e apriamo il nostro Scrigno questa sera che contiene la parola etzos etica [Musica] etzos in greco vuol dire comportamento costume condotta d'azione e l'etica che su quella parola si fonda è quella parte della filosofia che si occupa precisamente di stabilire i criteri della Condotta umana di valutare ciò che è giusto e ciò che è ingiusto ciò che è bene e ciò che è male quindi la riflessione sul lezzos sul comportamento sulla condotta a contemporaneamente due aspetti uno descrittivo descriviamo i comportamenti umani all'interno di una società di una collettività e un altro è un aspetto normativo
cioè indichiamo attraverso la riflessione filosofica quali debbano essere i comportamenti da seguire e quelli da evitare l'oggetto proprio dell'etica dell'etica Antica classica che è quella di cui ci occupiamo questa sera è la virtù ed è ineliminabile il fatto che l'etica abbia a che fare abbia più di un punto di contatto con la politica nella misura in cui anche la politica è l'analisi dei comportamenti di una società organizzata Non a caso il nostro scrigno di questa sera che contiene la parola etzos Beh pensate lo trovato esattamente tra la parola virtù e la parola politica [Musica] benvenuti
nel prato degli scrigni Io sono Piero Burzio professore di filosofia e storia saggista e romanziere E questa sera voglio parlarvi di etica prendendola nel suo stato nascente cioè all'interno della filosofia greca quella che si chiama l'etica classica il contenuto di questo video è formato di quattro parti nella prima parte Parleremo della sofistica nella seconda parte di Socrate nella terza di Platone e nella quarta di Aristotele Seguite il video fino in fondo perché ho delle indicazioni da darvi alla fine che potrebbero essere più utili Dunque etzos comportamento condotta costume da sempre fin dalla sua ancestrale nascita
la filosofia si è occupata anche di comportamenti umani di morale di etica anche se non la chiamata così a partire dalla civiltà micenea l'uomo virtuoso l'uomo Buono buono è l'uomo Nobile dove la nobiltà è la nobiltà di nascita la nobiltà di Stirpe come la fine della civiltà micenea l'entrata nel Medioevo ellenico quei secoli Bui dal XI all'ottavo secolo circa cambia lentamente questo concetto di comportamento etico virtuoso buono è più o meno in questo periodo che nasce quella tradizione dei sette saggi o dei sette sapienti che in realtà erano 22 sono personaggi la cui sapienza è
sostanzialmente Sapienza etica e morale massime di comportamento che servono per non farsi troppo male nel mondo a contatto con le cose ma soprattutto a contatto con gli altri esseri umani a contatto con la società in cui si vive per esempio la moderazione per esempio la ricerca del giusto mezzo e cose di questo genere ma poi anche tutta la stagione della filosofia pressocratica i vari autori che conosciamo già Talete Eraclito Pitagora contengono all'interno della loro filosofia delle massime di saggezza morale di saper vivere la vera stagione dell'etica comincia a prendere corpo però a partire dall'età classica
il quinto secolo della Atene di Pericle in particolare con i sofisti Questi personaggi che vanno in giro di città in città a insegnare facendosi pagare profumatamente l'arte oratoria a insegnare le tecniche del linguaggio a insegnare quei comportamenti culturali che servono all'interno di un contesto Democratico per emergere per aver successo per persuadere l'uditorio sia essa una piazza oppure un collegio di giudici in tribunale in questo contesto il comportamento umano oggetto dell'etica cessa di essere la nobiltà dei Natali e la stirpe da cui si proviene la virtù diventa l'eccellenza la capacità di aderire al proprio compito Quindi
per un politico la virtù sarà di essere un buon politico per un oratore sarà di essere un buon oratore la virtù per i sofisti è insegnabile non si nasce virtuosi o non virtuosi lo si diventa perché la virtù in questo contesto diventa una insieme di regole tecniche che come tali sono insegnabili e si possono apprendere in vista di uno scopo Qual è lo scopo lo scopo è l'inserimento all'interno di una società essere accettati con il proprio comportamento ad ampio raggio avere successo in questo tipo di società Voi capite che un'etica comportamentale di questo tipo è
soggetta al grande rischio del relativismo che cosa significhi relativismo etico all'interno della sofistica Beh è presto detto anche noi spesso facciamo professione di relativismo e di relativismo etico spesso però ne siamo inconsapevoli bene la prima presa di consapevolezza è storica e filosofica e riguarda precisamente L'epoca della sofistica se leggiamo protagora il frammento numero 1 che peraltro è l'unico frammento che abbiamo di protagora abbiamo quanto segue di tutte le cose misura è l'uomo di quelle che sono per ciò che sono di quelle che non sono per ciò che non sono del famoso frammento in cui protagora
esprime il principio dell'Omo mensura L'uomo in misura di tutte le cose gran bel frammento gran bella concetto collocare l'uomo al centro di un mondo culturale sociale politico farlo diventare il perno di rotazione con le capacità che l'uomo ha a sua disposizione per affermarsi per realizzarsi per creare una etica del successo e della accettazione e al limite anche della condivisione Democratica ma è Platone a intuire il rischio la trappola che si cela dietro questo modo di pensare quando Platone nel tè e Teto commenta questo frammento di protagora lo commenta con la sua solita arte di costruzione
narrativa facendo finta di far parlare lo stesso protagora che non può farlo perché nel frattempo è morto Allora Platone che fa parlare protagora gli fa dire questo cioè la verità sul suo stesso frammento il frammento di protagora Io dico che la verità è come ho scritto cioè di tutte le cose misura l'uomo ciascuno di noi è misura delle cose che sono di quelle che non sono ma siamo immensamente differenti l'uno dall'altro proprio per questo che per uno appaiono e sono certe cose e per un altro invece altre Eccola qui la verità sul frammento di protagora
riconosciuta da Platone nel tetto e cioè che il principio dell'Omo mensura introduce al relativismo relativismo vuol dire che se è vero che l'uomo è misura di tutte le cose e però anche vero che gli uomini concretamente storicamente sono molto diversi gli uni dagli altri e per conseguenza i loro metri di giudizio soprattutto etici e morali saranno diversi Saranno cangianti saranno relativi di questo relativismo sofistico è traccia molto eloquente Direi un passo di uno scritto anonimo composto successivamente alla stagione sofistica ma con una chiara ispirazione sofistica uno scritto a cui la tradizione ha posto il nome
di ragionamenti doppi era un manuale di esercitazione per imparare l'arte sofistica a un certo punto in questo scritto proprio a proposito di questo relativismo etico si legge una cosa che a noi Da un lato fa sorridere dall'altro fa inorridire perché mette insieme metri di giudizio morali che sono agli antipodi e noi sappiamo subito da che parte schierarci ma è importante cominciato a sentirlo per capire portato all'estremo Che cosa significa questo relativismo etico i massageti un popolo squartano i genitori e se li mangiano perché pensano che l'essere sepolti nei propri figli sia la più bella sepoltura
invece se qualcuno lo facesse in Grecia cacciato in bando Morirebbe con infamia come autore di cose turpi e terribili i Persiani reputano bello che anche gli uomini si adornino come le donne e si congiungono con la figlia con la madre con la sorella per i greci sono cose turbi e contro la legge presso i lidi un altro popolo che le fanciulle si sposino dopo essersi prostituite per denaro Sembra bello presso i greci nessuno le vorrebbe sposare il problema della relativismo etico è questo chi ha ragione e chi ha torto Dove sta il giusto e dove
sta l'ingiusto Dove sta il bene e dove sta il male La prima apparizione dell'etica in maniera sistematica in maniera filosofica con la sofistica pone già subito immediatamente questi enormi problemi che sono poi i problemi dell'etica dell'etica Antica ma in parte sono ancora i problemi della nostra etica delle nostre riflessioni di tipo etico con l'apparizione di Socrate sulla scena filosofica si ingaggia La grande battaglia contro la sofistica e contro questo tipo di relativismo Socrate è colui che Getta le basi e apre la strada per questa battaglia combattere quindi il relativismo etico in nome di che cosa
Beh in nome di una concezione della virtù che non sia più personale che non dipenda più da circostanze variabili storiche sociali politiche ecco perché in Socrate troviamo insistente questo tema del TFT del Che cos'è riferito in particolar modo alla virtù Allora se la virtù è un valore e deve essere un valore per tutti universale condiviso riconosciuto rispettato Che cos'è la virtù occorre per essa una definizione una definizione che sia la più universale la più filosofica la più onniprensiva noi sappiamo che Socrate una risposta a questa domanda Che cos'è la virtù non la darà mai È
quello che gli viene osservato dicendo per esempio che i ragionamenti di Socrate sono aporetici in riferimento ai primi dialoghi di Platone che si presuppone riportino il pensiero autentico di Socrate quando Platone era ancora giovane e riportava quindi il pensiero del maestro a poetici Cosa vuol dire vuol dire che non concludono fanno un lungo percorso di domande ma alla fine alla risposta decisiva non ci si arriva e questo è anche il metodo della ironia socratica Cioè quello di far pensare di possedere una verità che in realtà non si possiede in realtà qualche cosa di positivo per
quel che riguarda l'etica socratica con cui Socrate intende combattere l'etica relativistica dei sofisti Beh c'è ed è quello che è stato chiamato l'intellettualismo etico anche qua non facciamoci spaventare dalle parole sono etichette storiografiche che vengono create dopo per indicare un insieme di pensieri e di concetti nel nell'universo di Socrate colui il quale fa il male Paradossalmente lo fa perché non conosce il bene quindi lo fa per ignoranza per fare il bene È sufficiente conoscere il bene ecco l'intellettualismo etico di Socrate Cioè per avere un comportamento etico virtuoso per avere un comportamento ispirato a valori morali
è necessario ma diremo anche sufficiente la conoscenza del bene e della virtù conoscere il bene la virtù impedisce di fare il male C'è poi anche un secondo aspetto più contenutistico secondo il quale per Socrate Lo scopo della vita è coltivare le funzioni dell'anima della psiche che è sostanzialmente un anima conoscitiva il conosci te stesso Ora questo si può fare prendendosi cura di sé e del proprio corpo Cioè in maniera tale che il corpo con il suo elemento materiale non appesantisca e non ostacoli la ricerca di quella virtù che è la conoscenza di se stessi e
questo per Socrate sarebbe la lo scopo dell'etica cioè la saggezza la sofrone Chi ha cercato di rispondere alle domande lasciate in sospese in sospeso da Socrate e Platone il suo allievo riprendendo il problema del TFT del Che cos'è e cercando Per ciascuna delle Virtù la sua definizione universale per sottrarre nello spirito di Socrate l'etica al relativismo sofistico la ricerca di Platone della definizione della virtù ha un esito positivo cioè si arriva effettivamente a definire Che cosa è la virtù Platone lo può fare in virtù di che cosa lo sappiamo già della dottrina delle idee e
l'idea eterna immutabile sempre uguale a se stessa che non nasce e non perisce che non cambia mai identità e l'idea a dare l'identità la definizione alle varie virtù quindi l'idea del coraggio l'idea della giustizia ma soprattutto per Platone l'idea di tutte le idee l'idea così importante che addirittura non è neanche un'idea tra tanti idee ma è qualche cosa di di più che un'idea è l'idea del bene l'idea del bene È il principio di tutto il mondo delle idee e non è un caso che questo principio fondamentale principio metafisico del mondo delle idee e l'idea del
bene sia un'idea di tipo etico perché Platone non dice che sia l'idea che ne so del cavallo l'idea del guerriero l'idea dell'eguaglianza della diseguaglianza ma l'idea del bene quindi un'idea etica che fonda che fonda tutto intero il mondo delle idee e da consistenza universale quindi metafisica ai valori etici se c'è l'idea del bene allora il coraggio è quella roba lì La Temperanza e quella roba lì la giustizia e quella roba lì e sono valide per tutte non come avevamo letto prima presso i massageti e una cosa presso i lidi e un'altra cosa presso i greci
è un'altra cosa ancora la grande ricerca della dell'etica classica e la ricerca di una norma universale di comportamento che valga a prescindere dai singoli comportamenti umani Aristotele e l'ultimo grande rappresentante di questa etica classica antica con lui si chiude un'epoca e l'etica entrerà all'interno di altre direzioni con le scuole ellenistiche la posizione di Aristotele è una posizione di sintesi tra il relativismo sofistico in cui l'etica è il comportamento è la ricerca del successo e del riconoscimento sociale da un lato e l'etica platonica universale metafisica fondata costruita sull'idea del bene l'etica di Aristotele si fonda invece
sulla natura e qui in natura significa sia la natura umana sia la natura del Cosmo dell'universo fuor di me la natura umana l'uomo per natura è costituito da tendenze da disposizioni le quali naturalmente si sviluppano il comportamento etico corretto è quello di realizzare queste disposizioni queste potenze facoltà interiori la realizzazione della propria natura questo tuttavia non si può fare se prescindiamo dalla natura del Cosmo e dell'universo fuori di noi perché perché il Cosmo fuori di noi è un ordine metafisicamente e fisicamente concepito da cui dipendono anche i nostri comportamenti umani Quindi la nostra natura non
può contraddire nel cammino della sua realizzazione la natura che sta fuori di noi ma poiché la più alta vocazione della natura umana e il pensiero la contemplazione il Bios teoreticos Allora anche per Aristotele come per Platone il la più alta vita Etica è la vita contemplativa per Platone era la contemplazione del mondo delle idee per arrivare alla contemplazione dell'idea di tutte le idee che il bene per Aristotele il sommo bene E l'esercizio del pensiero la contemplazione razionale in cui consiste la felicità l'etica di Aristotele è un'etica eudaimonistica eudaimonia in greco significa felicità pensiero razionale di
che cosa contemplazione di che cosa il culmine della vita etica e la contemplazione di ciò che è sempre è con parola tecnica le cose necessarie ciò che sono così e non possono essere diversamente in particolare l'ultimo in realtà il primo oggetto della contemplazione è il Dio di Aristotele che non a caso è il pensiero di pensiero una sorta di autocoscienza Divina pura contemplazione un Dio che non è turbato da nulla perché non ha nulla fuori di sé questo è l'oggetto ultimo in realtà primo del cammino etico la felicità raggiunta ora l'opera di sintesi che Aristotele
mette in atto tra il relativismo sofistico e la metafisica di Platone consiste nel prendere in esame tutte quelle virtù numerose che costellano la nostra vita quotidiana sono le virtù etiche cioè le virtù che fanno riferimento all'anima irrazionale Cioè il desiderio le passioni le emozioni che devono essere guidate dalla ragione per trovare il loro giusto mezzo e che rappresentano il nostro vivere normale il coraggio che sta a metà tra la viltà e la temerarietà la giustizia La Temperanza e via dicendo con un'attenzione da parte di Aristotele alle realtà concrete del mondo del mondo storico del mondo
sociale del mondo politico infatti una parte importante dell'etica di Aristotele sta nella contiguità con l'aspetto politico in particolare il concetto di giustizia è come se l'etica e la politica intrattenessero questo rapporto reciproco pur nella differenza dei rispettivi ambiti perché si tratta comunque di comportamenti che devono permettere Per quel che riguarda l'etica il raggiungimento della felicità per quel che riguarda la politica il raggiungimento di un'organizzazione sociale che sia e funzioni come base per il raggiungimento della felicità etica E con questo ci siamo fatti una idea della articolazione della riflessione etica nel mondo antico l'indicazione che vi
ho promesso all'inizio sta in questo se volete approfondire le tematiche etiche Prendendo come punto di riferimento questo strepitoso libro che abbiamo citato l'etica nicomachea di Aristotele che rappresenta il culmine della riflessione etica antica e che contiene ancora molti spunti di estrema attualità io trovo molto bello per esempio all'interno dell'etica nicomachea la descrizione non solo delle virtùle virtuetiche le virtù di anoetiche ma anche la descrizione di alcuni vizi è molto illuminante molto interessante molte di queste cose descritte da Aristotele pensate 2000 2400-300 anni fa sono Non solo sono ancora valide i giorni nostri ma rappresentano anche
degli strumenti degli indicatori di ricerca di cui magari potremmo anche aver bisogno per capire meglio Pensate un po' il nostro stesso tempo Se volete approfondire volete leggere direttamente il testo di Aristotele l'etica nicomachea Guardate questo video e con questa parola etzos che abbiamo trovato questa sera ci lasciamo e ci diamo appuntamento alla prossima al prossimo Scrigno al prossimo video