quella parabola artistica di donato bramante si sviluppa tra l'ultimo quarto del quattrocento e il primo trentennio del 500 in quella fase che vasari definirà la terza età quindi la nascita la fase della nascita della maniera moderna il momento nel quale uno dei più grandi momenti dei più ricchi momenti nell'arte italiana si svilupperanno artisti del calibro di leonardo che è praticamente un contemporaneo e di bramante di michelangelo di raffaello che vedete nella slide ma anche una serie di altri artisti giulio romano francesco de giorgio baldassarre peruzzi sebastiano del piombo non so palladio per dirne solo alcuni
cioè coloro che appunto realizzando la grande pittura rinascimentale del rinascimento maturo pensiamo per esempio a tiziano per presenza come diciamo in questa idea della terza età che viene appunto è sviluppata dal vasari lo ricordiamo la anche se ne abbiamo già parlato pasare immagina che la rinascita diciamo sì dell'arte occidentale passi da una prima e dall'età appunto della rinascita che comincia con cimabue che troverà in giotto il suo più grande cantore del suo più grande testimone con il recupero della sorta di naturalismo quindi la liberazione dalle pastoie e dai modi bizantini ovviamente non si parla soltanto
il risotto ma anche di artisti come nicola pisano me giovanni pesavano arnolfo di cambio ma vasari e identifica evidentemente giotto il personaggio chiave il personaggio chiave in qualche modo dall'avvio anche alla seconda fase il rinascimento dove si assiste al recupero del mondo lazio attraverso lo studio dello spazio della volumetria quindi la prospettiva lineare centrica per esempio un'indagine attenta della natura e soprattutto l'esempio e dell'arte antica in questo caso vi faccio vedere un particolare un'immagine di masaccio si tratta degli artisti ne abbiamo studiato nello scorso durante lo scorso anno la terza età diciamo al punto di
arrivo e di questa di questa fase di gruppo vasari evidentemente identifica nell'artista della società coloro che riescono a portare a compimento questo percorso attraverso il superamento di questa materia secca cruda e tagliente dice cioè questa secchezza questa durezza che è determinata evidentemente dallo studio geometrico della prospettiva quindi dall'attenzione alle leggi geometriche che in qualche modo congela blocca le sicure pensa il cappello della francesca qui invece troveremo nel rinascimento maturo una resa più una sola lista del movimento in chiaro scuro molto più dolce più atmosfere in un sistema compositivo che equilibrato l'abbandona in parte della prospettiva
nel senso più marcatamente geometrico del termine e soprattutto appunto una costruzione di un sistema cioè spontaneo cioè disinvolto che serve proprio a superare queste queste secchezza in questa chiave evidentemente roma diventa il centro fondamentale proprio perché ci si rifà alla siccità e roma è un pozzo di testimonianze classiche è così come in pittura e scultura si comincia ancora più che in passato a copiare gli esempi che sono rimaste appunto della scultura ellenistica anche in architettura c'è un passaggio fondamentale che è quello che ci interessa parlandogli bramante bramante starà diciamo a metà fra i due estremi
che abbiamo visto lo scorso anno quindi alberti e che fa una serie di citazioni archeologiche e quindi puntuali ma diciamo non voglio dire la sua lì ma fondamentalmente vi interessa poco la superficialità di queste di queste situazioni archeologiche dall'altra parte avevamo visto con i rischi che rielabora una sorta di ideale di una nuova la società che non si serve degli strumenti archeologici ma proprio di l'ideale della siccità ecco bramante sembra trovare la giusta misura fra queste due strade tant'è che viene considerato colui che più di ogni altro è in grado di far rivivere la architettura
architettura l'assia aggravante si forma a urbino quindi la sua prima fase di sviluppo si sia ad urbino la corte di federico da montefeltro corte abbiamo visto il ricchissimo nella quale la possibilità di confrontarsi da realizzare la scrittura di tanti artisti fiamminghi in particolare il giusto rigante di pedro berruguete ma anche di artisti del calibro di carlo della francesca che con latte fiamminga si confrontano costantemente e nello stesso tempo di vedere l'imponente cantiere del palazzo ducale iniziato da francesco di giorgio martini e concluso da laurana quindi diciamo a tutta una serie di possibilità diciamogli analisi e
sappiamo in questa fase un elemento che apparentemente non sembra particolarmente importante ma che poi troveremo essere fondamentale in questa fase lui si occupa di pittura di sfondi architettonici una sorta di pittura quadra turistica per per la quale evidentemente è necessario un controllo geometrico un controllo dello spazio assoluto perché si tratta appunto di fare i fondi per altri pittori la seconda fase che forse una fase fondamentale nel suo sviluppo quella e si sviluppa in lombardia dopo il 1477 si trova la corte di ludovico il moro probabilmente per restaurare sistemare una residenza un palazzo donato dal moro
a federico da montefeltro e nel suo passaggio e lombardia avrà la possibilità di confrontarsi con la grande architettura paleocristiana e romanica e di confrontarsi per la prima volta con elementi architettonici cioè comunque una commissione da architetto e quindi vedremo passerà la sua carriera subirà un'evoluzione dalla prima formazione pittorica passera all'attività architettonica alla caduta diciamo di ludovico il moro quindi la facciata nel 1499 bramante esattamente come succederà al leonardo da vinci si troverà nella necessità di trovare un possiamo dire oggi un nuovo impiego e quindi un nuovo luogo dove sviluppare la propria arte si sposterà a
roma roma è un pozzo evidentemente di elementi classici quindi dove lui può completare la sua formazione è appunto nell'immaginario dei contemporanei diventerà il perfetto restauratore del mondo antico i primi passi però diamante sono come abbiamo detto passi da pittore qui abbiamo due esempi un lacerto di un affresco di un palazzo nobiliare milanese ovviamente un affresco strappato doveva bramante realizzerà articolo e democrito e dall'altra parte che adesso è veramente il capolavoro di bramante pittore il cristo alla colonna della piana materia di brera e se per esempio prendiamo appunto guardiamo questo cristo lavoro non vediamo quello abbiamo
detto finora cioè bramante a un controllo assoluto della della struttura dello spazio semplicemente il corso di questo visto che a un talk show assolutamente eroico vogliamo definirlo con di una perfezione classica di questo e di questo corso il taglio molto particolare per cui questo cristo sembra affacciarsi verso l'osservatore e sullo sfondo uno spaccato di paesaggio e che evidentemente il gusto fiammingo a partire dai riflessi del vaso che è posizionato appunto sulla soglia della finestra per finire con tutti i dettagli i barbagli dell'acqua i dettagli lenticolari che troviamo in questo paesaggio quindi elementi apparentemente discordanti ma
nemmeno poi troppo dall'altra parte per esempio se guardiamo il questi due questi due filosofi scoviamo questo interesse fortissimo per l'espressività del molto accompagnato però da un ampiezza possiamo dire architettonica attenzione al mondo classico vedete per esempio dietro questa bassorilievo dipinto che è appunto evidentemente tratto dall esempio di leon battista alberti oltre che dichiaro da francesca leon battista alberti che lui evidentemente può aver visto nel momento in cui si recava a milano a mantova gli home battista alberti l'ha visto sicuramente si nota in questa incisione decisione come vedete è firmata e datata mini firmata da bramante
ma che in realtà era di viene realizzata dal preveda rica era un un incisore un un orafo milanese ma appunto realizzata sul disegno di bramante in si parla proprio di incisioni proletarie in questa incisione ferita di noi vediamo un'architettura evidentemente albertiana quindi è chiaro che c'è stato questo questa conoscenza questo studio dell'architettura albertiana sicuramente a mantova la scelta di queste grandi volte a botte questa amplificazione spaziale e nello stesso tempo il controllo proprio dello spazio che tifino anche di piero di piero della francesca la prima volta che bramante appunto si reca a milano si confronta
immediatamente con la grandezza con la dilatazione spaziale della grande architettura paleocristiana e romani che la lombarda che ha proprio il suo tratto fondamentale in questa caratteristica in questa fortissima monumentalità in questa amplificazione spaziale e quindi vedremo poi nelle opere realizzate nelle prime opere nelle prime prove architettoniche del bramante una risposta non un'attenzione per esempio ai materiali tipici dell'area lombarda ma anche a questa amplificazione a questa tendenza la regolarità e all'amplificazione spaziale il primo edificio che gli viene commissionato è la piccola chiesa di santa maria presso san satiro che viene realizzata tra il 1482 nel 1486
un lotto veramente minuscolo nel quale che il poter dare il senso monumentalità bramante dovrà servirsi delle sue conoscenze proprio di quadraturista abbiamo detto che in gioventù di fingeva fondale architettonici che ha un controllo assoluto dello spazio della geometria e che conosce evidentemente l'arte la gestione dello spazio così matematico così il ferreo operata da piero della francesca e nello stesso tempo che conosce l'esempio di bra vanta in questo caso vediamo per esempio la scelta di questa grande volta a botte cassetto nata dietro all'altare e questo è il punto fondamentale dell'opera perché se noi guardiamo l'immagine da
un altro punto di vista ci rendiamo conto che non si tratta di nient'altro che di un tram place in realtà questa grande volta a botte e realizzata in maniera illusionisti e uno spazio di fuori cm vediamo anche la pianta era piantati nonostante la sensazione che si ha guardando la dall'ingresso saperla di una pianta a croce latina ecco l'altro grande edificio realizzato in questi anni da bramante sarà la terminazione della basilica di santa maria delle grazie dove appunto ludovico il moro voleva realizzare una sorta di mausoleo della famiglia sforza e quindi prende una chiesa è un
impianto tardo gotico realizzata da quelli forti e solari e che a questo impianto questa dilatazione orizzontale è tipica delle case e delle chiese lombarde fa innestare qualcosa di assolutamente fuori scala fuori misura un edificio assolutamente monumentale è questo che questa terminazione questa tribuna questa grande e tribuna il finale che si vede proprio essere staccava anche da un punto di vista stilistico rispetto al corpo centrale cosa fa bramante comincia a confrontarsi con l'architettura pianta centrale perché si tratta effettivamente di un edificio a pianta centrale semplicemente attaccato è innestato in questo corpo longitudinale un edificio a pianta
centrale di una estrema regolarità si tratta di un cubo sormontato da una cupola emisferica e qui torna lo studio di brunelleschi no il quadrato sormontato dal cerchio quindi una regolarità geometrica quasi dal primo rinascimento che però tiene conto anche di una serie di elementi tipici dell'architettura lombarda questa grandiosità questo amplificazione spaziale e all'esterno in qualche modo questa semplicità lineare e corrotta da questo inserimento di elementi policromi di decorazioni in terracotta e sono tipiche appunto dell'area lombarda che hanno fatto pensare che tutto sommato poi un amante non avesse questo gran controllo del cantiere perché appunto tendono
a sembrare sovrabbondanti rispetto alla linearità la semplicità tipica poi dell'architettura di bramante in realtà semplicemente siamo nella prima fase dell'architettura di bramante bramante in qualche modo innesta le sue idee che sono idee tratta evidentemente la batista alberti e sicuramente si lamenterà mantegna nella scelta per esempio del ricorrente delle volte ma anche da da tutta la tradizione del primo rinascimento e dallo studio della degli edifici classici paleocristiani poi romanici innesta la tradizione locale questo sarà il punto di snodo perché appunto come abbiamo visto da quel 99 il more verrà catturato e imprigionato e portato in francia
è lui esattamente come davanti esattamente come leonardo da vinci si troverà nella necessità di spostarsi si sposterà a roma e vedremo che la residenza nella città dei papi completerà la sua formazione lo trasformerà forse nel più grande architetto di questo periodo almeno nella sensibilità nella sensazione dei contemporanei dell'idea dei contemporanei nel più grande architetto del rinascimento maturo tra l'altro autore di un primo progetto per la realizzazione della nuova basilica di san pietro che poi ha una storia molto complessa che analizzeremo insegue perché vedrà succedersi è tutta una serie di dati master e di architetti che
trasformeranno la pianta centrale del bramante impianto a longitudinale per poi tornare alla pianta centrale quindi creando un edificio che ancora oggi si presenta potremmo dire come un ibrido come qualcosa di poco coerente ecco della fase romana ci occuperemo nella prossima lezione