Qual è quella parola che a un certo punto tirano fuori tutti, ma proprio tutti, per darsi un tono, anche se quello che stanno dicendo non ha niente di scientifico. Hai indovinato biomeccanica. Ultimamente sembra che ci sia un'epidemia di biomeccanica.
Chiunque ti spieghi come tirare su 2 kg si mette a sproloquiare di biomeccanica e poi magari ti dice che la panca si fa col gran dorsale. Vabbè, lasciamo perdere. Biomeccanica.
So cosa stai pensando, ma tu sei il primo, fillo? Sì, è vero, ma ci sono due cose da dire. La prima è che lo faccio da molto prima che andasse di moda e ti basta scorrere i video sul mio canale per averne la prova.
La seconda è che il Ner Training Center la studiamo per davvero. Chi ha seguito il nostro corso di biomeccanica avanzata lo può confermare. Chi non l'ha fatto, beh, al link qui sopra trovate la scuola della forza del Ner Training Center dove tra poco arriverà anche il modulo di biomeccanica, ma intanto trovate già programmazione, complementari e varianti, nutrizione e integrazione.
È proprio per questo che oggi facciamo chiarezza una volta per tutte in modo semplice ma rigoroso su che cos'è la biomeccanica, come funziona, che applicazioni ha e quali sono i suoi limiti e le prospettive future. Che cos'è la biomeccanica? La definizione più diretta è la biomeccanica è la fisica applicata ai sistemi biologici, in particolare al corpo umano.
È una sottodisciplina della chinesiologia che è lo studio del movimento umano e si occupa di analizzare, comprendere e ottimizzare il movimento. In pratica ci permette di studiare i movimenti dell'uomo come camminare, sollevare un bilanciere o colpire con un calcio rotante utilizzando strumenti della meccanica, dell'anatomia e della fisiologia. Che lingua parla la biomeccanica?
La biomeccanica non si basa sulle sensazioni, sul sentito dire, sul su di me funziona così e non parla per mode. Parla una lingua precisa che è basata su tre aspetti principali. Il primo, la fisica, quindi accelerazioni, forze, leve, vettori.
La seconda è la meccanica, vale a dire statica, dinamica, cinematica e dinamometria. E la terza è l'anatomia. strutture muscolocheletriche, articolazioni, piani di movimento.
In parole povere, la biomeccanica parla la lingua della scienza e per questo motivo non tutti possono parlare di biomeccanica. E allora chi può parlare di biomeccanica? Eccoci al punto dolente.
È qui che qualcuno si potrebbe sentire toccato, ma è necessario dirlo. Molti allenatori parlano di biomeccanica usandola come una parola magica, ma non hanno le basi per comprenderla davvero. Per parlare seriamente di biomeccanica bisogna conoscere la fisica e l'anatomia funzionale e avere una formazione specifica in questo ambito.
Vediamo questi tre punti più nel dettaglio. Abbiamo detto che bisogna conoscere la fisica, in particolare bisogna approfondire la meccanica razionale, cioè detto in modo semplice, è la parte della fisica che studia come si muovono i corpi e perché si muovono in quel modo, partendo dai principi generali come le leggi di Newton, il principio di conservazione dell'energia e i vincoli meccanici. È quella materia che insegna a modellare oggetti complessi in modo matematicamente rigoroso.
Se la fisica è la grammatica del movimento, la meccanica razionale è la sua sintassi. Ti insegna a costruire frasi corrette. strutturate che abbiano un senso coerente e verificabile.
Ed è proprio da lì che partono i ragionamenti della biomeccanica. Per analizzare il corpo umano, che è un sistema articolato, instabile e mosso da forze interne ed esterne, servono strumenti concettuali avanzati, strumenti che si apprendono in corsi universitari come ingegneria, fisica o biomeccanica applicata. Insomma, senza meccanica razionale la biomeccanica rischia di essere poco più di insieme di osservazioni soggettive e noi al contrario vogliamo capire, spiegare e ottimizzare il movimento umano, non limitarci a descriverlo.
E questo evidenzia ulteriormente quanto sia importante avere una formazione seria per poter affrontare davvero questo argomento. Poi abbiamo detto che serve conoscere l'anatomia funzionale. È fondamentale, ma per quanto possa sembrare banale a dirsi è anche molto più facilmente accessibile rispetto ai concetti avanzati di fisica e di meccanica.
Questo però non significa che sia alla portata di tutti e che basti aver visto due reil per capirla davvero. Anche in questo caso un percorso accademico strutturato fa sicuramente comodo, anche se lo reputo meno vincolante rispetto al punto precedente. Infine è bene avere una formazione specifica in biomeccanica o almeno aver approfondito in modo serio e sistematico la materia.
E quando dico serio e sistematico intendo molto a fondo e per molto tempo, non ore, ma mesi e anni. una responsabilità che dovrebbero prendersi tutti prima di creare contenuti sul web, ma che purtroppo in pochissimi ci assumiamo davvero. In più la biomeccanica è una disciplina quantitativa, non solo qualitativa, quindi servono dati, numeri e metodo.
Le due grandi aree della biomeccanica. La biomeccanica si divide in due grandi rami, la cinematica, cioè lo studio di cosa succede, e la dinamica, cioè lo studio del perché succede. La cinematica, ovvero cosa succede, descrive il movimento in termini di posizione, velocità, accelerazione, traiettorie e angoli articolari.
Ad esempio, durante uno squat, quanto si sposta il bacino? A che velocità viene sollevato il bilanciere? Che inclinazione ha il busto a metà della discesa?
E poi c'è la dinamica o kinetics, ovvero perché succede kinetics da non confondere con chinesiologia che, come abbiamo detto è lo studio del movimento umano in senso ampio e invece lo studio delle forze che causano o modificano quel movimento. Studia quindi la forza di gravità, gli attriti, le forze muscolari, le reazioni vincolari, ad esempio la forza che il suolo esercita sul piede ed eventuali altre forze esterne. Ad esempio, nello stacco da terra, quanta forza esercita il suolo sulla pianta del piede?
Quanta forza muscolare serve per sostenere il momento flettente sul tratto lombare? Queste due aree devono convivere. Descrivere senza spiegare non serve, spiegare senza misurare porta fuori strada e questo ci porta a un punto cruciale, statica versus dinamica.
Un altro concetto base della biomeccanica è la distinzione tra statica e dinamica. Si parla di statica quando il sistema che ci interessa è in equilibrio, fermo o a velocità costante. Immaginate un endst, un'isometria, un plank, non c'è un movimento evidente, il sistema è per l'appunto in equilibrio fermo.
La dinamica invece entra in gioco quando ci sono accelerazioni, cambi di direzione, variazioni di velocità. Qui gli esempi si sprecano. Pensate a uno sprint, a un salto, a un cambio direzione, a un calcio o una proiezione nelle arti marziali o qualsiasi altro movimento di questo tipo.
Nel powerlifting potremmo definire la panca piana come più statica perché la traiettoria è controllata, non ci sono cambi di direzione, mentre lo stacco di un principiante, ad esempio, è il perfetto esempio di dinamica instabile. Prima che vi infuriate, iniziate a insultarmi nei commenti. È chiaro che la panca non è come un plank, che nella panca un movimento c'è, grazie al K.
Eh, è chiaro che la panca implica un movimento dinamico, ma i fini dello studio nell'ambito della biomeccanica viene quasi sempre studiata con un'analisi statica. Analisi qualitativa versus quantitativa. Spesso le persone le confondono, ma sono fondamentali, perciò chiariamo di cosa si tratta esattamente.
L'analisi qualitativa è un'analisi visiva, soggettiva, fatta da coach e atleti. Si basa, insomma, sull'esperienza, sulla capacità di osservazione, sulla comprensione delle leggi meccaniche. Facciamo un esempio.
Noto che il mio atleta scende troppo in avanti nello squat e potrei dedurre che ci sia una leva svantaggiosa, una rigidità alla caviglia oppure più frequentemente una dominanza dei quadricipiti rispetto agli estensori dell'anca e questo porta a favorire un pattern motorio meno efficiente per quel tipo di movimento. Ma attenzione, il fatto che l'analisi qualitativa non richieda strumenti avanzati non significa che chiunque possa farla o che tutte le opinioni siano equivalenti. Per fare un'analisi qualitativa sensata serve comunque conoscere la fisica, la meccanica e l'anatomia di base.
Un'analisi qualitativa è seria se può essere sostenuta da argomentazioni efficaci, da un ragionamento logico e da ciò che si può trovare sulla letteratura scientifica. Senza queste competenze si rischia di scambiare intuizioni errate per osservazioni valide e si premia la fuffa e la chiacchiera da bar. L'analisi qualitativa invece è misurata, oggettiva fatta con strumenti tecnici, motion capture, force plate, accelerometri ed è usata in laboratorio in ambito clinico o nella ricerca avanzata.
Noi del Ner Training Center abbiamo partecipato più volte a progetti di ricerca, contribuendo a tesi, raccolte dati per studi e analisi biomeccaniche dei gesti e collaborando con diverse università e dottorandi per supportare l'avanzamento della materia e del settore. Nella nostra scuola della forza abbiamo un intero corso dedicato alla biomeccanica pensato proprio per fornire le basi e gli strumenti per iniziare ad analizzare in modo qualitativo il gesto motorio, soprattutto nei fondamentali come squat, panca, stacco e trazioni. Non è un punto di arrivo, ma un ottimo punto di partenza.
Serve comunque continuare a studiare e applicare quei principi anche ad altri esercizi, sport e contesti. Inoltre vendiamo anche accelerometri, strumenti ideali per chi vuole iniziare a fare analisi quantitative più precise e dunque utili. E per chiunque li acquisti in regalo c'è un corso completo che fornisce tutte le informazioni necessarie per implementarli subito nei propri allenamenti.
Trovi tutti i link utili giù nella descrizione del video. A cosa serve davvero la biomeccanica? La biomeccanica applicazioni pratiche quotidiane, anche se spesso non ce ne accorgiamo.
Partiamo dallle applicazioni in palestra o più in generale in ambito sportivo. Prima di tutto serve prevenire gli infortuni, capire se uno squat sovraccarica i tendini o l'articolazione sacroiliaca permette di evitare di farsi male, ma serve anche ad ottimizzare la tecnica, per esempio, a migliorare il setup nella panca per massimizzare l'efficienza e sollevare quanti più chili possibili. Capire quale angolo di spinta massimizza la forza nel leg drive ci permette di allenarci meglio e diventare più forti.
La biomeccanica è utile però anche nella riabilitazione, nel percorso di rieducazione motoria dopo un infortunio, per esempio, ma anche nella valutazione del movimento patologico, valgismo dinamico, compensi post lesione, eccetera. Infine, la biomeccanica è fondamentale nella progettazione e noi, dato che produciamo anche attrezzatura, come potete scoprire su www. nertrainingcenter.
it, lo sappiamo bene, serve per l'attrezzatura sportiva, bilancieri, scarpe, macchine isotoniche, ma anche quando si parla di interfaccia uomo a macchina. cioè come progettiamo un'auto, una sedia ergonomica, una protesi, collegamenti con le altre scienze motorie. La biomeccanica non vive da sola.
Anche per questo non ha senso studiare solo la biomeccanica come fanno alcuni, quasi fosse la panacea ad ogni male. Anzi, la biomeccanica ha senso se studiata è applicata in relazione a vari altri aspetti della scienza dell'allenamento. La fisiologia dell'esercizio prima di tutto che ci permette di capire come si produce la forza muscolare, ma anche nel capire i meccanismi del controllo conoscere la biomeccanica inestricabilmente legata alle dinamiche che regolano l'apprendimento motorio.
Come si migliora una skill con la pratica? Se non conosci sia la biomeccanica sia le dinamiche dell'apprendimento motorio, è difficile che tu sappia davvero rispondere a questa domanda. Infine, ed è un po' un prodotto dei tre punti che abbiamo prima elencato, la pedagogia del movimento e quindi come si insegna efficacemente, feedback, cues, variabilità.
Mi rendo conto che questo punto può risultare un po' confuso, perciò provo a chiarire. Prendiamo il leg drive nella panca per il powerlifting. Per analizzare e insegnare il leg drive nella panca bisogna essere competenti in biomeccanica.
Per analizzare gli angoli di spinta, ad esempio, bisogna essere competenti nei meccanismi di controllo motorio e quindi i tempi del movimento e nelle dinamiche dell'apprendimento motorio, quelle che permettono di rendere il gesto automatico. Senza queste conoscenze è dura capire se un le drive è efficace e soprattutto è dura correggerlo e insegnarlo correttamente. Open loop versus closed loop skills.
Un'altra distinzione, poi giuro che la smetto. Open loop versus closed loop. I movimenti open loop sono movimenti troppo rapidi per essere corretti in tempo reale.
Un esempio perfetto è il clean and jerk. I movimenti close loop, al contrario, sono movimenti che possono essere aggiustati mentre li esegui. Ad esempio la corsa, dove puoi regolare la postura o ritmo ad ogni passo.
Capire questa differenza è fondamentale per sapere come allenare e insegnare un gesto. Quindi ti faccio una domanda, lo squat secondo te è un movimento open o close loop? Prova a rispondermi nei commenti e vediamo quante persone ci prendono.
Biomeccanica adattata. Chi ha una disabilità, una limitazione temporanea o esigenze specifiche ha bisogno di un adattamento biomeccanico personalizzato. Cambio degli esercizi, modifiche nella postura, uso di ausili.
Un esempio. Pensate agli atleti paralimpici che riescono ad esprimere forza e coordinazione incredibili grazie a un lavoro biomeccanico mirato nonostante l'assenza di uno o più arti. Limiti attuali e tecnologia.
La biomeccanica sta crescendo, ma ancora limiti. In particolare la difficoltà nel misurare sport complessi come surf, sport in acqua o sport multidirezionali è il fatto che vengono usati i modelli semplificati del corpo umano che non riescono a cogliere la complessità vera del gesto motorio. Un po' come accade con le previsioni del meteo.
Quanto più un sistema è complesso e quante più variabili interconnesse lo governano, tanto più è difficile costruire un modello matematico che riesca a spiegarlo con precisione. Questo vale per tutto ciò che è scientifico e modellato. All'università di ingegneria ci hanno insegnato che bisogna usare il modello più semplice che ci consenta di ottenere il risultato di nostro interesse.
Nessuno usa la relatività generale o la fluidodinamica turbolenta per calcolare a che velocità cade una biglia da un tavolo. Allo stesso modo nessuno pretende che un sistema di analisi qualitativa dello stacco da terra tenga conto della tensione superficiale del tendine da kill. è il principio del cosiddetto modello minimo sufficiente, non il modello più complesso in assoluto, ma quello più semplice in grado di fornirci una risposta utile rispetto all'obiettivo che ci poniamo.
Serve il modello giusto per la domanda giusta. Per valutare uno squat in un contesto pratico spesso bastano poche osservazioni ben inquadrate, purché basate su conoscenze solide. La buona notizia è che con la tecnologia, in particolare le unità di misure inerziali, il software 3D e il machine learning, stiamo andando nella giusta direzione.
Biomeccanica nella vita quotidiana. Non serve essere atleti per beneficiare della biomeccanica. Usi un Apple Watch o un Garmin?
Biomeccanica. Hai una sedia ergonomica, biomeccanica. Porti tuo figlio in fisioterapia per imparare a camminare meglio?
Biomeccanica. Ogni volta che ottimizzi un tuo movimento per essere più efficiente, sicuro e naturale, stai applicando anche inconsapevolmente i principi della biomeccanica. Conclusione: la biomeccanica ovunque ci sia movimento, nel powerlifting, nel bodybuilding, nelle arti marziali, nella fisioterapia e anche nella progettazione di un mouse da PC.
Capirla anche solo a livello base è uno strumento potentissimo per diventare atleti migliori, coach più competenti e persone più consapevoli del proprio corpo. E tu da che parte vuoi stare? Dalla parte da chi sente che lo squat oggi oppure dalla parte di chi sa spiegare perché, come correggerlo e come prevenirlo la prossima volta?
fammi sapere nei commenti cosa ne pensi e se vuoi che approfondisca uno dei punti trattati in questo video in modo più dettagliato, scrivimelo qua sotto. E se vuoi avere gli strumenti per entrare nel mondo della biomeccanica, ti aspettiamo dentro la scuola della forza che trovi giù in descrizione. Al prossimo video.