[Musica] benvenuti all'ottava lezione del corso di linguistica generale durante questa lezione torneremo sullo studio della morfologia cercando di approfondire di chiarire alcuni dei punti che già nel corso della settima lezione abbiamo affrontato questo perché ritengo fondamentale coltivare diciamo la consapevolezza nei confronti della struttura della parola consapevolezza che può offrire al discente un migliore controllo della lingua che gli può permettere un miglior approfondimento dei valori del diciamo del lessico che già controlla o la capacità di intuire diciamo pure così i valori di alcuni di alcune parole che non controlla e soprattutto gli permette di evitare alcuni
errori che a volte sono banalmente molto diffusi nella nostra società mi limito a ricordare il caso delle forme derivate e del verbo accelerare da tutti pronunciato con due elle scritto con due elle anche a livelli che dovrebbero essere i migliori diciamo dal punto di vista della conoscenza della lingua italiana che soltanto come dire in seguito a una semplice riflessione sulla formazione della parola risultando dalla combinazione del prefisso ad più l'aggettivo celere che non è cellere dovrebbe risultare provvisto di una sola l per qualunque parlante italiano una riflessione come questa permette per esempio di evitare un
errore molto diffuso ma in generale le diciamo il controllo della formazione delle parole è un grande strumento di controllo della lingua in questo nostro percorso ci occuperemo di fare un'analisi quindi morfologica della parola naturalmente soltanto di alcuni di quelli che mi sembrano più interessanti un'analisi che si prefigge di distinguere anzitutto i morfemi che costituiscono la parola esaminata e in secondo ordine di indicare la natura di questi morfemi ho detto alla natura per utilizzare un termine generale che da una parte permetta diciamo di indicare il valore semantico che il singolo morfema da noi individuato porta all'interno
di quella parola e dall'altro con termine natura indichiamo anche l'applicazione di quella regola dell'uno a uno che nel corso della lezione precedente avevamo brevemente illustrato mi riferisco al fatto che ogni morfema si applica ad una sola classe di basi derivazione ali e che quindi come dire va verificata va osservata l'applicazione direi quasi automatica di questa regola all'interno delle forme derivate cominciamo ad osservare qualche caso diciamo fra i più semplici all'interno di quelli che possono essere quantificati intorno ai 250 modelli derivazione li usati nel nell'ambito della nostra lingua per esempio il forfait ma a ciò noi
osserviamo la parola catenaccio che è indubbiamente formata dal nome sostantivo catena più il morfema derivazione alea show dove catena è la base derivazione le nominale a cioè il morfema nominale de nominale naturalmente tutti sanno e non dovrebbe servire ricordarlo che il morfema a ciò ha un valore peggiorativo quando non addirittura dispregiativo così come abbiamo visto nella parola catenaccio abbiamo altre formazioni come crepaccio da crepa votaccio da voto campanaccio coltellaccio maschiaccio e ragazzaccio dove confermiamo il dove del monte ma che stavamo osservando passiamo ad un altro caso quello del morfema essa che già avevamo osservato in
senso generale nel corso dell'edizione precedente e osserviamo questo conferma all'interno della parola tenerezza che è formata dall'aggettivo tenero più il nostro morfema tenero sarà definito base derivazione le aggettivale essa morfema nominale di aggettivale che convoglia un significato diciamo di nome di qualità fa diventare l'aggettivo un nome di qualità tenero diventa tenerezza che indica la qualità dell'esser tenero come tenerezza avremo sicurezza la qualità dell'esser sicuro bellezza la qualità del cervello e così via sciocchezza altezza giovinezza certezza stanchezza e eccetera un ulteriore morfema che ci permette di fare qualche altra osservazione che ritengo interessante è il morfema
italiano ata che per esempio osserviamo nella parola serata formato dal sostantivo sera più il morfema ata sera in questo caso funge da base derivazione le nominale e ata e si qualifica come morfema nominale de nominale in in questa serie potremo mettere anche telefonata basta bastonata passeggiata scalinata eccetera da questi esempi dovremmo trovare quello che è il valore semantico del morfema ata che stiamo osservando effettivamente non è uno dei casi più facile per questo che l'ho voluto qui ricordare direi che il morfema ata opera sul piano della quantità e sul piano dell'estensione serata potrebbe portare una
valenza estensionale alla parola sera e vero telefonata ovviamente è diverso da telefono ma indica la sua utilizzazione in senso esteso edili poi passeggiata potrebbe dire poi avremmo qualche caso in cui si stacca un valore un pochino più specifico rispetto a quello di estensione che è quello di utilizzo cioè visto nella sua estensione diciamo la formazione può portare al concetto di utilizzo di una certa entità espressa dal nome è il caso di bastonata o di pugnalata e altre forme di questo genere pistolettata e via dicendo questo è uno dei casi come dire se vogliamo più complessi
più facile sicuramente osservare il valore e la funzione del morfema zione che vediamo per esempio nella parola amministrazione che porta con sé il la funzione di nome di azione o nome dell'evento descritto dalla base derivazione le in amministrazione avremo quindi amministrare che è la base derivazione e ovviamente verbale la base vera e propria amministra non amministrare re è la desinenza dell'infinito del verbo azione che è il forfait ma nominale de verbale bisogna fare una riflessione anche qui a proposito del valore diciamo di questo morfema se è vero che nella sua funzione originaria il morfema descrive
l'evento su un piano astratto e quello che si diceva una volta è un nome forma nomina azioni per utilizzare la terminologia della grammatica tradizionale è anche vero che quando il parlante ha a che fare con nomi astratti e vero molto spesso applica quel principio che è quello del diciamo dell'utilizzo metonimico del nome astratto e lo traduce in termini concreti cioè sposta attraverso questa operazione che noi chiamiamo per azione retorica ma intendiamoci la retorica e propria dei parlanti non certo dei poeti poi i poeti e letterati ne fanno un uso poetico e letterario ma di strutture
operative che il parlante normalmente utilizza questo dello spostamento metonimico è sicuramente un uso molto frequente nella lingua nella lingua quotidiana dicevo abbiamo uno spostamento in spontaneo e frequentemente realizzato tra l'astratto il concreto come al contrario fra il concreto e astratto quindi non meravigliamoci se da una parte un sostantivo in azione come amministrazione significa astrattamente l'atto di amministrare l'attuazione all evento dell'amministrare e dall'altra significa la struttura amministrativa in quanto tale quindi c'è stato lo spostamento attraverso quella che si chiama metonimia preferirei questo accento a quello di metonimia perché sinceramente non vedo perché si debba dire omonimia
sinonimia e non metonimia ma lasciamo tra parentesi questo fatto come amministrazione è formato sulla base del verbo amministrare più zione è così vero che il verbo amministrare a sua volta è formato da dal prefisso ad più il sostantivo ministro più il wolf e ma deriva azionale sa che noi vediamo meglio nell'infinito aree ma insisto già l'avevamo detto nel corso della lezione precedente il morfema derivazione lennon è aree bensì è a 3 è la desinenza dell'infinito questa formazione va analizzata a attribuendo a dalla funzione di prefisso amministra ministro la funzione di base derivazione le nominale ad
ha la funzione di morfema verbale de nominale questa a verbale denominata e diciamo una funzione che non solo è stata utilizzata fin dalla preistoria delle nostre lingue occidentali fin da quella fase che chiamiamo addirittura indoeuropeo quindi prima ancora del latino un grande uso ne ha fatto il latino che ha abbondantemente costruito verbi all'interno di quella che a scuola si chiama la prima coniugazione verbale è vero ma ancora lo facciamo noi oggi ancora noi oggi siamo in grado di formare nuovi derby utilizzando semplicemente questa a derivazione le che ha una potenza diciamo di formazione del nominale
verbale che a volte solo prende ricorderò semplicemente che negli anni sessanta anzi verso la fine degli anni sessanta si cominciò a dire allunare formando un verbo nuovo dalla base del nome luna più questa a che costruisce i verbi dai nomi e che nell'ambito degli anni ottanta anzi nella serie degli anni 90 nella seconda metà degli anni 90 quindi pochi anni fa si cominciò a dire linkare utilizzando una base da un prestito inglese americano link semplicemente trasformando questa fase in verbo attraverso la nostra a denominare verbale continuiamo nel nostro discorso che era partito d'azione e torniamo
azione come abbiamo visto in amministrazione per esempio così abbiamo disperazione popolazione generazione e chi più ne ha più ne metta si tratta di migliaia di forme così realizzate quindi ci limitiamo a segnalarne qualcuna dove abbiamo sia forme astratte che descrivono l'evento comunque con una tendenza a una visione sul piano astratto della nozione che è descritta dal sostantivo sia formi invece concretizzate attraverso il fenomeno del metodi mia per esempio popolazione è più facile che sia usato in senso concreto che non in senso astratto in questi casi abbiamo poi l'incrocio con forme in mento dove magari diremo
che il popolamento è la forma astratta e popolazione della forma concreta qui i fenomeni si sono incrociati attribuendo alle forme attualmente maggiormente in uso funzioni esattamente opposte rispetto a quelle che avevano in partenza quando popolazioni doveva essere doveva rappresentare la versione astratta per così dire del concetto di popolare e popolamento invece la sua variante concreta ma torneremo su questo poco più avanti consideriamo adesso il caso successivo che è quello del morfema ario uno schema molto diffuso da fin dalla preistoria del latino è ancora ai nostri giovani per esempio nell'italiano dimissionario abbiamo di missione più a
rio dove dimissione costituisce la base derivazione le nominale e ario il morfema aggettivale de nominale diciamo che ario a in origine un valore aggettivale vale a dire che le parole formate con questo antichissimo morfema avevano in origine un valore di aggettivo ma come tutti capite molto facilmente e vero gli aggettivi vengono sostantiva t con grande facilità e con grande abbondanza nella storia delle lingue ed è successo questo anche agli aggettivi in aria perché abbiamo un grosso numero di forme aggettiva lì che sono rimaste aggettiva lì in aria e altro un numero altrettanto cospicuo di forme
che non sono più aggettiva lima che sono sostantiva te in aria al punto a volte che non si può più riconoscere la presenza dell'aggettivo originario diciamo che intanto abbiamo la possibilità di vedere nella sua forma aggettivale non so casi come ordinario straordinario arbitrario ereditario comunitario e così via che sono tutte forme che usciamo facilmente come aggettivale altre invece sono più usate nella forma sostantivato come avversario funzionario vocabolario che chiaramente ormai per tutti è solo un sostantivo dizionario che è per tutti un sostantivo eccetera armamentario casellario eccetera qui è bene fare una piccola riflessione rispetto a
quella regola che avevamo introdotto nell'ambito della precedente elezione che abbiamo riconfermato come valida anche nel corso di questa lezione quella che si descrive dicendo uno ad uno vale a dire ad una classe di basi derivazione li corrisponde un problema deriva azionari o per meglio dire un morfema deriva azionale si applica sempre soltanto ad una singola classe di basi derivazione ali qui sembra che le cose contraddicano i fatti contraddicano questa regola in quanto abbiamo in italiano molte forme con ario che sono aggettivi e molte forme con ario che sono sostantivi ma naturalmente è vero va tenuto
presente che il parlante applica una regola ma poi la parola formata è libera di essere manipolata dagli altri parlanti dalle generazioni successive e nel tempo questi slittamenti soprattutto fra aggettivo e sostantivo sono assolutamente normali possiamo dire che in genere dietro un sostantivo quello che attualmente un sostantivo c'era un aggettivo anche se a volte è come dire caduto in diffusi in disuso per esempio so posso ricordare che la parola orario è utilizzata in italiano correntemente come un sostantivo l'orario dei treni l'orario delle lezioni ma che tutti ancora siamo in grado di riconoscere che è un aggettivo
quando per esempio si dice che la campana suona con intermittenza oraria ecco che li viene utilizzato come aggettivo e non come sostantivo passando ad osservare un altro suffisso cioè mento che già prima avevamo avuto occasione di citare quando parlavamo di popolazioni e popolamento entrambi derivati dal verbo popolare qui osserviamo la formazione allevamento formato dal verbo alleva re più mento dove alleva re è la base derivazione le verbale e mento chiaramente il morfema nominale de verbale cemento sia sempre de verbale è una certezza quello che a volte può turbare e il risultato diciamo la formazione che
tipo di formazione si ottiene in tanto mento sostanzialmente produce in origine almeno come mi era parso di aver già accennato produce nominare yahct e si diceva una volta utilizzando la dicitura latina cioè nomi di cose realizzate la il risultato di un evento il risultato di un'azione e quindi avremo per esempio in allevamento avremmo dovuto avere in questa parola il valore di ciò che si allena ciò che risulta dall'azione della allevare in realtà voi tutti sapete che la parola italiana allevamento tende ad essere più un astratto che un concreto e quindi tende a diventare il sostituto
di quel teoriche di quella teorica formazione all'evazione che non esiste nella norma italiana esiste come possibilità all'interno del sistema della lingua ma che non è mai stata attivata questo non ci deve turbare perché torno a ricordare il fenomeno diciamo dello spostamento metonimico tra astratto e concreto che è come dire modifica profondamente e diciamo i valori delle parole mutazione e mutamento sono una coppia per esempio che in italiano è utilizzata in modo praticamente intercambiabile molto spesso in modo intercambiabile il che dimostra come la sensibilità dei parlanti nei confronti di questi spostamenti me tonini ci sia sempre
molto viva e molto attiva come allevamento avremo forme come stabilimento orientamento combattimento divertimento ringraziamento e via dicendo che possono appartenere sia all'una che all'altra delle due valenze quella astratta e quella concreta passiamo ad un altro morfema il problema ita per esempio che forma astratti in genere nomi di qualità da aggettivi attività è vero è il derivato dell'aggettivo attivo dove attivo è la base derivazione le aggettivale e ita è il morfema nominale de aggettivale questo problema mi offre l'occasione per fare una piccola riflessione insieme che tra l'altro ci permette di confermare il valore di queste nostre
analisi il valore diciamo operativo nel nell'uso nell'utilizzo della lingua quotidiana abbiamo per esempio kit ha applicato tutta una serie di aggettivi in aree per esempio volgare volgarità il re ilarità e abbiamo una serie di forme in ita applicate a degli aggettivi in ario quelli che vedevamo poco prima per esempio vario varietà e qui il morfema ita evidentemente si presenta nella forma età perché viene a seguire la iii del della base derivazione le varie la o cade davanti alla iii dignità in teoria si dovrebbero incontrare due i vari ita e naturalmente il risultato è invece varie
dove abbiamo un adattamento fonologico assolutamente atteso ma questo fa sì che il parlante percepisca la coppia ita e dieta e questo crea dei problemi al parlante perché mentre per poniamo vario gli risulta assolutamente atteso dire varietà per non so arbitrario e assolutamente atteso che dica arbitrarietà dall'altra parte c'è come dicevamo volgare che dà sicuramente volgarità e non volgari età ebbene allora ci dobbiamo chiedere come mai l'aggettivo disciplinare per la stragrande maggioranza dei nostri parlanti invece di dare regolarmente disciplinarità interdisciplinarità che è il nome che la formazione corretta per la stragrande maggioranza dei nostri parlanti da
interdisciplinarietà che errato basta guardare su qualunque vocabolario questo accade perché si crea una confusione non supportata da una forma di analisi nel senso che il parlante non si rende conto che l'aggettivo interdisciplinare e non interdisciplinario è la base del derivato e che quindi il derivato deve essere interdisciplinarità e non interdisciplinarietà perché sarebbe un derivato da interdisciplinario questo è un piccolo esempio di quello che io intendo sostenere quando con i miei studenti li induca a analizzare la struttura morfologica delle parole che esattamente come stiamo facendo ora noi il caso del muro cinema successivo è qui metteva
un elenco di parole formate con ita che naturalmente è abbondantissimo e nessuno ha bisogno di come dire di ulteriori sollecitazioni curiosità voluminosità eccetera sono tutte sono tutti astratti di qualità derivati da aggettivi invece il morfema più importanti io credo di questo nostro l'incontro è il morfema eads a usare se volete mettendoci anche la desinenza dell'infinito così è più facile da capire il tipico morfema con cui si formano verbi da sostantivi e da nomi per esempio dalla base derivazione industriale abbiamo è vero il verbo industrializzare dove il dare è il morfema verbale de aggettivale in questo
caso perché la base è un aggettivo industriale ecco quello che innanzitutto va subito detto è che questo è un buffet ma che è dotato di grandissima vitalità ancora i nostri giorni pur essendo un morte ma estremamente antico in origine questo morfema e greco entra dal greco in latino attraverso dei prestiti si stacca dai prestiti diventa un morfema autonomo della lingua latina il latino soprattutto il latino colto vero riesce a utilizzarlo come un formante diverbi per tutta la fase classica e posta classica della lingua latina nel pineta medievale continua ad essere utilizzato per formare vecchie nuove
nuove formazioni in ilare e ancora ai nostri giorni e vitale e produttivo pensate per esempio a masterizzare masterizzare un verbo che è nato pochissimo tempo fa pochi anni una manciata di anni 56 anni fa non di più sicuramente ma che si è già consolidato nella nostra lingua ed ecco che il normalizzare che a non meno di 2.200 anni nella storia della nostra penisola ma che ne sa di più se andiamo a pescare anche gli antecedenti greci ecco che questo monte ma perché risale a domenica ma mantiene la sua vitalità a tutt'oggi osserviamo per esempio realizzare
utilizzare specializzare tranquillizzare italianizzare e civilizzare qui si innesta però un problema abbiamo detto che su questo a questo morfema è vero si combinano con questo problema si combinano sia vasi derivazione li aggettiva ii sia vasi derivazione li nominali e ed è tanto vero che ancora oggi per esempio usiamo dei nomi come master dei sostantivi addirittura dei prestiti come basi per i nazionali o degli aggettivi come base derivazione le e questo sembra contraddire radicalmente a questo punto la regola dell'uno a uno cioè la regola che diceva che ad un morfema derivazione le si combinano solo del
determinate club una classe di basi derivazione prima diciamo abbiamo affrontato il problema del risultato non sempre unitario di queste combinazioni si diceva può risultare un aggettivo ma spesso gli aggettivi sono sostantiva t e quindi abbiamo tanti sostantivi oltre all'aggettivo che originariamente doveva risultare qui addirittura si contraddice la base di partenza della regola stessa vale a dire usare si applica sia ad aggettivi sia a nomi c'è da chiederci se è vero che la diciamo la regola sia stata superata tradita falsificata oppure se siamo davanti a qualcosa di diverso la spiegazione che ritengo si possa dare è
che da una regola se ne può sviluppare un altra per reinterpretazione della struttura da parte dei parlanti cioè vale a dire i parlanti possono interpretare nuovamente il risultato delle vecchie formazioni in un modo diverso rispetto a quello che le aveva prodotte queste vecchie formazioni e se lo interpreta in un modo diverso significa che vede in queste parole applicata una regola diversa rispetto a quella originaria e si mette ad applicare questa regola per nuove formazioni in questo caso che cosa succede succede che il parlante applica due regole contemporaneamente apparentemente usando lo stesso morfema derivazione le e
quindi è come se la lingua in questione usasse 2 morfemi delle nazionali omofone cioè uguali è vero ma governati da regole diverse un usare è quello che si applica agli aggettivi per formare verbi un altro rizzare e quello che si applica a nomi sostantivi per formare dei verbi originariamente però usare e rade nominale e solo dopo che è divenuto anche aggettiva de aggettivale questo significa che c'è stata una fase o comunque forse più che una fase per un lungo periodo ai parlanti era data la possibilità di re interpretare in maniera ambigua è duplice la formazione
di parole che ormai già possedevano vale a dire che loro potevano leggere nella base derivazione le un nome ma potevano anche leggere un aggettivo vediamo come questo può essere accaduto nella sua forma più antica izzare e scritto con una z sola e nei prestiti greci in latino è denominare de nominale come in aromatizzare che viene da a roma martirizzare che viene da martire e vero profetizzare vien da profeta eccetera vediamo che ne neologismi latini medievali izzare e ancora the nominale al suo alla sua origine per esempio autorizzare è legato ad auctor cicatrizzare è legato a
cica tricks e tesaurizzare thesaurus polverizzare a fulvo pulveris eccetera quindi abbiamo ancora una fase in cui le formazioni nuove in sé smi latini con questo molte ma derivazione lizzare partivano da nomi ma in quest'epoca sempre in età medievale usare diviene anche the aggettivale perché si è creata la possibilità in certe formazioni di reinterpretare la regola cioè di vedere anzi che è una base nominale una base aggettivale è il caso per esempio del del medievale sole minizzare che l'utente dell'epoca poteva far derivare tanto dal solenne neutro cioè solennità cioè momento di cerimoniale solenne quanto dall'aggettivo solemnis
e siccome solenne neutro nel senso di sostantivo cioè la solennità era quasi in disuso presso la cultura medievale mentre l'aggettivo solemnis era frequente ecco che i parlanti cominciarono a pensare che sole minizzare non derivasse da solenne ma da solemnis questo cosa significa in pratica in pratica significa che cominciarono ad usare un nuovo zar e che si applicava ad aggettivi come solenni e lo stesso vale per la tilizzare sera tilizzare derivava in origine da latinum cioè lingua latina il latino per i parlanti medievalis la tilizzare poteva anche derivare dall'aggettivo latinus latina latinum e quindi dare spazio
all'idea che usare si applicasse a aggettivi vale la stessa cosa per il diciamo l'altro membro della coppia logica la tilizzare volgarizzare vero cioè dire in latino o dire in volgare ovviamente che poteva essere come doveva essere in origine collegato al sostantivo volgare cioè la lingua parlata dal volgo è vero o a secondo la nuova interpretazione legato alla gestivo latino ecco che allora in già in epoca medievale si vede applicata questa nuova regola cioè la regola secondo la quale i zar si applica si può applicare anche a diciamo ha delle basi aggettiva lì per esempio fraternizzare
è evidentemente legato alla già tivo fraterno e non certo al sostantivo frater e così la reinterpretazione questa possibilità di rileggere la struttura delle parole con zizzari e vero continua nei volgari italiani nei dialetti e nell'italiano anche letterario è vero che dall'elaborazione dei dialetti dell'epoca nacque per esempio armonizzare formazione che sicuramente non è successiva al quattordicesimo secolo può essere inteso come derivato della parola del sostantivo armonia quanto dell'aggettivo armonico perché perché in quell'epoca nella formazione diciamo del usare si tendeva ad eliminare la parte terminale di aggettivi nico solo degli aggettivi nico che venivano come dire utilizzati
nella parte precedente a ico quindi armonizzare per il parlante poteva anche derivare da armonico senza ico più usare questo accadeva allora così canonizzare tredicesimo quattordicesimo secolo poteva derivare tanto da canone quanto da canonico ed evidentemente molti parlanti lo percepivano come derivato da canonico metaforizzare sempre nel quattordicesimo secolo poteva derivare da metafora e significare quindi usare la metafora o derivare dall'aggettivo metaforico e quindi significare essere metaforico abbiamo altri casi come diciamo terrorizzare canalizzare eccetera che sono come dire più recenti e che dimostrano che oggi si possono ancora formare sostante verdi inizare derivati da sostantivi e vero
carbonizzare da carbone terrorizzare da terrore non so motorizzare molto moderno da motore reclamizzare modernissimo da reclame che sono tutti i sostantivi come anche da aggettivi è vero e questi già da tempo come dicevamo poco fa sottilizzare realizzare sterilizzare tutte basi aggettivale del quattordicesimo secolo è vero addirittura possiamo osservare questa variabilità questa doppia regola a disposizione dei parlanti anche nei neologismi dell'ultimo secolo parlo del ventesimo secolo abbiamo per esempio da aggettivi ecco qui un elenco di casi specifici con la data che viene solitamente fornita come momento iniziale della documentazione anche se probabilmente prima della documentazione per
qualche anno poteva essere già stato utilizzato la nuova formazione per esempio acutizzare da acuto aggettivo è del 1901 brutalizzare dall'aggettivo brutale e del 1904 quindi vedete industrializzare e del novecento 10 solidarizzare dell'undici stabilizzare nel 1940 liberalizzare del 49 storicizzare del 53 attualizzare del 54 e così via fino ad arrivare a fidelizzare recentissimo d'ambiente diciamo si usa nel marketing che è del 95 per quanto ne sappiamo è vero e contemporaneamente a questa serie che abbiamo visto di formazioni da aggettivi quindi come dire nel corso del ventesimo secolo si formavano verdi iniziare da aggettivi e deve ne
abbiamo altrettanti formati da sostantivi per esempio demonizzare che è del 1919 e da damon e valorizzare del 22 è da valore derattizzare del 31 e dar atto lottizzare del 35 dalle 8 motorizzare sempre del 35 ovviamente da motore reclamizzare come dicevamo poco fa è del 42 da reclame quindi vedete anche da prestiti come del resto avevamo già osservato climatizzare del 65 da clima alfabetizzare del 71 da alfabeto e poi neologismi più spinti come gambizzare nato nel disgraziato periodo delle brigate rosse nel 78 buffe rizzare del 95 dal prestito americano bouffer è vero e masterizzare sempre
dal da prestiti angloamericani ambiente informatico del 95 come vedete abbiamo questa doppia regola che funziona al punto che nel corso del ventesimo secolo abbiamo difficoltà a volte a decidere se la formazione iniziare è stata costruita partendo da una base nominale o da una base aggettivale perché ci sono come dire delle forme ambigue che sono indifferentemente basate sulla gestivo o sul sostantivo per esempio mitizzare può essere da mitico con l'abolizione dico quanto da mito metabolizzare da metabolico quanto da metabolismo perché anche ismo viene abolito viene eliminato nella formazione nei derivati elasticizzare e da elastico ma forse
anche da elasticità informatizza recente anche questo ovviamente da informatico o o da informatica il sostantivo la informatica pubblicizzare può essere da pubblico ma anche e forse più giustamente da pubblicità quindi vedete che in tutto il corso del secolo ventesimo queste due regole coesistessero e operarono entrambe credo che qui si debba chiudere la nostra ottava lezione e con questa anche il nostro discorso sulla morfologia in particolare sulla morfologia derivazione le che insisto a dire credo sia uno strumento di grande utilità per il controllo del lessico e per il controllo delle nostre abilità di comunicazione [Musica]