Ho fatto vedere il tesserino del ministero e permesso quello che mi ha firmato lei sì Sì è il magazzino è quello giusto e il numero 18 mi aveva detto no la toponomastica e poi vedessero tutto buttato alla rinfusa vetri rotti calcinacci una massa dei mobili de roba vecchia marcia Vabbè che lei mi chiama sempre per fa' Sto tipo dei lavoretti speciali ma in tanti anni di onorato lavoro come archivista una cosa del genere non me era capitata mai che roba ci sta armadi letti cassa banche sedie attrezzi da lavoro de tutto c'è stato tu mare
come in trasloco fine e glielo sto a dì deve Sta tranquillo altrimenti parliamo se chiaro che mi chiamava papà per sigarette Archivia tutto pure i pidocchi dice di parlare a voce bassa Ma guardi che qui non c'è nessuno anzi me sa tanto che saranno 50 anni che qui dentro non ci mette piede anima viva sì Sì già me l'ha detto 300 volte che sta cosa deve rimanere tra me e lei che non ne devo fa parola con nessuno Beh io muto sto come sempre ma dopo tanti anni che mi conosce se vuole fidarmi sì o
no Che dice quanta roba ci sta a occhio e croce tu e che Oh santa madonna ha detto e saranno 2.000 metri cubi di roba guardi io glielo dico subito qua invece ora come minimo un mese per fare l'inventario di tutto eh lei non si Immagina il casino che ci sta qua dentro ho capito Sì come dice due tre giorni al Massimo ma che è uno scherzo avete deciso di farle diventare scemo eh Ha detto ma due tre giorni al massimo ma con tutta la buona volontà ma chi gliela fa eh altro che Porto Vecchio
qua mi pare de sta a Portobello e il mercatino delle pulci ho capito dottor Cristiano l'ho spedita a Trieste voi non veder Eh ma che mi avete preso per lo svuota cantine Ma si rende conto che certo dottore scusi dottore subito dottore come dice Cominciamo dalle sedie benissimo e ce ne saranno tre 400 Ne prendo uno a casaccio e le dico Va bene ecco allora Ecco questa è la sedia sotto Allora sotto c'è scritto a Comin agenzia commerciale Marittima internazionale servizio esodo Poi c'è scritto un nome biasiol Ferdinando un numero 2154 e il numero dei
Colli 26 e il numero decollo numero 20 ecco sta sedia qua faceva parte del collo numero 20 E io che gli avevo detto che era un trasloco No no no per carità di Dio io non voglio sapere niente Io non mi impiccio Io lavoro coi numeri e sbrigo le pratiche punto e basta e poi sapesse quanto me ne frega a me te certo Dottore Subito dottore Allora dunque Biasiol Ferdinando Immagino sarà il padrone della sedia o al limite il costruttore della sedia per falegname Ma allora scusi ma sta scritta qua sotto servizio esodo Che vuol
dire scusi l'ignoranza perché io sta parola esodo l'ho Intesa nominato solo sua Bibbia già presente là l'esodo di cosi com'è e il libro che ha pubblicato Mosè ah ah Giuliano dalmata E come no E chi è che non lo conosce Tra l'altro mi sa che a Roma gli hanno pure dedicato un quartiere vero in periferia sulla Laurentina lì coi Palazzoni No no per carità Lo so che non devo fa domande eh Però una cosa gliela posso chiedere tu eh una curiosità mia personale Anche perché voglio dire addirittura si è smorza il Ministero per far portar
via Un po' tutto Ma chi era un politico letterato un filosofo insomma chi era sto Giuliano dalmata [Musica] come una mamma che non sia quando la notte si abbracciarci silenzio sul Porto Vecchio si affaccia alla luna piena ormai Chi sono io Io vivo fra queste vecchie cose Polverose da tanto tempo sono il custode dei loro segreti Io sono lo spirito delle masserizie pensate a casa vostra al quartiere vostro proprio quello dove siete nati e cresciuti pensate adesso alla vostra città Provate a sentire il profumo delle strade a vederne i colori le strade i negozi i
vostri vicini di casa in ogni angolo le voci i rumori quella Semplicemente è la vostra terra la riconoscete oramai quasi per istinto mi avete imparato il dialetto le tradizioni i modi di dire i canti popolari tutte immagini e luoghi ben precisi come stampati nel vostro DNA luoghi e come una carta d'identità geografica vi dicono chi siete e da dove venite la vostra terra provate adesso a immaginarla in silenzio Il vostro quartiere e le sue strade le sue piazze senza più rumore senza più profumi senza più la sua gente vuoto deserto silenzio un silenzio irreale che
avvolge e ovatta tutto il vostro mondo che stranamente diventa altro lentamente si spoglia di voi E voi di lui all'improvviso vi sentite estranei come alieni in quella che pensavate fosse la vostra terra perché nel frattempo altri Se ne stanno appropiando altri sono arrivati e si prendono il vostro posto sembra oggi impossibile soltanto pensare a una Napoli vuota senza napoletani ha una Firenze deserta senza Fiorentini o a una Roma silenziosa senza più romani 60 anni fa questo è accaduto è accaduto a Paola a Fiume Zara a buie adgnano apparenze a Pirano a Rovigno all'isola di Cherso
a Lussino un'intera regione svuotata nella sua Essenza gente costretta a partire non per la fame o per la voglia di migliorare le proprie condizioni Ma perché non si può vivere senza essere italiani no questo non è un ufficio degli oggetti smarriti La Bottega di un restauratore e nemmeno un mercatino dell'antiquariato questa grande massa di oggetti buttati alla rinfusa è in realtà un enorme vuoto Il simbolo di una grande amnesia e anche se non ci sono targhe alla memoria Questo potrebbe essere un museo suo malgrado un museo che racconta di noi chi lo sa qui dentro
potreste trovare anche qualcosa di vostro Anche perché la storia che si nasconde qui dentro appartiene a tutti e anche la vostra storia la storia di una delle più gravi tragedie mai accadute nel nostro paese nel 1900 Siamo al confine più a est d'Italia esattamente nel Porto Vecchio di Trieste e questo è il magazzino numero 18 e il 10 febbraio del 1947 quando il Trattato di pace firmato dai potenti della terra consegna alla Jugoslavia un'intera regione italiana è quello il prezzo che l'Italia deve pagare per essere uscita sconfitta dalla seconda guerra mondiale Anzi non l'Italia a
pagare sono gli italiani che Da generazioni da secoli vivono in quelle terre prezzo Altissimo che spinge all'esodo un'intera popolazione sono Uomini Donne anziani bambini sono circa 350 mila che se ne vanno e preferiscono perdere tutto pur di fuggire da una realtà nuova diversa percepita come ostile e pericolosa la realtà della Jugoslavia comunista l'esodo degli istriani Fiumani e Dalmati così la storia chiama questa sua pagina dimenticata che ancora oggi pochissimi Conoscono tanto che c'è ancora oggi in Italia che non sa nemmeno dove sia cosa sia l'istria regione fantastica una specie di Atlantide sprofondata nel mare nell'esodo
Come in una lenta emorragia le persone che partono si portano dietro tutto quello che possono nella speranza di ricostruirsi un'esistenza lì dall'altra parte del mare oppure chi lo sa di poter tornare un giorno lì dove sono nati e così il contenuto di intere Case e quartieri imballato schedato e poi spedito venne poi abbandonato qui nei magazzini del Porto di Trieste ad aspettare di quell'immenso trasloco Non restano oggi che 2000 metri cubi di masserizie tutte cose che nessuno ha mai più reclamato coi nomi scritti a mano su ogni singolo oggetto con un po' di immaginazione entrando
qui dentro puoi ricostruire la biblioteca di una scuola sfogliare i quaderni dei Compiti registri scolastici riassemblare intere camere cucine laboratori di artigiani negozi con tanto di insegne c'è tutto ci sono le sedie dei vecchi che avevano nel cuore la speranza di potersi sedere ancora davanti a un focolare oppure gli armadi delle famiglie che trovate un alloggio di fortuna meno spazioso Furono costretti ad abbandonare i loro mobili qui c'è tutto Ci sono i giocattoli le ciabattine le bambole e tutte quelle facce in bianco e nero che sembrano guardarti facce che raccontano di lutti e drammi storie
di Vite perdute di un tessuto sociale strappato e mai più ricomposto Storie di una civiltà dispersa con le sue radici e le sue tradizioni e il magazzino 18 non è altro che il cimitero degli oggetti dove riposa non in pace la loro vita quotidiana [Musica] tra questi armadi mangiati dal tempo e questi letti di sogni infranti tra le montagne di sedie di legno che sembrano ragni aggrovigliati tra cassapanche di foto ingiallite e di esistenze scampate alla Bora sono nascoste migliaia di vite che nel silenzio ci parlano ancora e ci raccontano chi ha perso tutto tranne
la propria dignità Chi ha preferito un presente distrutto ha un ipotetica Libertà Sono passati più Di 60 anni e anche se danno fastidio a qualcuno qui troverete soltanto fantasmi che ormai non fanno paura a nessuno qui troverete il quaderno di chi ha imparato le prime parole qui solo lettere scritte da chi si giurava per sempre l'amore niente di più è una storia di podere cose [Musica] abbandonate nascoste dimenticate Sono libri fiammiferi E piatti e gli strumenti di un muratore ci sono aratri bandiere e ritratti c'è anche la rete di un pescatore e il suo ogni
oggetto c'è scritto un cognome come una carta d'identità anche se non sai né quando né come siano arrivati fino a qua e questi mobili marinai sopravvissuti a mille tempeste sono ammassati tra polvere e parli nel Porto Vecchio di Trieste Dormono qui da più di 60 anni e anche se fanno fastidio a qualcuno qui troverete soltanto fantasmi che ormai non fanno paura a nessuno [Musica] [Applauso] [Musica] solo lettere scritte da chi si giurava per sempre l'amore niente di più è una storia di povere cose abbandonate Nascoste dimenticate [Musica] tra cassapanche di foto ingiallite e di esistenze
scampate alla Bora sono nascoste migliaia di voci che nel silenzio ci parlano ancora offerta speciale 7 notti a Novigrad 299 a persona all inclusive all inclusive ce sta scritto adè Che vuol dire Ah in inglese tutto compreso abbiamo trovato il posto ad andare in villeggiatura d'estate prossima eh Adele la Croazia altro che bagni Duilio a Ostia Stamattina sono andato davanti all'agenzia dei viaggi ci stavano quelli pacchetti là quei fogli appesi Come si chiama i Last Minute oh oh tu non puoi capire in mare che ci sta l'acqua trasparente meglio della Sardegna eh Pensa che sta
soltanto dall'altra parte da Adriatico eh Sì sì se chiama a Novigrad No non fa freddo d'estate faranno almeno 30° . Aspetta un attimo Oh chi è c'è nessuno Oh Pronto Eh no Scusami mi sembrava di aver sentito un rumore saranno gli inquilini che si muovono ci hanno certe code testava di dai Croazia tu vedessi su 'sto deplia eh le foto desse città culturistiche antiche come te piacciono a te rovini per esempio rovini e Borghetto antico che paga in giù eh pare Venezia in miniatura se lo vedessi Eh sì sì sì che Rijeka Rijeka è una
città antica con un bel fiume che gli passa in mezzo eh eh Pula alla vede che anfiteatro romano che ci sta alla fine del mondo eh vale proprio per Colosseo Tale quale spiccicato più piccolo però Oh si vede che noi Romani 2000 anni fa siamo passati pure da ste parti se non se spiegherebbe che eh E infatti qua c'è scritto che noi italiani scusate devo lasciare Oh allora sono tornato eh [Musica] magari anche voi come l'archivista Persichetti attratti dall'annuncio su una bacheca di un'agenzia di viaggio Siete andati a Farvi una bella vacanza sulle coste della
Slovenia della Croazia un paradiso eh mare incontaminato città antiche Tramonti da sogno Scommetto però che pochi sanno nel resto d'Italia che quelle terre 70 anni fa erano Italia la Regione dove si va a fare il bagno si chiama Istria e Novigrad è il nome croato di Cittanova d'Istria così come rovini il nome di Dal latino rubinium Rieca quello di Fiume Pula quello di Pola coper quello di Capodistria e Zara è il nome italiano di Zadar Ma l'Italia non c'è solo dentro a questi nomi No la possono vedere i nostri occhi passeggiando per i Borghi antichi
osservando l'architettura i monumenti entrando dentro alle chiese ci si rende conto che lì come dice una vecchia canzone anche le pietre parlano italiano Eccola Eccola l'istria Guardatela dall'alto su questa mappa sembra un cuore una grande conchiglia un gomito di terra che all'interno cambia forma col passare degli anni e delle guerre dei Trattati di Pace una linea che sposta i confini e sposta le vite delle persone per questo fazzoletto di terra ci sono passati tutti italiani austriaci ungheresi francesi slavi tutti le terre di confine sono Così Sono terre fragili misti lingue multietniche dove le popolazioni si
incontrano le culture si mescolano e magari provano a capirsi oppure si fanno la guerra 1914 Quando scoppia la Prima Guerra Mondiale l'istria fiume Zara sono Sotto l'impero austro-ungarico Eppure molti soldati istriani Fiumani e Dalmati disertano l'esercito austriaco si arruolano in quello italiano Nazario Sauro non esiste una città in Italia che non abbia una sua via Nazario Sauro Chi era un patriota un martire uno di quegli istriani che si sentiva Innanzitutto italiano e così alla fine della guerra Il Tricolore sventola non soltanto a Trieste a Gorizia e a Trento ma anche in Istria in tutta in
tutta la Dalmazia fino a Zara fino alle isole del guarnero dopo qualche anno anche fiume si ricongiunge all'Italia e così il processo di riunificazione Nazionale si Conclude per poco tanti sogni tante speranze tanti sacrifici spazzati via vent'anni dopo dal fascismo che sfalda il delicato equilibrio tra le etnie della Regione D'altronde già nel 1920 quando Mussolini visita Pola mette subito in chiaro Quali sono le sue idee di fronte a una razza Barbara inferiore come quella slava non bisogna seguire la politica che dà lo zuccherino ma quella del bastone e la Tensione comincia a salire manifestazioni anti
Italiane a Spalato in tutta la Dalmazia manifestazioni antislave e a Trieste a fiume a Pola e non mancano i morti e le azioni clamorose sia da una parte che dall'altra a Spalato vengono uccisi due militari italiani a Trieste i fascisti danno alle fiamme il nero di Dom La Casa del Popolo sloveno e l'incendio dell'hotel balkan diventa il simbolo dell'odio e delle Persecuzioni e forse la prima grande frattura tra gli italiani della Venezia Giulia e le popolazioni slovene e croate Purtroppo dopo la marcia su Roma e la presa del potere il fascismo proprio con sloveni e
croati mostrerà il suo lato peggiore totalitario razzista proibito l'uso dello sloveno del croato nei Tribunali e negli uffici tolte le insegne scritte slavo nei luoghi pubblici e persino nelle chiese l'unica lingua ammessa nelle scuole pubbliche L'italiano italianizzati molti cognomi slavi italianizzati i nomi delle strade delle piazze gradualmente gli spazi economici culturali e tradizionali vengono soppressi risultato di questa politica di italianizzazione forzata tra sloveni e croati cresce inevitabile il risentimento il rifiuto di tutto ciò che è italiano italiano uguale fascista Ma non finisce qui Mussolini vuole completare l'opera e quando nella Seconda Guerra Mondiale Accanto alla
Germania di Hitler invade la Jugoslavia tutto precipita incendi di interi Villaggi rastrellamenti fucilazioni e crimini di guerra come quelli commessi in Etiopia in Grecia Beh i soldati italiani non se li risparmiano nemmeno Jugoslavia Nessuno ha mai pagato per i crimini commessi da quelli italiani brava gente non Occhio per occhio dente perdenti aveva detto il generale roatta Piuttosto una testa per ogni dente migliaia di Civili muoiono di stenti nei campi di internamento italiani Dalle condizioni disumane il peggiore dei campi era sull'isola dalmata di Arbe Rab oggi ridente località balneare la trovate sui depliant Village In cosa
presiellino suonasse Tom svedese arabo e assieme va Segui la tua voce No Svegliatevi da tagliare 8 settembre 1943 il Maresciallo Badoglio Annuncia l'armistizio e mentre il resto d'Italia precipita nel caos in queste zone il peggio Sta per cominciare Infatti anche qui come nel resto d'Italia l'esercito si sfalda e la popolazione italiana resta senza difese e quello che viene conosciuto come il ribaltone arrivano i nazisti e a Trieste entra in funzione La risiera di San Sabba l'unico campo di sterminio sul suolo italiano a possedere il forno crematorio la Resistenza si rafforza sempre di più i Partigiani
agli ordini del Maresciallo titoli Scendono dalle montagne dell'interno dove sono accampati e arrivano nelle città e di paese in paese di casa in casa arrivano e arrestano i nemici del Popolo chi sono rappresentanti del partito fascista gerarchi locali squadristi spesso sono gli stessi compagni italiani a indicare ai compagni slavi Dove e chi andare a prelevare e fin qui potrebbero essere Vendette verso i fascisti vecchi rancori nei confronti dei responsabili dei quei vent'anni di soprusi e poi la guerra di occupazione va bene ma poi poi cominciano a sparire anche i carabinieri Podestà maestri sacerdoti impiegati statali
guardie forestali processi sommari ed esecuzioni non risparmiano nemmeno gli antifascisti i Cattolici e persino i comunisti la gente dentro alle case di notte è bloccata dalla paura rastrellamenti espiate e fughe vendette spari alle finestre e poi i fratelli padri amici che svaniscono la notte lo dà porta via si diceva dove non si sa spariti senza lasciare traccia solo più tardi Si venne a sapere che fine avevano fatto Ma perché colpire anche postini farmacisti maestri donne che con la politica non avevano nulla a che fare forse perché gli italiani Rappresentano un ostacolo a cosa Al Sogno
di Tito Il sogno di realizzare un'unica grande regione e quindi a mettersi anche le zone a maggioranza italiana come l'istria come la Dalmazia come fiume come Trieste una sola grande Jugoslavia ed ecco perché la lotta di liberazione dal nazifascismo sacrosanta necessaria giusta in queste terre sembra più che altro un pretesto un mezzo per raggiungere quello obiettivo il confine all'isonzo ed ecco perché quella che nel Resto d'Italia viene chiamata Liberazione in queste terre Prende le sembianze di una vera e propria occupazione ed ecco perché Tito alla fine della guerra impone marce estenuanti ai suoi uomini per
correre veloci ad occupare Trieste prima che arrivino gli alleati e ci riesce il primo maggio 1945 quando le truppe Armate titine entrano nella città Giuliana al grido di Torres Trieste nostra e il 3 maggio occupano fiume e il 5 Maggio occupano Pola e in quei 43 giorni di occupazione Titina la milizia Popolare fa la spola tra le città e le campagne circostanti avanti e indietro avanti e indietro perché bisogna fare presto in fretta perché adesso il sogno della Jugoslavia della grande Jugoslavia e lì a un passo Bisogna solo dare un calcio allo stivale Dentro la
buca Dentro la buca tutti dentro la buca Dentro la buca Dentro la buca tutti dentro la buca Dentro la buca Cosa nascondi dentro la buca Dentro la buca quanti segreti Dentro la buca [Musica] le nostre facce sporche di fango il nostro corpo livido è bianco senza una croce né una preghiera qui non esiste un'aria di fuga solo quel colpo dietro la nuca dentro la bocca tutti dentro la frutta dentro la bocca dentro la bocca tutti dentro la bocca Dentro la buca Cosa nascondi dentro la Buca quanti segreti Dentro la buca [Musica] noi camerati noi Comunisti
noi Partigiani o Poveri Cristi noi cancellati dalla memoria perché il silenzio è come una bomba Sara per sempre la nostra tomba Dentro la buca tutti dentro la buca Dentro la buca tutti dentro la bocca Dentro la buca Rosa nascondi dentro la bocca Dentro la buca il mondo dentro la buca [Musica] L'indifferenza [Musica] la violenza l'intolleranza se mai qualcuno che cercherà ditegli pure che sono qua dentro la buca [Applauso] [Musica] è solo una formalità solo una formalità così dicono a mia madre la notte che vengono a prendermi solo una formalità dopo qualche minuto sono già dietro
al Retro di un camion siamo in tanti tante facce mai viste prima e pure tutti con la stessa espressione Ma quanti siamo penso e tutti per una formalità dopo qualche chilometro si fanno scendere dal camion con un filo di ferro ci legano i polsi a due a due ci mettono in colonna e a piedi nudi ci avviano per una stradina di campagna e notte fonda perché nessuno deve vedere nessuno deve sapere durante il tragitto ci fanno ingoiare cartacce Sassi erbacce spinose E fino a quando il soldato grida stai siamo sull'orlo della foiba con un filo
di voce come per istinto tutti insieme cominciamo a pregare Padre Nostro e sei nei cieli sia santificato Eccoli i primi corpi che cadono nel vuoto come sacchi con la coda dell'occhio riesco a intravederti Sia fatta la tua volontà un soldato con la Stella Rossa sulla bustina ci separa davanti e ci fissa Ecco ecco adesso è il nostro turno il soldato Punta la pistola la tempia del mio compagno che trema dalla paura Dacci oggi il nostro pane quotidiano e lui presento lui il fortunato è lui a beccarsi la pallottola in testa è liberaci dal male giù
dentro l'abisso io che sono legato al suo polso col fil Di ferro vengo spinto in un salto nel vuoto di centinaia di metri sono vivo ma trascinato giù dal peso morto del mio compagno giù nel profondo della terra fino a che amen mi chiamo Domenico ho 27 anni E facevo la staffetta per il Reggio esercito Praticamente il postino Ero tornato a casa grazie a una licenza Premio premio quando mi hanno ritrovato non sono stati in grado di riconoscermi subito no A dire il vero non so nemmeno dove mi abbiano ritrovato visto che da queste parti
ce ne sono 1700 di Foibe un geologo tedesco le ha elencate tutte foiba dal latino fovea Fossa cava ecco per chi non è di queste parti provate a pensare a questa terra come fosse una grande groviera tutta piena di Buchi cavità profondissime fatte a forma di imbuto rovesciato da bambini le Foibe ce le raccontavano nelle fiabe come quella degli Spiriti del sotto terra che erano i guardiani dei tesori dell'Istria e quando uscivano fuori da quei Pozzi prendevano le sembianze di Mansueti Asinelli Se qualcuno ci saltava in groppa loro lo trascinavano nell'abisso Ma le Foibe non
sono fiabe e nemmeno cavità carsiche come ancora oggi qualcuno pensa D'altronde era quello che si leggeva sui dizionari fino a qualche anno fa cavità carsiche magari per chi ancora oggi vuole negare la mia storia io sarei stato talmente stupido da saltare sopra un asino Oppure cosa pensano che dentro alla foiba ci sono caduto da solo E allora se ci sono caduto io ci è caduto anche Giovanni Tonin Ferdinando e norma norma che era una mia amica norma che stava per laurearsi in lettere norma che se ne andava pedalando con la sua bicicletta per i comuni
dell'Istria a raccogliere materiale per la sua tesi di laurea norma che era allieva di Concetto Marchesi il grande latinista del Partito Comunista Italiano norma che però era anche figlia di un noto Fascista ricco Possidente del suo paese norma che forse per questo viene arrestata nel 43 dai Partigiani titini viene portata in prigione e poi dentro a una scuola a norma che si lamenta di notte che Chiama mamma la signora del palazzo di fronte la sente si avvicina alla finestra e dalle Fessure della persiana vede tutta la scena norma è legata a un tavolo Con mani
e piedi fissati e 17 uomini abusano di lei per tutta la notte ubriachi fradici I ribelli all'alba norma viene gettata nella foiba poco distante e quando al ritiro delle truppe jugoslave la sua salma Viene recuperata la trovano che era caduta supina su un cumulo di altri cadaveri seminuda le mani legate con il filo di ferro Ed Entrambi i seni pugnalati norma la mia amica norma aveva 23 anni [Musica] Ma che ne sapevo io delle Foibe io sapevo che dovevo venire qua a farsi l'inventario mica le mette mai a ricostruire la storia la testimobili de chi
sode chi non so poi io c'ho paura Oh sì avete capito bene c'ho paura anche perché qua dentro 'sto magazzino Io Sento puzza di cadaveri Ecco senti qua Nulla de lui non si sente più nulla de lui non se serve più nulla No mia e cognomi stanno scritti nero su bianco eh mio padre mi diceva sempre bisogna averce paura te li vivi e non de Li morti e mica soltanto sicuro sai anche perché sti morti qua Questi muoiono ancora oggi su un altro campo di battaglia quello dei numeri infatti in sesaprà mai quanta gente è
sparita così morti dentro una folla uccisi dentro in campo dei prigionia addirittura annegati Nel mare con una pietra al collo Quanti soldi ce ne sono 500 No metti No zero in più son 5.000 No sono 10.000 sono 12.000 Dpiù di meno roba de contabilità eh io me ne intendo io ce lavoro coi numeri però qua il conto non torna che so regolamenti dei conti vendette Ma che siamo nel Far West dice Ah È tutta colpa del Fascismo di quello che hanno fatto prima i fascisti le Foibe so' tutte Tombe dei fascisti Addirittura C'è chi parla
di pulizia etnica degli italiani Lo sapete come si dice a Roma no La guerra è guerra ho capito Ma sta gente qua è stata ammazzata in tempo de Pace sì o no E allora come fai a giustificare sbaracca tutto baracca e burattini me ne torno a casa Persichetti Archivia tutto pure limpicci chi è Però io sono un tipo preciso eh scrupoloso quando mi dicono di fare un lavoro io lo faccio fatto per bene allora scartabella in mezzo a tutta sta Roba sentite un poco ho trovato qua questa è la dichiarazione di un certo milovangilas che
all'epoca dei fatti era il braccio destro di titoli un pezzo grosso ricordo che nel 1946 io e cardeli andammo in Istria a organizzare la propaganda anti-italiana si trattava di dimostrare alla commissione alleata che quelle terre erano jugoslave e nonni italiane non era vero O meglio lo era solo in parte perché in realtà gli italiani erano la maggioranza nei centri abitati anche se non nei villaggi bisognava Dunque indurli ad andare via compressioni di ogni genere così ci Venne detto e Così fu fatto E mo che faccio Eh me ne potevo stare a casa mia io dico
la chitarra se sopportarti chitarra Istrana Senti un po' se è accordata Insomma sono 60 anni che è nato da nessuno e gli dare sono fatte così [Musica] se te le scordi loro si scordano [Musica] al Porto Vecchio già si è fatto buio a sta qui dentro c'è di vento matto parlo da solo per farmi coraggio che più se scava a fondo e più esce fuori e marcio [Musica] che certe volte meglio stasse zitti e confidasse solo gol insetti io non un sortivo che può darsi consigli ma state attenti a voi e ai vostri figli non
fateli studiare una vita di gioia e felicità nell'ignoranza [Musica] gioia e serenità persighetti Archivia tutto pure i concetti Io so solo un servitore dello Stato ma non spedito a fa' questi inventario ma fraste carte come in un pagliaio può capitare che l'ago io lo trovo ma è meglio non sapere [Musica] troppo più grande di me ma è meglio non sapere Ma chi te lo fa fa Ma io sta storia qua la voglio raccontare [Musica] [Applauso] [Musica] La La La La La La La La La La La La [Musica] il 18 di agosto del 1946 è
una bella domenica di sole a Pola sulla spiaggia di vergarola tutto è pronto oggi ci sono le gare di nuoto e di vela della Polisportiva pietas Julia un evento atteso da tutta la città che infatti ha richiamato centinaia di persone intere famiglie tutti riuniti in Una giornata serena finalmente normale con la mia famiglia facciamo il bagno tutti insieme poi pranziamo all'ombra della Pineta che è più in alto rispetto alla spiaggia Dopo pranzo mi accorgo che l'acqua è finita vado io dico e mi avvio verso la fontanella che sta dall'altra parte della pineta sento che ho
tutta la pelle del viso che mi tira per il sale Allora mi abbasso per sciacquarmi la faccia per rinfrescarmi è proprio in Quell'attimo alle 14:10 un grido siccome Tutto molti distinto scattano in piedi È proprio nello stesso istante si scatena l'inferno la città trema sulla spiaggia si fa buio sembra notte un'eclissi no ci sono detriti ovunque Allora i bombardamenti penso no è il 46 La guerra è finita in città ci sono gli inglesi quando rialzo gli occhi rimango pietrificato Uomini e Donne che scappano che corrono con i bambini in braccio urlando allora Anch'io mi ritrovo
a correre per raggiungere la mia famiglia dall'altra parte della pineta Ma rischio di essere travolto dalla Folla che corre in direzione opposta alla mia risalire la corrente di questo fiume è impossibile Cristo Santo dove c'è il piccio mio la mia tutela Maria Dorina assassini vigliacchi faretti Quando arrivo alla spiaggia la scena che mi separa davanti agli occhi non potrò mai dimenticarla Un Mattatoio c'è sangue ovunque i corpi dilaniati gli arti le gambe le braccia staccate e rovesciati sulla renile Mi volto e il mare si è Tinto di rosso ricordo che per il resto di quell'estate
nessuno ha più mangiato pesce l'indomani ai funerali il dolore non è soltanto quello dei parenti delle vittime c'è il singhiozzo di un'intera città in ginocchio e una Lunga fila di camion militari che trasportano le bare coperte dal tricolore 21 le salme non identificate in una bara si sono solo giocattoli [Musica] Ma cosa era successo quella mattina a vergarolla sulla spiaggia accatastate c'erano 28 Mine di profondità disinnescate innocue nessun pericolo erano solo un vecchio ricordo della Guerra tanto che i bambini quella mattina ci giocavano correndosi intorno senza paura Ma quei mostri addormentati all'improvviso si risvegliano sono
nove tonnellate di tritolo che uccidono un centinaio di persone e ne feriscono 200 circa intere famiglie scomparse così tra un bagno e l'altro nessuno conosce vergarolla nessuno sa che è una delle più gravi stragi mai accadute in Italia L'indomani i giornali titolarono Sventura a Paola poi sotto scritto in piccolo Forse è stato un attentato a 60 anni di distanza nessuna risposta solo brandelli di verità oggi nella città vecchia c'è un Cippo che ricorda la tragedia è una targa in memoria di Geppino Micheletti cittadino benemerito di Pola Chi era uno delle vittime No era un Triestino
Geppino per gli amici per i pazienti medico chirurgo era di turno quella domenica quando alle 14:10 l'ospedale fu scosso dalle fondamenta e partirono le ambulanze a vergarolla si diceva è scoppiato qualcosa amichetti per poco non gli viene un infarto anche i suoi due figli Renzo e Carlo quella mattina erano andati a vedere su quella spiaggia le gare di nuoto dottor Micheletti Mi dispiace È successa una disgrazia il corpo di Carlo nove anni quarta elementare viene ritrovato perché giocava lontano dalle Mine quello di Renzo 6 anni no fu polverizzato di lui restava una scarpetta Micheletti perde
la famiglia in un colpo solo eppure non si ferma avete sentito bene non si ferma decide di restare al suo posto a prestare soccorso ai feriti E continua ad operare ininterrottamente Per 24 ore di seguito padre distrutto medico ineccepibile per l'Italia eroe dimenticabile dopo la tragedia decise di andarsene via non voglio trovarmi un giorno a dover curare gli assassini dei miei figli quel 18 di agosto del 46 la quasi totalità degli abitanti di Pola scelse come lui l'unica via l'esodo al principio del gennaio 1947 è cominciata l'agonia di Pola italiana Prima di allora l'aspetto esteriore
della città era stato mantenuto normale sebbene gli animi fossero pieni di amarezza poi improvvisamente sembra che le prime tentate di una bufera scuotano la città facendo la scricchiolare e vibrare lo sgombero incomincia le case rovesciano sulla strada la rinfusa tutto i loro contenuto segreto una dopo l'altra le stanze si fanno mu mute e coi mobili che se ne vanno Il passato si frantuma ma Come si fa a raccontarlo un esodo Certo abbiamo i filmati i documenti le foto le testimonianze ma forse tutto si può riassumere meglio con un suono già le prime luci dell'alba nella
parola del 1947 il battere incessante dei Martelli che fa da sottofondo al dramma di quell'esodo biblico servono chiodi Mandateci più chiodi i chiodi chiediamo alla madrepatria un genere più raro del pane ogni famiglia riceve una magra razione di 300 grammi pesata su Bilancine come fosse oro sono preziosi chiodi Sì servono per costruire i cassoni di imballaggio per le nostre cose ed ecco perché tutta la città in quei giorni si trasforma in un'immensa falegnameria e tu tu tu [Musica] ancora non è stato firmato il Trattato di pace a tutta l'istria è già occupata dai titini tutta
tranne Paola che è una enclave italiana amministrata dagli Anglo-americani a niente sono servite le manifestazioni di massa nelle strade nelle piazze per difenderne l'italianità niente da fare tra la gente si diffonde un senso di amarezza per un destino deciso da altri che sta per compiersi così come è accaduto per fiume per Zara anche Paola di lì a poco verrà ceduta alla Jugoslavia comunista del Maresciallo Tito per chi parte tutti i mezzi sono buoni Caro agricolo treno merci o gambe la fuga notturna attraverso i boschi o la barchetta a Reni oppure la motonave Toscana messa a
disposizione dal governo italiano è diventata poi il simbolo dell'esodo fa la spola tra il porto di Paola e quello di Ancona e Venezia avanti e indietro avanti e indietro si riempie la pancia di polesani e li risputa dall'altra parte dell'Adriatico esuli tu parti non lo so ancora non abbiamo deciso noi graziando e Dio ci Imbarchiamo lunedì dobbiamo lasciare la nostra casa Sì ma le nostre cose no le nostre cose raccontano di noi e noi ce le carichiamo sulle spalle letti armadi specchiere cassapanche libri ritratti attrezzi da lavoro piatti posate stufe bilance macchine per cucire biciclette
pianoforte anche i nostri morti dentro alle bare ci portiamo via e arrotola i materassi insacca la biancheria schioda i quadri i lampadari e tieniti stretti i Chiodi poi Scardina le finestre gli infissi le porte persino le mattonelle mentre sulla fanghiglia del Porto si forma il muro di masserizie e ricoperte dalla neve quasi tutti staccano un pezzetto di pietra dell'Arena Romana per conservare un ricordo simbolico della città Ma in Italia che si dice non si ravvisa la necessità di una fuga in massa dall'amica Jugoslavia oppure il terrore Titino è solo la campagna di menzogne e Antiavere
la comunità internazionale non si pronuncia gli anglo-americani stanno a guardare mentre via via il piroscafo in barca tutti artigiani contadini insegnanti Garzoni di Bottega pescatori di ostriche di alghe gli operai dei cantieri navali di Pola proprio quei proletari che avrebbero dovuto accogliere il comunismo a braccia aperte se ne vanno persino i Partigiani che hanno Combattuto tra le fila dei titini le dipendenti della fabbrica tabacchi dopo un ultimo ballo al Politeama ciscutti si imbarcano direttamente all'alba cantando Il Va pensiero non un grido non un gesto scomposto la nostra gente se ne va così quasi in punta
di piedi con la morte nel cuore e ogni volta che il Toscana lascia la banchina la sirena e il lamento di un capodoglio ferito e il 20 marzo del 47 Quando compie il suo ultimo viaggio Paola cessa di essere una città italiana [Musica] con la fiacca strascinando i piedi un giorno in Bosco Siena tornerò decisamente e a casa e non dicerli metterò per ricordare con tanto amore là dove un giorno ho lasciato il cuore correva andar del mondo E tanto tribolare per capire che tutto il mondo logaritmo qua [Musica] Se è così la vita ti
rivolgirla come che la fiera che bastava un topo dei soffitta e volersi un po' [Musica] gente Bona Gente cattiva Dappertutto ti puoi trovare ma la tuterà Noterai ti vedi la se è ancora qua le bianche sponde i verdi [Musica] e Sol chi morì correva andar per il mondo e tanto tribolare per capire che tutto il mondo lo Cave avevano qua [Musica] Ah se è così la vita [Musica] ti rivolgiò la come me che la vie ti bastava un poco adesso finita e volersi un po' te [Applauso] [Musica] [Applauso] Non riusciremo mai a considerare aventi diritto
ad asilo coloro che si sono riversati nelle nostre grandi città non sotto la spinta del nemico incalzante ma Impauriti dall'alito di libertà che procedeva o concedeva con l'avanzata degli eserciti liberatori I gerarchi Briganti neri approfittatori non meritano davvero la nostra solidarietà ne hanno diritto a rubarci Pane spazio che già sono così scarsi nel novero di questi indesiderabili devono essere collocati coloro che sfuggono il giusto castigo della Giustizia popolare jugoslava e che si presentano qui da noi in veste di vittime essi che furono Carnefici ha sentito sì quello che scrivevano sulle pagine dell'Unità in quei giorni
eh l'Unità Ma quali Briganti neri da tu Ma quali gerarchi scusi tanto eh i beni sequestrati niente proprietà privata niente Libertà individuali la chiesa italiana repressa Addio tricolore tutti che la bandiera rossa addirittura la gente certi orrore de parlare italiano e questo me lo chiamano alito di libertà A me me pare tanto strano ma perché dovrebbe scappare dal Comunismo l'artigiano per contadino l'operaio insomma chi non c'ha niente da perdere dottore questi non se ne sono andati via perché erano colpevoli di qualche cosa o pen allucinazione collettiva questi ci avevano pensato bene sa' a un certo
punto contò di più la paura di sparì magari no Oppure quella del ritrovarsi all'improvviso stranieri a casa loro ha capito Oh sia chiaro Eh L'esuli non sono stati mica espulsi però viste Ste premesse è come se fossero stati no eh A un certo punto Dovevi scegliere se diventare jugoslavo o restare italiano e questo questa è la cosa più drammatica tanto perché l'esuli lasciavano tutto ma se caricavano sul groppone il dubbio avrò fatto bene o avrò fatto male un dubbio che si sono Portati appresso per tutta la vita Sì sì Non si preoccupi dottore I disastri
e che ha saputo tutte ste cose insieme dottor m'è venuto un po' il magone sai com'è quando sono arrivato qua dentro questi mi sembravano oggetti no E mo non so più oggetti sono diversi so' soggetti c'hanno nome e cognome scritti sopra Ecco prenda c'è una valigia Qua per esempio che non è come me pensavo io come quella dell'emigrante che va a cercare fortuna in America in Canada No In Australia dall'altra parte del mondo la valigia di cartone quella con spago eh Ecco le migrante che fa fa' una scommessa sul futuro no spera un giorno di
poter tornare a casa sua al paese suo dai parenti che lo aspettano in qualche modo no a l'esuli no a lesuli glieli spostavano i paesi e i parenti Una volta erano jugoslavi l'altra volta solo italiani Una volta erano Rossi una Volta sono neri e giù con sputi e insulti da ogni tipo Eh ma io dico no non è che ho studiato troppo però li comunisti non stavano dalla parte degli ultimi eh È più ultimi de quelli che ci sta scusi Sarà che ha seguito tutte queste ideologie mese confondono le idee a me perché lo sai
che succede quando si ragiona troppo in grande no ci si perde per strada La gente meglio che fa coi numeri dottore almeno Quelli come li metti stanno E a proposito dei numeri mi faccio fare due conti allora tra il 43 e il 54 in un esodo durato più di 10 anni se ne vanno in circa 350 mila tra questi quasi 80.000 prolungano l'esodo se ne vanno emigrano 60.000 invece se stabiliscono a Trieste che la città più vicina al confine l'artri quelli che approdano nei porti dei Venezia e di Ancona vengono smistati nei cosiddetti centri di
raccolta Profughi da Catania a Brescia da Torino a Gaeta ad Alghero addirittura pensi che de campi profughi ce ne stavano più decento sparsi in tutta l'Italia ex fabbrica ex caserma ex campi di prigionia ex manicomi Insomma tutte ex schifezze pensi che voleva di' passata una casa magari con vista mare no eh anche sermone de cemento armato in periferia o addirittura ex Campo de concentramento e magari dove ci passa pure 10 anni Tra i tanti Vissuti in mezza sta miseria qua risulta che ce ne furono certi Che fecero fortuna pensi un po' e la lista è
lunga eh gente è diventata poi famosa Alida Valli per esempio la grande attrice eh fiume atleta campione del mondo di marcia e il campione mondiale dei pugilato Nino Benvenuti lo stilista Ottavio Missoni quello dei maglioni colorati eh gli scrittori Fulvio domizza Enzo Bettizza Ughi per violinista genitori depirano e Laura Antonelli pure Laura Antonelli l'attrice quella di una bellezza nome di battesimo Laura Antonacci pure lei nato a Paola e Sergio Endrigo se lo ricorda Sergio Endrigo il cantante eh pure lui partito con la madre da Pola all'età dei 14 anni Scusi ho detto adesso la lascio
perché c'ho da fare [Musica] Da quella volta non l'ho rivista più cosa sarà della mia città ho visto il mondo e mi domando se sarai lo stesso se fossi ancora là non so perché stasera penso a te strada Fiorita della gioventù Come vorrei essere un albero che sale dove nasce e dove morirà [Musica] [Applauso] Come vorrei essere un albero che sa dove nasce e dove morirà [Musica] lo chiamo il treno dei fascisti via Fa freddo fa freddo sul treno un treno Ma quale treno sembra un carro bestiame siamo infreddoliti affamati siamo anziani donne stipati come
sardine i piccoli piangono manca il latte Bologna stazione di Bologna Finalmente li riapro un lampo rosso tante bandiere tanta gente bandiere Rosse le stesse di Tito mamma ma il treno si è sbagliato siamo tornati a Fiume no sono gli operai e i ferrovieri come uno sciopero Sì non vogliono che il treno si fermi in questa stazione nemmeno il latte ai bambini fascisti verde blottiamo il treno dei fascisti Eccolo il campo profughi grande cancello verde filo spinato Carabinieri col mitra 10 anni 10 anni in baracca la vita in baracca la vita in baracca 10 anni in
baracca materassi di paglia un bagno in comune le coperte i nostri muri sono coperte chi parla che litiga che ride è stata un po' zitti che si sente tutto e poi l'odore quell'odore forte Acre intenso schifoso quell'odore di naftalina odore della mensa minestrone quell'odore ai miei capelli l'odore dei miei capelli che non possono essere lavati lavarli non si può l'odore Me lo porto appresso da una vita non va via e l'odore l'odore del campo profughi perché voi siete gli islami Eh perché voi siete gli zingari i banditi Giuliano Eh i cristiani venuti a fare Qua
eh tornate a casa vostra che siete venuti che siamo venuti a prendere lavoro eh il pane tanti padri con l'alcol morti tante madri agli ulivi impiccate alcuni il manicomio Come me alcuni come me in manicomio e poi Marinella il freddo nelle baracche a padriciano Marinella una bambina morta di freddo 16 gradi sotto zero Marinella 16 gradi sotto zero col gelo che entrava da finestre e porte Marinella non ce l'ha fatta ancora Marinella si chiamava Aveva solo un anno [Musica] Siamo partiti in un giorno di pioggia cacciati via dalla nostra terra che un tempo si chiamava
Italia e uscì sconfitta dalla guerra hanno scambiato le nostre radici con un futuro di scarpe strette e mi ricordo faceva freddo L'Inverno del 47 e per le strade un canto di morte come di mille Martelli impazziti le nostre vite imballate alla Meglio i nostri cuori ammutoliti Siamo saliti sulla nave bianca come l'inizio di un'avventura con una goccia di speranza dicevi Non aver paura [Musica] e mi ricordo di un uomo gigante della sua immensa tenerezza capace di sbriciolare in montagna a lui bastava una carezza Ma la sua forza la forza di un padre giorno per giorno
si consumava fermo davanti a una finestra fissava un punto nel vuoto diceva Come si fa a morire di malinconia per una terra che non è più mia Che male fa aver lasciato il mio cuore dall'altra parte del mare [Musica] [Applauso] [Musica] sono venuto a cercare mio padre in questa specie di cimitero tra masserizie abbandonate e mille facce in bianco e nero tracce di gente spazzata via da un Uragano del destino quel che rimane di metodo Ora riposa in questo magazzino e siamo scesi dalla nave bianca i bambini le donne e gli anziani ci chiamavano fascisti
eravamo solo italiani italiani dimenticati in qualche Angolo della memoria come una pagina strappata dal grande libro della storia come si fa a morire di malinconia per una paura che non è più mia Che male fa se ancora Cerco il mio cuore dall'altra parte del mare [Musica] quando domani in viaggio arriverai sul mio paese carezza mi Ti prego Il Campanile la chiesa la mia casetta fermati un momentino soltanto un momento sopra le tombe del vecchio cimitero e digli ai morti digli ti prego che non dimentichiamo [Applauso] [Musica] troppo vecchi per partire troppo Uniti a Questa terra
per lasciarcela alle spalle ci chiamavano i rimasti come fosse un marchio a fuoco o il colore di un partito sei rimasto comunista traditore Vai a pulire le scarpe a Tito si chiamavano i rimasti esuli Sì ma senza andar via sei italiano sei fascista ci gridavano i bambini e la scuola si svuotava delle voci degli amici nuovi suoni da imparare per capire ragionare per entrare in un negozio o anche solo per salutare Negli sguardi puoi trovare le città che ricordiamo trasformate dalle voci di una lingua sconosciuta quelle case erano isole dove ancora coltivare le parole i
suoni di un mondo che scompare tra di noi ed erano in tanti a sposare gli ideali uguaglianza libertà e speranze solidali poi sospesi Circondati in una terra non più amica noi isolati dalla legge dei nuovi padroni siamo rimasti solo quello che eravamo sempre stati noi sospetti ma orgogliosi noi fascisti Immaginari comunisti rinnegati siamo rimasti solo quello che eravamo sempre stati siamo ancora italiani alla prefettura di Trieste Mi chiamo Federica biasiolo sono nata Paola e sono figlia di esoli istriani all'epoca del nostro esodo io avevo tre anni troppo pochi per rendermi conto di cosa stesse accadendo
sono con questa mia a domandare notizie riguardo gli oggetti appartenenti a mio padre Ferdinando biasiol oggetti di Nessun valore economico ma di inestimabile valore affettivo sebbene mio padre e mia madre per tanti anni non gli abbiano più reclamati indietro non è possibile che siano spariti nel nulla La ringrazio sentitamente e spero di avere presto vostre notizie distinti saluti Federica biasiol ci avete presente quella bamboletta russa eh come si chiama quella pupazzetta là come si chiama là matriosca Ecco sta storia qua pare na Matriosca perché dentro ogni storia ce ne sta una poi ce ne sta
un'altra poi un'altra ancora pare che non finisce più per esempio avrete mai sentito parlare del contro esodo un esodo al contrario che io de contro esodo conosco soltanto quello della gente che ritorna dalle ferie a fine agosto no Hehe come macchine fila al casello ci avete presente no questa pare una barzelletta Questo è il contro esodo dei Monfalconesi Ecco sta scritto qua sono due sono circa 2.000 operai e cantierini che spinti Da una fede cieca nel Comunismo e ansiosi di contribuire alla costruzione di una vera democrazia proletaria decidono di emigrare in massa verso la Jugoslavia
[Musica] noi siamo la classe operaia la nostra fede non verrà svenire sempre per costruire paradiso sotto muscoli d'acciaio che siamo pronti a lavorare Partiamo partiamo [Musica] siamo duemila monfalconesi siamo decisi a venire lì abbiamo braccia gambe e cervello siamo fedeli a di questa vita la democrazia proletaria non è solo utopia Ma è una realtà [Musica] siamo duemila monfalconesi siamo coesi contro i padroni abbiamo braccia gambe e cervello falce e martelle un sogno nel cuore siamo Perosi come formiche con la Potenza di un battaglione la nostra patria è il comunismo il nostro credo la rivoluzione Noi
siamo una classe operaia la nostra fede andrà a finire al lavoro cantiamo tutti in coro verso là verso là verso là rivoluzione [Musica] potente potente Eh quello che riesce a farti fare un'idea un sogno Purtroppo però quel sogno quello di costruire tutti insieme il paradiso del Comunismo si trasforma in incubo così da un giorno all'altro è il 28 giugno del 1948 quando il Partito Comunista jugoslavo viene espulso dal comico cos'è è l'organizzazione internazionale dei movimenti comunisti motivo dell'espulsione aver perseguito una politica ostile all'Unione Sovietica e aver violato i Principi etici e pratici del marxismo Stalin
scomunica Tito come deviazionista nazionalista un eretico subito in Jugoslavia si creano due schieramenti da una parte I comunisti jugoslavi fedeli a Tito i titini dall'altra quelli fedeli a Stalin Baffone titini contro Baffoni risultato i Baffoni vengono arrestati perché devono essere rieducati sei un nemico del Popolo jugoslavoro nemico Io sono Comunista come voi Io ho fatto la lotta partigiana come come voi diciamo così silenzio devi essere rieducato rieducare Ma guardi ero venuto qui per costruire tutti portatelo a golli otok dove Gol l'isola calva un cranio di pietra in mezzo all'adriatico una sorta di Alcatraz una uno
dei tanti lager per gente che non la pensava come Tito per quasi 40 anni l'isola calva è stata la prigione della Jugoslavia tomba di migliaia di persone Una sorta di girone infernale dove gli aguzzini erano gli stessi prigionieri quando in Italia era già scoppiato il boom economico la gente si divertiva nelle sale da ballo con lo Swing nella Pizzi cantava Papaveri e papere dall'altra parte dell'Adriatico su quell'isola c'erano ancora degli italiani massacrati ridotti a scheletri una storia anche questa seppellita dal Silenzio degli stessi prigionieri Semplicemente il Partito Comunista Italiano ordinò Di tacere e loro obbedirono
Meglio non far sapere non esiste un monumento una targa niente nemmeno sui depliant [Musica] [Applauso] [Musica] la nostra fede sordellante [Musica] inizio [Musica] il dolore Pronto [Applauso] [Musica] è caduta la linea Sì che me stava a dì no roba di valore non ho trovato niente Sei figuri se ci stava qualche cosa di valore sarà saranno presa in sciacalli no l'avranno rivenduto all'antiquari che sì sì l'inventario l'ho stilato tutto a posto dottore Ah mi sono andato a informare provveditorato eh eh Sei figuri che sui libri di scuola della storia degli istrioni istriani dico solo da qualche
anno se ne parla se vede che per tanti anni sta storia faceva comodo a nessuno e tirarla fuori no te credo che poi la gente come me pensano che Giuliano dalmata è il nome del Cristiano De una persona invece che ben popolo Io ero venuto qua per container conto e totale non torna lo sa togliendo tutto Questo Quanto resta resta il dolore di tutta quella gente che ha pagato pure per noi per tutti che dice almeno a quelli gli dobbiamo portare rispetto no Sì sì fascisti comunisti destra sinistra ancora oggi no litigano si sta storia
italiani sloveni croati io dico ognuno se prende ai responsabili del suo eh però poi basta eh io dico che dopo 60 anni sarebbe pure ora ad andare avanti o no eh Bravo bravo Giusto ognuno scenda Patti con gli scheletri dentro l'armadi suoi e noi del ministero dopo di armadi e de vergogne ne sapevo qualcosa no scusi dottore certo dottore Oh sei figuri che me ne frega Sì io lavoro coi numeri e sbrigo le pratiche punto e basta i camion certo arrivano domattina alle 6:00 cominciano a caricarsi tutto guardi per farla contento insieme alle cassapanche eletti
alle sedie ai mobili faccio portar via pure le ciucci Eh sì Così qua dentro ci Resteranno solo i fantasmi Anche perché detto in confidenza qua dentro ce stanno più fantasmi che tarli mi hanno fatto passare più della notte in bianco ce sta lo spirito delle masserizie che mi ha dato il tormento e si me torna a trovarne il sonno Lo sai che faccio sì me lo vado a giocar Lotto il numero del tuo magazzino Lo sai che vor dì nella smorfia per Numero 18 e il sangue dottor Le auguro buonanotte eh Anzi caro spirito dei
masserizie Lo sai che ti dico Eh che Persichetti Archivia tutto tutto tutto tranne una pratica una pratica sola che però Vale per 300.000 Gentile signora via siol Ecco un enorme ritardo che Le comunichiamo Il ritrovamento dei mobili appartenenti a suo padre via Sion Ferdinando giacenti da circa 60 anni nel Porto Vecchio di Trieste come da sua richiesta Sarà nostra cura recapitarle gli oggetti di cui segue inventario a nome e per conto del ministero degli interni della Repubblica La prego di accettare le nostre più sentite scuse [Musica] si rivelano che si affaccia al silenzio sul Porto
Vecchio si affaccia la luna su questa terra che tutto comprende che tutto Perdona io non ho un nome potrei averne cento come le vittime di questa storia io porto il nome di chi non conosce nessuna Vittoria [Musica] Io mi chiamo Ferdinando e questa è la mia sedia sopra c'è scritto il mio nome e il numero 2154 Io mi chiamo Domenico mi facevo il postino qualcuno mi ha spedito in una foiba in questo magazzino ci sono le poesie che ho scritto da ragazzo io mi chiamo Norma se viziata e gettata negli abissi nel 48 Mi hanno
laureata o Noris causa dall'università di Padova Io mi chiamo Giuseppe per gli amici Geppino e ho perso i miei due figli sulla spiaggia di vergarola io no no no potrei averne Buon venerdì di questa storia io guardo il nome di Dio conosci nessuna Vittoria [Musica] non è un'offesa Che c'è Amore non è verità la rimaginare è lui non mi dimenticare Per questo mi chiamo Sergio E sono un famoso cantante lasciai la mia città All'età di 14 anni era il febbraio del 1947 Io mi chiamo comislab sono sloveno avevo 14 anni Quando persi mio padre nel
campo di internamento di Arbe [Musica] Io mi chiamo Giovanna e sono esule da buia d'Istria qualcuno mi ha trovato impiccata ad un ulivo Perché mi mancava troppo la mia terra Io mi chiamo Marinella e ho soltanto un anno sono morta di freddo nel campo profughi di padriciano [Musica] non è finita la salita è l'11º Comandamento Non dimenticare scenderà notte si abbraccia il silenzio sul corpo vecchio si affaccia la luna su questa terra che tu non comprende che tutto che tu io non ho un nome ma potrei averne migliaia come i nomi di quelli che ancora
oggi vivono in Istria a Pola a Fiume io non ho un nome ma potrei averne milioni come i profughi di tutto il mondo che ancora Oggi sono costretti a scappare dalla loro terra per fuggire dalla fame dalla povertà dalla guerra [Musica] [Applauso] [Musica] [Applauso] [Musica] [Musica] [Musica] [Applauso] [Musica] [Applauso] [Musica] [Applauso] [Musica] [Applauso] [Musica]