, un letterato, un umanista, insomma una figura che non può essere ridotta soltanto a testimone della Shoa.
Partiamo come sempre da una citazione. L'esperienza dell'Agra è stata per me fondamentale. Naturalmente non ci tornerei, però accanto all'orrore di questa esperienza che sento ancora adesso, non posso negare che essa abbia avuto anche risultati positivi.
Lì mi pare di avere imparato a conoscere i fatti degli uomini. Io avevo fatto l'università, ma devo dire che la mia vera università è stata Ashwitz. Ho l'impressione di averne avuto un arricchimento, tanto che la stesura di di questo uomo è avvenuta nel giro di pochi mesi e scrivendo ricordo non avere mai avuto le esitazioni.
Quindi il campo di concentramento, o meglio il campo di sterminio Vernictun la diventa davvero un laboratorio per scoprire gli uomini con una grande eh acutezza. Primo Levi è una sorta di antropologo della scrittura che è capace in questa esperienza estrema di testimoniare il valore dell'uomo. chimico e partigiano, quindi, ma soprattutto un grande scrittore intellettuale.
Primo deve sicuramente l'autoresse questomo che insieme a La notte, ma anche il dialogo di Anna Frank, Maus è una testimonianza unica della prigionia del campo eh nazista di Monovit Auschwitz. Tuttavia questa sua questo racconto della dell'esperienza si è manifestato anche in altre opere come ad esempio la tregua oppure i sommersi salvati. E qui ha raccontato i fatti e la detenzione ehm nel lager con una lucidità, un'oggettività che riprovengono un po' da quella sua passione per la scienza e dalla curiosità innata di indagare la natura umana.
E dunque riprendo un libro molto importante di Charles Snow e Le due culture il 59. Si può dire che davvero m la produzione di Levi rappresenta un tentativo di unire, di creare un ponte, di ricomporre, no, questa frattura, no, fra le due culture, la cultura umanistica e la cultura scientifica. nel romanzo La cara stella, come vedremo, le aveva celebrato l'ingegno umano e il suo spirito prometeuico attraverso questo personaggio di Tino Forsone e però in altre opere come ad esempio storia naturale e vizio di forma ha messo in guadra un uso distorto della scienza che va a opprimere l'umano.
Considerazioni mh attualissime eh in questa età dell'intelligenza artificiale. Partiamo però, come sempre da un elemento biografico che nella produzione di Levia è fondamentale anche nella per riuscire a capire bene questa sua figura di intellettuale. È nasciato nel 1919 ehm l'anno in cui appunto eh si eh conclude, no, la prima guerra mondiale, conferenza di Versailles e eh i suonati sono degli ebrei piemontesi, no, provenienti dalla Spagna e dalla Provenza.
ha una formazione tradizionale frequente il liceo Ginnaso d'azzeglio che però è stato già ormai depurato dai docenti antifascisti. Siamo in pieno ventennio, infatti il suo amore però, nonostante faccia un percorso umanistico verso la chimica, la biologia, anche perché è rimandato in italiano. È interessante questo elemento.
Nel 37 si iscrive a Torino alla facoltà di chimica. L'anno dopo, però, nel 38, eh avviene delle pagine più vergognose della storia italiana. Vengono promulgate da mussolini delle leggi raziali che impedivano agli ebrei di accedere gli studi.
Consentivano però a chi era già iscritto di poter proseguire il suo percorso universitario, in realtà con delle lauree con delle tesi che erano compilative e non sperimentali. Ciò quindi permise a Primo Levi di concludere il suo percorso universitario in chimica. In realtà nella sua eh laurea, diploma di laurea che poi vedremo nella prossima pagina è scritto modio di razza ebraica nel 42 e va quindi a Milano dove trova un lavoro perso una fabbrica di diciani svizzeri, lavander, nonostante le leggi raziali e qui entra in contatto con dei gruppi antifascisti e si unisce anche al gruppo a partito d'azione democratico.
Nel 43, nel dicembre del 43 viene fermato in Val d'Osta questa passione per la montagna che si rifessa anche in alcuni racconti. Ehm, viene arrestato dalla milizia fascista e poi nell'interrogatorio sceglie di dichiararsi ebreo e non partigiano. E questo è la il la causa dell'internamento a Fossoli.
Prima in questo campo di concentramento a Fossoli in Emilia. E poi dopo con un treno viene portato ad Auschwitz in un treno merge che trasportava 650 ebrei. E qua vediamo, vedete qua, primo Levi di razza ebraica, la tesi di Laura di Levi con indicazione appunto della eh della razza.
Arriva ad Auschwitz il 22 febbraio del 44 e vieneccato con un numero 17 45 17. Viene poi trasportato al al campo di Bunamonovit, no? noto come anche Auschwitz 3 c'era questo satellite di Auschwitz erano tanti campi confinanti e Bunaverk era uno degli stabilimenti chimici più grandi d'Europa.
Levi ottiene un incarico come specialista di un laboratorio e viene un po' revocato nell'esame di chimica un capitolo di sequestro uomo. Posizione che gli sente di ehm do lato soffire meno il freddo perché comunque era al coperto e dato di subire delle condizioni meno faticose. La prigionia dura poco, difatti para di fortuna in sequestro uomo.
Difatti la 2045 l'armata rossa raggiunge il lager e però quando l'arrivo dei russi è imminente eh i tedeschi decidono di sgombrare il campo costringendo i detenuti a quelle che si chiamano le marce della morte. Lev in quel periodo però ha avuto un'altra fortuna perché era ehm ricoverato in infermeria a causa della scarlatina che aveva contratto e quindi viene escluso da questa drammatica marcia terribile che porterà ai deportati di Auschwitz, a Buckenbal e anche a Madausen. E interessante dei 650 ebrei che arrivarono ad Auschwitz e insieme a Primo Levis ne salvarono soltanto 20.
Nel 47, dato importante perché un manoscritto dei di memorie intitolato i sommersi ai salvati viene rifiutata diversi editori e la storia ci ricorda che l'editore che rifiutò il libro, il manoscritto fu in Audi perché c'era una sovrabbondanza di testimonianze della Shua, in particolar modo eh il rifiuto venne da Natalia Ginsburg e Brella stessa e quindi questo è un po' un episodio che fece molto male a Primo Levi. In realtà questo manoscritto viene accettato da una piccola casa editrice, la torinese De Silva, che si fa carico di pubblicare l'opera con in 2500 copie con il titolo però Sequestro un uomo dalla poesia Shemaki che apre la raccolta. E qua vedete un'immagine di questo libro Primo Levi e famosissimo il numero 17 4517.
Qua vedete il primo Levi in cattedra perché negli anni successivi è all'uscita di sequestro uomo, girerà difatti nelle scuole, riceverà tante domande tanto che poi verranno collocati in appendice a un'edizione successiva di sequestro uomo. Continuiamo col nostro, diciamo, itinerario biografico per Fermaccia 63, anno importante perché il romanzo La Tregua che racconta questo burrascoso viaggio di ritorno in Italia intrapreso appunto dopo la liberazione da Auschwitz. L'opera ehm va a primo levi un la vittoria nella prima edizione del premio Campiello che c'è anche adesso e è interessante che alla fine della del libro posta una cartina che segna il tortuoso tracciato che parte da Auschwitz e dopo aver appunto attraversato sette paesi lo porta a Torino e diciamo che la testimonianza della della SOA si interrompe parzialmente con l'applicazione del 75 di una raccolta il sistema periodico composta da 21 racconti autobiografici e nei quali ehm ogni ogni racconto è associato a un numero della tavola, un elemento della tavola periodica.
Nel 78 eh vince primo strega con il romanzo La chiavastella che diciamo si inserisce in quella che è la letteratura industriale che ha avuto tra i massimi, diciamo, esponenti, ad esempio, Memoriale di Paolo Volponi e in prima persona la vocante dialoga con questo operaio specializzato Libertino da Totino Faussone che gira quindi il il mondo. Il titolo La cheiavastella, non fa riferimento soltanto all'arnese per lavorare, per costruire appunto queste grandi costruzioni in acciaio, ma anche la serie punte che simboleggia l'entità ebraica di Levi. Nell'86 pubblica un saggio molto famoso, i sommersi salvati, in cui analizza con distacco e razionalità la logica che era appunto presente nell lag, il vero proprio universo, interrogandosi su che abbia fatto la differenza tra i sommersi, quindi coloro che non ce l'hanno fatta, d'accordo?
E invece i salvati che ce l'ha fatta. Si introduce un concetto molto interessante che analizzeremo poi in classe, il concetto di zona grigia. questa zona in cui i carnefici arolano dei ehm delle vittime, dei detenuti per fare violenza su altri detenuti.
Stava lavorando nella sua biografia con Giovanni Tesio quando muore in inqueta una cruta tromba delle scale. Secondo alcuni ci si fu ci fu un suicidio. Nel 70 anche Paul Selan, un altro dei reduci dei testimoni del della dell'abominio dei campi di stermino, si era suicidato buttandosi nella Senna.
E qua abbiamo l'unica casa in cui abitò Primo Levi in corso Re Umberto 75 a Torino, che è protagonista poi anche di una poesia famosissima di Primo Levi. Primo Levi un autore di cui, diciamo, i temi possono essere, diciamo, m riassunti in tre macrocategorie. La prima è la testimonianza della Shoa, poi abbiamo l'omofaber e poi la responsabilità della scienza.
Livia fatto esperienza diretta di Auschwitz. di Asus, un luogo in cui la ragione dormì e in cui i tedeschi, sostenuti da un lucidissimo delirio, no, riuscirono a piegare la scienza alla distruzione di un popolo di detenuti ebrei, omosessuali, politici. fecero un grande disegno di abuttimento umano, creando appunto e soprattutto riducendo le persone a numeri tatuati sulle braccia.
Levi ha continuato sempre in tutta la sua vita a testimoniare questo questo incubo dei campi di sterminio in tre principali che sono sequestro uomo, il besteller, la tregua e anche Somel Salvati che però è un saggio, non è un romanzo. Livia testimone della Shois e ha denunciato questo orrore del campo di sterminio, ma anche messo in guardia da ogni tipo di violenza, perché i campi di sterminio sono l'apice di tutta una serie di discriminazioni che partono dall xenofobia, dalla paura, dal diverso e che approdono a quella che è la negazione dei rapporti dei diritti umani e civili. introduzione se questo uomo ehm dice per mia fortuna, parola chiave del romanzo e sono state deportate da Auschwitz nel 44 e cioè dopo che il governo tedesco, dato la crescente scarsa manopera, aveva stabilito di allungare la vita media dei prigionieri da eliminarsi, concedendo sensibili miglioramenti nel tenor di vita e sospendendo temporaneamente le uccisioni ad arbitro dei singoli.
Perciò questo mio libro in fatto di particolari atroci non aggiunge nulla a quanto ormai noto e lettori di tutto il mondo sono inquietante argomento dei campi di istruzione, quindi mi permetto di evidenziare campi di istruzione, non parla solo di campi di concentramento, ma campi di istruzione, dei buchi neri, no? in cui appunto le persone morivano e rispetto al suo libro dice che esso non è stato scritto lo scopo di formulare nuovi capi d'accusa. Potrà piuttosto fornire documenti per uno studio pacato di alcuni aspetti l'animo umano.
A molti individui o popoli può accadere di ritenere più o meno consapevolmente che è un straniero nemico. Però più questa convinzione dacene in fondo agli animi come una infezione latente. si manifesta solo in atti saltuari e in coordinati e non s l'origine di un sistema di pensiero.
Ma quando questo avviene, cioè il sistema di pensiero, quando il dogma inespresso diventa premessa di un silogismo aristotelico, allora al termine della catena sta il lager prodotto di una concezione del mondo portata alle estreme alle sue conseguenze con rigorosa coerenza. Finché la concezione sussiste, le conseguenze ci minacciano. La storia dei campi di istruzione deve venire intesa a tutti come un sinistro sinale di pericolo, cioè è stato e può accadere ancora.
Dovremmo essere attenti noi a non farlo accadere. Legato quindi a questo c'è la scienza. Nelle novelle scientifiche, fantascientifiche, in storie naturali, vizio di Forme, Lillit e altri racconti, c'è il problema dell'uso strumentale delle grandi scoperte scientifiche che vengono spesso piegate a interessi di parte o sfruttate per fini di lucro, di denaro, quindi o anche di potenza.
Ehm, per Levi, infatti le conquiste più recenti mettevano ormai la scienza in grado di ehm incidere profondamente sui costumi e i destini de degli uomini. E mh un articolo emblematico che avevo modo di studiare in classe è Covar il Cobra. Covar il Cobra è un articolo uscito sulla stampa in cui richiama gli studenti, gli scienziati alla loro responsabilità.
Ci sono due visioni della scienza, quindi parli. Da una parte c'è una scienza pericolosa che può condurre quindi a distruggere l'umano, come è successa appunto ad Ashwitz. Dall'altra parte c'è invece una scienza che combina quasi eh un demiurgo e che continua la creazione di Dio.
Levi legato a questo concetto fa un catore di un narratore di un'umanità positiva, buona, giusta, schietta, coraggiosa. È quella che viene appunto rappresentata nella chiara stella attraverso un personaggio celebre che è Tino Faussone che è un operaio specializzato, gira il mondo, monta delle grandissime strutture metalliche, no? Ehm lui è contento della vita che fa orgoglioso del suo mestiere e dunque primo le vive va contro una retorica padronale che stava diffondendo in questi suoi in questi anni, negli anni appunto eh 70, secondo cui il lavoro era un qualcosa di vile, no?
Qualcosa che appunto si contrapponeva all'intelletto e ed era un'espressione servile dell'uomo dell'uomo appunto schiavo. In realtà il libro appunto alla rivalutazione del lavoro creativo, ma anche del lavoro in realtà tu cur. Tutti i lavori sono creativi, tutti i lavori hanno comunque una capacità e implicano la volontà dell'uomo di creare la materia.
In realtà in questa lezione ci soffermiamo un po' su un libro fondamentale per compagnia 9, per accompagn la letteratura contemporanea. Se questo uomo un libro scritto rigetto, già detto, dopo essere sopravvissuto al campo di Serminio di Auschwitz e poi aver attraversato l'Europa in un viaggio quasi fantoziano, cazchiano, oserei dire, di ben 8 mesi. E alla fine del testo l'autore indica due date importanti che sono Avigliana Torino dove lavorava, dicembre 45, gennaio 47.
Leevi infatti andrò scrivendo il suo libro in maniera quasi compulsiva in qualsiasi attimo di tempo, perché dice che raccontare è una sorta di bisogno primario, come il cibo e quindi il libro nasce da un bisogno di ehm liberare la mente dall'incubo del del lager, facendele conoscere gli orrori a quante più persone possibili. La stesura importante inizia già all'interno del laboratorio del campo in cui il prigioniero 174517 era stato destinato e quindi mh Levia quattro motivi per scrivere fondamentale fondamentalmente da una parte documentare un'esperienza estrema, qual era stato appunto il campo di sterminio, dall'altro mostrarle per poterle poi anche eventualmente eh preferire diciamo prevenire le peggiori conseguenze della appunto ehm xenofobia, questa paura del diverso che appunto lo ehm diciamo lo inquieta. D'altra parte eh meditare sul comportamento umano in condizioni eccezionali, cioè come l'uomo diventa eh in quelle condizioni lì di privazione, di fame, di fatica, di lavoro snervante, stressante, quasi disumano.
D'altra parte c'è un desiderio di raccontare per liberarsi dall'ossessione e guardiamo un po' l'itinerario editoriale. Sapete che amo anche parlare un po' del del percorso, dei libri che ci arrivano nelle mani. La prima edizione di Sequo venne stampata da una piccola casa editrice torinese, la De Silva, diretta da Franco Antonicelli, che dopo alcuni dopo che alcuni editori, fra cui ovviamente in Audi come in precedenza aveva rifiutato il libro, decise di appunto eh pubblicarlo e lo pubblicò nell'autunno del 47 in soltanto 2500 copie.
In realtà il titolo che voleva mettere Levi era i salvati e in realtà Antonic lo non lo apprezza e sceglie un verso del dell'epigrafe, no, della poesia che apre appunto sequestro un uomo la scemà e ehm e quindi il titolo diventerà poi sempre se questo un uomo. Si ispira quindi questa preghiera in cui si chiede di ascoltare, quindi di ascoltare appunto non soltanto Israele, ma in questo caso Primo Levi che racconta questa storia drammatica. L'opera poi venne recensita, no, da Italo Calvino che definì se questo un libro magnifico.
Le pagine di autentica potenza narrativa, leggo, sarebbero rimaste nella nostra memoria tra i più belli della letteratura sul secondo seconda guerra mondiale. anni dopo, quindi nel 58 11 anni dopo, se questo nome è stampato da Inaudi nella collana saggi con alcune varianti e un capitolo tutto nuovo, il 9 iniziazione e con risvolta copertina hanno firmato Massa Calvino. Nel 76 c'è un'altra edizione in cui presenta un'appendice nella quale primo Levi rispondeva alle domande che gli venivano poste nelle scuole, ad esempio, su perdono per nei confronti dei nazisti e dove andava a raccontare la sua esperienza.
Questo testo di riflessione è un po' il nucleo, no, un po' lo spin-off dei sommeri salvati saggi dell'86. Da quel momento poi se qualun uomo diventa un libro tradotto in varie lingue, in decine lingue diventato un vero proprio eh classico della Shoakov, ad esempio il diario di Anna Frank, La notte, appunto, e altri libri famosi. In sequestro nomo, quindi ehm il racconto si svolge dal febbraio 44 al 27 gennaio del 45 e racconta questi mesi trascorsi nel lager di Buna Molovit.
La Buna era appunto uno dei 44 campi stelli di Auschwitz, no? in Alta Slesia, siamo in Polonia e il suo nome da ehm a una fabbrica di gomma sintetica, Labuna per l'appunto, che ehm come le vi racconta non troppo però mai in funzione. La storia però ha un ha, diciamo, un inizio che è drammatico in cui, appunto, c'è l'internamento del dell'autore nel campo di di Fossoli presso Carpi e poi termina con la liberazione da parte dell'esercito russo.
Levia riuscì a sopravvivere per diverse ragioni, perché conosceva in maniera elementare il tedesco, perché riusciva a ricevere da cibo supplementare procurat da ehm un operaio italiano, Lorenzo e poi il fatto che ehm i tedeschi intendevano ehm cominciare a Monovicć la produzione di una gomma sintetica e lui era lavorato in chimica, quindi era una figura importante e quindi poter trascorrere dei mesi in questo laboratorio a riparo dal giro, ma anche dai lavori. pesanti e sfianci. E questo è il campo di Auschwitz 3 Monovitz.
Quindi i 17 capitoli di cui si compone l'opera non vengono scritti in ordine cronologico, ma segno evidenziamo secondo l'urgenza del raccontare. L'ultimo capitolo storia di 10 giorni che è st in forma di diario è il nacque per primo, anche se li ha fatta l'ultimo. E gli ultimi capitoli, seconda dichiarazione che rilasciò Levy stesso, e sono stati scritti per primi per fissare immediatamente i ricordi, mentre in realtà quelli precedenti sono il risultato di una rielaborazione generale e un intenso trattato sulla vita e la morte nel lager.
L'opera in realtà è un'opera che ha anche un testo poetico. La shemma in ehm in ebraico ascolta che inizialmente chiede al lettore di considerare se ancora si possa definire uomo colui che lavora nel fango, che non conosce pace, che lotta per mezzo pane, che muore per un sì o per un no e poi nel finale gli comanda attenzione e memoria per quello che gli sarà riferito nelle pag successive. Levi non chiede però compassione, lui chiede consapevolezza e vigilanza morale.
Non è un libro che fa che strappa lacrime sequestra un uomo. Infatti dopo questa preghiera che è modellata sulla preghiera appunto mattutina della religione ebraica, abbiamo un racconto vero e proprio in cui il tono di si mantiene fondamentalmente mite, no? Un clima appunto di ehm di pacata osservazione della natura umana.
La sua è dunque una voce che ehm non giudica, non odia e che appunto vuole fornire documenti per uno studio pacato di alcuni aspetti dell'animo umano. La salvezza di Levi fu affidata alla fortuna. Ma nella prefazione.
Dice infatti che per mia fortuna e questo termine di ascendente dantesco pensiamo ad esempio Inferno 7 e si lega narrazioni diverse circostanze fortunate che erano appunto accadute a Primo Levi che le avevano consentito di salvarsi. Anzitutto la conoscenza del Tesco, poi la laurea in chimica, il fatto di avere studiato su quello stesso manuale su cui eh si incentrò l'esame di chimica al laboratorio della Buna e poi anche la provvidenza scarlattina perché se non avesse avuto scarlattina probabilmente sarebbe stato implicato in quelle marce della morte che fecero diciamo tantissime vittime nel passo da Auschwitz a campi come ad esempio Mauk Matausen e Buckenwald. La narrazione è dunque una narrazione definibile come scientifica.
Le descrive in modo pacato, oggettivo, una realtà indescrivibile e difatti dice per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa, la demoluzione di un uomo e dunque il fatto che vengano deportati uomini in cari di bestiame che vengano date percosse perché non si capiscono gli ordini tedeschi, gli ordini urlate in lingua straniera, il lavoro da schiavi nel fango, le scarpe che vengono appunto scambiate, rubate. le selezioni, la guerra di ciascuno contro ciascuno, insomma, il campo è un macrocosmo in cui abbiamo dei chi si salva, i privilegiati, i salvati, i prominenten, privilegiati e poi i morti viventi, il Mussolumer. Ehm, lei derivide, diciamo, in questo ritratto una sorta di antropologia del campo.
Si fa difatti antropologo. Il libro evita quindi particolari atroci e si sofferma non so tutte le offese alla dignità, come ad esempio quella di lavarsi nella nell'acqua torbida di un lavandino che è inutile ai fini della pulizia, ma è un modo di eh dimostrare la propria vitalità, è una è una strumento di sopravvivenza morale. E poi nel capitolo l'ultimo e alla fine della giornata di lavoro ha luogo un'impiccagione pubblica di uno dei dadetti crematorio di Birkeno che si era ribellato perché aveva fatto saltare con i suoi compagni un crematorio.
Ehm questo, appunto, lavoratore urla: "Cameraden bin derze", cioè compagni camerade ich, io sono binleze, l'ultimo. prigionieri non reagiscono, sono malidotti a degli stomaci che camminano. E dunque si creano due categorie, i sommersi e i salvati.
Nel campo di sommerso è il Musulman, un vinto un sommerso e la figura fondamentale è Nulen 018, un detenuto che ha perso addirittura il suo nome e viene chiamato con la suo nomen matricola. Nulaxen e obbedisce sempre, non reagisce in colazione col pensiero. La sua morte è certa perché la sua vita non giova nessuno.
Chi si salva invece lo fa improvvisandosi e cercando di sopravvivere nel campo, diventando un organizzatore, un combinatore oppure un proveniente. E allivi interessa il caso estremo dei capo, cioca i prigionieri che si erano fatti servi dai carcerieri e che pur appunto di sopravvivere diventarono appunto cattivissimi, ostili verso appunto i propri compagni di prigionia. lo sforzo quale fatti di ehm trasformare i prigionieri in bestie, in ehm diciamo manipolatori come i nazisti e quindi il campo aveva raggiunto la sua perfezione.
Se questo nome non si può leggere se non in una filigrana dantesca, difatti è vista la sua struttura come un cerco concentrico. Il filo spinato difatti circono nei capitoli 2 e 16, così come il lager. Fuori c'è l'umanità, dentro c'è l'umanità.
Nel capitolo 1, difatti vediamo gli ebrei che sono inesa del viaggio che li condurre, appunto, ad Ashwitz e questa famiglia Gattegno che prepara con Carmen ci per il viaggio. Dal capitolo 18 la fatto che appunto il campo venga evacuato da fuori tedeschi permette una vitalità, d'accordo? Come ad esempio il pane che ehm gli ospiti dell'abit di una baracca offrono ai compagni, d'accordo?
La zona interna invece è l'inferno e inizia il capitolo 2 è interessante. Questo è l'inferno. È come già essere morti.
È come se l'insegna Arbite Mcfry ripetesse rievocasse in termini moderni la famosa insegna las citton di speranza. Voi che entrate presente inferno 3. Il canto d'olisse è il più evidente prestito dantesco e Levi il compagno piccolo stanno attraversando con le stanghe recipiente stanno trasportando con le stanghe scusate il recipiente con la zuppa e per la loro baracca e le vi vuole insegnare l'italiano questo francese al saziano e quindi usa il canto di Ulissi il 26 che le vista a memoria ehm quando il chimico parla di fatti non fosse come brutti comprende che messaggio lo riguarda che riguarda tutti gli uomini uomini in travaglio.
La commedia, quindi nel campo di sterminio è un altissima voce di umanità è un riferimento all'inferno che ha inhiotti tutti i protagonisti e il capitolo infatti si chiude con la frase dantesca infiné il marfouso panno è richiuso e il polinguismo di Dante anche il polilinguismo di Levi. La pluralità delle lingue un elemento fondamentale sequestro uomo. Al tedesco e al polacco, nella guzzini del capò si contrappongono le lingue dei deportati, lo hiddich, il russo, il francese, l'italiano, lo spagnolo.
D'accordo? Questa differenza linguistica però porta in comprensione e porta odio. I capi si arrabbiano, sono adirati perché non vengono compresi e perciò non vengono rispettati gli ordini.
Ma l'odia anche quello che divide i prigionieri, poco inclini la solidarietà e portata un'incomprensione reciproca. Liva, quindi un uso strumentale delle lingue incrastando le une con le altre e quindi abbiamo delle bestemmie in varie lingue conanti picche del lidish in quello che è un impasto linguistico che ricorda un po' la torre di Babele di questa immagine. E la l'esperienza di Levi non si ferma soltanto a testimoniare eh Asusvitz in sequestro nuovo.
Abbiamo la tregua del 63 che racconta appunto questo terribile vagabondaggio e viaggio che lo portò appunto da Ashwizz a Torino. Poi sistema periodico che contiene due capitoli, Cedio Vanadio in cui si revoca l'amicizia con Alberto in Buna Oschwitz e i contatti epistolari poi con il dottor Lotar Müller che nell'agerlava il lavoro di Levi nel laboratorio. Ci sono poi poesie eh contenute nellost di Brema.
in cui m alcune si riferiscono all'esperienza concentrazionaria, come ad esempio Buna, Shemà e molto bella il tramonto a Fossoli. E in realtà quello che poi il suo testamento premorte è i sombati che dipende appunto capitolo sia questo uomo e ehm la problematica morale di tutto il libro. Quindi abbiamo visto che le è sicuramente un testimo della Shoa, ma una figura davvero di intellettuale poliedrico, una figura sicuramente da conoscere, da approfondire con grande attenzione.
Arrivederci e all prossima video lezione.