L'intelligenza artificiale supera la nostra intelligenza No per esempio nel caso di chuggitt ci sono 175 miliardi di parametri che sono regolati attraverso un processo di apprendimento in cui l'uomo dice alla macchina si no usa questa parola usa quest'altra parola e così via E si crea una rete di relazioni abbastanza potenti da far sì che il computer dica delle cose che sembrano di una persona che pensa invece il computer non pensa niente Lo scienziato è partito dalla fisica classica e arrivato alla fine quantistica capisce la fisica quantistica solo a livello di usare la matematica della fisica
quantistica ma non capisce cosa vuol dire Cari ragazzi voi normalmente siete in uno stato di coscienza completamente illusorio e determinato voi non siete liberi credete di essere liberi ma in realtà siete macchine in realtà operate come macchine Allora vi volete liberare dicono i grandi maestri dovete iniziare un lungo percorso continuo percorso di decondizionamento per diventare coscienti della coscienza cioè di essere questo mistero libero che è in realtà come diceva Faggin il mistero del tutto Cosciente di sé sono d'accordo con con Marco Guzzi che oggi siamo in una crisi di crescita dobbiamo vedere quello che sta
succedendo come una un campanello d'allarme che ci ricorda che siamo di più delle macchine Siamo siamo enti spirituali Ecco quindi il punto di incontro tra la scienza e la spiritualità Allora non so dire quanto Federico conosca Marco e Marco conosca Federico e io però conosco un po' Marco un po' Federico come fisico di formazione praticante del percorso darsi pace avverto infatti una confortante affinità con i mondi rappresentati dai nostri due illustri relatori Quel tanto che mi basta però aver trovato dei punti di contatto importanti forti utili alla crescita di una Nuova Umanità di un passaggio
antropologico reale per questo sono veramente felice di poter condurre questo questo dialogo fra di noi con una sorta di tour in tre fermate essenziali le abbiamo chiamate per ogni fermata erano i nostri relatori potranno CC ci illustreranno i temi per circa un 10 minuti affermata e poi arriveremo a una fase di domande la prima fermata su cui vorrei convergere parte un attimino dall'attualità Vorrei partire infatti Dalle ricerche sull'intelligenza artificiale prende Avvio da un episodio di attualità di questi giorni Ovvero la proposta di moratoria temporanea forse avrete sentito verso queste ricerche c'è stata una lettera aperta
pubblicata a pochi mesi fa da future for Life Institute con oltre 1000 firmatari illustri dove si parla di sistemi di intelligenza artificiale Cito dotati di intelligenza competitiva con quella umana fine della citazione Allora io comincerei a sollecitare i nostri relatori sul fatto se questa loro avviso è una definizione corretta fagini Infatti scrive nel suo testo a tutt'oggi l'intelligenza artificiale è ben lontana dal superare non solo l'intelligenza creativa umana Ma anche quella del più semplice organismo unicellulare come il para mi è molto colpito questa cosa del Paradiso Marco Guzzi avverte D'altronde che dobbiamo renderci conto che
siamo nel bel mezzo di una guerra contro l'umano del dominio dell'intelligenza artificiale e dei surrogati della cultura quindi sinteticamente Adesso passo la parola a Faggin e Poi sentirò Marco Guzzi vi chiederei le preoccupazioni o anche gli entusiasmi intorno a questi riflessi dell'intelligenza artificiale espresse anche in questa lettera sono realmente fondati a vostro avviso o è una questione mal posta prego professore Grazie dell'introduzione buongiorno a Tutti a vado subito al sodo il problema dell'intelligenza artificiale oggi è che arriva è arrivata ad imitare i nostri linguaggi a un livello che è il livello medio delle persone e
questo pone dei problemi gravissimi da un lato di capire cosa cos'è l'intelligenza artificiale Cosa può fare cosa non può fare dall'altro Come regolare questo questa tecnologia Perché i problemi che può portare sono enormi per esempio io faccio un esempio a uno che prende due o tre minuti di me che parla usando dell'intelligenza artificiale può farmi dire cioè può prendere poi rifare la mia ripresa e farmi dire quello che vogliono loro con la mia voce con la mia inflessione con il Movimento preciso della bocca e quindi farmi dire quello che voglio quindi vedete voi Se questo
è pericoloso o no queste cose qui cinque anni fa non si potevano fare Charge PT e appena stato annunciato da poco da pochi mesi e già molta gente si capisce che c'è un Problema enorme nel usarlo male cioè il problema di ritenenti artificiale non è la tecnologia per sé è il fatto che può essere usata siccome inganna può ingannare perché non fa altro che imitare quello che facciamo noi può veramente essere usata a scopi così pericolosi perché oggi con internet una una campagna diciamo di disinformazione usando questi Queste tecniche può essere può circolare in tutto
il mondo nel giro di qualche giorno e veramente cambiare il pensiero delle persone che non sono attente perché e quindi e quindi il problema è grave Il problema è grave ma è perché l'intelligenza artificiale supera la nostra intelligenza No perché semmai l'intelligenza umana che usa questa intelligenza con creatività negativa in questo caso quando parlo di problemi che abbiamo potenzialmente davanti è molto di più dell'intelligenza artificiale cioè io quando parlavo nel passato dell'intelligenza artificiale confrontata all'uomo facevo il discorso che l'intelligenza artificiale è semplicemente un computer che ha imparato da noi che cosa ha imparato da noi
la sintassi dei nostri simboli Ma il computer non capisce niente e lì è il limite dell'intelligenza artificiale Però siccome i simboli che noi usiamo sono hanno delle correlazioni con il significato quindi con la nostra coscienza è possibile creare sistemi di intelligenza artificiale che si avvicinano molto a come dire a far senso a essere sensati uno legge quello che ha scritto fa una domanda al computer legge quello che dice il computer e per quattro volte su 5 e è una cosa sensata addirittura meglio di una persona che potrebbe fare un tema Anche perché nel caso del
computer sono le date delle delle restrizioni per esempio Scrivimi un tema di 544 parole su questo argomento il computer scriverà un tema di 544 parole esatte su quel tema Mentre una persona dove ci metterebbe un po' prima di limare gli rimane il discorso arrivare nel 544 parole queste caratteristiche di oggi sono sono utilissime per chi le usa bene sono dannosissime perché lui usa male quindi il futuro che abbiamo davanti un futuro che richiede che da una parte che l'uomo sia molto più attento a capire quello che sta succedendo e per capire deve sviluppare la propria
capacità di comprensione che è la proprietà della coscienza che ci distingue dalle macchine e da un lato ci Vogliono regole molto molto severe per chi abusa questa tecnologia cioè forzare smettere di usarla non è non è la soluzione Tra l'altro non funzionerà mai no E quindi bisogna che i nostri governanti trovino delle leggi rapide che poi di rapida applicazione per andare contro le persone che usano Male queste cose perché altrimenti andremo avanti a problemi molto molto gravi Io sono so quanto tempo ho usato tranquillamente benissimo Allora per dare un'idea più precisa Vorrei fare una distinzione
a questo punto rapida tra intelligenza artificiale intelligente naturale la nostra intelligenza è basata sul fatto che siamo coscienti il fatto che siamo coscienti ci permette di capire cioè noi conosciamo perché abbiamo sensazioni e sentimenti che ci fanno conoscere il computer conosce soltanto i simboli che noi usiamo per comunicare quindi quando io comunico a voi comuni che una piccola parte di quello che provo dentro di me quando invece quando poi io sento quello che dite voi e devo trasformare quello che dite voi che sono simboli in nel mio significato il computer si ferma soltanto al livello
Dei simboli e quindi è solo sono solo le probabilità di utilizzo dei simboli che hanno imparato attraverso queste regole regole di apprendimento che comportano strutture con un numero enorme di parametri di numeri che raccolgono quello che è la conoscenza superficiale del computer per esempio nel caso di chuggitt ci sono 175 miliardi di parametri che sono che sono regolati attraverso un processo di apprendimento in cui l'uomo dice alla macchina si no usa questa parola usa quest'altra parola e così via e c'è una rete di relazioni probabilistiche che poi sono abbastanza potenti da far sì che il
computer dica delle cose che sembrano di una persona che pensa invece il computer non pensa niente fa una stringa di simboli e poi da questa stringa di simboli trova la Il simbolo successivo che ha probabilità più alta di essere quello giusto Usa quello e questo ci dice come ci sia una forte correlazione tra il nostro linguaggio il linguaggio però che vuol far cioè che che che è usato bene come per esempio il linguaggio di Wikipedia tutti i libri che sono scritti e così via quindi queste regole qui sono regole già che partono da cose sensate
e poi Dall'apprendimento in più che fa che fa il computer attraverso queste questa tecnica che ho parlato Grazie precisissimo Grazie Grazie a dopo Vorrei passare adesso la parola a Marcuzzi sollecitandolo sullo stesso tema quindi pregi e ambiguità sostanzialmente della di questa intelligenza artificiale prego Marco grazie bene Intanto grazie a tutti voi grazie alle persone che hanno organizzato questi incontro per me molto felice con Federico Faggin perché credo che la sua prospettiva un po' come ha detto anche Marco ci possa aiutare a superare quella divorzio conflittuale che spesso ha diviso e contrapposto la ricerca scientifica dalla
ricerca spirituale No E questo divorzio ci ha condotto e ci sta conducendo a mio parere in un punto di rottura in un bivio direi epocale perché gli sviluppi tecnologici che stiamo vedendo anche adesso ci ha illustrato molto bene rischiano di farci precipitare In un vortice molto pericoloso di disumanizzazione questo pericolo di disumanizzazione a mio parere rientra poi in una fenomenologia molto ampia Molto più ampia e complessa che in ogni ambito della realtà ci Segnala la fine di un grande ciclo della storia che potremmo definire il ciclo della guerra anche e che è fondato su una
figura antropologico culturale e direi su una mentalità su una filosofia su una visione del mondo che potremmo definire in tanti modi anche fagin la definisce per esempio a pagina 57 dice sono convinto che una razionalità informata unicamente unicamente dai principi del materialismo del riduzionismo e della sopravvivenza del più adatto possa portare soltanto ad una competizione sfrenata al razzismo e alla guerra proprio ciò che ha caratterizzato gran parte della storia umana è per questo grande ciclo che è della guerra che ha letto la carta della Nuova Umanità che stiamo difendendo diffondendo diciamo esattamente questo Cioè denunciamo
la crisi catastrofica e terminale di un an tecnologia punto materialistica scientistica riduzionistica nichilistica consumistica e alla fine bellica che è quella che domina questo mondo e questa antropologia poi ci torneremo Credo è fondata su un'idea ed esperienza che l'uomo l'essere umano fa di sé come un'entità separata come un'entità separata da tutti separata dal tutto separata E quindi contrapposta perché se io sono separato mi devo anche difendere e se mi devo difendere farò la guerra perché come sapete come Klaus il grande teorico della guerra ci ha insegnato ogni guerra è una guerra difensiva per cui se
io mi difendo In realtà ho già iniziato la guerra e tutte sono difensive come sappiamo Allora questa forma di umanità separata difensiva si digitando sempre di più a mio parere Cioè è in grande crisi sta mostrando e da tempo e tutto il ventesimo secolo va a letto così secondo me la sua natura catastrofica di devastazione sostanzialmente omicida e proprio per continuare a dominare pur essendo esaurita a mio parere si sta irrigidendo si sta meccanicizzando Si sta militarizzando e l'uso diciamo riduzionistico dell'intelligenza artificiale io lo leggo in questa chiave cioè il sistema della guerra per continuare
a dominare deve come dire estirpare dall'umano anche solo il ricordo della sua natura creativa cioè della sua natura spirituale e quindi ci deve ridurre diciamo a informazione hai formazione eliminare diciamo Lo sfondo coscienziale spirituale riducendolo apparentemente perché non è possibile al determinismo meccanicistico Questo è un progetto di asservimento totale dell'umano ed è un progetto avanzatissimo cioè io ho letto le teorie di Alex pentland per esempio che è un grande diciamo profeta del dataismo lui è esplicito dice per la prima volta nella storia la maggioranza dell'umanità è interconnessa l'estrazione delle briciole digitali cioè di tutto quello
che noi diciamo e facciamo quando stiamo sul web anche noi è anche una mail un sorriso un'espressione facciale tutto ormai può essere digitalizzato memorizzato no renderizzato Come si dice venduto impacchettato per motivi poi che Dio solo conosce e lui dice l'estrazione che lasciamo quotidianamente queste briciole ci permette di creare modelli di alta qualità aggiornati secondo per secondo delle dinamiche e delle reazioni di gruppo durante lunghi Lassie di tempo cioè Loro sono convinti che in questo modo possono conoscere l'umano Ecco diciamo l'inghippo perché in questo mi piace dialogare con Faggin perché appunto lui è anche uno
scienziato e un ingegnere quindi un tecnologo si può dire Ecco perché anch'io non ho proprio niente contro le tecnologie Anzi io sono Per mia natura molto tecnologica da sempre a vent'anni ho fatto la prima radio privata in Italia quindi le tecnologie gli strumenti le potenzialità sono cose mirabili Il problema è chi le usa E per quale scopo le usi E allora qui direi che questa grande grande sfida dell'intelligenza artificiale può pure essere propizia perché perché ci costringe a mio parere a riflettere in modo nuovo e al contempo antichissimo su chi siamo noi cioè proprio perché
l'intelligenza artificiale come dire minaccia di sostituirci apparentemente perché non è vero Però questo ci dicono come ha detto anche Marco proprio per questo noi umani è come se ci svegliassimo e dicessimo Ok queste intelligenze artificiali sanno fare una marea di cose Qual è la differenza fra la loro capacità cosiddetta intellettiva e l'intelligenza creativa umana Chi è Lio Chi è Lio umano che ha creato l'intelligenza artificiale Chi è Dio umano Ecco il grande bivio il grande bivio che è antropologico è esattamente questo Noi siamo convocati come umanità planetaria Secondo me a decidere è una scelta spirituale
cosa vogliamo credere di essere cioè vogliamo credere di essere quello che ritiene pentlan quello che ritiene Skinner Cioè anche noi in Fondo delle macchine deterministiche determinate da informazioni manipolabili e quindi sostituibili da intelligenza artificiali che sono su questo piano più grave di noi perché hanno molte più informazioni di noi le processano con una velocità che nessun cervello umano possiede su quel piano oppure siamo un'altra cosa e quest'altra cosa che cos'è Ecco come dire il grande scenario che anche questo nostro piccolo dialogo può avere come elemento storico in un bivio epocale grazie anche a Marco i
nostri due relatori sono precisissimi ma che hai fatto 8 minuti anche forse l'intelligenza artificiale stavo lì con la campanella e questa è Ecco professionalità Bene dopo questo primo giro introduttivo Vorrei arrivare una seconda fermata che più più teorica forse un po' più centrale veramente Dunque arriviamo alla questione centrale che ho su cui volete sollecitarvi quel rapporto fra intelligenza artificiale e coscienza che inesorabilmente ci chiede con una nuova urgenza di far luce per quanto si può sul grande mistero che la coscienza in sé rappresenta Io direi proprio per rivendicare la specificità sua rispetto a ogni algoritmo
presente futuro faggine sostiene nel suo testo che cita un computer non ha coscienza mentre gli organismi viventi Sono coscienti Computer e solo la somma delle sue parti e non ha un sé invece un organismo vivente integrato con un seccosciente che è più della somma delle parti e che può cambiare l'azione delle sue parti poi il libro è dettato anche molto più precisamente mentre Marco Guzzi avverte che interrogarci sulla natura della coscienza e della sua voce interiore significa sul piano più spirituale confrontarsi con tematiche fondamentali quali l'essenza e l'origine della legge morale l'inabitazione di Dio nell'uomo
la rivelazione storica e graduale della sua verità in noi e l'essenza comunque della nostra libertà del nostro libero corrispondere o meno alla voce dell'assoluto poi comunque chiunque può intendere assoluto secondo i suoi parametri non stiamo restringendoci cos'è Dunque davvero la coscienza sulla cui natura si sono interrogati tutte le grandi tradizioni Mi scuso per la domanda un po' diciamo enorme e come se questo passo è concepibile perché non per tutti e questo è scontato possiamo avvicinarci ad indagarla con un metodo che potremmo dire scientifico oggi quindi sento un attimino sento il professor faggine Su questo tema
e poi Marco Guzzi Grazie professore Allora il problema è chi siamo ed è un problema vecchio quanto l'umanità Cioè l'uomo si È sempre chiesto Ma io chi sono e questo problema in un contesto materialista la risposta io sono una macchina questa è la risposta del materialismo e quindi mettete la via perché l'intelligenza artificiale Sarà meglio di te magari non subito ma fra 40 anni 50 anni e naturalmente aggiungendo a questo a questa idea di base il fatto che la nostra coscienza non è considerata una realtà dalla scienza cioè la coscienza è considerato un epifenomeno del
cervello da parte degli scienziati cioè Chi decide e il cervello poi il cervello in forma quella cosa che si chiama coscienza che è un fenomeno emergente del cervello e noi crediamo di avere scelto con libero arbitrio e quindi questo è quello che ci dicono gli scienziati oggi io 35 anni fa 40 anni fa credevo avevo accettato questa forma di questa spiegazione della realtà io ero rivolto fuori di me o le cose che ho fatto le ho fatte perché avevo passione per quello che facevo però mi aspettavo che sarei stato contento alla fine di dopo aver
ottenuto gli obiettivi diciamo anche più avanzati possibili Come fare delle cose dei prodotti nuovi avere delle ditte che funzionavano e quindi sviluppando me stesso in tutte queste dimensioni diciamo di funzionamento a livello sociale però non ero contento Quindi per me il materialismo mi ha tradito mi ha tradito perché mi ha portato a una un vuoto interiore malgrado avessero aggiunto tutto quello che i materialisti dicono che se noi lo trovi lo raggiungiamo dovrei essere felice ed è stato questo l'inizio della come dire della mia trasformazione da materialista a una persona che si chiedeva Ma allora cosa
sono io e attraverso questo processo ho avuto delle esperienze straordinarie di coscienza che mi hanno rivelato che io sono il tutto che può conoscere se stesso con il mio punto di vista quindi io sono un punto di vista del tutto sul tutto questa è un'esperienza di risveglio che mi ha fatto capire che io sono esattamente come ogni cellula del mio corpo perché ogni cellula del mio corpo contiene il genoma dell'uomo fecondato che ha creato il corpo Quindi anche il mio corpo è fatto di parti intero di parti tutto come ho sperimentato In Questa prima esperienza
di risveglio e poi ne ho sperato molte altre esperienze che mi hanno dato un contorno della di cos'è la coscienza di chi siamo e quindi con questo partendo da qui ho cercato poi di vedere come la scienza può spiegare queste cose partendo dal principi che i suoi principi che non sono compresi dagli scienziati stessi stessi e questi principi sono i principi della fisica quantistica il principio della fisica quantistica dicono mentre la fisica classica che dice che la realtà è deterministica Quindi questi oggetti macroscopici si possono l'equazione della fisica possono determinare il loro comportamento in maniera
precisa finché rimangono al livello macroscopico nella fisica quantistica la fisica quantistica è una fisica indeterministica non è possibile Conoscere lo stato successivo ma solo la probabilità di tutte le possibili posizioni in cui per esempio una particella si troverà nello stato successivo e queste posizioni sono di queste posizioni si può sapere soltanto la probabilità non la posizione Futura quindi la fisica quantistica ci dice che quello che può dire la fisica è soltanto ciò che si può conoscere nella realtà non quella che sarà la realtà Futura ma ciò che si può conoscere della realtà in forma probabilistica
e questo cambia completamente l'idea anche di chi siamo perché deficit descrive una realtà che è Probabilistica ed è aperta non è chiusa come la realtà della fisica classica o la realtà del computer il computer è una struttura classica che semplicemente è deterministica però quando noi insegniamo il computer gli diamo un po' di noi un po' di quello che la nostra struttura mentale i nostri simboli che usiamo per comunicare che dipendono dall'interiorità che abbiamo e questo crea questo crea queste strutture di intelligenza artificiale di cui si parlava prima che possono diventare pericolose se usate male allora
3 minuti Penso benissimo Allora ho l'orologio che funziona dentro [Risate] [Musica] e allora con dei professori d'ariano c'è voluto tempo e molti studi non è una cosa banale ma siamo arrivati a la conclusione che la coscienza è il libero arbitrio che sono sono indivisibili cioè la coscienza senza libero arbitro non avrebbe senso sarebbe come osservare un film dove io sono del film però non posso decidere nulla di Quello che succede nel film Io devo guardo alla guardo che qualcuno mi ammazza e lo vedo nel film no perché non ci posso fare niente quindi in questo
tipo di coscienza non avrebbe senso perché vorrebbe dire che non possiamo farci nulla Quello alla realtà ed è questa la realtà deterministica descritta dalla fisica classica mentre nella fisica quantistica l'indetermismo della fisica quantistica permette il libro arbitrio permette quindi che la coscienza diriga la propria esperienza Ecco noi diciamo la coscienza libero arbitrio sono fenomeni puramente quantistici mentre il corpo è un fenomeno quantistico e classico quindi può fare da Ponte tra il mondo dell'esperienza che è caratterizzato da enti coscienti che hanno coscienza il libero arbitrio e il mondo della fisica classica che il mondo oggettivo degli
di questi di questi oggetti macroscopici che si muovono seguendo leggi deterministiche e quindi ecco che è possibile controllare il mondo oggettivo attraverso il mondo soggettivo dell'esperienza cosa che la scienza non ha mai accettato perché lo scienziato è partito dalla fisica classica e arrivato alla fine quantistica capisce la figlia quantistica solo a livello di usare la matematica della fisica quantistica ma non capisce cosa vuol dire la fisica quantistica dice che l'informazione quantistica non è clonabile è privata e noi diciamo è privata come la nostra Esperienza La nostra esperienza è privata ed è rappresentabile da informazione quantistica
dell'informazione quantistica Ecco quindi il punto di incontro tra la scienza e la spiritualità Grazie professore complimenti per i vostri orologi interni che sono veramente quasi al secondo Dunque chiaramente Marco ci fa delle domande veramente molto complesse e noi quindi ci limitiamo a degli spunti Il primo è che la coscienza è un fenomeno irriducibile e mi ha molto colpito e favorevolmente il fatto che fa Gin citi un testo che io ho sempre molto amato di Thomas Henry axley che è un testo Se non sbaglio addirittura del 1860 più o meno cioè molto antico in cui si
legge questo come avvenga che qualcosa di così notevole come uno stato di coscienza sia il risultato della stimolazione del tessuto nervoso è tanto inspiegabile quanto la comparsa del genio nella favola quando Aladino strofina la lampada Ecco quindi la prima cosa è questa il fenomeno della coscienza dell'autocoscienza e cioè diciamo dell'umano in quanto ente autocosciente unico che noi conosciamo almeno nel creato non è riducibile non lo puoi ridurre ad altro non è oggettivabile Non può essere diciamo Oggetto di un calcolo di un di ciò che la scienza empirica classica ha sempre esercitato come metodo per raggiungere
delle certezze scientifiche quindi la coscienza non appartiene a questa dimensione della realtà indagabile con gli strumenti della Scienza classica e questo è un dato non da poco come capite Perché Perché anche qui siamo in una soglia nuova epocale Se questo è vero Allora la domanda è come posso Allora indagare il fenomeno della coscienza se non posso farlo con gli strumenti classici dell'oggettivazione non la posso calcolare non la posso pesare Allora come indago il fenomeno della coscienza e questa è un'altra soglia Secondo me straordinaria epocale cioè gli umani Noi siamo spinti pressati dal pericolo a cercare
un modo antico anche molto antico che però diventa nuovo in questo confronto con la scienza e la tecnologia di conoscere noi stessi e questo lo dice anche uno studioso anche controverso da questo punto di vista come arari che su questi temi È sempre un po' sul bilico in cui e lui propone proprio poi le metodiche della meditazione vipassana perché lui dice se non otterremo una Maggiore consapevolezza della nostra libertà profonda dai condizionamenti e dalle determinazioni ed è questo lo scopo Della pratica meditativa Noi saremo completamente determinati e condizionati da questi meccanismi dei sistemi di potere
che ormai disponendo gli strumenti ad altissima potenzialità ci potranno determinare molto più del cane di Pablo cioè con un determinismo assoluto Ora però è qui diciamo si apre una grande questione Cioè secondo me almeno Cioè questo convoca tutti noi ad un lavoro interiore inedito cioè superare diciamo i determinismi Innanzitutto interiori e poi quelli esterni è un lavoraccio e qui ci ricolleghiamo diciamo alle Antiche Tradizioni cioè da Gesù per dire due grandi maestri tutti e due sono venuti per dirci Cari ragazzi voi normalmente siete uno stato di coscienza completamente illusorio e determinato voi non siete liberi
credete di essere liberi ma in realtà siete macchine in realtà operate come macchine siete completamente identificati con il vostro corpo mortale che vi Determina con impulsi percezioni paure memorie anche culturali anche antropologico culturale che vi muovono come marionette Allora vi volete liberare dicono i grandi maestri dovete iniziare un lungo percorso Di decondizionamento per diventare coscienti della coscienza cioè di essere questo mistero Libero che in realtà come diceva Faggin il mistero del tutto cosciente di sé cioè Aristotele diceva Epson chetaponta post estive l'anima è in un certo senso tutte le cose però noi questo normalmente non
lo sappiamo non siamo affatto coscienti di questo quindi anche qui io vedo una grande soglia antropologica l'umanità Anche qui è posta di fronte ad una via di determinazione schiavistica assoluta cioè decidiamo che Siamo schiavi decidiamo che siamo completamente determinati che siamo macchine e ci affidiamo a chi queste macchine le gestisce meglio di noi l'intelligenza artificiale perché loro pensano questo cioè loro pensano di fare il nostro bene cioè di organizzare non tutti perlomeno lo dicono dicono lo dicono ok Oppure proprio di fronte questo pericolo vogliamo tornare a farci domande radicali e anche a intraprendere quei percorsi
di decondizionamento che le grandi spiritualità prima hanno magari riservato Come dire a piccoli nuclei Ma che oggi risultano indispensabili per la vita normale per la vita quotidiana per non essere appunto gestiti come marionette da un sistema di guerra che Vuole sostanzialmente il profitto e lo sterminio dell'umano Come libertà [Applauso] Grazie Marco è stato anche conciso oltre precisissimo anche conciso e ci hai lasciato due minuti dunque la terza fermata che è un pochino anche Marco ha brillantemente anche introdotto viviamo in un'epoca peculiare con Ampi tratti di disorientamento innegabilmente ma con anche nuove opportunità senz'altro un'epoca di
forti cambiamenti addirittura per usare le parole di Papa Francesco un cambiamento d'epoca Siamo siamo sopportando in particolare i periodi i pericoli di una certa attitudine riduzionista E potremmo dire anche con un certo linguaggio neoliberista cioè con forti tratti comunque di nichilismo sono un po' sotto gli occhi di tutti e Marco appunto ne parlava poco fa Faggin scrive che la mentalità competitiva è una minaccia sempre presente che ci impedisce di essere spontanei creativi e a proprio agio con gli altri e con il mondo sempre i faggini ci avverte che abbiamo bisogno di un'altra coscienza è così
Al punto che possa convertire la conoscenza vissuta in una nuova Conoscenza scientifica da cui generale nuova conoscenza vissuta e così via in Un crescendo senza fine ecco Marco Guzzi ci avverte che queste crisi di cui stiamo parlando e che stiamo vivendo sono tutte crisi di crescita Quindi mettendola da un punto di vista anche di opportunità e io se posso aggiungere una cosa personale le prime volte che ti ascoltai Marco rimase colpito dal fatto che questa è una crisi benissimo Beh questo va benissimo come un koala mi ha molto provocato insomma queste siti sono crisi di
crescita di crescita proprio della coscienza Allora questa ultima affermata vuole essere più tendenzialmente pratica operativa Vi chiedo sempre nella nostra tempistica possibile Quali sono i passi realmente praticabili per una rivoluzione culturale che viene ormai da più parti percepita come necessaria e indilazionabile ovvero Come utilizzare quello che stiamo dicendo che stiamo abbozzando chiaro nei limiti del tempo che stiamo imparando anche stamattina per incidere davvero sul mondo per lavorare concretamente per un futuro di maggior consapevolezza E ultimamente di pace e anche diciamo una sotto domandina e quale valore potranno avere in questo cammino ma Marco ci stava
brillantemente accennando questa cosa le spiritualità di ogni tempo e anche gli antichissime pratiche di consapevolezza come per esempio la meditazione appunto appena appena accennata Insomma come come partire da qui come partire da qui concretamente e passo la parola al professor fagin Grazie Chiaramente Posso usare soltanto la mia esperienza in questo la coscienza a che fare con l'esperienza con la conoscenza dentro di noi quindi Per me il percorso è iniziato con questa esperienza di risveglio che mi ha fatto capire che quello che pensavo fosse la realtà non era per niente così però ho accettato la come
dire ho accettato il fatto che questa esperienza aveva una verità dentro di sé così potente che non potevo trascurarla a quel punto Dovevo seguire la strada tracciata da questa esperienza e quindi io ho fatto 20 anni di lavoro personale cercando di capire cos'è la coscienza prima di arrivare a una conclusione ipotetica che la coscienza è libero arbitrio devono essere caratteristiche fondamentali della natura Cioè non derivare dalla materia senza coscienza e libero arbitrio ma Viceversa la materia è un aspetto di coscienza e libero arbitrio quindi Però ci ho messo 20 anni per arrivare lì in questi
20 anni ho dovuto Sviluppare e capire cos'è la mia coscienza cos'è cos'è questa questa capacità che abbiamo di capire e conoscere e usato 30-40% del mio tempo ho fatto varie scuole di pensiero ma le Scuole varie discipline diversi tipi di meditazione così via cercando alla mia strada perché non c'è una via Maestra qui la via Maestra la dovete scoprire voi dentro di voi una volta che partite per questa strada il e se volete conoscere chi siete quella parte più vasta che siamo vi condurrà vi darà le informazioni man mano che fate il progresso che fate
cioè non è non è possibile non c'è una via Maestra Qui ognuno di voi deve trovare la propria strada ma il commitment il come dire l'impegno deve partire da voi Che capite dentro di voi che quello che siete non è quello che pensavate perché noi siamo il condizionamento che abbiamo crescendo e così via Ci tende a renderci macchine e quindi noi ci muoviamo nel mondo non dico come esattamente come macchine ma molto come macchine finché non capiamo chi siamo e non ci liberiamo di questi condizionamenti non possiamo non possiamo fare progresso e io ho avuto
moltissime esperienze poi straordinari di coscienza che mi hanno rivelato appunto il governo di condizionamenti oppure esperienze traumatiche di cose che erano successe quando ero bambino che non sapevo neanche che esistessero Prima di fare questo lavoro per cui il progresso è molto lento e ci vuole un impegno enorme e non finirà mai cioè io continuo a lavorare su di me perché ce non ci sono sempre aspetti di me che non conoscono e non devo capire devo ma non che devo controllare devo capire una volta che uno capisce automaticamente I problemi si risolvono e quando uno vuole
cioè leggo è sempre in agguato e quindi le esattamente quella parte che crede di essere il corpo che vuole proteggere il corpo che non ha capito che c'è una realtà più vasta e leggo tenderà sempre buone a voler controllare la vostra esperienza e quindi ci vuole molto tempo prima che leggo si rilassi e possa e possa aprirsi a una realtà più vasta e nella teoria con dariano la coscienza esiste in una realtà più profonda della realtà fisica questa realtà che vediamo È molto più vicino alla realtà virtuale che ha una realtà reale per esempio qui
in questo spazio dove nessuno vede nulla ci sono in questo momento 50.000 telefonate che stanno avvenendo Se invece degli occhi avessi delle dei cellulari potrei sintonizzarmi su tutte le comunicazioni che stanno avvenendo in questo spazio dove non veniamo nulla quindi dove esistono queste comunicazioni Dove esiste questa informazione qua dove non vediamo niente Noi vediamo solo una Piccola fetta di quello che c'è qui ma la fetta è così piccolissima che noi crediamo che la realtà sia solo quella che vediamo perché perché abbiamo gli stessi sensi lo stesso tipo di cervello abbiamo imparato a elaborare l'informazione che
vediamo attraverso questa piccola finestra e crediamo di vivere una realtà come la realtà che pensiamo che sia E invece la realtà più profonda la realtà della conoscenza è completamente diversa e ricca e piena di sentimenti di sensazioni è completamente diversa e quando come cominciamo a capire che questa realtà più profonda è quella che siamo possiamo anche capire che quando il corpo muore Noi non andiamo da nessuna parte perché noi siamo esistiamo in questa realtà più profonda e questo è importantissimo perché dopo tutto il problema della morte è uno dei problemi fondamentali di chi siamo siamo
mortali o se fossimo macchine quando il corpo muore buonanotte in suonatori no cioè non c'è più niente da fare ma se invece siamo di più di macchine siamo qualcosa di più che controlla la macchina come il nostro corpo può controllare un drone ed è quello che che io dico che siamo allora quando il corpo muore e come quando il drone viene abbattuto Noi non andiamo noi che controlliamo il drone in Una stanza 1000 km di distanza non andiamo da nessuna parte e di fatto ci sono esperienze di pre morte che alcuni di voi avranno letto
senz'altro dove persone che arrivano in ospedale col cuore che non batte più il cervello che non dà più segnali molti di questi hanno esperienze straordinarie di coscienza simile alla mia esperienza del risveglio che poi li fa cambiare addirittura cioè lì che li cambiano la vita questa esperienza che avviene in uno stato in cui il corpo non funziona quindi se la coscienza fosse veramente un epinometro del cervello come fa avere un'esperienza profonda e trasformativa una persona quindi questo già da una dimostrazione che la coscienza non può essere un epitenomo del cervello Come dice come ci dice
la scienza oggi quindi quindi sono d'accordo con con Marco Guzzi che oggi siamo in una crisi di crescita Cioè dobbiamo vedere quello che sta succedendo come una un campanello d'allarme che ci ricorda che siamo di più delle macchine Siamo siamo enti spirituali e non solo ma anche scientificamente probabili che è così perché oggi La scienza è la nuova religione e se la scienza dice che siamo macchine che è quello che dice e noi crediamo alla scienza Poi cosa facciamo Quindi quindi è ora di questo Io direi che l'intelligenza artificiale oggi ci sta incalzando E ci
sta veramente muovendoci verso la nostra libertà ho finito grazie professore sempre sento esattamente nei tempi Grazie e passo la parola Marco Guzzi su questo tema di praticamente Come fare come procedere anche per questa rivoluzione che è interna esterna nello stesso tempo probabilmente Grazie Marco prego Dunque io penso che il punto di partenza sia il dolore meglio la disperazione cioè oggi dobbiamo parlare alle persone questo nei nostri gruppi e ciò che viviamo da 23 anni i nostri praticanti sono migliaia non centinaia e la cosa che convince che convince di più le persone oggi è un linguaggio
che rispecchi l'esperienza che innanzitutto Facciamo che è un'esperienza estrema Noi abbiamo tanti ventenni trentenni che loro diventano sempre più estremi Infatti io parlo di generazione apocalittiche Quindi io credo che dobbiamo raggiungerci Intanto in questa terribile Sofferenza che sta vivendo l'umanità nel suo stato di scissione interiore e di separazione e quindi aiutarci intanto a capire questo Cioè che questa sofferenza non è solo un fatto privato cioè il problema mio c'è anche ma è anche una cosa collettiva addirittura antropologica una rivelazione Apocalisse vuol dire rivelazione che questo modo di essere questa forma della coscienza è terribile ci
fa stare malissimo ed è arrivata ad una soglia di insostenibilità Quindi o convertiamo cioè cambiamo la mente meta noia e ci apriamo in un processo che sarà lunghissimo non è che facciamo così e diventiamo tutti come dire mistici no consapevoli di essere il tutto che parla No ci metteremo tempo però ri orienteremo la civiltà in un luogo dialogo fra scienza illuminata e spiritualità verso un antropologia della ricerca Quindi questo è il primo punto da qua cioè da quello che abbiamo detto anche oggi a mio parere si apre però anche ineluttabilmente un grande confronto con tutte
le grandi Tradizioni che queste cose le hanno vissute le hanno dette e le hanno praticate cioè Anch'io vengo dalle esperienze poetica che è un'esperienza la poetica che piace a me Mistica sostanzialmente Quindi da bambino diciamo sono nato così sunato male no uno dei miei testi Giovanili cercavo uno per diventare uno come lui uno che in tutto sa essere lo stesso essere che ama eppure in movimento non perde la sua Quiete all'unità ecco per dire però quando noi facciamo esperienze Appunto così poi dobbiamo anche renderci conto che negli ultimi 4000 anni questa esperienza è stata vissuta
sperimentata e quindi dobbiamo capire quello che viviamo noi oggi come passaggio antropologico Come si rapporta a tutte queste grandi tradizioni e questo è un immenso lavoro culturale un immenso lavoro culturale che va fatto se vogliamo fare un passaggio antropologico culturale O come dice anche il papa una rivoluzione culturale che dobbiamo far Per forza ce lo stiamo di tutta stamattina quindi dobbiamo sviluppare a mio parere una figura inedita di operatore operatrice culturale che noi chiamiamo il mistico tecnico Chi è il mistico la Mistica tecnica è una persona che ricerca continuamente l'esperienza dell'Unità e quindi il decondizionamento
il lavoro interiore Ok secondo le pratiche che naturalmente vanno selezionate perché ce ne abbiamo una marea Oggi no Quindi vanno selezionate anche semplificate e anche sintetizzate Ma poi anche un tecnico Cioè è una persona che sa tradurre in un linguaggio tecnica vuol dire arte il primo la prima grande tecnologia è il linguaggio in cui viviamo ed è una realtà virtuale essenzialmente no questa qua ecco il mistico del XXI secolo sa essere un tecnico quindi sa tradurre in elettronica in cibernetica in urbanistica in diritto in politica sentite in una nuova idea del Lavoro in una nuova
idea della società l'esperienza del tutto uno che fa tutti i giorni un po' di più e questo chiaramente ha una ricaduta anche politica avrà perché ancora non se ne vede Però certamente avrà quando noi che qui siamo già 400 se non sbaglio fra questo e l'altra sala che evidentemente abbiamo un certo interesse e che non abbiamo quasi alcuna rappresentazione sul piano della cultura dominante e della politica è come se non esistessimo perché Domina una cultura materialistica riduzionistica e di guerra per cui noi non dobbiamo esistere State tranquilli che non avremo grandi paginone sul Corriere della
Sera perché si deve occupare delle ultime boiate pazzesche di cui normalmente si occupano Quindi quando però noi saremo migliaia decine di migliaia ci organizzeremo Avremo anche la necessità di creare un'espressione politica perché poi si tratterà anche di riorientare la ricerca Cosa significa di Rio orientare gli investimenti sulle tecnologie di ri orientare gli investimenti del bilancio Pubblico che oggi spende 80 milioni al giorno per armi in Italia sapete quanto viene può frega' dei nostri discorsi sottili e pure essenziali sullo sviluppo dell'umano Ecco quindi la ricaduta anche politica del mistico tecnico che potrà essere anche un mistico
politico sarà inevitabile Ma questo dobbiamo metterci tranquilli sapere che sarà una lunga marcia quindi non avere fretta perché la fretta porta alla violenza e la violenza appartiene al mondo che sta finendo l'uno tutto l'esperienza dell'uno è un'esperienza sostanzialmente d'amore nel senso dell'Unità per cui se siamo uno Io non darò un pugno a Marco perché lo do a me stesso e io preferisco non darmelo quindi non farò la guerra e non distruggerò l'ambiente perché sono io anche l'ambiente sono io ma questo richiederà pazienza Però possiamo come diceva cavatix goderci il viaggio [Applauso] grazie grazie Marco anche
precisissimo della tempistica Complimenti in maniera sempre non conflittuale però comunque me lo merito in un certo senso Ecco veramente finché sono finché sono insomma più o meno in possesso delle vie facoltà per quanto difettose Vi ringrazio e ringrazio relatori non provo assolutamente a tirare una conclusione perché sarebbe assolutamente in modesto da parte mia secondo me si è realizzato quello che io speravo che speravamo di offrire dei semi dei semini dei semi che possono maturare nell'interno di ognuno di noi e soprattutto secondo me si è verificata la bella bello schema bello intersezione fra questi due pensieri
che perfettamente Insomma riusciamo a incontrare in uno stesso ambito Ma che hanno straordinario i punti di contatto Secondo me Quindi è una grande offerta che i nostri due relatori hanno voluto fare e vi ringrazio un'offerta preziosa perché sono pensieri forti sono pensieri aperti nello stesso tempo e sono pensieri mi sembra nella direzione veramente di una Umanità Nuova che che coinvolga la scienza coinvolga la filosofia coinvolte alla ricerca spirituale in maniera praticamente non non conflittuale ma poi gli schemi di separazione Ecco vengono accadere Abbiamo parlato un po' di tutto della coscienza della tecnologia E quindi vediamo
che gli schemi di separazione in cui di cui ci nutriamo di cui si nutrono sono sono fortemente artificiosi non esistono a questo livello di pensiero Insomma io come scienziato sono gratificato che si è parlato molto della Scienza ma della Scienza ampia in connessione con con tutte le cose che riguardano l'umano come la ricerca spirituale le o il risveglio e le Pratiche meditative le pratiche di miglioramento quindi vi ringrazio veramente di cuore per me è stato è stato anche con qualche gaffe è stato Insomma una cosa veramente interessantissima E adesso io aprirei se c'è un po'
di tempo a qualche domanda dal pubblico e vi chiedo di fare domande sintetiche in modo da lasciar parlare i relatori 30 secondi un minuto a domanda se se mi permettete questa richiesta in maniera da e Campanellino e avrò a campanellino sui suoi 30 secondi per anche per fare in modo che le massimo delle persone possano parlare Grazie Buongiorno professore ha detto che siamo fondamentalmente soli nella ricerca però allo stesso tempo ci sono delle guide che sono apparse nella storia dell'umanità che sono sono stato un altro professore Gesù Cristo butta e così via quindi non è
che siamo poco soli Ecco con Che relazione c'è tra questa solitudine e Questi personaggi perché se fossimo soli a chi credere voglio dire che relazione c'è fino a che punto siamo soli in relazione a queste persone però non in relazione alla cosa diciamo perché ogni tanto nella storia appaiono Questi personaggi quali portano un messaggio di avanzamento dell'umanità Ecco capiamo Cercato di fondare di fare un Progresso verso l'umanità di dare un altro sguardo ecco Ma adesso la risposta se ve lo lascia dalla risposta Allora quando dicevo soli intendo soli nel senso che la forza la volontà
l'insistenza la determinazione deve venire da dentro deve venire da noi da solo solo da noi in quel senso chiaramente facciamo parte di una società dobbiamo cercare stimoli dagli altri libri che sono stati scritti più gruppi di lavoro Cioè ci sono molte altre cose che devono essere fatti in soggetti insieme agli altri ma però se manca quel quella determinazione personale a cercare dentro di sé a capire quello che succede dentro di noi e per esempio non so se uno sogna Invece di dire a il sogno non serve a niente Si comincia a scriversi giù i sogni
quando si sveglia con il sogno per esempio e comincia a vedere correlazioni tra il sogno e certi problemi che uno a cui pensava e così via quindi Per me quello è quella la cosa importante la cosa importante è che se non se noi non abbiamo se noi cerchiamo la soluzione da fuori cioè Dammi una pillola per risolvere il problema Non riusciremo mai a crescere dobbiamo crescere soltanto attraverso questo questo riguardo che abbiamo verso la nostra esperienza imparare dalle nostre Esperienze nella nostra coscienza tutto qua Marco vuoi aggiungere stiamo perfettamente perfettamente d'accordo credo che rilevante rispetto
a questa questione sia il valore della storia cioè una riflessione seria su cosa sia la storia perché anche con lessa alla domanda sulla coscienza cioè la coscienza questo mistero che ricerchiamo noi vediamo che si esprime in forme in figure storiche che li chiamiamo culture linguaggi civiltà quindi questo almeno diciamo da 250 anni in Occidente ci si interroga sul nesso tra lo spirito come coscienza e lo sviluppo della storia questo è molto importante noi lo facciamo molto nei nostri gruppi è uno dei tre elementi formativi quindi cercare di capire dove ci troviamo adesso rileggendo la storia
che ci ha portato qua cioè voglio dire uno dei testi importanti della filosofia di questa filosofia cioè di una filosofia che ha cercato di capire che cosa sia la storia e la storia come storia della coscienza potremmo dire cioè La fenomenologia dello spirito di Hegel del 1807 il titolo originario che io amo ricordare era scienza dell'esperienza della coscienza Quindi la storia è molto importante non per ripeterla pedissequamente ma per portarla avanti e per portarla avanti Qui ha ragione Faggin ma credo che sia anche l'opinione di chi ha fatto la domanda deve sempre scaturire dalla Profondità
del sé cioè appunto da quella disperazione speranza da quei punti di rottura che tutte le grandi tradizioni indicano come il momento in cui un'entità umana terrestre si mette in ricerca [Applauso] Buongiorno vorrei chiedere al professor James di spiegare con la sua capacità di riaffascinante concetto del Campo attorno al quale ruota la questione della coscienza Partendo dal presupposto che la coscienza e lo spirito per completarsi hanno bisogno dell'esperienza della materia Grazie Allora nella fisica quantistica gli elettroni i fotoni eccetera non esistono come particelle cioè le abbiamo sempre pensate come particelle Ma esistono invece come stati dei
campi i campi e il Campo degli elettroni è ovunque e le particelle gli elettroni sono stati dei campi esattamente come se io ho una moneta la moneta a due stati testa Croce Però non tologia nella moneta io non posso staccare la testa o la croce dalla Moneta lo stesso l'elettrone è uno stato del campo degli elettroni che in realtà è connesso da dentro anche agli altri elettroni E questa connessione da dentro è l'entanglement quello è una realtà della fisica quantistica che non esiste nella fisica classica non esiste negli oggetti macroscopici quindi il campo è questa
entità noi diciamo dariano E Dio diciamo questo campo degli elettroni in realtà è cosciente non solo non solo è fisico ma ha la coscienza è di fatto l'esperienza che ha questo campo che si riversa poi in questi simboli che sono gli stati eccitati che sono che noi chiamiamo elettroni sono parti indivisibili di questo campo quindi il campo è un'esperienza che nessuno può discutere nessuno può conoscere solo il campo può conoscere da dentro la sua esperienza e quindi l'informazione quantistica che descrivesse i simboli può solo si ferma lì può solo descrivere questi simboli Come uno stato
di informazione che non è clonabile non è ripetibile non è conoscibile da fuori quindi la fisica si ferma lì si ferma il punto di dire lo stato quantistico di un campo non è conoscibile da fuori però noi diciamo Ma è conoscibile da dentro e quindi abbiamo chiuso il ciclo tra fisica che osserva e pensa che esista solo l'aspetto misurabile esteriore che è condivisibile e la parte invece interiorità che è l'esperienza di questi campi che però diventa la vera antologia cioè la vera antologia è nell'esperienza dei campi cioè della coscienza cioè L'esperienza di Campi implica la
coscienza cioè sono L'aspetto della coscienziale del campo è il fatto che ha un'esperienza e quindi il campo Il campo è l'ente cosciente che comunica con altri enti coscienti per far cosa per conoscere se stesso come fa deve comunicare con altri enti e come comunica con questi Stati che sono condivisibili quindi la materia quello che noi abbiamo chiamato materia è l'informazione condivisibile come i Bit del computer informazione condivisibile che tutti possono capire se hanno la capacità di capire cioè se hanno se hanno una comprensione sufficientemente alta perché in questo modello l'esperienza Quello che viene prima della
materia viene prima del simbolo della fisica l'informazione è soltanto una probabilità e non ha niente a che fare con il significato dell'informazione mentre in questa nuova teoria l'informazione condivisibile è l'informazione classica l'informazione quantistica semplicemente Punta il dito a un'esperienza ma non può descrivere l'esperienza perché L'esperienza è solo conoscibile da dentro [Applauso] È una domanda forse un po' è stato detto che Marco ha detto che abbiamo tempo che ci vuole pazienza che le cose avvengono nel tempo Allora io mi sto a proposito di questo visto chiedendo questo tempo che si sviluppa su secoli ce l'abbiamo davvero
nel senso cosa fare perché chi usa male le tecnologie staranzando molto velocemente la coscienza il risveglio a livello più ampio a un altro ritmo è possibile pensare a mettere insieme tutte le chiamiamo i profeti i grandi questo personaggi che abbiamo qui in Italia a tutti i livelli Pensare di rallentare la parte negativa Ma questa è una questione che emerge sempre quando facciamo riflessioni di questo tipo è un'inquietudine che ci prende tutti ed è più che naturale che ci prenda Allora anche qui secondo me seguendo il principio del realismo spirituale quindi spiritualità ma realistica o realismo
ma spirituale direi che dobbiamo lavorare su due ordini temporali appunto cioè Certamente per quanto è possibile però e qui ci sarebbe da aprire un lungo capitolo limitare i danni ritardare un po' quello che hanno chiesto questi mille che hanno firmato il documento di cui parlava Marco che hanno chiesto una moratoria se non sbaglio di 6 mesi nello sviluppo dell'intelligenza artificiale e non erano mistici ma era musk appunto arary cioè gente che letteratura proprio nel campo e hanno individuato dei pericoli che d'altra parte già ho che aveva invitato no prima di morire quindi da una parte
c'è questa politica che però sulla quale io sinceramente non ho grandi grandi speranze però bisogna farla se è possibile dove è possibile operare nel limitare i danni nel costituire come diceva fagin dove è possibile delle legislazioni precauzionali Che preservino gli umani e le società dai danni enormi che come abbiamo detto Sono all'ordine del giorno l'altro ordine temporale è più misterioso e qui naturalmente non ci dovremmo intendere su una serie complessa di concettualità io mi muovo all'interno di una concettualità messianica cioè di una lettura messianica della storia ecco donavo prima la storia cioè per me la
storia non solo ha un significato ma ha un significato messianico ora questo concetto è un po' complesso ma comunque detto per quello che risponde a te il tempo messianico come tempo apocalittico è un tempo paradossale lo diceva bene il rene girava un grande antropologo cattolico francese cioè si va sempre peggio e sempre meglio nello stesso tempo E questo a me pare abbastanza evidente Cioè questo ci porterà ad una rottura ad un punto di rottura ad un punto catastrofico penoso Io spero di no faccio di tutto perché non avvenga per me i miei figli i miei
nipoti che ormai sono sempre di più e quindi non voglio che soffrono però se devo parlare con lucidità Beh insomma il pericolo di momenti critici duri in questo passaggio che abbiamo descritto secondo me c'è perché c'è un divario tra l'accelerazione vertiginosa del sistema della guerra che si sta militarizzando Sempre di più Insomma è cronaca quotidiana Basta sentire l'informazione pubblica ormai è un'informazione di guerre propaganda di guerra per essere più precisi propaganda pura di guerra da una parte e dall'altro ovviamente e la lentezza dei processi antropologici culturali profondi quindi dobbiamo In questo senso secondo me rafforzare
la nostra libertà interiore rafforzare i legami relazionali evolutivi Ecco perché abbiamo creato i gruppi 23 anni fa anche per questo quindi avere un ambiente di persone che fanno una ricerca comune e che anche in un momento difficile come è stato per esempio anche il tempo del covip eccetera eccetera si possono aiutare perché questi qui questo sistema che poi economicamente è un oligarchia Finanza capitalistica Insomma Sappiamo benissimo chi sono perché si muovono in un certo modo No sono i grandi fondi di investimenti che hanno posseggono tutto no blackrock e via di seguito e non fare nomi
è cioè questi si sa dove vogliono andare e uno delle loro prassi è l'isolamento cioè renderci soli disperati impotenti demotivati per poter fare i loro programmi Quindi noi dobbiamo su questo secondo ordine temporale lavorare imparare come dire a lungo termine e creare delle Oasi creare delle Arche di Noè creare dei luoghi non di separazione ma noi non siamo così ma comunque io amo Dire di coltivazione del seme dell'umano cioè questi vogliono di devastare il seme dell'umano vogliono il deserto ci vogliono dei luoghi in cui la semente umana viene amata coltivata preservata lì per quanto è
possibile prego anche questo faggino e si può raggiungere qualcosa secondo me noi possiamo controllare soprattutto noi stessi e quindi io metterei l'accento più su quello che possiamo fare noi e quando penso al tempo come è stato espresso per me per me per esempio io faccio il massimo che posso poi dopo Chi lo sa cioè non è non posso non posso controllare gli altri non voglio nemmeno controllare gli altri ma io io quello che mi viene come suggerimenti come intuizioni di quello che sono le aree personali a cui lavorare sono sono diventano il mio obiettivo a
corto termine E poi secondo me non ne abbiamo una sola vita ne abbiamo tante e quindi e quindi e questo non vuol dire che uno può rallentare la propria intensità di lavoro però però insomma facciamo il progresso che possiamo fare poi poi chi Lo sa e sono benché sia molto preoccupato della situazione sono meno apocalittico di Marco ma ma però però però posso capire cioè che si possa arrivare un'apocalisse senz'altro Cioè queste l'applicazione dell'intelligenza artificiale alle armi è un passo che sta avvenendo che per il momento l'uomo non ha ceduto ancora l'autorità al drone di
buttare una bomba ma la logica della guerra è che se io perdo un secondo per avere un uomo nel loop non lo voglio fare quindi voto alla bomba butta la bomba e dopo vedremo le conseguenze Non le conseguenze Sarà quel che sarà cioè questa forma quando Quando l'uomo darà all'intelligente artificiale l'autorità sulla vita degli altri quel quel passo lì può portare all'autodistruzione e questo è un passo che sentendo questa logica feroce di se io ho visto il segno di un missile che sta avvenendo verso di me devo immediatamente mandare un missile contro quindi quindi non
posso aspettare a dare il segnale all'uomo che giudichi se questo segnale spuri o no E quindi ci sarebbe un disastro Infatti io nel mio Libro parlo di un di una di una situazione in cui si è creata esattamente in queste situazioni in Russia e solo perché addirittura un militare che che era quella testa a posto non c'è stata una catastrofe nucleare quindi insomma problemi sono sono sono reali però c'è anche secondo me siamo anche guidati da esseri che sono che sono più avanzati di noi cioè se noi siamo a un certo livello di coscienza ci
devono essere anche enti molto più coscienti di noi per cui non siamo da soli non siamo solo da soli ecco [Applauso] leggendo alcuni scritti di sharerie ho scoperto di Schrodinger Individua uno dei problemi fondamentali della fisica della scienza di oggi no E che nasce poi dalla scienza greca cioè quella il fatto che l'uomo si esclude dall'universo In pratica Guarda l'universo Come se fosse lo schermo di un film e lui sta fuori No E questo è il peccato originale se conoscere della Scienza perché in realtà Invece noi siamo dentro siamo nell'universo come quello che guardiamo Allora
mi sembra che no ci sia bisogno di creare un nuovo modo di fare scienza nel senso di includere tra gli oggetti le osservazioni anche se stessi no E mi chiedo se è possibile cambiare la scienza di oggi o bisogna proprio fare una rivoluzione totale cioè un altro modo di fare scienza proprio no mi chiedo anche voi frequentate in ambienti accademici se sta cambiando qualcosa in ambienti accademici relativamente a questo Ovviamente parlo del facoltà scientifiche Perché tutto sommato noi c'è stata questa separazione No tra tra le scienze umanistiche e le scienze della scienza in seno Certamente
Schrodinger notava esattamente a quello che la scienza prende la posizione della separazione degli oggetti incluso anche la separazione dell'osservatore dell'osservato Non solo ma non so se abbia scritto questo meno ma schwenninger ma certamente oggi Io penso che noi siamo osservatori e attori a simultaneamente mentre la scienza vede noi come osservatori Cioè non vede noi come attori nel anche nella scienza cioè nel conoscere noi Disturbiamo quello che ho osservato e lo dicono ma poi dopo vogliono un osservatore che non disturbi quindi c'è una forma di un pochino di schizofrenia No perché da un lato alla fisica
classica è la fisica deterministica Quindi noi siamo solo osservatori Perché non possiamo far nulla cioè cioè noi se siamo parte dell'osservato e siamo classici fenomeni classici noi non abbiamo libero arbitrio non abbiamo nessuna coscienza Cioè è quello che ci dicono poi no la scienza ha studiato finora la vita come un fenomeno classico non con fenomeno quantistico e classico come un fenomeno classico usano la vita studiata come biochimica non è studiata come qualcosa di più di biochimica invece la vita è informazione e coscienza Naturalmente la coscienza non è nel nell'oggetto la coscienza è nel campo in
cui Esiste questo struttura che chiamiamo vita perché la coscienza è un fenomeno di campi non è un fenomeno di oggetti parlavo prima della coscienza del campo degli elettroni non è nell'elettrone è nel campo la coscienza e quindi quindi bisogna proprio cambiare un po' la comprensione della natura della realtà ma la cosa fondamentale Però è che la Noi siamo attori e la fisica quantistica dice chiaramente che quando uno fa una misura disturba il misurato in maniera Imprevedibile e quindi non è quello che conosce non è quello che c'era prima conosce qualcosa per esempio un Quantum bit
e una direzione nello spazio quando io per misurare la direzione del Quantum bit Quindi che ci vorrebbero due numeri reali per descrivere una direzione nello spazio io devo prima di tutto stabilire una direzione quando stabilisco in questa direzione quello che misuro è uno cioè questa c'è un misuro che lo stato è in questa direzione o nella direzione opposta 1 o 0 quindi ho un bit classico per ogni bit quantistico che una infinità di stati se misura in questa direzione misurano 1 o 0 in questa direzione 1 o 0 cioè misura sempre un bit Questo è
un teorema della fisica il teorema di olevo che dice che la massima informazione che si può avere nel sistema quantistico è un bit per ogni quanto un bit che descrive lo stato del sistema e quindi quindi e un altro modo di vedere la stessa cosa è che io facendo la misura disturbo perché facendo Cosa vuol dire fare la misura stabilire una direzione quindi stabilisco in questa direzione il disturbo sistema e mi dà sempre un bit così è un Beat oppure un una direzione nella direzione o nella direzione opposta Quindi abbiamo veramente una Noi siamo attori
soprattutto e la fisica oggi non non vuole vederci come attori e che è quello che aveva detto lei ma l'ho spiegato un pochino di più spero Su questo punto Grazie Sì è molto interessante Perché sembra appunto che la fisica teorica nel Novecento penso anche Heisenberg che dice esattamente ciò che ha detto adesso Faggin No cioè che l'atto conoscitivo è un atto cocreativo quindi non è un atto oggettivo di rispecchiamento ma è un'azione creativa che cocrea l'oggetto dell'esperienza quindi l'oggetto dell'esperienza non è un dato esterno fisso Ma l'oggetto dell'esperienza è una costruzione si potrebbe dire una
costruzione no Paul claudel grande poeta francese giocava con la parola francese con ne Sons dicendo che la consons è una co-ness cioè una nascita insieme la conoscenza è nascere insieme nasce insieme l'io e il mondo che Lio conosce quindi ecco tutto ciò può essere diciamo forse utile ricordare che è un fenomeno anch'esso non solo della Scienza cioè la consapevolezza dei limiti conoscitivi della rappresentazione cioè dello sguardo che rappresenta le cose e dal punto di vista filosofico il centro del pensiero moderno Cioè è stato Kant parliamo della fine del Settecento che ha detto esattamente quello che
poi Heisenberg ha verificato cioè che l'oggetto dell'esperienza è una costruzione del soggetto Io penso non è la cosa in sé la Cosa in sé non la conosciamo noi conosciamo solo l'oggetto dell'esperienza che la nostra struttura mentale che ha delle categorie intrinseche spazio tempo qualità quantità eccetera eccetera o realizza ma quello che forse può essere interessante per la nostra Riflessione È la crisi dello sguardo rappresentativo in pittura cioè questa crisi che poi è la crisi a mio parere del piccolo Ego perché l'ego a Come forma conoscitiva essenzialmente la rappresentazione che nasce dai sensi quindi dal suo
corpo mortale e dalle sue esperienze sensoriali Allora la pittura per esempio agli inizi del Novecento tra l'altro sono fenomeni sincronistici Nel senso che fra gli anni dieci e gli anni trenta accadono in tutti gli ambiti Allora la pittura dice a me non mi interessa più di rappresentare l'albero che vedo davanti tra l'altro c'è la fotografia ormai che lo fa molto meglio di me Io voglio Ecco Kandinsky Ecco Klee Io voglio far vedere le energie retrostanti il fenomeno le energie genetiche del fenomeno mondo e l'energia genetiche sono dentro di me o fuori di me non è
è impropria la domanda perché il dentro è fuori appartengono alla sfera dell'ego in realtà non a quella dello spirito quindi sia nell'ambito dell'arte sia nell'ambito della poesia ancor prima La poesia diciamo da hilderline sono tutte esperienze oceaniche no Mi illumino di immenso dico per dire di Ungaretti e l'esperienza del risveglio della coscienza nella sua natura spirituale per esempio ma è tutta così come io ho cercato di mostrare quindi la pittura la poesia La fisica la filosofia Heidegger tutto il pensiero di Heidegger è una dissoluzione della pretesa dell'ego nazionale di dare ragione dell'essere per cui Heidegger
ci insegna che prima del momento in cui il soggetto il piccolo soggetto crea un piccolo oggetto di conoscenza C'è un campo entro il quale può avvenire questa relazione questo campo È l'essere e questo campo sono io anche l'esserci cioè È l'essere qui che fa quel che apre questo campo la Liston la radura lì dove le cose possono accadere lì dove le cose che sembra molto il discorso del campo e degli elettroni di cui parlava lei quindi molto bello questo anche questo nessuno ce lo spiega perché se ce lo spiegassero un po' a partire dalle elementari
si può spiegare in modo semplice l'umano farebbe questa transizione con uno spirito più entusiasta appunto più positivo sapendo che tra l'altro a mio parere ma credo che sia il parere anche di Faggin non è che la conoscenza del Piccolo Ego si debba eliminare Bisogna capire cosa può conoscere cioè i limiti di ciò che può conoscere i limiti di ciò che non può conoscere e anche poi chiederci quello che non può conoscere il punto di vista oggettivistico rappresentativo lo possiamo conoscere in un altro modo cioè la coscienza può fare esperienza di sé in una forma Appunto
non di rappresentazione oggettiva e qui siamo tutti d'accordo almeno io e lui ed anche Marco la risposta è sì e anzi Questa è la grande avventura Proviamo ancora qualche domanda che ci sono se ci sono altre domande possiamo raccogliere ancora qualcuna perché prego Sono rimasto colpito da quando avete parlato di risveglio e come questo risveglio porta da una situazione drammatica di dolore e mi è venuto in mente Dante il primo canto e il suo grido di Miserere di me quel che tu sia tante parti ma poi ci vuole tutto il secondo canto per farlo partire
davvero Perché a un certo punto lui si ritira avete detto un percorso molto difficile il mandato per lui e quando appunto Virgilio gli dice si è mosso tutto il cielo perché sia qui allora per l'uomo contemporaneo che ha perso Dio e che come dire ha un'altra struttura rispetto all'uomo medioevale dov'è che trova il mandato per iniziare una volta presa la consapevolezza di questo dolore questo Cammino spirituale ci atteniamo quando quando la domanda è difficile Uno cede all'altro io non ho una teoria di questo Semplicemente posso solo raccontare quello che è stato per me come esperienza
Quindi per me Io mi sono accorto che fingevo di essere contento perché avevo raggiunto tutto quello che il mondo mi dice che se lo raggiungo deve essere contento quindi essenzialmente facevo il gioco del mondo No cioè volevo volevo far vedere che essendo ricco famoso una bella famiglia di tutto quanto ero felice invece non ero felice Anzi soffrivo e soffrivo moltissimo e non sapevo perché soffrivo Quindi il problema per me è stato il coraggio il coraggio di accettare che soffrivo e in un certo senso un atto d'amore verso di me di ascoltarmi perché quando io fingevo
di essere contento semplicemente rinnegamo me stesso rinnegavo quello che è la profondità di quello che provavo e non avevo il coraggio di affrontarlo e Questo coraggio devo dire mi è venuto dopo aver fatto l'imprenditore perché l'imprenditore deve avere un grande coraggio perché quando decide di fare un prodotto per esempio che potrebbe essere potrebbe incontrare un mercato diverso da quello che pensa Quando il prodotto è pronto 2-3 anni dopo deve prendere dei rischi deve fare deve avere coraggio deve decidere che no ci credo e deve andare avanti lo stesso e quindi per me il processo fisico
diciamo il processo normale era era coadiuvante e fondamentale per darmi la forza anche di affrontare la mia interiorità e quando ho avuto il coraggio di affrontarlo ho detto Da lì è partito il proprio come dire secondo me questo coraggio è una preghiera che uno fa e il se è più vasto che sono io mi ha fatto mi ha aperto un po' di spiraglio mi ha fatto vedere che la realtà non era come pensavo e poi l'ha chiuso rapidamente però mi è bastato per fare il resto [Applauso] Sì diciamo che anche qui a parte l'esperienza personale
come quella di fagin come quella ognuno di noi potrebbe anche raccontare ci sono delle costanti nei millenni quindi indubbiamente C'è un Punto di rottura un punto di rottura con Durkheim per esempio dice che è molto difficile che qualcuno si metta seriamente su una via iniziatica diciamo di ricerca se se la vita non gli è risultata per qualche motivo insostenibile impossibile e tutte le vie impraticabili quelle già percorse diciamo insufficienti Questo è il punto di partenza lì inizia una ricerca quindi la prima l'esperienza ma non basta Poi c'è la ricerca questa ricerca normalmente dove ci porta
ci porta anche a confrontarci con tante vicende con tante Sapiens leggiamo studiamo cerchiamo Ok Tu mi dirai chi ti guida e beh un po' lo diceva anche fagin chi ti guida certo non ti guida il piccolo Ego che è in crisi terminale ti guida la vita diciamola così vuoi vivere vuoi continuare a vivere ma sai che in quel modo non funziona più allora ti affidi alla ricerca Questa è un gesto di Fede primordiale di fiducia anonima in un certo senso che ti spinge comunque a cercare qualcosa altro non può essere tutto qui Non può essere
tutto così La vita non può essere solo questa ci deve essere altro eh dicevamo io è un altro e quest'altro alterità alla quale comunque ti affidi Perché non hai alternative ti incomincia a dare delle indicazioni cioè e noi crediamo che sia un intelligenza poi no però tu non lo sai in quel momento Però certamente Ecco il secondo passaggio è la ricerca di una conoscenza cioè di capì che sto succede che mi sta capitando perché vivo questo c'è altro e lì Diciamo ognuno se fa una ricerca seria aderisce in modi diciamo anche vari a delle strutture
conoscitive Ok Anche questo non basta quando hai acquisito alcuni elementi di una struttura conoscitiva un quadro interpretativo di ciò che stai vivendo che ti soddisfa un po' o perlomeno ti Orienta c'è bisogno di una pratica cioè c'è bisogno che tu faccia delle cose assiduamente per favorire il processo cioè stai morendo ad una forma di identità e ti vuoi aprire a qualcosa che non sai nemmeno cos'è ma che però profuma profuma di libertà di arance e segui questo profumo seguire il profumo richiede una pratica però Ecco io credo che questi passaggi siano anche oggi per noi
umanità che ha passato l'ateismo che comunque lo vive dentro come una Prospettiva di cui poi la scienza ci dà conferme continue No siamo non siamo altro che riduzionismo Ecco anche l'uomo e la donna di oggi per i motivi che dicevo prima Cioè per l'estremizzarsi della sofferenza e della solitudine si può rimettere in cammino tantissimi milioni di Italiani stanno vivendo questo Io lo dico sempre ci sono ricerche di miei amici sociologi che parlano di un 35-40 per cento di italiani che stanno vivendo in forme molto varie quello che stiamo dicendo Noi oggi è che non hanno
alcuna rappresentazione culturale cioè questi discorsi è come se non esistessero perché il sistema della guerra si deve difendere sia emergesse questo che cosa ne rimarrebbero di questi che vediamo tutti i giorni in televisione ecco [Risate] [Applauso]